Tour della Grecia in moto

L’ultima volta che ero stato in Grecia fu nel 2013, quando la attraversai da Igoumenitsa a Kavala, prima tappa del mio viaggio in Iran.

All’inizio di quest’anno avevo deciso di tornare in Grecia con la moto per visitarla con calma scegliendo come periodo la metà di settembre per due motivi: meno caldo, e meno gente!

Per il traghetto, dopo aver esaminato le varie possibilità per Igoumenitsa, ho scelto l’imbarco da Brindisi con la compagnia EMMC.

Lunedì 12

Trasferimento a Brindisi via autostrada; la partenza del traghetto era prevista per le ore 20:00, ma al check-in ho scoperto che era stata anticipata alle 19:00.
Traversata con mare calmo; il traghetto non era molto affollato per cui – pur avendo prenotato una poltrona – ho potuto dormire sdraiato sul divano di un salottino.

Martedì 13

È ancora notte e dormo profondamente quando una voce annuncia l’arrivo nel porto di Igoumenitsa! Guardo l’orologio e sono le 2:30 nostre … le 3:30 locali  😯
Chiedo quanto ci vuole allo sbarco, e mi rispondono 10 minuti 
Azz, il traghetto oltre a partire un’ora prima ha anche guadagnato tempo per cui è arrivato in anticipo.
Operazioni di sbarco velocissime, e così alle 4:00 di mattina di una notte senza luna mi ritrovo per le strade di Igoumenitsa  😕
Decido di procedere con molta calma verso Ioannina sulla E92 come da programma; lasciata Igoumenitsa la strada inizia a salire, è buio pesto e non circola nessuno.
Più vado avanti e più le condizioni peggiorano perché la strada continua a salire in un susseguirsi di tornanti, e poi è arrivata anche la nebbia che appanna il parabrezza della Gold Wing impedendomi di vedere davanti. Nel primo paese che incontro mi fermo sotto un lampione davanti il laboratorio di una pasticceria: proseguire in queste condizioni per me è troppo rischioso perché non vedo nulla, per cui aspetterò il sorgere del sole.
Dopo una decina di minuti che ero fermo arrivano due ragazzi che avevo conosciuto sul traghetto a bordo della loro KTM; chiacchieriamo qualche minuto e poi si decide di continuare piano piano verso Ioannina dove le nostre strade si divideranno (loro sono diretti a nord).
Ancora qualche chilometro percorso con molta prudenza e poi finalmente albeggia; anche la nebbia si è diradata ed inizia a circolare qualche macchina, e così arriviamo senza problemi a Ioannina dove ci fermiamo in un bar per fare colazione e chiacchierare un po’.

Ormai è giorno, la temperatura è gradevole, ci salutiamo ed io continuo sulla E92 verso Metsovo: la strada ormai non è più utilizzata e così incontro pietre franate non rimosse e brevi tratti di asfalto riparati alla meglio.

Dopo Metsovo la strada sale; ogni tanto qualche piccola frana e tratti di corsia chiusi, ma il tempo è splendido per cui non mi preoccupo e continuo. Superato Metsovo un cartello avverte “travel at your own risk”; e poi inizia qualche breve tratto di strada senza asfalto.
Finalmente incontro un pickup e chiedo al guidatore se la strada è aperta: mi fa cenno di si e di proseguire … OK si va avanti  🙄
I paesaggi sono belli, si attraversa qualche bosco, ma insomma … nulla di particolare!
Il TomTom mi indicava che l’ultimo tratto (quello sul tunnel dell’autostrada) era chiuso, ed infatti l’ho trovato sbarrato da un guard rail che chiudeva metà della carreggiata. Superato quest’ultimo tratto ho continuato senza problemi sulla parte ancora in uso della E92 che collega l’autostrada e Kalampaka.

Arrivato a Meteora sono rimasto incantato dalla vista dei monasteri costruiti in cima alle coste rocciose dalle alte pareti a picco … sembrano irraggiungibili!
L’area e tutta molto bella e ben curata, e nonostante la bassa stagione c’erano molti turisti.

Vista di Meteora - Grecia

La stanchezza iniziava a farsi sentire; la giornata era stata lunga e così ho pranzato in una taverna di Kastraki, e poi mi sono riposato nell’ottimo Hotel “Guesthouse Papastathis” che avevo prenotato.

Mercoledì 14

Giornata dedicata al trasferimento ad Ilia, un piccolo borgo sulla grande isola di Eubèa (o Èvia) ubicata ad est di Atene. Sono partito verso le 8:00 per dirigermi verso Karditsa e poi Lamia, superata la quale la strada è diventata meno noiosa migliorando gradualmente man mano che mi avvicinavo a Delphi dove ho fatto una brevissima sosta.
Belli i panorami che ho potuto ammirare scendendo da Delphi sulla “48”, strada che ho abbandonato per procedere su strade secondarie verso Davlia, e poi Katalyma e Kalapodio per giungere a Arkitsa da dove parte l’unico traghetto disponibile per raggiungere il nord dell’isola di Eubèa.

Durante il percorso ho attraversato diversi paesi e sono rimasto sorpreso dal fatto che le strade all’interno dei piccoli centri abitati sono veramente molto strette, tanto da permettere a malapena il passaggio di una sola auto; caratteristica che ho riscontrato in quasi tutti i piccoli borghi che ho attraversato.

Arrivato a Arkitsa, in attesa del traghetto, ho pranzato in uno dei locali di fronte al piccolo porto, poi alle 15:00 la breve traversata verso Edpsou ed i pochi chilometri per giungere a Ilia.

Il traghetto per Edpsou

Ilia onestamente la immaginavo più carina: mi ha dato l’idea di un posto in abbandono; sicuramente in passato deve aver conosciuto giorni migliori perché su quel poco che rimane della spiaggia di ciottoli erosa dal mare ci sono ancora i resti di vecchie docce ed ombrelloni.
Ho dormito nel’Hotel Balaska, una struttura a gestione familiare dove la sera ho anche cenato.

Giovedì 15

Avevo pianificato l’attraversamento di tutta l’isola fino a Marmari da dove avrei preso il traghetto per Rafina, ma arrivato in prossimità di Chalkida – visto che il panorama mi sembrava monotono – ho deciso di attraversare l’unico ponte che collega l’isola alla terraferma e di procedere verso sud per andare a visitare il Tempio di Poseidone a Sounio.

Tempio di Poseidone

Bella tutta l’area e la strada costiera, che ho percorso lentamente ammirando il paesaggio mentre proseguivo verso Glyfada, una località nella periferia sud di Atene.

Avevo prenotato l’Hotel Villa Orion tramite Booking, ma la sera prima ho ricevuto una telefonata da un impiegato di Booking che, scusandosi, mi avvisava che l’hotel da me scelto era pieno proponendomi il Mirada Hotel ed il rimborso della differenza in quanto costava di più. Ho accettato e riprenotato senza controllare le caratteristiche della struttura che ho poi scoperto essere un albergo utilizzato soprattutto per incontri sessuali: specchi enormi in camera, film porno all’accensione della TV, ed un arredamento “particolare”. Comunque non era male 😉  perché vicino al centro, al mare, ed alla stazione dei tram per Atene.

Venerdì 16

Si va nel Peloponneso! Su un forum mi era stato suggerito di prendere l’autostrada per Corinto in modo da evitare il traffico intorno ad Atene, e così ho fatto.

