Civita di Bagnoregio

Era molto tempo che desideravo visitare Civita, famosa piccola frazione del comune di Bagnoregio arroccata su un colle di tufo; e così una domenica d'agosto ho fatto una gita in moto nella zona con l'intento di ammirare questo borgo isolato ricco di storia.

La località viene comunemente chiamata anche "il paese che muore" in quanto lo sperone di tufo su cui sorge è soggetto ad erosione che interessa anche tutta la vallata circostante; al momento il borgo è abitato stabilmente da pochissime persone anche se, grazie al turismo, è sede di diverse attività commerciali.

Civita, a causa della sua posizione, è raggiungibile solo grazie ad un ponte pedonale che arriva all'unica porta oggi aperta che è detta di Santa Maria o della Cava (una volta erano in funzione ben cinque porte di accesso). Moto ed auto possono essere lasciate in prossimità dell'inizio del ponte dove c'è un piccolo parcheggio, oppure in altri più capienti situati alla periferia di Bagnoregio che sono serviti da mini-autobus che trasportano i turisti fino all'inizio del viadotto.

La città venne fondata dagli Etruschi ed ancora oggi è possibile visitare alcuni resti dei loro insediamenti (tombe a camera, molto simili a delle grotte); nel borgo sono rimaste varie case di epoca medioevale, la chiesa di San Donato sulla piazza principale, il Palazzo Vescovile ed i resti di un vecchio mulino.

Spettacolari sono i paesaggi che si possono ammirare affacciandosi dalla rupe per guardare le vallate circostanti. Le foto illustrano meglio delle parole le bellezze di questa vera rarità che merita assolutamente di essere visitata!

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

L’Eroica

L'Eroica è un tracciato permanente di circa 205 km che si snoda in Toscana nelle zone del Chianti, Val di Merse, Valdorcia e Crete Senesi e dove annualmente si svolge una gara ciclistica amatoriale. Alcuni tratti sono comuni alla Via Francigena, storico itinerario che da Canterbury porta a Roma e che in passato (specie in epoca medioevale) veniva percorsa a piedi dai pellegrini diretti nella Città Eterna.

Il percorso è normalmente aperto al traffico (in larga parte sono Strade Provinciali) ed è caratterizzato da molti tratti sterrati (circa il 50%) e da alcune brevi, ma ripide salite.
L'Eroica non è particolarmente impegnativa per una moto, specie se NON sportiva, fatta eccezione per la notevole e fastidiosa quantità di polvere che si solleva nei tratti sterrati, che comunque sono compatti e percorribili praticamente con ogni veicolo.

Il tracciato dell'Eroica

Per maggiori informazioni sulla gara ciclistica e sul tracciato consultare il sito http://www.eroica.it/

La gita può essere effettuata in qualsiasi periodo dell'anno, ma a mio parere la stagione migliore è la primavera in quanto si potrà godere della vista di rigogliosi paesaggi verdi e dei profumi emanati dalle piante in fiore che renderanno l'esperienza ancora più unica e suggestiva.

Su tutto il tracciato è presente un'ottima segnaletica stradale con cartelli d'indicazione per la direzione ben visibili ad ogni incrocio; inoltre molte tabelle indicano i km percorsi e le distanze ai centri abitati.

Nell'area sono disponibili molte strutture ricettive (Hotel, B&B, Agriturismo) ed ottimi ristoranti dove è possibile gustare tutte le migliori specialità enogastronomiche locali.

È da quando possiedo la BMW F800GS che ho programmato di percorrere l'Eroica, ma ho atteso la fine dell'estate per avere temperature più basse visto che molti tratti del tracciato attraversano delle vallate, o comunque zone interne con poca ventilazione.

Dovendo raggiungere la zona da Roma ho preferito effettuare la gita in due giorni:

  • il primo giorno trasferimento da Roma a Montalcino, e poi circa metà del percorso fino a Radda in Chianti (~ 300km totali), città dove avevo prenotato per il pernottamento.
  • Il secondo giorno la parte rimanente dell'Eroica e poi il ritorno a Roma.

Il 1° settembre sono partito verso le 8,30 ed ho raggiunto Montalcino percorrendo la Cassia via Viterbo > Capodimonte > Valentano > Acquapendente > Bagno Vignoni; arrivato a Montalcino mi sono agganciato al tracciato dell'Eroica seguendo le indicazioni del primo cartello che ho incontrato (non serve cercarli) ed ho proseguito verso Radda in Chianti attraversando stupendi piccoli borghi serviti da strade in parte sterrate e delimitate da cipressi: paesaggi veramente mozzafiato tra vigneti in collina, campi coltivati o arati e piccoli boschi!
Ho effettuato numerose soste e così sono arrivato a Radda In Chianti nel tardo pomeriggio per pernottare nell'ottimo Hotel "Le Vigne"

Questo piccolo Hotel, immerso in un tipico podere e dotato di piscina,  è ubicato appena fuori Radda in Chianti ed è raggiungibile solo con una strada bianca. Ho chiesto al proprietario informazioni sulla presenza di così tante strade sterrate in Toscana e mi ha spiegato che non vengono asfaltate per una precisa scelta tendente a salvaguardare il paesaggio.

Il mattino seguente dopo aver fatto colazione ho ripreso il viaggio attraversando Gaiole, poi lo stupendo Castello di Brolio per quindi scendere verso Pianella, la periferia di Siena ed ancora verso sud in direzione di Montalcino.

In questa parte del tracciato ci sono i tratti forse più impegnativi come la salita verso il Castello di Brolio e l'ultimo tratto prima di arrivare a Montalcino che praticamente è tutto sterrato con alcuni tornanti in forte pendenza.

Arrivato a Montalcino ho proseguito verso Castelnuovo dell'Abate, Monte Amiata – strada molto bella e poco trafficata – Seggiano, Semproniano, Saturnia, Manciano, Valentano e poi la solita Cassia per Roma.

È stata veramente una bella esperienza che consiglio a tutti gli amanti del mototurismo.

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Faretti BMW F800GS

Per la mia moto BMW F800GS sono disponibili tantissimi accessori, ma alcuni hanno dei prezzi veramente proibitivi. Volevo installare dei faretti antinebbia e così ho iniziato a fare qualche ricerca su vari siti specializzati: Touratech ; Wunderlich ; Bikerfactory ; Twalcom ed altri oltre naturalmente agli accessori originali BMW.

Dopo aver verificato che molti prodotti utilizzavano come base i faretti Micro DE prodotti dalla Hella ho provato a fare una ricerca su eBay ed ho trovato un venditore tedesco che commercializzava il kit completo dei faretti Hella Micro DE Fog Lights a  poco meno di 85€, comprese le spese di spedizione.
Nel kit sono inclusi tutti i componenti per l’installazione: faretti,  lampadine H3,  supporti, cavo elettrico, interruttore, relé, elementi di fissaggio, terminali elettrici e morsetti rubacorrente; in poche parole TUTTO il necessario!

