In Spagna per la Rider 1000

Insieme ad alcuni amici ho partecipato alla fine di maggio alla Rider 1000, una manifestazione che da qualche anno si svolge sulle belle strade della Catalunya, e che consiste nel percorrere 1000 km in un tempo massimo di 22 ore.

Per permettere la partecipazione anche a piloti “meno resistenti” (come il sottoscritto) nell’ambito dello stesso evento vengono organizzate anche la Rider 500 che prevede una tempo max di 11 ore, e la Rider 300 da completare in 7 ore (medie orarie inferiori quindi a 50 km/h).

Il luogo di partenza e di arrivo è Manresa, una cittadina che si trova a circa 60 km da Barcellona, e quindi nel cuore della Catalunya.

Io ho preso parte alla Rider 500: mi piace andare in moto, ma non me la sono sentita di guidare per più di 14 ore, e poi ho problemi alla vista e preferisco non guidare di notte.

Abbiamo fatto base Castellbell i el Vilar nella bella e confortevole struttura Mas del Puig dove avevamo a disposizione il grande appartamento del Mirador dal quale si gode di una vista eccezionale sulle vicine cime del Montserrat.

Mercoledì 24 maggio

Da Genzano di Roma a La Spezia dove sono stato ospite a casa del mio amico “Pinguino”. Solita autostrada ed Aurelia; nulla di particolare eccetto il fatto che andando molto piano ho rischiato di addormentarmi!  🙁

Giovedì 25 maggio

La Route des CretesTrasferimento a Marsiglia dove insieme agli altri amici del gruppo si era deciso di pernottare.

Mi sono incontrato appena fuori La Spezia con Gianni per dirigerci verso il confine a Ventimiglia. Poco dopo Genova ci siamo uniti a Paolo e Renato provenienti da Milano, ed insieme abbiamo continuato il viaggio su bellissime strade secondarie percorrendo anche la Route des Crêtes, una strada panoramica stupenda che si trova a sud-est di Marsiglia.

Siamo arrivati nell’hotel Premiere Classe Marseille Centre di Marsiglia verso le 19:00 dove abbiamo trovato gli altri due componenti del gruppo, Osvaldo e Massimo, che per impegni di lavoro erano arrivati a Marsiglia autonomamente.

Venerdì 26 maggio

Da Marsiglia a Manresa dove dovevamo arrivare prima delle 20:00 per completare le operazioni d’iscrizione.

Causa un ponte festivo ed il tempo splendido c’era un grande traffico sulle strade francesi (specie verso il mare) con numerosi ingorghi, e così non è stato possibile percorrere l’itinerario programmato. Abbiamo perciò preferito continuare sulle autostrade fino a destinazione.

Arrivati a Manresa abbiamo facilmente raggiunto la grande area (un centro sportivo) sede della manifestazione per ritirare i gadget, il “passaporto” (dove sono stati apposti i timbri dei punti di controllo) ed un braccialetto d’identificazione.
Veramente ottima l’organizzazione della manifestazione: nulla lasciato al caso!  🙂

Dopo esserci rinfrescati e riposati ci siamo spostati nella vicina masseria Mas del Puig per prendere possesso dell’alloggio, scaricare i bagagli e fare una doccia; e poi abbiamo cenato tutti insieme in un ristorante all’ingresso del paese Castellbell i el Vilar che ci era stato consigliato.

La veduta dal Mas del Puig

Sabato 27 maggio

È il giorno della Rider … e siamo stati costretti a dividerci  🙁

La partenza della Rider 500E si, perché per la Rider l’orario di partenza viene stabilito in base al numero d’iscrizione. E poiché (specie per la Rider1000) è importante partire presto, quando vengono aperte le iscrizioni (in genere alle 00:00 di un certo giorno) il server del sito viene preso d’assalto e spesso non è possibile collegarsi per effettuare l’iscrizione.

Massimo che, non era riuscito ad iscriversi prima che venisse raggiunto il numero massimo di partecipanti alla 1000, per fortuna è stato successivamente ripescato in sostituzione di un rinunciatario che aveva il numero 8, mentre gli altri amici erano riusciti a farlo solo poco prima che le iscrizioni venissero chiuse ed avevano numeri di partenza intorno al 700.

Io partecipando alla Rider 500 ed avendo il numero 843 sarei partito intorno alle 10:30, e quindi ben dopo di loro.

Tanto per avere un’idea dei numeri alla Rider di quest’anno si sono iscritte 2500 persone: 853 alla Rider1000, 1419 alla Rider500 e 228 alla Rider300.

Le partenze sono avvenute al ritmo di 6 piloti ogni minuto

Massimo è partito prestissimo, intorno alle 6:00; Paolo, Renato, Gianni ed Osvaldo verso le 7:30, ed io alle 10:30

È stata veramente una bella esperienza perché seguendo il percorso suggerito ho scoperto dei luoghi suggestivi guidando quasi sempre su strade secondarie dall’asfalto perfetto.

Uno dei panorami della Rider 500

E poi mai affollamento; ovviamente si incontrano altri motociclisti, ma siccome l’unico vincolo sono i punti di controllo dove far timbrare il “passaporto”, mentre si guida non si procede mai in gruppo.

Mi sono fermato brevemente varie volte, ed ho fatto la sosta pranzo verso le 14:30; ho completato il percorso verso le 19:30 impiegando così 9 ore in totale. All’arrivo è stato posto l’ultimo timbro a certificare il completamento del percorso, e poi mi è stata consegnata la foto ricordo, una spilletta ed un adesivo che ho subito applicato sulla moto.

La foto ufficiale della mia partecipazione

Massimo, che ha viaggiato anche lui da solo, ha finito poco prima delle 20:00 percorrendo per un errore ben 1160 km 😕 , mentre l’altro gruppo di amici ha terminato verso le 4:00 del mattino … ma si sono fermati per un lauto pranzo a base di paella, spuntini vari e cena!

Tornando alla masseria dove alloggiavamo ho deciso di fermarmi per cenare all’aperto in una tipica trattoria mangiando benissimo e spendendo una sciocchezza, poi una bella doccia e quindi il meritato riposo visto che la giornata era stata lunga e faticosa.

Domenica 28 maggio

Trasferimento a Valencia.

Un panorama sulla strada per ValenciaSalutati gli amici mi sono avviato verso Valencia, una delle città spagnole che insieme a Saragozza non avevo mai visitato. Prima della partenza avevo consultato una mappa stradale e scelto un percorso identificato come “panoramico” … e mai scelta fu più azzeccata perché ho viaggiato su strade molto belle e scoperto angoli fantastici e poco conosciuti della stupenda terra spagnola.

Valencia? Che dire: un’altra bellissima città spagnola ricca di storia che vale sicuramente la pena di visitare. Ormai la Spagna non mi stupisce più … ci vado a colpo sicuro e me la godo!
Le città sono sempre ordinate e pulite, tutti i servizi pubblici (bus, metro, parcheggi etc) funzionano alla perfezione, c’è poco traffico ed i centri storici sono tutti pedonali!
A mio parere oggi la Spagna è almeno 25 anni avanti rispetto all’Italia, ed il divario continua ad aumentare ogni anno che passa!

Una veduta del centro di Valencia

Lunedì 29 maggio

Ho trascorso gran parte della giornata facendo un lungo giro in moto verso sud su strade secondarie alla scoperta del territorio, ho attraversato dei paesini stupendi, pranzato in una tipica trattoria con i tavoli per strada e fermato in dei bar dove ho potuto sempre scambiare qualche parola con persone estremamente cordiali: ecco, a me piace girare proprio così!

Rientrato a Valencia (ho pernottato nell’ottimo Aparthotel Valencia Rental) sono tornato di nuovo in centro città per terminare la visita. Avevo intenzione di cenare al “Casa Roberto” a base di paella, ma il ristorante era chiuso per riposo settimanale e così mi sono accontentato di un’ottima tagliata in uno dei tanti ristoranti di Plaza del Ayuntamiento.

