Triumph TR6

I vecchi veicoli stanno diventando una mia passione! Ho iniziato nel 2009 acquistando una FIAT 500L del 1970 che ho sistemato nei minimi dettagli fino a fargli ottenere l’omologazione ASI “Targa Oro”; poi ho recuperato una vecchia moto BMW K1100LT ferma da anni con cui ho percorso in pochi mesi 8.000 km prima di rivenderla solo perché troppo pesante.

Partecipando ad alcuni raduni di auto storiche ero rimasto colpito dalle vecchie spider inglesi, come le mitiche Triumph ed MG. Da diversi mesi avevo così iniziato a documentarmi sui vari modelli e ad esplorare il mercato dell’usato.

Mi ero orientato verso una MGB, un famoso modello prodotto dal 1963 fino al 1980 in oltre 500.000 esemplari e, dopo averne studiato le caratteristiche ed i miglioramenti introdotti, avevo ristretto la ricerca solo alle auto prodotte negli anni dal 1967 al 1974.

Dotata di un motore 1800cc, 4 cilindri in linea da 95 CV, la MGB è ritenuta un’auto solida dalle buone performances, dai costi d’esercizio contenuti e dotata di un propulsore affidabile, non sofisticato e sufficientemente potente per garantirle ottime prestazioni velocistiche e di ripresa.

Le spider inglesi negli anni 60 e 70 hanno avuto un buon successo in tutto il mondo, ma è negli Stati Uniti che “spopolarono” e dove fu venduta la maggior parte della loro produzione. Per tale motivo molte auto che oggi sono in vendita in Europa sono modelli “americani” re-importati ed “adattati” alle norme di circolazione dell’UE. Inoltre è da notare che all’inizio degli anni ’70 negli USA vennero introdotte severe norme antinquinamento e di sicurezza per cui le auto prodotte per il mercato statunitense erano profondamente diverse da quelle per il vecchio continente: meno potenti (per limitare le emissioni), più alte da terra, con grossi paraurti dotati di protezioni in gomma e cruscotti imbottiti, solo per citare le differenze più rilevanti.

Ho visionato e provato varie MGB, ma nessuna mi ha convinto soprattutto perché non originali (esistono dei kit di retrofit per trasformare l’aspetto dei modelli più recenti) e/o ricondizionate in modo sommario.

Mentre continuavo la ricerca di una MGB valida, alla fiera di Arezzo mi è caduto l’occhio su una Triumph TR6: carina mi son detto, un po’ più moderna come linea rispetto alla MGB o alla TR4, ma niente male!

E così, visto che non riuscivo a trovare una MGB, ho iniziato a documentarmi anche sulla Triumph TR6 e …. sorpresa: ma è una bomba! Triumph TR6

Motore 6 cilindri in linea 74.7mm x 95mm di 2498cc ad iniezione, sospensioni a ruote indipendenti, 4 marce + overdrive su 3^ e 4^ (praticamente 6 marce) ed ancora con il telaio! Un’auto decisamente molto prestante con i suoi 150 CV erogati ad un numero di giri relativamente basso (5500 RPM).

Un po’ di storia: la Triumph TR6 è stata prodotta dal 1969 al 1976 sostanzialmente in due versioni: una a carburatori da circa 125 CV per il mercato americano, ed una da 150 CV per quello europeo.

La carrozzeria fu frutto di un restyling della TR5 (una modello di transizione rarissimo con carrozzeria della TR4 ed il nuovo motore 6 cilindri che equipaggierà la TR6) fatto dalla Karmann che cambiò soprattutto il frontale e la coda rendendola tronca e squadrata.

L’auto mantenne il telaio separato dalla carrozzeria, soluzione già obsoleta anche per quei tempi, ma la linea si rivelò comunque moderna e particolarmente aggressiva grazie ai parafanghi allargati ed alle linee delle fiancate spigolose; l’auto ebbe un buon successo: ne furono costruite quasi 92 mila, e la stragrande maggioranza fu esportata negli USA dove a causa delle severe norme sulle emissioni il propulsore era depotenziato ed alimentato a carburatori. Dai dati di produzione risulta che furono costruite solo 13702 TR6 PI !

Per avere un’idea del “carattere” dell’auto considerate che la rivista Autocar, nell’edizione del 17 Aprile 1969, la descriveva così:

“It is very much a masculine machine, calling for beefy muscles, bold decisions, and even ruthlessness on occasion. It could be dubbed the last real sports car…”

Grazie all’esperienza maturata con gli altri veicoli d’epoca che ho restaurato, ed alle lunghe ricerche che avevo fatto per l’MGB, non ho impiegato molto per individuare il modello migliore: avrei cercato solo un Triumph TR6 / PI !

Come prima cosa ho verificato la disponibilità di parti di ricambio (ottima per tutte le auto inglesi, e con prezzi decisamente più bassi di quelle italiane), poi ho consultato diversi forum e guide all’acquisto per conoscere i difetti del modello, e solo successivamente ho iniziato a vedere quello che il mercato offriva.

Non ci sono molte Triumph TR6 in vendita e, se si limita la ricerca alla TR6/PI (petrol injection) europea, se ne trovano veramente poche (mentre scrivo questo post, facendo una ricerca nel web sembra che in Italia ce ne sono solo 8 in vendita; di cui 2 ad iniezione – esempio di ricerca).

Stavo quasi per perdere la speranza di trovarne una quando la fortuna ha voluto che mi imbattessi in uno stupendo esemplare costruito nel 1974: unico proprietario, mai riverniciata, targhe originali, con overdrive, marciante e mantenuta in condizioni eccellenti; unico problema … radiata d’ufficio dal PRA per mancato pagamento dei bolli!

Dopo aver verificato la possibilità d’immatricolare nuovamente l’auto (grazie alla normativa recentemente aggiornata è possibile farlo senza grossi problemi), l’ho provata e poi l’ho acquistata stipulando un atto di vendita tra privati presso un’agenzia ACI.

Ho quindi trasportato con un carro attrezzi l’auto presso l’Officina “American Car” dei F.lli Celli di Lanuvio dove, insieme al titolare Roberto “Bob” – mio carissimo vecchio amico, si è deciso come procedere per revisionarla.

Triumph TR6 del 1974

La macchina è stata provata di nuovo e poi si è proceduto ad un accurato lavaggio del vano motore, della trasmissione e delle sospensioni. I vari organi sono stati quindi ispezionati per stabilire le sostituzioni da effettuare e fortunatamente non ci sono state sorprese: è in condizioni veramente eccellenti!

Il vano motore della mia Triumph TR6

Verranno effettuati i seguenti lavori:

  • Meccanica: grosso tagliando con sostituzione di tutte le parti di “consumo” e dello scarico.
  • Carrozzeria: lucidatura e riverniciatura delle sole parti originariamente in nero opaco e del cofano posteriore perché purtroppo è irrimediabilmente macchiato. Il rifacimento del nero è necessario perché togliendo gli adesivi applicati molti anni fa si nota la differenza di colore in quanto il nero è soggetto a scolorire.
  • Ruote: sabbiatura e verniciatura dei cerchioni (ci sono solo delle piccole tracce di ruggine, ma per bloccare la corrosione è meglio intervenire subito). I pneumatici sono OK.
  • Tappezzeria: rifacimento dell’imbottitura dei due sedili che è stata mangiata dai topi che per fortuna non hanno “gradito” il rivestimento esterno!

Praticamente … niente per una vecchietta di 37 anni che è stata ferma per lungo tempo.

Come ho già accennato i pezzi di ricambio delle auto inglesi non sono assolutamente cari, anzi costano molto meno di quelli per auto italiane moderne e molto diffuse.

Ho fatto una ricerca nel web ed alla fine ho ordinato tutto il materiale necessario in Inghilterra via internet da Rimmer Bros.

