Pinguinos 2014

Il Pinguinos è il più grande raduno invernale di moto a cui partecipano bikers provenienti da tutto il mondo; come da tradizione si tiene il secondo fine settimana di gennaio a Puente Duero, nella provincia di Valladolid (Spagna).

Valladolid è una bella città della Comunità Autonoma di Castiglia e León, caratterizzata da un clima continentale che un antico detto descrive con … “Nove mesi di inverno e tre di inferno” (Nueve meses de invierno y tres de infierno): inverni freddi, con nebbia frequente e gelate, ed estati torride Pinguinos a Valledolid

Quella di quest’anno è stata la 33° edizione che dal 9 al 12 gennaio 2014 ha riunito tantissimi amanti delle moto di diverse nazionalità (più di 27.000 iscritti e 38.000 partecipanti).

Il motoraduno si svolge in una grande pineta, che per l’occasione viene attrezzata e dotata di un palcoscenico sede di vari spettacoli e che al termine della manifestazione viene utilizzato per le premiazioni e la consegna dei premi.

Lungo il grande viale d’ingresso ci sono gli stand dell’organizzazione e degli sponsors, mentre nelle aree limitrofe vengono allestiti i tendoni dove mangiare e bere, i ristoranti ambulanti oltre a numerosi punti per la vendita di gadgets, accessori per le motociclette ed abbigliamento tecnico.

Per accedere all’area è necessario registrarsi (costo 25€); si ricevono dei distintivi ricordo, alcuni adesivi, il programma ed un pass che da diritto all’entrata ed alla partecipazione a varie escursioni ed eventi come il “Capodanno Pingüinero”, la “Sfilata delle Torce”, la “Fiesta Pingüinera” oltre ad una estrazione finale di premi messi in palio dalle ditte che supportano l’organizzazione dell’evento.

Un gruppo di amici del forum GSBikers ha organizzato la “trasferta”, e così ho deciso di partecipare al Pinguinos perché volevo comprendere lo “spirito” di questi raduni invernali che spesso si svolgono con condizioni meteo proibitive.

Siamo partiti il mercoledì 8 gennaio da Civitavecchia con il traghetto della Grimaldi che ci ha sbarcato a Barcellona verso le 18:30 di giovedì 9 gennaio.

Abbiamo pernottato nell’hotel Vincii Bit, una buona struttura che si distingue per l’arredamento moderno e finiture (verniciatura delle porte o dei soffitti) veramente inusuali.
L’albergo non è vicino a “La Rambla”, e così mentre alcuni hanno deciso di andare in centro, altri (come il sottoscritto) hanno preferito cenare nei paraggi, oppure nel ristorante dell’albergo.

La mattina seguente – venerdì 10 – in sella alle 8:00 perché dobbiamo percorrere i 670 chilometri che ci separano da Valledolid.
Il tempo non è dei migliori, e così si decide di percorrere l’autopista a pagamento (30€ per poco meno di 300 km).
Abbiamo fatto parecchia strada avvolti da una nebbia fitta e fredda, e solo dopo una veloce sosta per pranzo dalle parti di Soria finalmente il cielo s’è aperto ed abbiamo potuto gustarci la strada per il Pinguinos.

Siamo arrivati nel tardo pomeriggio per sistemarci nell’Hotel Olid, ubicato nel centro della città. Serata passata passeggiando per la città con cena tutti insieme in un tipico locale per gustare le Tapas.

Il sabato è stata la giornata dedicata al raduno: arriviamo nella pineta di Punte Duero verso le 10:00; è presente già molta gente, ma grazie alla perfetta organizzazione l’iscrizione è rapida Perfetta organizzazione del Pinguinos

Posteggiamo le moto, e c’è solo il tempo per una breve passeggiata perché alle 11:00 inizia la “Excursión Desfile de Banderas a Valladolid”: un serpentone di migliaia e migliaia di moto che invaderà le strade di Valladolid per arrivare in una grande piazza dove ci sarà l’esibizione di alcuni stuntman.

Dopo aver percorso poche centinaia di metri in oltre mezz’ora io ho rinunciato a questa sfilata per passeggiare nell’area attrezzata del Pinguinos visitando gli stand, ma soprattutto per curiosare tra le migliaia di tende e ricoveri improvvisati allestiti nella pineta.
E questa, per me, è stata la parte più interessante di tutta la gita perché ho finalmente compreso che cos’è veramente il Pinguinos: fuochi sempre accesi, veri e propri accampamenti dotati anche di generatore di corrente, cucine da campo, barbacue in funzione H24, musica, e tante bottiglie di birra e di sangria!

Ho trascorso tutta la giornata nell’area del raduno dove ho anche casualmente incontrato un amico con cui ho fatto il viaggio in Iran … l’ennesima dimostrazione che il mondo è piccolo !!!!

La sera abbiamo cenato tutti insieme in un magnifico ristorante del centro: pietanze squisite, vino ottimo e servizio impeccabile con conto adeguato (41€).

Domenica 12 è l’ultimo giorno del raduno e la mattina sono previste le premiazioni che a me ed altri proprio non interessano, e così ci stacchiamo dal resto del gruppo per spostarci a Madrid percorrendo strade panoramiche secondarie e passando per Segovia dove faremo una breve sosta.

Tempo ottimo fin dopo Segovia, ma poi siamo entrati di nuovo in una fitta e fredda nebbia che ci ha accompagnato fino a Madrid dove abbiamo trovato anche una fastidiosa pioggia leggera.

A Madrid abbiamo pernottato all’Hotel Senator, Gran Via SPA (da non confondere con un’altro albergo ubicato sempre sulla stessa via, ma al 21); struttura un po’ datata, ma consigliabile perché pulita e con un buon livello di servizi.

Lunedì 13 dobbiamo prendere a Barcellona il traghetto che ci riporterà in Italia; io non ho voglia di rifare l’autostrada, per cui mi stacco dal gruppo e procedo in solitaria verso Barcellona. Il meteo – specie negli ultimi chilometri – non è dei migliori con la solita nebbia, pioggia leggera e temperature rigide.

Mi fermo varie volte per fare rifornimento e poi per pranzare con un buonissimo panino con “hamburguesa con queso” annaffiato da un “vaso de vino tinto”, seguito da un buon caffè finalmente fatto all’italiana; ed arrivo a Barcellona senza difficoltà verso le 17:00.

Check-in, poi l’imbarco, la traversata con mare “piatto” e martedì sera per l’ora di cena sono di nuovo a casa dopo aver percorso poco meno di 2000km.

Vale la pena di andare al Pinguinos?
Secondo me SI, anche per chi – come me – non ama i raduni.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

 

Da Roma a Dubai in moto

Era da tanto tempo che volevo visitare l'Iran in moto, e quando qualche mese fa ho letto che Motovacanze.it stava organizzando un viaggio esplorativo dall'Italia a Dubai via Grecia, Turchia ed Iran ho aderito immediatamente!

Sull'Iran avevo saltuariamente letto informazioni non troppo tranquillizzanti, ed anche la presentazione del viaggio di Motovacanze.it in parte lo confermava proponendolo solo a motociclisti con buona esperienza e spirito di adattamento.

Ho così presentato la mia richiesta non certo di venir accettato ed anche con un po' di preoccupazione che nei mesi successivi è però svanita completamente man mano che acquisivo notizie attendibili sul paese.

Il raid ( qualcuno li definisce così Raid to Dubai ) prevedeva l'attraversamento della Grecia, la visita della costa sud della Turchia, dell'Iran e poi alcuni giorni negli Emirati Arabi (Dubai ed Abu Dhabi), ma per me questo è stato sin dall'inizio e rimarrà per sempre il viaggio in Iran.
E l'Iran mi ha positivamente sorpreso perché ho trovato sempre persone cordiali e disponibili, oltre ad una buona qualità di servizi.

Per quella che è stata la mia esperienza il viaggio in Iran NON ha presentato alcuna difficoltà, e quindi a mio parere può essere affrontato da chiunque anche in solitaria perché il livello di sicurezza è altissimo e strade, alberghi, sistemi di comunicazione, ristoranti, etc sono di buona qualità.

Alcune note "pratiche" sull'IRAN:

  1. per entrare con la moto in Iran è indispensabile il Carnet de Passages en Douane (CPD). Nel sito dell'ACI ci sono tutte le informazioni necessarie per ottenerlo. La fidejussione può essere chiesta ad una Banca o ad una Assicurazione. I costi sono alti e variano in funzione del valore della moto. Per conoscere i valori della fidejussione è sufficiente inviare una email all'ufficio competente dell'ACI; a me hanno risposto subito.
  2. Per il visto d'ingresso in Iran bisogna invece rivolgersi ad un'agenzia specializzata la quale procurerà l'autorizzazione necessaria per il rilascio del visto che ora deve essere chiesto personalmente ai Consolati in quanto vengono prese le impronte digitali.
    Una novità introdotta dal 27 marzo è che si deve obbligatoriamente varcare la frontiera iraniana entro 15 giorni dalla data del rilascio del visto, e poi si può restare nel paese per 19 – o altro numero – giorni.
  3. Pratiche doganali: sono lunghe ed alcuni passaggi appaiono veramente incomprensibili; noi in 8 moto abbiamo impiegato circa 2 ore e 1/2 per entrare in Iran, ma 2 ciclisti arrivati dopo di noi in un'oretta se la sono cavata.
  4. Serve l'assicurazione, e quindi controllate che nella vostra Carta Verde l'Iran sia incluso. Si può stipulare una polizza anche in Iran, ma il contratto è comunque annuale. Chi di noi non l'aveva ha speso circa 40€, ma abbiamo perso 2 ore di tempo in un'agenzia di Tehran.
  5. L'inflazione è galoppante e quindi conviene cambiare piccole quantità di denaro alla volta ($ e € vengono accettati senza problemi). Per darvi un'idea della svalutazione del Rial quando siamo entrati cambiavano 1€ a 42.000 Rial, dopo neanche 10 giorni per 1€ davano oltre 46.000 Rial.
    Il cambio si effettua presso negozi o Money Change; da evitare invece le persone che per strada offrono cambi a tassi molto più alti perché rifilano banconote false.
  6. Le nostre carte di credito ed i bancomat NON sono abilitati.
  7. I WiFi sono disponibili in quasi tutti gli alberghi, ed anche in luoghi pubblici come ad esempio la Torre Milad (la sesta torre più alta del mondo nel "The Tehran International Trade and Convention Center").
    I social network (Facebook, Twitter, Flickr etc) sono banditi, ma basta scaricare apposite app per potervi accedere (chiedere ai ragazzi iraniani).
  8. I telefonini funzionano regolarmente in roaming e la copertura è ottima.
  9. NON ci sono limitazioni all'uso di macchine fotografiche, videocamere e GPS.
    Molte foto e tutti i filmati li ho realizzati con una telecamera applicata sul casco.
  10. La carta igienica C'È abbondante in tutti i bagni – e su tutti i tavoli di bar e ristoranti hanno l'abitudine di mettere una scatola di fazzolettini di carta!
    Non so chi abbia messo in giro la balla colossale che in Iran manca la carta igienica!
  11. Confermo invece che in molti distributori la benzina è di pessima qualità (basso numero di ottano) e credo (ma non ne sono certo) leaded, e quindi a mio parere conviene decatalizzare la moto.
    Il carburante in compenso costa veramente poco visto che con 1€ si prendono oltre 6 litri si benzina.
    NON ci sono restrizioni al consumo di carburante. Ai locali aventi diritto vengono assegnati 60 litri al mese al prezzo politico di 4000 Rial, mentre ulteriori quantità possono essere acquistate liberamente a 7000 Rial al litro (e questo è il prezzo che pagano gli stranieri).
  12. Il traffico nelle grandi città è caotico e nelle rotonde vige la regola che passa per primo il più grosso e cattivo.
    I pedoni invece non hanno diritti, e quindi anche quando attraversano con il verde possono essere investiti.
  13. Con le moto gli stranieri possono percorrere le autostrade senza pagare. In Iran non possono circolare moto di grossa cilindrata (se non sbaglio sopra i 200 cc) e le autostrade sono vietate alle due ruote; ma per gli stranieri il divieto non vale e gli addetti ai caselli lasciano passare senza chiedere il pedaggio.
  14. I controlli con i telelaser sono abbastanza frequenti, e non sorprendetevi se gli agenti delle pattuglie vi guarderanno con stupore quando gli sfreccierete di fianco!
  15. Le mappe GPS "open source" scaricate da http://garmin.openstreetmap.nl/ funzionano benissimo; hanno solo qualche piccolo difetto facilmente individuabile e superabile riprogrammando il percorso.

Viste le difficoltà burocratiche a MIO parere arrivati a Shiraz NON conviene proseguire verso sud per traghettare negli UAE perché:

  • nel sud dell'Iran non c'è quasi nulla di veramente interessante da vedere.
  • Le procedure burocratiche sia a Bandar e Abbas (IRAN) che a Sharjah (UAE) sono eccessivamente lunghe, complicate e costose.
  • Il costo del traghetto Iran > UAE e la spedizione delle moto in Italia ha costi esorbitanti (quasi 600€ per fare una tratta come Civitavecchia – Olbia, e poi circa 700€ per spedire la moto in Italia in un container da 40').

Qualche commento generale sugli altri paesi

La Grecia l'abbiamo attraversata in una giornata, e quindi non ho potuto apprezzare nulla. Carina la città di Kavala. Spero di tornare il Grecia quanto prima per visitarla come merita.

La parte della Turchia che abbiamo attraversato e visitato invece mi ha un po' deluso. Alcuni tratti di costa sono molto belli, ma troppo è il territorio che è stato devastato per costruire nuove vie di comunicazione e centinaia di enormi brutti alberghi.

Conoscevo Dubai dove ero già stato molti anni fa, e quindi non mi aspettavo nulla di più oltre alle tante esagerazioni realizzate negli ultimi anni  come Burj al-Arab – l'albergo più lussuoso del mondo; Burj Khalifa – la struttura realizzata dall'uomo più alta del mondo; Ski Dubai – una stazione sciistica al coperto; Dubai Mall – il più grande centro commerciale del mondo etc, etc.
Molto positiva invece la conoscenza che ho fatto di alcune persone del luogo che mi ha permesso di capire alcuni aspetti di una società dove il potere politico ed economico è nelle mani di poche persone.

Tutte le foto del viaggio le trovate in una raccolta che ho creato sul Flickr:

La raccolta di foto del viaggio da Roma a Dubai in moto

 

I video sono invece sul mio canale YouTube Video su YouTube

Qui invece trovate una mappa animata del mio viaggio in Iran!

Il racconto del viaggio giorno x giorno

Sabato 20 aprile – La partenza

COATTA alla partenzaCOATTA è già carica, e così verso le 8:30 parto da casa per raggiungere Ancona dove è previsto l'imbarco sul traghetto che ci porterà a Igoumenitsa.
Ho montato dei collettori senza catalizzatore ed il rumore dello scarico è aumentato parecchio tanto che nelle gallerie mi da un po' fastidio.
Arrivo al porto verso le 11:30 ed i partecipanti al mio e ad altri tour sono già quasi tutti già presenti.
Saluto diverse persone che conosco e chiacchiero a lungo con gli amici Paola ed Andrea che sono diretti in Turchia.

 

Domenica 21 aprile – Igoumenitsa > Kavala

Poco prima dello sbarcoLa traversata avviene senza problemi: mare calmo e tempo buono; arriviamo a Igoumenitsa con un po' di ritardo che aumenta a causa delle procedure di sbarco che sono inspiegabilmente lunghe.

Prima sorpresa: qualcuno m'informa che per parecchi giorni il programma prevede il viaggio insieme ai partecipanti del tour in Turchia.
L'idea non mi piace affatto, perché quando si è in troppi si viaggia male e si perde troppo tempo nelle soste.
Ed infatti, subito dopo lo sbarco prima lunga fermata per fare rifornimento, e poi tutti in colonna lungo la noiosissima autostrada che taglia tutta la Grecia fino a Kavala dove arriviamo nel tardo pomeriggio.

Il pernottamento è previsto nell'Airotel Galaxi; una buona struttura affacciata sul porto. Giusto il tempo per fare una doccia, una breve passeggiata sul lungomare e poi una bella birra fresca in compagnia di alcuni amici prima di andare a cena.

Lunedì 22 aprile – Kavala > Bergama (Turchia)

Le rovine di troiaLa mattina scendo insieme a Carlo (il compagno di viaggio con cui divido la camera) con un po' d'anticipo sull'orario di partenza, ed appreso che Tobia, Ermes, Roberto e Gianfranco (altri 4 partecipanti al viaggio in Iran) sono già partiti decidiamo anche noi di avviarci verso la frontiera turca in modo di arrivare alla spicciolata per favorire le procedure d'immigrazione e doganali.
Strada facendo li raggiungiamo, e così si formerà il gruppetto molto affiatato con il quale ho fatto gran parte del viaggio in Turchia.

