Motore Triumph TR6 PI

Ultimo aggiornamento: Mar 22, 2017 @ 22:06

Da qualche anno possiedo una Triumph TR6 PI del 1975, una delle ultime prodotte per il mercato italiano e quindi un modello CR da 125 CV.

Quando acquistai l’auto sul motore non vennero effettuati lavori importanti, eccetto la sistemazione dell’impianto d’iniezione Lucas.

Dopo qualche mese d’uso per ridurre il consumo di olio vennero installati degli O-ring sullo stelo delle valvole, e fu durante questa operazione che venne notata una leggera perdita dalla valvola di aspirazione del cilindro n° 2.

Per mantenere le valvole chiuse in modo da poter rimuovere agevolmente i fermi e le molle è sufficiente mettere in pressione il cilindro con aria compressa tramite un raccordo da installare al posto della candela, e fu durante questa operazione che fu accertata la perdita dalla valvola di aspirazione del cilindro n° 2.

Recentemente il consumo d’olio era leggermente aumentato, e così ho deciso di far smontare il motore per una revisione completa dall’officina American Car del mio amico Bob Celli.

Motore Triumph TR6 PI

Dopo lo smontaggio ed un controllo preliminare le condizioni riscontrate sul motore sono:

  • Catena di distribuzione lenta;
  • albero a camme con due lobi molto consumati, in particolar modo quello di azionamento della valvola di aspirazione n° 2;
  • alcuni bicchierotti molto consumati di cui quello della valvola di aspirazione n° 2 in condizioni veramente pessime;
  • fasce raschiaolio di due pistoni incollate;
  • pistoni leggermente rigati, ma nulla di grave tanto che potrebbero anche essere riutilizzati;
  • superfici dei cilindri in condizioni veramente eccellenti;
  • bronzine delle bielle e di banco tutte in ottime condizioni

L’idea è quella di aggiornare il motore a “Fast Road Stage 1” e per la fornitura dei materiali ho deciso di rivolgermi al RevingtonTR workshop che da anni si occupa del restauro e modifica delle Triumph TR.

Nei prossimi giorni inserirò aggiornamenti sui lavori effettuati, per cui se volete sapere come il vecchio motore verrà sistemato … stay tuned … ovviamente l’alimentazione rimarrà ad iniezione con il sistema meccanico Lucas, sistema che se lo conosci NON lo eviti  😎

27 gennaio 2017

C’è voluto un po’ di tempo, ma ieri finalmente tutto il materiale è stato spedito dalla GB e spero di riceverlo all’inizio della prossima settimana.

Il motore verrà revisionato apportando le seguenti modifiche:

  • Testata con valvole ad alte prestazioni (aspirazione dia 36,53 mm e scarico 32,39), molle rinforzate, sedi valvole compatibili con la benzina verde e guide valvole in bronzo
  • Bronzine dimensioni standard
  • Pistoni dimensioni standard, ma di alta qualità
  • Asse a camme “Fast Road” temperato
  • Bicchierotti punterie trattati superficialmente e forati per migliorare la lubrificazione
  • Metering unit tarato per le nuove prestazioni
  • Volano alleggerito in alluminio
  • Frizione e spingidisco rinforzati
  • Ventola raffreddamento radiatore elettrica
  • Collettore di scarico con prestazioni migliori

Il motore verrà riassemblato sostituendo oltre a tutti i materiali di consumo (boccole, guarnizioni, tappi, tenute olio), anche alcuni elementi di fissaggio come fermi e bulloni soggetti a stiramento.

21 febbraio 2017

Sulla testata sono state sostituite le sedi ed i guida valvole, ed i condotti sono stati rilavorati per rimuovere le asperità residue della fusione e per migliorare i flussi. Verranno installate valvole con caratteristiche migliori e molle adatte. Anche il castelletto delle punterie subirà una lieve modifica.

Luce aspirazione testata Triumph TR6

Oggi sono stati montati i nuovi pistoni, ovviamente con bronzine nuove.

Pistoni motore Triumph TR6

27 febbraio 2017

Continua con calma l’assemblaggio del motore.

La cam è stata regolata alla fase prevista utilizzando una corona dentata regolabile:

Triumph TR6 PI camshaft timing

E poi un montaggio normale prestando attenzione solo alla messa in fase del metering unit 😉

Motore Triumph TR6 PI quasi assemblato

Purtroppo manca il piccolo raccordo che va installato sul metering unit, e quindi l’installazione del motore inevitabilmente subirà un lieve ritardo 🙁

3 marzo 2017

In attesa che arrivino alcuni particolari mancanti, oggi pomeriggio il motore è stato avviato al banco  😀

 

 

Purtroppo è stata riscontrata una leggera perdita dal metering unit. C’è un piccolo trafilamento di benzina dalla flangia di accoppiamento tra la parte distributrice e quella regolatrice del MU, e molto probabilmente sarà necessario sostituirlo con un altro in quanto questi complessi vengono revisionati e calibrati da alcune ditte in UK. Il MU installato era stato appena revisionato, e quindi mi verrà sostituito in garanzia.

Ricordo a tutti che il motore è stato preparato mantenendo l’alimentazione ad iniezione Lucas opportunamente tarata.

Nei prossimi giorni verra rimontato sull’auto; saranno necessarie sicuramente alcune ulteriori regolazioni, ma da come gira sembra che promette molto bene Motore TR6

22 marzo 2017

La revisione del motore della TR6 è terminata. Il motore è stato provato su strada e funziona perfettamente e …. “lisciamente”  :mrgreen:

Con “lisciamente” intendo che anche procedendo a soli 1000 RPM in 4^ marcia con overdrive non ha perdite di colpi e gira perfettamente regolare.

In accelerazione nessuno “strappo”, ma un’ottima progressione … per quello che ho potuto provare visto che il motore è in “rodaggio” e ovviamente non l’ho sforzato  😉

Che dire …. oltre che soddisfatto sono sempre più convinto che anche continuando ad utilizzare la tanto vituperata iniezione Lucas si riescono a realizzare motori con buone prestazioni dal funzionamento estremamente regolare e con una erogazione “fluida” (senza strappi).

Per ulteriori informazioni sui componenti utilizzati contattatemi: ricordo a tutti che il motore della mia Triumph TR6 PI modello CR è stato revisionato per aggiornarlo alla versione CP “Fast Road Stage 1”, più altre modifiche …. diciamo che ora è una versione CP Stage 1 & 1/2  😎

 

Le foto della revisione motore Triumph TR6 PI



Come disabilitare gli aggiornamenti iOS su iPhone

Purtroppo questo metodo NON funziona; dopo qualche giorno l’iPhone ha ricominciato a scaricare l’aggiornamento. L’unico modo per risolvere il problema sembra che sia quello di passare ad un altro produttore  😐

Da qualche anno la Apple propone aggiornamenti ai suoi iOS che a mio parere peggiorano sensibilmente le prestazioni dei dispositivi e la loro usabilità.

Per tale motivo ho deciso di NON aggiornare più né il mio vecchio laptop MacBook Pro, né l’iPhone 5 che ancora possiedo (in futuro MAI più Apple).

