Gita all’Abetone e Carrara

Nel secondo weekend di ottobre ho partecipato alla 7° tappa delle Radunantiadi, manifestazione che prevede una serie di gite organizzate dal dinamico Gianluca di Motoraduni.org e che ha scelto per questo evento il nome e lo slogan "RadunanQuattro – dagli appennini alle Onde".

Ho colto l'occasione di questo raduno d'autunno, oltre che per fare del mototurismo sugli appennini, anche per visitare alcune cittadine che si affacciano su un percorso che si snoda in un territorio toscano ricco di sorgenti e terme: Volterra, Lucca, Larderello, Terricciola, San Giuliano Terme e Bagni di Lucca, da dove ho poi proseguito verso il passo dell'Abetone, dove era stato fissato il luogo d'incontro direttamente all'Hotel Bristol, in Fiumalbo (MO).

Il percorso delle tereme attraverso la Toscana

Il percorso completo per GPS è disponibile nel sito DueRuote.it

Il programma per il sabato prevedeva un bel giro turistico che, partendo dell'Abetone, ci avrebbe portato su stradine panoramiche di Emilia e Toscana ad attrraversare la Garfagnana e le splendide Alpi Apuane per giungere fino a Marina di Massa, sul mare, e pernottare all'Hotel Gabrini.

Durante il percorso verso il mare c'è stata una piacevolissima sorpresa in quanto siamo stati ospitati per il pranzo da alcuni amici che nel giardino della loro casa avevano preparato un delizioso "spuntino"  … si fa per dire, perchè c'era ogni ben di Dio, dall'antipasto ai dolci con caffè ed ammazzacaffè Bravissimi!

Nella mattinata di domenica si è svolta un'interessantissima visita alle cave di marmo di Carrara, e poi una sosta in una vicina larderia di Colonnata dove si produce il famoso omonimo lardo Lardo di Colonnata

Dopo aver gustato salumi e formaggi, tutte specialità locali, i saluti di rito e poi il tranquillo ritorno verso casa che ho fatto insieme ad un amico di Capalbio.

Queste gite organizzate da Motoraduni.org sono sempre piacevoli perché si visitano luoghi interessanti, si gustano prelibatezze locali e si passano splendide giornate in compagnia di tanti simpatici amici; e senza spendere un'esagerazione Gita all'Abetone

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Le Cinque Terre

Nell'ultimo week end di settembre ho visitato, approfittando di un raduno organizzato dal CC MotorDays, la zona delle Cinque Terre, area molto bella sulla costa della riviera ligure di levante della Provincia di La Spezia così detta perché ospita cinque stupendi borghi (anticamente detti "terre") immersi in un Parco Naturale: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso.

A causa del tempo piovoso ed di un improvviso torcicollo ho interrotto la gita il lunedì mattina, e così la visita è stata troppo veloce e non mi ha permesso di ammirare tutte bellezze del territorio che sicuramente merita di essere esplorato con più calma ed attenzione. Pazienza, è forse meglio così perché ho una scusa per tornarci un'altra volta.

Sono partito il sabato mattina abbastanza presto percorrendo tutta l'Aurelia fino a Viareggio, per poi proseguire sul lungomare attraversando tutte le famose cittadine della riviera: Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Marina di Massa, Marina di Carrara, Marina di Sarzana e poi Ameglia e La Spezia fino ad arrivare a Portovenere dove ho fatto una breve sosta. Ho continuato quindi sulla Via Litoranea, strada panoramica molto bella che si snoda nel Parco, scendendo verso i borghi che sono letteralmente "icastonati" nel territorio.

Il percorso fatto in moto è molto bello, ma a causa del traffico intenso e dei numerosi mezzi agricoli presenti per la vendemmia ho perso molto tempo, inoltre in alcuni paesi ho avuto perfino difficoltà a trovare un posto dove parcheggiare. Per tali motivi credo che forse conviene prendere uno dei tanti piccoli traghetti che partono da varie località e che permettono – grazie ad un biglietto giornaliero – di fare tutto il giro e di scendere nelle singole cittadine per visitarle con calma e senza problemi.

Nel tardo pomeriggio si sono addensati grossi nuvoloni e così sono tornato velocemente a La Spezia via autostrada per unirmi agli altri partecipanti del raduno "Pirati in moto".

La domenica mattina adunata in Piazza Europa per poi procedere tutti insieme verso Fosdinovo dove era prevista una sosta per l'aperitivo prima del pranzo che abbiamo consumato in una stupenda villa di Camaiore utilizzata dal comune per promuovere eventi di vario tipo.

Partecipo con piacere alle numerose iniziative del motoclub CCMotorDays perché sono TUTTE a scopo benefico; durante gli eventi vengono infatti raccolti fondi da donare ad associazioni e strutture che aiutano le persone in difficoltà: in poche parole ci si diverte in compagnia e si fa del bene agli altri!!!

Il lunedì mattina mi sono svegliato con un po' di torcicollo; pioveva abbastanza forte e così ho deciso di interrompere la gita nelle Cinque Terre per riprendere la via del ritorno verso Roma.

Durante i raduni di moto molto spesso vengono assegnati dei piccoli premi simbolici; in questo ne ho conquistati ben due: centauro proveniente da più lontano Cinque Terree motociclista più vecchio !


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Vacanza in Sila

A metà settembre le sezioni Calabria e Sicilia del CCMotorday, motoclub a cui sono iscritto, hanno organizzato un raduno nel cuore della Sila, e precisamente al Villaggio Palumbo, noto centro turistico invernale che si affaccia sul lago Ampollino ubicato alle pendici del monte Gariglione, confinante con il Parco Nazionale della Calabria.

