Le perdite di Alitalia

Ieri giornali e televisione hanno dato un gran risalto ai dati relativi al traffico di Alitalia che è ormai in caduta libera con i passeggeri trasportati al -25,9% e con perdite in termini di ricavi per passeggero-kilometro che ad aprile di quest’anno ha visto la riduzione del 27,3% (fonte AEA – Association of European Airlines).

Onestamente non capisco né lo stupore, né la sorpresa perdite Alitalia.

Anche i dati di marzo erano pesantemente negativi (anche se non raggiungevano perdite globali prossime ad ¼ del volume) per cui era normale, dopo aver visto e sentito le dichiarazioni rilasciate in campagna elettorale e soprattutto il fallimento della trattativa con Air France, aspettarsi una progressiva e pesante perdita di fiducia da parte dei clienti (anche il cargo ha perso un bel -25.6%).

Io mi chiedo: in una situazione estremamente confusa come quella attuale dove:

  • l’Unione Europea sta per aprire un’inchiesta formale sui 300 milioni di euro concessi in prestito ad Alitalia,
  • l’ormai famosa "cordata fantasma" d’imprenditori italiani non vede mai luce (e lette le indiscrezioni sui partecipanti io dico MENO MALE ….. perché c’era tutta la "crema più meglio" della finanza italiana fallimento Alitalia ,
  • il Consiglio d’Amministrazione dell’Alitalia si riunisce solo per ratificare le decisioni prese dalle segreterie dei partiti,
  • i dipendenti sono allo sbando completo senza direttive,
  • non c’è più uno straccio di programmazione aziendale,
  • non c’è più una lira, anzi un Euro,

come è possibile pensare che un passeggero acquisti un biglietto? Come è possibile aver fiducia in una compagnia allo sbando?

Vari politici (i vincitori) continuano a ripetere che non si poteva "svendere" l’azienda, che bisognava conservarne l’Italianità: purtroppo in Alitalia ormai c’è rimasto da difendere solo il futuro di migliaia di lavoratori sottopagati che negli utimi 10 anni hanno subito pesanti ristrutturazioni ed umiliazioni di tutti i tipi.

L’Alitalia l’ha rovinata la politica; i vari Governi (sia di destra che di sinistra) l’hanno sempre vista come una vacca da mungere per i loro scopi clientelari e neanche oggi che è ormai di fatto fallita ed allo sbando hanno intenzione di abbandonarne il controllo.

Prima lo affermò l’ex amministratore delegato di Alitalia Maurizio Prato, qualche giorno fa l’ha riconfermato Jean Cyril Spinetta, numero uno del gruppo Air France – KLM : per l’Alitalia non basta un piano di ristrutturazione, ma serve l’esorcista.

 Per le perdite dell'Alitalia ci vuole l'esorcista

Per le perdite dell’Alitalia ormai serve l’esorcista

Aggiornamento del 5 settembre

I dati di luglio sul traffico di Alitalia (fonte AEA – Association of European Airlines) confermano le mie osservazioni sulla sfiducia dei passeggeri

Dati sul traffico Alitalia di luglio 2008

 Aggiornamento del 23 ottobre

Senza commenti, i dati parlano!

Le perdite di Alitalia ad agosto 2008

Le perdite di Alitalia a settembre

Un commento su "Le perdite di Alitalia."

  1. In genere i viaggi e/o le vacanze in posti lontani si pianificano con un po’ d’anticipo ed i contratti cargo si stipulano con i vettori per periodi medi/lunghi: tu, nella situazione attuale, acquisteresti un servizio da Alitalia? Io no perché vedo un’alta possibilità di perdere sia il servizio che il denaro 🙁

    Qualità del “prodotto”: sono d’accordo … è scadente perché sono almeno 10 anni che l’Alitalia è allo sbando. Ti assicuro che i dipendenti (e ne conosco parecchi) non hanno più direttive, non sono più coordinati e lavorano cercando di tirare avanti la baracca con i pochi mezzi che hanno a disposizione. Se al magazzino non ci sono i pezzi di ricambio il tecnico che deve sostituirli che cosa può fare?

    Gli stipendi del personale di terra sono fra i più bassi d’Italia, viene impiegato tantissimo personale precario che prende veramente due soldi, inoltre un’infinità di servizi sono gestiti da aziende esterne scelte con logica “politica”.
    Aquila selvaggia è solo uno sbiadito ricordo dei primi anni ’80 … ormai i piloti sono dei “tordi” spennacchiati alla ricerca di un impiego presso altre compagnie (specie quelle arabe ed orientali) e che lavorano ai limiti d’impiego fissati dal Ministero (sono limiti NON superabili).
    Tutto questo fa si che l’Alitalia abbia un costo del personale tra i più bassi d’Europa con il miglior rapporto lavoratori/ore di volo effettuate. Non ho trovato un link con statistiche comparative, ma basta guardare i bilanci.

    Vuoi un esempio di cattiva gestione in cui i dipendenti non c’entrano nulla?

    Per tanti anni l’Alitalia effettuò il collegamento con Los Angeles (California) ed il volo era sempre “full” (meta turistica dove vivono molti italiani). Dopo l’11 settembre fu cancellato perché “in perdita”. Quest’anno lo hanno rischedulato. Il costo del biglietto è circa quello di 7 anni fa, gli stipendi del personale pure ….. ma è aumentato il prezzo del petrolio.
    Sorge spontanea una domanda: fu un errore allora oppure è sbagliato adesso? Bohhh, mistero 🙂

  2. ALITALIA Aircraft Landed In Tokyo, All Luggage In Anchorage
    ALITALIA Airplane Landed In Toronto And Luggage In Atlanta
    ALITALIA Airplane Lands In Tokyo And Luggage In Australia
    ALITALIA Always Late In Takeoff, Always Late In Arrival

    Ciao Brag! Ti dirò, non che mi preoccupi molto lo stato finanziario di un’azienda quando compro un servizio, quanto semmai le garanzie che ho su questo servizio. Secondo me, più che le quotazioni di borsa, a far perdere clienti ad Alitalia sono le voci che si sentono da tanti clienti insoddisfatti.

    Poi, senza voler fal polemica: non capisco a chi ti riferisci quando parli di lavoratori sottopagati. Io ho sempre sentito la versione opposta, e cioé che piloti ed assistenti di volo, con sindacati potenti (aquila selvaggia), abbiano contribuito, con i loro stipendi “stratosferici”, alla rovina dell’azienda. Ammetto di non saperne molto, per cui un tuo approfondimento sarebbe utile.

    Ciao

    Marko

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