Mentre per il MacBook Pro non ho avuto problemi, per l’iPhone da diversi giorni appariva con insistenza un fastidioso avviso che mi chiedeva d’installare l’aggiornamento; ma la cosa che mi dava veramente più fastidio era il download automatico del nuovo sistema operativo che è circa 1.1GB e che mi occupava inutilmente spazio.

A nulla è servito cancellare più volte il malefico aggiornamento iOS 10 da IMPOSTAZIONI > GENERALI > UTILIZZO SPAZIO E iCLOUD > GESTISCI SPAZIO: ogni volta che era disponibile un WiFi l’aggiornamento veniva riscaricato e cominciavano di nuovo gli insistenti avvisi.

Ho fatto molte ricerche ed alla fine tra i tanti commenti all’articolo How to Stop iOS Software Update Notifications Reminders ho trovato quella che sembra essere la soluzione:

Disabilitare aggiornamento iOS

In Impostazioni > Generali > Restrizioni (vi verrà chiesto d’inserire il vostro codice) > Siti Web spuntate “Limita i contenuti per adulti” e poi nella sezione “NON CONSENTIRE MAI” inserite i domini dai quali l’iPhone esegue il download degli aggiornamenti, e cioè:

appldnld.apple.com
mesu.apple.com

Ho apportato queste modifiche da qualche giorno a per adesso il “trucco” per disabilitare gli aggiornamenti iOS 10 su iPhone sembra funzionare.

How to avoid iOS update

Tour della Grecia in moto

L’ultima volta che ero stato in Grecia fu nel 2013, quando la attraversai da Igoumenitsa a Kavala, prima tappa del mio viaggio in Iran.

All’inizio di quest’anno avevo deciso di tornare in Grecia con la moto per visitarla con calma scegliendo come periodo la metà di settembre per due motivi: meno caldo, e meno gente!

Per il traghetto, dopo aver esaminato le varie possibilità per Igoumenitsa, ho scelto l’imbarco da Brindisi con la compagnia EMMC.

Lunedì 12

Trasferimento a Brindisi via autostrada; la partenza del traghetto era prevista per le ore 20:00, ma al check-in ho scoperto che era stata anticipata alle 19:00.
Traversata con mare calmo; il traghetto non era molto affollato per cui – pur avendo prenotato una poltrona – ho potuto dormire sdraiato sul divano di un salottino.

Martedì 13

È ancora notte e dormo profondamente quando una voce annuncia l’arrivo nel porto di Igoumenitsa! Guardo l’orologio e sono le 2:30 nostre … le 3:30 locali  😯
Chiedo quanto ci vuole allo sbarco, e mi rispondono 10 minuti 
Azz, il traghetto oltre a partire un’ora prima ha anche guadagnato tempo per cui è arrivato in anticipo.
Operazioni di sbarco velocissime, e così alle 4:00 di mattina di una notte senza luna mi ritrovo per le strade di Igoumenitsa  😕
Decido di procedere con molta calma verso Ioannina sulla E92 come da programma; lasciata Igoumenitsa la strada inizia a salire, è buio pesto e non circola nessuno.
Più vado avanti e più le condizioni peggiorano perché la strada continua a salire in un susseguirsi di tornanti, e poi è arrivata anche la nebbia che appanna il parabrezza della Gold Wing impedendomi di vedere davanti. Nel primo paese che incontro mi fermo sotto un lampione davanti il laboratorio di una pasticceria: proseguire in queste condizioni per me è troppo rischioso perché non vedo nulla, per cui aspetterò il sorgere del sole.
Dopo una decina di minuti che ero fermo arrivano due ragazzi che avevo conosciuto sul traghetto a bordo della loro KTM; chiacchieriamo qualche minuto e poi si decide di continuare piano piano verso Ioannina dove le nostre strade si divideranno (loro sono diretti a nord).
Ancora qualche chilometro percorso con molta prudenza e poi finalmente albeggia; anche la nebbia si è diradata ed inizia a circolare qualche macchina, e così arriviamo senza problemi a Ioannina dove ci fermiamo in un bar per fare colazione e chiacchierare un po’.

Ormai è giorno, la temperatura è gradevole, ci salutiamo ed io continuo sulla E92 verso Metsovo: la strada ormai non è più utilizzata e così incontro pietre franate non rimosse e brevi tratti di asfalto riparati alla meglio.

Dopo Metsovo la strada sale; ogni tanto qualche piccola frana e tratti di corsia chiusi, ma il tempo è splendido per cui non mi preoccupo e continuo. Superato Metsovo un cartello avverte “travel at your own risk”; e poi inizia qualche breve tratto di strada senza asfalto.
Finalmente incontro un pickup e chiedo al guidatore se la strada è aperta: mi fa cenno di si e di proseguire … OK si va avanti  🙄
I paesaggi sono belli, si attraversa qualche bosco, ma insomma … nulla di particolare!
Il TomTom mi indicava che l’ultimo tratto (quello sul tunnel dell’autostrada) era chiuso, ed infatti l’ho trovato sbarrato da un guard rail che chiudeva metà della carreggiata. Superato quest’ultimo tratto ho continuato senza problemi sulla parte ancora in uso della E92 che collega l’autostrada e Kalampaka.

Arrivato a Meteora sono rimasto incantato dalla vista dei monasteri costruiti in cima alle coste rocciose dalle alte pareti a picco … sembrano irraggiungibili!
L’area e tutta molto bella e ben curata, e nonostante la bassa stagione c’erano molti turisti.

Vista di Meteora - Grecia

La stanchezza iniziava a farsi sentire; la giornata era stata lunga e così ho pranzato in una taverna di Kastraki, e poi mi sono riposato nell’ottimo Hotel “Guesthouse Papastathis” che avevo prenotato.

Mercoledì 14

Giornata dedicata al trasferimento ad Ilia, un piccolo borgo sulla grande isola di Eubèa (o Èvia) ubicata ad est di Atene. Sono partito verso le 8:00 per dirigermi verso Karditsa e poi Lamia, superata la quale la strada è diventata meno noiosa migliorando gradualmente man mano che mi avvicinavo a Delphi dove ho fatto una brevissima sosta.
Belli i panorami che ho potuto ammirare scendendo da Delphi sulla “48”, strada che ho abbandonato per procedere su strade secondarie verso Davlia, e poi Katalyma e Kalapodio per giungere a Arkitsa da dove parte l’unico traghetto disponibile per raggiungere il nord dell’isola di Eubèa.

Durante il percorso ho attraversato diversi paesi e sono rimasto sorpreso dal fatto che le strade all’interno dei piccoli centri abitati sono veramente molto strette, tanto da permettere a malapena il passaggio di una sola auto; caratteristica che ho riscontrato in quasi tutti i piccoli borghi che ho attraversato.

Arrivato a Arkitsa, in attesa del traghetto, ho pranzato in uno dei locali di fronte al piccolo porto, poi alle 15:00 la breve traversata verso Edpsou ed i pochi chilometri per giungere a Ilia.

