Assegnare suoni diversi alle notifiche dalle App di Android

Alcune App del sistema operativo Android per smartphone consentono di personalizzare il suono della notifica, ma la stragrande maggioranza utilizza solo la suoneria che viene scelta e selezionata nelle impostazioni generali, e questo comporta l’impossibilità di capire solo dal suono di quale notifica si tratta.

Oggi molti sistemi di sicurezza (ad esempio allarmi per edifici ed auto, impianti di video sorveglianza etc) sono gestiti tramite App, e specie per questi sistemi può essere molto utile avere per la notifica un suono personalizzato, e magari con una durata maggiore di un classico “bip” o “ding”.

Identificare l’App dal suono della notifica senza dover toccare o guardare il telefono Android è comunque comodo, specie quando si è impegnati in una qualsiasi attività in cui cui si hanno le mani impegnate o nella guida di un veicolo.

Dopo aver cercato e provato varie App ne ho trovata una completamente gratuita (al momento) e senza pubblicità che permette d’impostare suoni diversi, e volendo anche personalizzati, per le notifiche delle App di Android: si chiama NotifiCon ed è scaricabile dal Play Store

Ok, se siete interessati …

  1. iniziate installando NotifiCon dal Play Store.
  2. Aprite l’App non appena è terminata l’installazione e consentite (Allow) a NotifiCon di accedere e leggere le notifiche.
  3. A questo punto vedrete una lista della varie App installate sul vostro telefono ed alle quali, grazie a NotifiCon, ora potete assegnare un suono di notifica diverso ed anche personalizzato, ma anche un avviso vocale.
    L'App NotifiCon
  4. Cliccate sull’App alla quale volete cambiare il suono di notifica e si aprirà la seguente schermata:Impostazione App
  5. Per prima cosa spuntate ‘Configure notification sounds?’ e POI cliccate su “Click to set notification sound” per scegliere il suono che volete.
  6. Dopo aver selezionato il suono desiderato nella lista delle App apparirà il simbolo del campanello per indicarvi che per quella App c’è un suono personalizzato.

Ovviamente è sempre possibile modificare il suono per la notifica per l’App, oppure ripristinare la condizione originale.

Utilizzando NotifiCon è possibile anche selezionare una notifica vocale, oppure disabilitare i vari tipi di notifica, o anche creare un programma con giorni ed ore nelle quali si desidera ricevere gli avvisi sonori (le notifiche visive rimangono sempre attive).

Inoltre, se per caso desiderate alzare il volume delle notifiche potete farlo intervenendo tramite l’opzione “Configure Volume”: cliccate sul menù a tre punti in alto a destra e selezionate “General settings”.

Impostazione volume

Se desiderate ripristinare i suoni di notifica delle app come predefiniti, basta selezionare la particolare app dall’elenco, e quindi cliccare per deselezionare l’opzione ‘Configure notification sounds?.

Se invece si vogliono disabilitare le notifiche personalizzate per tutte le app contemporaneamente è sufficiente cliccare l’icona del volume nell’angolo in alto a destra accanto ai tre punti. Con questa operazione tutte le impostazioni effettuate per le varie app saranno disabilitate.

Per disabilitare l'App

Da quanto ho letto l’App NotifiCon funziona su tutti i dispositivi Android indipendentemente dal produttore o dal modello del dispositivo.

Creare suoni di notifiche personalizzati

Il sistema Android utilizza suoni in formato .ogg.

Per avere il vostro suono personalizzato è sufficiente convertire un file audio in formato .ogg (ad esempio un file .mp3 in .ogg) utilizzando uno dei tanti convertitori disponibili online.

Una volta che avete il vostro file .ogg vi basterà copiarlo nella cartella “Notifications” del vostro smartphone e così diventerà disponibile per essere selezionato come suono di notifica.

Aggiungere file audio

Su YouTube è disponibile anche un video in inglese 😉

Leggere un file .GPX in Google Maps

GPX è un tipo di file molto diffuso e l’acronimo identifica il formato GPS eXchange, un sistema che utilizza il linguaggio XML e letto dalla maggioranza dei sistemi GPS.

Tantissime persone utilizzano Google Maps per visualizzare e scambiare percorsi e mappe, ma Google Maps non utilizza il formato .gpx; inoltre già da tempo Google ha limitato il numero dei Way Point dei percorsi e recentemente ha anche introdotto limitazioni alla visualizzazione dei percorsi sulle sue mappe ad applicazioni esterne.