Non era mai stato in Sila, e così ho approfittato dell'evento per passare un weekend nella zona che è veramente molto bella con paesaggi tipicamente "svizzeri".

Sono partito il sabato mattina ed ho percorso l'autostrada fino a poco dopo Lagonegro per poi addentrarmi nel Parco del Pollino su strade secondarie attraversando Mormanno da dove ho proseguito verso Scalea, quindi litoranea fino a Paola e poi un'ottima superstrada verso Rende, San Giovanni in Fiore e Trepidò che si trova a pochi chilometri dal Villaggio Palumbo.

L'attraversamento del Parco del Pollino non mi ha entusiasmato a causa delle strade in pessime condizioni ed una natura devastata da numerosi incendi; sicuramente devo aver percorso la zona meno bella, perchè ho letto molti commenti positivi su quest'area verde protetta. Bello invece il lungomare e molto suggestivi i paesaggi che si possono ammirare addentrandosi in Sila.

Al Villaggio Palumbo ho pernottato all'Hotel la Baita, ottima struttura ricettiva poco distante dell'hotel "Il Brigante" "sede" del raduno ho dove ho consumato due pasti (la cena del sabato ed il pranzo della domenica) a base di prelibatezze locali semplicemente strepitosi, ottimi … ed anche eccessivamente abbondanti!

La cena del sabato si è conclusa molto tardi allietata da musica e movimentata da alcune esibizioni "canore" di vari partecipanti. La mattina di domenica c'è stato un bel giro turistico che ci ha portato a visitare il lago Arvo dove abbiamo fatto una sosta per l'aperitivo (alla faccia dell'aperitivo …. era un pasto completo!!!) per poi far ritorno all'Hotel "Il Brigante" per il pranzo. 

Dopo le premiazioni ed i ringraziamenti di rito verso le 17.00 c'è stato il "rompete le righe" con i saluti; vista la notevole distanza che dovevo percorrere (sono stato il motociclista proveniente da più lontano) avevo deciso in anticipo di partire il lunedì mattina e così ho fatto.

La mattina dopo con calma ho fatto colazione, ho caricato la moto e poi ho iniziato il viaggio di ritorno percorrendo sempre strade secondarie fino a dopo Cosenza da dove ho ripreso l'autostrada per Roma.

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Civita di Bagnoregio

Era molto tempo che desideravo visitare Civita, famosa piccola frazione del comune di Bagnoregio arroccata su un colle di tufo; e così una domenica d'agosto ho fatto una gita in moto nella zona con l'intento di ammirare questo borgo isolato ricco di storia.

La località viene comunemente chiamata anche "il paese che muore" in quanto lo sperone di tufo su cui sorge è soggetto ad erosione che interessa anche tutta la vallata circostante; al momento il borgo è abitato stabilmente da pochissime persone anche se, grazie al turismo, è sede di diverse attività commerciali.

Civita, a causa della sua posizione, è raggiungibile solo grazie ad un ponte pedonale che arriva all'unica porta oggi aperta che è detta di Santa Maria o della Cava (una volta erano in funzione ben cinque porte di accesso). Moto ed auto possono essere lasciate in prossimità dell'inizio del ponte dove c'è un piccolo parcheggio, oppure in altri più capienti situati alla periferia di Bagnoregio che sono serviti da mini-autobus che trasportano i turisti fino all'inizio del viadotto.

La città venne fondata dagli Etruschi ed ancora oggi è possibile visitare alcuni resti dei loro insediamenti (tombe a camera, molto simili a delle grotte); nel borgo sono rimaste varie case di epoca medioevale, la chiesa di San Donato sulla piazza principale, il Palazzo Vescovile ed i resti di un vecchio mulino.

Spettacolari sono i paesaggi che si possono ammirare affacciandosi dalla rupe per guardare le vallate circostanti. Le foto illustrano meglio delle parole le bellezze di questa vera rarità che merita assolutamente di essere visitata!

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L’Eroica

L'Eroica è un tracciato permanente di circa 205 km che si snoda in Toscana nelle zone del Chianti, Val di Merse, Valdorcia e Crete Senesi e dove annualmente si svolge una gara ciclistica amatoriale. Alcuni tratti sono comuni alla Via Francigena, storico itinerario che da Canterbury porta a Roma e che in passato (specie in epoca medioevale) veniva percorsa a piedi dai pellegrini diretti nella Città Eterna.

Il percorso è normalmente aperto al traffico (in larga parte sono Strade Provinciali) ed è caratterizzato da molti tratti sterrati (circa il 50%) e da alcune brevi, ma ripide salite.
L'Eroica non è particolarmente impegnativa per una moto, specie se NON sportiva, fatta eccezione per la notevole e fastidiosa quantità di polvere che si solleva nei tratti sterrati, che comunque sono compatti e percorribili praticamente con ogni veicolo.

Il tracciato dell'Eroica

Per maggiori informazioni sulla gara ciclistica e sul tracciato consultare il sito http://www.eroica.it/

La gita può essere effettuata in qualsiasi periodo dell'anno, ma a mio parere la stagione migliore è la primavera in quanto si potrà godere della vista di rigogliosi paesaggi verdi e dei profumi emanati dalle piante in fiore che renderanno l'esperienza ancora più unica e suggestiva.

Su tutto il tracciato è presente un'ottima segnaletica stradale con cartelli d'indicazione per la direzione ben visibili ad ogni incrocio; inoltre molte tabelle indicano i km percorsi e le distanze ai centri abitati.

Nell'area sono disponibili molte strutture ricettive (Hotel, B&B, Agriturismo) ed ottimi ristoranti dove è possibile gustare tutte le migliori specialità enogastronomiche locali.

