In Spagna per la Rider 1000

Insieme ad alcuni amici ho partecipato alla fine di maggio alla Rider 1000, una manifestazione che da qualche anno si svolge sulle belle strade della Catalunya, e che consiste nel percorrere 1000 km in un tempo massimo di 22 ore.

Per permettere la partecipazione anche a piloti “meno resistenti” (come il sottoscritto) nell’ambito dello stesso evento vengono organizzate anche la Rider 500 che prevede una tempo max di 11 ore, e la Rider 300 da completare in 7 ore (medie orarie inferiori quindi a 50 km/h).

Il luogo di partenza e di arrivo è Manresa, una cittadina che si trova a circa 60 km da Barcellona, e quindi nel cuore della Catalunya.

Io ho preso parte alla Rider 500: mi piace andare in moto, ma non me la sono sentita di guidare per più di 14 ore, e poi ho problemi alla vista e preferisco non guidare di notte.

Abbiamo fatto base Castellbell i el Vilar nella bella e confortevole struttura Mas del Puig dove avevamo a disposizione il grande appartamento del Mirador dal quale si gode di una vista eccezionale sulle vicine cime del Montserrat.

Mercoledì 24 maggio

Da Genzano di Roma a La Spezia dove sono stato ospite a casa del mio amico “Pinguino”. Solita autostrada ed Aurelia; nulla di particolare eccetto il fatto che andando molto piano ho rischiato di addormentarmi!  🙁

Giovedì 25 maggio

La Route des CretesTrasferimento a Marsiglia dove insieme agli altri amici del gruppo si era deciso di pernottare.

Mi sono incontrato appena fuori La Spezia con Gianni per dirigerci verso il confine a Ventimiglia. Poco dopo Genova ci siamo uniti a Paolo e Renato provenienti da Milano, ed insieme abbiamo continuato il viaggio su bellissime strade secondarie percorrendo anche la Route des Crêtes, una strada panoramica stupenda che si trova a sud-est di Marsiglia.

Siamo arrivati nell’hotel Premiere Classe Marseille Centre di Marsiglia verso le 19:00 dove abbiamo trovato gli altri due componenti del gruppo, Osvaldo e Massimo, che per impegni di lavoro erano arrivati a Marsiglia autonomamente.

Venerdì 26 maggio

Da Marsiglia a Manresa dove dovevamo arrivare prima delle 20:00 per completare le operazioni d’iscrizione.

Causa un ponte festivo ed il tempo splendido c’era un grande traffico sulle strade francesi (specie verso il mare) con numerosi ingorghi, e così non è stato possibile percorrere l’itinerario programmato. Abbiamo perciò preferito continuare sulle autostrade fino a destinazione.

Arrivati a Manresa abbiamo facilmente raggiunto la grande area (un centro sportivo) sede della manifestazione per ritirare i gadget, il “passaporto” (dove sono stati apposti i timbri dei punti di controllo) ed un braccialetto d’identificazione.
Veramente ottima l’organizzazione della manifestazione: nulla lasciato al caso!  🙂

Dopo esserci rinfrescati e riposati ci siamo spostati nella vicina masseria Mas del Puig per prendere possesso dell’alloggio, scaricare i bagagli e fare una doccia; e poi abbiamo cenato tutti insieme in un ristorante all’ingresso del paese Castellbell i el Vilar che ci era stato consigliato.

La veduta dal Mas del Puig

Sabato 27 maggio

È il giorno della Rider … e siamo stati costretti a dividerci  🙁

La partenza della Rider 500E si, perché per la Rider l’orario di partenza viene stabilito in base al numero d’iscrizione. E poiché (specie per la Rider1000) è importante partire presto, quando vengono aperte le iscrizioni (in genere alle 00:00 di un certo giorno) il server del sito viene preso d’assalto e spesso non è possibile collegarsi per effettuare l’iscrizione.

Massimo che, non era riuscito ad iscriversi prima che venisse raggiunto il numero massimo di partecipanti alla 1000, per fortuna è stato successivamente ripescato in sostituzione di un rinunciatario che aveva il numero 8, mentre gli altri amici erano riusciti a farlo solo poco prima che le iscrizioni venissero chiuse ed avevano numeri di partenza intorno al 700.

