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La crisi delle banche americane

Ormai cadono come mosche (Bear Stearns, Freddie Mac, Fannie Mae, Lehman Brothers, Merrill Lynch, Goldman Sachs e Morgan Stanley) …. quasi ogni giorno assistiamo al fallimento, alla nazionalizzazione o alla fusione d’importanti istituti di credito americani operanti nel settore del mercato immobiliare.

Ma perché stanno fallendo queste aziende che per anni hanno operato in tutto il mondo con una solidissima reputazione?

La colpa è dei mutui subprime.

Negli ultimi anni molti istituti di credito si sono avventurati in operazioni altamente speculative cercando di scaricare sugli investitori i rischi delle operazioni.

I mutui subprime altro non sono che dei mutui ad alto rischi concessi a soggetti che non dispongono di adeguate garanzie economiche da offrire.
In poche parole sono prestiti elargiti senza preoccuparsi troppo che chi lo riceve sia poi in grado di onorare il debito (pagare le rate).

Negli Stati Uniti c’è stato un boom del mercato immobiliare e le banche ritenevano che il valore stesso delle abitazioni avrebbe costituito una garanzia sufficiente.
Questa convinzione ha innescato un circolo vizioso: chi non aveva soldi e garanzie chiedeva un mutuo subprime per comprare casa, la continua domanda di abitazioni faceva aumentare il loro prezzo che costituiva la garanzia per le banche, le banche continuavano a concedere i prestiti avendo come unica garanzia il valore dell’immobile.

Le banche (sempre furbe crisi banche americane ), per cercare di scaricare sui singoli investitori parte del rischio, hanno inventato complicati strumenti finanziari per cartolarizzare i crediti (gli "ABS", Asset Backed Securities composti poi in CDO, Collateralized Debt Obligation) che avrebbero dovuto corrispondere interessi superiori a quelli dei titoli di stato, ma che in realtà erano garantiti solo dai pagamenti rateali di chi aveva sottoscritto il mutuo subprime (in poche parole la banche avevano coperto il rischio degli investimenti azzardati emettendo “obbligazioni minestrone” in cui dentro c’era di tutto, inclusi titoli legati ai prestiti subprime).

Quando il mercato della casa si è saturato i prezzi si sono prima fermati, e poi hanno inesorabilmente iniziato a scendere (come sta accadendo anche in Italia).

Con la prima crisi economica generalizzata  il sistema "finanziario" che ruotava intorno ai mutui subprime è andato subito in crisi perché numerosi debitori (che non avevano offerto adeguate garanzie) non sono stati più in grado di onorare il debito (non hanno pagato le rate alle scadenze previste).

E così, quella che era sembrata una soluzione "fabbrica soldi" si è trasformata in un uragano che sta travolgendo i maggiori e più prestigiosi istituti di credito americani: i prodotti derivati basati sui mutui subprime hanno iniziato ad essere svenduti causando un crollo del loro valore, le banche si sono trovate a dover rimborsare le obbligazioni senza avere a disposizione gli introiti delle rate dei mutui e con crediti non più garantiti dal valore degli immobili che nel frattempo era crollato.
Il tutto ha causato il prosciugamento delle loro riserve finanziarie con l’inevitabile fallimento.

Un’unica riflessione: queste vicende TROPPO SPESSO alla fine si ripercuotono sui singoli cittadini che vedono volatilizzarsi i loro risparmi ed i loro posti di lavoro mentre "banchieri e finanzieri" (gli artefici delle speculazioni) ne escono sempre indenni.
Dalla Banca d’Italia sono arrivate rassicurazioni, ma intanto il mercato azionario crolla … speriamo bene, perché già si avvertono scricchiolii sinistri !
 

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3 Commenti a “La crisi delle banche americane”


  1. 3
    Come superare la crisi economica ha scritto:

    [...] che non scrivo più di politica ed economia e così, passato qualche anno dall'ultima volta, sento il bisogno di rendere pubbliche alcune idee che ripeto da anni (a dire il vero l'ho [...]


  2. 2
    PIPPO ,Franco, schietto, me spiego? ha scritto:

    AH RUGANTI’,FAMME 1 PRESTITO-SO’ SENZA BUSTA PAGA,PERO’!


  3. 1
    percy ha scritto:

    wallstreet2…

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