Sono parecchi anni che faccio mototurismo e di viaggi importanti verso mete lontane ne ho fatti diversi, ma non ero mai stato a Capo Nord.
All’inizio feci un paio di viaggi organizzati di gruppo, ma non fanno per me e, in questi anni, non avevo mai trovato nessuno con cui affrontare il viaggio a Capo Nord.
Farlo da solo, invece, proprio non me la sentivo perché da Roma sono circa 10.000 km e nel Nord Europa, anche in piena estate, è normale trovare condizioni meteo avverse con vento, pioggia e temperature rigide, intorno ai 10°.
Arrivato alla soglia dei 75 anni ci avevo ormai rinunciato, ma lo scorso autunno, parlando con un caro amico, ho saputo che aveva organizzato il viaggio insieme ad altre due persone, con partenza per la metà di giugno … ho colto al volo l’occasione e gli ho spudoratamente chiesto se potevo aggregarmi 😎
Alla fine siamo partiti in tre e così ho potuto fare un viaggio che è il sogno di tanti motociclisti ed al quale avevo ormai rinunciato.
Per questa avventura ho utilizzato la mia BMW F800GS MY2024 che, al momento della partenza, aveva 35.000 km ed era stata appena tagliandata e dotata di gomme nuove.
La moto non ha avuto nessun problema meccanico, ma a Bodø (Norvegia) ho dovuto cambiare le pastiglie del freno posteriore perché erano finite, ricambio che ho presso la locale concessionaria BMW.
Di report di viaggio su Capo Nord se ne trovano a migliaia, per cui riporterò solo alcune mie considerazioni 😉
L’abbigliamento è un elemento importante per un viaggio a Nordkapp, perché nel Nord Europa, anche in piena estate, è facile incontrare giornate fredde, con pioggia forte e persistente. Un ottimo completo antipioggia è quindi assolutamente indispensabile, così come capi intimi capaci di mantenere una buona temperatura corporea con temperature esterne anche di 7-10°.
È un viaggio molto lungo, ma si attraversano Paesi dove tutti i servizi funzionano bene e le strade sono ovunque in buono stato. Personalmente ho portato pochissimo denaro contante; pur rimanendo in Paesi dove l’assistenza sanitaria è comunque garantita, ho però preferito fare un’assicurazione.
Capo Nord è la meta, ma la parte più interessante rimane sicuramente la Norvegia.
Il viaggio lo si può organizzare in senso orario, facendo all’andata i fiordi della Norvegia e rientrando velocemente via Finlandia e Svezia o Repubbliche Baltiche, oppure in senso antiorario.
Noi abbiamo preferito farlo in senso antiorario, in modo da percorrere la parte meno interessante all’inizio del viaggio, quando si è ancora freschi e motivati.
Prima della partenza erano stati prenotati tutti gli alloggi, sempre appartamenti, e questa soluzione l’ho trovata ottima.
È vero che offre minore flessibilità, ma sapere dove si dormirà ed averne la certezza permette di organizzarsi al meglio e, soprattutto, di non perdere tempo durante il viaggio per cercare una sistemazione.
Non ci sono problemi di rifornimento: le stazioni di servizio si trovano ovunque e 200 km di autonomia sono sufficienti.
In ogni cittadina ci sono supermercati ben forniti dove è possibile trovare praticamente qualsiasi cosa.
Prima di giungere a destinazione ogni sera ci fermavamo a fare la spesa per la cena, che poi preparavamo nell’appartamento, sempre dotato di cucina.
Avevamo portato anche qualche alimento di scorta, ma non è servito.
All’ora di pranzo, invece, abbiamo quasi sempre fatto uno spuntino nei ristori annessi alle stazioni di servizio dove ci fermavamo per fare benzina.
Per evitare l’attraversamento della Germania abbiamo optato per il treno Innsbruck > Amburgo, che consente di caricare anche le moto.