Io partecipando alla Rider 500 ed avendo il numero 843 sarei partito intorno alle 10:30, e quindi ben dopo di loro.

Tanto per avere un’idea dei numeri alla Rider di quest’anno si sono iscritte 2500 persone: 853 alla Rider1000, 1419 alla Rider500 e 228 alla Rider300.

Le partenze sono avvenute al ritmo di 6 piloti ogni minuto

Massimo è partito prestissimo, intorno alle 6:00; Paolo, Renato, Gianni ed Osvaldo verso le 7:30, ed io alle 10:30

È stata veramente una bella esperienza perché seguendo il percorso suggerito ho scoperto dei luoghi suggestivi guidando quasi sempre su strade secondarie dall’asfalto perfetto.

Uno dei panorami della Rider 500

E poi mai affollamento; ovviamente si incontrano altri motociclisti, ma siccome l’unico vincolo sono i punti di controllo dove far timbrare il “passaporto”, mentre si guida non si procede mai in gruppo.

Mi sono fermato brevemente varie volte, ed ho fatto la sosta pranzo verso le 14:30; ho completato il percorso verso le 19:30 impiegando così 9 ore in totale. All’arrivo è stato posto l’ultimo timbro a certificare il completamento del percorso, e poi mi è stata consegnata la foto ricordo, una spilletta ed un adesivo che ho subito applicato sulla moto.

La foto ufficiale della mia partecipazione

Massimo, che ha viaggiato anche lui da solo, ha finito poco prima delle 20:00 percorrendo per un errore ben 1160 km 😕 , mentre l’altro gruppo di amici ha terminato verso le 4:00 del mattino … ma si sono fermati per un lauto pranzo a base di paella, spuntini vari e cena!

Tornando alla masseria dove alloggiavamo ho deciso di fermarmi per cenare all’aperto in una tipica trattoria mangiando benissimo e spendendo una sciocchezza, poi una bella doccia e quindi il meritato riposo visto che la giornata era stata lunga e faticosa.

Domenica 28 maggio

Trasferimento a Valencia.

Un panorama sulla strada per ValenciaSalutati gli amici mi sono avviato verso Valencia, una delle città spagnole che insieme a Saragozza non avevo mai visitato. Prima della partenza avevo consultato una mappa stradale e scelto un percorso identificato come “panoramico” … e mai scelta fu più azzeccata perché ho viaggiato su strade molto belle e scoperto angoli fantastici e poco conosciuti della stupenda terra spagnola.

Valencia? Che dire: un’altra bellissima città spagnola ricca di storia che vale sicuramente la pena di visitare. Ormai la Spagna non mi stupisce più … ci vado a colpo sicuro e me la godo!
Le città sono sempre ordinate e pulite, tutti i servizi pubblici (bus, metro, parcheggi etc) funzionano alla perfezione, c’è poco traffico ed i centri storici sono tutti pedonali!
A mio parere oggi la Spagna è almeno 25 anni avanti rispetto all’Italia, ed il divario continua ad aumentare ogni anno che passa!

Una veduta del centro di Valencia

Lunedì 29 maggio

Ho trascorso gran parte della giornata facendo un lungo giro in moto verso sud su strade secondarie alla scoperta del territorio, ho attraversato dei paesini stupendi, pranzato in una tipica trattoria con i tavoli per strada e fermato in dei bar dove ho potuto sempre scambiare qualche parola con persone estremamente cordiali: ecco, a me piace girare proprio così!

Rientrato a Valencia (ho pernottato nell’ottimo Aparthotel Valencia Rental) sono tornato di nuovo in centro città per terminare la visita. Avevo intenzione di cenare al “Casa Roberto” a base di paella, ma il ristorante era chiuso per riposo settimanale e così mi sono accontentato di un’ottima tagliata in uno dei tanti ristoranti di Plaza del Ayuntamiento.

