Lisbona, L’Algarve e l’Alentejo … in moto

Lo scorso anno dopo aver visitato parte dei Pirenei, la Galizia ed il Nord del Portogallo mi ero riproposto di “esplorare” anche il sud del Portogallo (l’Algarve), ed in particolare la zona interna dell’Alentejo.

Ho condiviso l’idea su un Forum ed un amico si è detto interessato, e così abbiamo organizzato la trasferta nella penisola iberica con l’intento di scoprirne la costa atlantica del sud.

Poiché alcune zone in estate sono particolarmente affollate abbiamo preferito un periodo primaverile sperando di trovare un meteo decente.

Come le altre volte, invece di fare un lungo e costoso trasferimento stradale, per arrivare in Spagna abbiamo scelto il traghetto della Grimaldi che collega Civitavecchia a Barcellona.

Martedì 26 aprile

La mia Gold Wing GL1800 del 2010Partenza da Civitavecchia. Un po’ di ritardo all’imbarco con le moto inspiegabilmente imbarcate per ultime. La nave si presenta in condizioni decisamente peggiori dall’ultima volta che l’ho presa circa un anno fa: pavimenti sporchi e cibo servito al self service non di buona qualità.

Mercoledì 27 aprile

Dopo una navigazione tranquilla il traghetto è arrivato nel porto di Barcellona con circa 45 minuti di ritardo.

Veloce trasferimento all’Ibis Hotel di Sant Andreu de la Barca, un albergo con un buon rapporto costo/qualità ubicato alla periferia di Barcellona sull’autostrada A2/NII per Zaragoza e Madrid che avevo già utilizzato in precedenti viaggi.

Giovedì 28 aprile

Piove! Era previsto tempo variabile, ed invece la pioggia ci accompagnerà per tutto il tragitto fino a Toledo. Poco prima di Madrid, salendo di quota, la temperatura raggiungerà anche i 7° ed il freddo, insieme all’umidità, ci costringerà ad indossare indumenti pesanti.

Siamo arrivati a Toledo nel primo pomeriggio dove abbiamo alloggiato nell’Hostal Gavilanes II, un buon albergo dotato di parcheggio privato a pochi passi dal centro della città.

Nel tardo pomeriggio abbiamo passeggiato per Toledo, e poi cenato in un bar senza troppe pretese.

Plaza de Toros - Toledo

Venerdì 29 aprile

Finalmente il tempo è cambiato e splende un bel sole! Partiamo abbastanza presto ed utilizzando le ottime autostrade e superstrade gratuite spagnole ci avviciniamo rapidamente al confine portoghese entrando da Badajoz.

Raggiungiamo Lisbona attraversando il ponte Vasco da Gama sul fiume Tago per poi dirigerci all’Ibis Lisboa José Malhoa, struttura vicinissima ad una fermata della Metro grazie alla quale è possibile raggiungere il centro in pochi minuti.

Il pomeriggio lo abbiamo trascorso passeggiando per il centro di Lisbona per poi cenare nel ristorante Bota Alta, ubicato nel cuore del Bairro Alto che ci era stato consigliato ad entrambi: a me non è piaciuto! Un locale frequentato solo da turisti dove ci hanno servito un baccalà che galleggiava nell’olio!

La piazza principale di Lisbona

Sabato 30 aprile camera-icon (1)

Giornata interamente dedicata alla visita di Lisbona. La città è piena di turisti e per visitare le maggiori attrazioni è necessario fare la fila.

Nel centro di Lisbona, dopo una passeggiata nella Praça do Comércio, ci muoveremo utilizzando lo storico Tram 28 con il quale raggiungeremo l’imponente Castello di São Jorge; poi la torre di Belém, ed il monastero dos Jerónimos.
Fa caldo, le file per accedere ai monumenti sono state lunghe, ed abbiamo anche camminato molto ammirando l’architettura della città: verso le 17 torniamo in albergo per riposarci un po’ e prepararci alla cena che abbiamo deciso di consumare al A Licorista O Bacalhoeiro ristorante che personalmente ho trovato migliore del Bota Alta!

Panoramica di Lisbona

Domenica 1° maggio camera-icon (1)

brag a Cabo da RocaIl 1° maggio è stata una festa grande in Portogallo, perché la festa del lavoro è concisa con la festa della mamma che nella penisola iberica si festeggia la prima domenica di maggio.

Il nostro programma prevedeva una gita in moto nell’area ad ovest di Lisbona per visitare Sintra, Cabo da Roca e Cascais.

A Cabo da Roca un simpatico signore ci ha consigliato di dirigerci verso nord su una strada panoramica per poi fermarci a pranzo a Ribamar, una piccola località poco dopo Ericeira.

Erano da poco passate le 12:00 quando siamo arrivati a Ribamar, ma tutti i ristoranti erano già pieni 😯 , e solo dopo numerosi tentativi siamo riusciti a trovarne uno con un tavolo libero dove abbiamo gustato un’ottima zuppa di pesce.

Sulla via del rientro abbiamo fatto una lunga sosta a Cascais parcheggiando le moto all’interno del moderno porto turistico, ma quando siamo ripartiti il traffico era bloccato e dopo aver fatto quasi un’ora di fila percorrendo solo pochi chilometri siamo stati costretti a rientrare verso l’interno per poter prendere l’autostrada a pagamento per raggiungere Lisbona.

Cabo da Roca

Lunedì 2 maggio

brag sul traghetto; sullo sfondo CessaGiornata dedicata al trasferimento nel sud del Portogallo, e precisamente nella regione dell’Algarve, su un percorso costiero che ci permetterà di ammirare spiagge molto belle circondate da una natura incontaminata.

Per uscire da Lisbona abbiamo utilizzato il “Ponte 25 de Abril”, un ponte sospeso sull’estuario del fiume Tago realizzato in acciaio con una forma molto simile al famoso Golden Gate Bridge di San Francisco (è stato realizzato dalla stessa compagnia) e poi ci siamo diretti verso Setubal dove abbiamo preso un piccolo traghetto per evitare un lungo giro intorno alla baia dell’Estuário do Sado, una riserva naturale creata per proteggere un’importante zona umida.

Sbarcati dal traghetto abbiamo proseguito lentamente verso sud fermandoci di tanto in tanto per ammirare dei bellissimi paesaggi.

Abbiamo visitato la Fortaleza de Sagres, che è il punto più a sudovest del continente europeo, e da dove si può godere di uno spettacolare panorama sul mare e su Cabo de São Vicente.

La costa atlantica del Portogallo

Sosta a Lagos nella struttura Dona Ana Garden; la città balneare ci è subito apparsa molto ben curata. Dopo una passeggiata in centro abbiamo cenato in uno dei tanti ristoranti all’aperto gustando un ottimo risotto ai frutti di mare.

Martedì 3 maggio

Era previsto un percorso nelle aree più selvagge dell’Alentejo, ma dopo pochi chilometri di strade secondarie asfaltate, però non in buone condizioni, arrivati a Ourique si è deciso di procedere direttamente verso Beja e poi Évora.

Dopo la visita di Évora ci siamo diretti a Reguengos de Monsaraz dove avevamo prenotato l’ottimo albergo Solar de Alqueva.
Cena veramente squisita a base di porco preto e sericaia nel “Restaurante Plano B”.

Mercoledì 4 maggio

È stata la giornata in cui ho viaggiato da solo in quanto non volevo rinunciare ad un percorso panoramico che avevo programmato su strade secondarie.

Una veduta fantastica dalla strada per Castelo de Vide

Mi sono diretto verso nord attraversando una enorme area collinare piena di vigneti per poi addentrarmi in un parco naturale fino a raggiungere, con una bellissima stradina di montagna, Castelo de Vide da dove, dopo una sosta, ho proseguito verso Marvâo ed il confine spagnolo.

Una volta in Spagna ho percorso solo noiose superstrade e poi autostrade fino a Salamanca dove sono arrivato nel primo pomeriggio.

Doccia, un breve riposo, e poi visita della città sede di una famosa università e ricca di storia e monumenti.

A me le città spagnole piacciono parecchio perché sono ordinate, pulite e quasi tutte hanno in centro una vasta area pedonale che consente di passeggiare tranquillamente. Forse dovremmo iniziare anche in Italia a far sparire dalle strade le troppe auto in sosta e chiudere i centri al traffico dei veicoli.

Salamanca

Giovedì 5 maggio

Trasferimento a Barcellona = 850 km di noia!  😕
Pernotto all’Ibis Barcelona Ripollet scelto perché ha il parcheggio, si trova vicino ad una stazione della metro grazie alla quale si raggiunge facilmente ed in poco tempo Plaça de Catalunya ed ha un buon rapporto qualità/prezzo.

Venerdì 6 maggio

Lunga passeggiata per il centro di Barcellona e per la “Rambla”, e poi verso le 19:00 abbiamo raggiunto il porto per l’imbarco sul traghetto che ci riporterà a Civitavecchia.

Sabato 7 maggio

Dopo una navigazione tranquilla siamo arrivati a Civitavecchia. Alle 20:30 ero a casa dopo aver percorso circa 3700 km con la mia nuova Gold Wing GL1800, moto che ho acquistato usata da poco tempo e che ho utilizzato per la prima volta in un lungo viaggio.


Tutte le foto del viaggio

 

Le foto del viaggio in Portogallo

PAN Frecce Tricolori – 55° Anniversario

La locandina dell'evento 55° PAN - Frecce Tricolori

Il manifesto del 55° Anniversario delle Frecce Tricolori


Era da qualche anno (esattamente dal 1973 quando a Pratica di Mare si svolse una grande manifestazione per la Celebrazione del Cinquantenario dell’Aeronautica Militare) che non vedevo dal vivo le Frecce Tricolori effettuare le splendide evoluzioni con le quali disegnano fantastiche figure in cielo.

Da tempo avevo intenzione di fare un salto ai Laghi di Plitvice in Croazia, e siccome per domenica 6 settembre c’era in Friuli anche un motoraduno a cui avevo piacere di partecipare, ho approfittato dell’occasione per “prendere tre piccioni con una fava”:

  1. Sabato 5 settembre manifestazione delle Frecce Tricolori a Rivolto
  2. Domenica 6 settembre Motofrico a Pavia di Udine
  3. Lunedì 7 settembre giretto in Croazia per visitare il Parco dei Laghi di Plitvice

Grazie ad un amico del CCMotorday (thanks Fabrizio Alloggio vicino Rivolto, sede PAN) non ho avuto problemi a trovare un alloggio in zona ed ho prenotato una camera presso L’Azienda Agricola Stefanutti a Lauzacco di Pavia di Udine, cittadina non distante dall’Aeroporto di Rivolto, sede della PAN e luogo dove si sarebbe svolta la manifestazione per celebrare il 55° compleanno della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori .

Avevo un bellissimo ricordo della manifestazione del 1973 e così sono partito da Roma certo di assistere ad uno spettacolo di altissimo livello … e le mie aspettative non sono state deluse.
Il venerdì mattina mi sono avviato verso Udine in moto percorrendo prima la E45, poi la Romea verso Venezia, ed infine tranquille strade secondarie fino a destinazione.
Giornata molto calda, per cui ho fatto varie soste impiegando parecchie ore per arrivare a Pavia di Udine.

Purtroppo per il sabato era invece previsto cielo nuvoloso con pioggia e temporali; e nonostante che la notte tra venerdì e sabato è piovuto parecchio il sabato mattina il cielo si presentava ancora cupo con molte nuvole che non promettevano nulla di buono.

Mi sono alzato presto ed alle 7:30 era già davanti al cancello dedicato all’ingresso delle moto. Viste le non buone previsioni meteo avevo indossato gli stivali che uso in moto e l’antipioggia, e mi ero anche munito di un ombrello: scelta azzeccata!

L'ingresso riservato alle moto di Rivolto - 55° PAN

Questa Vespa adotta la livrea Frecce Tricolori solo in occasione degli anniversari

Come per l’evento di oltre 40 anni fa, anche stavolta l’organizzazione dell’Aeronautica è stata impeccabile: strade di accesso presidiate e controllate, indicazioni chiare, ampi parcheggi dedicati a moto, bus ed auto, bagni, e punti di ristoro disponibili ovunque … tutto perfetto: i miei più sinceri complimenti all’Aeronautica Militare!

In attesa dell’inizio della manifestazione ho visitato la mostra statica all’aperto ed i numerosi padiglioni realizzati in vari hangar; poi poco prima della 10:00 ho “conquistato” un posto in prima fila e l’ho “difeso” per poter godere pienamente dello spettacolo.

La mostra statica per il 55° PAN

 

Esposizione in un hangar di Rivolto

 

Era da poco iniziata la manifestazione quando si è scatenato un forte temporale sul campo che ha costretto gli organizzatori a sospendere le operazioni di volo per circa un’oretta; per fortuna ero stato previdente e grazie a stivali ed antipioggia non mi sono bagnato.

Il programma di volo è stato ovviamente cambiato a causa delle condizioni meteo, che comunque sono migliorate progressivamente tanto che dopo l’ora di pranzo faceva un caldo terribile!
La giornata è trascorsa rapidamente in un susseguirsi di acrobazie di pattuglie e solisti, oltre alla presentazione di numerosi velivoli … e poi a chiudere la giornata finalmente è arrivata la PAN con le Frecce Tricolori.

Le Frecce Tricolori utilizzano ben 10 velivoli contemporaneamente e sono la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo, ed è anche l’unica che svolge un programma nel quale la formazione ed il solista si alternano continuamente sul campo di volo facendo si che gli spettatori non abbiano mai un attimo di respiro nei circa 30 minuti di spettacolo: in poche parole c’è sempre un’evoluzione da ammirare!

C’è poco da fare, sono indiscutibilmente i migliori!

Formazioni strettissime, precisione e figure in cielo che sembrano disegnate utilizzando righe e compassi e che danno luogo ad uno spettacolo memorabile ricco di emozioni.
Che altro aggiungere: bravi, bravi, bravi! W le Frecce Tricolori!

La PAN - Frecce Tricolori

 

Alcuni link che consiglio:

E se lo desiderate potete dare uno sguardo anche all’album completo delle foto che ho scattato io:

 


Gita in moto in Valtellina

C’ero già stato nel 2008, 2009 e nel 2010, ma ormai era da un sacco di tempo che non tornavo in Valtellina, e così appena i miei amici Wanilla ed Alberto mi hanno invitato a passare un weekend (21-23 agosto) a Bormio ho accettato immediatamente E vaiiii!!!!

Visto il periodo estivo per il viaggio ho preferito la moto anche perché volevo effettuare una visita alla zona del Lago di Garda.

UOT's pronta per partirePossiedo due moto; una comoda BMW R1200GS (detta “COATTA”) che normalmente utilizzo per i lunghi trasferimenti, ed una “vecchietta” BMW R100GS (detta “UOT’s”) che in genere uso per uscite in giornata.
Dovendo percorrere circa 1700 km in 4 giorni ovviamente ho scelto … UOT’s UOTs

UOT’s (storpiatura di what’s, e cioè l’abbreviazione di ‘what is’ or ‘what has’ … la colpa del nome è della mia amica Amy, una migrante Britannica ROTFL) è una gloriosa R100GS del 1988 che la scorsa estate ho sistemato e personalizzato, ma senza apportare modifiche non facilmente reversibili tanto che può essere riportata come mamma BMW l’ha fatta in una mattinata Modifiche reversibili
Non l’avevo mai utilizzata per un lungo viaggio ed ero ben cosciente che UOT’s offre meno protezione dall’aria ed più scomoda della moderna GS, ma l’ho scelta per la gita in Valtellina poiché avevo deciso di non percorrere autostrade e di fare soste frequenti.

Ho caricato la moto mercoledì sera, e giovedì mattina verso le 7:00 mi sono avviato verso nord in direzione di Ravenna, per poi dirigermi sulla SS16 verso Argenta > Ferrara > Verona.

Varcato l’Appennino il caldo si è fatto sentire, e così ho fatto diverse soste; sono arrivato all’ Agriturismo Tre Forti in Località Canova di Tessari (Rivoli Veronese) nel primo pomeriggio, e dopo una doccia rinfrescante, ed un po’ di riposo ho raggiunto la vicina Garda per passeggiare sul bel lungolago affollato di turisti e villeggianti.

Rientrando all’agriturismo ho visto un grande locale pieno di gente dove mi sono fermato per cenare con un’ottima pizza ed una bella birra fresca!

Lago di GardaVenerdì mattina, su suggerimento del mio caro amico Andrea (Smile50 è il suo nick su vari forum motociclistici), ho seguito un percorso molto bello: Garda > Riva del Garda > Lago di Ledro > Lago d’Idro > Passo Crocedomini > Edolo > Passo del Mortirolo > Bormio.

Su questo tratto ho apprezzato ancor di più le ottime qualità di UOT’s che per “passeggiare” ammirando i panorami è veramente imbattibile.
Infatti, grazie al suo motore estremamente elastico, non è necessario quasi mai cambiare marcia e poi, con la cura dimagrante che gli ho imposto durante la personalizzazione, è anche estremamente leggera, caratteristica che si apprezza maggiormente quando si fanno molte fermate e manovre da “fermo”.