Il Canale di Corinto

Breve sosta per scattare qualche foto allo stretto canale, e poi ho continuato lungo la costa visitando in sequenza le aree del Teatro di Epidauro, di Micene e la Fortezza di Palamidi a Nafplio. Strade molto belle, specie quella che da Porto Cheli giunge a Nafplio attraversando una zona montuosa.

Veduta dalla Fortezza di Palamidi

Ho pernottato nell’ottimo Blue Sky Apartments & Rooms di Xiropigado, una pensione con annesso ristorante a conduzione famigliare direttamente sul mare: camera dotata di tutti i comfort con balcone vista mare, la spiaggia a 10 (dieci veramente) metri, parcheggio per la moto coperto, WiFi anche in spiaggia … mi sono trovato talmente bene che ho deciso di fermarmi 2 notti per godermi un’intera giornata di mare 

Sabato 17

Sosta al mare a Xiropigado

Sosta al mare in Grecia

Domenica 18

Si va ancora più a sud! Strada bellissima lungo la costa con panorami mozzafiato fino a giungere a Monemvasia dove ho fatto una breve visita perché la temperatura era di 36°, e passeggiare per le stradine del borgo con stivali e pantaloni da moto è stata una sofferenza.

Monemvasia

Ho poi proseguito in direzione di Gerolimenas dove ho pernottato al Pyrgoi Theodorakaki.
Gerolimenas offre veramente poco perché è solo un piccolo borgo con molte case abbandonate; sconsiglio sia l’albergo Pyrgoi Theodorakaki perché la camera non è confortevole, sia l’annesso ristorante perché esageratamente caro  🙁

Lunedì 19

Trasferimento a Olympia; fino a Kalamata mi sono goduto dei piacevoli panorami su una bella strada costiera, ma poi è iniziato a piovere – anche forte – ed ha smesso solo quando ero ormai giunto a pochi chilometri da Olympia dove avevo prenotato l’Hotel Kronio, un buon albergo vicinissimo al sito archeologico ed al museo.

Nel pomeriggio ho visitato l’area con i resti della vecchia Olympia e l’interessante museo, e poi ho cenato in uno dei tanti ristoranti che si trovano sulla via principale della piccola cittadina.

Il museo di Olympia

Martedì 20

Veduta dalla terrazza del Sundy's StudiosPer raggiungere l’isola di Lafkada avevo programmato un percorso verso Patrasso su strade interne, ma vista la pioggia del giorno precedente ho chiesto consiglio al proprietario dell’albergo il quale mi ha consigliato di prendere la strada principale che scorre lungo la costa. Giunto a Patrasso, ho poi continuato come da programma su strade secondarie molto belle fino a Nydri dove ho soggiornato nell’ottimo Sundy’s Studios, il miglior albergo di tutta la mia vacanza in Grecia  😀

Il meteo era estremamente variabile, ho provato a scendere in spiaggia, ma subito è iniziato a piovere leggermente costringendomi a rientrare in albergo. Pioggia che però è durata giusto pochi minuti, e così dopo una bella doccia sono uscito a passeggiare per la carinissima Nydri ancora affollata di turisti e vacanzieri.

Mercoledì 21

La sera avevo il traghetto Igoumenitsa > Brindisi; dopo un’ottima colazione sulla terrazza del Sundy’s Studios ho dedicato parte della giornata alla scoperta della bellissima isola di Lefkada, per poi dirigermi con calma al porto di Igoumenitsa per l’imbarco.

Giovedì 22

Arrivo in orario a Brindisi e veloce trasferimento in autostrada fino a casa: fine del tour della Grecia in moto.


I percorsi di questo viaggio sono disponibili su Tourstart.org e possono essere scaricati liberamente in vari formati per poter essere utilizzati sui navigatori GPS  😉


Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Da Roma a Dubai in moto

Era da tanto tempo che volevo visitare l'Iran in moto, e quando qualche mese fa ho letto che Motovacanze.it stava organizzando un viaggio esplorativo dall'Italia a Dubai via Grecia, Turchia ed Iran ho aderito immediatamente!

Sull'Iran avevo saltuariamente letto informazioni non troppo tranquillizzanti, ed anche la presentazione del viaggio di Motovacanze.it in parte lo confermava proponendolo solo a motociclisti con buona esperienza e spirito di adattamento.

Ho così presentato la mia richiesta non certo di venir accettato ed anche con un po' di preoccupazione che nei mesi successivi è però svanita completamente man mano che acquisivo notizie attendibili sul paese.

Il raid ( qualcuno li definisce così Raid to Dubai ) prevedeva l'attraversamento della Grecia, la visita della costa sud della Turchia, dell'Iran e poi alcuni giorni negli Emirati Arabi (Dubai ed Abu Dhabi), ma per me questo è stato sin dall'inizio e rimarrà per sempre il viaggio in Iran.
E l'Iran mi ha positivamente sorpreso perché ho trovato sempre persone cordiali e disponibili, oltre ad una buona qualità di servizi.

Per quella che è stata la mia esperienza il viaggio in Iran NON ha presentato alcuna difficoltà, e quindi a mio parere può essere affrontato da chiunque anche in solitaria perché il livello di sicurezza è altissimo e strade, alberghi, sistemi di comunicazione, ristoranti, etc sono di buona qualità.

Alcune note "pratiche" sull'IRAN:

  1. per entrare con la moto in Iran è indispensabile il Carnet de Passages en Douane (CPD). Nel sito dell'ACI ci sono tutte le informazioni necessarie per ottenerlo. La fidejussione può essere chiesta ad una Banca o ad una Assicurazione. I costi sono alti e variano in funzione del valore della moto. Per conoscere i valori della fidejussione è sufficiente inviare una email all'ufficio competente dell'ACI; a me hanno risposto subito.
  2. Per il visto d'ingresso in Iran bisogna invece rivolgersi ad un'agenzia specializzata la quale procurerà l'autorizzazione necessaria per il rilascio del visto che ora deve essere chiesto personalmente ai Consolati in quanto vengono prese le impronte digitali.
    Una novità introdotta dal 27 marzo è che si deve obbligatoriamente varcare la frontiera iraniana entro 15 giorni dalla data del rilascio del visto, e poi si può restare nel paese per 19 – o altro numero – giorni.
  3. Pratiche doganali: sono lunghe ed alcuni passaggi appaiono veramente incomprensibili; noi in 8 moto abbiamo impiegato circa 2 ore e 1/2 per entrare in Iran, ma 2 ciclisti arrivati dopo di noi in un'oretta se la sono cavata.
  4. Serve l'assicurazione, e quindi controllate che nella vostra Carta Verde l'Iran sia incluso. Si può stipulare una polizza anche in Iran, ma il contratto è comunque annuale. Chi di noi non l'aveva ha speso circa 40€, ma abbiamo perso 2 ore di tempo in un'agenzia di Tehran.
  5. L'inflazione è galoppante e quindi conviene cambiare piccole quantità di denaro alla volta ($ e € vengono accettati senza problemi). Per darvi un'idea della svalutazione del Rial quando siamo entrati cambiavano 1€ a 42.000 Rial, dopo neanche 10 giorni per 1€ davano oltre 46.000 Rial.
    Il cambio si effettua presso negozi o Money Change; da evitare invece le persone che per strada offrono cambi a tassi molto più alti perché rifilano banconote false.
  6. Le nostre carte di credito ed i bancomat NON sono abilitati.
  7. I WiFi sono disponibili in quasi tutti gli alberghi, ed anche in luoghi pubblici come ad esempio la Torre Milad (la sesta torre più alta del mondo nel "The Tehran International Trade and Convention Center").
    I social network (Facebook, Twitter, Flickr etc) sono banditi, ma basta scaricare apposite app per potervi accedere (chiedere ai ragazzi iraniani).
  8. I telefonini funzionano regolarmente in roaming e la copertura è ottima.
  9. NON ci sono limitazioni all'uso di macchine fotografiche, videocamere e GPS.
    Molte foto e tutti i filmati li ho realizzati con una telecamera applicata sul casco.
  10. La carta igienica C'È abbondante in tutti i bagni – e su tutti i tavoli di bar e ristoranti hanno l'abitudine di mettere una scatola di fazzolettini di carta!
    Non so chi abbia messo in giro la balla colossale che in Iran manca la carta igienica!
  11. Confermo invece che in molti distributori la benzina è di pessima qualità (basso numero di ottano) e credo (ma non ne sono certo) leaded, e quindi a mio parere conviene decatalizzare la moto.
    Il carburante in compenso costa veramente poco visto che con 1€ si prendono oltre 6 litri si benzina.
    NON ci sono restrizioni al consumo di carburante. Ai locali aventi diritto vengono assegnati 60 litri al mese al prezzo politico di 4000 Rial, mentre ulteriori quantità possono essere acquistate liberamente a 7000 Rial al litro (e questo è il prezzo che pagano gli stranieri).
  12. Il traffico nelle grandi città è caotico e nelle rotonde vige la regola che passa per primo il più grosso e cattivo.
    I pedoni invece non hanno diritti, e quindi anche quando attraversano con il verde possono essere investiti.
  13. Con le moto gli stranieri possono percorrere le autostrade senza pagare. In Iran non possono circolare moto di grossa cilindrata (se non sbaglio sopra i 200 cc) e le autostrade sono vietate alle due ruote; ma per gli stranieri il divieto non vale e gli addetti ai caselli lasciano passare senza chiedere il pedaggio.
  14. I controlli con i telelaser sono abbastanza frequenti, e non sorprendetevi se gli agenti delle pattuglie vi guarderanno con stupore quando gli sfreccierete di fianco!
  15. Le mappe GPS "open source" scaricate da http://garmin.openstreetmap.nl/ funzionano benissimo; hanno solo qualche piccolo difetto facilmente individuabile e superabile riprogrammando il percorso.

Viste le difficoltà burocratiche a MIO parere arrivati a Shiraz NON conviene proseguire verso sud per traghettare negli UAE perché:

  • nel sud dell'Iran non c'è quasi nulla di veramente interessante da vedere.
  • Le procedure burocratiche sia a Bandar e Abbas (IRAN) che a Sharjah (UAE) sono eccessivamente lunghe, complicate e costose.
  • Il costo del traghetto Iran > UAE e la spedizione delle moto in Italia ha costi esorbitanti (quasi 600€ per fare una tratta come Civitavecchia – Olbia, e poi circa 700€ per spedire la moto in Italia in un container da 40').

Qualche commento generale sugli altri paesi

La Grecia l'abbiamo attraversata in una giornata, e quindi non ho potuto apprezzare nulla. Carina la città di Kavala. Spero di tornare il Grecia quanto prima per visitarla come merita.

La parte della Turchia che abbiamo attraversato e visitato invece mi ha un po' deluso. Alcuni tratti di costa sono molto belli, ma troppo è il territorio che è stato devastato per costruire nuove vie di comunicazione e centinaia di enormi brutti alberghi.

Conoscevo Dubai dove ero già stato molti anni fa, e quindi non mi aspettavo nulla di più oltre alle tante esagerazioni realizzate negli ultimi anni  come Burj al-Arab – l'albergo più lussuoso del mondo; Burj Khalifa – la struttura realizzata dall'uomo più alta del mondo; Ski Dubai – una stazione sciistica al coperto; Dubai Mall – il più grande centro commerciale del mondo etc, etc.
Molto positiva invece la conoscenza che ho fatto di alcune persone del luogo che mi ha permesso di capire alcuni aspetti di una società dove il potere politico ed economico è nelle mani di poche persone.

Tutte le foto del viaggio le trovate in una raccolta che ho creato sul Flickr:

La raccolta di foto del viaggio da Roma a Dubai in moto

 

I video sono invece sul mio canale YouTube Video su YouTube

Qui invece trovate una mappa animata del mio viaggio in Iran!

Il racconto del viaggio giorno x giorno

Sabato 20 aprile – La partenza

COATTA alla partenzaCOATTA è già carica, e così verso le 8:30 parto da casa per raggiungere Ancona dove è previsto l'imbarco sul traghetto che ci porterà a Igoumenitsa.
Ho montato dei collettori senza catalizzatore ed il rumore dello scarico è aumentato parecchio tanto che nelle gallerie mi da un po' fastidio.
Arrivo al porto verso le 11:30 ed i partecipanti al mio e ad altri tour sono già quasi tutti già presenti.
Saluto diverse persone che conosco e chiacchiero a lungo con gli amici Paola ed Andrea che sono diretti in Turchia.

 

Domenica 21 aprile – Igoumenitsa > Kavala

Poco prima dello sbarcoLa traversata avviene senza problemi: mare calmo e tempo buono; arriviamo a Igoumenitsa con un po' di ritardo che aumenta a causa delle procedure di sbarco che sono inspiegabilmente lunghe.

Prima sorpresa: qualcuno m'informa che per parecchi giorni il programma prevede il viaggio insieme ai partecipanti del tour in Turchia.
L'idea non mi piace affatto, perché quando si è in troppi si viaggia male e si perde troppo tempo nelle soste.
Ed infatti, subito dopo lo sbarco prima lunga fermata per fare rifornimento, e poi tutti in colonna lungo la noiosissima autostrada che taglia tutta la Grecia fino a Kavala dove arriviamo nel tardo pomeriggio.

Il pernottamento è previsto nell'Airotel Galaxi; una buona struttura affacciata sul porto. Giusto il tempo per fare una doccia, una breve passeggiata sul lungomare e poi una bella birra fresca in compagnia di alcuni amici prima di andare a cena.

Lunedì 22 aprile – Kavala > Bergama (Turchia)

Le rovine di troiaLa mattina scendo insieme a Carlo (il compagno di viaggio con cui divido la camera) con un po' d'anticipo sull'orario di partenza, ed appreso che Tobia, Ermes, Roberto e Gianfranco (altri 4 partecipanti al viaggio in Iran) sono già partiti decidiamo anche noi di avviarci verso la frontiera turca in modo di arrivare alla spicciolata per favorire le procedure d'immigrazione e doganali.
Strada facendo li raggiungiamo, e così si formerà il gruppetto molto affiatato con il quale ho fatto gran parte del viaggio in Turchia.

La tappa di oggi è lunga (600 km) e noiosa; inoltre non ci sono attrazioni tali da giustificare modifiche del percorso, per cui procediamo come da programma fermandoci solo per una breve deludente visita ai pochi e malandati resti della città di Troia.