Il traghetto per Edpsou

Ilia onestamente la immaginavo più carina: mi ha dato l’idea di un posto in abbandono; sicuramente in passato deve aver conosciuto giorni migliori perché su quel poco che rimane della spiaggia di ciottoli erosa dal mare ci sono ancora i resti di vecchie docce ed ombrelloni.
Ho dormito nel’Hotel Balaska, una struttura a gestione familiare dove la sera ho anche cenato.

Giovedì 15

Avevo pianificato l’attraversamento di tutta l’isola fino a Marmari da dove avrei preso il traghetto per Rafina, ma arrivato in prossimità di Chalkida – visto che il panorama mi sembrava monotono – ho deciso di attraversare l’unico ponte che collega l’isola alla terraferma e di procedere verso sud per andare a visitare il Tempio di Poseidone a Sounio.

Tempio di Poseidone

Bella tutta l’area e la strada costiera, che ho percorso lentamente ammirando il paesaggio mentre proseguivo verso Glyfada, una località nella periferia sud di Atene.

Avevo prenotato l’Hotel Villa Orion tramite Booking, ma la sera prima ho ricevuto una telefonata da un impiegato di Booking che, scusandosi, mi avvisava che l’hotel da me scelto era pieno proponendomi il Mirada Hotel ed il rimborso della differenza in quanto costava di più. Ho accettato e riprenotato senza controllare le caratteristiche della struttura che ho poi scoperto essere un albergo utilizzato soprattutto per incontri sessuali: specchi enormi in camera, film porno all’accensione della TV, ed un arredamento “particolare”. Comunque non era male 😉  perché vicino al centro, al mare, ed alla stazione dei tram per Atene.

Venerdì 16

Si va nel Peloponneso! Su un forum mi era stato suggerito di prendere l’autostrada per Corinto in modo da evitare il traffico intorno ad Atene, e così ho fatto.

Il Canale di Corinto

Breve sosta per scattare qualche foto allo stretto canale, e poi ho continuato lungo la costa visitando in sequenza le aree del Teatro di Epidauro, di Micene e la Fortezza di Palamidi a Nafplio. Strade molto belle, specie quella che da Porto Cheli giunge a Nafplio attraversando una zona montuosa.

Veduta dalla Fortezza di Palamidi

Ho pernottato nell’ottimo Blue Sky Apartments & Rooms di Xiropigado, una pensione con annesso ristorante a conduzione famigliare direttamente sul mare: camera dotata di tutti i comfort con balcone vista mare, la spiaggia a 10 (dieci veramente) metri, parcheggio per la moto coperto, WiFi anche in spiaggia … mi sono trovato talmente bene che ho deciso di fermarmi 2 notti per godermi un’intera giornata di mare 

Sabato 17

Sosta al mare a Xiropigado

Sosta al mare in Grecia

Domenica 18

Si va ancora più a sud! Strada bellissima lungo la costa con panorami mozzafiato fino a giungere a Monemvasia dove ho fatto una breve visita perché la temperatura era di 36°, e passeggiare per le stradine del borgo con stivali e pantaloni da moto è stata una sofferenza.

Monemvasia

Ho poi proseguito in direzione di Gerolimenas dove ho pernottato al Pyrgoi Theodorakaki.
Gerolimenas offre veramente poco perché è solo un piccolo borgo con molte case abbandonate; sconsiglio sia l’albergo Pyrgoi Theodorakaki perché la camera non è confortevole, sia l’annesso ristorante perché esageratamente caro  🙁

Lunedì 19

Trasferimento a Olympia; fino a Kalamata mi sono goduto dei piacevoli panorami su una bella strada costiera, ma poi è iniziato a piovere – anche forte – ed ha smesso solo quando ero ormai giunto a pochi chilometri da Olympia dove avevo prenotato l’Hotel Kronio, un buon albergo vicinissimo al sito archeologico ed al museo.

Nel pomeriggio ho visitato l’area con i resti della vecchia Olympia e l’interessante museo, e poi ho cenato in uno dei tanti ristoranti che si trovano sulla via principale della piccola cittadina.

Il museo di Olympia

Martedì 20

Veduta dalla terrazza del Sundy's StudiosPer raggiungere l’isola di Lafkada avevo programmato un percorso verso Patrasso su strade interne, ma vista la pioggia del giorno precedente ho chiesto consiglio al proprietario dell’albergo il quale mi ha consigliato di prendere la strada principale che scorre lungo la costa. Giunto a Patrasso, ho poi continuato come da programma su strade secondarie molto belle fino a Nydri dove ho soggiornato nell’ottimo Sundy’s Studios, il miglior albergo di tutta la mia vacanza in Grecia  😀

Il meteo era estremamente variabile, ho provato a scendere in spiaggia, ma subito è iniziato a piovere leggermente costringendomi a rientrare in albergo. Pioggia che però è durata giusto pochi minuti, e così dopo una bella doccia sono uscito a passeggiare per la carinissima Nydri ancora affollata di turisti e vacanzieri.

Mercoledì 21

La sera avevo il traghetto Igoumenitsa > Brindisi; dopo un’ottima colazione sulla terrazza del Sundy’s Studios ho dedicato parte della giornata alla scoperta della bellissima isola di Lefkada, per poi dirigermi con calma al porto di Igoumenitsa per l’imbarco.

Giovedì 22

Arrivo in orario a Brindisi e veloce trasferimento in autostrada fino a casa: fine del tour della Grecia in moto.


I percorsi di questo viaggio sono disponibili su Tourstart.org e possono essere scaricati liberamente in vari formati per poter essere utilizzati sui navigatori GPS  😉


Sostituzione Filtro Aria Gold Wing

Ultimo aggiornamento: Feb 4, 2017 @ 21:25

Ho appena terminato la sostituzione del filtro dell’aria sulla mia Gold Wing GL1800 del 2010 dotata di AirBag, operazione che ho eseguito insieme al mio amico Gianni.

La Honda prevede la sostituzione del filtro aria ogni 18.000 km, ma poiché è un’operazione che richiede lo smontaggio di molte parti in genere viene eseguita intorno a 50.000 km, ed essendo la mia Gold Wing arrivata proprio a 50.000 km ho deciso di sostituirlo.

Per arrivare all’air box che contiene il filtro aria è necessario scollegare numerosi connettori elettrici e rimuovere diversi componenti tra cui l’AirBag: per sicurezza è bene staccare la batteria in modo da disalimentare completamente tutta la moto.

Come prima operazione conviene togliere la sella ed i due fianchetti (quello della batteria ed il corrispettivo a destra); poi si possono rimuovere tutte le carene superiori.