Martedì 30 maggio

Panorama del territorio attraversato da Valencia a SaragozzaDa Valencia a Saragozza;
uscito da Valencia ho seguito l’autostrada verso Saragozza per poi deviare verso un’area montagnosa dove sono presenti anche numerosi impianti sciistici.
Ho percorso circa 200km di strade bellissime godendo di panorami mozzafiato: non mi aspettavo tanta bellezza! Una natura selvaggia con un alternarsi continuo di gole, dirupi, torrenti con vedute veramente stupende … forse le strade più belle che ho mai percorso in vita mia! Fondo sempre perfetto, eccetto pochi chilometri (comunque asfaltati, ma con qualche buca) dove squadre di operai erano al lavoro per ampliare la carreggiata.

Arrivato a Saragozza, dopo una doccia nell’Hotel Inca (buono, in posizione centralissima, con parcheggio convenzionato a pochi passi), sono uscito per visitare la Cattedrale e gli altri punti d’interesse della città.

Saragozza mi ha deluso; numerosi negozi chiusi per cessata attività, pochi turisti in giro, giardini e strade non a livello delle numerose altre città spagnole che ho già visitato. Ho passato il pomeriggio e la serata passeggiando, ho cenato in un ottimo “all-you-can-eat” che offriva una grande varietà di pietanze spagnole dall’aspetto veramente invitante.

Veduta della piazza di fianco alla Cattedrale di Saragozza

Mercoledì 31 maggio

Avendo prenotato per il ritorno in Italia il traghetto Barcellona > Civitavecchia che parte alle 22:00 circa ho deciso di fare un giro sul lato spagnolo dei Pirenei.

I Pirenei - lato spagnolo

Un’altra giornata magnifica trascorsa percorrendo strade incantevoli che attraversano paesini stupendi … 570 km di pura goduria motociclistica!
La sera l’imbarco nel moderno Terminal Grimaldi del porto di Barcellona, e poi la tranquilla traversata con arrivo in orario a Civitavecchia.

Giovedì 1° giugno

Rientro e subito la solita incazzatura perché un porto come quello di Civitavecchia è una vergogna per un paese civile! Sporcizia, la viabilità pensata da un folle … vabbé, meglio lasciar perdere: solo chi non esce mai dall’Italia non si rende conto dello stato in cui è ridotto il nostro paese!  👿


Tutte le immagini del viaggio in Spagna

Le immagini del viaggio in Spagna per la Rider 1000

Pirenei, Galizia e Nord del Portogallo in moto

Era da parecchio tempo che non facevo più un “vero” viaggio in moto, e così ho approfittato di qualche giorno libero per visitare alcune zone della Spagna e del Portogallo che non conoscevo.

Come sempre ho preso spunto da vari report trovati nel web, ma ho anche fatto tesoro dei preziosi consigli di carissimi amici che amano fare turismo in moto.

Per il trasferimento in Spagna anche questa volta ho preferito il traghetto che in 20 ore di navigazione permette di raggiungere comodamente Barcellona da Civitavecchia ad un prezzo decisamente conveniente.

Gli alberghi li ho “individuati” prima di partire, per poi prenotarli day-by-day.
Quando arrivo in un posto non amo andare alla ricerca della sistemazione; inoltre le strutture le scelgo in base a precisi requisiti come parcheggio sicuro per la moto, Wi-Fi, un giudizio degli ospiti preferibilmente da ottimo in su (da una scala da 1 a 10, almeno 8), e così preferisco informarmi in anticipo sulle loro caratteristiche.

Cliccando sull’icona  camera-icon (1)  si aprirà il relativo album fotografico  

Giovedì 25 giugno – La partenza camera-icon

In partenza per la SpagnaTrasferimento a Civitavecchia per l’imbarco sull’ottima nave “Roma” della Grimaldi Lines con partenza in orario.

Venerdì 26 giugno – L’arrivo a Barcellona camera-icon

Arrivo nel moderno terminal Grimaldi di Barcellona – in orario con procedura di sbarco molto veloce – da dove ho proseguito in moto per l’Ibis Hotel di Sant Andreu de la Barca, un’ottima struttura alla periferia di Barcellona sulla strada per Andorra, mia destinazione del giorno seguente.

In prossimità dell’albergo c’erano diversi ristoranti, ed ho cenato in uno che mi era stato consigliato dal portiere dell’albergo.