 

Panorama dell'Adamello

 

Verso le 16:00 ero a Bormio dove mi attendevano i miei amici bormini insieme ad un’altro amico arrivato da Roma in treno. Ci siamo sistemati in una stupenda baita immersa in un bosco appena fuori il centro abitato, e la sera abbiamo cenato gustando diverse specialità locali preparate per noi da Wanilla A cena da Wanilla

La stupenda baita a Bormio (Valtellina)

 

Sabato giornata dedicata interamente alla natura: una passeggiata di ben 5 km per raggiungere un ristorante isolato ammirando paesaggi veramente incantevoli.

Stupendi panorami in Valtellina

Panorami fantastici in Valtellina

Sosta per gustare un pranzo prelibato a base di salumi, formaggi ed altre specialità locali, e poi il rientro percorrendo un sentiero che si snoda in un bosco.
Abbiamo fatto appena in tempo a raggiungere l’auto parcheggiata quando è iniziato a piovere!

E purtroppo la pioggia ha rovinato anche la “magica serata Al Scur”: tutte le luci della città vengono spente mentre nei locali illuminati solo da fioche candele e torce è possibile degustare tutte le specialità locali servite da addetti vestiti con i costumi tradizionali della zona … peccato!

La domenica mattina l’abbiamo passata passeggiando per Bormio per acquistare alcuni prodotti tipici come il “violino di capriolo”  e l’amaro Braulio, mentre il pomeriggio è stato dedicato a Livigno dove abbiamo anche cenato nel Birrificio Livigno.

Lunedì era previsto tempo variabile con possibilità di deboli piogge, ed invece mi sono svegliato sotto un cielo nero che non prometteva nulla di buono. E così per il ritorno ho deciso di cambiare percorso e di fare il più agevole Passo Aprica per poi prendere l’autostrada dei pressi di Brescia.

Ho trovato prima pioggia e temperature fresche, poi sole con oltre 30°, e poi ancora pioggia … e poi ancora sole: le peggiori condizioni meteo che si possono incontrare quando si viaggia in moto perché non si sa come vestirsi Pioggia in moto

UOT’s non ha avuto problemi, ma a causa della scarsa protezione dall’aria io sono arrivato a casa che mi faceva male il collo: 750 km non sono pochi per un vecchietto come me Fatica in moto

Pinguinos 2014

Il Pinguinos è il più grande raduno invernale di moto a cui partecipano bikers provenienti da tutto il mondo; come da tradizione si tiene il secondo fine settimana di gennaio a Puente Duero, nella provincia di Valladolid (Spagna).

Valladolid è una bella città della Comunità Autonoma di Castiglia e León, caratterizzata da un clima continentale che un antico detto descrive con … “Nove mesi di inverno e tre di inferno” (Nueve meses de invierno y tres de infierno): inverni freddi, con nebbia frequente e gelate, ed estati torride Pinguinos a Valledolid

Quella di quest’anno è stata la 33° edizione che dal 9 al 12 gennaio 2014 ha riunito tantissimi amanti delle moto di diverse nazionalità (più di 27.000 iscritti e 38.000 partecipanti).

Il motoraduno si svolge in una grande pineta, che per l’occasione viene attrezzata e dotata di un palcoscenico sede di vari spettacoli e che al termine della manifestazione viene utilizzato per le premiazioni e la consegna dei premi.

Lungo il grande viale d’ingresso ci sono gli stand dell’organizzazione e degli sponsors, mentre nelle aree limitrofe vengono allestiti i tendoni dove mangiare e bere, i ristoranti ambulanti oltre a numerosi punti per la vendita di gadgets, accessori per le motociclette ed abbigliamento tecnico.

Per accedere all’area è necessario registrarsi (costo 25€); si ricevono dei distintivi ricordo, alcuni adesivi, il programma ed un pass che da diritto all’entrata ed alla partecipazione a varie escursioni ed eventi come il “Capodanno Pingüinero”, la “Sfilata delle Torce”, la “Fiesta Pingüinera” oltre ad una estrazione finale di premi messi in palio dalle ditte che supportano l’organizzazione dell’evento.

Un gruppo di amici del forum GSBikers ha organizzato la “trasferta”, e così ho deciso di partecipare al Pinguinos perché volevo comprendere lo “spirito” di questi raduni invernali che spesso si svolgono con condizioni meteo proibitive.

Siamo partiti il mercoledì 8 gennaio da Civitavecchia con il traghetto della Grimaldi che ci ha sbarcato a Barcellona verso le 18:30 di giovedì 9 gennaio.

Abbiamo pernottato nell’hotel Vincii Bit, una buona struttura che si distingue per l’arredamento moderno e finiture (verniciatura delle porte o dei soffitti) veramente inusuali.
L’albergo non è vicino a “La Rambla”, e così mentre alcuni hanno deciso di andare in centro, altri (come il sottoscritto) hanno preferito cenare nei paraggi, oppure nel ristorante dell’albergo.

La mattina seguente – venerdì 10 – in sella alle 8:00 perché dobbiamo percorrere i 670 chilometri che ci separano da Valledolid.
Il tempo non è dei migliori, e così si decide di percorrere l’autopista a pagamento (30€ per poco meno di 300 km).
Abbiamo fatto parecchia strada avvolti da una nebbia fitta e fredda, e solo dopo una veloce sosta per pranzo dalle parti di Soria finalmente il cielo s’è aperto ed abbiamo potuto gustarci la strada per il Pinguinos.

Siamo arrivati nel tardo pomeriggio per sistemarci nell’Hotel Olid, ubicato nel centro della città. Serata passata passeggiando per la città con cena tutti insieme in un tipico locale per gustare le Tapas.

Il sabato è stata la giornata dedicata al raduno: arriviamo nella pineta di Punte Duero verso le 10:00; è presente già molta gente, ma grazie alla perfetta organizzazione l’iscrizione è rapida Perfetta organizzazione del Pinguinos

Posteggiamo le moto, e c’è solo il tempo per una breve passeggiata perché alle 11:00 inizia la “Excursión Desfile de Banderas a Valladolid”: un serpentone di migliaia e migliaia di moto che invaderà le strade di Valladolid per arrivare in una grande piazza dove ci sarà l’esibizione di alcuni stuntman.

Dopo aver percorso poche centinaia di metri in oltre mezz’ora io ho rinunciato a questa sfilata per passeggiare nell’area attrezzata del Pinguinos visitando gli stand, ma soprattutto per curiosare tra le migliaia di tende e ricoveri improvvisati allestiti nella pineta.
E questa, per me, è stata la parte più interessante di tutta la gita perché ho finalmente compreso che cos’è veramente il Pinguinos: fuochi sempre accesi, veri e propri accampamenti dotati anche di generatore di corrente, cucine da campo, barbacue in funzione H24, musica, e tante bottiglie di birra e di sangria!

Ho trascorso tutta la giornata nell’area del raduno dove ho anche casualmente incontrato un amico con cui ho fatto il viaggio in Iran … l’ennesima dimostrazione che il mondo è piccolo !!!!

La sera abbiamo cenato tutti insieme in un magnifico ristorante del centro: pietanze squisite, vino ottimo e servizio impeccabile con conto adeguato (41€).

Domenica 12 è l’ultimo giorno del raduno e la mattina sono previste le premiazioni che a me ed altri proprio non interessano, e così ci stacchiamo dal resto del gruppo per spostarci a Madrid percorrendo strade panoramiche secondarie e passando per Segovia dove faremo una breve sosta.

Tempo ottimo fin dopo Segovia, ma poi siamo entrati di nuovo in una fitta e fredda nebbia che ci ha accompagnato fino a Madrid dove abbiamo trovato anche una fastidiosa pioggia leggera.

A Madrid abbiamo pernottato all’Hotel Senator, Gran Via SPA (da non confondere con un’altro albergo ubicato sempre sulla stessa via, ma al 21); struttura un po’ datata, ma consigliabile perché pulita e con un buon livello di servizi.

Lunedì 13 dobbiamo prendere a Barcellona il traghetto che ci riporterà in Italia; io non ho voglia di rifare l’autostrada, per cui mi stacco dal gruppo e procedo in solitaria verso Barcellona. Il meteo – specie negli ultimi chilometri – non è dei migliori con la solita nebbia, pioggia leggera e temperature rigide.

Mi fermo varie volte per fare rifornimento e poi per pranzare con un buonissimo panino con “hamburguesa con queso” annaffiato da un “vaso de vino tinto”, seguito da un buon caffè finalmente fatto all’italiana; ed arrivo a Barcellona senza difficoltà verso le 17:00.

Check-in, poi l’imbarco, la traversata con mare “piatto” e martedì sera per l’ora di cena sono di nuovo a casa dopo aver percorso poco meno di 2000km.

Vale la pena di andare al Pinguinos?
Secondo me SI, anche per chi – come me – non ama i raduni.

 

 

L’Oman in moto

Al termine del mio viaggio in Iran soggiornai per alcuni giorni a Dubai dove feci la conoscenza dei Dubai Riders (sito web  – Instagram), un gruppo di simpatici motociclisti che spesso organizzano viaggi in giro per il mondo e che offrono il loro disinteressato aiuto a tutti i bikers che visitano gli UAE ed i paesi vicini.

Alla fine di agosto 2013 i Dubai Riders visitarono l’Italia ed io li guidai in un tour per le strade di Roma; purtroppo si fermarono solo un giorno e si verificarono anche alcuni inconvenienti tecnici su due delle loro moto, per cui la visita fu forzatamente molto breve e superficiale.

È durante questi incontri che venni a conoscenza delle bellezze dell’Oman, paese di cui ignoravo quasi tutto! Iniziai così a fare qualche ricerca scoprendo che un tour in moto in Oman era fattibilissimo. Ne parlai anche con alcuni amici che – entusiasti – approfittando di tariffe scontate (circa 400€ a/r) acquistarono subito i biglietti aerei per effettuare un viaggio in moto in Oman nel periodo natalizio.

Per vari motivi io avevo invece programmato la vacanza per la fine di gennaio – primi di febbraio, ma poi ho anticipato la partenza e così ho effettuato il tour dell’Oman insieme a loro Viaggio in Oman

Alcune note “pratiche” sul viaggio:

La più grossa difficoltà è stata trovare delle moto adatte alle nostre esigenze. A Dubai le grosse tourer come Harley Davidson e Honda Gold Wing abbondano, ma reperire una “enduro” stradale è veramente un’impresa!
In questo ci hanno aiutato gli amici Dubai Riders procurandoci tre BMW F800GS, motociclette ideali per effettuare il giro in Oman che avevamo in mente.

Gli UAE e l’Oman sono paesi tecnologicamente evoluti, per cui NON abbiamo incontrato alcun problema a prenotare alberghi, prelevare denaro dagli ATM (Automated Teller Machine) o usare telefonini, internet, GPS e video-foto-camere.

La rete stradale ed autostradale è moderna ed efficiente; per non perdersi tra le vie delle grandi città degli UAE e dell’Oman a mio parere è però assolutamente necessario un navigatore satellitare con mappe aggiornate.
Noi abbiamo utilizzato prodotti Garmin con mappe scaricate gratuitamente da http://garmin.openstreetmap.nl/

In UAE ed Oman non ci sono problemi di sicurezza tanto che generalmente è possibile lasciare caschi ed altri oggetti sulla moto senza la necessità di legarli; nel parcheggio custodito dell’albergo a Ras Al Khaimah (UAE) durante la notte abbiamo però subito il furto di un piccolo borsello –  asportato da una valigia laterale di una moto – contenente aggetti di non grande valore (sottoguanti in seta ed altri accessori); la cosa ovviamente ci ha dato molto fastidio e fatto diventare più guardinghi.

I visti d’ingresso vengono rilasciati alle frontiere; le procedure sono semplici ed abbastanza rapide. Un po’ più di tempo è necessario al punto di frontiera per l’accesso al Musandam (penisola a cui si accede solo dal territorio degli UAE)

Per viaggiare in Oman con le moto è necessario stipulare un’assicurazione temporanea (circa 18€ per 10 giorni).

Questo per me è stato il primo viaggio “Fly & Ride” e confesso di aver trovato non poche difficoltà a preparare il bagaglio perché, oltre ai soliti vestiti ed accessori personali, è necessario pensare anche a tutto l’abbigliamento tecnico da moto, ad accessori come il GPS, al casco e a tanti altri piccoli oggetti come elastici, cinghie, fascette, spinotti elettrici etc. Per fortuna il mio amico Frush aveva pronta una lista preparata per altri suoi viaggi, e così è stato tutto più facile.

Cambi valute:
1€ = 5 AED (Dirhams Emirati)
1€ = 0,5 OMR (Omani Rial)

Poiché in Oman gli AED sono accettati (ma non viceversa) ne consegue che 1 OMR = 10 Dirhams (e questo è il cambio che abbiamo trovato stampigliato anche sulle lattine di Pepsi Cola vendute in Oman).

Diario di viaggio “day by day”

Giovedì 19 dicembre 2013

Il mio arrivo ad Abu DhabiHo preso un volo Alitalia ed ho raggiunto Abu Dhabi dove ad aspettarmi in aeroporto c’erano i Dubai Riders con la “mia” BMW F800GS.

Dopo i saluti ed aver preparato la moto siamo andati a cena in un ottimo ristorante a Yas Marina dove ho gustato varie pietanze a base di pesce veramente squisite (abbiamo mangiato all’aperto in una serata stupenda con un clima perfetto)!

Dopo cena ci siamo recati in altre due vicine località per prelevare le moto che sarebbero state utilizzate dai miei compagni di viaggio.

E poi tutti in gruppo verso la mitica Dubai distante circa 130 km per raggiungere l’Hotel Ibis Al Rigga di Deira (pagato 566.40 AED, circa 113€) dove avevo prenotato una camera per 2 notti: guidando di notte sulle perfette strade degli Emirati che scorrono alla base dei grattacieli illuminati ho provato delle sensazioni indescrivibili … veramente una “goduria” Guidare a Dubai verso l'Oman

Venerdì 20 dicembre 2013

Il venerdì ed il sabato sono giorni festivi negli Emirati Arabi; l’amico Saleh (la persona dei Dubai Riders con cui ero stato in contatto dall’Italia) la sera prima mi aveva lasciato avvisandomi che sarebbe stato impegnato per tutto il giorno e che ci saremmo rivisti solo la sera, e così mi ero organizzato per fare un giretto a Dubai per rivedere alcuni dei “simboli” dalla città.

Causa il fuso orario mi sono alzato un po’ tardi, e dopo aver sistemato la moto mi ero diretto verso il lungomare di Dubai per raggiungere il Burj Al Arab percorrendo la Jumeirah Beach Road.

Ero da poco arrivato al Burj Al Arab quando mi ha chiamato Saleh per dirmi se potevo raggiungere l’aeroporto di Dubai. Ho risposto di si, e così in poco più di 20 minuti ho raggiunto la zona scoprendo che l’aeroporto di Dubai con i suoi 3 terminals oggi si estende su un’area vastissima.
Ho richiamato Saleh per farmi dare istruzioni sulla strada da seguire e così poco dopo l’ho superato in autostrada mentre procedeva lentamente con la sua auto … praticamente un rendezvous!
L’ho seguito e quando ci siamo fermati ho avuto una piacevole sorpresa: avrei partecipato al pranzo dei maschi della famiglia! Per me è stato un onore ed un’esperienza interessantissima perché ho anche potuto gustare pietanze tipiche locali a base di pesce, pollo, e carne accompagnati da vari tipi di riso; e poi vegetali, datteri, dolci, frutta e per finire un bel caffè arabo!

Nell’occasione ho provato a mangiare con le mani, ma ho desistito in quanto non riuscivo a “stringere” il riso per portarlo alla bocca senza perderne la metà LOL

Dopo pranzo ho accompagnato Saleh sulla East Cost degli Emirati per incontrare due giovani motociclisti polacchi impegnati in un giro del mondo.

Il territorio degli UAE si estende ad Est fino sul Golfo di Oman dividendo così la Penisola del Musandam dal resto dell’Oman. Inoltre, tra le città di Khor Fakkan e Fujairah c’è l’enclave omanita Madha che ha sua volta contiene il villaggio di Nahwa che invece è parte dell’emirato di Sharjah negli United Arab Emirates. In poche parole un’enclave all’interno di un’altra enclave. Per chi vuole approfondire la storia di queste enclave c’è un’interessante articolo sul giornale online “The National”.

Per l’ingresso nel Musandam è necessario espletare le normali formalità d’immigrazione e doganali, mentre il transito nelle enclavi è libero e senza posti di controllo.

E così – per la prima volta – ho potuto ammirare paesaggi diversi da quelli delle grandi metropoli degli Emirati: enormi distese semidesertiche, ma anche montagne costituite da rocce di un colore rosso scuro e molto friabili.

Raggiungere il luogo dove avevano piantato la tenda i due ragazzi polacchi è stata un’impresa possibile solo grazie al 4×4 su cui viaggiavamo perché la strada sterrata aveva una pendenza incredibile con fondo pietroso, sconnesso e solchi molto profondi! Per me è stata la prima volta e nei tratti in discesa confesso di aver avuto qualche timore.

