L’Oman in moto

Al termine del mio viaggio in Iran soggiornai per alcuni giorni a Dubai dove feci la conoscenza dei Dubai Riders (sito web  – Instagram), un gruppo di simpatici motociclisti che spesso organizzano viaggi in giro per il mondo e che offrono il loro disinteressato aiuto a tutti i bikers che visitano gli UAE ed i paesi vicini. 

Alla fine di agosto 2013 i Dubai Riders visitarono l’Italia ed io li guidai in un tour per le strade di Roma; purtroppo si fermarono solo un giorno e si verificarono anche alcuni inconvenienti tecnici su due delle loro moto, per cui la visita fu forzatamente molto breve e superficiale.

È durante questi incontri che venni a conoscenza delle bellezze dell’Oman, paese di cui ignoravo quasi tutto! Iniziai così a fare qualche ricerca scoprendo che un tour in moto in Oman era fattibilissimo. Ne parlai anche con alcuni amici che – entusiasti – approfittando di tariffe scontate (circa 400€ a/r) acquistarono subito i biglietti aerei per effettuare un viaggio in moto in Oman nel periodo natalizio.

Per vari motivi io avevo invece programmato la vacanza per la fine di gennaio – primi di febbraio, ma poi ho anticipato la partenza e così ho effettuato il tour dell’Oman insieme a loro Viaggio in Oman

Alcune note “pratiche” sul viaggio:

La più grossa difficoltà è stata trovare delle moto adatte alle nostre esigenze. A Dubai le grosse tourer come Harley Davidson e Honda Gold Wing abbondano, ma reperire una “enduro” stradale è veramente un’impresa!
In questo ci hanno aiutato gli amici Dubai Riders procurandoci tre BMW F800GS, motociclette ideali per effettuare il giro in Oman che avevamo in mente.

Gli UAE e l’Oman sono paesi tecnologicamente evoluti, per cui NON abbiamo incontrato alcun problema a prenotare alberghi, prelevare denaro dagli ATM (Automated Teller Machine) o usare telefonini, internet, GPS e video-foto-camere.

La rete stradale ed autostradale è moderna ed efficiente; per non perdersi tra le vie delle grandi città degli UAE e dell’Oman a mio parere è però assolutamente necessario un navigatore satellitare con mappe aggiornate.
Noi abbiamo utilizzato prodotti Garmin con mappe scaricate gratuitamente da http://garmin.openstreetmap.nl/

In UAE ed Oman non ci sono problemi di sicurezza tanto che generalmente è possibile lasciare caschi ed altri oggetti sulla moto senza la necessità di legarli; nel parcheggio custodito dell’albergo a Ras Al Khaimah (UAE) durante la notte abbiamo però subito il furto di un piccolo borsello –  asportato da una valigia laterale di una moto – contenente aggetti di non grande valore (sottoguanti in seta ed altri accessori); la cosa ovviamente ci ha dato molto fastidio e fatto diventare più guardinghi.

I visti d’ingresso vengono rilasciati alle frontiere; le procedure sono semplici ed abbastanza rapide. Un po’ più di tempo è necessario al punto di frontiera per l’accesso al Musandam (penisola a cui si accede solo dal territorio degli UAE)

Per viaggiare in Oman con le moto è necessario stipulare un’assicurazione temporanea (circa 18€ per 10 giorni).

Questo per me è stato il primo viaggio “Fly & Ride” e confesso di aver trovato non poche difficoltà a preparare il bagaglio perché, oltre ai soliti vestiti ed accessori personali, è necessario pensare anche a tutto l’abbigliamento tecnico da moto, ad accessori come il GPS, al casco e a tanti altri piccoli oggetti come elastici, cinghie, fascette, spinotti elettrici etc. Per fortuna il mio amico Frush aveva pronta una lista preparata per altri suoi viaggi, e così è stato tutto più facile.

Cambi valute:
1€ = 5 AED (Dirhams Emirati)
1€ = 0,5 OMR (Omani Rial)

Poiché in Oman gli AED sono accettati (ma non viceversa) ne consegue che 1 OMR = 10 Dirhams (e questo è il cambio che abbiamo trovato stampigliato anche sulle lattine di Pepsi Cola vendute in Oman).

 

Diario di viaggio “day by day”

 

Giovedì 19 dicembre 2013

Il mio arrivo ad Abu DhabiHo preso un volo Alitalia ed ho raggiunto Abu Dhabi dove ad aspettarmi in aeroporto c'erano i Dubai Riders con la “mia” BMW F800GS.

Dopo i saluti ed aver preparato la moto siamo andati a cena in un ottimo ristorante a Yas Marina dove ho gustato varie pietanze a base di pesce veramente squisite (abbiamo mangiato all’aperto in una serata stupenda con un clima perfetto)!

Dopo cena ci siamo recati in altre due vicine località per prelevare le moto che sarebbero state utilizzate dai miei compagni di viaggio. 

E poi tutti in gruppo verso la mitica Dubai distante circa 130 km per raggiungere l’Hotel Ibis Al Rigga di Deira (pagato 566.40 AED, circa 113€) dove avevo prenotato una camera per 2 notti: guidando di notte sulle perfette strade degli Emirati che scorrono alla base dei grattacieli illuminati ho provato delle sensazioni indescrivibili … veramente una “goduria” Guidare a Dubai verso l'Oman

Venerdì 20 dicembre 2013

Il venerdì ed il sabato sono giorni festivi negli Emirati Arabi; l’amico Saleh (la persona dei Dubai Riders con cui ero stato in contatto dall’Italia) la sera prima mi aveva lasciato avvisandomi che sarebbe stato impegnato per tutto il giorno e che ci saremmo rivisti solo la sera, e così mi ero organizzato per fare un giretto a Dubai per rivedere alcuni dei “simboli” dalla città.

Causa il fuso orario mi sono alzato un po’ tardi, e dopo aver sistemato la moto mi ero diretto verso il lungomare di Dubai per raggiungere il Burj Al Arab percorrendo la Jumeirah Beach Road.

Ero da poco arrivato al Burj Al Arab quando mi ha chiamato Saleh per dirmi se potevo raggiungere l’aeroporto di Dubai. Ho risposto di si, e così in poco più di 20 minuti ho raggiunto la zona scoprendo che l’aeroporto di Dubai con i suoi 3 terminals oggi si estende su un’area vastissima.
Ho richiamato Saleh per farmi dare istruzioni sulla strada da seguire e così poco dopo l'ho superato in autostrada mentre procedeva lentamente con la sua auto … praticamente un rendezvous!
L’ho seguito e quando ci siamo fermati ho avuto una piacevole sorpresa: avrei partecipato al pranzo dei maschi della famiglia! Per me è stato un onore ed un’esperienza interessantissima perché ho anche potuto gustare pietanze tipiche locali a base di pesce, pollo, e carne accompagnati da vari tipi di riso; e poi vegetali, datteri, dolci, frutta e per finire un bel caffè arabo! 

Nell'occasione ho provato a mangiare con le mani, ma ho desistito in quanto non riuscivo a “stringere” il riso per portarlo alla bocca senza perderne la metà LOL

Dopo pranzo ho accompagnato Saleh sulla East Cost degli Emirati per incontrare due giovani motociclisti polacchi impegnati in un giro del mondo.

Il territorio degli UAE si estende ad Est fino sul Golfo di Oman dividendo così la Penisola del Musandam dal resto dell’Oman. Inoltre, tra le città di Khor Fakkan e Fujairah c’è l’enclave omanita Madha che ha sua volta contiene il villaggio di Nahwa che invece è parte dell’emirato di Sharjah negli United Arab Emirates. In poche parole un’enclave all’interno di un’altra enclave. Per chi vuole approfondire la storia di queste enclave c’è un’interessante articolo sul giornale online “The National”.

Per l’ingresso nel Musandam è necessario espletare le normali formalità d’immigrazione e doganali, mentre il transito nelle enclavi è libero e senza posti di controllo.

E così – per la prima volta – ho potuto ammirare paesaggi diversi da quelli delle grandi metropoli degli Emirati: enormi distese semidesertiche, ma anche montagne costituite da rocce di un colore rosso scuro e molto friabili.

Raggiungere il luogo dove avevano piantato la tenda i due ragazzi polacchi è stata un’impresa possibile solo grazie al 4×4 su cui viaggiavamo perché la strada sterrata aveva una pendenza incredibile con fondo pietroso, sconnesso e solchi molto profondi! Per me è stata la prima volta e nei tratti in discesa confesso di aver avuto qualche timore.

Abbiamo chiacchierato a lungo con Marta e Bartek ricevendo anche informazioni aggiornate sull’Iran; si era fatto molto tardi e così – dopo averli salutati – li abbiamo lasciati al loro campeggio libero su una spiaggia incastonata in un piccolo bellissimo golfo.

Un’oretta e mezza per rientrare a Dubai, e poi a casa di un ragazzo dei Dubai Riders per vedere in TV un’importante partita di calcio tra due squadre locali.

Era ormai mezzanotte passata quando Saleh mi ha accompagnato a riprendere la moto con cui sono tornato velocemente in albergo seguendo le indicazioni del navigatore ed integrandole con quelle dei cartelli stradali.

Che giornata!!! Mi serviva solo una doccia ed una bella dormita.

Sabato 21 dicembre 2013

È la giornata in cui devo lasciare l’albergo per spostarmi al City Seasons Suites dove abbiamo prenotato un appartamento. 