Kit faretti micro DE Hella

Ho ordinato i faretti che sono arrivati in pochi giorni; dopo aver esaminato il contenuto ed aver pensato a come installare i faretti sulla moto mi sono procurato:

  1. 1 interruttore da manubrio al prezzo di 23 € comprese ss da Vendilo Shop su eBay  (volevo un semplice switch manuale montato vicino agli altri comandi delle luci e così ho preferito evitare soluzioni tipo Autoswitch )

    Interruttore
     

  2. 2 staffe  da utilizzare come base sul paramotori 3€ [le normali fascette che si utilizzano per i tubi delle marmitte reperibili nei negozi di autoricambi – economiche e molto resistenti]

    Fascetta da usare come supporto faretti
     

  3. 1 luce avviso a led 12V già pronta per l’installazione 2€ (in un qualsiasi negozio di componenti elettronici)

Per lo schema elettrico, anche se molto semplice, ho fatto riferimento a questo [che è quello base reperibile sul sito USA della Touratech a cui ho aggiunto solo il led]:

Schema elettrico faretti

L’installazione è molto semplice ed è sufficiente un minimo di manualità per effettuarla.

Per prima cosa ho posizionato i faretti sul paramotore (io ho un GIVI), poi ho collocato il relé nel piccolo vano che c’è dietro alla batteria accessibile rimuovendo il coperchio del finto serbatoio (lo spazio è ideale per ospitare componenti elettrici – spessi però max 2,5 cm – in quanto è ben protetto dall’acqua).

Ho quindi installato l’interruttore sul lato sinistro del manubrio ed ho collocato il LED di avviso in una posizione idonea (l’ho incastrato in una fessura del supporto del navigatore).

Interruttore e luce avviso

E poi ho iniziato a fare i collegamenti elettrici partendo dal faro. Per danneggiare il meno possibile ho praticato un piccolo foro a misura sulla parte bassa del coperchio di plastica del faro, ho passato il filo ed ho rubato la corrente dal positivo della lampada anabbagliante. Poi con calma, passando i cavi in modo da evitare interferenze e fissandoli con delle fascette di plastica a strappo, ho completato l’impianto elettrico esattamente come indicato nello schema.

Cavo del faretto

Il risultato è quello mostrato nelle foto. I faretti migliorano molto la visibilità laterale, cosa estremanete utile quando si percorrono di notte strade strette e con molte curve.

Particolare faretto destro su F800GS

Faretto destro su paramotore BMW

Vista generale dei faretti F800GS

Buon Ferragosto

Buon Ferragosto a tutti,

ai belli e ai brutti,

ai buoni ed ai cattivi,

agli alti ed ai bassi,

a quelli di destra e di sinistra,

agli stupidi ed agli intelligenti,

ai ricchi ed ai poveri,

ai disoccupati ed agli occupati,

ai liberi ed ai reclusi,

ai furbi ed ai fessi,

ai veloci ed ai lenti,

ai grassi ed ai magri,

agli antipatici ed ai simpatici,

agli odiosi e ai gradevoli,

ai fastidiosi ed ai piacevoli,

ai gentili ed agli sgarbati,

ai cortesi ed ai maleducati,

ai cordiali e agli scostanti,

ai divertenti ed ai noiosi,

ai bugiardi ed ai sinceri,

agli impostori ed ai galantuomini,

ai felici ed ai tristi,

ai solitari ed ai socievoli,

agli aspri ed ai teneri,

insomma  . . .  buon Ferragosto; e se vi va continuate la lista  

 

 

Vacanza in moto nel Südtirol

A meta luglio ho passato qualche giorno nel Südtirol, o Alto Adige, regione dove non ero mai stato e di cui avevo sentito parlare molto bene. Con gli amici di Bormio si era organizzato il solito weekend per rivederci e fare quattro chiacchere, e così ne ho approfittato per visitare anche il vicino Alto Adige in moto. Mi avevano descritto molto bene la zona che d’estate è meta d’escursioni di tantissimi motociclisti perché provvista di strade in ottime condizioni che permettono una guida piacevole tra panorami stupendi, e così ho deciso di provare la mia nuova BMW F800GS anche sui passi dolomitici: vi anticipo che è stata un’esperienza fantastica, assolutamente da ripetere!

Dovevo fare il viaggio insieme al mio amico Fabio di Siena, che purtroppo ha dovuto rinunciare all’ultimo momento, e così sono partito da solo lunedì 12 luglio di mattina presto.
Il viaggio d’andata è stato abbastanza noioso in quanto, dovendo percorrere 730 km, ho utilizzato l’autostrada. Solita fila super-chilometrica a Firenze, solito camion ribaltato poco più in la, lavori in corso, gente che procede a zig-zag perché sta usando il telefonino e neanche una pattuglia della polizia!
In Pianura Padana molto caldo, poi leggermente più fresco costeggiando il Lago di Garda e subito dopo l’attraversamento del “forno” di Bolzano con la temperatura che ha superato abbondantemente i 35°.

Nota: recentemente sono spesso in giro per l’Italia e vi assicuro che le indicazioni dei confini regionali sono assolutamente inutili perché la differenza si nota subito; ad esempio entrando in Trentino lo stato dell’asfalto migliora, spariscono le buche e tutto è più ordinato e pulito!

Nonostante le numerose soste che ho effettuato per vari rifornimenti e spuntini, nel primo pomeriggio ero già a Colfosco di Val Badia, località adiacente alla più nota Corvara, dove avevo prenotato il Garnì Reutlingen gestito dai simpaticissimi Gabriella e Andreas Alfreider.

Come pubblicizzato nel sito ho trovato un comodo ed ampio garage privato dove, oltre a ricoverare la moto, è possibile anche effettuare qualche operazione di normale manutenzione (pulire il casco, ingrassare la catena o controllare il livello olio, tanto per fare degli esempi).

Andreas mi ha messo subito a mio completo agio spiegandomi in due (2) minuti come utilizzare i servizi del Garnì, fornendomi un recapito telefonico da utilizzare in caso di necessità ed illustrandomi una serie di percorsi collaudati – completi di cartine e roadbook – per visitare le zone più belle ed interessanti della regione: in poche parole ho trovato tutto pronto!!!! Dovevo solo scegliere dove andare!!!!

Una bella doccia, un riposino e poi una super birra bella fresca prima di andare a cena . . . indovinate dove? Ma nel ristorante indicato da Andreas dove ho sempre mangiato magnificamente spendendo meno di 25 € !

Martedì 13

Dopo un’abbondante colazione ho scelto un percorso tra i tanti preparati da Andreas, che mi ha fornito anche un dettagliato RoadBook plastificato. L’itinerario, di circa 200 km,  prevedeva: Colfosco > La Villa > Passo di Valparola > Passo Falzarego > Cernadoi > Selva di Cadore > Cortina d’Ampezzo > Passo Tre Croci > Misurina > Carbonìn > Dobbiaco > Lago di Braies (Pragser Wildsee) > San Lorenzo di Sebato > Brunico > e poi ritorno a Colfosco.