Martedì 30 maggio

Panorama del territorio attraversato da Valencia a SaragozzaDa Valencia a Saragozza;
uscito da Valencia ho seguito l’autostrada verso Saragozza per poi deviare verso un’area montagnosa dove sono presenti anche numerosi impianti sciistici.
Ho percorso circa 200km di strade bellissime godendo di panorami mozzafiato: non mi aspettavo tanta bellezza! Una natura selvaggia con un alternarsi continuo di gole, dirupi, torrenti con vedute veramente stupende … forse le strade più belle che ho mai percorso in vita mia! Fondo sempre perfetto, eccetto pochi chilometri (comunque asfaltati, ma con qualche buca) dove squadre di operai erano al lavoro per ampliare la carreggiata.

Arrivato a Saragozza, dopo una doccia nell’Hotel Inca (buono, in posizione centralissima, con parcheggio convenzionato a pochi passi), sono uscito per visitare la Cattedrale e gli altri punti d’interesse della città.

Saragozza mi ha deluso; numerosi negozi chiusi per cessata attività, pochi turisti in giro, giardini e strade non a livello delle numerose altre città spagnole che ho già visitato. Ho passato il pomeriggio e la serata passeggiando, ho cenato in un ottimo “all-you-can-eat” che offriva una grande varietà di pietanze spagnole dall’aspetto veramente invitante.

Veduta della piazza di fianco alla Cattedrale di Saragozza

Mercoledì 31 maggio

Avendo prenotato per il ritorno in Italia il traghetto Barcellona > Civitavecchia che parte alle 22:00 circa ho deciso di fare un giro sul lato spagnolo dei Pirenei.

I Pirenei - lato spagnolo

Un’altra giornata magnifica trascorsa percorrendo strade incantevoli che attraversano paesini stupendi … 570 km di pura goduria motociclistica!
La sera l’imbarco nel moderno Terminal Grimaldi del porto di Barcellona, e poi la tranquilla traversata con arrivo in orario a Civitavecchia.

Giovedì 1° giugno

Rientro e subito la solita incazzatura perché un porto come quello di Civitavecchia è una vergogna per un paese civile! Sporcizia, la viabilità pensata da un folle … vabbé, meglio lasciar perdere: solo chi non esce mai dall’Italia non si rende conto dello stato in cui è ridotto il nostro paese!  👿


Tutte le immagini del viaggio in Spagna

Le immagini del viaggio in Spagna per la Rider 1000

Pirenei, Galizia e Nord del Portogallo in moto

Era da parecchio tempo che non facevo più un “vero” viaggio in moto, e così ho approfittato di qualche giorno libero per visitare alcune zone della Spagna e del Portogallo che non conoscevo.

Come sempre ho preso spunto da vari report trovati nel web, ma ho anche fatto tesoro dei preziosi consigli di carissimi amici che amano fare turismo in moto.

Per il trasferimento in Spagna anche questa volta ho preferito il traghetto che in 20 ore di navigazione permette di raggiungere comodamente Barcellona da Civitavecchia ad un prezzo decisamente conveniente.

Gli alberghi li ho “individuati” prima di partire, per poi prenotarli day-by-day.
Quando arrivo in un posto non amo andare alla ricerca della sistemazione; inoltre le strutture le scelgo in base a precisi requisiti come parcheggio sicuro per la moto, Wi-Fi, un giudizio degli ospiti preferibilmente da ottimo in su (da una scala da 1 a 10, almeno 8), e così preferisco informarmi in anticipo sulle loro caratteristiche.

Cliccando sull’icona  camera-icon (1)  si aprirà il relativo album fotografico  

Giovedì 25 giugno – La partenza camera-icon

In partenza per la SpagnaTrasferimento a Civitavecchia per l’imbarco sull’ottima nave “Roma” della Grimaldi Lines con partenza in orario.

Venerdì 26 giugno – L’arrivo a Barcellona camera-icon

Arrivo nel moderno terminal Grimaldi di Barcellona – in orario con procedura di sbarco molto veloce – da dove ho proseguito in moto per l’Ibis Hotel di Sant Andreu de la Barca, un’ottima struttura alla periferia di Barcellona sulla strada per Andorra, mia destinazione del giorno seguente.

In prossimità dell’albergo c’erano diversi ristoranti, ed ho cenato in uno che mi era stato consigliato dal portiere dell’albergo.

Arrivando in Spagna si nota subito la differenza con il nostro Paese: strade più pulite, traffico ordinato e scorrevole, servizi efficienti, ma soprattutto PREZZI PIÙ BASSI; e nei giorni seguenti la prima positiva impressione è stata sempre confermata.

Sabato 27 giugno – Barcellona > Antichan-de-Frontignes camera-icon

Dopo un piccolo tratto autostradale (non a pagamento) ho proseguito su strade secondarie panoramiche verso Andorra.
Per entrare nel Principato ho incontrato una lunga fila, ma per fortuna gli automobilisti spagnoli agevolano il passaggio delle moto, e così in qualche minuto sono riuscito a superare il varco doganale (presidiato da agenti) dove però non ho visto effettuare controlli.

Breve sosta in città, e poi ho continuato verso la Francia su strade con vedute molto belle.

Vista dei PireneiHo viaggiato con calma gustandomi il territorio e sono arrivato all’ Hôtel Auberge de la Palombière verso le 17.
Avevo incontrato pochissime auto nell’ultimo tratto di strada, ed un piccolo borgo che avevo attraversato poco prima di arrivare all’hotel mi era sembrato deserto … solo qualche mucca al pascolo in un’area recintata.
La zona si presentava bene, un bellissimo panorama ed una quiete a cui non sono abituato, e l’albergo dall’esterno non era niente male solo che … era chiuso albergo Pirenei chiuso
Ho suonato, ho bussato alla porta, ma niente!
Non un cartello, né un numero da chiamare Albergo chiuso

Mentre aspettavo sono giunti altri due motociclisti che, dopo aver visto che l’hotel era chiuso, hanno proseguito senza indugio verso un’altra struttura.

Poiché avevo prenotato l’albergo tramite Booking.com non volevo andar via senza essermi prima accertato della reale chiusura, e così ho telefonato al numero che avevo sulla prenotazione e finalmente il gestore è venuto ad aprirmi.
Praticamente questa struttura è un ristorante che al piano superiore ha 6 camere per dormire.
Quella che mi è stata assegnata era con mobilio vecchio, e puzzava terribilmente perché impregnata degli odori della cucina. Inoltre c’erano un mare di fastidiose mosche che svolazzavano ovunque.

Vabbé mi son detto, inutile che chiedo di cambiare camera tanto le altre saranno uguali se non peggio, apro le finestre e faccio cambiare l’aria …

Il bello di questa storia è che la struttura ha dei giudizi eccellenti nel web; tutti la lodano assegnando un punteggio altissimo. A me è invece sembrata veramente scarsa; e la sera prima di addormentarmi ho dovuto anche abbattere a ciavattate diverse mosche che avevano deciso di non andarsene!

Ho cenato nel tanto osannato ristorante … è stato il peggior pasto di tutta la vacanza!

Domenica 28 giugno – Pirenei & Pamplona camera-icon

Dopo aver preso un caffè preparato in camera, ho caricato la moto e via verso Pamplona nel fresco della mattina per affrontare tanti chilometri di curve.

Una veduta dei Pirenei

I Pirenei: uno spettacolo della natura

Strade b e l l i s s i m e con paesaggi mozzafiato lungo tutto il percorso che, senza saperlo, avevo programmato sul tracciato storico dell’edizione 1910 del Tour de France nella quale, per la prima volta dalla creazione del Tour, furono affrontati i Pirenei.
Sono arrivato nel pomeriggio a Pamplona dove ho pernottato all’Hotel Burlanda, un buon albergo nella periferia della città, ma ottimamente collegato con il centro raggiungibile in 5 minuti con il bus pubblico.

