Vacanza in moto in Trentino – Alto Adige

Con alcuni amici anche quest’anno sono tornato in Trentino – Alto Adige per trascorrere qualche giorno di vacanza (c’ero già stato nel 2010).

Abbiamo fatto base a Colfosco (Corvara) nel garnì Reutlingen gestito da Gabriella e Andreas Alfreider, e da li ogni giorno siamo usciti in moto per percorrere vari stupendi itinerari che ci hanno permesso di ammirare dei paesaggi veramente incantevoli.

Le Dolomiti sono davvero favolose perché gli stessi luoghi cambiano in funzione della luce del giorno e/o delle condizioni meteorologiche … belle, belle, belle! … e non ci si stanca mai di tornarci!

Dolomiti fantastiche

 

L’unica delusione è stato il Lago di Carezza ormai ridotto ad una pozza d’acqua dalla lunga siccità.

Che altro aggiungere … strade sempre in ottimo stato, servizi efficienti, prezzi decisamente contenuti.

Se lo volete, potete guardare il piccolo video che ho montato ed un po’ di foto fatte 😉




Cuscus con pollo e verdure

Ricetta by Roxana

Il cuscus con pollo e verdure è un piatto di facile preparazione, poco calorico, e che può essere consumato sia caldo che freddo.

Ingredienti (per 6 persone):

  • 250 gr di cuscus precotto (già pronto). [ Ved. anche preparazione e cottura del cuscus ]
  • 1 peperone rosso
  • 1 carota
  • 2 zucchine
  • 1 cipolla
  • 2 pomodori rossi
  • 1 petto di pollo
  • 2 mestoli di brodo
  • Sale e pepe q.b.
  • Olio extravergine di oliva

Preparazione:

Cuscus, pollo e verdure vanno preparati separatamente, per poi essere uniti ed amalgamati alla fine in una padella.

Cuscus

  1. Versate il cuscus in un contenitore e bagnatelo con un mestolo di brodo, poi lasciatelo riposare per 5 minuti coperto.
  2. Dopo che il cuscus ha assorbito tutto il brodo e si è “compattato”, sgranatelo con una forchetta in modo da separare di nuovo i chicchi.
  3. Conditelo con un filo di olio e sale, e copritelo.

Petto di pollo

  1. Tagliate il petto di pollo a dadini, insaporitelo con sale e pepe e poco olio.
  2. Saltate i dadini di petto di pollo in padella fino a che non sono perfettamente rosolati su tutti i lati (circa 20 minuti)

Verdure

  1. Mondatele, e tagliatele tutte a dadini
  2. In una padella bagnata con un filo di olio fate saltare in sequenza:
    1. la cipolla per 5 minuti,
    2. poi la carota ed il peperone per altri 5 minuti (devono diventare croccanti),
    3. e poi la zucchina.
  3. Aggiungere quindi il brodo e lasciare cuocere a fuoco basso per completare la cottura.

Una volta terminata la cottura delle verdure spegnete il fuoco, aggiungete i pomodori e mentre amalgamate versate i dadini di pollo rosolati in precedenza.

Continuando a mescolare aggiungete per ultimo il cuscus, e servite: il cuscus con pollo e verdure è pronto per essere gustato  😉

cuscus con pollo e verdure

Cuscus con pollo e verdure

In Spagna per la Rider 1000

Insieme ad alcuni amici ho partecipato alla fine di maggio alla Rider 1000, una manifestazione che da qualche anno si svolge sulle belle strade della Catalunya, e che consiste nel percorrere 1000 km in un tempo massimo di 22 ore.

Per permettere la partecipazione anche a piloti “meno resistenti” (come il sottoscritto) nell’ambito dello stesso evento vengono organizzate anche la Rider 500 che prevede una tempo max di 11 ore, e la Rider 300 da completare in 7 ore (medie orarie inferiori quindi a 50 km/h).

Il luogo di partenza e di arrivo è Manresa, una cittadina che si trova a circa 60 km da Barcellona, e quindi nel cuore della Catalunya.

Io ho preso parte alla Rider 500: mi piace andare in moto, ma non me la sono sentita di guidare per più di 14 ore, e poi ho problemi alla vista e preferisco non guidare di notte.

Abbiamo fatto base Castellbell i el Vilar nella bella e confortevole struttura Mas del Puig dove avevamo a disposizione il grande appartamento del Mirador dal quale si gode di una vista eccezionale sulle vicine cime del Montserrat.

Mercoledì 24 maggio

Da Genzano di Roma a La Spezia dove sono stato ospite a casa del mio amico “Pinguino”. Solita autostrada ed Aurelia; nulla di particolare eccetto il fatto che andando molto piano ho rischiato di addormentarmi!  🙁

Giovedì 25 maggio

La Route des CretesTrasferimento a Marsiglia dove insieme agli altri amici del gruppo si era deciso di pernottare.

Mi sono incontrato appena fuori La Spezia con Gianni per dirigerci verso il confine a Ventimiglia. Poco dopo Genova ci siamo uniti a Paolo e Renato provenienti da Milano, ed insieme abbiamo continuato il viaggio su bellissime strade secondarie percorrendo anche la Route des Crêtes, una strada panoramica stupenda che si trova a sud-est di Marsiglia.

Siamo arrivati nell’hotel Premiere Classe Marseille Centre di Marsiglia verso le 19:00 dove abbiamo trovato gli altri due componenti del gruppo, Osvaldo e Massimo, che per impegni di lavoro erano arrivati a Marsiglia autonomamente.

Venerdì 26 maggio

Da Marsiglia a Manresa dove dovevamo arrivare prima delle 20:00 per completare le operazioni d’iscrizione.

Causa un ponte festivo ed il tempo splendido c’era un grande traffico sulle strade francesi (specie verso il mare) con numerosi ingorghi, e così non è stato possibile percorrere l’itinerario programmato. Abbiamo perciò preferito continuare sulle autostrade fino a destinazione.

Arrivati a Manresa abbiamo facilmente raggiunto la grande area (un centro sportivo) sede della manifestazione per ritirare i gadget, il “passaporto” (dove sono stati apposti i timbri dei punti di controllo) ed un braccialetto d’identificazione.
Veramente ottima l’organizzazione della manifestazione: nulla lasciato al caso!  🙂

Dopo esserci rinfrescati e riposati ci siamo spostati nella vicina masseria Mas del Puig per prendere possesso dell’alloggio, scaricare i bagagli e fare una doccia; e poi abbiamo cenato tutti insieme in un ristorante all’ingresso del paese Castellbell i el Vilar che ci era stato consigliato.

La veduta dal Mas del Puig

Sabato 27 maggio

È il giorno della Rider … e siamo stati costretti a dividerci  🙁

La partenza della Rider 500E si, perché per la Rider l’orario di partenza viene stabilito in base al numero d’iscrizione. E poiché (specie per la Rider1000) è importante partire presto, quando vengono aperte le iscrizioni (in genere alle 00:00 di un certo giorno) il server del sito viene preso d’assalto e spesso non è possibile collegarsi per effettuare l’iscrizione.

Massimo che, non era riuscito ad iscriversi prima che venisse raggiunto il numero massimo di partecipanti alla 1000, per fortuna è stato successivamente ripescato in sostituzione di un rinunciatario che aveva il numero 8, mentre gli altri amici erano riusciti a farlo solo poco prima che le iscrizioni venissero chiuse ed avevano numeri di partenza intorno al 700.