Una giornata stupenda con temperatura ideale mi hanno accompagnato per tutta la gita: sono tornato in albergo veramente entusiasta perché avevo potuto ammirare paesaggi bellissimi. Percorrere le vie dell’Alto Adige in moto è veramente rilassante; le strade sono mantenute benissimo, le indicazioni sono chiare, non c’è molto traffico ed è possibile fermarsi nelle numerose piazzole costruite in prossimità di tutti i punti d’interesse!

Mercoledì 14

Vista la positiva esperienza del giorno prima ho deciso di allungare un po’ il giro per fare una puntatina anche in Veneto, e così ho scelto un percorso di ben 400 Km che mi avrebbe portato a visitare anche l’altopiano di Asiago; queste le località attraversate: Colfosco > Passo di Gardena > Passo Sella > Canazei > Pozza di Fassa > Nova Levante > Cavalese > Passo Manghen > Telve di Sopra > Roncegno Terme > Caldonazzo > Asiago > Bassano del Grappa > Fiera > Passo di Cereda > Agordo > Zoldo Alto > Selva di Cadore > Passo di Giau > Pocol > Passo Falzarego > Colfosco.

La gita è stata molto interessante perchè mi ha portato a percorrere dei passi alpini meno noti, ma decisamente molto belli. Quello che mi è rimasto impresso di questa giornata è l’enorme differenza che c’è tra il Trentino Alto Adige ed il Veneto; non me ne vogliano i veneti, ma non servono le bandiere delle Lega e quelle con il Leone di San Marco per far capire che si è entrati in Veneto: si vede benissimo, vi assicuro che il turista se ne accorge subito! Insomma, personalmente mi aspettavo di trovare qualcosa di meglio in Veneto!

Giovedì 15

Dopo l’esperienza del giorno prima ho deciso che era meglio andare a Nord; ero venuto via da Roma per rilassarmi un po’ e non avevo nessuna voglia di passare un’altra giornata a perdermi a causa d’indicazioni stradali inattendibili, o di percorrere strade piene di buche!
Austria, voglio andare a vedere come se la passano gli austriaci, mi son detto!
E così ho chiesto al sempre disponibile Andreas qualche indicazione per recarmi a visitare il Grossglockner percorrendo la famosissima strada alpina che conduce nel cuore del Parco Nazionale degli Alti Tauri da dove è possibile ammirare la più alta montagna dell’Austria, il Grossglockner appunto (3798 m), ed il suo ghiacciaio.
L’efficientissimo gestore del Garnì Reutlingen mi ha fornito il solito dettagliatissimo RoadBook ed una chiara carta stradale – ovviamente in tedesco – , e così sono partito verso le 8.30 per effettuare il seguente tragitto (380 km circa): Colfosco > Dobbiaco > Lienz > Winklern > Glocknerstraße > Mittersill > Gruben > Anterselva > Brunico > Colfosco.

Entrando in Austria dal Südtirol non si percepiscono grosse differenze; paesaggi ed efficienza sono praticamente uguali!
Percorrendo le strade austriache si nota subito una drastica diminuzione dei cartelli stradali (mettono infatti solo quelli necessari), i limiti di velocità sono più elevati e nelle strade provinciali (quindi NON le autostrade) è quasi sempre possibile sorpassare perché raramente si trova la linea continua a dividere le carreggiate.
La benzina costa ovviamente molto meno (20 centesimi, mediamente), il traffico è ordinato e scorrevole (solo qualche italiano si ostina a guidare al centro della strada ostacolando la circolazione) ed agli incroci si trovano delle rotonde perfettamente mantenute paragonabili a dei veri e propri giardini!!!
Carte stradali e navigatori non servono: poche e chiare indicazioni forniscono tutte le informazioni necessarie per raggiungere il luoghi desiderati! Ovviamente, viaggiando in completa tranquillità si riescono ad apprezzare ancora meglio le bellezze di un paese, e così dell’Austria conservo un ricordo bellissimo che sicuramente mi spingerà a visitarla di nuovo!

Riflessione: non vorrei apparire come un pessimista, disfattista e catastrofista, ma l’Italia oggi non è più paragonabile ad altri paesi avanzati!
Anni ed anni di malgoverno, scelte sbagliate di politica economica e disinformazione hanno reso il divario con i paesi a noi confinanti veramente abissale!
Forse sarò io che noto certe cose, ma le buche nelle strade italiane sono una realtà, come i prezzi troppo alti dei servizi estremamente scadenti, oppure i treni sporchi e senza aria condizionata.
Le autostrade costano ormai un botto (da Roma Nord a Bressanone percorrere l’autostrada con la moto mi è costato la bellezza di 43,00 €) e sono sempre intasate da lunghissime code causate da lavori senza fine!

Pochi sanno che l’autostrada del Sole, cioè la A1, fu realizzata in soli 8 anni (posa della prima pietra il 19 maggio 1956; inaugurazione il 4 ottobre 1964) , mentre sono anni che proseguono i lavori intorno a Firenze, oppure sulla Salerno Reggio Calabria.
Fateci caso, quando la TV annuncia code interminabili nei giorni dove c’è un po’ più di traffico i punti sono sempre i medesimi, ed anche il motivo è sempre lo stesso: lavori, interminabili lavori – spesso inutili – con cantieri aperti da anni e di cui non si vede mai la fine!

Venerdì 16

Il giorno di venerdì lo avevo programmato per trasferirmi a Bormio per l’appuntamento annuale con i miei amici “bormini”!
Ho così pensato ad un percorso di circa 310 km che mi avrebbe portato a visitare altri bei luoghi ed a “scalare” alcuni “mitici” passi alpini come lo Stelvio: Colfosco > Ortisei > Castelrotto > Chiusa > Bressanone > Fortezza > Vipiteno > Calice (Racines) > Passo Giovo (San Leonardo in Passiria) > Merano > Spondigna > Curon Venosta > Resia > Gomagoi > Passo Stelvio > Bormio.

Altro bel giro; ho sofferto un po’ per il caldo perché buona parte del percorso (praticamente tutto, tolti i due passi) si snodava a fondo valle.
Ho fatto una breve sosta sul Lago di Resia per osservare il campanile di Curon Venosta e documentarmi sulla storia del luogo, e poi ho ripreso il viaggio per percorrere il famoso Passo dello Stelvio e raggiungere Bormio.
La strada che sale dal versante est non è in buono stato ed i tornanti sono veramente molto stretti; inoltre salendo di quota il paesaggio cambia rapidamente ed il verde dei boschi lascia il posto al grigio scuro delle pietre.
Arrivato in vetta sul piazzale c’erano la bellezza di 19° (erano le ore 15 circa) . . . un caldo fottuto!
Ho fatto qualche foto e poi ho iniziato la discesa verso Bormio dove i miei amici mi stavano attendendo.
La sera un’escursione a Livigno per la cena e poi a dormire! la giornata era stata lunga e faticosa, ed un po’ di riposo ci voleva!

Sabato 17 e domenica 18

Due giorni trascorsi in completo relax gustando le prelibatezze locali, passeggiando per Bormio e chiaccherando.
La mia amica Wanilla ha una splendida piccola baita immersa nel verde appena fuori Bormio, ed è li che abbiamo trascorso il tempo cullandoci pigramente su un’amaca e chiaccherando all’ombra degli abeti sdraiti su comodissime poltrone!

Lunedì 19

Giorno per il rientro a Roma; sono partito verso le 8,30 per dirigermi verso Santa Caterina in Valfurva, poi il pericolosissimo, ma anche molto bello, Passo Gavia (strada stretta e senza protezioni), Ponte di Legno, Passo del Tonale, Cles e poi verso Trento per prendere l’autostrada fino a Roma.
Poco traffico e molto caldo (in Umbria addirittura 37,5° => ho due termometri sulla moto) le uniche note salienti.

Alcune note sulla BMW F800GS: questo viaggio di oltre 3000km mi ha confermato che la moto è estremamente maneggevole, parsimoniosa nei consumi, comoda e sufficientemente veloce e stabile anche nei percorsi autostradali.

Subito dopo averla acquistata notai che la sella era eccessivamente dura, ma l’utilizzo del cuscino Air – Hawk ha migliorato notevolmente il comfort tanto che ora non ho assolutamente problemi.
Guidarla nei percorsi misti è un vero piacere; la buona coppia, la frenata sempre pronta e le ottime sospensioni permettono di correggere errori di guida anche a persone inesperte come il sottoscritto.
Equipaggiata con due versatili borse Vario BMW (capacità variabile – pur essendo rigide possono essere estese per aumentarne il volume), la moto offre una notevole capacità di carico idonea ad affrontare viaggi anche di molti giorni; il parabrezza maggiorato – acquistato come ricambio aftermarket per sostituire l’originale – offre un’ottima protezione da aria ed acqua permettendo così viaggi più comodi.


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Raduno Fiat 500 a Garlenda

Da circa un anno posseggo una Fiat 500L del 1970 completamente restaurata e così, da iscritto al Fiat 500 Club Italia, avevo deciso di partecipare al XXVII Meeting Internazionale e prenotato un albergo ad Alassio, città molto vicina a Garlenda, sede del club e del raduno.

Vista la notevole distanza (quasi 620 km) sono partito, insieme ad un'altra persona che mi accompagnava, il giovedì mattina molto presto in modo da avere tutta la giornata a disposizione per effettuare varie soste in quanto la mia 500, essendo completamente originale, non consente di mantenere velocità elevate. Inoltre l'auto non è certamente silenziosa e comoda, per cui ogni tanto è necessario fermasi per riposarsi e sgranchirsi.

Poco traffico e molto caldo sono le uniche note per il viaggio d'andata che è durato oltre 9 ore. Arrivati ad Alassio ci siamo sistemati nel B&B Hotel VILLA BANKSIA  situato in una zona molto tranquilla proprio al centro della città, e poi siamo usciti per una rilassante passeggiata.
Alassio è una cittadina simpatica e ben tenuta; non c'era molta gente, peccato solo che la vista del mare è impedita dalle orrende cabine degli stabilimenti balneari che deturpano tutto il litorale.

Riflessione 1: non capisco la pessima abitudine tutta italiana degli stabilimenti balneari che impediscono il libero accesso a beni comuni come la spiaggia ed il mare. A volte mi chiedo: ma negli altri paesi come faranno? A Santa Monica, oppure ad Ipanema o Copacabana, oppure a Nizza perché le persone non hanno la necessità dei servizi offerti dagli stabilimenti? Perché si può passeggiare per chilomtri godendo liberamente di viste spettacolari? In genere negli altri paesi non ci sono costruzioni tra la strada litoranea ed il mare: perché solo da noi sono stati costruiti miliardi di metri cubi d'appartamenti inutilizzati a deturpare i paesaggi? Bohhh, un'altro dei tanti misteri italiani!

Dopo una gustosa cenetta a base di un ottimo ed abbondante fritto di pesce, insalata, patate fritte ed un fresco vino bianco leggermente frizzante finalmente una bella dormita ristoratrice pensando all'evento del giorno dopo . . . il mitico raduno di FIAT 500 a Garlenda!

La mattina di venerdì ci siamo avviati verso Garlenda, ho completato l'iscrizione ricevendo i gadget previsti e poi … è arrivata la prima "mazzata": il museo della 500! Non mi aspettavo certo una cosa così misera; con la 500 che sfoggia l'insegna "unicef" addirittura piena di ruggine ed in pessime condizioni; è stata veramente una grossa delusione!
Per la mattinata era prevista solo la premiazione di un concorso dedicato a bambini, e così, dopo aver visitato il mercatino ancora in allestimento, ho deciso d'impiegare il tempo in attesa delle 14,30, ora prevista per la partenza di un'escursione panoramica ad Andora, per effettuare una visita della costa.

Sono tornato al Parco Villafranca – sede del raduno – per l'ora di pranzo perché volevo fare uno spuntino: pessima idea in quanto l'unica cosa disponibile era della pizza rossa veramente cattiva! Pazienza mi son detto, mi rifarò stasera negli stand gastronomici dove saranno disponibili chissà quali prelibatezze!

Alle 14.30 si è formata la colonna ed ho capito subito l'aria che tirava perché è stata imboccata una strada stretta, tortuosa e dall'asfalto in pessimo stato che si snodava tra montagne disabitate! Ed infatti, come avevo ipotizzato, senza un servizio di staffette, qualcuno ha iniziato a correre. Pur andando molto piano su un tornante mi sono trovato davanti una macchina che proveniva in direzione opposta, e così ho proseguito con ancora più attenzione fregandomene degli altri che si allontanavano. Finalmente siamo arrivati in un parcheggio sulla costa dove era prevista la sosta per … bagno in mare! OK, capito, ce ne siamo andati insieme a molti altri con l'idea di riaffacciarmi al  Parco Villafranca per la cena e l'intrattenimento.

Verso le 19 eravamo di nuovo al Parco, ma non sembrava che ci fosse un gran movimento; abbiamo fatto presente alcune  lamentele per la gita del pomeriggio ad un responsabile il quale si è giustificato dicendo che il percorso era stato scelto per evitare strade troppo trafficate! Come, come, come? Un Club nazionale che conta oltre 16.000 iscritti organizza un meeting internazionale è poi fa transitare le macchine dove non c'è nessuno! Bohhh, è la prima volta che sento una cosa del genere, eppure partecipo in moto a decine di raduni con centinaia di veicoli presenti!

