Garmisch, la Foresta Nera, Berlino, Varsavia e Bratislava

Erano molti anni che volevo andare al raduno BMW di Garmisch-Partenkirchen che tutti gli anni si tiene all’inizio di luglio, e quest’anno finalmente ci sono riuscito abbinandolo alla visita di alcune capitali del Nord Europa.

brag a GarmischIl raduno di Garmisch richiama tantissimi motociclisti ed appassionati, per cui se non si vuole dormire in tenda è necessario prenotare con largo anticipo. A novembre 2015 avevo trovato una camera ad un prezzo abbordabile a Oberammergau nell’ottimo Hotel Antonia dove sono arrivato nel primo pomeriggio di venerdì 1° luglio.

Utilizzando il bus gratuito sono arrivato nell’area del raduno a Garmisch (che dista circa 20 km da Oberammergau): impressionante l’organizzazione; nei parcheggi realizzati sui terreni circostanti erano disponibili anche delle tavolette di legno da mettere sotto il cavalletto per assicurare maggiore stabilità alle moto!
Ho visitato i vari stand, ma soprattutto ho voluto vedere l’area dove erano allineate centinaia e centinaia di tende dei numerosi visitatori che avevano deciso di campeggiare. E poi un giro negli enormi stand gastronomici dove tanta, tanta, ma proprio tanta birra veniva servita!   Foto di Garmisch

Il sabato mattina avevo programmato un giro in moto nelle zone circostanti che sono paesaggisticamente molte belle, per poi tornare al raduno ed assistere alle varie esibizioni in programma; ma verso l’ora di pranzo è iniziato a piovere veramente forte e così sono rientrato in albergo rinunciando anche alla seconda visita a Garmisch perché con tutta l’acqua che veniva giù ero certo che avrebbero annullato gli spettacoli.

Nella notte il tempo è decisamente migliorato e la domenica mattina mi sono diretto a Lenzkirch, cittadina nel cuore della Foresta Nera (o Schwarwald), costeggiando il lago di Costanza.
Ho soggiornato presso il Schwarzwaldhotel Ruhbühl, una bella struttura appena fuori il paese dotata di ristorante e parcheggio privato, ma un po’ vecchiotta e trascurata.

Un panorama della Foresta nera

Molto caratteristico il Titisee, bella la famosa strada 500, e tutti carini e ben curati i vari paesini che ho attraversato. Merita una visita perché molto interessante il museo degli orologi di Furtwangen.
La Foresta Nera offre dei paesaggi veramente incantevoli, ma non molto diversi tra loro, per cui un paio di giorni a mio parere sono più che sufficienti per “esplorare” la zona.   Foto della Foresta Nera

Berlino ... il vecchio ed il nuovoMartedì 5 luglio sono andato a Berlino. Pensavo ad un viaggio rapido e confortevole sulle veloci autobahn tedesche, ed invece numerosissimi cantieri stradali, tantissimi autocarri (mai visti così tanti autocarri su un’autostrada) ed un traffico molto intenso in prossimità delle grandi città mi hanno rallentato parecchio, e così sono arrivato a Berlino molto stanco nel tardo pomeriggio.

Ho pernottato al Entrée Hotel Berlin Karlshorst, una struttura recentemente rinnovata e dotata di parcheggio privato che è collegata benissimo con il centro della città.

Berlino è una città che sicuramente merita una visita perché ancora oggi si percepisce che è rimasta divisa dal “muro” per tanti anni. Il meteo non è stato dei migliori con frequenti brevissimi scrosci di pioggia che si alternavano a forti folate di vento freddo, ma sono comunque riuscito a vedere quasi tutte le maggiori attrazioni turistiche passeggiando per la città e spostandomi con i mezzi pubblici.   Foto di Berlino

Giovedì 7 luglio mi sono recato a Varsavia: una lunga galoppata sulla modernissima autostrada che collega la capitale tedesca a quella polacca.
Sono arrivato subito dopo pranzo, e ciò mi ha permesso di dedicare tutto il pomeriggio e la sera alla visita della città che a me è piaciuta molto.

Una piazza di Varsavia

Ho pernottato all’Ibis Budget Warszawa Centrum, un albergo economico, ma pulito, silenzioso, dotato di parcheggio, WiFi e dal quale in pochi minuti si può raggiungere il centro.   Foto di Varsavia

Il Castello di BratislavaVenerdì 8 trasferimento a Bratislava, un’altra capitale europea che non avevo mai visitato. Ho passato tutto il pomeriggio e la sera passeggiando per il suo bel centro storico trasformato in un’enorme isola pedonale piena di negozi e ristoranti. Bello il castello situato alla sommità di una collina rocciosa, proprio di fianco al fiume Danubio, e dal quale è possibile ammirare tutta Bratislava.   Foto di Bratislava

Il sabato mi sono unito ad alcuni amici a Palmanova (UD) per il raduno della locale sezione del CCMotorday. Terminato il raduno, causa il caldo asfissiante, il lunedì mattina ho rinunciato ad un lungo giro in moto preferendo di rientrare direttamente ed il più rapidamente possibile a casa.

Lisbona, L’Algarve e l’Alentejo … in moto

Lo scorso anno dopo aver visitato parte dei Pirenei, la Galizia ed il Nord del Portogallo mi ero riproposto di “esplorare” anche il sud del Portogallo (l’Algarve), ed in particolare la zona interna dell’Alentejo.

Ho condiviso l’idea su un Forum ed un amico si è detto interessato, e così abbiamo organizzato la trasferta nella penisola iberica con l’intento di scoprirne la costa atlantica del sud.

Poiché alcune zone in estate sono particolarmente affollate abbiamo preferito un periodo primaverile sperando di trovare un meteo decente.

Come le altre volte, invece di fare un lungo e costoso trasferimento stradale, per arrivare in Spagna abbiamo scelto il traghetto della Grimaldi che collega Civitavecchia a Barcellona.

Martedì 26 aprile

La mia Gold Wing GL1800 del 2010Partenza da Civitavecchia. Un po’ di ritardo all’imbarco con le moto inspiegabilmente imbarcate per ultime. La nave si presenta in condizioni decisamente peggiori dall’ultima volta che l’ho presa circa un anno fa: pavimenti sporchi e cibo servito al self service non di buona qualità.

Mercoledì 27 aprile

Dopo una navigazione tranquilla il traghetto è arrivato nel porto di Barcellona con circa 45 minuti di ritardo.

Veloce trasferimento all’Ibis Hotel di Sant Andreu de la Barca, un albergo con un buon rapporto costo/qualità ubicato alla periferia di Barcellona sull’autostrada A2/NII per Zaragoza e Madrid che avevo già utilizzato in precedenti viaggi.

Giovedì 28 aprile

Piove! Era previsto tempo variabile, ed invece la pioggia ci accompagnerà per tutto il tragitto fino a Toledo. Poco prima di Madrid, salendo di quota, la temperatura raggiungerà anche i 7° ed il freddo, insieme all’umidità, ci costringerà ad indossare indumenti pesanti.

Siamo arrivati a Toledo nel primo pomeriggio dove abbiamo alloggiato nell’Hostal Gavilanes II, un buon albergo dotato di parcheggio privato a pochi passi dal centro della città.

Nel tardo pomeriggio abbiamo passeggiato per Toledo, e poi cenato in un bar senza troppe pretese.

Plaza de Toros - Toledo

Venerdì 29 aprile

Finalmente il tempo è cambiato e splende un bel sole! Partiamo abbastanza presto ed utilizzando le ottime autostrade e superstrade gratuite spagnole ci avviciniamo rapidamente al confine portoghese entrando da Badajoz.

Raggiungiamo Lisbona attraversando il ponte Vasco da Gama sul fiume Tago per poi dirigerci all’Ibis Lisboa José Malhoa, struttura vicinissima ad una fermata della Metro grazie alla quale è possibile raggiungere il centro in pochi minuti.

Il pomeriggio lo abbiamo trascorso passeggiando per il centro di Lisbona per poi cenare nel ristorante Bota Alta, ubicato nel cuore del Bairro Alto che ci era stato consigliato ad entrambi: a me non è piaciuto! Un locale frequentato solo da turisti dove ci hanno servito un baccalà che galleggiava nell’olio!

La piazza principale di Lisbona

Sabato 30 aprile camera-icon (1)

Giornata interamente dedicata alla visita di Lisbona. La città è piena di turisti e per visitare le maggiori attrazioni è necessario fare la fila.

Nel centro di Lisbona, dopo una passeggiata nella Praça do Comércio, ci muoveremo utilizzando lo storico Tram 28 con il quale raggiungeremo l’imponente Castello di São Jorge; poi la torre di Belém, ed il monastero dos Jerónimos.
Fa caldo, le file per accedere ai monumenti sono state lunghe, ed abbiamo anche camminato molto ammirando l’architettura della città: verso le 17 torniamo in albergo per riposarci un po’ e prepararci alla cena che abbiamo deciso di consumare al A Licorista O Bacalhoeiro ristorante che personalmente ho trovato migliore del Bota Alta!