In tutte le città della Spagna che ho visitato i servizi di trasporto pubblico funzionano magnificamente, e così preferisco scegliere alberghi non in centro (che spesso è area pedonale)facilmente raggiungibili con la moto e dotati di parcheggio privato.

A Pamplona erano in atto i preparativi per la festa di San Fermín caratterizzata dagli encierros (le corse davanti ai tori); c’era molta in gente per strada, ma stranamente tantissimi negozi e molti locali erano chiusi.
Ho passeggiato a lungo per il centro della città per visitare i luoghi d’interesse, ma arrivata l’ora di cena e visto che di ristoranti aperti ce n’erano ben pochi ho preferito tornare a Burlanda.

Dopo aver girato parecchio alla fine sono riuscito a trovare un bar-ristorante che era molto affollato, ma mi sono dovuto accontentare di bocadillos e patate fritte (ottime perché non surgelate).

Lunedì 29 giugno – Pamplona > Pechón camera-icon

Giornata dedicata al trasferimento a Pechón, località che avevo scelto come base per la visita dei Picos de Europa.

Da Pamplona mi sono diretto prima verso San Sebastian, nota località di villeggiatura estiva celebre per le sue spiagge ed il bellissimo lungomare e poi, dopo una breve sosta, ho proseguito su strade secondarie lungo la costa che è molto suggestiva perché ricca di paesaggi selvaggi con dirupi a strapiombo sul mare.

Altra fermata nell’incantevole cittadina di Comillas, e poi finalmente l’arrivo al B&B La Espina, una valida struttura con una bella vista sul mare.

Dopo una doccia ed un po’ di riposo ho fatto una rilassante passeggiata per arrivare alla spiaggia, e poi una cena a base di pesce in un’ottima trattoria a gestione familiare.

Sulla costa atlantica ho incontrato sempre un meteo splendido con temperature veramente gradevoli intorno ai 25°. Ma bastava spostarsi 15-20 km verso l’interno per vedere la temperatura salire rapidamente per raggiungere 32-34°

Martedì 30 giugno – Visita ai Picos de Europa camera-icon

I Picos de EuropaUna delle giornate più interessanti di tutto il viaggio Picos de Europa - Spagna: la visita ai Picos de Europa.

I Picos de Europa sono una catena montuosa, ed oggi tutta l’area è protetta grazie ad un grande parco nazionale che si estende tra le comunità autonome delle Asturie, Cantabria e León.

Il luogo è veramente affascinante e per raggiungerlo dalla costa dove avevo fatto base ho impiegato pochissimo tempo; strade perfettamente mantenute che per lunghissimi tratti si snodano tra gole profonde in un susseguirsi di curve, tunnel, ponti: veramente uno spettacolo della natura!

E poi i bellissimi Laghi di Covadonga, che ho raggiunto dopo aver visitato il Santuario che porta lo stesso nome.
Sono stato fortunato a poter raggiungere i laghi in moto perché, essendo una delle aree turistiche più visitate dell’Asturias, al fine di proteggere l’ecosistema l’accesso ai laghi ed al Santuario di Covadonga durante il periodo di Pasqua e l’estate viene regolato, ed è possibile solo utilizzando i mezzi pubblici predisposti.

Veduta del lago di Enol

Il lago di Enol – Covadonga

Mercoledì 1° luglio – Verso la Galizia camera-icon

Dovendo trasferirmi nell’estrema punta nord della Galizia, su suggerimento del mio amico Andrea ho utilizzato una veloce autostrada senza pedaggio fino a Foz, e poi da li ho proseguito lungo la bellissima costa verso Ferrol fino ad arrivare nell’area di Bergondo dove ho alloggiato all’Hotel Os Olivos, un buon motel ubicato in prossimità di un’autostrada.

Da Foz ho potuto ammirare dei paesaggi veramente unici; avevo previsto delle deviazioni verso il promontorio di Bares, e poi sull’altro leggermente più a ovest dove ho percorso la strada panoramica mozzafiato che da Cariño arriva a Teixido: bella, veramente molto bella    Panorami stupendi in Galizia!

 

La costa della Galizia

Un tratto di costa della galizia

Giovedì 2 luglio – Costa da Morte camera-icon

Durante la notte c’era stato un temporale che aveva rinfrescato l’aria, ma la mattina il cielo era di nuovo terso con una temperatura ideale per andare in moto: clima perfetto per esplorare la Costa da Morte.

Ho guidato su strade secondarie lungo la costa della provincia di A Coruña fino a raggiungere prima Cabo Vilán, e poi Capo Fisterra dove termina il Camino de Santiago.

COATTA @ Cabo Vilan      Cabo Vilan      Cabo Fisterre

I luoghi sono molto suggestivi, e grazie all’assenza di traffico ho potuto godermeli procedendo lentamente ed effettuando numerose soste.

Dopo Capo Fisterra ho raggiunto Santiago de Compostela per una visita alla Cattedrale, e poi ho continuato in direzione del confine con il Portogallo, subito dopo il quale avevo programmato il pernottamento nell’Hotel Padre Cruz ubicato poco a sud di Valença.

Il luogo non offriva un gran che, ma in compenso in prossimità di una grande rotonda c’erano numerosi ristoranti perché nelle vicinanze erano presenti diverse grandi aree di sosta per autocarri.

C’è poco da fare, che il Portogallo è un paese povero lo si nota subito … come in Italia Degrado: strade sporche e dissestate, erbacce e sporcizia onnipresenti, traffico non disciplinato, ma prezzi più bassi rispetto alla Spagna nonostante l’IVA al 23%.
Ho cenato molto bene gustando un bel pesce al forno con patate, e poi subito a dormire.

Venerdì 3 luglio – Verso Porto camera-icon

Giornata dedicata principalmente al trasferimento a Porto. Ho viaggiato verso sud, in direzione Braga, per poi dirigermi verso Guimaraes dove ho fatto una piccola sosta. Sono arrivato a Porto facendo una lunga deviazione verso l’interno su strade secondarie perché volevo “esplorare” dei luoghi fuori dai normali circuiti turistici.

Hotel Castelo Santa CatarinaA Porto ho alloggiato per due giorni al Castelo Santa Catarina: struttura fantastica!

Il pomeriggio l’ho dedicato alla visita della città vecchia con cena al ristorante Casa Pereira dove ho gustato un’abbondante e squisita porzione di baccalà.

Sabato 4 luglio – Gita a Coimbra camera-icon

Per il sabato avevo previsto un circuito prima verso la città di Peso da Regua seguendo il corso del Río Duero (fiume Douro), e poi a sud verso Coimbra.

È stata un’esperienza stupenda perché, specie nella prima parte, ho potuto ammirare dei paesaggi veramente molto, molto belli caratterizzati da immensi vigneti dalle cui uve nasce il famoso vino Porto.

L’area del Douro è stata la prima regione vinicola al mondo ad avere avuto un riconoscimento ufficiale e nel 2001 è stata anche dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Gli spettacolari terrazzamenti sulle rive a strapiombo del fiume vengono utilizzati esclusivamente per piantare la vite che darà origine al famoso vino, e sono il frutto di secoli e secoli di lavoro degli uomini.

La zona di produzione del vino Porto

Questa è stata l’area che mi è piaciuta di più di tutta la mia breve visita in Portogallo.

Faceva molto caldo, e quindi dopo una brevissima sosta a Coimbra ho preferito proseguire verso la costa per godere un po’ del fresco dell’oceano.

Sono rientrato a Porto giusto in tempo per la cena che ho consumato in un tipico locale frequentato solo da gente del posto … ed ho ordinato nuovamente dell’ottimo baccalà!