Arriviamo all'hotel Berksoy di Bergama nel tardo pomeriggio; dopo esserci rinfrescati e rilassati gustiamo una birra nell'attesa che arrivi il "gruppone" per la cena. Per fortuna il cibo del buffet non era della stessa qualità dell'albergo …

Martedì 23 aprile – Bergama > Efeso > Pamukkale > Fethiye

Il teatro di EfesoDecidiamo di partire una mezz'oretta prima rispetto al programma e così verso le 6:30 siamo già in viaggio verso Efeso per la visita agli importanti resti archeologici di quella che fu una delle più grandi città dell'antica Anatolia.

Il tempo è splendido e la temperatura sale rapidamente: la scelta di partire presto si rivelerà ottima!

Per raggiungere Efeso abbiamo percorso un breve tratto di autostrada a pagamento; prima d'entrare, durante il percorso e poi all'uscita ci siamo fermati per acquistare la tessera, ma non siamo mai riusciti a prenderla perché tutti i punti vendita ne erano sprovvisti.
La cosa si ripeterà anche nei giorni successivi tanto che siamo usciti dalla Turchia senza riuscire a pagare i pedaggi!

La visita di Efeso è stata molto interessante; grandioso ed impressionante l'anfiteatro da 24.000 spettatori, ma molto bella anche la strada principale e la piazza del mercato. E ci sono volute oltre 2 ore perché c'era una gran folla di turisti che impediva di muoversi speditamente.

Riprese le moto ci siamo diretti verso Pamukkale che abbiamo raggiunto dopo aver fatto uno spuntino in una caratteristica trattoria dove abbiamo gustato un buonissimo panino farcito con pollo e verdure cotte alla piastra.

Vista di PamukkalePamukkale e un "castello di cotone" creato dall'acqua che sgorga da varie fonti termali e che, essendo sovrasatura di ioni calcio, a seguito di reazioni chimiche naturali rilascia carbonato di calcio il quale depositandosi crea spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna rendendo così l'area simile ad una fortezza bianca con cascate che sembrano di ghiaccio.
L'accesso può avvenire solo a piedi nudi attraversando dei piccoli ruscelli d'acqua che vengono a rotazione sapientemente deviati in modo da alimentare costantemente tutta la zona.

Dopo neanche due giorni il nostro gruppetto di 6 persone è diventato un'unità molto affiatata tanto che basta veramente poco per prendere decisioni, e così abbiamo stabilito di fare un'altra deviazione rispetto al tracciato originale per percorrere una strada secondaria panoramica veramente molto bella, e che ci ha anche fatto risparmiare un po' di strada.
Siamo così arrivati a Fethiye nell'hotel Atapark nel tardo pomeriggio, ma comunque prima del tramonto … e come sempre doccia, birretta rinfrescante e poi cena!

Mercoledì 24 aprile – Fethiye > Alanya

Da programma doveva essere poco più di una tappa di trasferimento durante la quale ammirare il paesaggio, ed invece l'abbiamo trasformata in una delle più belle ed interessanti giornate.

Vista di KekovaCome ormai d'abitudine siamo partiti presto e ci siamo diretti verso Kas dove abbiamo fatto una sosta caffè nel bellissimo porticciolo, per poi riprendere subito la strada verso Kekova con lo scopo di fare una gita in battello per visitare i resti sommersi di un'antica città.
Abbiamo contrattato la gita in barca di un'ora con un tipo veramente buffo, ma preciso; la bella giornata, il mare calmo e l'acqua cristallina ci hanno permesso di ammirare i resti di quello che fu il grande insediamento di Apollonia, un'antica città distrutta da un terremoto.

Tornati dalla gita in barca abbiamo pranzato all'aperto a base di pesce in un ristorante del porto … e per fortuna che c'era con noi Tobia altrimenti ci avrebbero sicuramente rifilato del pesce congelato Pesce surgelato?

Dopo pranzo abbiamo continuato verso Antalaya decidendo di NON fermarci a Chimaera (presso Cirali) per vedere i fuochi naturali anche perché di giorno l'effetto è minimo.

Questo tratto di costa è quello che meno mi è piaciuto perché troppo deturpato da nuove strade in costruzione e da enormi edifici: troppo ferite al territorio che non guariranno mai più!

E così siamo giunti, dopo aver attraversato decine di paesi, nella città di Alanya che ha me ha fatto veramente una pessima impressione: solo brutti, anonimi ed enormi alberghi uno attaccato all'altro!
Abbiamo alloggiato nell'hotel Kleopatra Royal Palm dove orde fameliche di anziani turisti nordici aspettavano nella hall solo l'orario di apertura del buffet per lanciarsi sulle pessime pietanze e divorarle! Che tristezza Assalto al buffet

Dopo aver bevuto una birra in un bar sul lungomare verso le 20:00 abbiamo mangiato qualcosa di quello che era rimasto del buffet; e poi dopo cena una breve passeggiata subito a dormire pensando … per fortuna che domani ce ne andiamo!

Giovedì 25 aprile – Alanya > Tarsus

Come al solito partiamo prima degli altri – ma solo dopo aver bisticciato con un cameriere e tentato di fare colazione nell'enorme salone dell'albergo spiluccando qualcosa tra varie cibarie dall'aspetto non troppo rassicurante Cibo cattivo – percorrendo la strada costiera in direzione di Anamur dove ci fermeremo per visitare il Castello di Mamure.

A pranzo ad AphroditeDopo una passeggiata tra le mura della fortezza per fare un po' di foto proseguiamo lungo la costa sempre attenti a scoprire eventuali punti d'interesse che meritino una visita, e bingo: vediamo un cartello "Aphrodite" e senza indugio imbocchiamo una fantastica stradina che si snoda in un promontorio (a sud di Yesilovacik) verso il mare!
E la nostra curiosità verrà premiata perché abbiamo raggiunto un fantastico piccolo golfo con un villaggio dove abbiamo pranzato a base di pesce dopo che alcuni avevano fatto il bagno nell'acqua sorprendentemente già calda del mare.

Tempo fantastico, veduta stupenda e così chiacchierando piacevolmente abbiamo fatto una sosta di oltre 2 ore durante la quale abbiamo anche deciso di lasciare la litoranea per avventurarci verso l'interno in direzione di Olba Diocesarea, un'antica città romana dove sono presenti numerosi resti ben conservati di templi e costruzioni. Da Aphrodite abbiamo percorso una stradina panoramica molto bella che ci è stata consigliata da un locale, e che ci ha portato a riprendere la strada costiera una decina di chilometri più ad est da dove abbiamo poi continuato per Silifke per poi deviare per Olba … ma sorpresa: la strada è interrotta Strada interrotta per Olba

Incontri in TurchiaMentre stiamo decidendo sul da farsi arriva un signore su un'auto scassatissima che a gesti – ma anche aiutandosi con disegni sul terreno – ci spiega che l'interruzione può essere aggirata facendo una deviazione su una strada sterrata, e ci invita a seguirlo.
E così percorriamo circa 5 km di una strada bianca veramente mal messa con pietre e tornanti molto stretti in salita che ci permette però di riprendere la via per Olba Diocesarea e che raggiungiamo ammirando dei paesaggi veramente molto belli.

Dopo aver visitato i resti dell'antica città ci avviamo di buon passo verso Tarsus percorrendo anche un'altro tratto di autostrada che non sappiamo come pagare.
C'è molto traffico rallentato dai tanti mezzi industriali e così raggiungiamo l'albergo Selale Otel (veramente una pessima struttura) giusto poco prima del tramonto.