Panoramica di Lisbona

Domenica 1° maggio camera-icon (1)

brag a Cabo da RocaIl 1° maggio è stata una festa grande in Portogallo, perché la festa del lavoro è concisa con la festa della mamma che nella penisola iberica si festeggia la prima domenica di maggio.

Il nostro programma prevedeva una gita in moto nell’area ad ovest di Lisbona per visitare Sintra, Cabo da Roca e Cascais.

A Cabo da Roca un simpatico signore ci ha consigliato di dirigerci verso nord su una strada panoramica per poi fermarci a pranzo a Ribamar, una piccola località poco dopo Ericeira.

Erano da poco passate le 12:00 quando siamo arrivati a Ribamar, ma tutti i ristoranti erano già pieni 😯 , e solo dopo numerosi tentativi siamo riusciti a trovarne uno con un tavolo libero dove abbiamo gustato un’ottima zuppa di pesce.

Sulla via del rientro abbiamo fatto una lunga sosta a Cascais parcheggiando le moto all’interno del moderno porto turistico, ma quando siamo ripartiti il traffico era bloccato e dopo aver fatto quasi un’ora di fila percorrendo solo pochi chilometri siamo stati costretti a rientrare verso l’interno per poter prendere l’autostrada a pagamento per raggiungere Lisbona.

Cabo da Roca

Lunedì 2 maggio

brag sul traghetto; sullo sfondo CessaGiornata dedicata al trasferimento nel sud del Portogallo, e precisamente nella regione dell’Algarve, su un percorso costiero che ci permetterà di ammirare spiagge molto belle circondate da una natura incontaminata.

Per uscire da Lisbona abbiamo utilizzato il “Ponte 25 de Abril”, un ponte sospeso sull’estuario del fiume Tago realizzato in acciaio con una forma molto simile al famoso Golden Gate Bridge di San Francisco (è stato realizzato dalla stessa compagnia) e poi ci siamo diretti verso Setubal dove abbiamo preso un piccolo traghetto per evitare un lungo giro intorno alla baia dell’Estuário do Sado, una riserva naturale creata per proteggere un’importante zona umida.

Sbarcati dal traghetto abbiamo proseguito lentamente verso sud fermandoci di tanto in tanto per ammirare dei bellissimi paesaggi.

Abbiamo visitato la Fortaleza de Sagres, che è il punto più a sudovest del continente europeo, e da dove si può godere di uno spettacolare panorama sul mare e su Cabo de São Vicente.

La costa atlantica del Portogallo

Sosta a Lagos nella struttura Dona Ana Garden; la città balneare ci è subito apparsa molto ben curata. Dopo una passeggiata in centro abbiamo cenato in uno dei tanti ristoranti all’aperto gustando un ottimo risotto ai frutti di mare.

Martedì 3 maggio

Era previsto un percorso nelle aree più selvagge dell’Alentejo, ma dopo pochi chilometri di strade secondarie asfaltate, però non in buone condizioni, arrivati a Ourique si è deciso di procedere direttamente verso Beja e poi Évora.

Dopo la visita di Évora ci siamo diretti a Reguengos de Monsaraz dove avevamo prenotato l’ottimo albergo Solar de Alqueva.
Cena veramente squisita a base di porco preto e sericaia nel “Restaurante Plano B”.

Mercoledì 4 maggio

È stata la giornata in cui ho viaggiato da solo in quanto non volevo rinunciare ad un percorso panoramico che avevo programmato su strade secondarie.

Una veduta fantastica dalla strada per Castelo de Vide

Mi sono diretto verso nord attraversando una enorme area collinare piena di vigneti per poi addentrarmi in un parco naturale fino a raggiungere, con una bellissima stradina di montagna, Castelo de Vide da dove, dopo una sosta, ho proseguito verso Marvâo ed il confine spagnolo.

Una volta in Spagna ho percorso solo noiose superstrade e poi autostrade fino a Salamanca dove sono arrivato nel primo pomeriggio.

Doccia, un breve riposo, e poi visita della città sede di una famosa università e ricca di storia e monumenti.

A me le città spagnole piacciono parecchio perché sono ordinate, pulite e quasi tutte hanno in centro una vasta area pedonale che consente di passeggiare tranquillamente. Forse dovremmo iniziare anche in Italia a far sparire dalle strade le troppe auto in sosta e chiudere i centri al traffico dei veicoli.

Salamanca

Giovedì 5 maggio

Trasferimento a Barcellona = 850 km di noia!  😕
Pernotto all’Ibis Barcelona Ripollet scelto perché ha il parcheggio, si trova vicino ad una stazione della metro grazie alla quale si raggiunge facilmente ed in poco tempo Plaça de Catalunya ed ha un buon rapporto qualità/prezzo.

Venerdì 6 maggio

Lunga passeggiata per il centro di Barcellona e per la “Rambla”, e poi verso le 19:00 abbiamo raggiunto il porto per l’imbarco sul traghetto che ci riporterà a Civitavecchia.

Sabato 7 maggio

Dopo una navigazione tranquilla siamo arrivati a Civitavecchia. Alle 20:30 ero a casa dopo aver percorso circa 3700 km con la mia nuova Gold Wing GL1800, moto che ho acquistato usata da poco tempo e che ho utilizzato per la prima volta in un lungo viaggio.


Tutte le foto del viaggio

 

Le foto del viaggio in Portogallo

Motore Lambretta 150D

Ultimo aggiornamento: Ott 26, 2017 @ 14:07

La Lambretta 150D è dotata di un motore monocilindrico a 2 tempi che sviluppa una potenza di 6 CV a 4600 giri.
La frizione è a bagno d’olio ed il cambio a tre velocità; l’accensione invece utilizza un volano magnete a 6 Volt con anticipo variabile.

La struttura del motore è alquanto complessa e particolare; tanto per citare una caratteristica, la trasmissione del moto dal blocco motore/cambio – che è posto al centro dello scooter – alla ruota posteriore avviene tramite un albero ed una coppia conica.

Anche la lubrificazione del motore è abbastanza “originale” in quanto un cuscinetto dell’albero motore (quello installato lato volano) utilizza grasso, mentre l’olio della scatola cambio lubrifica, oltre agli ingranaggi, anche la frizione ed il secondo cuscinetto di banco.
La scatola della coppia conica ha invece una propria lubrificazione con olio ad alta viscosità.

Come è facile comprendere con una simile configurazione il motore risulta piuttosto complicato vista la presenza di numerosi paraoli ed ingranaggi elicoidali (quelli delle coppie coniche), oltre ad innumerevoli boccole, anelli seeger, rondelle di rasamento, molle, etc etc Motore Lambretta

Inoltre, sia per lo smontaggio che per il montaggio sono necessari vari estrattori (realizzabili adattandone alcuni standard) e delle chiavi speciali (bussole di ridotto spessore).

Alcuni elementi sono montati ad interferenza, per cui è bene procurarsi anche una torcia a gas o un phon industriale per scaldare le parti.

Come ho già raccontato in un precedente post, lo smontaggio del motore ha presentato diverse difficoltà perché numerose parti erano inchiodate dall’ossido, è stato necessario preparare degli estrattori, e soprattutto per la presenza di una quantità enorme di vecchio grasso secco misto a sabbia diventato durissimo con il tempo, e quindi molto difficile da rimuovere.

Quando la Lambretta 150D fu acquistata il motore era funzionante, ma erano presenti copiose perdite d’olio in prossimità della ruota posteriore.
Ed infatti l’unico grosso problema riscontrato nel motore è stato lo sfondamento del pignone e la rottura di un cuscinetto della trasmissione.

Dopo aver smontato tutte le parti è stata eseguita una sabbiatura dei carter motore che in origine venivano verniciati con colore sistema Lechler Alluminio FIAT 690.

Vista la complessità del motore – e soprattutto la poca esperienza – si è preferito pre-assemblare alcune parti del motore per evitare di danneggiare la verniciatura durante il montaggio.

Nel sito http://www.scooterdepoca.com sono disponibili i vari manuali ed il catalogo delle parti di molti modelli di scooter, tra cui anche quelli della Lambretta 150D.

I numeri di riferimento riportati in questo articolo sono relativi al catalogo delle parti liberamente scaricabile dal suddetto sito; c’è anche un bel Forum con informazioni e suggerimenti indispensabili per il restauro e la manutenzione della Lambretta 150D e del suo motore.

Trasmissione

Come prima cosa va inserito il gruppo pignone e relativi cuscinetti preventivamente assemblato; poiché le parti sono molto vecchie e spesso usurate conviene montare DUE paraoli al posto dell’unico originale in modo da garantire una tenuta migliore facendoli lavorare su un’area del pignone non usurata.

Prima d’inserire il gruppo pignone assicurarsi che sia presente la rondella d’acciaio di battuta 34 in fondo alla sede.
Poiché la tenuta dell’olio viene effettuata solo per interferenza tra il distanziale 36 ed il corpo della trasmissione conviene applicare un filo di sigillante in modo da essere certi che non si verificheranno perdite.

