Pirenei, Galizia e Nord del Portogallo in moto

Era da parecchio tempo che non facevo più un “vero” viaggio in moto, e così ho approfittato di qualche giorno libero per visitare alcune zone della Spagna e del Portogallo che non conoscevo.

Come sempre ho preso spunto da vari report trovati nel web, ma ho anche fatto tesoro dei preziosi consigli di carissimi amici che amano fare turismo in moto.

Per il trasferimento in Spagna anche questa volta ho preferito il traghetto che in 20 ore di navigazione permette di raggiungere comodamente Barcellona da Civitavecchia ad un prezzo decisamente conveniente.

Gli alberghi li ho “individuati” prima di partire, per poi prenotarli day-by-day.
Quando arrivo in un posto non amo andare alla ricerca della sistemazione; inoltre le strutture le scelgo in base a precisi requisiti come parcheggio sicuro per la moto, Wi-Fi, un giudizio degli ospiti preferibilmente da ottimo in su (da una scala da 1 a 10, almeno 8), e così preferisco informarmi in anticipo sulle loro caratteristiche.

Cliccando sull’icona  camera-icon (1)  si aprirà il relativo album fotografico  

Giovedì 25 giugno – La partenza camera-icon

In partenza per la SpagnaTrasferimento a Civitavecchia per l’imbarco sull’ottima nave “Roma” della Grimaldi Lines con partenza in orario.

Venerdì 26 giugno – L’arrivo a Barcellona camera-icon

Arrivo nel moderno terminal Grimaldi di Barcellona – in orario con procedura di sbarco molto veloce – da dove ho proseguito in moto per l’Ibis Hotel di Sant Andreu de la Barca, un’ottima struttura alla periferia di Barcellona sulla strada per Andorra, mia destinazione del giorno seguente.

In prossimità dell’albergo c’erano diversi ristoranti, ed ho cenato in uno che mi era stato consigliato dal portiere dell’albergo.

Arrivando in Spagna si nota subito la differenza con il nostro Paese: strade più pulite, traffico ordinato e scorrevole, servizi efficienti, ma soprattutto PREZZI PIÙ BASSI; e nei giorni seguenti la prima positiva impressione è stata sempre confermata.

Sabato 27 giugno – Barcellona > Antichan-de-Frontignes camera-icon

Dopo un piccolo tratto autostradale (non a pagamento) ho proseguito su strade secondarie panoramiche verso Andorra.
Per entrare nel Principato ho incontrato una lunga fila, ma per fortuna gli automobilisti spagnoli agevolano il passaggio delle moto, e così in qualche minuto sono riuscito a superare il varco doganale (presidiato da agenti) dove però non ho visto effettuare controlli.

Breve sosta in città, e poi ho continuato verso la Francia su strade con vedute molto belle.

Vista dei PireneiHo viaggiato con calma gustandomi il territorio e sono arrivato all’ Hôtel Auberge de la Palombière verso le 17.
Avevo incontrato pochissime auto nell’ultimo tratto di strada, ed un piccolo borgo che avevo attraversato poco prima di arrivare all’hotel mi era sembrato deserto … solo qualche mucca al pascolo in un’area recintata.
La zona si presentava bene, un bellissimo panorama ed una quiete a cui non sono abituato, e l’albergo dall’esterno non era niente male solo che … era chiuso albergo Pirenei chiuso
Ho suonato, ho bussato alla porta, ma niente!
Non un cartello, né un numero da chiamare Albergo chiuso

Mentre aspettavo sono giunti altri due motociclisti che, dopo aver visto che l’hotel era chiuso, hanno proseguito senza indugio verso un’altra struttura.

Poiché avevo prenotato l’albergo tramite Booking.com non volevo andar via senza essermi prima accertato della reale chiusura, e così ho telefonato al numero che avevo sulla prenotazione e finalmente il gestore è venuto ad aprirmi.
Praticamente questa struttura è un ristorante che al piano superiore ha 6 camere per dormire.
Quella che mi è stata assegnata era con mobilio vecchio, e puzzava terribilmente perché impregnata degli odori della cucina. Inoltre c’erano un mare di fastidiose mosche che svolazzavano ovunque.

Vabbé mi son detto, inutile che chiedo di cambiare camera tanto le altre saranno uguali se non peggio, apro le finestre e faccio cambiare l’aria …

Il bello di questa storia è che la struttura ha dei giudizi eccellenti nel web; tutti la lodano assegnando un punteggio altissimo. A me è invece sembrata veramente scarsa; e la sera prima di addormentarmi ho dovuto anche abbattere a ciavattate diverse mosche che avevano deciso di non andarsene!

Ho cenato nel tanto osannato ristorante … è stato il peggior pasto di tutta la vacanza!

Domenica 28 giugno – Pirenei & Pamplona camera-icon

Dopo aver preso un caffè preparato in camera, ho caricato la moto e via verso Pamplona nel fresco della mattina per affrontare tanti chilometri di curve.

Una veduta dei Pirenei

I Pirenei: uno spettacolo della natura

Strade b e l l i s s i m e con paesaggi mozzafiato lungo tutto il percorso che, senza saperlo, avevo programmato sul tracciato storico dell’edizione 1910 del Tour de France nella quale, per la prima volta dalla creazione del Tour, furono affrontati i Pirenei.
Sono arrivato nel pomeriggio a Pamplona dove ho pernottato all’Hotel Burlanda, un buon albergo nella periferia della città, ma ottimamente collegato con il centro raggiungibile in 5 minuti con il bus pubblico.

In tutte le città della Spagna che ho visitato i servizi di trasporto pubblico funzionano magnificamente, e così preferisco scegliere alberghi non in centro (che spesso è area pedonale)facilmente raggiungibili con la moto e dotati di parcheggio privato.

A Pamplona erano in atto i preparativi per la festa di San Fermín caratterizzata dagli encierros (le corse davanti ai tori); c’era molta in gente per strada, ma stranamente tantissimi negozi e molti locali erano chiusi.
Ho passeggiato a lungo per il centro della città per visitare i luoghi d’interesse, ma arrivata l’ora di cena e visto che di ristoranti aperti ce n’erano ben pochi ho preferito tornare a Burlanda.

Dopo aver girato parecchio alla fine sono riuscito a trovare un bar-ristorante che era molto affollato, ma mi sono dovuto accontentare di bocadillos e patate fritte (ottime perché non surgelate).

Lunedì 29 giugno – Pamplona > Pechón camera-icon

Giornata dedicata al trasferimento a Pechón, località che avevo scelto come base per la visita dei Picos de Europa.

Da Pamplona mi sono diretto prima verso San Sebastian, nota località di villeggiatura estiva celebre per le sue spiagge ed il bellissimo lungomare e poi, dopo una breve sosta, ho proseguito su strade secondarie lungo la costa che è molto suggestiva perché ricca di paesaggi selvaggi con dirupi a strapiombo sul mare.

Altra fermata nell’incantevole cittadina di Comillas, e poi finalmente l’arrivo al B&B La Espina, una valida struttura con una bella vista sul mare.

Dopo una doccia ed un po’ di riposo ho fatto una rilassante passeggiata per arrivare alla spiaggia, e poi una cena a base di pesce in un’ottima trattoria a gestione familiare.

Sulla costa atlantica ho incontrato sempre un meteo splendido con temperature veramente gradevoli intorno ai 25°. Ma bastava spostarsi 15-20 km verso l’interno per vedere la temperatura salire rapidamente per raggiungere 32-34°

Martedì 30 giugno – Visita ai Picos de Europa camera-icon

I Picos de EuropaUna delle giornate più interessanti di tutto il viaggio Picos de Europa - Spagna: la visita ai Picos de Europa.

I Picos de Europa sono una catena montuosa, ed oggi tutta l’area è protetta grazie ad un grande parco nazionale che si estende tra le comunità autonome delle Asturie, Cantabria e León.

Il luogo è veramente affascinante e per raggiungerlo dalla costa dove avevo fatto base ho impiegato pochissimo tempo; strade perfettamente mantenute che per lunghissimi tratti si snodano tra gole profonde in un susseguirsi di curve, tunnel, ponti: veramente uno spettacolo della natura!

E poi i bellissimi Laghi di Covadonga, che ho raggiunto dopo aver visitato il Santuario che porta lo stesso nome.
Sono stato fortunato a poter raggiungere i laghi in moto perché, essendo una delle aree turistiche più visitate dell’Asturias, al fine di proteggere l’ecosistema l’accesso ai laghi ed al Santuario di Covadonga durante il periodo di Pasqua e l’estate viene regolato, ed è possibile solo utilizzando i mezzi pubblici predisposti.

Veduta del lago di Enol

Il lago di Enol – Covadonga

Mercoledì 1° luglio – Verso la Galizia camera-icon

Dovendo trasferirmi nell’estrema punta nord della Galizia, su suggerimento del mio amico Andrea ho utilizzato una veloce autostrada senza pedaggio fino a Foz, e poi da li ho proseguito lungo la bellissima costa verso Ferrol fino ad arrivare nell’area di Bergondo dove ho alloggiato all’Hotel Os Olivos, un buon motel ubicato in prossimità di un’autostrada.

Da Foz ho potuto ammirare dei paesaggi veramente unici; avevo previsto delle deviazioni verso il promontorio di Bares, e poi sull’altro leggermente più a ovest dove ho percorso la strada panoramica mozzafiato che da Cariño arriva a Teixido: bella, veramente molto bella    Panorami stupendi in Galizia!

 

La costa della Galizia

Un tratto di costa della galizia

Giovedì 2 luglio – Costa da Morte camera-icon

Durante la notte c’era stato un temporale che aveva rinfrescato l’aria, ma la mattina il cielo era di nuovo terso con una temperatura ideale per andare in moto: clima perfetto per esplorare la Costa da Morte.

Ho guidato su strade secondarie lungo la costa della provincia di A Coruña fino a raggiungere prima Cabo Vilán, e poi Capo Fisterra dove termina il Camino de Santiago.

COATTA @ Cabo Vilan      Cabo Vilan      Cabo Fisterre

I luoghi sono molto suggestivi, e grazie all’assenza di traffico ho potuto godermeli procedendo lentamente ed effettuando numerose soste.

Dopo Capo Fisterra ho raggiunto Santiago de Compostela per una visita alla Cattedrale, e poi ho continuato in direzione del confine con il Portogallo, subito dopo il quale avevo programmato il pernottamento nell’Hotel Padre Cruz ubicato poco a sud di Valença.

Il luogo non offriva un gran che, ma in compenso in prossimità di una grande rotonda c’erano numerosi ristoranti perché nelle vicinanze erano presenti diverse grandi aree di sosta per autocarri.

C’è poco da fare, che il Portogallo è un paese povero lo si nota subito … come in Italia Degrado: strade sporche e dissestate, erbacce e sporcizia onnipresenti, traffico non disciplinato, ma prezzi più bassi rispetto alla Spagna nonostante l’IVA al 23%.
Ho cenato molto bene gustando un bel pesce al forno con patate, e poi subito a dormire.

Venerdì 3 luglio – Verso Porto camera-icon

Giornata dedicata principalmente al trasferimento a Porto. Ho viaggiato verso sud, in direzione Braga, per poi dirigermi verso Guimaraes dove ho fatto una piccola sosta. Sono arrivato a Porto facendo una lunga deviazione verso l’interno su strade secondarie perché volevo “esplorare” dei luoghi fuori dai normali circuiti turistici.

Hotel Castelo Santa CatarinaA Porto ho alloggiato per due giorni al Castelo Santa Catarina: struttura fantastica!

Il pomeriggio l’ho dedicato alla visita della città vecchia con cena al ristorante Casa Pereira dove ho gustato un’abbondante e squisita porzione di baccalà.

Sabato 4 luglio – Gita a Coimbra camera-icon

Per il sabato avevo previsto un circuito prima verso la città di Peso da Regua seguendo il corso del Río Duero (fiume Douro), e poi a sud verso Coimbra.

È stata un’esperienza stupenda perché, specie nella prima parte, ho potuto ammirare dei paesaggi veramente molto, molto belli caratterizzati da immensi vigneti dalle cui uve nasce il famoso vino Porto.

L’area del Douro è stata la prima regione vinicola al mondo ad avere avuto un riconoscimento ufficiale e nel 2001 è stata anche dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Gli spettacolari terrazzamenti sulle rive a strapiombo del fiume vengono utilizzati esclusivamente per piantare la vite che darà origine al famoso vino, e sono il frutto di secoli e secoli di lavoro degli uomini.

La zona di produzione del vino Porto

Questa è stata l’area che mi è piaciuta di più di tutta la mia breve visita in Portogallo.

Faceva molto caldo, e quindi dopo una brevissima sosta a Coimbra ho preferito proseguire verso la costa per godere un po’ del fresco dell’oceano.

Sono rientrato a Porto giusto in tempo per la cena che ho consumato in un tipico locale frequentato solo da gente del posto … ed ho ordinato nuovamente dell’ottimo baccalà!

Baccalà alla portoghese

Domenica 5 luglio – Leon camera-icon

Cicogna al centro di LeonUn lungo e monotono trasferimento da Porto a Leon in Spagna: quella che sulla cartina mi era sembrata una strada secondaria era stata trasformata in un’autostrada con alcuni tratti anche a pagamento.
Il percorso non offriva molto, e così ho preferito procedere speditamente per arrivare presto a Leon e poter dedicare tutto il pomeriggio alla visita del centro che, come per tutte le altre città spagnole che ho visitato, mi ha impressionato per la pulizia, l’ordine e l’organizzazione.
Quando non ci sono auto passeggiare è piacevolissimo perché si possono ammirare le bellezze dei luoghi in tutta tranquillità, ed in tantissime città spagnole il centro è sempre area pedonale.
Ho cenato all’aperto in un ottimo ristorante gustando un bel piatto di pulpo a la gallega e sorseggiando un’ottima cerveza, per poi rientrare a piedi nel poco distante Hotel Riosol.

Lunedì 6 luglio – Burgos e Covarrubias camera-icon

Mentre sulla costa atlantica ho beneficiato di un clima decisamente fresco, all’interno è iniziato il caldo con temperature che hanno raggiunto anche i 39°.
Per fortuna che la notte la temperatura scendeva intorno ai 15°, e così partendo la mattina presto mi è stato possibile viaggiare senza soffrire troppo per la calura.
Da Leon a Burgos ho percorso la N120, una strada che per lunghi tratti costeggia il Camino di Santiago ed ho incontrato tantissimi pellegrini diretti a Santiago sia a piedi che in bicicletta.

A Burgos ho visitato le stupenda Cattedrale, passeggiato per il centro e pranzato; e poi ho continuato sotto un sole cocente verso Covarrubias dove sono arrivato nel momento più caldo della giornata: c’era ben poco da fare oltre ad una sosta, e così mi sono seduto in un bar per riposarmi gustando un gelato.

Il chiostro della Cattedrale di Burgos

Il chiostro della Cattedrale di Burgos

Dopo una lunga fermata ho continuato per Soria dove avevo prenotato all’Hotel Campos de Castilla, una struttura che non consiglio perché ubicata fuori città e con servizi scadenti.

Martedì 7 luglio – Verso Barcellona camera-icon

Sveglia molto presto e subito via verso Barcellona percorrendo le ottime autostrade gratuite spagnole. Nell’ultimo tratto ho veramente sofferto perché la temperatura in alcuni tratti ha sfiorato i 40°.
A Barcellona ho alloggiato all’Ibis Ripollet, un buon albergo dotato di parcheggio privato ubicato nella periferia della città in prossimità della stazione ferroviaria di Cerdanyola.

In Spagna scelgo spesso alberghi ubicati in periferia per due motivi: costano molto meno di quelli centrali ed hanno il parcheggio privato dove posso lasciare la moto in sicurezza. I servizi di trasporto pubblici funzionano ottimamente, e quindi in pochi minuti è possibile raggiungere il centro comodamente seduti in mezzi puliti, efficienti e dotati di aria condizionata.

Il pomeriggio ho passeggiato per la Rambla e visitato l’area del porto; la sera ho cenato nell’ottimo ristorante “La Ginesta” che mi era stato consigliato: chipirones, patate fritte, crema catalana e cerveza per … 15€

Nonostante la città fosse letteralmente invasa da turisti, il primo impatto è stato estremamente positivo e così, avendo poco tempo a disposizione, per il giorno dopo ho deciso di fare un giro utilizzando un bus per un “Hop-on Hop-off Tour”

Plaça de Catalunya - Barcelona

Mercoledì 8 luglio – Barcellona camera-icon

Alle 8:30 ero già a Plaça de Catalunya; ho fatto colazione seduto in un bar con cappuccino e cornetto spendendo 1,85€, e poi ho preso il primo bus per effettuare il tour della città.
Purtroppo non ho potuto dedicare tempo ai vari punti d’interesse turistico anche perché all’ingresso di ognuno c’erano delle file enormi, e così mi sono limitato ad un “assaggio” che il poco tempo a disposizione mi consentiva, assaggio che però mi ha fatto venire una gran voglia di tornare a Barcellona per visitarla come merita Barcellona è stupenda!

Turisti a Barcellona

Turisti in attesa di visitare La Casa Batlló, capolavoro di Antoni Gaudí

Nel tardo pomeriggio son rientrato in albergo che, avendo chiesto il late check-out, dovevo lasciare entro le 18:00.
Ho raggiunto il porto ed ho atteso le ore 20:00 per l’imbarco seduto comodamente all’aperto nel terminal della Grimaldi.
Partenza in orario e navigazione tranquilla.

Giovedì 9 luglio – Arrivo in Italia

La nave è arrivata a Civitavecchia in perfetto orario, sono sbarcato rapidamente e subito mi sono arrabbiato vedendo lo stato di degrado delle strade intorno allo scalo: sporcizia, erba non falciata, inutili deviazioni e rotonde … ogni ritorno in Italia per me ormai è un trauma Italia, paese senza futuro!

Pinguinos 2014

Il Pinguinos è il più grande raduno invernale di moto a cui partecipano bikers provenienti da tutto il mondo; come da tradizione si tiene il secondo fine settimana di gennaio a Puente Duero, nella provincia di Valladolid (Spagna).

Valladolid è una bella città della Comunità Autonoma di Castiglia e León, caratterizzata da un clima continentale che un antico detto descrive con … “Nove mesi di inverno e tre di inferno” (Nueve meses de invierno y tres de infierno): inverni freddi, con nebbia frequente e gelate, ed estati torride Pinguinos a Valledolid

Quella di quest’anno è stata la 33° edizione che dal 9 al 12 gennaio 2014 ha riunito tantissimi amanti delle moto di diverse nazionalità (più di 27.000 iscritti e 38.000 partecipanti).

Il motoraduno si svolge in una grande pineta, che per l’occasione viene attrezzata e dotata di un palcoscenico sede di vari spettacoli e che al termine della manifestazione viene utilizzato per le premiazioni e la consegna dei premi.

Lungo il grande viale d’ingresso ci sono gli stand dell’organizzazione e degli sponsors, mentre nelle aree limitrofe vengono allestiti i tendoni dove mangiare e bere, i ristoranti ambulanti oltre a numerosi punti per la vendita di gadgets, accessori per le motociclette ed abbigliamento tecnico.

Per accedere all’area è necessario registrarsi (costo 25€); si ricevono dei distintivi ricordo, alcuni adesivi, il programma ed un pass che da diritto all’entrata ed alla partecipazione a varie escursioni ed eventi come il “Capodanno Pingüinero”, la “Sfilata delle Torce”, la “Fiesta Pingüinera” oltre ad una estrazione finale di premi messi in palio dalle ditte che supportano l’organizzazione dell’evento.

Un gruppo di amici del forum GSBikers ha organizzato la “trasferta”, e così ho deciso di partecipare al Pinguinos perché volevo comprendere lo “spirito” di questi raduni invernali che spesso si svolgono con condizioni meteo proibitive.

Siamo partiti il mercoledì 8 gennaio da Civitavecchia con il traghetto della Grimaldi che ci ha sbarcato a Barcellona verso le 18:30 di giovedì 9 gennaio.

Abbiamo pernottato nell’hotel Vincii Bit, una buona struttura che si distingue per l’arredamento moderno e finiture (verniciatura delle porte o dei soffitti) veramente inusuali.
L’albergo non è vicino a “La Rambla”, e così mentre alcuni hanno deciso di andare in centro, altri (come il sottoscritto) hanno preferito cenare nei paraggi, oppure nel ristorante dell’albergo.

La mattina seguente – venerdì 10 – in sella alle 8:00 perché dobbiamo percorrere i 670 chilometri che ci separano da Valledolid.
Il tempo non è dei migliori, e così si decide di percorrere l’autopista a pagamento (30€ per poco meno di 300 km).
Abbiamo fatto parecchia strada avvolti da una nebbia fitta e fredda, e solo dopo una veloce sosta per pranzo dalle parti di Soria finalmente il cielo s’è aperto ed abbiamo potuto gustarci la strada per il Pinguinos.

Siamo arrivati nel tardo pomeriggio per sistemarci nell’Hotel Olid, ubicato nel centro della città. Serata passata passeggiando per la città con cena tutti insieme in un tipico locale per gustare le Tapas.

Il sabato è stata la giornata dedicata al raduno: arriviamo nella pineta di Punte Duero verso le 10:00; è presente già molta gente, ma grazie alla perfetta organizzazione l’iscrizione è rapida Perfetta organizzazione del Pinguinos

Posteggiamo le moto, e c’è solo il tempo per una breve passeggiata perché alle 11:00 inizia la “Excursión Desfile de Banderas a Valladolid”: un serpentone di migliaia e migliaia di moto che invaderà le strade di Valladolid per arrivare in una grande piazza dove ci sarà l’esibizione di alcuni stuntman.

Dopo aver percorso poche centinaia di metri in oltre mezz’ora io ho rinunciato a questa sfilata per passeggiare nell’area attrezzata del Pinguinos visitando gli stand, ma soprattutto per curiosare tra le migliaia di tende e ricoveri improvvisati allestiti nella pineta.
E questa, per me, è stata la parte più interessante di tutta la gita perché ho finalmente compreso che cos’è veramente il Pinguinos: fuochi sempre accesi, veri e propri accampamenti dotati anche di generatore di corrente, cucine da campo, barbacue in funzione H24, musica, e tante bottiglie di birra e di sangria!

Ho trascorso tutta la giornata nell’area del raduno dove ho anche casualmente incontrato un amico con cui ho fatto il viaggio in Iran … l’ennesima dimostrazione che il mondo è piccolo !!!!

La sera abbiamo cenato tutti insieme in un magnifico ristorante del centro: pietanze squisite, vino ottimo e servizio impeccabile con conto adeguato (41€).

Domenica 12 è l’ultimo giorno del raduno e la mattina sono previste le premiazioni che a me ed altri proprio non interessano, e così ci stacchiamo dal resto del gruppo per spostarci a Madrid percorrendo strade panoramiche secondarie e passando per Segovia dove faremo una breve sosta.

Tempo ottimo fin dopo Segovia, ma poi siamo entrati di nuovo in una fitta e fredda nebbia che ci ha accompagnato fino a Madrid dove abbiamo trovato anche una fastidiosa pioggia leggera.

A Madrid abbiamo pernottato all’Hotel Senator, Gran Via SPA (da non confondere con un’altro albergo ubicato sempre sulla stessa via, ma al 21); struttura un po’ datata, ma consigliabile perché pulita e con un buon livello di servizi.

Lunedì 13 dobbiamo prendere a Barcellona il traghetto che ci riporterà in Italia; io non ho voglia di rifare l’autostrada, per cui mi stacco dal gruppo e procedo in solitaria verso Barcellona. Il meteo – specie negli ultimi chilometri – non è dei migliori con la solita nebbia, pioggia leggera e temperature rigide.

Mi fermo varie volte per fare rifornimento e poi per pranzare con un buonissimo panino con “hamburguesa con queso” annaffiato da un “vaso de vino tinto”, seguito da un buon caffè finalmente fatto all’italiana; ed arrivo a Barcellona senza difficoltà verso le 17:00.

Check-in, poi l’imbarco, la traversata con mare “piatto” e martedì sera per l’ora di cena sono di nuovo a casa dopo aver percorso poco meno di 2000km.

Vale la pena di andare al Pinguinos?
Secondo me SI, anche per chi – come me – non ama i raduni.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

 

L’Europa Centrale in moto

L’idea per questo viaggio l’ho avuta l’anno scorso mentre ero a Budapest: vidi in un museo alcune foto veramente sconvolgenti di bambini ebrei massacrati dagli occupanti nazisti, e così decisi all’istante che DOVEVO assolutamente visitare Auschwitz, luogo simbolo della follia umana!

Avevo programmato questa vacanza per i primi di luglio, ma per vari motivi sono stato costretto a rimandarla, e così l’ho fatta nel periodo “peggiore” per quanto riguarda disponibilità di strutture ricettive ed affollamento … la settimana di Ferragosto!

Per i luoghi da visitare ho preso spunto da questa discussione sul Forum di Mototurismo, che ho poi adattato alle mie esigenze e da cui è scaturito il seguente programma:

  • Giorno 1: trasferimento a Colfosco (Alto Adige)
  • Giorno 2: Colfosco > Salisburgo (percorrendo il Grossglockner)
  • Giorno 3: sosta a Salisburgo
  • Giorno 4: Salisburgo > Vienna (con visita a Mauthausen)
  • Giorno 5: sosta a Vienna
  • Giorno 6: Vienna > Cracovia (via Slovacchia)
  • Giorno 7: sosta a Cracovia
  • Giorno 8: Cracovia > Breslavia (con visita a Cestocova)
  • Giorno 9: Breslavia > Praga (con visita a Kutna Hora)
  • Giorno 10: sosta a Praga
  • Giorno 11: Praga > Augusta (con visita a Cesky Krumlov)
  • Giorno 12: Augusta > Meltina (percorrendo la Romantische Strasse e poi il Passo Rombo)
  • Giorno 13: Meltina > Roma

Qualche nota generale:

Il viaggio è stato molto interessante, ma con “il senno di poi” mi sento di poter affermare che  inserire la visita di troppe città “simili” – come ho fatto io – in una vacanza è sbagliato perché alla fine anche dei veri e propri capolavori possono apparire “noiosi e insignificanti”. Meglio quindi … “centellinare” ed “alternare”.

La vita in Italia è molto costosa, ed IMHO ormai ha raggiunto un livello insostenibile; e lo si avverte chiaramente non appena si varcano i sacri confini della Patria. Non parliamo poi dell’organizzazione e dei servizi: oggi c’è un abisso ed ogni confronto è veramente impossibile anche con i paesi dell’ex blocco comunista!

Nel testo ho inserito solo qualche immagine; tutte le foto del viaggio le trovate in una raccolta che ho creato su Flickr e suddivise in album:

Tutte le foto del viaggio in moto in Europa Centrale

Martedì 6 agosto – Genzano di Roma > Colfosco in Badia

Il Garnì a ColfoscoPartenza verso le 7:30 per una “tirata tutta autostradale” fino allo svincolo di Bolzano Nord dove sono uscito dall’A22 per proseguire verso la Valgardena. Poco prima di Colfosco, visto che era presto, ho modificato il percorso per ripercorrere il Passo Sella ed il Pordoi ed arrivare così a Colfosco attraversando Corvara in Badia.

Ho trovato le Dolomiti invase da auto, pullman, camper, moto e tantissimi ciclisti: NO, così affollate non mi sono proprio piaciute Dolomiti invase meglio scegliere altri periodi per visitarle!

Come nel 2010 ho alloggiato nell’ottimo Garni Reutlingen (dotato di ampio parcheggio coperto per moto) e cenato in un vicino ristorante che mi ha suggerito Andreas, il simpatico proprietario del garni.

Mercoledì 7 agosto – Colfosco > Salisburgo (via Glossglockner e Nido dell’Aquila)

Lasciato Colfosco mi sono diretto verso Brunico, e poi verso Lienz dove ho fatto una sosta per fare il primo pieno di benzina a prezzo “umano” ed acquistare la vignetta autostradale.