La tappa di oggi è lunga (600 km) e noiosa; inoltre non ci sono attrazioni tali da giustificare modifiche del percorso, per cui procediamo come da programma fermandoci solo per una breve deludente visita ai pochi e malandati resti della città di Troia.

Arriviamo all'hotel Berksoy di Bergama nel tardo pomeriggio; dopo esserci rinfrescati e rilassati gustiamo una birra nell'attesa che arrivi il "gruppone" per la cena. Per fortuna il cibo del buffet non era della stessa qualità dell'albergo …

Martedì 23 aprile – Bergama > Efeso > Pamukkale > Fethiye

Il teatro di EfesoDecidiamo di partire una mezz'oretta prima rispetto al programma e così verso le 6:30 siamo già in viaggio verso Efeso per la visita agli importanti resti archeologici di quella che fu una delle più grandi città dell'antica Anatolia.

Il tempo è splendido e la temperatura sale rapidamente: la scelta di partire presto si rivelerà ottima!

Per raggiungere Efeso abbiamo percorso un breve tratto di autostrada a pagamento; prima d'entrare, durante il percorso e poi all'uscita ci siamo fermati per acquistare la tessera, ma non siamo mai riusciti a prenderla perché tutti i punti vendita ne erano sprovvisti.
La cosa si ripeterà anche nei giorni successivi tanto che siamo usciti dalla Turchia senza riuscire a pagare i pedaggi!

La visita di Efeso è stata molto interessante; grandioso ed impressionante l'anfiteatro da 24.000 spettatori, ma molto bella anche la strada principale e la piazza del mercato. E ci sono volute oltre 2 ore perché c'era una gran folla di turisti che impediva di muoversi speditamente.

Riprese le moto ci siamo diretti verso Pamukkale che abbiamo raggiunto dopo aver fatto uno spuntino in una caratteristica trattoria dove abbiamo gustato un buonissimo panino farcito con pollo e verdure cotte alla piastra.

Vista di PamukkalePamukkale e un "castello di cotone" creato dall'acqua che sgorga da varie fonti termali e che, essendo sovrasatura di ioni calcio, a seguito di reazioni chimiche naturali rilascia carbonato di calcio il quale depositandosi crea spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna rendendo così l'area simile ad una fortezza bianca con cascate che sembrano di ghiaccio.
L'accesso può avvenire solo a piedi nudi attraversando dei piccoli ruscelli d'acqua che vengono a rotazione sapientemente deviati in modo da alimentare costantemente tutta la zona.

Dopo neanche due giorni il nostro gruppetto di 6 persone è diventato un'unità molto affiatata tanto che basta veramente poco per prendere decisioni, e così abbiamo stabilito di fare un'altra deviazione rispetto al tracciato originale per percorrere una strada secondaria panoramica veramente molto bella, e che ci ha anche fatto risparmiare un po' di strada.
Siamo così arrivati a Fethiye nell'hotel Atapark nel tardo pomeriggio, ma comunque prima del tramonto … e come sempre doccia, birretta rinfrescante e poi cena!

Mercoledì 24 aprile – Fethiye > Alanya

Da programma doveva essere poco più di una tappa di trasferimento durante la quale ammirare il paesaggio, ed invece l'abbiamo trasformata in una delle più belle ed interessanti giornate.

Vista di KekovaCome ormai d'abitudine siamo partiti presto e ci siamo diretti verso Kas dove abbiamo fatto una sosta caffè nel bellissimo porticciolo, per poi riprendere subito la strada verso Kekova con lo scopo di fare una gita in battello per visitare i resti sommersi di un'antica città.
Abbiamo contrattato la gita in barca di un'ora con un tipo veramente buffo, ma preciso; la bella giornata, il mare calmo e l'acqua cristallina ci hanno permesso di ammirare i resti di quello che fu il grande insediamento di Apollonia, un'antica città distrutta da un terremoto.

Tornati dalla gita in barca abbiamo pranzato all'aperto a base di pesce in un ristorante del porto … e per fortuna che c'era con noi Tobia altrimenti ci avrebbero sicuramente rifilato del pesce congelato Pesce surgelato?

Dopo pranzo abbiamo continuato verso Antalaya decidendo di NON fermarci a Chimaera (presso Cirali) per vedere i fuochi naturali anche perché di giorno l'effetto è minimo.

Questo tratto di costa è quello che meno mi è piaciuto perché troppo deturpato da nuove strade in costruzione e da enormi edifici: troppo ferite al territorio che non guariranno mai più!

E così siamo giunti, dopo aver attraversato decine di paesi, nella città di Alanya che ha me ha fatto veramente una pessima impressione: solo brutti, anonimi ed enormi alberghi uno attaccato all'altro!
Abbiamo alloggiato nell'hotel Kleopatra Royal Palm dove orde fameliche di anziani turisti nordici aspettavano nella hall solo l'orario di apertura del buffet per lanciarsi sulle pessime pietanze e divorarle! Che tristezza Assalto al buffet

Dopo aver bevuto una birra in un bar sul lungomare verso le 20:00 abbiamo mangiato qualcosa di quello che era rimasto del buffet; e poi dopo cena una breve passeggiata subito a dormire pensando … per fortuna che domani ce ne andiamo!

Giovedì 25 aprile – Alanya > Tarsus

Come al solito partiamo prima degli altri – ma solo dopo aver bisticciato con un cameriere e tentato di fare colazione nell'enorme salone dell'albergo spiluccando qualcosa tra varie cibarie dall'aspetto non troppo rassicurante Cibo cattivo – percorrendo la strada costiera in direzione di Anamur dove ci fermeremo per visitare il Castello di Mamure.

A pranzo ad AphroditeDopo una passeggiata tra le mura della fortezza per fare un po' di foto proseguiamo lungo la costa sempre attenti a scoprire eventuali punti d'interesse che meritino una visita, e bingo: vediamo un cartello "Aphrodite" e senza indugio imbocchiamo una fantastica stradina che si snoda in un promontorio (a sud di Yesilovacik) verso il mare!
E la nostra curiosità verrà premiata perché abbiamo raggiunto un fantastico piccolo golfo con un villaggio dove abbiamo pranzato a base di pesce dopo che alcuni avevano fatto il bagno nell'acqua sorprendentemente già calda del mare.

Tempo fantastico, veduta stupenda e così chiacchierando piacevolmente abbiamo fatto una sosta di oltre 2 ore durante la quale abbiamo anche deciso di lasciare la litoranea per avventurarci verso l'interno in direzione di Olba Diocesarea, un'antica città romana dove sono presenti numerosi resti ben conservati di templi e costruzioni. Da Aphrodite abbiamo percorso una stradina panoramica molto bella che ci è stata consigliata da un locale, e che ci ha portato a riprendere la strada costiera una decina di chilometri più ad est da dove abbiamo poi continuato per Silifke per poi deviare per Olba … ma sorpresa: la strada è interrotta Strada interrotta per Olba

Incontri in TurchiaMentre stiamo decidendo sul da farsi arriva un signore su un'auto scassatissima che a gesti – ma anche aiutandosi con disegni sul terreno – ci spiega che l'interruzione può essere aggirata facendo una deviazione su una strada sterrata, e ci invita a seguirlo.
E così percorriamo circa 5 km di una strada bianca veramente mal messa con pietre e tornanti molto stretti in salita che ci permette però di riprendere la via per Olba Diocesarea e che raggiungiamo ammirando dei paesaggi veramente molto belli.

Dopo aver visitato i resti dell'antica città ci avviamo di buon passo verso Tarsus percorrendo anche un'altro tratto di autostrada che non sappiamo come pagare.
C'è molto traffico rallentato dai tanti mezzi industriali e così raggiungiamo l'albergo Selale Otel (veramente una pessima struttura) giusto poco prima del tramonto.

Ceniamo insieme al resto del "gruppone" in un vicino ristorante.
Da Tarsus si uniranno a noi Dino e Donatello, gli altri due partecipanti al tour "Oro Nero" che fino a quel momento avevano viaggiato insieme ai quelli del giro in Turchia.

Venerdì 26 aprile – Tarsus > Diyarbakir

Non sono uno schizzinoso, ma non sono riuscito neanche a prendere un caffè dalla puzza che c'era nel salone per la colazione, per cui sono stato ben felice quando abbiamo lasciato lo schifosissimo hotel Selale per prendere l'autostrada in direzione di Sanliurfa!

Particolare del centro di SanliurfaArriviamo in città che fa parecchio caldo; aiutati da una pattuglia della polizia posteggiamo le moto in un luogo sicuro e poi ci dirigiamo nel vicino centro per visitarlo (c'è un ampio parco verde con una moschea ed una grande vasca piena di carpe ed altri pesci) e per mangiare qualcosa in un ristorante / bar all'aperto.
Ordiniamo qualcosa, ma mentre le bevande ci vengono portate subito per il cibo attenderemo oltre un'ora perché … lo hanno ordinato da qualche altra parte ed arriverà confezionato e trasportato con un motorino!
Pazienza, abbiamo aspettato parecchio, ma almeno era gustoso Cibo gustoso in Turchia

Riprendiamo le moto e proseguiamo per Diyarbakir dove arriviamo nel tardo pomeriggio.
A causa di strade a senso unico incontriamo delle difficoltà a raggiungere il Park Vadi Hotel, e così per la seconda volta nella giornata ci aiuta una pattuglia della Polizia che ci scorta fino all'ingresso dell'albergo raccomandandoci di non lasciare le moto per strada perché il luogo non è sicuro.

E così, per la seconda volta dalla partenza mi arrabbio Hotel senza parcheggio
E si; m'incazzo parecchio perché chi organizza questi viaggi dovrebbe sapere che i motociclisti hanno esigenze particolari e non si possono prenotare strutture senza un parcheggio privato sicuro!
Comunque, nonostante la presenza di un parcheggio coperto a pochi metri, si decide di lasciare le moto in una vicina piazza definita "sicura".
Mi girano parecchio le 00, e così dopo una doccia esco a fare una passeggiata per calmarmi un po' 

La cittadina non è poi così male, e ci sono anche tanti bei ristoranti che servono pietanze appetitose … m'è venuta fame!

Verso le 20:30 andiamo a cena (era inclusa) e, dopo aver aspettato parecchio, ci viene servito un misero piatto con un po' di riso, due pezzettini di pollo ed un'altra schifezza che non ho neanche assaggiato!
Vabbé, inutile arrabbiarsi di nuovo, meglio un'altra passeggiata gustando un enorme gelato!

Sabato 27 aprile – Diyarbakir > Dogubayazit

Sveglia all'alba, ma solo perché la finestra della stanza non ha le tende che impediscono l'ingresso della luce, e poi perché si trova al primo piano su una strada trafficata!

Veduta del ponte sul Tigri - HasankeyefUn caffè liofilizzato e poi subito in sella perché i chilometri da percorrere nella giornata sono veramente tanti in quanto abbiamo deciso di fare anche una deviazione per visitare Hasankeyf, un'antica città romana ubicata sul Tigri dove sono ancora presenti i resti di un ponte costruito nel 12° secolo (il più grande ponte del periodo medioevale).

Terminata la visita della città abbiamo ripreso la strada principale per Tatvan, prima grossa città sulle sponde del grande lago di Van.
Dopo una breve sosta per mangiare qualcosa e riposarci abbiamo fatto un'ulteriore deviazione per andare a visitare il lago "Nemrut Gölü" che si trova ad una quota di 2250 mt e che è raggiungibile percorrendo una strada per molti tratti sterrata e con fango formato dalla neve in scioglimento.
Sulla via del ritorno abbiamo incontrato due motociclisti che stanno facendo il giro del mondo su due KTM 1190.

Si era fatto abbastanza tardi e così continuiamo speditamente verso Dogubayazit, anche perché ormai viaggiamo costantemente in quota e dopo il tramonto la temperatura scenderà rapidamente.
Ci fermiamo solo pochi minuti alla cascate di Muradiye (nulla di eccezionale), per poi riprendere il viaggio verso la città più orientale della Turchia seguendo le indicazioni stradali "IRAN".

Raggiungiamo l'Hotel SimEr "on the road to Iran" che è quasi notte: la giornata è stata lunga ed intensa, ma il confine iraniano è ormai a soli 30 chilometri!
L'hotel non è nulla di eccezionale, ma è pulito ed i servizi funzionano bene. Il personale è gentile e finalmente ci viene servita una buona cena!

Il monte Ararat

Veduta del monte Ararat arrivando a Dogubayazit

Domenica 28 aprile – Dogubayazit > Tabriz

Sveglia alle 5:00 per recarci a visitare solo dall'esterno il Isak Pasa Sarayi, un complesso costruito in cima ad una collina nello stile tipico dell'Impero Ottomano.
Il palazzo ha stanze dedicate alla residenza del governatore, al suo harem ed altre aree per gli uffici amministrativi.

Dopo aver scattato alcune foto siamo tornati in albergo per fare colazione, caricare i bagagli e quindi avviarci verso la frontiera iraniana. Poco prima della frontiera un'altra deviazione ci farà perdere tempo prezioso perché il "programma" prevede la visita ad un piccolo cratere formato da un meteorite precipitato alla fine del 1800.
Scattiamo qualche foto e finalmente arriviamo alla frontiera: circa un'ora per uscire dalla Turchia e poi 2 ore e 1/2 per entrare in Iran.
È arrivata una guida che ci aiuterà nelle procedure doganali anche se ho avuto l'impressione che non fossero così complicate visto che due ciclisti italiani arrivati dopo di noi hanno completato tutta la procedura in poco tempo.
E poi i doganieri e gli addetti all'immigrazione parlavano inglese, e quando ci si capisce è tutto più semplice!

Finalmente siamo in Iran; la nostra guida ci accompagna a pranzare in un ristorante di una vicina cittadina, poi in un distributore dove farò il primo pieno spendendo meno di 3 €, e poi ad un incrocio da dove proseguiamo autonomamente verso la Qarah Kelisa, o chiesa nera, ovvero il Monastero di San Taddeo.

Ohhh, ohhhh; prima piacevole sorpresa: il telefonino funziona 

La Chiesa neraL'ingresso alla chiesa è a pagamento e così facciamo la prima curiosa scoperta! In Iran oggi danno un numero di vecchi biglietti d'ingresso equivalente al prezzo attuale; e mi spiego: a causa dell'inflazione galoppante i prezzi aumentano rapidamente e così, se il prezzo dell'ingresso è 150.000 Rial, alla cassa danno, ad esempio, 10 biglietti da 15.000 Rial come ricevuta del pagamento!

Terminata la visita proseguiamo verso Tabriz dove arriveremo solo in serata. L'albergo è il Pars, un'ottima e moderna struttura dotata di tutti i comfort.
È tardi, e non c'è neanche il tempo per fare un salto in centro, così ceniamo ed andiamo a dormire!

Abbiamo fatto un mare di chilometri per arrivare in Iran e neanche visitiamo la più grande città dell'Iran nord-occidentale, famosa per i tappeti e dove c'è la bellissima Moschea Blu ed il bazar che è tra i più grandi e vecchi del Medio Oriente, visto che è stato citato anche da Marco Polo! Vabbé, meglio non pensarci!

Ohhh, ohhhh; seconda piacevole sorpresa: in albergo c'è il WiFi ed è anche gratuito WiFi disponibile in Iran

Lunedì 29 aprile – Tabriz > Tehran

Oggi è prevista una noiosa tappa di trasferimento di oltre 600 km. Consultando una guida turistica e guardando la mappa non scopriamo nulla che giustifichi una deviazione, e così ci rassegniamo ad un lungo viaggio in autostrada visto che non c'è altra alternativa perché l'unica altra strada che unisce Tabriz a Tehran scorre parallela all'autostrada ed è transitata da migliaia di camion.

In autostrada rischiamo anche di rimanere senza benzina perché c'è un tratto di oltre 200 km senza distributori; nessuno rimarrà a secco, ma arriviamo a fare benzina che siamo quasi tutti in riserva e con solo pochi km di autonomia.

A Tehran l'albergo è il Enghelab Parsian: non commento, ma metto una foto:

Il bagno dell'Hotel Enghelab Parsian di Tehran

Faccio una doccia ed esco a fare una passeggiata.

Alcuni si sono affrettati per fare un salto in centro al bazar, ma io preferisco rilassarmi visto che domani è prevista una visita guidata della città.
Entro in qualche negozio nelle vicinanze dell'hotel e mi rendo conto che l'embargo evidentemente riguarda solo un numero esiguo di merci visto che gli scaffali sono pieni di prodotti "del grande Satana".
E poi circolano molte auto nuove, e quasi tutte "occidentali" (Toyota e Peugeot, ma anche molte Mercedes).