Conviene scaldare il carter della trasmissione perché il calore dilata l’alluminio e lo rende più elastico.

Verifica tenuta gruppo pinione

Verifica della tenuta del gruppo pignone coppia conica

Prima di procedere alla verniciatura del carter trasmissione si è preferito provare un assemblaggio del gruppo al blocco motore.
Dopo varie prove si è visto che il metodo più semplice è quello di fissare il carter trasmissione in posizione verticale in modo che sia possibile inserire  l’alberino secondario del cambio e tutti gli ingranaggi senza che questi fuoriescano; il gruppo motore verrà poi collocato in posizione dall’alto.

Dopo questa verifica, necessaria per assoluta mancanza d’esperienza su questo motore, il carter trasmissione è stato preparato per la verniciatura  😀

Gruppo trasmissione Lambretta 150D

Gruppo Motore

Il montaggio dell’albero motore e dei relativi cuscinetti e paraoli non presenta particolari difficoltà. Prestare attenzione solo al verso dei 3 paraoli (molletta sempre rivolta verso la biella).

Montaggio albero motore Lambretta 150D

Terminata l’installazione dell’albero si può inserire il pignone primario. Su questo motore, uno degli ultimi prodotti, il dado di fissaggio ha la filettatura sinistra.

ATTENZIONE: sotto al pignone possono essere presenti una o più rondella di rasamento che vengono utilizzate per regolare il gioco della coppia conica primaria. Non avendo sostituito parti sono state rimontate le tre rondelle trovate al momento dello smontaggio.

Bloccato il pignone si può montare la corona della coppia conica ed il cestello della frizione. Per poter serrare il dado bisogna bloccare l’albero con una chiave spaccata da 18 di piccole dimensioni in quanto va infilata in uno spazio non molto grande.

A questo punto si procede con l’assemblaggio del gruppo frizione; prima il tamburo …

Tamburo frizione Lambretta 150D

… e poi i dischi della frizione. Per schiacciare le molle e poter inserire il fermo è stato utilizzato il tirante stesso della frizione (non è necessaria una grande forza per schiacciare le molle):

Frizione Lambretta 150D

E così anche il gruppo motore è pronto per la verniciatura  😉

Gruppo motore (parte calda) Lambretta 150D

I carter motore della Lambretta 150D (tutte le fusioni) ed anche il collettore di aspirazione originariamente venivano verniciati color alluminio Fiat 690 (il classico color alluminio dei cerchioni in ferro delle auto), per cui si è proceduto alla mascheratura e verniciatura delle varie parti applicando prima un fondo aggrappante …

Parti da verniciare motore Lambretta 150D

… e poi il colore Alluminio Fiat 690.

Verniciatura motore Lambretta 150D

 

Assemblaggio finale

L’accoppiamento del gruppo motore a quello della trasmissione non presenta particolari difficoltà se viene effettuato mantenendo le trasmissione verticale.

Si inserisce prima l’alberino di trasmissione 7 nel pignone 38, e poi l’ingranaggio 60 completo dei 24 rulli 62.

Per mantenere i rulli in sede è sufficiente usare del grasso; se si ha la cura di allinearli perfettamente l’inserimento dell’ingranaggio è semplicissimo

Subito dopo si può montare la forcella 56 di comando del cambio ed il relativo alberino. Questo particolare una volta installato previene la fuoriuscita dell’ingranaggio montato precedentemente.

Esternamente al carter sull’alberino della forcella va montata una rondella di tenuta che è di feltro. In quel punto l’olio non arriva ed i progettisti utilizzarono il feltro perché da quel punto il cambio doveva sfiatare (successivamente aggiunsero anche un foro di sfiato sul coperchio frizione).

Montata la forcella del cambio si assemblano i vari ingranaggi, e poi si può posizionare il blocco motore. Per far “innestare” i vari ingranaggi è sufficiente ruotare lentamente la frizione.
Non è necessario battere o forzare: non appena gli ingranaggi si innestano il blocco motore “cade” accoppiandosi perfettamente con la trasmissione.

A questo punto si montano e serrano un paio di brugole e si verifica il funzionamento del cambio; se tutto è OK si procede all’installazione di tutti gli elementi di fissaggio ed al serraggio finale.

Il prigioniero per il cavetto di massa va installato nel foro in alto a sinistra (guardando la trasmissione da dietro), e cioè nel punto più vicino al telaio.

Gruppo motore e gruppo trasmissione assemblati - Lambretta 150D

 

Motore Lambretta 150D

E poi ….

Qualche piccolo problema per eseguire lo spessoramento anche del coperchio del gruppo “messa in moto” (il pignone è sempre innestato nell’ingranaggio principale dell’albero primario del cambio), ma alla fine …

 

Questo è il risultato di tutto il lavoro  Lambretta 150D -- motore

 


Tutte e foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Pignone coppia conica Lambretta 150D

Sto restaurando una Lambretta 150D del 1956, e già durante lo smontaggio della trasmissione del motore mi ero accorto che il pignone della coppia conica presentava un’anomalia.

Pignone coppia conica Lambretta 150D

Dopo aver rimosso e pulito il pignone ho fatto una piccola indagine e grazie anche ad immagini disponibili nel web non ho avuti dubbi: al pignone della coppia conica mancava il fondello di tenuta  😯

Il fondello del pignone è importante nella trasmissione della Lambretta 150D perché impedisce all’olio del cambio di scendere nella scatola della coppia conica; nonostante la mancanza del fondello ed il poco olio presente nel cambio per fortuna i vari componenti non hanno subito danni e così ho subito iniziato ad informarmi su come riparare il pignone.

Leggendo il manuale di manutenzione dell’epoca sembrava una cosa semplice perché ho trovato scritto:

Assicurarsi che il pignone sia provvisto di fondello in alluminio, e se questo non fosse perfettamente bloccato cambiarlo fissandolo opportunamente per assicurare la tenuta del lubrificante.

Istruzioni un po’ vaghe … 🙄 ; ho provato a chiedere su qualche forum specialistico, ma non ho ottenuto risposte se non un vago “rivolgiti ad un buon saldatore”.
Parlando con i miei amici titolari dell’Officina American Car di Lanuvio, e poi rimuovendo un piccolo residuo bianco ancora presente sono arrivato alla conclusione che la tenuta del pignone veniva assicurata dal fondello in alluminio saldato a stagno.

Ho provato a fare una ricerca per vedere se il fondello è disponibile come ricambio, ma senza esito; e così mi sono armato di tanta pazienza e l’ho costruito utilizzando del rame al posto dell’alluminio.

Ho trovato un lamierino di rame di un millimetro di spessore e l’ho tagliato poco più grande del foro, e poi usando una boccola ed una sfera d’acciaio l’ho piegato rendendolo concavo.

Utilizzando una mola l’ho quindi reso circolare e del corretto diametro in modo che potesse inserirsi nel foro liberamente, ma senza gioco eccessivo.

Fondello per pignone

Ho sgrassato perfettamente le parti, ho inserito il fondello, e poi l’ho delicatamente schiacciato in modo che il diametro esterno aumentasse per inserirsi nella scanalatura del pignone. Ho ribattuto il fondello fino a farlo rimanere saldamente in sede.

Fondello inserito nel pignone

Ho applicato del disossidante per saldatura a stagno, e poi ho inserito l’alberino di trasmissione assicurandomi che fosse a battuta.

Attenzione: è importante che l’alberino sia inserito e a battuta perché fondendo lo stagno riempirà la scanalatura colando nel millerighe sotto il fondello, e se l’alberino è mancante poi sarà impossibile inserirlo in quanto lo stagno riempirà il millerighe.

Mi è poi bastato fondere dello stagno in modo da riempire gli spazi vuoti per assicurare la tenuta del fondello.

Pignone coppia conica Lambretta 150D riparato

Freddate le parti, ho eseguito un controllo di tenuta utilizzando benzina.

Terminata la riparazione ho così potuto riassemblare il pignone con i relativi cuscinetti.

Assieme pignone Lambretta 150D

 

Nota: molto probabilmente lo sfondamento dei fondello è stato causato dalla rottura del cuscinetto posteriore del pignone che ha permesso al pignone stesso di girare fuori asse  😉


Tutte e foto sono disponibili su Flickr, anche per il download 😉

Gita in moto ai Laghi di Plitvice

Era da tempo che volevo visitare i Laghi di Plitvice, e così trovandomi ad Udine ho approfittato della vicinanza al parco per arrivarci in moto lunedì 7 settembre.

Panorama delle coste croate

Tempo stupendo e poco traffico hanno reso il viaggio verso i Laghi di Plitvice veramente rilassante; non ero mai entrato in Croazia, e sono subito rimasto impressionato ed affascinato dalle sue coste stupende 🙂

Il percorso per arrivare in moto ai Laghi di Plitvice

Ho percorso solo strade secondarie ed arrivato a Senj, invece di deviare verso Žuta Lokva e poi Rudanovac, ho preferito proseguire lungo la costa sulla E65 fino alla deviazione per Zara (incrocio con la A1) da dove ho continuato sulla 27 e poi 1 fino a giungere nel Parco dove avevo prenotato una camera presso Villa Lykos, una buona struttura ubicata a Jezerce e distante circa 30 minuti a piedi dall’ingresso n° 2 del parco.