Arrivando in Spagna si nota subito la differenza con il nostro Paese: strade più pulite, traffico ordinato e scorrevole, servizi efficienti, ma soprattutto PREZZI PIÙ BASSI; e nei giorni seguenti la prima positiva impressione è stata sempre confermata.

Sabato 27 giugno – Barcellona > Antichan-de-Frontignes camera-icon

Dopo un piccolo tratto autostradale (non a pagamento) ho proseguito su strade secondarie panoramiche verso Andorra.
Per entrare nel Principato ho incontrato una lunga fila, ma per fortuna gli automobilisti spagnoli agevolano il passaggio delle moto, e così in qualche minuto sono riuscito a superare il varco doganale (presidiato da agenti) dove però non ho visto effettuare controlli.

Breve sosta in città, e poi ho continuato verso la Francia su strade con vedute molto belle.

Vista dei PireneiHo viaggiato con calma gustandomi il territorio e sono arrivato all’ Hôtel Auberge de la Palombière verso le 17.
Avevo incontrato pochissime auto nell’ultimo tratto di strada, ed un piccolo borgo che avevo attraversato poco prima di arrivare all’hotel mi era sembrato deserto … solo qualche mucca al pascolo in un’area recintata.
La zona si presentava bene, un bellissimo panorama ed una quiete a cui non sono abituato, e l’albergo dall’esterno non era niente male solo che … era chiuso albergo Pirenei chiuso
Ho suonato, ho bussato alla porta, ma niente!
Non un cartello, né un numero da chiamare Albergo chiuso

Mentre aspettavo sono giunti altri due motociclisti che, dopo aver visto che l’hotel era chiuso, hanno proseguito senza indugio verso un’altra struttura.

Poiché avevo prenotato l’albergo tramite Booking.com non volevo andar via senza essermi prima accertato della reale chiusura, e così ho telefonato al numero che avevo sulla prenotazione e finalmente il gestore è venuto ad aprirmi.
Praticamente questa struttura è un ristorante che al piano superiore ha 6 camere per dormire.
Quella che mi è stata assegnata era con mobilio vecchio, e puzzava terribilmente perché impregnata degli odori della cucina. Inoltre c’erano un mare di fastidiose mosche che svolazzavano ovunque.

Vabbé mi son detto, inutile che chiedo di cambiare camera tanto le altre saranno uguali se non peggio, apro le finestre e faccio cambiare l’aria …

Il bello di questa storia è che la struttura ha dei giudizi eccellenti nel web; tutti la lodano assegnando un punteggio altissimo. A me è invece sembrata veramente scarsa; e la sera prima di addormentarmi ho dovuto anche abbattere a ciavattate diverse mosche che avevano deciso di non andarsene!

Ho cenato nel tanto osannato ristorante … è stato il peggior pasto di tutta la vacanza!

Domenica 28 giugno – Pirenei & Pamplona camera-icon

Dopo aver preso un caffè preparato in camera, ho caricato la moto e via verso Pamplona nel fresco della mattina per affrontare tanti chilometri di curve.

Una veduta dei Pirenei

I Pirenei: uno spettacolo della natura

Strade b e l l i s s i m e con paesaggi mozzafiato lungo tutto il percorso che, senza saperlo, avevo programmato sul tracciato storico dell’edizione 1910 del Tour de France nella quale, per la prima volta dalla creazione del Tour, furono affrontati i Pirenei.
Sono arrivato nel pomeriggio a Pamplona dove ho pernottato all’Hotel Burlanda, un buon albergo nella periferia della città, ma ottimamente collegato con il centro raggiungibile in 5 minuti con il bus pubblico.

In tutte le città della Spagna che ho visitato i servizi di trasporto pubblico funzionano magnificamente, e così preferisco scegliere alberghi non in centro (che spesso è area pedonale)facilmente raggiungibili con la moto e dotati di parcheggio privato.

A Pamplona erano in atto i preparativi per la festa di San Fermín caratterizzata dagli encierros (le corse davanti ai tori); c’era molta in gente per strada, ma stranamente tantissimi negozi e molti locali erano chiusi.
Ho passeggiato a lungo per il centro della città per visitare i luoghi d’interesse, ma arrivata l’ora di cena e visto che di ristoranti aperti ce n’erano ben pochi ho preferito tornare a Burlanda.