È da quando possiedo la BMW F800GS che ho programmato di percorrere l'Eroica, ma ho atteso la fine dell'estate per avere temperature più basse visto che molti tratti del tracciato attraversano delle vallate, o comunque zone interne con poca ventilazione.

Dovendo raggiungere la zona da Roma ho preferito effettuare la gita in due giorni:

  • il primo giorno trasferimento da Roma a Montalcino, e poi circa metà del percorso fino a Radda in Chianti (~ 300km totali), città dove avevo prenotato per il pernottamento.
  • Il secondo giorno la parte rimanente dell'Eroica e poi il ritorno a Roma.

Il 1° settembre sono partito verso le 8,30 ed ho raggiunto Montalcino percorrendo la Cassia via Viterbo > Capodimonte > Valentano > Acquapendente > Bagno Vignoni; arrivato a Montalcino mi sono agganciato al tracciato dell'Eroica seguendo le indicazioni del primo cartello che ho incontrato (non serve cercarli) ed ho proseguito verso Radda in Chianti attraversando stupendi piccoli borghi serviti da strade in parte sterrate e delimitate da cipressi: paesaggi veramente mozzafiato tra vigneti in collina, campi coltivati o arati e piccoli boschi!
Ho effettuato numerose soste e così sono arrivato a Radda In Chianti nel tardo pomeriggio per pernottare nell'ottimo Hotel "Le Vigne"

Questo piccolo Hotel, immerso in un tipico podere e dotato di piscina,  è ubicato appena fuori Radda in Chianti ed è raggiungibile solo con una strada bianca. Ho chiesto al proprietario informazioni sulla presenza di così tante strade sterrate in Toscana e mi ha spiegato che non vengono asfaltate per una precisa scelta tendente a salvaguardare il paesaggio.

Il mattino seguente dopo aver fatto colazione ho ripreso il viaggio attraversando Gaiole, poi lo stupendo Castello di Brolio per quindi scendere verso Pianella, la periferia di Siena ed ancora verso sud in direzione di Montalcino.

In questa parte del tracciato ci sono i tratti forse più impegnativi come la salita verso il Castello di Brolio e l'ultimo tratto prima di arrivare a Montalcino che praticamente è tutto sterrato con alcuni tornanti in forte pendenza.

Arrivato a Montalcino ho proseguito verso Castelnuovo dell'Abate, Monte Amiata – strada molto bella e poco trafficata – Seggiano, Semproniano, Saturnia, Manciano, Valentano e poi la solita Cassia per Roma.

È stata veramente una bella esperienza che consiglio a tutti gli amanti del mototurismo.

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Faretti BMW F800GS

Per la mia moto BMW F800GS sono disponibili tantissimi accessori, ma alcuni hanno dei prezzi veramente proibitivi. Volevo installare dei faretti antinebbia e così ho iniziato a fare qualche ricerca su vari siti specializzati: Touratech ; Wunderlich ; Bikerfactory ; Twalcom ed altri oltre naturalmente agli accessori originali BMW.

Dopo aver verificato che molti prodotti utilizzavano come base i faretti Micro DE prodotti dalla Hella ho provato a fare una ricerca su eBay ed ho trovato un venditore tedesco che commercializzava il kit completo dei faretti Hella Micro DE Fog Lights a  poco meno di 85€, comprese le spese di spedizione.
Nel kit sono inclusi tutti i componenti per l’installazione: faretti,  lampadine H3,  supporti, cavo elettrico, interruttore, relé, elementi di fissaggio, terminali elettrici e morsetti rubacorrente; in poche parole TUTTO il necessario!

Kit faretti micro DE Hella

Ho ordinato i faretti che sono arrivati in pochi giorni; dopo aver esaminato il contenuto ed aver pensato a come installare i faretti sulla moto mi sono procurato:

  1. 1 interruttore da manubrio al prezzo di 23 € comprese ss da Vendilo Shop su eBay  (volevo un semplice switch manuale montato vicino agli altri comandi delle luci e così ho preferito evitare soluzioni tipo Autoswitch )

    Interruttore
     

  2. 2 staffe  da utilizzare come base sul paramotori 3€ [le normali fascette che si utilizzano per i tubi delle marmitte reperibili nei negozi di autoricambi – economiche e molto resistenti]

    Fascetta da usare come supporto faretti
     

  3. 1 luce avviso a led 12V già pronta per l’installazione 2€ (in un qualsiasi negozio di componenti elettronici)

Per lo schema elettrico, anche se molto semplice, ho fatto riferimento a questo [che è quello base reperibile sul sito USA della Touratech a cui ho aggiunto solo il led]:

Schema elettrico faretti

L’installazione è molto semplice ed è sufficiente un minimo di manualità per effettuarla.

Per prima cosa ho posizionato i faretti sul paramotore (io ho un GIVI), poi ho collocato il relé nel piccolo vano che c’è dietro alla batteria accessibile rimuovendo il coperchio del finto serbatoio (lo spazio è ideale per ospitare componenti elettrici – spessi però max 2,5 cm – in quanto è ben protetto dall’acqua).

Ho quindi installato l’interruttore sul lato sinistro del manubrio ed ho collocato il LED di avviso in una posizione idonea (l’ho incastrato in una fessura del supporto del navigatore).

Interruttore e luce avviso

E poi ho iniziato a fare i collegamenti elettrici partendo dal faro. Per danneggiare il meno possibile ho praticato un piccolo foro a misura sulla parte bassa del coperchio di plastica del faro, ho passato il filo ed ho rubato la corrente dal positivo della lampada anabbagliante. Poi con calma, passando i cavi in modo da evitare interferenze e fissandoli con delle fascette di plastica a strappo, ho completato l’impianto elettrico esattamente come indicato nello schema.