Io partecipando alla Rider 500 ed avendo il numero 843 sarei partito intorno alle 10:30, e quindi ben dopo di loro.

Tanto per avere un’idea dei numeri alla Rider di quest’anno si sono iscritte 2500 persone: 853 alla Rider1000, 1419 alla Rider500 e 228 alla Rider300.

Le partenze sono avvenute al ritmo di 6 piloti ogni minuto

Massimo è partito prestissimo, intorno alle 6:00; Paolo, Renato, Gianni ed Osvaldo verso le 7:30, ed io alle 10:30

È stata veramente una bella esperienza perché seguendo il percorso suggerito ho scoperto dei luoghi suggestivi guidando quasi sempre su strade secondarie dall’asfalto perfetto.

Uno dei panorami della Rider 500

E poi mai affollamento; ovviamente si incontrano altri motociclisti, ma siccome l’unico vincolo sono i punti di controllo dove far timbrare il “passaporto”, mentre si guida non si procede mai in gruppo.

Mi sono fermato brevemente varie volte, ed ho fatto la sosta pranzo verso le 14:30; ho completato il percorso verso le 19:30 impiegando così 9 ore in totale. All’arrivo è stato posto l’ultimo timbro a certificare il completamento del percorso, e poi mi è stata consegnata la foto ricordo, una spilletta ed un adesivo che ho subito applicato sulla moto.

La foto ufficiale della mia partecipazione

Massimo, che ha viaggiato anche lui da solo, ha finito poco prima delle 20:00 percorrendo per un errore ben 1160 km 😕 , mentre l’altro gruppo di amici ha terminato verso le 4:00 del mattino … ma si sono fermati per un lauto pranzo a base di paella, spuntini vari e cena!

Tornando alla masseria dove alloggiavamo ho deciso di fermarmi per cenare all’aperto in una tipica trattoria mangiando benissimo e spendendo una sciocchezza, poi una bella doccia e quindi il meritato riposo visto che la giornata era stata lunga e faticosa.

Domenica 28 maggio

Trasferimento a Valencia.

Un panorama sulla strada per ValenciaSalutati gli amici mi sono avviato verso Valencia, una delle città spagnole che insieme a Saragozza non avevo mai visitato. Prima della partenza avevo consultato una mappa stradale e scelto un percorso identificato come “panoramico” … e mai scelta fu più azzeccata perché ho viaggiato su strade molto belle e scoperto angoli fantastici e poco conosciuti della stupenda terra spagnola.

Valencia? Che dire: un’altra bellissima città spagnola ricca di storia che vale sicuramente la pena di visitare. Ormai la Spagna non mi stupisce più … ci vado a colpo sicuro e me la godo!
Le città sono sempre ordinate e pulite, tutti i servizi pubblici (bus, metro, parcheggi etc) funzionano alla perfezione, c’è poco traffico ed i centri storici sono tutti pedonali!
A mio parere oggi la Spagna è almeno 25 anni avanti rispetto all’Italia, ed il divario continua ad aumentare ogni anno che passa!

Una veduta del centro di Valencia

Lunedì 29 maggio

Ho trascorso gran parte della giornata facendo un lungo giro in moto verso sud su strade secondarie alla scoperta del territorio, ho attraversato dei paesini stupendi, pranzato in una tipica trattoria con i tavoli per strada e fermato in dei bar dove ho potuto sempre scambiare qualche parola con persone estremamente cordiali: ecco, a me piace girare proprio così!

Rientrato a Valencia (ho pernottato nell’ottimo Aparthotel Valencia Rental) sono tornato di nuovo in centro città per terminare la visita. Avevo intenzione di cenare al “Casa Roberto” a base di paella, ma il ristorante era chiuso per riposo settimanale e così mi sono accontentato di un’ottima tagliata in uno dei tanti ristoranti di Plaza del Ayuntamiento.

Martedì 30 maggio

Panorama del territorio attraversato da Valencia a SaragozzaDa Valencia a Saragozza;
uscito da Valencia ho seguito l’autostrada verso Saragozza per poi deviare verso un’area montagnosa dove sono presenti anche numerosi impianti sciistici.
Ho percorso circa 200km di strade bellissime godendo di panorami mozzafiato: non mi aspettavo tanta bellezza! Una natura selvaggia con un alternarsi continuo di gole, dirupi, torrenti con vedute veramente stupende … forse le strade più belle che ho mai percorso in vita mia! Fondo sempre perfetto, eccetto pochi chilometri (comunque asfaltati, ma con qualche buca) dove squadre di operai erano al lavoro per ampliare la carreggiata.

Arrivato a Saragozza, dopo una doccia nell’Hotel Inca (buono, in posizione centralissima, con parcheggio convenzionato a pochi passi), sono uscito per visitare la Cattedrale e gli altri punti d’interesse della città.

Saragozza mi ha deluso; numerosi negozi chiusi per cessata attività, pochi turisti in giro, giardini e strade non a livello delle numerose altre città spagnole che ho già visitato. Ho passato il pomeriggio e la serata passeggiando, ho cenato in un ottimo “all-you-can-eat” che offriva una grande varietà di pietanze spagnole dall’aspetto veramente invitante.

Veduta della piazza di fianco alla Cattedrale di Saragozza

Mercoledì 31 maggio

Avendo prenotato per il ritorno in Italia il traghetto Barcellona > Civitavecchia che parte alle 22:00 circa ho deciso di fare un giro sul lato spagnolo dei Pirenei.

I Pirenei - lato spagnolo

Un’altra giornata magnifica trascorsa percorrendo strade incantevoli che attraversano paesini stupendi … 570 km di pura goduria motociclistica!
La sera l’imbarco nel moderno Terminal Grimaldi del porto di Barcellona, e poi la tranquilla traversata con arrivo in orario a Civitavecchia.

Giovedì 1° giugno

Rientro e subito la solita incazzatura perché un porto come quello di Civitavecchia è una vergogna per un paese civile! Sporcizia, la viabilità pensata da un folle … vabbé, meglio lasciar perdere: solo chi non esce mai dall’Italia non si rende conto dello stato in cui è ridotto il nostro paese!  👿


Tutte le immagini del viaggio in Spagna

Le immagini del viaggio in Spagna per la Rider 1000

Motore Triumph TR6 PI

Ultimo aggiornamento: Mar 22, 2017 @ 22:06

Da qualche anno possiedo una Triumph TR6 PI del 1975, una delle ultime prodotte per il mercato italiano e quindi un modello CR da 125 CV.

Quando acquistai l’auto sul motore non vennero effettuati lavori importanti, eccetto la sistemazione dell’impianto d’iniezione Lucas.

Dopo qualche mese d’uso per ridurre il consumo di olio vennero installati degli O-ring sullo stelo delle valvole, e fu durante questa operazione che venne notata una leggera perdita dalla valvola di aspirazione del cilindro n° 2.

Per mantenere le valvole chiuse in modo da poter rimuovere agevolmente i fermi e le molle è sufficiente mettere in pressione il cilindro con aria compressa tramite un raccordo da installare al posto della candela, e fu durante questa operazione che fu accertata la perdita dalla valvola di aspirazione del cilindro n° 2.

Recentemente il consumo d’olio era leggermente aumentato, e così ho deciso di far smontare il motore per una revisione completa dall’officina American Car del mio amico Bob Celli.