Dopo aver girato parecchio alla fine sono riuscito a trovare un bar-ristorante che era molto affollato, ma mi sono dovuto accontentare di bocadillos e patate fritte (ottime perché non surgelate).

Lunedì 29 giugno – Pamplona > Pechón camera-icon

Giornata dedicata al trasferimento a Pechón, località che avevo scelto come base per la visita dei Picos de Europa.

Da Pamplona mi sono diretto prima verso San Sebastian, nota località di villeggiatura estiva celebre per le sue spiagge ed il bellissimo lungomare e poi, dopo una breve sosta, ho proseguito su strade secondarie lungo la costa che è molto suggestiva perché ricca di paesaggi selvaggi con dirupi a strapiombo sul mare.

Altra fermata nell’incantevole cittadina di Comillas, e poi finalmente l’arrivo al B&B La Espina, una valida struttura con una bella vista sul mare.

Dopo una doccia ed un po’ di riposo ho fatto una rilassante passeggiata per arrivare alla spiaggia, e poi una cena a base di pesce in un’ottima trattoria a gestione familiare.

Sulla costa atlantica ho incontrato sempre un meteo splendido con temperature veramente gradevoli intorno ai 25°. Ma bastava spostarsi 15-20 km verso l’interno per vedere la temperatura salire rapidamente per raggiungere 32-34°

Martedì 30 giugno – Visita ai Picos de Europa camera-icon

I Picos de EuropaUna delle giornate più interessanti di tutto il viaggio Picos de Europa - Spagna: la visita ai Picos de Europa.

I Picos de Europa sono una catena montuosa, ed oggi tutta l’area è protetta grazie ad un grande parco nazionale che si estende tra le comunità autonome delle Asturie, Cantabria e León.

Il luogo è veramente affascinante e per raggiungerlo dalla costa dove avevo fatto base ho impiegato pochissimo tempo; strade perfettamente mantenute che per lunghissimi tratti si snodano tra gole profonde in un susseguirsi di curve, tunnel, ponti: veramente uno spettacolo della natura!

E poi i bellissimi Laghi di Covadonga, che ho raggiunto dopo aver visitato il Santuario che porta lo stesso nome.
Sono stato fortunato a poter raggiungere i laghi in moto perché, essendo una delle aree turistiche più visitate dell’Asturias, al fine di proteggere l’ecosistema l’accesso ai laghi ed al Santuario di Covadonga durante il periodo di Pasqua e l’estate viene regolato, ed è possibile solo utilizzando i mezzi pubblici predisposti.

Veduta del lago di Enol

Il lago di Enol – Covadonga

Mercoledì 1° luglio – Verso la Galizia camera-icon

Dovendo trasferirmi nell’estrema punta nord della Galizia, su suggerimento del mio amico Andrea ho utilizzato una veloce autostrada senza pedaggio fino a Foz, e poi da li ho proseguito lungo la bellissima costa verso Ferrol fino ad arrivare nell’area di Bergondo dove ho alloggiato all’Hotel Os Olivos, un buon motel ubicato in prossimità di un’autostrada.

Da Foz ho potuto ammirare dei paesaggi veramente unici; avevo previsto delle deviazioni verso il promontorio di Bares, e poi sull’altro leggermente più a ovest dove ho percorso la strada panoramica mozzafiato che da Cariño arriva a Teixido: bella, veramente molto bella    Panorami stupendi in Galizia!

 

La costa della Galizia

Un tratto di costa della galizia

Giovedì 2 luglio – Costa da Morte camera-icon

Durante la notte c’era stato un temporale che aveva rinfrescato l’aria, ma la mattina il cielo era di nuovo terso con una temperatura ideale per andare in moto: clima perfetto per esplorare la Costa da Morte.

Ho guidato su strade secondarie lungo la costa della provincia di A Coruña fino a raggiungere prima Cabo Vilán, e poi Capo Fisterra dove termina il Camino de Santiago.

