Mototuristi per L’Aquila 2010

Nel weekend 14-15-16 maggio 2010 ho partecipato insieme ad un gruppo di amici motociclisti alla seconda edizione di MPA (Mototuristi per L’Aquila), un incontro per fare turismo portando un po' di solidarietà alle persone che vivono nella zona de L'Aquila colpita dal violento terremoto. Gli organizzatori avevano preparato un bell'itinerario nell'Altopiano delle Rocche, area che si estende tra le dorsali del Velino e del Sirente e previsto l'alloggio presso l'Hotel Altopiano delle Rocche di Rocca di Mezzo.

Avevo intenzione di raggiungere Celano – punto d'incontro del venerdì – insieme ad un amico passando per Terni in modo da percorrere un itinerario turistico che ci avrebbe portato a visitare anche la zona delle Cascate delle Marmore, ma abbiamo desistito a causa delle pessime condizioni meteorologiche che prevedevano pioggia e temperature rigide.

Ho raggiunto così la zona da solo nel primo pomeriggio per poi incontrare gli altri e dirigerci verso l'albergo sotto una leggera pioggia e con la temperatura che iniziava a diminuire sensibilmente. Sistemazione in albergo, saluti, un'ottima cena e poi a dormire!

Il sabato mattina, sotto un cielo che non prometteva nulla di buono, abbiamo iniziato la nostra passeggiata che dall'Altopiano delle Rocche ci avrebbe portato ad attraversare la catena dei monti Velino-Sirente per poi scendere verso la Valle Peligna, attraversando le Gole del Sagittario, per raggiungere la Piana di Navelli dove era prevista una sosta presso un distributore di benzina per incontrarci con un altro gruppo di amici.

Dopo la sosta abbiamo iniziato a dirigerci verso il Gran Sasso e salendo il tempo è peggiorato rapidamente in quanto è iniziata una pioggia incessante e gelata. Nonostante le pessime condizioni meteo abbiamo attraversato la piana di Campo Imperatore ed abbiamo anche tentato di raggiungere il rifugio situato a quota 2.112 mt, ma la pioggia salendo si era trasformata in neve e la maggior parte dei partecipanti ha deciso di desistere anche se eravamo ormai arrivati a soli 300 metri dalla meta!

La nevicata in prossimità del Gran sasso

Foto by http://www.gold-wing.it/

Lasciato Campo Imperatore abbiamo proseguito verso Assergi e Camarda per giungere a L’Aquila dove era prevista una visita alla città. I segni del terremoto sono presenti anche nell'area circostante, ma solo avvicinandosi al capoluogo si comprende l'enormità della tragedia! 

Man mano che si procede verso il centro i danni sono sempre più evidenti e quando si arriva a percorre la strada dove c'era la Casa dello Studente si assiste ad uno spettacolo inimmaginabile: tutto è distrutto, non c'è più nulla in piedi! Uno strazio, una visione che toglie il fiato, che lascia senza parole! 

Lasciate le moto abbiamo percorso Corso Federico II e Corso Emanuele, che erano il centro vitale della città, tra i palazzi puntellati osservando i danni che le scosse hanno causato! Credetemi, è stata veramente una sofferenza guardare una simile distruzione! 

Abbiamo parlato con alcuni amici del luogo cercando di dare un po' di conforto, ma in queste situazioni le parole servono a poco. Ci hanno spiegato che la loro più grande paura è quella di essere dimenticati perché dopo il primo periodo in cui vari personaggi facevano passerella a L'Aquila, oggi non c'è più nessuno; vengono invece diffuse notizie rassicuranti che presentano la situazione come risolta, mentre c'è ancora tutto il centro storico della città completamente inutilizzabile e che, nella migliore delle ipotesi, richiederà forse una decina d'anni per essere sistemato … sempre se lo si vorrà fare!

Finita la visita siamo tornati in albergo: sarà stato il freddo, sarà stata la pioggia, sarà stata la vista di tanta distruzione, ma m'era venuta la voglia di fuggire da quei luoghi così colpiti da tante disgrazie!

Una bella doccia bollente e poi un buon pasto mi hanno rimesso presto di buon umore, e dopo una chiacchierata per commentare le tante emozioni della giornata sono andato a dormire.

Domenica mattina il tempo era ancora molto brutto; e così la prevista mangiata di arrosticini in un luogo all'aperto è stata annullata. Abbiamo fatto qualche foto di gruppo e poi mi sono avviato verso casa sotto una pioggia forte ed incessante che è terminata solo a pochi chilometri dall'arrivo.

Parlando con le persone del luogo ho capito che L'Aquila è stata ferita nel corpo, ma non nell'anima ed è certo che presto tornerà a volare alto! Auguri, noi vi saremo sempre vicini!

Durante questa gita, percorrendo numerosi tornanti con la pioggia e su un manto stradale non in buone condizioni in sella al mio K1100LT mi sono convinto che la moto non era adatta a me perché troppo pesante. La sera del sabato, tornando da L'Aquila a Rocca di Mezzo, su alcuni stretti tornanti in salita sono stato veramente in difficoltà ed in uno mi sono anche messo un po' di paura perché ho allargato troppo invadendo completamente la corsia opposta senza essere in grado di controllare la manovra. Anche la domenica, scendendo da Ovindoli verso Celano non mi sentivo a mio agio in quanto avevo l'impressione che la moto sbandasse continuamente a causa delle asperità nell'asfalto bagnato … e così ho preso la decisione di cambiarla con un'altro modello più leggero ed adatto alle mie caratteristiche di motociclista poco esperto. Questa così è stata l'ultima gita fatta con la BMW K1100LT del '92 che avevo comperato e rimesso in uso con tanto entusiasmo solo pochi mesi prima!


Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

K-Pride

Premessa: i kappisti sono una specie mooolto particolare, preferiscono le moto con motori 4 cilindri a sogliola della BMW (per tale motivo vengono anche chiamati kappasogliolati) ed amano sempre kazzeggiare e quindi sono spesso apostrofati come kappazzisti. Non disdegnano la buona cucina (famoso è il loro Porkettentreffen che si tiene ad Ariccia varie volte durante l'anno) e come digestivo, non si sa il perché, usano solo il Fernet! 

Poiché ero proprietario di un vecchio K1100LT sabato 8 maggio ho fatto un salto a Rofelle di Badia Tedalda per conoscere un po' di gente veramente simpatica che possiede, oppure ha avuto, una moto della serie K.

Sono partito sotto un vero e proprio diluvio tanto che prima di entrare in autostrada ho pensato se era il caso di proseguire, ma poi vedendo qualche segno di miglioramento verso nord ho deciso di continuare verso l'Appennino tosco-emiliano. Sono arrivato poco prima di mezzoggiorno ed ho potuto conoscere tanti "personaggi" che mi avevano molto incuriosito nel forum di quellidellelica.com: persone simpaticissime venute anche dalla Francia e dalla Svizzera!

Abbiamo pranzato in allegria – scherzando praticamente su tutto – gustando le squisite pietanze frutto di cucina creativa che impiega erbe e fiori spontanei, germogli, funghi e prodotti naturali tutti provenienti dell'Appennino toscano.

Era mia intenzione fermarmi anche a dormire per poi fare il giorno dopo un giro verso la vicina riviera, ma il tempo brutto ed il clima relativamente freddo mi hanno fatto passare la voglia, e così verso le 17 ho ripreso la moto e sono tornato a Roma.

Nota: la strada che da Sansepolcro conduce a Badia Tedalda è famosa perché ricca di curve; tornando verso casa non mi sono sentito a mio agio sulla moto percependola ancora più pesante del solito. Il K1100LT è una moto da turismo che in ordine di marcia supera i 300kg; quando la comperai non diedi troppa importanza al peso pensando che guidandola mi sarei abituato, ma durante il K-Pride ho iniziato ad avere i primi forti dubbi sulla scelta fatta!


Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Periplo della Sicilia

Come ho più volte detto, grazie alla moto sto scoprendo l'Italia! Era da molti anni che avevo desiderio di visitare la Sicilia di cui conoscevo sommariamente solo Palermo e Catania per averci soggiornato brevemente molti anni fa per motivi di lavoro. Nel 2006 mi ero recato a Campobello di Licata (Canicattì) per il matrimonio di un caro amico ed i paesaggi dell'isola mi avevano veramente entusiasmato, così come la disponibilità delle persone.

Girando per il web sono incappato nel sito Motoraduni.org e quando ho visto che avevano in programma il periplo della Sicilia non ho avuto tentennamenti: mi sono iscritto ed ho subito prenotato la gita. Nel programma era prevista la possibilità di un trasferimento via traghetto, ma ho preferito fare tutto il percorso in moto anche perché volevo verificare personalmente lo stato dei lavori sulla purtroppo tristemente famosa Salerno – Reggio Calabria, lavori che sembrano destinati a non vedere mai la fine.

Questa è stata la prima volta che ho affrontato un lungo viaggio in moto (3200 km) e così qualche giorno prima ho chiesto consigli sulla dotazione minima della moto ed ho preparato anche una lista di abiti ed accessori necessari per 9 giorni.

Il clima non mi ha aiutato visto che, nonostante la primavera, ancora piove copiosamente e le temperature non sono certamente miti, e ciò mi ha costretto a dotarmi di abbigliamento sia pesante, che leggero.

Avevo preso contatti con un altro "radunante" proveniente da Siena per fare un tratto di strada insieme, e ci eravamo dati appuntamento a Lagonegro (Basilicata).

Sabato 24 aprile

Sono partito alle 6.30 in sella alla mia BMWK1100LT del 1992 sotto una pioggia battente, con nebbia e temperatura veramente rigida. Sono stato costretto a percorrere i pochi chilometri che mi separano dall'autostrada veramente piano perché c'era scarsissima visibilità e grosse pozze d'acqua. Una volta presa la Roma – Salerno, grazie all'asfalto drenante, ho potuto accellerare e procedere, ma sempre con cautela, verso sud. Solo dalle parti di Cassino ha finalmente smesso di piovere, il cielo si è aperto un po' e s'è fatto finalmente giorno pieno consentendomi così di proseguire il viaggio più tranquillamente.

Alle 9.30 circa ero già a sud di Salerno e mi sono fermato per il rifornimento, un caffè ed anche per telefonare al mio amico Fabio che stava aspettandomi a Lagonegro; ma … sorpresa!!!!!  Avevo dimenticato il telefonino nella tasca anteriore della giacca e così si era riempito d'acqua ed era kaput.
Vabbé, pazienza, colpa mia; per fortuna avevo i numeri scritti su un foglio ed ho chiamato da un telefono pubblico. Ci siamo aggiornati, fissato il luogo dell'incontro, e poi sono risalito in sella per riprendere il viaggio.

Nella parte campana l'autostrada è in buone condizioni, molti tratti sono finiti e tutto sommato il traffico scorre bene, per cui in un'oretta – o poco più – sono arrivato all'uscita di Lagonegro Sud dove c'era Fabio ad attendermi … con una ruota bucata, ma non completamente sgonfia.

Visti i tanti chilometri che ci separavano dalla nostra meta (Scilla) abbiamo preferito far riparare il pneumatico e così siamo usciti dall'autostrada per trovare un gommista nella cittadina di Lauria. Effettuata la riparazione ci è stato consigliato di procedere verso sud lungo la strada costiera, cosa che abbiamo fatto percorrendola da Praia a Mare; scelta che ci ha permesso di ammirare le tante cittadine sulla costa come Scalea, Diamante, Amantea. Questo tratto di strada lo abbiamo percorso a velocità molto moderata, ma il tempo è trascorso velocemente ed abbiamo macinato molti chilometri senza accorgercene perché sempre presi a guardare paesaggi veramente belli.

A sud di Amantea, poco prima di Lamezia Terme (nel punto dove le due strade sono praticamente attaccate), abbiamo ripreso la Salerno – Reggio Calabria per proseguire il viaggio verso sud. In quel tratto dell'autostrada ci sono vari cantieri, ma grazie al traffico scarso abbiamo potuto mantenere un buon passo fino a Rosarno dove ci siamo fermati in una stazione di servizio Agip per ristorarci ed acquistare i biglietti per il traghetto della Caronte Tourist.

Presi i biglietti – operazione suggerita dalla stessa compagnia per evitare le file a Villa San Giovanni – mi sono accorto che il viaggio di andata doveva avvenire lo stesso giorno dell'acquisto. L'ho fatto presente all'addetto il quale ci ha restituito i soldi; nessun problema quindi, ma onestamente ancora adesso non ho capito perchè la Caronte applica una simile stupida regola che crea solo intralci. Visto che il biglietto può essere utilizzato su una qualsiasi corsa basterebbe indicare un periodo di validità; ancora meglio sarebbe poter acquistare i biglietti online, operazione che consentirebbe anche risparmi di gestione!

Rinforcati i nostri mezzi e dopo aver superato uno dei punti più critici della Salerno – Reggio Calabria siamo giunti verso le 15.30 a Scilla dove avevamo prenotato un B&B proprio sul porto.

Per la prima volta avevo affrontato un viaggio di 650km con Mukka Milka ed ero assolutamente in ottima forma e riposato: c'è poco da fare: ottime sospensioni, motori generosi privi di vibrazioni e con coppia mostruosa, e carenature molte protettive permettono di affrontare lunghi tragitti senza problemi.

Giusto mezzora per una doccia, e poi una bella passeggiata sul lungomare di Scilla dove ho gustato un'ottima granita ed assistito ad una scena d'altri tempi: il ritorno di una piccola barca che aveva pescato all'amo un tonno di 200kg! Il pesce era talmente grande che, come nel film "Il vecchio e il mare", il pescatore lo aveva legato fuori bordo.

Il pomeriggio è passato velocemente, poi la cena a base di pesce in un buon ristorante ammirando la costa della vicina Sicilia!

Domenica 25

Sveglia alle 7, sistemazione delle borse sulla moto, colazione alle 7.45 ed alle 8 eravamo già sulla via per Villa San Giovanni. Poco traffico, imbarco velocissimo, ed in un battibaleno abbiamo attraversato lo stretto.
Prendere l'autostrada per Palermo è stato facilissimo e rapido, e così abbiamo proseguito ad andatura sostenuta – per strada non c'era praticamente nessuno – in direzione di Palermo.

Le autostrade siciliane a mio parere sono più che sufficienti in quanto il traffico fuori dalla città è veramente scarso. È normale quindi percorrere vari chilometri senza incontrare nessuno (un po' quello che succede anche in Sardegna). Quello che manca è la manutenzione ordinaria delle vie di comunicazione; ai bordi dell'asfalto ci sono arbusti ed erba alta che lo deteriorano ed in una settimana ho visto solo una squadra intenta a fare pulizia. Anche il manto stradale lascia a desiderare, ma ripeto che basterebbe veramente poco per rimettere tutto in ordine senza avventurarsi in opere faraoniche, come il ponte sullo stretto, di cui nessuno – neanche i siciliani – sentono la mancanza. Con questo non voglio dire che il ponte sia inutile, ma è una questione di priorità: al momento non serve, mentre è veramente urgente effettuare la manutenzione ordinaria delle strade e dare una sistemata alle linee telefoniche ad alta velocità (bancomat, internet, etc) che, nella mia esperienza, fanno veramente schifo! Un'altra cosa che non si riesce a comprendere sono i pedaggi autostradali: alcuni brevi tratti sono a pagamento, ma le indicazioni sono a dir poco caotiche! Cartelli che indicano stazioni di pagamento inattive, Telepass dedicati solo alle auto (no moto), si entra con il Telepass e non si sa come uscire, corsie Telepass che invece sono uscite per località limitrofe: insomma … il caos totale che lascia veramente sconcertati!