Cavo del faretto

Il risultato è quello mostrato nelle foto. I faretti migliorano molto la visibilità laterale, cosa estremanete utile quando si percorrono di notte strade strette e con molte curve.

Particolare faretto destro su F800GS

Faretto destro su paramotore BMW

Vista generale dei faretti F800GS

Vacanza in moto nel Südtirol

A meta luglio ho passato qualche giorno nel Südtirol, o Alto Adige, regione dove non ero mai stato e di cui avevo sentito parlare molto bene. Con gli amici di Bormio si era organizzato il solito weekend per rivederci e fare quattro chiacchere, e così ne ho approfittato per visitare anche il vicino Alto Adige in moto. Mi avevano descritto molto bene la zona che d’estate è meta d’escursioni di tantissimi motociclisti perché provvista di strade in ottime condizioni che permettono una guida piacevole tra panorami stupendi, e così ho deciso di provare la mia nuova BMW F800GS anche sui passi dolomitici: vi anticipo che è stata un’esperienza fantastica, assolutamente da ripetere!

Dovevo fare il viaggio insieme al mio amico Fabio di Siena, che purtroppo ha dovuto rinunciare all’ultimo momento, e così sono partito da solo lunedì 12 luglio di mattina presto.
Il viaggio d’andata è stato abbastanza noioso in quanto, dovendo percorrere 730 km, ho utilizzato l’autostrada. Solita fila super-chilometrica a Firenze, solito camion ribaltato poco più in la, lavori in corso, gente che procede a zig-zag perché sta usando il telefonino e neanche una pattuglia della polizia!
In Pianura Padana molto caldo, poi leggermente più fresco costeggiando il Lago di Garda e subito dopo l’attraversamento del “forno” di Bolzano con la temperatura che ha superato abbondantemente i 35°.

Nota: recentemente sono spesso in giro per l’Italia e vi assicuro che le indicazioni dei confini regionali sono assolutamente inutili perché la differenza si nota subito; ad esempio entrando in Trentino lo stato dell’asfalto migliora, spariscono le buche e tutto è più ordinato e pulito!

Nonostante le numerose soste che ho effettuato per vari rifornimenti e spuntini, nel primo pomeriggio ero già a Colfosco di Val Badia, località adiacente alla più nota Corvara, dove avevo prenotato il Garnì Reutlingen gestito dai simpaticissimi Gabriella e Andreas Alfreider.

Come pubblicizzato nel sito ho trovato un comodo ed ampio garage privato dove, oltre a ricoverare la moto, è possibile anche effettuare qualche operazione di normale manutenzione (pulire il casco, ingrassare la catena o controllare il livello olio, tanto per fare degli esempi).

Andreas mi ha messo subito a mio completo agio spiegandomi in due (2) minuti come utilizzare i servizi del Garnì, fornendomi un recapito telefonico da utilizzare in caso di necessità ed illustrandomi una serie di percorsi collaudati – completi di cartine e roadbook – per visitare le zone più belle ed interessanti della regione: in poche parole ho trovato tutto pronto!!!! Dovevo solo scegliere dove andare!!!!

Una bella doccia, un riposino e poi una super birra bella fresca prima di andare a cena . . . indovinate dove? Ma nel ristorante indicato da Andreas dove ho sempre mangiato magnificamente spendendo meno di 25 € !

Martedì 13

Dopo un’abbondante colazione ho scelto un percorso tra i tanti preparati da Andreas, che mi ha fornito anche un dettagliato RoadBook plastificato. L’itinerario, di circa 200 km,  prevedeva: Colfosco > La Villa > Passo di Valparola > Passo Falzarego > Cernadoi > Selva di Cadore > Cortina d’Ampezzo > Passo Tre Croci > Misurina > Carbonìn > Dobbiaco > Lago di Braies (Pragser Wildsee) > San Lorenzo di Sebato > Brunico > e poi ritorno a Colfosco.

Una giornata stupenda con temperatura ideale mi hanno accompagnato per tutta la gita: sono tornato in albergo veramente entusiasta perché avevo potuto ammirare paesaggi bellissimi. Percorrere le vie dell’Alto Adige in moto è veramente rilassante; le strade sono mantenute benissimo, le indicazioni sono chiare, non c’è molto traffico ed è possibile fermarsi nelle numerose piazzole costruite in prossimità di tutti i punti d’interesse!

Mercoledì 14

Vista la positiva esperienza del giorno prima ho deciso di allungare un po’ il giro per fare una puntatina anche in Veneto, e così ho scelto un percorso di ben 400 Km che mi avrebbe portato a visitare anche l’altopiano di Asiago; queste le località attraversate: Colfosco > Passo di Gardena > Passo Sella > Canazei > Pozza di Fassa > Nova Levante > Cavalese > Passo Manghen > Telve di Sopra > Roncegno Terme > Caldonazzo > Asiago > Bassano del Grappa > Fiera > Passo di Cereda > Agordo > Zoldo Alto > Selva di Cadore > Passo di Giau > Pocol > Passo Falzarego > Colfosco.

La gita è stata molto interessante perchè mi ha portato a percorrere dei passi alpini meno noti, ma decisamente molto belli. Quello che mi è rimasto impresso di questa giornata è l’enorme differenza che c’è tra il Trentino Alto Adige ed il Veneto; non me ne vogliano i veneti, ma non servono le bandiere delle Lega e quelle con il Leone di San Marco per far capire che si è entrati in Veneto: si vede benissimo, vi assicuro che il turista se ne accorge subito! Insomma, personalmente mi aspettavo di trovare qualcosa di meglio in Veneto!