Rientro in albergo e in attesa dell'ora di cena siedo a chiacchierare nell'area della piscina; poi cena nel "revolving restaurant" (andavano tanto di moda negli anni '70).
Dopo 2 soli giorni in Iran ho capito che hanno una cucina "monotona": spiedini di pollo o altre carni, riso con una leggerissima aromatizzazione di zafferano, ed un'insalata di pomodori, cetrioli e altre erbe! Dolci pochi e non eccellenti, e caffè solo liofilizzato!
E per tutta la mia permanenza in Iran mangerò solo questo anche perché nei ristoranti (indipendentemente dal loro livello) non servono altro!

Martedì 30 aprile – Visita di Tehran

Monumento Azadi di TehranDopo tanto tempo questa è la prima giornata senza prendere la moto!

Visita al palazzo dello scià, poi al bazar, e poi transitiamo di fianco al Monumento Azadi (completato nel 1971 al tempo dello scià Reza Pahlavi in occasione della celebrazione dei 2500 anni della monarchia persiana) che è uno dei simboli di Tehran per dirigerci verso la torre Borj-e-Milad che è la più alta dell'Iran – inaugurata nel 2008 – ed è tutt'ora la 6° del mondo come altezza con i suoi 435 mt.

Tehran è una città la cui area metropolitana è abitata da oltre 14 milioni di abitanti, e quindi è caotica, inquinata e poco vivibile.
A causa dell'intenso traffico la circolazione non è agevole, e poi non è che ci sia molto da vedere.
Adagiata ai piedi di una catena montuosa, è però caratteristica perché vedere le cime innevate dei vicini monti Elburz mentre in città ci sono oltre 30° fa un certo effetto!

Veduta di Tehran

Veduta di Tehran dalla torre Borj-e-Milad

La sera siamo stati ospiti di un conoscente che ci ha offerto la cena in un bel ristorante ubicato nella periferia nord della città (che è la zona residenziale e più ricca della Capitale dell'Iran), e che si trova su delle colline ben più fresche della sottostante metropoli.
Interessanti le chiacchiere informali con questo signore che ci spiega un po di cose sull'Iran da cui ho capito che c'è una situazione molto simile a quella italiana e che consente ad una minoranza di governare il paese.

Mercoledì 1° maggio – Tehran > Esfahan

È prima mattina, ma fa già caldo! Ma serve assolutamente una foto per la serie "striscia lo striscione" e così si decide di tornare con le moto al Monumento Azadi per degli scatti.
La strada da Tehran a EsfahanC'è già un traffico infernale, e per percorrere i pochi chilometri impieghiamo più di 1/2 ora.
Fatte le foto inizia un'interminabile girotondo che è durato oltre un'ora per trovare la strada verso Qom nonostante che fosse ben identificata da cartelli enormi che indicavano sia la cittadina che il nuovo aeroporto internazionale che si trova nella stessa direzione!
Alla fine, dopo una sudata pazzesca, finalmente riusciamo ad uscire dal caos di Tehran per dirigerci verso sud in direzione di Esfahan.

Lungo la strada c'è poco da vedere, facciamo solo una deviazione per visitare le case tradizionali di Kashan, e poi dopo un breve break decidiamo di guidare verso l'interno per recarci in quello che sulla mappa stradale è indicato come "Pittoresque Village", e che non raggiungeremo mai perché la strada è interrotta!

E così proseguiamo su strade interne tra le montagne fino a riprendere l'altra grossa strada (la "65") che collega Tehran a Esfahan e che è percorsa praticamente solo da camion; e così giungiamo ad Esfahan, città stupenda e ricca di storia dove soggiorneremo per 2 notti nell'hotel Aseman, buona struttura ubicata in posizione centrale di fronte ad un bellissimo parco.

Giovedì 2 maggio – Visita di Esfahan

Uno splendore di EsfahanOoohhh, finalmente dopo l'esperienza negativa di Tehran dove la guida era soltanto una persona che parlava un po' d'italiano, abbiamo una vera guida turistica che ci farà visitare la città seguendo un programma prestabilito ed utilizzando un pulmino invece dei taxi trovati per strada!

Ed infatti la visita di Esfahan si è rivelata molto, ma molto interessante e ci ha permesso di ammirare le numerose bellezze architettoniche ed i curatissimi giardini della città!
Tanti bei posti da vedere e tutti illustrati, anche se in inglese, da una persona competente!

La Marbin Fortress ubicata su una collina che domina il territorio circostante, la Cattedrale di Vank, l'enorme Piazza Imam Khomeini con la Moschea dello Scià; e poi il Palazzo Ali Qapu ed il bazar con le tante caratteristiche viuzze piene di negozi e locali tipici. Per me in assoluto la giornata più interessante di tutto il viaggio!

La grande piazza di Esfahan

La grande piazza di Esfahan

La sera abbiamo fatto una bella e lunga passeggiata verso il centro per cenare nell'affollato ristorante di un noto albergo … ma la pietanze gira e rigira sono sempre le stesse: la solita minestra vegetale, spiedini, riso, ed insalata!

Venerdì 3 maggio – Esfahan > Yadz

Come ormai d'abitudine sveglia molto presto anche perché alle 7:00 sono previste delle foto davanti all'albergo per un servizio giornalistico di un giornale locale!

Partiamo appena terminato il servizio, ma subito ci fermiamo di nuovo sempre per la foto della serie "striscia lo striscione" in prossimità di uno dei vecchi ponti sul fiume Zayandeh che attraversa la città, per poi finalmente riprendere la strada verso Na'in.

Meybod - la fortezzaDovrebbe essere facile perché c'è un'unica strada e bisogna andare verso Est (e quindi con il sole negli occhi), ma non si capisce perché riusciamo per la terza mattina consecutiva a sbagliare strada perdendo così del tempo prezioso!

Dopo qualche "scazzio" il gruppo finalmente si ricompatta e raggiungiamo Na'in per la visita alla Moschea ed al Museo di Etnologia.
Oggi è giorno festivo e così inconsapevolmente transitiamo con le nostre moto per una stretta stradina coperta che scopriremo poi essere la via principale del bazar!

Lasciamo la città dopo una lunga sosta per dirigerci a Meybod dove ci sono gli imponenti resti della fortezza di Narin realizzata con fango e paglia secca (materiali ancora oggi usati per gli intonaci).
Lungo la via abbiamo fatto anche una breve sosta presso un grande e ben conservato caravanserraglio, peccato però che al suo interno c'erano solo rifiuti e vecchi copertoni!

Facciamo uno spuntino in una specie di bar e, come sempre, si raduna una folla di curiosi per guardare le nostre moto e chiedere … Where are you from?
Si risponde sempre volentieri anche perché gli iraniani non sono mai invadenti, e poi la loro curiosità è giustificata dal fatto che da queste parti le moto di grossa cilindrata sono rare come le mosche bianche!

ChakChakFa caldo e la temperatura supera abbondantemente i 30°, ma ripartiamo verso Chakchak dove c'è un importante centro zaroastriano incastonato su un lato di una monte. Il paesaggio si fa desertico e selvaggio e le montagne brulle lo rendono ancora più affascinante!

Riprendiamo la strada asfaltata per Yadz, anche se c'era una bella pista battuta … ma meglio non rischiare anche perché se si sfascia la moto da queste parti sono ca$$i amari!
Arriviamo nell'Hotel Mosh Al Mamalek che è ormai sera: una doccia ed è ora di cena!

Sabato 4 maggio – Yadz > Shiraz

Il programma in Iran prevedeva la sosta in 7 città: Tabriz l'abbiamo saltata perché non c'era tempo ed anche a Yadz siamo arrivati troppo tardi anche per fare solo una breve visita in centro!
E così si decide di dedicare almeno un paio d'ore della mattina al centro della città prima di partire per Shiraz; ma è troppo presto ed i negozi sono ancora chiusi, e poi siamo bardati con l'abbigliamento da moto, e così la visita a piedi del cuore della città non è stata agevole.

La tomba di Ciro il GrandeFatto il giro a piedi per vecchio centro di Yadz riprendiamo le moto e proseguiamo verso Shiraz, ma facendo una deviazione verso un passo di montagna subito a sud di Yadz che sembra interessante.
Ed infatti godiamo di paesaggi molto belli percorrendo anche qualche ottima strada curvosa di montagna!
Ci riallacciamo al percorso principale e proseguiamo spediti verso Abarkuh per ammirare un cipresso – monumento nazionale – che sembra abbia più di 4000 anni!

Nel primo pomeriggio riprendiamo la veloce autostrada verso Pasargadae dove all'interno di un esteso sito archeologico c'è la tomba di Ciro il Grande, la fortezza di Toll-e Takht (situata sulla cima di una collina) e altre rovine di due palazzi reali.

Terminata la visita facciamo strada per Shiraz dove alloggeremo nell'hotel Pars International. A causa dei tanti lavori in corso raggiungiamo l'albergo seguendo un taxi a cui avevamo chiesto aiuto e che NON vorrà essere pagato (un particolare che fa capire come gli iraniani ci hanno accolto)!

Domenica 5 maggio – Visita a Persepoli e Shiraz

I resti di PersepoliAppena lasciato l'albergo ci siamo recati in un'agenzia per ritirare i biglietti del traghetto Bandar e Abbas – Sharjah, e poi tutta la mattina è servita per la visita guidata di Persepoli (un'antica città capitale dell'Impero achemenide), Naqsh-e Rostam dove ci sono le imponenti tombe di Dario I (522-486 a.C.), Serse I (486-465 a.C.), Artaserse I (465-424 a.C.), e Dario II (423-404 a.C.).

Il pomeriggio è stato invece dedicato ai vari monumenti e punti d'interesse di Shiraz.

 

Lunedì 6 maggio – Shiraz > Sirjan

La strada per SirjanOggi c'è solo una tappa di trasferimento programmata perché il tragitto diretto Shiraz > Bandar e Abbas sembrava troppo lungo; scopriremo solo sul posto che invece c'è una grossa via di comunicazione che collega direttamente le due città e che percorrendola avremmo potuto tranquillamente evitare la sosta a Sirjan, una desolata cittadina priva di cose interessanti da vedere.

A circa 40 km da Sirjan ci fermiamo per una breve sosta e poco dopo veniamo raggiunti da due poliziotti che vogliono vedere i nostri passaporti … ed iniziano i problemi!

Dal 27 marzo i visti rilasciati dai consolati in Italia hanno un periodo di validità che stabilisce i giorni nei quali è possibile utilizzare il visto per entrare in Iran, e poi sono indicati quanti giorni potrà durare il soggiorno nel paese.
È un sistema complicato che si presta ad interpretazioni, ed infatti i poliziotti lo interpretano nel modo sbagliato affermando che alcuni visti sono scaduti.
Ci scortano così nella vicina Sirjan dove verremo condotti in una stazione di polizia per ulteriori accertamenti.
Dopo circa 1 ora però tutto si risolve per il meglio e possiamo finalmente raggiungere l'Hotel Touris Inn.

L'albergo è in una zona residenziale lontana dal centro, e così passiamo qualche ora chiacchierando nel fresco della sera in attesa di andare a dormire.

Martedì 7 maggio – Sirjan > Bandar e Abbas

Ben poco da raccontare! Una strada a 4 corsie piena di camion che si snoda in un'area a tratti desertica.

In un tratto montuoso abbiamo percorso "in apnea" alcune gallerie non illuminate perché piene dei gas di scarico di file interminabili di vecchi e fumanti autocarri.
Poco prima di Bandar e Abbas scorgiamo un enorme cartello turistico con la scritta "geyser", ma è soltanto un moderno parco acquatico … nulla d'interessante; ma visto che c'era un negozietto che vendeva bibite fresche e gelati ne approfittiamo per fare una sosta visto che ormai la temperatura supera i 35°!

A Bandar e Abbas soggiorniamo nell'Hotel Homa, una grande struttura immersa in un parco.

Prima di cena usciamo per fare un giro di un paio d'ore in centro, ma tolto il solito bazar non c'è niente di particolare.

Mercoledì 8 maggio > Traghetto per gli Emirati Arabi

L'imbarco a Bandar e AbbasÈ la giornata dedicata all'imbarco delle moto sul traghetto che ci porterà negli UAE. Abbiamo appuntamento alle 9:00 nella hall dell'albergo con una persona che ci accompagnerà ed aiuterà ad espletare le procedure burocratiche che si riveleranno lunghe, costose ed estremamente complicate.

Fa molto caldo; partiamo vestiti "leggeri" – senza l'abbigliamento tecnico – per andare prima nella sede della compagnia di navigazione per pagare una tassa e prenotare il passaggio, e poi entriamo nel porto dove ci vorranno quasi 10 ore per ottenere tutti i nulla osta ed i permessi d'imbarco.
Saliremo a bordo del traghetto solo alle ore 21:00!

Il traghetto non è il massimo in quanto a pulizia, ma non è neanche molto peggio dei tanti che operano su certe tratte in Italia.
C'è poca gente (nessun veicolo, solo due rimorchi scarichi), e così possiamo prenderci tutta una fila di sedili per allungarci e dormire. Dopo la partenza ci verrà servita anche la cena: pollo al curry e riso … buono!

Giovedì 9 maggio – Sbarco a Sharjah e Dubai

L'arrivo a Sharjah è previsto per le 9:00, ma alle 6 siamo già tutti svegli e ci ritroviamo sul ponte esterno per prendere un po' d'aria: fa già caldo e l'umidità è notevole!

Sbarchiamo a Sharjah ed ecco la prima brutta sorpresa: avevamo concordato un costo di 350$ per il trasporto delle moto, ma l'addetto della compagnia ora ci chiede ulteriori 120$ per le pratiche doganali!
C'è poco da fare, chiamiamo anche la polizia, ma la procedura è quella e se vogliamo uscire dal porto dobbiamo versare la somma richiesta.

Foto ricordo a "La Vela" di DubaiOnestamente negli UAE mi aspettavo procedure più semplici, ed invece anche qui la burocrazia la fa da padrone con innumerevoli compilazioni di moduli, firme, timbri e pagamenti di balzelli vari!
Per fortuna che ci aiuteranno Fabio (un ragazzo che vive e lavora a Dubai) e Saleh, un motociclista arabo di Dubai.
Lasceremo il porto di Sharjah solo verso le 15:00.
Il traghetto da Bandar e Abbass a Sharjah alla fine si rivelerà molto costo, ben oltre i 500€!

A Dubai alloggeremo nell'Hotel Rimal Rotana, una buona struttura ubicata però a Deira, un'area di Dubai che una volta era il centro commerciale della città, ma che negli ultimi anni ha perso la sua importanza diventando un enorme dormitorio per immigrati, specialmente filippini.

Doccia veloce, e poi subito "on the road" guidati da Fabio che ci porta a fare qualche foto a "La Vela", ovvero il Burj al-Arab che è uno degli hotel più lussuosi del mondo ubicato sulla Jumeirah Beach, a circa 15 km dal centro di Dubai.

E dopo tanti rifornimenti con la pessima benzina iraniana finalmente faccio anche un bel pieno di carburante a 98 ottano a COATTA che sembra rinascere!

Fatte le foto ci dirigiamo nel deserto e dopo aver percorso diversi chilometri tra le dune arriviamo nell'esclusivo resort Bab Al Shams dove abbiamo cenato insieme ad altri bikers di Dubai che ci avevano raggiunto per scambiare quattro chiacchiere.

Veduta del centro di Dubai

Veduta del centro di Dubai

Venerdì 10 maggio – Dubai e Abu Dhabi

COATTA al Burj KhalifaÈ giorno festivo; ci vediamo la mattina con Fabio e Saleh nella hall dell’albergo per poi recarci in un'area di servizio dove saremo raggiunti da molti altri motociclisti locali.
Proseguiremo quindi per Abu Dhabi per visitare il Ferrari World Center, l'Emirates Palace (un lussuoso splendido hotel parzialmente in stile arabo che è lungo circa un chilometro, tutta la struttura è talmente imponente da occupare 100 ettari di terreno) e la fantastica bianca moschea Sheikh Zayed.

Sulla strada del ritorno facciamo una lunga e piacevole sosta nella casa di campagna di una famiglia araba che vuole incontrarci; passeremo un paio d'ore raccontando le nostre esperienze gustando te e caffè arabo, oltre a degli squisiti mango appena raccolti nel giardino circostante.

Rientriamo in albergo giusto il tempo per rinfrescarci e poi subito al Burj Khalifa (la struttura che con i suoi 830 mt è attualmente la più alta del mondo) per vedere lo spettacolo della fontana danzante.

Ceneremo in un ristorante libanese ubicato in un tratto del lungomare di Dubai che nei weekend è estremamente trafficato e dove i proprietari di macchine e moto di grossa cilindrata si sfidano in gare improvvisate nelle partenze dai semafori.
Finiremo la serata all'Hard Rock Cafe ascoltando un po' di musica e bevendo una birra.