Al contrario dell’Italia, per circolare sulle autostrade austriache è sufficiente acquistare una vignetta adesiva da applicare in un punto ben visibile del veicolo; il prezzo è decisamente contenuto e così, pur non avendo in programma la percorrenza di tratti autostradali, ho preferito prenderla in modo da essere garantito nel caso avessi percorso qualche breve tratto di autostrada in Austria.

Il GlossglocknerDa Lienz per raggiungere il Glossglockner è sufficiente seguire le indicazioni: strade in ottimo stato, traffico ordinato e scorrevole, e così è possibile rilassarsi e godersi il panorama mozzafiato! Unico neo: il biglietto di accesso al parco costa ora ben 23€!

La giornata era stupenda, e così ho ripercorso la strada alpina del Grossglockner con estrema calma e godendomela fino all’ultimo metro; poi ho proseguito verso Berchtesgaden in Germania, dove nelle vicinanze c’è la Kehlsteinhaus, ovvero il Nido dell’Aquila, uno chalet di vacanza utilizzato da Adolf Hitler ubicato in cima ad un picco di 1.800 metri e da cui si domina tutta la Baviera e il Salisburghese.

Mi aspettavo di trovare un museo, ed invece oggi c’è soltanto un ristorante dove l’unica cosa che si percepisce è … la puzza di patatine fritte Al Nido dell'Aquila non c'è niente! !

Sono arrivato a Salisburgo nel primo pomeriggio ed ho alloggiato all’ Arena City Hotel ubicato in vicinanza di un complesso espositivo della periferia, ma ottimamente collegato con il centro città che è raggiungibile in 10 minuti utilizzando un filobus la cui fermata è proprio davanti all’hotel.

Durante i miei viaggi per gli alberghi utilizzo solo i servizi online (principalmente Booking.com). Prima della partenza individuo due o tre soluzioni per ogni destinazione, e poi effettuo le prenotazioni giorno per giorno utilizzando il telefonino e le connessioni WiFi gratuite ormai disponibili ovunque.

La sera ho raggiunto il centro della città dove ho passeggiato per una prima “esplorazione”; ho acquistato la Salzburg Card (permette l’uso dei mezzi pubblici e l’accesso a tutte le attrazioni della città); e poi ho cenato in un ristorante all’aperto, e sono rimasto positivamente stupito dai prezzi estremamente contenuti delle pietanze.

Giovedì 8 agosto – Visita di Salisburgo

La mattina ho raggiunto di nuovo il centro di Salisburgo con il filobus, e poi in sequenza ho visitato i Giardini Mirabel, il cimitero di San Pietro (dove ci sono le catacombe Mönchsberg) e la Fortezza Hohensalzburg. Mi sono poi spostato fuori città per ammirare il castello di Hellbrunn – famoso per i suoi giochi d’acqua – e salire in funicolare sul monte Untesberg (1776 mt) per godere di un panorama mozzafiato.

Una vista panoramica di Salisburgo

Rientrato a Salisburgo, ho visitato la casa natale di Mozart, ho fatto una gita in battello sul fiume Salzach, e poi ho passeggiato per il centro fino a tarda sera.

La città è veramente molto bella, ma avendone visto foto stupende e letto infinite lodi ne sono rimasto parzialmente deluso perché mi aspettavo l’impossibile; la stessa sensazione d’insoddisfazione la provai la prima volta che visitai le Cascate del Niagara … mi sembrarono piccole Salisburgo è una bella città !

Venerdì 9 agosto – Salisburgo > Vienna

Nel tragitto da Salisburgo a Vienna avevo programmato due visite: il campo di concentramento di Mauthausen e l’abbazia di Melk.

Ho raggiunto Mauthausen rapidamente ed ho dedicato un paio d’ore alla visita dei resti del campo di concentramento: c’è poco da raccontare … fa impressione!

Le torrette, gli alti muri di pietra con il filo spinato, le baracche, la cava di granito, l’enorme piazzale (oggi asfaltato) fanno paura!
A Mauthausen non ci sono grandi camere a gas, o molti forni crematori, e quindi a prima vista può sembrare solo un campo di lavoro forzato. Eppure fu uno dei peggiori campi di sterminio perché si utilizzava il “lavoro” per sopprimere i detenuti che, malnutriti e sfiniti dalle condizioni di vita inumane, avevano vita breve (circa 2 mesi).

Si esce da questi luoghi di dolore rattristati e pensierosi, e per smaltire le forti emozioni servono ore, se non addirittura giorni!
Ma certe immagini – per quanto mi riguarda – sono certo che rimarranno per sempre impresse nella mia mente!

I forni crematori di Mauthausen

Lasciato Mauthausen ho proseguito verso Vienna seguendo un tratto della Strada Romantica –  un percorso turistico tra Salisburgo e Vienna molto bello che spesso segue il corso del Danubio – fino a Melk dove avevo intenzione di visitare la famosa abbazia benedettina.

La strada romanticaSi era fatto tardi, la giornata era particolarmente calda, non ho trovato un posto dove parcheggiare la moto vicino all’ingresso dell’abbazia (che si trova in cima ad una collina), e così ho desistito rimandando la visita al più famoso sito monastico del mondo ad un’altra occasione.

A Vienna ho alloggiato presso il JUFA Vienna City, una struttura che ha ottime recensioni, ma dove personalmente non tornerò mai più!
Ubicato in periferia, è circondato da cantieri edili e, nonostante sia nuovo, ha un livello di pulizia ed efficienza dei servizi appena sufficiente.
Parcheggio privato accessibile a chiunque (per stare un po’ più tranquillo ho  fermato la moto davanti all’ingresso dell’hotel), ristorante aperto solo per la colazione, shop interno peggio fornito di un distributore automatico, addetti alla reception ed al bar poco cortesi e svogliati.

Com’è mia abitudine, dopo una doccia rigeneratrice, mi sono recato in centro per passeggiare e cenare, ma anche per “orientarmi” e procurarmi le informazioni necessarie per pianificare la visita della città.

Sabato 10 agosto – Visita di Vienna

La mattina l’ho dedicata al Castello di Schonbrunn ed al suo stupendo parco, poi mi sono recato al Prater, uno dei parchi di divertimento più famosi per ammirare e fare un giro sulla vecchia ruota panoramica, uno dei simboli di Vienna.

Il castello di Schonbrunn

A metà pomeriggio sono rientrato nel centro storico della città per visitare il Palazzo Imperiale con gli annessi appartamenti dove vissero l’imperatore Francesco Giuseppe e la sua Elisabetta, il Museo di Sissi e quello delle Argenterie di Corte.
E poi ho continuato a passeggiare per il centro ammirando i bellissimi vecchi edifici fino a quando la stanchezza non mi ha costretto a tornare in albergo!

Domenica 11 agosto – Vienna > Cracovia (via Bratislava e Slovacchia)

Non avevo programmato la visita di Bratislava, che ho solo attraversato – fermandomi pochi minuti nella piazza centrale per scattare qualche foto – per lasciare l’autostrada e dirigermi verso Nitra > Martin > Zilina da dove ho continuato verso Cadca ed il confine polacco.

Il territorio slovacco l’ho trovato abbastanza monotono, e quindi non mi ha entusiasmato. Ottima invece la viabilità, con le strade secondarie tutte in buone condizioni.

Entrato in Polonia il paesaggio è un po’ migliorato, ma non avendo fatto molte soste sono arrivato a Cracovia abbastanza presto; ho penato un po’ per trovare l’Hotel Eva, ma solo perché non seguivo alla lettera le indicazioni del mio navigatore.

L’Hotel Eva – ubicato su una sponda del fiume Vistola – non è come mostrato nelle foto del sito; il mobilio è infatti un po’ datato, ma è pulito e tutti i servizi funzionano perfettamente. Inoltre, essendo circondato da un parco privato, è dotato di un grande parcheggio dove è possibile lasciare la moto in tutta sicurezza. La stazione dei tram è raggiungibile in circa 15 minuti a piedi, e volendo si può andare in centro chiamando un taxi e spendendo circa 5€. E poi solo 25€ per notte, non male considerando il periodo Hotel Eva - Cracovia

A Cracovia avevo appuntamento con miei amici “Frushi” Paola ed Andrea, anche loro in vacanza in moto in Polonia; e così li ho sentiti per telefono e ci siamo accordati per vederci davanti alla Basilica dedicata a Maria nella grande piazza centrale Rynek Glówny, cuore pulsante della città!

Una veduta della piazza principale di Cracovia

Il pomeriggio e la serata li abbiamo trascorsi passeggiando piacevolmente per le belle vie di Cracovia e raccontandoci le esperienze di viaggio.
Abbiamo ottimamente cenato in un ristorante tipico spendendo una sciocchezza, e dopo un’altro giro nella grande piazza ci siamo salutati.

Cracovia è una città architettonicamente stupenda, ma quello che mi ha lasciato veramente stupito è la “vita” che c’è!
Tutto il centro e letteralmente invaso da persone – soprattutto giovani – che passeggiano, s’incontrano, assistono ai tanti spettacoli e alle esibizioni in strada, cenano all’aperto, prendono qualcosa nei numerosissimi bar, guardano le vetrine dei negozi … insomma un fermento che da tempo non vedevo più, specie nelle città italiane!

Lunedì 12 agosto – Visita di Auschwitz e della miniera di sale di Wieliczka

Come ho scritto nell’introduzione, questo viaggio è nato dalla mia “necessità” di visitare il campo di sterminio di Auschwitz.

A volte non si riesce a credere che sia stato possibile programmare e perpetrare una simile atrocità, ma siccome non sono tanto giovane personalmente non ho mai avuto dubbi perché da ragazzo ho conosciuto persone internate e che solo miracolosamente riuscirono a salvarsi.
Non è stata la curiosità a spingermi a visitare i campi di concentramento e sterminio, ma solo la voglia di rendere omaggio a milioni di esseri umani ammazzati tra atroci sofferenze.

Andrea e Paola mi avevano avvisato: sarà una giornata “pesante” sotto tutti i punti di vista … ed infatti così è stato!

Sono arrivato ad Auschwitz abbastanza presto per poter partecipare ad una delle prime visite guidate in Inglese. Il campo può essere visitato anche autonomamente e l’ingresso è gratuito, ma consiglio di avvalersi di una guida.

Il campo di sterminio di BirkenauC’è poco da raccontare o descrivere: bisogna entrare dal cancello di Birkenau e camminare per oltre un chilometro di fianco a quei binari fino a raggiungere i resti delle camere a gas e dei forni, e solo così si potrà comprendere l’immensità di quella tragedia voluta dalla follia umana!

Ho lasciato il campo sconvolto, e non i vergogno a raccontare che durante la visita ho pianto!

Birkenau si trova a 2 km da Auschwitz, ed il ritorno con il bus navetta consente di smaltire parte delle emozioni … ma vi assicuro che certe scene non le dimenticherò MAI!

La miniera di sale di WieliczkaRipresa la moto – che avevo parcheggiato all’ingresso di Auschwitz – mi sono diretto alla miniera di sale di Wieliczka che non m’è piaciuta un gran che perché troppo turistica. Ristoranti e negozi di souvenir ovunque, ricostruzioni, luci, effetti speciali … sembra di essere al Luna Park!

Sono rientrato a Cracovia nel tardo pomeriggio, e dopo una doccia sono tornato con il tram in centro per ammirare di nuovo la stupenda piazza Rynek Glówny costantemente presidiata da un numero incredibile di persone.

Martedì 13 agosto – Cracovia > Breslavia

La Madonna Nera di CzestochowaDurante questa tratta avevo programmato una sosta a Czestochowa per visitare il Santuario dov’è presente la “Madonna Nera”; la città l’ho raggiunta percorrendo strade secondarie, ma di nessun interesse paesaggistico.

Causa i numerosi lavori di viabilità in corso ho penato un po’ per raggiungere il Santuario di Czestochowa che, nonostante l’ora, ho trovato già affollato di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

Dopo aver visitato con calma il Santuario ho continuato verso Breslavia (Wroclaw) dove ho alloggiato all’Hotel Slask, una moderna struttura non troppo distante dal centro e ben collegata (è vicina alla stadio).

La grande piazza di BreslaviaCome Cracovia, il cuore di Breslavia è il Rynek, la zona centrale della città sempre piena di vita. La Piazza del Mercato è circondata da edifici – con architettura gotica e rinascimentale – veramente molto belli, e passeggiare ammirandone i particolari è stato piacevole e rilassante. Meno conosciuta e frequentata dai turisti, e quindi meno caotica,  Breslavia a mio parere merita sicuramente una breve visita.

Mercoledì 14 agosto – Breslavia > Praga

Ho lasciato la Polonia, paese che mi ha positivamente stupito per la pulizia e l’organizzazione, per dirigermi verso la Repubblica Ceca – nazione di cui avevo sempre sentito parlar bene – e la mitica Praga.

Ho piacevolmente guidato su strade secondarie verso la frontiera; poco prima di raggiungerla mi sono fermato in una stazione di servizio dove ho fatto rifornimento e colazione, e poi ho cambiato i pochi Zloty che mi erano rimasti in Euro.

Dopo pochi chilometri sono entrato in Repubblica Ceca convinto di trovare i situazione migliore di quella polacca, ed invece la prima impressione è stata pessima: strade dissestate, sporcizia ed erbacce ovunque.

L'ossario di Kutna HoraHo proseguito verso Kutna Hora dove avevo programmato una sosta per visitare l’ossario, la Cattedrale di Santa Barbara ed altri monumenti.

Non avendo moneta locale mi sono messo alla ricerca di un cambiavalute: gira, chiedi … ma niente! Ca$$o, possibile che in una città turistica non ci sia nessuno che cambia gli Euro?
Dopo un po’ finalmente ne ho trovato uno, ma era chiuso.
Chiedo (in italiano e in inglese) alla cameriera di un vicino ristorante italiano, ma ottengo una risposta incomprensibile.
Attendo un po’ davanti alla porta, e poi mi rimetto alla ricerca.
Chiedo ad altre persone e riesco a capire che l’unico in città era quello che avevo trovato chiuso.
Torno indietro, chiedo di nuovo, e finalmente riesco a capire che il cambiavalute è del ristorante e che appena avranno un po’ di tempo mi cambieranno i soldi!
Dopo qualche minuto una persona che stava servendo ai tavoli nel vicino ristorante apre l’esercizio e mi cambia velocemente i soldi, e poi torna al suo lavoro.
Vabbé, si vede che in Repubblica Ceca funziona così!