Pur fermandoci un paio di volte per pausa caffè e rifornimento, sbagliando strada (a causa di un cartello Telepass) alle 11 eravamo già a Cefalù per aggregarci al gruppo che aveva raggiunto la Sicilia in traghetto. Cefalù è una cittadina veramente bella che merita sicuramente una sosta per visitare la sua stupenda Cattedrale ed i suoi caratteristici vicoli. Dopo aver gustato una "briosche al gelato" (almeno ½ kg di gelato divinamente buono in una fresca e dolce briosche) ed ammirato i punti d'interesse ci siamo diretti verso Monreale per sistemarci all'Hotel Gugliemo II, ottima struttura dove abbiamo soggiornato per tre notti.

Un'oretta per disfare i bagagli e rinfrescarci, e poi una bella camminata in salita per raggiungere la famosa cattedrale di Monreale da dove è possibile godere di una vista mozzafiato sia verso Palermo, che verso la verde vallata antistante.

La giornata si è conclusa con un'ottima cena servita nel ristorante panoramico dell'albergo dotato di pavimento ruotante.

Lunedì 26

L'appuntamento è per le 9, già "colazionati". Questa giornata è stata quella che meno mi è piaciuta. Il leader ci aveva comunicato un programma di massima che prevedeva una sosta a Corleone per poi proseguire verso Agrigento e la Valle dei Templi. A causa della scelta di strade secondarie non in buone condizioni abbiamo perso molto tempo; la decisione poi di visitare anche il paesino di Palazzo Adriano, noto perché c'è stato girato il film di Giuseppe Tornatore "Nuovo Cinema Paradiso", si è rivelata pessima in quanto ha ritardato notevolmente la nostra tabella di marcia.
Tra stradine, salite, tornanti e bivi senza indicazioni alla fine ci siamo persi, nonostante i navigatori GPS che molti di noi posseggono. Io ho imboccato una strada piccolissima indicata dal mio Garmin e dopo pochi metri per fortuna ho incontrato una pattuglia della polizia municipale che mi ha confermato che quella era l'unica via disponibile per Agrigento; ho così proseguito a bassa andatura convinto che gli altri mi raggiungessero (la stazza della mia moto non mi consentiva di fare manovra in sicurezza per tornare indietro), ma dopo un po' mi reso conto di averli persi e così ho continuato seguendo le indicazioni per Sciacca per prendere la strada provinciale a scorrimento veloce e raggiungere Agrigento dove sono finalmete arrivato alle 14.30.

Ho contatto gli altri che avevano deciso di fermarsi a pranzo a Ribera; abbiamo fissato un incontro a San Leone (la spiaggia di Agrigento) dove ho aspettato il loro arrivo. Il resto del gruppo mi ha raggiunto alle 16,30 quando ormai era troppo tardi per visitare i Templi e così, dopo aver fatto qualche foto da lontano, abbiamo ripreso la via del ritorno. La giornata si è conclusa con la cena ed una chiaccherata per fissare il programma del giorno dopo.

Martedì 27

Alle 9 in punto siamo partiti in direzione di Castellamare del Golfo; strada in buone condizioni, curve veloci e bei panorami hanno reso il tragitto veramente piacevole. Abbiamo sostato il tempo per visitare la cittadina, scattare qualche foto e prendere il caffè e poi di nuovo in sella verso Erice. Grazie all'autostrada siamo arrovati in un attimo ai piedi del monte, per poi proseguire sulla strada che passa per Valderice – ufficialmente chiusa al traffico per frana e sbarrata, ma dove passano anche i pulman dei turisti – ; percorso molto suggestivo perché ricco di curve, tornanti e paesaggi mozzafiato!

Erice è un paese stupendo perché ricco di storia e monumenti; inoltre è possibile ammirare un panorama veramente unico: Trapani con le saline verso sud; la costa ricca di tonnare guardando verso il Golfo di Bonagia verso nord-est. Abbiamo sostato ad Erice per un paio d'ore e dopo, abbiamo deciso di dirigerci a Calatafimi Segesta dove c'è un sito archeologico molto ben conservato con un grande anfiteatro ed un tempio in ottime condizioni. Viaggio e visita dei monumenti hanno richiesto circa 3 ore dopodiché abbiamo ripreso la strada verso Monreale passando di nuovo per Partinico: questa strada è scorrevole, con manto d'asfalto in ottime condizioni e relativamente poco trafficata … e fare due curvette fa sempre piacere, anche con una moto da 3 quintali!

La giornata si è conclusa con la solita chiaccherata dopo cena … e qualche preoccupazione per il giorno dopo causa meteo!

Mercoledì 28

Nel programma del Periplo della Sicilia questa giornata era dedicata al trasferimento verso la parte orientale dell'isola dove l'albergo Principe D'Aragona di Modica ci attendeva. Ovviamente il trasferimento aveva carattere "turistico" prevedendo soste per visite ad alcuni luoghi come Enna, Piazza Armerina (Villa Romana del Casale), Caltagirone ed infine Modica.

Siamo arrivati ad Enna senza problemi e sotto un bel sole; una guida turistica ci accompagnato nella visita allo stupendo Castello di Lombardia (veramente molto interessante, dalla sommità di una delle sue torri si può ammirare mezza Sicilia) e poi una sosta in un ristorante per uno spuntino.

Nel primo pomeriggio avevano cominciato ad addensarsi nuvoloni minacciosi proprio lungo il nostro percorso; continuando verso Piazza Armerina siamo stati investiti da un violento temporale che ci ha fatto desistere dal raggiungere il sito della Villa Romana del Casale in quanto servita da una strada sterrata.
Abbiamo così continuato verso Caltagirone sempre sotto la pioggia. Una breve visita alla famosa scala i cui gradini sono coperti da ceramiche tutte diverse tra loro e poi, veramnte scocciati dal clima pessimo, abbiamo proseguito verso Modica.

Sistemazione in albergo, lunga doccia bollente, e poi passeggiata per Modica, città dall'architettura a mio parere unica. Visita alla fantastica Chiesa Madre di San Giorgio e poi cena in un ristorante tipico gustando ottimi e tradizionali cibi locali.

Giovedì 29

Il programma prevedeva la visita di località sul mare: alle 9 in punto tutti in sella per dirigerci verso Punta Secca, paese noto perché sede della fiction Montalbano (credo di essere uno dei pochi in Italia a non averla mai vista!!!). Sosta per foto e caffè, e poi una bella passeggiata ad andatura moderata verso Pachino, Capo passero e Capo delle Correnti: i punti più a sud della Sicilia! Ci siamo fermati per un piccolo break in un bar lungo la costa e siamo rimasti bloccati da un'altro temporale (che palle, il secondo giorno di pioggia consecutivo!); appena ha allentato un po' abbiamo proseguito verso Portopalo. Pioggia, pioggia ed ancora pioggia; in certe condizioni c'è solo una cosa da fare: tornare in albergo! E così abbiamo fatto!

Venerdì 30

La giornata prevedeva la visita di Noto e Siracusa. Come sempre ci siamo ritrovati alle 9 e, seguendo un percorso su strade secondarie, ma panoramiche, siamo arrivati a Noto Antica dove sono presenti alcuni ruderi. Dopo una brevissima sosta abbiamo raggiunto il centro di Noto per una visita alla famosissima cattedrale. La cittadina era affollata di scolaresche; passeggiando ho approfittato per acquistare alcuni ottimi pesti locali che mi erano stati fatti assaggiare … veramente squisiti!
Ci siamo quindi diretti verso la vicina Siracusa per dedicare il pomeriggio alla visita di Ortigia e del Teatro Greco con l'adiacente Orecchio di Dionisio (detto anche Orecchio di Dionigi),  grotta artificiale dalle particolari caratteristiche acustiche.

