Il primo messaggio alla nazione di Obama è su YouTube

I nostri politici dovrebbero imparare qualcosa …… quando ero piccolo in televisione un certo signore diceva: non è mai troppo tardi!

Il modo con cui il neo eletto presidente degli Stati Uniti ha trasmesso il suo primo messaggio al popolo americano la dice lunga sullo stato della nostra politica; alcuni farebbero meglio ad evitare di scimmiottare Obama per dedicarsi ai problemi del nostro paese concretamente invece di continuare ad apparire in programmi televisivi che ormai vengono seguiti solo da pochi ammuffiti telespettatori.

L’uso di YouTube è dimostrato che serve per risparmiare e per rivolgersi al popolo di quelli che credono nell’innovazione: cari politici nostrani, imparate da Obama e meditate!

P:S: pls notate che dura solo 3 minuti e 34 secondi; con tale tempo un ns politico non riesce neanche a presentarsi 🙁

 

Google Street View per l’Italia

Finalmente è arrivato anche in Italia Google Street View che al momento è però disponibile solo per quattro località: Lago di Como, Milano, Firenze e Roma.

Il simbolo del punto di osservazione di Street ViewIl sistema attualmente sembra soffrire di qualche piccola imperfezione dovuta alla non perfetta associazione tra immagini e mappe, ma il risultato è comunque veramente impressionante specie se si prova a visitare luoghi conosciuti.

 Il servizio è di facile utilizzo in quanto basta utilizzare il mouse per trascinare il punto di osservazione rappresentato da un omino giallo (che sembra camminare quando trascinato) e poi far ruotare l’immagine tenendo premuto il tasto sinistro del mouse oppure utilizzando i due comandi posti sopra la scala di zoom (per alzare ed abbassare la veduta è invece necessario usare il mouse).

Quello che si vede con Google Street View

Le località coperte dal servizio sono segnalate da una macchina fotografica e basta ridurre lo zoom per individuarle.

Le località coperte da Google Street View

Come trovare le pagine che linkano la 404 del nostro sito

Google ha da poco messo a disposizione degli utenti che utilizzano il servizio "Webmaster Tools" un nuovo utile strumento che permette di trovare le pagine di altri siti che linkano quelle del nostro che restituiscono una 404.

Faccio un breve passo indietro per spiegare che cos’è una 404.
Quando qualcuno arriva ad una pagina del nostro sito che non esiste il webserver in genere è configurato per restituire un codice di stato HTTP 404 che significa 404 Google tool "la pagina non è stata trovata".
I motivi per cui questo accade possono essere vari: l’url è stato digitato male, oppure qualcuno ha creato un link sbagliato, un link troncato inopportunamente in una email, oppure è cambiata la struttura del sito ed è sfuggito qualche reindirizzamento.
Nel caso dei backlink (qualcuno che linka la pagina che non esiste più) avremo una ulteriore spiacevole situazione perché oltre all’utente che clikkerà sul link e che riceverà una 404 avremo anche i motori di ricerca che seguono il link che invece di un "contenuto valido" troveranno una 404 pagine 404.

Per verificare se qualcuno linka una pagina inesistente del nostro sito da pochi giorni tra i Webmaster Tools di Google è disponibile un nuovo strumento che ci mostra tutta la situazione: per accedere al servizio collegatevi al vostro account e poi scegliete Diagnostica trovare link a 404 Web crawl Google 404 tool Not found e sotto la voce "Linked From" vi sarà mostrato il numero delle pagine interessate; clikkando poi sull’item elencato nella colonna "Linked from" si aprirà una finestra di dialogo che conterrà l’url della pagina e la data in cui è stata scoperta.
È da notare che vengono elencati sia i link esterni, che quelli interni.

Mantenere tutti i link funzionanti nella struttura di un sito è molto importante, ma ancora più importante è conservare sempre attivi i backlink (detti anche inbound link, incoming link, inlink o inward link, cioè quelli che riceviamo da altri siti); per tale motivo il nuovo strumento si rileva particolarmente utile per effettuare controlli periodici oppure per verificare la situazione dopo aggiornamenti del sito che hanno comportato un cambiamento della sua struttura.
Per comodità dei webmaster i tabulati con le informazioni sui link interrotti sono scaricabili anche in formato .csv

NOTA: per non perdere gli utenti che arrivano al nostro sito con un link errato e che riceveranno una 404 è indispensabile che la pagina sia strutturata bene; nel web sono disponibili molte risorse (ad esempio Gdesign.it oppure Html.it) che illustrano come creare una 404 "amichevole". Anche Google spiega come realizzare e personalizzare una 404 e mette a disposizione gratuita alcuni strumenti online per preparare le pagine 404 e cambiarne lo stile per adattarlo alle proprie esigenze .

Volete vedere quella di questo sito strumenti di Google per 404 ? Cliccate qui

P.S.: ho provato il tool su questo sito ed il risultato lo vedete in figura; un solo link interno interrotto ad una pagina che avevo creato per prova molto tempo fa.

Pagina inesistente

Icone RSS

Da qualche anno si sta diffondendo sempre di più il formato RSS basato sull’XML (acronimo di Really Simple Syndication) per la distribuzione di contenuti nel web.

Con l’enorme popolarità dei blog il formato RSS è rapidamente diventato uno standard per la diffusione di notizie e contenuti; la presenza in un sito di un canale RSS, se correttamente implementato, viene rilevata dai quasi tutti i browsers ed in genere è anche evidenziata graficamente dalle seguenti icone standard approvate nel 2006 dal RSS Advisory Board.

Icona RSS 14x14  Icona RSS standard 28x28

L’aspetto grafico di un sito è un elemento importante e così molti designer hanno elaborato delle icone RSS alternative di dimensioni e colori diversi che possono essere integrate praticamente in qualsiasi layout (ne esistono di tutti i colori e dimensioni).

Di seguito ho raccolto le immagini di circa 30 set di icone RSS scaricabili gratuitamente e in vari formati dai link indicati. Alla fine del post trovate anche alcune risorse utili per realizzare la "vostra" icona RSS personalizzata.

Feed Icons

Icone RSS standard, colorate, kit di sviluppo ed esempi di codice HTML / CSS per inserirle

Feed Icons

BittBox

Icone in 2 stili differenti ed in 8 colori diversi disponibili in vari formati e dimensioni

Le icone RSS di BittBox

petemh

Due icone come quella mostrata di cui una con ombra in formato .png

Rss Icons by petemh

Utom Box

Un set completo d’icone in stile web 2.0 tra cui 2 per gli RSS in formato .png

Icone per RSS della Utom Box

jb55

Due icone a forma di cubo in .png

Due icone a forma di cubo per RSS

snap2objects

Moltissime icone RSS sia a forma di bottone che in 3d

Le icone della sanp2objects

The Real Christmas RSS Icons

Icone natalizie

leoparn

9 icone RSS di grandi dimensioni in formato .png

Le icone RSS di leoparn

Vikiworks

Un set d’icone per vari scopi di cui una anche per RSS

Una serie d'icone per vari scopi; una per RSS

carlnewton

 Due icone RSS con riflessi e sfondo celeste

Le icone di carlnewton

WebFruits

(max) Icone Blog – Set 1

Il primo set della WebFruits

(max) Icone Blog – Set 2

Il secondo set d'icone della WebFruits

Christmas Feed Icons

Icone RSS natalizie

Wood RSS Feed Icons

Incone RSS tipo legno

nam0

Due set di icone RSS quadrate e rotonde

Icone rettangolari     Icone RSS rotonde

SimDes

Icone rotonde in 3D di varie dimensioni

Icone rotonde in 3D

GoSquared

77 icone di vario tipo, anche per RSS

Un set d'icone, anche per RSS

Dr Web

Varie icone per RSS; è anche illustrato come realizzarle.

Icone di vario tipo e colori

Spheres Graphics

2 set di icone simili a quelkle standard

PhotoshopCandy

Una sola icona, ma di enormi dimensioni (400px)

Icona tonda di grandi dimensioni (400 px)

Abdussamad’s

Due icone animate

Rss animated icon          Alta icona animata

Ps GraphiX

Icone di vari colori in .png e .psd

Icone RSS di Ps GraphiX

Perishable Press

Varie icone RSS colorate ed in scala di grigio di diverse dimensioni; formato .png

Icone della Perishable

Randa Clay

Icone della Randa Clay

Free Icons Web

16 icone di varie dimensioni

Free RSS icons for web

Play Like a Girl

Icone di forma diversa

Smashing Magazine

Icone innovative by Dirceu Veiga

Alcune icone innovative e spiritose

deleket

Icone 3D

Free RSS Feed Icons Download

 Altre icone in 3d sempre gratuite

DrinkRSS

Simpaticissime icone RSS con soggetto "drink"

Simpaticissime icone RSS

Design Freak

Una serie d’icone veramente nuove e con soggetti unici, ve ne mostriamo solo un esempio:

Icone con soggetti unici

 

Tools online per realizzare icone RSS

Televisioni online

Ormai quasi tutte le televisioni trasmettono i loro programmi anche in streaming sulla rete telematica e così oggi sono disponibili nel web moltissimi siti che permettono un rapido accesso a quasi tutte le televisioni, ma anche radio, del mondo.

Generalmente per vedere i programmi è sufficiente avere una buona connessione internet a banda larga (Adsl) mentre non è necessario installare software particolari.

L'offerta è vastissima e non è possibile elencare tutti i portali esistenti, né i programmi televisivi disponibili che includono trasmissioni in diretta, registrate, film, documentari, avvenimenti sportivi etc etc.

Per facilitare la ricerca degli utenti tutti i siti che forniscono tale servizio elencano le risorse per Nazione e Categoria (Sport, Film, Musica, Educazione, etc. ).

Lo streaming TV è particolarmente utile quando, ad esempio, ci si trova all'estero e si desidera vedere la partita della propria squadra oppure avere notizie "fresche" su quello che sta accadendo nella propria nazione.

I seguenti link offrono solo un esempio di tutto quello che è disponibile:

Italiani

Come trovare l’ID di articoli, pagine, categorie e link in WordPress

Era un po’ di tempo che non apportavo qualche piccola modifica al template che utilizzo per questo blog e così non mi ero accorto che a partire dalla versione 2.5 erano spariti gli ID che spesso vengono utilizzati sia dai template che dalle funzioni.

Ho provato a cercare nella pagina di "gestione" del pannello di amministrazione, poi nelle pagine di "modifica" e nelle impostazioni per vedere se c’era qualcosa da attivare, ma nulla Gli ID di WordPress

Dopo una breve ricerca sono arrivato alla pagina "How do I find page ID numbers? " delle FAQ di WordPress e così ho finalmente scoperto come è possibile visualizzarli.

La procedura è la stessa per articoli, pagine, categorie e link per cui basta ripeterla nella sezione che vi interessa.

  1. Dal pannello di amministrazione accedete a gestione e poi, ad esempio, ad "Articoli"
  2. Posizionate il puntatore del mouse sul titolo dell’articolo
  3. In basso, sulla barra dei collegamenti, vi verrà visualizzato l’url con alla fine il numero dell’ID, ad esempio: http://www.sito-di-prova.com/wpress/wp-admin/post.php?action=edit&post=545

Nel caso sia necessario annotarne diversi è sempre possibile copiare il collegamento per trascriverlo in un qualsiasi file.

Per i link del blogroll e per le categorie l’ID è invece reperibile nei collegamenti presenti sotto a "Nome"

Come trovare gli ID in WordPress
 

Il pane è pericoloso?

Girando per il web sono incappato in questa pagina (ma ne esistono molte, basta fare una ricerca) di cui riporto la traduzione e che mi ha fatto riflettere. Per vostra informazione lo scritto "Bread is Dangerous " gira su internet fin dal 1998. Leggete prima il testo e poi le considerazioni finali 🙂

Una selezione di ottimo pane

Il pane è pericoloso perché:

  1. Più del 98% delle persone che hanno commesso un crimine mangia pane.
  2. Il 50% dei bambini cresciuti in famiglie dove si mangia pane è sotto la media dei test intellettivi standard.
  3. Nel 18° secolo, quando tutto il pane veniva preparato in casa, la vita media era al di sotto dei 50 anni, la mortalità infantile era inaccettabilmente alta e molte donne morivano di parto; inoltre tifo, febbre gialla ed influenza colpivano senza pietà intere nazioni.
  4. Più del 90% dei crimini violenti viene commesso entro 24 ore dopo aver mangiato pane.
  5. Il pane è preparato partendo da un composto comunemente chiamato “impasto”. È stato provato che anche una piccola quantità d’impasto (inferiore al ½ kg) può essere usata per soffocare un topo. Il consumo mensile di una persona è ben superiore a quella quantità !
  6. Negli uomini primitivi che non mangiavano pane c'era una bassa incidenza di cancro, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson ed osteoporosi.
  7. l pane porta alla dipendenza. Persone private del pane ed alimentate solo con acqua arrivano alla violenza per procurarsi il pane dopo soli 2 giorni.
  8. Il pane spesso è una "porta" verso dipendenze peggiori, come il burro, le nutella e gli affettati.
  9. È provato che il pane assorbe l'acqua. Siccome il corpo umano è composto al 90% d'acqua, mangiando pane c'è il rischio di trasformarsi in una specie di spugna umana capace di assorbire prodotti alimentari.
  10. Il pane può soffocare i neonati.
  11. Il pane è cotto a circa 200°; simili temperature possono uccidere una persona adulta in meno di un minuto.
  12. La maggior parte delle persone che mangiano pane sono incapaci di distinguere fra presupposti scientifici seri e stupidate statistiche prive di significato.

Alla luce di tali risultati statistici è stato proposto di adottare le seguenti restrizioni:

  • Impedire la vendita del pane ai minorenni.
  • Avviare campagne pubblicitarie nazionali del tipo "Dite no al pane" utilizzando spot televisivi fatti da VIP e manifesti stradali.
  • Introdurre una tassa del 300% sul pane per recuperare i costi sociali associabili al suo consumo.
  • Impedire l’uso d'immagini umane ed animali o di colori primari che possono incuriosire i bambini per promuovere l'uso del pane.
  • Istituire zone “senza pane” intorno alle scuole

Il testo dimostra come sia possibile trasformare innocue affermazioni VERE in messaggi sinistri usabili per altri scopi. Molte delle affermazioni contenute nei primi 11 punti sono corrette e trovano conferma in statistiche e documentazione scientifica; ma che il testo sia umoristico lo rivela l'affermazione del punto 12 che non lascia dubbi.

In internet esistono però molti siti spazzatura che adottano questa tecnica per abbindolare sprovveduti visitatori che, per fretta o mancanza di volontà di approfondimento, leggono distrattamente quanto riportato rimanendone colpiti.

Internet è una fucina di bufale e di leggende metropolitane; siate quindi sempre diffidenti e ricordate che basta fare una semplice ricerca o approfondire un qualsiasi argomento su un'enciclopedia per scoprire la verità!
E soprattutto non fidatevi MAI delle persone che si qualificano come ricercatori e/o studiosi indipendenti perché nel 99,999999% dei casi  sono solo dei truffatori che, per vari scopi, cercano di fregarvi: scopiazzano da varie fonti attendibili singole affermazioni, le mettono insieme e poi le usano a supporto delle più strampalate teorie.

Scie di condensazione

Scie di condensazioneAvete un’idea sul perché gli aerei lasciano delle scie di condensazione?
Quelle scie possono essere pericolose?
Che effetti possono avere sul clima?
Perché alcune volte scompaiono subito mentre in altri giorni sono persistenti?

In Internet le informazioni sulle scie di condensazione ci sono (anche se molte sono in inglese), ma è un po’ difficile trovarle perché i risultati dei vari motori di ricerca (Google, Yahoo e simili) restituiscono centinaia di migliaia di pagine che parlano sia di contrails (termine inglese per le scie di condensazione; contrazione di condensation trails) che di chemtrails (altra parola inglese per indicare le scie chimiche, abbrevazione di chemical trails).

Per rendere disponibili un po’ di notizie in italiano su questo argomento ho realizzato il sito Scie di Condensazione traducendo i contenuti di Contrail Education della NASA che, essendo dedicato agli allievi delle scuole primarie e secondarie, spiega i processi di formazione delle scie in modo molto semplice.
Nel creare la versione italiana ho cercato di attenermi il più possibile ai testi originali (facendo quasi una traduzione letterale) e spero di non aver commesso troppi errori.

La struttura del sito in italiano rispecchia quella originale, in fondo a ciascuna pagina c’è un link al testo in inglese ed alcuni chiarimenti che ho aggiunto (non presenti nel sito delle NASA) sono ben evidenziati graficamente. Nella pagina "Note del traduttore" ho inserito alcune mie considerazioni tecniche frutto di ricerche ed esperienze personali.

Ringrazio sin d’ora chi vorrà segnalarmi errori, imprecisioni e/o argomenti da approfondire; se qualcuno desidera partecipare allo sviluppo del progetto divulgativo no-profit è pregato di contattarmi.

I risultati del sondaggio sulle scie chimiche

Come evidenziare i commenti dell’autore in WordPress

Per chi gestisce un blog molto frequentato (non è il mio caso evidenziare commenti ) a volte c’è la necessità di evidenziare in qualche modo i propri commenti (usando un colore differente oppure un carattere diverso) ed un’idea su come ottenere un simile effetto era già presente sul forum di supporto di WordPress.

Ci sono vari metodi per farlo, ma il più semplice sembra quello che ha illustrato Matt Cutts nel suo blog (questo scritto praticamente è una traduzione dell’articolo) e che consiste nel verificare il "numero dell’utente" corrispondente al proprietario del blog (user id) e di creare una classe nel foglio di stile da applicare solo ai commenti dell’autore/proprietario.

Il metodo è molto semplice e richiede due inteventi:

  1. una piccola variazione al css del tema utilizzato per aggiungere un nuovo stile (classe) come ad esempio (è la classe usata in questo blog):

 

.authcomment {
     background-color: #F8F8F8!important;
     border: 1px solid #CCCCCC!important;
     font-family: "Courier New", Courier, mono;
 } 

 

  1. la modifica del file comments.php per introdurre una condizione (if) relativa a tutti i commenti scritti dal proprietario del blog (in genere identificato come Administrator con ID1):

cercate la linea che ha un codice +o- così:

<li class=”<?php echo $oddcomment; ?>” id=”comment …etc, etc

e modificatela come segue:

<li class="<?php
/* Usa la class authcomment dello style.css solo se l’user_id è 1 (admin) */
if (1 == $comment->user_id)
$oddcomment = "authcomment";
echo $oddcomment;
?>" id="comment … etc, etc

È tutto, non sono necessari ulteriori interventi; dopo l’introduzione delle due semplici variazioni i vostri commenti avranno un aspetto diverso dagli altri e potranno così essere facilmente identificati dagli utenti.

Snap Shots e Google AdSense

Su alcuni siti (compreso questo) uso Snap Shots per mostrare, in un piccolo pop out che si apre passando il puntatore del mouse su una minuscola icona, un’anteprima delle risorse esterne collegate con i link. Al contrario di molti blogger che lo ritengono inutile ed invasivo, io trovo le anteprime di Snap Shots, se configurate correttamente, estremamente utili specie quando si linkano pagine di Wikipedia (si apre l’anteprima del solo testo), filmati di YouTube oppure files multimediali come musica Mp3, che diventano immediatamente utilizzabili senza la necessità d’incorporarli.

Oggi Snap Shots ha comunicato via email ai suoi utenti molte novità introdotte nel sistema. Innanzitutto (e finalmente, dico io) ora i vari settaggi possono essere gestiti tramite una consolle che prevede 4 sezioni (CUSTOMIZATION per la parte "grafica"; ACCOUNT INFO per le informazioni generali sul sito; INSTALLATION che mostra il codice del js da inserire per attivare il servizio e SNAP SHARES (che è la vera novità ) dove è possibile gestire annunci pubblicitari con quattro opzioni:

  • Annunci da circuiti (per il momento Google AdSense)
  • Annunci propri (sia testuali creati direttamente dal pannello, che multimediali mediante l’inserimento di un link)
  • Annunci per aiutare organizzazioni come UNICEF, CROCE ROSSA oppure WWF
  • Nessun annuncio

Chi usa Google AdSense sa bene che gli annunci devono rispettare il "Regolamento del programma" la cui infrazione determina la disattivazione dell’account. Stamattina ho provato a cercare qualche istruzione relativa al nuovo servizio "Snap Shares", ma non ho trovato nulla al riguardo per cui ho chiesto delucidazioni al centro assistenza di Google.

Lo screen shot del nuovo servizio Snap Share

Aggiornamento del 08/11/2007 – Puntuale è arrivata la risposta del team AdSense di Google che riporto: "Come stabilito nel regolamento del programma AdSense, i publisher non possono inserire il codice degli annunci AdSense all’interno di finestre popup, pop-under o di qualsiasi altro tipo separate dal contenuto principale del sito web. Se le nostre norme a riguardo dovessero cambiare sarà nostra premura comunicarlo ai publisher." . Rimane da capire come mai Snap Shots presenti Google come un AD Network Partner Google e Snap Shots .