Il Parco dei Laghi di Plitvice è veramente bello, e merita sicuramente una visita che a mio parere può essere agevolmente fatta in un giorno 😉

 

 

 

Cascate ai Laghi di Plitvice

Le stupende cascate dei Laghi di Plitvice

Avevo deciso di pernottare all’interno del Parco dei Laghi di Plitvice e poco distante dall’ingresso, ma la scelta non si è rivelata molto felice perché nella zona, oltre alle bellezze naturali, c’è veramente poco: solo due grossi alberghi, una pizzeria, ed un piccolo supermercato.

Dopo l’esperienza fatta, a mio parere conviene alloggiare nei paesi che si trovano all’esterno del parco come Vranovaca o Korenica, e poi recarsi al parco in auto o moto in quanto ci sono ampi parcheggi (per le moto è gratuito, ed è anche possibile lasciare in custodia caschi ed indumenti).

La Croazia mi ha positivamente colpito per la bellezza dei panorami, specie quelli costieri, ma alcune cose mi hanno lasciato perplesso … ci tornerò presto perché voglio approfondire e capire meglio alcune cose 😉


Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

PAN Frecce Tricolori – 55° Anniversario

La locandina dell'evento 55° PAN - Frecce Tricolori

Il manifesto del 55° Anniversario delle Frecce Tricolori


Era da qualche anno (esattamente dal 1973 quando a Pratica di Mare si svolse una grande manifestazione per la Celebrazione del Cinquantenario dell’Aeronautica Militare) che non vedevo dal vivo le Frecce Tricolori effettuare le splendide evoluzioni con le quali disegnano fantastiche figure in cielo.

Da tempo avevo intenzione di fare un salto ai Laghi di Plitvice in Croazia, e siccome per domenica 6 settembre c’era in Friuli anche un motoraduno a cui avevo piacere di partecipare, ho approfittato dell’occasione per “prendere tre piccioni con una fava”:

  1. Sabato 5 settembre manifestazione delle Frecce Tricolori a Rivolto
  2. Domenica 6 settembre Motofrico a Pavia di Udine
  3. Lunedì 7 settembre giretto in Croazia per visitare il Parco dei Laghi di Plitvice

Grazie ad un amico del CCMotorday (thanks Fabrizio Alloggio vicino Rivolto, sede PAN) non ho avuto problemi a trovare un alloggio in zona ed ho prenotato una camera presso L’Azienda Agricola Stefanutti a Lauzacco di Pavia di Udine, cittadina non distante dall’Aeroporto di Rivolto, sede della PAN e luogo dove si sarebbe svolta la manifestazione per celebrare il 55° compleanno della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori .

Avevo un bellissimo ricordo della manifestazione del 1973 e così sono partito da Roma certo di assistere ad uno spettacolo di altissimo livello … e le mie aspettative non sono state deluse.
Il venerdì mattina mi sono avviato verso Udine in moto percorrendo prima la E45, poi la Romea verso Venezia, ed infine tranquille strade secondarie fino a destinazione.
Giornata molto calda, per cui ho fatto varie soste impiegando parecchie ore per arrivare a Pavia di Udine.

Purtroppo per il sabato era invece previsto cielo nuvoloso con pioggia e temporali; e nonostante che la notte tra venerdì e sabato è piovuto parecchio il sabato mattina il cielo si presentava ancora cupo con molte nuvole che non promettevano nulla di buono.

Mi sono alzato presto ed alle 7:30 era già davanti al cancello dedicato all’ingresso delle moto. Viste le non buone previsioni meteo avevo indossato gli stivali che uso in moto e l’antipioggia, e mi ero anche munito di un ombrello: scelta azzeccata!

L'ingresso riservato alle moto di Rivolto - 55° PAN

Questa Vespa adotta la livrea Frecce Tricolori solo in occasione degli anniversari

Come per l’evento di oltre 40 anni fa, anche stavolta l’organizzazione dell’Aeronautica è stata impeccabile: strade di accesso presidiate e controllate, indicazioni chiare, ampi parcheggi dedicati a moto, bus ed auto, bagni, e punti di ristoro disponibili ovunque … tutto perfetto: i miei più sinceri complimenti all’Aeronautica Militare!

In attesa dell’inizio della manifestazione ho visitato la mostra statica all’aperto ed i numerosi padiglioni realizzati in vari hangar; poi poco prima della 10:00 ho “conquistato” un posto in prima fila e l’ho “difeso” per poter godere pienamente dello spettacolo.

La mostra statica per il 55° PAN

 

Esposizione in un hangar di Rivolto

 

Era da poco iniziata la manifestazione quando si è scatenato un forte temporale sul campo che ha costretto gli organizzatori a sospendere le operazioni di volo per circa un’oretta; per fortuna ero stato previdente e grazie a stivali ed antipioggia non mi sono bagnato.

Il programma di volo è stato ovviamente cambiato a causa delle condizioni meteo, che comunque sono migliorate progressivamente tanto che dopo l’ora di pranzo faceva un caldo terribile!
La giornata è trascorsa rapidamente in un susseguirsi di acrobazie di pattuglie e solisti, oltre alla presentazione di numerosi velivoli … e poi a chiudere la giornata finalmente è arrivata la PAN con le Frecce Tricolori.

Le Frecce Tricolori utilizzano ben 10 velivoli contemporaneamente e sono la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo, ed è anche l’unica che svolge un programma nel quale la formazione ed il solista si alternano continuamente sul campo di volo facendo si che gli spettatori non abbiano mai un attimo di respiro nei circa 30 minuti di spettacolo: in poche parole c’è sempre un’evoluzione da ammirare!

C’è poco da fare, sono indiscutibilmente i migliori!

Formazioni strettissime, precisione e figure in cielo che sembrano disegnate utilizzando righe e compassi e che danno luogo ad uno spettacolo memorabile ricco di emozioni.
Che altro aggiungere: bravi, bravi, bravi! W le Frecce Tricolori!

La PAN - Frecce Tricolori

 

Alcuni link che consiglio:

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

 


Restauro Lambretta 150D

Ultimo aggiornamento: Lug 14, 2016 @ 06:00

È stato amore a prima vista … ho notato una Lambretta 150D del 1956 su Subito.it, ho contattato il proprietario, sono andato a vederla, l’ho acquistata e me la sono portata a casa!

Lambretta 150D del 1956

La Lambretta risulta radiata d’ufficio dal PRA, ma essendo dotata di targa originale, libretto di circolazione e foglio complementare la sua reiscrizione al Pubblico Registro Automobilistico  è una procedura relativamente semplice e poco costosa.

Visto il buono stato generale, dopo averla iscritta ASI e sistemati i documenti di circolazione, pensavo di utilizzarla nello stato in cui si trovava, ma dopo aver acquistato alcuni pezzi che necessitavano di essere sostituiti ho pensato che forse era meglio smontarla per procedere ad un restauro totale.

Prima d’iniziare i lavori mi sono procurato il catalogo delle parti, le “istruzioni per le stazioni di servizio”, lo schema elettrico ed il libretto uso e manutenzione scaricandoli dal sito Scooter d’Epoca.

Rispetto alla Vespa la Lambretta utilizza un numero decisamente maggiore di parti e di elementi di fissaggio; inoltre trattandosi di un mezzo molto vecchio parecchi dadi e bulloni sono stati sostituiti nel tempo con altri “rimediati”.

Tanta sporcizia, incrostazioni e grasso vecchio hanno reso lo smontaggio non agevole, ma alla fine ci sono riuscito ed ora sto’ procedendo alla verifica ed alla sistemazione e/o riparazione dei singoli particolari prima di portarli a sabbiare e verniciare.

Man mano che avanzerò nel restauro della Lambretta 150D aggiornerò questo articolo per descrivere le varie riparazioni e documentarle con foto.

Appena liberato il telaio ho notato che il supporto del cavalletto era danneggiato; è stato costruito al tornio un blocco di rinforzo e alcune boccole, mentre il perno centrale è stato sostituito con un bullone ad alta resistenza opportunamente modificato; questo il risultato:

Riparazione cavalletto Lambretta 150D

Lo smontaggio della forcella anteriore non ha presentato difficoltà; solo la grande quantità di grasso vecchio che ricopriva tutti i componenti ha ostacolato un po’ i lavori.
La pulizia delle parti ha richiesto circa 2 ore Pulizia forcella anteriore Lambretta 150D

Forcella anteriore Lambretta 150D

Il tamburo del freno presentava segni di corrosine e righe profonde e quindi è stato rettificato al tornio.

Le leve di reazione hanno profondi segni lasciati dalla ruggine, mentre le relative boccole sono molto ovalizzate. Le leve verranno riparate inserendo delle boccole ad interferenza, mentre le boccole dovranno essere sostituite perché non recuperabili.