Ed allora, c’è un modo per superare queste limitazioni?
È possibile visualizzare un percorso – anche complesso – in formato .gpx su Google Maps?

La risposta è si (fino ad ulteriori limitazioni), ed è anche semplice!

  1. Create il percorso in formato .GPX utilizzando il vostro programma preferito, e poi usando uno dei tanti convertitori online (ad esempio gpsvisualizer.com) trasformatelo in formato .kml (Keyhole Markup Language – è un linguaggio basato su XML usato da programmi come Google Earth, Google Maps ed altri).
  2. Una volta trasformato il percorso da .gpx in .kml scaricatelo e salvatelo nel vostro computer.
  3. Create una mappa in Google Maps (Google Maps > I tuoi luoghi > Mappe > Crea Mappa). Nella schermata che si aprirà cliccate su “importa” e scegliete il file .kml che avevate precedentemente creato e salvato sul vostro computer.

Istruzioni per Google Maps

Fatto! Controllate la nuova mappa che è stata creata utilizzando il file .gpx trasformato in .kml, e poi salvatela ed utilizzatela (condividi, incorpora etc) con gli strumenti che Google Maps vi mette a disposizione.


 

Installazione batteria su Vespa PX

Sulle Vespa PX prima serie con impianto a 12V senza batteria è possibile effettuare una semplice ed economica modifica per dotarle di una batteria da 9AH in grado di alimentare utilizzatori senza grossi assorbimenti come telefoni, navigatori, sport camera, ma anche luci a LED.

Il materiale necessario è:

  • Un regolatore di tensione a 5 poli per Vespa PX o T5 (è identico a quello installato a 3 poli, solo che nello spazio libero ha due poli aggiuntivi denominati “C” e “B+”).
  • Una scatola porta batteria per Vespa PX Arcobaleno Elestart (in poche parole, per le Vespa PX con batteria).
  • Batteria da 12V 9AH per Vespa PX 1981-199X (attenzione alle dimensioni altrimenti poi non è possibile montare il copri ruota di scorta).
  • Cinghia elastica per fissare la batteria per Vespa PX, Cosa o LML.
  • 4 inserti di plastica (o tappi) quadrati da 8x8mm (servono per fissare la scatola ai supporti del telaio; sono reperibili nei negozi che vendono prodotti per carrozzieri).
  • 2 portafusibili.
  • Optional: 1 relè di tipo automobilistico (se si desidera preservare il contatto a chiave sul manubrio evitandogli carichi eccessivi).

La procedura è molto semplice perché si tratta di far passare attraverso il tunnel due cavi elettrici dal vano della “chiappa” sinistra fino all’interruttore a chiave sul manubrio.
Per lavorare agevolmente conviene togliere serbatoio, nasello e coperchio del manubrio. Poi con un po’ di pazienza ed aiutandosi con un “pilota” si inseriscono i 2 cavi di colore diverso in modo da poter realizzare l’impianto indicato in figura.

Personalmente raccomando l’uso di un relè. Dei due fili fatti arrivare sul manubrio uno servirà per portare corrente all’utilizzatore (il positivo, visto che per la massa va bene un qualsiasi punto metallico del telaio), mentre l’altro lo si userà per dare la massa al relè.

Sull’interruttore a chiave ci sono due poli liberi (sono contrapposti) e sono quelli da usare.  Ruotando la chiave su “acceso” questi due poli liberi vengono collegati mentre gli altri due sono interrotti [questi ultimi sono quelli che servono per mettere a massa l’impianto di accensione per spegnere il motore]).

 

Interruttore a chiave Vespa PX

 

Una sola raccomandazione: acquistate un regolatore di qualità perché in commercio ce ne sono tantissimi che costano poco, ma durano solo qualche minuto   Regolatore Vespa

 

Schema elettrico per batteria su Vespa PX


Installazione batteria Vespa PX  Particolare del regolatore batteria Vespa  Batteria Vespa PX

GDPR, ovvero come rompere le palle con la Privacy

Ormai c’è la psicofollia della Privacy, e nel web se ne vedono i risultati con l’entrata in vigore della General Data Protection Regulation, e cioè la famigerata GDPR.