Motore Triumph TR6 PI

Dopo lo smontaggio ed un controllo preliminare le condizioni riscontrate sul motore sono:

  • Catena di distribuzione lenta;
  • albero a camme con due lobi molto consumati, in particolar modo quello di azionamento della valvola di aspirazione n° 2;
  • alcuni bicchierotti molto consumati di cui quello della valvola di aspirazione n° 2 in condizioni veramente pessime;
  • fasce raschiaolio di due pistoni incollate;
  • pistoni leggermente rigati, ma nulla di grave tanto che potrebbero anche essere riutilizzati;
  • superfici dei cilindri in condizioni veramente eccellenti;
  • bronzine delle bielle e di banco tutte in ottime condizioni

L’idea è quella di aggiornare il motore a “Fast Road Stage 1” e per la fornitura dei materiali ho deciso di rivolgermi al RevingtonTR workshop che da anni si occupa del restauro e modifica delle Triumph TR.

Nei prossimi giorni inserirò aggiornamenti sui lavori effettuati, per cui se volete sapere come il vecchio motore verrà sistemato … stay tuned … ovviamente l’alimentazione rimarrà ad iniezione con il sistema meccanico Lucas, sistema che se lo conosci NON lo eviti  😎

27 gennaio 2017

C’è voluto un po’ di tempo, ma ieri finalmente tutto il materiale è stato spedito dalla GB e spero di riceverlo all’inizio della prossima settimana.

Il motore verrà revisionato apportando le seguenti modifiche:

  • Testata con valvole ad alte prestazioni (aspirazione dia 36,53 mm e scarico 32,39), molle rinforzate, sedi valvole compatibili con la benzina verde e guide valvole in bronzo
  • Bronzine dimensioni standard
  • Pistoni dimensioni standard, ma di alta qualità
  • Asse a camme “Fast Road” temperato
  • Bicchierotti punterie trattati superficialmente e forati per migliorare la lubrificazione
  • Metering unit tarato per le nuove prestazioni
  • Volano alleggerito in alluminio
  • Frizione e spingidisco rinforzati
  • Ventola raffreddamento radiatore elettrica
  • Collettore di scarico con prestazioni migliori

Il motore verrà riassemblato sostituendo oltre a tutti i materiali di consumo (boccole, guarnizioni, tappi, tenute olio), anche alcuni elementi di fissaggio come fermi e bulloni soggetti a stiramento.

21 febbraio 2017

Sulla testata sono state sostituite le sedi ed i guida valvole, ed i condotti sono stati rilavorati per rimuovere le asperità residue della fusione e per migliorare i flussi. Verranno installate valvole con caratteristiche migliori e molle adatte. Anche il castelletto delle punterie subirà una lieve modifica.

Luce aspirazione testata Triumph TR6

Oggi sono stati montati i nuovi pistoni, ovviamente con bronzine nuove.

Pistoni motore Triumph TR6

27 febbraio 2017

Continua con calma l’assemblaggio del motore.

La cam è stata regolata alla fase prevista utilizzando una corona dentata regolabile:

Triumph TR6 PI camshaft timing

E poi un montaggio normale prestando attenzione solo alla messa in fase del metering unit 😉

Motore Triumph TR6 PI quasi assemblato

Purtroppo manca il piccolo raccordo che va installato sul metering unit, e quindi l’installazione del motore inevitabilmente subirà un lieve ritardo 🙁

3 marzo 2017

In attesa che arrivino alcuni particolari mancanti, oggi pomeriggio il motore è stato avviato al banco  😀

 

 

Purtroppo è stata riscontrata una leggera perdita dal metering unit. C’è un piccolo trafilamento di benzina dalla flangia di accoppiamento tra la parte distributrice e quella regolatrice del MU, e molto probabilmente sarà necessario sostituirlo con un altro in quanto questi complessi vengono revisionati e calibrati da alcune ditte in UK. Il MU installato era stato appena revisionato, e quindi mi verrà sostituito in garanzia.

Ricordo a tutti che il motore è stato preparato mantenendo l’alimentazione ad iniezione Lucas opportunamente tarata.

Nei prossimi giorni verra rimontato sull’auto; saranno necessarie sicuramente alcune ulteriori regolazioni, ma da come gira sembra che promette molto bene Motore TR6

22 marzo 2017

La revisione del motore della TR6 è terminata. Il motore è stato provato su strada e funziona perfettamente e …. “lisciamente”  :mrgreen:

Con “lisciamente” intendo che anche procedendo a soli 1000 RPM in 4^ marcia con overdrive non ha perdite di colpi e gira perfettamente regolare.

In accelerazione nessuno “strappo”, ma un’ottima progressione … per quello che ho potuto provare visto che il motore è in “rodaggio” e ovviamente non l’ho sforzato  😉

Che dire …. oltre che soddisfatto sono sempre più convinto che anche continuando ad utilizzare la tanto vituperata iniezione Lucas si riescono a realizzare motori con buone prestazioni dal funzionamento estremamente regolare e con una erogazione “fluida” (senza strappi).

Per ulteriori informazioni sui componenti utilizzati contattatemi: ricordo a tutti che il motore della mia Triumph TR6 PI modello CR è stato revisionato per aggiornarlo alla versione CP “Fast Road Stage 1”, più altre modifiche …. diciamo che ora è una versione CP Stage 1 & 1/2  😎

 

Le foto della revisione motore Triumph TR6 PI



Come disabilitare gli aggiornamenti iOS su iPhone

Purtroppo questo metodo NON funziona; dopo qualche giorno l’iPhone ha ricominciato a scaricare l’aggiornamento. L’unico modo per risolvere il problema sembra che sia quello di passare ad un altro produttore  😐

Da qualche anno la Apple propone aggiornamenti ai suoi iOS che a mio parere peggiorano sensibilmente le prestazioni dei dispositivi e la loro usabilità.

Per tale motivo ho deciso di NON aggiornare più né il mio vecchio laptop MacBook Pro, né l’iPhone 5 che ancora possiedo (in futuro MAI più Apple).

Mentre per il MacBook Pro non ho avuto problemi, per l’iPhone da diversi giorni appariva con insistenza un fastidioso avviso che mi chiedeva d’installare l’aggiornamento; ma la cosa che mi dava veramente più fastidio era il download automatico del nuovo sistema operativo che è circa 1.1GB e che mi occupava inutilmente spazio.

A nulla è servito cancellare più volte il malefico aggiornamento iOS 10 da IMPOSTAZIONI > GENERALI > UTILIZZO SPAZIO E iCLOUD > GESTISCI SPAZIO: ogni volta che era disponibile un WiFi l’aggiornamento veniva riscaricato e cominciavano di nuovo gli insistenti avvisi.

Ho fatto molte ricerche ed alla fine tra i tanti commenti all’articolo How to Stop iOS Software Update Notifications Reminders ho trovato quella che sembra essere la soluzione:

Disabilitare aggiornamento iOS

In Impostazioni > Generali > Restrizioni (vi verrà chiesto d’inserire il vostro codice) > Siti Web spuntate “Limita i contenuti per adulti” e poi nella sezione “NON CONSENTIRE MAI” inserite i domini dai quali l’iPhone esegue il download degli aggiornamenti, e cioè:

appldnld.apple.com
mesu.apple.com

Ho apportato queste modifiche da qualche giorno a per adesso il “trucco” per disabilitare gli aggiornamenti iOS 10 su iPhone sembra funzionare.

How to avoid iOS update

Tour della Grecia in moto

L’ultima volta che ero stato in Grecia fu nel 2013, quando la attraversai da Igoumenitsa a Kavala, prima tappa del mio viaggio in Iran.

