Motovacanza in Tunisia

Ebbene si, anche quest'anno sono tornato con la moto in Tunisia per trascorrere il Capodanno nel deserto, e l'ho fatto utilizzando il mio mitico Honda Dominator NX650, un monocilindrico del 1988!

Ormai sono tre volte che visito il Paese, ma l'idea di ripercorrere qualche pista battuta e le lunghe strade nel deserto ancora mi affascina!

Stavolta mi sono aggregato all'ultimo momento ad un gruppetto di tre persone che aveva organizzato la vacanza sul forum di Quellidellelica (QdE), e così sono partito insieme all'amico Elvio da Civitavecchia il 26 dicembre con il traghetto Catania della Grimaldi (una nave fatiscente con servizi di bordo ed igienici pessimi Pessima Grimaldi ). Fortunatamente abbiamo trovato mare calmo e siamo arrivati alla Goulette, il porto di Tunisi, con solo mezz'ora di ritardo.

Nell'area arrivi del porto abbiamo incontrato gli altri due compagni, Luca e Franco provenienti da Genova, e tutti insieme abbiamo espletato le formalità d'immigrazione, di dogana e la pratica per l'importazione temporanea della moto abbastanza celermente, tanto che dopo poco meno di due ore eravamo già fuori dal porto e diretti all'Hotel Du Parc, un albergo oggi non in buone condizioni, ma sufficientemente pulito.

Abbiamo consumato una veloce cena nel ristorante dell'albergo e subito ce ne siamo andati a dormire dandoci appuntamento per le 8:00 del mattino successivo (venerdì 28 dicembre); nella giornata dovevamo infatti percorrere circa 550 km da Tunisi a Douz, cittadina alle porte del deserto dove avevamo deciso di fare base.

Dopo la Rivoluzione dei Gelsomini (le proteste iniziarono nel dicembre 2010, giusto pochi mesi dopo la mia prima visita) la Tunisia è stata colpita da una grave crisi economica causata anche dal crollo del turismo, e nelle regioni centrali più povere saltuariamente scoppiano delle manifestazioni di protesta. Per stare tranquilli avevamo programmato un percorso lungo la costa utilizzando la moderna autostrada che va da Tunisi fino a Sfax, e poi la trafficata strada statale che scorre lungo il mare fino alle porte di Gabes, da dove abbiamo poi tagliato nell'interno evitando così tutte le zone dove recentemente sono scoppiati dei tumulti.

Tempo fantastico, e così il lungo viaggio è stato molto piacevole. Per il pranzo ci siamo fermati poco dopo Sfax in un'accogliete cittadina dove abbiamo "sbranato" un enorme pesce arrosto!

Il percorso Tunisi - Douz

Il percorso da Tunisi a Douz

Una volta lasciata Sfax – dove termina l'autostrada – non si riescono più a mantenere medie elevate, anche perché le vie di comunicazione attraversano molte città e villaggi e dove, per evitare che i veicoli procedano a velocità eccessive, sono stati realizzati dei dossi molto alti che costringono le auto ed i camion quasi a fermarsi. Abbiamo così raggiunto l'Hotel Sahara Douz che era ormai notte, e con la temperatura in rapida discesa.

A causa del cielo sereno e dell'aria molto limpida per la totale mancanza di umidità e smog nelle zone desertiche l’escursione termica è molto elevata; di giorno il Sole riscalda l’aria e la temperatura raggiunge valori alti, ma come tramonta il calore si disperde rapidamente e le notti sono molto rigide con temperature anche sotto lo 0. Noi alle 8:00 di mattina a Douz abbiamo trovato sempre 3° – 5° !

Veduta del ChottPer il sabato 29 dicembre avevamo stabilito di fare il periplo del Chott el-Jerid, un grande lago salato che si trova nella depressione tra le oasi di Tozeur e di Nefta da un lato, Kebili e Douz dall'altro, ed il confine con l'Algeria. Giro molto lungo, ma che permette di ammirare paesaggi veramente unici.
Lo stato delle strade è generalmente buono, anche se quella che scorre lungo il confine algerino è molto stretta; se avete intenzione di percorrerla ricordatevi di portare con voi il passaporto perché quasi sicuramente verrete fermati in uno dei punti di controllo della polizia tunisina.
Nell'area non c'è veramente nulla, e soltanto dopo quasi 70 km s'incontra qualche piccolo villaggio.
Volevamo fermarci per mangiare qualcosa, ma solo quando siamo arrivati a pochi chilometri da Douz abbiamo trovato un ristorante nella piazza principale del villaggio di El Faouar che però non ci ha molto convinto; e così dopo aver fatto benzina abbiamo proseguito per Douz dove ci siamo fermati a lungo nella bella piazza centrale che è sede di numerosi negozi e ristoranti.