Per lo smontaggio delle carene consiglio la visione di questo video:

 

Le viti che fissano le carene laterali NON sono tutte uguali; per non sbagliare io le ho conservate così:

 

Viti carene - filtro aria Gold Wing

Rimosse tutte le carene bisogna staccare il supporto dell’AirBag:

  • sul lato sinistro della moto liberare la centralina svitando il bullone da 10 in modo da poter girare la staffa. Non serve staccare i connettori; i fili sono abbastanza lunghi e la centralina può essere spostata senza problemi.
  • Sul lato destro invece va staccato il controller dell’Airbag che è fissato da due bulloni sempre da 10. Per allontanarlo è necessario scollegare anche il piccolo connettore elettrico.
    Inoltre occorre far fuoriuscire dalla sede anche la fascetta di plastica che mantiene in posizione il cablaggio più grande; con un po’ di pazienza e delle piccole pinze bisogna schiacciare le linguette mentre si tira la fascetta.
    Una volta liberato si può spostare il controller verso l’esterno (conviene fissarlo ad un foro della carena).
  • Sul lato destro sfilare anche il filo dell’antenna FM.
  • Rimuovere i fermi di plastica e sfilare i due condotti di presa aria.

Rimuovere gli elementi di fissaggio del supporto AirBag: a destra ci sono due viti torx T30, mentre a sinistra davanti c’è un bullone da 10, e dietro un’altra torx T30.

A questo punto l’AirBag è libero e può essere sfilato ruotando la parte posteriore verso l’alto mentre lo si fa scorrere leggermente indietro; appena si è creato lo spazio sufficiente bisogna scollegare tutti i connettori della radio ubicati nella parte anteriore.
Scollegati i connettori l’AirBag può essere spostato indietro e poggiato sul serbatoio.

L’airbag contiene una carica esplosiva e quindi va sempre ….
maneggiato con estrema cautela. Poggiarlo sul serbatoio mantenendolo nella stessa posizione d’installazione, e cioè con la parte nera verso l’alto.

Tolto l’AirBag basta svitare le viti che fissano il coperchio della scatola del filtro aria e rimuoverlo, ed il filtro sarà così accessibile per la sostituzione.

Per identificare tutti i componenti consiglio la visione anche delle foto contenute in questo album  😉


Garmisch, la Foresta Nera, Berlino, Varsavia e Bratislava

Erano molti anni che volevo andare al raduno BMW di Garmisch-Partenkirchen che tutti gli anni si tiene all’inizio di luglio, e quest’anno finalmente ci sono riuscito abbinandolo alla visita di alcune capitali del Nord Europa.

brag a GarmischIl raduno di Garmisch richiama tantissimi motociclisti ed appassionati, per cui se non si vuole dormire in tenda è necessario prenotare con largo anticipo. A novembre 2015 avevo trovato una camera ad un prezzo abbordabile a Oberammergau nell’ottimo Hotel Antonia dove sono arrivato nel primo pomeriggio di venerdì 1° luglio.

Utilizzando il bus gratuito sono arrivato nell’area del raduno a Garmisch (che dista circa 20 km da Oberammergau): impressionante l’organizzazione; nei parcheggi realizzati sui terreni circostanti erano disponibili anche delle tavolette di legno da mettere sotto il cavalletto per assicurare maggiore stabilità alle moto!
Ho visitato i vari stand, ma soprattutto ho voluto vedere l’area dove erano allineate centinaia e centinaia di tende dei numerosi visitatori che avevano deciso di campeggiare. E poi un giro negli enormi stand gastronomici dove tanta, tanta, ma proprio tanta birra veniva servita!   Foto di Garmisch

Il sabato mattina avevo programmato un giro in moto nelle zone circostanti che sono paesaggisticamente molte belle, per poi tornare al raduno ed assistere alle varie esibizioni in programma; ma verso l’ora di pranzo è iniziato a piovere veramente forte e così sono rientrato in albergo rinunciando anche alla seconda visita a Garmisch perché con tutta l’acqua che veniva giù ero certo che avrebbero annullato gli spettacoli.

Nella notte il tempo è decisamente migliorato e la domenica mattina mi sono diretto a Lenzkirch, cittadina nel cuore della Foresta Nera (o Schwarwald), costeggiando il lago di Costanza.
Ho soggiornato presso il Schwarzwaldhotel Ruhbühl, una bella struttura appena fuori il paese dotata di ristorante e parcheggio privato, ma un po’ vecchiotta e trascurata.

Un panorama della Foresta nera

Molto caratteristico il Titisee, bella la famosa strada 500, e tutti carini e ben curati i vari paesini che ho attraversato. Merita una visita perché molto interessante il museo degli orologi di Furtwangen.
La Foresta Nera offre dei paesaggi veramente incantevoli, ma non molto diversi tra loro, per cui un paio di giorni a mio parere sono più che sufficienti per “esplorare” la zona.   Foto della Foresta Nera

Berlino ... il vecchio ed il nuovoMartedì 5 luglio sono andato a Berlino. Pensavo ad un viaggio rapido e confortevole sulle veloci autobahn tedesche, ed invece numerosissimi cantieri stradali, tantissimi autocarri (mai visti così tanti autocarri su un’autostrada) ed un traffico molto intenso in prossimità delle grandi città mi hanno rallentato parecchio, e così sono arrivato a Berlino molto stanco nel tardo pomeriggio.

Ho pernottato al Entrée Hotel Berlin Karlshorst, una struttura recentemente rinnovata e dotata di parcheggio privato che è collegata benissimo con il centro della città.

Berlino è una città che sicuramente merita una visita perché ancora oggi si percepisce che è rimasta divisa dal “muro” per tanti anni. Il meteo non è stato dei migliori con frequenti brevissimi scrosci di pioggia che si alternavano a forti folate di vento freddo, ma sono comunque riuscito a vedere quasi tutte le maggiori attrazioni turistiche passeggiando per la città e spostandomi con i mezzi pubblici.   Foto di Berlino

Giovedì 7 luglio mi sono recato a Varsavia: una lunga galoppata sulla modernissima autostrada che collega la capitale tedesca a quella polacca.
Sono arrivato subito dopo pranzo, e ciò mi ha permesso di dedicare tutto il pomeriggio e la sera alla visita della città che a me è piaciuta molto.

Una piazza di Varsavia

Ho pernottato all’Ibis Budget Warszawa Centrum, un albergo economico, ma pulito, silenzioso, dotato di parcheggio, WiFi e dal quale in pochi minuti si può raggiungere il centro.   Foto di Varsavia

Il Castello di BratislavaVenerdì 8 trasferimento a Bratislava, un’altra capitale europea che non avevo mai visitato. Ho passato tutto il pomeriggio e la sera passeggiando per il suo bel centro storico trasformato in un’enorme isola pedonale piena di negozi e ristoranti. Bello il castello situato alla sommità di una collina rocciosa, proprio di fianco al fiume Danubio, e dal quale è possibile ammirare tutta Bratislava.   Foto di Bratislava

Il sabato mi sono unito ad alcuni amici a Palmanova (UD) per il raduno della locale sezione del CCMotorday. Terminato il raduno, causa il caldo asfissiante, il lunedì mattina ho rinunciato ad un lungo giro in moto preferendo di rientrare direttamente ed il più rapidamente possibile a casa.

Lisbona, L’Algarve e l’Alentejo … in moto

Lo scorso anno dopo aver visitato parte dei Pirenei, la Galizia ed il Nord del Portogallo mi ero riproposto di “esplorare” anche il sud del Portogallo (l’Algarve), ed in particolare la zona interna dell’Alentejo.