All’inizio di quest’anno avevo deciso di tornare in Grecia con la moto per visitarla con calma scegliendo come periodo la metà di settembre per due motivi: meno caldo, e meno gente!

Per il traghetto, dopo aver esaminato le varie possibilità per Igoumenitsa, ho scelto l’imbarco da Brindisi con la compagnia EMMC.

Lunedì 12

Trasferimento a Brindisi via autostrada; la partenza del traghetto era prevista per le ore 20:00, ma al check-in ho scoperto che era stata anticipata alle 19:00.
Traversata con mare calmo; il traghetto non era molto affollato per cui – pur avendo prenotato una poltrona – ho potuto dormire sdraiato sul divano di un salottino.

Martedì 13

È ancora notte e dormo profondamente quando una voce annuncia l’arrivo nel porto di Igoumenitsa! Guardo l’orologio e sono le 2:30 nostre … le 3:30 locali  😯
Chiedo quanto ci vuole allo sbarco, e mi rispondono 10 minuti 
Azz, il traghetto oltre a partire un’ora prima ha anche guadagnato tempo per cui è arrivato in anticipo.
Operazioni di sbarco velocissime, e così alle 4:00 di mattina di una notte senza luna mi ritrovo per le strade di Igoumenitsa  😕
Decido di procedere con molta calma verso Ioannina sulla E92 come da programma; lasciata Igoumenitsa la strada inizia a salire, è buio pesto e non circola nessuno.
Più vado avanti e più le condizioni peggiorano perché la strada continua a salire in un susseguirsi di tornanti, e poi è arrivata anche la nebbia che appanna il parabrezza della Gold Wing impedendomi di vedere davanti. Nel primo paese che incontro mi fermo sotto un lampione davanti il laboratorio di una pasticceria: proseguire in queste condizioni per me è troppo rischioso perché non vedo nulla, per cui aspetterò il sorgere del sole.
Dopo una decina di minuti che ero fermo arrivano due ragazzi che avevo conosciuto sul traghetto a bordo della loro KTM; chiacchieriamo qualche minuto e poi si decide di continuare piano piano verso Ioannina dove le nostre strade si divideranno (loro sono diretti a nord).
Ancora qualche chilometro percorso con molta prudenza e poi finalmente albeggia; anche la nebbia si è diradata ed inizia a circolare qualche macchina, e così arriviamo senza problemi a Ioannina dove ci fermiamo in un bar per fare colazione e chiacchierare un po’.

Ormai è giorno, la temperatura è gradevole, ci salutiamo ed io continuo sulla E92 verso Metsovo: la strada ormai non è più utilizzata e così incontro pietre franate non rimosse e brevi tratti di asfalto riparati alla meglio.

Dopo Metsovo la strada sale; ogni tanto qualche piccola frana e tratti di corsia chiusi, ma il tempo è splendido per cui non mi preoccupo e continuo. Superato Metsovo un cartello avverte “travel at your own risk”; e poi inizia qualche breve tratto di strada senza asfalto.
Finalmente incontro un pickup e chiedo al guidatore se la strada è aperta: mi fa cenno di si e di proseguire … OK si va avanti  🙄
I paesaggi sono belli, si attraversa qualche bosco, ma insomma … nulla di particolare!
Il TomTom mi indicava che l’ultimo tratto (quello sul tunnel dell’autostrada) era chiuso, ed infatti l’ho trovato sbarrato da un guard rail che chiudeva metà della carreggiata. Superato quest’ultimo tratto ho continuato senza problemi sulla parte ancora in uso della E92 che collega l’autostrada e Kalampaka.

Arrivato a Meteora sono rimasto incantato dalla vista dei monasteri costruiti in cima alle coste rocciose dalle alte pareti a picco … sembrano irraggiungibili!
L’area e tutta molto bella e ben curata, e nonostante la bassa stagione c’erano molti turisti.

Vista di Meteora - Grecia

La stanchezza iniziava a farsi sentire; la giornata era stata lunga e così ho pranzato in una taverna di Kastraki, e poi mi sono riposato nell’ottimo Hotel “Guesthouse Papastathis” che avevo prenotato.

Mercoledì 14

Giornata dedicata al trasferimento ad Ilia, un piccolo borgo sulla grande isola di Eubèa (o Èvia) ubicata ad est di Atene. Sono partito verso le 8:00 per dirigermi verso Karditsa e poi Lamia, superata la quale la strada è diventata meno noiosa migliorando gradualmente man mano che mi avvicinavo a Delphi dove ho fatto una brevissima sosta.
Belli i panorami che ho potuto ammirare scendendo da Delphi sulla “48”, strada che ho abbandonato per procedere su strade secondarie verso Davlia, e poi Katalyma e Kalapodio per giungere a Arkitsa da dove parte l’unico traghetto disponibile per raggiungere il nord dell’isola di Eubèa.

Durante il percorso ho attraversato diversi paesi e sono rimasto sorpreso dal fatto che le strade all’interno dei piccoli centri abitati sono veramente molto strette, tanto da permettere a malapena il passaggio di una sola auto; caratteristica che ho riscontrato in quasi tutti i piccoli borghi che ho attraversato.

Arrivato a Arkitsa, in attesa del traghetto, ho pranzato in uno dei locali di fronte al piccolo porto, poi alle 15:00 la breve traversata verso Edpsou ed i pochi chilometri per giungere a Ilia.

Il traghetto per Edpsou

Ilia onestamente la immaginavo più carina: mi ha dato l’idea di un posto in abbandono; sicuramente in passato deve aver conosciuto giorni migliori perché su quel poco che rimane della spiaggia di ciottoli erosa dal mare ci sono ancora i resti di vecchie docce ed ombrelloni.
Ho dormito nel’Hotel Balaska, una struttura a gestione familiare dove la sera ho anche cenato.

Giovedì 15

Avevo pianificato l’attraversamento di tutta l’isola fino a Marmari da dove avrei preso il traghetto per Rafina, ma arrivato in prossimità di Chalkida – visto che il panorama mi sembrava monotono – ho deciso di attraversare l’unico ponte che collega l’isola alla terraferma e di procedere verso sud per andare a visitare il Tempio di Poseidone a Sounio.

Tempio di Poseidone

Bella tutta l’area e la strada costiera, che ho percorso lentamente ammirando il paesaggio mentre proseguivo verso Glyfada, una località nella periferia sud di Atene.

Avevo prenotato l’Hotel Villa Orion tramite Booking, ma la sera prima ho ricevuto una telefonata da un impiegato di Booking che, scusandosi, mi avvisava che l’hotel da me scelto era pieno proponendomi il Mirada Hotel ed il rimborso della differenza in quanto costava di più. Ho accettato e riprenotato senza controllare le caratteristiche della struttura che ho poi scoperto essere un albergo utilizzato soprattutto per incontri sessuali: specchi enormi in camera, film porno all’accensione della TV, ed un arredamento “particolare”. Comunque non era male 😉  perché vicino al centro, al mare, ed alla stazione dei tram per Atene.

Venerdì 16

Si va nel Peloponneso! Su un forum mi era stato suggerito di prendere l’autostrada per Corinto in modo da evitare il traffico intorno ad Atene, e così ho fatto.