L'Emirates Palace di Abu Dhabi

L'Emirates Palace di Abu Dhabi

Sabato 11 maggio – Spedizione delle moto

È la giornata dedicata alla spedizione delle moto che rientreranno in Italia con un container via mare.

La spedizione di COATTACi rechiamo al porto per le poche pratiche burocratiche; svuotiamo i serbatoi della benzina e poi – in attesa che arrivi il camion con il container – ospiti di Saleh andiamo a pranzo in un ristorante tipico frequentato esclusivamente da gente araba e dovo abbiamo potuto gustare tante ottime specialità locali.

Verso le 16:00 ritorniamo al porto per caricare le moto, ma con sorpresa scopriamo che sono già state caricate e ben ancorate. Non rimane che scattare qualche foto ricordo e ritornare, accompagnati dai nostri amici, in albergo.

Nel tardo pomeriggio facciamo un salto in taxi all'Atlantis dove c'è un bell'acquario, e poi ci rechiamo Grosvenor House, un grande ed esclusivo albergo dove il nostro compagno di viaggio Ermes aveva lavorato in passato e dove – suoi ospiti – trascorreremo una indimenticabile serata … che è anche quella dei saluti perché dopo tanti giorni Tobia ed Ermes ci lasceranno per prendere l'aereo che li riporterà a casa.

Aperitivo al quarantaquattresimo piano dell'hotel ammirando un panorama mozzafiato, e poi la cena nel famoso Buddha Bar dove abbiamo gustato ottime pietanze asiatiche … ma non è ancora finita perché dopo cena ci aspetta anche il digestivo nell'area all'aperto del Siddharta Lounge by Buddha Bar!

Domenica 12 maggio – A passeggio per i centri commerciali di Dubai

Giornata interamente dedicata alla visita di un paio d'importanti centri commerciali di Dubai.
Ci muoviamo – dopo aver acquistato un biglietto giornaliero – utilizzando la moderna metropolitana.
Nelle ore centrali della giornata fa molto caldo, e si riesce a girare solo rimanendo all'interno di ambienti condizionati.

Lunedì 13 maggio – Gold Souk, Mall of Emirates, Bikers Cafe e Partenza

Il museo di DubaiLa mattina la dedichiamo alla parte vecchia della città, quella intorno al Dubai Creek: visitiamo a piedi il museo di Dubai ed il Gold Souk; e poi rientriamo velocemente in albergo perché alle 12:00 dobbiamo lasciare le stanze.

Un autista di Saleh ci accompagnerà al Mall of Emirates per una visita allo ski resort, una pista di sci artificiale … nel deserto!!!

Il tardo pomeriggio lo trascorriamo al Bikers Cafè; il tempo scorre veloce ed io dovrei prendere un autobus per raggiungere Abu Dhabi da dove parte il mio volo per Roma, ma il buon Saleh decide che non se ne parla, ma solo perché mi accompagneranno loro in auto fino all'aeroporto dimostrandomi ancora una volta un'accoglienza ed una disponibilità veramente incredibile Accoglienza incredibile

Martedì 14 maggio – rientro a Roma

Volo senza problemi da Abu Dhabi a Roma; poi la solita lunga attesa del bagaglio nell'ambiente fatiscente degli arrivi di Fco.

Guardo la tanta sporcizia per terra e l'erba non tagliata ai lati delle strade; in TV ed alla radio diffondono sempre le solite vecchie notizie sui processi di Berlusconi e mi chiedo: perché son tornato in Italia? 

 

La magia di Campo Imperatore

Erano quasi le 19:00 di sabato 2 marzo quando mi è venuto in mente di chiamare gli amici Paola ed Andrea per fare due chiacchiere e per saper se, visto che per domenica 3 marzo era previsto bel tempo, avevano in programma un giretto in Abruzzo.

Detto e fatto … telefono e mi risponde Andrea; ci raccontiamo un po' di cose e così scopro che avevano in mente di andare a Campo Imperatore!

Uuuhhhhhaaaaooooo … "dove ci vediamo?", è stata la mia richiesta sfacciata ed immediata!

Ci siamo accordati per incontrarci verso le 10:00 in un grosso parcheggio che c'è al bivio sulla SS17 per S. Gregorio.

La giornata era stupenda: cielo terso, temperatura decisamente mite e calma di vento! Il clima ideale per una gita invernale in moto a Campo Imperatore!

Paola ed Andrea sono due veri esperti dell'Abruzzo e da tanti anni ne percorrono in moto le strade ed i sentieri meno noti per scoprirne tutte le bellezze. Conoscendo questa loro passione io mi fido ciecamente delle loro scelte e mi lascio guidare … e non sbaglio perché ogni volta mi fanno scoprire cose semplicemente F A N T A S T I C H E !!!!!

Neve a Campo ImperatoreEd anche stavolta i "Fruschi" (scherzosamente li chiamo così dal nick di Andrea che in internet è Frush) non hanno tradito le mie aspettative perché Paola ha proposto di provare andare al lago di Racollo da dove sarebbe poi iniziato un percorso fantastico alla scoperta di quella che secondo me è la "magia di Campo Imperatore"!

Andrea era un po' titubante (come me) a causa della possibile presenza di ghiaccio, ma ci siamo accordati che al primo accenno di scarsa aderenza avremmo interrotto la gita … ma così non è stato perché il 3 marzo si sono verificate una serie di condizioni difficilmente ripetibili: tanta, ma proprio tanta neve, meteo splendido e strade perfettamente pulite!

Abbiamo così raggiunto prima il lago Racollo (dove c'è anche l'omonimo Rifugio) scendendo da Santo Stefano di Sessanio, e poi Fonte Vetica passando per Castel del Monte.

Il percorso a Campo Imperatore

Non aggiungo commenti perché le foto scattate da Paola parlano da sole … Campo Imperatore non finisce mai di stupire con la sua bellezza mutevole … magica!

Ribadisco che le foto belle (praticamente tutte) sono di Paola; io ne ho scattate solo 3 o 4 con il telefonino e sono facilmente riconoscibili Le kie foto si riconoscono!!!

Qui trovate le foto di Paola

E queste sono invece le "mie", nel senso che le ha scattate sempre Paola e me le ha donate Le foto di Paola a Campo Imperatore

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

La Puglia in moto

A fine maggio 2010 ero già stato in Puglia con la moto per partecipare al 5° CC Motordays, raduno annuale del MotoClub dei Carabinieri, che si era tenuto a Vernole, piccola cittadina a sud di Lecce.
La regione mi era piaciuta tantissimo e così ho approfittato di un evento organizzato dal gruppo Facebook GS Italia per tornare da quelle parti e visitare con calma il Gargano.

Mi ero organizzato per dedicare 1 giorno e 1/2 al Gargano fissando l'appuntamento con un gruppo proveniente da Nord a Foggia alle ore 12:00 di venerdì; e così sono partito giovedì mattina percorrendo l'autostrada A1 verso sud fino all'uscita di San Vittore (poco dopo Cassino) per poi continuare verso Isernia, e quindi sulla SS650 fino a Salvo Marina da dove ho proseguito sulla litoranea verso il Gargano.

La giornata era stupenda, con cielo terso e temperatura perfetta, e così mi sono goduto i panorami stupendi costeggiando prima il lago di Lesina, e poi percorrendo tutta la strada costiera del Gargano che attraversa cittadine incantevoli come Rodi Garganico, Peschici, Scoglio Paradiso, Vieste, Portogreco, Pugnochiuso e Mattinata, da dove poi sono salito a Monte Sant'angelo dove avevo programmato di dormire nell'ottimo B&B Villa Bisceglia.

Com'è mia abitudine nel tardo pomeriggio ho fatto una lunga passeggiata nel paese per visitarne i punti d'interesse; ho cenato in centro con un buon piatto di orecchiette al sugo e delle verdure grigliate.

Per visitare la costa il giovedì avevo evitato le strade interne, ma non potevo certo  perdermi le bellezze del Parco Nazionale del Gargano e della Foresta Umbra! E così venerdì mattina presto mi sono diretto – seguendo le indicazioni stradali "Foresta Umbra" – verso Vico del Gargano percorrendo una strada che l'attraversa: uno spettacolo, bellissima!

Da Vico del Gargano sono tornato verso San Giovanni Rotondo – percorrendo sempre strade molto belle ed in buone condizioni – per una breve visita al Santuario di Padre Pio.
Verso le 11:30 ho ripreso la moto e sono sceso velocemente verso Foggia dove alle 12:00 avevo appuntamento al casello autostradale; il gruppo è arrivato in perfetto orario ed abbiamo proseguito verso Lecce facendo varie soste per rifornimenti e snack.

Siamo arrivati a Lecce nel primo pomeriggio e dopo aver gustato dei rustici leccesi e sorseggiato caffè in ghiaccio con latte di mandorla abbiamo passeggiato per il centro della città ammirando Piazza Sant'Oronzo, l'Anfiteatro Romano ed il Duomo.

Dopo la sosta a Lecce abbiamo ripreso le moto e proseguito, sempre tutti in gruppo, verso il Gallipoli Resort, una bella struttura ubicata appena fuori la città.
Check-in, doccia, una chiacchierata e poi a cena tutti insieme in una vicina trattoria dove ci sono state servite tantissime ottime pietanze locali Pietanze salentine

Per il sabato gli organizzatori avevano pensato un giro prettamente "turistico" che prevedeva numerose soste.
Da Gallipoli siamo andati alla Riserva Naturale Statale “Le Cesine” dove i responsabili ci hanno spiegato la storia e lo scopo della riserva; poi abbiamo fatto un'altra sosta sul lungomare di San Foca, e poi abbiamo continuato per Otranto per una visita del Castello e del centro.

Abbiamo lasciato Otranto per continuare sempre lungo la costa per una breve escursione nella zona della Piscina di Santa Cesarea Terme, per poi continuare per Tricase Porto dove era prevista la sosta pranzo.

E dopo la "siesta" ancora verso sud seguendo la splendida costa salentina con sosta nell'incantevole Baia del Ciolo, e poi a Santa Maria di Leuca.

Ma la gita non era ancora terminata perché ci aspettava il giro tra le stradine del  fantastico centro storico di Gallipoli ubicato su un'isola collegata alla terraferma attraverso un vecchio ponte.
Ormai si era fatto pomeriggio inoltrato ed alcuni amici pugliesi mi attendevano all'inizio del ponte dove c'è la bella Fontana Greca, e così ho posteggiato la moto e finalmente ho potuto riabbracciare e chiacchierare a lungo con i "Salento Friends" con cui avevo trascorso dei bei momenti durante la vacanza a Santa Teresa di Gallura.

La sera c'è stata una piacevole cena nel ristorante del Gallipoli Resort; ambiente, servizio e cibo veramente ottimi, ma i vini hanno lasciato a desiderare Vini salentini non di qualità

Per la domenica mattina era in programma una gita nella Valle d'Itria; poiché avevo già visitato la zona ho preferito alzarmi con comodo e fare strada verso casa attraversando  Taranto.
Sono passato volutamente di fianco all'insediamento industriale delle  acciaierie ILVA e quello che ho visto mi ha spaventato … si percepisce un odore acre e tutto è coperto da un pulviscolo rosso! 

Ho poi continuato sulla Basentana e dopo sull'autostrada fino a casa riflettendo ogni tanto sulla vicenda dell'ILVA e su come sia stato possibile arrivare ad una simile situazione.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Vacanza a Santa Teresa di Gallura

La Sardegna fu la meta di uno dei miei primi giri in moto; era la primavera del 2009 ed allora possedevo uno stupendo scooter Honda Silver Wing 600 grazie al quale scoprii il mototurismo.

Rimasi molto impressionato dalla bellezza della Sardegna, e così ho approfittato di un raduno organizzato dal CCMotorday per tornare nell'isola dal 5 al 9 settembre a godermi qualche giorno di vacanza insieme ad un gruppo di amici.

E poi è stata anche un'occasione per provare COATTA, la nuova moto BMW R1200GS che ha sostituito la F800GS con la quale ho percorso 45.000 km in meno di 2 anni

Per la traversata abbiamo utilizzato il traghetto della Saremar che ci ha sbarcato ad Olbia la mattina presto di mercoledì 5 settembre. Il meteo non prometteva nulla di buono, ma siamo riusciti ad arrivare nell'hotel Da Cecco di Santa Teresa di Gallura senza bagnarci.

Dopo aver fatto colazione abbiamo tentato di fare un giro lungo la costa, ma è iniziato a piovere ed abbiamo preferito tornare in albergo rimandando la gita al giorno dopo.

Giovedì il tempo era splendido e ne ho approfittato per fare una lunga passeggiata in moto insieme ad un amico per rivedere Castelsardo > Stintino > Capo Caccia > Alghero e poi tutta la magnifica costa fino a Bosa da dove abbiamo "tagliato" all'interno per tornare a Santa Teresa di Gallura.

Per la sera era stata organizzata una cena a base di specialità locali in un agriturismo ad una trentina di chilometri da Santa Teresa di Gallura … semplicemente spettacolare! Dopo un antipasto eccezionale sono stati serviti due ottimi primi (pane carasau e poi certe deliziose fettuccine a base di zucchine e funghi porcini leggermente piccanti) per poi passare al piatto forte ovviamente a base di perceddu ed agnello arrosto più involtini di interiora.
E come dolce non poteva mancare il seadas ricoperto di miele degustato sorseggiando mirto!

Il venerdì, causa un malinteso, ho fatto un giro in solitaria nell'interno della Sardegna. Dopo aver seguito la costa fino a Porto Cervo ho poi tagliato verso l'interno per il lago di Coghinas per poi proseguire verso Ozieri, Buddosò e Monti da dove ho preso la superstrada verso Olbia per far ritorno a Santa Teresa di Gallura dove nel primo pomeriggio era in programma una visita guidata alla Tomba dei Giganti di Capo Testa.

Il giro all'interno mi ha portato ad attraversare dei vasti sughereti ed anche dei bellissimi boschi che onestamente non mi aspettavo di trovare. Purtroppo non sono riuscito a raggiungere il gruppo per la visita alla Tomba dei Giganti perché … mi sono perso! Ho seguito le indicazioni stradali e alla fine mi sono trovato al faro di Capo Testa: faceva caldo, c'era molto traffico e così mi sono fermato e rilassato bevendo una birra fresca all'ombra ed ammirando il panorama stupendo!

La sera abbiamo cenato Da Thomas, ottimo ristorante che serve tante specialità a base di pesce, e poi tutti in piazza a chiacchierare.

Per il sabato era stata organizzata una bella gita in moto sull'isola della Maddalena e Caprera: belle, belle, belle! Paesaggi mozzafiato! Non ho parole per descrivere la bellezza dei luoghi che abbiamo visitato.

Il pranzo (squisito) ci è stato servito dalla Pro Loco sull'isola di Caprera, e subito dopo c'è stata un'interessante visita guidata a quella che fu la dimora dell'Eroe dei Due Mondi e dove Garibaldi visse gli ultimi venticinque anni della sua vita dedicandosi alla coltivazione dei campi ed allevando animali.

Di nuovo a cena Da Thomas, e poi ancora in piazza dove c'era uno spettacolo folcloristico.

Per la giornata di domenica era invece prevista una gita in barca; alle ore 10:00 partenza dal porto di Santa Teresa con una attrezzata motonave che ci ha fatto fare un lungo giro delle isole dell'arcipelago de La Maddalena per visitare le più belle cale e le piccole incantevoli spiagge con frequenti soste per bagni in acque cristalline. Abbiamo pranzato a bordo e, dopo una breve visita alla città de La maddalena, siamo rientrati nel tardo pomeriggio in albergo.

Veloce doccia, e poi in moto ad Olbia dove ci attendeva il traghetto per il rientro a Civitavecchia.

La Sardegna è una terra bellissima, e le strade sono perfette per essere percorse in moto. Spero di tornarci presto per visitare anche il sud dell'isola. Magari approfitterò di nuovo dell'ospitalità degli amici sardi che ringrazio pubblicamente per le belle giornate che mi hanno fatto trascorrere.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Viaggio in moto in Romania

Non so per quale motivo, ma non avevo mai preso in considerazione l’idea di visitare la Romania, paese di cui ignoravo praticamente tutto.

Poi mi è capitato di seguire qualche discussione su alcuni forum di motociclisti ed ho iniziato ad incuriosirmi: ho acquistato una guida della Lonely Planet, una cartina stradale della Michelin e mi sono documentato anche sul web scoprendo così che la Romania offre molto dal punto di vista storico, culturale e paesaggistico.

Basandomi sulle esperienze di altri viaggiatori ho preparato un percorso (scarica il file .gdb per il GPS) che mi avrebbe permesso di ammirare quasi tutte le cose più interessanti e note del Paese.