Abbiamo chiacchierato a lungo con Marta e Bartek ricevendo anche informazioni aggiornate sull’Iran; si era fatto molto tardi e così – dopo averli salutati – li abbiamo lasciati al loro campeggio libero su una spiaggia incastonata in un piccolo bellissimo golfo.

Un’oretta e mezza per rientrare a Dubai, e poi a casa di un ragazzo dei Dubai Riders per vedere in TV un’importante partita di calcio tra due squadre locali.

Era ormai mezzanotte passata quando Saleh mi ha accompagnato a riprendere la moto con cui sono tornato velocemente in albergo seguendo le indicazioni del navigatore ed integrandole con quelle dei cartelli stradali.

Che giornata!!! Mi serviva solo una doccia ed una bella dormita.

Sabato 21 dicembre 2013

È la giornata in cui devo lasciare l’albergo per spostarmi al City Seasons Suites dove abbiamo prenotato un appartamento.

Causa anche il fuso orario (3 ore) mi sveglio tardi, e poi perdo un po’ di tempo per leggere la posta, controllare alcune cose su internet e mandare dei messaggi.
Faccio il check out e lascio i bagagli in deposito per evitare di portarmeli dietro.
Passo al City Seasons Suites per sistemare un problemino (la camera non è prenotata a mio nome, ed io vorrei fare il check in prima dell’arrivo dei miei amici) e poi – vista anche l’ora – decido di passare il resto della giornata nel Dubai Mall perché, è vero che ci sono già andato già diverse volte, ma non l’ho mai visitato con calma!

La strada per raggiungerlo ormai la conosco, per cui non ho problemi ad arrivarci in pochi minuti. Lascio la moto nel grande parcheggio centrale … e per fortuna faccio una foto con i dati per ritrovare il posto 

Nel Mall c’è tutto: pranzo, passeggio, assisto allo spettacolo della Fontana Danzante ubicata nel laghetto alla base del Burj Khalifa ed è ormai sera quando ritorno in albergo per prendere i bagagli lasciati in deposito e spostarmi dell’appartamento nel nuovo albergo.

Verso le 20 m’incontro con i Dubai Riders e, dopo aver preso un caffè, ci spostiamo in un bar dove la serata continua chiacchierando delle loro escursioni off road e mangiando qualcosa all’aperto ammirando lo skyline della città.

L’ospitalità e la cortesia che ci è stata dimostrata dai Dubai Riders è stata ineguagliabile: dopo cena un gruppetto di loro si è organizzato per portare le altre due moto nel parcheggio dell’albergo in modo che fossero subito disponibili anche per i miei amici!

Il volo della Turkish utilizzato dai miei compagni di viaggio prevedeva l’atterraggio verso le 2:30 del mattino, ma nonostante l’ora decido di andare ad aspettarli in aeroporto. Il volo è atterrato in orario, ma purtroppo c’è stata un’amara sorpresa perché si è smarrito il bagaglio di Paola e così è stato necessario perdere quasi due ore per la procedura “lost & found”. Vabbé, pazienza. Raggiungiamo l’albergo, ma l’eccitazione è talmente grande che invece di andare a dormire ci mettiamo a chiacchierare.

Domenica 22 dicembre 2013

Al Bikers Caffè di DubaiCi alziamo molto tardi dopo aver riposato solo per qualche ora, e subito partiamo in sella alle nostre BMW F800GS alla scoperta di Dubai: prima il Burj al-Arab (l’albergo più lussuoso al mondo, simbolo di Dubai e conosciuto anche come “La Vela”), e poi visita al Dubai Mall che è al centro dell’area moderna di Dubai dove c’è anche il “Burj Khalifa”, un grattacielo alto ben 828 mt!

La giornata scorre velocemente, e c’è solo il tempo di tornare in albergo per fare una veloce doccia perché alle 20:00 abbiamo appuntamento con i Dubai Riders. Guidati da loro raggiungiamo una coppia di motociclisti tedeschi (anche loro impegnati in un giro del mondo a tappe), e poi tutti insieme al Bikers Cafe dove passeremo la serata raccontandoci le nostre esperienze di viaggio comodamente seduti all’aperto in una delle tante gradevoli serate invernali di Dubai ma … inizia a cadere qualche goccia di pioggia!

A Dubai la pioggia è una cosa veramente rara, ma con noi c’era l’amico Giovanni meglio conosciuto con il soprannome di Bagnato Zuppo (abbreviato in BaZu) … un nome, un programma: c’è poco da fare, dove c’è lui piove; punto e basta! E così è stato anche a Dubai!

Rientriamo in albergo guidati dai nostri Navigatori Garmin che funzionano bene utilizzando mappe “open source”.

Lunedì 23 dicembre 2013

È il giorno del trasferimento a Nizwa in Oman. I chilometri da percorrere sono più di 400 ed in programma abbiamo anche la visita del Jebel Hafeet.

Apriamo le finestre e con stupore vediamo che piove: una pioggia forte ed incessante che crea dei rigagnoli sulle strade … ma ci facciamo qualche risata perché sappiamo il motivo BaZu ... un nome, una nuvola!

Panorama dal Jebel HafeetNon abbiamo avuto notizie del bagaglio smarrito, e così proviamo a fare alcune telefonate per conoscere la situazione. Impresa impossibile causa il pessimo servizio dell’Handling Agent della Turkish che non risponde neanche dopo oltre un’ora d’attesa al telefono.
C’è poco da fare, Paola dovrà acquistare alcuni oggetti ed indumenti necessari per continuare il viaggio in Oman, e per fortuna proprio davanti all’albergo c’è il Deira City Centre, uno shopping mall fornitissimo che però apre alle 10:00.

Abbiamo anche problemi a sistemare in deposito il bagaglio smarrito, ma per fortuna anche in questo ci aiuta l’amico Saleh che provvederà al suo ritiro!

È circa mezzogiorno quando lasciamo Dubai e finalmente iniziamo a guidare su strade poco trafficate che attraversano tratti desertici per raggiungere il Jebel Hafeet, un gruppo montuoso isolato ubicato al confine tra UAE ed Oman e da cui è possibile ammirare la vicina città di Al Ain e panorami mozzafiato a 360°. La strada per raggiungere la sommità è veramente molto bella ed attraente dal punto di vista motociclistico perché caratterizzata da un fondo perfetto con un percorso tortuoso ricco di curve “aperte”.

Terminata la visita del Jebel Hafeet, e dopo un pranzetto veloce nell’unico ristorantino presente, nel primo pomeriggio ci siamo diretti verso il vicino confine omanita dove abbiamo sbrigato abbastanza celermente le varie formalità d’immigrazione (tra cui stipulare un’assicurazione temporanea per le moto indispensabile per circolare in Oman).

S’era ormai fatto tardi, per cui s’è deciso di proseguire senza soste verso Nizwa dove avevamo prenotato all’Al Karm Hotel Apartment, un’ottima struttura dotata di tutti i confort ubicata alla periferia della città e gestita da personale simpatico e disponibile.

Abbiamo cenato benissimo in vicino ristorante spendendo circa 5€ a testa, e poi tutti a dormire.

Martedì 24 dicembre 2013

Veduta dello Jabel ShamsGiornata in cui avevamo programmato la visita delle vicine montagne. La mattina cambiamo un po’ di denaro giusto per le piccole spese, acquistiamo una SIM telefonica per chiamare l’Italia a prezzi ragionevoli, e poi ci dirigiamo verso le Al Hoota Cave che però sono chiuse.

Decidiamo allora di proseguire sulla vicina strada panoramica di Hatt fino a raggiungere la sommità da dove poi inizia la strada sterrata. Sostiamo qualche minuto su un piazzale panoramico a 2000 mt (ci sono 6° e nebbia) e poi rifacciamo la strada al contrario per raggiungere Al Hamra dove ci concederemo uno spuntino in un ristorante che serve solo cibi locali.

Riprendiamo le moto per salire al Jebel Shams su una bellissima strada che costeggia il Wadi Ghul facendo numerose soste per scattare foto ed ammirare i panorami. La strada è invitante ed offre scorci mozzafiato. A 12 km circa dalla vetta inizia però lo sterrato caratterizzato da alcuni tratti molto ripidi, e così – vista anche l’ora – decidiamo di tornare verso Nizwa passando per Bahla dove c’è un antico forte oggi patrimonio dell’UNESCO.

La visita si rivelerà molto interessante non tanto per il monumento (che tra l’altro è chiuso), ma per l’incontro con alcune donne del luogo che ci offrono del caffè e con le quali chiacchieriamo amichevolmente per una mezz’oretta.

Ormai sta facendo buio e così continuiamo spediti per Nizwa dove visitiamo la città vecchia e il suq.
È la vigilia di Natale, vorremmo concederci una buona cena, ed invece finiamo in un pessimo ristorate che ci ha suggerito una simpatica ragazza marocchina che vive in Olanda conosciuta in un negozio: per fortuna che Paola aveva poco prima comprato una torta in una pasticceria … l’abbiamo “sbranata”!

Rientriamo in albergo: domani è Natale per cui dedichiamo qualche minuto ai contatti con le famiglie.

Mercoledì 25 dicembre 2013

Sveglia abbastanza presto perché vogliamo arrivare a Muscat il prima possibile. Grazie ad una moderna e scorrevole autostrada verso le 10 siamo già nella capitale omanita che dista da Nizwa circa 200 chilometri.

Ci dirigiamo direttamente al Safeer Plaza Hotel Apartments per lasciare i bagagli alla reception per dedicarci prima alla visita della Grande Moschea, e poi alla parte vecchia della città.

La Grande Moschea di Muscat - OmanLa Grande Moschea è imponente e circondata da bellissimi giardini curatissimi; per fortuna riusciamo a visitarla tutta prima delle 11, ora d’inizio della preghiera alla quale tutti i visitatori vengono fatti uscire.

Riprendiamo le moto e percorrendo le vie di Muscat tutte ornate di stupende aiuole raggiungiamo – dopo una sosta caffè – la Città Vecchia che dista una ventina di km da dove ci troviamo.

Il tempo è splendido e la temperatura ideale, e così passeggiamo a lungo tra le strade molto curate ammirando l’antica fortezza, il palazzo del sultano, ed altri caratteristici edifici.

Terminata la visita ci spostiamo nella zona che si affaccia sul porto dove alle 17:00 dovrebbe riaprire un mercato. Mangiamo pessimamente in un locale pieno di gente, e poi – dopo aver gironzolato per una mezz’oretta tra i negozi del suq – io e Bazu decidiamo di rientrare in albergo lasciando i Frushi a fare shopping.

Grazie al GPS raggiungiamo l’albergo senza problemi guidando nell’intenso, ma ordinato traffico di Muscat.

In albergo molto gentilmente c’informano che non hanno disponibile la suite che avevamo prenotato, ma che se lo vogliamo ci assegneranno due grandi camere separate senza aggravio di spese. Ci accertiamo che siano idonee, ed accettiamo senza problemi: come diceva un vecchio slogan valido anche in Oman … “Du is megl che one”.

Dopo tanto cibo locale decidiamo di cenare in una vicina pizzeria … senza infamia e senza lode, per una volta “se po’ fa”!

Giovedì 26 dicembre 2013

Oggi si va a sud per ammirare i paesaggi del Wadi Tiwi.

Una baia a sud di Muscat - OmanUsciti da Muscat, imbocchiamo una strada secondaria che scorre lungo la costa attraversando alcuni piccoli tipici villaggi omaniti. I paesaggi sono molto belli, e facciamo numerose soste per fotografare alcune baie durante la bassa marea. Non abbiamo molta benzina, e così mi fermo per chiedere dov’è un distributore scoprendo che la strada finisce sul mare e che se vogliamo raggiungere il Wadi Tiwi è necessario tornare indietro e prendere l’autostrada costiera costiera.

Imboccata la veloce highway facciamo rifornimento ed in breve tempo raggiungiamo Wadi Tiwi che risaliamo per circa 7 km – attraversando anche due piccoli guadi –  fino ad un villaggio dove la strada, già stretta e tortuosa, diventa anche molto ripida facendoci così desistere dal proseguire.
Torniamo sul mare e proseguiamo lentamente verso nord lungo una vecchia strada costiera ammirando gli stupendi panorami del Golfo di Oman.

Brevissima sosta al Wadi Shab (per percorrerlo a piedi bisogna traghettare sull’altra sponda), e poi continuiamo verso Qurayat dove ci fermeremo al porto per mangiare qualcosa acquistato da Paola. È ormai tardo pomeriggio, e così rientriamo a Muscat via autostrada che nell’ultimo tratto ci rivela una piacevole sorpresa perché scende dalle montagne verso la capitale con dei larghi e ripidi tornanti  che ci permettono di ammirare la città dall’alto.

Veloce doccia, e poi cena all’Automatic Restaurant che, come molti ristoranti omaniti, serve pietanze tipiche di varie cucine come cinese, indiana, libanese e thailandese.

Le serate invernali in Oman sono fantastiche, per cui una bella passeggiata sotto il cielo terso è d’obbligo prima di rientrare in hotel!

Venerdì 27 dicembre 2013

Giornata dedicata ad un lungo trasferimento di circa 450 chilometri fino a Ras Al Khaimah,  cittadina sulla costa ovest degli Emirati.
Percorriamo la strada costiera che pur essendo a 4 corsie è interrotta ogni pochi chilometri da enormi rotonde all’interno delle quali sono stati ricavati degli splendidi giardini abbelliti da monumenti ed opere d’arte di vario genere. Qualche sosta per prendere un caffè e fare benzina, poi la fermata alla frontiera per espletare le formalità doganali e d’immigrazione, ed infine gli ultimi chilometri in un traffico intenso rallentato dai lavori in corso.

Giungiamo così a Ras Al Khaimah che sono le 18:30, scarichiamo i bagagli in quello che crediamo essere il Mangrove by Bin Majid Hotels & Resorts … ma non è lui!

Fidandomi di Google Maps avevo creato un WP sbagliato per un’altro hotel della stessa catena. Perderemo più di un’ora per trovare l’albergo giusto che è ubicato a circa 30 km da dove siamo, e solo dopo essere stati indirizzati in un secondo albergo della stessa compagnia finalmente riusciremo ad avere una mappa che ci consentirà di arrivare a destinazione!

S’è fatto parecchio tardi: una doccia veloce e poi a cena in un ristorantino vicino prima di andare a dormire.

Questa struttura è l’unica di tutto il viaggio in Oman che non m’è piaciuta. Camere molto grandi, ma poco pulite. Illuminazione scarsa, no WiFi. Servizi poco funzionali (è bastato aprire la doccia per allagare tutto il bagno bagnando anche degli indumenti a causa di una pressione dell’acqua incredibilmente elevata); e poi personale scortese e poco collaborativo. Parcheggio privato custodito … dove però hanno aperto le borse per rubare dei piccoli oggetti di poco valore. In compenso il buffet della colazione era veramente notevole!

Sabato 28 dicembre 2013

Avevamo scelto di  pernottare a Ras Al Khaimah perché la cittadina è vicina alla Musandam Peninsula, un’area veramente affascinante che merita una visita.

Veduta del Musandam - OmanIl Musandam è territorio dell’Oman, e per entrarci è stato necessario varcare di nuovo la frontiera omanita dopo aver ottenuto un nuovo visto e superato tutte le formalità burocratiche d’immigrazione e dogana; procedure che hanno richiesto oltre un’ora.

Sulla strada costiera per Khasab (bellissima, con vedute spettacolari sullo Stretto di Hormuz) ci sono dei posti di blocco che però superiamo molto velocemente senza subire particolari controlli.

Gli interessi sono diversi e le soste molte frequenti, e così procediamo alla spicciolata … tanto non c’è altra strada e quella che stiamo percorrendo arriva a Khasab dove arrivo per primo e mi fermo per prenotare una gita in barca alla Telegraph Island situata all’interno di un fiordo molto bello dove è anche possibile ammirare branchi di delfini.

Un piccolo e veloce break a base di caffè ed un gustoso dolcetto locale, e poi c’imbarchiamo per quella che personalmente ho ritenuto una gita abbastanza noiosa.
Forse queste gite sono pensate per il periodo estivo quando le persone ne approfittano per fare il bagno e prendere il solo, ma stare più di un’ora ad inseguire un branco di delfini tra la puzza degli scarichi delle molte barche presenti io non l’ho trovato interessante, e come me anche molti altri turisti di varie nazionalità presenti a bordo che ne hanno approfittato per … dormire!

Contrabbandieri omaniti diretti in IranÈ ormai quasi il tramonto quando rientriamo al porto avendo l’occasione di assistere ad un fatto citato sulla guida Lonely Planet ed a cui stentavo a credere: decine e decine di veloci motoscafi di contrabbandieri stracarichi di sigarette, animali ed altri beni che – a breve distanza uno dall’altro – lasciano ogni sera l’Oman per dirigersi verso il vicino Iran!