Dopo aver visitato la bella città di Kutna Hora ho continuato verso la vicina Praga, ma avvicinandomi alla Capitale della Repubblica Ceca la sensazione non buona che avevo avuto varcando la frontiera andava sempre di più rafforzandosi.

A Praga ho alloggiato nell’ottimo Hotel Peko, una piccolo Garnì gestito da persone disponibili e simpaticissime. Dotato di parcheggio privato, l’albergo è pulito, silenzioso, confortevole ed ha la fermata del tram a meno di 100 mt. Inoltre, nelle immediate vicinanze c’è anche un enorme ipermercato.

Come ho già scritto prenoto queste strutture tramite Booking.com, che dopo il soggiorno permette di scrivere una recensione della struttura e di dare un giudizio. Purtroppo per l’Hotel Peko mi sono confuso, ed ho espresso un giudizio completamente sbagliato che non ho potuto successivamente cambiare! Me ne scuso pubblicamente con i proprietari: I’m so sorry, its my mistake and I apology.

Piazza San Venceslao a PragaDopo essermi sistemato in albergo come sempre mi sono recato in centro per fare una passeggiata: l’impressione che ho ricevuto durante il tragitto e poi appena arrivato in Piazza di San Venceslao è stata pessima!

Sporcizia ovunque, erbacce sui marciapiedi, e troppa brutta gente in giro.
Ho subito preso le opportune precauzioni ricollocando documenti e soldi in luoghi più sicuri. Ho chiesto dove potevo acquistare i biglietti per i mezzi pubblici, e sono stato indirizzato da un tabaccaio, che però aveva in bella mostra un cartello con su scritto “No biglietti”.
Sono così dovuto scendere nella stazione della metro, e dopo aver fatto la fila all’unico sportello aperto ho potuto finalmente acquistare un biglietto valido per 24 ore!

Praga non è assolutamente brutta, ma ormai mi ero abituato a servizi efficienti, ordine e pulizia, e così il primo impatto è stato veramente, ma veramente, sgradevole!
Ho cenato in un ristorante del centro dove hanno – come in Italia – aggiunto il “coperto” ed il “servizio”.
OK per il servizio, ma il coperto non lo avevo MAI visto in nessun ristorante fuori dall’Italia!

Giovedì 15 agosto – Visita di Praga

L'orologio astronomico di PragaUtilizzando i mezzi pubblici ho raggiunto il Castello di Praga che è una vera e propria fortezza medioevale dove all’interno si trovano una cattedrale, una basilica, il Palazzo Reale, ed alloggi di vari tipi: in poche parole un piccolo paese arroccato in cima ad un colle.

Dopo aver visitato il Castello ho proseguito verso il Ponte Carlo che ha la caratteristica di avere su entrambi i lati delle statue barocche di santi.

Ho passeggiato per la città visitando vari monumenti fino verso le 17:00, e poi sono rientrato in albergo perché ero veramente molto stanco. La sera ho cenato in camera – era dotata anche di un angolo cottura – dopo aver acquistato bevande e cibi freschi pronti nell’ipermercato di fronte.

Venerdì 16 agosto – Praga > Augusta (via Cesky Krumlov)

Ho lasciato Praga felice di andarmene; procedendo verso sud nella Boemia Meridionale ho notato che la situazione man mano andava migliorando fino ad arrivare nell’incantevole Cesky Krumlov: una stupenda cittadina il cui centro storico – che avvolge un’ansa del fiume Vltava che l’attraversa – ha un’architettura molto particolare e l’UNESCO l’ha dichiarato patrimonio dell’umanità; molto suggestivo anche il castello che domina la città.

Veduta di Cesky Krumlov

Lasciata Cesky Krumlov ho proseguito verso il confine tedesco su una strada panoramica che costeggia un lago in una zona verde molto bella e frequentata da numerosi turisti tedeschi.

Entrato in Germania ho preso una velocissima “autobahn” ed in un battibaleno ho raggiunto Augusta, città attraversata dalla Romantische Straße che da Würzburg arriva fine a Füssen.

Ad Augusta ho alloggiato allo Stadthotel Augsburg (senza troppe pretese, ma pulito e con buoni servizi, ha il parcheggio privato di cui una parte è coperta), un hotel informale che si trova ai margini del centro storico di Augusta che è raggiungibile in 10 minuti a piedi.

Una chiesa di AusburgHo visitato la città che, ad onor del vero, non mi ha entusiasmato molto. C’è da dire però che i centri storici di queste città, essendo stati realizzati nello stesso periodo, alla fine si somigliano un po’ tutti.

In un centro informazioni turistico mi sono procurato anche una mappa dettagliata della Romantische Straße; e poi ho cenato in un buon ristorante all’aperto spendendo circa 20€: Schnitzel di vitello con patate, insalata, pane e 1/2 lt di birra … alla faccia di chi dice che la vita in Germania è più cara che da noi La vita in Germania non è poi così cara

Sabato 17 agosto – Augusta > Meltina (via Fussen e Passo Rombo)

Ho lasciato Augusta poco prima delle 8:00 seguendo per un lungo tratto la Romantische Straße fino ad arrivare in prossimità di Fussen da dove ho deviato per il Castello di Hohenschwangau.

La Romantische StrasseAvvicinandomi a Fussen avevo notato un notevole aumento del traffico, poi sono iniziate le prime code ed al castello ho trovato una fila incredibile di persone che aspettavano il loro turno per fare i biglietti, fila talmente lunga che dall’ingresso arrivava quasi al sottostante parcheggio: ho rinunciato!

Mi sono così avviato verso Imst per poi continuare sulla bellissima strada che porta al Passo Rombo, ma ho incontrato molti rallentamenti e tratti con vari chilometri di auto – per fortuna – ordinatamente incolonnate che procedevano a passo d’uomo, e che ho superato seguendo l’esempio di un gruppo di motociclisti tedeschi (mi sono messo in scia Traffico )

Passo Rombo - panoramaPer attraversare il confine c’è un tratto di strada a pagamento che inizia sul versante austriaco qualche chilometro prima, dopo la stazione del pedaggio la strada inizia a scendere dolcemente verso la Val Passiria ed è possibile ammirare dei bei paesaggi.

Prima di salire sul passo mi ero fermato per acquistare un panino e qualcosa di fresco da bere, e così sulla via per Merano ho fatto una lunga sosta pranzo in un’area attrezzata per i picnic.

Ho proseguito quindi per Salonetto – una frazione di Meltina – dove ho alloggiato nel Garni Reider. La zona è veramente molto bella e dalla casa Reider si può ammirare una panorama incantevole. L’arredamento con mobili in legno in stile rustico s’intona perfettamente con l’ambiente, e poi si respira una piacevole aria famigliare grazie ai proprietari che sono estremamente disponibili e gentilissimi.

Per cenare volevo arrivare a Meltina che dista un paio di chilometri, ma su invito dei proprietari mi sono fermato a cena nel garnì dove ho gustato pietanze semplici, ma veramente squisite Al Garnì Reider si mangia bene!

La mia camera (l’ultima disponibile) necessitava di un po’ di manutenzione, ma lo scrivo solo per dovere di cronaca perché, nel complesso, mi sono trovato bene!

La veduta dal Garnì Reider

Domenica 18 agosto – Meltina > Genzano di Roma

Pochi km per arrivare all’autostrada e poi “sparato” fino a casa facendo qualche sosta solo per fare benzina e prendere un caffè.
Pensavo di trovare qualche rallentamento e traffico intenso, ed invece nulla tanto che poco dopo l’ora di pranzo ero già a casa.

That’s all folks Viaggio In Europa Centrale in moto - END

Da Roma a Dubai in moto

Era da tanto tempo che volevo visitare l'Iran in moto, e quando qualche mese fa ho letto che Motovacanze.it stava organizzando un viaggio esplorativo dall'Italia a Dubai via Grecia, Turchia ed Iran ho aderito immediatamente!

Sull'Iran avevo saltuariamente letto informazioni non troppo tranquillizzanti, ed anche la presentazione del viaggio di Motovacanze.it in parte lo confermava proponendolo solo a motociclisti con buona esperienza e spirito di adattamento.

Ho così presentato la mia richiesta non certo di venir accettato ed anche con un po' di preoccupazione che nei mesi successivi è però svanita completamente man mano che acquisivo notizie attendibili sul paese.

Il raid ( qualcuno li definisce così Raid to Dubai ) prevedeva l'attraversamento della Grecia, la visita della costa sud della Turchia, dell'Iran e poi alcuni giorni negli Emirati Arabi (Dubai ed Abu Dhabi), ma per me questo è stato sin dall'inizio e rimarrà per sempre il viaggio in Iran.
E l'Iran mi ha positivamente sorpreso perché ho trovato sempre persone cordiali e disponibili, oltre ad una buona qualità di servizi.

Per quella che è stata la mia esperienza il viaggio in Iran NON ha presentato alcuna difficoltà, e quindi a mio parere può essere affrontato da chiunque anche in solitaria perché il livello di sicurezza è altissimo e strade, alberghi, sistemi di comunicazione, ristoranti, etc sono di buona qualità.

Alcune note "pratiche" sull'IRAN:

  1. per entrare con la moto in Iran è indispensabile il Carnet de Passages en Douane (CPD). Nel sito dell'ACI ci sono tutte le informazioni necessarie per ottenerlo. La fidejussione può essere chiesta ad una Banca o ad una Assicurazione. I costi sono alti e variano in funzione del valore della moto. Per conoscere i valori della fidejussione è sufficiente inviare una email all'ufficio competente dell'ACI; a me hanno risposto subito.
  2. Per il visto d'ingresso in Iran bisogna invece rivolgersi ad un'agenzia specializzata la quale procurerà l'autorizzazione necessaria per il rilascio del visto che ora deve essere chiesto personalmente ai Consolati in quanto vengono prese le impronte digitali.
    Una novità introdotta dal 27 marzo è che si deve obbligatoriamente varcare la frontiera iraniana entro 15 giorni dalla data del rilascio del visto, e poi si può restare nel paese per 19 – o altro numero – giorni.
  3. Pratiche doganali: sono lunghe ed alcuni passaggi appaiono veramente incomprensibili; noi in 8 moto abbiamo impiegato circa 2 ore e 1/2 per entrare in Iran, ma 2 ciclisti arrivati dopo di noi in un'oretta se la sono cavata.
  4. Serve l'assicurazione, e quindi controllate che nella vostra Carta Verde l'Iran sia incluso. Si può stipulare una polizza anche in Iran, ma il contratto è comunque annuale. Chi di noi non l'aveva ha speso circa 40€, ma abbiamo perso 2 ore di tempo in un'agenzia di Tehran.
  5. L'inflazione è galoppante e quindi conviene cambiare piccole quantità di denaro alla volta ($ e € vengono accettati senza problemi). Per darvi un'idea della svalutazione del Rial quando siamo entrati cambiavano 1€ a 42.000 Rial, dopo neanche 10 giorni per 1€ davano oltre 46.000 Rial.
    Il cambio si effettua presso negozi o Money Change; da evitare invece le persone che per strada offrono cambi a tassi molto più alti perché rifilano banconote false.
  6. Le nostre carte di credito ed i bancomat NON sono abilitati.
  7. I WiFi sono disponibili in quasi tutti gli alberghi, ed anche in luoghi pubblici come ad esempio la Torre Milad (la sesta torre più alta del mondo nel "The Tehran International Trade and Convention Center").
    I social network (Facebook, Twitter, Flickr etc) sono banditi, ma basta scaricare apposite app per potervi accedere (chiedere ai ragazzi iraniani).
  8. I telefonini funzionano regolarmente in roaming e la copertura è ottima.
  9. NON ci sono limitazioni all'uso di macchine fotografiche, videocamere e GPS.
    Molte foto e tutti i filmati li ho realizzati con una telecamera applicata sul casco.
  10. La carta igienica C'È abbondante in tutti i bagni – e su tutti i tavoli di bar e ristoranti hanno l'abitudine di mettere una scatola di fazzolettini di carta!
    Non so chi abbia messo in giro la balla colossale che in Iran manca la carta igienica!
  11. Confermo invece che in molti distributori la benzina è di pessima qualità (basso numero di ottano) e credo (ma non ne sono certo) leaded, e quindi a mio parere conviene decatalizzare la moto.
    Il carburante in compenso costa veramente poco visto che con 1€ si prendono oltre 6 litri si benzina.
    NON ci sono restrizioni al consumo di carburante. Ai locali aventi diritto vengono assegnati 60 litri al mese al prezzo politico di 4000 Rial, mentre ulteriori quantità possono essere acquistate liberamente a 7000 Rial al litro (e questo è il prezzo che pagano gli stranieri).
  12. Il traffico nelle grandi città è caotico e nelle rotonde vige la regola che passa per primo il più grosso e cattivo.
    I pedoni invece non hanno diritti, e quindi anche quando attraversano con il verde possono essere investiti.
  13. Con le moto gli stranieri possono percorrere le autostrade senza pagare. In Iran non possono circolare moto di grossa cilindrata (se non sbaglio sopra i 200 cc) e le autostrade sono vietate alle due ruote; ma per gli stranieri il divieto non vale e gli addetti ai caselli lasciano passare senza chiedere il pedaggio.
  14. I controlli con i telelaser sono abbastanza frequenti, e non sorprendetevi se gli agenti delle pattuglie vi guarderanno con stupore quando gli sfreccierete di fianco!
  15. Le mappe GPS "open source" scaricate da http://garmin.openstreetmap.nl/ funzionano benissimo; hanno solo qualche piccolo difetto facilmente individuabile e superabile riprogrammando il percorso.

Viste le difficoltà burocratiche a MIO parere arrivati a Shiraz NON conviene proseguire verso sud per traghettare negli UAE perché:

  • nel sud dell'Iran non c'è quasi nulla di veramente interessante da vedere.
  • Le procedure burocratiche sia a Bandar e Abbas (IRAN) che a Sharjah (UAE) sono eccessivamente lunghe, complicate e costose.
  • Il costo del traghetto Iran > UAE e la spedizione delle moto in Italia ha costi esorbitanti (quasi 600€ per fare una tratta come Civitavecchia – Olbia, e poi circa 700€ per spedire la moto in Italia in un container da 40').