Ho condiviso l’idea su un Forum ed un amico si è detto interessato, e così abbiamo organizzato la trasferta nella penisola iberica con l’intento di scoprirne la costa atlantica del sud.

Poiché alcune zone in estate sono particolarmente affollate abbiamo preferito un periodo primaverile sperando di trovare un meteo decente.

Come le altre volte, invece di fare un lungo e costoso trasferimento stradale, per arrivare in Spagna abbiamo scelto il traghetto della Grimaldi che collega Civitavecchia a Barcellona.

Martedì 26 aprile

La mia Gold Wing GL1800 del 2010Partenza da Civitavecchia. Un po’ di ritardo all’imbarco con le moto inspiegabilmente imbarcate per ultime. La nave si presenta in condizioni decisamente peggiori dall’ultima volta che l’ho presa circa un anno fa: pavimenti sporchi e cibo servito al self service non di buona qualità.

Mercoledì 27 aprile

Dopo una navigazione tranquilla il traghetto è arrivato nel porto di Barcellona con circa 45 minuti di ritardo.

Veloce trasferimento all’Ibis Hotel di Sant Andreu de la Barca, un albergo con un buon rapporto costo/qualità ubicato alla periferia di Barcellona sull’autostrada A2/NII per Zaragoza e Madrid che avevo già utilizzato in precedenti viaggi.

Giovedì 28 aprile

Piove! Era previsto tempo variabile, ed invece la pioggia ci accompagnerà per tutto il tragitto fino a Toledo. Poco prima di Madrid, salendo di quota, la temperatura raggiungerà anche i 7° ed il freddo, insieme all’umidità, ci costringerà ad indossare indumenti pesanti.

Siamo arrivati a Toledo nel primo pomeriggio dove abbiamo alloggiato nell’Hostal Gavilanes II, un buon albergo dotato di parcheggio privato a pochi passi dal centro della città.

Nel tardo pomeriggio abbiamo passeggiato per Toledo, e poi cenato in un bar senza troppe pretese.

Plaza de Toros - Toledo

Venerdì 29 aprile

Finalmente il tempo è cambiato e splende un bel sole! Partiamo abbastanza presto ed utilizzando le ottime autostrade e superstrade gratuite spagnole ci avviciniamo rapidamente al confine portoghese entrando da Badajoz.

Raggiungiamo Lisbona attraversando il ponte Vasco da Gama sul fiume Tago per poi dirigerci all’Ibis Lisboa José Malhoa, struttura vicinissima ad una fermata della Metro grazie alla quale è possibile raggiungere il centro in pochi minuti.

Il pomeriggio lo abbiamo trascorso passeggiando per il centro di Lisbona per poi cenare nel ristorante Bota Alta, ubicato nel cuore del Bairro Alto che ci era stato consigliato ad entrambi: a me non è piaciuto! Un locale frequentato solo da turisti dove ci hanno servito un baccalà che galleggiava nell’olio!

La piazza principale di Lisbona

Sabato 30 aprile camera-icon (1)

Giornata interamente dedicata alla visita di Lisbona. La città è piena di turisti e per visitare le maggiori attrazioni è necessario fare la fila.

Nel centro di Lisbona, dopo una passeggiata nella Praça do Comércio, ci muoveremo utilizzando lo storico Tram 28 con il quale raggiungeremo l’imponente Castello di São Jorge; poi la torre di Belém, ed il monastero dos Jerónimos.
Fa caldo, le file per accedere ai monumenti sono state lunghe, ed abbiamo anche camminato molto ammirando l’architettura della città: verso le 17 torniamo in albergo per riposarci un po’ e prepararci alla cena che abbiamo deciso di consumare al A Licorista O Bacalhoeiro ristorante che personalmente ho trovato migliore del Bota Alta!

Panoramica di Lisbona

Domenica 1° maggio camera-icon (1)

brag a Cabo da RocaIl 1° maggio è stata una festa grande in Portogallo, perché la festa del lavoro è concisa con la festa della mamma che nella penisola iberica si festeggia la prima domenica di maggio.

Il nostro programma prevedeva una gita in moto nell’area ad ovest di Lisbona per visitare Sintra, Cabo da Roca e Cascais.

A Cabo da Roca un simpatico signore ci ha consigliato di dirigerci verso nord su una strada panoramica per poi fermarci a pranzo a Ribamar, una piccola località poco dopo Ericeira.

Erano da poco passate le 12:00 quando siamo arrivati a Ribamar, ma tutti i ristoranti erano già pieni 😯 , e solo dopo numerosi tentativi siamo riusciti a trovarne uno con un tavolo libero dove abbiamo gustato un’ottima zuppa di pesce.

Sulla via del rientro abbiamo fatto una lunga sosta a Cascais parcheggiando le moto all’interno del moderno porto turistico, ma quando siamo ripartiti il traffico era bloccato e dopo aver fatto quasi un’ora di fila percorrendo solo pochi chilometri siamo stati costretti a rientrare verso l’interno per poter prendere l’autostrada a pagamento per raggiungere Lisbona.

Cabo da Roca

Lunedì 2 maggio

brag sul traghetto; sullo sfondo CessaGiornata dedicata al trasferimento nel sud del Portogallo, e precisamente nella regione dell’Algarve, su un percorso costiero che ci permetterà di ammirare spiagge molto belle circondate da una natura incontaminata.

Per uscire da Lisbona abbiamo utilizzato il “Ponte 25 de Abril”, un ponte sospeso sull’estuario del fiume Tago realizzato in acciaio con una forma molto simile al famoso Golden Gate Bridge di San Francisco (è stato realizzato dalla stessa compagnia) e poi ci siamo diretti verso Setubal dove abbiamo preso un piccolo traghetto per evitare un lungo giro intorno alla baia dell’Estuário do Sado, una riserva naturale creata per proteggere un’importante zona umida.

Sbarcati dal traghetto abbiamo proseguito lentamente verso sud fermandoci di tanto in tanto per ammirare dei bellissimi paesaggi.

Abbiamo visitato la Fortaleza de Sagres, che è il punto più a sudovest del continente europeo, e da dove si può godere di uno spettacolare panorama sul mare e su Cabo de São Vicente.

La costa atlantica del Portogallo

Sosta a Lagos nella struttura Dona Ana Garden; la città balneare ci è subito apparsa molto ben curata. Dopo una passeggiata in centro abbiamo cenato in uno dei tanti ristoranti all’aperto gustando un ottimo risotto ai frutti di mare.

Martedì 3 maggio

Era previsto un percorso nelle aree più selvagge dell’Alentejo, ma dopo pochi chilometri di strade secondarie asfaltate, però non in buone condizioni, arrivati a Ourique si è deciso di procedere direttamente verso Beja e poi Évora.

Dopo la visita di Évora ci siamo diretti a Reguengos de Monsaraz dove avevamo prenotato l’ottimo albergo Solar de Alqueva.
Cena veramente squisita a base di porco preto e sericaia nel “Restaurante Plano B”.

