Malpensa, l’Alitalia e la politica

Premetto una cosa: sono stato favorevole al potenziamento di Malpensa, ma la scelta di farlo diventare un hub l’ho sempre ritenuta errata.
Fatta la dovuta premessa esprimo la mia opinione sulla vicenda.

La privatizzazione dell'AlitaliaMalpensa sarà la tomba dell’Alitalia?

Al momento credo proprio di si Alitalia e Malpensa.

Il gruppo Air France – Klm si è giustamente fermato di fronte alla situazione italiana che vede una parte consistente dei politici schierati a favore del mantenimento di Malpensa come hub.
Il direttore generale del gruppo Air France – Klm ha dichiarato in una conferenza: "Se la posizione del prossimo Governo è favorevole a un accordo con Air France-Klm andremo avanti, in caso contrario ci fermeremo".

Tradotto in parole povere: se vince il "Popolo della Libertà" non se ne fa nulla, se vince il Partito Democratico forse si va avanti!

Che la vendita di Alitalia coinvolga anche Malpensa è cosa nota, ma per capire quali ripercussioni potrebbe avere la cessione dell’azienda sullo scalo lombardo a mio parere è necessario analizzare sia quello che è successo 10 anni fa quando il nuovo hub fu inaugurato, sia le prospettive future che purtroppo sono legate ai risultati delle prossime elezioni politiche.

La tomba dell'Alitalia

Un po’ di storia

Era in 25 ottobre 1998 quando ufficialmente (ed operativamente) fu aperta la nuova aerostazione di Malpensa 2000 e l’Alitalia fu obbligata a trasferire tutto il traffico intercontinentale e gran parte di quello internazionale da Fiumicino sul nuovo hub, sconvolgendo così anche buona parte dei collegamenti nazionali.

I lavori di costruzione delle nuove strutture aeroportuali non erano terminati e si verificarono subito enormi problemi che continuarono per anni procurando innumerevoli disagi e ritardi.

L’Alitalia, che ogni giorno operava (ed opera ancora) centinaia di voli dallo scalo, fu ovviamente penalizzata in modo molto più pesante rispetto ad altre compagnie. Inoltre, la decisione della Comunità Europea di bocciare il piano della ripartizione del traffico all’interno del sistema aeroportuale di Milano, permise alle società aeree di continuare ad operare anche dall’aeroporto di Linate, sottraendo così ingenti quote di traffico a Malpensa.

Nel frattempo si era concluso anche un importante accordo di alleanza tra Klm ed  Alitalia (Master Cooperation Agreement del 27 novembre 1998 ) che prevedeva un operativo comune (praticamente un sistema integrato di voli), ma che iniziò subito a scricchiolare tanto che già nell’aprile 2000 la KLM decise unilateralmente di recedere dall’alleanza proprio a causa della mancata attuazione di sostanziali modifiche alla distribuzione del traffico aereo nel sistema aeroportuale di Milano Malpensa, oltre che alla mancata privatizzazione dell’Alitalia (Rif.: Camera – Resoconto stenografico dell’Assemblea – Seduta n. 744 del 20/6/2000 )

E a Fiumicino intanto che suddeva? Ci fu una riduzione di traffico che durò solo qualche mese perché le compagnie aeree straniere si appropriarono subito degli slot lasciati liberi dall’Alitalia ed iniziarono ad effettuare i voli soppressi. Praticamente, dopo 6 mesi, il volume di traffico di Fiumicino era tornato quello di prima.

Andamento delle azioni Alitalia negli ultimi tre anni

Andamento delle azioni Alitalia negli ultimi tre anni – Fonte www.borsaitaliana.it

In questi 10 anni qualcosa è cambiato?

Quasi niente, o veramente poco:
l’Alitalia ha continuato a considerare Mxp un hub ed a perdere centinaia di milioni di euro;
l’aeroporto ha sicuramente migliorato i servizi offerti, ma non ha certo raggiunto alti standard di qualità.

Perché i politici sono così preoccupati?

Forse per la perdita di posti di lavoro a Malpensa? In parte si, ma il vero motivo è un’altro!

Sono anni che l’Alitalia perde tanti soldi, ma è stato necessario arrivare al "fallimento di fatto" della compagnia prima che la politica intraprendesse una qualche iniziativa per privatizzarla/salvarla. Perché non l’ha fatto prima?

Chi ha il comando "operativo" in Alitalia non è certo l’amministratore delegato, ma il Governo di turno che decide qualsiasi cosa.
Perdere il controllo della compagnia aerea per la politica significa perdere anche il controllo di una grossa fetta del trasporto aereo italiano e di tutte le aziende ad esso collegato (basta pensare alla miriade di società dell’indotto) che offrono tante oppurtunità per sistemare amici e conoscenti.

Inoltre, molti politici sanno bene che Malpensa non è uno scalo appetibile (a causa della sua posizione troppo vicina ad altri aeroporti nazionali ed importanti hub stranieri come Parigi, Francoforte o Zurigo), per cui molti slot lasciati liberi dall’Alitalia rimarranno scoperti in quanto le altre compagnie aeree non sono interessate ad effettuare tratte poco remunerative. Ed è solo per tale motivo che stanno cercando in tutti i modi di trovare un sistema per "convincere" la compagnia a mantenere l’attuale operativo su Malpensa.
Ancora non hanno capito che con la liberalizzazione del trasporto aereo ormai c’è poco da fare: il settore è soggetto ad una competitività esasperata e non è più possibile erogare servizi in perdita. I tempi in cui si aprivano scali per motivi "politici" sono passati e non torneranno mai più, Malpensa rimarrà (forse … perchè al peggio non c’è mai fine) l’ultimo esempio di scelte sbagliate dettate solo da motivi politici.

Ed il futuro?

Difficile da prevedere, comunque nel breve periodo (1-2 anni) non sarà roseo.

Tutti gli esponenti del "Popolo della Libertà" hanno rilasciato dichiarazioni critiche sull’ipotesi di vendita dell’Alitalia al gruppo Air France – Klm per cui è quasi scontato che se vinceranno le prossime elezioni non se ne farà nulla; molto probabilmente l’Alitalia verrà ceduta alla cordata Banca Intesa – Toto  ed allora ne vedremo delle belle. Per capire meglio le loro intenzioni mi piacerebbe fargli alcune domande, ad esempio:

  • come verranno armonizzati i contratti  dei lavoratori? Saranno aumentati gli stipendi dell’Airone oppure caleranno quelli degli ex Alitalia?
  • Come reagirà l’antitrust europeo al monopolio nel trasporto aereo italiano? (e si, perché con la vendita di Alitalia ad Airone su moltissime tratte si tornerà al monopolio)

Se invece le prossime elezioni vedranno l’affermazione del Partito Democratico forse ci sarà una speranza per la sopravvivenza della compagnia; è infatti molto probabile che il nuovo Governo confermi la linea intrapresa da Prodi e Padoa-Schioppa e che la società venga ceduta al gruppo Air France – Klm che sicuramente procederà ad una profonda ristrutturazione delle divisioni aziendali e della rete per modernizzarli con inevitabili ripercussioni sull’occupazione.

 Una cosa solo è certa: al momento l’Alitalia è veramente con il culo a terra La crisi dell'Alitalia e la politica .

La crisi dell'Alitalia: ormai è a terra!

La crisi dell’Alitalia: ormai ha il culo a terra – Foto da Vagabondando

Un commento su "Malpensa, l’Alitalia e la politica."

  1. Luca: sono sempre più convinto della mediocrità di quelli che stanno politicamente dalla tua parte. Ma hai letto cosa hai scritto? Non si capisce niente: non sei in grado di mettere insieme quattro parole per formare una frase che abbia senso! Figuriamoci cosa possa valere un tuo commento! Non avrai letto nemmeno un giornale, parli con le frasi che escono dalla bocca degli altri!

  2. @Luca

    Non ho capito bene la tua posizione; a me sembra che l’Alitalia sia stata ceduta alla CAI e che quest’ultima adesso ne stia già vendendo una parte (25%) ad Air France o altro partner straniero, o sbaglio?

    Se i passeggeri dovranno andare a Parigi per volare a Mumbay o Los Angeles (o in tanti altri scali chiusi da Alitalia) per favore prenditela con chi ha ceduto Alitalia alla CAI, e non con quelli che tu chiami comunisti romani 😉

    P.S.: secondo me l’articolo non l’hai neanche letto altrimenti ti saresti accorto che fu scritto un anno fa e che venne solo analizzata la situazione dell’epoca facendo un po’ di storia. 🙂

  3. Questo articolo l’ha scritto un romano comunista, che ama farselo prendere in quel posto da Veltroni. La vera storia è proprio l’opposto.
    Air france avrebbe mandato i turisti a Parigi con scritto sugli aerei Alitalia (beffa x il nostro paese). E ci sono dei gonzi che sostengono il contrario.

    FORSE NON SIETE ITALIANI, MA FRANCESI DATO CHE FATE IL LORO INTERESSE, INVECE CHE QUELLO DELL’ITALIA O DEGLI EXTRA-COMUNITARI!!!

  4. La vicenda Alitalia, nonostante il martellamento dei media, è tutt’altro che conclusa.

    Purtroppo a breve assisteremo ad un processo di “de-italianizzazione” della Società che verrà effettuato dal partner straniero che acquisirà comunque il controllo completo della Compagnia.

    Morale della favola: 8.000 esuberi (disoccupati) ed una mare di milioni di Euro spesi per NIENTE ! Nel momento in cui il Governo ha “scoperto le carte” si è formata la fila per comprare l’Alitalia ed è solo grazie alla follia di qualcuno se i cittadini italiani dovranno sborsare oltre 100 Euro a cranio per pagare i costi di una operazione inutile.

    Meditate gente … in Europa ormai ci sono solo TRE compagnie aeree: Gruppo Air France-KLM, British Airways e Lufthansa. Se i nostri politici desideravano avere una Compagnia di Bandiera potevano pensarci una ventina di anni fa 🙁

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