Siamo rientrati in albergo giusto per una doccia, e poi con un'auto siamo tornati in centro dove abbiamo cenato a base di specialità locali in un'ottima ed economica trattoria. E dopo cena siamo tornati nella vicina piazza dove abbiamo chiacchierato a lungo con altri motociclisti scambiandoci impressioni ed informazioni.

L'hotel Sahara Douz si trova nella zona turistica della città che è abbastanza distante dal centro; alcune sere siamo stati costretti a rinunciare ad uscire perché non siamo riusciti a far arrivare un taxi tramite il concierge dell'albergo … bohhh, dicono che a pensar male si fa peccato, ma secondo me l'addetto faceva solo finta di chiamarlo per costringerci a consumare il pasto in albergo fregature tunisine

Oasi di kasr GhilanePer la domenica 30 dicembre avevamo in programma la visita all'oasi di Ksar Ghilane e di Matmata. Siamo partiti sempre poco dopo le 8:00 e ci siamo avventurati sulla strada oggi asfaltata che costeggia la pipeline.
Fino a qualche anno fa la strada era sterrata e veniva utilizzata per la manutenzione dell'oleodotto, ma con la crescita del turismo fu sistemata per consentire l'agevole raggiungimento dell'oasi di Ksar Ghilane che è un'ambita meta turistica perché caratterizzata dalla presenza di un antico fortino di epoca romana e di una sorgente di acqua calda con proprietà termali che crea un piccolo laghetto dove è possibile fare il bagno in tutte le stagioni.

Abbiamo sostato a lungo nell'oasi godendoci il caldo sole mentre parlavamo e pranzavamo, e solo nel primo pomeriggio abbiamo ripreso le moto per dirigerci verso Matmata, città resa famosa da un episodio del film Guerre Stellari e dove è ancora possibile ammirare una particolare architettura troglodita con le abitazioni scavate nel terreno (soluzione adottata per cercare di mantenere entro limiti accettabili la temperatura degli ambienti – nella zona la temperatura nella stagione estiva supera frequentemente i 45°, mentre in inverno è ai nostri livelli) … e così ho anche rivisto l'Hotel Sidis dove pernottai durante la mia prima vacanza in Tunisia!

Dopo la visita di Matmata, sulla via del ritorno, abbiamo sostato in un bar che ci ha impressionato per la pulizia (tutto era tirato a lucido, ed i bagni erano lindi e profumati), e dove ho gustato per la prima volta un buonissimo tè alla menta con le mandorle: una bevanda davvero fantastica perché il sapore delle mandorle sgranocchiate lega magnificamente con quello del tè alla menta!

Come al solito siamo arrivati in albergo che era ormai notte … e quindi doccia, cena e subito a nanna!

Per lunedì 31 prima della partenza dall'Italia non avevamo programmato nulla, e così si è deciso all'ultimo momento di fare un salto nelle Oasi di Montagna (Chebika, Mides e Tamerza).

Per recarci nella zona abbiamo dovuto ripercorrere la stessa strada fino a Tozeur, e questo è il brutto di quando si fa base in un luogo! È vero che nelle escursioni giornaliere si viaggia più leggeri e che i bagagli si fanno solo una volta, ma la soluzione comporta spesso di dover fare più volte sempre lo stesso tragitto.

L'incontro presso ChebikaComunque, appena lasciata Hammat-al-jarid, una piccola località alla periferia di Tozeur, causa lavori stradali abbiamo incontrato un facile sterrato lungo circa 15 chilometri che abbiamo percorso speditamente fino ad arrivare in prossimità dell'oasi di Chebika dove abbiamo notato delle persone che ci salutavano da una piccola fattoria ai bordi della strada; incuriositi ci siamo fermati e siamo andati verso quelle persone che abbiamo poi scoperto essere dei motociclisti italiani che soggiornavano presso la famiglia tunisina che gestiva la fattoria.