Ortigia (un'isola collegata alla terraferma da un corto ponte) è veramente stupenda! Pulitissima e ricca di attrazioni: è veramente un luogo da non perdere! Si può visitare tutta tranquillamente a piedi in quanto isola pedonale; numerosi ristoranti, bar, negozi permettono di gustare piatti tipici ed acquistare prodotti locali.

Ripresi i nostri mezzi ci siamo diretti verso il vicino Teatro Greco dove ho vissuto l'unico momento sgradevole di tutta la mia permanenza in Sicilia. Arrivati nell'antistante piazzale, mentre stavamo posteggiando le nostre moto, si sono avvicinati due ragazzi sui 30 anni ben vestiti che ci hanno invitato a posteggiare le moto in alcuni spazi adibiti a parcheggi pubblici (linee bianche). Abbiamo fatto presente che avremmo posteggiato dove ci trovavamo, ma loro hanno insistito "avvisandoci" che posteggiando al di fuori dei "loro spazi" avremmo potuto subire danneggiamenti ai veicoli.
Poveracci, hanno insistito ancora per poco, non rendendosi conto una SFIGA megalattica stava precipitando su di loro …non era proprio la loro giornata. Uno di noi si è qualificato intimando l'alt; nel frattempo è arrivata una volante della Polizia che, prontamente avvisata, ha inseguito e catturato uno dei due che stava tentando la fuga. Poi, dopo una perquisizione ed ammanettamento, sono stati portati via in stato di arresto da un'altra volante arrivata nel frattempo. Alcuni di noi si sono fermati per le formalità (denuncia, testimonianze etc); altri hanno visitato il sito archeologico che, oggetto anche di sistemazione (realizzazione di gradinate in legno provvisorie) per l'imminente stagione lirica si presentava in modo veramente "misero" a causa dei troppi spazi chiusi.

La giornata è terminata con il ritorno in albergo e la cena in un ristorante di Modica Alta.

Sabato 1° maggio

Sabato, ultimo giorno della gita, era in programma una visita all'Etna ed a Taormina, punti d'interesse turistico non distanti da Catania dove tutto il gruppo – meno il sottoscritto – aveva prenotato il traghetto per il ritorno verso Napoli. C'era molto traffico causa la festività ed il tempo finalmente bello e così per raggiungere l'Etna abbiamo impiegato un po' più di tempo del previsto, ma ne è valsa la pena perché il vulcano offre uno spettacolo veramente unico ed indimenticabile. Ci siamo fermati poco più di un'ora e poi ci siamo diretti a  Zafferana Etnea per un pranzetto dedicato a gustare un specialità locale: una specie di calzone fritto ripieno di mozzarella, alici e capperi: una prelibatezza di cui purtroppo non ricordo il nome!!!!

Dopo pranzo ci siamo recati a Taormina passando per Giardini Naxos e rimanendo imbottigliati in un traffico pazzesco.  Taormina era talmente affollata di gente che c'erano difficoltà a camminare. La località è molto bella, ma suggerisco di visitarla in periodi non festivi altrimenti non è possibile ammirarne i tanti particolari.

Dopo la visita alla città ci siamo salutati ed io ho lasciato il gruppo dei "radunanti" per dirigermi in solitaria verso Messina dove, grazie a Caronte, avrei traghettato verso Villa San Giovanni. Il trasferimento è stato rapido; nonostante il giorno festivo fuori dalla città non c'era molto traffico e così alle 20,30 ero già a Lamezia Terme (Calabria) dove avevo deciso di pernottare. La giornata era stata abbastanza lunga e faticosa e così, dopo una cena rapida e leggera ed una doccia sono sprofondato in un sonno profondo ristoratore.

Domenica 2 maggio

La mattina sveglia alle 6.30, colazione e poi alle 7,30 di nuovo in moto per il viaggio di ritorno avvenuto senza intoppi in un traffico decisamente scarso tanto che alle 13.15 ero già a casa.

Il Periplo della Sicilia è una gita che mi permetto di consigliare a tutti perché l'isola è una terra stupenda che offre panorami e monumenti storici unici al mondo avendo subito nei secoli l'influenza di varie culture.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Dotazione minima per viaggi in moto

Come ho raccontato in vari post precedenti, da un po’ di tempo mi dedico al mototurismo, attività che mi permette di scoprire le tante bellezze culturali e paesaggistiche – spesso sconosciute e trascurate – dell’Italia.

Girare in moto è bello perché da un senso di libertà assoluto, ma per farlo ho scoperto quasi subito che bisogna essere attrezzati opportunamente. Non mi riferisco tanto al tipo di moto (si può fare mototurismo praticamente con qualsiasi modello), ma all’abbigliamento ed alle dotazioni personali.

Lo spazio su una moto non è molto, è quando si sta in giro per un po’ di giorni bisogna dotarsi di tutto il necessario, evitando però qualsiasi cosa superflua perché di spazio non ce n’è. Siccome tra qualche giorno partirò con la mia vecchia, ma arzilla, Mukka per un giretto di 2.500-3.000 km in 9 giorni, e visto che è la prima volta, mi è subito venuto un dubbio: che cosa mi porto?

Grazie all’aiuto di alcuni esperti mototuristi ho redatto una mia lista – ovviamente da migliorare/adattare – che elenca i materiali da includere in una dotazione minima per viaggi in moto nei paesi dell’Europa.

Ovviamente la lista va modificata in base alle necessità personali, ai paesi da visitare, alle stagioni, al tipo di moto etc. . L’elenco è lungo, ma alla fine tutto il materiale (intendo la dotazione completa per lunghi viaggi) entra agevolmente in un bauletto da 30 lt, oppure in una borsa laterale e/o borsa da serbatoio. D’altronde è impensabile affrontare un viaggio senza una tuta antipioggia (anche in piena estate, percorrendo mezza Italia, quasi sicuramente uno scroscio si becca), oppure senza un minimo di attrezzi per fronteggiare un piccolo inconveniente tecnico come una foratura, evento raro, ma che può rovinare una giornata e costare parecchi soldi!

Dotazioni personali (sempre, indipendentemente dal tipo di viaggio)
  • contanti (poco)
  • carte di credito
  • telefono cellulare
  • carta identità
  • patente

Dotazione di bordo fissa

  • kit attrezzi (standard + pinze, cacciaviti, fascette a strappo, fil di ferro, nastro isolante)
  • kit ripara gomme
  • bomboletta gonfia/ripara gomme
  • documenti moto
  • ragnetto
  • 2 cinghie da bagagli (buone anche per traino e/o fissaggio su traghetti)
  • antipioggia
  • kit medico di pronto soccorso
  • 1 vecchio asciugamano
  • cartine Stradali
  • giubetto alta visibilità
  • carta e matita
  • salviette umidificate
  • torcia elettrica
  • adattatori per presa elettrica moto
  • guanti
  • stracci
Per le gite di più giorni aggiungo
  • Navigatore GPS
  • Medicine
    – giornaliere
    – aspirina
    – anti infiammatorio
    – antidolorifico
    – disinfettante intestinale (antidiarrea)
    – antibiotico a largo spettro
  • 2 buste di plastica
  • Necessario per barba, doccia e igiene personale
  • Fotocamera e/o videocamera (batteria di scorta e carica batterie)
  • Carica batt. telefonino
  • Carica batt. interf. casco
  • Olio motore
  • Doppie chiavi moto
  • Documenti necessari per il viaggio (passaporto, carta verde, assicurazione sanitaria) e fotocopie dei principali
Optionals
  • pc portatile
  • biglietti da visita
  • macchinetta caffé (prendere un bel caffé al risveglio è una cosa a cui non so rinunciare!)