Causa anche il fuso orario (3 ore) mi sveglio tardi, e poi perdo un po’ di tempo per leggere la posta, controllare alcune cose su internet e mandare dei messaggi.
Faccio il check out e lascio i bagagli in deposito per evitare di portarmeli dietro.
Passo al City Seasons Suites per sistemare un problemino (la camera non è prenotata a mio nome, ed io vorrei fare il check in prima dell’arrivo dei miei amici) e poi – vista anche l’ora – decido di passare il resto della giornata nel Dubai Mall perché, è vero che ci sono già andato già diverse volte, ma non l’ho mai visitato con calma!
  
La strada per raggiungerlo ormai la conosco, per cui non ho problemi ad arrivarci in pochi minuti. Lascio la moto nel grande parcheggio centrale … e per fortuna faccio una foto con i dati per ritrovare il posto 

Nel Mall c’è tutto: pranzo, passeggio, assisto allo spettacolo della Fontana Danzante ubicata nel laghetto alla base del Burj Khalifa ed è ormai sera quando ritorno in albergo per prendere i bagagli lasciati in deposito e spostarmi dell’appartamento nel nuovo albergo.

Verso le 20 m’incontro con i Dubai Riders e, dopo aver preso un caffè, ci spostiamo in un bar dove la serata continua chiacchierando delle loro escursioni off road e mangiando qualcosa all’aperto ammirando lo skyline della città.

L’ospitalità e la cortesia che ci è stata dimostrata dai Dubai Riders è stata ineguagliabile: dopo cena un gruppetto di loro si è organizzato per portare le altre due moto nel parcheggio dell’albergo in modo che fossero subito disponibili anche per i miei amici! 

Il volo della Turkish utilizzato dai miei compagni di viaggio prevedeva l’atterraggio verso le 2:30 del mattino, ma nonostante l'ora decido di andare ad aspettarli in aeroporto. Il volo è atterrato in orario, ma purtroppo c’è stata un’amara sorpresa perché si è smarrito il bagaglio di Paola e così è stato necessario perdere quasi due ore per la procedura “lost & found”. Vabbé, pazienza. Raggiungiamo l'albergo, ma l’eccitazione è talmente grande che invece di andare a dormire ci mettiamo a chiacchierare.

Domenica 22 dicembre 2013

Al Bikers Caffè di DubaiCi alziamo molto tardi dopo aver riposato solo per qualche ora, e subito partiamo in sella alle nostre BMW F800GS alla scoperta di Dubai: prima il Burj al-Arab (l’albergo più lussuoso al mondo, simbolo di Dubai e conosciuto anche come “La Vela”), e poi visita al Dubai Mall che è al centro dell’area moderna di Dubai dove c’è anche il "Burj Khalifa”, un grattacielo alto ben 828 mt!

La giornata scorre velocemente, e c’è solo il tempo di tornare in albergo per fare una veloce doccia perché alle 20:00 abbiamo appuntamento con i Dubai Riders. Guidati da loro raggiungiamo una coppia di motociclisti tedeschi (anche loro impegnati in un giro del mondo a tappe), e poi tutti insieme al Bikers Cafe dove passeremo la serata raccontandoci le nostre esperienze di viaggio comodamente seduti all’aperto in una delle tante gradevoli serate invernali di Dubai ma … inizia a cadere qualche goccia di pioggia!

A Dubai la pioggia è una cosa veramente rara, ma con noi c’era l’amico Giovanni meglio conosciuto con il soprannome di Bagnato Zuppo (abbreviato in BaZu) … un nome, un programma: c’è poco da fare, dove c’è lui piove; punto e basta! E così è stato anche a Dubai!

Rientriamo in albergo guidati dai nostri Navigatori Garmin che funzionano bene utilizzando mappe “open source”.

Lunedì 23 dicembre 2013

È il giorno del trasferimento a Nizwa in Oman. I chilometri da percorrere sono più di 400 ed in programma abbiamo anche la visita del Jebel Hafeet.

Apriamo le finestre e con stupore vediamo che piove: una pioggia forte ed incessante che crea dei rigagnoli sulle strade … ma ci facciamo qualche risata perché sappiamo il motivo BaZu ... un nome, una nuvola!

Panorama dal Jebel HafeetNon abbiamo avuto notizie del bagaglio smarrito, e così proviamo a fare alcune telefonate per conoscere la situazione. Impresa impossibile causa il pessimo servizio dell’Handling Agent della Turkish che non risponde neanche dopo oltre un’ora d’attesa al telefono.
C’è poco da fare, Paola dovrà acquistare alcuni oggetti ed indumenti necessari per continuare il viaggio in Oman, e per fortuna proprio davanti all’albergo c’è il Deira City Centre, uno shopping mall fornitissimo che però apre alle 10:00.

Abbiamo anche problemi a sistemare in deposito il bagaglio smarrito, ma per fortuna anche in questo ci aiuta l’amico Saleh che provvederà al suo ritiro!

È circa mezzogiorno quando lasciamo Dubai e finalmente iniziamo a guidare su strade poco trafficate che attraversano tratti desertici per raggiungere il Jebel Hafeet, un gruppo montuoso isolato ubicato al confine tra UAE ed Oman e da cui è possibile ammirare la vicina città di Al Ain e panorami mozzafiato a 360°. La strada per raggiungere la sommità è veramente molto bella ed attraente dal punto di vista motociclistico perché caratterizzata da un fondo perfetto con un percorso tortuoso ricco di curve “aperte”.

Terminata la visita del Jebel Hafeet, e dopo un pranzetto veloce nell’unico ristorantino presente, nel primo pomeriggio ci siamo diretti verso il vicino confine omanita dove abbiamo sbrigato abbastanza celermente le varie formalità d’immigrazione (tra cui stipulare un’assicurazione temporanea per le moto indispensabile per circolare in Oman).

S’era ormai fatto tardi, per cui s’è deciso di proseguire senza soste verso Nizwa dove avevamo prenotato all’Al Karm Hotel Apartment, un’ottima struttura dotata di tutti i confort ubicata alla periferia della città e gestita da personale simpatico e disponibile. 

Abbiamo cenato benissimo in vicino ristorante spendendo circa 5€ a testa, e poi tutti a dormire.

Martedì 24 dicembre 2013

Veduta dello Jabel ShamsGiornata in cui avevamo programmato la visita delle vicine montagne. La mattina cambiamo un po’ di denaro giusto per le piccole spese, acquistiamo una SIM telefonica per chiamare l’Italia a prezzi ragionevoli, e poi ci dirigiamo verso le Al Hoota Cave che però sono chiuse.

Decidiamo allora di proseguire sulla vicina strada panoramica di Hatt fino a raggiungere la sommità da dove poi inizia la strada sterrata. Sostiamo qualche minuto su un piazzale panoramico a 2000 mt (ci sono 6° e nebbia) e poi rifacciamo la strada al contrario per raggiungere Al Hamra dove ci concederemo uno spuntino in un ristorante che serve solo cibi locali.

Riprendiamo le moto per salire al Jebel Shams su una bellissima strada che costeggia il Wadi Ghul facendo numerose soste per scattare foto ed ammirare i panorami. La strada è invitante ed offre scorci mozzafiato. A 12 km circa dalla vetta inizia però lo sterrato caratterizzato da alcuni tratti molto ripidi, e così – vista anche l’ora – decidiamo di tornare verso Nizwa passando per Bahla dove c’è un antico forte oggi patrimonio dell’UNESCO.

La visita si rivelerà molto interessante non tanto per il monumento (che tra l’altro è chiuso), ma per l’incontro con alcune donne del luogo che ci offrono del caffè e con le quali chiacchieriamo amichevolmente per una mezz'oretta.

Ormai sta facendo buio e così continuiamo spediti per Nizwa dove visitiamo la città vecchia e il suq. 
È la vigilia di Natale, vorremmo concederci una buona cena, ed invece finiamo in un pessimo ristorate che ci ha suggerito una simpatica ragazza marocchina che vive in Olanda conosciuta in un negozio: per fortuna che Paola aveva poco prima comprato una torta in una pasticceria … l’abbiamo “sbranata”!

Rientriamo in albergo: domani è Natale per cui dedichiamo qualche minuto ai contatti con le famiglie.

Mercoledì 25 dicembre 2013

Sveglia abbastanza presto perché vogliamo arrivare a Muscat il prima possibile. Grazie ad una moderna e scorrevole autostrada verso le 10 siamo già nella capitale omanita che dista da Nizwa circa 200 chilometri. 

Ci dirigiamo direttamente al Safeer Plaza Hotel Apartments per lasciare i bagagli alla reception per dedicarci prima alla visita della Grande Moschea, e poi alla parte vecchia della città.

La Grande Moschea di Muscat - OmanLa Grande Moschea è imponente e circondata da bellissimi giardini curatissimi; per fortuna riusciamo a visitarla tutta prima delle 11, ora d’inizio della preghiera alla quale tutti i visitatori vengono fatti uscire.

Riprendiamo le moto e percorrendo le vie di Muscat tutte ornate di stupende aiuole raggiungiamo – dopo una sosta caffè – la Città Vecchia che dista una ventina di km da dove ci troviamo.

Il tempo è splendido e la temperatura ideale, e così passeggiamo a lungo tra le strade molto curate ammirando l’antica fortezza, il palazzo del sultano, ed altri caratteristici edifici.

Terminata la visita ci spostiamo nella zona che si affaccia sul porto dove alle 17:00 dovrebbe riaprire un mercato. Mangiamo pessimamente in un locale pieno di gente, e poi – dopo aver gironzolato per una mezz’oretta tra i negozi del suq – io e Bazu decidiamo di rientrare in albergo lasciando i Frushi a fare shopping.

Grazie al GPS raggiungiamo l’albergo senza problemi guidando nell’intenso, ma ordinato traffico di Muscat.

In albergo molto gentilmente c’informano che non hanno disponibile la suite che avevamo prenotato, ma che se lo vogliamo ci assegneranno due grandi camere separate senza aggravio di spese. Ci accertiamo che siano idonee, ed accettiamo senza problemi: come diceva un vecchio slogan valido anche in Oman … “Du is megl che one”.

Dopo tanto cibo locale decidiamo di cenare in una vicina pizzeria … senza infamia e senza lode, per una volta “se po’ fa”!

Giovedì 26 dicembre 2013

Oggi si va a sud per ammirare i paesaggi del Wadi Tiwi.

Una baia a sud di Muscat - OmanUsciti da Muscat, imbocchiamo una strada secondaria che scorre lungo la costa attraversando alcuni piccoli tipici villaggi omaniti. I paesaggi sono molto belli, e facciamo numerose soste per fotografare alcune baie durante la bassa marea. Non abbiamo molta benzina, e così mi fermo per chiedere dov’è un distributore scoprendo che la strada finisce sul mare e che se vogliamo raggiungere il Wadi Tiwi è necessario tornare indietro e prendere l’autostrada costiera costiera. 

Imboccata la veloce highway facciamo rifornimento ed in breve tempo raggiungiamo Wadi Tiwi che risaliamo per circa 7 km – attraversando anche due piccoli guadi –  fino ad un villaggio dove la strada, già stretta e tortuosa, diventa anche molto ripida facendoci così desistere dal proseguire.
Torniamo sul mare e proseguiamo lentamente verso nord lungo una vecchia strada costiera ammirando gli stupendi panorami del Golfo di Oman.

Brevissima sosta al Wadi Shab (per percorrerlo a piedi bisogna traghettare sull’altra sponda), e poi continuiamo verso Qurayat dove ci fermeremo al porto per mangiare qualcosa acquistato da Paola. È ormai tardo pomeriggio, e così rientriamo a Muscat via autostrada che nell’ultimo tratto ci rivela una piacevole sorpresa perché scende dalle montagne verso la capitale con dei larghi e ripidi tornanti  che ci permettono di ammirare la città dall’alto.

Veloce doccia, e poi cena all'Automatic Restaurant che, come molti ristoranti omaniti, serve pietanze tipiche di varie cucine come cinese, indiana, libanese e thailandese.

Le serate invernali in Oman sono fantastiche, per cui una bella passeggiata sotto il cielo terso è d’obbligo prima di rientrare in hotel!

Venerdì 27 dicembre 2013

Giornata dedicata ad un lungo trasferimento di circa 450 chilometri fino a Ras Al Khaimah,  cittadina sulla costa ovest degli Emirati. 
Percorriamo la strada costiera che pur essendo a 4 corsie è interrotta ogni pochi chilometri da enormi rotonde all’interno delle quali sono stati ricavati degli splendidi giardini abbelliti da monumenti ed opere d’arte di vario genere. Qualche sosta per prendere un caffè e fare benzina, poi la fermata alla frontiera per espletare le formalità doganali e d’immigrazione, ed infine gli ultimi chilometri in un traffico intenso rallentato dai lavori in corso. 

Giungiamo così a Ras Al Khaimah che sono le 18:30, scarichiamo i bagagli in quello che crediamo essere il Mangrove by Bin Majid Hotels & Resorts … ma non è lui!

Fidandomi di Google Maps avevo creato un WP sbagliato per un’altro hotel della stessa catena. Perderemo più di un’ora per trovare l’albergo giusto che è ubicato a circa 30 km da dove siamo, e solo dopo essere stati indirizzati in un secondo albergo della stessa compagnia finalmente riusciremo ad avere una mappa che ci consentirà di arrivare a destinazione!

S'è fatto parecchio tardi: una doccia veloce e poi a cena in un ristorantino vicino prima di andare a dormire.

Questa struttura è l’unica di tutto il viaggio in Oman che non m’è piaciuta. Camere molto grandi, ma poco pulite. Illuminazione scarsa, no WiFi. Servizi poco funzionali (è bastato aprire la doccia per allagare tutto il bagno bagnando anche degli indumenti a causa di una pressione dell’acqua incredibilmente elevata); e poi personale scortese e poco collaborativo. Parcheggio privato custodito … dove però hanno aperto le borse per rubare dei piccoli oggetti di poco valore. In compenso il buffet della colazione era veramente notevole! 

Sabato 28 dicembre 2013

Avevamo scelto di  pernottare a Ras Al Khaimah perché la cittadina è vicina alla Musandam Peninsula, un’area veramente affascinante che merita una visita.

Veduta del Musandam - OmanIl Musandam è territorio dell’Oman, e per entrarci è stato necessario varcare di nuovo la frontiera omanita dopo aver ottenuto un nuovo visto e superato tutte le formalità burocratiche d’immigrazione e dogana; procedure che hanno richiesto oltre un’ora. 

Sulla strada costiera per Khasab (bellissima, con vedute spettacolari sullo Stretto di Hormuz) ci sono dei posti di blocco che però superiamo molto velocemente senza subire particolari controlli. 

Gli interessi sono diversi e le soste molte frequenti, e così procediamo alla spicciolata … tanto non c’è altra strada e quella che stiamo percorrendo arriva a Khasab dove arrivo per primo e mi fermo per prenotare una gita in barca alla Telegraph Island situata all’interno di un fiordo molto bello dove è anche possibile ammirare branchi di delfini.   
 
Un piccolo e veloce break a base di caffè ed un gustoso dolcetto locale, e poi c’imbarchiamo per quella che personalmente ho ritenuto una gita abbastanza noiosa.
Forse queste gite sono pensate per il periodo estivo quando le persone ne approfittano per fare il bagno e prendere il solo, ma stare più di un’ora ad inseguire un branco di delfini tra la puzza degli scarichi delle molte barche presenti io non l’ho trovato interessante, e come me anche molti altri turisti di varie nazionalità presenti a bordo che ne hanno approfittato per … dormire!

Contrabbandieri omaniti diretti in IranÈ ormai quasi il tramonto quando rientriamo al porto avendo l’occasione di assistere ad un fatto citato sulla guida Lonely Planet ed a cui stentavo a credere: decine e decine di veloci motoscafi di contrabbandieri stracarichi di sigarette, animali ed altri beni che – a breve distanza uno dall’altro – lasciano ogni sera l’Oman per dirigersi verso il vicino Iran!
 
Riprendiamo le moto per rientrare velocemente negli UAE; per fortuna arriviamo prima degli altri gruppi di turisti alla frontiera e così terminiamo velocemente le procedure.

Ci rinfreschiamo, e poi stasera un’ottima cena in un ristorante della catena Caesar's

Domani non abbiamo nulla in programma, per cui passeggiamo piacevolmente chiacchierando lungo la laguna su cui si affaccia il nostro hotel.

Domenica 29 dicembre 2013

È l’ultimo giorno negli Emirati; abbiamo prenotato l’Hotel Skyline Deluxe sempre a Deira (è il vecchio quartiere centrale di Dubai dove sono ubicati numerosi alberghi; è comodo perché ben servito dalla metropolitana e vicinissimo all’aeroporto di DXB). 

Chiamo Saleh e ci accordiamo per incontrarci la sera alle 20:00 (dobbiamo anche restituire le moto).

OK, sistemato anche questo possiamo dedicarci alla scoperta dell’area a nord di Sharjah procedendo “a naso”. 
Prima un po’ di deserto, poi il relitto di un aereo in un aeroporto abbandonato vicino ad un’enorme area residenziale mai terminata, poi alcune zone paludose, ed infine la spiaggia in una cittadina balneare – di cui non ricordo il nome – con enormi ville chiuse!

Rientriamo a Dubai nel primo pomeriggio dopo una sosta per pranzo in uno dei tanti ristorantini che si trovano nei distributori di benzina.

Curiosità: gli automobilisti suonano, il cameriere esce, prende l’ordine e poi porta il cibo e le bevande direttamente alla macchina.

Arriviamo in albergo nel pomeriggio; prendiamo possesso degli alloggi e dopo aver rimosso i nostri oggetti dalle moto prima di restituirle trascorriamo qualche ora passeggiando per Deira.

Alle 20 puntuale arriva Saleh con i Dubai Riders ed andiamo a cena: mangiamo all’aperto raccontando le nostre esperienze … ma dobbiamo muoverci con molto anticipo rischiando anche un gaffe per riuscire a pagare il conto!

I saluti a Dubai

Dopo cena andiamo in moto a casa di Saleh per lasciare le moto e recuperare la valigia smarrita di Paola, che poi ci riaccompagna in albergo con la sua auto. 

È il momento dei saluti: domattina la sveglia è prestissimo! E così dopo aver ringraziato Saleh per tutto il grande aiuto che c’ha dato ci salutiamo anche noi perché io partirò all’alba ed alle 6:15 dovrò essere ad Abu Dhabi da dove ho il volo diretto per Roma, mentre Paola, Andrea e Bazu invece partiranno da DXB con la Turkish.

Volo tranquillo con atterraggio in orario; poi la solita nausea che mi prende nel vedere lo sfascio dell’area arrivi dell’aeroporto di Fiumicino … ma che mi passa presto per  trasformarsi in incazzatura subito dopo la dogana quando vengo assalito dai soliti tassisti abusivi.

Sono di nuovo in Italia Il rientro dall'Oman

Il report dei "Frushi" lo trovate nel loro sito dove sono presenti anche i link alle stupende foto di Paola Foto stupende dell'Oman

 

Le foto dell'Oman

Tutte le mie foto dell'Oman

Da Roma a Dubai in moto

Era da tanto tempo che volevo visitare l'Iran in moto, e quando qualche mese fa ho letto che Motovacanze.it stava organizzando un viaggio esplorativo dall'Italia a Dubai via Grecia, Turchia ed Iran ho aderito immediatamente!

Sull'Iran avevo saltuariamente letto informazioni non troppo tranquillizzanti, ed anche la presentazione del viaggio di Motovacanze.it in parte lo confermava proponendolo solo a motociclisti con buona esperienza e spirito di adattamento.

Ho così presentato la mia richiesta non certo di venir accettato ed anche con un po' di preoccupazione che nei mesi successivi è però svanita completamente man mano che acquisivo notizie attendibili sul paese.

Il raid ( qualcuno li definisce così Raid to Dubai ) prevedeva l'attraversamento della Grecia, la visita della costa sud della Turchia, dell'Iran e poi alcuni giorni negli Emirati Arabi (Dubai ed Abu Dhabi), ma per me questo è stato sin dall'inizio e rimarrà per sempre il viaggio in Iran.
E l'Iran mi ha positivamente sorpreso perché ho trovato sempre persone cordiali e disponibili, oltre ad una buona qualità di servizi.

Per quella che è stata la mia esperienza il viaggio in Iran NON ha presentato alcuna difficoltà, e quindi a mio parere può essere affrontato da chiunque anche in solitaria perché il livello di sicurezza è altissimo e strade, alberghi, sistemi di comunicazione, ristoranti, etc sono di buona qualità.

Alcune note "pratiche" sull'IRAN:

  1. per entrare con la moto in Iran è indispensabile il Carnet de Passages en Douane (CPD). Nel sito dell'ACI ci sono tutte le informazioni necessarie per ottenerlo. La fidejussione può essere chiesta ad una Banca o ad una Assicurazione. I costi sono alti e variano in funzione del valore della moto. Per conoscere i valori della fidejussione è sufficiente inviare una email all'ufficio competente dell'ACI; a me hanno risposto subito.
  2. Per il visto d'ingresso in Iran bisogna invece rivolgersi ad un'agenzia specializzata la quale procurerà l'autorizzazione necessaria per il rilascio del visto che ora deve essere chiesto personalmente ai Consolati in quanto vengono prese le impronte digitali.
    Una novità introdotta dal 27 marzo è che si deve obbligatoriamente varcare la frontiera iraniana entro 15 giorni dalla data del rilascio del visto, e poi si può restare nel paese per 19 – o altro numero – giorni.
  3. Pratiche doganali: sono lunghe ed alcuni passaggi appaiono veramente incomprensibili; noi in 8 moto abbiamo impiegato circa 2 ore e 1/2 per entrare in Iran, ma 2 ciclisti arrivati dopo di noi in un'oretta se la sono cavata.
  4. Serve l'assicurazione, e quindi controllate che nella vostra Carta Verde l'Iran sia incluso. Si può stipulare una polizza anche in Iran, ma il contratto è comunque annuale. Chi di noi non l'aveva ha speso circa 40€, ma abbiamo perso 2 ore di tempo in un'agenzia di Tehran.
  5. L'inflazione è galoppante e quindi conviene cambiare piccole quantità di denaro alla volta ($ e € vengono accettati senza problemi). Per darvi un'idea della svalutazione del Rial quando siamo entrati cambiavano 1€ a 42.000 Rial, dopo neanche 10 giorni per 1€ davano oltre 46.000 Rial.
    Il cambio si effettua presso negozi o Money Change; da evitare invece le persone che per strada offrono cambi a tassi molto più alti perché rifilano banconote false.
  6. Le nostre carte di credito ed i bancomat NON sono abilitati.
  7. I WiFi sono disponibili in quasi tutti gli alberghi, ed anche in luoghi pubblici come ad esempio la Torre Milad (la sesta torre più alta del mondo nel "The Tehran International Trade and Convention Center").
    I social network (Facebook, Twitter, Flickr etc) sono banditi, ma basta scaricare apposite app per potervi accedere (chiedere ai ragazzi iraniani).
  8. I telefonini funzionano regolarmente in roaming e la copertura è ottima.
  9. NON ci sono limitazioni all'uso di macchine fotografiche, videocamere e GPS.
    Molte foto e tutti i filmati li ho realizzati con una telecamera applicata sul casco.
  10. La carta igienica C'È abbondante in tutti i bagni – e su tutti i tavoli di bar e ristoranti hanno l'abitudine di mettere una scatola di fazzolettini di carta!
    Non so chi abbia messo in giro la balla colossale che in Iran manca la carta igienica!
  11. Confermo invece che in molti distributori la benzina è di pessima qualità (basso numero di ottano) e credo (ma non ne sono certo) leaded, e quindi a mio parere conviene decatalizzare la moto.
    Il carburante in compenso costa veramente poco visto che con 1€ si prendono oltre 6 litri si benzina.
    NON ci sono restrizioni al consumo di carburante. Ai locali aventi diritto vengono assegnati 60 litri al mese al prezzo politico di 4000 Rial, mentre ulteriori quantità possono essere acquistate liberamente a 7000 Rial al litro (e questo è il prezzo che pagano gli stranieri).
  12. Il traffico nelle grandi città è caotico e nelle rotonde vige la regola che passa per primo il più grosso e cattivo.
    I pedoni invece non hanno diritti, e quindi anche quando attraversano con il verde possono essere investiti.
  13. Con le moto gli stranieri possono percorrere le autostrade senza pagare. In Iran non possono circolare moto di grossa cilindrata (se non sbaglio sopra i 200 cc) e le autostrade sono vietate alle due ruote; ma per gli stranieri il divieto non vale e gli addetti ai caselli lasciano passare senza chiedere il pedaggio.
  14. I controlli con i telelaser sono abbastanza frequenti, e non sorprendetevi se gli agenti delle pattuglie vi guarderanno con stupore quando gli sfreccierete di fianco!
  15. Le mappe GPS "open source" scaricate da http://garmin.openstreetmap.nl/ funzionano benissimo; hanno solo qualche piccolo difetto facilmente individuabile e superabile riprogrammando il percorso.

Viste le difficoltà burocratiche a MIO parere arrivati a Shiraz NON conviene proseguire verso sud per traghettare negli UAE perché:

  • nel sud dell'Iran non c'è quasi nulla di veramente interessante da vedere.
  • Le procedure burocratiche sia a Bandar e Abbas (IRAN) che a Sharjah (UAE) sono eccessivamente lunghe, complicate e costose.
  • Il costo del traghetto Iran > UAE e la spedizione delle moto in Italia ha costi esorbitanti (quasi 600€ per fare una tratta come Civitavecchia – Olbia, e poi circa 700€ per spedire la moto in Italia in un container da 40').

Qualche commento generale sugli altri paesi

La Grecia l'abbiamo attraversata in una giornata, e quindi non ho potuto apprezzare nulla. Carina la città di Kavala. Spero di tornare il Grecia quanto prima per visitarla come merita.

La parte della Turchia che abbiamo attraversato e visitato invece mi ha un po' deluso. Alcuni tratti di costa sono molto belli, ma troppo è il territorio che è stato devastato per costruire nuove vie di comunicazione e centinaia di enormi brutti alberghi.

Conoscevo Dubai dove ero già stato molti anni fa, e quindi non mi aspettavo nulla di più oltre alle tante esagerazioni realizzate negli ultimi anni  come Burj al-Arab – l'albergo più lussuoso del mondo; Burj Khalifa – la struttura realizzata dall'uomo più alta del mondo; Ski Dubai – una stazione sciistica al coperto; Dubai Mall – il più grande centro commerciale del mondo etc, etc.
Molto positiva invece la conoscenza che ho fatto di alcune persone del luogo che mi ha permesso di capire alcuni aspetti di una società dove il potere politico ed economico è nelle mani di poche persone.

Tutte le foto del viaggio le trovate in una raccolta che ho creato sul Flickr:

La raccolta di foto del viaggio da Roma a Dubai in moto

 

I video sono invece sul mio canale YouTube Video su YouTube

Qui invece trovate una mappa animata del mio viaggio in Iran!

Il racconto del viaggio giorno x giorno

Sabato 20 aprile – La partenza

COATTA alla partenzaCOATTA è già carica, e così verso le 8:30 parto da casa per raggiungere Ancona dove è previsto l'imbarco sul traghetto che ci porterà a Igoumenitsa.
Ho montato dei collettori senza catalizzatore ed il rumore dello scarico è aumentato parecchio tanto che nelle gallerie mi da un po' fastidio.
Arrivo al porto verso le 11:30 ed i partecipanti al mio e ad altri tour sono già quasi tutti già presenti.
Saluto diverse persone che conosco e chiacchiero a lungo con gli amici Paola ed Andrea che sono diretti in Turchia.

 

Domenica 21 aprile – Igoumenitsa > Kavala

Poco prima dello sbarcoLa traversata avviene senza problemi: mare calmo e tempo buono; arriviamo a Igoumenitsa con un po' di ritardo che aumenta a causa delle procedure di sbarco che sono inspiegabilmente lunghe.

Prima sorpresa: qualcuno m'informa che per parecchi giorni il programma prevede il viaggio insieme ai partecipanti del tour in Turchia.
L'idea non mi piace affatto, perché quando si è in troppi si viaggia male e si perde troppo tempo nelle soste.
Ed infatti, subito dopo lo sbarco prima lunga fermata per fare rifornimento, e poi tutti in colonna lungo la noiosissima autostrada che taglia tutta la Grecia fino a Kavala dove arriviamo nel tardo pomeriggio.

Il pernottamento è previsto nell'Airotel Galaxi; una buona struttura affacciata sul porto. Giusto il tempo per fare una doccia, una breve passeggiata sul lungomare e poi una bella birra fresca in compagnia di alcuni amici prima di andare a cena.

Lunedì 22 aprile – Kavala > Bergama (Turchia)

Le rovine di troiaLa mattina scendo insieme a Carlo (il compagno di viaggio con cui divido la camera) con un po' d'anticipo sull'orario di partenza, ed appreso che Tobia, Ermes, Roberto e Gianfranco (altri 4 partecipanti al viaggio in Iran) sono già partiti decidiamo anche noi di avviarci verso la frontiera turca in modo di arrivare alla spicciolata per favorire le procedure d'immigrazione e doganali.
Strada facendo li raggiungiamo, e così si formerà il gruppetto molto affiatato con il quale ho fatto gran parte del viaggio in Turchia.

La tappa di oggi è lunga (600 km) e noiosa; inoltre non ci sono attrazioni tali da giustificare modifiche del percorso, per cui procediamo come da programma fermandoci solo per una breve deludente visita ai pochi e malandati resti della città di Troia.

Arriviamo all'hotel Berksoy di Bergama nel tardo pomeriggio; dopo esserci rinfrescati e rilassati gustiamo una birra nell'attesa che arrivi il "gruppone" per la cena. Per fortuna il cibo del buffet non era della stessa qualità dell'albergo …

Martedì 23 aprile – Bergama > Efeso > Pamukkale > Fethiye

Il teatro di EfesoDecidiamo di partire una mezz'oretta prima rispetto al programma e così verso le 6:30 siamo già in viaggio verso Efeso per la visita agli importanti resti archeologici di quella che fu una delle più grandi città dell'antica Anatolia.

Il tempo è splendido e la temperatura sale rapidamente: la scelta di partire presto si rivelerà ottima!

Per raggiungere Efeso abbiamo percorso un breve tratto di autostrada a pagamento; prima d'entrare, durante il percorso e poi all'uscita ci siamo fermati per acquistare la tessera, ma non siamo mai riusciti a prenderla perché tutti i punti vendita ne erano sprovvisti.
La cosa si ripeterà anche nei giorni successivi tanto che siamo usciti dalla Turchia senza riuscire a pagare i pedaggi!

La visita di Efeso è stata molto interessante; grandioso ed impressionante l'anfiteatro da 24.000 spettatori, ma molto bella anche la strada principale e la piazza del mercato. E ci sono volute oltre 2 ore perché c'era una gran folla di turisti che impediva di muoversi speditamente.

Riprese le moto ci siamo diretti verso Pamukkale che abbiamo raggiunto dopo aver fatto uno spuntino in una caratteristica trattoria dove abbiamo gustato un buonissimo panino farcito con pollo e verdure cotte alla piastra.

Vista di PamukkalePamukkale e un "castello di cotone" creato dall'acqua che sgorga da varie fonti termali e che, essendo sovrasatura di ioni calcio, a seguito di reazioni chimiche naturali rilascia carbonato di calcio il quale depositandosi crea spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna rendendo così l'area simile ad una fortezza bianca con cascate che sembrano di ghiaccio.
L'accesso può avvenire solo a piedi nudi attraversando dei piccoli ruscelli d'acqua che vengono a rotazione sapientemente deviati in modo da alimentare costantemente tutta la zona.

Dopo neanche due giorni il nostro gruppetto di 6 persone è diventato un'unità molto affiatata tanto che basta veramente poco per prendere decisioni, e così abbiamo stabilito di fare un'altra deviazione rispetto al tracciato originale per percorrere una strada secondaria panoramica veramente molto bella, e che ci ha anche fatto risparmiare un po' di strada.
Siamo così arrivati a Fethiye nell'hotel Atapark nel tardo pomeriggio, ma comunque prima del tramonto … e come sempre doccia, birretta rinfrescante e poi cena!

Mercoledì 24 aprile – Fethiye > Alanya

Da programma doveva essere poco più di una tappa di trasferimento durante la quale ammirare il paesaggio, ed invece l'abbiamo trasformata in una delle più belle ed interessanti giornate.

Vista di KekovaCome ormai d'abitudine siamo partiti presto e ci siamo diretti verso Kas dove abbiamo fatto una sosta caffè nel bellissimo porticciolo, per poi riprendere subito la strada verso Kekova con lo scopo di fare una gita in battello per visitare i resti sommersi di un'antica città.
Abbiamo contrattato la gita in barca di un'ora con un tipo veramente buffo, ma preciso; la bella giornata, il mare calmo e l'acqua cristallina ci hanno permesso di ammirare i resti di quello che fu il grande insediamento di Apollonia, un'antica città distrutta da un terremoto.

Tornati dalla gita in barca abbiamo pranzato all'aperto a base di pesce in un ristorante del porto … e per fortuna che c'era con noi Tobia altrimenti ci avrebbero sicuramente rifilato del pesce congelato Pesce surgelato?

Dopo pranzo abbiamo continuato verso Antalaya decidendo di NON fermarci a Chimaera (presso Cirali) per vedere i fuochi naturali anche perché di giorno l'effetto è minimo.

Questo tratto di costa è quello che meno mi è piaciuto perché troppo deturpato da nuove strade in costruzione e da enormi edifici: troppo ferite al territorio che non guariranno mai più!

E così siamo giunti, dopo aver attraversato decine di paesi, nella città di Alanya che ha me ha fatto veramente una pessima impressione: solo brutti, anonimi ed enormi alberghi uno attaccato all'altro!
Abbiamo alloggiato nell'hotel Kleopatra Royal Palm dove orde fameliche di anziani turisti nordici aspettavano nella hall solo l'orario di apertura del buffet per lanciarsi sulle pessime pietanze e divorarle! Che tristezza Assalto al buffet

Dopo aver bevuto una birra in un bar sul lungomare verso le 20:00 abbiamo mangiato qualcosa di quello che era rimasto del buffet; e poi dopo cena una breve passeggiata subito a dormire pensando … per fortuna che domani ce ne andiamo!

Giovedì 25 aprile – Alanya > Tarsus

Come al solito partiamo prima degli altri – ma solo dopo aver bisticciato con un cameriere e tentato di fare colazione nell'enorme salone dell'albergo spiluccando qualcosa tra varie cibarie dall'aspetto non troppo rassicurante Cibo cattivo – percorrendo la strada costiera in direzione di Anamur dove ci fermeremo per visitare il Castello di Mamure.

A pranzo ad AphroditeDopo una passeggiata tra le mura della fortezza per fare un po' di foto proseguiamo lungo la costa sempre attenti a scoprire eventuali punti d'interesse che meritino una visita, e bingo: vediamo un cartello "Aphrodite" e senza indugio imbocchiamo una fantastica stradina che si snoda in un promontorio (a sud di Yesilovacik) verso il mare!
E la nostra curiosità verrà premiata perché abbiamo raggiunto un fantastico piccolo golfo con un villaggio dove abbiamo pranzato a base di pesce dopo che alcuni avevano fatto il bagno nell'acqua sorprendentemente già calda del mare.

Tempo fantastico, veduta stupenda e così chiacchierando piacevolmente abbiamo fatto una sosta di oltre 2 ore durante la quale abbiamo anche deciso di lasciare la litoranea per avventurarci verso l'interno in direzione di Olba Diocesarea, un'antica città romana dove sono presenti numerosi resti ben conservati di templi e costruzioni. Da Aphrodite abbiamo percorso una stradina panoramica molto bella che ci è stata consigliata da un locale, e che ci ha portato a riprendere la strada costiera una decina di chilometri più ad est da dove abbiamo poi continuato per Silifke per poi deviare per Olba … ma sorpresa: la strada è interrotta Strada interrotta per Olba

Incontri in TurchiaMentre stiamo decidendo sul da farsi arriva un signore su un'auto scassatissima che a gesti – ma anche aiutandosi con disegni sul terreno – ci spiega che l'interruzione può essere aggirata facendo una deviazione su una strada sterrata, e ci invita a seguirlo.
E così percorriamo circa 5 km di una strada bianca veramente mal messa con pietre e tornanti molto stretti in salita che ci permette però di riprendere la via per Olba Diocesarea e che raggiungiamo ammirando dei paesaggi veramente molto belli.

Dopo aver visitato i resti dell'antica città ci avviamo di buon passo verso Tarsus percorrendo anche un'altro tratto di autostrada che non sappiamo come pagare.
C'è molto traffico rallentato dai tanti mezzi industriali e così raggiungiamo l'albergo Selale Otel (veramente una pessima struttura) giusto poco prima del tramonto.

Ceniamo insieme al resto del "gruppone" in un vicino ristorante.
Da Tarsus si uniranno a noi Dino e Donatello, gli altri due partecipanti al tour "Oro Nero" che fino a quel momento avevano viaggiato insieme ai quelli del giro in Turchia.

Venerdì 26 aprile – Tarsus > Diyarbakir

Non sono uno schizzinoso, ma non sono riuscito neanche a prendere un caffè dalla puzza che c'era nel salone per la colazione, per cui sono stato ben felice quando abbiamo lasciato lo schifosissimo hotel Selale per prendere l'autostrada in direzione di Sanliurfa!

Particolare del centro di SanliurfaArriviamo in città che fa parecchio caldo; aiutati da una pattuglia della polizia posteggiamo le moto in un luogo sicuro e poi ci dirigiamo nel vicino centro per visitarlo (c'è un ampio parco verde con una moschea ed una grande vasca piena di carpe ed altri pesci) e per mangiare qualcosa in un ristorante / bar all'aperto.
Ordiniamo qualcosa, ma mentre le bevande ci vengono portate subito per il cibo attenderemo oltre un'ora perché … lo hanno ordinato da qualche altra parte ed arriverà confezionato e trasportato con un motorino!
Pazienza, abbiamo aspettato parecchio, ma almeno era gustoso Cibo gustoso in Turchia

Riprendiamo le moto e proseguiamo per Diyarbakir dove arriviamo nel tardo pomeriggio.
A causa di strade a senso unico incontriamo delle difficoltà a raggiungere il Park Vadi Hotel, e così per la seconda volta nella giornata ci aiuta una pattuglia della Polizia che ci scorta fino all'ingresso dell'albergo raccomandandoci di non lasciare le moto per strada perché il luogo non è sicuro.

E così, per la seconda volta dalla partenza mi arrabbio Hotel senza parcheggio
E si; m'incazzo parecchio perché chi organizza questi viaggi dovrebbe sapere che i motociclisti hanno esigenze particolari e non si possono prenotare strutture senza un parcheggio privato sicuro!
Comunque, nonostante la presenza di un parcheggio coperto a pochi metri, si decide di lasciare le moto in una vicina piazza definita "sicura".
Mi girano parecchio le 00, e così dopo una doccia esco a fare una passeggiata per calmarmi un po' 

La cittadina non è poi così male, e ci sono anche tanti bei ristoranti che servono pietanze appetitose … m'è venuta fame!

Verso le 20:30 andiamo a cena (era inclusa) e, dopo aver aspettato parecchio, ci viene servito un misero piatto con un po' di riso, due pezzettini di pollo ed un'altra schifezza che non ho neanche assaggiato!
Vabbé, inutile arrabbiarsi di nuovo, meglio un'altra passeggiata gustando un enorme gelato!

Sabato 27 aprile – Diyarbakir > Dogubayazit

Sveglia all'alba, ma solo perché la finestra della stanza non ha le tende che impediscono l'ingresso della luce, e poi perché si trova al primo piano su una strada trafficata!

Veduta del ponte sul Tigri - HasankeyefUn caffè liofilizzato e poi subito in sella perché i chilometri da percorrere nella giornata sono veramente tanti in quanto abbiamo deciso di fare anche una deviazione per visitare Hasankeyf, un'antica città romana ubicata sul Tigri dove sono ancora presenti i resti di un ponte costruito nel 12° secolo (il più grande ponte del periodo medioevale).

Terminata la visita della città abbiamo ripreso la strada principale per Tatvan, prima grossa città sulle sponde del grande lago di Van.
Dopo una breve sosta per mangiare qualcosa e riposarci abbiamo fatto un'ulteriore deviazione per andare a visitare il lago "Nemrut Gölü" che si trova ad una quota di 2250 mt e che è raggiungibile percorrendo una strada per molti tratti sterrata e con fango formato dalla neve in scioglimento.
Sulla via del ritorno abbiamo incontrato due motociclisti che stanno facendo il giro del mondo su due KTM 1190.

Si era fatto abbastanza tardi e così continuiamo speditamente verso Dogubayazit, anche perché ormai viaggiamo costantemente in quota e dopo il tramonto la temperatura scenderà rapidamente.
Ci fermiamo solo pochi minuti alla cascate di Muradiye (nulla di eccezionale), per poi riprendere il viaggio verso la città più orientale della Turchia seguendo le indicazioni stradali "IRAN".

Raggiungiamo l'Hotel SimEr "on the road to Iran" che è quasi notte: la giornata è stata lunga ed intensa, ma il confine iraniano è ormai a soli 30 chilometri!
L'hotel non è nulla di eccezionale, ma è pulito ed i servizi funzionano bene. Il personale è gentile e finalmente ci viene servita una buona cena!

Il monte Ararat

Veduta del monte Ararat arrivando a Dogubayazit

Domenica 28 aprile – Dogubayazit > Tabriz

Sveglia alle 5:00 per recarci a visitare solo dall'esterno il Isak Pasa Sarayi, un complesso costruito in cima ad una collina nello stile tipico dell'Impero Ottomano.
Il palazzo ha stanze dedicate alla residenza del governatore, al suo harem ed altre aree per gli uffici amministrativi.

Dopo aver scattato alcune foto siamo tornati in albergo per fare colazione, caricare i bagagli e quindi avviarci verso la frontiera iraniana. Poco prima della frontiera un'altra deviazione ci farà perdere tempo prezioso perché il "programma" prevede la visita ad un piccolo cratere formato da un meteorite precipitato alla fine del 1800.
Scattiamo qualche foto e finalmente arriviamo alla frontiera: circa un'ora per uscire dalla Turchia e poi 2 ore e 1/2 per entrare in Iran.
È arrivata una guida che ci aiuterà nelle procedure doganali anche se ho avuto l'impressione che non fossero così complicate visto che due ciclisti italiani arrivati dopo di noi hanno completato tutta la procedura in poco tempo.
E poi i doganieri e gli addetti all'immigrazione parlavano inglese, e quando ci si capisce è tutto più semplice!

Finalmente siamo in Iran; la nostra guida ci accompagna a pranzare in un ristorante di una vicina cittadina, poi in un distributore dove farò il primo pieno spendendo meno di 3 €, e poi ad un incrocio da dove proseguiamo autonomamente verso la Qarah Kelisa, o chiesa nera, ovvero il Monastero di San Taddeo.

Ohhh, ohhhh; prima piacevole sorpresa: il telefonino funziona 

La Chiesa neraL'ingresso alla chiesa è a pagamento e così facciamo la prima curiosa scoperta! In Iran oggi danno un numero di vecchi biglietti d'ingresso equivalente al prezzo attuale; e mi spiego: a causa dell'inflazione galoppante i prezzi aumentano rapidamente e così, se il prezzo dell'ingresso è 150.000 Rial, alla cassa danno, ad esempio, 10 biglietti da 15.000 Rial come ricevuta del pagamento!

Terminata la visita proseguiamo verso Tabriz dove arriveremo solo in serata. L'albergo è il Pars, un'ottima e moderna struttura dotata di tutti i comfort.
È tardi, e non c'è neanche il tempo per fare un salto in centro, così ceniamo ed andiamo a dormire!

Abbiamo fatto un mare di chilometri per arrivare in Iran e neanche visitiamo la più grande città dell'Iran nord-occidentale, famosa per i tappeti e dove c'è la bellissima Moschea Blu ed il bazar che è tra i più grandi e vecchi del Medio Oriente, visto che è stato citato anche da Marco Polo! Vabbé, meglio non pensarci!

Ohhh, ohhhh; seconda piacevole sorpresa: in albergo c'è il WiFi ed è anche gratuito WiFi disponibile in Iran

Lunedì 29 aprile – Tabriz > Tehran

Oggi è prevista una noiosa tappa di trasferimento di oltre 600 km. Consultando una guida turistica e guardando la mappa non scopriamo nulla che giustifichi una deviazione, e così ci rassegniamo ad un lungo viaggio in autostrada visto che non c'è altra alternativa perché l'unica altra strada che unisce Tabriz a Tehran scorre parallela all'autostrada ed è transitata da migliaia di camion.

In autostrada rischiamo anche di rimanere senza benzina perché c'è un tratto di oltre 200 km senza distributori; nessuno rimarrà a secco, ma arriviamo a fare benzina che siamo quasi tutti in riserva e con solo pochi km di autonomia.

A Tehran l'albergo è il Enghelab Parsian: non commento, ma metto una foto:

Il bagno dell'Hotel Enghelab Parsian di Tehran

Faccio una doccia ed esco a fare una passeggiata.

Alcuni si sono affrettati per fare un salto in centro al bazar, ma io preferisco rilassarmi visto che domani è prevista una visita guidata della città.
Entro in qualche negozio nelle vicinanze dell'hotel e mi rendo conto che l'embargo evidentemente riguarda solo un numero esiguo di merci visto che gli scaffali sono pieni di prodotti "del grande Satana".
E poi circolano molte auto nuove, e quasi tutte "occidentali" (Toyota e Peugeot, ma anche molte Mercedes).

Rientro in albergo e in attesa dell'ora di cena siedo a chiacchierare nell'area della piscina; poi cena nel "revolving restaurant" (andavano tanto di moda negli anni '70).
Dopo 2 soli giorni in Iran ho capito che hanno una cucina "monotona": spiedini di pollo o altre carni, riso con una leggerissima aromatizzazione di zafferano, ed un'insalata di pomodori, cetrioli e altre erbe! Dolci pochi e non eccellenti, e caffè solo liofilizzato!
E per tutta la mia permanenza in Iran mangerò solo questo anche perché nei ristoranti (indipendentemente dal loro livello) non servono altro!

Martedì 30 aprile – Visita di Tehran

Monumento Azadi di TehranDopo tanto tempo questa è la prima giornata senza prendere la moto!

Visita al palazzo dello scià, poi al bazar, e poi transitiamo di fianco al Monumento Azadi (completato nel 1971 al tempo dello scià Reza Pahlavi in occasione della celebrazione dei 2500 anni della monarchia persiana) che è uno dei simboli di Tehran per dirigerci verso la torre Borj-e-Milad che è la più alta dell'Iran – inaugurata nel 2008 – ed è tutt'ora la 6° del mondo come altezza con i suoi 435 mt.

Tehran è una città la cui area metropolitana è abitata da oltre 14 milioni di abitanti, e quindi è caotica, inquinata e poco vivibile.
A causa dell'intenso traffico la circolazione non è agevole, e poi non è che ci sia molto da vedere.
Adagiata ai piedi di una catena montuosa, è però caratteristica perché vedere le cime innevate dei vicini monti Elburz mentre in città ci sono oltre 30° fa un certo effetto!

Veduta di Tehran

Veduta di Tehran dalla torre Borj-e-Milad

La sera siamo stati ospiti di un conoscente che ci ha offerto la cena in un bel ristorante ubicato nella periferia nord della città (che è la zona residenziale e più ricca della Capitale dell'Iran), e che si trova su delle colline ben più fresche della sottostante metropoli.
Interessanti le chiacchiere informali con questo signore che ci spiega un po di cose sull'Iran da cui ho capito che c'è una situazione molto simile a quella italiana e che consente ad una minoranza di governare il paese.

Mercoledì 1° maggio – Tehran > Esfahan

È prima mattina, ma fa già caldo! Ma serve assolutamente una foto per la serie "striscia lo striscione" e così si decide di tornare con le moto al Monumento Azadi per degli scatti.
La strada da Tehran a EsfahanC'è già un traffico infernale, e per percorrere i pochi chilometri impieghiamo più di 1/2 ora.
Fatte le foto inizia un'interminabile girotondo che è durato oltre un'ora per trovare la strada verso Qom nonostante che fosse ben identificata da cartelli enormi che indicavano sia la cittadina che il nuovo aeroporto internazionale che si trova nella stessa direzione!
Alla fine, dopo una sudata pazzesca, finalmente riusciamo ad uscire dal caos di Tehran per dirigerci verso sud in direzione di Esfahan.

Lungo la strada c'è poco da vedere, facciamo solo una deviazione per visitare le case tradizionali di Kashan, e poi dopo un breve break decidiamo di guidare verso l'interno per recarci in quello che sulla mappa stradale è indicato come "Pittoresque Village", e che non raggiungeremo mai perché la strada è interrotta!

E così proseguiamo su strade interne tra le montagne fino a riprendere l'altra grossa strada (la "65") che collega Tehran a Esfahan e che è percorsa praticamente solo da camion; e così giungiamo ad Esfahan, città stupenda e ricca di storia dove soggiorneremo per 2 notti nell'hotel Aseman, buona struttura ubicata in posizione centrale di fronte ad un bellissimo parco.

Giovedì 2 maggio – Visita di Esfahan

Uno splendore di EsfahanOoohhh, finalmente dopo l'esperienza negativa di Tehran dove la guida era soltanto una persona che parlava un po' d'italiano, abbiamo una vera guida turistica che ci farà visitare la città seguendo un programma prestabilito ed utilizzando un pulmino invece dei taxi trovati per strada!

Ed infatti la visita di Esfahan si è rivelata molto, ma molto interessante e ci ha permesso di ammirare le numerose bellezze architettoniche ed i curatissimi giardini della città!
Tanti bei posti da vedere e tutti illustrati, anche se in inglese, da una persona competente!

La Marbin Fortress ubicata su una collina che domina il territorio circostante, la Cattedrale di Vank, l'enorme Piazza Imam Khomeini con la Moschea dello Scià; e poi il Palazzo Ali Qapu ed il bazar con le tante caratteristiche viuzze piene di negozi e locali tipici. Per me in assoluto la giornata più interessante di tutto il viaggio!

La grande piazza di Esfahan

La grande piazza di Esfahan

La sera abbiamo fatto una bella e lunga passeggiata verso il centro per cenare nell'affollato ristorante di un noto albergo … ma la pietanze gira e rigira sono sempre le stesse: la solita minestra vegetale, spiedini, riso, ed insalata!

Venerdì 3 maggio – Esfahan > Yadz

Come ormai d'abitudine sveglia molto presto anche perché alle 7:00 sono previste delle foto davanti all'albergo per un servizio giornalistico di un giornale locale!

Partiamo appena terminato il servizio, ma subito ci fermiamo di nuovo sempre per la foto della serie "striscia lo striscione" in prossimità di uno dei vecchi ponti sul fiume Zayandeh che attraversa la città, per poi finalmente riprendere la strada verso Na'in.

Meybod - la fortezzaDovrebbe essere facile perché c'è un'unica strada e bisogna andare verso Est (e quindi con il sole negli occhi), ma non si capisce perché riusciamo per la terza mattina consecutiva a sbagliare strada perdendo così del tempo prezioso!

Dopo qualche "scazzio" il gruppo finalmente si ricompatta e raggiungiamo Na'in per la visita alla Moschea ed al Museo di Etnologia.
Oggi è giorno festivo e così inconsapevolmente transitiamo con le nostre moto per una stretta stradina coperta che scopriremo poi essere la via principale del bazar!

Lasciamo la città dopo una lunga sosta per dirigerci a Meybod dove ci sono gli imponenti resti della fortezza di Narin realizzata con fango e paglia secca (materiali ancora oggi usati per gli intonaci).
Lungo la via abbiamo fatto anche una breve sosta presso un grande e ben conservato caravanserraglio, peccato però che al suo interno c'erano solo rifiuti e vecchi copertoni!

Facciamo uno spuntino in una specie di bar e, come sempre, si raduna una folla di curiosi per guardare le nostre moto e chiedere … Where are you from?
Si risponde sempre volentieri anche perché gli iraniani non sono mai invadenti, e poi la loro curiosità è giustificata dal fatto che da queste parti le moto di grossa cilindrata sono rare come le mosche bianche!

ChakChakFa caldo e la temperatura supera abbondantemente i 30°, ma ripartiamo verso Chakchak dove c'è un importante centro zaroastriano incastonato su un lato di una monte. Il paesaggio si fa desertico e selvaggio e le montagne brulle lo rendono ancora più affascinante!

Riprendiamo la strada asfaltata per Yadz, anche se c'era una bella pista battuta … ma meglio non rischiare anche perché se si sfascia la moto da queste parti sono ca$$i amari!
Arriviamo nell'Hotel Mosh Al Mamalek che è ormai sera: una doccia ed è ora di cena!

Sabato 4 maggio – Yadz > Shiraz

Il programma in Iran prevedeva la sosta in 7 città: Tabriz l'abbiamo saltata perché non c'era tempo ed anche a Yadz siamo arrivati troppo tardi anche per fare solo una breve visita in centro!
E così si decide di dedicare almeno un paio d'ore della mattina al centro della città prima di partire per Shiraz; ma è troppo presto ed i negozi sono ancora chiusi, e poi siamo bardati con l'abbigliamento da moto, e così la visita a piedi del cuore della città non è stata agevole.

La tomba di Ciro il GrandeFatto il giro a piedi per vecchio centro di Yadz riprendiamo le moto e proseguiamo verso Shiraz, ma facendo una deviazione verso un passo di montagna subito a sud di Yadz che sembra interessante.
Ed infatti godiamo di paesaggi molto belli percorrendo anche qualche ottima strada curvosa di montagna!
Ci riallacciamo al percorso principale e proseguiamo spediti verso Abarkuh per ammirare un cipresso – monumento nazionale – che sembra abbia più di 4000 anni!

Nel primo pomeriggio riprendiamo la veloce autostrada verso Pasargadae dove all'interno di un esteso sito archeologico c'è la tomba di Ciro il Grande, la fortezza di Toll-e Takht (situata sulla cima di una collina) e altre rovine di due palazzi reali.

Terminata la visita facciamo strada per Shiraz dove alloggeremo nell'hotel Pars International. A causa dei tanti lavori in corso raggiungiamo l'albergo seguendo un taxi a cui avevamo chiesto aiuto e che NON vorrà essere pagato (un particolare che fa capire come gli iraniani ci hanno accolto)!

Domenica 5 maggio – Visita a Persepoli e Shiraz

I resti di PersepoliAppena lasciato l'albergo ci siamo recati in un'agenzia per ritirare i biglietti del traghetto Bandar e Abbas – Sharjah, e poi tutta la mattina è servita per la visita guidata di Persepoli (un'antica città capitale dell'Impero achemenide), Naqsh-e Rostam dove ci sono le imponenti tombe di Dario I (522-486 a.C.), Serse I (486-465 a.C.), Artaserse I (465-424 a.C.), e Dario II (423-404 a.C.).

Il pomeriggio è stato invece dedicato ai vari monumenti e punti d'interesse di Shiraz.

 

Lunedì 6 maggio – Shiraz > Sirjan

La strada per SirjanOggi c'è solo una tappa di trasferimento programmata perché il tragitto diretto Shiraz > Bandar e Abbas sembrava troppo lungo; scopriremo solo sul posto che invece c'è una grossa via di comunicazione che collega direttamente le due città e che percorrendola avremmo potuto tranquillamente evitare la sosta a Sirjan, una desolata cittadina priva di cose interessanti da vedere.

A circa 40 km da Sirjan ci fermiamo per una breve sosta e poco dopo veniamo raggiunti da due poliziotti che vogliono vedere i nostri passaporti … ed iniziano i problemi!

Dal 27 marzo i visti rilasciati dai consolati in Italia hanno un periodo di validità che stabilisce i giorni nei quali è possibile utilizzare il visto per entrare in Iran, e poi sono indicati quanti giorni potrà durare il soggiorno nel paese.
È un sistema complicato che si presta ad interpretazioni, ed infatti i poliziotti lo interpretano nel modo sbagliato affermando che alcuni visti sono scaduti.
Ci scortano così nella vicina Sirjan dove verremo condotti in una stazione di polizia per ulteriori accertamenti.
Dopo circa 1 ora però tutto si risolve per il meglio e possiamo finalmente raggiungere l'Hotel Touris Inn.

L'albergo è in una zona residenziale lontana dal centro, e così passiamo qualche ora chiacchierando nel fresco della sera in attesa di andare a dormire.

Martedì 7 maggio – Sirjan > Bandar e Abbas

Ben poco da raccontare! Una strada a 4 corsie piena di camion che si snoda in un'area a tratti desertica.

In un tratto montuoso abbiamo percorso "in apnea" alcune gallerie non illuminate perché piene dei gas di scarico di file interminabili di vecchi e fumanti autocarri.
Poco prima di Bandar e Abbas scorgiamo un enorme cartello turistico con la scritta "geyser", ma è soltanto un moderno parco acquatico … nulla d'interessante; ma visto che c'era un negozietto che vendeva bibite fresche e gelati ne approfittiamo per fare una sosta visto che ormai la temperatura supera i 35°!

A Bandar e Abbas soggiorniamo nell'Hotel Homa, una grande struttura immersa in un parco.

Prima di cena usciamo per fare un giro di un paio d'ore in centro, ma tolto il solito bazar non c'è niente di particolare.

Mercoledì 8 maggio > Traghetto per gli Emirati Arabi

L'imbarco a Bandar e AbbasÈ la giornata dedicata all'imbarco delle moto sul traghetto che ci porterà negli UAE. Abbiamo appuntamento alle 9:00 nella hall dell'albergo con una persona che ci accompagnerà ed aiuterà ad espletare le procedure burocratiche che si riveleranno lunghe, costose ed estremamente complicate.

Fa molto caldo; partiamo vestiti "leggeri" – senza l'abbigliamento tecnico – per andare prima nella sede della compagnia di navigazione per pagare una tassa e prenotare il passaggio, e poi entriamo nel porto dove ci vorranno quasi 10 ore per ottenere tutti i nulla osta ed i permessi d'imbarco.
Saliremo a bordo del traghetto solo alle ore 21:00!

Il traghetto non è il massimo in quanto a pulizia, ma non è neanche molto peggio dei tanti che operano su certe tratte in Italia.
C'è poca gente (nessun veicolo, solo due rimorchi scarichi), e così possiamo prenderci tutta una fila di sedili per allungarci e dormire. Dopo la partenza ci verrà servita anche la cena: pollo al curry e riso … buono!

Giovedì 9 maggio – Sbarco a Sharjah e Dubai

L'arrivo a Sharjah è previsto per le 9:00, ma alle 6 siamo già tutti svegli e ci ritroviamo sul ponte esterno per prendere un po' d'aria: fa già caldo e l'umidità è notevole!

Sbarchiamo a Sharjah ed ecco la prima brutta sorpresa: avevamo concordato un costo di 350$ per il trasporto delle moto, ma l'addetto della compagnia ora ci chiede ulteriori 120$ per le pratiche doganali!
C'è poco da fare, chiamiamo anche la polizia, ma la procedura è quella e se vogliamo uscire dal porto dobbiamo versare la somma richiesta.

Foto ricordo a "La Vela" di DubaiOnestamente negli UAE mi aspettavo procedure più semplici, ed invece anche qui la burocrazia la fa da padrone con innumerevoli compilazioni di moduli, firme, timbri e pagamenti di balzelli vari!
Per fortuna che ci aiuteranno Fabio (un ragazzo che vive e lavora a Dubai) e Saleh, un motociclista arabo di Dubai.
Lasceremo il porto di Sharjah solo verso le 15:00.
Il traghetto da Bandar e Abbass a Sharjah alla fine si rivelerà molto costo, ben oltre i 500€!

A Dubai alloggeremo nell'Hotel Rimal Rotana, una buona struttura ubicata però a Deira, un'area di Dubai che una volta era il centro commerciale della città, ma che negli ultimi anni ha perso la sua importanza diventando un enorme dormitorio per immigrati, specialmente filippini.

Doccia veloce, e poi subito "on the road" guidati da Fabio che ci porta a fare qualche foto a "La Vela", ovvero il Burj al-Arab che è uno degli hotel più lussuosi del mondo ubicato sulla Jumeirah Beach, a circa 15 km dal centro di Dubai.

E dopo tanti rifornimenti con la pessima benzina iraniana finalmente faccio anche un bel pieno di carburante a 98 ottano a COATTA che sembra rinascere!

Fatte le foto ci dirigiamo nel deserto e dopo aver percorso diversi chilometri tra le dune arriviamo nell'esclusivo resort Bab Al Shams dove abbiamo cenato insieme ad altri bikers di Dubai che ci avevano raggiunto per scambiare quattro chiacchiere.

Veduta del centro di Dubai

Veduta del centro di Dubai

Venerdì 10 maggio – Dubai e Abu Dhabi

COATTA al Burj KhalifaÈ giorno festivo; ci vediamo la mattina con Fabio e Saleh nella hall dell’albergo per poi recarci in un'area di servizio dove saremo raggiunti da molti altri motociclisti locali.
Proseguiremo quindi per Abu Dhabi per visitare il Ferrari World Center, l'Emirates Palace (un lussuoso splendido hotel parzialmente in stile arabo che è lungo circa un chilometro, tutta la struttura è talmente imponente da occupare 100 ettari di terreno) e la fantastica bianca moschea Sheikh Zayed.

Sulla strada del ritorno facciamo una lunga e piacevole sosta nella casa di campagna di una famiglia araba che vuole incontrarci; passeremo un paio d'ore raccontando le nostre esperienze gustando te e caffè arabo, oltre a degli squisiti mango appena raccolti nel giardino circostante.

Rientriamo in albergo giusto il tempo per rinfrescarci e poi subito al Burj Khalifa (la struttura che con i suoi 830 mt è attualmente la più alta del mondo) per vedere lo spettacolo della fontana danzante.

Ceneremo in un ristorante libanese ubicato in un tratto del lungomare di Dubai che nei weekend è estremamente trafficato e dove i proprietari di macchine e moto di grossa cilindrata si sfidano in gare improvvisate nelle partenze dai semafori.
Finiremo la serata all'Hard Rock Cafe ascoltando un po' di musica e bevendo una birra.

L'Emirates Palace di Abu Dhabi

L'Emirates Palace di Abu Dhabi

Sabato 11 maggio – Spedizione delle moto

È la giornata dedicata alla spedizione delle moto che rientreranno in Italia con un container via mare.

La spedizione di COATTACi rechiamo al porto per le poche pratiche burocratiche; svuotiamo i serbatoi della benzina e poi – in attesa che arrivi il camion con il container – ospiti di Saleh andiamo a pranzo in un ristorante tipico frequentato esclusivamente da gente araba e dovo abbiamo potuto gustare tante ottime specialità locali.

Verso le 16:00 ritorniamo al porto per caricare le moto, ma con sorpresa scopriamo che sono già state caricate e ben ancorate. Non rimane che scattare qualche foto ricordo e ritornare, accompagnati dai nostri amici, in albergo.

Nel tardo pomeriggio facciamo un salto in taxi all'Atlantis dove c'è un bell'acquario, e poi ci rechiamo Grosvenor House, un grande ed esclusivo albergo dove il nostro compagno di viaggio Ermes aveva lavorato in passato e dove – suoi ospiti – trascorreremo una indimenticabile serata … che è anche quella dei saluti perché dopo tanti giorni Tobia ed Ermes ci lasceranno per prendere l'aereo che li riporterà a casa.

Aperitivo al quarantaquattresimo piano dell'hotel ammirando un panorama mozzafiato, e poi la cena nel famoso Buddha Bar dove abbiamo gustato ottime pietanze asiatiche … ma non è ancora finita perché dopo cena ci aspetta anche il digestivo nell'area all'aperto del Siddharta Lounge by Buddha Bar!

Domenica 12 maggio – A passeggio per i centri commerciali di Dubai

Giornata interamente dedicata alla visita di un paio d'importanti centri commerciali di Dubai.
Ci muoviamo – dopo aver acquistato un biglietto giornaliero – utilizzando la moderna metropolitana.
Nelle ore centrali della giornata fa molto caldo, e si riesce a girare solo rimanendo all'interno di ambienti condizionati.

Lunedì 13 maggio – Gold Souk, Mall of Emirates, Bikers Cafe e Partenza

Il museo di DubaiLa mattina la dedichiamo alla parte vecchia della città, quella intorno al Dubai Creek: visitiamo a piedi il museo di Dubai ed il Gold Souk; e poi rientriamo velocemente in albergo perché alle 12:00 dobbiamo lasciare le stanze.

Un autista di Saleh ci accompagnerà al Mall of Emirates per una visita allo ski resort, una pista di sci artificiale … nel deserto!!!

Il tardo pomeriggio lo trascorriamo al Bikers Cafè; il tempo scorre veloce ed io dovrei prendere un autobus per raggiungere Abu Dhabi da dove parte il mio volo per Roma, ma il buon Saleh decide che non se ne parla, ma solo perché mi accompagneranno loro in auto fino all'aeroporto dimostrandomi ancora una volta un'accoglienza ed una disponibilità veramente incredibile Accoglienza incredibile

Martedì 14 maggio – rientro a Roma

Volo senza problemi da Abu Dhabi a Roma; poi la solita lunga attesa del bagaglio nell'ambiente fatiscente degli arrivi di Fco.

Guardo la tanta sporcizia per terra e l'erba non tagliata ai lati delle strade; in TV ed alla radio diffondono sempre le solite vecchie notizie sui processi di Berlusconi e mi chiedo: perché son tornato in Italia?