Qualche commento generale sugli altri paesi

La Grecia l'abbiamo attraversata in una giornata, e quindi non ho potuto apprezzare nulla. Carina la città di Kavala. Spero di tornare il Grecia quanto prima per visitarla come merita.

La parte della Turchia che abbiamo attraversato e visitato invece mi ha un po' deluso. Alcuni tratti di costa sono molto belli, ma troppo è il territorio che è stato devastato per costruire nuove vie di comunicazione e centinaia di enormi brutti alberghi.

Conoscevo Dubai dove ero già stato molti anni fa, e quindi non mi aspettavo nulla di più oltre alle tante esagerazioni realizzate negli ultimi anni  come Burj al-Arab – l'albergo più lussuoso del mondo; Burj Khalifa – la struttura realizzata dall'uomo più alta del mondo; Ski Dubai – una stazione sciistica al coperto; Dubai Mall – il più grande centro commerciale del mondo etc, etc.
Molto positiva invece la conoscenza che ho fatto di alcune persone del luogo che mi ha permesso di capire alcuni aspetti di una società dove il potere politico ed economico è nelle mani di poche persone.

Tutte le foto del viaggio le trovate in una raccolta che ho creato sul Flickr:

La raccolta di foto del viaggio da Roma a Dubai in moto

 

I video sono invece sul mio canale YouTube Video su YouTube

Qui invece trovate una mappa animata del mio viaggio in Iran!

Il racconto del viaggio giorno x giorno

Sabato 20 aprile – La partenza

COATTA alla partenzaCOATTA è già carica, e così verso le 8:30 parto da casa per raggiungere Ancona dove è previsto l'imbarco sul traghetto che ci porterà a Igoumenitsa.
Ho montato dei collettori senza catalizzatore ed il rumore dello scarico è aumentato parecchio tanto che nelle gallerie mi da un po' fastidio.
Arrivo al porto verso le 11:30 ed i partecipanti al mio e ad altri tour sono già quasi tutti già presenti.
Saluto diverse persone che conosco e chiacchiero a lungo con gli amici Paola ed Andrea che sono diretti in Turchia.

 

Domenica 21 aprile – Igoumenitsa > Kavala

Poco prima dello sbarcoLa traversata avviene senza problemi: mare calmo e tempo buono; arriviamo a Igoumenitsa con un po' di ritardo che aumenta a causa delle procedure di sbarco che sono inspiegabilmente lunghe.

Prima sorpresa: qualcuno m'informa che per parecchi giorni il programma prevede il viaggio insieme ai partecipanti del tour in Turchia.
L'idea non mi piace affatto, perché quando si è in troppi si viaggia male e si perde troppo tempo nelle soste.
Ed infatti, subito dopo lo sbarco prima lunga fermata per fare rifornimento, e poi tutti in colonna lungo la noiosissima autostrada che taglia tutta la Grecia fino a Kavala dove arriviamo nel tardo pomeriggio.

Il pernottamento è previsto nell'Airotel Galaxi; una buona struttura affacciata sul porto. Giusto il tempo per fare una doccia, una breve passeggiata sul lungomare e poi una bella birra fresca in compagnia di alcuni amici prima di andare a cena.

Lunedì 22 aprile – Kavala > Bergama (Turchia)

Le rovine di troiaLa mattina scendo insieme a Carlo (il compagno di viaggio con cui divido la camera) con un po' d'anticipo sull'orario di partenza, ed appreso che Tobia, Ermes, Roberto e Gianfranco (altri 4 partecipanti al viaggio in Iran) sono già partiti decidiamo anche noi di avviarci verso la frontiera turca in modo di arrivare alla spicciolata per favorire le procedure d'immigrazione e doganali.
Strada facendo li raggiungiamo, e così si formerà il gruppetto molto affiatato con il quale ho fatto gran parte del viaggio in Turchia.

La tappa di oggi è lunga (600 km) e noiosa; inoltre non ci sono attrazioni tali da giustificare modifiche del percorso, per cui procediamo come da programma fermandoci solo per una breve deludente visita ai pochi e malandati resti della città di Troia.

Arriviamo all'hotel Berksoy di Bergama nel tardo pomeriggio; dopo esserci rinfrescati e rilassati gustiamo una birra nell'attesa che arrivi il "gruppone" per la cena. Per fortuna il cibo del buffet non era della stessa qualità dell'albergo …

Martedì 23 aprile – Bergama > Efeso > Pamukkale > Fethiye

Il teatro di EfesoDecidiamo di partire una mezz'oretta prima rispetto al programma e così verso le 6:30 siamo già in viaggio verso Efeso per la visita agli importanti resti archeologici di quella che fu una delle più grandi città dell'antica Anatolia.

Il tempo è splendido e la temperatura sale rapidamente: la scelta di partire presto si rivelerà ottima!

Per raggiungere Efeso abbiamo percorso un breve tratto di autostrada a pagamento; prima d'entrare, durante il percorso e poi all'uscita ci siamo fermati per acquistare la tessera, ma non siamo mai riusciti a prenderla perché tutti i punti vendita ne erano sprovvisti.
La cosa si ripeterà anche nei giorni successivi tanto che siamo usciti dalla Turchia senza riuscire a pagare i pedaggi!

La visita di Efeso è stata molto interessante; grandioso ed impressionante l'anfiteatro da 24.000 spettatori, ma molto bella anche la strada principale e la piazza del mercato. E ci sono volute oltre 2 ore perché c'era una gran folla di turisti che impediva di muoversi speditamente.

Riprese le moto ci siamo diretti verso Pamukkale che abbiamo raggiunto dopo aver fatto uno spuntino in una caratteristica trattoria dove abbiamo gustato un buonissimo panino farcito con pollo e verdure cotte alla piastra.

Vista di PamukkalePamukkale e un "castello di cotone" creato dall'acqua che sgorga da varie fonti termali e che, essendo sovrasatura di ioni calcio, a seguito di reazioni chimiche naturali rilascia carbonato di calcio il quale depositandosi crea spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna rendendo così l'area simile ad una fortezza bianca con cascate che sembrano di ghiaccio.
L'accesso può avvenire solo a piedi nudi attraversando dei piccoli ruscelli d'acqua che vengono a rotazione sapientemente deviati in modo da alimentare costantemente tutta la zona.

Dopo neanche due giorni il nostro gruppetto di 6 persone è diventato un'unità molto affiatata tanto che basta veramente poco per prendere decisioni, e così abbiamo stabilito di fare un'altra deviazione rispetto al tracciato originale per percorrere una strada secondaria panoramica veramente molto bella, e che ci ha anche fatto risparmiare un po' di strada.
Siamo così arrivati a Fethiye nell'hotel Atapark nel tardo pomeriggio, ma comunque prima del tramonto … e come sempre doccia, birretta rinfrescante e poi cena!

Mercoledì 24 aprile – Fethiye > Alanya

Da programma doveva essere poco più di una tappa di trasferimento durante la quale ammirare il paesaggio, ed invece l'abbiamo trasformata in una delle più belle ed interessanti giornate.

Vista di KekovaCome ormai d'abitudine siamo partiti presto e ci siamo diretti verso Kas dove abbiamo fatto una sosta caffè nel bellissimo porticciolo, per poi riprendere subito la strada verso Kekova con lo scopo di fare una gita in battello per visitare i resti sommersi di un'antica città.
Abbiamo contrattato la gita in barca di un'ora con un tipo veramente buffo, ma preciso; la bella giornata, il mare calmo e l'acqua cristallina ci hanno permesso di ammirare i resti di quello che fu il grande insediamento di Apollonia, un'antica città distrutta da un terremoto.

Tornati dalla gita in barca abbiamo pranzato all'aperto a base di pesce in un ristorante del porto … e per fortuna che c'era con noi Tobia altrimenti ci avrebbero sicuramente rifilato del pesce congelato Pesce surgelato?

Dopo pranzo abbiamo continuato verso Antalaya decidendo di NON fermarci a Chimaera (presso Cirali) per vedere i fuochi naturali anche perché di giorno l'effetto è minimo.

Questo tratto di costa è quello che meno mi è piaciuto perché troppo deturpato da nuove strade in costruzione e da enormi edifici: troppo ferite al territorio che non guariranno mai più!

E così siamo giunti, dopo aver attraversato decine di paesi, nella città di Alanya che ha me ha fatto veramente una pessima impressione: solo brutti, anonimi ed enormi alberghi uno attaccato all'altro!
Abbiamo alloggiato nell'hotel Kleopatra Royal Palm dove orde fameliche di anziani turisti nordici aspettavano nella hall solo l'orario di apertura del buffet per lanciarsi sulle pessime pietanze e divorarle! Che tristezza Assalto al buffet

Dopo aver bevuto una birra in un bar sul lungomare verso le 20:00 abbiamo mangiato qualcosa di quello che era rimasto del buffet; e poi dopo cena una breve passeggiata subito a dormire pensando … per fortuna che domani ce ne andiamo!

Giovedì 25 aprile – Alanya > Tarsus

Come al solito partiamo prima degli altri – ma solo dopo aver bisticciato con un cameriere e tentato di fare colazione nell'enorme salone dell'albergo spiluccando qualcosa tra varie cibarie dall'aspetto non troppo rassicurante Cibo cattivo – percorrendo la strada costiera in direzione di Anamur dove ci fermeremo per visitare il Castello di Mamure.

A pranzo ad AphroditeDopo una passeggiata tra le mura della fortezza per fare un po' di foto proseguiamo lungo la costa sempre attenti a scoprire eventuali punti d'interesse che meritino una visita, e bingo: vediamo un cartello "Aphrodite" e senza indugio imbocchiamo una fantastica stradina che si snoda in un promontorio (a sud di Yesilovacik) verso il mare!
E la nostra curiosità verrà premiata perché abbiamo raggiunto un fantastico piccolo golfo con un villaggio dove abbiamo pranzato a base di pesce dopo che alcuni avevano fatto il bagno nell'acqua sorprendentemente già calda del mare.

Tempo fantastico, veduta stupenda e così chiacchierando piacevolmente abbiamo fatto una sosta di oltre 2 ore durante la quale abbiamo anche deciso di lasciare la litoranea per avventurarci verso l'interno in direzione di Olba Diocesarea, un'antica città romana dove sono presenti numerosi resti ben conservati di templi e costruzioni. Da Aphrodite abbiamo percorso una stradina panoramica molto bella che ci è stata consigliata da un locale, e che ci ha portato a riprendere la strada costiera una decina di chilometri più ad est da dove abbiamo poi continuato per Silifke per poi deviare per Olba … ma sorpresa: la strada è interrotta Strada interrotta per Olba

Incontri in TurchiaMentre stiamo decidendo sul da farsi arriva un signore su un'auto scassatissima che a gesti – ma anche aiutandosi con disegni sul terreno – ci spiega che l'interruzione può essere aggirata facendo una deviazione su una strada sterrata, e ci invita a seguirlo.
E così percorriamo circa 5 km di una strada bianca veramente mal messa con pietre e tornanti molto stretti in salita che ci permette però di riprendere la via per Olba Diocesarea e che raggiungiamo ammirando dei paesaggi veramente molto belli.

Dopo aver visitato i resti dell'antica città ci avviamo di buon passo verso Tarsus percorrendo anche un'altro tratto di autostrada che non sappiamo come pagare.
C'è molto traffico rallentato dai tanti mezzi industriali e così raggiungiamo l'albergo Selale Otel (veramente una pessima struttura) giusto poco prima del tramonto.

Ceniamo insieme al resto del "gruppone" in un vicino ristorante.
Da Tarsus si uniranno a noi Dino e Donatello, gli altri due partecipanti al tour "Oro Nero" che fino a quel momento avevano viaggiato insieme ai quelli del giro in Turchia.

Venerdì 26 aprile – Tarsus > Diyarbakir

Non sono uno schizzinoso, ma non sono riuscito neanche a prendere un caffè dalla puzza che c'era nel salone per la colazione, per cui sono stato ben felice quando abbiamo lasciato lo schifosissimo hotel Selale per prendere l'autostrada in direzione di Sanliurfa!

Particolare del centro di SanliurfaArriviamo in città che fa parecchio caldo; aiutati da una pattuglia della polizia posteggiamo le moto in un luogo sicuro e poi ci dirigiamo nel vicino centro per visitarlo (c'è un ampio parco verde con una moschea ed una grande vasca piena di carpe ed altri pesci) e per mangiare qualcosa in un ristorante / bar all'aperto.
Ordiniamo qualcosa, ma mentre le bevande ci vengono portate subito per il cibo attenderemo oltre un'ora perché … lo hanno ordinato da qualche altra parte ed arriverà confezionato e trasportato con un motorino!
Pazienza, abbiamo aspettato parecchio, ma almeno era gustoso Cibo gustoso in Turchia

Riprendiamo le moto e proseguiamo per Diyarbakir dove arriviamo nel tardo pomeriggio.
A causa di strade a senso unico incontriamo delle difficoltà a raggiungere il Park Vadi Hotel, e così per la seconda volta nella giornata ci aiuta una pattuglia della Polizia che ci scorta fino all'ingresso dell'albergo raccomandandoci di non lasciare le moto per strada perché il luogo non è sicuro.

E così, per la seconda volta dalla partenza mi arrabbio Hotel senza parcheggio
E si; m'incazzo parecchio perché chi organizza questi viaggi dovrebbe sapere che i motociclisti hanno esigenze particolari e non si possono prenotare strutture senza un parcheggio privato sicuro!
Comunque, nonostante la presenza di un parcheggio coperto a pochi metri, si decide di lasciare le moto in una vicina piazza definita "sicura".
Mi girano parecchio le 00, e così dopo una doccia esco a fare una passeggiata per calmarmi un po' 

La cittadina non è poi così male, e ci sono anche tanti bei ristoranti che servono pietanze appetitose … m'è venuta fame!

Verso le 20:30 andiamo a cena (era inclusa) e, dopo aver aspettato parecchio, ci viene servito un misero piatto con un po' di riso, due pezzettini di pollo ed un'altra schifezza che non ho neanche assaggiato!
Vabbé, inutile arrabbiarsi di nuovo, meglio un'altra passeggiata gustando un enorme gelato!