Motocaccia al Tesoro

Ebbene si, lo ammetto … sono un Radunante che partecipa alle Radunantiadi 2010! Ho cercato di non diffondere la notizia, ma ormai non è più possibile tenerla riservata e quindi tanto vale … confessare!

Senza dirlo a nessuno avevo già preso parte alla prima tappa delle Radunantiadi alla fine di gennaio recandomi in incognito a Chianciano per il Raduno della Merla (evento in accappatoio nel periodo più freddo dell'anno con gita in moto nelle Terre di Siena), ed essendomi trovato molto bene avevo prenotato anche per la seconda tappa che, con la scusa di una Motocaccia al Tesoro cercando soluzioni a domande relative al territorio, offriva la possibilità di scoprire i paesaggi del Montefeltro (stupendo territorio vicino ad Urbino), la sua cultura e di gustare numerose  specialità enogastronomiche locali.

E così, insieme ad un amico, sono partito la mattina di venerdì 26 marzo con l'intenzione di percorrere solo strade provinciali. Avevo preparato con cura un percorso Roma > Terni > Spoleto > Foligno > Gualdo Tadino > Gubbio > Urbino, ma il mio PESSIMO navigatore Garmin Zumo ancora una volta mi ha tradito cancellando il punto intermedio di Gualdo Tadino per portarmi verso Perugia e poi finalmente verso Gubbio.
Mi sono arrabbiato moltissimo anche perché avevo controllato più volte il percorso, ma non avendo una mappa a disposizione e non potendomi fidare della incomprensibile segnaletica stradale alla fine ho deciso di seguire le indicazioni del navigatore percorrendo così un tratto non programmato della E45, strada dal manto stradale in cattive condizioni, molto trafficata e quindi pericolosa!

Nonostante la deviazione non voluta siamo arrivati in tempo all'appuntamento con altri Radunanti che avevamo fissato alla famosa rotonda di Gubbio (un importante snodo stradale ad Ovest della città). Quattro chiacchere, un panino e poi tutti insieme verso la nostra destinazione finale: l'Hotel La Meridiana ad Urbino.

Abbiamo atteso la cena accogliendo gli altri partecipanti che arrivavano da varie parti d'Italia, poi il pasto, composizione delle squadre ed alcune istruzioni da parte degli organizzatori, ancora quattro chiacchere e … finalmente a dormire.

Il sabato la sveglia è stata abbastanza presto anche perchè alle 9.00 era prevista la consegna delle buste con gli indizi che dava inizio alla Motocaccia al Tesoro. Ma che cosa è una motocaccia? In pratica è una semplice prova di abilità tra squadre che, nell'arco di un tempo stabilito, porta a percorrere un percorso a tappe programmato il cui tracciato (le destinazioni) viene individuato trovando la soluzione ad una successione di domande.

Ci sono stati forniti degli opuscoli turistici di 5 località; in poche parole bastava leggere con attenzione le informazioni contenute nel materiale fornito per trovare le soluzioni. E così, soluzione dopo soluzione, partendo da Urbino abbiamo visitato: Sassocorvaro > Montegrimano > Tavoleto e Sant'Angelo in Vado.

Il percorso della Motocaccia

La Motocaccia prevedeva due successive domande: la prima permetteva d'individuare il paese, mentre la seconda era facilmente risolvibile visitando uno specifico punto d'interesse ubicato nella località.

Una sola nota dolente: in ogni cittadina gli organizzatori avevano preparato un punto di ristoro dove erano disponibili molte ottime specialità enogastronomiche locali … impossibile resistere a salumi, formaggi, pizze dolci, pizzette salate, vini bianchi, rossi e cioccolatini al liquore!

Ormai siamo un gruppo affiatato, ci conosciamo, per cui indovinate un po' come è andata a finire la Motocaccia?
Tutti a pari punti!
Non ci sono stati né vincitori, né vinti!

Verso sera siamo tornati in albergo e, dopo un'altra abbuffata, c'è stata la consegna delle schede con la proclamazione di TUTTI vincitori e l'estrazione a sorte dei premi che non era possibile assegnare per punteggio.

Domenica mattina abbiamo visitato il centro storico di Urbino e Palazzo Ducale, poi un piccolo rinfresco (… e te pareva, alla fine si mangia sempre!) seguito dai saluti di rito.

Nel primo pomeriggio ho ripreso la strada verso casa, riuscendo, senza usare il navigatore, finalmente a fare il percorso che volevo!

E la Mukka? Va benissimo, anche se è un po' pesante e poco maneggevole; nei percorsi misti si comporta molto bene garantendo comunque sempre una comodità di viaggio veramente eccezionale!

E come dice un mio amico, sempre vale che … Cu nesci arrinesci!

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Giro al buio

Lo scorso weekend ho fatto un lungo giro di due giorni con un gruppo di amici romani del CCMotorday. È stata una lunga e bella gita fatta in allegria, purtroppo il clima non è stato dei migliori e, anche se non ci siamo bagnati, abbiamo preso un bel po' di freddo.

Per scherzo, nel forum di Motoraduni.org (altro gruppo a cui sono iscritto per partecipare alle Radunantidi) ho raccontato la gita così:

Dunque, la mukka latrava nel pollaio, allora le ho detto: senti porko, vuoi che ti porto a passeggio?

Mi ha scodinzolato, ha abbaiato, e così l'ho portata a trottarellare prima tra le bufale in Campagnia, e poi una galoppata nella terra del basilico (Basilicata).

Faceva un caldo tremendo ed allora gli ho detto (durante il racconto cambia sesso) … senti vacca, ti va di sg(r)assare su per le montagne 'a prendere un Po (fiume) di freddo e/o neve? 
Como, si?
OKI, vadi, Pietrapertosa ci attende!

Che dire, quasi 1000 km di "pascolo" in due giorni: mare, monti, sole, neve, freddo, vento, acqua e rock&roll

In obs mukka we trust
Obs mukka do it better
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Dunque, alla fine è tutto vero … perché ci siamo messi in viaggio la mattina presto del sabato e, dopo aver percorso la Fettuccia di Terracina e fatto un paio di soste foto-caffè, ci siamo fermati a pranzo a Mondragone da dove siamo ripartiti in ritardo nel pomeriggio a causa di un piccolo inconveniente tecnico capitato alla moto di un partecipante.

E così siamo arrivati tardi a Pietrapertosa (PT) sotto una leggerissima nevicata; era buio pesto e faceva freddo e gli ultimi chilometri di strada in salita piena di tornanti non sono stati per niente piacevoli … ma Mukka invece sembrava gradire e grazie al suo generoso propulsore dalla coppia mostruosa in pratica sono salito utilizzando solo una marcia.

Ci siamo ristorati e riposati in un'ottimo albergo a conduzione famigliare; la mattina seguente visto che, nonostante le previsioni ed i bollettini meteo indicassero sole e temperature miti, il cielo era completamente coperto, abbiamo deciso di rinunciare alle visite programmate nella zona e di prendere la strada del ritorno: solo quando siamo arrivati dalle parti di Salerno è iniziato il disgelo grazie ad un tiepido sole!

Ma non era ancora finita, perché ci siamo diretti verso Avellino per il pranzo che era stato prenotato in un bel ristorante, … ma ubicato sul Montevergine dove siamo giunti  accompagnati da leggero nevischio!

E basta !!!! La neve ci ha veramente perseguitato, tanto da costringerci a prendere l'autostrada per tornare velocemente a casa.

Commenti vari:

  • In Campania la munnezza è accumulata esattamente come prima; solo che adesso non se ne parla più!
  • L'autostrada che collega la Salerno-Reggio Calabria a Potenza è l'ideale per provare una moto … perché è praticamente deserta.
  • Carina la Basilicata, nonostante il tempo brutto ho potuto apprezzare dei bei paesaggi: dovrò tornarci in estate! E poi se vi piacciono le emozioni forti a Pietrapertosa potete provare il "Volo dell'Angelo".
  • Adesso capisco perché le moto da turismo BMW sono famose: dopo una giornata in moto ero riposato e per niente indolenzito; m'è bastato alzare (elettricamente, grazie all'apposito pulsante) il parabrezza per avere una protezione "totale".
    Inoltre le sospensioni sono veramente favolose in quanto garantiscono sempre un comfort di viaggio eccezionale. Risparmioso il motore (20 km con un lt) e vibrazioni appena percepibili, ma solo intorni a 4000RPM, poi nulla!
  • In queste gite si mangia troppo, e così sto ingrassando di nuovo! Ogni pasto sembra un rinfresco di matrimonio: si comincia con l'antipasto e dopo varie  doppie portate di primi e secondi si finisce sempre con dolce, caffé ed ammazza caffé.
  • La Mukka è sprovvista di termometro, e così l'ho ordinato da Clocks4Bikes.com. Perché un termometro? Semplice: mi hanno detto che abbiamo viaggiato anche con -4° !

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Lago del Turano

Come ho già avuto occasione di dire, grazie alla moto sto scoprendo dei posti stupendi di cui non sospettavo neanche l’esistenza; e molti si trovano a pochi chilometri da Roma per cui sono raggiungibili facilmente senza sobbarcarsi lunghi viaggi.

Avevo letto qualcosa sul lago Turano (un bacino artificiale creato grazie ad una diga realizzata nel 1939 per produrre energia elettrica) e sui bei luoghi che lo circondano, e così domenica scorsa ho deciso di fare un giro in moto per visitare Stipes, Colle di Tora, Castel di Tora, Ascrea e Paganico Sabino, tutti paesi che si affacciano sul lago.

Sono partito con calma verso le 10 in sella alla mia Mukka BMW K1100LT (praticamente un “carro armato” da turismo); la giornata era stupenda e c’era già molto traffico.
Dopo aver percorso il GRA ho imboccato la via Salaria in direzione Rieti per raggiungere Belmonte in Sabina e poi ridiscendere verso il lago Turano percorrendo strade poco trafficate che si snodano tra il verde dei monti.

Sulla Salaria ho incontrato una coda lunghissima, ma per fortuna con la moto si è un pochino agevolati e così sono riuscito ad arrivare alla deviazione per il lago senza troppe difficoltà.
Lasciata la Salaria, non appena ci si addentra tra i monti, l’ambiente cambia rapidamente  e diventa veramente affascinante. Arrivato in prossimità del bacino mi si è aperto improvvisamente un bel paesaggio sovrastato da cime ancora innevate e poi, poco dopo, la vista dell’imponente diga che ha formato il lago.

Ho fatto un salto verso il piccolo paesino di Stipes letteralmente arroccato in cima ad un monte, e poi ho proseguito verso Colle di Tora costeggiando il lago Turano fino a Paganico dove mi sono fermato a pranzo in un’ottima trattoria.

Volevo fare un pasto leggero, ma poi ho ceduto al richiamo di un misto di carne cotto alla brace preceduto da un abbondante antipasto!

Terminato il pranzo e dopo aver gustato un buon caffé, per digerire ho proseguito prima verso Zangari e poi su, tra curve e tornanti, in direzione di Orvino per poi ridiscendere verso la Tiburtina attraversando Percile, Licenza e Vicovaro dove ho deciso di prendere l’autostrada per provare la moto anche a velocità sostenute.

La BMW K1100LT è un vecchio modello prodotto fino alla fine degli anni 90 ed è una moto pensata per le grandi distanze: K identifica i motori BMW a “sogliola”, 1100 è la cilindrata ed LT sta per Luxury Touring; 4 cilindri ad iniezione, 4 valvole per cilindro, ABS e quasi 3 quintali di peso ne fanno una moto adatta a “divorare” chilometri in piena comodità. Ed infatti la prova in autostrada mi ha impressionato molto positivamente visto che l’ho trovata veloce, stabile, silenziosa ed aerodinamicamente protettiva.

Prima delle 17 ero già a casa; ho percorso circa 230 km per visitare dei luoghi stupendi in una soleggiata e tiepida giornata di fine inverno.

Lago Turano: il percorso fatto

Il percorso fatto per la gita al Lago del Turano

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Gita alle Grotte di Pastena

A causa della brutta esperienza che ho avuto a Sora (FR) racconto purtroppo con ritardo una bella gita fatta con la mia Mukka sempre in Ciociaria, alle bellissime Grotte di Pastena.

Non avevo mai visitato delle grotte e così, approfittando di una giornata serena, domenica 21 febbraio ho tirato fuori dalla stalla Milka per fare una passeggiata in una terra a me molto cara.
Per raggiungere la zona ho evitato l’autostrada proprio per godermi i paesaggi procedendo a velocità “turistica”, e così ho percorso la famosa “Fettuccia di Terracina” per poi proseguire verso Fondi, e poi Pastena.

Le grotte si trovano poco fuori il paese e sono facilmente raggiungibili seguendo le indicazioni presenti. Sono arrivato verso le 12.30 – insieme ad un gruppone di motociclisti provenienti da Salerno – e così ho pensato di telefonare ad un mio caro amico che vive in un paese vicino per vedere se mi era possibile “scroccare” un pranzo. L’ho trovato, e visto che stava per iniziare la visita guidata alle grotte, ci siamo accordati per un incontro verso le 13,30; sarebbe venuto lui per poi andare a pranzo insieme da qualche parte.

La visita alle grotte è durata oltre un’ora ed è stata veramente interessante; è bellissimo scoprire quello che la natura riesce a creare con il tempo: stalattiti, stalagmiti ed altri depositi dalle forme veramente strane ed affascinanti; insomma un vero e proprio spettacolo naturale di cui potete vedere alcune immagini nell’album fotografico.

Inizio ca$$eggio

Versione 1
Terminata la gita ho raggiunto il piazzale del parcheggio dove ho trovato ad attendermi il mio amico che era appena arrivato con la sua piccola e vecchia utilitaria.
Dopo i saluti abbiamo deciso di andare a pranzo con la sua modesta auto in modo da poter scambiare quattro chiacchere nei 15 km che avremmo dovuto percorrere. È sempre piacevole parlare con gli amici e così, mentre il vecchio macinino arrancava lentamente e faticosamente per le salite ciociare ho potuto ammirare lo stupendo paesaggio.
Siamo arrivati in una piccola, modesta e sperduta trattoria dove pochi avventori stavano consumando un misero pasto. Ci siamo seduti ed il cameriere ci ha indicato i pochi piatti disponibili: antipasto, dei primi e qualcosa di secondo. Abbiamo ordinato del pane, acqua ed un piattino di cacio con salumi e pesce secco: giusto qualcosa per placare i morsi della fame!
Il povero e stanco cameriere ci ha servito quasi subito le misere pietanze che abbiamo consumato velocemente, e poi ce ne siamo andati dopo aver preso un pessimo caffè. Confesso che mi sono trovato in difficoltà perché il mio amico ha per forza voluto pagare il conto … e ti credo, bello sforzo, mi sono detto, solo un antipasto in una trattoria da due soldi!!!
Mi ha riaccompagnato con la sua utilitaria che al ritorno ha anche iniziato a bollire surriscaldata; inoltre ci siamo dovuti fermare per mettere 5 € di benzina, ma poi finalmente ho rivisto la mia moto ed ho pensato: sono salvo, la mia Mukka mi riporterà a casa!
Versione 2
Terminata la gita ho raggiunto il piazzale del parcheggio dove ho trovato il mio amico che era appena arrivato con una fiammante Porsche Carrera 4, 3700 di cilindrata con oltre 300 CV: praticamente una bestia!
Dopo i saluti abbiamo deciso di andare a pranzo con la sua auto in modo da provare le favolose prestazioni della macchina nei 15 km di curve che avremmo dovuto percorrere. È sempre piacevole chiaccherare con gli amici ma, mentre il motore scaricava urlando rabbiosamente a terra tutta la sua potenza bruciando letteralmente le salite ciociare, non è stato possibile in quanto ero schiacciato dalla forza di gravità sui sedili; e così non ho neanche potuto ammirare il paesaggio.
In pochi minuti siamo arrivati in un raffinato ristorante dove molti clienti stavano consumando pasti pantacruelici. Ci siamo seduti ed il cameriere ci ha indicato le tante pietanze disponibili: antipasti, vari tipi di primo ed una scelta enorme di secondi. Il mio amico mi ha avvisato e consigliato: “iniziamo con un antipastino e poi si vedrà!”
Ed infatti sono arrivate una ventina di portate diverse: dai salumi ai formaggi, funghi, verdure ai ferri, fritti di pesce, calamari, gamberi e molte altre leccornie che neanche ricordo; tutte ottime ed abbondanti.
Siamo riusciti a malapena a consumare 2/3 del cibo solo perché lo abbiamo annaffiato con un’ottima Falanghina … non c’è stato neanche lo spazio per il dolce, solo un ottimo caffé espresso.
Nonostante le mie proteste ha voluto pagare lui … per fortuna, chissa che mazzata avrà preso vista la qualità, l’abbondanza del cibo ed il tipo di servizio!
Si stava facendo tardi e così siamo rientrati velocemente dando un’altra “tiratina” al Porsche Carrera che, grazie alle sue 4 ruote motrici, ha una tenuta in curva spettacolare. Certo consuma un po’, ma le prestazioni sono veramente superlative!
Arrivati sul piazzale delle Grotte di Pastena ci siamo salutati; ho così ripreso la mia BMW K1100LT del 1992 e mi sono riavviato tranquillamente verso casa pensando: quei funghi erano veramente buoni …. chi sa quale era il loro nome.
Solo dopo ho scoperto che erano del genere … Psilocybe!

Fine ca$$eggio

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

BMW K1100LT

Per la prima volta provo a raccontare nel blog un evento "quasi" in diretta, e lo faccio per descrivere il recupero di una moto BMW K1100LT del 1992 – subito battezzata istintivamente Mukka Milka – che giaceva inutilizzata da molto tempo in un garage.

La mia Mukka Milka

Dunque …

Perché una BMW

Qualche settimana fa – era un sabato mattina – sono andato in un'officina moto di Genzano per fare due chiacchiere quando ho notato una nuova e fiammante stupenda BMW R1200RT super accessoriata, bellissima, immacolata!

È stato amore a prima vista … è ormai oltre un anno che mi sono avvicinato al mototurismo, attività che pratico con regolarità in sella ad un Honda Silver Wing 600.
Com'è noto, le moto BMW sono l'ideale per fare lunghe gite perché comode, affidabili e "risparmiose" – consumano incredibilmente poco.

Ho subito iniziato a fare qualche ricerca su Internet; sapevo che le moto BMW da nuove hanno un prezzo di acquisto elevato, ma non avevo idea sui nuovissimi modelli e le loro prestazioni, così come non ero aggiornato sulle quotazioni dell'usato, settore verso cui ero orientato.

A prima vista ho notato subito una cosa: le "sport" della casa bavarese si svalutano molto, mentre le "touring" reggono decisamente meglio. Inoltre c'è una grossa differenza tra i bicilindrici ed i quattro cilindri: i primi (2 cilidri) mantengono di più le quotazioni; i 4 cilindri invece si svalutano con maggiore rapidità (considerazione generale valida per moto abbastanza recenti; è inoltre da notare che alcuni particolari modelli reggono un pochino di più).

La scelta del modello

Anche se attualmente (a causa della profonda crisi economica che sta devastando l'Italia) si trovano molte moto recenti a buon prezzo, io sono rimasto affascinato dai vecchi modelli e così ho escluso la produzione moderna per "esplorare" quello che offriva il "mercato storico", o quasi!

Negli anni la BMW ha prodotto decine di modelli: quale scegliere? Dopo aver verificato le quotazioni ho deciso di orientarmi su un tipo affidabile, comodo ed adatto soprattutto alle lunghe distanze; e così ho concentrato le ricerche sulla moto BMW K1100LT commercializzata agli inizi degli anni '90: un quattro cilindri a "sogliola" di 1100cc di cilindrata in configurazione "Luxury Touring" … il top dell'epoca per fare turismo; una bestiolina di 280 kg capace di raggiungere i 215 km/h in tutta tranquillità spinta da un generoso propulsore a 4 cilindri 16 valvole da 100CV (74 kw) , catalizzata e dotata già allora di ABS!

Durante le ricerche sono incappato anche in vari tentativi di truffa attuati proponendo diversi modelli di moto al 50% del loro prezzo reale; se volete farvi due risate leggete il post che ho dedicato qualche giorno fa all'argomento.

Ho quindi contattato vari proprietari che avevano inserito annunci di vendita ed alla fine ho scelto una moto che era ferma da parecchio tempo, ma apparentemente in buone condizioni e con pochi chilometri. È stato tentato di metterla in moto prima di acquistarla, ma a causa di un problema alla pompa della benzina (quasi sicuramente bloccata) non è stato possibile farlo.

L'acquisto di Mukka Milka

Fidandomi della nota resistenza di queste moto, ma facendo anche un azzardo notevole, ho proposto al proprietario di acquistarla nelle condizioni in cui si trovava – non funzionante – ; ci siamo accordati sul prezzo e così finalmente mercoledì scorso sono entrato in possesso di Mukka Milka che è stata prelevata con un furgone.

Le condizioni meccaniche

Una volta in officina la moto è stata controllata meglio; le condizioni generali sembrano buone anche se un graffio profondo non notato precedentemente sulla fiancata destra renderà necessario riverniciare anche una parte della carenatura.

Sono stati già reperiti i pezzi necessari e lunedì si procederà allo smontaggio del serbatoio per sostituire la pompa carburante e metterla in moto in modo da verificare il funzionamento del motore prima di procedere alla revisione generale del motociclo, operazione che verrà fatta seguendo lo schema di manutenzione BMW che prevede una serie di controlli e sostituzioni. È mia intenzione riportare la moto alle condizioni originali in quanto, se rimarranno in vigore le norme attuali, tra due anni potrò registrarla come storica (+ di 20 anni) ed usufruire delle agevolazioni previste.

I lavori programmati

Salvo imprevisti, sulla moto verranno eseguiti i seguenti lavori:

Sostituzione di:

  • olio motore e filtro
  • olio cambio
  • olio cardano
  • olio forcella e relativi paraoli
  • olio freni
  • liquido di raffredamento
  • filtro carburante
  • filtro aria
  • gomme
  • batteria
  • pastiglie freni
  • candele
  • serrature delle borse laterali e bauletto
  • 4 adesivi/scritte

Alcuni particolari non sono usurati (gomme, pastiglie ad esempio), ma indurite dal tempo

Controlli:

  • distanza sensori ABS
  • gioco frizione
  • gioco valvole
  • gioco cuscinetti di sterzo
  • regolazione del motore, parificazione cilindri e controllo emissioni allo scarico
  • controllo di tubi flessibili, tiranti, cavetti e serraggio bulloneria

Verniciatura:

  • borse laterali
  • bauletto posteriore
  • specchietti
  • parte superiore carena

Installazione di:

  • luci Xenon
  • supporto navigatore GPS

I prossimi giorni inserirò aggiornamenti sull'andamento dei lavori; ulteriori foto della moto smontata verranno aggiunte nell'album che ho riservato al restauro della BMW K1100LT detta Mukka Milka.