Giovedì 15

Dopo l’esperienza del giorno prima ho deciso che era meglio andare a Nord; ero venuto via da Roma per rilassarmi un po’ e non avevo nessuna voglia di passare un’altra giornata a perdermi a causa d’indicazioni stradali inattendibili, o di percorrere strade piene di buche!
Austria, voglio andare a vedere come se la passano gli austriaci, mi son detto!
E così ho chiesto al sempre disponibile Andreas qualche indicazione per recarmi a visitare il Grossglockner percorrendo la famosissima strada alpina che conduce nel cuore del Parco Nazionale degli Alti Tauri da dove è possibile ammirare la più alta montagna dell’Austria, il Grossglockner appunto (3798 m), ed il suo ghiacciaio.
L’efficientissimo gestore del Garnì Reutlingen mi ha fornito il solito dettagliatissimo RoadBook ed una chiara carta stradale – ovviamente in tedesco – , e così sono partito verso le 8.30 per effettuare il seguente tragitto (380 km circa): Colfosco > Dobbiaco > Lienz > Winklern > Glocknerstraße > Mittersill > Gruben > Anterselva > Brunico > Colfosco.

Entrando in Austria dal Südtirol non si percepiscono grosse differenze; paesaggi ed efficienza sono praticamente uguali!
Percorrendo le strade austriache si nota subito una drastica diminuzione dei cartelli stradali (mettono infatti solo quelli necessari), i limiti di velocità sono più elevati e nelle strade provinciali (quindi NON le autostrade) è quasi sempre possibile sorpassare perché raramente si trova la linea continua a dividere le carreggiate.
La benzina costa ovviamente molto meno (20 centesimi, mediamente), il traffico è ordinato e scorrevole (solo qualche italiano si ostina a guidare al centro della strada ostacolando la circolazione) ed agli incroci si trovano delle rotonde perfettamente mantenute paragonabili a dei veri e propri giardini!!!
Carte stradali e navigatori non servono: poche e chiare indicazioni forniscono tutte le informazioni necessarie per raggiungere il luoghi desiderati! Ovviamente, viaggiando in completa tranquillità si riescono ad apprezzare ancora meglio le bellezze di un paese, e così dell’Austria conservo un ricordo bellissimo che sicuramente mi spingerà a visitarla di nuovo!

Riflessione: non vorrei apparire come un pessimista, disfattista e catastrofista, ma l’Italia oggi non è più paragonabile ad altri paesi avanzati!
Anni ed anni di malgoverno, scelte sbagliate di politica economica e disinformazione hanno reso il divario con i paesi a noi confinanti veramente abissale!
Forse sarò io che noto certe cose, ma le buche nelle strade italiane sono una realtà, come i prezzi troppo alti dei servizi estremamente scadenti, oppure i treni sporchi e senza aria condizionata.
Le autostrade costano ormai un botto (da Roma Nord a Bressanone percorrere l’autostrada con la moto mi è costato la bellezza di 43,00 €) e sono sempre intasate da lunghissime code causate da lavori senza fine!

Pochi sanno che l’autostrada del Sole, cioè la A1, fu realizzata in soli 8 anni (posa della prima pietra il 19 maggio 1956; inaugurazione il 4 ottobre 1964) , mentre sono anni che proseguono i lavori intorno a Firenze, oppure sulla Salerno Reggio Calabria.
Fateci caso, quando la TV annuncia code interminabili nei giorni dove c’è un po’ più di traffico i punti sono sempre i medesimi, ed anche il motivo è sempre lo stesso: lavori, interminabili lavori – spesso inutili – con cantieri aperti da anni e di cui non si vede mai la fine!

Venerdì 16

Il giorno di venerdì lo avevo programmato per trasferirmi a Bormio per l’appuntamento annuale con i miei amici “bormini”!
Ho così pensato ad un percorso di circa 310 km che mi avrebbe portato a visitare altri bei luoghi ed a “scalare” alcuni “mitici” passi alpini come lo Stelvio: Colfosco > Ortisei > Castelrotto > Chiusa > Bressanone > Fortezza > Vipiteno > Calice (Racines) > Passo Giovo (San Leonardo in Passiria) > Merano > Spondigna > Curon Venosta > Resia > Gomagoi > Passo Stelvio > Bormio.

Altro bel giro; ho sofferto un po’ per il caldo perché buona parte del percorso (praticamente tutto, tolti i due passi) si snodava a fondo valle.
Ho fatto una breve sosta sul Lago di Resia per osservare il campanile di Curon Venosta e documentarmi sulla storia del luogo, e poi ho ripreso il viaggio per percorrere il famoso Passo dello Stelvio e raggiungere Bormio.
La strada che sale dal versante est non è in buono stato ed i tornanti sono veramente molto stretti; inoltre salendo di quota il paesaggio cambia rapidamente ed il verde dei boschi lascia il posto al grigio scuro delle pietre.
Arrivato in vetta sul piazzale c’erano la bellezza di 19° (erano le ore 15 circa) . . . un caldo fottuto!
Ho fatto qualche foto e poi ho iniziato la discesa verso Bormio dove i miei amici mi stavano attendendo.
La sera un’escursione a Livigno per la cena e poi a dormire! la giornata era stata lunga e faticosa, ed un po’ di riposo ci voleva!