Ceniamo insieme al resto del "gruppone" in un vicino ristorante.
Da Tarsus si uniranno a noi Dino e Donatello, gli altri due partecipanti al tour "Oro Nero" che fino a quel momento avevano viaggiato insieme ai quelli del giro in Turchia.

Venerdì 26 aprile – Tarsus > Diyarbakir

Non sono uno schizzinoso, ma non sono riuscito neanche a prendere un caffè dalla puzza che c'era nel salone per la colazione, per cui sono stato ben felice quando abbiamo lasciato lo schifosissimo hotel Selale per prendere l'autostrada in direzione di Sanliurfa!

Particolare del centro di SanliurfaArriviamo in città che fa parecchio caldo; aiutati da una pattuglia della polizia posteggiamo le moto in un luogo sicuro e poi ci dirigiamo nel vicino centro per visitarlo (c'è un ampio parco verde con una moschea ed una grande vasca piena di carpe ed altri pesci) e per mangiare qualcosa in un ristorante / bar all'aperto.
Ordiniamo qualcosa, ma mentre le bevande ci vengono portate subito per il cibo attenderemo oltre un'ora perché … lo hanno ordinato da qualche altra parte ed arriverà confezionato e trasportato con un motorino!
Pazienza, abbiamo aspettato parecchio, ma almeno era gustoso Cibo gustoso in Turchia

Riprendiamo le moto e proseguiamo per Diyarbakir dove arriviamo nel tardo pomeriggio.
A causa di strade a senso unico incontriamo delle difficoltà a raggiungere il Park Vadi Hotel, e così per la seconda volta nella giornata ci aiuta una pattuglia della Polizia che ci scorta fino all'ingresso dell'albergo raccomandandoci di non lasciare le moto per strada perché il luogo non è sicuro.

E così, per la seconda volta dalla partenza mi arrabbio Hotel senza parcheggio
E si; m'incazzo parecchio perché chi organizza questi viaggi dovrebbe sapere che i motociclisti hanno esigenze particolari e non si possono prenotare strutture senza un parcheggio privato sicuro!
Comunque, nonostante la presenza di un parcheggio coperto a pochi metri, si decide di lasciare le moto in una vicina piazza definita "sicura".
Mi girano parecchio le 00, e così dopo una doccia esco a fare una passeggiata per calmarmi un po' 

La cittadina non è poi così male, e ci sono anche tanti bei ristoranti che servono pietanze appetitose … m'è venuta fame!

Verso le 20:30 andiamo a cena (era inclusa) e, dopo aver aspettato parecchio, ci viene servito un misero piatto con un po' di riso, due pezzettini di pollo ed un'altra schifezza che non ho neanche assaggiato!
Vabbé, inutile arrabbiarsi di nuovo, meglio un'altra passeggiata gustando un enorme gelato!

Sabato 27 aprile – Diyarbakir > Dogubayazit

Sveglia all'alba, ma solo perché la finestra della stanza non ha le tende che impediscono l'ingresso della luce, e poi perché si trova al primo piano su una strada trafficata!

Veduta del ponte sul Tigri - HasankeyefUn caffè liofilizzato e poi subito in sella perché i chilometri da percorrere nella giornata sono veramente tanti in quanto abbiamo deciso di fare anche una deviazione per visitare Hasankeyf, un'antica città romana ubicata sul Tigri dove sono ancora presenti i resti di un ponte costruito nel 12° secolo (il più grande ponte del periodo medioevale).

Terminata la visita della città abbiamo ripreso la strada principale per Tatvan, prima grossa città sulle sponde del grande lago di Van.
Dopo una breve sosta per mangiare qualcosa e riposarci abbiamo fatto un'ulteriore deviazione per andare a visitare il lago "Nemrut Gölü" che si trova ad una quota di 2250 mt e che è raggiungibile percorrendo una strada per molti tratti sterrata e con fango formato dalla neve in scioglimento.
Sulla via del ritorno abbiamo incontrato due motociclisti che stanno facendo il giro del mondo su due KTM 1190.

Si era fatto abbastanza tardi e così continuiamo speditamente verso Dogubayazit, anche perché ormai viaggiamo costantemente in quota e dopo il tramonto la temperatura scenderà rapidamente.
Ci fermiamo solo pochi minuti alla cascate di Muradiye (nulla di eccezionale), per poi riprendere il viaggio verso la città più orientale della Turchia seguendo le indicazioni stradali "IRAN".

Raggiungiamo l'Hotel SimEr "on the road to Iran" che è quasi notte: la giornata è stata lunga ed intensa, ma il confine iraniano è ormai a soli 30 chilometri!
L'hotel non è nulla di eccezionale, ma è pulito ed i servizi funzionano bene. Il personale è gentile e finalmente ci viene servita una buona cena!

Il monte Ararat

Veduta del monte Ararat arrivando a Dogubayazit

Domenica 28 aprile – Dogubayazit > Tabriz

Sveglia alle 5:00 per recarci a visitare solo dall'esterno il Isak Pasa Sarayi, un complesso costruito in cima ad una collina nello stile tipico dell'Impero Ottomano.
Il palazzo ha stanze dedicate alla residenza del governatore, al suo harem ed altre aree per gli uffici amministrativi.

Dopo aver scattato alcune foto siamo tornati in albergo per fare colazione, caricare i bagagli e quindi avviarci verso la frontiera iraniana. Poco prima della frontiera un'altra deviazione ci farà perdere tempo prezioso perché il "programma" prevede la visita ad un piccolo cratere formato da un meteorite precipitato alla fine del 1800.
Scattiamo qualche foto e finalmente arriviamo alla frontiera: circa un'ora per uscire dalla Turchia e poi 2 ore e 1/2 per entrare in Iran.
È arrivata una guida che ci aiuterà nelle procedure doganali anche se ho avuto l'impressione che non fossero così complicate visto che due ciclisti italiani arrivati dopo di noi hanno completato tutta la procedura in poco tempo.
E poi i doganieri e gli addetti all'immigrazione parlavano inglese, e quando ci si capisce è tutto più semplice!

Finalmente siamo in Iran; la nostra guida ci accompagna a pranzare in un ristorante di una vicina cittadina, poi in un distributore dove farò il primo pieno spendendo meno di 3 €, e poi ad un incrocio da dove proseguiamo autonomamente verso la Qarah Kelisa, o chiesa nera, ovvero il Monastero di San Taddeo.

Ohhh, ohhhh; prima piacevole sorpresa: il telefonino funziona 

La Chiesa neraL'ingresso alla chiesa è a pagamento e così facciamo la prima curiosa scoperta! In Iran oggi danno un numero di vecchi biglietti d'ingresso equivalente al prezzo attuale; e mi spiego: a causa dell'inflazione galoppante i prezzi aumentano rapidamente e così, se il prezzo dell'ingresso è 150.000 Rial, alla cassa danno, ad esempio, 10 biglietti da 15.000 Rial come ricevuta del pagamento!

Terminata la visita proseguiamo verso Tabriz dove arriveremo solo in serata. L'albergo è il Pars, un'ottima e moderna struttura dotata di tutti i comfort.
È tardi, e non c'è neanche il tempo per fare un salto in centro, così ceniamo ed andiamo a dormire!

Abbiamo fatto un mare di chilometri per arrivare in Iran e neanche visitiamo la più grande città dell'Iran nord-occidentale, famosa per i tappeti e dove c'è la bellissima Moschea Blu ed il bazar che è tra i più grandi e vecchi del Medio Oriente, visto che è stato citato anche da Marco Polo! Vabbé, meglio non pensarci!