Ma perché è stata introdotta ed applicata indistintamente a tutti questa follia incomprensibile? Vi racconto quel poco che ho capito io che non sono un esperto, però il web un po’ lo conosco GDPR

Dunque, è sotto gli occhi di tutti che, nonostante l’Europa in passato sia stata sempre all’avanguardia per tecnologie e scoperte, ultimamente la stragrande maggioranza delle novità arrivano da USA ed Estremo Oriente: l’America di fatto controlla il software e sviluppa le novità dell’hardware che poi viene realizzato ormai quasi tutto in Estremo Oriente.

E vabbé direte voi … dov’è il problema?

Il problema c’è ed è pure grosso perché lasciare il controllo del software (i.e. Android, iOS, AWS etc) nelle mani di poche aziende e tutte di un Paese (USA) è estremamente pericoloso per una infinità di motivi.
Google, Apple, Microsoft, Facebook e Amazon (cito solo i più grossi e conosciuti) hanno raggiunto una potenza finanziaria spaventosa con un volume d’affari ben superiore al PIL d’importanti Nazioni. In poche parole potrebbero comprarsi uno Stato!

Eppure in Europa c’erano aziende che anni fa erano leader nell’innovazione; basta pensare alla Olivetti, alla Nokia o alla Ericsson!
Ed anche ricercatori ed inventori non mancavano (Linus Torvalds, Tim Berners-Lee [ha pubblicato la prima pagina web], Rasmus Lerdorf [linguaggio PHP] e tanti altri tra i quali anche numerosi italiani )
Ed allora coma mai non si è sviluppato nulla?
Perché le aziende pioniere europee sono scomparse?

Per sbagliate scelte politiche: prima di singoli Stati (in Italia basta pensare alla Olivetti), e poi per varie decisioni della UE Decisioni errate!

Passano pochi anni ed i computers si diffondono con la conseguente crescita del web, e poi arrivano gli smartphone e fu così che il web, insieme a tutti i suoi servizi, “esplose”.

Con notevole ritardo i politici “europei” si accorsero di non avere il controllo di un settore importantissimo, e così cominciarono a pensare a come limitare i danni. Tentarono prima la via delle sanzioni, e poi pensarono ad un’arma “totale” per risolvere definitivamente il problema: proteggere la privacy (che poi sono dati appetibili) con il GDPR!
Quindi, per contrastare le predominanti aziende USA che controllano di fatto il web, non hanno saputo far di meglio che inventarsi un’incomprensibile, difficilmente applicabile, e non controllabile legge alla quale hanno affibbiato il “pomposo” nome di General Data Protection Regulation, cioè GDPR.

Ho 68 anni, e di fesserie fatte dai Governi ne ho viste veramente tante, ma una legge così onestamente non pensavo che sarebbe mai stata “partorita”!

Ma perché è una vera puttanata questo GDPR?
Semplice: perché si applica a tutti!
Interessa cioè tutti i siti consultabili dai cittadini europei.
In poche parole un sito del Burundi deve trattare i dati di un potenziale visitatore cittadino europeo secondo la normativa europea.

Come fanno a controllare il sito del Burundi?
Come può chi gestisce il sito del Burundi sapere che quella persona è un cittadino europeo?
Bohhhhhhhhh!
Può sapere facilmente da dove si collega, ma la sua nazionalità ancora no …. anche se le grosse aziende americane che controllano il mercato dei dati quasi certamente arrivano a conoscere anche la corretta nazionalità dell’utente incrociando i molteplici dati in loro possesso (leggere un’altro mio articolo sulla mole di dati che gestiscono).

Ma la cosa più assurda è che questa legge si applica a TUTTE le aziende, anche quelle minuscole che così sono costrette ad implementare tutta una serie di procedure con un aggravio dei costi.
In poche parole per colpire Google, Facebook & Company sono andati a rompere i coglioni anche a piccolissime entità imprenditoriali!

Che altro aggiungere?
Poiché il GDPR è una pippa lunghissima di ben 112 pagine per 99 articoli (e non c’è neanche un indice), nel dubbio ho inserito nel mio blog il solito fastidioso banner di avviso per i cookies e la Privacy Policy, ma sappiate che a me dei vostri dati nonfreganamichia!