Nell’attesa dei pezzi di ricambio (dovrebbero arrivare venerdì 3 marzo – circa una settimana dall’ordine) l’auto è in carrozzeria. Lunedì o martedì prossimo dovrebbe essere pronta e, appena riportata in officina, si procederà con i lavori di meccanica mentre il tappezziere sistemerà i sedili.

Ho scelto questo modello di auto perché sono rimasto affascinato dalle sue elevate prestazioni, e per tale motivo ho deciso di restaurarla mantenendone l’originalità generale, ma apportando modifiche tipiche dell’epoca.

Ammortizzatore posteriore originale per Triumph TR6

 

Ad esempio, dovendo sostituire lo scarico ne ho acquistato uno sportivo sdoppiato in acciaio inox, mentre per le sospensioni ho ordinato un kit completo com molle indurite ed abbassate che al posteriore utilizza ammortizzatori lineari classici al posto di quelli idraulici a braccio oscillante.

 

 

Il kit di modifica delle sospensioni

Kit sospensioni sportive per Triumph TR6

In poche parole ho preferito sacrificare una piccola parte dell’originalità e la possibilità di ottenere la “Targa Oro” A.S.I. per avere un’auto dall’aspetto aggressivo e più performante.

Nei prossimi giorni aggiornerò il post inserendo altre foto ed informazioni sul proseguimento dei lavori  . . . so, stay tuned Stay tuned on TR6 restoration

Lunedì 7 marzo

Stamattina è arrivato il materiale ordinato in Inghilterra alla ditta Rimmer Bros.

Tutti i particolari erano perfettamente imballati e chiaramente identificati: è saltata subito all’occhio l’ottima realizzazione del sistema di scarico in acciaio inox; molto belli anche gli ammortizzatori regolabili e gli altri componenti inclusi nel kit di modifica delle sospensioni.

Per i particolari più “importanti” sono incluse sia le istruzioni di montaggio/regolazione, sia il certificato di garanzia.

Mercoledì l’auto dovrebbe tornare dalla carrozzeria: i vecchi adesivi sono stati rimossi e la vernice sottostante è stata trovata in ottime condizioni; il cofano posteriore è già stato preparato per la verniciatura per cui non dovrebbero esserci grossi ritardi.

Martedì 8 marzo

La carrozzeria ha praticamente terminato il lavoro; domani pomeriggio l’auto tornerà in officina per i lavori sulla meccanica.

La Triumph TR6 mentre subisci gli ultimi ritocchi alla carrozzeria

L’auto lucidata, mancano solo alcuni piccoli ritocchi “a pennello” e poi tornerà in officina per i lavori sulla meccanica

Mercoledì 9 marzo

Nel tardo pomeriggio l’auto è stata riportata nell’officina American Car dei F.lli Celli.

Sono state smontate le ruote che domani verranno inviate presso una ditta specializzata nella revisione e verniciatura dei cerchi.

Sono stati rimossi anche i due sedili per il rifacimento dell’imbottitura.

Con l’auto sollevata sul ponte è stato rimontato il paraurti e lo spoiler anteriore utilizzando elementi di fissaggio nuovi. Smontate anche le pinze freni anteriori per la revisione (sostituzione gommini) e cambio pasticche.

Revisione pinze freni anteriori Triumph TR6

La revisione delle pinze freni anteriori Triumph TR6

Giovedì 10 marzo

Giornata prevalentemente dedicata agli smontaggi (scarico, sospensioni, barra stabilizzatrice) e ad alcuni lavoretti che fanno perdere parecchio tempo come: montaggio di uno stacca batteria (indispensabile sulle auto d’epoca), installazione cornice targa posteriore (in 4 pezzi di acciaio inox – per il mio tipo di targa non sono riuscito a trovare altro e l’ho dovuta acquistare su eBay), sostituzione fine corsa sospensioni posteriori e battute cofano anteriore, preparazione del paraurti posteriore (sostituzione guarnizioni di giunzione ed elementi di fissaggio) e sua lucidatura.

Alcuni lavori possono sembrare semplici e rapidi, ma richiedono invece molto tempo se si vuole preservare l’originalità dell’auto senza praticare ulteriori fori, oppure apportare modifiche strutturali.

Ad esempio, l’installazione di un semplice stacca batteria “a chiavetta” (più affidabile dei modelli che vanno collegati direttamente sul polo dell’accumulatore) diventa un’operazione “time-consuming” perché è necessario trovare la posizione migliore per una agevole accessibilità, realizzare la staffa, verniciarla e poi finalmente procedere con i collegamenti.

Venerdì 11 marzo

E’ stata completata l’installazione del kit sospensioni; ricollegata la barra stabilizzatrice dopo la sostituzione delle boccole e sono state rimontate le pinze freni.

Il montaggio degli ammortizzatori posteriori ha richiesto più tempo del previsto in quanto nel kit mancava una “maschera” per praticare i fori di fissaggio delle nuove staffe. Sono state eseguite delle misurazioni e prove per trovare la posizione corretta, e poi è stata forata la carrozzeria dell’auto.

Gli elementi di fissaggio previsti nel kit (bulloni e dadi autobloccanti) si sono rivelati di pessima qualità e sono stati sostituiti con altri idonei.

Modifica sospensione posteriore Triumph TR6

Modifica della sospensione posteriore di una Triumph TR6 mediante installazione di molle rinforzate (210 kg), più corte di 19 mm e di ammortizzatori regolabili.

Notare le nuove piastre di fissaggio imbullonate alla carrozzeria.

Modifica sospensione anteriore triumph TR6

Modifica della sospensione anteriore di una Triumph TR6 mediante installazione di molle rinforzate (210 kg), più corte di 25 mm e di ammortizzatori regolabili. Per l’anteriore non sono necessarie modifiche strutturali, è sufficiente sostituire i due particolari.

Martedì 15 marzo

Con l’installazione dei terminali dello scarico, lo spurgo dei freni e la revisione dell’attuatore idraulico della frizione sono terminati i lavori nella parte inferiore dell’auto. Dopo aver montato le ruote riverniciate è stato sostituito l’olio motore ed il filtro e la macchina è stata “abbassata” per eseguire i lavori nel vano motore e sulla carrozzeria.

Lo scarico "sport" della TR6

Lo scarico sdoppiato “sport” della Triumph TR6 (tipico delle spider inglesi)

E’ stato avviato momentaneamente il motore per verificare eventuali perdite d’olio e si è notato un trafilamento in prossimità del trasmettitore pressione olio motore causato dal danneggiamento del tubo che porta la pressione allo strumento sul cruscotto.

Tale tubicino quasi certamente si è danneggiato durante la sostituzione periodica del filtro olio motore che non è affatto agevole. Per facilitare l’operazione (su altri veicoli è semplicissima) esiste un kit di modifica che permette di utilizzare un filtro olio “moderno” sostituibile senza smontare nulla: al prossimo cambio olio lo monterò perché il sistema originale è veramente pessimo.

Terminati i lavori più grossi ora si va avanti un po’ a rilento in quanto si stanno sistemando e ricondizionando tante piccole cose; ad esempio, approfittando della sostituzione dell’elemento filtrante la struttura del filtro aria è stata riverniciata insieme ad altri elementi metallici del sistema di raffreddamento. Domani dovrebbe essere pronto il radiatore e così si potrà rimontarlo per avviare il motore e lasciarlo in funzione per procedere con ulteriori regolazioni e verifiche.

Sabato 19 marzo

Ho saltato qualche giorno, ma solo perché il racconto sarebbe diventato noioso descrivendo una miriade di micro lavori, ritocchi, sostituzioni, piccole regolazioni ed aggiustamenti Restauro TR6

Praticamente la macchina è finita, è stato reinstallato il radiatore ricondizionato, sostituiti tutti i tubi del sistema di raffreddamento ed il motore è stato tenuto in moto per vari minuti in modo da poter effettuare le regolazioni della carburazione e dell’anticipo.