Riprendiamo le moto per rientrare velocemente negli UAE; per fortuna arriviamo prima degli altri gruppi di turisti alla frontiera e così terminiamo velocemente le procedure.

Ci rinfreschiamo, e poi stasera un’ottima cena in un ristorante della catena Caesar’s.

Domani non abbiamo nulla in programma, per cui passeggiamo piacevolmente chiacchierando lungo la laguna su cui si affaccia il nostro hotel.

Domenica 29 dicembre 2013

È l’ultimo giorno negli Emirati; abbiamo prenotato l’Hotel Skyline Deluxe sempre a Deira (è il vecchio quartiere centrale di Dubai dove sono ubicati numerosi alberghi; è comodo perché ben servito dalla metropolitana e vicinissimo all’aeroporto di DXB).

Chiamo Saleh e ci accordiamo per incontrarci la sera alle 20:00 (dobbiamo anche restituire le moto).

OK, sistemato anche questo possiamo dedicarci alla scoperta dell’area a nord di Sharjah procedendo “a naso”.
Prima un po’ di deserto, poi il relitto di un aereo in un aeroporto abbandonato vicino ad un’enorme area residenziale mai terminata, poi alcune zone paludose, ed infine la spiaggia in una cittadina balneare – di cui non ricordo il nome – con enormi ville chiuse!

Rientriamo a Dubai nel primo pomeriggio dopo una sosta per pranzo in uno dei tanti ristorantini che si trovano nei distributori di benzina.

Curiosità: gli automobilisti suonano, il cameriere esce, prende l’ordine e poi porta il cibo e le bevande direttamente alla macchina.

Arriviamo in albergo nel pomeriggio; prendiamo possesso degli alloggi e dopo aver rimosso i nostri oggetti dalle moto prima di restituirle trascorriamo qualche ora passeggiando per Deira.

Alle 20 puntuale arriva Saleh con i Dubai Riders ed andiamo a cena: mangiamo all’aperto raccontando le nostre esperienze … ma dobbiamo muoverci con molto anticipo rischiando anche un gaffe per riuscire a pagare il conto!

I saluti a Dubai

Dopo cena andiamo in moto a casa di Saleh per lasciare le moto e recuperare la valigia smarrita di Paola, che poi ci riaccompagna in albergo con la sua auto.

È il momento dei saluti: domattina la sveglia è prestissimo! E così dopo aver ringraziato Saleh per tutto il grande aiuto che c’ha dato ci salutiamo anche noi perché io partirò all’alba ed alle 6:15 dovrò essere ad Abu Dhabi da dove ho il volo diretto per Roma, mentre Paola, Andrea e Bazu invece partiranno da DXB con la Turkish.

Volo tranquillo con atterraggio in orario; poi la solita nausea che mi prende nel vedere lo sfascio dell’area arrivi dell’aeroporto di Fiumicino … ma che mi passa presto per  trasformarsi in incazzatura subito dopo la dogana quando vengo assalito dai soliti tassisti abusivi.

Sono di nuovo in Italia Il rientro dall'Oman

Il report dei “Frushi” lo trovate nel loro sito dove sono presenti anche i link alle stupende foto di Paola Foto stupende dell'Oman

 

Le foto dell'Oman

Tutte le mie foto dell’Oman

L’Europa Centrale in moto

L’idea per questo viaggio l’ho avuta l’anno scorso mentre ero a Budapest: vidi in un museo alcune foto veramente sconvolgenti di bambini ebrei massacrati dagli occupanti nazisti, e così decisi all’istante che DOVEVO assolutamente visitare Auschwitz, luogo simbolo della follia umana!

Avevo programmato questa vacanza per i primi di luglio, ma per vari motivi sono stato costretto a rimandarla, e così l’ho fatta nel periodo “peggiore” per quanto riguarda disponibilità di strutture ricettive ed affollamento … la settimana di Ferragosto!

Per i luoghi da visitare ho preso spunto da questa discussione sul Forum di Mototurismo, che ho poi adattato alle mie esigenze e da cui è scaturito il seguente programma:

  • Giorno 1: trasferimento a Colfosco (Alto Adige)
  • Giorno 2: Colfosco > Salisburgo (percorrendo il Grossglockner)
  • Giorno 3: sosta a Salisburgo
  • Giorno 4: Salisburgo > Vienna (con visita a Mauthausen)
  • Giorno 5: sosta a Vienna
  • Giorno 6: Vienna > Cracovia (via Slovacchia)
  • Giorno 7: sosta a Cracovia
  • Giorno 8: Cracovia > Breslavia (con visita a Cestocova)
  • Giorno 9: Breslavia > Praga (con visita a Kutna Hora)
  • Giorno 10: sosta a Praga
  • Giorno 11: Praga > Augusta (con visita a Cesky Krumlov)
  • Giorno 12: Augusta > Meltina (percorrendo la Romantische Strasse e poi il Passo Rombo)
  • Giorno 13: Meltina > Roma

Qualche nota generale:

Il viaggio è stato molto interessante, ma con “il senno di poi” mi sento di poter affermare che  inserire la visita di troppe città “simili” – come ho fatto io – in una vacanza è sbagliato perché alla fine anche dei veri e propri capolavori possono apparire “noiosi e insignificanti”. Meglio quindi … “centellinare” ed “alternare”.

La vita in Italia è molto costosa, ed IMHO ormai ha raggiunto un livello insostenibile; e lo si avverte chiaramente non appena si varcano i sacri confini della Patria. Non parliamo poi dell’organizzazione e dei servizi: oggi c’è un abisso ed ogni confronto è veramente impossibile anche con i paesi dell’ex blocco comunista!

Nel testo ho inserito solo qualche immagine; tutte le foto del viaggio le trovate in una raccolta che ho creato su Flickr e suddivise in album:

Tutte le foto del viaggio in moto in Europa Centrale

Martedì 6 agosto – Genzano di Roma > Colfosco in Badia

Il Garnì a ColfoscoPartenza verso le 7:30 per una “tirata tutta autostradale” fino allo svincolo di Bolzano Nord dove sono uscito dall’A22 per proseguire verso la Valgardena. Poco prima di Colfosco, visto che era presto, ho modificato il percorso per ripercorrere il Passo Sella ed il Pordoi ed arrivare così a Colfosco attraversando Corvara in Badia.

Ho trovato le Dolomiti invase da auto, pullman, camper, moto e tantissimi ciclisti: NO, così affollate non mi sono proprio piaciute Dolomiti invase meglio scegliere altri periodi per visitarle!

Come nel 2010 ho alloggiato nell’ottimo Garni Reutlingen (dotato di ampio parcheggio coperto per moto) e cenato in un vicino ristorante che mi ha suggerito Andreas, il simpatico proprietario del garni.

Mercoledì 7 agosto – Colfosco > Salisburgo (via Glossglockner e Nido dell’Aquila)

Lasciato Colfosco mi sono diretto verso Brunico, e poi verso Lienz dove ho fatto una sosta per fare il primo pieno di benzina a prezzo “umano” ed acquistare la vignetta autostradale.

Al contrario dell’Italia, per circolare sulle autostrade austriache è sufficiente acquistare una vignetta adesiva da applicare in un punto ben visibile del veicolo; il prezzo è decisamente contenuto e così, pur non avendo in programma la percorrenza di tratti autostradali, ho preferito prenderla in modo da essere garantito nel caso avessi percorso qualche breve tratto di autostrada in Austria.

Il GlossglocknerDa Lienz per raggiungere il Glossglockner è sufficiente seguire le indicazioni: strade in ottimo stato, traffico ordinato e scorrevole, e così è possibile rilassarsi e godersi il panorama mozzafiato! Unico neo: il biglietto di accesso al parco costa ora ben 23€!

La giornata era stupenda, e così ho ripercorso la strada alpina del Grossglockner con estrema calma e godendomela fino all’ultimo metro; poi ho proseguito verso Berchtesgaden in Germania, dove nelle vicinanze c’è la Kehlsteinhaus, ovvero il Nido dell’Aquila, uno chalet di vacanza utilizzato da Adolf Hitler ubicato in cima ad un picco di 1.800 metri e da cui si domina tutta la Baviera e il Salisburghese.

Mi aspettavo di trovare un museo, ed invece oggi c’è soltanto un ristorante dove l’unica cosa che si percepisce è … la puzza di patatine fritte Al Nido dell'Aquila non c'è niente! !

Sono arrivato a Salisburgo nel primo pomeriggio ed ho alloggiato all’ Arena City Hotel ubicato in vicinanza di un complesso espositivo della periferia, ma ottimamente collegato con il centro città che è raggiungibile in 10 minuti utilizzando un filobus la cui fermata è proprio davanti all’hotel.

Durante i miei viaggi per gli alberghi utilizzo solo i servizi online (principalmente Booking.com). Prima della partenza individuo due o tre soluzioni per ogni destinazione, e poi effettuo le prenotazioni giorno per giorno utilizzando il telefonino e le connessioni WiFi gratuite ormai disponibili ovunque.

La sera ho raggiunto il centro della città dove ho passeggiato per una prima “esplorazione”; ho acquistato la Salzburg Card (permette l’uso dei mezzi pubblici e l’accesso a tutte le attrazioni della città); e poi ho cenato in un ristorante all’aperto, e sono rimasto positivamente stupito dai prezzi estremamente contenuti delle pietanze.

Giovedì 8 agosto – Visita di Salisburgo

La mattina ho raggiunto di nuovo il centro di Salisburgo con il filobus, e poi in sequenza ho visitato i Giardini Mirabel, il cimitero di San Pietro (dove ci sono le catacombe Mönchsberg) e la Fortezza Hohensalzburg. Mi sono poi spostato fuori città per ammirare il castello di Hellbrunn – famoso per i suoi giochi d’acqua – e salire in funicolare sul monte Untesberg (1776 mt) per godere di un panorama mozzafiato.

Una vista panoramica di Salisburgo

Rientrato a Salisburgo, ho visitato la casa natale di Mozart, ho fatto una gita in battello sul fiume Salzach, e poi ho passeggiato per il centro fino a tarda sera.

La città è veramente molto bella, ma avendone visto foto stupende e letto infinite lodi ne sono rimasto parzialmente deluso perché mi aspettavo l’impossibile; la stessa sensazione d’insoddisfazione la provai la prima volta che visitai le Cascate del Niagara … mi sembrarono piccole Salisburgo è una bella città !

Venerdì 9 agosto – Salisburgo > Vienna

Nel tragitto da Salisburgo a Vienna avevo programmato due visite: il campo di concentramento di Mauthausen e l’abbazia di Melk.

Ho raggiunto Mauthausen rapidamente ed ho dedicato un paio d’ore alla visita dei resti del campo di concentramento: c’è poco da raccontare … fa impressione!

Le torrette, gli alti muri di pietra con il filo spinato, le baracche, la cava di granito, l’enorme piazzale (oggi asfaltato) fanno paura!
A Mauthausen non ci sono grandi camere a gas, o molti forni crematori, e quindi a prima vista può sembrare solo un campo di lavoro forzato. Eppure fu uno dei peggiori campi di sterminio perché si utilizzava il “lavoro” per sopprimere i detenuti che, malnutriti e sfiniti dalle condizioni di vita inumane, avevano vita breve (circa 2 mesi).

Si esce da questi luoghi di dolore rattristati e pensierosi, e per smaltire le forti emozioni servono ore, se non addirittura giorni!
Ma certe immagini – per quanto mi riguarda – sono certo che rimarranno per sempre impresse nella mia mente!

I forni crematori di Mauthausen

Lasciato Mauthausen ho proseguito verso Vienna seguendo un tratto della Strada Romantica –  un percorso turistico tra Salisburgo e Vienna molto bello che spesso segue il corso del Danubio – fino a Melk dove avevo intenzione di visitare la famosa abbazia benedettina.

La strada romanticaSi era fatto tardi, la giornata era particolarmente calda, non ho trovato un posto dove parcheggiare la moto vicino all’ingresso dell’abbazia (che si trova in cima ad una collina), e così ho desistito rimandando la visita al più famoso sito monastico del mondo ad un’altra occasione.

A Vienna ho alloggiato presso il JUFA Vienna City, una struttura che ha ottime recensioni, ma dove personalmente non tornerò mai più!
Ubicato in periferia, è circondato da cantieri edili e, nonostante sia nuovo, ha un livello di pulizia ed efficienza dei servizi appena sufficiente.
Parcheggio privato accessibile a chiunque (per stare un po’ più tranquillo ho  fermato la moto davanti all’ingresso dell’hotel), ristorante aperto solo per la colazione, shop interno peggio fornito di un distributore automatico, addetti alla reception ed al bar poco cortesi e svogliati.

Com’è mia abitudine, dopo una doccia rigeneratrice, mi sono recato in centro per passeggiare e cenare, ma anche per “orientarmi” e procurarmi le informazioni necessarie per pianificare la visita della città.

Sabato 10 agosto – Visita di Vienna

La mattina l’ho dedicata al Castello di Schonbrunn ed al suo stupendo parco, poi mi sono recato al Prater, uno dei parchi di divertimento più famosi per ammirare e fare un giro sulla vecchia ruota panoramica, uno dei simboli di Vienna.

Il castello di Schonbrunn

A metà pomeriggio sono rientrato nel centro storico della città per visitare il Palazzo Imperiale con gli annessi appartamenti dove vissero l’imperatore Francesco Giuseppe e la sua Elisabetta, il Museo di Sissi e quello delle Argenterie di Corte.
E poi ho continuato a passeggiare per il centro ammirando i bellissimi vecchi edifici fino a quando la stanchezza non mi ha costretto a tornare in albergo!

Domenica 11 agosto – Vienna > Cracovia (via Bratislava e Slovacchia)

Non avevo programmato la visita di Bratislava, che ho solo attraversato – fermandomi pochi minuti nella piazza centrale per scattare qualche foto – per lasciare l’autostrada e dirigermi verso Nitra > Martin > Zilina da dove ho continuato verso Cadca ed il confine polacco.

Il territorio slovacco l’ho trovato abbastanza monotono, e quindi non mi ha entusiasmato. Ottima invece la viabilità, con le strade secondarie tutte in buone condizioni.

Entrato in Polonia il paesaggio è un po’ migliorato, ma non avendo fatto molte soste sono arrivato a Cracovia abbastanza presto; ho penato un po’ per trovare l’Hotel Eva, ma solo perché non seguivo alla lettera le indicazioni del mio navigatore.

L’Hotel Eva – ubicato su una sponda del fiume Vistola – non è come mostrato nelle foto del sito; il mobilio è infatti un po’ datato, ma è pulito e tutti i servizi funzionano perfettamente. Inoltre, essendo circondato da un parco privato, è dotato di un grande parcheggio dove è possibile lasciare la moto in tutta sicurezza. La stazione dei tram è raggiungibile in circa 15 minuti a piedi, e volendo si può andare in centro chiamando un taxi e spendendo circa 5€. E poi solo 25€ per notte, non male considerando il periodo Hotel Eva - Cracovia

A Cracovia avevo appuntamento con miei amici “Frushi” Paola ed Andrea, anche loro in vacanza in moto in Polonia; e così li ho sentiti per telefono e ci siamo accordati per vederci davanti alla Basilica dedicata a Maria nella grande piazza centrale Rynek Glówny, cuore pulsante della città!

Una veduta della piazza principale di Cracovia

Il pomeriggio e la serata li abbiamo trascorsi passeggiando piacevolmente per le belle vie di Cracovia e raccontandoci le esperienze di viaggio.
Abbiamo ottimamente cenato in un ristorante tipico spendendo una sciocchezza, e dopo un’altro giro nella grande piazza ci siamo salutati.

Cracovia è una città architettonicamente stupenda, ma quello che mi ha lasciato veramente stupito è la “vita” che c’è!
Tutto il centro e letteralmente invaso da persone – soprattutto giovani – che passeggiano, s’incontrano, assistono ai tanti spettacoli e alle esibizioni in strada, cenano all’aperto, prendono qualcosa nei numerosissimi bar, guardano le vetrine dei negozi … insomma un fermento che da tempo non vedevo più, specie nelle città italiane!

Lunedì 12 agosto – Visita di Auschwitz e della miniera di sale di Wieliczka

Come ho scritto nell’introduzione, questo viaggio è nato dalla mia “necessità” di visitare il campo di sterminio di Auschwitz.

A volte non si riesce a credere che sia stato possibile programmare e perpetrare una simile atrocità, ma siccome non sono tanto giovane personalmente non ho mai avuto dubbi perché da ragazzo ho conosciuto persone internate e che solo miracolosamente riuscirono a salvarsi.
Non è stata la curiosità a spingermi a visitare i campi di concentramento e sterminio, ma solo la voglia di rendere omaggio a milioni di esseri umani ammazzati tra atroci sofferenze.

Andrea e Paola mi avevano avvisato: sarà una giornata “pesante” sotto tutti i punti di vista … ed infatti così è stato!

Sono arrivato ad Auschwitz abbastanza presto per poter partecipare ad una delle prime visite guidate in Inglese. Il campo può essere visitato anche autonomamente e l’ingresso è gratuito, ma consiglio di avvalersi di una guida.