Baccalà alla portoghese

Domenica 5 luglio – Leon camera-icon

Cicogna al centro di LeonUn lungo e monotono trasferimento da Porto a Leon in Spagna: quella che sulla cartina mi era sembrata una strada secondaria era stata trasformata in un’autostrada con alcuni tratti anche a pagamento.
Il percorso non offriva molto, e così ho preferito procedere speditamente per arrivare presto a Leon e poter dedicare tutto il pomeriggio alla visita del centro che, come per tutte le altre città spagnole che ho visitato, mi ha impressionato per la pulizia, l’ordine e l’organizzazione.
Quando non ci sono auto passeggiare è piacevolissimo perché si possono ammirare le bellezze dei luoghi in tutta tranquillità, ed in tantissime città spagnole il centro è sempre area pedonale.
Ho cenato all’aperto in un ottimo ristorante gustando un bel piatto di pulpo a la gallega e sorseggiando un’ottima cerveza, per poi rientrare a piedi nel poco distante Hotel Riosol.

Lunedì 6 luglio – Burgos e Covarrubias camera-icon

Mentre sulla costa atlantica ho beneficiato di un clima decisamente fresco, all’interno è iniziato il caldo con temperature che hanno raggiunto anche i 39°.
Per fortuna che la notte la temperatura scendeva intorno ai 15°, e così partendo la mattina presto mi è stato possibile viaggiare senza soffrire troppo per la calura.
Da Leon a Burgos ho percorso la N120, una strada che per lunghi tratti costeggia il Camino di Santiago ed ho incontrato tantissimi pellegrini diretti a Santiago sia a piedi che in bicicletta.

A Burgos ho visitato le stupenda Cattedrale, passeggiato per il centro e pranzato; e poi ho continuato sotto un sole cocente verso Covarrubias dove sono arrivato nel momento più caldo della giornata: c’era ben poco da fare oltre ad una sosta, e così mi sono seduto in un bar per riposarmi gustando un gelato.

Il chiostro della Cattedrale di Burgos

Il chiostro della Cattedrale di Burgos

Dopo una lunga fermata ho continuato per Soria dove avevo prenotato all’Hotel Campos de Castilla, una struttura che non consiglio perché ubicata fuori città e con servizi scadenti.

Martedì 7 luglio – Verso Barcellona camera-icon

Sveglia molto presto e subito via verso Barcellona percorrendo le ottime autostrade gratuite spagnole. Nell’ultimo tratto ho veramente sofferto perché la temperatura in alcuni tratti ha sfiorato i 40°.
A Barcellona ho alloggiato all’Ibis Ripollet, un buon albergo dotato di parcheggio privato ubicato nella periferia della città in prossimità della stazione ferroviaria di Cerdanyola.

In Spagna scelgo spesso alberghi ubicati in periferia per due motivi: costano molto meno di quelli centrali ed hanno il parcheggio privato dove posso lasciare la moto in sicurezza. I servizi di trasporto pubblici funzionano ottimamente, e quindi in pochi minuti è possibile raggiungere il centro comodamente seduti in mezzi puliti, efficienti e dotati di aria condizionata.

Il pomeriggio ho passeggiato per la Rambla e visitato l’area del porto; la sera ho cenato nell’ottimo ristorante “La Ginesta” che mi era stato consigliato: chipirones, patate fritte, crema catalana e cerveza per … 15€

Nonostante la città fosse letteralmente invasa da turisti, il primo impatto è stato estremamente positivo e così, avendo poco tempo a disposizione, per il giorno dopo ho deciso di fare un giro utilizzando un bus per un “Hop-on Hop-off Tour”

Plaça de Catalunya - Barcelona

Mercoledì 8 luglio – Barcellona camera-icon

Alle 8:30 ero già a Plaça de Catalunya; ho fatto colazione seduto in un bar con cappuccino e cornetto spendendo 1,85€, e poi ho preso il primo bus per effettuare il tour della città.
Purtroppo non ho potuto dedicare tempo ai vari punti d’interesse turistico anche perché all’ingresso di ognuno c’erano delle file enormi, e così mi sono limitato ad un “assaggio” che il poco tempo a disposizione mi consentiva, assaggio che però mi ha fatto venire una gran voglia di tornare a Barcellona per visitarla come merita Barcellona è stupenda!

Turisti a Barcellona

Turisti in attesa di visitare La Casa Batlló, capolavoro di Antoni Gaudí

Nel tardo pomeriggio son rientrato in albergo che, avendo chiesto il late check-out, dovevo lasciare entro le 18:00.
Ho raggiunto il porto ed ho atteso le ore 20:00 per l’imbarco seduto comodamente all’aperto nel terminal della Grimaldi.
Partenza in orario e navigazione tranquilla.

Giovedì 9 luglio – Arrivo in Italia

La nave è arrivata a Civitavecchia in perfetto orario, sono sbarcato rapidamente e subito mi sono arrabbiato vedendo lo stato di degrado delle strade intorno allo scalo: sporcizia, erba non falciata, inutili deviazioni e rotonde … ogni ritorno in Italia per me ormai è un trauma Italia, paese senza futuro!

Pinguinos 2014

Il Pinguinos è il più grande raduno invernale di moto a cui partecipano bikers provenienti da tutto il mondo; come da tradizione si tiene il secondo fine settimana di gennaio a Puente Duero, nella provincia di Valladolid (Spagna).

Valladolid è una bella città della Comunità Autonoma di Castiglia e León, caratterizzata da un clima continentale che un antico detto descrive con … “Nove mesi di inverno e tre di inferno” (Nueve meses de invierno y tres de infierno): inverni freddi, con nebbia frequente e gelate, ed estati torride Pinguinos a Valledolid

Quella di quest’anno è stata la 33° edizione che dal 9 al 12 gennaio 2014 ha riunito tantissimi amanti delle moto di diverse nazionalità (più di 27.000 iscritti e 38.000 partecipanti).

Il motoraduno si svolge in una grande pineta, che per l’occasione viene attrezzata e dotata di un palcoscenico sede di vari spettacoli e che al termine della manifestazione viene utilizzato per le premiazioni e la consegna dei premi.

Lungo il grande viale d’ingresso ci sono gli stand dell’organizzazione e degli sponsors, mentre nelle aree limitrofe vengono allestiti i tendoni dove mangiare e bere, i ristoranti ambulanti oltre a numerosi punti per la vendita di gadgets, accessori per le motociclette ed abbigliamento tecnico.

Per accedere all’area è necessario registrarsi (costo 25€); si ricevono dei distintivi ricordo, alcuni adesivi, il programma ed un pass che da diritto all’entrata ed alla partecipazione a varie escursioni ed eventi come il “Capodanno Pingüinero”, la “Sfilata delle Torce”, la “Fiesta Pingüinera” oltre ad una estrazione finale di premi messi in palio dalle ditte che supportano l’organizzazione dell’evento.

Un gruppo di amici del forum GSBikers ha organizzato la “trasferta”, e così ho deciso di partecipare al Pinguinos perché volevo comprendere lo “spirito” di questi raduni invernali che spesso si svolgono con condizioni meteo proibitive.

Siamo partiti il mercoledì 8 gennaio da Civitavecchia con il traghetto della Grimaldi che ci ha sbarcato a Barcellona verso le 18:30 di giovedì 9 gennaio.

Abbiamo pernottato nell’hotel Vincii Bit, una buona struttura che si distingue per l’arredamento moderno e finiture (verniciatura delle porte o dei soffitti) veramente inusuali.
L’albergo non è vicino a “La Rambla”, e così mentre alcuni hanno deciso di andare in centro, altri (come il sottoscritto) hanno preferito cenare nei paraggi, oppure nel ristorante dell’albergo.

La mattina seguente – venerdì 10 – in sella alle 8:00 perché dobbiamo percorrere i 670 chilometri che ci separano da Valledolid.
Il tempo non è dei migliori, e così si decide di percorrere l’autopista a pagamento (30€ per poco meno di 300 km).
Abbiamo fatto parecchia strada avvolti da una nebbia fitta e fredda, e solo dopo una veloce sosta per pranzo dalle parti di Soria finalmente il cielo s’è aperto ed abbiamo potuto gustarci la strada per il Pinguinos.

Siamo arrivati nel tardo pomeriggio per sistemarci nell’Hotel Olid, ubicato nel centro della città. Serata passata passeggiando per la città con cena tutti insieme in un tipico locale per gustare le Tapas.