Durante la prova si è notata una piccola perdita di liquido di raffredamento dalla valvola del sistema di riscaldamento dell’abitacolo che dovrà essere sostituita.

Andando avanti con il ricondizionamento sono state scoperte alcune parti nascoste deteriorate (ad esempio dei piccoli pannelli che chiudono lo spazio tra tunnel anteriore e cruscotto) che sono state riparate, ed altre che invece necessitano della sostituzione.

Voglio dedicare una nota riflessiva al costo dei pezzi di ricambio: dovendo cambiare il rivestimento del pavimento che si compone di un strato di materiale fono-assorbente e di moquette avevo pensato, trattandosi di pezzi semplici e realizzabili velocemente, di rivolgermi ad un tappezziere locale, ma dopo che mi è stato comunicato l’importo ho deciso di ordinare tutto il kit completo dalla ditta Rimmer Bros: grazie anche ad un’offerta speciale ho speso meno ad acquistarli in Gran Bretagna che a farli realizzare in Italia Tappeti Triumph

E lo stesso dicasi per le cinture di sicurezza! Sulle auto d’epoca immatricolate prima del 1976 non c’è l’obbligo né d’installarle, né d’indossarle; ma trattandosi di un’auto sportiva dalle alte prestazioni ho deciso di montarle comunque e così ho cercato qualcosa in Italia: alla fine le ho prese dal solito fornitore inglese perché costano molto meno; e come se non bastasse ho fatto lo stesso per vario materiale di normale consumo i cui prezzi in Italia sono veramente eccessivi e non giustificati.

La cosa non mi fa affatto piacere, perché mi rendo conto che se in Italia si continuerà con questa politica suicida a breve l’economia “morirà”. C’è troppa differenza; in un mercato comune come quello europeo non è possibile che un particolare in Italia costi il doppio che in altri paesi della EU.! Prima o poi approfondirò questo aspetto dell’economia italiana, ma il post è dedicato alla rimessa su strada di una stupenda Triumph TR6 e non voglio rovinarlo con commenti “politici”.

Dunque, ricapitolando, da fare ancora c’è:

  • Vano motore: sostituzione della valvola riscaldamento; sostituzione del motorino del lavavetro.
  • Bagagliaio: sostituzione di due vetrini frecce e delle lampade illuminazione targa.
  • Abitacolo: sostituzione dei due parasole, del materiale fono assorbente sul pavimento e della moquette. Installazione delle cinture di sicurezza.
  • Esterno carrozzeria: installazione di due fari supplementari di profondità (ho scelto gli Hella FF50 acquistati su eBay in Germania)
  • Freni: regolazione di una valvola di sicurezza mediante spurgo (si fa uscire del fluido in modo da centrarla; questo sistema è utilizzato per rilevare una perdita nell’impianto frenante in quanto la valvola muovendosi verso il lato in avaria attiva una luce  BRAKE  sul cruscotto).
  • Ingrassaggio (l’auto è dotata di numerosi ingrassatori, sono talmente tanti che nel libretto d’uso e manutenzione c’è una mappa).
  • Convergenza.

Il materiale ordinato da Rimmer Bros dovrebbe arrivare venerdì 25 o al massimo lunedì 28, per cui la prossima settimana sarà possibile solo installare i fari supplementari ed eseguire la regolazione della valvola a spola BRAKE del circuito frenante.

Mercoledì 23 marzo

Sono terminati tutti i piccoli lavori che era possibile fare in attesa del materiale dalla Gran Bretagna.

Sono stati installati i faretti di profondità Hella FF50; il lavoro non è stato complicato, ma il montaggio dei vari particolari ha richiesto un po’ di tempo in quanto è stato necessario trovare dove fissarli senza praticare nuovi fori.

Per alimentarli si è installato un nuovo filo elettrico che prende corrente direttamente dalla batteria e che alimenta, sotto fusibile, sia una presa interna (classico attacco per accendisigari) utile per collegare il navigatore ed altri apparecchi elettrici (telefonino, fotocamera, etc), sia i due faretti anteriori tramite un relè.

L’eccitazione del relè avviene tramite un mini interruttore a cui è associata una luce avviso blu a LED. Lo schema è praticamente lo stesso che ho adottato per installare i faretti sulla mia BMW F800GS.

Avevo già notato che le luci d’emergenza dell’auto non funzionavano, ma poiché c’era un connettore scollegato pensavo che sarebbe bastato reinserirlo per sistemare l’impianto; lavorando per eseguire i collegamenti elettrici dei faretti mi sono invece accorto che c’era un ponticello sul connettore: quindi era stato scollegato volutamente!

Inoltre, l’azionamento dell’interruttore (di tipo push-pull) luci di emergenza era duro, e così mettendo in relazione le due cose ho avuto la certezza della sua avaria.

Hazard switch TR6Ho guardato il prezzo del ricambio ed ho notato che è molto elevato e così ho esaminato lo schema elettrico per capirne il motivo. In effetti è un interruttore particolare perché ha ben 6 poli di potenza più l’alloggiamento per la luce avviso; ho fatto un’ulteriore ricerca ed ho così scoperto che questo interruttore è spesso fonte di problemi (si brucia a causa dell’eccessivo carico) e che in tanti lo disattivano (come era stato fatto sulla mia Triumph TR6) per evitare noie alle più importanti luci di direzione “normali” (le frecce).

Seguendo un suggerimento trovato in un forum ho “adattato” l’impianto (senza apportare modifiche non-reversibili) in modo da pilotarlo tramite relays. La cosa non è stata molto facile, ma utilizzando due semplici relay a 5 poli e due diodi ci sono riuscito.

Ora, azionando un mini interruttore (posto di fianco a quello dei faretti) si eccitano i due relays che, abbinati ai diodi, svolgono la stessa funzione dell’interruttore push-pull garantendo un funzionamento affidabile del sistema. Come luce avviso ho utilizzato un LED rosso collegato in modo che lampeggia insieme alle luci di emergenza.

Schema elettrico frecce Triumph TR6

Gli impianti dei segnalatori di direzione delle vecchie auto creano sempre problemi perché utilizzano relay termici (intermittenze) che risentono del carico (Watt) delle lampadine; basta che se ne fulmina una le frecce iniziano a lampeggiare in modo irregolare perché il passaggio della minor corrente elettrica non riesce a scaldare la lamina del relè.

Altri problemi si verificano quando si sostituiscono le lampade con altre di potenza diversa (sia maggiore, che minore).

Come ho già detto ho preferito per il momento lasciare i vecchi relè “Lucas” che sono alloggiati in appositi supporti e che quando funzionano fanno un bel rumore “retro” metallico, ma se dovessero continuare i problemi li sostituirò con quelli elettronici che hanno un funzionamento (lampeggio) regolare perché non influenzato dal carico.

Ed ora . . . si attende il materiale dall’Inghilterra Aspettando i ricambi dall'Inghilterra!

Venerdì 25 marzo

Come previsto puntuale è arrivato il materiale dall’Inghilterra (manca solo la moquette che ricopre pavimento, tunnel e passaruote perché momentaneamente terminata) e così sono stati completati quasi tutti i lavori in sospeso.

L’auto è stata tenuta in moto parecchio e tutto ha funzionato perfettamente.

Domani si procederà ad un ulteriore spurgo del circuito frenante necessario per resettare la valvola che aziona lo switch dell’avviso  BRAKE  sul cruscotto e poi ci sarà la prova su strada a cui seguirà la convergenza. Oltre all’ingrassaggio, ci sono ancora da sostituire gli automatici dei teli che si usano con la capotte aperta, sistemare le luci di retromarcia che non funzionano (le lampade sono OK, quindi o è il cablaggio, oppure il microswitch sul cambio); e poi bisogna attendere l’arrivo del kit dei tappeti in moquette.

Venerdì 22 aprile

Terminata!