P.S.: il link al regolamento è questo sotto, e ve lo metto in chiaro solo perché così capite come lavora questa gente?

https://www.garanteprivacy.it/documents/10160/0/Regolamento+UE+2016+679.+Arricchito+con+riferimenti+ai+Considerando+Aggiornato+alle+rettifiche+pubblicate+sulla+Gazzetta+Ufficiale++dell%27Unione+europea+127+del+23+maggio+2018

Privacy Policy

Noleggio moto a Dubai – UAE

Negli scorsi anni sono stato tante volte per lavoro a Dubai, ma solo recentemente ho scoperto che può essere un’ottima base da dove iniziare dei viaggi con una moto a noleggio per visitare le tante attrazioni turistiche degli Emirati Arabi e del vicino Oman.

Ultimamente ho fatto 3 viaggi in moto nell’area:

  1. nel 2013 alla fine del viaggio “Oro Nero” ci fermammo 5 giorni a Dubai. Con le nostre moto facemmo delle escursioni nel deserto, ad Abu Dhabi e visitammo la stessa città di Dubai. Fu in questa occasione che ebbi la fortuna di conoscere il mio grande amico Saleh Jamal Alsharif, una persona fantastica che mi è stato di grande aiuto nei successivi viaggi in UAE ed Oman effettuati tutti in moto partendo da Dubai.
  2. Alla fine del 2013 tornai a Dubai da dove, insieme ad alcuni amici, visitammo in moto il nord dell’Oman e la stupenda penisola del Musandam, territorio omanita sullo Stretto di Hormuz separato solo da poche miglia di mare dall’Iran.
  3. E poi quest’anno, alla fine di gennaio, nuovo viaggio in moto per esplorare però la parte sud dell’Oman percorrendo tutta la strada litoranea fino ad arrivare alla mitica Salalah, antica città ubicata a pochi chilometri dal confine con lo Yemen.

Più di una persona mi ha chiesto se non avessi avuto paura ad andare in certi paesi! Nessuna paura, e vi spiego il perché  😉

Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) e l’Oman sono paesi tranquillissimi dove la sicurezza personale è assoluta. Scippi, furti e reati simili sono praticamente inesistenti.
Si posteggiano le moto lasciandole con le chiavi attaccate e senza togliere navigatori o altri accessori perché tanto nessuno tocca niente.
Mai ricevuta una molestia da parte di sconosciuti, e se qualche volta si viene fermati dalla polizia è solo per curiosità personale degli agenti che vogliono scambiare quattro amichevoli chiacchiere.

Il livello dei servizi è delle infrastrutture è eccellente negli Emirati, e più che buono nelle grandi città dell’Oman.
Considerate che il Sultanato dell’Oman è un grande paese abitato da neanche 4 milioni di abitanti, e quindi le città sono separate da tratti di territorio molto estesi e poco abitati dove è possibile ammirare una natura incontaminata e godere di paesaggi veramente mozzafiato.

Il costo della vita non è alto; ottimi alberghi e servizi hanno prezzi abbordabilissimi, mentre benzina, telefoni ed i pasti costano molto meno che in Italia.
UAE ed Oman sono paesi tecnologicamente evoluti, per cui NON ci sono problemi a prenotare online alberghi, prelevare denaro dagli ATM (Automated Teller Machine) o usare telefonini, internet, GPS. Inoltre non c’è alcuna restrizione per riprese video o foto.

Anche i voli per gli UAE sono a buon prezzo; qualche giorno fa facendo una ricerca ho visto che con poco meno di 400€ si possono prenotare voli a/r da Roma e Milano per Dubai.

La più grossa difficoltà che si ha quando si programma un viaggio nella penisola arabica è trovare delle moto adatte. A Dubai le grosse tourer come Harley Davidson ed Honda Gold Wing abbondano, ma noleggiare una “enduro” stradale è veramente difficile, se non impossibile!

Nei miei viaggi mi ha sempre aiutato il mio amico Saleh che grazie alle sue conoscenze è sempre riuscito a farmi avere delle BMW F800GS ed un KTM 690 con serbatoio maggiorato, motociclette ideali per fare moto – turismo negli UAE ed in Oman.

Da qualche giorno Saleh ha aperto un noleggio moto a Dubai, il Road Trip Motorcycle Rental che mette a disposizione dei clienti – per periodi variabili dal giorno al mese – moto “enduro” del tipo BMW R1200GS, BMW F800GS e KTM690, tutte in versione ADV, e quindi con grande autonomia.

Saleh è una persona squisita e di grandissima esperienza (egli stesso è un motociclista ed ha fatto viaggi importanti), conosce benissimo anche l’Oman ed è l’uomo ideale a cui rivolgersi se si ha intenzione di fare un viaggio in moto negli UAE ed in Oman.
Saleh parla un ottimo inglese, e saprà consigliarvi su procedure burocratiche, alberghi, posti da vedere, attrazioni turistiche, ristoranti ed anche negozi per fare acquisti.

Fateci un pensierino, una visita in moto negli UAE e/o in Oman noleggiando una moto da Road Trip Motorcycle Rental può essere un’idea …… e chiedere un preventivo per un noleggio moto a Road Trip Motorcycle Rental alla fine non costa nulla!

Noleggio moto a Dubai

Motorcycle rental in Dubai

Tutti i recapiti del Noleggio Moto a Dubai:

Perché ho chiuso il mio account Facebook

Perché ho chiuso l'account Facebook

 

Il mio account ufficiale su Facebook lo aprii nel lontano 2008. All’epoca mi interessavo di web e quindi fu normale per me aprirlo per esplorare le potenzialità di questo nuovo strumento “social” che stava dilagando nel mondo.

Ci rimasi 15, forse 20 giorni, e poi ne scappai perché già all’epoca lo trovavo troppo invasivo.

Negli anni successivi, per varie necessità, aprii un account “farlocco” su Facebook solo per creare e gestire delle pagine, ma non l’ho mai utilizzato come bacheca personale tanto che ancora oggi tale profilo è “blindato” e non contiene informazioni facilmente riconducibili al sottoscritto.

Alla fine della scorsa estate sono rimasto bloccato per qualche mese da un problema fisico, e così un po’ per noia, ma soprattutto per curiosità ho riattivato il mio vecchio account “ufficiale” ed ho iniziato ad usarlo con una certa regolarità pubblicando foto, brevi racconti, e commenti su argomenti di attualità come fanno un po’ tutti.

Ho subito notato però alcune cose che mi davano estremamente fastidio come ad esempio l’uso arbitrario dei miei like per raccomandare prodotti che io non ho mai cliccato, oppure la difficoltà per ricercare un vecchio post o un commento.
Ma quello che non ho veramente mai sopportato è l’ordine completamente arbitrario (di cui non ho mai capito la logica) con il quale vengono mostrati i post degli “amici” nella bacheca.

Oltre ai già menzionati motivi ero anche davvero stufo di leggere la marea di fake news che circola impunemente su Facebook e grazie alle quali vengono manipolate le opinioni delle persone.

Sono ben cosciente che i dati di navigazione sul web, così come i dati sulla posizione, vengono raccolti e utilizzati da Facebook per migliorare i suoi algoritmi. So anche benissimo che Facebook utilizza la rubrica ed altre informazioni da WhatsApp, così come spulcia ed archivia anche tutti i dati che riesce ad estrapolare da Instagram, ma non sono stati motivi di “Privacy” a farmi decidere di chiudere l’account su Facebook perché altrimenti avrei dovuto chiudere anche quello su Google visto che fa cose ben peggiori di Facebook.

Per chi non lo sa Google archivia:

  • la Cronologia delle posizioni (dove siamo in ogni istante quando lo smartphone è acceso);
  • tutto quello che abbiamo cercato nel web (da tutti i dispositivi associati all’account Google);
  • il nostro profilo pubblicitario (sesso, età, hobby, attività, interessi, reddito etc);
  • tutte le app ed estensioni che usiamo sul browser e sullo smartphone;
  • tutti i video guardati su Youtube.

Per vostra curiosità provate a scaricare l’elenco dei vostri dati archiviati da Google … rimarrete a bocca aperta!  😯

Sicuramente la chiusura del mio profilo Facebook penalizzerà la diffusione dei contenuti di questo mio piccolo blog, ma chissene frega … Facebukkete non lo reggevo veramente più!   smile

 

La Sardegna in moto

Era un po’ di tempo che mancavo dalla Sardegna, e così quest’anno ho deciso di tornarci per rivedere tanti bellissimi luoghi nel nord dell’isola, ma soprattutto per visitare la parte meridionale nella quale non ero mai stato.

Sono partito con il traghetto della Grimaldi da Civitavecchia giovedì 6 settembre; il venerdì ho ripercorso molte strade a me già note, ma avevo proprio voglia di rivedere tanti bei posti.
Praticamente ho fatto tutta la costa fino a Capo Falcone (Nord di Stintino) con una deviazione all’interno verso Tempio Pausania. Dopo una breve sosta a “La Pelosa” sono tornato indietro verso Marina di Sorso poiché avevo previsto di fare qualche giorno di mare.
Mi sono così fermato 3 notti in una struttura ubicata in una pineta e a soli 50 mt dalla spiaggia.

 

La spiaggia di Marina di Sorso 

Capo CacciaLunedì 10 settembre, dopo una breve visita a Capo Caccia, ho percorso tutta la fantastica Alghero > Bosa per poi continuare lungo la costa su strade secondarie fino all’isola di Sant’Antioco.

Martedì 11 mi sono spostato a Villasimius: incantevole la strada costiera dopo Cagliari … panorami straordinari!   😀
I chilometri da percorrere erano pochi, e così, arrivato presto in hotel, mi sono concesso un’altro lungo pomeriggio di mare sulla spiaggia di Simius.

 

Una veduta della costa sarda

 

Mercoledì 12 è stato il giorno più interessante dal punto di vista motociclistico perché la SS125 (Strada statale 125 Orientale Sarda) è veramente un “paradiso” per i motociclisti … manto stradale perfetto, curve, poco traffico, e vedute mozzafiato!
Che altro può desiderare di più una persona che ama viaggiare in moto?  😉

 

La Strada statale 125 orientale sarda (SS125)

 

Ho pernottato altre 3 notti in un bell’hotel sul lungomare di Cala Gonone. Giovedì mattina ho visitato le Grotte del Bue Marino, e poi relax visto che il cielo era coperto con qualche goccia di pioggia.

Venerdì un’altra bella giornata di mare, e sabato mattina il rientro da Olbia sempre con il traghetto della Grimaldi che è arrivato a Civitavecchia con un’ora di … anticipo!!!!  😯

Per questo giro ho utilizzato la mia Gold Wing GL1800. Moto perfetta sull’asfalto (anche sui tornanti più stretti), ma che mi ha messo in difficoltà sia su un piazzale sterrato, sia per farla entrare in un piccolo parcheggio dell’hotel dedicato solo alle moto (ingresso su una ripida salita con poco spazio di manovra).  😐


Le foto:

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉


Il video


Il percorso

 


Samarcanda – La via della seta in moto

L’anno scorso sono rimasto bloccato da un problema fisico per molti mesi e così, in piena “crisi di astinenza da moto” nei lunghi pomeriggi passati a perdere tempo davanti al PC iniziai a pensare ad un viaggio “importante” … forse l’ultimo visto che anche per me il tempo passa inesorabilmente e che prima o poi sarò costretto a smettere di andare in moto.

La prima meta che mi venne in mente fu Samarcanda forse perché, nell’immaginario collettivo, è una città che evoca storie remote e fantastiche perché fu capitale di regni antichi, lontani e scomparsi da secoli.

Fondata nel 700 a.C. in un’area circondata da steppe e deserti, Samarcanda è entrata nella storia di Alessandro Magno, Gengis Kahn e Tamerlano.
Importante centro di smistamento sulla Via della Seta, Samarcanda sorge al crocevia di strade che conducevano in Cina, India e Persia. La città ancora oggi è un posto speciale dove è possibile ammirare moschee e mausolei con cupole azzurre e maioliche colorate perfettamente conservati e tutelati dall’Unesco tra cui alcune delle più importanti madrase dell’Asia centrale affacciate sul Registan, la bellissima piazza monumentale che ancora oggi è il “cuore della città”.

Il Registan, la bellissima piazza di Samarcanda

Nessun altro luogo richiama alla mente la Via della Seta più di Samarcanda, e per molti ha la stessa risonanza mitica di Atlantide molto probabilmente perché in passato fu realmente visitata solo da poche persone in quanto difficilmente raggiungibile perduta com’è tra steppe e deserti.

Poco prima di Natale decisi che sarei andato a Samarcanda in moto, e poi subito dopo il ritorno dal viaggio a Salalah (volevo prima verificare le mie condizioni fisiche) confermai la mia partecipazione al tour Samarcanda 2018 programmato da Motovacanze.it, organizzazione con la quale avevo già effettuato in passato altri tour.