Il campo di sterminio di BirkenauC’è poco da raccontare o descrivere: bisogna entrare dal cancello di Birkenau e camminare per oltre un chilometro di fianco a quei binari fino a raggiungere i resti delle camere a gas e dei forni, e solo così si potrà comprendere l’immensità di quella tragedia voluta dalla follia umana!

Ho lasciato il campo sconvolto, e non i vergogno a raccontare che durante la visita ho pianto!

Birkenau si trova a 2 km da Auschwitz, ed il ritorno con il bus navetta consente di smaltire parte delle emozioni … ma vi assicuro che certe scene non le dimenticherò MAI!

La miniera di sale di WieliczkaRipresa la moto – che avevo parcheggiato all’ingresso di Auschwitz – mi sono diretto alla miniera di sale di Wieliczka che non m’è piaciuta un gran che perché troppo turistica. Ristoranti e negozi di souvenir ovunque, ricostruzioni, luci, effetti speciali … sembra di essere al Luna Park!

Sono rientrato a Cracovia nel tardo pomeriggio, e dopo una doccia sono tornato con il tram in centro per ammirare di nuovo la stupenda piazza Rynek Glówny costantemente presidiata da un numero incredibile di persone.

Martedì 13 agosto – Cracovia > Breslavia

La Madonna Nera di CzestochowaDurante questa tratta avevo programmato una sosta a Czestochowa per visitare il Santuario dov’è presente la “Madonna Nera”; la città l’ho raggiunta percorrendo strade secondarie, ma di nessun interesse paesaggistico.

Causa i numerosi lavori di viabilità in corso ho penato un po’ per raggiungere il Santuario di Czestochowa che, nonostante l’ora, ho trovato già affollato di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

Dopo aver visitato con calma il Santuario ho continuato verso Breslavia (Wroclaw) dove ho alloggiato all’Hotel Slask, una moderna struttura non troppo distante dal centro e ben collegata (è vicina alla stadio).

La grande piazza di BreslaviaCome Cracovia, il cuore di Breslavia è il Rynek, la zona centrale della città sempre piena di vita. La Piazza del Mercato è circondata da edifici – con architettura gotica e rinascimentale – veramente molto belli, e passeggiare ammirandone i particolari è stato piacevole e rilassante. Meno conosciuta e frequentata dai turisti, e quindi meno caotica,  Breslavia a mio parere merita sicuramente una breve visita.

Mercoledì 14 agosto – Breslavia > Praga

Ho lasciato la Polonia, paese che mi ha positivamente stupito per la pulizia e l’organizzazione, per dirigermi verso la Repubblica Ceca – nazione di cui avevo sempre sentito parlar bene – e la mitica Praga.

Ho piacevolmente guidato su strade secondarie verso la frontiera; poco prima di raggiungerla mi sono fermato in una stazione di servizio dove ho fatto rifornimento e colazione, e poi ho cambiato i pochi Zloty che mi erano rimasti in Euro.

Dopo pochi chilometri sono entrato in Repubblica Ceca convinto di trovare i situazione migliore di quella polacca, ed invece la prima impressione è stata pessima: strade dissestate, sporcizia ed erbacce ovunque.

L'ossario di Kutna HoraHo proseguito verso Kutna Hora dove avevo programmato una sosta per visitare l’ossario, la Cattedrale di Santa Barbara ed altri monumenti.

Non avendo moneta locale mi sono messo alla ricerca di un cambiavalute: gira, chiedi … ma niente! Ca$$o, possibile che in una città turistica non ci sia nessuno che cambia gli Euro?
Dopo un po’ finalmente ne ho trovato uno, ma era chiuso.
Chiedo (in italiano e in inglese) alla cameriera di un vicino ristorante italiano, ma ottengo una risposta incomprensibile.
Attendo un po’ davanti alla porta, e poi mi rimetto alla ricerca.
Chiedo ad altre persone e riesco a capire che l’unico in città era quello che avevo trovato chiuso.
Torno indietro, chiedo di nuovo, e finalmente riesco a capire che il cambiavalute è del ristorante e che appena avranno un po’ di tempo mi cambieranno i soldi!
Dopo qualche minuto una persona che stava servendo ai tavoli nel vicino ristorante apre l’esercizio e mi cambia velocemente i soldi, e poi torna al suo lavoro.
Vabbé, si vede che in Repubblica Ceca funziona così!

Dopo aver visitato la bella città di Kutna Hora ho continuato verso la vicina Praga, ma avvicinandomi alla Capitale della Repubblica Ceca la sensazione non buona che avevo avuto varcando la frontiera andava sempre di più rafforzandosi.

A Praga ho alloggiato nell’ottimo Hotel Peko, una piccolo Garnì gestito da persone disponibili e simpaticissime. Dotato di parcheggio privato, l’albergo è pulito, silenzioso, confortevole ed ha la fermata del tram a meno di 100 mt. Inoltre, nelle immediate vicinanze c’è anche un enorme ipermercato.

Come ho già scritto prenoto queste strutture tramite Booking.com, che dopo il soggiorno permette di scrivere una recensione della struttura e di dare un giudizio. Purtroppo per l’Hotel Peko mi sono confuso, ed ho espresso un giudizio completamente sbagliato che non ho potuto successivamente cambiare! Me ne scuso pubblicamente con i proprietari: I’m so sorry, its my mistake and I apology.

Piazza San Venceslao a PragaDopo essermi sistemato in albergo come sempre mi sono recato in centro per fare una passeggiata: l’impressione che ho ricevuto durante il tragitto e poi appena arrivato in Piazza di San Venceslao è stata pessima!

Sporcizia ovunque, erbacce sui marciapiedi, e troppa brutta gente in giro.
Ho subito preso le opportune precauzioni ricollocando documenti e soldi in luoghi più sicuri. Ho chiesto dove potevo acquistare i biglietti per i mezzi pubblici, e sono stato indirizzato da un tabaccaio, che però aveva in bella mostra un cartello con su scritto “No biglietti”.
Sono così dovuto scendere nella stazione della metro, e dopo aver fatto la fila all’unico sportello aperto ho potuto finalmente acquistare un biglietto valido per 24 ore!

Praga non è assolutamente brutta, ma ormai mi ero abituato a servizi efficienti, ordine e pulizia, e così il primo impatto è stato veramente, ma veramente, sgradevole!
Ho cenato in un ristorante del centro dove hanno – come in Italia – aggiunto il “coperto” ed il “servizio”.
OK per il servizio, ma il coperto non lo avevo MAI visto in nessun ristorante fuori dall’Italia!

Giovedì 15 agosto – Visita di Praga

L'orologio astronomico di PragaUtilizzando i mezzi pubblici ho raggiunto il Castello di Praga che è una vera e propria fortezza medioevale dove all’interno si trovano una cattedrale, una basilica, il Palazzo Reale, ed alloggi di vari tipi: in poche parole un piccolo paese arroccato in cima ad un colle.

Dopo aver visitato il Castello ho proseguito verso il Ponte Carlo che ha la caratteristica di avere su entrambi i lati delle statue barocche di santi.

Ho passeggiato per la città visitando vari monumenti fino verso le 17:00, e poi sono rientrato in albergo perché ero veramente molto stanco. La sera ho cenato in camera – era dotata anche di un angolo cottura – dopo aver acquistato bevande e cibi freschi pronti nell’ipermercato di fronte.

Venerdì 16 agosto – Praga > Augusta (via Cesky Krumlov)

Ho lasciato Praga felice di andarmene; procedendo verso sud nella Boemia Meridionale ho notato che la situazione man mano andava migliorando fino ad arrivare nell’incantevole Cesky Krumlov: una stupenda cittadina il cui centro storico – che avvolge un’ansa del fiume Vltava che l’attraversa – ha un’architettura molto particolare e l’UNESCO l’ha dichiarato patrimonio dell’umanità; molto suggestivo anche il castello che domina la città.

Veduta di Cesky Krumlov

Lasciata Cesky Krumlov ho proseguito verso il confine tedesco su una strada panoramica che costeggia un lago in una zona verde molto bella e frequentata da numerosi turisti tedeschi.

Entrato in Germania ho preso una velocissima “autobahn” ed in un battibaleno ho raggiunto Augusta, città attraversata dalla Romantische Straße che da Würzburg arriva fine a Füssen.

Ad Augusta ho alloggiato allo Stadthotel Augsburg (senza troppe pretese, ma pulito e con buoni servizi, ha il parcheggio privato di cui una parte è coperta), un hotel informale che si trova ai margini del centro storico di Augusta che è raggiungibile in 10 minuti a piedi.

Una chiesa di AusburgHo visitato la città che, ad onor del vero, non mi ha entusiasmato molto. C’è da dire però che i centri storici di queste città, essendo stati realizzati nello stesso periodo, alla fine si somigliano un po’ tutti.

In un centro informazioni turistico mi sono procurato anche una mappa dettagliata della Romantische Straße; e poi ho cenato in un buon ristorante all’aperto spendendo circa 20€: Schnitzel di vitello con patate, insalata, pane e 1/2 lt di birra … alla faccia di chi dice che la vita in Germania è più cara che da noi La vita in Germania non è poi così cara

Sabato 17 agosto – Augusta > Meltina (via Fussen e Passo Rombo)

Ho lasciato Augusta poco prima delle 8:00 seguendo per un lungo tratto la Romantische Straße fino ad arrivare in prossimità di Fussen da dove ho deviato per il Castello di Hohenschwangau.

La Romantische StrasseAvvicinandomi a Fussen avevo notato un notevole aumento del traffico, poi sono iniziate le prime code ed al castello ho trovato una fila incredibile di persone che aspettavano il loro turno per fare i biglietti, fila talmente lunga che dall’ingresso arrivava quasi al sottostante parcheggio: ho rinunciato!

Mi sono così avviato verso Imst per poi continuare sulla bellissima strada che porta al Passo Rombo, ma ho incontrato molti rallentamenti e tratti con vari chilometri di auto – per fortuna – ordinatamente incolonnate che procedevano a passo d’uomo, e che ho superato seguendo l’esempio di un gruppo di motociclisti tedeschi (mi sono messo in scia Traffico )

Passo Rombo - panoramaPer attraversare il confine c’è un tratto di strada a pagamento che inizia sul versante austriaco qualche chilometro prima, dopo la stazione del pedaggio la strada inizia a scendere dolcemente verso la Val Passiria ed è possibile ammirare dei bei paesaggi.

Prima di salire sul passo mi ero fermato per acquistare un panino e qualcosa di fresco da bere, e così sulla via per Merano ho fatto una lunga sosta pranzo in un’area attrezzata per i picnic.

Ho proseguito quindi per Salonetto – una frazione di Meltina – dove ho alloggiato nel Garni Reider. La zona è veramente molto bella e dalla casa Reider si può ammirare una panorama incantevole. L’arredamento con mobili in legno in stile rustico s’intona perfettamente con l’ambiente, e poi si respira una piacevole aria famigliare grazie ai proprietari che sono estremamente disponibili e gentilissimi.

Per cenare volevo arrivare a Meltina che dista un paio di chilometri, ma su invito dei proprietari mi sono fermato a cena nel garnì dove ho gustato pietanze semplici, ma veramente squisite Al Garnì Reider si mangia bene!

La mia camera (l’ultima disponibile) necessitava di un po’ di manutenzione, ma lo scrivo solo per dovere di cronaca perché, nel complesso, mi sono trovato bene!

La veduta dal Garnì Reider

Domenica 18 agosto – Meltina > Genzano di Roma

Pochi km per arrivare all’autostrada e poi “sparato” fino a casa facendo qualche sosta solo per fare benzina e prendere un caffè.
Pensavo di trovare qualche rallentamento e traffico intenso, ed invece nulla tanto che poco dopo l’ora di pranzo ero già a casa.

That’s all folks Viaggio In Europa Centrale in moto - END

Le Gole del Verdon

Lo scorso fine settimana l'ho trascorso in uno degli angoli più suggestivi di Francia: le Gole del Verdon, situate nella provincia provenzale e create dallo scorrere del fiume Verdon.

Per questa vacanza ho approfittato di una gita organizzata dagli amici della sezione Umbria – Assisi del CCMotorday, ai quali mi sono unito a Livorno.

Il tragitto fino al Livorno l'ho percorso insieme ad un'altro amico proveniente da Anagni; siamo partiti sotto un temporale verso le 8:00 di giovedì mattina, ma per fortuna dopo pochi chilometri la pioggia è cessata e la giornata è diventata improvvisamente "rovente" tanto da costringerci ad una sosta immediata per toglierci gli indumenti anti acqua.

Viaggio tranquillo ad andatura turistica sull'Aurelia con un paio di soste caffè, e prima delle 13:00 eravamo a Livorno dove abbiamo incontrato il resto del gruppo per pranzare a base di pesce nel ristorante-pizzeria O' Sole Mio.

Nel pomeriggio abbiamo continuato verso Sanremo; dopo Genova è stata tentata una deviazione lasciando l'autostrada per percorrere un tratto di litoranea, ma il traffico intenso e l'attraversamento di numerosi centri abitati ci ha fatto presto desistere, anche perché il caldo era veramente soffocante.

Arrivati a Sanremo ci siamo sistemati nel Camping Villaggio dei Fiori dotato di confortevoli bungalow dove abbiamo anche ottimamente cenato.

Venerdì mattina, guidati da un gruppo di motociclisti liguri sempre appartenenti al CCMotorday, ci siamo diretti verso le Gole del Verdon percorrendo un breve tratto di autostrada, e poi la Route de Napoleon.
Frequenti le soste per ammirare i paesaggi e scattare fotografie fino all'arrivo ad Aiguines, dove abbiamo sostato per mangiare un panino e riposarci un po'.

Le Gole del VerdonIl pomeriggio è stato dedicato al lato Nord delle gole effettuando anche il giro chiuso della strada D23 che inizia e finisce a La Palud-sur-Verdon.
Questo tratto di strada è veramente fantastico e dai tanti punti panoramici presenti sul percorso è possibile ammirare vedute veramente fantastiche; per non parlare poi delle numerose e maestose aquile che volteggiano in cielo sfruttando le correnti aeree: uno spettacolo indimenticabile che da solo vale tutto il viaggio!!!!!

Terminata la visita delle Gole ci siamo diretti a Castellane, dove abbiamo pernottato al Camping La Ferme de Castellane ubicato appena fuori la cittadina.
Serata stupenda, e così ne abbiamo approfittato per cenare all'aperto in uno dei tanti ristoranti presenti nella piazza centrale di Castellane.
Per info sui prezzi: bistecca, patatine e verdure, gelato, 3/4 lt di ottima birra e caffè 20,50€ (compresa la mancia!).

Le Gole di daluisSabato mattina abbiamo costeggiato il lago di Castillon per poi fare strada verso le Gole di Daluis che, caratterizzate da una roccia rossa, sono di una bellezza selvaggia veramente unica!
Abbiamo poi fatto strada per Beuil da dove abbiamo iniziato la "scalata" per il Col de la Lombard, un bel passo alpino che segna il confine tra Francia ed Italia.
Siamo ridiscesi nel versante italiano fino a Vinadio dove ci siamo fermati per il pranzo Pranzo a Lerici

Nel pomeriggio ci siamo diretti a Montecarlo rientrando in Francia attraverso il Colle di Tenda e percorrendo tante strade "curvosissime".
Breve visita di Montecarlo con qualche sosta solo per scattare foto ricordo, e poi veloce rientro a Sanremo via autostrada per un'altro soggiorno e cena al Villaggio dei Fiori.

Qualcuno dopo cena è uscito per una passeggiata in città … io invece sono svenuto sul letto! La stanchezza si fa sentire

Domenica è stata la giornata del rientro; c'era molto traffico e così si è deciso di fare tutta autostrada. traffico a Sanremo

Abbiamo sostato a Lerici per il pranzo nel ristorante Al Cantiere che si affaccia sulla stupenda piazza centrale, ed abbiamo avuto grosse difficoltà per parcheggiare le moto perché c'era tantissima gente.

La piazzetta di Lerici

Verso le 16:00 abbiamo ripreso la strada verso Roma: traffico intenso con qualche rallentamento fino a Firenze, ma poi abbastanza scorrevole.

Per fortuna siamo arrivati dopo il passaggio del temporale che si è abbattuto su Roma e dintorni, altrimenti sarebbe stata acqua sia alla partenza che al ritorno !!!! Temporale


Un breve video che mostra la bellezza dei luoghi:

Il percorso fatto in Liguria e Provenza lo trovate qui 

 

MpA 2013

Nello scorso weekend (28-29-30 giugno 2013) ho partecipato per la terza volta all'MpA, una bella iniziativa organizzata da un gruppo di utenti del Forum di Mototurismo.it nell'aquilano.

Lo scopo dell'incontro non è quello di fare una "beneficenza passiva", ma si cerca invece di dare un aiuto diretto e concreto all'economia locale utilizzandone i servizi e acquistando i tanti ottimi prodotti.