Il sabato è stata la giornata dedicata al raduno: arriviamo nella pineta di Punte Duero verso le 10:00; è presente già molta gente, ma grazie alla perfetta organizzazione l’iscrizione è rapida Perfetta organizzazione del Pinguinos

Posteggiamo le moto, e c’è solo il tempo per una breve passeggiata perché alle 11:00 inizia la “Excursión Desfile de Banderas a Valladolid”: un serpentone di migliaia e migliaia di moto che invaderà le strade di Valladolid per arrivare in una grande piazza dove ci sarà l’esibizione di alcuni stuntman.

Dopo aver percorso poche centinaia di metri in oltre mezz’ora io ho rinunciato a questa sfilata per passeggiare nell’area attrezzata del Pinguinos visitando gli stand, ma soprattutto per curiosare tra le migliaia di tende e ricoveri improvvisati allestiti nella pineta.
E questa, per me, è stata la parte più interessante di tutta la gita perché ho finalmente compreso che cos’è veramente il Pinguinos: fuochi sempre accesi, veri e propri accampamenti dotati anche di generatore di corrente, cucine da campo, barbacue in funzione H24, musica, e tante bottiglie di birra e di sangria!

Ho trascorso tutta la giornata nell’area del raduno dove ho anche casualmente incontrato un amico con cui ho fatto il viaggio in Iran … l’ennesima dimostrazione che il mondo è piccolo !!!!

La sera abbiamo cenato tutti insieme in un magnifico ristorante del centro: pietanze squisite, vino ottimo e servizio impeccabile con conto adeguato (41€).

Domenica 12 è l’ultimo giorno del raduno e la mattina sono previste le premiazioni che a me ed altri proprio non interessano, e così ci stacchiamo dal resto del gruppo per spostarci a Madrid percorrendo strade panoramiche secondarie e passando per Segovia dove faremo una breve sosta.

Tempo ottimo fin dopo Segovia, ma poi siamo entrati di nuovo in una fitta e fredda nebbia che ci ha accompagnato fino a Madrid dove abbiamo trovato anche una fastidiosa pioggia leggera.

A Madrid abbiamo pernottato all’Hotel Senator, Gran Via SPA (da non confondere con un’altro albergo ubicato sempre sulla stessa via, ma al 21); struttura un po’ datata, ma consigliabile perché pulita e con un buon livello di servizi.

Lunedì 13 dobbiamo prendere a Barcellona il traghetto che ci riporterà in Italia; io non ho voglia di rifare l’autostrada, per cui mi stacco dal gruppo e procedo in solitaria verso Barcellona. Il meteo – specie negli ultimi chilometri – non è dei migliori con la solita nebbia, pioggia leggera e temperature rigide.

Mi fermo varie volte per fare rifornimento e poi per pranzare con un buonissimo panino con “hamburguesa con queso” annaffiato da un “vaso de vino tinto”, seguito da un buon caffè finalmente fatto all’italiana; ed arrivo a Barcellona senza difficoltà verso le 17:00.

Check-in, poi l’imbarco, la traversata con mare “piatto” e martedì sera per l’ora di cena sono di nuovo a casa dopo aver percorso poco meno di 2000km.

Vale la pena di andare al Pinguinos?
Secondo me SI, anche per chi – come me – non ama i raduni.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

 

Vacanza in moto in Marocco e Andalusia

Era da qualche anno che avevo l'intenzione di fare una vacanza in moto in Marocco ed Andalusia, ma per vari motivi avevo sempre rinunciato.

A primavera, dopo aver consultato i vari programmi pubblicati nel web, ho deciso di usufruire ancora una volta dei servizi proposti da Motovacanze.it perché mi da la possibilità di adattare il programma alle mie necessità.

La motovacanza prevedeva la partenza da Ventimiglia, e poi due lunghe tappe di trasferimento fino all'imbarco ad Almeria; io invece ho preferito effettuare il trasferimento in Spagna con il traghetto (tratta Civitavecchia – Barcellona con la Grimaldi Lines) per poi agganciarmi al gruppo dopo due rilassanti tappe di trasferimento.

Questo il racconto del viaggio (le foto sono divise per tappe)

Giovedì 19 aprile : Partenza

Sono partito da casa verso le 18:00 pur essendo a conoscenza che il traghetto aveva 2 ore di ritardo; non amo viaggiare di notte e per questo ho preferito partire prima in modo da arrivare a Civitavecchia ancora con la luce del sole. Dopo pochi minuti che ero in viaggio si è scatenato un temporale violento con grandine e vento a raffiche: sono arrivato a Civitavecchia infreddolito e bagnato … non male come inizio vacanza maltempo in viaggio

Venerdì 20 aprile : Civitavecchia – Barcellona (in traghetto)

Alle ore 00:30 il traghetto (Cruise Roma, moderna e confortevole) ha lasciato il porto e subito mi sono addormentato. Navigazione senza problemi in mare calmo ed arrivo a Barcellona alle 20:30.

Visto il ritardo ho cercato una sistemazione appena a sud di Barcellona, ma dopo aver provato in due alberghi che erano pieni ho proferito proseguire verso Salou dove prima della partenza avevo individuato l'albergo Hotel Olympus Palace che ad un prezzo abbordabile offriva anche il parcheggio privato per la moto.

 Foto 

Sabato 21 aprile : Barcellona – Benidorm

Dopo un'ottima colazione ho proseguito lungo la costa verso Benidorm, cittadina che avevo scelto per il secondo pernottamento. Nel trasferimento sono rimasto impressionato dalla deturpazione della costa il cui paesaggio è stato irrimediabilmente rovinato da migliaia d'inutili immobili non utilizzati. 

Arrivato a Benidorm ho provato nell'albergo che avevo prescelto prima della partenza, ma era pieno e così ho ripiegato sull'Hotel Jaimet I che dall'esterno sembrava accettabile, ma che poi ho scoperto avere camere arredate con mobili anni '60. Accertato che il livello di pulizia era accettabile, ho preferito fermarmi per non dover ricaricare i bagagli e rimettermi in cerca di una camera.

La cittadina è abbastanza famosa come luogo di vacanza ed è caratterizzata da numerosi alti edifici (che ospitano hotel e case vacanza) costruiti a partire dagli anni 60 per favorire lo sviluppo turistico. A me Benidorm è parsa orrenda Benidorm è orrenda: solo grandi palazzi! ; la sera ho passeggiato un bel po sul lungomare e per le vie del centro, ma onestamente non ho trovato nulla d'interessante!

 FotoMappa del percorso 

Domenica 22 aprile : Benidorm – Almeria – Melilla

Sveglia presto e subito in sella per scappare da Benidorm!

Avevo appuntamento con gli altri componenti del gruppo al porto di Almeria verso le 18:00 e così me la sono presa comoda percorrendo stradine interne, fermandomi al circuito di Almeria per vedere alcuni privati che provavano le loro moto in pista, e poi visitando la zona desertica a Nord di Almeria dove furono girati numerosi film western e dove oggi è possibile visitare gli studios cinematografici.

Incontrati gli altri amici provenienti da Barcellona abbiamo fatto il checkin e poi, lasciate le moto al porto, siamo andati in centro per una breve visita della città e la cena.

L'imbarco è avvenuto in orario e dopo una traversata di circa 8 ore siamo arrivati a Melilla, enclave spagnola in territorio marocchino dove ci attendeva, a nostra insaputa, una giornata tremenda ….

 FotoMappa del percorso 

Lunedì 23 aprile : Melilla – Fes

La giornata era iniziata bene: tempo splendido, sbarco in orario, formalità doganali e d'immigrazione espletate in un tempo più che ragionevole, ma poi l'imprevisto: l'agenzia che doveva rilasciare l'assicurazione per circolare in Marocco (solo pochissime Compagnie Assicurative italiane coprono i rischi in Marocco) non aveva contratti a sufficienza Imprevisto a Nador - Marocco

E così alcuni del gruppo si sono dovuti recare in una cittadina distante circa 80 km per stipulare i contratti mancanti; causa le lungaggini burocratiche ci sono volute ben 11 (undici) ore per risolvere il problema! Il tempo lo abbiamo trascorso nella zona franca, una striscia di terra di nessuno larga qualche centinaio di metri che divide il territorio spagnolo da quello marocchino. Nelle lunghe ore abbiamo potuto osservare i tanti piccoli traffici che quotidianamente avvengono tra i due territori.

Finalmente dopo la lunga attesa abbiamo ottenuto i contratti e siamo stati in grado di dirigerci verso Fes dove siamo arrivati verso le 22:00 nell'Hotel Zalagh Parc Palace.

Cena e poi subito a dormire: la giornata era stata veramente lunga e le troppe ore passate sotto il sole e in una zona polverosa ci avevano veramente sfiniti!

 FotoMappa del percorso 

Martedì 24 aprile : Sosta a Fes

La vecchia conceria nella Medina di FesQuando si è in vacanza si dimenticano facilmente i disagi e così, dopo una doccia ed un sonno ristoratore, i problemi del giorno prima erano già diventati un vago ricordo; ci siamo quindi dedicati con entusiasmo alla visita di Fes, città santa del Marocco, che è caratterizzata da un'enorme Medina con stradine tortuose dove per uno straniero è facile perdersi.
Accompagnati da una guida locale abbiamo visitato i vari mercati, la Madrasa (scuola coranica), un laboratorio di ceramica, la vecchia conceria (forse il luogo più fotografato di Fes) ed altri monumenti. 

Cena a buffet in albergo, e poi qualche chiacchiera per commentare l'interessante giornata.

 Foto 

Mercoledì 25 aprile : Fes – Midelt

Il mercoledì mattina abbiamo lasciato Fes per dirigerci in direzione di Ifrane. Procedendo verso sud il paesaggio cambia rapidamente e totalmente e ci si ritrova all'improvviso in un ambiente alpino, con case dai tetti spioventi e rossi.
È stato uno dei percorsi più belli, su strade poco trafficate e non sempre in buone condizioni, ma che ci hanno permesso di ammirare paesaggi veramente stupendi.
Arrivati a Midelt abbiamo soggiornato nell'Hotel Kasbah Asmaa: struttura molto caratteristica, ma non aspettatevi servizi eccellenti (in zona non c'è di meglio, e quindi bisogna accontentarsi)

 FotoMappa del percorso 

Giovedì 26 aprile : Midelt – Merzouga – Erfoud

Il viaggio continua verso sempre verso Sud, e superato il Tunnel del Legionario situato lungo una stupenda vallata abbiamo fatto una breve sosta nell'oasi Source Blue de Meski caratterizzata da una sorgente che alimenta una vecchia piscina oggi in condizioni veramente penose.
Di nuovo in sella e sempre verso sud con la temperatura ambiente che inizia decisamente a salire; superato il centro abitato di Rissani abbiamo percorso un circuito che ci a permesso di ammirare alcuni vecchi Ksar (villaggi fortificati) per poi continuare verso Merzouga ed ammirare le enormi dune dell'Erg Chebbi (deserto sabbioso).

Ad un paio di chilometri da Merzouga la mia moto ha iniziato a spegnersi per ammutolirsi definitivamente davanti alla duna! Dai sintomi sembrava un problema elettrico ed essendo le moto moderne dotate di un'elettronica avanzata quando hanno problemi c'è ben poco da fare.
Stavo accordandomi per caricarla sul furgone di supporto quando ho provato a riavviarla e … miracolo, è ripartita e nei giorni successivi (oltre 4500 km) non mi ha più dato problemi Problemi alla moto a Merzuga 
In BMW hanno riscontrato un problema di contatto tra la centralina ed il connettore principale causato dalla presenza di numerosa sabbia! Ho sperimentato nei viaggi in Tunisia ed in Marocco che la sabbia è tremenda e riesce ad infilarsi anche dove non entra l'acqua. Guardate quello che è uscito dalla moto anche senza aver fatto fuoristrada!

Passata la paura del guasto tecnico e dopo una sosta per bere qualcosa siamo tornati a Erfoud per pernottare nell'ottimo Hotel Kasbah Xalouca. Avrei gradito fare un'escursione nel deserto per vedere il tramonto, ma purtroppo si era fatto troppo tardi e non è stato possibile!

 FotoMappa del Percorso 

Venerdì 27 aprile : Erfoud – Ouarzazate

Questa è stata una tappa tra le meno faticose, ma sicuramente la più interessante perché ci ha portato a visitare la gola del Todra, e poi le Gole del Dades con un viaggio che si è snodato tra paesaggi unici veramente molto suggestivi fino ad arrivare agli Atlas Corporation Studios di Ouarzazate dove abbiamo pernottato nel confortevole Hotel Le Berber Palace

Le gole del dadesLa gola del Todra merita sicuramente una breve visita perché la strada per raggiungerla permette di ammirare un paesaggio caratterizzato da un colore delle rocce rosso intenso per poi sfociare all'improvviso nella profonda e stretta fenditura attraversata dal fiume Todra, che nel punto più stretto (forse una decina di metri) raggiunge ben 300 metri di altezza!
Continuando il nostro viaggio siamo giunti alle Gole del Dades, famose perché i tornanti in salita che risalgono il canyon principale sono una meta ambita dai motociclisti di tutto il mondo; inoltre alla sommità della gola c'è un bar ristorante con un piazzale panoramico dove una sosta è d'obbligo per godere la vista più spettacolare del percorso.

Ouarzazate è una cittadina che non offre molte attrazioni turistiche, ma è diventata nota e si è sviluppata grazie all'industria cinematografica che l'ha fatta diventare una specie di Hollywood nel deserto per sfruttare i fantastici scenari naturali che la zona offre. Qui sono stati girati film come Il Gladiatore, Il tè nel deserto, Asterix ed Obelix e tanti altri.

 FotoMappa del Percorso 

Sabato 28 aprile : Ouarzazate – Taroudant

Lasciata Ouarzazate abbiamo proseguito verso ovest per fermarci dopo pochi chilometri nella stupenda kasbah di Ait Benhaddou, centro che ora è sotto la tutela dell'UNESCO insieme all'altra antica kasbah che si trova oltre un piccolo fiume che si attraversa camminando su sacchi di sabbia.
Il paesaggio è veramente unico e caratterizzato da palmeraie (piantagioni di palme) che si estendono in un deserto di roccia. Questi centri furono ricostruiti per realizzare i set di film famosi come Lawrence d'Arabia e Gesù di Nazareth.

Dopo la visita di questi centri il viaggio è ripreso verso Taliouine; come ho già detto alcune zone del Marocco sono montuose e le strade portano a valicare dei passi ben oltre i 1500 metri. In questa tappa era prevista una deviazione per salire fino al Tizi n'Test che con i suoi 2092 metri è uno dei valichi più spettacolari del Marocco e che consente di attraversare l'Atlante per giungere direttamente a Marrakech; abbiamo rinunciato alla deviazione perché sulla zona si addensavano grosse nuvole nere gonfie di pioggia che non promettevano nulla di buono!

Siamo così giunti a Taroudant, una cittadina che non offre nessuna attrazione turistica. Abbiamo visitato l'anonimo mercato e soggiornato nell'Hotel Palais Salaam, una bella struttura ricettiva oggi "decaduta" che offre un servizio a mio parere insufficiente.

 FotoMappa del Percorso 

Domenica 29 aprile : Taroudant – Tiznit – Agadir

Giornata dedicata ad lungo tour che ci ha portato a visitare la regione dell'Anti Atlante del sud del Marocco fino a raggiungere la città di Tiznit, il punto più a sud del nostro viaggio.
La zona è caratterizzata da un paesaggio lunare con piccoli villaggi sparsi sui pendii delle montagne aride. Ci siamo fermati per visitare la Kasbah di Tizergane, un bell'insediamento ristrutturato arroccato in cima ad un'isolata collina.