L'incontro si è rivelato estremamente interessante e l'accoglienza della famiglia tunisina è stata semplicemente FANTASTICA!
Ma perché quei signori erano li?
Qualche anno fa erano in camper ed ebbero un problema, la famiglia di quella fattoria li aiutò e così nacque un'amicizia; ora ogni volta che il gruppetto di italiani torna in Tunisia passa a salutare la famiglia e campeggia presso di loro nella fattoria.

Ci siamo trattenuti parecchio gustando le tante cose che ci sono state offerte: tè, datteri, arance e persino del pane caldo preparato al momento!

A pochi chilometri di distanza da dove eravamo inizia la "Pista Rommel" e così, dopo i saluti ed una velocissima visita all'Oasi di Chebika, abbiamo percorso il primo tratto asfaltato della pista che conduce a Redeyef attraversando una zona montuosa di una bellezza unica perché sono presenti delle rocce rosse che formano delle gole da cui si può ammirare l'arida pianura sottostante.

Il percorso è molto bello, ma anche breve, e così siamo arrivati rapidamente a Redeyef che invece è una città bruttissima.
Volevamo percorrere anche il secondo tratto non asfaltato della pista Rommel che porta a Metlaoui, ma non avevamo riferimenti precisi e così dopo aver percorso qualche chilometro attraverso un'enorme discarica a cielo aperto abbiamo desistito … peccato perché neanche dopo 1 km la discarica terminava ed iniziava la pista vera!

Cambiato il programma ci siamo diretti prima all'oasi di Mides (c'è un villaggio abbandonato ed un profondo Canyon), e poi a Tamerza dove abbiamo consumato un pranzetto veloce prima della visita all'oasi (io l'avevo già vista e sono rimasto di guardia alle moto).

Riprese le moto abbiamo "chiuso l'anello"  tornando a Chebika da dove abbiamo poi ripercorso lo stesso tragitto al ritroso verso Douz (le strade non sono tante e variarle è spesso impossibile).

Il menù del cenone di San SilvestroLa sera dell'ultimo dell'anno volevamo trascorrerla in un ristorante del centro, ma quando ci siamo recati alla reception per chiedere il taxi c'è stata una sorpresa: gli altri tre amici avevano il cenone incluso nel soggiorno e così io ho dovuto versare la differenza per poter stare insieme (loro avevano prenotato tramite Booking.com ed il cenone era incluso, mentre io – essendomi aggiunto all'ultimo minuto – avevo utilizzato il sistema di prenotazione presente nel sito dell'albergo).

Che esperienza!!!! La grande sala era affollata di gente e con musica dal vivo a "palla" tanto che abbiamo dovuto farci cambiare il tavolo; e poi una ballerina si è esibita più volte nella danza del ventre (mamma mia quanto era brutta; non scherzo … era veramente una cozza!) , e poi canti locali fino alla mezzanotte quando, dopo il brindisi di rito, la serata è terminata con i fuochi d'artificio.

Ad onor del vero devo dire però che il cibo è stato buono ed abbondante, con i piatti serviti a tavola sempre ben caldi, ed anche belli a vedersi cenone tunisino

Lunedì 1° gennaio è iniziato il riavvicinamento a Tunisi. Siamo partiti con comodo ed abbiamo percorso a ritroso il tragitto dell'andata fino ad El Jem dove abbiamo fatto una breve sosta nei pressi del famoso anfiteatro; terminata la visita ci siamo diretti nella cittadina balneare di Mahdia dove sono presenti numerosi grandi alberghi che hanno sempre ottimi prezzi. Abbiamo pernottato al Mahdia Beach Hotel, un'enorme struttura di medio livello frequentata soprattutto da tedeschi.

La sera siamo andati nella città vecchia per una passeggiata; poi abbiamo cenato a base di pesce in un ottimo ristorante: piatti deliziosi annaffiati con un vino bianco niente male!

Martedì 2 gennaio gli amici provenienti dal Nord Italia la sera avevano il traghetto per Genova, e così la giornata l'abbiamo impostata in modo da consentirgli di essere per tempo alla Goulette per l'imbarco.

Lasciata Mahdia abbiamo raggiunto Monastir dove abbiamo sostato brevemente nella grande piazza principale dominata dal mausoleo di Habib Bourguiba, leader della lotta per l'indipendenza, fondatore della Tunisia moderna, e primo presidente della Repubblica tunisina rimasto in carica per 30 anni.