Mercoledì 4 maggio

È stata la giornata in cui ho viaggiato da solo in quanto non volevo rinunciare ad un percorso panoramico che avevo programmato su strade secondarie.

Una veduta fantastica dalla strada per Castelo de Vide

Mi sono diretto verso nord attraversando una enorme area collinare piena di vigneti per poi addentrarmi in un parco naturale fino a raggiungere, con una bellissima stradina di montagna, Castelo de Vide da dove, dopo una sosta, ho proseguito verso Marvâo ed il confine spagnolo.

Una volta in Spagna ho percorso solo noiose superstrade e poi autostrade fino a Salamanca dove sono arrivato nel primo pomeriggio.

Doccia, un breve riposo, e poi visita della città sede di una famosa università e ricca di storia e monumenti.

A me le città spagnole piacciono parecchio perché sono ordinate, pulite e quasi tutte hanno in centro una vasta area pedonale che consente di passeggiare tranquillamente. Forse dovremmo iniziare anche in Italia a far sparire dalle strade le troppe auto in sosta e chiudere i centri al traffico dei veicoli.

Salamanca

Giovedì 5 maggio

Trasferimento a Barcellona = 850 km di noia!  😕
Pernotto all’Ibis Barcelona Ripollet scelto perché ha il parcheggio, si trova vicino ad una stazione della metro grazie alla quale si raggiunge facilmente ed in poco tempo Plaça de Catalunya ed ha un buon rapporto qualità/prezzo.

Venerdì 6 maggio

Lunga passeggiata per il centro di Barcellona e per la “Rambla”, e poi verso le 19:00 abbiamo raggiunto il porto per l’imbarco sul traghetto che ci riporterà a Civitavecchia.

Sabato 7 maggio

Dopo una navigazione tranquilla siamo arrivati a Civitavecchia. Alle 20:30 ero a casa dopo aver percorso circa 3700 km con la mia nuova Gold Wing GL1800, moto che ho acquistato usata da poco tempo e che ho utilizzato per la prima volta in un lungo viaggio.


Tutte le foto del viaggio

 

Le foto del viaggio in Portogallo

Motore Lambretta 150D

Ultimo aggiornamento: Lug 14, 2016 @ 05:41

La Lambretta 150D è dotata di un motore monocilindrico a 2 tempi che sviluppa una potenza di 6 CV a 4600 giri.
La frizione è a bagno d’olio ed il cambio a tre velocità; l’accensione invece utilizza un volano magnete a 6 Volt con anticipo variabile.

La struttura del motore è alquanto complessa e particolare; tanto per citare una caratteristica, la trasmissione del moto dal blocco motore/cambio – che è posto al centro dello scooter – alla ruota posteriore avviene tramite un albero ed una coppia conica.

Anche la lubrificazione del motore è abbastanza “originale” in quanto un cuscinetto dell’albero motore (quello installato lato volano) utilizza grasso, mentre l’olio della scatola cambio lubrifica, oltre agli ingranaggi, anche la frizione ed il secondo cuscinetto di banco.
La scatola della coppia conica ha invece una propria lubrificazione con olio ad alta viscosità.

Come è facile comprendere con una simile configurazione il motore risulta piuttosto complicato vista la presenza di numerosi paraoli ed ingranaggi elicoidali (quelli delle coppie coniche), oltre ad innumerevoli boccole, anelli seeger, rondelle di rasamento, molle, etc etc Motore Lambretta

Inoltre, sia per lo smontaggio che per il montaggio sono necessari vari estrattori (realizzabili adattandone alcuni standard) e delle chiavi speciali (bussole di ridotto spessore).

Alcuni elementi sono montati ad interferenza, per cui è bene procurarsi anche una torcia a gas o un phon industriale per scaldare le parti.

Come ho già raccontato in un precedente post, lo smontaggio del motore ha presentato diverse difficoltà perché numerose parti erano inchiodate dall’ossido, è stato necessario preparare degli estrattori, e soprattutto per la presenza di una quantità enorme di vecchio grasso secco misto a sabbia diventato durissimo con il tempo, e quindi molto difficile da rimuovere.

Quando la Lambretta 150D fu acquistata il motore era funzionante, ma erano presenti copiose perdite d’olio in prossimità della ruota posteriore.
Ed infatti l’unico grosso problema riscontrato nel motore è stato lo sfondamento del pignone e la rottura di un cuscinetto della trasmissione.

Dopo aver smontato tutte le parti è stata eseguita una sabbiatura dei carter motore che in origine venivano verniciati con colore sistema Lechler Alluminio FIAT 690.

Vista la complessità del motore – e soprattutto la poca esperienza – si è preferito pre-assemblare alcune parti del motore per evitare di danneggiare la verniciatura durante il montaggio.

Nel sito http://www.scooterdepoca.com sono disponibili i vari manuali ed il catalogo delle parti di molti modelli di scooter, tra cui anche quelli della Lambretta 150D.

I numeri di riferimento riportati in questo articolo sono relativi al catalogo delle parti liberamente scaricabile dal suddetto sito; c’è anche un bel Forum con informazioni e suggerimenti indispensabili per il restauro e la manutenzione della Lambretta 150D e del suo motore.

Trasmissione

Come prima cosa va inserito il gruppo pignone e relativi cuscinetti preventivamente assemblato; poiché le parti sono molto vecchie e spesso usurate conviene montare DUE paraoli al posto dell’unico originale in modo da garantire una tenuta migliore facendoli lavorare su un’area del pignone non usurata.

Prima d’inserire il gruppo pignone assicurarsi che sia presente la rondella d’acciaio di battuta 34 in fondo alla sede.
Poiché la tenuta dell’olio viene effettuata solo per interferenza tra il distanziale 36 ed il corpo della trasmissione conviene applicare un filo di sigillante in modo da essere certi che non si verificheranno perdite.

Conviene scaldare il carter della trasmissione perché il calore dilata l’alluminio e lo rende più elastico.

Verifica tenuta gruppo pinione

Verifica della tenuta del gruppo pignone coppia conica

Prima di procedere alla verniciatura del carter trasmissione si è preferito provare un assemblaggio del gruppo al blocco motore.
Dopo varie prove si è visto che il metodo più semplice è quello di fissare il carter trasmissione in posizione verticale in modo che sia possibile inserire  l’alberino secondario del cambio e tutti gli ingranaggi senza che questi fuoriescano; il gruppo motore verrà poi collocato in posizione dall’alto.

Dopo questa verifica, necessaria per assoluta mancanza d’esperienza su questo motore, il carter trasmissione è stato preparato per la verniciatura  😀

Gruppo trasmissione Lambretta 150D

Gruppo Motore

Il montaggio dell’albero motore e dei relativi cuscinetti e paraoli non presenta particolari difficoltà. Prestare attenzione solo al verso dei 3 paraoli (molletta sempre rivolta verso la biella).

Montaggio albero motore Lambretta 150D

Terminata l’installazione dell’albero si può inserire il pignone primario. Su questo motore, uno degli ultimi prodotti, il dado di fissaggio ha la filettatura sinistra.