Il Canale di Corinto

Breve sosta per scattare qualche foto allo stretto canale, e poi ho continuato lungo la costa visitando in sequenza le aree del Teatro di Epidauro, di Micene e la Fortezza di Palamidi a Nafplio. Strade molto belle, specie quella che da Porto Cheli giunge a Nafplio attraversando una zona montuosa.

Veduta dalla Fortezza di Palamidi

Ho pernottato nell’ottimo Blue Sky Apartments & Rooms di Xiropigado, una pensione con annesso ristorante a conduzione famigliare direttamente sul mare: camera dotata di tutti i comfort con balcone vista mare, la spiaggia a 10 (dieci veramente) metri, parcheggio per la moto coperto, WiFi anche in spiaggia … mi sono trovato talmente bene che ho deciso di fermarmi 2 notti per godermi un’intera giornata di mare 

Sabato 17

Sosta al mare a Xiropigado

Sosta al mare in Grecia

Domenica 18

Si va ancora più a sud! Strada bellissima lungo la costa con panorami mozzafiato fino a giungere a Monemvasia dove ho fatto una breve visita perché la temperatura era di 36°, e passeggiare per le stradine del borgo con stivali e pantaloni da moto è stata una sofferenza.

Monemvasia

Ho poi proseguito in direzione di Gerolimenas dove ho pernottato al Pyrgoi Theodorakaki.
Gerolimenas offre veramente poco perché è solo un piccolo borgo con molte case abbandonate; sconsiglio sia l’albergo Pyrgoi Theodorakaki perché la camera non è confortevole, sia l’annesso ristorante perché esageratamente caro  🙁

Lunedì 19

Trasferimento a Olympia; fino a Kalamata mi sono goduto dei piacevoli panorami su una bella strada costiera, ma poi è iniziato a piovere – anche forte – ed ha smesso solo quando ero ormai giunto a pochi chilometri da Olympia dove avevo prenotato l’Hotel Kronio, un buon albergo vicinissimo al sito archeologico ed al museo.

Nel pomeriggio ho visitato l’area con i resti della vecchia Olympia e l’interessante museo, e poi ho cenato in uno dei tanti ristoranti che si trovano sulla via principale della piccola cittadina.

Il museo di Olympia

Martedì 20

Veduta dalla terrazza del Sundy's StudiosPer raggiungere l’isola di Lafkada avevo programmato un percorso verso Patrasso su strade interne, ma vista la pioggia del giorno precedente ho chiesto consiglio al proprietario dell’albergo il quale mi ha consigliato di prendere la strada principale che scorre lungo la costa. Giunto a Patrasso, ho poi continuato come da programma su strade secondarie molto belle fino a Nydri dove ho soggiornato nell’ottimo Sundy’s Studios, il miglior albergo di tutta la mia vacanza in Grecia  😀

Il meteo era estremamente variabile, ho provato a scendere in spiaggia, ma subito è iniziato a piovere leggermente costringendomi a rientrare in albergo. Pioggia che però è durata giusto pochi minuti, e così dopo una bella doccia sono uscito a passeggiare per la carinissima Nydri ancora affollata di turisti e vacanzieri.

Mercoledì 21

La sera avevo il traghetto Igoumenitsa > Brindisi; dopo un’ottima colazione sulla terrazza del Sundy’s Studios ho dedicato parte della giornata alla scoperta della bellissima isola di Lefkada, per poi dirigermi con calma al porto di Igoumenitsa per l’imbarco.

Giovedì 22

Arrivo in orario a Brindisi e veloce trasferimento in autostrada fino a casa: fine del tour della Grecia in moto.


I percorsi di questo viaggio sono disponibili su Tourstart.org e possono essere scaricati liberamente in vari formati per poter essere utilizzati sui navigatori GPS  😉


Sostituzione Filtro Aria Gold Wing

Ultimo aggiornamento: Feb 4, 2017 @ 21:25

Ho appena terminato la sostituzione del filtro dell’aria sulla mia Gold Wing GL1800 del 2010 dotata di AirBag, operazione che ho eseguito insieme al mio amico Gianni.

La Honda prevede la sostituzione del filtro aria ogni 18.000 km, ma poiché è un’operazione che richiede lo smontaggio di molte parti in genere viene eseguita intorno a 50.000 km, ed essendo la mia Gold Wing arrivata proprio a 50.000 km ho deciso di sostituirlo.

Per arrivare all’air box che contiene il filtro aria è necessario scollegare numerosi connettori elettrici e rimuovere diversi componenti tra cui l’AirBag: per sicurezza è bene staccare la batteria in modo da disalimentare completamente tutta la moto.

Come prima operazione conviene togliere la sella ed i due fianchetti (quello della batteria ed il corrispettivo a destra); poi si possono rimuovere tutte le carene superiori.

Per lo smontaggio delle carene consiglio la visione di questo video:

 

Le viti che fissano le carene laterali NON sono tutte uguali; per non sbagliare io le ho conservate così:

 

Viti carene - filtro aria Gold Wing

Rimosse tutte le carene bisogna staccare il supporto dell’AirBag:

  • sul lato sinistro della moto liberare la centralina svitando il bullone da 10 in modo da poter girare la staffa. Non serve staccare i connettori; i fili sono abbastanza lunghi e la centralina può essere spostata senza problemi.
  • Sul lato destro invece va staccato il controller dell’Airbag che è fissato da due bulloni sempre da 10. Per allontanarlo è necessario scollegare anche il piccolo connettore elettrico.
    Inoltre occorre far fuoriuscire dalla sede anche la fascetta di plastica che mantiene in posizione il cablaggio più grande; con un po’ di pazienza e delle piccole pinze bisogna schiacciare le linguette mentre si tira la fascetta.
    Una volta liberato si può spostare il controller verso l’esterno (conviene fissarlo ad un foro della carena).
  • Sul lato destro sfilare anche il filo dell’antenna FM.
  • Rimuovere i fermi di plastica e sfilare i due condotti di presa aria.

Rimuovere gli elementi di fissaggio del supporto AirBag: a destra ci sono due viti torx T30, mentre a sinistra davanti c’è un bullone da 10, e dietro un’altra torx T30.

A questo punto l’AirBag è libero e può essere sfilato ruotando la parte posteriore verso l’alto mentre lo si fa scorrere leggermente indietro; appena si è creato lo spazio sufficiente bisogna scollegare tutti i connettori della radio ubicati nella parte anteriore.
Scollegati i connettori l’AirBag può essere spostato indietro e poggiato sul serbatoio.

L’airbag contiene una carica esplosiva e quindi va sempre ….
maneggiato con estrema cautela. Poggiarlo sul serbatoio mantenendolo nella stessa posizione d’installazione, e cioè con la parte nera verso l’alto.

Tolto l’AirBag basta svitare le viti che fissano il coperchio della scatola del filtro aria e rimuoverlo, ed il filtro sarà così accessibile per la sostituzione.

Per identificare tutti i componenti consiglio la visione anche delle foto contenute in questo album  😉


Garmisch, la Foresta Nera, Berlino, Varsavia e Bratislava

Erano molti anni che volevo andare al raduno BMW di Garmisch-Partenkirchen che tutti gli anni si tiene all’inizio di luglio, e quest’anno finalmente ci sono riuscito abbinandolo alla visita di alcune capitali del Nord Europa.

brag a GarmischIl raduno di Garmisch richiama tantissimi motociclisti ed appassionati, per cui se non si vuole dormire in tenda è necessario prenotare con largo anticipo. A novembre 2015 avevo trovato una camera ad un prezzo abbordabile a Oberammergau nell’ottimo Hotel Antonia dove sono arrivato nel primo pomeriggio di venerdì 1° luglio.