Comunque, abbiamo aspettato con pazienza la ritardata apertura degli stand gastronomici e poi, dopo aver visto che bisognava fare una lunga fila per pagare (c'era una sola cassa per il bar ed i vari stand che offrivano due tipi di pasta ed alimenti quasi tutti surgelati) ce ne siamo andati molto delusi; abbiamo cenato in un ottimo ristorante di Alassio spendendo meno di 20€, serviti e seduti all'aperto in un ambiente tranquillo, fresco e non polveroso come la sede del raduno Fiat 500 di Garlenda!

Ormai si era rotto il feeling, la delusione era stata troppo grande! Per il giorno dopo – visto il programma – ho deciso di abbandonare l'evento per recarmi a visitare Montecarlo e Nizza.

Piano, piano, con il tettino aperto in una splendida giornata estiva siamo arrivati a Montecarlo e poi nella vicinissima Nizza.

La sensazione che si prova attraversando la frontiera è bellissima perché d'incanto spariscono le buche nelle strade, finiscono gli inutili cartelli stradali con divieti ed avvisi assurdi, e tutto appare ben organizzato e pulito! E poi il traffico è scorrevole, i parcheggi si trovano senza problemi e le indicazioni sono intuitive e ben leggibili. Perché da noi non è così?

Abbiamo pranzato sul lungomare di Nizza spendendo una cifra "normale", e comunque commisurata al cibo, all'ambiente ed al servizio offerto. Dopo una bella passeggiata abbiamo ripreso la macchina per tornare verso Alassio e poco prima d'imboccare l'autostrada il panico … un rumore forte proveniente dal motore … sbang, track, sbong, sdeng! Ohhh cavolo, che cosa è successo?

La puleggia della dinamo, una schifosissima puleggia di lamiera stampata era praticamente esplosa lasciandoci in mezzo alla strada. Vicino c'era una stazione di servizio a cui mi sono rivolto per informazioni; il gestore ha gentilmente fatto qualche telefonata avvisandomi che il sabato e la domenica in Francia è tutto chiuso e che la macchina sarebbe stato possibile ripararla solo il lunedì. Ho anche provato presso una vicina concessionaria d'auto, e dopo aver avuto conferma che c'era ben poco da fare ho deciso di tornare in treno ad Alassio per trovare i pezzi necessari per la riparazione che avrei eseguito da solo.

Riflessione 2: nonostante l'inconveniente sono stato felice dell'esperienza perché mi ha costretto ad utilizzare dei treni locali; cambiando convoglio a Ventimiglia ho potuto così constatare la differenza che c'è tra un paese civile ed uno del terzo mondo … si scende da un treno pulito e con l'aria condizionata, si attraversa un marciapiedi e si sale su un treno sporco e puzzolente, dove fa un caldo pazzesco e che viaggia sempre in ritardo. 

Nell'attesa ho provato anche contattare il Club per vedere se potevano darmi assistenza … c'era una segreteria telefonica che invitava a recarsi al Raduno! Non avevano neanche attivato un trasferimento di chiamata, né previsto un numero per l'assistenza . . . un'altra scoperta che, dopo aver visto l'organizzazione, onestamente non mi ha sorpreso più di tanto!

Arrivato ad Alassio ho preso un taxi che mi ha portato a Garlenda (una decina di chilometri, 10 minuti) in tempo per acquistare il ricambio nel mercatino allestito per la manifestazione: sono stato letteralmente "spennato", ma in simili situazioni c'è ben poco da fare!

Alle 20 eravamo già a cena: la giornata era stata molto movimentata, ma ci aveva permesso di scoprire cose molte interessanti e di verificare alcune differenze tra i servizi disponibili in un paese moderno come la Francia, e quelli italiani.

La domenica mattina abbiamo preso il primo treno utile per raggiungere Nizza, ho riparato in pochi minuti la macchina e poi siamo tornati indietro. Non ho partecipato al "Grande Carosello INDIANAPOLIS e mini giro" previsto dal programma del meeting per le ore 11 in un ippodromo (si, proprio un ippodromo), ma onestamente non me ne è fregato nulla.

Per pura curiosità mi sono riaffacciato alla sede del raduno verso l'ora di pranzo, ma verificato che ormai c'era poca gente ed una mesta aria di smobilitazione me ne sono andato con l'idea di non tornare mai più.

Ho passato il pomeriggio sul lungomare della vicina Albenga, poi la cena ed il lunedì il lungo viaggio di ritorno verso casa che si è svolto, come all'andata, su strade poco trafficate.

Considerazioni finali:

il meeting non mi è piaciuto per nulla e tanto meno mi è piaciuta l'organizzazione, e per tale motivo alla fine dell'anno non rinnoverò l'iscrizione al Fiat 500 Club Italia.

La gita, oltre a farmi visitare un'altra regione, mi ha permesso di avere un'ulteriore conferma dello stato in cui si trova l'Italia! La televisione racconta di turismo in aumento, di strade intasate da milioni di veicoli che portano nel nostro paese una moltitudine di turisti: io vedo solo strade dissestate, lavori che non terminano mai e pochi turisti in giro. Le code a volte ci sono, ma si trovano sempre nei soliti punti (ad esempio a Firenze) perché causate da incidenti innescati dai cantieri ormai aperti da molti anni e di cui non si riesce mai a vedere la fine! Non prenoto neanche più gli alberghi, tanto il posto si trova sempre . . .

Ho problemi ha trovare un nuovo Club di auto storiche che mi accolga! Tantissimi circoli ed associazioni infatti non accettano i proprietari di Fiat 500 perché li ritengono "smanettoni strombazzanti" che si presentano con auto, che pur iscritte ASI, sono spesso modificate o comunque senza i requisiti minimi di originalità. Sono comunque fiducioso e spero di trovare presto un club "serio" che accetti la mia iscrizione consentendomi finalmente di partecipare a qualche manifestazione ben organizzata!

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Castelluccio di Norcia ed Assisi

Domenica 27 giugno c'era un raduno ad Assisi organizzato dalla locale sezione del CCMotordays e così ne ho approfittato per fare una visita anche a Castelluccio di Norcia per vedere la fioritura che quest'anno, a causa del maltempo, era in ritardo.

Mi sono incontrato con altre due persone all'inizio dell'autostrada A1 e poi abbiamo proseguito, seguendo la Salaria, verso Amatrice dove c'erano ad aspettarci altri due amici provenienti dall'Abruzzo.

Dopo una breve sosta abbiamo fatto strada verso Castelluccio, ma dopo pochi chilometri ci siamo dovuti fermare per indossare l'antipioggia in quanto si stavano addensando nuvoloni minacciosi ed iniziava a cadere qualche goccia. Mancava poco alla meta e così siamo arrivati al Piano Grande sotto un cielo nero e minaccioso, ma ancora asciutti, ed abbiamo potuto ammirare lo spettacolo offerto dalla natura che, con la fioritura, riesce a dipingere quadri fantastici.

La fioritura era solo all'inizio ed ancora non c'era l'esplosione dei colori che la caratterizza, ma già si potevano vedere distese con sfumature diverse e variopinte. Dopo qualche sosta per scattare alcune foto ci siamo fermati nella piazza di Castelluccio per pranzare in uno dei tanti locali presenti dove vengono serviti piatti di salumi e formaggi tipici. Mentre stavamo assaporando il cibo si è scatenato un fortissimo temporale con rovesci di pioggia e grandine che ci ha bloccati – insieme a tanti altri motociclisti – per un paio di ore; la grandine è stata veramente forte ed il temporale ha causato un notevole abbassamento della temperatura che è scesa a soli 9°!!!!

Passato il temporale, ma sempre sotto un cielo cupo abbiamo deciso di proseguire direttamente verso Assisi percorrendo la strada più breve e veloce, e bene abbiamo fatto a prendere tale decisione perché il resto del viaggio lo abbiamo fatto sotto leggere, ma fastidiose precipitazioni. Arrivati a Bastia Umbra nel luogo del raduno, mentre stavamo prendendo un caffé, di nuovo pioggia, tuoni e fulmini . . . un tempaccio da far passare la voglia anche ai motociclisti più "tosti"!

Abbiamo pazientemente atteso che il tempo migliorasse un pochino, e poi ci siamo diretti verso l'ottimo albergo che gli amici di Assisi ci avevano suggerito. Purtroppo il troppo tempo perso e le pessime condizioni meteo non ci hanno consentito di effettuare un'escursione nella città di Assisi: pazienza, sarà per la prossima volta!

Posteggiata la moto in garage, scaricati i bagagli, il tempo di fare una doccia et voilà . . . anche il cielo si era rasserenato mutando la giornata da autunnale ad estiva nel giro di 1 ora!

Ottima cena in un vicino agriturismo, un bel po' di chiacchere e scherzi e poi tutti a dormire.

La mattina di domenica 28 finalmente un bel cielo sereno con temperatura estiva; ci siamo ritrovati nella piazza di Bastia Umbra per poi andare tutti insieme, guidati da staffette ufficiali, verso Todi dove ci siamo uniti ad un gruppone proveniente da Calcata, cittadina dove si erano dati appuntamento i soci del Lazio.

Non so quante fossero le moto, ma la piazza di Todi era piena! Per la foto ricordo ci siamo seduti sulla scalinata della chiesa ed abbiamo riempito anche quella! Dopo un fresco aperitivo – rigorosamente analcoolico – abbiamo percorso un'altro breve tratto di strada per arrivare in un bel ristorante ubicato sulle sponde del lago di Corbara dove ci è stato servito un ottimo pranzo in un ambiente veramente gradevole. Sono seguite premiazioni, una riffa di beneficenza e poi i saluti di rito. Sono tornato a Roma percorrendo l'autostrada che era poco trafficata (il 29 a Roma è giorno di festa dedicato a SS Pietro e Paolo).

Peccato per il maltempo del sabato, altrimenti sarebbe stato un weekend veramente stupendo. Complimenti agli organizzatori che hanno preparato un evento perfetto in ogni dettaglio e scegliendo percorsi e strutture ricettive veramente di prim'ordine.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

La via della sfoglia

In passato avevo già partecipato ad alcuni raduni organizzati da Andrea Leggieri e mi ero trovato molto bene perché avevo potuto  visitare luoghi molti interessanti sotto il profilo storico, paesaggistico ed anche . . . enogastronomico!

A fine gennaio, per il "Raduno della Merla" ero stato in Toscana per percorrere un bell'itinerario nella zona termale di Chianciano Terme; poi in marzo, con la scusa di una "MotoCaccia al Tesoro" avevo scoperto molti angoli poco noti, ma stupendi, del Montefeltro e così, pochi giorni fa, ho colto l'occasione al volo per visitare il 12 e 13 giugno con il rally  "Via della Sfoglia" un'altra zona dove non ero mai stato: le colline dell'Appennino Emiliano-Romagnolo.

Per questa gita sono riuscito a coinvolgere anche Fabio, un simpatico "toscanaccio" di Siena che ho conosciuto durante il "Periplo della Sicilia". Ci siamo accordati per incontrarci sabato mattina dalle sue parti e percorrere insieme il restante tratto di strada fino a Castello di Serravalle, piccola località a sud di Vignola, in provincia di Bologna.

Abbiamo guidato esclusivamente su strade secondarie che ci hanno permesso di ammirare bellissimi panorami in una giornata dal clima finalmente estivo. Arrivati a Firenze abbiamo percorso un breve tratto di autostrada fino a Pistoia per poi procedere di nuovo su vie provinciali ricche di curve prima verso l'Abetone, e poi la nostra destinazione che era il luogo d'incontro per l'inizio del raduno. 

Siamo arrivati verso le 13, e visto che era ora di pranzo abbiamo gustato la "tigella con ripieno di pesto" che ci è stata offerta. Ci siamo riposati un po' (io avevo iniziato il viaggio alle 6,30 ed ero già stato in moto per quasi 6 ore !!!), preso un buon caffé e poi ci siamo avviati insieme ad altri partecipanti alla scoperta del territorio seguendo le indicazioni di un dettagliato road book che ci era stato fornito.

Dopo aver attraversato vari piccoli paesi siamo giunti a Zocca per una visita al "Museo del Castagno e del Borlengo" dove abbiamo anche potuto assaggiare lo squisito "Borlengo" annaffiandolo con un goccio di birra alle castagne (un po' troppo amara per il mio palato).

Terminato lo spuntino abbiamo ripreso le moto per dirigerci verso il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina, zona molto bella e collinare ricca di storia. Il parco è caratterizzato dalle guglie dei Sassi, tre spettacolari rupi che dominano il territorio circostante.
Nel parco sono presenti vari itinerari tutti percorribili anche con motocicli normali e così abbiamo deciso di avventurarci in un lungo giro che ci ha portato anche su strade bianche (non asfaltate).

La visita del parco ha richiesto più tempo del previsto (ci siamo anche fermati a gustare un po' di ciliege colte direttamente da un albero) e così si è deciso di far strada verso Montese dove era prevista la cena al Ristorante Appennino ed il pernotto presso l'Hotel Miramonti.

La cena oserei definirla "divina": antipasto ed altre ottime specialità locali a base di funghi annaffiate da un ottimo "rosso" !

La stanchezza iniziava a farsi sentire e così . . . buona notte e si va a nanna!

Per la domenica il "vulcanico" Andrea aveva preparato una "Cinecarta": un ettagliato road book che forniva istruzioni per percorrere circa 130 km lungo strade panoramiche poco trafficate (lo dico senza esagerare: centinaia di curve e tornanti, neanche pochi metri di strada dritta; un continuo su e giù per stupende colline attraversando piccoli borghi, campi e boschi) per ammirare paesaggi e vedute mozzafiato.

Siamo partiti da Montese verso le 9.30 e poi Castel d'Aiano > Rocca di Roffeno > Cereglio > Vergato > Grizzana Morandi > Piandisetta > Rioveggio > Monzuno Loiano > Quinzano > San benedetto Querceto > Monterenzio > Bisano > Sassoleone > Fontanelice … 83 km solo di curve strette e/o tornanti !!! 

Arrivati all'ora di pranzo a Fontanelice abbiamo gustato la classica "piadina" al chiosco "Passatempo Snack", riposati e dopo un caffé abbiamo proseguito per Casola Valsenio > Zattaglia > Brisighella (altri 45 km circa) dove al chiosco della stazione ferroviaria abbiamo potuto assaggiare anche piadina con il crescione.

Era prevista un'ulteriore tappa "facoltativa" a Bagnocavallo per gustare il gelato ricotta e fichi caramellati, ma visto l'orario e la posizione geografica con Fabio abbiamo deciso di riprendere la strada di casa, ma solo dopo aver ricevuto l'ambito diploma che recita:

"hamangiatoditutto salvoforsepesci, dimostrandosi una gran saetta sia di manetta che di forchetta!!"

Ho riportato tutte le località attraversate per far capire che questi raduni sono concepiti in modo da permettere la visita a luoghi che sono fuori da qualsiasi itinerario turistico, ma che offrono un'infinità di cose interessanti da vedere e da . . . gustare!

La via del ritorno è stata abbastanza lunga perchè abbiamo riattraversato l'Appennino sempre percorrendo strade secondarie in un susseguirsi di curve strette prima in salita, e poi in discesa che non hanno consentito di mantenere una media molto elevata.

E poi gli autovelox: che palle; ormai sono un incubo non tanto per le multe, ma perché rallentano il traffico in un modo inaccettabile. A mio parere causano più incidenti di quanti ne evitano: non avevo mai visto la gente inchiodare all'improvviso senza motivo, invece ora appena il GPS gli segnala un autovelox c'è sempre qualche folle che piazza una bella frenata innescando situazioni pericolosissime per chi segue!

Un po' di pioggia poco prima di prendere l'autostrada a Incisa in Val d'Arno (quest'anno tutte le gite che ho fatto, alla fine, sono state comunque  "bagnate") e poi dritto verso casa dove sono arrivato prima di cena.

Il motto di questi incontri è: "piano, ma pieni!" Posso affermare con assoluta certezza che anche con la "Via della Sfoglia" è stato rispettato!

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Raduno Nazionale SWCI 2010

Già lo scorso anno avevo partecipato al raduno dell'SWCI che si era tenuto in Valtiberina, nella zona tra Sansepolcro, Badia Tedalda ed Anghiari. Per il 2010 gli organizzatori avevano deciso di far base a Rimini per poi effettuare delle escursioni nel territorio circostante che offre diverse attrazioni. Io mi sono aggiunto all'ultimo momento e così ho dovuto trovare una sistemazione per dormire al centro di Rimini in quanto negli alberghi prescelti per il gruppo non c'era più posto.

Sembra quasi un'ironia, ma per partecipare a questo raduno di Honda Silver Wing ho usato per la prima volta la mia nuova moto BMW F800GS! Questi incontri sono un'occasione per rivedere un po' di amici e, anche se la stragrande maggioranza di mezzi partecipanti sono scooter della Honda, il raduno è aperto anche ad altri tipi di motocicli.

Siccome avevo usato lo scooter per la gita in Puglia, superando così abbondantemente il chilometraggio per il tagliando, ho preferito usare la moto … anche perchè volevo provarla sulla stessa strada piena di curve che da Sansepolcro conduce a Badia Tedalda e che avevo fatto solo pochi giorni prima con il vecchio K1100LT per il K-Pride.

Mi sono incontrato con un gruppo di "romani" alla stazione di servizio di Feronia la matina di sabato 29 maggio, poco prima del casello autostradale. Ancora non ho capito bene per quale motivo, ma dopo esserci avviati, pur procedendo molto lentamente (non ho mai superato gli 80 km/h) ci siamo persi e così mi sono ritrovato a Sansepolcro dove sono stato raggiunto dopo pochi minuti da un'altra persona che era l'ultimo della fila perché si era attardato per indossare indumenti più pesanti: in poche parole sono arrivato io che ero il primo, è arrivato l'ultimo e mancava tutto il gruppo in mezzo … mistero!

Comunque, abbiamo fatto benzina, colazione ed una sosta di circa 45 minuti, poi ci siamo avviati verso Rimini percorrendo la strada provinciale che attraversa l'Appennino passando da Badia Tedalda. 

A Rimini ci siamo uniti al resto dei partecipanti e poi, dopo pranzo, abbiamo iniziato l'escursione per San Leo e visitare la sua famosa Rocca dove fu rinchiuso e morì il Conte di Cagliostro.
Il forte merita sicuramente una visita in quanto ospita una ricca raccolta di armi da fuoco, ma sopratutto è possibile vedere le celle dove venivano rinchiusi i prigionieri ed i terribili strumenti usati per torturarli; leggendo le descrizioni del loro uso sembra impossibile pensare che la cattiveria umana possa arrivare a simili livelli … sciaccia crani, rompi ossa, divaricatori, e tante altre schifezze usate solo per procurare dolori atroci!!! Impressionanti, veramente impressionanti!!!

Dopo la bella passeggiata siamo tornati a Rimini per la cena che era prevista all'Hotel Brenta. La giornata era stata lunga, e così senza fare troppo tardi ho raggiunto il mio albergo poco distante per una bella dormita.

La mattina di domenica ci siamo trovati verso le 9 e poi abbiamo iniziato l'escursione formando un gruppo di 66 moto e 3 auto! La visita a San Marino si è prolungata fino all'ora di pranzo quando ci siamo avviati verso l'ottimo ristorante dell'Azienda agricola "Il Vigneto" situato a circa 10 Km. Tra chiacchere e scherzi è passato tutto il pomeriggio; alcune persone hanno ripreso i loro mezzi per far ritorno a casa mentre io ho approfittato della bella giornata per fare un'altro giretto nella zona prima di tornare a Rimini.

La città di Rimini, mi dispiace dirlo, non mi è piaciuta per nulla! Troppo cemento, un traffico caotico, tutti quegli alberghi ed orribili "bagni" attaccati uno all'altro, negozi che vendono solo cianfrusaglie e tantissimi ristoranti e bar praticamente vuoti – nonostante il ponte festivo – mi hanno messo una tristezza incredibile ed una voglia di scappare il prima possibile.

La mattina dopo sono passato un attimo all'Hotel Brenta per salutare alcuni amici e poi ho iniziato il mio giro che, per tornare a Roma, mi avrebbe portato a visitare Gradara con il suo stupendo Castello, e poi percorrere un itinerario ricco di bei paesaggi passando per Urbino, Gubbio, Umbertide, Passignano sul Trasimeno, Castiglione del Lago e Chiusi dove ho ripreso l'autostrada fino a casa.