Abbiamo soggiornato nell'Hotel Altopiano delle Rocche di Rocca di Mezzo (una struttura che ha veramente un buon rapporto qualità/prezzo) dove abbiamo anche consumato due cene a base di fantastici prodotti tipici e da dove siamo partiti in gruppo per delle belle escursioni tra le montagne percorrendo stupende stradine panoramiche.

La ricostruzione de L'AquilaIl sabato durante il giro in moto abbiamo fatto una sosta anche nel centro de L'Aquila e sono stato ben felice di vedere che qualcosa inizia a muoversi, anche se i tanti sprechi e gli enormi ritardi della ricostruzione purtroppo sono evidenti.

La domenica abbiamo invece "esplorato" un'altra area per poi andare a pranzo al Rifugio Mucciante di Fonte Vetica a gustare i famosi arrosticini.

Ho scoperto tardi L'Abruzzo, ma ora non perdo occasione per andarci alla ricerca di nuovi angoli a me sconosciuti, e mai sono rimasto deluso perché è una terra che offre veramente tante opportunità per passare – in ogni stagione – una lunga vacanza, un weekend, o semplicemente una bella giornata!!!!!

Stradine d'Abruzzo Verso Fonte vetica A pranzo da Mucciante a Fonte Vetica

Altre foto le trovate su Flickr Tutte le foto di MpA2013


Un breve video:

Da Roma a Dubai in moto

Era da tanto tempo che volevo visitare l'Iran in moto, e quando qualche mese fa ho letto che Motovacanze.it stava organizzando un viaggio esplorativo dall'Italia a Dubai via Grecia, Turchia ed Iran ho aderito immediatamente!

Sull'Iran avevo saltuariamente letto informazioni non troppo tranquillizzanti, ed anche la presentazione del viaggio di Motovacanze.it in parte lo confermava proponendolo solo a motociclisti con buona esperienza e spirito di adattamento.

Ho così presentato la mia richiesta non certo di venir accettato ed anche con un po' di preoccupazione che nei mesi successivi è però svanita completamente man mano che acquisivo notizie attendibili sul paese.

Il raid ( qualcuno li definisce così Raid to Dubai ) prevedeva l'attraversamento della Grecia, la visita della costa sud della Turchia, dell'Iran e poi alcuni giorni negli Emirati Arabi (Dubai ed Abu Dhabi), ma per me questo è stato sin dall'inizio e rimarrà per sempre il viaggio in Iran.
E l'Iran mi ha positivamente sorpreso perché ho trovato sempre persone cordiali e disponibili, oltre ad una buona qualità di servizi.

Per quella che è stata la mia esperienza il viaggio in Iran NON ha presentato alcuna difficoltà, e quindi a mio parere può essere affrontato da chiunque anche in solitaria perché il livello di sicurezza è altissimo e strade, alberghi, sistemi di comunicazione, ristoranti, etc sono di buona qualità.

Alcune note "pratiche" sull'IRAN:

  1. per entrare con la moto in Iran è indispensabile il Carnet de Passages en Douane (CPD). Nel sito dell'ACI ci sono tutte le informazioni necessarie per ottenerlo. La fidejussione può essere chiesta ad una Banca o ad una Assicurazione. I costi sono alti e variano in funzione del valore della moto. Per conoscere i valori della fidejussione è sufficiente inviare una email all'ufficio competente dell'ACI; a me hanno risposto subito.
  2. Per il visto d'ingresso in Iran bisogna invece rivolgersi ad un'agenzia specializzata la quale procurerà l'autorizzazione necessaria per il rilascio del visto che ora deve essere chiesto personalmente ai Consolati in quanto vengono prese le impronte digitali.
    Una novità introdotta dal 27 marzo è che si deve obbligatoriamente varcare la frontiera iraniana entro 15 giorni dalla data del rilascio del visto, e poi si può restare nel paese per 19 – o altro numero – giorni.
  3. Pratiche doganali: sono lunghe ed alcuni passaggi appaiono veramente incomprensibili; noi in 8 moto abbiamo impiegato circa 2 ore e 1/2 per entrare in Iran, ma 2 ciclisti arrivati dopo di noi in un'oretta se la sono cavata.
  4. Serve l'assicurazione, e quindi controllate che nella vostra Carta Verde l'Iran sia incluso. Si può stipulare una polizza anche in Iran, ma il contratto è comunque annuale. Chi di noi non l'aveva ha speso circa 40€, ma abbiamo perso 2 ore di tempo in un'agenzia di Tehran.
  5. L'inflazione è galoppante e quindi conviene cambiare piccole quantità di denaro alla volta ($ e € vengono accettati senza problemi). Per darvi un'idea della svalutazione del Rial quando siamo entrati cambiavano 1€ a 42.000 Rial, dopo neanche 10 giorni per 1€ davano oltre 46.000 Rial.
    Il cambio si effettua presso negozi o Money Change; da evitare invece le persone che per strada offrono cambi a tassi molto più alti perché rifilano banconote false.
  6. Le nostre carte di credito ed i bancomat NON sono abilitati.
  7. I WiFi sono disponibili in quasi tutti gli alberghi, ed anche in luoghi pubblici come ad esempio la Torre Milad (la sesta torre più alta del mondo nel "The Tehran International Trade and Convention Center").
    I social network (Facebook, Twitter, Flickr etc) sono banditi, ma basta scaricare apposite app per potervi accedere (chiedere ai ragazzi iraniani).
  8. I telefonini funzionano regolarmente in roaming e la copertura è ottima.
  9. NON ci sono limitazioni all'uso di macchine fotografiche, videocamere e GPS.
    Molte foto e tutti i filmati li ho realizzati con una telecamera applicata sul casco.
  10. La carta igienica C'È abbondante in tutti i bagni – e su tutti i tavoli di bar e ristoranti hanno l'abitudine di mettere una scatola di fazzolettini di carta!
    Non so chi abbia messo in giro la balla colossale che in Iran manca la carta igienica!
  11. Confermo invece che in molti distributori la benzina è di pessima qualità (basso numero di ottano) e credo (ma non ne sono certo) leaded, e quindi a mio parere conviene decatalizzare la moto.
    Il carburante in compenso costa veramente poco visto che con 1€ si prendono oltre 6 litri si benzina.
    NON ci sono restrizioni al consumo di carburante. Ai locali aventi diritto vengono assegnati 60 litri al mese al prezzo politico di 4000 Rial, mentre ulteriori quantità possono essere acquistate liberamente a 7000 Rial al litro (e questo è il prezzo che pagano gli stranieri).
  12. Il traffico nelle grandi città è caotico e nelle rotonde vige la regola che passa per primo il più grosso e cattivo.
    I pedoni invece non hanno diritti, e quindi anche quando attraversano con il verde possono essere investiti.
  13. Con le moto gli stranieri possono percorrere le autostrade senza pagare. In Iran non possono circolare moto di grossa cilindrata (se non sbaglio sopra i 200 cc) e le autostrade sono vietate alle due ruote; ma per gli stranieri il divieto non vale e gli addetti ai caselli lasciano passare senza chiedere il pedaggio.
  14. I controlli con i telelaser sono abbastanza frequenti, e non sorprendetevi se gli agenti delle pattuglie vi guarderanno con stupore quando gli sfreccierete di fianco!
  15. Le mappe GPS "open source" scaricate da http://garmin.openstreetmap.nl/ funzionano benissimo; hanno solo qualche piccolo difetto facilmente individuabile e superabile riprogrammando il percorso.

Viste le difficoltà burocratiche a MIO parere arrivati a Shiraz NON conviene proseguire verso sud per traghettare negli UAE perché:

  • nel sud dell'Iran non c'è quasi nulla di veramente interessante da vedere.
  • Le procedure burocratiche sia a Bandar e Abbas (IRAN) che a Sharjah (UAE) sono eccessivamente lunghe, complicate e costose.
  • Il costo del traghetto Iran > UAE e la spedizione delle moto in Italia ha costi esorbitanti (quasi 600€ per fare una tratta come Civitavecchia – Olbia, e poi circa 700€ per spedire la moto in Italia in un container da 40').

Qualche commento generale sugli altri paesi

La Grecia l'abbiamo attraversata in una giornata, e quindi non ho potuto apprezzare nulla. Carina la città di Kavala. Spero di tornare il Grecia quanto prima per visitarla come merita.

La parte della Turchia che abbiamo attraversato e visitato invece mi ha un po' deluso. Alcuni tratti di costa sono molto belli, ma troppo è il territorio che è stato devastato per costruire nuove vie di comunicazione e centinaia di enormi brutti alberghi.

Conoscevo Dubai dove ero già stato molti anni fa, e quindi non mi aspettavo nulla di più oltre alle tante esagerazioni realizzate negli ultimi anni  come Burj al-Arab – l'albergo più lussuoso del mondo; Burj Khalifa – la struttura realizzata dall'uomo più alta del mondo; Ski Dubai – una stazione sciistica al coperto; Dubai Mall – il più grande centro commerciale del mondo etc, etc.
Molto positiva invece la conoscenza che ho fatto di alcune persone del luogo che mi ha permesso di capire alcuni aspetti di una società dove il potere politico ed economico è nelle mani di poche persone.

Tutte le foto del viaggio le trovate in una raccolta che ho creato sul Flickr:

La raccolta di foto del viaggio da Roma a Dubai in moto

 

I video sono invece sul mio canale YouTube Video su YouTube

Qui invece trovate una mappa animata del mio viaggio in Iran!

Il racconto del viaggio giorno x giorno

Sabato 20 aprile – La partenza

COATTA alla partenzaCOATTA è già carica, e così verso le 8:30 parto da casa per raggiungere Ancona dove è previsto l'imbarco sul traghetto che ci porterà a Igoumenitsa.
Ho montato dei collettori senza catalizzatore ed il rumore dello scarico è aumentato parecchio tanto che nelle gallerie mi da un po' fastidio.
Arrivo al porto verso le 11:30 ed i partecipanti al mio e ad altri tour sono già quasi tutti già presenti.
Saluto diverse persone che conosco e chiacchiero a lungo con gli amici Paola ed Andrea che sono diretti in Turchia.

 

Domenica 21 aprile – Igoumenitsa > Kavala

Poco prima dello sbarcoLa traversata avviene senza problemi: mare calmo e tempo buono; arriviamo a Igoumenitsa con un po' di ritardo che aumenta a causa delle procedure di sbarco che sono inspiegabilmente lunghe.

Prima sorpresa: qualcuno m'informa che per parecchi giorni il programma prevede il viaggio insieme ai partecipanti del tour in Turchia.
L'idea non mi piace affatto, perché quando si è in troppi si viaggia male e si perde troppo tempo nelle soste.
Ed infatti, subito dopo lo sbarco prima lunga fermata per fare rifornimento, e poi tutti in colonna lungo la noiosissima autostrada che taglia tutta la Grecia fino a Kavala dove arriviamo nel tardo pomeriggio.

Il pernottamento è previsto nell'Airotel Galaxi; una buona struttura affacciata sul porto. Giusto il tempo per fare una doccia, una breve passeggiata sul lungomare e poi una bella birra fresca in compagnia di alcuni amici prima di andare a cena.

Lunedì 22 aprile – Kavala > Bergama (Turchia)

Le rovine di troiaLa mattina scendo insieme a Carlo (il compagno di viaggio con cui divido la camera) con un po' d'anticipo sull'orario di partenza, ed appreso che Tobia, Ermes, Roberto e Gianfranco (altri 4 partecipanti al viaggio in Iran) sono già partiti decidiamo anche noi di avviarci verso la frontiera turca in modo di arrivare alla spicciolata per favorire le procedure d'immigrazione e doganali.
Strada facendo li raggiungiamo, e così si formerà il gruppetto molto affiatato con il quale ho fatto gran parte del viaggio in Turchia.

La tappa di oggi è lunga (600 km) e noiosa; inoltre non ci sono attrazioni tali da giustificare modifiche del percorso, per cui procediamo come da programma fermandoci solo per una breve deludente visita ai pochi e malandati resti della città di Troia.

Arriviamo all'hotel Berksoy di Bergama nel tardo pomeriggio; dopo esserci rinfrescati e rilassati gustiamo una birra nell'attesa che arrivi il "gruppone" per la cena. Per fortuna il cibo del buffet non era della stessa qualità dell'albergo …

Martedì 23 aprile – Bergama > Efeso > Pamukkale > Fethiye

Il teatro di EfesoDecidiamo di partire una mezz'oretta prima rispetto al programma e così verso le 6:30 siamo già in viaggio verso Efeso per la visita agli importanti resti archeologici di quella che fu una delle più grandi città dell'antica Anatolia.

Il tempo è splendido e la temperatura sale rapidamente: la scelta di partire presto si rivelerà ottima!

Per raggiungere Efeso abbiamo percorso un breve tratto di autostrada a pagamento; prima d'entrare, durante il percorso e poi all'uscita ci siamo fermati per acquistare la tessera, ma non siamo mai riusciti a prenderla perché tutti i punti vendita ne erano sprovvisti.
La cosa si ripeterà anche nei giorni successivi tanto che siamo usciti dalla Turchia senza riuscire a pagare i pedaggi!

La visita di Efeso è stata molto interessante; grandioso ed impressionante l'anfiteatro da 24.000 spettatori, ma molto bella anche la strada principale e la piazza del mercato. E ci sono volute oltre 2 ore perché c'era una gran folla di turisti che impediva di muoversi speditamente.

Riprese le moto ci siamo diretti verso Pamukkale che abbiamo raggiunto dopo aver fatto uno spuntino in una caratteristica trattoria dove abbiamo gustato un buonissimo panino farcito con pollo e verdure cotte alla piastra.

Vista di PamukkalePamukkale e un "castello di cotone" creato dall'acqua che sgorga da varie fonti termali e che, essendo sovrasatura di ioni calcio, a seguito di reazioni chimiche naturali rilascia carbonato di calcio il quale depositandosi crea spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna rendendo così l'area simile ad una fortezza bianca con cascate che sembrano di ghiaccio.
L'accesso può avvenire solo a piedi nudi attraversando dei piccoli ruscelli d'acqua che vengono a rotazione sapientemente deviati in modo da alimentare costantemente tutta la zona.

Dopo neanche due giorni il nostro gruppetto di 6 persone è diventato un'unità molto affiatata tanto che basta veramente poco per prendere decisioni, e così abbiamo stabilito di fare un'altra deviazione rispetto al tracciato originale per percorrere una strada secondaria panoramica veramente molto bella, e che ci ha anche fatto risparmiare un po' di strada.
Siamo così arrivati a Fethiye nell'hotel Atapark nel tardo pomeriggio, ma comunque prima del tramonto … e come sempre doccia, birretta rinfrescante e poi cena!

Mercoledì 24 aprile – Fethiye > Alanya

Da programma doveva essere poco più di una tappa di trasferimento durante la quale ammirare il paesaggio, ed invece l'abbiamo trasformata in una delle più belle ed interessanti giornate.

Vista di KekovaCome ormai d'abitudine siamo partiti presto e ci siamo diretti verso Kas dove abbiamo fatto una sosta caffè nel bellissimo porticciolo, per poi riprendere subito la strada verso Kekova con lo scopo di fare una gita in battello per visitare i resti sommersi di un'antica città.
Abbiamo contrattato la gita in barca di un'ora con un tipo veramente buffo, ma preciso; la bella giornata, il mare calmo e l'acqua cristallina ci hanno permesso di ammirare i resti di quello che fu il grande insediamento di Apollonia, un'antica città distrutta da un terremoto.

Tornati dalla gita in barca abbiamo pranzato all'aperto a base di pesce in un ristorante del porto … e per fortuna che c'era con noi Tobia altrimenti ci avrebbero sicuramente rifilato del pesce congelato Pesce surgelato?

Dopo pranzo abbiamo continuato verso Antalaya decidendo di NON fermarci a Chimaera (presso Cirali) per vedere i fuochi naturali anche perché di giorno l'effetto è minimo.

Questo tratto di costa è quello che meno mi è piaciuto perché troppo deturpato da nuove strade in costruzione e da enormi edifici: troppo ferite al territorio che non guariranno mai più!

E così siamo giunti, dopo aver attraversato decine di paesi, nella città di Alanya che ha me ha fatto veramente una pessima impressione: solo brutti, anonimi ed enormi alberghi uno attaccato all'altro!
Abbiamo alloggiato nell'hotel Kleopatra Royal Palm dove orde fameliche di anziani turisti nordici aspettavano nella hall solo l'orario di apertura del buffet per lanciarsi sulle pessime pietanze e divorarle! Che tristezza Assalto al buffet

Dopo aver bevuto una birra in un bar sul lungomare verso le 20:00 abbiamo mangiato qualcosa di quello che era rimasto del buffet; e poi dopo cena una breve passeggiata subito a dormire pensando … per fortuna che domani ce ne andiamo!

Giovedì 25 aprile – Alanya > Tarsus

Come al solito partiamo prima degli altri – ma solo dopo aver bisticciato con un cameriere e tentato di fare colazione nell'enorme salone dell'albergo spiluccando qualcosa tra varie cibarie dall'aspetto non troppo rassicurante Cibo cattivo – percorrendo la strada costiera in direzione di Anamur dove ci fermeremo per visitare il Castello di Mamure.