Sabato 27 aprile – Diyarbakir > Dogubayazit

Sveglia all'alba, ma solo perché la finestra della stanza non ha le tende che impediscono l'ingresso della luce, e poi perché si trova al primo piano su una strada trafficata!

Veduta del ponte sul Tigri - HasankeyefUn caffè liofilizzato e poi subito in sella perché i chilometri da percorrere nella giornata sono veramente tanti in quanto abbiamo deciso di fare anche una deviazione per visitare Hasankeyf, un'antica città romana ubicata sul Tigri dove sono ancora presenti i resti di un ponte costruito nel 12° secolo (il più grande ponte del periodo medioevale).

Terminata la visita della città abbiamo ripreso la strada principale per Tatvan, prima grossa città sulle sponde del grande lago di Van.
Dopo una breve sosta per mangiare qualcosa e riposarci abbiamo fatto un'ulteriore deviazione per andare a visitare il lago "Nemrut Gölü" che si trova ad una quota di 2250 mt e che è raggiungibile percorrendo una strada per molti tratti sterrata e con fango formato dalla neve in scioglimento.
Sulla via del ritorno abbiamo incontrato due motociclisti che stanno facendo il giro del mondo su due KTM 1190.

Si era fatto abbastanza tardi e così continuiamo speditamente verso Dogubayazit, anche perché ormai viaggiamo costantemente in quota e dopo il tramonto la temperatura scenderà rapidamente.
Ci fermiamo solo pochi minuti alla cascate di Muradiye (nulla di eccezionale), per poi riprendere il viaggio verso la città più orientale della Turchia seguendo le indicazioni stradali "IRAN".

Raggiungiamo l'Hotel SimEr "on the road to Iran" che è quasi notte: la giornata è stata lunga ed intensa, ma il confine iraniano è ormai a soli 30 chilometri!
L'hotel non è nulla di eccezionale, ma è pulito ed i servizi funzionano bene. Il personale è gentile e finalmente ci viene servita una buona cena!

Il monte Ararat

Veduta del monte Ararat arrivando a Dogubayazit

Domenica 28 aprile – Dogubayazit > Tabriz

Sveglia alle 5:00 per recarci a visitare solo dall'esterno il Isak Pasa Sarayi, un complesso costruito in cima ad una collina nello stile tipico dell'Impero Ottomano.
Il palazzo ha stanze dedicate alla residenza del governatore, al suo harem ed altre aree per gli uffici amministrativi.

Dopo aver scattato alcune foto siamo tornati in albergo per fare colazione, caricare i bagagli e quindi avviarci verso la frontiera iraniana. Poco prima della frontiera un'altra deviazione ci farà perdere tempo prezioso perché il "programma" prevede la visita ad un piccolo cratere formato da un meteorite precipitato alla fine del 1800.
Scattiamo qualche foto e finalmente arriviamo alla frontiera: circa un'ora per uscire dalla Turchia e poi 2 ore e 1/2 per entrare in Iran.
È arrivata una guida che ci aiuterà nelle procedure doganali anche se ho avuto l'impressione che non fossero così complicate visto che due ciclisti italiani arrivati dopo di noi hanno completato tutta la procedura in poco tempo.
E poi i doganieri e gli addetti all'immigrazione parlavano inglese, e quando ci si capisce è tutto più semplice!

Finalmente siamo in Iran; la nostra guida ci accompagna a pranzare in un ristorante di una vicina cittadina, poi in un distributore dove farò il primo pieno spendendo meno di 3 €, e poi ad un incrocio da dove proseguiamo autonomamente verso la Qarah Kelisa, o chiesa nera, ovvero il Monastero di San Taddeo.

Ohhh, ohhhh; prima piacevole sorpresa: il telefonino funziona 

La Chiesa neraL'ingresso alla chiesa è a pagamento e così facciamo la prima curiosa scoperta! In Iran oggi danno un numero di vecchi biglietti d'ingresso equivalente al prezzo attuale; e mi spiego: a causa dell'inflazione galoppante i prezzi aumentano rapidamente e così, se il prezzo dell'ingresso è 150.000 Rial, alla cassa danno, ad esempio, 10 biglietti da 15.000 Rial come ricevuta del pagamento!

Terminata la visita proseguiamo verso Tabriz dove arriveremo solo in serata. L'albergo è il Pars, un'ottima e moderna struttura dotata di tutti i comfort.
È tardi, e non c'è neanche il tempo per fare un salto in centro, così ceniamo ed andiamo a dormire!

Abbiamo fatto un mare di chilometri per arrivare in Iran e neanche visitiamo la più grande città dell'Iran nord-occidentale, famosa per i tappeti e dove c'è la bellissima Moschea Blu ed il bazar che è tra i più grandi e vecchi del Medio Oriente, visto che è stato citato anche da Marco Polo! Vabbé, meglio non pensarci!

Ohhh, ohhhh; seconda piacevole sorpresa: in albergo c'è il WiFi ed è anche gratuito WiFi disponibile in Iran

Lunedì 29 aprile – Tabriz > Tehran

Oggi è prevista una noiosa tappa di trasferimento di oltre 600 km. Consultando una guida turistica e guardando la mappa non scopriamo nulla che giustifichi una deviazione, e così ci rassegniamo ad un lungo viaggio in autostrada visto che non c'è altra alternativa perché l'unica altra strada che unisce Tabriz a Tehran scorre parallela all'autostrada ed è transitata da migliaia di camion.

In autostrada rischiamo anche di rimanere senza benzina perché c'è un tratto di oltre 200 km senza distributori; nessuno rimarrà a secco, ma arriviamo a fare benzina che siamo quasi tutti in riserva e con solo pochi km di autonomia.

A Tehran l'albergo è il Enghelab Parsian: non commento, ma metto una foto:

Il bagno dell'Hotel Enghelab Parsian di Tehran

Faccio una doccia ed esco a fare una passeggiata.

Alcuni si sono affrettati per fare un salto in centro al bazar, ma io preferisco rilassarmi visto che domani è prevista una visita guidata della città.
Entro in qualche negozio nelle vicinanze dell'hotel e mi rendo conto che l'embargo evidentemente riguarda solo un numero esiguo di merci visto che gli scaffali sono pieni di prodotti "del grande Satana".
E poi circolano molte auto nuove, e quasi tutte "occidentali" (Toyota e Peugeot, ma anche molte Mercedes).

Rientro in albergo e in attesa dell'ora di cena siedo a chiacchierare nell'area della piscina; poi cena nel "revolving restaurant" (andavano tanto di moda negli anni '70).
Dopo 2 soli giorni in Iran ho capito che hanno una cucina "monotona": spiedini di pollo o altre carni, riso con una leggerissima aromatizzazione di zafferano, ed un'insalata di pomodori, cetrioli e altre erbe! Dolci pochi e non eccellenti, e caffè solo liofilizzato!
E per tutta la mia permanenza in Iran mangerò solo questo anche perché nei ristoranti (indipendentemente dal loro livello) non servono altro!

Martedì 30 aprile – Visita di Tehran

Monumento Azadi di TehranDopo tanto tempo questa è la prima giornata senza prendere la moto!

Visita al palazzo dello scià, poi al bazar, e poi transitiamo di fianco al Monumento Azadi (completato nel 1971 al tempo dello scià Reza Pahlavi in occasione della celebrazione dei 2500 anni della monarchia persiana) che è uno dei simboli di Tehran per dirigerci verso la torre Borj-e-Milad che è la più alta dell'Iran – inaugurata nel 2008 – ed è tutt'ora la 6° del mondo come altezza con i suoi 435 mt.

Tehran è una città la cui area metropolitana è abitata da oltre 14 milioni di abitanti, e quindi è caotica, inquinata e poco vivibile.
A causa dell'intenso traffico la circolazione non è agevole, e poi non è che ci sia molto da vedere.
Adagiata ai piedi di una catena montuosa, è però caratteristica perché vedere le cime innevate dei vicini monti Elburz mentre in città ci sono oltre 30° fa un certo effetto!

Veduta di Tehran

Veduta di Tehran dalla torre Borj-e-Milad

La sera siamo stati ospiti di un conoscente che ci ha offerto la cena in un bel ristorante ubicato nella periferia nord della città (che è la zona residenziale e più ricca della Capitale dell'Iran), e che si trova su delle colline ben più fresche della sottostante metropoli.
Interessanti le chiacchiere informali con questo signore che ci spiega un po di cose sull'Iran da cui ho capito che c'è una situazione molto simile a quella italiana e che consente ad una minoranza di governare il paese.

Mercoledì 1° maggio – Tehran > Esfahan

È prima mattina, ma fa già caldo! Ma serve assolutamente una foto per la serie "striscia lo striscione" e così si decide di tornare con le moto al Monumento Azadi per degli scatti.
La strada da Tehran a EsfahanC'è già un traffico infernale, e per percorrere i pochi chilometri impieghiamo più di 1/2 ora.
Fatte le foto inizia un'interminabile girotondo che è durato oltre un'ora per trovare la strada verso Qom nonostante che fosse ben identificata da cartelli enormi che indicavano sia la cittadina che il nuovo aeroporto internazionale che si trova nella stessa direzione!
Alla fine, dopo una sudata pazzesca, finalmente riusciamo ad uscire dal caos di Tehran per dirigerci verso sud in direzione di Esfahan.

Lungo la strada c'è poco da vedere, facciamo solo una deviazione per visitare le case tradizionali di Kashan, e poi dopo un breve break decidiamo di guidare verso l'interno per recarci in quello che sulla mappa stradale è indicato come "Pittoresque Village", e che non raggiungeremo mai perché la strada è interrotta!

E così proseguiamo su strade interne tra le montagne fino a riprendere l'altra grossa strada (la "65") che collega Tehran a Esfahan e che è percorsa praticamente solo da camion; e così giungiamo ad Esfahan, città stupenda e ricca di storia dove soggiorneremo per 2 notti nell'hotel Aseman, buona struttura ubicata in posizione centrale di fronte ad un bellissimo parco.

Giovedì 2 maggio – Visita di Esfahan

Uno splendore di EsfahanOoohhh, finalmente dopo l'esperienza negativa di Tehran dove la guida era soltanto una persona che parlava un po' d'italiano, abbiamo una vera guida turistica che ci farà visitare la città seguendo un programma prestabilito ed utilizzando un pulmino invece dei taxi trovati per strada!

Ed infatti la visita di Esfahan si è rivelata molto, ma molto interessante e ci ha permesso di ammirare le numerose bellezze architettoniche ed i curatissimi giardini della città!
Tanti bei posti da vedere e tutti illustrati, anche se in inglese, da una persona competente!

La Marbin Fortress ubicata su una collina che domina il territorio circostante, la Cattedrale di Vank, l'enorme Piazza Imam Khomeini con la Moschea dello Scià; e poi il Palazzo Ali Qapu ed il bazar con le tante caratteristiche viuzze piene di negozi e locali tipici. Per me in assoluto la giornata più interessante di tutto il viaggio!

La grande piazza di Esfahan

La grande piazza di Esfahan

La sera abbiamo fatto una bella e lunga passeggiata verso il centro per cenare nell'affollato ristorante di un noto albergo … ma la pietanze gira e rigira sono sempre le stesse: la solita minestra vegetale, spiedini, riso, ed insalata!

Venerdì 3 maggio – Esfahan > Yadz

Come ormai d'abitudine sveglia molto presto anche perché alle 7:00 sono previste delle foto davanti all'albergo per un servizio giornalistico di un giornale locale!

Partiamo appena terminato il servizio, ma subito ci fermiamo di nuovo sempre per la foto della serie "striscia lo striscione" in prossimità di uno dei vecchi ponti sul fiume Zayandeh che attraversa la città, per poi finalmente riprendere la strada verso Na'in.

Meybod - la fortezzaDovrebbe essere facile perché c'è un'unica strada e bisogna andare verso Est (e quindi con il sole negli occhi), ma non si capisce perché riusciamo per la terza mattina consecutiva a sbagliare strada perdendo così del tempo prezioso!

Dopo qualche "scazzio" il gruppo finalmente si ricompatta e raggiungiamo Na'in per la visita alla Moschea ed al Museo di Etnologia.
Oggi è giorno festivo e così inconsapevolmente transitiamo con le nostre moto per una stretta stradina coperta che scopriremo poi essere la via principale del bazar!

Lasciamo la città dopo una lunga sosta per dirigerci a Meybod dove ci sono gli imponenti resti della fortezza di Narin realizzata con fango e paglia secca (materiali ancora oggi usati per gli intonaci).
Lungo la via abbiamo fatto anche una breve sosta presso un grande e ben conservato caravanserraglio, peccato però che al suo interno c'erano solo rifiuti e vecchi copertoni!

Facciamo uno spuntino in una specie di bar e, come sempre, si raduna una folla di curiosi per guardare le nostre moto e chiedere … Where are you from?
Si risponde sempre volentieri anche perché gli iraniani non sono mai invadenti, e poi la loro curiosità è giustificata dal fatto che da queste parti le moto di grossa cilindrata sono rare come le mosche bianche!

ChakChakFa caldo e la temperatura supera abbondantemente i 30°, ma ripartiamo verso Chakchak dove c'è un importante centro zaroastriano incastonato su un lato di una monte. Il paesaggio si fa desertico e selvaggio e le montagne brulle lo rendono ancora più affascinante!

Riprendiamo la strada asfaltata per Yadz, anche se c'era una bella pista battuta … ma meglio non rischiare anche perché se si sfascia la moto da queste parti sono ca$$i amari!
Arriviamo nell'Hotel Mosh Al Mamalek che è ormai sera: una doccia ed è ora di cena!

Sabato 4 maggio – Yadz > Shiraz

Il programma in Iran prevedeva la sosta in 7 città: Tabriz l'abbiamo saltata perché non c'era tempo ed anche a Yadz siamo arrivati troppo tardi anche per fare solo una breve visita in centro!
E così si decide di dedicare almeno un paio d'ore della mattina al centro della città prima di partire per Shiraz; ma è troppo presto ed i negozi sono ancora chiusi, e poi siamo bardati con l'abbigliamento da moto, e così la visita a piedi del cuore della città non è stata agevole.

La tomba di Ciro il GrandeFatto il giro a piedi per vecchio centro di Yadz riprendiamo le moto e proseguiamo verso Shiraz, ma facendo una deviazione verso un passo di montagna subito a sud di Yadz che sembra interessante.
Ed infatti godiamo di paesaggi molto belli percorrendo anche qualche ottima strada curvosa di montagna!
Ci riallacciamo al percorso principale e proseguiamo spediti verso Abarkuh per ammirare un cipresso – monumento nazionale – che sembra abbia più di 4000 anni!

Nel primo pomeriggio riprendiamo la veloce autostrada verso Pasargadae dove all'interno di un esteso sito archeologico c'è la tomba di Ciro il Grande, la fortezza di Toll-e Takht (situata sulla cima di una collina) e altre rovine di due palazzi reali.

Terminata la visita facciamo strada per Shiraz dove alloggeremo nell'hotel Pars International. A causa dei tanti lavori in corso raggiungiamo l'albergo seguendo un taxi a cui avevamo chiesto aiuto e che NON vorrà essere pagato (un particolare che fa capire come gli iraniani ci hanno accolto)!

Domenica 5 maggio – Visita a Persepoli e Shiraz

I resti di PersepoliAppena lasciato l'albergo ci siamo recati in un'agenzia per ritirare i biglietti del traghetto Bandar e Abbas – Sharjah, e poi tutta la mattina è servita per la visita guidata di Persepoli (un'antica città capitale dell'Impero achemenide), Naqsh-e Rostam dove ci sono le imponenti tombe di Dario I (522-486 a.C.), Serse I (486-465 a.C.), Artaserse I (465-424 a.C.), e Dario II (423-404 a.C.).

Il pomeriggio è stato invece dedicato ai vari monumenti e punti d'interesse di Shiraz.

 

Lunedì 6 maggio – Shiraz > Sirjan

La strada per SirjanOggi c'è solo una tappa di trasferimento programmata perché il tragitto diretto Shiraz > Bandar e Abbas sembrava troppo lungo; scopriremo solo sul posto che invece c'è una grossa via di comunicazione che collega direttamente le due città e che percorrendola avremmo potuto tranquillamente evitare la sosta a Sirjan, una desolata cittadina priva di cose interessanti da vedere.

A circa 40 km da Sirjan ci fermiamo per una breve sosta e poco dopo veniamo raggiunti da due poliziotti che vogliono vedere i nostri passaporti … ed iniziano i problemi!

Dal 27 marzo i visti rilasciati dai consolati in Italia hanno un periodo di validità che stabilisce i giorni nei quali è possibile utilizzare il visto per entrare in Iran, e poi sono indicati quanti giorni potrà durare il soggiorno nel paese.
È un sistema complicato che si presta ad interpretazioni, ed infatti i poliziotti lo interpretano nel modo sbagliato affermando che alcuni visti sono scaduti.
Ci scortano così nella vicina Sirjan dove verremo condotti in una stazione di polizia per ulteriori accertamenti.
Dopo circa 1 ora però tutto si risolve per il meglio e possiamo finalmente raggiungere l'Hotel Touris Inn.

L'albergo è in una zona residenziale lontana dal centro, e così passiamo qualche ora chiacchierando nel fresco della sera in attesa di andare a dormire.

Martedì 7 maggio – Sirjan > Bandar e Abbas

Ben poco da raccontare! Una strada a 4 corsie piena di camion che si snoda in un'area a tratti desertica.

In un tratto montuoso abbiamo percorso "in apnea" alcune gallerie non illuminate perché piene dei gas di scarico di file interminabili di vecchi e fumanti autocarri.
Poco prima di Bandar e Abbas scorgiamo un enorme cartello turistico con la scritta "geyser", ma è soltanto un moderno parco acquatico … nulla d'interessante; ma visto che c'era un negozietto che vendeva bibite fresche e gelati ne approfittiamo per fare una sosta visto che ormai la temperatura supera i 35°!

A Bandar e Abbas soggiorniamo nell'Hotel Homa, una grande struttura immersa in un parco.

Prima di cena usciamo per fare un giro di un paio d'ore in centro, ma tolto il solito bazar non c'è niente di particolare.

Mercoledì 8 maggio > Traghetto per gli Emirati Arabi

L'imbarco a Bandar e AbbasÈ la giornata dedicata all'imbarco delle moto sul traghetto che ci porterà negli UAE. Abbiamo appuntamento alle 9:00 nella hall dell'albergo con una persona che ci accompagnerà ed aiuterà ad espletare le procedure burocratiche che si riveleranno lunghe, costose ed estremamente complicate.

Fa molto caldo; partiamo vestiti "leggeri" – senza l'abbigliamento tecnico – per andare prima nella sede della compagnia di navigazione per pagare una tassa e prenotare il passaggio, e poi entriamo nel porto dove ci vorranno quasi 10 ore per ottenere tutti i nulla osta ed i permessi d'imbarco.
Saliremo a bordo del traghetto solo alle ore 21:00!

Il traghetto non è il massimo in quanto a pulizia, ma non è neanche molto peggio dei tanti che operano su certe tratte in Italia.
C'è poca gente (nessun veicolo, solo due rimorchi scarichi), e così possiamo prenderci tutta una fila di sedili per allungarci e dormire. Dopo la partenza ci verrà servita anche la cena: pollo al curry e riso … buono!

Giovedì 9 maggio – Sbarco a Sharjah e Dubai

L'arrivo a Sharjah è previsto per le 9:00, ma alle 6 siamo già tutti svegli e ci ritroviamo sul ponte esterno per prendere un po' d'aria: fa già caldo e l'umidità è notevole!

Sbarchiamo a Sharjah ed ecco la prima brutta sorpresa: avevamo concordato un costo di 350$ per il trasporto delle moto, ma l'addetto della compagnia ora ci chiede ulteriori 120$ per le pratiche doganali!
C'è poco da fare, chiamiamo anche la polizia, ma la procedura è quella e se vogliamo uscire dal porto dobbiamo versare la somma richiesta.

Foto ricordo a "La Vela" di DubaiOnestamente negli UAE mi aspettavo procedure più semplici, ed invece anche qui la burocrazia la fa da padrone con innumerevoli compilazioni di moduli, firme, timbri e pagamenti di balzelli vari!
Per fortuna che ci aiuteranno Fabio (un ragazzo che vive e lavora a Dubai) e Saleh, un motociclista arabo di Dubai.
Lasceremo il porto di Sharjah solo verso le 15:00.
Il traghetto da Bandar e Abbass a Sharjah alla fine si rivelerà molto costo, ben oltre i 500€!

A Dubai alloggeremo nell'Hotel Rimal Rotana, una buona struttura ubicata però a Deira, un'area di Dubai che una volta era il centro commerciale della città, ma che negli ultimi anni ha perso la sua importanza diventando un enorme dormitorio per immigrati, specialmente filippini.

Doccia veloce, e poi subito "on the road" guidati da Fabio che ci porta a fare qualche foto a "La Vela", ovvero il Burj al-Arab che è uno degli hotel più lussuosi del mondo ubicato sulla Jumeirah Beach, a circa 15 km dal centro di Dubai.

E dopo tanti rifornimenti con la pessima benzina iraniana finalmente faccio anche un bel pieno di carburante a 98 ottano a COATTA che sembra rinascere!

Fatte le foto ci dirigiamo nel deserto e dopo aver percorso diversi chilometri tra le dune arriviamo nell'esclusivo resort Bab Al Shams dove abbiamo cenato insieme ad altri bikers di Dubai che ci avevano raggiunto per scambiare quattro chiacchiere.

Veduta del centro di Dubai

Veduta del centro di Dubai

Venerdì 10 maggio – Dubai e Abu Dhabi

COATTA al Burj KhalifaÈ giorno festivo; ci vediamo la mattina con Fabio e Saleh nella hall dell’albergo per poi recarci in un'area di servizio dove saremo raggiunti da molti altri motociclisti locali.
Proseguiremo quindi per Abu Dhabi per visitare il Ferrari World Center, l'Emirates Palace (un lussuoso splendido hotel parzialmente in stile arabo che è lungo circa un chilometro, tutta la struttura è talmente imponente da occupare 100 ettari di terreno) e la fantastica bianca moschea Sheikh Zayed.

Sulla strada del ritorno facciamo una lunga e piacevole sosta nella casa di campagna di una famiglia araba che vuole incontrarci; passeremo un paio d'ore raccontando le nostre esperienze gustando te e caffè arabo, oltre a degli squisiti mango appena raccolti nel giardino circostante.

Rientriamo in albergo giusto il tempo per rinfrescarci e poi subito al Burj Khalifa (la struttura che con i suoi 830 mt è attualmente la più alta del mondo) per vedere lo spettacolo della fontana danzante.

Ceneremo in un ristorante libanese ubicato in un tratto del lungomare di Dubai che nei weekend è estremamente trafficato e dove i proprietari di macchine e moto di grossa cilindrata si sfidano in gare improvvisate nelle partenze dai semafori.
Finiremo la serata all'Hard Rock Cafe ascoltando un po' di musica e bevendo una birra.

L'Emirates Palace di Abu Dhabi

L'Emirates Palace di Abu Dhabi

Sabato 11 maggio – Spedizione delle moto

È la giornata dedicata alla spedizione delle moto che rientreranno in Italia con un container via mare.

La spedizione di COATTACi rechiamo al porto per le poche pratiche burocratiche; svuotiamo i serbatoi della benzina e poi – in attesa che arrivi il camion con il container – ospiti di Saleh andiamo a pranzo in un ristorante tipico frequentato esclusivamente da gente araba e dovo abbiamo potuto gustare tante ottime specialità locali.

Verso le 16:00 ritorniamo al porto per caricare le moto, ma con sorpresa scopriamo che sono già state caricate e ben ancorate. Non rimane che scattare qualche foto ricordo e ritornare, accompagnati dai nostri amici, in albergo.

Nel tardo pomeriggio facciamo un salto in taxi all'Atlantis dove c'è un bell'acquario, e poi ci rechiamo Grosvenor House, un grande ed esclusivo albergo dove il nostro compagno di viaggio Ermes aveva lavorato in passato e dove – suoi ospiti – trascorreremo una indimenticabile serata … che è anche quella dei saluti perché dopo tanti giorni Tobia ed Ermes ci lasceranno per prendere l'aereo che li riporterà a casa.

Aperitivo al quarantaquattresimo piano dell'hotel ammirando un panorama mozzafiato, e poi la cena nel famoso Buddha Bar dove abbiamo gustato ottime pietanze asiatiche … ma non è ancora finita perché dopo cena ci aspetta anche il digestivo nell'area all'aperto del Siddharta Lounge by Buddha Bar!

Domenica 12 maggio – A passeggio per i centri commerciali di Dubai

Giornata interamente dedicata alla visita di un paio d'importanti centri commerciali di Dubai.
Ci muoviamo – dopo aver acquistato un biglietto giornaliero – utilizzando la moderna metropolitana.
Nelle ore centrali della giornata fa molto caldo, e si riesce a girare solo rimanendo all'interno di ambienti condizionati.

Lunedì 13 maggio – Gold Souk, Mall of Emirates, Bikers Cafe e Partenza

Il museo di DubaiLa mattina la dedichiamo alla parte vecchia della città, quella intorno al Dubai Creek: visitiamo a piedi il museo di Dubai ed il Gold Souk; e poi rientriamo velocemente in albergo perché alle 12:00 dobbiamo lasciare le stanze.

Un autista di Saleh ci accompagnerà al Mall of Emirates per una visita allo ski resort, una pista di sci artificiale … nel deserto!!!

Il tardo pomeriggio lo trascorriamo al Bikers Cafè; il tempo scorre veloce ed io dovrei prendere un autobus per raggiungere Abu Dhabi da dove parte il mio volo per Roma, ma il buon Saleh decide che non se ne parla, ma solo perché mi accompagneranno loro in auto fino all'aeroporto dimostrandomi ancora una volta un'accoglienza ed una disponibilità veramente incredibile Accoglienza incredibile

Martedì 14 maggio – rientro a Roma

Volo senza problemi da Abu Dhabi a Roma; poi la solita lunga attesa del bagaglio nell'ambiente fatiscente degli arrivi di Fco.

Guardo la tanta sporcizia per terra e l'erba non tagliata ai lati delle strade; in TV ed alla radio diffondono sempre le solite vecchie notizie sui processi di Berlusconi e mi chiedo: perché son tornato in Italia? 

 

La magia di Campo Imperatore

Erano quasi le 19:00 di sabato 2 marzo quando mi è venuto in mente di chiamare gli amici Paola ed Andrea per fare due chiacchiere e per saper se, visto che per domenica 3 marzo era previsto bel tempo, avevano in programma un giretto in Abruzzo.

Detto e fatto … telefono e mi risponde Andrea; ci raccontiamo un po' di cose e così scopro che avevano in mente di andare a Campo Imperatore!

Uuuhhhhhaaaaooooo … "dove ci vediamo?", è stata la mia richiesta sfacciata ed immediata!

Ci siamo accordati per incontrarci verso le 10:00 in un grosso parcheggio che c'è al bivio sulla SS17 per S. Gregorio.

La giornata era stupenda: cielo terso, temperatura decisamente mite e calma di vento! Il clima ideale per una gita invernale in moto a Campo Imperatore!

Paola ed Andrea sono due veri esperti dell'Abruzzo e da tanti anni ne percorrono in moto le strade ed i sentieri meno noti per scoprirne tutte le bellezze. Conoscendo questa loro passione io mi fido ciecamente delle loro scelte e mi lascio guidare … e non sbaglio perché ogni volta mi fanno scoprire cose semplicemente F A N T A S T I C H E !!!!!

Neve a Campo ImperatoreEd anche stavolta i "Fruschi" (scherzosamente li chiamo così dal nick di Andrea che in internet è Frush) non hanno tradito le mie aspettative perché Paola ha proposto di provare andare al lago di Racollo da dove sarebbe poi iniziato un percorso fantastico alla scoperta di quella che secondo me è la "magia di Campo Imperatore"!

Andrea era un po' titubante (come me) a causa della possibile presenza di ghiaccio, ma ci siamo accordati che al primo accenno di scarsa aderenza avremmo interrotto la gita … ma così non è stato perché il 3 marzo si sono verificate una serie di condizioni difficilmente ripetibili: tanta, ma proprio tanta neve, meteo splendido e strade perfettamente pulite!