Sabato 17 e domenica 18

Due giorni trascorsi in completo relax gustando le prelibatezze locali, passeggiando per Bormio e chiaccherando.
La mia amica Wanilla ha una splendida piccola baita immersa nel verde appena fuori Bormio, ed è li che abbiamo trascorso il tempo cullandoci pigramente su un’amaca e chiaccherando all’ombra degli abeti sdraiti su comodissime poltrone!

Lunedì 19

Giorno per il rientro a Roma; sono partito verso le 8,30 per dirigermi verso Santa Caterina in Valfurva, poi il pericolosissimo, ma anche molto bello, Passo Gavia (strada stretta e senza protezioni), Ponte di Legno, Passo del Tonale, Cles e poi verso Trento per prendere l’autostrada fino a Roma.
Poco traffico e molto caldo (in Umbria addirittura 37,5° => ho due termometri sulla moto) le uniche note salienti.

Alcune note sulla BMW F800GS: questo viaggio di oltre 3000km mi ha confermato che la moto è estremamente maneggevole, parsimoniosa nei consumi, comoda e sufficientemente veloce e stabile anche nei percorsi autostradali.

Subito dopo averla acquistata notai che la sella era eccessivamente dura, ma l’utilizzo del cuscino Air – Hawk ha migliorato notevolmente il comfort tanto che ora non ho assolutamente problemi.
Guidarla nei percorsi misti è un vero piacere; la buona coppia, la frenata sempre pronta e le ottime sospensioni permettono di correggere errori di guida anche a persone inesperte come il sottoscritto.
Equipaggiata con due versatili borse Vario BMW (capacità variabile – pur essendo rigide possono essere estese per aumentarne il volume), la moto offre una notevole capacità di carico idonea ad affrontare viaggi anche di molti giorni; il parabrezza maggiorato – acquistato come ricambio aftermarket per sostituire l’originale – offre un’ottima protezione da aria ed acqua permettendo così viaggi più comodi.


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Castelluccio di Norcia ed Assisi

Domenica 27 giugno c'era un raduno ad Assisi organizzato dalla locale sezione del CCMotordays e così ne ho approfittato per fare una visita anche a Castelluccio di Norcia per vedere la fioritura che quest'anno, a causa del maltempo, era in ritardo.

Mi sono incontrato con altre due persone all'inizio dell'autostrada A1 e poi abbiamo proseguito, seguendo la Salaria, verso Amatrice dove c'erano ad aspettarci altri due amici provenienti dall'Abruzzo.

Dopo una breve sosta abbiamo fatto strada verso Castelluccio, ma dopo pochi chilometri ci siamo dovuti fermare per indossare l'antipioggia in quanto si stavano addensando nuvoloni minacciosi ed iniziava a cadere qualche goccia. Mancava poco alla meta e così siamo arrivati al Piano Grande sotto un cielo nero e minaccioso, ma ancora asciutti, ed abbiamo potuto ammirare lo spettacolo offerto dalla natura che, con la fioritura, riesce a dipingere quadri fantastici.

La fioritura era solo all'inizio ed ancora non c'era l'esplosione dei colori che la caratterizza, ma già si potevano vedere distese con sfumature diverse e variopinte. Dopo qualche sosta per scattare alcune foto ci siamo fermati nella piazza di Castelluccio per pranzare in uno dei tanti locali presenti dove vengono serviti piatti di salumi e formaggi tipici. Mentre stavamo assaporando il cibo si è scatenato un fortissimo temporale con rovesci di pioggia e grandine che ci ha bloccati – insieme a tanti altri motociclisti – per un paio di ore; la grandine è stata veramente forte ed il temporale ha causato un notevole abbassamento della temperatura che è scesa a soli 9°!!!!

Passato il temporale, ma sempre sotto un cielo cupo abbiamo deciso di proseguire direttamente verso Assisi percorrendo la strada più breve e veloce, e bene abbiamo fatto a prendere tale decisione perché il resto del viaggio lo abbiamo fatto sotto leggere, ma fastidiose precipitazioni. Arrivati a Bastia Umbra nel luogo del raduno, mentre stavamo prendendo un caffé, di nuovo pioggia, tuoni e fulmini . . . un tempaccio da far passare la voglia anche ai motociclisti più "tosti"!

Abbiamo pazientemente atteso che il tempo migliorasse un pochino, e poi ci siamo diretti verso l'ottimo albergo che gli amici di Assisi ci avevano suggerito. Purtroppo il troppo tempo perso e le pessime condizioni meteo non ci hanno consentito di effettuare un'escursione nella città di Assisi: pazienza, sarà per la prossima volta!

Posteggiata la moto in garage, scaricati i bagagli, il tempo di fare una doccia et voilà . . . anche il cielo si era rasserenato mutando la giornata da autunnale ad estiva nel giro di 1 ora!

Ottima cena in un vicino agriturismo, un bel po' di chiacchere e scherzi e poi tutti a dormire.

La mattina di domenica 28 finalmente un bel cielo sereno con temperatura estiva; ci siamo ritrovati nella piazza di Bastia Umbra per poi andare tutti insieme, guidati da staffette ufficiali, verso Todi dove ci siamo uniti ad un gruppone proveniente da Calcata, cittadina dove si erano dati appuntamento i soci del Lazio.

Non so quante fossero le moto, ma la piazza di Todi era piena! Per la foto ricordo ci siamo seduti sulla scalinata della chiesa ed abbiamo riempito anche quella! Dopo un fresco aperitivo – rigorosamente analcoolico – abbiamo percorso un'altro breve tratto di strada per arrivare in un bel ristorante ubicato sulle sponde del lago di Corbara dove ci è stato servito un ottimo pranzo in un ambiente veramente gradevole. Sono seguite premiazioni, una riffa di beneficenza e poi i saluti di rito. Sono tornato a Roma percorrendo l'autostrada che era poco trafficata (il 29 a Roma è giorno di festa dedicato a SS Pietro e Paolo).