A pranzo ad AphroditeDopo una passeggiata tra le mura della fortezza per fare un po' di foto proseguiamo lungo la costa sempre attenti a scoprire eventuali punti d'interesse che meritino una visita, e bingo: vediamo un cartello "Aphrodite" e senza indugio imbocchiamo una fantastica stradina che si snoda in un promontorio (a sud di Yesilovacik) verso il mare!
E la nostra curiosità verrà premiata perché abbiamo raggiunto un fantastico piccolo golfo con un villaggio dove abbiamo pranzato a base di pesce dopo che alcuni avevano fatto il bagno nell'acqua sorprendentemente già calda del mare.

Tempo fantastico, veduta stupenda e così chiacchierando piacevolmente abbiamo fatto una sosta di oltre 2 ore durante la quale abbiamo anche deciso di lasciare la litoranea per avventurarci verso l'interno in direzione di Olba Diocesarea, un'antica città romana dove sono presenti numerosi resti ben conservati di templi e costruzioni. Da Aphrodite abbiamo percorso una stradina panoramica molto bella che ci è stata consigliata da un locale, e che ci ha portato a riprendere la strada costiera una decina di chilometri più ad est da dove abbiamo poi continuato per Silifke per poi deviare per Olba … ma sorpresa: la strada è interrotta Strada interrotta per Olba

Incontri in TurchiaMentre stiamo decidendo sul da farsi arriva un signore su un'auto scassatissima che a gesti – ma anche aiutandosi con disegni sul terreno – ci spiega che l'interruzione può essere aggirata facendo una deviazione su una strada sterrata, e ci invita a seguirlo.
E così percorriamo circa 5 km di una strada bianca veramente mal messa con pietre e tornanti molto stretti in salita che ci permette però di riprendere la via per Olba Diocesarea e che raggiungiamo ammirando dei paesaggi veramente molto belli.

Dopo aver visitato i resti dell'antica città ci avviamo di buon passo verso Tarsus percorrendo anche un'altro tratto di autostrada che non sappiamo come pagare.
C'è molto traffico rallentato dai tanti mezzi industriali e così raggiungiamo l'albergo Selale Otel (veramente una pessima struttura) giusto poco prima del tramonto.

Ceniamo insieme al resto del "gruppone" in un vicino ristorante.
Da Tarsus si uniranno a noi Dino e Donatello, gli altri due partecipanti al tour "Oro Nero" che fino a quel momento avevano viaggiato insieme ai quelli del giro in Turchia.

Venerdì 26 aprile – Tarsus > Diyarbakir

Non sono uno schizzinoso, ma non sono riuscito neanche a prendere un caffè dalla puzza che c'era nel salone per la colazione, per cui sono stato ben felice quando abbiamo lasciato lo schifosissimo hotel Selale per prendere l'autostrada in direzione di Sanliurfa!

Particolare del centro di SanliurfaArriviamo in città che fa parecchio caldo; aiutati da una pattuglia della polizia posteggiamo le moto in un luogo sicuro e poi ci dirigiamo nel vicino centro per visitarlo (c'è un ampio parco verde con una moschea ed una grande vasca piena di carpe ed altri pesci) e per mangiare qualcosa in un ristorante / bar all'aperto.
Ordiniamo qualcosa, ma mentre le bevande ci vengono portate subito per il cibo attenderemo oltre un'ora perché … lo hanno ordinato da qualche altra parte ed arriverà confezionato e trasportato con un motorino!
Pazienza, abbiamo aspettato parecchio, ma almeno era gustoso Cibo gustoso in Turchia

Riprendiamo le moto e proseguiamo per Diyarbakir dove arriviamo nel tardo pomeriggio.
A causa di strade a senso unico incontriamo delle difficoltà a raggiungere il Park Vadi Hotel, e così per la seconda volta nella giornata ci aiuta una pattuglia della Polizia che ci scorta fino all'ingresso dell'albergo raccomandandoci di non lasciare le moto per strada perché il luogo non è sicuro.

E così, per la seconda volta dalla partenza mi arrabbio Hotel senza parcheggio
E si; m'incazzo parecchio perché chi organizza questi viaggi dovrebbe sapere che i motociclisti hanno esigenze particolari e non si possono prenotare strutture senza un parcheggio privato sicuro!
Comunque, nonostante la presenza di un parcheggio coperto a pochi metri, si decide di lasciare le moto in una vicina piazza definita "sicura".
Mi girano parecchio le 00, e così dopo una doccia esco a fare una passeggiata per calmarmi un po' 

La cittadina non è poi così male, e ci sono anche tanti bei ristoranti che servono pietanze appetitose … m'è venuta fame!

Verso le 20:30 andiamo a cena (era inclusa) e, dopo aver aspettato parecchio, ci viene servito un misero piatto con un po' di riso, due pezzettini di pollo ed un'altra schifezza che non ho neanche assaggiato!
Vabbé, inutile arrabbiarsi di nuovo, meglio un'altra passeggiata gustando un enorme gelato!

Sabato 27 aprile – Diyarbakir > Dogubayazit

Sveglia all'alba, ma solo perché la finestra della stanza non ha le tende che impediscono l'ingresso della luce, e poi perché si trova al primo piano su una strada trafficata!

Veduta del ponte sul Tigri - HasankeyefUn caffè liofilizzato e poi subito in sella perché i chilometri da percorrere nella giornata sono veramente tanti in quanto abbiamo deciso di fare anche una deviazione per visitare Hasankeyf, un'antica città romana ubicata sul Tigri dove sono ancora presenti i resti di un ponte costruito nel 12° secolo (il più grande ponte del periodo medioevale).

Terminata la visita della città abbiamo ripreso la strada principale per Tatvan, prima grossa città sulle sponde del grande lago di Van.
Dopo una breve sosta per mangiare qualcosa e riposarci abbiamo fatto un'ulteriore deviazione per andare a visitare il lago "Nemrut Gölü" che si trova ad una quota di 2250 mt e che è raggiungibile percorrendo una strada per molti tratti sterrata e con fango formato dalla neve in scioglimento.
Sulla via del ritorno abbiamo incontrato due motociclisti che stanno facendo il giro del mondo su due KTM 1190.

Si era fatto abbastanza tardi e così continuiamo speditamente verso Dogubayazit, anche perché ormai viaggiamo costantemente in quota e dopo il tramonto la temperatura scenderà rapidamente.
Ci fermiamo solo pochi minuti alla cascate di Muradiye (nulla di eccezionale), per poi riprendere il viaggio verso la città più orientale della Turchia seguendo le indicazioni stradali "IRAN".

Raggiungiamo l'Hotel SimEr "on the road to Iran" che è quasi notte: la giornata è stata lunga ed intensa, ma il confine iraniano è ormai a soli 30 chilometri!
L'hotel non è nulla di eccezionale, ma è pulito ed i servizi funzionano bene. Il personale è gentile e finalmente ci viene servita una buona cena!

Il monte Ararat

Veduta del monte Ararat arrivando a Dogubayazit

Domenica 28 aprile – Dogubayazit > Tabriz

Sveglia alle 5:00 per recarci a visitare solo dall'esterno il Isak Pasa Sarayi, un complesso costruito in cima ad una collina nello stile tipico dell'Impero Ottomano.
Il palazzo ha stanze dedicate alla residenza del governatore, al suo harem ed altre aree per gli uffici amministrativi.

Dopo aver scattato alcune foto siamo tornati in albergo per fare colazione, caricare i bagagli e quindi avviarci verso la frontiera iraniana. Poco prima della frontiera un'altra deviazione ci farà perdere tempo prezioso perché il "programma" prevede la visita ad un piccolo cratere formato da un meteorite precipitato alla fine del 1800.
Scattiamo qualche foto e finalmente arriviamo alla frontiera: circa un'ora per uscire dalla Turchia e poi 2 ore e 1/2 per entrare in Iran.
È arrivata una guida che ci aiuterà nelle procedure doganali anche se ho avuto l'impressione che non fossero così complicate visto che due ciclisti italiani arrivati dopo di noi hanno completato tutta la procedura in poco tempo.
E poi i doganieri e gli addetti all'immigrazione parlavano inglese, e quando ci si capisce è tutto più semplice!

Finalmente siamo in Iran; la nostra guida ci accompagna a pranzare in un ristorante di una vicina cittadina, poi in un distributore dove farò il primo pieno spendendo meno di 3 €, e poi ad un incrocio da dove proseguiamo autonomamente verso la Qarah Kelisa, o chiesa nera, ovvero il Monastero di San Taddeo.

Ohhh, ohhhh; prima piacevole sorpresa: il telefonino funziona 

La Chiesa neraL'ingresso alla chiesa è a pagamento e così facciamo la prima curiosa scoperta! In Iran oggi danno un numero di vecchi biglietti d'ingresso equivalente al prezzo attuale; e mi spiego: a causa dell'inflazione galoppante i prezzi aumentano rapidamente e così, se il prezzo dell'ingresso è 150.000 Rial, alla cassa danno, ad esempio, 10 biglietti da 15.000 Rial come ricevuta del pagamento!

Terminata la visita proseguiamo verso Tabriz dove arriveremo solo in serata. L'albergo è il Pars, un'ottima e moderna struttura dotata di tutti i comfort.
È tardi, e non c'è neanche il tempo per fare un salto in centro, così ceniamo ed andiamo a dormire!

Abbiamo fatto un mare di chilometri per arrivare in Iran e neanche visitiamo la più grande città dell'Iran nord-occidentale, famosa per i tappeti e dove c'è la bellissima Moschea Blu ed il bazar che è tra i più grandi e vecchi del Medio Oriente, visto che è stato citato anche da Marco Polo! Vabbé, meglio non pensarci!

Ohhh, ohhhh; seconda piacevole sorpresa: in albergo c'è il WiFi ed è anche gratuito WiFi disponibile in Iran

Lunedì 29 aprile – Tabriz > Tehran

Oggi è prevista una noiosa tappa di trasferimento di oltre 600 km. Consultando una guida turistica e guardando la mappa non scopriamo nulla che giustifichi una deviazione, e così ci rassegniamo ad un lungo viaggio in autostrada visto che non c'è altra alternativa perché l'unica altra strada che unisce Tabriz a Tehran scorre parallela all'autostrada ed è transitata da migliaia di camion.

In autostrada rischiamo anche di rimanere senza benzina perché c'è un tratto di oltre 200 km senza distributori; nessuno rimarrà a secco, ma arriviamo a fare benzina che siamo quasi tutti in riserva e con solo pochi km di autonomia.

A Tehran l'albergo è il Enghelab Parsian: non commento, ma metto una foto:

Il bagno dell'Hotel Enghelab Parsian di Tehran

Faccio una doccia ed esco a fare una passeggiata.

Alcuni si sono affrettati per fare un salto in centro al bazar, ma io preferisco rilassarmi visto che domani è prevista una visita guidata della città.
Entro in qualche negozio nelle vicinanze dell'hotel e mi rendo conto che l'embargo evidentemente riguarda solo un numero esiguo di merci visto che gli scaffali sono pieni di prodotti "del grande Satana".
E poi circolano molte auto nuove, e quasi tutte "occidentali" (Toyota e Peugeot, ma anche molte Mercedes).

Rientro in albergo e in attesa dell'ora di cena siedo a chiacchierare nell'area della piscina; poi cena nel "revolving restaurant" (andavano tanto di moda negli anni '70).
Dopo 2 soli giorni in Iran ho capito che hanno una cucina "monotona": spiedini di pollo o altre carni, riso con una leggerissima aromatizzazione di zafferano, ed un'insalata di pomodori, cetrioli e altre erbe! Dolci pochi e non eccellenti, e caffè solo liofilizzato!
E per tutta la mia permanenza in Iran mangerò solo questo anche perché nei ristoranti (indipendentemente dal loro livello) non servono altro!

Martedì 30 aprile – Visita di Tehran

Monumento Azadi di TehranDopo tanto tempo questa è la prima giornata senza prendere la moto!

Visita al palazzo dello scià, poi al bazar, e poi transitiamo di fianco al Monumento Azadi (completato nel 1971 al tempo dello scià Reza Pahlavi in occasione della celebrazione dei 2500 anni della monarchia persiana) che è uno dei simboli di Tehran per dirigerci verso la torre Borj-e-Milad che è la più alta dell'Iran – inaugurata nel 2008 – ed è tutt'ora la 6° del mondo come altezza con i suoi 435 mt.

Tehran è una città la cui area metropolitana è abitata da oltre 14 milioni di abitanti, e quindi è caotica, inquinata e poco vivibile.
A causa dell'intenso traffico la circolazione non è agevole, e poi non è che ci sia molto da vedere.
Adagiata ai piedi di una catena montuosa, è però caratteristica perché vedere le cime innevate dei vicini monti Elburz mentre in città ci sono oltre 30° fa un certo effetto!

Veduta di Tehran

Veduta di Tehran dalla torre Borj-e-Milad

La sera siamo stati ospiti di un conoscente che ci ha offerto la cena in un bel ristorante ubicato nella periferia nord della città (che è la zona residenziale e più ricca della Capitale dell'Iran), e che si trova su delle colline ben più fresche della sottostante metropoli.
Interessanti le chiacchiere informali con questo signore che ci spiega un po di cose sull'Iran da cui ho capito che c'è una situazione molto simile a quella italiana e che consente ad una minoranza di governare il paese.

Mercoledì 1° maggio – Tehran > Esfahan

È prima mattina, ma fa già caldo! Ma serve assolutamente una foto per la serie "striscia lo striscione" e così si decide di tornare con le moto al Monumento Azadi per degli scatti.
La strada da Tehran a EsfahanC'è già un traffico infernale, e per percorrere i pochi chilometri impieghiamo più di 1/2 ora.
Fatte le foto inizia un'interminabile girotondo che è durato oltre un'ora per trovare la strada verso Qom nonostante che fosse ben identificata da cartelli enormi che indicavano sia la cittadina che il nuovo aeroporto internazionale che si trova nella stessa direzione!
Alla fine, dopo una sudata pazzesca, finalmente riusciamo ad uscire dal caos di Tehran per dirigerci verso sud in direzione di Esfahan.

Lungo la strada c'è poco da vedere, facciamo solo una deviazione per visitare le case tradizionali di Kashan, e poi dopo un breve break decidiamo di guidare verso l'interno per recarci in quello che sulla mappa stradale è indicato come "Pittoresque Village", e che non raggiungeremo mai perché la strada è interrotta!

E così proseguiamo su strade interne tra le montagne fino a riprendere l'altra grossa strada (la "65") che collega Tehran a Esfahan e che è percorsa praticamente solo da camion; e così giungiamo ad Esfahan, città stupenda e ricca di storia dove soggiorneremo per 2 notti nell'hotel Aseman, buona struttura ubicata in posizione centrale di fronte ad un bellissimo parco.

Giovedì 2 maggio – Visita di Esfahan

Uno splendore di EsfahanOoohhh, finalmente dopo l'esperienza negativa di Tehran dove la guida era soltanto una persona che parlava un po' d'italiano, abbiamo una vera guida turistica che ci farà visitare la città seguendo un programma prestabilito ed utilizzando un pulmino invece dei taxi trovati per strada!

Ed infatti la visita di Esfahan si è rivelata molto, ma molto interessante e ci ha permesso di ammirare le numerose bellezze architettoniche ed i curatissimi giardini della città!
Tanti bei posti da vedere e tutti illustrati, anche se in inglese, da una persona competente!

La Marbin Fortress ubicata su una collina che domina il territorio circostante, la Cattedrale di Vank, l'enorme Piazza Imam Khomeini con la Moschea dello Scià; e poi il Palazzo Ali Qapu ed il bazar con le tante caratteristiche viuzze piene di negozi e locali tipici. Per me in assoluto la giornata più interessante di tutto il viaggio!

La grande piazza di Esfahan

La grande piazza di Esfahan

La sera abbiamo fatto una bella e lunga passeggiata verso il centro per cenare nell'affollato ristorante di un noto albergo … ma la pietanze gira e rigira sono sempre le stesse: la solita minestra vegetale, spiedini, riso, ed insalata!

Venerdì 3 maggio – Esfahan > Yadz

Come ormai d'abitudine sveglia molto presto anche perché alle 7:00 sono previste delle foto davanti all'albergo per un servizio giornalistico di un giornale locale!

Partiamo appena terminato il servizio, ma subito ci fermiamo di nuovo sempre per la foto della serie "striscia lo striscione" in prossimità di uno dei vecchi ponti sul fiume Zayandeh che attraversa la città, per poi finalmente riprendere la strada verso Na'in.

Meybod - la fortezzaDovrebbe essere facile perché c'è un'unica strada e bisogna andare verso Est (e quindi con il sole negli occhi), ma non si capisce perché riusciamo per la terza mattina consecutiva a sbagliare strada perdendo così del tempo prezioso!

Dopo qualche "scazzio" il gruppo finalmente si ricompatta e raggiungiamo Na'in per la visita alla Moschea ed al Museo di Etnologia.
Oggi è giorno festivo e così inconsapevolmente transitiamo con le nostre moto per una stretta stradina coperta che scopriremo poi essere la via principale del bazar!