Dopo aver raggiunto Tiznit il viaggio è proseguito in una pianura caratterizzata da vegetazione bassa, arbusti e oliveti fino ad arrivare ad Agadir, famosa meta turistica balneare caratterizzata da una grande baia sabbiosa e dove recentemente sono state realizzate molte moderne strutture ricettive (la vecchia città fu distrutta da un devastante terremoto nel 1960). 

 FotoMappa del Percorso 

Lunedì 30 aprile : Agadir – Essaouira – Marrakech

Bel viaggio lungo la costa su strade in ottime condizioni e scorrevoli che si snodano tra oliveti fino a raggiungere Essaouira, famosa cittadina della costa atlantica dove spira spesso un forte vento che favorisce la pratica del windsurf. La città è abitata da molti europei e frequentata da numerosi artisti che l'hanno scelta come residenza (a giugno ospita il Festival Gnawa, e negli anni Sessanta fu il luogo dove si riunirono varie comunità hippy con la presenza di artisti come Jimi Hendrix, Frank Zappa, Bob Marley).

Abbiamo fatto una lunga sosta in città visitando il porto, la kasba e la medina prima di ripartire alla volta di Marrakech dove siamo giunti nel tardo pomeriggio per sistemarci nell'Hotel Tichka Salam.

Una nota sugli alberghi: personalmente ho trovato l'Hotel Tichka Salam pessimo perché sporco e con un servizio veramente scadente (opinione condivisa dai miei compagni di viaggio). Leggendo però le tante recensioni su vari siti specializzati ho trovato commenti sono per la maggior parte molto positivi. Onestamente non so spiegarmi il perché: la mia camera era in cattive condizioni, l'aria condizionata rumorosa, al buffet ho dovuto fare una lunga fila per poi attendere il cibo che nel frattempo era terminato e che è stato sostituito con altre pietanze. Per bere una birra sono dovuto andare a prendermela da solo al bar perché avevo quasi finito di cenare ed ancora non mi era stata portata. Bohhh Non so capire il perché

 FotoMappa del Percorso 

Martedì 1° maggio : Sosta a Marrakech

Giornata trascorsa interamente a Marrakech con la visita guidata della città. La parte più interessante è sicuramente la grande piazza che la sera si riempie di bancarelle e di ristorantini ambulanti che cucinano tante specialità locali. La guida ci ha illustrato i vari monumenti, tra cui la bella moschea Kutubiya con un minareto di 70 metri, e guidato nella caratteristica medina sede di tantissimi negozi e laboratori artigiani. 

Abbiamo cenato in un ottimo ristorante che si affaccia sulla grande piazza Jama'a el-Fnaa, e poi passeggiato tra la gente che la sera l'affolla: è un'esperienza assolutamente da non perdere!

 Foto 

Mercoledì 2 maggio : Marrakech – Ifrane

La tratta più lunga di tutto il viaggio: 520 chilometri!
Siamo partiti presto per poter avere il tempo di ammirare le cascate d'Ouzoud che bisogna raggiungere a piedi. Dopo la visita della zona ed il pranzo abbiamo ripreso le moto per dirigerci verso Ifrane, città che avevamo già attraversato il secondo giorno del viaggio.
Lungo il percorso paesaggi mozzafiato e la vista della grande diga di Bin el Ouidane che ha creato un enorme bacino idrico utilizzato per la produzione del 25%  dell'energia elettrica utilizzata in Marocco.

In serata, e per fortuna prima che iniziasse a fare veramente freddo, siamo finalmente giunti a Ifrane (la città è un centro turistico invernale dove sono presenti varie piste da sci) dove abbiamo pernottato nel caratteristico Grand Hotel.

 FotoMappa del Percorso 

Giovedì 3 maggio : Ifrane – Meknes – Chefchaouen

Tratta relativamente breve con parte della giornata dedicata prima alla visita di Meknes (antichi granai, moschea e medina), e poi alle rovine della città romana di Volubilis. Volubilis è un sito archeologico molto ben conservato dove è possibile ammirare splendidi mosaici oltre ai resti di negozi, case, bagni ed un imponente arco di trionfo.

Il viaggio è quindi proseguito verso Chefchaouen su strade dove guidare la moto è veramente un piacere perché si snodano tra paesaggi bellissimi. L'arrivo a Chefchaouen è molto emozionante in quanto la cittadina appare all'improvviso in tutto lo splendore che le donano i colori celeste e bianco con cui sono dipinte le pareti delle case; l'effetto viene anche amplificato dal contrasto con il verde intenso dell'ampia vallata circostante … veramente una meta da non perdere in un viaggio in Marocco! Dormito nell'Hotel Atlas che domina tutta la città.

 FotoMappa del Percorso 

Venerdì 4 maggio : Chefchaouen – Ceuta – Algeciras e poi Gibilterra – Punta Tarifa – Conil de la Frontera

La vacanza in Marocco è di fatto terminata; ci siamo trasferiti a Ceuta (altra enclave spagnola in Marocco) per prendere il traghetto che ci avrebbe riportato in Spagna. Appena sbarcati ad Algeciras ho salutato il resto del gruppo (alcuni ci avevano già lasciato per prendere il traghetto Tangeri – Genova) per proseguire da solo nella visita dell'Andalusia.

Mi sono così diretto verso Gibilterra per una rapida visita della città che è una dipendenza d'oltremare del Regno Unito. Il mio ingresso è stato ritardato prima dalle formalità d'immigrazione, e poi dall'attesa dell'atterraggio di un aereo! L'aeroporto di Gibraltar ha infatti un'unica pista che è attraversata proprio a metà dalla strada principale della città; ogni volta che c'è un atterraggio o un decollo la strada viene chiusa temporaneamente con l'abbassamento di passaggi a livello e si creano lunghe file di auto, motorini e pedoni!

Entrato finalmente in città ho fatto un giretto in moto, ma scocciato dal traffico intenso e caotico ho preferito proseguire per Punta Tarifa … ma ho potuto farlo solo dopo aver superato estenuanti controlli doganali delle autorità spagnole che mi hanno fatto perdere quasi un'ora!

Ho visitato Punta Tarifa nota perché è il punto più meridionale dell'Europa continentale che fa da spartiacque tra l'Oceano Atlantico ed il Mar Mediterraneo. Non ho neanche potuto percorrere la strada che collega l'omonimo isolotto alla terra ferma perché c'era un divieto di transito, e così ho ripreso il viaggio verso Conil del Frontera, dove avevo deciso di pernottare nell'ottimo ed economico Hotel Diufain.

Durante il viaggio verso Conil de la Frontera si è alzato un forte vento ed hanno iniziato ad addensarsi grossi nuvoloni che non promettevano nulla di buono per il giorno dopo! 

Ho cenato in ristorantino e poi subito a dormire perché per il giorno dopo avevo in programma un lungo giro.

 FotoMappa del Percorso 

Sabato 5 maggio : Conil del la Frontera – Siviglia

Giornata fredda e piovosa. Ho atteso a lungo che migliorassero le condizioni meteo, ma dopo aver visto che le previsioni mettevano pioggia per tutto il giorno, ho deciso di cambiare il programma (che prevedeva Cordova via Ronda) per dirigermi direttamente a Siviglia. Per percorrere 150 km ho impiegato più di 3 ore perché sono stato costretto a numerose soste da scrosci di pioggia veramente violenti accompagnati da raffiche di vento fortissime: un vero e proprio nubifragio che si è placato solo quando ero ormai prossimo alla meta! 

Cessato il temporale e dopo una doccia ben calda ed un po' di riposo nell'Hotel Ibis Siviglia mi sono diretto in centro utilizzando un autobus di linea. La città mi ha subito impressionato positivamente: strade larghe e curate, molto verde, ottimi servizi con indicazioni comprensibili, tutto pulito ed ordinato: gran bella città!
Ho passeggiato a lungo per il centro, ho visitato l'Alcázar (palazzo reale) ed il caratteristico Barrio de Santa Cruz che è il quartiere più pittoresco e famoso della città; si trova in pieno centro, a pochi passi dalla Cattedrale e dall'Alcázar, ed è stupendo perché ha mantenuto la sua struttura moresca pur ospitando numerosi negozi, piccoli alberghi e tantissimi ristoranti e bar.