Utilizzando il bus gratuito sono arrivato nell’area del raduno a Garmisch (che dista circa 20 km da Oberammergau): impressionante l’organizzazione; nei parcheggi realizzati sui terreni circostanti erano disponibili anche delle tavolette di legno da mettere sotto il cavalletto per assicurare maggiore stabilità alle moto!
Ho visitato i vari stand, ma soprattutto ho voluto vedere l’area dove erano allineate centinaia e centinaia di tende dei numerosi visitatori che avevano deciso di campeggiare. E poi un giro negli enormi stand gastronomici dove tanta, tanta, ma proprio tanta birra veniva servita!   Foto di Garmisch

Il sabato mattina avevo programmato un giro in moto nelle zone circostanti che sono paesaggisticamente molte belle, per poi tornare al raduno ed assistere alle varie esibizioni in programma; ma verso l’ora di pranzo è iniziato a piovere veramente forte e così sono rientrato in albergo rinunciando anche alla seconda visita a Garmisch perché con tutta l’acqua che veniva giù ero certo che avrebbero annullato gli spettacoli.

Nella notte il tempo è decisamente migliorato e la domenica mattina mi sono diretto a Lenzkirch, cittadina nel cuore della Foresta Nera (o Schwarwald), costeggiando il lago di Costanza.
Ho soggiornato presso il Schwarzwaldhotel Ruhbühl, una bella struttura appena fuori il paese dotata di ristorante e parcheggio privato, ma un po’ vecchiotta e trascurata.

Un panorama della Foresta nera

Molto caratteristico il Titisee, bella la famosa strada 500, e tutti carini e ben curati i vari paesini che ho attraversato. Merita una visita perché molto interessante il museo degli orologi di Furtwangen.
La Foresta Nera offre dei paesaggi veramente incantevoli, ma non molto diversi tra loro, per cui un paio di giorni a mio parere sono più che sufficienti per “esplorare” la zona.   Foto della Foresta Nera

Berlino ... il vecchio ed il nuovoMartedì 5 luglio sono andato a Berlino. Pensavo ad un viaggio rapido e confortevole sulle veloci autobahn tedesche, ed invece numerosissimi cantieri stradali, tantissimi autocarri (mai visti così tanti autocarri su un’autostrada) ed un traffico molto intenso in prossimità delle grandi città mi hanno rallentato parecchio, e così sono arrivato a Berlino molto stanco nel tardo pomeriggio.

Ho pernottato al Entrée Hotel Berlin Karlshorst, una struttura recentemente rinnovata e dotata di parcheggio privato che è collegata benissimo con il centro della città.

Berlino è una città che sicuramente merita una visita perché ancora oggi si percepisce che è rimasta divisa dal “muro” per tanti anni. Il meteo non è stato dei migliori con frequenti brevissimi scrosci di pioggia che si alternavano a forti folate di vento freddo, ma sono comunque riuscito a vedere quasi tutte le maggiori attrazioni turistiche passeggiando per la città e spostandomi con i mezzi pubblici.   Foto di Berlino

Giovedì 7 luglio mi sono recato a Varsavia: una lunga galoppata sulla modernissima autostrada che collega la capitale tedesca a quella polacca.
Sono arrivato subito dopo pranzo, e ciò mi ha permesso di dedicare tutto il pomeriggio e la sera alla visita della città che a me è piaciuta molto.

Una piazza di Varsavia

Ho pernottato all’Ibis Budget Warszawa Centrum, un albergo economico, ma pulito, silenzioso, dotato di parcheggio, WiFi e dal quale in pochi minuti si può raggiungere il centro.   Foto di Varsavia

Il Castello di BratislavaVenerdì 8 trasferimento a Bratislava, un’altra capitale europea che non avevo mai visitato. Ho passato tutto il pomeriggio e la sera passeggiando per il suo bel centro storico trasformato in un’enorme isola pedonale piena di negozi e ristoranti. Bello il castello situato alla sommità di una collina rocciosa, proprio di fianco al fiume Danubio, e dal quale è possibile ammirare tutta Bratislava.   Foto di Bratislava

Il sabato mi sono unito ad alcuni amici a Palmanova (UD) per il raduno della locale sezione del CCMotorday. Terminato il raduno, causa il caldo asfissiante, il lunedì mattina ho rinunciato ad un lungo giro in moto preferendo di rientrare direttamente ed il più rapidamente possibile a casa.

Lisbona, L’Algarve e l’Alentejo … in moto

Lo scorso anno dopo aver visitato parte dei Pirenei, la Galizia ed il Nord del Portogallo mi ero riproposto di “esplorare” anche il sud del Portogallo (l’Algarve), ed in particolare la zona interna dell’Alentejo.

Ho condiviso l’idea su un Forum ed un amico si è detto interessato, e così abbiamo organizzato la trasferta nella penisola iberica con l’intento di scoprirne la costa atlantica del sud.

Poiché alcune zone in estate sono particolarmente affollate abbiamo preferito un periodo primaverile sperando di trovare un meteo decente.

Come le altre volte, invece di fare un lungo e costoso trasferimento stradale, per arrivare in Spagna abbiamo scelto il traghetto della Grimaldi che collega Civitavecchia a Barcellona.

Martedì 26 aprile

La mia Gold Wing GL1800 del 2010Partenza da Civitavecchia. Un po’ di ritardo all’imbarco con le moto inspiegabilmente imbarcate per ultime. La nave si presenta in condizioni decisamente peggiori dall’ultima volta che l’ho presa circa un anno fa: pavimenti sporchi e cibo servito al self service non di buona qualità.

Mercoledì 27 aprile

Dopo una navigazione tranquilla il traghetto è arrivato nel porto di Barcellona con circa 45 minuti di ritardo.

Veloce trasferimento all’Ibis Hotel di Sant Andreu de la Barca, un albergo con un buon rapporto costo/qualità ubicato alla periferia di Barcellona sull’autostrada A2/NII per Zaragoza e Madrid che avevo già utilizzato in precedenti viaggi.

Giovedì 28 aprile

Piove! Era previsto tempo variabile, ed invece la pioggia ci accompagnerà per tutto il tragitto fino a Toledo. Poco prima di Madrid, salendo di quota, la temperatura raggiungerà anche i 7° ed il freddo, insieme all’umidità, ci costringerà ad indossare indumenti pesanti.

Siamo arrivati a Toledo nel primo pomeriggio dove abbiamo alloggiato nell’Hostal Gavilanes II, un buon albergo dotato di parcheggio privato a pochi passi dal centro della città.

Nel tardo pomeriggio abbiamo passeggiato per Toledo, e poi cenato in un bar senza troppe pretese.

Plaza de Toros - Toledo

Venerdì 29 aprile

Finalmente il tempo è cambiato e splende un bel sole! Partiamo abbastanza presto ed utilizzando le ottime autostrade e superstrade gratuite spagnole ci avviciniamo rapidamente al confine portoghese entrando da Badajoz.

Raggiungiamo Lisbona attraversando il ponte Vasco da Gama sul fiume Tago per poi dirigerci all’Ibis Lisboa José Malhoa, struttura vicinissima ad una fermata della Metro grazie alla quale è possibile raggiungere il centro in pochi minuti.