Ohhh, ohhhh; seconda piacevole sorpresa: in albergo c'è il WiFi ed è anche gratuito WiFi disponibile in Iran

Lunedì 29 aprile – Tabriz > Tehran

Oggi è prevista una noiosa tappa di trasferimento di oltre 600 km. Consultando una guida turistica e guardando la mappa non scopriamo nulla che giustifichi una deviazione, e così ci rassegniamo ad un lungo viaggio in autostrada visto che non c'è altra alternativa perché l'unica altra strada che unisce Tabriz a Tehran scorre parallela all'autostrada ed è transitata da migliaia di camion.

In autostrada rischiamo anche di rimanere senza benzina perché c'è un tratto di oltre 200 km senza distributori; nessuno rimarrà a secco, ma arriviamo a fare benzina che siamo quasi tutti in riserva e con solo pochi km di autonomia.

A Tehran l'albergo è il Enghelab Parsian: non commento, ma metto una foto:

Il bagno dell'Hotel Enghelab Parsian di Tehran

Faccio una doccia ed esco a fare una passeggiata.

Alcuni si sono affrettati per fare un salto in centro al bazar, ma io preferisco rilassarmi visto che domani è prevista una visita guidata della città.
Entro in qualche negozio nelle vicinanze dell'hotel e mi rendo conto che l'embargo evidentemente riguarda solo un numero esiguo di merci visto che gli scaffali sono pieni di prodotti "del grande Satana".
E poi circolano molte auto nuove, e quasi tutte "occidentali" (Toyota e Peugeot, ma anche molte Mercedes).

Rientro in albergo e in attesa dell'ora di cena siedo a chiacchierare nell'area della piscina; poi cena nel "revolving restaurant" (andavano tanto di moda negli anni '70).
Dopo 2 soli giorni in Iran ho capito che hanno una cucina "monotona": spiedini di pollo o altre carni, riso con una leggerissima aromatizzazione di zafferano, ed un'insalata di pomodori, cetrioli e altre erbe! Dolci pochi e non eccellenti, e caffè solo liofilizzato!
E per tutta la mia permanenza in Iran mangerò solo questo anche perché nei ristoranti (indipendentemente dal loro livello) non servono altro!

Martedì 30 aprile – Visita di Tehran

Monumento Azadi di TehranDopo tanto tempo questa è la prima giornata senza prendere la moto!

Visita al palazzo dello scià, poi al bazar, e poi transitiamo di fianco al Monumento Azadi (completato nel 1971 al tempo dello scià Reza Pahlavi in occasione della celebrazione dei 2500 anni della monarchia persiana) che è uno dei simboli di Tehran per dirigerci verso la torre Borj-e-Milad che è la più alta dell'Iran – inaugurata nel 2008 – ed è tutt'ora la 6° del mondo come altezza con i suoi 435 mt.

Tehran è una città la cui area metropolitana è abitata da oltre 14 milioni di abitanti, e quindi è caotica, inquinata e poco vivibile.
A causa dell'intenso traffico la circolazione non è agevole, e poi non è che ci sia molto da vedere.
Adagiata ai piedi di una catena montuosa, è però caratteristica perché vedere le cime innevate dei vicini monti Elburz mentre in città ci sono oltre 30° fa un certo effetto!

Veduta di Tehran

Veduta di Tehran dalla torre Borj-e-Milad

La sera siamo stati ospiti di un conoscente che ci ha offerto la cena in un bel ristorante ubicato nella periferia nord della città (che è la zona residenziale e più ricca della Capitale dell'Iran), e che si trova su delle colline ben più fresche della sottostante metropoli.
Interessanti le chiacchiere informali con questo signore che ci spiega un po di cose sull'Iran da cui ho capito che c'è una situazione molto simile a quella italiana e che consente ad una minoranza di governare il paese.

Mercoledì 1° maggio – Tehran > Esfahan

È prima mattina, ma fa già caldo! Ma serve assolutamente una foto per la serie "striscia lo striscione" e così si decide di tornare con le moto al Monumento Azadi per degli scatti.
La strada da Tehran a EsfahanC'è già un traffico infernale, e per percorrere i pochi chilometri impieghiamo più di 1/2 ora.
Fatte le foto inizia un'interminabile girotondo che è durato oltre un'ora per trovare la strada verso Qom nonostante che fosse ben identificata da cartelli enormi che indicavano sia la cittadina che il nuovo aeroporto internazionale che si trova nella stessa direzione!
Alla fine, dopo una sudata pazzesca, finalmente riusciamo ad uscire dal caos di Tehran per dirigerci verso sud in direzione di Esfahan.

Lungo la strada c'è poco da vedere, facciamo solo una deviazione per visitare le case tradizionali di Kashan, e poi dopo un breve break decidiamo di guidare verso l'interno per recarci in quello che sulla mappa stradale è indicato come "Pittoresque Village", e che non raggiungeremo mai perché la strada è interrotta!

E così proseguiamo su strade interne tra le montagne fino a riprendere l'altra grossa strada (la "65") che collega Tehran a Esfahan e che è percorsa praticamente solo da camion; e così giungiamo ad Esfahan, città stupenda e ricca di storia dove soggiorneremo per 2 notti nell'hotel Aseman, buona struttura ubicata in posizione centrale di fronte ad un bellissimo parco.

Giovedì 2 maggio – Visita di Esfahan

Uno splendore di EsfahanOoohhh, finalmente dopo l'esperienza negativa di Tehran dove la guida era soltanto una persona che parlava un po' d'italiano, abbiamo una vera guida turistica che ci farà visitare la città seguendo un programma prestabilito ed utilizzando un pulmino invece dei taxi trovati per strada!

Ed infatti la visita di Esfahan si è rivelata molto, ma molto interessante e ci ha permesso di ammirare le numerose bellezze architettoniche ed i curatissimi giardini della città!
Tanti bei posti da vedere e tutti illustrati, anche se in inglese, da una persona competente!

La Marbin Fortress ubicata su una collina che domina il territorio circostante, la Cattedrale di Vank, l'enorme Piazza Imam Khomeini con la Moschea dello Scià; e poi il Palazzo Ali Qapu ed il bazar con le tante caratteristiche viuzze piene di negozi e locali tipici. Per me in assoluto la giornata più interessante di tutto il viaggio!

La grande piazza di Esfahan

La grande piazza di Esfahan

La sera abbiamo fatto una bella e lunga passeggiata verso il centro per cenare nell'affollato ristorante di un noto albergo … ma la pietanze gira e rigira sono sempre le stesse: la solita minestra vegetale, spiedini, riso, ed insalata!

Venerdì 3 maggio – Esfahan > Yadz

Come ormai d'abitudine sveglia molto presto anche perché alle 7:00 sono previste delle foto davanti all'albergo per un servizio giornalistico di un giornale locale!

Partiamo appena terminato il servizio, ma subito ci fermiamo di nuovo sempre per la foto della serie "striscia lo striscione" in prossimità di uno dei vecchi ponti sul fiume Zayandeh che attraversa la città, per poi finalmente riprendere la strada verso Na'in.

Meybod - la fortezzaDovrebbe essere facile perché c'è un'unica strada e bisogna andare verso Est (e quindi con il sole negli occhi), ma non si capisce perché riusciamo per la terza mattina consecutiva a sbagliare strada perdendo così del tempo prezioso!