La moquette ha tardato un po’ ad arrivare e così solo martedì scorso è stato possibile iniziare la sua installazione dopo aver montato gli attacchi per le cinture di sicurezza.

Le cinture non sono obbligatorie sulle auto immatricolate prima del 1976, ma ho deciso di applicarle comunque per viaggiare più tranquillamente ed in sicurezza.

Durante le prove effettuate è stato notato un funzionamento irregolare della pompa dei freni e così è stato deciso di sostituirla; dopo aver notato segni di corrosione si è preferito acquistare tutta la pompa nuova senza azzardare una revisione il cui esito non era sicuro al 100%.

Dovendo attendere l’invio della moquette ho ordinato la pompa chiedendo che mi venisse spedita insieme al materiale in back-order in modo da risparmiare sulle spese di spedizione.

La sistemazione della luce  BRAKE  ha richiesto più tempo del previsto perché nonostante vari spurghi dell’impianto la luce si riaccendeva dopo poche frenate. Per risolvere il problema è stata smontata e pulita la valvola a spola PDWA che aziona il microswitch della luce BRAKE: la valvola non presentava danneggiamenti, ma sono stati trovati al suo interno dei piccoli detriti che non ne permettevano un funzionamento regolare.

Valvola PDWA per Triumph TR6

Valvola PDWA per impianto freni Triumph TR6

CONCLUSIONI

La revisione dell’auto non è stata difficoltosa ed i lavori necessari, in linea di massima, sono stati in linea con quelli preventivati.

Tolta la pompa dei freni, le altre sostituzioni (ad esempio la moquette) sono state eseguite soprattutto per migliorare le condizioni generali dell’auto.

Grazie al materiale fonoassorbente nuovo posto sotto alla moquette la macchina è diventata sorprendentemente silenziosa.

Il motore gira bene, non consuma olio, e con la sua buona potenza garantisce all’auto prestazioni di accelerazione e velocità di alto livello.

Ottimo e molto facile da usare l’overdrive su 3° e 4°.

Ora manca solo la documentazione A.S.I. necessaria per la re-iscrizione dell’auto al Pubblico Registro Automobilistico; ma ormai dovremmo quasi esserci Triumph smile TR6

 


 

Tutte le foto della mia Triumph TR6 / PI immatricolata nel 1975

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Curiosità sulla Triumph TR6

L’auto, per le sue caratteristiche sportive, è stata molto usata nelle gare di velocità. Le seguenti foto si riferiscono ad un modello con cui gareggiò Paul Newman nel National Championship SCCA (Sport Car Club of America) del 1976

Paul Newman Alla guida di una triumph TR6

Paul Newman alla guida della sua TR6 nel 1976 – Foto di rjb52

Paul Newman mentre spinge la sua Triumph

Un’altra immagine che lo ritrae sorridente mentre spinge la sua auto – Foto di Marcus Frank

Un vecchio filmato di una gara in cui sono impegnate alcune TR6

 

Ulteriori notizie (file .pdf in inglese)

California

Nei primi anni ’70 mi capitò la prima occasione per “uscire” dall’Italia.
Per la prima volta dovevo recarmi all’estero per lavoro: indovinate dove decisero di mandarmi? Nel Far West!

La notizia mi fu comunicata all’improvviso ed ebbi appena il tempo di preparare la valigia: iniziò così la mia scoperta della California.

Dopo un transito a New York (non c’erano voli diretti) salii sull’aereo della TWA diretto a Los Angeles e, inesorabilmente, mi addormentai (sei ore di fuso orario sono abbastanza e si sentono!). Mi risvegliai mentre l’aereo scendeva; guardando fuori dal finestrino, vidi una immensa distesa di luci che, inequivocabilmente, identificavano una città.

Pensai che l’aereo stesse facendo una particolare procedura per atterrare, invece proseguiva dritto verso la sua meta e . . . . sotto le luci continuavano! Ma questa città quanto era estesa?

Iniziavano a distinguersi chiaramente le freeways con il loro intensissimo traffico (tante luci in movimento su di un binario invisibile) e tutto intorno continuava sempre la stessa distesa di luci . . . . mi chiesi: possibile che una città sia cosi grande? Erano, infatti, svariati minuti che la stavamo sorvolando!

Ero arrivato a Los Angeles, simbolo, insieme a San Francisco, della California.

Dopo poche pratiche burocratiche, mi avviai attraverso un parcheggio immenso a ritirare il “macchinone” che avevo noleggiato (avevo inconsapevolmente scelto una “medium” o, come viene definita oggi, una “full size”!!!)

La prima sensazione che provai fu che in California era (ed è) tutto grande enorme . . . immenso.

Arrivai facilmente al modesto motel (visto il prezzo lo ritenevo tale!) che avevo prenotato sulla Lakewood Boulevard di Long Beach. Per quell’epoca e per le mie abitudini tutto mi sembrava grande: frigorifero, televisore a colori, angolo cottura (attrezzato con tutti gli elettrodomestici all’epoca disponibili), letto, bagno ecc. Ero distrutto e cercai di riposare . . . . ma il fuso orario era in agguato!
Mi risvegliai dopo qualche ora ed uscii prestissimo per fare una passeggiata e subito, a pochi metri dal motel, una sorpresa: un campo di fragole con dei frutti così grandi da sembrare finti!

Ma possibile che in California era tutto così grande e “bello”!

Vi risparmio quello che vidi nell’industria dove mi recai per il “meeting”, ma la sensazione era sempre la stessa: grande, bello, organizzato ed efficiente.

Finito il lavoro mi recai, per la prima volta nella mia vita, in un “mall”: c’era un’illuminazione incredibile, aria condizionata, tantissimi negozi che offrivano ogni ben di Dio a prezzi veramente convenienti oltre a cinema, ristoranti e servizi vari.

La prima volta che andai a Los Angeles mi fermai solo per pochi giorni, ma ancora ricordo perfettamente la sensazione di ammirazione, mista a confusione, che mi avvolse. D'altronde non poteva essere diversamente: se sollevavo gli occhi al cielo vedevo innumerevoli aerei diretti ai vari aeroporti della città. A Marina del Ray vidi una darsena che conteneva centinaia di barche ormeggiate. Al ristorante mi venivano servite porzioni che neanche un gigante avrebbe potuto consumare interamente. Ero attonito, stupito e affascinato. Quella prima sensazione sulla California non mi avrebbe mai più abbandonato.

Ho avuto la fortuna di tornare tante volte a Los Angeles ed ho potuto visitare diversi luoghi interessanti della California. Sempre sono rimasto impressionato dal “grande” o “estremo” (non trovo più aggettivi!!!!) di questo paese.

  • Fai una gita al “Sequoia Park” e rimani stupito da quello che la natura può creare.
  • Vai a Disneyland e sei affascinato da quello che l’uomo può immaginare e costruire.
  • Visiti la “Queen Mary” e ti chiedi come l’uomo, negli anni passati, sia stato in grado di realizzare una simile nave.
  • Ti imbatti, quasi per caso, nello “Spruce Goose” (oggi spostato nell’ Oregon) e pensi se un simile aeroplano costruito interamente in legno (grande quasi quanto il Jumbo) sia mai stato in grado di volare.

E poi gli immensi aranceti, le sterminate “vineyard”, le spiagge lunghissime e poco affollate, le abitazioni che hanno il loro “pozzetto di petrolio” nel giardino, i bar con decine di “Harleys” ferme fuori, le foreste di “avocado”, il deserto, “Beverly Hills” con la sua “Rodeo Drive”, “Sunset Boulevard”, “Santa Monica” e “Venice” con i loro lungomare dove lo spettacolo è comunque e sempre assicurato . . . .

Anche nei “barboni” notai una certa diversità: a Chicago o New York in genere sono tristi; in California li ho visti diversi, mi sembravano “quasi felici” (perdonatemi questa battuta, ma è la sensazione che ho ricevuto!).

Vi faccio una confessione: è l’unico paese per il quale lascerei la nostra stupenda Italia.

Una cosa è certa, mi manca e dovrò assolutamente tornarci per respirare ancora un po’ di quell’aria. Magari affitto una macchina nell’ East Coast e corono il mio sogno . . . . me ne vado ad ovest!

California dreaming . . . . . . è una realtà.

Il video che ho inserito ogni tanto sparisce da YouTube, ma non ho capito il motivo. E' molto interessante perché mostra la vista dalla cabina di pilotaggio durante un atterraggio a LAX

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Questo mio vecchio scritto era pubblicato in un sito che oggi non c'è più; la storia del "recupero" l'ho raccontata qui Il recupero degli scritti

Google aiuta Berlusconi!

La notizia esplosiva si sta rapidamente diffondendo nel web con effetti devastanti . . . . anche Google aiuta Berlusconi, per quello che può!

In molti hanno infatti notato che provando con “Berlusconi non ha vinto le elezioni” inspiegabilmente Google lo traduce con “Berlusconi won the elections” mentre se si cambia nome inserendo, giusto ad esempio, Veltroni ecco che la traduzione miracolosamente avviene correttamente e si legge “Veltroni did not win the election“.

L’anomalia è evidente, e noi comunisti, pessimisti, catastrofisti e tristi pensiamo che si tratti di un complotto!

Non c’è infatti alcun dubbio che anche Google si sta prodigando per aiutare il Premier che in questo momento è indagato dalla  Magistratura per un innocente Bunga Bunga!

Troppo semplice sarebbe pensare ad un bug; è vero che basta scrivere Non (la prima N maiuscola per avere la corretta traduzione), ma chi mai lo farebbe?

 

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Ovviamente scherzo, ma il bug è vero e siccome sono certo che a breve verrà corretto ho fatto un paio di snapshot per freezare il tutto Berlusconi

Berlusconi vince sempre!
Berlusconi vince sempre!

 

Veltroni invece perde!
Veltroni invece perde!

 

Versione mobile di un sito

Dopo l'esplosione che si è avuta negli anni passati dei telefonini cellulari era logico aspettarsi anche una rapida diffusione dei servizi legati al mobile. 

E così, dopo aver utilizzato il telefonino per giocare, inviare SMS e chiamare gli amici nei momenti liberi ecco che si è iniziato ad usarlo anche per leggere la posta, scaricare files e applicazioni, oppure navigare via browser nel mondo del web!

Negli ultimi tempi c'è stata una larghissima diffusione degli smartphone ed è previsto che presto supereranno come numero i telefoni tradizionali, e quindi i classici collegamenti al web da PC: ma i siti web sono pronti per i dispositivi mobili?

È vero che c'è stato un vertiginoso aumento della velocità e della dimensione dello schermo dei "mobile", ma nonostante questo alcuni modelli sono ancora limitati per cui, a mio parere, è sempre bene offrire al navigatore anche una versione "leggera" del sito.

I grandi portali si sono adeguati da tempo sviluppando versioni con le stesse funzionalità del sito tradizionale, ma per i piccoli siti o i blog personali come si può fare?

Esistono diversi servizi gratuiti nel web che permettono di creare versioni mobile di un sito; alcuni sfruttano il feed RSS, altri sono invece simili a programmi WYSIWYG e consentono di sviluppare un sito dedicato ai dispositivi mobili in pochi minuti partendo da zero.

In questo blog da tempo avevo adottato una versione mobile sfruttando i servizi di Mofuse che utilizza il feed per prelevare i contenuti, ma dopo aver notato qualche malfunzionamento (ho poi scoperto dovuto all'aggiornamento del loro sistema) mi sono messo alla ricerca di un nuovo servizio gratuito che mi garantisse di mantenere la versione mobile del sito in modo semplice.

Ho così scoperto i seguenti servizi che vi segnalo (leggete però tutto perché la soluzione che ritengo migliore e che ho adottato l'ho messa volutamente alla fine Telefoni mobili ):

Mofuse

È forse il più usato, sicuramente uno dei sistemi più semplici da utilizzare per pubblicare una mobile version di un blog/website. Basta inserire l'url del sito ed il gioco è fatto; recentemente consentono solo un sito per utente: se si è inesperti sicuramente è un servizio da adottare anche perché presente sul mercato da molto tempo.

WinkSite

Molto completo, gratuito, consente di personalizzare il layout e di organizzare i contenuti, ma può essere utilizzato solo se si dispone del feed.

Mipping

Altro servizio che usa il feed; consente alcune personalizzazioni.

Mobify.me

È ritenuto da molti uno dei migliori sistemi per creare la versione mobile di un blog o sito. È un servizio gratuito che offre la possibilità di controllare molti elementi del layout. Non è un sistema però molto intuitivo ed è adatto solo a chi ha un minimo di pratica di CSS ed Html. La nuova versione del sito viene ospitata ed è raggiungibile ad un indirizzo del tipo http://miosito.mobify.me/

Zinadoo

È gratuito, ma inserisce pubblicità. Non utilizza il feed; permette di creare il nuovo sito mobile molto rapidamente grazie a semplici strumenti per formattare, linkare, inserire foto e loghi etc.

xtgem.com

Simile a Zinadoo, forse anche più intuitivo e quindi di facile utilizzo.

Phn.me

Altro " . . . mobile site builder without any knowledge of html or a scripting language!"

instant Mobilizer

Innovativo sistema (di dotMobi) che "crea" un sito adatto a dispositivi mobili "trasformando" i contenuti di qualsiasi tipo; è molto flessibile e permette personalizzazioni. È possibile vedere in anteprima il risultato inserendo l'url del sito interessato. Per avere il servizio è necessario acquistare un dominio .mobi da uno dei partner a prezzi da $ 6-10 (tipo Go Daddy o WebHosting24 – al momento ce ne sono elencati almeno una ventina).

E poi . . . e poi . . . e poi c'è sempre Google, il solito Google che ormai fa tutto e di più!
Basta infatti sfruttare la funzionalità di Google Reader per i dispositivi mobili ed il gioco è fatto con un solo semplice click!

Aggiungete l'url del vostro feed all'url di Google Reader
http://www.google.com/reader/m/view/feed/ ed il gioco è fatto! 
Così: http://www.google.com/reader/m/view/feed/http://feeds.feedburner.com/BragFamilysBlog

Qualunque sarà la vostra scelta ricordatevi di verificare il risultato; online potete farlo utilizzando il servizio offerto da mobiReady che, oltre a fornirvi altre utili informazioni sulla velocità di caricamento e sulla qualità del codice, vi consentirà anche di simulare alcuni dei cellulari più comuni.

Prova della versione mobile di un sito

Bene, ora che finalmente avete realizzato la versione mobile del sito comincia il bello . . . perché bisogna gestirla ed integrarla/collegarla con il sito "normale". Come fare?

Ci sono molteplici possibilità e linee di pensiero. C'è chi afferma che è meglio linkarlo staticamente, e chi preferisce mettere un redirect (e le soluzioni sono infinite: Js  -sconsigliato per vari motivi -, htaccess, php etc sniffando browser, sistemi operativi, modello, schermo etc ed integrandoli) o addirittura una landing page!

Personalmente, dopo aver esaminato le varie possibilità, ho preferito adottare la soluzione più semplice per tutto!

  • Mobile Version: utilizzo il servizio fornito da Google
  • Integrazione: link statico inserito nel punto del sito caricato per primo e più visibile sui piccoli schermi, e cioè in alto a sinistra.

Note:

non amo molto i plugin perché in genere sono invasivi ed appesantiscono il sito; per tale motivo anche se per WordPress ne esistono di numerosi e lungamente provati ho preferito per questo sito adottare la soluzione Google Reader + link. 

Gestisco anche un'altro sito su Blogger ed anche li ho utilizzato "provvisoriamente" la stessa soluzione. Il "provvisoriamente" è dovuto solo al fatto che ho avuto notizia che Google sta già testando una funzione Blogger Mobile Beta che dovrebbe essere disponibile a breve . . . quando sarà attiva per tutti gli account vedremo!

  

Lettera aperta ai dirigenti del Partito Democratico

All'inizio del 2009, quando Walter Veltroni lasciò la segreteria del Partito Democratico, scrissi una "lettera aperta" ai dirigenti del PD che poi mi rimase nel computer; facendo un po' di pulizia di fine anno l'ho ritrovata, l'ho riletta e siccome mi è sembrata ancora più attuale la pubblico oggi, ultimo giorno del 2010!

Cari dirigenti del PD,

non c'è ombra di dubbio che il Paese abbia bisogno di un movimento democratico, ma quello attuale riconducibile al Partito Democratico purtroppo non ha successo perché non soddisfa le aspettative degli elettori, non li rappresenta ed infatti alle elezioni non raccoglie mai sufficienti voti.

A voi dirigenti vorrei solo chiedere: perché continuate a farvi tante seghe mentali quando invece basterebbe porsi qualche semplice domanda? Provo a suggerirvene qualcuna; chissà, magari il PD perde preferenze …

  • forse perché non ha una linea comune su niente?
  • Forse per la presenza di troppi "corpi estranei" nel partito (ma che c'entra uno come Francesco Rutelli* con un Partito Democratico)?
  • Forse perché a livello locale le amministrazioni governate dal PD sono spesso una vera e propria schifezza?
  • Forse perché non propone mai nulla di nuovo?
  • Forse perché Voi dirigenti inseguite le idee del Governo, tentando quasi d'imitarlo?
  • Forse perché sembrate collusi con il potere in quanto sempre pronti ed in prima linea a difendere la "casta"?
  • Forse perché siete sempre gli stessi da troppi anni?

Insomma, perché votarvi?

Cari dirigenti del PD, possibile che queste domandine semplici semplici non vi siano mai passate per la capoccia?

A me sembra che ormai siete talmente distanti dalla realtà del Paese da non rendervi neanche più conto delle necessità della gente che, se non vi vota, si vede che ha dei buoni motivi per preferire altri!

Salutoni, e magari provate anche a farvi un giretto al mercato o in una fabbrica

* Francesco Rutelli lasciò il PD a fine ottobre 2009

Che dire, vedendo quello che sta succedendo a fine 2010 forse ci avevo preso! 

Se le nuove leve vanno a cena a casa del Premier, perché stupirsi dei comportamenti dei "vecchi"?

* * * * * * ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ * * * * * *

Accessori moto BMW

È ormai da un quasi un anno che possiedo una moto BMW e da subito sono rimasto impressionato dal gran numero di accessori presenti sul mercato esclusivamente dedicati alle "motorrad" BMW!

Quando acquistai un K1100LT del 1992 prodotto dalla Bayerische Motoren Werke (Fabbrica Bavarese di Motori) – venduto dopo pochi mesi perché non adatto alle mie scarse capacità – , nonostante fosse un modello ormai vecchio e superato scoprii che erano ancora disponibili numerosi accessori oltre a tutti i ricambi, sia originali che aftermarket.

Alla fine di maggio ho sostituito il vecchio boxer 4 cilindri a sogliola BMW con una moderna F800GS, moto molto leggera, maneggevole e dotata di una stabilità eccellente che grazie al suo brillante, ma parsimonioso, motore bicilindrico in linea è adatta sia a percorsi tortuosi, che a lunghi viaggi autostradali.

Per la moto F800GS sono disponibili un'infinità di accessori prodotti dalla stessa BMW, ma anche da importanti ditte italiane ed estere. Il motociclo viene infatti proposto nella sua versione base che è, nonostante il prezzo di acquisto alto, abbastanza spoglio: tanto per fare un esempio manca anche il cavalletto centrale!

La configurazione essenziale ritengo che sia stata una scelta della casa costruttrice perché, essendo un mezzo molto versatile (dall'off-road estremo al turismo di lungo raggio) la moto deve essere personalizzata in funzione delle necessità dell'utente: chi l'ha acquistata per utilizzarla come enduro molto probabilmente penserà a come alleggerirla ulteriormente o rinforzare le sospensioni; chi invece – come me – l'ha presa per fare del tranquillo mototurismo ha bisogno di componenti per renderla più comoda ed adatta ai lunghi viaggi!

Non ci sono problemi per l'acquisto degli accessori; basta sapersi orientare tra i centinaia di costruttori e venditori e si trova di tutto, anche l'inimmaginabile!

Qualche link, ma sono solo alcuni esempi, ai siti più famosi che vendono accessori per moto BMW:

La mia moto l'ho presa in pronta consegna ed era così accessoriata:

  1. Computer di bordo
  2. Frecce a led
  3. Cavalletto centrale

Praticamente era in una "configurazione base" a cui ho fatto aggiungere prima della consegna solo le borse laterali originali BMW "Vario" (così dette perché è possibile variare la loro capacità allargandole di circa 7 cm grazie ad un meccanismo a leva interno). 

Esistono molti altri tipi di borse laterali (rigide in alluminio o plastica, oppure morbide), ma ho scelto le Vario proprio per la loro caratteristica di poter cambiare le dimensioni rapidamente secondo le necessità.

Quando ho acquistato la moto ero già discretamente esperto di mototurismo e così avevo pronta una lista di accessori secondo me utili per migliorare il comfort di marcia e l'usabilità della moto:

  1. parabrezza touring alto
  2. portapacchi posteriore
  3. paramani
  4. base cavalletto laterale maggiorata
  5. protezione serbatoio olio freni anteriori
  6. base allargata pedale freno posteriore
  7. protezione laterale (paramotore)
  8. borsa serbatoio

    a cui ho successivamente aggiunto

  9. faretti supplementari
  10. parafango posteriore
  11. protezione filtro olio motore

Tra tutti gli accessori installati solo due hanno esclusivamente un fine estetico: la protezione del serbatoio olio freni anteriori che ho montato per nascondere quello che sembra un brutto "contenitore delle urine", e la protezione del filtro olio motore, accessorio completamente inutile e forse dannoso se applicato senza apportare opportune modifiche (a seguito di deformazioni potrebbe danneggiare il filtro e/o lo scarico di un cilindro)

Cercherò di seguito di spiegare il perchè delle singole modifiche e della scelta degli accessori (i puristi della lingua italiana dicono che il termine esatto è modificazioni, ma però a me mi sembra brutto  Accessori Moto BMW !!!)

Parabrezza touring alto: la moto installa in origine un piccolissimo cupolino idoneo a proteggere solo la strumentazione; dovendo usarla su lunghe distanze anche d'inverno ho cercato il parabrezza più protettivo in assoluto e la mia scelta è così caduta sull'Isotta ADV (adventure).

Portapacchi posteriore: sono praticamente tutti uguali, costruiti in alluminio sembrano fatti in serie dalla stessa casa costruttrice; ho preso quello della Wunderlich solo perché l'ho trovato nello stesso negozio dove ho acquistato il parabrezza.

Paramani: avevo letto su vari forum impressioni positive su quelli della Touratech perché considerati i migliori per proteggere dal vento e dalla pioggia; confermo, sono molto protettivi e più economici degli originali BMW, anche se un po' meno belli.

Base cavalletto laterale maggiorata: in commercio ne esistono di varie marche; costano praticamente tutti lo stesso prezzo; ho preso quella della Touratech sono per abbinare l'ordine ai paramani.

Protezione serbatoio olio freni anteriori: ho acquistato il Wunderlich solo per una scelta estetica; infatti oltre a nascondere il "contenitore delle urine" non serve veramente a niente!