ATTENZIONE: sotto al pignone possono essere presenti una o più rondella di rasamento che vengono utilizzate per regolare il gioco della coppia conica primaria. Non avendo sostituito parti sono state rimontate le tre rondelle trovate al momento dello smontaggio.

Bloccato il pignone si può montare la corona della coppia conica ed il cestello della frizione. Per poter serrare il dado bisogna bloccare l’albero con una chiave spaccata da 18 di piccole dimensioni in quanto va infilata in uno spazio non molto grande.

A questo punto si procede con l’assemblaggio del gruppo frizione; prima il tamburo …

Tamburo frizione Lambretta 150D

… e poi i dischi della frizione. Per schiacciare le molle e poter inserire il fermo è stato utilizzato il tirante stesso della frizione (non è necessaria una grande forza per schiacciare le molle):

Frizione Lambretta 150D

E così anche il gruppo motore è pronto per la verniciatura  😉

Gruppo motore (parte calda) Lambretta 150D

I carter motore della Lambretta 150D (tutte le fusioni) ed anche il collettore di aspirazione originariamente venivano verniciati color alluminio Fiat 690 (il classico color alluminio dei cerchioni in ferro delle auto), per cui si è proceduto alla mascheratura e verniciatura delle varie parti applicando prima un fondo aggrappante …

Parti da verniciare motore Lambretta 150D

… e poi il colore Alluminio Fiat 690.

Verniciatura motore Lambretta 150D

 

Assemblaggio finale

L’accoppiamento del gruppo motore a quello della trasmissione non presenta particolari difficoltà se viene effettuato mantenendo le trasmissione verticale.

Si inserisce prima l’alberino di trasmissione 7 nel pignone 38, e poi l’ingranaggio 60 completo dei 24 rulli 62.

Per mantenere i rulli in sede è sufficiente usare del grasso; se si ha la cura di allinearli perfettamente l’inserimento dell’ingranaggio è semplicissimo

Subito dopo si può montare la forcella 56 di comando del cambio ed il relativo alberino. Questo particolare una volta installato previene la fuoriuscita dell’ingranaggio montato precedentemente.

Esternamente al carter sull’alberino della forcella va montata una rondella di tenuta che è di feltro. In quel punto l’olio non arriva ed i progettisti utilizzarono il feltro perché da quel punto il cambio doveva sfiatare (successivamente aggiunsero anche un foro di sfiato sul coperchio frizione).

Montata la forcella del cambio si assemblano i vari ingranaggi, e poi si può posizionare il blocco motore. Per far “innestare” i vari ingranaggi è sufficiente ruotare lentamente la frizione.
Non è necessario battere o forzare: non appena gli ingranaggi si innestano il blocco motore “cade” accoppiandosi perfettamente con la trasmissione.

A questo punto si montano e serrano un paio di brugole e si verifica il funzionamento del cambio; se tutto è OK si procede all’installazione di tutti gli elementi di fissaggio ed al serraggio finale.

Il prigioniero per il cavetto di massa va installato nel foro in alto a sinistra (guardando la trasmissione da dietro), e cioè nel punto più vicino al telaio.

Gruppo motore e gruppo trasmissione assemblati - Lambretta 150D

 

Motore Lambretta 150D
 

E poi ….

Qualche piccolo problema per eseguire lo spessoramento anche del coperchio del gruppo “messa in moto” (il pignone è sempre innestato nell’ingranaggio principale dell’albero primario del cambio), ma alla fine …

 

Questo è il risultato di tutto il lavoro  Lambretta 150D -- motore

 


Pignone coppia conica Lambretta 150D

Sto restaurando una Lambretta 150D del 1956, e già durante lo smontaggio della trasmissione del motore mi ero accorto che il pignone della coppia conica presentava un’anomalia.

Pignone coppia conica Lambretta 150D

Dopo aver rimosso e pulito il pignone ho fatto una piccola indagine e grazie anche ad immagini disponibili nel web non ho avuti dubbi: al pignone della coppia conica mancava il fondello di tenuta  😯

Il fondello del pignone è importante nella trasmissione della Lambretta 150D perché impedisce all’olio del cambio di scendere nella scatola della coppia conica; nonostante la mancanza del fondello ed il poco olio presente nel cambio per fortuna i vari componenti non hanno subito danni e così ho subito iniziato ad informarmi su come riparare il pignone.

Leggendo il manuale di manutenzione dell’epoca sembrava una cosa semplice perché ho trovato scritto:

Assicurarsi che il pignone sia provvisto di fondello in alluminio, e se questo non fosse perfettamente bloccato cambiarlo fissandolo opportunamente per assicurare la tenuta del lubrificante.

Istruzioni un po’ vaghe … 🙄 ; ho provato a chiedere su qualche forum specialistico, ma non ho ottenuto risposte se non un vago “rivolgiti ad un buon saldatore”.
Parlando con i miei amici titolari dell’Officina American Car di Lanuvio, e poi rimuovendo un piccolo residuo bianco ancora presente sono arrivato alla conclusione che la tenuta del pignone veniva assicurata dal fondello in alluminio saldato a stagno.

Ho provato a fare una ricerca per vedere se il fondello è disponibile come ricambio, ma senza esito; e così mi sono armato di tanta pazienza e l’ho costruito utilizzando del rame al posto dell’alluminio.

Ho trovato un lamierino di rame di un millimetro di spessore e l’ho tagliato poco più grande del foro, e poi usando una boccola ed una sfera d’acciaio l’ho piegato rendendolo concavo.

Utilizzando una mola l’ho quindi reso circolare e del corretto diametro in modo che potesse inserirsi nel foro liberamente, ma senza gioco eccessivo.

Fondello per pignone

Ho sgrassato perfettamente le parti, ho inserito il fondello, e poi l’ho delicatamente schiacciato in modo che il diametro esterno aumentasse per inserirsi nella scanalatura del pignone. Ho ribattuto il fondello fino a farlo rimanere saldamente in sede.

Fondello inserito nel pignone

Ho applicato del disossidante per saldatura a stagno, e poi ho inserito l’alberino di trasmissione assicurandomi che fosse a battuta.

Attenzione: è importante che l’alberino sia inserito e a battuta perché fondendo lo stagno riempirà la scanalatura colando nel millerighe sotto il fondello, e se l’alberino è mancante poi sarà impossibile inserirlo in quanto lo stagno riempirà il millerighe.

Mi è poi bastato fondere dello stagno in modo da riempire gli spazi vuoti per assicurare la tenuta del fondello.

Pignone coppia conica Lambretta 150D riparato

Freddate le parti, ho eseguito un controllo di tenuta utilizzando benzina.

Terminata la riparazione ho così potuto riassemblare il pignone con i relativi cuscinetti.

Assieme pignone Lambretta 150D

 

Nota: molto probabilmente lo sfondamento dei fondello è stato causato dalla rottura del cuscinetto posteriore del pignone che ha permesso al pignone stesso di girare fuori asse  😉


Gita in moto ai Laghi di Plitvice

Era da tempo che volevo visitare i Laghi di Plitvice, e così trovandomi ad Udine ho approfittato della vicinanza al parco per arrivarci in moto lunedì 7 settembre.