Dopo qualche "scazzio" il gruppo finalmente si ricompatta e raggiungiamo Na'in per la visita alla Moschea ed al Museo di Etnologia.
Oggi è giorno festivo e così inconsapevolmente transitiamo con le nostre moto per una stretta stradina coperta che scopriremo poi essere la via principale del bazar!

Lasciamo la città dopo una lunga sosta per dirigerci a Meybod dove ci sono gli imponenti resti della fortezza di Narin realizzata con fango e paglia secca (materiali ancora oggi usati per gli intonaci).
Lungo la via abbiamo fatto anche una breve sosta presso un grande e ben conservato caravanserraglio, peccato però che al suo interno c'erano solo rifiuti e vecchi copertoni!

Facciamo uno spuntino in una specie di bar e, come sempre, si raduna una folla di curiosi per guardare le nostre moto e chiedere … Where are you from?
Si risponde sempre volentieri anche perché gli iraniani non sono mai invadenti, e poi la loro curiosità è giustificata dal fatto che da queste parti le moto di grossa cilindrata sono rare come le mosche bianche!

ChakChakFa caldo e la temperatura supera abbondantemente i 30°, ma ripartiamo verso Chakchak dove c'è un importante centro zaroastriano incastonato su un lato di una monte. Il paesaggio si fa desertico e selvaggio e le montagne brulle lo rendono ancora più affascinante!

Riprendiamo la strada asfaltata per Yadz, anche se c'era una bella pista battuta … ma meglio non rischiare anche perché se si sfascia la moto da queste parti sono ca$$i amari!
Arriviamo nell'Hotel Mosh Al Mamalek che è ormai sera: una doccia ed è ora di cena!

Sabato 4 maggio – Yadz > Shiraz

Il programma in Iran prevedeva la sosta in 7 città: Tabriz l'abbiamo saltata perché non c'era tempo ed anche a Yadz siamo arrivati troppo tardi anche per fare solo una breve visita in centro!
E così si decide di dedicare almeno un paio d'ore della mattina al centro della città prima di partire per Shiraz; ma è troppo presto ed i negozi sono ancora chiusi, e poi siamo bardati con l'abbigliamento da moto, e così la visita a piedi del cuore della città non è stata agevole.

La tomba di Ciro il GrandeFatto il giro a piedi per vecchio centro di Yadz riprendiamo le moto e proseguiamo verso Shiraz, ma facendo una deviazione verso un passo di montagna subito a sud di Yadz che sembra interessante.
Ed infatti godiamo di paesaggi molto belli percorrendo anche qualche ottima strada curvosa di montagna!
Ci riallacciamo al percorso principale e proseguiamo spediti verso Abarkuh per ammirare un cipresso – monumento nazionale – che sembra abbia più di 4000 anni!

Nel primo pomeriggio riprendiamo la veloce autostrada verso Pasargadae dove all'interno di un esteso sito archeologico c'è la tomba di Ciro il Grande, la fortezza di Toll-e Takht (situata sulla cima di una collina) e altre rovine di due palazzi reali.

Terminata la visita facciamo strada per Shiraz dove alloggeremo nell'hotel Pars International. A causa dei tanti lavori in corso raggiungiamo l'albergo seguendo un taxi a cui avevamo chiesto aiuto e che NON vorrà essere pagato (un particolare che fa capire come gli iraniani ci hanno accolto)!

Domenica 5 maggio – Visita a Persepoli e Shiraz

I resti di PersepoliAppena lasciato l'albergo ci siamo recati in un'agenzia per ritirare i biglietti del traghetto Bandar e Abbas – Sharjah, e poi tutta la mattina è servita per la visita guidata di Persepoli (un'antica città capitale dell'Impero achemenide), Naqsh-e Rostam dove ci sono le imponenti tombe di Dario I (522-486 a.C.), Serse I (486-465 a.C.), Artaserse I (465-424 a.C.), e Dario II (423-404 a.C.).

Il pomeriggio è stato invece dedicato ai vari monumenti e punti d'interesse di Shiraz.

 

Lunedì 6 maggio – Shiraz > Sirjan

La strada per SirjanOggi c'è solo una tappa di trasferimento programmata perché il tragitto diretto Shiraz > Bandar e Abbas sembrava troppo lungo; scopriremo solo sul posto che invece c'è una grossa via di comunicazione che collega direttamente le due città e che percorrendola avremmo potuto tranquillamente evitare la sosta a Sirjan, una desolata cittadina priva di cose interessanti da vedere.

A circa 40 km da Sirjan ci fermiamo per una breve sosta e poco dopo veniamo raggiunti da due poliziotti che vogliono vedere i nostri passaporti … ed iniziano i problemi!

Dal 27 marzo i visti rilasciati dai consolati in Italia hanno un periodo di validità che stabilisce i giorni nei quali è possibile utilizzare il visto per entrare in Iran, e poi sono indicati quanti giorni potrà durare il soggiorno nel paese.
È un sistema complicato che si presta ad interpretazioni, ed infatti i poliziotti lo interpretano nel modo sbagliato affermando che alcuni visti sono scaduti.
Ci scortano così nella vicina Sirjan dove verremo condotti in una stazione di polizia per ulteriori accertamenti.
Dopo circa 1 ora però tutto si risolve per il meglio e possiamo finalmente raggiungere l'Hotel Touris Inn.

L'albergo è in una zona residenziale lontana dal centro, e così passiamo qualche ora chiacchierando nel fresco della sera in attesa di andare a dormire.

Martedì 7 maggio – Sirjan > Bandar e Abbas

Ben poco da raccontare! Una strada a 4 corsie piena di camion che si snoda in un'area a tratti desertica.

In un tratto montuoso abbiamo percorso "in apnea" alcune gallerie non illuminate perché piene dei gas di scarico di file interminabili di vecchi e fumanti autocarri.
Poco prima di Bandar e Abbas scorgiamo un enorme cartello turistico con la scritta "geyser", ma è soltanto un moderno parco acquatico … nulla d'interessante; ma visto che c'era un negozietto che vendeva bibite fresche e gelati ne approfittiamo per fare una sosta visto che ormai la temperatura supera i 35°!

A Bandar e Abbas soggiorniamo nell'Hotel Homa, una grande struttura immersa in un parco.

Prima di cena usciamo per fare un giro di un paio d'ore in centro, ma tolto il solito bazar non c'è niente di particolare.

Mercoledì 8 maggio > Traghetto per gli Emirati Arabi

L'imbarco a Bandar e AbbasÈ la giornata dedicata all'imbarco delle moto sul traghetto che ci porterà negli UAE. Abbiamo appuntamento alle 9:00 nella hall dell'albergo con una persona che ci accompagnerà ed aiuterà ad espletare le procedure burocratiche che si riveleranno lunghe, costose ed estremamente complicate.

Fa molto caldo; partiamo vestiti "leggeri" – senza l'abbigliamento tecnico – per andare prima nella sede della compagnia di navigazione per pagare una tassa e prenotare il passaggio, e poi entriamo nel porto dove ci vorranno quasi 10 ore per ottenere tutti i nulla osta ed i permessi d'imbarco.
Saliremo a bordo del traghetto solo alle ore 21:00!

Il traghetto non è il massimo in quanto a pulizia, ma non è neanche molto peggio dei tanti che operano su certe tratte in Italia.
C'è poca gente (nessun veicolo, solo due rimorchi scarichi), e così possiamo prenderci tutta una fila di sedili per allungarci e dormire. Dopo la partenza ci verrà servita anche la cena: pollo al curry e riso … buono!