Il percorso del viaggio a Samarcanda

Per questo viaggio ho utilizzato la mia BMW R100GS che proprio quest’anno ha compiuto 30 anni; moto robusta, a carburatori e con pochissimi componenti elettronici non ha avuto problemi meccanici. Per aumentarne l’autonomia ho però dovuto installare delle taniche supplementari perché in alcune tratte è necessario poter percorrere almeno 450 km senza fare rifornimento.

Piuttosto che fare un noioso racconto delle singole tratte preferisco riportare alcune mie considerazioni generali su questo viaggio molto ambito da tanti motociclisti.

  • È un viaggio lungo (io ho percorso 8100 km); si attraversano 6 frontiere e territori dove NON sono presenti servizi di buon livello. Occorre quindi spirito di adattamento e tanta, ma proprio tanta pazienza perché le procedure alle frontiere spesso richiedono ore di attesa.
  • Lunghissimi tratti di strada sono veramente noiosi: si viaggia nel nulla per chilometri e chilometri in lande desolate!
  • Molte strade, specie in Uzbekistan, sono in PESSIME condizioni con un susseguirsi di buche “assassine” nell’asfalto che in ogni momento possono mettere fine al viaggio, e quindi bisogna quasi sempre guidare prestando la massima attenzione.
  • In Uzbekistan è difficile trovare la benzina perché tutti usano il gas: ad esempio, a Samarcanda (e quindi in un’importante grande città), solo al quinto tentativo in un distributore aperto è stato possibile fare rifornimento perché il carburante era disponibile.
  • In Russia, Kazakistan, Uzbekistan, e Kirghigistan fuori dalle grandi città il livello dei servizi è decisamente scarso; per rifocillarsi è meglio organizzarsi con snack preconfezionati e bevande acquistate nei minimarket, mentre per espletare i bisogni fisiologici conviene scegliere il classico “campo” o “luogo appartato”.
  • Chiva, Buchara e Samarcanda sono città molto interessanti e sicuramente meritano una visita. Carina Tbilisi, capitale della Georgia, visitabile in una giornata.
  • Le città russe sembrano invece tutte uguali; unico punto d’interesse degno di nota il tempio buddista di Elista, capitale della Calmucchia, il solo territorio europeo la cui popolazione è in maggioranza di religione buddista.
  • Non occorre portare molto contante perché nelle città le carte di credito sono generalmente accettate; sono anche disponibili vari punti ATM dove prelevare denaro.

Vale la pena di fare questo viaggio in moto?

  • Se si ama l’avventura e si vogliono provare emozioni forti sicuramente SI
  • se invece si preferiscono rilassanti percorsi panoramici forse è meglio NON andare a Samarcanda in moto. 

Le mie foto:

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉


Il video


Viaggio in moto nel sud dell’Oman

Alla fine di dicembre 2013, insieme ai miei amici Paola, Andrea e Giovanni, avevo visitato in moto il nord dell’Oman arrivando fino al Wadi Tiwi ubicato poco oltre Muscat.

Il viaggio mi era piaciuto parecchio e mi ero ripromesso di visitare anche il sud del paese per arrivare fino a Salalah, nella regione del Dhofar, che con oltre 350.000 abitanti è la seconda città del Sultanato dell’Oman e sua tradizionale piazzaforte famosa anche per la produzione dell’incenso.

L’occasione è arrivata all’improvviso: la concessione di un breve periodo di ferie ad Andrea per il suo 50mo compleanno, la disponibilità delle moto da parte del mio amico Saleh, e biglietti aerei disponibili a tariffe scontate!

Senza perdere un minuto di tempo abbiamo organizzato il viaggio in moto nel sud dell’Oman con l’idea di procedere lungo la costa per arrivare fino al confine delle Yemen: partenza sabato 27 gennaio e rientro lunedì 5 febbraio!
L’unica vera difficoltà incontrata nella preparazione del tour è stata quella di trovare pernottamenti in città non eccessivamente distanti in modo da non dover fare delle tappe troppo faticose; ed alla fine ci siamo riusciti programmando soste per la notte a Ibra, Duqm, Mirbat, e poi Salalah.

L’Oman è un paese in rapido sviluppo, basta pensare che nel 2013 la strada costiera per lunghi tratti era ancora solo una pista sterrata, per cui percorrerla per arrivare a Salalah era veramente impegnativo anche per la mancanza di stazioni di rifornimento e ristoro. Oggi invece c’è una comoda strada asfaltata in ottime condizioni che è possibile fare con qualsiasi tipo di moto.

Oman del sud in moto

Per entrare in Oman provenendo dall’Emirato di Dubai la procedura è semplice: timbro d’uscita dagli UAE con il pagamento di una piccola tassa, poi è necessario stipulare un’assicurazione per la moto (non ricordo l’esatto costo, ma è economica), e poi è bisogna ottenere il visto d’ingresso omanita che costa circa 40€.
Il tempo necessario per tutta la procedura è di circa un’ora, anche se noi questa volta ne abbiamo impiegate quasi due a causa di infinite discussioni di viaggiatori locali che non intendevano pagare così tanto per ottenere il visto.

Un tipico panorama omanita

Il sud dell’Oman è decisamente più povero del nord, ma le vie di comunicazione sono in ottime condizioni e non ci sono problemi con i servizi.
Le persone sono estremamente cordiali e gentili, e NON ci sono assolutamente problemi di sicurezza: si gira tranquilli e NON si viene mai importunati.
Il costo degli alberghi è paragonabile a quello italiano, mentre cibo, benzina e servizi costano decisamente meno (con neanche 10€ si mangia in un buon ristorante locale, mentre la benzina costa circa 0,50€ al litro).

Il diario di viaggio “day by day” lo trovate sul blog di Andrea: vi consiglio di leggerlo perché ricco d’informazioni e veramente ben scritto  😉
(Una copia è disponibile anche su Archive.org)


Le mie foto:

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉


Anche le foto di Andrea sono disponibili su Flickr   😉


Il video


Gmail: come archiviare o eliminare i messaggi automaticamente

Ultimo aggiornamento: Dic 22, 2017 @ 07:59

Personalmente uso Gmail come account principale di posta elettronica perché affidabile, personalizzabile, e perché può essere anche integrato con i tanti altri servizi gratuiti forniti da Google.

Recentemente avevo notato che nella mia “Posta in arrivo” si erano accumulati oltre 5000 messaggi, per cui ho cercato un metodo per archiviarli (togliendoli così dalla casella di “Posta in arrivo”), ma senza cancellarli.
Google offre ben 15GB come spazio di archiviazione, per cui se non si hanno particolari necessità i messaggi possono essere anche “archiviati” – invece di cancellati – e rimanere così sempre disponibili per future consultazioni.

Per archiviare i messaggi procedere come segue:

La seguente procedura in pratica crea un “filtro” e può essere utilizzata anche per eliminare definitivamente i vecchi messaggi.

  1. Aprite il vostro account Gmail, cliccate sulla rotellina posta in alto sulla destra e dal menù a discesa cliccate su Impostazioni.Impostazioni di Gmail
  2. Selezionate l’opzione “Filtri e indirizzi bloccati”Creazione filtro Gmail
  3. Nella schermata che segue cliccate su “Crea un nuovo filtro”Creazione del filtro per archiviazione
  4. Nel pop out che si apre portatevi nel campo “Contiene le parole” e scrivete (ad esempio) “before:2017/06/30” dove 2017 è l’anno, 06 il mese e 30 il giorno della data rispetto alla quale volete archiviare, oppure eliminare, le email. Cliccate su “Continua”.Impostazioni archiviazione Gmail
  5. Nella schermata successiva selezionate “Ignora posta in arrivo (Archivia)” se volete archiviare i messaggi, oppure “Elimina” se volete eliminare le email.
    Ricordatevi di selezionare “Applica il filtro anche alle conversazioni corrispondenti” e poi di premere il pulsante “Aggiorna filtro”.Archiviazione o eliminazione posta Gmail

Fatto, concedete qualche secondo a Google per aggiornare la situazione e poi controllate il risultato.

Se avete archiviato i messaggi quelli vecchi saranno ancora disponibili nella casella “Tutti i messaggi”, mentre se li avete eliminati per qualche tempo possono essere ancora recuperati dal cestino (ma non sempre è possibile).

Risultato impostazione Gmail

ATTENZIONE: dopo aver archiviato o eliminato i messaggi conviene cancellare il filtro perché a volte capita che viene applicato anche alle nuove email  😐