Peccato per il maltempo del sabato, altrimenti sarebbe stato un weekend veramente stupendo. Complimenti agli organizzatori che hanno preparato un evento perfetto in ogni dettaglio e scegliendo percorsi e strutture ricettive veramente di prim'ordine.

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La via della sfoglia

In passato avevo già partecipato ad alcuni raduni organizzati da Andrea Leggieri e mi ero trovato molto bene perché avevo potuto  visitare luoghi molti interessanti sotto il profilo storico, paesaggistico ed anche . . . enogastronomico!

A fine gennaio, per il "Raduno della Merla" ero stato in Toscana per percorrere un bell'itinerario nella zona termale di Chianciano Terme; poi in marzo, con la scusa di una "MotoCaccia al Tesoro" avevo scoperto molti angoli poco noti, ma stupendi, del Montefeltro e così, pochi giorni fa, ho colto l'occasione al volo per visitare il 12 e 13 giugno con il rally  "Via della Sfoglia" un'altra zona dove non ero mai stato: le colline dell'Appennino Emiliano-Romagnolo.

Per questa gita sono riuscito a coinvolgere anche Fabio, un simpatico "toscanaccio" di Siena che ho conosciuto durante il "Periplo della Sicilia". Ci siamo accordati per incontrarci sabato mattina dalle sue parti e percorrere insieme il restante tratto di strada fino a Castello di Serravalle, piccola località a sud di Vignola, in provincia di Bologna.

Abbiamo guidato esclusivamente su strade secondarie che ci hanno permesso di ammirare bellissimi panorami in una giornata dal clima finalmente estivo. Arrivati a Firenze abbiamo percorso un breve tratto di autostrada fino a Pistoia per poi procedere di nuovo su vie provinciali ricche di curve prima verso l'Abetone, e poi la nostra destinazione che era il luogo d'incontro per l'inizio del raduno. 

Siamo arrivati verso le 13, e visto che era ora di pranzo abbiamo gustato la "tigella con ripieno di pesto" che ci è stata offerta. Ci siamo riposati un po' (io avevo iniziato il viaggio alle 6,30 ed ero già stato in moto per quasi 6 ore !!!), preso un buon caffé e poi ci siamo avviati insieme ad altri partecipanti alla scoperta del territorio seguendo le indicazioni di un dettagliato road book che ci era stato fornito.

Dopo aver attraversato vari piccoli paesi siamo giunti a Zocca per una visita al "Museo del Castagno e del Borlengo" dove abbiamo anche potuto assaggiare lo squisito "Borlengo" annaffiandolo con un goccio di birra alle castagne (un po' troppo amara per il mio palato).

Terminato lo spuntino abbiamo ripreso le moto per dirigerci verso il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina, zona molto bella e collinare ricca di storia. Il parco è caratterizzato dalle guglie dei Sassi, tre spettacolari rupi che dominano il territorio circostante.
Nel parco sono presenti vari itinerari tutti percorribili anche con motocicli normali e così abbiamo deciso di avventurarci in un lungo giro che ci ha portato anche su strade bianche (non asfaltate).

La visita del parco ha richiesto più tempo del previsto (ci siamo anche fermati a gustare un po' di ciliege colte direttamente da un albero) e così si è deciso di far strada verso Montese dove era prevista la cena al Ristorante Appennino ed il pernotto presso l'Hotel Miramonti.

La cena oserei definirla "divina": antipasto ed altre ottime specialità locali a base di funghi annaffiate da un ottimo "rosso" !

La stanchezza iniziava a farsi sentire e così . . . buona notte e si va a nanna!

Per la domenica il "vulcanico" Andrea aveva preparato una "Cinecarta": un ettagliato road book che forniva istruzioni per percorrere circa 130 km lungo strade panoramiche poco trafficate (lo dico senza esagerare: centinaia di curve e tornanti, neanche pochi metri di strada dritta; un continuo su e giù per stupende colline attraversando piccoli borghi, campi e boschi) per ammirare paesaggi e vedute mozzafiato.

Siamo partiti da Montese verso le 9.30 e poi Castel d'Aiano > Rocca di Roffeno > Cereglio > Vergato > Grizzana Morandi > Piandisetta > Rioveggio > Monzuno Loiano > Quinzano > San benedetto Querceto > Monterenzio > Bisano > Sassoleone > Fontanelice … 83 km solo di curve strette e/o tornanti !!! 

Arrivati all'ora di pranzo a Fontanelice abbiamo gustato la classica "piadina" al chiosco "Passatempo Snack", riposati e dopo un caffé abbiamo proseguito per Casola Valsenio > Zattaglia > Brisighella (altri 45 km circa) dove al chiosco della stazione ferroviaria abbiamo potuto assaggiare anche piadina con il crescione.

Era prevista un'ulteriore tappa "facoltativa" a Bagnocavallo per gustare il gelato ricotta e fichi caramellati, ma visto l'orario e la posizione geografica con Fabio abbiamo deciso di riprendere la strada di casa, ma solo dopo aver ricevuto l'ambito diploma che recita:

"hamangiatoditutto salvoforsepesci, dimostrandosi una gran saetta sia di manetta che di forchetta!!"

Ho riportato tutte le località attraversate per far capire che questi raduni sono concepiti in modo da permettere la visita a luoghi che sono fuori da qualsiasi itinerario turistico, ma che offrono un'infinità di cose interessanti da vedere e da . . . gustare!

