A Bangkok per trent’anni

La mia famiglia "ama" Bangkok; ci siamo andati innumerevoli volte a partire dagli anni settanta ed è per questo che le dedichiamo questa riflessione.

La prima volta che ci recammmo a Bangkok scoprimmo una città stupenda.
Era chiamata la "Venezia d'Oriente" perché una rete capillare di canali navigabili l'attraversava. Ed era intorno a questi canali che palpitava la vita: innumerevoli imbarcazioni li percorrevano per trasportare sia persone sia merci.
Persino il mercato avveniva nei canali ed il "Floating Market" allora era una realtà e non un'attrazione turistica.

Un vecchio Floating Market (foto del 1967)

Così si presentavano i canali di Bangkok negli anni '70 – Foto di roger4336

Tutta Bangkok era immersa in una folta, rigogliosa e variopinta vegetazione. Le orchidee crescevano spontaneamente insieme a tante altre bellissime piante tropicali ed ornavano le caratteristiche case di legno che si affacciavano sui canali. Circolavano poche macchine e la sera era piacevole passeggiare per le strade piene di bancarelle dove era possibile trovare di tutto.
Nell'aria si diffondevano i profumi degli squisiti e piccanti cibi thailandesi che erano cucinati in ristorantini improvvisati sui marciapiedi.

Cibo cucinato all'aperto

Cibo thailandese cucinato all'aperto – Foto di avlxyz

Poi improvvisa ed inesorabile iniziò la sistematica distruzione della vecchia Bangkok! L'urbanizzazione selvaggia causò (e purtroppo continua ancora a causare) dei danni che non potranno più essere sanati.

Quasi tutti i canali furono ricoperti per realizzare nuove strade ed interi caratteristici quartieri demoliti per far posto ad orrendi centri commerciali ed enormi palazzi. Il traffico aumentò rapidamente tanto che diventò impossibile circolare nelle ore di punta.

A proposito del traffico ci capitò di assistere ad un evento particolare: dopo un violento acquazzone tropicale Bangkok si paralizzò; un immenso ingorgo intrappolò migliaia d'auto che spensero i motori e fu così che un silenzio inusuale ed irreale s'impossessò di tutta la città. Finalmente, ma solo per qualche ora, a Bangkok tornò quella quiete che avevamo apprezzato nei nostri primi viaggi.

Camminare per le strade oggi è impossibile: una cappa di smog denso avvolge tutto ed a nulla servono le mascherine protettive; l'aria avvelenata attacca, infatti, anche gli occhi che iniziano a bruciare e lacrimare. Le orchidee in città sono scomparse e gli alberi sono inariditi per lo smog prodotto da troppe auto e moto che emettono i loro malefici gas di scarico.

Tanti anni fa Bangkok era affascinante! Solo la follia dell'uomo poteva ridurla così com'è oggi: asfissiata dallo smog e deturpata dal troppo cemento che l'ha trasformata in un mostro che uccide i suoi abitanti.

Noi preferiamo ricordare Bangkok come l'abbiamo vista la prima volta, quand'era la "Venezia d'Oriente".

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Questo mio vecchio scritto era pubblicato in un sito che oggi non c'è più; la storia del "recupero" l'ho raccontata qui Il recupero degli scritti

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