Base allargata pedale freno posteriore: quando andai a provare la moto prima di acquistarla mi accorsi subito che il pedale del freno posteriore era veramente troppo piccolo e che facilmente si poteva "andare a vuoto"; tra i tanti ho preso il Wunderlich sempre e solo per abbinare l'acquisto.

Protezione laterale (paramotore): ho scelto quella della GIVI (TN690) perché mi è sembrato il miglior compromesso tra qualità, prezzo e risultato estetico. La moto mi è già caduta una volta ed il paramotore ha fatto egregiamente il suo lavoro evitando danni.

Borsa serbatoio: a me non piace, ma mi serviva avere uno spazio a portata di mano dove mettere macchina fotografica, telepass, bloccadisco ed altre piccole cose come fazzoletti di carta, penna, pettine, etc. Ho montato una borsa da serbatoio della oj atmosfere metropolitane (MICRO TANKY M067 da 2,5 lt); è poco costosa e non impermeabile (ha però un cover antipioggia), ma per quello che devo farci va benissimo! Dopo varie prove sono anche riuscito a fissarla in una maniera decente e facile da smontare!

Faretti supplementari: sono vietati dalla legge italiana (come tante altre cose d'uso comune); ne esistono di molti modelli ed alcuni costano veramente un "botto", diversi tipi utilizzano come base i proiettori della Hella e così mi sono detto . . . perché non montare direttamente gli Hella? Detto e fatto; con una spesa relativamente modesta ho acquistato su eBay un kit in Germania e l'ho installato!

Parafango posteriore: gli esperti dicono che nelle moto enduro deve esserci molto spazio tra la ruota e gli elementi circostanti per evitare l'accumulo di fango e detriti; io non faccio off estremo, ma dopo aver percorso un po' di strada su uno sterrato bagnato mi sono accorto che l'ammortizzatore posteriore era pieno di fango! Ho montato il parafango della Wunderlich solo perché mi è sembrato il meno appariscente ed è tra i più economici; e siccome fa bene il suo sporco lavoro ora l'ammortizzatore rimane pulito.

Protezione filtro olio: dopo aver accessoriato la moto la zona bassa del motore mi sembrava spoglia, e così ho deciso di riempirla con un'altro accessorio per darle un'ulteriore tocco "adventure", "explorer", "extreme", "no limits", "Sahara" "desert", "off road". Ho acquistato la protezione commercializzata dalla Touratech che non mi ha per niente soddisfatto perché se installata come previsto rimane troppo vicina agli elementi che dovrebbe proteggere (in caso d'urto deformandosi leggermente potrebbe interferire con il filtro ed il tubo di scarico di un cilindro). Ho così modificato la staffa destra per collegarla ad un'altro punto di fissaggio (lo stesso della piastra inferiore paramotore), ma rimane sempre il problema che per sostituire il filtro olio sarà necessario smontarla … insomma andrebbe modificata ulteriormente; vedremo prossimamente come sistemarla!

Ma non è ancora finita, perché dopo aver montato tutta questa roba mi sono accorto che in troppi guardavano la mia moto con sguardi non proprio rassicuranti, e così ho deciso d'installare anche un antifurto elettronico. Siccome la moto è predisposta, dopo numerose ricerche (ho anche valutato alcuni tipi satellitari non soggetti a contratto) mi sono orientato verso l'antifurto originale BMW: almeno se si blocca e mi lascia per strada per il periodo di garanzia posso contare sul recupero della moto e l'assistenza ufficiale anche all'estero!

Come ho accennato all'inizio, a mio parere non esiste né la moto ideale, né la configurazione perfetta: ognuno dovrebbe scegliere il modello di moto ed accessoriarla in funzione dell'uso che ne fa!
Solo utilizzandola intensamente si riescono infatti a percepire anche le piccole necessità e ad apportare così dei miglioramenti che rendono la guida e l'utilizzo del mezzo più confortevole; ecco ad esempio due piccole modifiche a costo zero:

  • le valige laterali originali BMW Vario hanno gli sportelli che sono mantenuti in posizione, quando aperti, da due cordini che spesso s'incastrano tra sportello e corpo della valigia compromettendo la tenuta delle guarnizioni: basta un semplice elastico legato come in foto per evitare l'inconveniente e risolvere il problema.

Elastico per borsa Vario BMW

  • Com'è noto il navigatore Garmin Zumo serie 500 ha un sistema di blocco "fantasioso" costituito da una piccolissima vite con testa speciale; quasi tutti sostituiscono la vite con un'altra a testa godronata che non necessita di giravite, ma questa può cadere e perdersi! È sufficiente praticare due piccoli fori e montare un filo di sicurezza ricavato da materiale da pesca (filo d'acciaio con moschettone e girella).

Modifica blocco Garmin Zumo

Nonostante gli sforzi fatti per contenere i costi devo ammettere che se ne sono andati un bel po' di soldi, ma ritengo di non averli sprecati perché, tolti i due accessori completamente inutili che ho descritto, tutti gli altri si sono rivelati necessari e veramente pratici per l'uso della moto che faccio io.

Gita all’Abetone e Carrara

Nel secondo weekend di ottobre ho partecipato alla 7° tappa delle Radunantiadi, manifestazione che prevede una serie di gite organizzate dal dinamico Gianluca di Motoraduni.org e che ha scelto per questo evento il nome e lo slogan "RadunanQuattro – dagli appennini alle Onde".

Ho colto l'occasione di questo raduno d'autunno, oltre che per fare del mototurismo sugli appennini, anche per visitare alcune cittadine che si affacciano su un percorso che si snoda in un territorio toscano ricco di sorgenti e terme: Volterra, Lucca, Larderello, Terricciola, San Giuliano Terme e Bagni di Lucca, da dove ho poi proseguito verso il passo dell'Abetone, dove era stato fissato il luogo d'incontro direttamente all'Hotel Bristol, in Fiumalbo (MO).

Il percorso delle tereme attraverso la Toscana

Il percorso completo per GPS è disponibile nel sito DueRuote.it

Il programma per il sabato prevedeva un bel giro turistico che, partendo dell'Abetone, ci avrebbe portato su stradine panoramiche di Emilia e Toscana ad attrraversare la Garfagnana e le splendide Alpi Apuane per giungere fino a Marina di Massa, sul mare, e pernottare all'Hotel Gabrini.

Durante il percorso verso il mare c'è stata una piacevolissima sorpresa in quanto siamo stati ospitati per il pranzo da alcuni amici che nel giardino della loro casa avevano preparato un delizioso "spuntino"  … si fa per dire, perchè c'era ogni ben di Dio, dall'antipasto ai dolci con caffè ed ammazzacaffè Bravissimi!

Nella mattinata di domenica si è svolta un'interessantissima visita alle cave di marmo di Carrara, e poi una sosta in una vicina larderia di Colonnata dove si produce il famoso omonimo lardo Lardo di Colonnata

Dopo aver gustato salumi e formaggi, tutte specialità locali, i saluti di rito e poi il tranquillo ritorno verso casa che ho fatto insieme ad un amico di Capalbio.

Queste gite organizzate da Motoraduni.org sono sempre piacevoli perché si visitano luoghi interessanti, si gustano prelibatezze locali e si passano splendide giornate in compagnia di tanti simpatici amici; e senza spendere un'esagerazione Gita all'Abetone

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Le Cinque Terre

Nell'ultimo week end di settembre ho visitato, approfittando di un raduno organizzato dal CC MotorDays, la zona delle Cinque Terre, area molto bella sulla costa della riviera ligure di levante della Provincia di La Spezia così detta perché ospita cinque stupendi borghi (anticamente detti "terre") immersi in un Parco Naturale: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso.

A causa del tempo piovoso ed di un improvviso torcicollo ho interrotto la gita il lunedì mattina, e così la visita è stata troppo veloce e non mi ha permesso di ammirare tutte bellezze del territorio che sicuramente merita di essere esplorato con più calma ed attenzione. Pazienza, è forse meglio così perché ho una scusa per tornarci un'altra volta.