La via del ritorno è stata abbastanza lunga perchè abbiamo riattraversato l'Appennino sempre percorrendo strade secondarie in un susseguirsi di curve strette prima in salita, e poi in discesa che non hanno consentito di mantenere una media molto elevata.

E poi gli autovelox: che palle; ormai sono un incubo non tanto per le multe, ma perché rallentano il traffico in un modo inaccettabile. A mio parere causano più incidenti di quanti ne evitano: non avevo mai visto la gente inchiodare all'improvviso senza motivo, invece ora appena il GPS gli segnala un autovelox c'è sempre qualche folle che piazza una bella frenata innescando situazioni pericolosissime per chi segue!

Un po' di pioggia poco prima di prendere l'autostrada a Incisa in Val d'Arno (quest'anno tutte le gite che ho fatto, alla fine, sono state comunque  "bagnate") e poi dritto verso casa dove sono arrivato prima di cena.

Il motto di questi incontri è: "piano, ma pieni!" Posso affermare con assoluta certezza che anche con la "Via della Sfoglia" è stato rispettato!

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Raduno Nazionale SWCI 2010

Già lo scorso anno avevo partecipato al raduno dell'SWCI che si era tenuto in Valtiberina, nella zona tra Sansepolcro, Badia Tedalda ed Anghiari. Per il 2010 gli organizzatori avevano deciso di far base a Rimini per poi effettuare delle escursioni nel territorio circostante che offre diverse attrazioni. Io mi sono aggiunto all'ultimo momento e così ho dovuto trovare una sistemazione per dormire al centro di Rimini in quanto negli alberghi prescelti per il gruppo non c'era più posto.

Sembra quasi un'ironia, ma per partecipare a questo raduno di Honda Silver Wing ho usato per la prima volta la mia nuova moto BMW F800GS! Questi incontri sono un'occasione per rivedere un po' di amici e, anche se la stragrande maggioranza di mezzi partecipanti sono scooter della Honda, il raduno è aperto anche ad altri tipi di motocicli.

Siccome avevo usato lo scooter per la gita in Puglia, superando così abbondantemente il chilometraggio per il tagliando, ho preferito usare la moto … anche perchè volevo provarla sulla stessa strada piena di curve che da Sansepolcro conduce a Badia Tedalda e che avevo fatto solo pochi giorni prima con il vecchio K1100LT per il K-Pride.

Mi sono incontrato con un gruppo di "romani" alla stazione di servizio di Feronia la matina di sabato 29 maggio, poco prima del casello autostradale. Ancora non ho capito bene per quale motivo, ma dopo esserci avviati, pur procedendo molto lentamente (non ho mai superato gli 80 km/h) ci siamo persi e così mi sono ritrovato a Sansepolcro dove sono stato raggiunto dopo pochi minuti da un'altra persona che era l'ultimo della fila perché si era attardato per indossare indumenti più pesanti: in poche parole sono arrivato io che ero il primo, è arrivato l'ultimo e mancava tutto il gruppo in mezzo … mistero!

Comunque, abbiamo fatto benzina, colazione ed una sosta di circa 45 minuti, poi ci siamo avviati verso Rimini percorrendo la strada provinciale che attraversa l'Appennino passando da Badia Tedalda. 

A Rimini ci siamo uniti al resto dei partecipanti e poi, dopo pranzo, abbiamo iniziato l'escursione per San Leo e visitare la sua famosa Rocca dove fu rinchiuso e morì il Conte di Cagliostro.
Il forte merita sicuramente una visita in quanto ospita una ricca raccolta di armi da fuoco, ma sopratutto è possibile vedere le celle dove venivano rinchiusi i prigionieri ed i terribili strumenti usati per torturarli; leggendo le descrizioni del loro uso sembra impossibile pensare che la cattiveria umana possa arrivare a simili livelli … sciaccia crani, rompi ossa, divaricatori, e tante altre schifezze usate solo per procurare dolori atroci!!! Impressionanti, veramente impressionanti!!!

Dopo la bella passeggiata siamo tornati a Rimini per la cena che era prevista all'Hotel Brenta. La giornata era stata lunga, e così senza fare troppo tardi ho raggiunto il mio albergo poco distante per una bella dormita.

La mattina di domenica ci siamo trovati verso le 9 e poi abbiamo iniziato l'escursione formando un gruppo di 66 moto e 3 auto! La visita a San Marino si è prolungata fino all'ora di pranzo quando ci siamo avviati verso l'ottimo ristorante dell'Azienda agricola "Il Vigneto" situato a circa 10 Km. Tra chiacchere e scherzi è passato tutto il pomeriggio; alcune persone hanno ripreso i loro mezzi per far ritorno a casa mentre io ho approfittato della bella giornata per fare un'altro giretto nella zona prima di tornare a Rimini.

La città di Rimini, mi dispiace dirlo, non mi è piaciuta per nulla! Troppo cemento, un traffico caotico, tutti quegli alberghi ed orribili "bagni" attaccati uno all'altro, negozi che vendono solo cianfrusaglie e tantissimi ristoranti e bar praticamente vuoti – nonostante il ponte festivo – mi hanno messo una tristezza incredibile ed una voglia di scappare il prima possibile.

La mattina dopo sono passato un attimo all'Hotel Brenta per salutare alcuni amici e poi ho iniziato il mio giro che, per tornare a Roma, mi avrebbe portato a visitare Gradara con il suo stupendo Castello, e poi percorrere un itinerario ricco di bei paesaggi passando per Urbino, Gubbio, Umbertide, Passignano sul Trasimeno, Castiglione del Lago e Chiusi dove ho ripreso l'autostrada fino a casa.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