Panorama delle coste croate

Tempo stupendo e poco traffico hanno reso il viaggio verso i Laghi di Plitvice veramente rilassante; non ero mai entrato in Croazia, e sono subito rimasto impressionato ed affascinato dalle sue coste stupende 🙂

Il percorso per arrivare in moto ai Laghi di Plitvice

Ho percorso solo strade secondarie ed arrivato a Senj, invece di deviare verso Žuta Lokva e poi Rudanovac, ho preferito proseguire lungo la costa sulla E65 fino alla deviazione per Zara (incrocio con la A1) da dove ho continuato sulla 27 e poi 1 fino a giungere nel Parco dove avevo prenotato una camera presso Villa Lykos, una buona struttura ubicata a Jezerce e distante circa 30 minuti a piedi dall’ingresso n° 2 del parco.

Il Parco dei Laghi di Plitvice è veramente bello, e merita sicuramente una visita che a mio parere può essere agevolmente fatta in un giorno 😉

 

 

 

Cascate ai Laghi di Plitvice

Le stupende cascate dei Laghi di Plitvice

Avevo deciso di pernottare all’interno del Parco dei Laghi di Plitvice e poco distante dall’ingresso, ma la scelta non si è rivelata molto felice perché nella zona, oltre alle bellezze naturali, c’è veramente poco: solo due grossi alberghi, una pizzeria, ed un piccolo supermercato.

Dopo l’esperienza fatta, a mio parere conviene alloggiare nei paesi che si trovano all’esterno del parco come Vranovaca o Korenica, e poi recarsi al parco in auto o moto in quanto ci sono ampi parcheggi (per le moto è gratuito, ed è anche possibile lasciare in custodia caschi ed indumenti).

La Croazia mi ha positivamente colpito per la bellezza dei panorami, specie quelli costieri, ma alcune cose mi hanno lasciato perplesso … ci tornerò presto perché voglio approfondire e capire meglio alcune cose 😉


L’album completo è disponibile su Flickr:

PAN Frecce Tricolori – 55° Anniversario

La locandina dell'evento 55° PAN - Frecce Tricolori

Il manifesto del 55° Anniversario delle Frecce Tricolori


Era da qualche anno (esattamente dal 1973 quando a Pratica di Mare si svolse una grande manifestazione per la Celebrazione del Cinquantenario dell’Aeronautica Militare) che non vedevo dal vivo le Frecce Tricolori effettuare le splendide evoluzioni con le quali disegnano fantastiche figure in cielo.

Da tempo avevo intenzione di fare un salto ai Laghi di Plitvice in Croazia, e siccome per domenica 6 settembre c’era in Friuli anche un motoraduno a cui avevo piacere di partecipare, ho approfittato dell’occasione per “prendere tre piccioni con una fava”:

  1. Sabato 5 settembre manifestazione delle Frecce Tricolori a Rivolto
  2. Domenica 6 settembre Motofrico a Pavia di Udine
  3. Lunedì 7 settembre giretto in Croazia per visitare il Parco dei Laghi di Plitvice

Grazie ad un amico del CCMotorday (thanks Fabrizio Alloggio vicino Rivolto, sede PAN) non ho avuto problemi a trovare un alloggio in zona ed ho prenotato una camera presso L’Azienda Agricola Stefanutti a Lauzacco di Pavia di Udine, cittadina non distante dall’Aeroporto di Rivolto, sede della PAN e luogo dove si sarebbe svolta la manifestazione per celebrare il 55° compleanno della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori .

Avevo un bellissimo ricordo della manifestazione del 1973 e così sono partito da Roma certo di assistere ad uno spettacolo di altissimo livello … e le mie aspettative non sono state deluse.
Il venerdì mattina mi sono avviato verso Udine in moto percorrendo prima la E45, poi la Romea verso Venezia, ed infine tranquille strade secondarie fino a destinazione.
Giornata molto calda, per cui ho fatto varie soste impiegando parecchie ore per arrivare a Pavia di Udine.

Purtroppo per il sabato era invece previsto cielo nuvoloso con pioggia e temporali; e nonostante che la notte tra venerdì e sabato è piovuto parecchio il sabato mattina il cielo si presentava ancora cupo con molte nuvole che non promettevano nulla di buono.

Mi sono alzato presto ed alle 7:30 era già davanti al cancello dedicato all’ingresso delle moto. Viste le non buone previsioni meteo avevo indossato gli stivali che uso in moto e l’antipioggia, e mi ero anche munito di un ombrello: scelta azzeccata!

L'ingresso riservato alle moto di Rivolto - 55° PAN

Questa Vespa adotta la livrea Frecce Tricolori solo in occasione degli anniversari

Come per l’evento di oltre 40 anni fa, anche stavolta l’organizzazione dell’Aeronautica è stata impeccabile: strade di accesso presidiate e controllate, indicazioni chiare, ampi parcheggi dedicati a moto, bus ed auto, bagni, e punti di ristoro disponibili ovunque … tutto perfetto: i miei più sinceri complimenti all’Aeronautica Militare!

In attesa dell’inizio della manifestazione ho visitato la mostra statica all’aperto ed i numerosi padiglioni realizzati in vari hangar; poi poco prima della 10:00 ho “conquistato” un posto in prima fila e l’ho “difeso” per poter godere pienamente dello spettacolo.

La mostra statica per il 55° PAN

 

Esposizione in un hangar di Rivolto

 

Era da poco iniziata la manifestazione quando si è scatenato un forte temporale sul campo che ha costretto gli organizzatori a sospendere le operazioni di volo per circa un’oretta; per fortuna ero stato previdente e grazie a stivali ed antipioggia non mi sono bagnato.

Il programma di volo è stato ovviamente cambiato a causa delle condizioni meteo, che comunque sono migliorate progressivamente tanto che dopo l’ora di pranzo faceva un caldo terribile!
La giornata è trascorsa rapidamente in un susseguirsi di acrobazie di pattuglie e solisti, oltre alla presentazione di numerosi velivoli … e poi a chiudere la giornata finalmente è arrivata la PAN con le Frecce Tricolori.

Le Frecce Tricolori utilizzano ben 10 velivoli contemporaneamente e sono la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo, ed è anche l’unica che svolge un programma nel quale la formazione ed il solista si alternano continuamente sul campo di volo facendo si che gli spettatori non abbiano mai un attimo di respiro nei circa 30 minuti di spettacolo: in poche parole c’è sempre un’evoluzione da ammirare!

C’è poco da fare, sono indiscutibilmente i migliori!

Formazioni strettissime, precisione e figure in cielo che sembrano disegnate utilizzando righe e compassi e che danno luogo ad uno spettacolo memorabile ricco di emozioni.
Che altro aggiungere: bravi, bravi, bravi! W le Frecce Tricolori!

La PAN - Frecce Tricolori

 

Alcuni link che consiglio:

E se lo desiderate potete dare uno sguardo anche all’album completo delle foto che ho scattato io: