Scie di condensazione lasciate da un quadrigetto

Breve storia delle scie di condensazione e delle ricerche correlate

D: Quando sono state osservate le prime scie di condensazione?

R: Le prime notizie sulle scie di condensazione risalgono al periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale quando gli aerei furono in grado di raggiungere le quote in cui si verificano le condizioni idonee alla formazione delle scie di condensazione. Il primo caso noto di formazione delle scie di condensazione è quello riconducibile al pilota Zeno Diemer nel 1919, quando raggiunse la quota di 30.500 ft nel cielo di Monaco, Germania.

D: Quando gli scienziati hanno iniziato a studiare le scie di condensazione?

R: Le scie di condensazione sono rimaste un fenomeno (una curiosità scientifica) poco studiato fino all'inizio della seconda guerra mondiale quando apparve evidente che la loro formazione era importante per l'avvistamento degli aeromobili. I piloti furono in grado di utilizzare le scie di condensazione per rintracciare facilmente gli aeromobili nemici, ed a volte le utilizzarono per nascondersi e sorprendere il nemico! Le scie di condensazione causarono occasionalmente anche problemi di visibilità all'interno di grandi formazioni di aeromobili; infatti quando gli aerei generavano scie dense e persistenti era più difficile rimanere in formazione, provocando addirittura problemi di collisioni. Per risolvere questi questi problemi, in Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti durante la guerra iniziarono le ricerche per capire come si producono le scie di condensazione e stabilire quali sono le condizioni favorevoli alla loro formazione.

D: Quando gli scienziati capirono come si formano le scie di condensazione?

R: Anche se alcuni scienziati sospettarono subito che il vapore acqueo emesso da motori degli aerei poteva essere la causa delle scie di condensazione, altri ritenevano che l'aria circostante era troppo secca per consentire la formazione di qualsiasi nube significativa, per cui per diversi anni non fu noto come come le scie di condensazione si formavano. Grazie alle ricerche condotte durante la seconda guerra mondiale emerse che le scie di condensazione si formano ad una particolare temperatura o al di sotto della stessa (a volte definita come temperatura critica), ma è da notare che questa temperatura è cambiata nel corso degli anni. Schmidt in Germania (1941) e Appleman negli Stati Uniti (1953) svilupparono indipendentemente la teoria della formazione della scia di condensazione che ancora oggi viene riconosciuta come valida. La loro teoria ha dimostrato che la soglia di temperatura dipende dalla pressione ambiente, dalla temperatura e dall'umidità dell'aria che circonda gli aeromobili, e dal rapporto tra il vapore d'acqua ed il calore liberato nell'atmosfera dai gas di scarico degli aerei. Da questa teoria, Appleman mise a punto un metodo grafico per determinare quando un aeromobile dovrebbe o non dovrebbe lasciare una scia di condensazione. Fino a poco tempo fa questa tecnica grafica ha costituito la base per un algortimo di previsione delle scie di condensazione utilizzato dall'Air Force degli Stati Uniti.

D: Perché oggi gli scienziati studiano le scie di condensazione?

R: Le scie di condensazione vengono studiate per molti motivi. Queste nubi prodotte dall'uomo hanno varie ripercussioni sul clima, modificano il bilancio energetico tra la luce solare e l'energia a infrarossi nell'atmosfera, e potrebbero pregiudicare il contenuto di vapore acqueo e la chimica della troposfera superiore. Questi effetti diventeranno sempre più importanti con l'aumentare del volume di traffico del trasporto aereo commerciale. Oggi gli scienziati stanno cercando d'imparare di più sulla durata delle scie di condensazione persistenti e sugli effetti che potranno avere sul clima futuro.

Ultimo Aggiornamento: 15 Maggio, 2008