Il pomeriggio lo abbiamo trascorso passeggiando per il centro di Lisbona per poi cenare nel ristorante Bota Alta, ubicato nel cuore del Bairro Alto che ci era stato consigliato ad entrambi: a me non è piaciuto! Un locale frequentato solo da turisti dove ci hanno servito un baccalà che galleggiava nell’olio!

La piazza principale di Lisbona

Sabato 30 aprile camera-icon (1)

Giornata interamente dedicata alla visita di Lisbona. La città è piena di turisti e per visitare le maggiori attrazioni è necessario fare la fila.

Nel centro di Lisbona, dopo una passeggiata nella Praça do Comércio, ci muoveremo utilizzando lo storico Tram 28 con il quale raggiungeremo l’imponente Castello di São Jorge; poi la torre di Belém, ed il monastero dos Jerónimos.
Fa caldo, le file per accedere ai monumenti sono state lunghe, ed abbiamo anche camminato molto ammirando l’architettura della città: verso le 17 torniamo in albergo per riposarci un po’ e prepararci alla cena che abbiamo deciso di consumare al A Licorista O Bacalhoeiro ristorante che personalmente ho trovato migliore del Bota Alta!

Panoramica di Lisbona

Domenica 1° maggio camera-icon (1)

brag a Cabo da RocaIl 1° maggio è stata una festa grande in Portogallo, perché la festa del lavoro è concisa con la festa della mamma che nella penisola iberica si festeggia la prima domenica di maggio.

Il nostro programma prevedeva una gita in moto nell’area ad ovest di Lisbona per visitare Sintra, Cabo da Roca e Cascais.

A Cabo da Roca un simpatico signore ci ha consigliato di dirigerci verso nord su una strada panoramica per poi fermarci a pranzo a Ribamar, una piccola località poco dopo Ericeira.

Erano da poco passate le 12:00 quando siamo arrivati a Ribamar, ma tutti i ristoranti erano già pieni 😯 , e solo dopo numerosi tentativi siamo riusciti a trovarne uno con un tavolo libero dove abbiamo gustato un’ottima zuppa di pesce.

Sulla via del rientro abbiamo fatto una lunga sosta a Cascais parcheggiando le moto all’interno del moderno porto turistico, ma quando siamo ripartiti il traffico era bloccato e dopo aver fatto quasi un’ora di fila percorrendo solo pochi chilometri siamo stati costretti a rientrare verso l’interno per poter prendere l’autostrada a pagamento per raggiungere Lisbona.

Cabo da Roca

Lunedì 2 maggio

brag sul traghetto; sullo sfondo CessaGiornata dedicata al trasferimento nel sud del Portogallo, e precisamente nella regione dell’Algarve, su un percorso costiero che ci permetterà di ammirare spiagge molto belle circondate da una natura incontaminata.

Per uscire da Lisbona abbiamo utilizzato il “Ponte 25 de Abril”, un ponte sospeso sull’estuario del fiume Tago realizzato in acciaio con una forma molto simile al famoso Golden Gate Bridge di San Francisco (è stato realizzato dalla stessa compagnia) e poi ci siamo diretti verso Setubal dove abbiamo preso un piccolo traghetto per evitare un lungo giro intorno alla baia dell’Estuário do Sado, una riserva naturale creata per proteggere un’importante zona umida.

Sbarcati dal traghetto abbiamo proseguito lentamente verso sud fermandoci di tanto in tanto per ammirare dei bellissimi paesaggi.

Abbiamo visitato la Fortaleza de Sagres, che è il punto più a sudovest del continente europeo, e da dove si può godere di uno spettacolare panorama sul mare e su Cabo de São Vicente.

La costa atlantica del Portogallo

Sosta a Lagos nella struttura Dona Ana Garden; la città balneare ci è subito apparsa molto ben curata. Dopo una passeggiata in centro abbiamo cenato in uno dei tanti ristoranti all’aperto gustando un ottimo risotto ai frutti di mare.

Martedì 3 maggio

Era previsto un percorso nelle aree più selvagge dell’Alentejo, ma dopo pochi chilometri di strade secondarie asfaltate, però non in buone condizioni, arrivati a Ourique si è deciso di procedere direttamente verso Beja e poi Évora.

Dopo la visita di Évora ci siamo diretti a Reguengos de Monsaraz dove avevamo prenotato l’ottimo albergo Solar de Alqueva.
Cena veramente squisita a base di porco preto e sericaia nel “Restaurante Plano B”.

Mercoledì 4 maggio

È stata la giornata in cui ho viaggiato da solo in quanto non volevo rinunciare ad un percorso panoramico che avevo programmato su strade secondarie.

Una veduta fantastica dalla strada per Castelo de Vide

Mi sono diretto verso nord attraversando una enorme area collinare piena di vigneti per poi addentrarmi in un parco naturale fino a raggiungere, con una bellissima stradina di montagna, Castelo de Vide da dove, dopo una sosta, ho proseguito verso Marvâo ed il confine spagnolo.

Una volta in Spagna ho percorso solo noiose superstrade e poi autostrade fino a Salamanca dove sono arrivato nel primo pomeriggio.

Doccia, un breve riposo, e poi visita della città sede di una famosa università e ricca di storia e monumenti.

A me le città spagnole piacciono parecchio perché sono ordinate, pulite e quasi tutte hanno in centro una vasta area pedonale che consente di passeggiare tranquillamente. Forse dovremmo iniziare anche in Italia a far sparire dalle strade le troppe auto in sosta e chiudere i centri al traffico dei veicoli.

Salamanca

Giovedì 5 maggio

Trasferimento a Barcellona = 850 km di noia!  😕
Pernotto all’Ibis Barcelona Ripollet scelto perché ha il parcheggio, si trova vicino ad una stazione della metro grazie alla quale si raggiunge facilmente ed in poco tempo Plaça de Catalunya ed ha un buon rapporto qualità/prezzo.

Venerdì 6 maggio

Lunga passeggiata per il centro di Barcellona e per la “Rambla”, e poi verso le 19:00 abbiamo raggiunto il porto per l’imbarco sul traghetto che ci riporterà a Civitavecchia.

Sabato 7 maggio

Dopo una navigazione tranquilla siamo arrivati a Civitavecchia. Alle 20:30 ero a casa dopo aver percorso circa 3700 km con la mia nuova Gold Wing GL1800, moto che ho acquistato usata da poco tempo e che ho utilizzato per la prima volta in un lungo viaggio.


Tutte le foto del viaggio

 

Le foto del viaggio in Portogallo

Motore Lambretta 150D

Ultimo aggiornamento: Lug 14, 2016 @ 05:41

La Lambretta 150D è dotata di un motore monocilindrico a 2 tempi che sviluppa una potenza di 6 CV a 4600 giri.
La frizione è a bagno d’olio ed il cambio a tre velocità; l’accensione invece utilizza un volano magnete a 6 Volt con anticipo variabile.

La struttura del motore è alquanto complessa e particolare; tanto per citare una caratteristica, la trasmissione del moto dal blocco motore/cambio – che è posto al centro dello scooter – alla ruota posteriore avviene tramite un albero ed una coppia conica.

Anche la lubrificazione del motore è abbastanza “originale” in quanto un cuscinetto dell’albero motore (quello installato lato volano) utilizza grasso, mentre l’olio della scatola cambio lubrifica, oltre agli ingranaggi, anche la frizione ed il secondo cuscinetto di banco.
La scatola della coppia conica ha invece una propria lubrificazione con olio ad alta viscosità.