Giovedì 9 maggio – Sbarco a Sharjah e Dubai

L'arrivo a Sharjah è previsto per le 9:00, ma alle 6 siamo già tutti svegli e ci ritroviamo sul ponte esterno per prendere un po' d'aria: fa già caldo e l'umidità è notevole!

Sbarchiamo a Sharjah ed ecco la prima brutta sorpresa: avevamo concordato un costo di 350$ per il trasporto delle moto, ma l'addetto della compagnia ora ci chiede ulteriori 120$ per le pratiche doganali!
C'è poco da fare, chiamiamo anche la polizia, ma la procedura è quella e se vogliamo uscire dal porto dobbiamo versare la somma richiesta.

Foto ricordo a "La Vela" di DubaiOnestamente negli UAE mi aspettavo procedure più semplici, ed invece anche qui la burocrazia la fa da padrone con innumerevoli compilazioni di moduli, firme, timbri e pagamenti di balzelli vari!
Per fortuna che ci aiuteranno Fabio (un ragazzo che vive e lavora a Dubai) e Saleh, un motociclista arabo di Dubai.
Lasceremo il porto di Sharjah solo verso le 15:00.
Il traghetto da Bandar e Abbass a Sharjah alla fine si rivelerà molto costo, ben oltre i 500€!

A Dubai alloggeremo nell'Hotel Rimal Rotana, una buona struttura ubicata però a Deira, un'area di Dubai che una volta era il centro commerciale della città, ma che negli ultimi anni ha perso la sua importanza diventando un enorme dormitorio per immigrati, specialmente filippini.

Doccia veloce, e poi subito "on the road" guidati da Fabio che ci porta a fare qualche foto a "La Vela", ovvero il Burj al-Arab che è uno degli hotel più lussuosi del mondo ubicato sulla Jumeirah Beach, a circa 15 km dal centro di Dubai.

E dopo tanti rifornimenti con la pessima benzina iraniana finalmente faccio anche un bel pieno di carburante a 98 ottano a COATTA che sembra rinascere!

Fatte le foto ci dirigiamo nel deserto e dopo aver percorso diversi chilometri tra le dune arriviamo nell'esclusivo resort Bab Al Shams dove abbiamo cenato insieme ad altri bikers di Dubai che ci avevano raggiunto per scambiare quattro chiacchiere.

Veduta del centro di Dubai

Veduta del centro di Dubai

Venerdì 10 maggio – Dubai e Abu Dhabi

COATTA al Burj KhalifaÈ giorno festivo; ci vediamo la mattina con Fabio e Saleh nella hall dell’albergo per poi recarci in un'area di servizio dove saremo raggiunti da molti altri motociclisti locali.
Proseguiremo quindi per Abu Dhabi per visitare il Ferrari World Center, l'Emirates Palace (un lussuoso splendido hotel parzialmente in stile arabo che è lungo circa un chilometro, tutta la struttura è talmente imponente da occupare 100 ettari di terreno) e la fantastica bianca moschea Sheikh Zayed.

Sulla strada del ritorno facciamo una lunga e piacevole sosta nella casa di campagna di una famiglia araba che vuole incontrarci; passeremo un paio d'ore raccontando le nostre esperienze gustando te e caffè arabo, oltre a degli squisiti mango appena raccolti nel giardino circostante.

Rientriamo in albergo giusto il tempo per rinfrescarci e poi subito al Burj Khalifa (la struttura che con i suoi 830 mt è attualmente la più alta del mondo) per vedere lo spettacolo della fontana danzante.

Ceneremo in un ristorante libanese ubicato in un tratto del lungomare di Dubai che nei weekend è estremamente trafficato e dove i proprietari di macchine e moto di grossa cilindrata si sfidano in gare improvvisate nelle partenze dai semafori.
Finiremo la serata all'Hard Rock Cafe ascoltando un po' di musica e bevendo una birra.

L'Emirates Palace di Abu Dhabi

L'Emirates Palace di Abu Dhabi

Sabato 11 maggio – Spedizione delle moto

È la giornata dedicata alla spedizione delle moto che rientreranno in Italia con un container via mare.

La spedizione di COATTACi rechiamo al porto per le poche pratiche burocratiche; svuotiamo i serbatoi della benzina e poi – in attesa che arrivi il camion con il container – ospiti di Saleh andiamo a pranzo in un ristorante tipico frequentato esclusivamente da gente araba e dovo abbiamo potuto gustare tante ottime specialità locali.

Verso le 16:00 ritorniamo al porto per caricare le moto, ma con sorpresa scopriamo che sono già state caricate e ben ancorate. Non rimane che scattare qualche foto ricordo e ritornare, accompagnati dai nostri amici, in albergo.

Nel tardo pomeriggio facciamo un salto in taxi all'Atlantis dove c'è un bell'acquario, e poi ci rechiamo Grosvenor House, un grande ed esclusivo albergo dove il nostro compagno di viaggio Ermes aveva lavorato in passato e dove – suoi ospiti – trascorreremo una indimenticabile serata … che è anche quella dei saluti perché dopo tanti giorni Tobia ed Ermes ci lasceranno per prendere l'aereo che li riporterà a casa.

Aperitivo al quarantaquattresimo piano dell'hotel ammirando un panorama mozzafiato, e poi la cena nel famoso Buddha Bar dove abbiamo gustato ottime pietanze asiatiche … ma non è ancora finita perché dopo cena ci aspetta anche il digestivo nell'area all'aperto del Siddharta Lounge by Buddha Bar!

Domenica 12 maggio – A passeggio per i centri commerciali di Dubai

Giornata interamente dedicata alla visita di un paio d'importanti centri commerciali di Dubai.
Ci muoviamo – dopo aver acquistato un biglietto giornaliero – utilizzando la moderna metropolitana.
Nelle ore centrali della giornata fa molto caldo, e si riesce a girare solo rimanendo all'interno di ambienti condizionati.

Lunedì 13 maggio – Gold Souk, Mall of Emirates, Bikers Cafe e Partenza

Il museo di DubaiLa mattina la dedichiamo alla parte vecchia della città, quella intorno al Dubai Creek: visitiamo a piedi il museo di Dubai ed il Gold Souk; e poi rientriamo velocemente in albergo perché alle 12:00 dobbiamo lasciare le stanze.

Un autista di Saleh ci accompagnerà al Mall of Emirates per una visita allo ski resort, una pista di sci artificiale … nel deserto!!!

Il tardo pomeriggio lo trascorriamo al Bikers Cafè; il tempo scorre veloce ed io dovrei prendere un autobus per raggiungere Abu Dhabi da dove parte il mio volo per Roma, ma il buon Saleh decide che non se ne parla, ma solo perché mi accompagneranno loro in auto fino all'aeroporto dimostrandomi ancora una volta un'accoglienza ed una disponibilità veramente incredibile Accoglienza incredibile

Martedì 14 maggio – rientro a Roma

Volo senza problemi da Abu Dhabi a Roma; poi la solita lunga attesa del bagaglio nell'ambiente fatiscente degli arrivi di Fco.

Guardo la tanta sporcizia per terra e l'erba non tagliata ai lati delle strade; in TV ed alla radio diffondono sempre le solite vecchie notizie sui processi di Berlusconi e mi chiedo: perché son tornato in Italia?