Non ho prenotato gli alberghi con largo anticipo (l’ho fatto un giorno per l’altro), ma per ogni città dove avevo previsto il pernottamento ho individuato tramite Booking.com due o tre strutture con le seguenti caratteristiche: pulizia, silenziosità, costi contenuti e presenza di un parcheggio privato e connessione internet Wi-Fi.

Non amo percorrere lunghissime tratte, per cui ho diviso il trasferimento in Romania in due tappe di circa 650 km con una prima sosta a Teor, ed un’altra a sud di Budapest.

Questo il percorso in grandi linee:  Roma > Teor > Budapest > Cluj-Napoca > Sibiu > Sighisoara > Brasov > Tulcea > Iasi > Veronet > Sighetu Marmatiei > Budapest > Prata di Pordenone > Roma

Il percorso del mio viaggio in Romania

Ovviamente ho fatto delle deviazioni per visitare le attrazioni turistiche, e le ho illustrate nei racconti dei singoli giorni.

Sia in Ungheria che in Romania ho utilizzato intensamente il mio smartphone che mi ha consentito, utilizzando i WiFi gratuiti, di rimanere costantemente in contatto con i conoscenti via internet, di prenotare gli alberghi grazie ad un’applicazione dedicata, di controllare le previsioni meteo e di reperire informazioni turistiche, storiche e curiosità sui luoghi che stavo visitando!

Questo è stato l’ultimo viaggio in sella alla mia F800GS che non mi ha dato alcun problema, dimostrandosi così ancora una volta una moto affidabile e molto parca nei consumi.

Qualche volta nel racconto ho indicato i prezzi in valuta locale; nel periodo della mia permanenza (ago. 2012) il cambio è stato:

– Ungheria: 1€ = 275 Fiorini
– Romania: 1€ = 4,5 LEI

 

La raccolta delle foto

Le foto scattate in Romania

Martedì 31 luglio

Trasferimento a Teor, una piccola località a pochi chilometri da Lignano Sabbiadoro, che ho scelto solo perché vicina all’autostrada e per la presenza di un buon albergo a basso prezzo.

Nel pomeriggio ho fatto una passeggiata sul lungomare di Lignano e la sera ho cenato con un’ottima tagliata nel ristorante dell’albergo che è ubicato in un vicino parco.

Mercoledì 1° agosto

Sono partito da Teor alle 7:00 perché volevo fare più strada possibile con il fresco della mattina. Ho fatto una prima breve sosta prima di entrare in Slovenia per acquistare la vignetta autostradale (un contrassegno che certifica il pagamento del pedaggio), e poi ho proseguito sulle ottime autostrade slovene fino al confine ungherese dove, durante una sosta in una stazione di servizio per fare rifornimento ed acquistare la vignetta, ho conosciuto due ragazzi italiani anche loro diretti in Romania, ma che facevano il giro in senso orario al mio.
Nella tarda mattinata ho proseguito fino al lago Balaton dove mi sono fermato per mangiare qualcosa e riposarmi sdraiato in riva al lago all’ombra di un grosso albero.

L’area del lago Balaton (chiamato anche mare ungherese, è il più grande lago dell’Europa centrale – lungo circa 80 km e largo 13 km) è molto bella, curata ed affollata di turisti specialmente tedeschi.
Mentre percorrevo la strada che costeggia il lato sud, ho scoperto per caso la presenza di un traghetto e così mi sono spostato sulla Penisola di Tihany per visitare anche una parte della sponda settentrionale.

Terminata la visita, ho ripreso l’autostrada ed ho continuato verso Dunaharaszti, una località a sud di Budapest dove avevo prenotato una camera nell’albergo Camino Panzio. Gli ultimi 10 km li ho percorsi a passo d’uomo a causa del traffico bloccato dagli innumerevoli lavori e con una temperatura di circa 38°: è stata una sofferenza!

Nonostante i giudizi abbastanza buoni, a me l’albergo Camino Panzio è apparso una mezza schifezza: senza aria condizionata, mobilio vecchio e personale svogliato. Pazienza; ero molto stanco e non avevo certo voglia di rimettermi in moto. Ho mangiato qualcosa acquistato in un minimarket (non sono riuscito a trovare un ristorante) e mi sono addormentato riflettendo sulle prime buone impressioni ricevute dall’Ungheria.

Giovedì 2 agosto

Dopo aver preso solo un buon caffè preparato in camera con la mia moka “Bialetti” elettrica sono partito di buon ora verso la Romania.
Vista l’esperienza del giorno prima con il traffico del raccordo M0 a sud di Budapest l’ho accuratamente evitato ed ho raggiunto l’autostrada M5 percorrendo strade secondarie.
Nessun problema e traffico scorrevole fino al confine con la Romania dove sono entrato da Oradea, primo grosso centro rumeno, per proseguire sulla “1” (una importante strada che arriva a Bucarest) fino a Cluj-Napoca.

Entrando in Romania la situazione cambia repentinamente: lo stato delle strade peggiora e si percepisce subito che il paese è povero.
Case dimesse, pozzi con pompe a mano per attingere l’acqua, molti carretti trainati da cavalli. E poi tanti camion che procedono lentamente rallentando l’andatura delle auto che spesso, per liberarsi, eseguono sorpassi molto pericolosi.
Inoltre, sull’asfalto s’incontrano spesso dei solchi molto profondi prodotti dal passaggio degli autocarri pesanti e che sono pericolosissimi per le moto.

Ho adattato l’andatura alle nuove condizioni e sono arrivato a Cluj-Napoca nel primo pomeriggio sotto un sole cocente. Ho preso alloggio nell’ottima Pension Cluj ubicata in cima ad una collina che sovrasta il centro della città, e poi mi sono rilassato qualche ora dopo una doccia ristoratrice.

L’alloggio lo avevo prenotato la sera prima sempre utilizzando Booking.com e questa volta i giudizi corrispondevano esattamente: ottima struttura, personale efficiente e simpatico,  servizi tutti perfettamente funzionanti e di elevato livello!

Nel pomeriggio ho visitato il centro della città che ho raggiunto a piedi camminando in discesa per circa 15 minuti, mentre per tornare alla pensione ho utilizzato un taxi pagando poco più di 1€.

Arrivando con la moto avevo adocchiato un ristorante/pizzeria che mi era sembrato nelle vicinanze, ma mi era sbagliato e così non sono riuscito a ritrovarlo. Ho chiesto ad una ragazza della reception che mi ha confermato che nei dintorni non erano presenti ristoranti consigliabili e mi ha proposto di ordinare la cena che mi sarebbe stata consegnata in albergo e che avrei potuto consumare in giardino.
Ho seguito il suo consiglio ed ho cenato benissimo, seduto comodamente all’aperto nel fresco della sera e godendomi il panorama!

Venerdì 3 agosto

In assoluto la giornata più pesante di tutto il viaggio!

Sono partito verso le 8:30 per raggiungere le vicine Saline di Tura e già faceva molto, molto caldo.

Ho visitato l’interessante sito ed ho goduto del fresco presente nelle profonde gallerie e nelle enormi sale scavate nelle viscere della terra: mi sono fermato a lungo perché non avevo proprio nessuna voglia di riprendere il viaggio con quel caldo!

Terminata la visita alle saline sono risalito in moto per dirigermi a Sibiu, antica città fondata da coloni tedeschi e caratterizzata da un centro storico molto bello che circonda la grande piazza principale (detta Piazza Grande – Piata Mare) sulla quale si affacciano molti importanti vecchi edifici.

Il viaggio non è stato per niente agevole: la temperatura altissima ed il traffico spesso bloccato nei centri urbani mi hanno fatto veramente soffrire … ma il bello doveva ancora venire !!!

Poiché – eccetto rarissimi casi – non sono presenti circonvallazioni tutte le strade principali attraversano molti centri urbani e così, come è facilmente intuibile, si creano enormi file di auto e camion!

Comunque, verso l’ora di pranzo sono arrivato finalmente a Sibiu dove, dopo aver visitato il centro, ho pranzato e mi sono riposato.

Nel pomeriggio ho ripreso la moto per dirigermi a Sighisoara; dovendo percorrere solo circa 90 km pensavo di fare in fretta ed invece i problemi sono iniziati già nella periferia di Sibiu a causa dei numerosissimi lavori in corso! Praticamente sulla strada 14  (quella che passa per Medias) ho percorso 90 km a senso unico alternato regolato da semafori! Un infinito susseguirsi di cantieri stradali tanto che ho impiegato circa 3 ore per raggiungere Sighisoara!

A Sighisoara ho alloggiato nell’Hotel Rex (una struttura discreta con un buon rapporto qualità/prezzo) che ho scelto perché ubicato non troppo distante dalla famosa “cittadella”, un centro storico ben conservato con la tipica struttura urbanistica di un borgo medievale.
Ho passeggiato per il centro ammirando i vecchi edifici sovrastati dall’imponente Torre dell’Orologio, ed ho anche raggiunto la cosiddetta “Chiesa sulla collina” percorrendo la lunga scalinata interamente coperta da un tetto di legno, ma arrivato in cima sono rimasto un deluso perché la chiesa era chiusa e non c’era molto altro da vedere!

Ho cenato nel ristorante dell’albergo, e poi a dormire presto perché la giornata era stata veramente lunga e pesante.

Sabato 4 agosto

Quando si parla della Romania con un motociclista sicuramente verrà citata la Transfagarasan (strada DN7C). Questa famosa via di comunicazione, che sale fino ad una quota di 2.034 metri di altitudine, è la seconda strada più alta della Romania e fu costruita per volere di Ceaucescu tra il 1970 e il 1974 per scopi militari. Per la sua realizzazione furono impiegate ingenti risorse economiche ed i lavori furono eseguiti dai soldati dalle forze armate.

Poiché non volevo perdermi questo percorso avevo programmato una sosta di due giorni a Brasov in modo da poter posticipare la visita della zona in caso di brutto tempo; viste le ottime previsioni meteo la mattina mi sono diretto da Sighisoara verso il punto Nord d’inizio della 7C (in prossimità del paesino Arpasu de Jos) e vista l’esperienza del giorno precedente ho deciso di percorrere strade secondarie passando per Apold > Agnita > Chirpar > Sasaus > Nou Roman .
In effetti ho incontrato poco traffico e tutto sommato lo stato delle strade era buono … solo che gli ultimi 15-20 km erano di sterrato!  Sterrati in Romania

È stato divertente perché lo sterrato era facile, e così senza problemi e nel fresco della mattina ho iniziato a percorrere la Transfagarasan in direzione sud. Il primo tratto è molto bello ed è possibile ammirare dei panorami affascinanti, ma il secondo tratto (quello che costeggia il lago) onestamente non mi è piaciuto per niente.

Poco prima della cittadina di Curtea de Arges ho imboccato la 73C per tagliare su strade secondarie verso Brasov che ho raggiunto sempre nel primo pomeriggio.
Dopo il clima gradevole in montagna, nell’ultimo tratto il caldo si è fatto di nuovo sentire con temperature che hanno raggiunto i 37°, ma per fortuna con bassa umidità! Per raggiungere Brasov ho attraversato la cittadina di Bran che ospita il famoso castello che ha ispirato la descrizione di quello di Dracula e che era letteralmente intasata dai pullman e dalle auto dei turisti!
Volevo fermarmi, ma vista la situazione ho preferito proseguire verso Brasov anche perché il caldo iniziava a diventare insopportabile.

A Brasov ho alloggiato presso la Pension Gallery, un’ottima struttura a gestione familiare ubicata in una zona silenziosa non troppo distante dal centro (a piedi circa 20 minuti, con il taxi pochi minuti al prezzo di 5 LEI [poco più di 1€]).

Mi sono sistemato in camera e poi … bucato!
E si, il bucato! Perché nei miei viaggi in moto ho imparato che quando si sta fuori parecchi giorni per ridurre il bagaglio conviene programmare almeno una sosta di due giorni anche per provvedere al lavaggio della biancheria. In alcuni paesi sono disponibili lavanderie automatiche, ma in altri è necessario farlo da soli e poi bisogna avere il tempo di far asciugare i capi.
La mia camera era dotata di un grande bagno con un’ampia finestra che provocava una piacevole corrente d’aria, e mi è bastato appendere gli indumenti nel bagno per averli asciutti in poco tempo.

Dopo essermi riposato nel tardo pomeriggio mi sono recato in centro per una prima visita della città. Nella parte storica di Brasov è presente una vasta area pedonale ben curata dove è piacevole passeggiare. Ho gustato una birra fresca seduto in uno dei tanti bar all’aperto utilizzando il mio palmare e la connessione WiFi disponibile gratuitamente.

Ho provato a visitare la Chiesa Nera che però, vista l’ora, ho trovato già chiusa; per cui ho deciso di tornare alla Pension Gallery per cenare nell’adiacente ristorante che mi era stato consigliato dal proprietario: vasta scelta di ottimi cibi a prezzi contenuti! Ho gustato una Schnitzel con contorno di patate e un’insalata sorseggiando un buon vinello frizzante fresco, e per finire un bel gelato … alla faccia della dieta!

Domenica 5 agosto

Mattinata interamente dedicata alla visita del Castello di Peles che si trova nella cittadina di Sinaia (circa 50 km a sud di Brasov); sono partito abbastanza presto per essere al castello verso le 9:00. La zona di Sinaia è montuosa e sono presenti numerose piste da sci; per raggiungerla da Brasov c’è una bella strada che si snoda in un’incantevole vallata che ho percorso nel fresco della mattina godendo del paesaggio.

Posteggiata la moto mi sono recato a piedi all’ingresso di quello che mi è apparso subito come un’incredibile edificio, un qualcosa che si vede solo nelle fiabe! Realizzato alla fine dell’800, è praticamente uno degli ultimi castelli costruiti, e sicuramente il primo castello moderno perché all’epoca già dotato di energia elettrica, riscaldamento con termosifoni ed addirittura di un impianto di aspirapolvere centralizzato!

Ho scelto la visita guidata completa che richiede circa 2 ore e non mi sono pentito perché ho potuto visitare anche l’ultimo piano del castello (quello più moderno) arredato in modo completamente diverso da tutti gli altri ambienti: veramente un’esperienza incredibile!
Purtroppo non ho potuto scattare foto perché per farlo è necessario pagare un supplemento di cui non ero a conoscenza: ovviamente ho provato, ma le solerti guardiane appostate in ogni angolo mi hanno bloccato subito! Castello di Peles

Terminata la visita ho ripreso la moto per tornare verso Brasov ed eventualmente andare a visitare il Castello di Bran: ho rinunciato subito perché nel frattempo il traffico era aumentato enormemente tanto che la strada che da Brasov conduce a Sinaia era completamente bloccata (ho misurato circa 20 km di fila dall’ingresso di Sinaia – praticamente fino al bivio per Bran)!
Vista la situazione ed il caldo sono tornato in albergo.

Nel pomeriggio mi sono recato, utilizzando la cabinovia, sulla collina Tâmpa che sovrasta Brasov sperando di trovare un po’ di fresco, ma niente da fare: faceva caldo anche lassù! Ho raggiunto a piedi un punto panoramico (quello dove c’è la grande scritta “Brasov”) per scattare qualche foto, poi ho bevuto qualcosa nel ristorante adiacente alla stazione della cabinovia e quindi sono sceso di nuovo in città perché non volevo perdermi la visita all’interno della Chiesa Nera.

Ho cenato nello stesso ristorante adiacente la pensione e per cambiare ho chiesto un piatto tipico rumeno a base di polenta, pancetta affumicata, uova, formaggio ed una salsa leggermente acida: NON è stata una buona idea  ; dopo qualche forchettata ho dovuto ripiegare su un’altra pietanza!

Lunedì 6 agosto

Per lunedì avevo in programma il trasferimento a Tulcea, città ubicata nel delta del Danubio. Sono partito alle 7:00 ed ho percorso una bellissima strada verso Buzau che nel primo tratto costeggia un lago artificiale incastonato tra montagne veramente stupende. Temperatura gradevole, strade in ottimo stato, pochissimo traffico, niente camion: guidare la moto è stato veramente un piacere! Bella strada in Romania

Terminata la zona montuosa, quando ho iniziato a dirigermi verso Braila il paesaggio è mutato ed ho potuto constatare tutti i danni che la prolungata siccità causa alle coltivazioni di mais e girasole: chilometri e chilometri di campi aridi con le piantagioni ormai rinsecchite.

A Braila ho attraversato il Danubio su una chiatta mentre ormai la temperatura sfiorava i 40°, e dopo aver scambiato due chiacchiere con un ragazzo di Torino ho continuato spedito verso Tulcea.

A Tulcea ho utilizzato i servizi dell’Hotel City, un buon tre stelle dotato di ogni comfort. Dopo una bella doccia ed un po’ di riposo mi sono recato nella zona dove partono le gite nel delta del Danubio ed ho prenotato un tour su una barca veloce.