26 gennaio

Oggi sono iniziati i lavori sulla moto che è stata "spogliata" per poter meglio accedere ai vari componenti. Come previsto la causa del mancato avvio del motore era la pompa carburante.

Dopo aver smontato il serbatoio è stata estratta la pompa e quello che rimaneva della sede che è stata letteralmente fusa – squagliata – dai residui della benzina (ved. album foto).
È veramente impressionante verificare che cosa può succedere lasciando ferma una moto per lungo tempo: la gomma della sede si è deteriorata diventando appiccicosa tanto che è stato veramente difficile rimuoverla. Il carburante che avevamo rifornito per cercare di avviare il motore è stato inquinato dai residui gommosi tanto da diventare di un colore biancastro.

La pompa era bloccata; è stata fatta girare manualmente ed ha ripreso a funzionare, ma non regolarmente perché scalda eccessivamente e tende a bloccarsi. In attesa della nuova pompa benzina Bosh, già ordinata, abbiamo provato ad utilizzare la vecchia per avviare Mukka Milka che si è messa in moto quasi subito: il motore ha girato "liscio" e senza "rumoracci", ma solo per pochi secondi a causa della pompa che non garantiva un'alimentazione costante. Dopo alcuni tentativi ed avvii sempre regolari la pompa si è bloccata di nuovo e così è stato deciso di soprassedere in attesa del pezzo di ricambio.

Altri difetti riscontrati allo smontaggio:  

  • la cerena ha un supporto crinato; verrà riparato con un'apposita resina.
  • La pompa del freno posteriore sembra avere un leggero trafilamento di olio; dovrà essere smontata e controllata.

 27 gennaio

Come ho scritto in un commento ieri sera, dopo che la pompa benzina è stata nuovamente sbloccata, la moto si è avviata funzionando regolarmente. Finalmente è stato possibile ascoltare il poderoso motore che, nonostante il lungo periodo di fermo e la non ancora completa manutenzione, gira senza alcun problema, tondo e silenzioso come tutti i 4 cilindri BMW.

Con la verifica del perfetto funzionamento del propulsore sono sparite tutte le residue incertezze (specie sulla parte elettronica) ed oggi si è proceduto con le operazioni di manutenzione periodica (tagliando) come da programma.

Carena, borse, specchietti ed altri particolari sono stati disassemblati e consegnati al carrozziere che provvederà alla loro verniciatura per togliere il leggeri sgraffi accumulati in 18 anni.

La forcella è stata smontata per un controllo generale, sostituzione dell'olio e dei paraoli degli steli. Sono stati anche già sostituiti il pneumatico anteriore e le pastiglie freni. Dopo il completamento delle operazioni sull'avantreno le operazioni di manutenzione "pesante" sono quasi terminate in quanto manca soltanto il controllo gioco valvole che quasi sicuramente verrà effettuato domani.

Intanto potete ascoltare il "cuore" di Mukka Milka battere al minimo:

 1° febbraio

La parte meccanica è ormai finita; bisogna solo attendere che vengano riconsegnate le carene riverniciate e la sella a cui ho fatto sostituire il rivestimento.

Vi voglio raccontare qualcosa sui codici colore che non conoscevo. Come per tutti i veicoli la casa costruttrice riporta da qualche parte (in genere una targhetta) un numero relativo al colore del veicolo; nel caso della BMW (ma anche altre case lo fanno) il codice "color" non indica il colore, bensì uno SCHEMA di verniciatura da cui è possibile risalire al colore.

I produttori usano tale sistema perché con un'unica sigla riescono a dare informazioni su tutte le colorazioni del veicolo: telaio, carene, eventuali fregi, filetti ed anche combinazioni di bicolore sfumato come la BMW usava fare su alcuni modelli anni '80.

Nella mia moto abbiamo subito trovato sotto la sella una targhetta con scritto COLOR: 679

Ovviamente non esiste nessun colore BMW che corrisponde al 679, ma facendo una piccola ricerca ho trovato il sito della Glasurit che offre una sezione "Ricerca formule di miscelazione" grazie alla quale è possibile risalire ai colori impiegati nello schema. Devo dire che l'uso del sistema online non è intuitivo, ma alla fine con un po' di pazienza si riesce a trovare la formulazione da trasformare poi nei codici colore relativi alla marca del prodotto utilizzato!
Non avete capito … normale, è una cosa volutamente incasinata perché ogni produttore usa propri codici per i singoli elementi che poi, opportunamente miscelati, andranno a comporre la vernice.

Tanto per avere un idea il colore della mia moto è chiamato in lingua italiana Nero metallizzato, in inglese Classic Black Metallic ed in tedesco – nome ufficiale – CLASSICSCHWARZ MET 162 la cui composizione, utilizzando prodotti Glasurit, è la seguente (1 kg di prodotto):

Base    Quantità      Cumulativo            Unità m.
M4        714.0          714.0                 g
M99/04      8.0          722.0                 g
M99/03      5.0          727.0                 g
M99/21      1.0          728.0                 g
A926      187.0          915.0                 g
A589       42.0          957.0                 g
A307       16.0          973.0                 g
A427        4.0          977.0                 g
A032        1.0          978.0                 g
M1          22.0        1000.0                 g

Come potete notare dalla composizione gli elementi sono molti perché la vernice non è proprio nera, ma ha dei riflessi verdi abbastanza evidenti che la rendono veramente bella!
Comunque, alla fine è stato preparato un campione che, confrontato con una parte integra, è risultato conforme per cui si è proceduto alla verniciatura di tutti i pezzi.

La sella, essendo accoppiata ad una moto nera, è invece di un bel grigio chiaro, ed ovviamente è stata rifatta utilizzando un rivestimento uguale.

Devo però confessare che la Casa Madre BMW mi ha parecchio deluso perché mi ha comunicato, tramite il concessionario ufficiale di Roma, che una targhetta decorativa non è più disponibile in quanto fuori stock (non più disponibile e non più prodotta).
Io sapevo che la BMW assicurava la fornitura dei pezzi di ricambio per tanti anni, e tutto sommato la mia moto è ancora relativamente giovane: una Mukka di soli 18 anni! Ho risolto trovando i pezzi negli USA da un rivenditore Motoradd Nord America (Stati Uniti e Canada), solo che quasi sicuramente spenderò più di spedizione che di pezzi di ricambio!

3 febbraio

La manutenzione della moto è praticamente terminata, mancano solo le borse, la sella e gli ultimi controlli. Domani sera penso di ritirarla per poi portarla presso un centro autorizzato per la revisione. È innegabile … le vecchie Mukke hanno un loro fascino Mukka Milka

BMW K1100LT quasi finita

5 febbraio

Oggi pomeriggio ho ritirato la moto e devo dire che sono molto soddisfatto di come è venuta: praticamente sembra appena uscita dalla fabbrica! Per rimetterla in ordine di marcia è stato necessario eseguire solo i lavori che erano stati preventivati in quanto non ci sono state "sorprese"; anzi alla fine si è deciso di non sostituire la pompa della benzina perché dopo lo sbloccaggio ha funzionato sempre regolarmente senza dare alcun problema. 

La moto è venuta così:

BMW K1100LT Mukka Milka di brag

Nell'album sono disponibili tutte le foto del restauro in alta risoluzione. Tempo permettendo, visto che è una gran bella Mukka, già domenica prossima la porterò a "pascolare" per farle dimenticare i lunghi anni passati in una buia stalla Mukka Milka .

Le foto del recupero di una BMW K1100LT