Abbiamo così raggiunto prima il lago Racollo (dove c'è anche l'omonimo Rifugio) scendendo da Santo Stefano di Sessanio, e poi Fonte Vetica passando per Castel del Monte.

Il percorso a Campo Imperatore

Non aggiungo commenti perché le foto scattate da Paola parlano da sole … Campo Imperatore non finisce mai di stupire con la sua bellezza mutevole … magica!

Ribadisco che le foto belle (praticamente tutte) sono di Paola; io ne ho scattate solo 3 o 4 con il telefonino e sono facilmente riconoscibili Le kie foto si riconoscono!!!

Qui trovate le foto di Paola

E queste sono invece le "mie", nel senso che le ha scattate sempre Paola e me le ha donate Le foto di Paola a Campo Imperatore

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

La Puglia in moto

A fine maggio 2010 ero già stato in Puglia con la moto per partecipare al 5° CC Motordays, raduno annuale del MotoClub dei Carabinieri, che si era tenuto a Vernole, piccola cittadina a sud di Lecce.
La regione mi era piaciuta tantissimo e così ho approfittato di un evento organizzato dal gruppo Facebook GS Italia per tornare da quelle parti e visitare con calma il Gargano.

Mi ero organizzato per dedicare 1 giorno e 1/2 al Gargano fissando l'appuntamento con un gruppo proveniente da Nord a Foggia alle ore 12:00 di venerdì; e così sono partito giovedì mattina percorrendo l'autostrada A1 verso sud fino all'uscita di San Vittore (poco dopo Cassino) per poi continuare verso Isernia, e quindi sulla SS650 fino a Salvo Marina da dove ho proseguito sulla litoranea verso il Gargano.

La giornata era stupenda, con cielo terso e temperatura perfetta, e così mi sono goduto i panorami stupendi costeggiando prima il lago di Lesina, e poi percorrendo tutta la strada costiera del Gargano che attraversa cittadine incantevoli come Rodi Garganico, Peschici, Scoglio Paradiso, Vieste, Portogreco, Pugnochiuso e Mattinata, da dove poi sono salito a Monte Sant'angelo dove avevo programmato di dormire nell'ottimo B&B Villa Bisceglia.

Com'è mia abitudine nel tardo pomeriggio ho fatto una lunga passeggiata nel paese per visitarne i punti d'interesse; ho cenato in centro con un buon piatto di orecchiette al sugo e delle verdure grigliate.

Per visitare la costa il giovedì avevo evitato le strade interne, ma non potevo certo  perdermi le bellezze del Parco Nazionale del Gargano e della Foresta Umbra! E così venerdì mattina presto mi sono diretto – seguendo le indicazioni stradali "Foresta Umbra" – verso Vico del Gargano percorrendo una strada che l'attraversa: uno spettacolo, bellissima!

Da Vico del Gargano sono tornato verso San Giovanni Rotondo – percorrendo sempre strade molto belle ed in buone condizioni – per una breve visita al Santuario di Padre Pio.
Verso le 11:30 ho ripreso la moto e sono sceso velocemente verso Foggia dove alle 12:00 avevo appuntamento al casello autostradale; il gruppo è arrivato in perfetto orario ed abbiamo proseguito verso Lecce facendo varie soste per rifornimenti e snack.

Siamo arrivati a Lecce nel primo pomeriggio e dopo aver gustato dei rustici leccesi e sorseggiato caffè in ghiaccio con latte di mandorla abbiamo passeggiato per il centro della città ammirando Piazza Sant'Oronzo, l'Anfiteatro Romano ed il Duomo.

Dopo la sosta a Lecce abbiamo ripreso le moto e proseguito, sempre tutti in gruppo, verso il Gallipoli Resort, una bella struttura ubicata appena fuori la città.
Check-in, doccia, una chiacchierata e poi a cena tutti insieme in una vicina trattoria dove ci sono state servite tantissime ottime pietanze locali Pietanze salentine

Per il sabato gli organizzatori avevano pensato un giro prettamente "turistico" che prevedeva numerose soste.
Da Gallipoli siamo andati alla Riserva Naturale Statale “Le Cesine” dove i responsabili ci hanno spiegato la storia e lo scopo della riserva; poi abbiamo fatto un'altra sosta sul lungomare di San Foca, e poi abbiamo continuato per Otranto per una visita del Castello e del centro.

Abbiamo lasciato Otranto per continuare sempre lungo la costa per una breve escursione nella zona della Piscina di Santa Cesarea Terme, per poi continuare per Tricase Porto dove era prevista la sosta pranzo.

E dopo la "siesta" ancora verso sud seguendo la splendida costa salentina con sosta nell'incantevole Baia del Ciolo, e poi a Santa Maria di Leuca.

Ma la gita non era ancora terminata perché ci aspettava il giro tra le stradine del  fantastico centro storico di Gallipoli ubicato su un'isola collegata alla terraferma attraverso un vecchio ponte.
Ormai si era fatto pomeriggio inoltrato ed alcuni amici pugliesi mi attendevano all'inizio del ponte dove c'è la bella Fontana Greca, e così ho posteggiato la moto e finalmente ho potuto riabbracciare e chiacchierare a lungo con i "Salento Friends" con cui avevo trascorso dei bei momenti durante la vacanza a Santa Teresa di Gallura.

La sera c'è stata una piacevole cena nel ristorante del Gallipoli Resort; ambiente, servizio e cibo veramente ottimi, ma i vini hanno lasciato a desiderare Vini salentini non di qualità

Per la domenica mattina era in programma una gita nella Valle d'Itria; poiché avevo già visitato la zona ho preferito alzarmi con comodo e fare strada verso casa attraversando  Taranto.
Sono passato volutamente di fianco all'insediamento industriale delle  acciaierie ILVA e quello che ho visto mi ha spaventato … si percepisce un odore acre e tutto è coperto da un pulviscolo rosso! 

Ho poi continuato sulla Basentana e dopo sull'autostrada fino a casa riflettendo ogni tanto sulla vicenda dell'ILVA e su come sia stato possibile arrivare ad una simile situazione.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Vacanza a Santa Teresa di Gallura

La Sardegna fu la meta di uno dei miei primi giri in moto; era la primavera del 2009 ed allora possedevo uno stupendo scooter Honda Silver Wing 600 grazie al quale scoprii il mototurismo.

Rimasi molto impressionato dalla bellezza della Sardegna, e così ho approfittato di un raduno organizzato dal CCMotorday per tornare nell'isola dal 5 al 9 settembre a godermi qualche giorno di vacanza insieme ad un gruppo di amici.

E poi è stata anche un'occasione per provare COATTA, la nuova moto BMW R1200GS che ha sostituito la F800GS con la quale ho percorso 45.000 km in meno di 2 anni

Per la traversata abbiamo utilizzato il traghetto della Saremar che ci ha sbarcato ad Olbia la mattina presto di mercoledì 5 settembre. Il meteo non prometteva nulla di buono, ma siamo riusciti ad arrivare nell'hotel Da Cecco di Santa Teresa di Gallura senza bagnarci.

Dopo aver fatto colazione abbiamo tentato di fare un giro lungo la costa, ma è iniziato a piovere ed abbiamo preferito tornare in albergo rimandando la gita al giorno dopo.

Giovedì il tempo era splendido e ne ho approfittato per fare una lunga passeggiata in moto insieme ad un amico per rivedere Castelsardo > Stintino > Capo Caccia > Alghero e poi tutta la magnifica costa fino a Bosa da dove abbiamo "tagliato" all'interno per tornare a Santa Teresa di Gallura.

Per la sera era stata organizzata una cena a base di specialità locali in un agriturismo ad una trentina di chilometri da Santa Teresa di Gallura … semplicemente spettacolare! Dopo un antipasto eccezionale sono stati serviti due ottimi primi (pane carasau e poi certe deliziose fettuccine a base di zucchine e funghi porcini leggermente piccanti) per poi passare al piatto forte ovviamente a base di perceddu ed agnello arrosto più involtini di interiora.
E come dolce non poteva mancare il seadas ricoperto di miele degustato sorseggiando mirto!

Il venerdì, causa un malinteso, ho fatto un giro in solitaria nell'interno della Sardegna. Dopo aver seguito la costa fino a Porto Cervo ho poi tagliato verso l'interno per il lago di Coghinas per poi proseguire verso Ozieri, Buddosò e Monti da dove ho preso la superstrada verso Olbia per far ritorno a Santa Teresa di Gallura dove nel primo pomeriggio era in programma una visita guidata alla Tomba dei Giganti di Capo Testa.

Il giro all'interno mi ha portato ad attraversare dei vasti sughereti ed anche dei bellissimi boschi che onestamente non mi aspettavo di trovare. Purtroppo non sono riuscito a raggiungere il gruppo per la visita alla Tomba dei Giganti perché … mi sono perso! Ho seguito le indicazioni stradali e alla fine mi sono trovato al faro di Capo Testa: faceva caldo, c'era molto traffico e così mi sono fermato e rilassato bevendo una birra fresca all'ombra ed ammirando il panorama stupendo!

La sera abbiamo cenato Da Thomas, ottimo ristorante che serve tante specialità a base di pesce, e poi tutti in piazza a chiacchierare.

Per il sabato era stata organizzata una bella gita in moto sull'isola della Maddalena e Caprera: belle, belle, belle! Paesaggi mozzafiato! Non ho parole per descrivere la bellezza dei luoghi che abbiamo visitato.

Il pranzo (squisito) ci è stato servito dalla Pro Loco sull'isola di Caprera, e subito dopo c'è stata un'interessante visita guidata a quella che fu la dimora dell'Eroe dei Due Mondi e dove Garibaldi visse gli ultimi venticinque anni della sua vita dedicandosi alla coltivazione dei campi ed allevando animali.

Di nuovo a cena Da Thomas, e poi ancora in piazza dove c'era uno spettacolo folcloristico.

Per la giornata di domenica era invece prevista una gita in barca; alle ore 10:00 partenza dal porto di Santa Teresa con una attrezzata motonave che ci ha fatto fare un lungo giro delle isole dell'arcipelago de La Maddalena per visitare le più belle cale e le piccole incantevoli spiagge con frequenti soste per bagni in acque cristalline. Abbiamo pranzato a bordo e, dopo una breve visita alla città de La maddalena, siamo rientrati nel tardo pomeriggio in albergo.

Veloce doccia, e poi in moto ad Olbia dove ci attendeva il traghetto per il rientro a Civitavecchia.

La Sardegna è una terra bellissima, e le strade sono perfette per essere percorse in moto. Spero di tornarci presto per visitare anche il sud dell'isola. Magari approfitterò di nuovo dell'ospitalità degli amici sardi che ringrazio pubblicamente per le belle giornate che mi hanno fatto trascorrere.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

COATTA

Secondo alcuni le moto sono vive, secondo altri hanno un'anima; io non so, ma quella che segue è la trascrizione di un dialogo tra due moto BMW intercettato furtivamente nel piazzale di una concessionaria.

F800GS è una moto(rrad) del 2010 data in permuta, mentre R1200GS è una nuova e fiammante BMW modello Rally full optionals pronta per essere consegnata all'acquirente.

R1200GS Ciao

F800GS Ciao

R1200GS Che t'è successo

F800GS Niente

R1200GS E come mai t'ha permutato?

F800GS Dice che dopo parecchie ore di viaggio gli fa male il cvlo, e poi che non ho l'ABS

R1200GS Me sembri nova, quindi c'hai pochi chilometri e t'ha trattato bene!

F800GS Ho fatto 45.000km in poco più di 2 anni di vita, e considera anche che per otto mesi sono rimasta ferma nel garage! Ogni tanto mi ha dato una bella lavata, e non mi ha mai fatto mancare acqua, olio e grasso.

R1200GS E 'andò sei stata pe fa tutti 'sti chilometri?

F800GS In giro per tutta l'Italia, ma anche in Marocco, Tunisia, Austria, Slovenia, Ungheria, Romania, Spagna.

R1200GS Ma t'ha "spremuto"?

F800GS No, è abbastanza tranquillo … lui dice rincoglionito … e difficilmente supera i 130 km/h in autostrada

R1200GS Ahhhoo, meno male!

F800GS Aspetta prima di parlare!

R1200GS Perché?

F800GS Lo sai come ti ha chiamato?

R1200GS No, perché!

F800GS COATTA!

R1200GS Ca$$o, che brutto nome!

F800GS Dice che gli ricordi i coatti romani, quei giovani borgatari volgari ed arroganti!

R1200GS E perché so' COATTA?

F800GS Perché hai il telaio rosso, e poi perché sei piena di accessori!

R1200GS Ma allora perché m'ha comprato?

F800GS Perché eri in offerta da tempo, e non ti voleva nessuno!

R1200GS Ma porca mignotta, che brutta fine ch'o fatto!

F800GS E mica è finita qui!

R1200GS E che artro c'è?

F800GS: Dice che sei spompata e che hai poco tiro, e che quindi ti potenzierà con una centralina!

R1200GS: Urca!!! Ma così me rovina … me sfonna!

F800GS E se ancora non ti basta, dice pure che vuole farti diventare una COATTA tamarra!

R1200GS E come sarebbe 'na COATTA tamarra?

F800GS Saresti tu con un po' di altri accessori aftermarket. Vedrai come ti concia quando arrivi nel suo garage! E siccome è anche tirchio ha già comprato tutta roba usata!

R1200GS Ma porca zozza! Pure questa ce voleva! E io che speravo de finì nelle mani der solito professionista fighetto che fa 1000 km all'anno pe annà ar bar!

F800GS Questo 1000 km te li fa fare in un giorno, e spera che non ti guidi sugli sterrati; lui dice che non ci va perché ha paura, ma poi come ne vede uno ci si infila!

R1200GS E vabbé, ho capito, dovrò rassegnarmi! 

F800GS Ciao COATTA, adesso devo proprio andare perché mi sottopongono ad un controllino prima di rivendermi. Buona strada!

R1200GS Ciao GieSsì, grazie pe'e soffiate, buona strada anche a te!

BMW R1200GS "COATTA"