Il delta è enorme e sono disponibili gite organizzate anche su più giorni. Forse avrei fatto meglio a fermarmi un giorno in più per partecipare ad una gita di un giorno intero, ma ormai avevo confermato un appuntamento ad un amico a Iasi e non potevo più cambiare programma.

Ho utilizzato il tempo che avevo a disposizione prima della partenza della gita per visitare l’area circostante e poi alle 18:00, insieme ad altre 3 persone, mi sono imbarcato su un veloce motoscafo che ci ha fatto fare un giro di 2 ore tra i canali ed i laghi interni del delta dove è possibile ammirare innumerevoli uccelli nel loro habitat naturale.

Ho cenato nel ristorante dell’albergo: un bel pesce arrosto con patate, insalata, birra, pane e gelato spendendo meno di 10€

Martedì 7 agosto

Mi sono trasferito a Iasi percorrendo strade secondarie sul confine con la Moldova. Durante il viaggio sono stato fermato e multato (giustamente) dalla Polizia per eccesso di velocità: è stata un’esperienza che mi ha fatto riflettere e che mi ha ispirato uno scritto sulla burocrazia italiana.
Percorrendo le stradine secondarie ed attraversando i piccoli centri ci si rende conto della povertà che ancora regna nelle campagne rumene. In molti borghi ci sono ancora i pozzi lungo le strade principali ed è normale vedere le donne attingere l’acqua per trasportarla nelle case, mentre il mezzo di trasporto più diffuso è ancora il carretto da carico a quattro ruote trainato da un cavallo.

A Iasi ho alloggiato nell’Hotel Moldova, un grande albergo dove entrando nella tetra hall si respira ancora l’aria dell’epoca comunista! Ero a conoscenza della cosa e non mi sono preoccupato, ed infatti mi è bastato prendere il modernissimo ascensore per raggiungere una camera assolutamente accettabile come servizi, dotazioni e pulizia.

In albergo sono stata raggiunto da Massimo, un amico che lavora in Moldova e che conosce molto bene la Romania. Abbiamo passato il pomeriggio chiacchierando e passeggiando per la città, ed è stato grazie a questo piacevole scambio d’idee se sono riuscito a capire tanti aspetti del Paese che stavo visitando.
Abbiamo cenato in un grande ed affollato ristorante all’aperto situato al centro di un bel parco che si trova nella zona universitaria (credo il Copou Parcul, ma non ne sono sicuro) e la serata è passata in fretta allietata da musica dal vivo e parlando di tanti argomenti; ci siamo ritirati dandoci appuntamento alle 7:00.

Intanto il meteo stava cambiando; si era alzato un vento fresco e la temperatura stava scendendo rapidamente a livelli accettabili.
Fino al ritorno in Italia non ho più sofferto il caldo; anzi, nei giorni successivi la mattina ho dovuto indossare una maglietta a maniche lunghe per non sentire freddo!

Mercoledì 8 agosto

Colazione in una grande sala dell’Hotel Moldova dall’aspetto ancora più “comunista” della hall, ma dove c’era un pantagruelico buffet con ogni ben di Dio; e poi subito in moto alla scoperta delle Gole di Bicaz e del Lacul Rosu (Lago Rosso).
Durante il tragitto ci siamo fermati a visitare un primo monastero (uno minore) e subito sono rimasto impressionato dall’architettura e dalla cura con cui sono mantenuti questi luoghi di culto. Molto bella anche la cittadina di Piatra Neamt che però abbiamo solo attraversato senza fermarci.

La strada per raggiungere le Gole di Bicaz ed il Lago Rosso non è molto bella perché è utilizzata da tantissimi camion che vanno in un cementificio; giusto nell’ultimo tratto – quando la strada inizia a salire – è possibile ammirare un paesaggio accettabile.

Sia le gole che il lago mi hanno deluso! Le prime sono affollate di bancarelle che vendono cianfrusaglie, mentre la sponda del lago raggiungibile dalla strada asfaltata è piena di negozi e ristoranti. A rovinare il paesaggio c’è anche un grande parcheggio pieno di auto e pullman che scaricano orde di turisti: sarò sincero, ad averlo saputo avrei evitato di andarci!

Dopo una breve sosta caffè sul lago abbiamo ripreso la strada verso Voronet. Massimo si è informato con un agente che ci ha sconsigliato di proseguire sulla strada 17B > 177A perché in pessime condizioni, e così ci siamo solo affacciati sulla diga che forma il lago artificiale Izvorul Muntelui per poi tornare indietro e continuare via Piatra Neamt e Târgu Neamt (poco prima della città c’è lo stupendo monastero di Varatec, assolutamente da non perdere) verso Gura Humorului e la vicina Voronet.

Il monastero di Voronet è molto noto per i suoi affreschi e per la tonalità del colore azzurro che ne caratterizza lo sfondo: veramente uno spettacolo da non perdere!!!!

Dopo la visita al monastero Massimo mi ha lasciato perché doveva assolutamente tornare in Moldova; ci siamo salutati ed io mi sono recato nella vicina Pensiunea Casa Doamnei dove ho cenato e pernottato (ottima struttura).

Giovedì 9 agosto

La Bucovina, ed in special modo l’area intorno a Suceava, è piena d’interessanti monasteri. Prima di partire mi ero documentato ed avevo selezionato i più importanti per cui avevo studiato un percorso che mi avrebbe consentito di visitarli.

Mi sono messo in moto la mattina verso le 8:00 ed ho raggiunto e visitato in sequenza i bellissimi monasteri di Moldovita, Sucevita e Putna (non sono molto distanti; inoltre la strada per raggiungerli è in ottimo stato e si snoda tra paesaggi molto suggestivi), poi ho intrapreso il viaggio di ritorno verso Sighetu Marmatiei dove avevo intenzione di pernottare.

Nessun problema nel primo tratto del tragitto dove c’è una strada larga e in ottimo stato, ma quando ho lasciato la 17 per prendere la 18 verso Borsa nella regione del Maramures sono iniziate le buche, i dossi ed i brevi tratti sterrati!

40 – 45 km incredibili dove non ho trovato 1 solo metro di strada in uno stato decente. La F800GS è una vera moto enduro con cerchio da 21″ davanti, eppure ho dovuto rallentare  a velocità ridottissima perché la moto sembrava smontarsi con le tante “botte” che prendeva sugli spigoli vivi dei crateri nell’asfalto. Impossibile evitare le buche, perché per aggirarne una bisognava beccarne un’altra!
Ho superato innumerevoli auto e camion (la strada è abbastanza transitata) che procedevano a passo di lumaca affrontando ogni buca con calma per evitare di spaccare tutto … che esperienza! Mai vista una cosa simile! 

Non ricordo quanto tempo ho impiegato per percorrere 40 km, ma è stato veramente tanto! Poi è iniziato qualche tratto asfaltato di recente e la situazione è migliorata leggermente, ma non pensate ad una situazione normale … solo un po’ di buche in meno!

Finalmente sono arrivato in cima al passo Prislop (?) dove ho potuto ammirare un paesaggio incantevole e prendere un buon caffè preparato con la moka da una simpatica signora che parlava perfettamente italiano.

La strada 18 (quella disastrata che ho appena descritto) attraversa una zona montuosa veramente interessante, purtroppo si è talmente impegnati nella guida che non si riesce ad ammirarla: un vero peccato perché l’area merita!
Anche l’ultimo tratto non è il massimo: se è vero che terminano le buche, iniziano però i lavori stradali che, come ho già raccontato, vengono eseguiti adottando per chilometri e chilometri il sistema del senso unico alternato che crea code interminabili di veicoli.

Nel tardo pomeriggio sono arrivato a Sighetu Marmatiei dove ho alloggiato nell’Hotel Marmatia che non avevo prenotato, ma di cui avevo letto ottime recensioni. A me hanno assegnato una camera piccola, senza aria condiziona e con una dotazione minima di asciugamani, sapone etc; inoltre non c’era il WiFi in camera. In compenso la struttura è dotata di un grande parcheggio privato ed un’ottimo ristorante dove ho cenato con un gustosissimo piatto a base di pollo piccante e riso: veramente molto, molto buono; nell’albergo ci tornerei, ma solo per rigustare il piatto a base di pollo!

Venerdì 10 agosto

La mattina visita al simpatico Cimitero Allegro di Sapanta (Cimitirul Vesel) dove le lapidi delle tombe sono quasi tutte in legno, dipinte con colori sgargianti, e con simpatici epitaffi che raccontano la vita (ma anche la causa della morte) del defunto.

Su ogni croce c’è quindi una storia personale diversa ed è facilissimo individuare i mestieri svolti in vita dal defunto grazie alle immagini dipinte che lo rappresentano; a mio parere vale sicuramente la pena di farci un salto!

Dopo la visita al cimitero ho ripreso la strada verso Budapest via Satu Mare (l’ultima grossa città rumena prima del confine), e poi sulle scorrevoli autostrade ungheresi. Ho così attraversato buona parte del distretto Maramures, una regione molto povera della Romania dove le vecchie tradizioni agricole sono ancora fortemente radicate.

Qualche sosta per fare rifornimento, cambiare i pochi LEI che mi erano rimasti e per acquistare la vignetta elettronica necessaria per viaggiare sulle autostrade in Ungheria, e poi una veloce “galoppata” fino a Budapest dove sono arrivato nel primo pomeriggio.

A Budapest ho utilizzato i servizi del Le Rose Hotel, un albergo molto accogliente, confortevole e curato nei minimi particolari, ma ubicato in periferia.

Veloce doccia, birretta bella fresca, e poi mi sono recato in città per una prima passeggiata. Raggiungere il centro ha richiesto meno di 30′, ma ho dovuto cambiare ben TRE (3) mezzi: 2 autobus (prima il 6 e poi il 23) e quindi prendere il tram 2.

Avevo chiesto in albergo dove avrei potuto acquistare i biglietti dell’autobus e mi era stato detto che erano reperibili anche sull’autobus chiedendo al conducente; salito a bordo ho chiesto 2 biglietti ed ho subito notato lo stupore dell’autista mentre li cercava affannosamente (il bus intanto era fermo alla fermata) in una sua borsa.
Me li ha forniti, ma dopo aver provato ad obliterarne (quanto mi piace questa parola Obliterare ) uno in una macchinetta non funzionante ed aver visto che praticamente tutti fanno i portoghesi ho desistito: lo confesso, a Budapest ho viaggiato … a gratis come tutti gli ungheresi (i due biglietti li ho riportati a casa senza essere riuscito ad utilizzarli)!

Ho fatto un bel giro a piedi in centro, mi sono informato sul classico City Sightseeing utilizzando un servizio Hip On – Hop Off e poi sono rientrato in albergo perché ero veramente stanco. Ho cenato con una bistecca durissima e delle verdure grigliate che galleggiavano nel burro e nell’olio (ho inclinato il piatto ed atteso che scolassero) nell’unico pessimo ristorante/pizzeria che si trova poco distante dall’albergo e che sconsiglio a tutti!

Sabato 11 agosto

Giornata interamente dedicata alla scoperta di Budapest. Dopo essermi recato di nuovo in centro con il servizio pubblico ho utilizzando il bus turistico Hip On – Hop Off per spostarmi in città e così ho potuto ammirare tutti i maggiori punti d’interesse turistico di Budapest e fermarmi per approfondire la visita in quelli che avevo scelto: Piazza degli Eroi, Piazza Vorosmarty Ter, il Palazzo Reale e poi la collina della “Cittadella”, un forte che sovrasta la città e dove in un bunker tedesco della seconda guerra mondiale è stato ricavato museo con immagini che mi hanno toccato profondamente (bambini ebrei massacrati).

Come ho già detto l’albergo, che ripeto ho trovato veramente confortevole, si trova in periferia e nei dintorni non ci sono molti esercizi commerciali e locali; per cui dopo esservi rientrato mi sono ridotto a cenare di nuovo nello stesso pessimo ristorante della sera precedente. Per la verità i proprietari dell’hotel mi avevano consigliato di ordinare la cena presso un ristorante di loro conoscenza e di consumarla nella sala utilizzata per la colazione, ma non gli ho dato retta sperando di riuscire a trovare almeno una pizza ed un’insalata: niente da fare … la pizza faceva pena (cruda sotto) e l’insalata sembrava di plastica!

Con la visita di Budapest praticamente il mio viaggio era terminato!

Domenica 12 agosto

Da Budapest a Prata di Pordenone dove avevo deciso di pernottare all’ Hotel Prata Verde.
Viaggio noioso in autostrada, ma per fortuna in condizioni climatiche perfette e con poco traffico.
Ottimo albergo, ma il ristorante (di cui avevo letto recensioni molto buone) era chiuso per ferie, e così ho cenato in una vicina trattoria.

Lunedì 13 agosto

Ritorno a casa con percorso autostradale; nessuna nota particolare eccetto il fatto che quando ho riempito di benzina il piccolo serbatoio della moto (il primo “pieno” dopo il rientro in Italia) ed ho visto il totale sono svenuto! Rabbia

COATTA

Secondo alcuni le moto sono vive, secondo altri hanno un'anima; io non so, ma quella che segue è la trascrizione di un dialogo tra due moto BMW intercettato furtivamente nel piazzale di una concessionaria.

F800GS è una moto(rrad) del 2010 data in permuta, mentre R1200GS è una nuova e fiammante BMW modello Rally full optionals pronta per essere consegnata all'acquirente.

R1200GS Ciao

F800GS Ciao

R1200GS Che t'è successo

F800GS Niente

R1200GS E come mai t'ha permutato?

F800GS Dice che dopo parecchie ore di viaggio gli fa male il cvlo, e poi che non ho l'ABS

R1200GS Me sembri nova, quindi c'hai pochi chilometri e t'ha trattato bene!

F800GS Ho fatto 45.000km in poco più di 2 anni di vita, e considera anche che per otto mesi sono rimasta ferma nel garage! Ogni tanto mi ha dato una bella lavata, e non mi ha mai fatto mancare acqua, olio e grasso.

R1200GS E 'andò sei stata pe fa tutti 'sti chilometri?

F800GS In giro per tutta l'Italia, ma anche in Marocco, Tunisia, Austria, Slovenia, Ungheria, Romania, Spagna.

R1200GS Ma t'ha "spremuto"?

F800GS No, è abbastanza tranquillo … lui dice rincoglionito … e difficilmente supera i 130 km/h in autostrada

R1200GS Ahhhoo, meno male!

F800GS Aspetta prima di parlare!

R1200GS Perché?

F800GS Lo sai come ti ha chiamato?

R1200GS No, perché!

F800GS COATTA!

R1200GS Ca$$o, che brutto nome!

F800GS Dice che gli ricordi i coatti romani, quei giovani borgatari volgari ed arroganti!

R1200GS E perché so' COATTA?

F800GS Perché hai il telaio rosso, e poi perché sei piena di accessori!

R1200GS Ma allora perché m'ha comprato?

F800GS Perché eri in offerta da tempo, e non ti voleva nessuno!

R1200GS Ma porca mignotta, che brutta fine ch'o fatto!

F800GS E mica è finita qui!

R1200GS E che artro c'è?

F800GS: Dice che sei spompata e che hai poco tiro, e che quindi ti potenzierà con una centralina!

R1200GS: Urca!!! Ma così me rovina … me sfonna!

F800GS E se ancora non ti basta, dice pure che vuole farti diventare una COATTA tamarra!

R1200GS E come sarebbe 'na COATTA tamarra?

F800GS Saresti tu con un po' di altri accessori aftermarket. Vedrai come ti concia quando arrivi nel suo garage! E siccome è anche tirchio ha già comprato tutta roba usata!

R1200GS Ma porca zozza! Pure questa ce voleva! E io che speravo de finì nelle mani der solito professionista fighetto che fa 1000 km all'anno pe annà ar bar!

F800GS Questo 1000 km te li fa fare in un giorno, e spera che non ti guidi sugli sterrati; lui dice che non ci va perché ha paura, ma poi come ne vede uno ci si infila!

R1200GS E vabbé, ho capito, dovrò rassegnarmi! 

F800GS Ciao COATTA, adesso devo proprio andare perché mi sottopongono ad un controllino prima di rivendermi. Buona strada!

R1200GS Ciao GieSsì, grazie pe'e soffiate, buona strada anche a te!

BMW R1200GS "COATTA"

Vacanza in moto in Marocco e Andalusia

Era da qualche anno che avevo l'intenzione di fare una vacanza in moto in Marocco ed Andalusia, ma per vari motivi avevo sempre rinunciato.

A primavera, dopo aver consultato i vari programmi pubblicati nel web, ho deciso di usufruire ancora una volta dei servizi proposti da Motovacanze.it perché mi da la possibilità di adattare il programma alle mie necessità.

La motovacanza prevedeva la partenza da Ventimiglia, e poi due lunghe tappe di trasferimento fino all'imbarco ad Almeria; io invece ho preferito effettuare il trasferimento in Spagna con il traghetto (tratta Civitavecchia – Barcellona con la Grimaldi Lines) per poi agganciarmi al gruppo dopo due rilassanti tappe di trasferimento.

Questo il racconto del viaggio (le foto sono divise per tappe)

Giovedì 19 aprile : Partenza

Sono partito da casa verso le 18:00 pur essendo a conoscenza che il traghetto aveva 2 ore di ritardo; non amo viaggiare di notte e per questo ho preferito partire prima in modo da arrivare a Civitavecchia ancora con la luce del sole. Dopo pochi minuti che ero in viaggio si è scatenato un temporale violento con grandine e vento a raffiche: sono arrivato a Civitavecchia infreddolito e bagnato … non male come inizio vacanza maltempo in viaggio

Venerdì 20 aprile : Civitavecchia – Barcellona (in traghetto)

Alle ore 00:30 il traghetto (Cruise Roma, moderna e confortevole) ha lasciato il porto e subito mi sono addormentato. Navigazione senza problemi in mare calmo ed arrivo a Barcellona alle 20:30.

Visto il ritardo ho cercato una sistemazione appena a sud di Barcellona, ma dopo aver provato in due alberghi che erano pieni ho proferito proseguire verso Salou dove prima della partenza avevo individuato l'albergo Hotel Olympus Palace che ad un prezzo abbordabile offriva anche il parcheggio privato per la moto.

 Foto 

Sabato 21 aprile : Barcellona – Benidorm

Dopo un'ottima colazione ho proseguito lungo la costa verso Benidorm, cittadina che avevo scelto per il secondo pernottamento. Nel trasferimento sono rimasto impressionato dalla deturpazione della costa il cui paesaggio è stato irrimediabilmente rovinato da migliaia d'inutili immobili non utilizzati. 

Arrivato a Benidorm ho provato nell'albergo che avevo prescelto prima della partenza, ma era pieno e così ho ripiegato sull'Hotel Jaimet I che dall'esterno sembrava accettabile, ma che poi ho scoperto avere camere arredate con mobili anni '60. Accertato che il livello di pulizia era accettabile, ho preferito fermarmi per non dover ricaricare i bagagli e rimettermi in cerca di una camera.

La cittadina è abbastanza famosa come luogo di vacanza ed è caratterizzata da numerosi alti edifici (che ospitano hotel e case vacanza) costruiti a partire dagli anni 60 per favorire lo sviluppo turistico. A me Benidorm è parsa orrenda Benidorm è orrenda: solo grandi palazzi! ; la sera ho passeggiato un bel po sul lungomare e per le vie del centro, ma onestamente non ho trovato nulla d'interessante!

 FotoMappa del percorso 

Domenica 22 aprile : Benidorm – Almeria – Melilla

Sveglia presto e subito in sella per scappare da Benidorm!

Avevo appuntamento con gli altri componenti del gruppo al porto di Almeria verso le 18:00 e così me la sono presa comoda percorrendo stradine interne, fermandomi al circuito di Almeria per vedere alcuni privati che provavano le loro moto in pista, e poi visitando la zona desertica a Nord di Almeria dove furono girati numerosi film western e dove oggi è possibile visitare gli studios cinematografici.

Incontrati gli altri amici provenienti da Barcellona abbiamo fatto il checkin e poi, lasciate le moto al porto, siamo andati in centro per una breve visita della città e la cena.

L'imbarco è avvenuto in orario e dopo una traversata di circa 8 ore siamo arrivati a Melilla, enclave spagnola in territorio marocchino dove ci attendeva, a nostra insaputa, una giornata tremenda ….

 FotoMappa del percorso 

Lunedì 23 aprile : Melilla – Fes

La giornata era iniziata bene: tempo splendido, sbarco in orario, formalità doganali e d'immigrazione espletate in un tempo più che ragionevole, ma poi l'imprevisto: l'agenzia che doveva rilasciare l'assicurazione per circolare in Marocco (solo pochissime Compagnie Assicurative italiane coprono i rischi in Marocco) non aveva contratti a sufficienza Imprevisto a Nador - Marocco

E così alcuni del gruppo si sono dovuti recare in una cittadina distante circa 80 km per stipulare i contratti mancanti; causa le lungaggini burocratiche ci sono volute ben 11 (undici) ore per risolvere il problema! Il tempo lo abbiamo trascorso nella zona franca, una striscia di terra di nessuno larga qualche centinaio di metri che divide il territorio spagnolo da quello marocchino. Nelle lunghe ore abbiamo potuto osservare i tanti piccoli traffici che quotidianamente avvengono tra i due territori.

Finalmente dopo la lunga attesa abbiamo ottenuto i contratti e siamo stati in grado di dirigerci verso Fes dove siamo arrivati verso le 22:00 nell'Hotel Zalagh Parc Palace.

Cena e poi subito a dormire: la giornata era stata veramente lunga e le troppe ore passate sotto il sole e in una zona polverosa ci avevano veramente sfiniti!

 FotoMappa del percorso 

Martedì 24 aprile : Sosta a Fes

La vecchia conceria nella Medina di FesQuando si è in vacanza si dimenticano facilmente i disagi e così, dopo una doccia ed un sonno ristoratore, i problemi del giorno prima erano già diventati un vago ricordo; ci siamo quindi dedicati con entusiasmo alla visita di Fes, città santa del Marocco, che è caratterizzata da un'enorme Medina con stradine tortuose dove per uno straniero è facile perdersi.
Accompagnati da una guida locale abbiamo visitato i vari mercati, la Madrasa (scuola coranica), un laboratorio di ceramica, la vecchia conceria (forse il luogo più fotografato di Fes) ed altri monumenti. 

Cena a buffet in albergo, e poi qualche chiacchiera per commentare l'interessante giornata.

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Mercoledì 25 aprile : Fes – Midelt

Il mercoledì mattina abbiamo lasciato Fes per dirigerci in direzione di Ifrane. Procedendo verso sud il paesaggio cambia rapidamente e totalmente e ci si ritrova all'improvviso in un ambiente alpino, con case dai tetti spioventi e rossi.
È stato uno dei percorsi più belli, su strade poco trafficate e non sempre in buone condizioni, ma che ci hanno permesso di ammirare paesaggi veramente stupendi.
Arrivati a Midelt abbiamo soggiornato nell'Hotel Kasbah Asmaa: struttura molto caratteristica, ma non aspettatevi servizi eccellenti (in zona non c'è di meglio, e quindi bisogna accontentarsi)

 FotoMappa del percorso 

Giovedì 26 aprile : Midelt – Merzouga – Erfoud

Il viaggio continua verso sempre verso Sud, e superato il Tunnel del Legionario situato lungo una stupenda vallata abbiamo fatto una breve sosta nell'oasi Source Blue de Meski caratterizzata da una sorgente che alimenta una vecchia piscina oggi in condizioni veramente penose.
Di nuovo in sella e sempre verso sud con la temperatura ambiente che inizia decisamente a salire; superato il centro abitato di Rissani abbiamo percorso un circuito che ci a permesso di ammirare alcuni vecchi Ksar (villaggi fortificati) per poi continuare verso Merzouga ed ammirare le enormi dune dell'Erg Chebbi (deserto sabbioso).

Ad un paio di chilometri da Merzouga la mia moto ha iniziato a spegnersi per ammutolirsi definitivamente davanti alla duna! Dai sintomi sembrava un problema elettrico ed essendo le moto moderne dotate di un'elettronica avanzata quando hanno problemi c'è ben poco da fare.
Stavo accordandomi per caricarla sul furgone di supporto quando ho provato a riavviarla e … miracolo, è ripartita e nei giorni successivi (oltre 4500 km) non mi ha più dato problemi Problemi alla moto a Merzuga 
In BMW hanno riscontrato un problema di contatto tra la centralina ed il connettore principale causato dalla presenza di numerosa sabbia! Ho sperimentato nei viaggi in Tunisia ed in Marocco che la sabbia è tremenda e riesce ad infilarsi anche dove non entra l'acqua. Guardate quello che è uscito dalla moto anche senza aver fatto fuoristrada!

Passata la paura del guasto tecnico e dopo una sosta per bere qualcosa siamo tornati a Erfoud per pernottare nell'ottimo Hotel Kasbah Xalouca. Avrei gradito fare un'escursione nel deserto per vedere il tramonto, ma purtroppo si era fatto troppo tardi e non è stato possibile!

 FotoMappa del Percorso 

Venerdì 27 aprile : Erfoud – Ouarzazate

Questa è stata una tappa tra le meno faticose, ma sicuramente la più interessante perché ci ha portato a visitare la gola del Todra, e poi le Gole del Dades con un viaggio che si è snodato tra paesaggi unici veramente molto suggestivi fino ad arrivare agli Atlas Corporation Studios di Ouarzazate dove abbiamo pernottato nel confortevole Hotel Le Berber Palace

Le gole del dadesLa gola del Todra merita sicuramente una breve visita perché la strada per raggiungerla permette di ammirare un paesaggio caratterizzato da un colore delle rocce rosso intenso per poi sfociare all'improvviso nella profonda e stretta fenditura attraversata dal fiume Todra, che nel punto più stretto (forse una decina di metri) raggiunge ben 300 metri di altezza!
Continuando il nostro viaggio siamo giunti alle Gole del Dades, famose perché i tornanti in salita che risalgono il canyon principale sono una meta ambita dai motociclisti di tutto il mondo; inoltre alla sommità della gola c'è un bar ristorante con un piazzale panoramico dove una sosta è d'obbligo per godere la vista più spettacolare del percorso.

Ouarzazate è una cittadina che non offre molte attrazioni turistiche, ma è diventata nota e si è sviluppata grazie all'industria cinematografica che l'ha fatta diventare una specie di Hollywood nel deserto per sfruttare i fantastici scenari naturali che la zona offre. Qui sono stati girati film come Il Gladiatore, Il tè nel deserto, Asterix ed Obelix e tanti altri.

 FotoMappa del Percorso 

Sabato 28 aprile : Ouarzazate – Taroudant

Lasciata Ouarzazate abbiamo proseguito verso ovest per fermarci dopo pochi chilometri nella stupenda kasbah di Ait Benhaddou, centro che ora è sotto la tutela dell'UNESCO insieme all'altra antica kasbah che si trova oltre un piccolo fiume che si attraversa camminando su sacchi di sabbia.
Il paesaggio è veramente unico e caratterizzato da palmeraie (piantagioni di palme) che si estendono in un deserto di roccia. Questi centri furono ricostruiti per realizzare i set di film famosi come Lawrence d'Arabia e Gesù di Nazareth.

Dopo la visita di questi centri il viaggio è ripreso verso Taliouine; come ho già detto alcune zone del Marocco sono montuose e le strade portano a valicare dei passi ben oltre i 1500 metri. In questa tappa era prevista una deviazione per salire fino al Tizi n'Test che con i suoi 2092 metri è uno dei valichi più spettacolari del Marocco e che consente di attraversare l'Atlante per giungere direttamente a Marrakech; abbiamo rinunciato alla deviazione perché sulla zona si addensavano grosse nuvole nere gonfie di pioggia che non promettevano nulla di buono!

Siamo così giunti a Taroudant, una cittadina che non offre nessuna attrazione turistica. Abbiamo visitato l'anonimo mercato e soggiornato nell'Hotel Palais Salaam, una bella struttura ricettiva oggi "decaduta" che offre un servizio a mio parere insufficiente.

 FotoMappa del Percorso 

Domenica 29 aprile : Taroudant – Tiznit – Agadir

Giornata dedicata ad lungo tour che ci ha portato a visitare la regione dell'Anti Atlante del sud del Marocco fino a raggiungere la città di Tiznit, il punto più a sud del nostro viaggio.
La zona è caratterizzata da un paesaggio lunare con piccoli villaggi sparsi sui pendii delle montagne aride. Ci siamo fermati per visitare la Kasbah di Tizergane, un bell'insediamento ristrutturato arroccato in cima ad un'isolata collina.

Dopo aver raggiunto Tiznit il viaggio è proseguito in una pianura caratterizzata da vegetazione bassa, arbusti e oliveti fino ad arrivare ad Agadir, famosa meta turistica balneare caratterizzata da una grande baia sabbiosa e dove recentemente sono state realizzate molte moderne strutture ricettive (la vecchia città fu distrutta da un devastante terremoto nel 1960). 

 FotoMappa del Percorso 

Lunedì 30 aprile : Agadir – Essaouira – Marrakech

Bel viaggio lungo la costa su strade in ottime condizioni e scorrevoli che si snodano tra oliveti fino a raggiungere Essaouira, famosa cittadina della costa atlantica dove spira spesso un forte vento che favorisce la pratica del windsurf. La città è abitata da molti europei e frequentata da numerosi artisti che l'hanno scelta come residenza (a giugno ospita il Festival Gnawa, e negli anni Sessanta fu il luogo dove si riunirono varie comunità hippy con la presenza di artisti come Jimi Hendrix, Frank Zappa, Bob Marley).

Abbiamo fatto una lunga sosta in città visitando il porto, la kasba e la medina prima di ripartire alla volta di Marrakech dove siamo giunti nel tardo pomeriggio per sistemarci nell'Hotel Tichka Salam.

Una nota sugli alberghi: personalmente ho trovato l'Hotel Tichka Salam pessimo perché sporco e con un servizio veramente scadente (opinione condivisa dai miei compagni di viaggio). Leggendo però le tante recensioni su vari siti specializzati ho trovato commenti sono per la maggior parte molto positivi. Onestamente non so spiegarmi il perché: la mia camera era in cattive condizioni, l'aria condizionata rumorosa, al buffet ho dovuto fare una lunga fila per poi attendere il cibo che nel frattempo era terminato e che è stato sostituito con altre pietanze. Per bere una birra sono dovuto andare a prendermela da solo al bar perché avevo quasi finito di cenare ed ancora non mi era stata portata. Bohhh Non so capire il perché

 FotoMappa del Percorso 

Martedì 1° maggio : Sosta a Marrakech

Giornata trascorsa interamente a Marrakech con la visita guidata della città. La parte più interessante è sicuramente la grande piazza che la sera si riempie di bancarelle e di ristorantini ambulanti che cucinano tante specialità locali. La guida ci ha illustrato i vari monumenti, tra cui la bella moschea Kutubiya con un minareto di 70 metri, e guidato nella caratteristica medina sede di tantissimi negozi e laboratori artigiani. 

Abbiamo cenato in un ottimo ristorante che si affaccia sulla grande piazza Jama'a el-Fnaa, e poi passeggiato tra la gente che la sera l'affolla: è un'esperienza assolutamente da non perdere!

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Mercoledì 2 maggio : Marrakech – Ifrane

La tratta più lunga di tutto il viaggio: 520 chilometri!
Siamo partiti presto per poter avere il tempo di ammirare le cascate d'Ouzoud che bisogna raggiungere a piedi. Dopo la visita della zona ed il pranzo abbiamo ripreso le moto per dirigerci verso Ifrane, città che avevamo già attraversato il secondo giorno del viaggio.
Lungo il percorso paesaggi mozzafiato e la vista della grande diga di Bin el Ouidane che ha creato un enorme bacino idrico utilizzato per la produzione del 25%  dell'energia elettrica utilizzata in Marocco.

In serata, e per fortuna prima che iniziasse a fare veramente freddo, siamo finalmente giunti a Ifrane (la città è un centro turistico invernale dove sono presenti varie piste da sci) dove abbiamo pernottato nel caratteristico Grand Hotel.

 FotoMappa del Percorso 

Giovedì 3 maggio : Ifrane – Meknes – Chefchaouen

Tratta relativamente breve con parte della giornata dedicata prima alla visita di Meknes (antichi granai, moschea e medina), e poi alle rovine della città romana di Volubilis. Volubilis è un sito archeologico molto ben conservato dove è possibile ammirare splendidi mosaici oltre ai resti di negozi, case, bagni ed un imponente arco di trionfo.

Il viaggio è quindi proseguito verso Chefchaouen su strade dove guidare la moto è veramente un piacere perché si snodano tra paesaggi bellissimi. L'arrivo a Chefchaouen è molto emozionante in quanto la cittadina appare all'improvviso in tutto lo splendore che le donano i colori celeste e bianco con cui sono dipinte le pareti delle case; l'effetto viene anche amplificato dal contrasto con il verde intenso dell'ampia vallata circostante … veramente una meta da non perdere in un viaggio in Marocco! Dormito nell'Hotel Atlas che domina tutta la città.

 FotoMappa del Percorso 

Venerdì 4 maggio : Chefchaouen – Ceuta – Algeciras e poi Gibilterra – Punta Tarifa – Conil de la Frontera

La vacanza in Marocco è di fatto terminata; ci siamo trasferiti a Ceuta (altra enclave spagnola in Marocco) per prendere il traghetto che ci avrebbe riportato in Spagna. Appena sbarcati ad Algeciras ho salutato il resto del gruppo (alcuni ci avevano già lasciato per prendere il traghetto Tangeri – Genova) per proseguire da solo nella visita dell'Andalusia.