Ho cenato con birra e "tapas" seduto all'aperto nella Plaza del Triunfo ammirando gli edifici circostanti.

 FotoMappa del percorso 

Domenica 6 maggio : Sosta a Siviglia

Giornata dedicata interamente alla scoperta di Siviglia; utilizzando un bus turistico scoperto mi sono spostato in città ammirandone le bellezze e scendendo nelle varie fermate per visitare la Torre dell'Oro, l'Arena della Real Maestranza dove ancora oggi si svolgono le corride, la Plaza de España, e per ultima l'imponente Cattedrale (che è la più grande della Spagna e la terza del mondo cristiano) caratterizzata dalla Giralda, un antico minareto divenuto poi la torre campanaria della cattedrale e che oggi è simbolo di Siviglia.

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Lunedì 7 maggio : Siviglia – Ronda – Granada

Come già accennato a causa del brutto tempo ero stato costretto a variare il programma ed annullare la visita di Cordova; il lunedì mattina mi così diretto verso Ronda che è una delle più antiche e belle cittadine andaluse dove è possibile ammirare il Puente Nuevo sul torrente Guadalevín che scorre in una profonda ed impressionante spaccatura profonda circa 160 metri. Dopo la visita della città ho proseguito verso Granada percorrendo belle strade secondarie immerse in un paesaggio collinoso. Sono arrivato a Granada nel primo pomeriggio ed anche in questa città ho soggiornato in un Hotel della catena Ibis.

Gli Hotel Ibis a mio parere hanno un buon rapporto qualità prezzo ed offrono in tutte le locations gli stessi standard di servizio. In genere sono ubicati in prossimità delle grandi vie di comunicazione e quindi in zone non centrali, ma che sono comunque sempre ben collegate. Anche a Granada mi bastava percorrere un breve tratto a piedi per prendere l'autobus del servizio pubblico che in pochi minuti mi portava al centro della città.

Nel pomeriggio ho passeggiato nel "cuore" di Granada e visitato l'antica Cattedrale Metropolitana dell'Incarnazione caratterizzata dallo suo stile architettonico rinascimentale. Ho approfittato anche per ritirare il biglietto di accesso all'Alhambra che avevo acquistato online molti mesi prima (l'accesso è contingentato), operazione che si è rivelata abbastanza complessa e che sono riuscito a completare solo grazie all'aiuto di altri turisti che dopo numerose prove erano riusciti a capire quali tasti bisognava pigiare per accedere ad un certo menù!

 FotoMappa del Percorso 

Martedì 8 maggio : Periplo della Sierra Nevada

Ho approfittato della limpida e calda giornata per effettuare il periplo della Sierra Nevada! Uscito da Granada mi sono diretto a Almuñécar percorrendo un itinerario fantastico  conosciuto come "Carretera al Suspiro del Moro": veramente un tratto di strada da non perdere se vi trovate da quelle parti!

Dopo una breve sosta ad Almuñécar ho continuato verso Motril per poi prendere la A-348 e seguire il lato sud della sierra fino ad incrociare l'autostrada A-92 per tornare a Granada. Un itinerario che mi ha permesso di ammirare bellissimi paesaggi ed attraversare paesini stupendi.

 FotoMappa del Percorso 

Mercoledì 9 maggio : Sosta a Granada

Giornata interamente dedicata alla visita dei monumenti più famosi di Granada: l'Alhambra ed i giardini del Generalife. La visita richiede parecchio tempo perché l'area è molto estesa, inoltre bisogna fare la fila per entrare ai Palacios Nazaríes in quanto l'accesso è contingentato e regolato.

Di tutta la mia visita in Spagna, paese dove ero stato all'inizio degli anni '80 e che ho trovato profondamente cambiato in meglio, posso lamentarmi solo della gestione degli accessi all'Alhambra! È consigliato acquistare i biglietti in anticipo online, ma poi devono essere ritirati utilizzando la stessa carta di credito usata per l'acquisto presso delle casse automatiche di una certa banca ed utilizzando una procedura resa difficile dall'assenza di istruzioni chiare.
Inoltre, l'orario che si sceglie per l'accesso non è al Complesso dell'Alhambra, ma ai Palacios Nazaríes con il risultato che quelli che come me avevano scelto il turno delle 14:00 sono arrivati tardi in quanto gli edifici sono ubicati sul lato opposto all'entrata. È stato possibile cambiare l'orario di accesso, ma per farlo è stato necessario fare un'altra fila presso un'ufficio affollato di turisti inca$$ati perché confusi da una procedura veramente incomprensibile La procedura di accesso all'Alhambra è un casino!

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Giovedì 10 maggio : Granada – Madrid

Ho iniziato il ritorno verso casa; invece di percorrere nuovamente la costa sono passato per Madrid soggiornando nell'Hotel Ibis di Getafe, località a sud della capitale ottimamente collegata al centro della città. Per andare da Granada a Madrid ho utilizzato l'autopista A-4, autostrada senza pedaggio che mi ha permesso di arrivare a Madrid in brevissimo tempo. 

Già nel primo pomeriggio ero in centro città (da Getafe a Madrid c'è una metropolitana modernissima e veloce che in soli 15 minuti, al costo di 1,65€, permette di raggiungere la Plaza de Puerta del Sol, cuore di Madrid.

Ho visitato il Palazzo Reale che ho raggiunto passeggiando ed attraversando Plaza Mayor;  ho poi proseguito per la Gran Via, costeggiato il Museo del Prado, ammirato il bellissimo Giardino Botanico Reale per arrivare finalmente alla stazione dell'Atocha, famosa per i suoi giardini tropicali. Ero decisamente stanco, e poi c'erano i festeggiamenti per una squadra di calcio, e così ho ripreso la metro per raggiungere in pochi minuti Getafe dove ho cenato.

 FotoMappa del Percorso 

Venerdì 11 maggio : Madrid – Barcellona

Sono partito con comodo alla volta di Barcellona dove in serata avevo il traghetto prenotato per Civitavecchia. I 640 km del viaggio si sono rivelati abbastanza faticosi a causa del caldo con temperature che hanno raggiunto anche i 35°. Per fortuna dopo Zaragoza ha rinfrescato un po' ed ho potuto continuare in un clima più gradevole.

Ho atteso l'orario d'imbarco facendo uno spuntino in un bar di fronte al Terminal del porto e poi chiacchierando con un'altro motociclista che aveva fatto un viaggio nel Nord della Spagna ed in Portogallo, e con alcuni sardi che avevano passato qualche giorno in Marocco facendo fuoristrada con le loro auto. 

Mappa del Percorso

Sabato 12 maggio : Barcellona – Civitavecchia (in traghetto)

Giornata di navigazione sul traghetto  "Cruise Roma" della Grimaldi in condizioni ottimali. Arrivo a Civitavecchia praticamente in orario e poi il breve viaggio per casa.

Foto

Qualche breve considerazione

Il Marocco è paese bellissimo che merita sicuramente una visita. Lo immaginavo molto più arido, ed invece tutta la parte dell'Atlante ha dei paesaggi molto simili a quelli alpini.
Gente tranquilla, strade generalmente in buone condizioni, poco traffico eccetto nelle città dove diventa caotico, costo della vita che è circa la metà del nostro.

La Spagna, ed in particolare l'Andalusia è … semplicemente stupenda! Mi è piaciuta talmente tanto che sicuramente ci tornerò presto per visitare il centro ed il nord. Quello che mi ha impressionato sono i servizi e le infrastrutture che sono riusciti a realizzare in 30 anni: c'ero stato negli anni '80 e ricordavo un paese arretrato, oggi invece IMHO è almeno 20 anni avanti a noi!