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CC Motordays 2010

Il 21-22 e 23 maggio ho partecipato al 5° CC Motordays, raduno annuale del MotoClub dei Carabinieri, che quest'anno si è tenuto in Puglia, nella zona di Vernole, piccola cittadina a sud di Lecce.

Avevo in programma di fare il viaggio insieme ad altri amici di Roma, ma poi ho preferito andare da solo in quanto, avendo venduto la BMWK1100LT, ho dovuto utilizzare lo scooter Honda Silver Wing 600 e temevo problemi alla mia schiena causati dalla posizione "seduta" che avrebbero potuto costringermi a numerose soste. Così, per non causare disagi agli altri, sono partito la mattina molto presto prendendomi il tempo per varie e ripetute fermate.

Erano vari mesi che non utilizzavo il SW su lunghe distanze e devo dire che mi ha di nuovo impressionato molto positivamente in quanto veloce, silenzioso e con una carenatura che offre un'ottima protezione. Nonostante la primavera inoltrata durante la prima parte del viaggio (da casa fino a Caianello) ho incontrato temperature molto rigide intorno agli 8°: un freddo che non avevo previsto e che è diminuito solo dalle parti di Teano dove mi sono fermato per prendere un caffè, scaldarmi un po' e fare carburante.

Il SW è un'ottimo mezzo, ma non è certamente parsimonioso in quanto a consumi! Viaggiando in autostrada a 120-130 km/h si riescono a percorrere circa 15 km con un litro di benzina, e con un serbatoio da 16 lt le soste sono quindi frequenti.
Partendo da Roma avevo pensato a due possibili itinerari: uno autostradale Roma > Napoli > Bari > Lecce da percorrere in caso di maltempo, e l'altro via Potenza > Taranto: arrivato al bivio autostradale visti i nuvoloni neri carichi d'acqua che erano presenti sulla Basilicata ho preferito proseguire per Bari sperando di evitare la pioggia.

Il viaggio è continuato incontrando vento sul tratto da Benevento a Bari, e poi anche un paio di acquazzoni dalla parti di Brindisi: insomma, anche in questo giro le condizioni meteorologiche non sono state delle migliori! Sono arrivato a Vernole verso le 13, ho completato la registrazione all'evento e poi ho raggiunto l'agriturismo prenotato per il pernottamento.

Visto che era presto e non mi sentivo stanco, ho ripreso il Silver Wing con l'intenzione di fare un giretto per esplorare la zona costiera. La costa del Salento è molto bella e grazie anche allo scarso traffico ho potuto gustarla in tutta tranquillità; procedendo con molta calma ho percorso la litoranea verso sud fermandomi a mangiare a San Foca per poi continuare verso i laghi Alimini. Non era tardi, c'era un po' di sole, e così ho deciso di fare un salto anche ad Otranto per poi continuare a velocità “turistica” verso Santa Maria di Leuca, punta estrema della Puglia.

Ho fatto numerose soste per scattare foto a dei panorami incantevoli, la strada costiera è veramente stupenda ed il tempo del viaggio è trascorso in fretta tanto che mi sono trovato alla destinazione quasi senza accorgermene! Visitata la zona del faro ed il Santuario ho intrapreso la via del ritorno seguendo una strada interna diretta anche perché il tempo stava di nuovo peggiorando ed iniziava a cadere qualche goccia di pioggia.

Tornato nell'agriturismo ho trovato gli altri partecipanti arrivati nel frattempo e, dopo i saluti, ci siamo diretti tutti insieme verso l'aeroporto di Lecce Lepore dove era programmata la cena con intrattenimento. La giornata era iniziata molto presto; avevo percorso 870 km e la stanchezza iniziava a farsi sentire e così me ne sono andato a dormire evitando di fare troppo tardi!

Il sabato era previsto l'incontro alle 9,30 per iniziare il tour. A causa dell'alto numero di partecipanti (circa 800) ci sono state delle piccole difficoltà ad organizzare il serpentone di moto che comunque si è snodato in modo ordinato sulle stesse strade che – senza saperlo – avevo percorso il giorno prima. Quando ci si muove in un gruppo enorme bisogna rispettare l'andatura e fermarsi anche per fare una semplice foto diventa un problema, sono stato quindi felice di aver fatto lo stesso giro in “solitaria” perché così ho potuto gustare tanti particolari che altrimenti mi sarebbero sfuggiti.

Dopo una sosta intermedia, dove ci è stato offerto un ristoro con prodotti tipici locali, abbiamo continuato verso lo stabilimento balneare “le Maldive” per consumare un pranzo all'aperto. Grazie finalmente ad un sole splendente e caldo è stato possibile apprezzare la bellezza della zona e prendere anche un po' di tintarella.
Il pomeriggio era libero, e così con un gruppetto di persone ci siamo avviati verso Vernole fermandoci spesso per prendere un caffè, un gelato o semplicemente per chiacchierare!

La sera era prevista un'altra cena nell'aeroporto di Lecce Lepore, ma gli organizzatori non avevano tenuto in debita considerazione la finale della UEFA Champions League e, nonostante a me non interessi il calcio, sono stato trascinato in una pizzeria e costretto ad assistere ad uno squallido spettacolo dove 22+3 imbecilli in mutande corrono dietro ad un pallone incitati da una folla di migliaia di persone (se non s'è capito odio il calcio): lo spettacolo televisivo è stato fastidioso (poco però, perché ero di spalle), ma la pizza, la birra ed un panino con carne di cavallo erano veramente squisiti e tutto sommato è valsa la pena di soffrire un po'.
A fine partita abbiamo fatto un salto in aeroporto e dopo esserci trattenuti una mezz'oretta ci siamo allontanati per pernottare nell'agriturismo.

La domenica mattina dopo la colazione ed i saluti abbiamo preso strade diverse perché alcuni avevano urgenza di tornare a casa, mentre io ho approfittato della bella mattinata per visitare prima Alberobello, e poi i Sassi di Matera.
Nel primo pomeriggio ho iniziato il ritorno verso Roma, ma poco dopo Potenza è iniziato a piovere e l'acqua mi ha accompagnato per tutto il tragitto costringendomi anche a due soste a causa di grandine (Capua), e poi un violentissimo temporale nei pressi di Anagni; per fortuna nessun problema tecnico, ho solo impiegato molto più tempo del previsto!

Che dire, è stata una gita un po' “movimentata” a causa del maltempo; ho percorso 1700 km in 3 giorni, ma la fatica è stata ripagata perché ho potuto visitare una terra, la Puglia, che mi ha impressionato molto positivamente e nella quale spero di tornare al più presto, e poi perché ho partecipato ad un corteo di centinaia e centinaia di moto, cosa che non capita tutti i giorni.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