COATTA @ Cabo Vilan      Cabo Vilan      Cabo Fisterre

I luoghi sono molto suggestivi, e grazie all’assenza di traffico ho potuto godermeli procedendo lentamente ed effettuando numerose soste.

Dopo Capo Fisterra ho raggiunto Santiago de Compostela per una visita alla Cattedrale, e poi ho continuato in direzione del confine con il Portogallo, subito dopo il quale avevo programmato il pernottamento nell’Hotel Padre Cruz ubicato poco a sud di Valença.

Il luogo non offriva un gran che, ma in compenso in prossimità di una grande rotonda c’erano numerosi ristoranti perché nelle vicinanze erano presenti diverse grandi aree di sosta per autocarri.

C’è poco da fare, che il Portogallo è un paese povero lo si nota subito … come in Italia Degrado: strade sporche e dissestate, erbacce e sporcizia onnipresenti, traffico non disciplinato, ma prezzi più bassi rispetto alla Spagna nonostante l’IVA al 23%.
Ho cenato molto bene gustando un bel pesce al forno con patate, e poi subito a dormire.

Venerdì 3 luglio – Verso Porto camera-icon

Giornata dedicata principalmente al trasferimento a Porto. Ho viaggiato verso sud, in direzione Braga, per poi dirigermi verso Guimaraes dove ho fatto una piccola sosta. Sono arrivato a Porto facendo una lunga deviazione verso l’interno su strade secondarie perché volevo “esplorare” dei luoghi fuori dai normali circuiti turistici.

Hotel Castelo Santa CatarinaA Porto ho alloggiato per due giorni al Castelo Santa Catarina: struttura fantastica!

Il pomeriggio l’ho dedicato alla visita della città vecchia con cena al ristorante Casa Pereira dove ho gustato un’abbondante e squisita porzione di baccalà.

Sabato 4 luglio – Gita a Coimbra camera-icon

Per il sabato avevo previsto un circuito prima verso la città di Peso da Regua seguendo il corso del Río Duero (fiume Douro), e poi a sud verso Coimbra.

È stata un’esperienza stupenda perché, specie nella prima parte, ho potuto ammirare dei paesaggi veramente molto, molto belli caratterizzati da immensi vigneti dalle cui uve nasce il famoso vino Porto.

L’area del Douro è stata la prima regione vinicola al mondo ad avere avuto un riconoscimento ufficiale e nel 2001 è stata anche dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Gli spettacolari terrazzamenti sulle rive a strapiombo del fiume vengono utilizzati esclusivamente per piantare la vite che darà origine al famoso vino, e sono il frutto di secoli e secoli di lavoro degli uomini.

La zona di produzione del vino Porto

Questa è stata l’area che mi è piaciuta di più di tutta la mia breve visita in Portogallo.

Faceva molto caldo, e quindi dopo una brevissima sosta a Coimbra ho preferito proseguire verso la costa per godere un po’ del fresco dell’oceano.

Sono rientrato a Porto giusto in tempo per la cena che ho consumato in un tipico locale frequentato solo da gente del posto … ed ho ordinato nuovamente dell’ottimo baccalà!

Baccalà alla portoghese

Domenica 5 luglio – Leon camera-icon

Cicogna al centro di LeonUn lungo e monotono trasferimento da Porto a Leon in Spagna: quella che sulla cartina mi era sembrata una strada secondaria era stata trasformata in un’autostrada con alcuni tratti anche a pagamento.
Il percorso non offriva molto, e così ho preferito procedere speditamente per arrivare presto a Leon e poter dedicare tutto il pomeriggio alla visita del centro che, come per tutte le altre città spagnole che ho visitato, mi ha impressionato per la pulizia, l’ordine e l’organizzazione.
Quando non ci sono auto passeggiare è piacevolissimo perché si possono ammirare le bellezze dei luoghi in tutta tranquillità, ed in tantissime città spagnole il centro è sempre area pedonale.
Ho cenato all’aperto in un ottimo ristorante gustando un bel piatto di pulpo a la gallega e sorseggiando un’ottima cerveza, per poi rientrare a piedi nel poco distante Hotel Riosol.