È una buona soluzione, visto anche lo stato delle autostrade tedesche, piene di traffico e lavori, ma è costoso e il servizio offerto non si può certo definire confortevole: carrozze vecchie, maleodoranti e senza aria condizionata.
Qualche commento sulle varie località viste, nell’ordine:
di tutta la Svezia e la Finlandia ricordo qualche raro bel paesaggio e la visita al villaggio di Babbo Natale, che sicuramente merita una breve sosta e una visita.

Carina Tromsø, ma da visitare in autunno-inverno per vedere le aurore boreali; altrimenti c’è ben poco, oltre al porto e alle caratteristiche case colorate.
Assolutamente da non perdere le Lofoten: paesaggi incantevoli e indimenticabili, probabilmente tra le cose più belle viste durante il viaggio.
Noi le abbiamo visitate in una fredda giornata di pioggia, con un cielo grigio e una luce tutt’altro che favorevole, eppure sono riuscite ugualmente a lasciarmi senza parole.
Rilievi che sembrano precipitare direttamente nel mare, piccoli caratteristici villaggi di pescatori, casette colorate e strade che si insinuano tra fiordi e isole: anche con il maltempo il paesaggio conserva un suo particolare ed unico fascino.
Le Lofoten sono sicuramente spettacolari in una giornata serena sia invernale che estiva, per cui chissà … magari ci faccio di nuovo un salto in un weekend utilizzando però un volo aereo!
Piacevole Kristiansund, visitata in un tiepido pomeriggio mentre era in corso una maratona a fini di beneficenza, con tutte le strade piene di gente.

Una strada meravigliosa, con panorami incantevoli. È la cosa che più mi ha colpito di tutto il viaggio a Capo Nord.
Bergen, secondo me, è invece molto sopravvalutata 😕
La cittadina è carina, con le caratteristiche e tipiche case colorate affacciate sul porto, ed attraente è anche la parte vecchia, ma onestamente l’interesse che c’è per questa città mi sembra eccessivo.
A mio parere, quello assolutamente da evitare è il famoso Fish Me Fishmarket, e non per i prezzi, ma per la qualità del cibo … e basta leggere la lista degli allergeni in fondo al menù per capire quello che stanno servendo 😐
Il Preikestolen è, a mio parere, un’altra tappa obbligata quando si visita la Norvegia.
Personalmente non me la sono sentita di salire a piedi sul “Pulpito di roccia”, per cui ho optato per un’interessante e piacevole gita nel fiordo, in modo da poterlo ammirare dal basso, con un battello partito da Stavanger.
Questa cittadina, dove fanno scalo le grosse navi da crociera e che ho trovato più interessante di Bergen, merita sicuramente una visita, così come il Fargegaten, un’area adiacente al porto piena di locali colorati, e dove è piacevolissimo passeggiare.
In Germania, Finlandia, Svezia e Danimarca i costi mi sono sembrati abbastanza allineati a quelli italiani, mentre la Norvegia è decisamente molto cara.
Come già scritto, buono lo stato delle strade ed accettabili i limiti di velocità che specie in Norvegia è bene non superare viste le sanzioni previste 🙁
Ottimi i piccoli traghetti utilizzati per superare i fiordi senza dover fare tutto il giro. Si pagano: non è vero che sono gratis.
Viste le poche frequenze, abbiamo prenotato con parecchio anticipo solo i traghetti sulle tratte più lunghe e cioè:
- Moskenes > Bodø
- Kristiansand > Hirtshals
Il meteo è estremamente variabile ed anche in estate è spesso piovoso (confermato da persone locali con le quali ho parlato), per cui è solo questione di cvlo!
Durante il viaggio abbiamo preso veramente tanta acqua, guidando per intere giornate sotto una pioggia battente con temperature rigide, ma tutto sommato siamo stati fortunati perché nei luoghi più interessanti – eccetto alle Lofoten – abbiamo sempre trovato tempo bello 🙂
Vale la pena di visitare la Norvegia in moto e di fare una visita a Capo Nord?
Secondo me, assolutamente SÌ!??
Le foto
Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download 😉