Il serbatoio all’interno presentava dei punti di ruggine, e così ho preferito eseguire una bonifica ed un trattamento con resina epossidica (personalmente uso il Power Tank della Lux-Metal).

Serbatoio Lambretta 150D prima del trattamento     Serbatoio Lambretta 150D DOPO il trattamento

Il trattamento non è difficile da eseguire, ma va fatto senza fretta e con pazienza e soprattutto rispettando le dosi ed i tempi indicati 😉

Con lo smontaggio del tamburo posteriore dal blocco motore finalmente ho tutti i pezzi da verniciare con il colore Beige Sabbia disponibili.
La rimozione del tamburo ha richiesto un certo impegno in quanto avendo un innesto conico con chiavetta l’ho dovuto lasciare in tensione diverse ore scaldandolo con una lampada, e menando “mazzate” in modo da sbloccarlo.
Dopo 4 ore ho udito uno “sglang”, e finalmente il tamburo s’è liberato dall’asse Rimozione tamburo Lambretta 150D

Tamburo Lambretta Innocenti 150D   Asse posteriore Lambretta 150D

 

Venerdì 9 ottobre

Tutte le parti da verniciare sono state portate a sabbiare  😀

Ho anche iniziato la lucidatura delle parti in alluminio:

Supporto manubrio Lambretta 150D

Nel frattempo l’aggiustatore e tornitore di fiducia (mio figlio  :mrgreen: ) sta eseguendo alcune riparazioni.
Ad esempio, un braccetto della forcella corroso ed usurato è stato recuperato installando una boccola ad interferenza che poi è stata tornita al diametro originale:

Tornitura braccetto forcella    Braccetti riparati x forcella Lambretta 150D

 

Sabato 24 ottobre

È stato quasi ultimato lo smontaggio del motore che ha presentato diverse difficoltà in quanto è stato necessario adattare alcuni estrattori oltre a modificare delle chiavi a bussola.

Il motore della Lambretta 150D è veramente complesso  😯  ; alcuni amici mi avevano avvisato, ma mai mi sarei immaginato così tanti pezzi e la presenza di innumerevoli anelli seeger, rondelle di rasamento, spessori, boccole, dadi sinistri, etc!
Una complessità a mio parere ingiustificata  😕

Comunque, la decisione di smontarlo – anche se funzionante – si è rivelata azzeccata perché diversi componenti sono stati trovati in pessime condizioni.
In particolare il pignone della coppia conica finale (quello che trasmette il moto alla ruota) è stato trovato senza il fondello di tenuta, e questo provocava il passaggio dell’olio del cambio nella scatola della coppia conica; olio che poi veniva perso a causa dell’usura del paraolio sul mozzo ruota posteriore.
Usando la Lambretta in queste condizioni sicuramente il cambio si sarebbe danneggiato, invece – per fortuna – non presenta usure anomale o rotture.

Pignone coppia conica Lambretta 150D

Ad oggi manca da smontare solo l’albero motore in quanto un dado di fissaggio e bloccato ed ancora non è stato possibile allentarlo neanche scaldandolo. Nei prossimi giorni proverò utilizzando una chiave a bussola esagonale facendo forza con una leva molto lunga … sperando di non sfasciare qualcosa  🙁

Dado albero motore lato volano di lambretta 150D

Tolto il dado che si vede in figura, bisognerà rimuovere il carter con un estrattore e poi finalmente sarà possibile sfilare l’albero motore  😉

Lunedì 26 0tt0bre

Dopo aver saldamente bloccato il carter motore in una morsa ed impedito la rotazione dell’albero motore infilando una chiave nello spinotto sono riuscito a svitare il dado dell’albero motore, ma solo applicando una forza enorme su una lunga leva  😯

La leva utilizzata

Dopo aver rimosso l’anello seeger è stata la volta del semicarter lato volano il cui smontaggio richiede un estrattore e tanta, tanta pazienza  🙄
Ho prima messo in tensione l’estrattore, poi ho scaldato la parte esterna del carter, poi ho dato dei colpetti con un martello di plastica continuando a tenere sempre in tensione l’estrattore … piano, piano e spruzzando anche del lubrificante il carter si è sfilato.

Smontaggio carter motore Lambretta 150D

Tolto il carter, smontare l’albero motore è stato facilissimo  🙂

Nei prossimi giorni procederò alla pulizia di tutti i pezzi, e poi ad una loro accurata ispezione in modo da poter preparare una lista dei materiali necessari per rimontare il motore.

Venerdì 6 novembre

Finalmente tutte le parti sono state smontate  😀
I cuscinetti di banco sono in ottime condizioni e la biella non ha giochi, per cui per riassemblare il motore dovrò acquistare tutti i paraoli, il kit guarnizioni ed alcuni cuscinetti della trasmissione che fortunatamente non sono molto costosi.

Dopo la pulizia che ha richiesto molte ore, ho rimesso insieme le parti in alluminio da pallinare del motore che ora si presenta così:

 

Martedì 10 novembre

Oggi è stata eseguita la riparazione del pignone della coppia conica della trasmissione.

Allo smontaggio il fondello di tenuta risultava mancante  ed un cuscinetto fu trovato in pessime condizioni.
Il fondello è stato ripristinato, mentre i cuscinetti ed il paraolio sono stati sostituiti  😉

Sabato 14 novembre

Nei giorni scorsi sono stati ricostruiti con acciaio inox i sostegni della pedana e lucidati alcuni particolari degli attacchi delle manopole.
Stamattina alla Fiera di Sora è stato ritirato il materiale ordinato a TuttoLambretta.it  😀

Sostegni pedana Lambretta 150D

 

Attacchi manopole Lambretta 150D

 

Sabato 28 novembre

Il grosso del lavoro di riparazione sembra finalmente finito  😀
Quasi ogni particolare ha richiesto un intervento, seppur piccolo, di sistemazione, aggiustaggio o come minimo di pulizia approfondita! Tracce di grasso secco, difficilissimo da rimuovere, sono state trovate praticamente ovunque!

Ieri è stato riparato il poggiapiedi passeggero. Era in pessime condizioni, ma è stato preferito mantenerlo perché ormai questo modello non è più reperibile sul mercato.

Poggiapiedi Lambretta 150D

La riparazione è stata fatta riempiendo con resina e lana di vetro la parte sottostante per rinforzare la pedana (tutte le foto sono disponibili su Flickr); la parte “a vista” verrà stuccata e poi verniciata color allumino Fiat 690 (lo stesso colore usato anche per i carter motore ed altri particolari)  😉

Pedane Lambretta 150D

Martedì 8 dicembre

Iniziato l’assemblaggio del motore  😀

Lunedì 14 dicembre

Oggi è stato completato l’assemblaggio del gruppo trasmissione e gruppo motore ed è iniziata la verniciatura dei carter e delle altre parti del motore.

Martedì 15 dicembre

  • Verniciate le parti del motore con colore Alluminio Fiat 690
  • Ritirate le parti del telaio e della carrozzeria dalla verniciatura
  • Eseguita la revisione del carburatore

Carburatore Lambretta 150D

Mercoledì 30 dicembre

Prosegue l’assemblaggio del motore che ormai è quasi completo.

Motore Lambretta 150D

 

Lunedì 4 gennaio

Motore Lambretta 150D

 

Martedì 19 gennaio

Avviamento e prova motore con regolazione dell’anticipo e della carburazione  😆

 

Sabato 23 gennaio

Dopo che nei giorni scorsi erano stati terminati alcuni assemblaggi di particolari come bauletto posteriore, pedane passeggero, serbatoio (con revisione del rubinetto), oggi sono stati portati a termine due lavori abbastanza impegnativi come l’installazione del motore sul telaio e quella del serbatoio.

Alcune note per l’installazione del motore

Per collocare il motore sul telaio conviene essere in due perché, se completamente assemblato, è abbastanza pesante.

Con attenzione si fa passare il volano e poi si cala tutto il blocco allineando i fori per poter inserire in grosso bullone inferiore intorno al quale ruota il motore. Non serrare il bullone ora: se il motore si muove leggermente vi consentirà di allineare con più facilità la bielletta ed inserire gli spessori (le due grosse rondelle che vanno nell’attacco sul motore).

Una volta collocato il motore si può iniziare l’operazione più fastidiosa: il precarico ed il collegamento della barra di torsione.
La barra va precaricata di uno spazio equivalente a 1/2 foro della bielletta, e questa misura è valida solo con il TAMPONE di GOMMA posteriore montato!
Ruotare la barra di torsione nel millerighe sul supporto fisso (quello destro) fino a trovare la giusta posizione. L’operazione richiede un po’ di pazienza in quanto ogni volta è necessario riposizionare/ruotare anche il braccio oscillante sul millerighe dell’altra estremità dell’albero (quello sinistro).
Una volta trovata la corretta posizione si può precaricare la barra di torsione usando un morsetto da falegname ed inserire i perni.
Alcune foto che illustrano la posizione dei fori e l’uso del morsetto da falegname le trovate del sito www.vintage-Italy.com .

Serbatoio

Terminata l’installazione della sospensione posteriore si può procedere con l’inserimento del serbatoio che può avvenire solo SENZA il rubinetto.
Per evitare di graffiare il serbatoio conviene proteggerlo perché lo spazio è VERAMENTE POCO, appena appena sufficiente.

Inserite il serbatoio dal lato sinistro, spostatelo leggermente per far scavallare i supporti posteriori, inserite la protezione in gomma e poi fissatelo. Lo spazio è poco, ma se tutto è installato a dovere il serbatoio c’entra … ma preciso, preciso  😉

Gli altri componenti montati in questi giorni non hanno invece presentato particolari difficoltà.

Lambretta 150D parzialmente assemblata

 

Sabato 30 gennaio

Il lavoro continua, ma il rimontaggio prosegue a rilento in quanto, non conoscendo il mezzo, spesso sono costretto a smontare alcuni particolari installati precedentemente altrimenti non riesco a montarne altri  🙁

Ad esempio, il parafango posteriore va montato DOPO aver installato sia il bauletto, che il supporto della batteria; e prima di fissarlo è necessario passare anche il filo che va al fanalino posteriore.

Al momento la situazione è questa:

Lambretta 150D in fase di assemblaggio

Alcuni particolari di Lambretta 150D

Mancano ancora da installare tutti le guaine ed i cavi di comando, collegare l’impianto elettrico e montare lo scudo.

Devo anche sostituire alcuni piccoli particolari (come i bulloni della maniglia passeggero con altri a testa svasata 😉 ).

 

Venerdì 5 febbraio

Quasi finita, purtroppo mancano due particolari necessari per poter collegare il filo del gas ed un filo del cambio  😕

Lambretta 150D restaurata

 

Anteriore Lambretta 150D

 

Mercoledì 17 febbraio

Finita!  😀 

Dopo aver sistemato le ultime cosette domani la porterò al controllo di revisione, e poi potrò circolare liberamente  😉

Lambretta 150D del 1956 restaurata

 

Anteriore di Lambretta 150D

 


La galleria completa delle foto è disponibile su Flickr:

Gita in moto in Valtellina

C’ero già stato nel 2008, 2009 e nel 2010, ma ormai era da un sacco di tempo che non tornavo in Valtellina, e così appena i miei amici Wanilla ed Alberto mi hanno invitato a passare un weekend (21-23 agosto) a Bormio ho accettato immediatamente E vaiiii!!!!

Visto il periodo estivo per il viaggio ho preferito la moto anche perché volevo effettuare una visita alla zona del Lago di Garda.

UOT's pronta per partirePossiedo due moto; una comoda BMW R1200GS (detta “COATTA”) che normalmente utilizzo per i lunghi trasferimenti, ed una “vecchietta” BMW R100GS (detta “UOT’s”) che in genere uso per uscite in giornata.
Dovendo percorrere circa 1700 km in 4 giorni ovviamente ho scelto … UOT’s UOTs

UOT’s (storpiatura di what’s, e cioè l’abbreviazione di ‘what is’ or ‘what has’ … la colpa del nome è della mia amica Amy, una migrante Britannica ROTFL) è una gloriosa R100GS del 1988 che la scorsa estate ho sistemato e personalizzato, ma senza apportare modifiche non facilmente reversibili tanto che può essere riportata come mamma BMW l’ha fatta in una mattinata Modifiche reversibili
Non l’avevo mai utilizzata per un lungo viaggio ed ero ben cosciente che UOT’s offre meno protezione dall’aria ed più scomoda della moderna GS, ma l’ho scelta per la gita in Valtellina poiché avevo deciso di non percorrere autostrade e di fare soste frequenti.

Ho caricato la moto mercoledì sera, e giovedì mattina verso le 7:00 mi sono avviato verso nord in direzione di Ravenna, per poi dirigermi sulla SS16 verso Argenta > Ferrara > Verona.

Varcato l’Appennino il caldo si è fatto sentire, e così ho fatto diverse soste; sono arrivato all’ Agriturismo Tre Forti in Località Canova di Tessari (Rivoli Veronese) nel primo pomeriggio, e dopo una doccia rinfrescante, ed un po’ di riposo ho raggiunto la vicina Garda per passeggiare sul bel lungolago affollato di turisti e villeggianti.

Rientrando all’agriturismo ho visto un grande locale pieno di gente dove mi sono fermato per cenare con un’ottima pizza ed una bella birra fresca!

Lago di GardaVenerdì mattina, su suggerimento del mio caro amico Andrea (Smile50 è il suo nick su vari forum motociclistici), ho seguito un percorso molto bello: Garda > Riva del Garda > Lago di Ledro > Lago d’Idro > Passo Crocedomini > Edolo > Passo del Mortirolo > Bormio.

Su questo tratto ho apprezzato ancor di più le ottime qualità di UOT’s che per “passeggiare” ammirando i panorami è veramente imbattibile.
Infatti, grazie al suo motore estremamente elastico, non è necessario quasi mai cambiare marcia e poi, con la cura dimagrante che gli ho imposto durante la personalizzazione, è anche estremamente leggera, caratteristica che si apprezza maggiormente quando si fanno molte fermate e manovre da “fermo”.

 

Panorama dell'Adamello

 

Verso le 16:00 ero a Bormio dove mi attendevano i miei amici bormini insieme ad un’altro amico arrivato da Roma in treno. Ci siamo sistemati in una stupenda baita immersa in un bosco appena fuori il centro abitato, e la sera abbiamo cenato gustando diverse specialità locali preparate per noi da Wanilla A cena da Wanilla

La stupenda baita a Bormio (Valtellina)

 

Sabato giornata dedicata interamente alla natura: una passeggiata di ben 5 km per raggiungere un ristorante isolato ammirando paesaggi veramente incantevoli.

Stupendi panorami in Valtellina

Panorami fantastici in Valtellina

Sosta per gustare un pranzo prelibato a base di salumi, formaggi ed altre specialità locali, e poi il rientro percorrendo un sentiero che si snoda in un bosco.
Abbiamo fatto appena in tempo a raggiungere l’auto parcheggiata quando è iniziato a piovere!

E purtroppo la pioggia ha rovinato anche la “magica serata Al Scur”: tutte le luci della città vengono spente mentre nei locali illuminati solo da fioche candele e torce è possibile degustare tutte le specialità locali servite da addetti vestiti con i costumi tradizionali della zona … peccato!

La domenica mattina l’abbiamo passata passeggiando per Bormio per acquistare alcuni prodotti tipici come il “violino di capriolo”  e l’amaro Braulio, mentre il pomeriggio è stato dedicato a Livigno dove abbiamo anche cenato nel Birrificio Livigno.

Lunedì era previsto tempo variabile con possibilità di deboli piogge, ed invece mi sono svegliato sotto un cielo nero che non prometteva nulla di buono. E così per il ritorno ho deciso di cambiare percorso e di fare il più agevole Passo Aprica per poi prendere l’autostrada dei pressi di Brescia.

Ho trovato prima pioggia e temperature fresche, poi sole con oltre 30°, e poi ancora pioggia … e poi ancora sole: le peggiori condizioni meteo che si possono incontrare quando si viaggia in moto perché non si sa come vestirsi Pioggia in moto

UOT’s non ha avuto problemi, ma a causa della scarsa protezione dall’aria io sono arrivato a casa che mi faceva male il collo: 750 km non sono pochi per un vecchietto come me Fatica in moto

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Pirenei, Galizia e Nord del Portogallo in moto

Era da parecchio tempo che non facevo più un “vero” viaggio in moto, e così ho approfittato di qualche giorno libero per visitare alcune zone della Spagna e del Portogallo che non conoscevo.

Come sempre ho preso spunto da vari report trovati nel web, ma ho anche fatto tesoro dei preziosi consigli di carissimi amici che amano fare turismo in moto.

Per il trasferimento in Spagna anche questa volta ho preferito il traghetto che in 20 ore di navigazione permette di raggiungere comodamente Barcellona da Civitavecchia ad un prezzo decisamente conveniente.

Gli alberghi li ho “individuati” prima di partire, per poi prenotarli day-by-day.
Quando arrivo in un posto non amo andare alla ricerca della sistemazione; inoltre le strutture le scelgo in base a precisi requisiti come parcheggio sicuro per la moto, Wi-Fi, un giudizio degli ospiti preferibilmente da ottimo in su (da una scala da 1 a 10, almeno 8), e così preferisco informarmi in anticipo sulle loro caratteristiche.

Cliccando sull’icona  camera-icon (1)  si aprirà il relativo album fotografico  

Giovedì 25 giugno – La partenza camera-icon

In partenza per la SpagnaTrasferimento a Civitavecchia per l’imbarco sull’ottima nave “Roma” della Grimaldi Lines con partenza in orario.

Venerdì 26 giugno – L’arrivo a Barcellona camera-icon

Arrivo nel moderno terminal Grimaldi di Barcellona – in orario con procedura di sbarco molto veloce – da dove ho proseguito in moto per l’Ibis Hotel di Sant Andreu de la Barca, un’ottima struttura alla periferia di Barcellona sulla strada per Andorra, mia destinazione del giorno seguente.

In prossimità dell’albergo c’erano diversi ristoranti, ed ho cenato in uno che mi era stato consigliato dal portiere dell’albergo.

Arrivando in Spagna si nota subito la differenza con il nostro Paese: strade più pulite, traffico ordinato e scorrevole, servizi efficienti, ma soprattutto PREZZI PIÙ BASSI; e nei giorni seguenti la prima positiva impressione è stata sempre confermata.

Sabato 27 giugno – Barcellona > Antichan-de-Frontignes camera-icon

Dopo un piccolo tratto autostradale (non a pagamento) ho proseguito su strade secondarie panoramiche verso Andorra.
Per entrare nel Principato ho incontrato una lunga fila, ma per fortuna gli automobilisti spagnoli agevolano il passaggio delle moto, e così in qualche minuto sono riuscito a superare il varco doganale (presidiato da agenti) dove però non ho visto effettuare controlli.

Breve sosta in città, e poi ho continuato verso la Francia su strade con vedute molto belle.

Vista dei PireneiHo viaggiato con calma gustandomi il territorio e sono arrivato all’ Hôtel Auberge de la Palombière verso le 17.
Avevo incontrato pochissime auto nell’ultimo tratto di strada, ed un piccolo borgo che avevo attraversato poco prima di arrivare all’hotel mi era sembrato deserto … solo qualche mucca al pascolo in un’area recintata.
La zona si presentava bene, un bellissimo panorama ed una quiete a cui non sono abituato, e l’albergo dall’esterno non era niente male solo che … era chiuso albergo Pirenei chiuso
Ho suonato, ho bussato alla porta, ma niente!
Non un cartello, né un numero da chiamare Albergo chiuso

Mentre aspettavo sono giunti altri due motociclisti che, dopo aver visto che l’hotel era chiuso, hanno proseguito senza indugio verso un’altra struttura.

Poiché avevo prenotato l’albergo tramite Booking.com non volevo andar via senza essermi prima accertato della reale chiusura, e così ho telefonato al numero che avevo sulla prenotazione e finalmente il gestore è venuto ad aprirmi.
Praticamente questa struttura è un ristorante che al piano superiore ha 6 camere per dormire.
Quella che mi è stata assegnata era con mobilio vecchio, e puzzava terribilmente perché impregnata degli odori della cucina. Inoltre c’erano un mare di fastidiose mosche che svolazzavano ovunque.

Vabbé mi son detto, inutile che chiedo di cambiare camera tanto le altre saranno uguali se non peggio, apro le finestre e faccio cambiare l’aria …

Il bello di questa storia è che la struttura ha dei giudizi eccellenti nel web; tutti la lodano assegnando un punteggio altissimo. A me è invece sembrata veramente scarsa; e la sera prima di addormentarmi ho dovuto anche abbattere a ciavattate diverse mosche che avevano deciso di non andarsene!

Ho cenato nel tanto osannato ristorante … è stato il peggior pasto di tutta la vacanza!

Domenica 28 giugno – Pirenei & Pamplona camera-icon

Dopo aver preso un caffè preparato in camera, ho caricato la moto e via verso Pamplona nel fresco della mattina per affrontare tanti chilometri di curve.

Una veduta dei Pirenei

I Pirenei: uno spettacolo della natura

Strade b e l l i s s i m e con paesaggi mozzafiato lungo tutto il percorso che, senza saperlo, avevo programmato sul tracciato storico dell’edizione 1910 del Tour de France nella quale, per la prima volta dalla creazione del Tour, furono affrontati i Pirenei.
Sono arrivato nel pomeriggio a Pamplona dove ho pernottato all’Hotel Burlanda, un buon albergo nella periferia della città, ma ottimamente collegato con il centro raggiungibile in 5 minuti con il bus pubblico.

In tutte le città della Spagna che ho visitato i servizi di trasporto pubblico funzionano magnificamente, e così preferisco scegliere alberghi non in centro (che spesso è area pedonale)facilmente raggiungibili con la moto e dotati di parcheggio privato.

A Pamplona erano in atto i preparativi per la festa di San Fermín caratterizzata dagli encierros (le corse davanti ai tori); c’era molta in gente per strada, ma stranamente tantissimi negozi e molti locali erano chiusi.
Ho passeggiato a lungo per il centro della città per visitare i luoghi d’interesse, ma arrivata l’ora di cena e visto che di ristoranti aperti ce n’erano ben pochi ho preferito tornare a Burlanda.

Dopo aver girato parecchio alla fine sono riuscito a trovare un bar-ristorante che era molto affollato, ma mi sono dovuto accontentare di bocadillos e patate fritte (ottime perché non surgelate).

Lunedì 29 giugno – Pamplona > Pechón camera-icon

Giornata dedicata al trasferimento a Pechón, località che avevo scelto come base per la visita dei Picos de Europa.

Da Pamplona mi sono diretto prima verso San Sebastian, nota località di villeggiatura estiva celebre per le sue spiagge ed il bellissimo lungomare e poi, dopo una breve sosta, ho proseguito su strade secondarie lungo la costa che è molto suggestiva perché ricca di paesaggi selvaggi con dirupi a strapiombo sul mare.

Altra fermata nell’incantevole cittadina di Comillas, e poi finalmente l’arrivo al B&B La Espina, una valida struttura con una bella vista sul mare.

Dopo una doccia ed un po’ di riposo ho fatto una rilassante passeggiata per arrivare alla spiaggia, e poi una cena a base di pesce in un’ottima trattoria a gestione familiare.

Sulla costa atlantica ho incontrato sempre un meteo splendido con temperature veramente gradevoli intorno ai 25°. Ma bastava spostarsi 15-20 km verso l’interno per vedere la temperatura salire rapidamente per raggiungere 32-34°

Martedì 30 giugno – Visita ai Picos de Europa camera-icon

I Picos de EuropaUna delle giornate più interessanti di tutto il viaggio Picos de Europa - Spagna: la visita ai Picos de Europa.

I Picos de Europa sono una catena montuosa, ed oggi tutta l’area è protetta grazie ad un grande parco nazionale che si estende tra le comunità autonome delle Asturie, Cantabria e León.

Il luogo è veramente affascinante e per raggiungerlo dalla costa dove avevo fatto base ho impiegato pochissimo tempo; strade perfettamente mantenute che per lunghissimi tratti si snodano tra gole profonde in un susseguirsi di curve, tunnel, ponti: veramente uno spettacolo della natura!

E poi i bellissimi Laghi di Covadonga, che ho raggiunto dopo aver visitato il Santuario che porta lo stesso nome.
Sono stato fortunato a poter raggiungere i laghi in moto perché, essendo una delle aree turistiche più visitate dell’Asturias, al fine di proteggere l’ecosistema l’accesso ai laghi ed al Santuario di Covadonga durante il periodo di Pasqua e l’estate viene regolato, ed è possibile solo utilizzando i mezzi pubblici predisposti.

Veduta del lago di Enol

Il lago di Enol – Covadonga

Mercoledì 1° luglio – Verso la Galizia camera-icon

Dovendo trasferirmi nell’estrema punta nord della Galizia, su suggerimento del mio amico Andrea ho utilizzato una veloce autostrada senza pedaggio fino a Foz, e poi da li ho proseguito lungo la bellissima costa verso Ferrol fino ad arrivare nell’area di Bergondo dove ho alloggiato all’Hotel Os Olivos, un buon motel ubicato in prossimità di un’autostrada.

Da Foz ho potuto ammirare dei paesaggi veramente unici; avevo previsto delle deviazioni verso il promontorio di Bares, e poi sull’altro leggermente più a ovest dove ho percorso la strada panoramica mozzafiato che da Cariño arriva a Teixido: bella, veramente molto bella    Panorami stupendi in Galizia!

 

La costa della Galizia

Un tratto di costa della galizia

Giovedì 2 luglio – Costa da Morte camera-icon

Durante la notte c’era stato un temporale che aveva rinfrescato l’aria, ma la mattina il cielo era di nuovo terso con una temperatura ideale per andare in moto: clima perfetto per esplorare la Costa da Morte.

Ho guidato su strade secondarie lungo la costa della provincia di A Coruña fino a raggiungere prima Cabo Vilán, e poi Capo Fisterra dove termina il Camino de Santiago.

COATTA @ Cabo Vilan      Cabo Vilan      Cabo Fisterre

I luoghi sono molto suggestivi, e grazie all’assenza di traffico ho potuto godermeli procedendo lentamente ed effettuando numerose soste.

Dopo Capo Fisterra ho raggiunto Santiago de Compostela per una visita alla Cattedrale, e poi ho continuato in direzione del confine con il Portogallo, subito dopo il quale avevo programmato il pernottamento nell’Hotel Padre Cruz ubicato poco a sud di Valença.