Lasciamo la città dopo una lunga sosta per dirigerci a Meybod dove ci sono gli imponenti resti della fortezza di Narin realizzata con fango e paglia secca (materiali ancora oggi usati per gli intonaci).
Lungo la via abbiamo fatto anche una breve sosta presso un grande e ben conservato caravanserraglio, peccato però che al suo interno c'erano solo rifiuti e vecchi copertoni!

Facciamo uno spuntino in una specie di bar e, come sempre, si raduna una folla di curiosi per guardare le nostre moto e chiedere … Where are you from?
Si risponde sempre volentieri anche perché gli iraniani non sono mai invadenti, e poi la loro curiosità è giustificata dal fatto che da queste parti le moto di grossa cilindrata sono rare come le mosche bianche!

ChakChakFa caldo e la temperatura supera abbondantemente i 30°, ma ripartiamo verso Chakchak dove c'è un importante centro zaroastriano incastonato su un lato di una monte. Il paesaggio si fa desertico e selvaggio e le montagne brulle lo rendono ancora più affascinante!

Riprendiamo la strada asfaltata per Yadz, anche se c'era una bella pista battuta … ma meglio non rischiare anche perché se si sfascia la moto da queste parti sono ca$$i amari!
Arriviamo nell'Hotel Mosh Al Mamalek che è ormai sera: una doccia ed è ora di cena!

Sabato 4 maggio – Yadz > Shiraz

Il programma in Iran prevedeva la sosta in 7 città: Tabriz l'abbiamo saltata perché non c'era tempo ed anche a Yadz siamo arrivati troppo tardi anche per fare solo una breve visita in centro!
E così si decide di dedicare almeno un paio d'ore della mattina al centro della città prima di partire per Shiraz; ma è troppo presto ed i negozi sono ancora chiusi, e poi siamo bardati con l'abbigliamento da moto, e così la visita a piedi del cuore della città non è stata agevole.

La tomba di Ciro il GrandeFatto il giro a piedi per vecchio centro di Yadz riprendiamo le moto e proseguiamo verso Shiraz, ma facendo una deviazione verso un passo di montagna subito a sud di Yadz che sembra interessante.
Ed infatti godiamo di paesaggi molto belli percorrendo anche qualche ottima strada curvosa di montagna!
Ci riallacciamo al percorso principale e proseguiamo spediti verso Abarkuh per ammirare un cipresso – monumento nazionale – che sembra abbia più di 4000 anni!

Nel primo pomeriggio riprendiamo la veloce autostrada verso Pasargadae dove all'interno di un esteso sito archeologico c'è la tomba di Ciro il Grande, la fortezza di Toll-e Takht (situata sulla cima di una collina) e altre rovine di due palazzi reali.

Terminata la visita facciamo strada per Shiraz dove alloggeremo nell'hotel Pars International. A causa dei tanti lavori in corso raggiungiamo l'albergo seguendo un taxi a cui avevamo chiesto aiuto e che NON vorrà essere pagato (un particolare che fa capire come gli iraniani ci hanno accolto)!

Domenica 5 maggio – Visita a Persepoli e Shiraz

I resti di PersepoliAppena lasciato l'albergo ci siamo recati in un'agenzia per ritirare i biglietti del traghetto Bandar e Abbas – Sharjah, e poi tutta la mattina è servita per la visita guidata di Persepoli (un'antica città capitale dell'Impero achemenide), Naqsh-e Rostam dove ci sono le imponenti tombe di Dario I (522-486 a.C.), Serse I (486-465 a.C.), Artaserse I (465-424 a.C.), e Dario II (423-404 a.C.).

Il pomeriggio è stato invece dedicato ai vari monumenti e punti d'interesse di Shiraz.

 

Lunedì 6 maggio – Shiraz > Sirjan

La strada per SirjanOggi c'è solo una tappa di trasferimento programmata perché il tragitto diretto Shiraz > Bandar e Abbas sembrava troppo lungo; scopriremo solo sul posto che invece c'è una grossa via di comunicazione che collega direttamente le due città e che percorrendola avremmo potuto tranquillamente evitare la sosta a Sirjan, una desolata cittadina priva di cose interessanti da vedere.

A circa 40 km da Sirjan ci fermiamo per una breve sosta e poco dopo veniamo raggiunti da due poliziotti che vogliono vedere i nostri passaporti … ed iniziano i problemi!

Dal 27 marzo i visti rilasciati dai consolati in Italia hanno un periodo di validità che stabilisce i giorni nei quali è possibile utilizzare il visto per entrare in Iran, e poi sono indicati quanti giorni potrà durare il soggiorno nel paese.
È un sistema complicato che si presta ad interpretazioni, ed infatti i poliziotti lo interpretano nel modo sbagliato affermando che alcuni visti sono scaduti.
Ci scortano così nella vicina Sirjan dove verremo condotti in una stazione di polizia per ulteriori accertamenti.
Dopo circa 1 ora però tutto si risolve per il meglio e possiamo finalmente raggiungere l'Hotel Touris Inn.

L'albergo è in una zona residenziale lontana dal centro, e così passiamo qualche ora chiacchierando nel fresco della sera in attesa di andare a dormire.

Martedì 7 maggio – Sirjan > Bandar e Abbas

Ben poco da raccontare! Una strada a 4 corsie piena di camion che si snoda in un'area a tratti desertica.

In un tratto montuoso abbiamo percorso "in apnea" alcune gallerie non illuminate perché piene dei gas di scarico di file interminabili di vecchi e fumanti autocarri.
Poco prima di Bandar e Abbas scorgiamo un enorme cartello turistico con la scritta "geyser", ma è soltanto un moderno parco acquatico … nulla d'interessante; ma visto che c'era un negozietto che vendeva bibite fresche e gelati ne approfittiamo per fare una sosta visto che ormai la temperatura supera i 35°!

A Bandar e Abbas soggiorniamo nell'Hotel Homa, una grande struttura immersa in un parco.

Prima di cena usciamo per fare un giro di un paio d'ore in centro, ma tolto il solito bazar non c'è niente di particolare.

Mercoledì 8 maggio > Traghetto per gli Emirati Arabi

L'imbarco a Bandar e AbbasÈ la giornata dedicata all'imbarco delle moto sul traghetto che ci porterà negli UAE. Abbiamo appuntamento alle 9:00 nella hall dell'albergo con una persona che ci accompagnerà ed aiuterà ad espletare le procedure burocratiche che si riveleranno lunghe, costose ed estremamente complicate.

Fa molto caldo; partiamo vestiti "leggeri" – senza l'abbigliamento tecnico – per andare prima nella sede della compagnia di navigazione per pagare una tassa e prenotare il passaggio, e poi entriamo nel porto dove ci vorranno quasi 10 ore per ottenere tutti i nulla osta ed i permessi d'imbarco.
Saliremo a bordo del traghetto solo alle ore 21:00!

Il traghetto non è il massimo in quanto a pulizia, ma non è neanche molto peggio dei tanti che operano su certe tratte in Italia.
C'è poca gente (nessun veicolo, solo due rimorchi scarichi), e così possiamo prenderci tutta una fila di sedili per allungarci e dormire. Dopo la partenza ci verrà servita anche la cena: pollo al curry e riso … buono!

Giovedì 9 maggio – Sbarco a Sharjah e Dubai

L'arrivo a Sharjah è previsto per le 9:00, ma alle 6 siamo già tutti svegli e ci ritroviamo sul ponte esterno per prendere un po' d'aria: fa già caldo e l'umidità è notevole!

Sbarchiamo a Sharjah ed ecco la prima brutta sorpresa: avevamo concordato un costo di 350$ per il trasporto delle moto, ma l'addetto della compagnia ora ci chiede ulteriori 120$ per le pratiche doganali!
C'è poco da fare, chiamiamo anche la polizia, ma la procedura è quella e se vogliamo uscire dal porto dobbiamo versare la somma richiesta.

Foto ricordo a "La Vela" di DubaiOnestamente negli UAE mi aspettavo procedure più semplici, ed invece anche qui la burocrazia la fa da padrone con innumerevoli compilazioni di moduli, firme, timbri e pagamenti di balzelli vari!
Per fortuna che ci aiuteranno Fabio (un ragazzo che vive e lavora a Dubai) e Saleh, un motociclista arabo di Dubai.
Lasceremo il porto di Sharjah solo verso le 15:00.
Il traghetto da Bandar e Abbass a Sharjah alla fine si rivelerà molto costo, ben oltre i 500€!

A Dubai alloggeremo nell'Hotel Rimal Rotana, una buona struttura ubicata però a Deira, un'area di Dubai che una volta era il centro commerciale della città, ma che negli ultimi anni ha perso la sua importanza diventando un enorme dormitorio per immigrati, specialmente filippini.

Doccia veloce, e poi subito "on the road" guidati da Fabio che ci porta a fare qualche foto a "La Vela", ovvero il Burj al-Arab che è uno degli hotel più lussuosi del mondo ubicato sulla Jumeirah Beach, a circa 15 km dal centro di Dubai.

E dopo tanti rifornimenti con la pessima benzina iraniana finalmente faccio anche un bel pieno di carburante a 98 ottano a COATTA che sembra rinascere!

Fatte le foto ci dirigiamo nel deserto e dopo aver percorso diversi chilometri tra le dune arriviamo nell'esclusivo resort Bab Al Shams dove abbiamo cenato insieme ad altri bikers di Dubai che ci avevano raggiunto per scambiare quattro chiacchiere.

Veduta del centro di Dubai

Veduta del centro di Dubai

Venerdì 10 maggio – Dubai e Abu Dhabi

COATTA al Burj KhalifaÈ giorno festivo; ci vediamo la mattina con Fabio e Saleh nella hall dell’albergo per poi recarci in un'area di servizio dove saremo raggiunti da molti altri motociclisti locali.
Proseguiremo quindi per Abu Dhabi per visitare il Ferrari World Center, l'Emirates Palace (un lussuoso splendido hotel parzialmente in stile arabo che è lungo circa un chilometro, tutta la struttura è talmente imponente da occupare 100 ettari di terreno) e la fantastica bianca moschea Sheikh Zayed.

Sulla strada del ritorno facciamo una lunga e piacevole sosta nella casa di campagna di una famiglia araba che vuole incontrarci; passeremo un paio d'ore raccontando le nostre esperienze gustando te e caffè arabo, oltre a degli squisiti mango appena raccolti nel giardino circostante.

Rientriamo in albergo giusto il tempo per rinfrescarci e poi subito al Burj Khalifa (la struttura che con i suoi 830 mt è attualmente la più alta del mondo) per vedere lo spettacolo della fontana danzante.

Ceneremo in un ristorante libanese ubicato in un tratto del lungomare di Dubai che nei weekend è estremamente trafficato e dove i proprietari di macchine e moto di grossa cilindrata si sfidano in gare improvvisate nelle partenze dai semafori.
Finiremo la serata all'Hard Rock Cafe ascoltando un po' di musica e bevendo una birra.

L'Emirates Palace di Abu Dhabi

L'Emirates Palace di Abu Dhabi

Sabato 11 maggio – Spedizione delle moto

È la giornata dedicata alla spedizione delle moto che rientreranno in Italia con un container via mare.

La spedizione di COATTACi rechiamo al porto per le poche pratiche burocratiche; svuotiamo i serbatoi della benzina e poi – in attesa che arrivi il camion con il container – ospiti di Saleh andiamo a pranzo in un ristorante tipico frequentato esclusivamente da gente araba e dovo abbiamo potuto gustare tante ottime specialità locali.

Verso le 16:00 ritorniamo al porto per caricare le moto, ma con sorpresa scopriamo che sono già state caricate e ben ancorate. Non rimane che scattare qualche foto ricordo e ritornare, accompagnati dai nostri amici, in albergo.

Nel tardo pomeriggio facciamo un salto in taxi all'Atlantis dove c'è un bell'acquario, e poi ci rechiamo Grosvenor House, un grande ed esclusivo albergo dove il nostro compagno di viaggio Ermes aveva lavorato in passato e dove – suoi ospiti – trascorreremo una indimenticabile serata … che è anche quella dei saluti perché dopo tanti giorni Tobia ed Ermes ci lasceranno per prendere l'aereo che li riporterà a casa.

Aperitivo al quarantaquattresimo piano dell'hotel ammirando un panorama mozzafiato, e poi la cena nel famoso Buddha Bar dove abbiamo gustato ottime pietanze asiatiche … ma non è ancora finita perché dopo cena ci aspetta anche il digestivo nell'area all'aperto del Siddharta Lounge by Buddha Bar!

Domenica 12 maggio – A passeggio per i centri commerciali di Dubai

Giornata interamente dedicata alla visita di un paio d'importanti centri commerciali di Dubai.
Ci muoviamo – dopo aver acquistato un biglietto giornaliero – utilizzando la moderna metropolitana.
Nelle ore centrali della giornata fa molto caldo, e si riesce a girare solo rimanendo all'interno di ambienti condizionati.

Lunedì 13 maggio – Gold Souk, Mall of Emirates, Bikers Cafe e Partenza

Il museo di DubaiLa mattina la dedichiamo alla parte vecchia della città, quella intorno al Dubai Creek: visitiamo a piedi il museo di Dubai ed il Gold Souk; e poi rientriamo velocemente in albergo perché alle 12:00 dobbiamo lasciare le stanze.

Un autista di Saleh ci accompagnerà al Mall of Emirates per una visita allo ski resort, una pista di sci artificiale … nel deserto!!!

Il tardo pomeriggio lo trascorriamo al Bikers Cafè; il tempo scorre veloce ed io dovrei prendere un autobus per raggiungere Abu Dhabi da dove parte il mio volo per Roma, ma il buon Saleh decide che non se ne parla, ma solo perché mi accompagneranno loro in auto fino all'aeroporto dimostrandomi ancora una volta un'accoglienza ed una disponibilità veramente incredibile Accoglienza incredibile

Martedì 14 maggio – rientro a Roma

Volo senza problemi da Abu Dhabi a Roma; poi la solita lunga attesa del bagaglio nell'ambiente fatiscente degli arrivi di Fco.

Guardo la tanta sporcizia per terra e l'erba non tagliata ai lati delle strade; in TV ed alla radio diffondono sempre le solite vecchie notizie sui processi di Berlusconi e mi chiedo: perché son tornato in Italia? 

 

La magia di Campo Imperatore

Erano quasi le 19:00 di sabato 2 marzo quando mi è venuto in mente di chiamare gli amici Paola ed Andrea per fare due chiacchiere e per saper se, visto che per domenica 3 marzo era previsto bel tempo, avevano in programma un giretto in Abruzzo.

Detto e fatto … telefono e mi risponde Andrea; ci raccontiamo un po' di cose e così scopro che avevano in mente di andare a Campo Imperatore!

Uuuhhhhhaaaaooooo … "dove ci vediamo?", è stata la mia richiesta sfacciata ed immediata!

Ci siamo accordati per incontrarci verso le 10:00 in un grosso parcheggio che c'è al bivio sulla SS17 per S. Gregorio.

La giornata era stupenda: cielo terso, temperatura decisamente mite e calma di vento! Il clima ideale per una gita invernale in moto a Campo Imperatore!

Paola ed Andrea sono due veri esperti dell'Abruzzo e da tanti anni ne percorrono in moto le strade ed i sentieri meno noti per scoprirne tutte le bellezze. Conoscendo questa loro passione io mi fido ciecamente delle loro scelte e mi lascio guidare … e non sbaglio perché ogni volta mi fanno scoprire cose semplicemente F A N T A S T I C H E !!!!!

Neve a Campo ImperatoreEd anche stavolta i "Fruschi" (scherzosamente li chiamo così dal nick di Andrea che in internet è Frush) non hanno tradito le mie aspettative perché Paola ha proposto di provare andare al lago di Racollo da dove sarebbe poi iniziato un percorso fantastico alla scoperta di quella che secondo me è la "magia di Campo Imperatore"!

Andrea era un po' titubante (come me) a causa della possibile presenza di ghiaccio, ma ci siamo accordati che al primo accenno di scarsa aderenza avremmo interrotto la gita … ma così non è stato perché il 3 marzo si sono verificate una serie di condizioni difficilmente ripetibili: tanta, ma proprio tanta neve, meteo splendido e strade perfettamente pulite!

Abbiamo così raggiunto prima il lago Racollo (dove c'è anche l'omonimo Rifugio) scendendo da Santo Stefano di Sessanio, e poi Fonte Vetica passando per Castel del Monte.

Il percorso a Campo Imperatore

Non aggiungo commenti perché le foto scattate da Paola parlano da sole … Campo Imperatore non finisce mai di stupire con la sua bellezza mutevole … magica!

Ribadisco che le foto belle (praticamente tutte) sono di Paola; io ne ho scattate solo 3 o 4 con il telefonino e sono facilmente riconoscibili Le kie foto si riconoscono!!!

Qui trovate le foto di Paola

E queste sono invece le "mie", nel senso che le ha scattate sempre Paola e me le ha donate Le foto di Paola a Campo Imperatore