Mi sono così diretto verso Gibilterra per una rapida visita della città che è una dipendenza d'oltremare del Regno Unito. Il mio ingresso è stato ritardato prima dalle formalità d'immigrazione, e poi dall'attesa dell'atterraggio di un aereo! L'aeroporto di Gibraltar ha infatti un'unica pista che è attraversata proprio a metà dalla strada principale della città; ogni volta che c'è un atterraggio o un decollo la strada viene chiusa temporaneamente con l'abbassamento di passaggi a livello e si creano lunghe file di auto, motorini e pedoni!

Entrato finalmente in città ho fatto un giretto in moto, ma scocciato dal traffico intenso e caotico ho preferito proseguire per Punta Tarifa … ma ho potuto farlo solo dopo aver superato estenuanti controlli doganali delle autorità spagnole che mi hanno fatto perdere quasi un'ora!

Ho visitato Punta Tarifa nota perché è il punto più meridionale dell'Europa continentale che fa da spartiacque tra l'Oceano Atlantico ed il Mar Mediterraneo. Non ho neanche potuto percorrere la strada che collega l'omonimo isolotto alla terra ferma perché c'era un divieto di transito, e così ho ripreso il viaggio verso Conil del Frontera, dove avevo deciso di pernottare nell'ottimo ed economico Hotel Diufain.

Durante il viaggio verso Conil de la Frontera si è alzato un forte vento ed hanno iniziato ad addensarsi grossi nuvoloni che non promettevano nulla di buono per il giorno dopo! 

Ho cenato in ristorantino e poi subito a dormire perché per il giorno dopo avevo in programma un lungo giro.

 FotoMappa del Percorso 

Sabato 5 maggio : Conil del la Frontera – Siviglia

Giornata fredda e piovosa. Ho atteso a lungo che migliorassero le condizioni meteo, ma dopo aver visto che le previsioni mettevano pioggia per tutto il giorno, ho deciso di cambiare il programma (che prevedeva Cordova via Ronda) per dirigermi direttamente a Siviglia. Per percorrere 150 km ho impiegato più di 3 ore perché sono stato costretto a numerose soste da scrosci di pioggia veramente violenti accompagnati da raffiche di vento fortissime: un vero e proprio nubifragio che si è placato solo quando ero ormai prossimo alla meta! 

Cessato il temporale e dopo una doccia ben calda ed un po' di riposo nell'Hotel Ibis Siviglia mi sono diretto in centro utilizzando un autobus di linea. La città mi ha subito impressionato positivamente: strade larghe e curate, molto verde, ottimi servizi con indicazioni comprensibili, tutto pulito ed ordinato: gran bella città!
Ho passeggiato a lungo per il centro, ho visitato l'Alcázar (palazzo reale) ed il caratteristico Barrio de Santa Cruz che è il quartiere più pittoresco e famoso della città; si trova in pieno centro, a pochi passi dalla Cattedrale e dall'Alcázar, ed è stupendo perché ha mantenuto la sua struttura moresca pur ospitando numerosi negozi, piccoli alberghi e tantissimi ristoranti e bar.

Ho cenato con birra e "tapas" seduto all'aperto nella Plaza del Triunfo ammirando gli edifici circostanti.

 FotoMappa del percorso 

Domenica 6 maggio : Sosta a Siviglia

Giornata dedicata interamente alla scoperta di Siviglia; utilizzando un bus turistico scoperto mi sono spostato in città ammirandone le bellezze e scendendo nelle varie fermate per visitare la Torre dell'Oro, l'Arena della Real Maestranza dove ancora oggi si svolgono le corride, la Plaza de España, e per ultima l'imponente Cattedrale (che è la più grande della Spagna e la terza del mondo cristiano) caratterizzata dalla Giralda, un antico minareto divenuto poi la torre campanaria della cattedrale e che oggi è simbolo di Siviglia.

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Lunedì 7 maggio : Siviglia – Ronda – Granada

Come già accennato a causa del brutto tempo ero stato costretto a variare il programma ed annullare la visita di Cordova; il lunedì mattina mi così diretto verso Ronda che è una delle più antiche e belle cittadine andaluse dove è possibile ammirare il Puente Nuevo sul torrente Guadalevín che scorre in una profonda ed impressionante spaccatura profonda circa 160 metri. Dopo la visita della città ho proseguito verso Granada percorrendo belle strade secondarie immerse in un paesaggio collinoso. Sono arrivato a Granada nel primo pomeriggio ed anche in questa città ho soggiornato in un Hotel della catena Ibis.

Gli Hotel Ibis a mio parere hanno un buon rapporto qualità prezzo ed offrono in tutte le locations gli stessi standard di servizio. In genere sono ubicati in prossimità delle grandi vie di comunicazione e quindi in zone non centrali, ma che sono comunque sempre ben collegate. Anche a Granada mi bastava percorrere un breve tratto a piedi per prendere l'autobus del servizio pubblico che in pochi minuti mi portava al centro della città.

Nel pomeriggio ho passeggiato nel "cuore" di Granada e visitato l'antica Cattedrale Metropolitana dell'Incarnazione caratterizzata dallo suo stile architettonico rinascimentale. Ho approfittato anche per ritirare il biglietto di accesso all'Alhambra che avevo acquistato online molti mesi prima (l'accesso è contingentato), operazione che si è rivelata abbastanza complessa e che sono riuscito a completare solo grazie all'aiuto di altri turisti che dopo numerose prove erano riusciti a capire quali tasti bisognava pigiare per accedere ad un certo menù!

 FotoMappa del Percorso 

Martedì 8 maggio : Periplo della Sierra Nevada

Ho approfittato della limpida e calda giornata per effettuare il periplo della Sierra Nevada! Uscito da Granada mi sono diretto a Almuñécar percorrendo un itinerario fantastico  conosciuto come "Carretera al Suspiro del Moro": veramente un tratto di strada da non perdere se vi trovate da quelle parti!

Dopo una breve sosta ad Almuñécar ho continuato verso Motril per poi prendere la A-348 e seguire il lato sud della sierra fino ad incrociare l'autostrada A-92 per tornare a Granada. Un itinerario che mi ha permesso di ammirare bellissimi paesaggi ed attraversare paesini stupendi.

 FotoMappa del Percorso 

Mercoledì 9 maggio : Sosta a Granada

Giornata interamente dedicata alla visita dei monumenti più famosi di Granada: l'Alhambra ed i giardini del Generalife. La visita richiede parecchio tempo perché l'area è molto estesa, inoltre bisogna fare la fila per entrare ai Palacios Nazaríes in quanto l'accesso è contingentato e regolato.

Di tutta la mia visita in Spagna, paese dove ero stato all'inizio degli anni '80 e che ho trovato profondamente cambiato in meglio, posso lamentarmi solo della gestione degli accessi all'Alhambra! È consigliato acquistare i biglietti in anticipo online, ma poi devono essere ritirati utilizzando la stessa carta di credito usata per l'acquisto presso delle casse automatiche di una certa banca ed utilizzando una procedura resa difficile dall'assenza di istruzioni chiare.
Inoltre, l'orario che si sceglie per l'accesso non è al Complesso dell'Alhambra, ma ai Palacios Nazaríes con il risultato che quelli che come me avevano scelto il turno delle 14:00 sono arrivati tardi in quanto gli edifici sono ubicati sul lato opposto all'entrata. È stato possibile cambiare l'orario di accesso, ma per farlo è stato necessario fare un'altra fila presso un'ufficio affollato di turisti inca$$ati perché confusi da una procedura veramente incomprensibile La procedura di accesso all'Alhambra è un casino!

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Giovedì 10 maggio : Granada – Madrid

Ho iniziato il ritorno verso casa; invece di percorrere nuovamente la costa sono passato per Madrid soggiornando nell'Hotel Ibis di Getafe, località a sud della capitale ottimamente collegata al centro della città. Per andare da Granada a Madrid ho utilizzato l'autopista A-4, autostrada senza pedaggio che mi ha permesso di arrivare a Madrid in brevissimo tempo. 

Già nel primo pomeriggio ero in centro città (da Getafe a Madrid c'è una metropolitana modernissima e veloce che in soli 15 minuti, al costo di 1,65€, permette di raggiungere la Plaza de Puerta del Sol, cuore di Madrid.

Ho visitato il Palazzo Reale che ho raggiunto passeggiando ed attraversando Plaza Mayor;  ho poi proseguito per la Gran Via, costeggiato il Museo del Prado, ammirato il bellissimo Giardino Botanico Reale per arrivare finalmente alla stazione dell'Atocha, famosa per i suoi giardini tropicali. Ero decisamente stanco, e poi c'erano i festeggiamenti per una squadra di calcio, e così ho ripreso la metro per raggiungere in pochi minuti Getafe dove ho cenato.

 FotoMappa del Percorso 

Venerdì 11 maggio : Madrid – Barcellona

Sono partito con comodo alla volta di Barcellona dove in serata avevo il traghetto prenotato per Civitavecchia. I 640 km del viaggio si sono rivelati abbastanza faticosi a causa del caldo con temperature che hanno raggiunto anche i 35°. Per fortuna dopo Zaragoza ha rinfrescato un po' ed ho potuto continuare in un clima più gradevole.

Ho atteso l'orario d'imbarco facendo uno spuntino in un bar di fronte al Terminal del porto e poi chiacchierando con un'altro motociclista che aveva fatto un viaggio nel Nord della Spagna ed in Portogallo, e con alcuni sardi che avevano passato qualche giorno in Marocco facendo fuoristrada con le loro auto. 

Mappa del Percorso

Sabato 12 maggio : Barcellona – Civitavecchia (in traghetto)

Giornata di navigazione sul traghetto  "Cruise Roma" della Grimaldi in condizioni ottimali. Arrivo a Civitavecchia praticamente in orario e poi il breve viaggio per casa.

Foto

Qualche breve considerazione

Il Marocco è paese bellissimo che merita sicuramente una visita. Lo immaginavo molto più arido, ed invece tutta la parte dell'Atlante ha dei paesaggi molto simili a quelli alpini.
Gente tranquilla, strade generalmente in buone condizioni, poco traffico eccetto nelle città dove diventa caotico, costo della vita che è circa la metà del nostro.

La Spagna, ed in particolare l'Andalusia è … semplicemente stupenda! Mi è piaciuta talmente tanto che sicuramente ci tornerò presto per visitare il centro ed il nord. Quello che mi ha impressionato sono i servizi e le infrastrutture che sono riusciti a realizzare in 30 anni: c'ero stato negli anni '80 e ricordavo un paese arretrato, oggi invece IMHO è almeno 20 anni avanti a noi!

Gita in moto in Basilicata per il MUKKEN

Finalmente la prima vera gita in moto del 2011: dal 29 settembre al 2 ottobre ho partecipato al MUKKEN 2011 organizzato da QuelliDellElica, un grande forum che raccoglie tanti appassionati del marchio BMW.

Quest'anno ho avuto un bel po di problemini fisici ed ho usato la moto veramente poco, ma la voglia di fare un bel giro era tanta e così ho aderito all'iniziativa anche se non ancora in perfette condizioni.

Per il MUKKEN 2011 gli organizzatori avevano scelto la Basilicata, e precisamente la struttura Hotel Porto Greco di Scanzano Jonico.

Avendo deciso di partecipare a tutto il raduno mi sono messo d'accordo con il gruppo dei "romani" per scendere il giovedì. Appuntamento alle 9 nell'area "la Macchia" sull'autostrada, uscita poco dopo Cassino e poi verso Isernia percorrendo strade secondarie fino ad arrivare all'incantevole Lago piccolo di Monticchio immerso in una splendida riserva naturale.

Pranzetto leggero, e poi ci siamo divisi perché io iniziavo ad accusare qualche dolore alle spalle mentre gli altri avevano intenzione di fare un percorso ricco di curve. Dopo Potenza ho proseguito sulla Basentana per arrivare a Scanzano Jonico senza problemi nel tardo pomeriggio.

A me piace il forum di QdE perché è scherzoso, ed al MUKKEN si è respira esattamente la stessa aria: un'occasione d'incontro per conoscersi chiacchierando in allegria! Niente programmi pallosi forum scherzoso QdE, premiazioni, estrazioni o simili, ma solo bei percorsi organizzati per fare un po di curve ammirando paesaggi incantevoli lontani dalle solite vie di comunicazione con varie soste per riposarsi e rinfocillarsi (il cibo non è certo mancato Ottimo cibo ).

Il venerdì era in programma il Coast to Coast della Basilicata che ci avrebbe portato ad attraversare le più belle zone del Parco Nazionale del Pollino, e precisamente da Scanzano Jonico a Marina di Tortora (una località poco a Nord di Praia a Mare) percorrendo strade tutte asfaltate, ma veramente secondarie e prive di traffico.
Tra mucche, greggi di pecore, cavalli e tante buche, dossi, e avallamenti ci siamo fermati in uno spiazzo molto caratteristico ubicato a 1400 mt per l'aperitivo … e poi è venuta la parte più bella con un percorso veramente senza un pezzetto di strada dritta fino ad arrivare sul lungomare di Tortora (Praia a Mare) per il pranzo.

Mukken 2011 - Percorso del venerdì

Clikka sulla mappa per ingrandirla

Per il ritorno c'era da decidere se continuare su un percorso "curvoso", oppure scegliere la più tranquilla Sinnica che da Lauria arriva a Scanzano: siamo stati in molti a preferirla perché dopo 200km di curve . . . si ama anche la noiosissima autostrada Bohh, sarà eglio? .

Per il sabato altro percorso abbastanza tortuoso per arrivare, sempre su strade secondarie, ad Acerenza dove era previsto il pranzo in un agriturismo. Nel pomeriggio veloce trasferimento a Matera per una visita ai Sassi, rinfresco in Piazza San Pietro Caveoso e poi ritorno a Scanzano Jonico un po in ordine sparso.

Mukken - Percorso di andata del sabato

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Per il rientro a casa avevo deciso di percorrere la Sinnica fino a Lauria e poi l'autostrada . . . .  ma la Salerno –  Reggio Calabria non ha smentito la sua pessima fama e la chiusura della rampa che collega la Sinnica alla A3 mi ha costretto ad una lughissima deviazione – seguendo le indicazioni dei cartelli stradali confermate dal navigatore – su strade veramente PESSIME fino a Padula dove finalmente ho potuto riprendere l'autostrada.

E' stata una bella esperienza: ho conosciuto tante persone simpatiche, ho trascorso qualche giorno in allegria ed ho visitato una zona molto bella della Basilicata che sicuramente merita di essere vista: appuntamento quindi al MUKKEN 2012 

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Passeggiata in moto a Castelluccio di Norcia

Dopo altri 2 mesi di astinenza completa da moto a causa un intervento chirurgico ad un tendine, domenica ho finalmente ripreso la mia BMW F800GS per fare una passeggiata a Castelluccio di Norcia.

Sabato pomeriggio avevo fatto un piccolo giro solo per provare se avvertivo dolore e se ero in grado di guidare senza difficoltà, e visto che tutto era andato nel migliore di modi ho deciso di fare una visita al Parco Nazionale dei Monti Sibillini per ammirare nuovamente la fioritura che è veramente uno spettacolo della natura!

La giornata era prevista serena e con temperatura gradevole, e così me la sono presa comoda ed ho scelto di percorrere tutta la via Flaminia fino a Terni per poi proseguire lungo la fantastica Valnerina fino a Visso.

Poco traffico, clima perfetto, manto stradale in buono stato: è stato un piacere guidare la moto lungo il percorso sinuoso ammirando i bei paesaggi.

Giunto a Visso, dopo una breve "sosta caffè", sono entrato nel territorio del Parco che ho attraversato a velocità molto bassa e mantenendo il casco aperto per godere meglio dei profumi e del paesaggio veramente incantevole. Non è la prima volta che vado a Castelluccio (credo che diventerà un appuntamento annuale perché è veramente un luogo "magico") e così questa volta ho preferito passare per Forca Canapine e poi ridiscendere verso Accumuli per riprendere poi la Salaria SS4 verso Roma.

Il percorso per castelluccio di Norcia

Il percorso da Roma a Castelluccio di Norcia e ritorno

Ho pranzato nell'ottima trattoria "Vacunea" che si trova lungo la Salaria nel territorio di Posta proprio all'uscita per la frazione Bacugno. Se per caso ci andate non commettete l'errore di ordinare prima di aver visto la grandezza delle portate . . . .  vi avviso che l'antipasto è un pasto completo ed i primi piatti sono talmente abbondanti che una porzione basta tranquillamente per due persone !!!

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