Dopo Monastir, sempre su strade secondarie, siamo arrivati nella caotica Sousse per un rapido giro nella medina, e poi ad Hammamet dove avevamo deciso di fermarci sul lungomare per il pranzo.

Nel primo pomeriggio abbiamo fatto strada per la vicina Nabeul (altra cittadina turistica – balneare) dove ci siamo separati; Franco e Luca hanno continuato per Tunisi, mentre io ed Elvio siamo andati all'Hotel Camping Les Jasmins (struttura modesta, ma pulitissima e con servizi in ordine) dove ci eravamo dati appuntamento con un'altro amico che stava facendo un giro con un fuoristrada Land Rover Defender.

In attesa della cena abbiamo passeggiato per Nabeul ammirando le bellissime ceramiche artistiche esposte in molti negozi, e quando siamo rientrati in hotel abbiamo incontrato Carlo ed i suoi amici con i fuoristrada che ci hanno invitato a cenare con loro a base di spaghetti alla carbonara e stuzzichini vari italiani preparati con le loro attrezzature nel campeggio … e noi ovviamente abbiamo accettato.

Gran bella serata passata chiacchierando e gustando tante pietanze di cui iniziavamo a sentire la mancanza!

Mercoledì 3 gennaio – giorno dell'imbarco e fine della vacanza – abbiamo fatto un bel giro nella penisola che si trova ad Est di Tunisi. Partiti verso le 9:00 abbiamo raggiunto prima la cittadina di El-Haouaria e poi Cap Bon attraversando un'area dove è molto sviluppata l'agricoltura, ed in particolare la coltivazione di ortaggi.

Veduta di Cap BonA Cap Bon abbiamo fatto una sosta caffè chiacchierando a lungo con il gestore del ristorante che si trova di fronte alle grotte romane, e poi ci siamo recati in cima al vicino monte da dove si possono ammirare paesaggi magnifici (se c'è buona visibilità è possibile vedere anche Pantelleria che dista circa 70 chilometri).

Lasciato Cap Bon, percorrendo la strada lungo la costa che da sul golfo di Tunisi abbiamo attraversato Cartagine per raggiungere nella deliziosa località di Sidi Bou Said dove ci siamo fermati per comperare qualche ricordino e mangiare un panino (che io ho trovato buonissimo, il più meglio migliore assai in assoluto che ho mai gustato: frittata, formaggio, prosciutto cotto, pomodoro, cipolla, ed il tutto sapientemente insaporito e reso leggermente piccante con varie spezie! Che buono! Tornerei a Sidi Bou Said solo per rigustare quel panino).

Dopo esserci crogiolati un bel po' al sole ci siamo recati al porto per l'imbarco. Anche la traversata di ritorno si è svolta con mare calmo, e stranamente il traghetto (sempre la malandata motonave Catania) ha viaggiato in orario!

A Salerno saluti ed abbracci, e poi ognuno per la sua strada ma … con la speranza di rivederci anche l'anno prossimo in Tunisia!

NOTA: molte delle foto che troverete nella raccolta sono di Luca "Bias"; riconoscerle è molto facile: sono le più belle Le foto delle Tunisia di Luca "bias"

Gita cultural gastronomica a Gaeta

Domenica 29 gennaio ho partecipato ad un interessante giro in moto con visita al Cisternone di Formia ed al Santuario della SS. Trinità noto per la bellissima Grotta del Turco e per una profonda fenditura nella roccia da cui deriva il nome di "Montagna Spaccata".

Nel programma della gita organizzata dal MotoClub "Live to Ride" c'era un particolare che aveva destato la mia curiosità "culinaria" . . . e cioè il pranzo in una tipica pizzeria "a taglio" per gustare la "tiella al moscardino"!

Qualche notizia sulle tielle di Gaeta l'avevo trovata nel web, ma quando si tratta di cibo foto e descrizioni non riescono mai a rendere bene l'idea di una specialità gastronomica, c'è poco da fare: bisogna andare gustarle sul posto!  gastronomia di Gaeta

Visto che i chilometri da percorrere non erano molti, per questa gita ho utilizzato la mia nuova moto: una vecchia Honda NX650 Dominator del 1988 a cui ho affibbiato il nomignolo di TUM2 (The Unstoppable Motorrad 2 ) per distinguerla da TUM1 che invece è la mia BMW F800GS (vabbé, non ho avuto molta fantasia Non ho fantasia per i nomi! ).