Sono partito il sabato mattina abbastanza presto percorrendo tutta l'Aurelia fino a Viareggio, per poi proseguire sul lungomare attraversando tutte le famose cittadine della riviera: Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Marina di Massa, Marina di Carrara, Marina di Sarzana e poi Ameglia e La Spezia fino ad arrivare a Portovenere dove ho fatto una breve sosta. Ho continuato quindi sulla Via Litoranea, strada panoramica molto bella che si snoda nel Parco, scendendo verso i borghi che sono letteralmente "icastonati" nel territorio.

Il percorso fatto in moto è molto bello, ma a causa del traffico intenso e dei numerosi mezzi agricoli presenti per la vendemmia ho perso molto tempo, inoltre in alcuni paesi ho avuto perfino difficoltà a trovare un posto dove parcheggiare. Per tali motivi credo che forse conviene prendere uno dei tanti piccoli traghetti che partono da varie località e che permettono – grazie ad un biglietto giornaliero – di fare tutto il giro e di scendere nelle singole cittadine per visitarle con calma e senza problemi.

Nel tardo pomeriggio si sono addensati grossi nuvoloni e così sono tornato velocemente a La Spezia via autostrada per unirmi agli altri partecipanti del raduno "Pirati in moto".

La domenica mattina adunata in Piazza Europa per poi procedere tutti insieme verso Fosdinovo dove era prevista una sosta per l'aperitivo prima del pranzo che abbiamo consumato in una stupenda villa di Camaiore utilizzata dal comune per promuovere eventi di vario tipo.

Partecipo con piacere alle numerose iniziative del motoclub CCMotorDays perché sono TUTTE a scopo benefico; durante gli eventi vengono infatti raccolti fondi da donare ad associazioni e strutture che aiutano le persone in difficoltà: in poche parole ci si diverte in compagnia e si fa del bene agli altri!!!

Il lunedì mattina mi sono svegliato con un po' di torcicollo; pioveva abbastanza forte e così ho deciso di interrompere la gita nelle Cinque Terre per riprendere la via del ritorno verso Roma.

Durante i raduni di moto molto spesso vengono assegnati dei piccoli premi simbolici; in questo ne ho conquistati ben due: centauro proveniente da più lontano Cinque Terree motociclista più vecchio !


Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Vacanza in Sila

A metà settembre le sezioni Calabria e Sicilia del CCMotorday, motoclub a cui sono iscritto, hanno organizzato un raduno nel cuore della Sila, e precisamente al Villaggio Palumbo, noto centro turistico invernale che si affaccia sul lago Ampollino ubicato alle pendici del monte Gariglione, confinante con il Parco Nazionale della Calabria.

Non era mai stato in Sila, e così ho approfittato dell'evento per passare un weekend nella zona che è veramente molto bella con paesaggi tipicamente "svizzeri".

Sono partito il sabato mattina ed ho percorso l'autostrada fino a poco dopo Lagonegro per poi addentrarmi nel Parco del Pollino su strade secondarie attraversando Mormanno da dove ho proseguito verso Scalea, quindi litoranea fino a Paola e poi un'ottima superstrada verso Rende, San Giovanni in Fiore e Trepidò che si trova a pochi chilometri dal Villaggio Palumbo.

L'attraversamento del Parco del Pollino non mi ha entusiasmato a causa delle strade in pessime condizioni ed una natura devastata da numerosi incendi; sicuramente devo aver percorso la zona meno bella, perchè ho letto molti commenti positivi su quest'area verde protetta. Bello invece il lungomare e molto suggestivi i paesaggi che si possono ammirare addentrandosi in Sila.

Al Villaggio Palumbo ho pernottato all'Hotel la Baita, ottima struttura ricettiva poco distante dell'hotel "Il Brigante" "sede" del raduno ho dove ho consumato due pasti (la cena del sabato ed il pranzo della domenica) a base di prelibatezze locali semplicemente strepitosi, ottimi … ed anche eccessivamente abbondanti!

La cena del sabato si è conclusa molto tardi allietata da musica e movimentata da alcune esibizioni "canore" di vari partecipanti. La mattina di domenica c'è stato un bel giro turistico che ci ha portato a visitare il lago Arvo dove abbiamo fatto una sosta per l'aperitivo (alla faccia dell'aperitivo …. era un pasto completo!!!) per poi far ritorno all'Hotel "Il Brigante" per il pranzo. 

Dopo le premiazioni ed i ringraziamenti di rito verso le 17.00 c'è stato il "rompete le righe" con i saluti; vista la notevole distanza che dovevo percorrere (sono stato il motociclista proveniente da più lontano) avevo deciso in anticipo di partire il lunedì mattina e così ho fatto.

La mattina dopo con calma ho fatto colazione, ho caricato la moto e poi ho iniziato il viaggio di ritorno percorrendo sempre strade secondarie fino a dopo Cosenza da dove ho ripreso l'autostrada per Roma.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Zuppa di cavoletti e baccalà

Questa è una ricetta tipica di Velletri, grosso comune a sud di Roma dove all’inizio di novembre si tiene anche una Sagra dedicata interamente alla Zuppa di cavoletti e baccalà!

L’ingrediente base della zuppa è il cavolo nero (comunemente chiamato cavoletto), verdura che cresce abbondante nel periodo autunnale ed in inverno; il cavoletto non ha bisogno di particolari cure in quanto è molto resistente (con le gelate diventa più tenero) e si presenta con foglie spesse e nervate (sembrano ricoperte di bolle) di colore verde scuro tendente al bluastro.

Ha un sapore molto intenso che ben si sposa con quello del baccalà; insieme ad altri alimenti una volta ritenuti “poveri” perché reperibili a basso costo (come pane raffermo, patate e un filo d’olio) veniva utilizzato per preparare un’ottima zuppa, piatto molto nutriente consumato dalle genti meno abbienti. A Velletri è tradizione assaggiare l’olio nuovo proprio con la zuppa di cavoletti e baccalà.

Ingredienti (per 3-4 persone):

  • 300 gr di cavoletti (cavolo nero) puliti
  • 300 gr di baccalà sottosale
  • 300 gr di patate
  • Olio extra vergine di oliva q.b. (deve essere di primissima qualità perché è l’ingrediente che "scatena" i sapori ed i profumi)
  • Pepe
  • Sale
  • Pane raffermo o crostini

Preparazione:

  1. Sciacquare il baccalà e poi lasciarlo a bagno per almeno 12 ore, meglio se sotto acqua corrente.
  2. Mondate i cavoletti eliminando le parti più dure. Sciacquateli abbondantemente e tagliateli a pezzi non troppo piccoli.
  3. Sbucciare le patate e tagliarle a pezzi grossi.
    Gli ingredienti per la zuppa di cavoletti e baccalà
  4. Lessare i cavoletti in circa 2 lt d’acqua (circa 20 minuti), poi aggiungere il baccalà e le patate; continuare fino alla completa cottura delle patate. Regolare di sale.
    Cavoletti lessati
    L'aggiunta del baccalà e delle patate ai cavoletti

Nota: secondo i gusti, è possibile aggiungere qualche pomodorino ciliegino (pochi, non bisogna esagerare, max 2 a persona) ed un po’ di cipolla. Noi preferiamo la zuppa senza pomodorini e cipolla perché così si percepisce meglio il sapore dei cavoletti e del baccalà esaltato dall’olio e dal profumo del pepe.

  1. Disporre i crostini di pane (o fette di pane raffermo abbrustolite) sul fondo del piatto e bagnarle col liquido di cottura della zuppa, poi aggiungere i cavoletti ed i pezzi di baccalà.
    Crostini per la zuppa
  2. Spolverizzare con abbondante pepe macinato fresco, condire abbondantemente con olio extravergine di oliva di prima qualità e poi servire la zuppa ancora ben calda.
    Zuppa di cavoletti e baccalà