Come è facile comprendere con una simile configurazione il motore risulta piuttosto complicato vista la presenza di numerosi paraoli ed ingranaggi elicoidali (quelli delle coppie coniche), oltre ad innumerevoli boccole, anelli seeger, rondelle di rasamento, molle, etc etc Motore Lambretta

Inoltre, sia per lo smontaggio che per il montaggio sono necessari vari estrattori (realizzabili adattandone alcuni standard) e delle chiavi speciali (bussole di ridotto spessore).

Alcuni elementi sono montati ad interferenza, per cui è bene procurarsi anche una torcia a gas o un phon industriale per scaldare le parti.

Come ho già raccontato in un precedente post, lo smontaggio del motore ha presentato diverse difficoltà perché numerose parti erano inchiodate dall’ossido, è stato necessario preparare degli estrattori, e soprattutto per la presenza di una quantità enorme di vecchio grasso secco misto a sabbia diventato durissimo con il tempo, e quindi molto difficile da rimuovere.

Quando la Lambretta 150D fu acquistata il motore era funzionante, ma erano presenti copiose perdite d’olio in prossimità della ruota posteriore.
Ed infatti l’unico grosso problema riscontrato nel motore è stato lo sfondamento del pignone e la rottura di un cuscinetto della trasmissione.

Dopo aver smontato tutte le parti è stata eseguita una sabbiatura dei carter motore che in origine venivano verniciati con colore sistema Lechler Alluminio FIAT 690.

Vista la complessità del motore – e soprattutto la poca esperienza – si è preferito pre-assemblare alcune parti del motore per evitare di danneggiare la verniciatura durante il montaggio.

Nel sito http://www.scooterdepoca.com sono disponibili i vari manuali ed il catalogo delle parti di molti modelli di scooter, tra cui anche quelli della Lambretta 150D.

I numeri di riferimento riportati in questo articolo sono relativi al catalogo delle parti liberamente scaricabile dal suddetto sito; c’è anche un bel Forum con informazioni e suggerimenti indispensabili per il restauro e la manutenzione della Lambretta 150D e del suo motore.

Trasmissione

Come prima cosa va inserito il gruppo pignone e relativi cuscinetti preventivamente assemblato; poiché le parti sono molto vecchie e spesso usurate conviene montare DUE paraoli al posto dell’unico originale in modo da garantire una tenuta migliore facendoli lavorare su un’area del pignone non usurata.

Prima d’inserire il gruppo pignone assicurarsi che sia presente la rondella d’acciaio di battuta 34 in fondo alla sede.
Poiché la tenuta dell’olio viene effettuata solo per interferenza tra il distanziale 36 ed il corpo della trasmissione conviene applicare un filo di sigillante in modo da essere certi che non si verificheranno perdite.

Conviene scaldare il carter della trasmissione perché il calore dilata l’alluminio e lo rende più elastico.

Verifica tenuta gruppo pinione

Verifica della tenuta del gruppo pignone coppia conica

Prima di procedere alla verniciatura del carter trasmissione si è preferito provare un assemblaggio del gruppo al blocco motore.
Dopo varie prove si è visto che il metodo più semplice è quello di fissare il carter trasmissione in posizione verticale in modo che sia possibile inserire  l’alberino secondario del cambio e tutti gli ingranaggi senza che questi fuoriescano; il gruppo motore verrà poi collocato in posizione dall’alto.

Dopo questa verifica, necessaria per assoluta mancanza d’esperienza su questo motore, il carter trasmissione è stato preparato per la verniciatura  😀

Gruppo trasmissione Lambretta 150D

Gruppo Motore

Il montaggio dell’albero motore e dei relativi cuscinetti e paraoli non presenta particolari difficoltà. Prestare attenzione solo al verso dei 3 paraoli (molletta sempre rivolta verso la biella).

Montaggio albero motore Lambretta 150D

Terminata l’installazione dell’albero si può inserire il pignone primario. Su questo motore, uno degli ultimi prodotti, il dado di fissaggio ha la filettatura sinistra.

ATTENZIONE: sotto al pignone possono essere presenti una o più rondella di rasamento che vengono utilizzate per regolare il gioco della coppia conica primaria. Non avendo sostituito parti sono state rimontate le tre rondelle trovate al momento dello smontaggio.

Bloccato il pignone si può montare la corona della coppia conica ed il cestello della frizione. Per poter serrare il dado bisogna bloccare l’albero con una chiave spaccata da 18 di piccole dimensioni in quanto va infilata in uno spazio non molto grande.

A questo punto si procede con l’assemblaggio del gruppo frizione; prima il tamburo …

Tamburo frizione Lambretta 150D

… e poi i dischi della frizione. Per schiacciare le molle e poter inserire il fermo è stato utilizzato il tirante stesso della frizione (non è necessaria una grande forza per schiacciare le molle):

Frizione Lambretta 150D

E così anche il gruppo motore è pronto per la verniciatura  😉

Gruppo motore (parte calda) Lambretta 150D

I carter motore della Lambretta 150D (tutte le fusioni) ed anche il collettore di aspirazione originariamente venivano verniciati color alluminio Fiat 690 (il classico color alluminio dei cerchioni in ferro delle auto), per cui si è proceduto alla mascheratura e verniciatura delle varie parti applicando prima un fondo aggrappante …

Parti da verniciare motore Lambretta 150D

… e poi il colore Alluminio Fiat 690.

Verniciatura motore Lambretta 150D

 

Assemblaggio finale

L’accoppiamento del gruppo motore a quello della trasmissione non presenta particolari difficoltà se viene effettuato mantenendo le trasmissione verticale.

Si inserisce prima l’alberino di trasmissione 7 nel pignone 38, e poi l’ingranaggio 60 completo dei 24 rulli 62.

Per mantenere i rulli in sede è sufficiente usare del grasso; se si ha la cura di allinearli perfettamente l’inserimento dell’ingranaggio è semplicissimo

Subito dopo si può montare la forcella 56 di comando del cambio ed il relativo alberino. Questo particolare una volta installato previene la fuoriuscita dell’ingranaggio montato precedentemente.

Esternamente al carter sull’alberino della forcella va montata una rondella di tenuta che è di feltro. In quel punto l’olio non arriva ed i progettisti utilizzarono il feltro perché da quel punto il cambio doveva sfiatare (successivamente aggiunsero anche un foro di sfiato sul coperchio frizione).

Montata la forcella del cambio si assemblano i vari ingranaggi, e poi si può posizionare il blocco motore. Per far “innestare” i vari ingranaggi è sufficiente ruotare lentamente la frizione.
Non è necessario battere o forzare: non appena gli ingranaggi si innestano il blocco motore “cade” accoppiandosi perfettamente con la trasmissione.

A questo punto si montano e serrano un paio di brugole e si verifica il funzionamento del cambio; se tutto è OK si procede all’installazione di tutti gli elementi di fissaggio ed al serraggio finale.

Il prigioniero per il cavetto di massa va installato nel foro in alto a sinistra (guardando la trasmissione da dietro), e cioè nel punto più vicino al telaio.

Gruppo motore e gruppo trasmissione assemblati - Lambretta 150D

 

Motore Lambretta 150D
 

E poi ….

Qualche piccolo problema per eseguire lo spessoramento anche del coperchio del gruppo “messa in moto” (il pignone è sempre innestato nell’ingranaggio principale dell’albero primario del cambio), ma alla fine …

 

Questo è il risultato di tutto il lavoro  Lambretta 150D -- motore