Mi sono unito al gruppo di motociclisti provenienti da Roma al McDonald's che si trova sulla Pontina poco dopo Aprilia, e poi abbiamo proseguito insieme fino a Formia dove abbiamo visitato "Il Cisternone", una grande struttura idraulica di epoca romana lunga circa 65 metri, larga 25 e la cui volta è sostenuta da enormi pilastri.
Si ritiene che "Il Cisternone" sia stato realizzato nel I° secolo a.C. ; serviva come centro di raccolta per l'acqua proveniente dalle colline circostanti che poi veniva distribuita alla città grazie ad una efficiente rete idrica. La struttura, capace di contenere ben 7000 metri cubi d'acqua, è stata ristrutturata ed oggi è perfettamente conservata; per la sua visita si utilizza una passerella galleggiante.

Dopo la visita al Cisternone ci siamo diretti verso il porto di Gaeta per raggiungere la Tielleria "La Voglia Matta"  per gustare i prodotti della rosticceria specializzata in piatti tipici gaetani. 

Ma che cosa è la tiella di Gaeta?
La tiella è la pietanza più famosa di Gaeta ed il suo nome deriva dal contenitore di forma rotonda e dai bordi bassi (teglia) utilizzato per cucinarla. Praticamente è una pizza realizzata con due strati di pasta sottili, tra i quali viene posto il ripieno, e che poi vengono chiusi lungo i bordi.

Il ripieno può essere costituito da calamaretti, polpi, baccalà, sardine o alici, ma anche verdure ed ortaggi che vengono insaporiti con olive, spezie ed aromi diversi: in pratica tutti i prodotti della campagna e del mare!
La tiella viene cotta in forno utilizzando la teglia; in genere viene servita in quarti e si mangia rigorosamente con le mani senza aiutarsi con le posate: così recita la tradizione gaetana!

Sarà stata la temperatura rigida, o forse l'ora, oppure il fatto che la sera prima non avevo mangiato molto, ma avevo una fame tremenda … e così ho iniziato con una bella fetta di casatiello (tipica torta rustica napoletana), ho poi gustato un panino napoletano con broccoletti e salsiccia (in realtà quelli napoletani non sono panini, ma dei rustici imbottiti con vari ingredienti) e poi o ho finito con un quarto di tiella ai polpi  . . .

B U O N I S S I M A  La tiella di Gaeta è buonissima

Tutto appena cucinato, ottimo, saporitissimo, veramente un pranzo con i fiocchi apprezzando sapori che non conoscevo!

Dopo il pranzo abbiamo raggiunto il vicino Santuario della SS. Trinità dove c'è stata la visita alla Grotta del Turco ed alla profonda fenditura che da il nome al Santuario ed alla montagna detta appunto "Spaccata".
Bellissimi luoghi, con dei paesaggi stupendi e che meritano sicuramente di essere visitati.

Dopo la visita, i saluti, ed il veloce ritorno a casa con la temperatura dell'aria che iniziava a scendere velocemente!

Una nota sulla moto: il Dominator per queste gite a "corto raggio" è veramente divertente perché dotato di una buona potenza che abbinata al basso peso lo rendono agile e scattante. Come tutti i monocilindrici, specie a basso numero di giri, vibra però parecchio. 

 

Honda NX650 Dominator: la mia nuova unstoppable motorrad!

Possiedo una fantastica BMW F800GS che mi ha portato in giro per il mondo, ma da qualche tempo sentivo la necessità di una motoretta leggera, semplice e poco costosa da utilizzare senza troppe preoccupazioni per qualche uscita a "corto raggio" su strade magari un po' "accidentate".

Durante il weekend passato in Versilia ho conosciuto una persona ed abbiamo parlato a lungo del restauro di vecchi veicoli. Chiacchierando mi ha raccontato la sua esperienza con una Honda Dominator NX650 recuperata in un fienile e rimessa a nuovo in tutto: dalla verniciatura a tutti gli organi meccanici.
Abbiamo discusso dei vari interventi meccanici in generale, anche se allora non conoscevo nulla di questo modello.

Per qualche tempo ho dimenticato l'argomento, ma poi durante un'uscita in Umbria ho conosciuto due motociclisti miei coetanei e proprietari di diverse moto; di loro mi ha colpito il modo allegro e spensierato con cui usavano la moto su strade sterrate per andare alla ricerca di nuovi luoghi da scoprire!
In particolare mi ha impressionato il racconto dell'attraversamento di un'area dove era in atto una battuta di caccia al cinghiale, con relativo allontanamento precipitoso per evitare qualche involontaria fucilata!!!!