Lunedì 6 luglio – Burgos e Covarrubias camera-icon

Mentre sulla costa atlantica ho beneficiato di un clima decisamente fresco, all’interno è iniziato il caldo con temperature che hanno raggiunto anche i 39°.
Per fortuna che la notte la temperatura scendeva intorno ai 15°, e così partendo la mattina presto mi è stato possibile viaggiare senza soffrire troppo per la calura.
Da Leon a Burgos ho percorso la N120, una strada che per lunghi tratti costeggia il Camino di Santiago ed ho incontrato tantissimi pellegrini diretti a Santiago sia a piedi che in bicicletta.

A Burgos ho visitato le stupenda Cattedrale, passeggiato per il centro e pranzato; e poi ho continuato sotto un sole cocente verso Covarrubias dove sono arrivato nel momento più caldo della giornata: c’era ben poco da fare oltre ad una sosta, e così mi sono seduto in un bar per riposarmi gustando un gelato.

Il chiostro della Cattedrale di Burgos

Il chiostro della Cattedrale di Burgos

Dopo una lunga fermata ho continuato per Soria dove avevo prenotato all’Hotel Campos de Castilla, una struttura che non consiglio perché ubicata fuori città e con servizi scadenti.

Martedì 7 luglio – Verso Barcellona camera-icon

Sveglia molto presto e subito via verso Barcellona percorrendo le ottime autostrade gratuite spagnole. Nell’ultimo tratto ho veramente sofferto perché la temperatura in alcuni tratti ha sfiorato i 40°.
A Barcellona ho alloggiato all’Ibis Ripollet, un buon albergo dotato di parcheggio privato ubicato nella periferia della città in prossimità della stazione ferroviaria di Cerdanyola.

In Spagna scelgo spesso alberghi ubicati in periferia per due motivi: costano molto meno di quelli centrali ed hanno il parcheggio privato dove posso lasciare la moto in sicurezza. I servizi di trasporto pubblici funzionano ottimamente, e quindi in pochi minuti è possibile raggiungere il centro comodamente seduti in mezzi puliti, efficienti e dotati di aria condizionata.

Il pomeriggio ho passeggiato per la Rambla e visitato l’area del porto; la sera ho cenato nell’ottimo ristorante “La Ginesta” che mi era stato consigliato: chipirones, patate fritte, crema catalana e cerveza per … 15€

Nonostante la città fosse letteralmente invasa da turisti, il primo impatto è stato estremamente positivo e così, avendo poco tempo a disposizione, per il giorno dopo ho deciso di fare un giro utilizzando un bus per un “Hop-on Hop-off Tour”

Plaça de Catalunya - Barcelona

Mercoledì 8 luglio – Barcellona camera-icon

Alle 8:30 ero già a Plaça de Catalunya; ho fatto colazione seduto in un bar con cappuccino e cornetto spendendo 1,85€, e poi ho preso il primo bus per effettuare il tour della città.
Purtroppo non ho potuto dedicare tempo ai vari punti d’interesse turistico anche perché all’ingresso di ognuno c’erano delle file enormi, e così mi sono limitato ad un “assaggio” che il poco tempo a disposizione mi consentiva, assaggio che però mi ha fatto venire una gran voglia di tornare a Barcellona per visitarla come merita Barcellona è stupenda!

Turisti a Barcellona

Turisti in attesa di visitare La Casa Batlló, capolavoro di Antoni Gaudí

Nel tardo pomeriggio son rientrato in albergo che, avendo chiesto il late check-out, dovevo lasciare entro le 18:00.
Ho raggiunto il porto ed ho atteso le ore 20:00 per l’imbarco seduto comodamente all’aperto nel terminal della Grimaldi.
Partenza in orario e navigazione tranquilla.

Giovedì 9 luglio – Arrivo in Italia

La nave è arrivata a Civitavecchia in perfetto orario, sono sbarcato rapidamente e subito mi sono arrabbiato vedendo lo stato di degrado delle strade intorno allo scalo: sporcizia, erba non falciata, inutili deviazioni e rotonde … ogni ritorno in Italia per me ormai è un trauma Italia, paese senza futuro!