Il luogo non offriva un gran che, ma in compenso in prossimità di una grande rotonda c’erano numerosi ristoranti perché nelle vicinanze erano presenti diverse grandi aree di sosta per autocarri.

C’è poco da fare, che il Portogallo è un paese povero lo si nota subito … come in Italia Degrado: strade sporche e dissestate, erbacce e sporcizia onnipresenti, traffico non disciplinato, ma prezzi più bassi rispetto alla Spagna nonostante l’IVA al 23%.
Ho cenato molto bene gustando un bel pesce al forno con patate, e poi subito a dormire.

Venerdì 3 luglio – Verso Porto camera-icon

Giornata dedicata principalmente al trasferimento a Porto. Ho viaggiato verso sud, in direzione Braga, per poi dirigermi verso Guimaraes dove ho fatto una piccola sosta. Sono arrivato a Porto facendo una lunga deviazione verso l’interno su strade secondarie perché volevo “esplorare” dei luoghi fuori dai normali circuiti turistici.

Hotel Castelo Santa CatarinaA Porto ho alloggiato per due giorni al Castelo Santa Catarina: struttura fantastica!

Il pomeriggio l’ho dedicato alla visita della città vecchia con cena al ristorante Casa Pereira dove ho gustato un’abbondante e squisita porzione di baccalà.

Sabato 4 luglio – Gita a Coimbra camera-icon

Per il sabato avevo previsto un circuito prima verso la città di Peso da Regua seguendo il corso del Río Duero (fiume Douro), e poi a sud verso Coimbra.

È stata un’esperienza stupenda perché, specie nella prima parte, ho potuto ammirare dei paesaggi veramente molto, molto belli caratterizzati da immensi vigneti dalle cui uve nasce il famoso vino Porto.

L’area del Douro è stata la prima regione vinicola al mondo ad avere avuto un riconoscimento ufficiale e nel 2001 è stata anche dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Gli spettacolari terrazzamenti sulle rive a strapiombo del fiume vengono utilizzati esclusivamente per piantare la vite che darà origine al famoso vino, e sono il frutto di secoli e secoli di lavoro degli uomini.

La zona di produzione del vino Porto

Questa è stata l’area che mi è piaciuta di più di tutta la mia breve visita in Portogallo.

Faceva molto caldo, e quindi dopo una brevissima sosta a Coimbra ho preferito proseguire verso la costa per godere un po’ del fresco dell’oceano.

Sono rientrato a Porto giusto in tempo per la cena che ho consumato in un tipico locale frequentato solo da gente del posto … ed ho ordinato nuovamente dell’ottimo baccalà!

Baccalà alla portoghese

Domenica 5 luglio – Leon camera-icon

Cicogna al centro di LeonUn lungo e monotono trasferimento da Porto a Leon in Spagna: quella che sulla cartina mi era sembrata una strada secondaria era stata trasformata in un’autostrada con alcuni tratti anche a pagamento.
Il percorso non offriva molto, e così ho preferito procedere speditamente per arrivare presto a Leon e poter dedicare tutto il pomeriggio alla visita del centro che, come per tutte le altre città spagnole che ho visitato, mi ha impressionato per la pulizia, l’ordine e l’organizzazione.
Quando non ci sono auto passeggiare è piacevolissimo perché si possono ammirare le bellezze dei luoghi in tutta tranquillità, ed in tantissime città spagnole il centro è sempre area pedonale.
Ho cenato all’aperto in un ottimo ristorante gustando un bel piatto di pulpo a la gallega e sorseggiando un’ottima cerveza, per poi rientrare a piedi nel poco distante Hotel Riosol.

Lunedì 6 luglio – Burgos e Covarrubias camera-icon

Mentre sulla costa atlantica ho beneficiato di un clima decisamente fresco, all’interno è iniziato il caldo con temperature che hanno raggiunto anche i 39°.
Per fortuna che la notte la temperatura scendeva intorno ai 15°, e così partendo la mattina presto mi è stato possibile viaggiare senza soffrire troppo per la calura.
Da Leon a Burgos ho percorso la N120, una strada che per lunghi tratti costeggia il Camino di Santiago ed ho incontrato tantissimi pellegrini diretti a Santiago sia a piedi che in bicicletta.

A Burgos ho visitato le stupenda Cattedrale, passeggiato per il centro e pranzato; e poi ho continuato sotto un sole cocente verso Covarrubias dove sono arrivato nel momento più caldo della giornata: c’era ben poco da fare oltre ad una sosta, e così mi sono seduto in un bar per riposarmi gustando un gelato.

Il chiostro della Cattedrale di Burgos

Il chiostro della Cattedrale di Burgos

Dopo una lunga fermata ho continuato per Soria dove avevo prenotato all’Hotel Campos de Castilla, una struttura che non consiglio perché ubicata fuori città e con servizi scadenti.

Martedì 7 luglio – Verso Barcellona camera-icon

Sveglia molto presto e subito via verso Barcellona percorrendo le ottime autostrade gratuite spagnole. Nell’ultimo tratto ho veramente sofferto perché la temperatura in alcuni tratti ha sfiorato i 40°.
A Barcellona ho alloggiato all’Ibis Ripollet, un buon albergo dotato di parcheggio privato ubicato nella periferia della città in prossimità della stazione ferroviaria di Cerdanyola.

In Spagna scelgo spesso alberghi ubicati in periferia per due motivi: costano molto meno di quelli centrali ed hanno il parcheggio privato dove posso lasciare la moto in sicurezza. I servizi di trasporto pubblici funzionano ottimamente, e quindi in pochi minuti è possibile raggiungere il centro comodamente seduti in mezzi puliti, efficienti e dotati di aria condizionata.

Il pomeriggio ho passeggiato per la Rambla e visitato l’area del porto; la sera ho cenato nell’ottimo ristorante “La Ginesta” che mi era stato consigliato: chipirones, patate fritte, crema catalana e cerveza per … 15€

Nonostante la città fosse letteralmente invasa da turisti, il primo impatto è stato estremamente positivo e così, avendo poco tempo a disposizione, per il giorno dopo ho deciso di fare un giro utilizzando un bus per un “Hop-on Hop-off Tour”

Plaça de Catalunya - Barcelona

Mercoledì 8 luglio – Barcellona camera-icon

Alle 8:30 ero già a Plaça de Catalunya; ho fatto colazione seduto in un bar con cappuccino e cornetto spendendo 1,85€, e poi ho preso il primo bus per effettuare il tour della città.
Purtroppo non ho potuto dedicare tempo ai vari punti d’interesse turistico anche perché all’ingresso di ognuno c’erano delle file enormi, e così mi sono limitato ad un “assaggio” che il poco tempo a disposizione mi consentiva, assaggio che però mi ha fatto venire una gran voglia di tornare a Barcellona per visitarla come merita Barcellona è stupenda!

Turisti a Barcellona

Turisti in attesa di visitare La Casa Batlló, capolavoro di Antoni Gaudí

Nel tardo pomeriggio son rientrato in albergo che, avendo chiesto il late check-out, dovevo lasciare entro le 18:00.
Ho raggiunto il porto ed ho atteso le ore 20:00 per l’imbarco seduto comodamente all’aperto nel terminal della Grimaldi.
Partenza in orario e navigazione tranquilla.

Giovedì 9 luglio – Arrivo in Italia

La nave è arrivata a Civitavecchia in perfetto orario, sono sbarcato rapidamente e subito mi sono arrabbiato vedendo lo stato di degrado delle strade intorno allo scalo: sporcizia, erba non falciata, inutili deviazioni e rotonde … ogni ritorno in Italia per me ormai è un trauma Italia, paese senza futuro!

Gli avvisi di Poste Italiane

Venerdì ho notato nella cassetta della posta uno strano rotolino di carta.

Dopo averlo preso e srotolato ho visto che era un avviso di giacenza in un nuovo formato per una raccomandata di Poste Italiane (il giorno prima avevo trovato ancora la “vecchia cartolina” per un contrassegno).

Ohhhh, che bello … anche le Poste si stanno automatizzando, mi sono detto! Poste Italiane
Dovrò però stare più attento perché è facile che questi “rotolini” finiscano smarriti Sempre peggio

Ho letto le istruzioni e stamattina (sabato 19 apr.) dopo le 10:30 mi sono recato presso l’ufficio postale indicato nell’avviso per ritirare la raccomandata dove un simpatico impiegato – dopo avermi detto che non poteva consegnarmela – mi ha fatto notare che TUTTE le informazioni riportate nell’avviso sono sbagliate (compresi gli orari di apertura).

La posta in giacenza infatti può essere ritirata solo in un giorno lavorativo dei postini successivo a quello di consegna dell’avviso, e quindi nel mio caso se ne parlerà mercoledì 23 perché il sabato i postini non lavorano, e poi c’è Pasqua e Pasquetta.

Dico … ma lasciare un avviso con indicazioni corrette è così difficile?

Avviso di giacenza