Ca$$o, questo si che è il modo giusto di usare una moto enduro . . .  mi sono detto! 

E così, chiacchierando, ho scoperto che è il problema di tutti quelli che vogliono fare un po' di OFF, anche se non estremo: le scivolate vanno messe in conto, come gli urti con rami e cespugli. Per fare OFF serve quindi una moto da usare senza la paura di far danni!
Le moto nuove costano un botto di soldi, e poi sono sofisticate ed abbastanza pesanti (ad esempio, la mia pur essendo tra le enduro stradali più leggere con tutti gli accessori è intorno ai 230 kg), e così seguendo il consiglio di vari amici mi sono messo alla ricerca di un vecchio modello di enduro e la scelta, dopo essermi documentato, è caduta sull'Honda Dominator NX650.

Monocilindrico 4 tempi . . . è una moto semplice, affidabile, leggera e dai costi di manutenzione molto contenuti. Le parti di ricambio sono ancora oggi facilmente reperibili perché la moto – in vari modelli – è stata prodotta fino al 2001 e sul mercato dell'usato ci sono varie proposte di vendita a prezzi accessibili.

Visto la cifra che avevo intenzione di spendere, ho cercato qualcosa vicino a casa per evitare costi di viaggio e trasporto, ed alla fine ho trovato una moto in buone condizioni del 1988, originale nei vari particolari, e quindi facilmente iscrivibile come storica.

L'ho acquistata e l'ho portata a casa guidandola visto che era marciante e senza grossi problemi.

Una nota: su consiglio di chi me l'ha venduta ho fatto il passaggio di proprietà al Pubblico Registro Automobilistico di Latina. La procedura è semplicissima, veloce e si risparmiano circa 100€! Tutta la documentazione (certificato di proprietà e tagliando da apporre sul libretto) viene rilasciata al momento: in circa 30 minuti, compresa l'attesa del nostro turno, abbiamo fatto tutto!

Per prima cosa mi sono preoccupato di reperire alcune parti che andavano sostituite per riportarla perfettamente originale: frecce, specchietti, portatarga e piastra del portapacchi. Ho acquistato tutte queste parti usate (ma in ottime condizioni) su eBay spendendo in totale circa 100€.

Come lavori ho praticamente eseguito un grosso tagliando: filtro aria e olio, olio motore, olio freni, candela; e poi ho effettuato la pulizia di tantissime parti che erano veramente molto sporche; questo il dettaglio dei lavori:

  1. sostituzione disco e pasticche posteriori (disco acquistato usato, ma praticamente pari al nuovo).
  2. Saldatura e verniciatura marmitte.
  3. Lucidatura dei collettori di scarico (sono di acciaio inox).
  4. Trattamento del serbatoio con resina anticorrosiva e sigillante (Power Tank).
  5. Installazione di una presa accendisigari.
  6. Riparazione di alcuni attacchi delle carene.
  7. Sostituzione frecce.
  8. Sostituzione specchietti.
  9. Ripristino portatarga originale.
  10. Installazione piastra portapacchi.
  11. Pulizia e lucidatura generale.
  12. Piccoli ritocchi a pennello di alcuni sgraffi.

L'unica cosa che mi è rimasta da sistemare è la sella che ha un piccolo taglio causato dall'usura del rivestimento; sui fianchi ci sono due belle scritte HONDA che voglio assolutamente mantenere, ma ancora non sono riuscito a trovare un tappezziere in grado di rifarle.
Proverò a cercare nei prossimi mesi in qualche fiera dedicata ai veicoli d'epoca dove ci sono artigiani specializzati nella ricostruzione delle selle di vecchi motocicli.

Causa il clima freddo ho utilizzato la moto solo per pochi chilometri e sembra non aver problemi. Sicuramente è molto più agile e leggera della BMW F800GS, anche se trattandosi di un monocilindrico le vibrazioni si fanno sentire parecchio.
Dopo le feste inizierò la pratica per iscriverla al registro storico dell'ASI e non dovrei incontrare problemi visto che la moto è "conservata" originale.

Ho scattato qualche foto nelle varie fasi della sistemazione:

Quando l'ho rimessa in moto dopo aver effettuato i lavori ho ripreso un breve video: