Viaggio in moto in Romania

Non so per quale motivo, ma non avevo mai preso in considerazione l’idea di visitare la Romania, paese di cui ignoravo praticamente tutto.

Poi mi è capitato di seguire qualche discussione su alcuni forum di motociclisti ed ho iniziato ad incuriosirmi: ho acquistato una guida della Lonely Planet, una cartina stradale della Michelin e mi sono documentato anche sul web scoprendo così che la Romania offre molto dal punto di vista storico, culturale e paesaggistico.

Basandomi sulle esperienze di altri viaggiatori ho preparato un percorso (scarica il file .gdb per il GPS) che mi avrebbe permesso di ammirare quasi tutte le cose più interessanti e note del Paese.

Non ho prenotato gli alberghi con largo anticipo (l’ho fatto un giorno per l’altro), ma per ogni città dove avevo previsto il pernottamento ho individuato tramite Booking.com due o tre strutture con le seguenti caratteristiche: pulizia, silenziosità, costi contenuti e presenza di un parcheggio privato e connessione internet Wi-Fi.

Non amo percorrere lunghissime tratte, per cui ho diviso il trasferimento in Romania in due tappe di circa 650 km con una prima sosta a Teor, ed un’altra a sud di Budapest.

Questo il percorso in grandi linee:  Roma > Teor > Budapest > Cluj-Napoca > Sibiu > Sighisoara > Brasov > Tulcea > Iasi > Veronet > Sighetu Marmatiei > Budapest > Prata di Pordenone > Roma

Il percorso del mio viaggio in Romania

Ovviamente ho fatto delle deviazioni per visitare le attrazioni turistiche, e le ho illustrate nei racconti dei singoli giorni.

Sia in Ungheria che in Romania ho utilizzato intensamente il mio smartphone che mi ha consentito, utilizzando i WiFi gratuiti, di rimanere costantemente in contatto con i conoscenti via internet, di prenotare gli alberghi grazie ad un’applicazione dedicata, di controllare le previsioni meteo e di reperire informazioni turistiche, storiche e curiosità sui luoghi che stavo visitando!

Questo è stato l’ultimo viaggio in sella alla mia F800GS che non mi ha dato alcun problema, dimostrandosi così ancora una volta una moto affidabile e molto parca nei consumi.

Qualche volta nel racconto ho indicato i prezzi in valuta locale; nel periodo della mia permanenza (ago. 2012) il cambio è stato:

– Ungheria: 1€ = 275 Fiorini
– Romania: 1€ = 4,5 LEI

 

La raccolta delle foto

Le foto scattate in Romania

Martedì 31 luglio

Trasferimento a Teor, una piccola località a pochi chilometri da Lignano Sabbiadoro, che ho scelto solo perché vicina all’autostrada e per la presenza di un buon albergo a basso prezzo.

Nel pomeriggio ho fatto una passeggiata sul lungomare di Lignano e la sera ho cenato con un’ottima tagliata nel ristorante dell’albergo che è ubicato in un vicino parco.

Mercoledì 1° agosto

Sono partito da Teor alle 7:00 perché volevo fare più strada possibile con il fresco della mattina. Ho fatto una prima breve sosta prima di entrare in Slovenia per acquistare la vignetta autostradale (un contrassegno che certifica il pagamento del pedaggio), e poi ho proseguito sulle ottime autostrade slovene fino al confine ungherese dove, durante una sosta in una stazione di servizio per fare rifornimento ed acquistare la vignetta, ho conosciuto due ragazzi italiani anche loro diretti in Romania, ma che facevano il giro in senso orario al mio.
Nella tarda mattinata ho proseguito fino al lago Balaton dove mi sono fermato per mangiare qualcosa e riposarmi sdraiato in riva al lago all’ombra di un grosso albero.

L’area del lago Balaton (chiamato anche mare ungherese, è il più grande lago dell’Europa centrale – lungo circa 80 km e largo 13 km) è molto bella, curata ed affollata di turisti specialmente tedeschi.
Mentre percorrevo la strada che costeggia il lato sud, ho scoperto per caso la presenza di un traghetto e così mi sono spostato sulla Penisola di Tihany per visitare anche una parte della sponda settentrionale.

Terminata la visita, ho ripreso l’autostrada ed ho continuato verso Dunaharaszti, una località a sud di Budapest dove avevo prenotato una camera nell’albergo Camino Panzio. Gli ultimi 10 km li ho percorsi a passo d’uomo a causa del traffico bloccato dagli innumerevoli lavori e con una temperatura di circa 38°: è stata una sofferenza!

Nonostante i giudizi abbastanza buoni, a me l’albergo Camino Panzio è apparso una mezza schifezza: senza aria condizionata, mobilio vecchio e personale svogliato. Pazienza; ero molto stanco e non avevo certo voglia di rimettermi in moto. Ho mangiato qualcosa acquistato in un minimarket (non sono riuscito a trovare un ristorante) e mi sono addormentato riflettendo sulle prime buone impressioni ricevute dall’Ungheria.

Giovedì 2 agosto

Dopo aver preso solo un buon caffè preparato in camera con la mia moka “Bialetti” elettrica sono partito di buon ora verso la Romania.
Vista l’esperienza del giorno prima con il traffico del raccordo M0 a sud di Budapest l’ho accuratamente evitato ed ho raggiunto l’autostrada M5 percorrendo strade secondarie.
Nessun problema e traffico scorrevole fino al confine con la Romania dove sono entrato da Oradea, primo grosso centro rumeno, per proseguire sulla “1” (una importante strada che arriva a Bucarest) fino a Cluj-Napoca.

Entrando in Romania la situazione cambia repentinamente: lo stato delle strade peggiora e si percepisce subito che il paese è povero.
Case dimesse, pozzi con pompe a mano per attingere l’acqua, molti carretti trainati da cavalli. E poi tanti camion che procedono lentamente rallentando l’andatura delle auto che spesso, per liberarsi, eseguono sorpassi molto pericolosi.
Inoltre, sull’asfalto s’incontrano spesso dei solchi molto profondi prodotti dal passaggio degli autocarri pesanti e che sono pericolosissimi per le moto.

Ho adattato l’andatura alle nuove condizioni e sono arrivato a Cluj-Napoca nel primo pomeriggio sotto un sole cocente. Ho preso alloggio nell’ottima Pension Cluj ubicata in cima ad una collina che sovrasta il centro della città, e poi mi sono rilassato qualche ora dopo una doccia ristoratrice.

L’alloggio lo avevo prenotato la sera prima sempre utilizzando Booking.com e questa volta i giudizi corrispondevano esattamente: ottima struttura, personale efficiente e simpatico,  servizi tutti perfettamente funzionanti e di elevato livello!

Nel pomeriggio ho visitato il centro della città che ho raggiunto a piedi camminando in discesa per circa 15 minuti, mentre per tornare alla pensione ho utilizzato un taxi pagando poco più di 1€.

Arrivando con la moto avevo adocchiato un ristorante/pizzeria che mi era sembrato nelle vicinanze, ma mi era sbagliato e così non sono riuscito a ritrovarlo. Ho chiesto ad una ragazza della reception che mi ha confermato che nei dintorni non erano presenti ristoranti consigliabili e mi ha proposto di ordinare la cena che mi sarebbe stata consegnata in albergo e che avrei potuto consumare in giardino.
Ho seguito il suo consiglio ed ho cenato benissimo, seduto comodamente all’aperto nel fresco della sera e godendomi il panorama!

Venerdì 3 agosto

In assoluto la giornata più pesante di tutto il viaggio!

Sono partito verso le 8:30 per raggiungere le vicine Saline di Tura e già faceva molto, molto caldo.

Ho visitato l’interessante sito ed ho goduto del fresco presente nelle profonde gallerie e nelle enormi sale scavate nelle viscere della terra: mi sono fermato a lungo perché non avevo proprio nessuna voglia di riprendere il viaggio con quel caldo!

Terminata la visita alle saline sono risalito in moto per dirigermi a Sibiu, antica città fondata da coloni tedeschi e caratterizzata da un centro storico molto bello che circonda la grande piazza principale (detta Piazza Grande – Piata Mare) sulla quale si affacciano molti importanti vecchi edifici.

Il viaggio non è stato per niente agevole: la temperatura altissima ed il traffico spesso bloccato nei centri urbani mi hanno fatto veramente soffrire … ma il bello doveva ancora venire !!!

Poiché – eccetto rarissimi casi – non sono presenti circonvallazioni tutte le strade principali attraversano molti centri urbani e così, come è facilmente intuibile, si creano enormi file di auto e camion!

Comunque, verso l’ora di pranzo sono arrivato finalmente a Sibiu dove, dopo aver visitato il centro, ho pranzato e mi sono riposato.

Nel pomeriggio ho ripreso la moto per dirigermi a Sighisoara; dovendo percorrere solo circa 90 km pensavo di fare in fretta ed invece i problemi sono iniziati già nella periferia di Sibiu a causa dei numerosissimi lavori in corso! Praticamente sulla strada 14  (quella che passa per Medias) ho percorso 90 km a senso unico alternato regolato da semafori! Un infinito susseguirsi di cantieri stradali tanto che ho impiegato circa 3 ore per raggiungere Sighisoara!

A Sighisoara ho alloggiato nell’Hotel Rex (una struttura discreta con un buon rapporto qualità/prezzo) che ho scelto perché ubicato non troppo distante dalla famosa “cittadella”, un centro storico ben conservato con la tipica struttura urbanistica di un borgo medievale.
Ho passeggiato per il centro ammirando i vecchi edifici sovrastati dall’imponente Torre dell’Orologio, ed ho anche raggiunto la cosiddetta “Chiesa sulla collina” percorrendo la lunga scalinata interamente coperta da un tetto di legno, ma arrivato in cima sono rimasto un deluso perché la chiesa era chiusa e non c’era molto altro da vedere!

Ho cenato nel ristorante dell’albergo, e poi a dormire presto perché la giornata era stata veramente lunga e pesante.

Sabato 4 agosto

Quando si parla della Romania con un motociclista sicuramente verrà citata la Transfagarasan (strada DN7C). Questa famosa via di comunicazione, che sale fino ad una quota di 2.034 metri di altitudine, è la seconda strada più alta della Romania e fu costruita per volere di Ceaucescu tra il 1970 e il 1974 per scopi militari. Per la sua realizzazione furono impiegate ingenti risorse economiche ed i lavori furono eseguiti dai soldati dalle forze armate.

Poiché non volevo perdermi questo percorso avevo programmato una sosta di due giorni a Brasov in modo da poter posticipare la visita della zona in caso di brutto tempo; viste le ottime previsioni meteo la mattina mi sono diretto da Sighisoara verso il punto Nord d’inizio della 7C (in prossimità del paesino Arpasu de Jos) e vista l’esperienza del giorno precedente ho deciso di percorrere strade secondarie passando per Apold > Agnita > Chirpar > Sasaus > Nou Roman .
In effetti ho incontrato poco traffico e tutto sommato lo stato delle strade era buono … solo che gli ultimi 15-20 km erano di sterrato!  Sterrati in Romania

È stato divertente perché lo sterrato era facile, e così senza problemi e nel fresco della mattina ho iniziato a percorrere la Transfagarasan in direzione sud. Il primo tratto è molto bello ed è possibile ammirare dei panorami affascinanti, ma il secondo tratto (quello che costeggia il lago) onestamente non mi è piaciuto per niente.

Poco prima della cittadina di Curtea de Arges ho imboccato la 73C per tagliare su strade secondarie verso Brasov che ho raggiunto sempre nel primo pomeriggio.
Dopo il clima gradevole in montagna, nell’ultimo tratto il caldo si è fatto di nuovo sentire con temperature che hanno raggiunto i 37°, ma per fortuna con bassa umidità! Per raggiungere Brasov ho attraversato la cittadina di Bran che ospita il famoso castello che ha ispirato la descrizione di quello di Dracula e che era letteralmente intasata dai pullman e dalle auto dei turisti!
Volevo fermarmi, ma vista la situazione ho preferito proseguire verso Brasov anche perché il caldo iniziava a diventare insopportabile.

A Brasov ho alloggiato presso la Pension Gallery, un’ottima struttura a gestione familiare ubicata in una zona silenziosa non troppo distante dal centro (a piedi circa 20 minuti, con il taxi pochi minuti al prezzo di 5 LEI [poco più di 1€]).

Mi sono sistemato in camera e poi … bucato!
E si, il bucato! Perché nei miei viaggi in moto ho imparato che quando si sta fuori parecchi giorni per ridurre il bagaglio conviene programmare almeno una sosta di due giorni anche per provvedere al lavaggio della biancheria. In alcuni paesi sono disponibili lavanderie automatiche, ma in altri è necessario farlo da soli e poi bisogna avere il tempo di far asciugare i capi.
La mia camera era dotata di un grande bagno con un’ampia finestra che provocava una piacevole corrente d’aria, e mi è bastato appendere gli indumenti nel bagno per averli asciutti in poco tempo.

Dopo essermi riposato nel tardo pomeriggio mi sono recato in centro per una prima visita della città. Nella parte storica di Brasov è presente una vasta area pedonale ben curata dove è piacevole passeggiare. Ho gustato una birra fresca seduto in uno dei tanti bar all’aperto utilizzando il mio palmare e la connessione WiFi disponibile gratuitamente.

Ho provato a visitare la Chiesa Nera che però, vista l’ora, ho trovato già chiusa; per cui ho deciso di tornare alla Pension Gallery per cenare nell’adiacente ristorante che mi era stato consigliato dal proprietario: vasta scelta di ottimi cibi a prezzi contenuti! Ho gustato una Schnitzel con contorno di patate e un’insalata sorseggiando un buon vinello frizzante fresco, e per finire un bel gelato … alla faccia della dieta!

Domenica 5 agosto

Mattinata interamente dedicata alla visita del Castello di Peles che si trova nella cittadina di Sinaia (circa 50 km a sud di Brasov); sono partito abbastanza presto per essere al castello verso le 9:00. La zona di Sinaia è montuosa e sono presenti numerose piste da sci; per raggiungerla da Brasov c’è una bella strada che si snoda in un’incantevole vallata che ho percorso nel fresco della mattina godendo del paesaggio.

Posteggiata la moto mi sono recato a piedi all’ingresso di quello che mi è apparso subito come un’incredibile edificio, un qualcosa che si vede solo nelle fiabe! Realizzato alla fine dell’800, è praticamente uno degli ultimi castelli costruiti, e sicuramente il primo castello moderno perché all’epoca già dotato di energia elettrica, riscaldamento con termosifoni ed addirittura di un impianto di aspirapolvere centralizzato!

Ho scelto la visita guidata completa che richiede circa 2 ore e non mi sono pentito perché ho potuto visitare anche l’ultimo piano del castello (quello più moderno) arredato in modo completamente diverso da tutti gli altri ambienti: veramente un’esperienza incredibile!
Purtroppo non ho potuto scattare foto perché per farlo è necessario pagare un supplemento di cui non ero a conoscenza: ovviamente ho provato, ma le solerti guardiane appostate in ogni angolo mi hanno bloccato subito! Castello di Peles

Terminata la visita ho ripreso la moto per tornare verso Brasov ed eventualmente andare a visitare il Castello di Bran: ho rinunciato subito perché nel frattempo il traffico era aumentato enormemente tanto che la strada che da Brasov conduce a Sinaia era completamente bloccata (ho misurato circa 20 km di fila dall’ingresso di Sinaia – praticamente fino al bivio per Bran)!
Vista la situazione ed il caldo sono tornato in albergo.

Nel pomeriggio mi sono recato, utilizzando la cabinovia, sulla collina Tâmpa che sovrasta Brasov sperando di trovare un po’ di fresco, ma niente da fare: faceva caldo anche lassù! Ho raggiunto a piedi un punto panoramico (quello dove c’è la grande scritta “Brasov”) per scattare qualche foto, poi ho bevuto qualcosa nel ristorante adiacente alla stazione della cabinovia e quindi sono sceso di nuovo in città perché non volevo perdermi la visita all’interno della Chiesa Nera.

Ho cenato nello stesso ristorante adiacente la pensione e per cambiare ho chiesto un piatto tipico rumeno a base di polenta, pancetta affumicata, uova, formaggio ed una salsa leggermente acida: NON è stata una buona idea  ; dopo qualche forchettata ho dovuto ripiegare su un’altra pietanza!

Lunedì 6 agosto

Per lunedì avevo in programma il trasferimento a Tulcea, città ubicata nel delta del Danubio. Sono partito alle 7:00 ed ho percorso una bellissima strada verso Buzau che nel primo tratto costeggia un lago artificiale incastonato tra montagne veramente stupende. Temperatura gradevole, strade in ottimo stato, pochissimo traffico, niente camion: guidare la moto è stato veramente un piacere! Bella strada in Romania

Terminata la zona montuosa, quando ho iniziato a dirigermi verso Braila il paesaggio è mutato ed ho potuto constatare tutti i danni che la prolungata siccità causa alle coltivazioni di mais e girasole: chilometri e chilometri di campi aridi con le piantagioni ormai rinsecchite.

A Braila ho attraversato il Danubio su una chiatta mentre ormai la temperatura sfiorava i 40°, e dopo aver scambiato due chiacchiere con un ragazzo di Torino ho continuato spedito verso Tulcea.

A Tulcea ho utilizzato i servizi dell’Hotel City, un buon tre stelle dotato di ogni comfort. Dopo una bella doccia ed un po’ di riposo mi sono recato nella zona dove partono le gite nel delta del Danubio ed ho prenotato un tour su una barca veloce.

Il delta è enorme e sono disponibili gite organizzate anche su più giorni. Forse avrei fatto meglio a fermarmi un giorno in più per partecipare ad una gita di un giorno intero, ma ormai avevo confermato un appuntamento ad un amico a Iasi e non potevo più cambiare programma.

Ho utilizzato il tempo che avevo a disposizione prima della partenza della gita per visitare l’area circostante e poi alle 18:00, insieme ad altre 3 persone, mi sono imbarcato su un veloce motoscafo che ci ha fatto fare un giro di 2 ore tra i canali ed i laghi interni del delta dove è possibile ammirare innumerevoli uccelli nel loro habitat naturale.

Ho cenato nel ristorante dell’albergo: un bel pesce arrosto con patate, insalata, birra, pane e gelato spendendo meno di 10€

Martedì 7 agosto

Mi sono trasferito a Iasi percorrendo strade secondarie sul confine con la Moldova. Durante il viaggio sono stato fermato e multato (giustamente) dalla Polizia per eccesso di velocità: è stata un’esperienza che mi ha fatto riflettere e che mi ha ispirato uno scritto sulla burocrazia italiana.
Percorrendo le stradine secondarie ed attraversando i piccoli centri ci si rende conto della povertà che ancora regna nelle campagne rumene. In molti borghi ci sono ancora i pozzi lungo le strade principali ed è normale vedere le donne attingere l’acqua per trasportarla nelle case, mentre il mezzo di trasporto più diffuso è ancora il carretto da carico a quattro ruote trainato da un cavallo.

A Iasi ho alloggiato nell’Hotel Moldova, un grande albergo dove entrando nella tetra hall si respira ancora l’aria dell’epoca comunista! Ero a conoscenza della cosa e non mi sono preoccupato, ed infatti mi è bastato prendere il modernissimo ascensore per raggiungere una camera assolutamente accettabile come servizi, dotazioni e pulizia.

In albergo sono stata raggiunto da Massimo, un amico che lavora in Moldova e che conosce molto bene la Romania. Abbiamo passato il pomeriggio chiacchierando e passeggiando per la città, ed è stato grazie a questo piacevole scambio d’idee se sono riuscito a capire tanti aspetti del Paese che stavo visitando.
Abbiamo cenato in un grande ed affollato ristorante all’aperto situato al centro di un bel parco che si trova nella zona universitaria (credo il Copou Parcul, ma non ne sono sicuro) e la serata è passata in fretta allietata da musica dal vivo e parlando di tanti argomenti; ci siamo ritirati dandoci appuntamento alle 7:00.

Intanto il meteo stava cambiando; si era alzato un vento fresco e la temperatura stava scendendo rapidamente a livelli accettabili.
Fino al ritorno in Italia non ho più sofferto il caldo; anzi, nei giorni successivi la mattina ho dovuto indossare una maglietta a maniche lunghe per non sentire freddo!

Mercoledì 8 agosto

Colazione in una grande sala dell’Hotel Moldova dall’aspetto ancora più “comunista” della hall, ma dove c’era un pantagruelico buffet con ogni ben di Dio; e poi subito in moto alla scoperta delle Gole di Bicaz e del Lacul Rosu (Lago Rosso).
Durante il tragitto ci siamo fermati a visitare un primo monastero (uno minore) e subito sono rimasto impressionato dall’architettura e dalla cura con cui sono mantenuti questi luoghi di culto. Molto bella anche la cittadina di Piatra Neamt che però abbiamo solo attraversato senza fermarci.

La strada per raggiungere le Gole di Bicaz ed il Lago Rosso non è molto bella perché è utilizzata da tantissimi camion che vanno in un cementificio; giusto nell’ultimo tratto – quando la strada inizia a salire – è possibile ammirare un paesaggio accettabile.

Sia le gole che il lago mi hanno deluso! Le prime sono affollate di bancarelle che vendono cianfrusaglie, mentre la sponda del lago raggiungibile dalla strada asfaltata è piena di negozi e ristoranti. A rovinare il paesaggio c’è anche un grande parcheggio pieno di auto e pullman che scaricano orde di turisti: sarò sincero, ad averlo saputo avrei evitato di andarci!

Dopo una breve sosta caffè sul lago abbiamo ripreso la strada verso Voronet. Massimo si è informato con un agente che ci ha sconsigliato di proseguire sulla strada 17B > 177A perché in pessime condizioni, e così ci siamo solo affacciati sulla diga che forma il lago artificiale Izvorul Muntelui per poi tornare indietro e continuare via Piatra Neamt e Târgu Neamt (poco prima della città c’è lo stupendo monastero di Varatec, assolutamente da non perdere) verso Gura Humorului e la vicina Voronet.

Il monastero di Voronet è molto noto per i suoi affreschi e per la tonalità del colore azzurro che ne caratterizza lo sfondo: veramente uno spettacolo da non perdere!!!!

Dopo la visita al monastero Massimo mi ha lasciato perché doveva assolutamente tornare in Moldova; ci siamo salutati ed io mi sono recato nella vicina Pensiunea Casa Doamnei dove ho cenato e pernottato (ottima struttura).

Giovedì 9 agosto

La Bucovina, ed in special modo l’area intorno a Suceava, è piena d’interessanti monasteri. Prima di partire mi ero documentato ed avevo selezionato i più importanti per cui avevo studiato un percorso che mi avrebbe consentito di visitarli.

Mi sono messo in moto la mattina verso le 8:00 ed ho raggiunto e visitato in sequenza i bellissimi monasteri di Moldovita, Sucevita e Putna (non sono molto distanti; inoltre la strada per raggiungerli è in ottimo stato e si snoda tra paesaggi molto suggestivi), poi ho intrapreso il viaggio di ritorno verso Sighetu Marmatiei dove avevo intenzione di pernottare.

Nessun problema nel primo tratto del tragitto dove c’è una strada larga e in ottimo stato, ma quando ho lasciato la 17 per prendere la 18 verso Borsa nella regione del Maramures sono iniziate le buche, i dossi ed i brevi tratti sterrati!

40 – 45 km incredibili dove non ho trovato 1 solo metro di strada in uno stato decente. La F800GS è una vera moto enduro con cerchio da 21″ davanti, eppure ho dovuto rallentare  a velocità ridottissima perché la moto sembrava smontarsi con le tante “botte” che prendeva sugli spigoli vivi dei crateri nell’asfalto. Impossibile evitare le buche, perché per aggirarne una bisognava beccarne un’altra!
Ho superato innumerevoli auto e camion (la strada è abbastanza transitata) che procedevano a passo di lumaca affrontando ogni buca con calma per evitare di spaccare tutto … che esperienza! Mai vista una cosa simile! 

Non ricordo quanto tempo ho impiegato per percorrere 40 km, ma è stato veramente tanto! Poi è iniziato qualche tratto asfaltato di recente e la situazione è migliorata leggermente, ma non pensate ad una situazione normale … solo un po’ di buche in meno!

Finalmente sono arrivato in cima al passo Prislop (?) dove ho potuto ammirare un paesaggio incantevole e prendere un buon caffè preparato con la moka da una simpatica signora che parlava perfettamente italiano.

La strada 18 (quella disastrata che ho appena descritto) attraversa una zona montuosa veramente interessante, purtroppo si è talmente impegnati nella guida che non si riesce ad ammirarla: un vero peccato perché l’area merita!
Anche l’ultimo tratto non è il massimo: se è vero che terminano le buche, iniziano però i lavori stradali che, come ho già raccontato, vengono eseguiti adottando per chilometri e chilometri il sistema del senso unico alternato che crea code interminabili di veicoli.

Nel tardo pomeriggio sono arrivato a Sighetu Marmatiei dove ho alloggiato nell’Hotel Marmatia che non avevo prenotato, ma di cui avevo letto ottime recensioni. A me hanno assegnato una camera piccola, senza aria condiziona e con una dotazione minima di asciugamani, sapone etc; inoltre non c’era il WiFi in camera. In compenso la struttura è dotata di un grande parcheggio privato ed un’ottimo ristorante dove ho cenato con un gustosissimo piatto a base di pollo piccante e riso: veramente molto, molto buono; nell’albergo ci tornerei, ma solo per rigustare il piatto a base di pollo!

Venerdì 10 agosto

La mattina visita al simpatico Cimitero Allegro di Sapanta (Cimitirul Vesel) dove le lapidi delle tombe sono quasi tutte in legno, dipinte con colori sgargianti, e con simpatici epitaffi che raccontano la vita (ma anche la causa della morte) del defunto.

Su ogni croce c’è quindi una storia personale diversa ed è facilissimo individuare i mestieri svolti in vita dal defunto grazie alle immagini dipinte che lo rappresentano; a mio parere vale sicuramente la pena di farci un salto!

Dopo la visita al cimitero ho ripreso la strada verso Budapest via Satu Mare (l’ultima grossa città rumena prima del confine), e poi sulle scorrevoli autostrade ungheresi. Ho così attraversato buona parte del distretto Maramures, una regione molto povera della Romania dove le vecchie tradizioni agricole sono ancora fortemente radicate.

Qualche sosta per fare rifornimento, cambiare i pochi LEI che mi erano rimasti e per acquistare la vignetta elettronica necessaria per viaggiare sulle autostrade in Ungheria, e poi una veloce “galoppata” fino a Budapest dove sono arrivato nel primo pomeriggio.

A Budapest ho utilizzato i servizi del Le Rose Hotel, un albergo molto accogliente, confortevole e curato nei minimi particolari, ma ubicato in periferia.

Veloce doccia, birretta bella fresca, e poi mi sono recato in città per una prima passeggiata. Raggiungere il centro ha richiesto meno di 30′, ma ho dovuto cambiare ben TRE (3) mezzi: 2 autobus (prima il 6 e poi il 23) e quindi prendere il tram 2.

Avevo chiesto in albergo dove avrei potuto acquistare i biglietti dell’autobus e mi era stato detto che erano reperibili anche sull’autobus chiedendo al conducente; salito a bordo ho chiesto 2 biglietti ed ho subito notato lo stupore dell’autista mentre li cercava affannosamente (il bus intanto era fermo alla fermata) in una sua borsa.
Me li ha forniti, ma dopo aver provato ad obliterarne (quanto mi piace questa parola Obliterare ) uno in una macchinetta non funzionante ed aver visto che praticamente tutti fanno i portoghesi ho desistito: lo confesso, a Budapest ho viaggiato … a gratis come tutti gli ungheresi (i due biglietti li ho riportati a casa senza essere riuscito ad utilizzarli)!

Ho fatto un bel giro a piedi in centro, mi sono informato sul classico City Sightseeing utilizzando un servizio Hip On – Hop Off e poi sono rientrato in albergo perché ero veramente stanco. Ho cenato con una bistecca durissima e delle verdure grigliate che galleggiavano nel burro e nell’olio (ho inclinato il piatto ed atteso che scolassero) nell’unico pessimo ristorante/pizzeria che si trova poco distante dall’albergo e che sconsiglio a tutti!

Sabato 11 agosto

Giornata interamente dedicata alla scoperta di Budapest. Dopo essermi recato di nuovo in centro con il servizio pubblico ho utilizzando il bus turistico Hip On – Hop Off per spostarmi in città e così ho potuto ammirare tutti i maggiori punti d’interesse turistico di Budapest e fermarmi per approfondire la visita in quelli che avevo scelto: Piazza degli Eroi, Piazza Vorosmarty Ter, il Palazzo Reale e poi la collina della “Cittadella”, un forte che sovrasta la città e dove in un bunker tedesco della seconda guerra mondiale è stato ricavato museo con immagini che mi hanno toccato profondamente (bambini ebrei massacrati).

Come ho già detto l’albergo, che ripeto ho trovato veramente confortevole, si trova in periferia e nei dintorni non ci sono molti esercizi commerciali e locali; per cui dopo esservi rientrato mi sono ridotto a cenare di nuovo nello stesso pessimo ristorante della sera precedente. Per la verità i proprietari dell’hotel mi avevano consigliato di ordinare la cena presso un ristorante di loro conoscenza e di consumarla nella sala utilizzata per la colazione, ma non gli ho dato retta sperando di riuscire a trovare almeno una pizza ed un’insalata: niente da fare … la pizza faceva pena (cruda sotto) e l’insalata sembrava di plastica!

Con la visita di Budapest praticamente il mio viaggio era terminato!

Domenica 12 agosto

Da Budapest a Prata di Pordenone dove avevo deciso di pernottare all’ Hotel Prata Verde.
Viaggio noioso in autostrada, ma per fortuna in condizioni climatiche perfette e con poco traffico.
Ottimo albergo, ma il ristorante (di cui avevo letto recensioni molto buone) era chiuso per ferie, e così ho cenato in una vicina trattoria.

Lunedì 13 agosto

Ritorno a casa con percorso autostradale; nessuna nota particolare eccetto il fatto che quando ho riempito di benzina il piccolo serbatoio della moto (il primo “pieno” dopo il rientro in Italia) ed ho visto il totale sono svenuto! Rabbia

COATTA

Secondo alcuni le moto sono vive, secondo altri hanno un'anima; io non so, ma quella che segue è la trascrizione di un dialogo tra due moto BMW intercettato furtivamente nel piazzale di una concessionaria.

F800GS è una moto(rrad) del 2010 data in permuta, mentre R1200GS è una nuova e fiammante BMW modello Rally full optionals pronta per essere consegnata all'acquirente.

R1200GS Ciao

F800GS Ciao

R1200GS Che t'è successo

F800GS Niente

R1200GS E come mai t'ha permutato?

F800GS Dice che dopo parecchie ore di viaggio gli fa male il cvlo, e poi che non ho l'ABS

R1200GS Me sembri nova, quindi c'hai pochi chilometri e t'ha trattato bene!

F800GS Ho fatto 45.000km in poco più di 2 anni di vita, e considera anche che per otto mesi sono rimasta ferma nel garage! Ogni tanto mi ha dato una bella lavata, e non mi ha mai fatto mancare acqua, olio e grasso.

R1200GS E 'andò sei stata pe fa tutti 'sti chilometri?

F800GS In giro per tutta l'Italia, ma anche in Marocco, Tunisia, Austria, Slovenia, Ungheria, Romania, Spagna.

R1200GS Ma t'ha "spremuto"?

F800GS No, è abbastanza tranquillo … lui dice rincoglionito … e difficilmente supera i 130 km/h in autostrada

R1200GS Ahhhoo, meno male!

F800GS Aspetta prima di parlare!

R1200GS Perché?

F800GS Lo sai come ti ha chiamato?

R1200GS No, perché!

F800GS COATTA!

R1200GS Ca$$o, che brutto nome!

F800GS Dice che gli ricordi i coatti romani, quei giovani borgatari volgari ed arroganti!

R1200GS E perché so' COATTA?

F800GS Perché hai il telaio rosso, e poi perché sei piena di accessori!

R1200GS Ma allora perché m'ha comprato?

F800GS Perché eri in offerta da tempo, e non ti voleva nessuno!

R1200GS Ma porca mignotta, che brutta fine ch'o fatto!

F800GS E mica è finita qui!

R1200GS E che artro c'è?

F800GS: Dice che sei spompata e che hai poco tiro, e che quindi ti potenzierà con una centralina!

R1200GS: Urca!!! Ma così me rovina … me sfonna!

F800GS E se ancora non ti basta, dice pure che vuole farti diventare una COATTA tamarra!

R1200GS E come sarebbe 'na COATTA tamarra?

F800GS Saresti tu con un po' di altri accessori aftermarket. Vedrai come ti concia quando arrivi nel suo garage! E siccome è anche tirchio ha già comprato tutta roba usata!

R1200GS Ma porca zozza! Pure questa ce voleva! E io che speravo de finì nelle mani der solito professionista fighetto che fa 1000 km all'anno pe annà ar bar!

F800GS Questo 1000 km te li fa fare in un giorno, e spera che non ti guidi sugli sterrati; lui dice che non ci va perché ha paura, ma poi come ne vede uno ci si infila!

R1200GS E vabbé, ho capito, dovrò rassegnarmi! 

F800GS Ciao COATTA, adesso devo proprio andare perché mi sottopongono ad un controllino prima di rivendermi. Buona strada!

R1200GS Ciao GieSsì, grazie pe'e soffiate, buona strada anche a te!

BMW R1200GS "COATTA"

Vacanza in moto in Marocco e Andalusia

Era da qualche anno che avevo l'intenzione di fare una vacanza in moto in Marocco ed Andalusia, ma per vari motivi avevo sempre rinunciato.

A primavera, dopo aver consultato i vari programmi pubblicati nel web, ho deciso di usufruire ancora una volta dei servizi proposti da Motovacanze.it perché mi da la possibilità di adattare il programma alle mie necessità.

La motovacanza prevedeva la partenza da Ventimiglia, e poi due lunghe tappe di trasferimento fino all'imbarco ad Almeria; io invece ho preferito effettuare il trasferimento in Spagna con il traghetto (tratta Civitavecchia – Barcellona con la Grimaldi Lines) per poi agganciarmi al gruppo dopo due rilassanti tappe di trasferimento.

Questo il racconto del viaggio (le foto sono divise per tappe)

Giovedì 19 aprile : Partenza

Sono partito da casa verso le 18:00 pur essendo a conoscenza che il traghetto aveva 2 ore di ritardo; non amo viaggiare di notte e per questo ho preferito partire prima in modo da arrivare a Civitavecchia ancora con la luce del sole. Dopo pochi minuti che ero in viaggio si è scatenato un temporale violento con grandine e vento a raffiche: sono arrivato a Civitavecchia infreddolito e bagnato … non male come inizio vacanza maltempo in viaggio

Venerdì 20 aprile : Civitavecchia – Barcellona (in traghetto)

Alle ore 00:30 il traghetto (Cruise Roma, moderna e confortevole) ha lasciato il porto e subito mi sono addormentato. Navigazione senza problemi in mare calmo ed arrivo a Barcellona alle 20:30.

Visto il ritardo ho cercato una sistemazione appena a sud di Barcellona, ma dopo aver provato in due alberghi che erano pieni ho proferito proseguire verso Salou dove prima della partenza avevo individuato l'albergo Hotel Olympus Palace che ad un prezzo abbordabile offriva anche il parcheggio privato per la moto.

 Foto 

Sabato 21 aprile : Barcellona – Benidorm

Dopo un'ottima colazione ho proseguito lungo la costa verso Benidorm, cittadina che avevo scelto per il secondo pernottamento. Nel trasferimento sono rimasto impressionato dalla deturpazione della costa il cui paesaggio è stato irrimediabilmente rovinato da migliaia d'inutili immobili non utilizzati. 

Arrivato a Benidorm ho provato nell'albergo che avevo prescelto prima della partenza, ma era pieno e così ho ripiegato sull'Hotel Jaimet I che dall'esterno sembrava accettabile, ma che poi ho scoperto avere camere arredate con mobili anni '60. Accertato che il livello di pulizia era accettabile, ho preferito fermarmi per non dover ricaricare i bagagli e rimettermi in cerca di una camera.

La cittadina è abbastanza famosa come luogo di vacanza ed è caratterizzata da numerosi alti edifici (che ospitano hotel e case vacanza) costruiti a partire dagli anni 60 per favorire lo sviluppo turistico. A me Benidorm è parsa orrenda Benidorm è orrenda: solo grandi palazzi! ; la sera ho passeggiato un bel po sul lungomare e per le vie del centro, ma onestamente non ho trovato nulla d'interessante!

 FotoMappa del percorso 

Domenica 22 aprile : Benidorm – Almeria – Melilla

Sveglia presto e subito in sella per scappare da Benidorm!

Avevo appuntamento con gli altri componenti del gruppo al porto di Almeria verso le 18:00 e così me la sono presa comoda percorrendo stradine interne, fermandomi al circuito di Almeria per vedere alcuni privati che provavano le loro moto in pista, e poi visitando la zona desertica a Nord di Almeria dove furono girati numerosi film western e dove oggi è possibile visitare gli studios cinematografici.

Incontrati gli altri amici provenienti da Barcellona abbiamo fatto il checkin e poi, lasciate le moto al porto, siamo andati in centro per una breve visita della città e la cena.

L'imbarco è avvenuto in orario e dopo una traversata di circa 8 ore siamo arrivati a Melilla, enclave spagnola in territorio marocchino dove ci attendeva, a nostra insaputa, una giornata tremenda ….

 FotoMappa del percorso 

Lunedì 23 aprile : Melilla – Fes

La giornata era iniziata bene: tempo splendido, sbarco in orario, formalità doganali e d'immigrazione espletate in un tempo più che ragionevole, ma poi l'imprevisto: l'agenzia che doveva rilasciare l'assicurazione per circolare in Marocco (solo pochissime Compagnie Assicurative italiane coprono i rischi in Marocco) non aveva contratti a sufficienza Imprevisto a Nador - Marocco

E così alcuni del gruppo si sono dovuti recare in una cittadina distante circa 80 km per stipulare i contratti mancanti; causa le lungaggini burocratiche ci sono volute ben 11 (undici) ore per risolvere il problema! Il tempo lo abbiamo trascorso nella zona franca, una striscia di terra di nessuno larga qualche centinaio di metri che divide il territorio spagnolo da quello marocchino. Nelle lunghe ore abbiamo potuto osservare i tanti piccoli traffici che quotidianamente avvengono tra i due territori.

Finalmente dopo la lunga attesa abbiamo ottenuto i contratti e siamo stati in grado di dirigerci verso Fes dove siamo arrivati verso le 22:00 nell'Hotel Zalagh Parc Palace.

Cena e poi subito a dormire: la giornata era stata veramente lunga e le troppe ore passate sotto il sole e in una zona polverosa ci avevano veramente sfiniti!

 FotoMappa del percorso 

Martedì 24 aprile : Sosta a Fes

La vecchia conceria nella Medina di FesQuando si è in vacanza si dimenticano facilmente i disagi e così, dopo una doccia ed un sonno ristoratore, i problemi del giorno prima erano già diventati un vago ricordo; ci siamo quindi dedicati con entusiasmo alla visita di Fes, città santa del Marocco, che è caratterizzata da un'enorme Medina con stradine tortuose dove per uno straniero è facile perdersi.
Accompagnati da una guida locale abbiamo visitato i vari mercati, la Madrasa (scuola coranica), un laboratorio di ceramica, la vecchia conceria (forse il luogo più fotografato di Fes) ed altri monumenti. 

Cena a buffet in albergo, e poi qualche chiacchiera per commentare l'interessante giornata.

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Mercoledì 25 aprile : Fes – Midelt

Il mercoledì mattina abbiamo lasciato Fes per dirigerci in direzione di Ifrane. Procedendo verso sud il paesaggio cambia rapidamente e totalmente e ci si ritrova all'improvviso in un ambiente alpino, con case dai tetti spioventi e rossi.
È stato uno dei percorsi più belli, su strade poco trafficate e non sempre in buone condizioni, ma che ci hanno permesso di ammirare paesaggi veramente stupendi.
Arrivati a Midelt abbiamo soggiornato nell'Hotel Kasbah Asmaa: struttura molto caratteristica, ma non aspettatevi servizi eccellenti (in zona non c'è di meglio, e quindi bisogna accontentarsi)

 FotoMappa del percorso 

Giovedì 26 aprile : Midelt – Merzouga – Erfoud

Il viaggio continua verso sempre verso Sud, e superato il Tunnel del Legionario situato lungo una stupenda vallata abbiamo fatto una breve sosta nell'oasi Source Blue de Meski caratterizzata da una sorgente che alimenta una vecchia piscina oggi in condizioni veramente penose.
Di nuovo in sella e sempre verso sud con la temperatura ambiente che inizia decisamente a salire; superato il centro abitato di Rissani abbiamo percorso un circuito che ci a permesso di ammirare alcuni vecchi Ksar (villaggi fortificati) per poi continuare verso Merzouga ed ammirare le enormi dune dell'Erg Chebbi (deserto sabbioso).

Ad un paio di chilometri da Merzouga la mia moto ha iniziato a spegnersi per ammutolirsi definitivamente davanti alla duna! Dai sintomi sembrava un problema elettrico ed essendo le moto moderne dotate di un'elettronica avanzata quando hanno problemi c'è ben poco da fare.
Stavo accordandomi per caricarla sul furgone di supporto quando ho provato a riavviarla e … miracolo, è ripartita e nei giorni successivi (oltre 4500 km) non mi ha più dato problemi Problemi alla moto a Merzuga 
In BMW hanno riscontrato un problema di contatto tra la centralina ed il connettore principale causato dalla presenza di numerosa sabbia! Ho sperimentato nei viaggi in Tunisia ed in Marocco che la sabbia è tremenda e riesce ad infilarsi anche dove non entra l'acqua. Guardate quello che è uscito dalla moto anche senza aver fatto fuoristrada!

Passata la paura del guasto tecnico e dopo una sosta per bere qualcosa siamo tornati a Erfoud per pernottare nell'ottimo Hotel Kasbah Xalouca. Avrei gradito fare un'escursione nel deserto per vedere il tramonto, ma purtroppo si era fatto troppo tardi e non è stato possibile!

 FotoMappa del Percorso 

Venerdì 27 aprile : Erfoud – Ouarzazate

Questa è stata una tappa tra le meno faticose, ma sicuramente la più interessante perché ci ha portato a visitare la gola del Todra, e poi le Gole del Dades con un viaggio che si è snodato tra paesaggi unici veramente molto suggestivi fino ad arrivare agli Atlas Corporation Studios di Ouarzazate dove abbiamo pernottato nel confortevole Hotel Le Berber Palace

Le gole del dadesLa gola del Todra merita sicuramente una breve visita perché la strada per raggiungerla permette di ammirare un paesaggio caratterizzato da un colore delle rocce rosso intenso per poi sfociare all'improvviso nella profonda e stretta fenditura attraversata dal fiume Todra, che nel punto più stretto (forse una decina di metri) raggiunge ben 300 metri di altezza!
Continuando il nostro viaggio siamo giunti alle Gole del Dades, famose perché i tornanti in salita che risalgono il canyon principale sono una meta ambita dai motociclisti di tutto il mondo; inoltre alla sommità della gola c'è un bar ristorante con un piazzale panoramico dove una sosta è d'obbligo per godere la vista più spettacolare del percorso.

Ouarzazate è una cittadina che non offre molte attrazioni turistiche, ma è diventata nota e si è sviluppata grazie all'industria cinematografica che l'ha fatta diventare una specie di Hollywood nel deserto per sfruttare i fantastici scenari naturali che la zona offre. Qui sono stati girati film come Il Gladiatore, Il tè nel deserto, Asterix ed Obelix e tanti altri.

 FotoMappa del Percorso 

Sabato 28 aprile : Ouarzazate – Taroudant

Lasciata Ouarzazate abbiamo proseguito verso ovest per fermarci dopo pochi chilometri nella stupenda kasbah di Ait Benhaddou, centro che ora è sotto la tutela dell'UNESCO insieme all'altra antica kasbah che si trova oltre un piccolo fiume che si attraversa camminando su sacchi di sabbia.
Il paesaggio è veramente unico e caratterizzato da palmeraie (piantagioni di palme) che si estendono in un deserto di roccia. Questi centri furono ricostruiti per realizzare i set di film famosi come Lawrence d'Arabia e Gesù di Nazareth.

Dopo la visita di questi centri il viaggio è ripreso verso Taliouine; come ho già detto alcune zone del Marocco sono montuose e le strade portano a valicare dei passi ben oltre i 1500 metri. In questa tappa era prevista una deviazione per salire fino al Tizi n'Test che con i suoi 2092 metri è uno dei valichi più spettacolari del Marocco e che consente di attraversare l'Atlante per giungere direttamente a Marrakech; abbiamo rinunciato alla deviazione perché sulla zona si addensavano grosse nuvole nere gonfie di pioggia che non promettevano nulla di buono!

Siamo così giunti a Taroudant, una cittadina che non offre nessuna attrazione turistica. Abbiamo visitato l'anonimo mercato e soggiornato nell'Hotel Palais Salaam, una bella struttura ricettiva oggi "decaduta" che offre un servizio a mio parere insufficiente.

 FotoMappa del Percorso 

Domenica 29 aprile : Taroudant – Tiznit – Agadir

Giornata dedicata ad lungo tour che ci ha portato a visitare la regione dell'Anti Atlante del sud del Marocco fino a raggiungere la città di Tiznit, il punto più a sud del nostro viaggio.
La zona è caratterizzata da un paesaggio lunare con piccoli villaggi sparsi sui pendii delle montagne aride. Ci siamo fermati per visitare la Kasbah di Tizergane, un bell'insediamento ristrutturato arroccato in cima ad un'isolata collina.

Dopo aver raggiunto Tiznit il viaggio è proseguito in una pianura caratterizzata da vegetazione bassa, arbusti e oliveti fino ad arrivare ad Agadir, famosa meta turistica balneare caratterizzata da una grande baia sabbiosa e dove recentemente sono state realizzate molte moderne strutture ricettive (la vecchia città fu distrutta da un devastante terremoto nel 1960). 

 FotoMappa del Percorso 

Lunedì 30 aprile : Agadir – Essaouira – Marrakech

Bel viaggio lungo la costa su strade in ottime condizioni e scorrevoli che si snodano tra oliveti fino a raggiungere Essaouira, famosa cittadina della costa atlantica dove spira spesso un forte vento che favorisce la pratica del windsurf. La città è abitata da molti europei e frequentata da numerosi artisti che l'hanno scelta come residenza (a giugno ospita il Festival Gnawa, e negli anni Sessanta fu il luogo dove si riunirono varie comunità hippy con la presenza di artisti come Jimi Hendrix, Frank Zappa, Bob Marley).

Abbiamo fatto una lunga sosta in città visitando il porto, la kasba e la medina prima di ripartire alla volta di Marrakech dove siamo giunti nel tardo pomeriggio per sistemarci nell'Hotel Tichka Salam.

Una nota sugli alberghi: personalmente ho trovato l'Hotel Tichka Salam pessimo perché sporco e con un servizio veramente scadente (opinione condivisa dai miei compagni di viaggio). Leggendo però le tante recensioni su vari siti specializzati ho trovato commenti sono per la maggior parte molto positivi. Onestamente non so spiegarmi il perché: la mia camera era in cattive condizioni, l'aria condizionata rumorosa, al buffet ho dovuto fare una lunga fila per poi attendere il cibo che nel frattempo era terminato e che è stato sostituito con altre pietanze. Per bere una birra sono dovuto andare a prendermela da solo al bar perché avevo quasi finito di cenare ed ancora non mi era stata portata. Bohhh Non so capire il perché

 FotoMappa del Percorso 

Martedì 1° maggio : Sosta a Marrakech

Giornata trascorsa interamente a Marrakech con la visita guidata della città. La parte più interessante è sicuramente la grande piazza che la sera si riempie di bancarelle e di ristorantini ambulanti che cucinano tante specialità locali. La guida ci ha illustrato i vari monumenti, tra cui la bella moschea Kutubiya con un minareto di 70 metri, e guidato nella caratteristica medina sede di tantissimi negozi e laboratori artigiani. 

Abbiamo cenato in un ottimo ristorante che si affaccia sulla grande piazza Jama'a el-Fnaa, e poi passeggiato tra la gente che la sera l'affolla: è un'esperienza assolutamente da non perdere!

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Mercoledì 2 maggio : Marrakech – Ifrane

La tratta più lunga di tutto il viaggio: 520 chilometri!
Siamo partiti presto per poter avere il tempo di ammirare le cascate d'Ouzoud che bisogna raggiungere a piedi. Dopo la visita della zona ed il pranzo abbiamo ripreso le moto per dirigerci verso Ifrane, città che avevamo già attraversato il secondo giorno del viaggio.
Lungo il percorso paesaggi mozzafiato e la vista della grande diga di Bin el Ouidane che ha creato un enorme bacino idrico utilizzato per la produzione del 25%  dell'energia elettrica utilizzata in Marocco.

In serata, e per fortuna prima che iniziasse a fare veramente freddo, siamo finalmente giunti a Ifrane (la città è un centro turistico invernale dove sono presenti varie piste da sci) dove abbiamo pernottato nel caratteristico Grand Hotel.

 FotoMappa del Percorso 

Giovedì 3 maggio : Ifrane – Meknes – Chefchaouen

Tratta relativamente breve con parte della giornata dedicata prima alla visita di Meknes (antichi granai, moschea e medina), e poi alle rovine della città romana di Volubilis. Volubilis è un sito archeologico molto ben conservato dove è possibile ammirare splendidi mosaici oltre ai resti di negozi, case, bagni ed un imponente arco di trionfo.

Il viaggio è quindi proseguito verso Chefchaouen su strade dove guidare la moto è veramente un piacere perché si snodano tra paesaggi bellissimi. L'arrivo a Chefchaouen è molto emozionante in quanto la cittadina appare all'improvviso in tutto lo splendore che le donano i colori celeste e bianco con cui sono dipinte le pareti delle case; l'effetto viene anche amplificato dal contrasto con il verde intenso dell'ampia vallata circostante … veramente una meta da non perdere in un viaggio in Marocco! Dormito nell'Hotel Atlas che domina tutta la città.

 FotoMappa del Percorso 

Venerdì 4 maggio : Chefchaouen – Ceuta – Algeciras e poi Gibilterra – Punta Tarifa – Conil de la Frontera

La vacanza in Marocco è di fatto terminata; ci siamo trasferiti a Ceuta (altra enclave spagnola in Marocco) per prendere il traghetto che ci avrebbe riportato in Spagna. Appena sbarcati ad Algeciras ho salutato il resto del gruppo (alcuni ci avevano già lasciato per prendere il traghetto Tangeri – Genova) per proseguire da solo nella visita dell'Andalusia.

Mi sono così diretto verso Gibilterra per una rapida visita della città che è una dipendenza d'oltremare del Regno Unito. Il mio ingresso è stato ritardato prima dalle formalità d'immigrazione, e poi dall'attesa dell'atterraggio di un aereo! L'aeroporto di Gibraltar ha infatti un'unica pista che è attraversata proprio a metà dalla strada principale della città; ogni volta che c'è un atterraggio o un decollo la strada viene chiusa temporaneamente con l'abbassamento di passaggi a livello e si creano lunghe file di auto, motorini e pedoni!

Entrato finalmente in città ho fatto un giretto in moto, ma scocciato dal traffico intenso e caotico ho preferito proseguire per Punta Tarifa … ma ho potuto farlo solo dopo aver superato estenuanti controlli doganali delle autorità spagnole che mi hanno fatto perdere quasi un'ora!

Ho visitato Punta Tarifa nota perché è il punto più meridionale dell'Europa continentale che fa da spartiacque tra l'Oceano Atlantico ed il Mar Mediterraneo. Non ho neanche potuto percorrere la strada che collega l'omonimo isolotto alla terra ferma perché c'era un divieto di transito, e così ho ripreso il viaggio verso Conil del Frontera, dove avevo deciso di pernottare nell'ottimo ed economico Hotel Diufain.

Durante il viaggio verso Conil de la Frontera si è alzato un forte vento ed hanno iniziato ad addensarsi grossi nuvoloni che non promettevano nulla di buono per il giorno dopo! 

Ho cenato in ristorantino e poi subito a dormire perché per il giorno dopo avevo in programma un lungo giro.

 FotoMappa del Percorso 

Sabato 5 maggio : Conil del la Frontera – Siviglia

Giornata fredda e piovosa. Ho atteso a lungo che migliorassero le condizioni meteo, ma dopo aver visto che le previsioni mettevano pioggia per tutto il giorno, ho deciso di cambiare il programma (che prevedeva Cordova via Ronda) per dirigermi direttamente a Siviglia. Per percorrere 150 km ho impiegato più di 3 ore perché sono stato costretto a numerose soste da scrosci di pioggia veramente violenti accompagnati da raffiche di vento fortissime: un vero e proprio nubifragio che si è placato solo quando ero ormai prossimo alla meta! 

Cessato il temporale e dopo una doccia ben calda ed un po' di riposo nell'Hotel Ibis Siviglia mi sono diretto in centro utilizzando un autobus di linea. La città mi ha subito impressionato positivamente: strade larghe e curate, molto verde, ottimi servizi con indicazioni comprensibili, tutto pulito ed ordinato: gran bella città!
Ho passeggiato a lungo per il centro, ho visitato l'Alcázar (palazzo reale) ed il caratteristico Barrio de Santa Cruz che è il quartiere più pittoresco e famoso della città; si trova in pieno centro, a pochi passi dalla Cattedrale e dall'Alcázar, ed è stupendo perché ha mantenuto la sua struttura moresca pur ospitando numerosi negozi, piccoli alberghi e tantissimi ristoranti e bar.

Ho cenato con birra e "tapas" seduto all'aperto nella Plaza del Triunfo ammirando gli edifici circostanti.

 FotoMappa del percorso 

Domenica 6 maggio : Sosta a Siviglia

Giornata dedicata interamente alla scoperta di Siviglia; utilizzando un bus turistico scoperto mi sono spostato in città ammirandone le bellezze e scendendo nelle varie fermate per visitare la Torre dell'Oro, l'Arena della Real Maestranza dove ancora oggi si svolgono le corride, la Plaza de España, e per ultima l'imponente Cattedrale (che è la più grande della Spagna e la terza del mondo cristiano) caratterizzata dalla Giralda, un antico minareto divenuto poi la torre campanaria della cattedrale e che oggi è simbolo di Siviglia.

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Lunedì 7 maggio : Siviglia – Ronda – Granada

Come già accennato a causa del brutto tempo ero stato costretto a variare il programma ed annullare la visita di Cordova; il lunedì mattina mi così diretto verso Ronda che è una delle più antiche e belle cittadine andaluse dove è possibile ammirare il Puente Nuevo sul torrente Guadalevín che scorre in una profonda ed impressionante spaccatura profonda circa 160 metri. Dopo la visita della città ho proseguito verso Granada percorrendo belle strade secondarie immerse in un paesaggio collinoso. Sono arrivato a Granada nel primo pomeriggio ed anche in questa città ho soggiornato in un Hotel della catena Ibis.

Gli Hotel Ibis a mio parere hanno un buon rapporto qualità prezzo ed offrono in tutte le locations gli stessi standard di servizio. In genere sono ubicati in prossimità delle grandi vie di comunicazione e quindi in zone non centrali, ma che sono comunque sempre ben collegate. Anche a Granada mi bastava percorrere un breve tratto a piedi per prendere l'autobus del servizio pubblico che in pochi minuti mi portava al centro della città.

Nel pomeriggio ho passeggiato nel "cuore" di Granada e visitato l'antica Cattedrale Metropolitana dell'Incarnazione caratterizzata dallo suo stile architettonico rinascimentale. Ho approfittato anche per ritirare il biglietto di accesso all'Alhambra che avevo acquistato online molti mesi prima (l'accesso è contingentato), operazione che si è rivelata abbastanza complessa e che sono riuscito a completare solo grazie all'aiuto di altri turisti che dopo numerose prove erano riusciti a capire quali tasti bisognava pigiare per accedere ad un certo menù!

 FotoMappa del Percorso 

Martedì 8 maggio : Periplo della Sierra Nevada

Ho approfittato della limpida e calda giornata per effettuare il periplo della Sierra Nevada! Uscito da Granada mi sono diretto a Almuñécar percorrendo un itinerario fantastico  conosciuto come "Carretera al Suspiro del Moro": veramente un tratto di strada da non perdere se vi trovate da quelle parti!

Dopo una breve sosta ad Almuñécar ho continuato verso Motril per poi prendere la A-348 e seguire il lato sud della sierra fino ad incrociare l'autostrada A-92 per tornare a Granada. Un itinerario che mi ha permesso di ammirare bellissimi paesaggi ed attraversare paesini stupendi.

 FotoMappa del Percorso 

Mercoledì 9 maggio : Sosta a Granada

Giornata interamente dedicata alla visita dei monumenti più famosi di Granada: l'Alhambra ed i giardini del Generalife. La visita richiede parecchio tempo perché l'area è molto estesa, inoltre bisogna fare la fila per entrare ai Palacios Nazaríes in quanto l'accesso è contingentato e regolato.

Di tutta la mia visita in Spagna, paese dove ero stato all'inizio degli anni '80 e che ho trovato profondamente cambiato in meglio, posso lamentarmi solo della gestione degli accessi all'Alhambra! È consigliato acquistare i biglietti in anticipo online, ma poi devono essere ritirati utilizzando la stessa carta di credito usata per l'acquisto presso delle casse automatiche di una certa banca ed utilizzando una procedura resa difficile dall'assenza di istruzioni chiare.
Inoltre, l'orario che si sceglie per l'accesso non è al Complesso dell'Alhambra, ma ai Palacios Nazaríes con il risultato che quelli che come me avevano scelto il turno delle 14:00 sono arrivati tardi in quanto gli edifici sono ubicati sul lato opposto all'entrata. È stato possibile cambiare l'orario di accesso, ma per farlo è stato necessario fare un'altra fila presso un'ufficio affollato di turisti inca$$ati perché confusi da una procedura veramente incomprensibile La procedura di accesso all'Alhambra è un casino!

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Giovedì 10 maggio : Granada – Madrid

Ho iniziato il ritorno verso casa; invece di percorrere nuovamente la costa sono passato per Madrid soggiornando nell'Hotel Ibis di Getafe, località a sud della capitale ottimamente collegata al centro della città. Per andare da Granada a Madrid ho utilizzato l'autopista A-4, autostrada senza pedaggio che mi ha permesso di arrivare a Madrid in brevissimo tempo. 

Già nel primo pomeriggio ero in centro città (da Getafe a Madrid c'è una metropolitana modernissima e veloce che in soli 15 minuti, al costo di 1,65€, permette di raggiungere la Plaza de Puerta del Sol, cuore di Madrid.

Ho visitato il Palazzo Reale che ho raggiunto passeggiando ed attraversando Plaza Mayor;  ho poi proseguito per la Gran Via, costeggiato il Museo del Prado, ammirato il bellissimo Giardino Botanico Reale per arrivare finalmente alla stazione dell'Atocha, famosa per i suoi giardini tropicali. Ero decisamente stanco, e poi c'erano i festeggiamenti per una squadra di calcio, e così ho ripreso la metro per raggiungere in pochi minuti Getafe dove ho cenato.

 FotoMappa del Percorso 

Venerdì 11 maggio : Madrid – Barcellona

Sono partito con comodo alla volta di Barcellona dove in serata avevo il traghetto prenotato per Civitavecchia. I 640 km del viaggio si sono rivelati abbastanza faticosi a causa del caldo con temperature che hanno raggiunto anche i 35°. Per fortuna dopo Zaragoza ha rinfrescato un po' ed ho potuto continuare in un clima più gradevole.

Ho atteso l'orario d'imbarco facendo uno spuntino in un bar di fronte al Terminal del porto e poi chiacchierando con un'altro motociclista che aveva fatto un viaggio nel Nord della Spagna ed in Portogallo, e con alcuni sardi che avevano passato qualche giorno in Marocco facendo fuoristrada con le loro auto. 

Mappa del Percorso

Sabato 12 maggio : Barcellona – Civitavecchia (in traghetto)

Giornata di navigazione sul traghetto  "Cruise Roma" della Grimaldi in condizioni ottimali. Arrivo a Civitavecchia praticamente in orario e poi il breve viaggio per casa.

Foto

Qualche breve considerazione

Il Marocco è paese bellissimo che merita sicuramente una visita. Lo immaginavo molto più arido, ed invece tutta la parte dell'Atlante ha dei paesaggi molto simili a quelli alpini.
Gente tranquilla, strade generalmente in buone condizioni, poco traffico eccetto nelle città dove diventa caotico, costo della vita che è circa la metà del nostro.

La Spagna, ed in particolare l'Andalusia è … semplicemente stupenda! Mi è piaciuta talmente tanto che sicuramente ci tornerò presto per visitare il centro ed il nord. Quello che mi ha impressionato sono i servizi e le infrastrutture che sono riusciti a realizzare in 30 anni: c'ero stato negli anni '80 e ricordavo un paese arretrato, oggi invece IMHO è almeno 20 anni avanti a noi!

Gita in Val d’Orcia e Maremma

Era da un po' di tempo che volevo tornare in Val d'Orcia, e così ho approfittato di uno splendido weekend per fare un bel giro in moto!

Roma > Viterbo > Montefiascone > Acquapendente > Radicofani > Bagni San Filippo > Campiglia D'Orcia > Montalcino > Bagno Vignoni > Castiglione D'Orcia > Monticchiello > Pienza > Asciano > Monteroni D'Arbia

Avevo programmato un percorso turistico che mi avrebbe portato a rivisitare tutti i luoghi più suggestivi dell'area, ed ho pubblicato la mia intenzione nel forum di Moturismo dove un gruppetto di amici stava ancora decidendo dove andare Vieni in Val d'Orcia LOL

In poco tempo ci sono state diverse adesioni e così abbiamo deciso di vederci alle 11:00 nella piazzetta di San Lorenzo Nuovo, un piccolo comune sulla Cassia al confine tra Lazio e Toscana.

La prima parte del viaggio è stata caratterizzata da una fitta nebbia, ma poi qualche chilometro prima di Capranica il cielo si è aperto improvvisamente ed un caldo sole ha reso la giornata splendida con un meteo perfetto!

All'appuntamento, sembra strano, ma siamo arrivati tutti puntuali, e così dopo qualche chiacchiera ed un buon caffè abbiamo proseguito la passeggiata tra paesaggi collinosi stupendi caratterizzati da magnifiche costruzioni rurali e lunghi viali delimitati da cipressi.
Per l'ora di pranzo eravamo a Bagno Vignoni, un magnifico borgo medioevale famoso per la sua vasca rettangolare contenente acqua termale calda che sgorga da una falda sotterranea, dove ci siamo fermati per una sosta nella spuntineria "La Bottega del Cacio".

Complice la temperatura gradevole, il buon cibo e la simpatica compagnia la sosta si è prolungata parecchio e solo dopo una bella passeggiata ed un buon caffè siamo risaliti in sella: io ho proseguito il mio giro verso nord, mentre i miei amici hanno iniziato il viaggio di ritorno seguendo un percorso diverso.
Arrivato a Pienza mi sono fermato per acquistare un po' di preparato per cucinare la pasta all'aglione: è un misto di aglio, peperoncino, alloro ed altre erbe aromatiche. Lo si aggiunge al pomodoro ed in pochi minuti viene fuori un sughetto niente male Pici all'aglione

Non guido con il buio, e così per evitare di arrivare dopo il tramonto ho fatto un rapido giro a piedi nella cittadina e poi ho continuato per Monteroni d'Orbia attraversando altri borghi veramente incantevoli!

A Monteroni d'Orbia avevo prenotato una camera nell'Hotel More di Cuna che vi descrivo in poche parole: ottimo, economico, consigliassimo per chi viaggia in moto o macchina!
La struttura è appena fuori dalla cittadina (circa un paio di chilometri), ma rimane in una posizione veramente strategica per chi ha intenzione di visitare Siena, il Chianti e le Crete Senesi. 
Buono anche l'annesso ristorante dove ho gustato una saporita tagliata.

La domenica mattina avevo appuntamento alle 11:00 con un gruppo di GS Riders a Manciano per una gita in Maremma; mi sono diretto verso Grosseto per poi proseguire su strade secondarie in direzione di Scansano, Montemerano e quindi Manciano.
Dopo aver atteso l'arrivo del gruppo dei romani (come al solito sempre in ritardo I romani arrivano tardi Anch'io sono romano ) abbiamo guidato in un unico serpentone verso Pitigliano, Sovana e poi Sorano dove nella caratteristica osteria "L'ottava rima" abbiamo pranzato.

Dopo il pasto il gruppo si è diviso ed alla spicciolata ognuno ha fatto ritorno a casa seguendo strade diverse. 

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉


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L’Argentario in moto

Era parecchio tempo che volevo andarci, e così domenica ho approfittato della bella giornata per fare una gita in moto all'Argentario.

Come per l'Elba, per ammirare ed apprezzare le tante bellezze a mio avviso conviene visitarlo nei periodi meno affollati.

Il promontorio è veramente bello e le coste frastagliate offrono viste mozzafiato L'Argentario è bellissimo in moto.
E' possibile percorrerne tutto il perimetro purché si utilizzi un mezzo "non sportivo" e con "ruote alte" (no scooter, no custom, no carenate per capirci), nella costa sud tra i due tratti della strada panoramica asfaltata c'è infatti un tratto sterrato di circa 4 chilometri che è abbastanza accidentato con buche profonde e sassi, ma fattibilissimo visto che ci sono riuscito anch'io che sono veramente un principiante inesperto Inesperto all'Argentario.

Domenica mattina ho dato uno sguardo alle previsioni meteo, ho guardato il cielo che era limpido in aria calma e così ho deciso "al volo" di partire ed alle 8,30 ero già in sella alla mia BMW F800GS per dirigermi verso Orbetello: avevo infatti deciso di fare il giro in senso orario e cioè Porto Ercole > Il Carrubo > Cala Piccola > Porto Santo Stefano > Santa Liberata e poi verso Albinia per percorrere l'altra lingua di terra che collega l'Argentario alla Maremma.

Il promontorio è un posto bellissimo caratterizzato da una natura selvaggia, incantevole e che sicuramente merita una visita da fare con calma. Molti tratti della strada panoramica, anche se asfaltata, non sono in buone condizioni e poi la carreggiata è stretta, per cui è necessario procedere con prudenza a velocità moderata.

Ho terminato la visita dell'Argentario verso mezzogiorno, e così ho fatto una breve sosta sulla via del ritorno alla "Trattoria l'Etrusca" dove ho gustato un piatto di pappardelle al sugo di cinghiale ed un abbondante insalata mista: non male, se vi trovate in zona vale la pena di fare una sosta per gustare un po di specialità locali.

Dopo pranzo con estrema calma ho continuato per  Pitigliano > Valentano > Viterbo  e poi la SS2 Cassia fino a Roma viaggiando in alcuni tratti con un vento forte ed a raffiche molto fastidioso.

 

Visualizza Gita all'Argentario in una mappa di dimensioni maggiori

Purtroppo per un mio errore ho perso tutte le foto più belle che avevo scattato nel primo tratto del percorso (stavo provando l'applicazione MotionX-GPS per l'iPhone che si è rivelata inutilmente complicata), accontentavi quindi delle poche e brutte immagini che mi sono rimaste Poche foto dell'Argentario.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉


Per vedere le foto localizzate nella posizione dove sono state scattate

Gita in moto in Basilicata per il MUKKEN

Finalmente la prima vera gita in moto del 2011: dal 29 settembre al 2 ottobre ho partecipato al MUKKEN 2011 organizzato da QuelliDellElica, un grande forum che raccoglie tanti appassionati del marchio BMW.

Quest'anno ho avuto un bel po di problemini fisici ed ho usato la moto veramente poco, ma la voglia di fare un bel giro era tanta e così ho aderito all'iniziativa anche se non ancora in perfette condizioni.

Per il MUKKEN 2011 gli organizzatori avevano scelto la Basilicata, e precisamente la struttura Hotel Porto Greco di Scanzano Jonico.

Avendo deciso di partecipare a tutto il raduno mi sono messo d'accordo con il gruppo dei "romani" per scendere il giovedì. Appuntamento alle 9 nell'area "la Macchia" sull'autostrada, uscita poco dopo Cassino e poi verso Isernia percorrendo strade secondarie fino ad arrivare all'incantevole Lago piccolo di Monticchio immerso in una splendida riserva naturale.

Pranzetto leggero, e poi ci siamo divisi perché io iniziavo ad accusare qualche dolore alle spalle mentre gli altri avevano intenzione di fare un percorso ricco di curve. Dopo Potenza ho proseguito sulla Basentana per arrivare a Scanzano Jonico senza problemi nel tardo pomeriggio.

A me piace il forum di QdE perché è scherzoso, ed al MUKKEN si è respira esattamente la stessa aria: un'occasione d'incontro per conoscersi chiacchierando in allegria! Niente programmi pallosi forum scherzoso QdE, premiazioni, estrazioni o simili, ma solo bei percorsi organizzati per fare un po di curve ammirando paesaggi incantevoli lontani dalle solite vie di comunicazione con varie soste per riposarsi e rinfocillarsi (il cibo non è certo mancato Ottimo cibo ).

Il venerdì era in programma il Coast to Coast della Basilicata che ci avrebbe portato ad attraversare le più belle zone del Parco Nazionale del Pollino, e precisamente da Scanzano Jonico a Marina di Tortora (una località poco a Nord di Praia a Mare) percorrendo strade tutte asfaltate, ma veramente secondarie e prive di traffico.
Tra mucche, greggi di pecore, cavalli e tante buche, dossi, e avallamenti ci siamo fermati in uno spiazzo molto caratteristico ubicato a 1400 mt per l'aperitivo … e poi è venuta la parte più bella con un percorso veramente senza un pezzetto di strada dritta fino ad arrivare sul lungomare di Tortora (Praia a Mare) per il pranzo.

Mukken 2011 - Percorso del venerdì

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Per il ritorno c'era da decidere se continuare su un percorso "curvoso", oppure scegliere la più tranquilla Sinnica che da Lauria arriva a Scanzano: siamo stati in molti a preferirla perché dopo 200km di curve . . . si ama anche la noiosissima autostrada Bohh, sarà eglio? .

Per il sabato altro percorso abbastanza tortuoso per arrivare, sempre su strade secondarie, ad Acerenza dove era previsto il pranzo in un agriturismo. Nel pomeriggio veloce trasferimento a Matera per una visita ai Sassi, rinfresco in Piazza San Pietro Caveoso e poi ritorno a Scanzano Jonico un po in ordine sparso.

Mukken - Percorso di andata del sabato

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Per il rientro a casa avevo deciso di percorrere la Sinnica fino a Lauria e poi l'autostrada . . . .  ma la Salerno –  Reggio Calabria non ha smentito la sua pessima fama e la chiusura della rampa che collega la Sinnica alla A3 mi ha costretto ad una lughissima deviazione – seguendo le indicazioni dei cartelli stradali confermate dal navigatore – su strade veramente PESSIME fino a Padula dove finalmente ho potuto riprendere l'autostrada.

E' stata una bella esperienza: ho conosciuto tante persone simpatiche, ho trascorso qualche giorno in allegria ed ho visitato una zona molto bella della Basilicata che sicuramente merita di essere vista: appuntamento quindi al MUKKEN 2012 

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Passeggiata in moto a Castelluccio di Norcia

Dopo altri 2 mesi di astinenza completa da moto a causa un intervento chirurgico ad un tendine, domenica ho finalmente ripreso la mia BMW F800GS per fare una passeggiata a Castelluccio di Norcia.

Sabato pomeriggio avevo fatto un piccolo giro solo per provare se avvertivo dolore e se ero in grado di guidare senza difficoltà, e visto che tutto era andato nel migliore di modi ho deciso di fare una visita al Parco Nazionale dei Monti Sibillini per ammirare nuovamente la fioritura che è veramente uno spettacolo della natura!

La giornata era prevista serena e con temperatura gradevole, e così me la sono presa comoda ed ho scelto di percorrere tutta la via Flaminia fino a Terni per poi proseguire lungo la fantastica Valnerina fino a Visso.

Poco traffico, clima perfetto, manto stradale in buono stato: è stato un piacere guidare la moto lungo il percorso sinuoso ammirando i bei paesaggi.

Giunto a Visso, dopo una breve "sosta caffè", sono entrato nel territorio del Parco che ho attraversato a velocità molto bassa e mantenendo il casco aperto per godere meglio dei profumi e del paesaggio veramente incantevole. Non è la prima volta che vado a Castelluccio (credo che diventerà un appuntamento annuale perché è veramente un luogo "magico") e così questa volta ho preferito passare per Forca Canapine e poi ridiscendere verso Accumuli per riprendere poi la Salaria SS4 verso Roma.

Il percorso per castelluccio di Norcia

Il percorso da Roma a Castelluccio di Norcia e ritorno

Ho pranzato nell'ottima trattoria "Vacunea" che si trova lungo la Salaria nel territorio di Posta proprio all'uscita per la frazione Bacugno. Se per caso ci andate non commettete l'errore di ordinare prima di aver visto la grandezza delle portate . . . .  vi avviso che l'antipasto è un pasto completo ed i primi piatti sono talmente abbondanti che una porzione basta tranquillamente per due persone !!!

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Weekend in moto all’Isola d’Elba

Venerdì scorso, poco prima dell'ora di pranzo, mi è capitato di consultare le previsioni meteorologiche ed ho così scoperto che per il weekend era previsto cielo sereno con temperature decisamente sopra la media del periodo.
Dopo quasi 5 mesi di forzata inattività avevo voglia di fare un bel giro con la mia BMW F800GS e così ho deciso all'improvviso di recarmi all'Isola d'Elba per trascorrere un weekend di relax.

Ho chiamato il b&b "Villa dei Limoni" – di cui avevo letto un positivo giudizio su un forum – ed il gentilissimo proprietario mi ha confermato la disponibilità di una camera.
Il pomeriggio ho preparato la moto e la mattina di sabato sono partito poco dopo le 7 per Piombino (Autostrada fino a Civitavecchia e poi Aurelia) dove sono arrivato verso le 11. Ho acquistato il biglietto per il primo traghetto disponibile diretto a Portoferraio in partenza alle 11.40 (ben 37,50 € – somma veramente esorbitante per un pax + una moto) ed ho atteso sulla banchina chiacchierando con un gruppo di "Vespisti" diretti nell'Isola per il raduno nazionale.

Imbarco e traversata sono stati rapidi (il traghetto era mezzo vuoto); arrivando in prossimità dell'isola si possono ammirare le coste molto scoscese coperte da una ricca vegetazione: per il visitatore il primo impatto è decisamente positivo perché la natura ed i paesaggi sono molto suggestivi.

Appena sbarcato mi sono diretto verso Marciana, per poi proseguire in direzione del piccolo borgo di Sant'Andrea dove avevo prenotato il b&b.
Le strade dell'Isola d'Elba sono quasi tutte molto "curvose", abbastanza strette e con l'asfalto liscio: se si vogliono evitare cadute e bene andar piano, anche perché così si riescono a gustare vedute veramente gradevoli.

Arrivato a Sant'Andrea non ho avuto difficoltà a trovare il b&b Villa dei Limoni perché ottimamente segnalato; ho scaricato il bagaglio e sono ripartito quasi subito alla scoperta dell'isola.

L'Elba non è molto grande ed in un'intera giornata si riesce a girarla tutta concedendosi anche numerose soste; praticamente ci sono due anelli (orientale ed occidentale) costituiti da strade provinciali che collegano tutti i paesi maggiori; altre strade minori servono invece alcuni piccoli borghi ed attrazioni turistiche come via di Monte Perone che si snoda su un versante di Monte Capanne (1019 mt, da cui si gode un'ottima vista di tutta l'isola).

Ho approfittato del pomeriggio stupendo per percorrere tutto l'anello occidentale, fare una puntatina su Monte Capanne e visitare la casa di Napoleone; numerose le soste per ammirare i bei paesaggi.

Tornato al bed & breakfast per una doccia ristoratrice mi sono fatto consigliare un luogo non troppo distante dove cenare visto che nel borgo di Sant'Andrea non c'era ancora alcun ristorante aperto.
Mi è stato suggerito "Capo al Piano", un'ottima trattoria ubicata alla periferia di Marciana Marina dove ho gustato un buon antipasto di mare, un bel piatto di linguine allo scoglio ed una fresca insalata mista pagando un prezzo ragionevole!

La moto stanca, e così tornato in camera mi sono addormentato molto presto in una camera pulita, silenziosa, spaziosa e molto confortevole: faccio i miei più sinceri complimenti al proprietario del b&b Villa dei Limoni perché la struttura ricettiva è curata in ogni particolare e con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

La mattina di domenica mi sono svegliato perfettamente riposato e dopo un'ottima ed abbondante colazione ho caricato i bagagli e verso le 9,30 mi sono diretto verso la zona est dell'isola per visitarla: Lacona, Capoliveri, e poi a sud fin oltre Innamorata! E dopo Porto Azzurro, Capo d'Arco, Rio Marina e Cavo, dove ho acquistato il biglietto per il ritorno (da Cavo ci sono alcune corse di traghetti diretti a Piombino; costano un po' meno – 30€ – e la traversata dura 40').

Visto che avevo un po' di tempo da attendere l'ho utilizzato per visitare la vicina Rio nell'Elba.
Traversata con un mare "piatto", e poi ritorno a casa senza storia percorrendo la solita noiosissima Aurelia.

L'Isola d'Elba merita sicuramente una visita; un weekend primaverile o autunnale forse è l'ideale perché c'è meno gente, i prezzi sono decisamente più bassi e non ci sono difficoltà a trovare strutture per dormire e posto sui traghetti.
Unica nota dolente sono i costi della traversata: per andata e ritorno ho speso quasi 70 €, molto più di quanto mi è costato tutto il soggiorno (20€ per dormire, 25€ per cenare + caffè e spuntini a prezzi normali).

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Accessori moto BMW

È ormai da un quasi un anno che possiedo una moto BMW e da subito sono rimasto impressionato dal gran numero di accessori presenti sul mercato esclusivamente dedicati alle "motorrad" BMW!

Quando acquistai un K1100LT del 1992 prodotto dalla Bayerische Motoren Werke (Fabbrica Bavarese di Motori) – venduto dopo pochi mesi perché non adatto alle mie scarse capacità – , nonostante fosse un modello ormai vecchio e superato scoprii che erano ancora disponibili numerosi accessori oltre a tutti i ricambi, sia originali che aftermarket.

Alla fine di maggio ho sostituito il vecchio boxer 4 cilindri a sogliola BMW con una moderna F800GS, moto molto leggera, maneggevole e dotata di una stabilità eccellente che grazie al suo brillante, ma parsimonioso, motore bicilindrico in linea è adatta sia a percorsi tortuosi, che a lunghi viaggi autostradali.

Per la moto F800GS sono disponibili un'infinità di accessori prodotti dalla stessa BMW, ma anche da importanti ditte italiane ed estere. Il motociclo viene infatti proposto nella sua versione base che è, nonostante il prezzo di acquisto alto, abbastanza spoglio: tanto per fare un esempio manca anche il cavalletto centrale!

La configurazione essenziale ritengo che sia stata una scelta della casa costruttrice perché, essendo un mezzo molto versatile (dall'off-road estremo al turismo di lungo raggio) la moto deve essere personalizzata in funzione delle necessità dell'utente: chi l'ha acquistata per utilizzarla come enduro molto probabilmente penserà a come alleggerirla ulteriormente o rinforzare le sospensioni; chi invece – come me – l'ha presa per fare del tranquillo mototurismo ha bisogno di componenti per renderla più comoda ed adatta ai lunghi viaggi!

Non ci sono problemi per l'acquisto degli accessori; basta sapersi orientare tra i centinaia di costruttori e venditori e si trova di tutto, anche l'inimmaginabile!

Qualche link, ma sono solo alcuni esempi, ai siti più famosi che vendono accessori per moto BMW:

La mia moto l'ho presa in pronta consegna ed era così accessoriata:

  1. Computer di bordo
  2. Frecce a led
  3. Cavalletto centrale

Praticamente era in una "configurazione base" a cui ho fatto aggiungere prima della consegna solo le borse laterali originali BMW "Vario" (così dette perché è possibile variare la loro capacità allargandole di circa 7 cm grazie ad un meccanismo a leva interno). 

Esistono molti altri tipi di borse laterali (rigide in alluminio o plastica, oppure morbide), ma ho scelto le Vario proprio per la loro caratteristica di poter cambiare le dimensioni rapidamente secondo le necessità.

Quando ho acquistato la moto ero già discretamente esperto di mototurismo e così avevo pronta una lista di accessori secondo me utili per migliorare il comfort di marcia e l'usabilità della moto:

  1. parabrezza touring alto
  2. portapacchi posteriore
  3. paramani
  4. base cavalletto laterale maggiorata
  5. protezione serbatoio olio freni anteriori
  6. base allargata pedale freno posteriore
  7. protezione laterale (paramotore)
  8. borsa serbatoio

    a cui ho successivamente aggiunto

  9. faretti supplementari
  10. parafango posteriore
  11. protezione filtro olio motore

Tra tutti gli accessori installati solo due hanno esclusivamente un fine estetico: la protezione del serbatoio olio freni anteriori che ho montato per nascondere quello che sembra un brutto "contenitore delle urine", e la protezione del filtro olio motore, accessorio completamente inutile e forse dannoso se applicato senza apportare opportune modifiche (a seguito di deformazioni potrebbe danneggiare il filtro e/o lo scarico di un cilindro)

Cercherò di seguito di spiegare il perchè delle singole modifiche e della scelta degli accessori (i puristi della lingua italiana dicono che il termine esatto è modificazioni, ma però a me mi sembra brutto  Accessori Moto BMW !!!)

Parabrezza touring alto: la moto installa in origine un piccolissimo cupolino idoneo a proteggere solo la strumentazione; dovendo usarla su lunghe distanze anche d'inverno ho cercato il parabrezza più protettivo in assoluto e la mia scelta è così caduta sull'Isotta ADV (adventure).

Portapacchi posteriore: sono praticamente tutti uguali, costruiti in alluminio sembrano fatti in serie dalla stessa casa costruttrice; ho preso quello della Wunderlich solo perché l'ho trovato nello stesso negozio dove ho acquistato il parabrezza.

Paramani: avevo letto su vari forum impressioni positive su quelli della Touratech perché considerati i migliori per proteggere dal vento e dalla pioggia; confermo, sono molto protettivi e più economici degli originali BMW, anche se un po' meno belli.

Base cavalletto laterale maggiorata: in commercio ne esistono di varie marche; costano praticamente tutti lo stesso prezzo; ho preso quella della Touratech sono per abbinare l'ordine ai paramani.

Protezione serbatoio olio freni anteriori: ho acquistato il Wunderlich solo per una scelta estetica; infatti oltre a nascondere il "contenitore delle urine" non serve veramente a niente!

Base allargata pedale freno posteriore: quando andai a provare la moto prima di acquistarla mi accorsi subito che il pedale del freno posteriore era veramente troppo piccolo e che facilmente si poteva "andare a vuoto"; tra i tanti ho preso il Wunderlich sempre e solo per abbinare l'acquisto.

Protezione laterale (paramotore): ho scelto quella della GIVI (TN690) perché mi è sembrato il miglior compromesso tra qualità, prezzo e risultato estetico. La moto mi è già caduta una volta ed il paramotore ha fatto egregiamente il suo lavoro evitando danni.

Borsa serbatoio: a me non piace, ma mi serviva avere uno spazio a portata di mano dove mettere macchina fotografica, telepass, bloccadisco ed altre piccole cose come fazzoletti di carta, penna, pettine, etc. Ho montato una borsa da serbatoio della oj atmosfere metropolitane (MICRO TANKY M067 da 2,5 lt); è poco costosa e non impermeabile (ha però un cover antipioggia), ma per quello che devo farci va benissimo! Dopo varie prove sono anche riuscito a fissarla in una maniera decente e facile da smontare!

Faretti supplementari: sono vietati dalla legge italiana (come tante altre cose d'uso comune); ne esistono di molti modelli ed alcuni costano veramente un "botto", diversi tipi utilizzano come base i proiettori della Hella e così mi sono detto . . . perché non montare direttamente gli Hella? Detto e fatto; con una spesa relativamente modesta ho acquistato su eBay un kit in Germania e l'ho installato!

Parafango posteriore: gli esperti dicono che nelle moto enduro deve esserci molto spazio tra la ruota e gli elementi circostanti per evitare l'accumulo di fango e detriti; io non faccio off estremo, ma dopo aver percorso un po' di strada su uno sterrato bagnato mi sono accorto che l'ammortizzatore posteriore era pieno di fango! Ho montato il parafango della Wunderlich solo perché mi è sembrato il meno appariscente ed è tra i più economici; e siccome fa bene il suo sporco lavoro ora l'ammortizzatore rimane pulito.

Protezione filtro olio: dopo aver accessoriato la moto la zona bassa del motore mi sembrava spoglia, e così ho deciso di riempirla con un'altro accessorio per darle un'ulteriore tocco "adventure", "explorer", "extreme", "no limits", "Sahara" "desert", "off road". Ho acquistato la protezione commercializzata dalla Touratech che non mi ha per niente soddisfatto perché se installata come previsto rimane troppo vicina agli elementi che dovrebbe proteggere (in caso d'urto deformandosi leggermente potrebbe interferire con il filtro ed il tubo di scarico di un cilindro). Ho così modificato la staffa destra per collegarla ad un'altro punto di fissaggio (lo stesso della piastra inferiore paramotore), ma rimane sempre il problema che per sostituire il filtro olio sarà necessario smontarla … insomma andrebbe modificata ulteriormente; vedremo prossimamente come sistemarla!

Ma non è ancora finita, perché dopo aver montato tutta questa roba mi sono accorto che in troppi guardavano la mia moto con sguardi non proprio rassicuranti, e così ho deciso d'installare anche un antifurto elettronico. Siccome la moto è predisposta, dopo numerose ricerche (ho anche valutato alcuni tipi satellitari non soggetti a contratto) mi sono orientato verso l'antifurto originale BMW: almeno se si blocca e mi lascia per strada per il periodo di garanzia posso contare sul recupero della moto e l'assistenza ufficiale anche all'estero!

Come ho accennato all'inizio, a mio parere non esiste né la moto ideale, né la configurazione perfetta: ognuno dovrebbe scegliere il modello di moto ed accessoriarla in funzione dell'uso che ne fa!
Solo utilizzandola intensamente si riescono infatti a percepire anche le piccole necessità e ad apportare così dei miglioramenti che rendono la guida e l'utilizzo del mezzo più confortevole; ecco ad esempio due piccole modifiche a costo zero:

  • le valige laterali originali BMW Vario hanno gli sportelli che sono mantenuti in posizione, quando aperti, da due cordini che spesso s'incastrano tra sportello e corpo della valigia compromettendo la tenuta delle guarnizioni: basta un semplice elastico legato come in foto per evitare l'inconveniente e risolvere il problema.

Elastico per borsa Vario BMW

  • Com'è noto il navigatore Garmin Zumo serie 500 ha un sistema di blocco "fantasioso" costituito da una piccolissima vite con testa speciale; quasi tutti sostituiscono la vite con un'altra a testa godronata che non necessita di giravite, ma questa può cadere e perdersi! È sufficiente praticare due piccoli fori e montare un filo di sicurezza ricavato da materiale da pesca (filo d'acciaio con moschettone e girella).

Modifica blocco Garmin Zumo

Nonostante gli sforzi fatti per contenere i costi devo ammettere che se ne sono andati un bel po' di soldi, ma ritengo di non averli sprecati perché, tolti i due accessori completamente inutili che ho descritto, tutti gli altri si sono rivelati necessari e veramente pratici per l'uso della moto che faccio io.

Tour della Tunisia

Sono stato solo poche volte in Africa, e le mie visite risalgono ormai a molti anni fa. Frequentando vari forum avevo letto di entusiasmanti esperienze in Tunisia e Marocco, e così mi era venuta la voglia di visitare quei luoghi ricchi di storia e paesaggisticamente molto belli.

Ho colto l'occasione di fare una vacanza nel Nord Africa grazie ad un tour in Tunisia organizzato da Motovacanze.it nel mese di ottobre, e precisamente dal 16 al 23: periodo non di alta stagione e, almeno stando alle medie statistiche, clima quasi perfetto.

Il tour prevedeva la partenza da Genova, ma insieme ad un'altro partecipante ci siamo accordati con il sempre disponibile Dino Mazzini – titolare dell'associazione Motovacanze.it – per scorporare il passaggio in traghetto e partire autonomamente da Civitavecchia, porto a noi molto più comodo perché poco distante da Roma. Non coincidendo le date d'imbarco abbiamo arrangiato due pernottamenti aggiuntivi in modo da incontrarci con il resto del gruppo proveniente da Genova.

Vi anticipo che questo primo "assaggio d'Africa" mi ha veramente entusiasmato, così come sono rimasto molto soddisfatto dell'organizzazione ed assistenza di Motovacanze.it; in poche parole è stata una gita veramente piacevole, fatta eccezione per la non buona esperienza con i traghetti di GNV (Grandi Navi Veloci).

La moto che possiedo, una BMW F800GS (enduro tuttofare) si è ancora una volta rivelata semplicemente perfetta per questo tipo di viaggi: ottima capacità di carico grazie alle borse laterali di cui l'ho dotata, veloce, leggera, maneggevole e poco assetata di carburante! Non ho eseguito nessuna preparazione particolare; ho solo controllato il livello dell'olio (anche se non lo consuma), lubrificato la catena e verificato la pressione dei pneumatici – ormai da sostituire a causa dei 17.000 km percorsi in soli 5 mesi!

Venerdì 15

Sono partito nel primo pomeriggio per incontrarmi sull'autostrada di Civitavecchia con l'amico Carlo, e dopo un veloce caffè abbiamo proseguito per il porto dove l'imbarco era previsto per le ore 17 con partenza alle 19.
Sbrigate le formalità del check-in e d'espatrio ci siamo sistemati nelle poltrone che ci erano state assegnate a bordo. Il primo impatto con gli ambienti della nave non è stato positivo: arredamento in pessimo stato, sporcizia un po' ovunque e molti servizi igienici non agibili (tazze dei gabinetti colme).
Vabbè, mi son detto, mancano due ore e forse dovranno ancora pulire, ma così non è stato!

Il traghetto è partito con un lieve ritardo, i bagni sono rimasti sporchi, l'aria condizionata accesa subito dopo la partenza ha reso in pochi minuti l'interno della nave così gelido da dover indossare indumenti pesanti. La navigazione si è svolta con condizioni meteo perfette e mare calmo, e l'arrivo a Palermo è avvenuto praticamente in orario.

Sabato 16

La maggior parte della giornata è passata a bordo in navigazione; con qualche lettura, un po' di televisione e qualche chiacchiera il tempo è scorso abbastanza in fretta. Ho pranzato al ristorante self service della nave che giudico accettabile; anche i bagni a Palermo erano stati finalmente puliti.

Siamo arrivati a Tunisi nel moderno porto di La Goulette verso le ore 21 locali; lo sbarco non ha richiesto molto tempo e le formalità doganali, d'immigrazione e registrazione del veicolo – avvenute in un apposito spazio coperto – ci sono apparse un po' ferragginose, ma tutto sommato si sono svolte in un tempo accettabile di circa 40 minuti.
Usciti dal porto, seguendo le indicazioni del navigatore Garmin (dove avevo installato una mappa gratuita che si è rivelata non troppo aggiornata) ed integrandole con le indicazioni dei cartelli stradali, abbiamo preso l'autostrada e raggiunto senza difficoltà l'Hotel Vincii Lella Baya ubicato nella zona turistica di Hammamet Yasmine, struttura molto grande a quattro stelle dotata di parco con un'ampia piscina.

Eravamo decisamente molto stanchi dopo le 28 ore passate a bordo del traghetto e così ci siamo ritirati fissando l'appuntamento per le 10 della mattina seguente . . . pronti per partire.

Domenica 17

Una bella dormita dopo una doccia calda sicuramente fa sentire meglio; se poi la giornata è serena e si fa una buona colazione allora ci sono tutte le premesse per affrontarla nelle migliori condizioni!

Insieme a Carlo abbiamo deciso di visitare la magnifica penisola di Cap Bon, estremità del territorio tunisino che si protende verso la Sicilia.
Nella parte sud orientale della penisola sono presenti numerose stupende spiagge dalla sabbia bianca servite da moderne strutture turistiche; tutto il territorio inoltre è anche sede di coltivazioni di vario genere (ortaggi, ulivo, vigneti ed aranceti) perché particolarmente fertile.

Abbiamo fatto il periplo della penisola fermandoci frequentemente per ammirare paesaggi o per osservare scena di vita – la domenica è infatti giorno di mercato!
Con calma, dopo aver attraversato Nabeul, Al-Mamurah, Tazerka e Kélibia, siamo arrivati a Cap Bon, punta estrema della penisola dove ci sono delle antiche cave sotterranee, dette Grotte, che però erano momentaneamente chiuse al pubblico.
Abbiamo pranzato in un ristorante ubicato direttamente sul mare godendo della bellissima vista,  gustando una squisita orata cucinata alla griglia e sorseggiando dell'ottimo vino bianco locale!

Terminato il pasto abbiamo proseguito sulla strada panoramica che si snoda lungo la costa fino a Soliman, dove ci siamo fermati in un piccolo bar per assaggiare un té alla menta che si è rivelato semplicemente favoloso, il più buono in assoluto che ho bevuto nel mio viaggio in Tunisia!

Ormai si era fatto pomeriggio inoltrato, e così abbiamo preso la strada verso Hammamet dove siamo arrivati verso le 18 per incontrare il resto del gruppo che nel frattempo era giunto da Genova.
Ottima cena tutti insieme al buffet dell'albergo, e poi subito a dormire per affrontare nelle migliori condizioni la giornata successiva prevista particolarmente ricca di attività.

Lunedì 18

Moschea di KairouanDino – il tour leader e titolare di Motovacanze.it – aveva deciso di cambiare un po' il programma per ottimizzare i tempi delle visite, e così ci siamo diretti velocemente verso Kairouan, antica città santa all'Islam, dove si trova la moschea più antica del Nord Africa ed una bellissima medina dall'atmosfera particolare dove ancora oggi è possibile assistere a scene di vita passata.

Le stupende facciate delle case dalle mura bianche su cui spiccano decorazioni in blu o verdi meritano assolutamente di essere viste, ed il modo migliore di farlo è, a mio parere, quello di camminare senza meta tra le viuzze dove si affacciano le sempre più rare botteghe (la zona è interdetta al traffico delle auto, e così le attività si trasferiscono altrove).

Nella visita alla città siamo stati accompagnati da una guida molto preparata che ci ha illustrato la storia di Kairouan, delle sue famose antiche cisterne d'acqua, e della Grande Moschea, luogo sacro adiacente alla medina.

Veloce e leggero pranzo a base di specialità locali in un vicino ristorante, e poi di nuovo in sella per raggiungere l'hotel Ramla di Tozeur, città che si trova a metà strada tra la catena montuosa dell'Atlante ed il deserto.

Per la sua ubicazione Tozeur, un'oasi verde ricchissima di palmeti, è generalmente il punto d'appoggio per chi organizza una spedizione nel deserto, oppure una visita alle vicine Oasi di Montagna e alle caratteristiche città di Chebika, Nefta, Redeyef e Tamerza.

Viaggiando verso sud il paesaggio cambia completamente ed il lussureggiante verde del nord scompare gradualmente per lasciare spazio al vuoto ed al silenzio del deserto: bello, molto bello; sono emozioni veramente difficili da descrivere, bisogna provarle!

Dopo oltre 400 km in moto (molti fatti con un fastidioso vento al traverso) e la camminata per la visita a Kairouan serviva solo una bella doccia, un buon pasto ed una notte di riposo!

Martedì 19

Giornata dedicata alla visita dell'area dove si trovano le famose Oasi di Montagna, molto vicina al confine con l'Algeria. Partiamo abbastanza presto dall'hotel seguendo le indicazioni per Chebika, piccolo villaggio in prossimità dell'oasi. Il paesaggio è decisamente affascinante e lo diventa ancor di più quando improvvise appaiono le oasi con i loro palmeti stracolmi di datteri! 

Dopo aver ammirato l'oasi ed il villaggio abbandonato, perché distrutto da un'alluvione nel 1969, abbiamo proseguito lungo la "pista Rommel" verso Metlaoui, area ricca di giacimenti di fosfati, per poi continuare in direzione di Moulares, Redeyaf e Mides con la vicinissima Tamerza.

Questa zona è caratterizzata da un paesaggio molto particolare a causa della conformità delle rocce dal colore rosso vivo; non è infatti un caso se qui sono state girate molte scene all'aperto del film "Guerre Stellari". Dopo un'ottimo pranzo in una semplice trattoria a conduzione famigliare siamo tornati in albergo a Tozeur fermandoci per fare il pieno di benzina visto che il giorno dopo ci attendeva una lunga sgroppata attraverso il deserto fino all'oasi di Ksar Ghilani.

Mercoledì 20

È stata la giornata più intensa, più bella, più vissuta!

Lago salatoSveglia molto presto per partire alle 7,30 già "colazionati" e pronti per la prima vera esperienza nel deserto. Appena usciti da Tozeur ci siamo diretti verso est per attraversare poco dopo lo stupendo Chott El Djerid, ovvero il più grande lago salato del nord Africa con i suoi quasi 5000 km d'estensione.
Per tanti anni questa distesa salata inospitale ha costituito una barriera insormontabile per le comunicazioni, ma oggi grazie ad una strada asfaltata che si snoda su un terrapieno è diventata un'attrazione turistica, anche se attraversarlo è sempre un'esperienza indimenticabile!

Breve sosta in un piccolo bar ubicato proprio al cento dello chott, e poi via velocemente verso sud in direzione Kebili e Douz, porta del Sahara.
Ci siamo fermati solo il tempo necessario per la visita ad un tipico mercatino, uno spuntino leggero e poi di nuovo in sella per affrontare la parte più interessante: la famosa strada (una volta una semplice pista di servizio di un oleodotto) che porta a Ksar Ghilani, oasi remota ubicata a circa 140 km a sud di Douz, dove è possibile ammirare i ruderi dell'antico forte romano di Tisavar ubicato su una collinetta circondata da stupende dune.
Nell'oasi, oggi affollata meta turistica, è possibile fare il bagno in un laghetto alimentato da sorgenti d'acqua calda e circondato da palme, pernottare nelle moderne strutture ricettive presenti e fare escursioni nel deserto circostante con dromedari o più moderni quad . . . come abbiamo fatto noi!

Era ormai il tramonto quando abbiamo lasciato Ksar Ghilani per dirigerci a Matmata, città abbastanza famosa perché sede di un'altro set cinematografico di Guerre Stellari. Caratterizzata da un paesaggio unico perché spoglio e solcato da numerosi crepacci, la cittadina in passato vantava numerose abitazioni ricavate in crateri scavati a mano nel terreno per sfuggire all'opprimente caldo estivo; queste abitazioni oggi sono un'insolita attrazione che richiama i turisti in quest'area desolata dove si respira un'atmosfera surreale in un silenzio a cui noi occidentali non siamo più abituati.

L'albergo di MatmataL'amico Dino aveva deciso di provare l'esperienza di un soggiorno nell'Hotel Sidi Driss, albergo realizzato in una serie di cortili a pozzo collegati da gallerie sotterrenee che in passato erano vecchie abitazioni e che furono ristrutturate per girare numerose scene di Star Wars ed altri episodi della serie.

Dopo aver visto gli ambienti Dino ha subito ammesso che la scelta non era stata delle migliori in quanto oggi la struttura è in uno stato di manutenzione pietoso, con servizi igienici comuni a malapena agibili e con camere che hanno come unico arredamento delle scomode brandine; evito  commenti sulla biancheria e le coperte: vi dico solo che io ho dormito vestito, non sono andato al bagno e non mi sono lavato perché ho preferito conservare il mio sporco.

L'hotel ovviamente lo sconsiglio (potete provarlo solo se amate l'avventura "vera" e non siete troppo schizzinosi), e non ci tornerei per nessuna ragione al mondo, anche se dopo averlo lasciato riconosco che sono stato contento di aver fatto anche l'esperienza di dormire in una dimora "preistorica" e poter raccontare di aver vissuto per poche ore praticamente in una tomba!

Giovedì 21

Dopo una veloce visita ad un vicino piccolo museo e ad una casa troglodita ancora regolarmente abitata abbiamo lasciato Matmata per dirigergi verso El Jem dove si trova l'antico e ben conservato Anfiteatro, il monumento romano più imponente di tutta l'Africa che ancora oggi con la sua mole svetta su tutti gli edifici circostanti facendoli apparire piccoli ed insignificanti.

Il percorso programmato prevedeva di viaggiare su strade secondarie via Gabes e Sfax, ma dopo un po' di chilometri fatti in un traffico veramente intenso abbiamo deciso di prendere la moderna autostrada che attraversa la Tunisia per arrivare rapidamente ad El Jem.

Pranzo all'aperto in un semplice ristorante in prossimità dell'Anfiteatro e poi visita al monumento, terminata la quale abbiamo ripreso le moto per dirigerci verso Monastir, ultima meta del nostro tour in Tunisia, per pernottare nell'Hotel Vime Helya Beach.

Dopo oltre 800 km di moto su strade spesso polverose ed una notte praticamente passata in bianco all'Hotel Didi Driss di Matmata era assolutamente necessario un po' di riposo ed una SUPER – MEGA – DOPPIA – DOCCIA bollente!!!!!

Quando ci si rilassa poi si vede tutto più bello ed è stato proprio la sera stessa che ho cominciato a ripensare con piacere all'esperienza veramente insolita fatta a Matmata!
Dopo la cena abbiamo chiacchierato un po' per scambiarci le nostre impressioni, e poi ci siamo salutati in quanto il giorno dopo ci saremmo divisi: alcuni infatti tornavano in Italia, altri sarebbero rimasti per una breve vacanza al mare, mentre io e Carlo saremmo andati ad Hammamet per pernottare in attesa del traghetto del sabato.

NOTA: prima di partire avevo dato uno sguardo alle recensioni delle strutture ricettive scelte da Motovacanze.it ed ero rimasto stupito dai giudizi completamente contrastanti: o ottimo, oppure pessimo! Tolto l'albergo non classificabile di Matmata personalmente le ho trovate in linea con il prezzo pagato e di un livello decisamente accettabile. Il viaggio è avvenuto in un periodo di bassa stagione, le strutture non erano quindi sovraffollate e può darsi che questo abbia elevato la qualità dei servizi erogati. 

Venerdì 22

Dopo colazione abbiamo raggiunto in moto il centro di Monastir e passeggiato tra i tanti negozi della medina ubicata all'interno delle antiche mura. Breve visita al mausoleo dedicato a Habib Bourguiba (fondatore della moderna Tunisia) e poi di nuovo in sella verso Hammamet percorrendo la bella strada panoramica che costeggia il mare.

Il resto del pomeriggio lo abbiamo passato passeggiando sul ben tenuto lungomare di Hammamet dove sono presenti moltissimi e ben forniti negozi, oltre a bar e ristoranti.

Sabato 23

Visto che il nostro traghetto partiva alle 23 abbiamo approfittato della giornata per visitare la zona ad ovest di Tunisi ed il centro della città.
Siamo partiti con calma dopo colazione in direzione di Bizerte (o Biserta), città a nord di Tunisi che si affaccia sul Mediterraneo, da dove abbiamo poi proseguito per Cap Blanc che è il punto più settentrionale dell'Africa. Questo tratto di costa è molto bello e ne abbiamo esplorato diversi chilometri fermandoci spesso per ammirare i paesaggi e scattare foto.

Nel primo pomeriggio siamo tornati a Tunisi e, dopo aver posteggiato le moto in un garage custodito del centro, abbiamo passeggiato tra le botteghe dell'affollata medina.
Dopo aver acquistato qualche ricordino (bisogna sempre trattare perché chiedono prezzi spropositati) abbiamo cenato all'aperto in un bel ristorante di fronte al Teatro Municipale prima di avviarci verso il porto de "La Goulette".

Abbiamo fatto il check-in e dopo poche formalità burocratiche ci siamo imbarcati praticamente in orario sulla motonave GNV che era in condizioni decisamente migliori di quella con cui eravamo giunti a Tunisi.

Domenica 24

Dormendo la notte è passata in fretta e così siamo giunti a Palermo domenica mattina verso le 8 convinti di ripartire dopo qualche ora per arrivare a Civitavecchia in tarda serata.

Mentre aspettavamo abbiamo scoperto che tutti i passeggeri dovevano espletare le formalità d'ingresso in Italia a Palermo. Erano infatti saliti a bordo due funzionari di polizia che in un salone a poppa della nave controllavano i documenti dei passeggeri (a Palermo non esiste un luogo coperto dedicato a questi controlli): prima a quelli che dovevano sbarcare a Palermo, e poi ai restanti che dovevano proseguire per Civitavecchia.
Visto il protrarsi delle operazioni (erano già passate 3 ore) nonostante il traghetto trasportasse solo 400 persone abbiamo chiesto notizie circa l'orario di partenza e …. l'amara sorpresa: il traghetto riparte alle 18.00, come da orario! 

Ma come . . . sul biglietto non c'è scritto, e nel sito si parla di 24 ore di viaggio! E non eravamo i soli ad essere convinti di arrivare domenica sera! 

Ci siamo rassegnati, tanto non c'era altro da fare che avvisare i famigliari!
Nonostante la lunghissima sosta il traghetto è riuscito a partire con un po' di ritardo per arrivare dopo un'altra nottata di navigazione a Civitavecchia verso le otto.

Lunedì 25

Finalmente siamo sbarcati dopo quasi 36 ore di permanenza sulla nave … mai più, mai più prenderò una nave italiana!

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In conclusione, mi sento di affermare che . . . è stato proprio un gran bel giro!

La Tunisia è un paese che sicuramente merita di essere visitato: il costo della vita è circa la metà del nostro, la gente è molto cordiale, non ci sono problemi di sicurezza, le strade sono in buone condizioni e ci sono tante interessanti attrazioni, sia storiche che paesaggistiche.

Complimenti a Motovacanze.it per l'organizzazione e l'assistenza; sicuramente con loro farò altri viaggi in moto perchè mi sono trovato veramente bene.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