Trasformazione di una Moto Guzzi V50 PA

Possiedo tre moto BMW (una R1200RT LC MY2016, una R100GS del 1988 ed una stupenda R90S seconda serie [1975]), ma da tempo pensavo di mettermi in garage anche una Moto Guzzi.

Ho una discreta manualità ed una piccola officina, e così ho deciso di prendere un modello di Moto Guzzi poco ricercato per poi trasformarlo in una moto dalle linee un po’ più moderne: in poco parole ho intenzione di realizzare una cafe racer o una scrambler.

Le Moto Guzzi che oggi costano meno sono vari modelli della “serie piccola” che furono costruiti in tantissimi esemplari durante la gestione De Tomaso.

Durante l’epoca De Tomaso la Moto Guzzi produsse anche innumerevoli veicoli di varie cilindrate destinate alla Pubblica Amministrazione (Forze di Polizia, Carabinieri, Amministrazioni municipali etc) trasformando i modelli “base” per adattarli alle richieste delle varie Amministrazioni; questi modelli in genere erano identificati con il suffisso PA.

Oggi sul mercato si trovano tantissime Moto Guzzi ex PA a prezzi abbordabili, sia della serie grande (ad esempio gli 850T), che della serie piccola; per il mio progetto (una moto relativamente leggera e maneggevole) mi sono orientato sulla serie piccola e, dopo aver scartato i modelli 350cc perché troppo poco potenti, ho scelto una Moto Guzzi V50 del 1981 ex PA ferma da anni, ma in buone condizioni generali.

Moto Guzzi V50 ex PA

Come già ho fatto in passato anche per questo progetto inserirò degli aggiornamenti man mano che i lavori proseguiranno 😉

Venerdì 15 novembre

Dopo aver riavviato la moto utilizzando una batteria di backup e verificato che il motore funzionasse regolarmente, ho rimosso parabrezza, borse laterali con relativo telaietto, paramotore e sirene. La moto, come si vede dalla foto, si è alleggerita parecchio sia come peso, che nella linea.

Moto Guzzi V50 PA senza bauletti e parabrezza

Sulle Moto Guzzi degli anni ’80 è presente un sistema di frenata integrale azionato dal pedale che ripartisce la frenata sulla ruota posteriore e sul disco sinistro di quella anteriore.

Sulla mia Guzzi V50 la frenata con il pedale non funzionava e così, dopo aver provato inutilmente a spurgare l’impianto, ho smontato sia la pompa dei freni che le pinze trovando tutti i componenti pieni di morchia prodotta dall’olio (essendo igroscopico assorbe acqua) che aveva ostruito i passaggi.
Ho pulito per bene tutti i particolari, li ho rimontati e dopo aver spurgato l’aria tutto è tornato a funzionare perfettamente 😎

Pompa freni posteriori smontata - Moto Guzzi V50

 

Sabato 16 novembre

Ho rimosso i cavi elettrici delle sirene, ed altri cavi che molto probabilmente servivano per far funzionare le frecce come lampeggiatori d’emergenza. Con l’occasione ho disossidato la scatola fusibili (alcuni non facevano contatto bene) e sistemato alcuni giunzioni fatte con il nastro isolante che lasciavano l’anima di rame dei cavi pericolosamente scoperta.

I cablaggi rimossi dalla mia Moto Guzzi V50

Giovedì 21 novembre

Ho terminato la rimozione di tutti i componenti che verranno sostituiti (manca solo il manubrio), ed ora è possibile iniziare a pensare a come trasformare le Guzzi V50.

Nei prossimi giorni dovrò eliminare un leggero trafilamento d’olio dalla testata del cilindro sinistro e con l’occasione controllerò anche lo stato delle valvole 😉


Moto Guzzi V50 smontata Vista anteriore della Guzzi V50 spogliata Perdita olio cilindro destro Guzzi V50 Forcellone posteriore Guzzi V50

Lunedì 25 novembre

Ho controllato che la testata destra, quella che presentava un leggero trafilamento d’olio, fosse correttamente serrata. Poiché gli elementi di fissaggio erano tutti stretti al corretto valore ho smontato la testata per verificare lo stato della guarnizione che è venuta via a pezzi perché era “incollata” alla superficie del cilindro e a quella della testata.

Dopo aver smontato la testata ho controllato la tenuta delle valvole e siccome ho notato una leggera perdita da quella di scarico ho deciso di smontare anche la testata del cilindro sinistro per smerigliare le valvole. La testata sinistra, che non presentava trafilamenti d’olio, è venuta via senza problemi e la guarnizione è rimasta intatta … a dimostrazione che la destra aveva qualche problema 😉


Testata destra smontata - Moto Guzzi V50 Testata sinistra smontata - Guzzi V50

… to be continued, stay tuned!

Installazione batteria su Vespa PX

Sulle Vespa PX prima serie con impianto a 12V senza batteria è possibile effettuare una semplice ed economica modifica per dotarle di una batteria da 9AH in grado di alimentare utilizzatori senza grossi assorbimenti come telefoni, navigatori, sport camera, ma anche luci a LED.

Il materiale necessario è:

  • Un regolatore di tensione a 5 poli per Vespa PX o T5 (è identico a quello installato a 3 poli, solo che nello spazio libero ha due poli aggiuntivi denominati “C” e “B+”).
  • Una scatola porta batteria per Vespa PX Arcobaleno Elestart (in poche parole, per le Vespa PX con batteria).
  • Batteria da 12V 9AH per Vespa PX 1981-199X (attenzione alle dimensioni altrimenti poi non è possibile montare il copri ruota di scorta).
  • Cinghia elastica per fissare la batteria per Vespa PX, Cosa o LML.
  • 4 inserti di plastica (o tappi) quadrati da 8x8mm (servono per fissare la scatola ai supporti del telaio; sono reperibili nei negozi che vendono prodotti per carrozzieri).
  • 2 portafusibili.
  • Optional: 1 relè di tipo automobilistico (se si desidera preservare il contatto a chiave sul manubrio evitandogli carichi eccessivi).

La procedura è molto semplice perché si tratta di far passare attraverso il tunnel due cavi elettrici dal vano della “chiappa” sinistra fino all’interruttore a chiave sul manubrio.
Per lavorare agevolmente conviene togliere serbatoio, nasello e coperchio del manubrio. Poi con un po’ di pazienza ed aiutandosi con un “pilota” si inseriscono i 2 cavi di colore diverso in modo da poter realizzare l’impianto indicato in figura.

Personalmente raccomando l’uso di un relè. Dei due fili fatti arrivare sul manubrio uno servirà per portare corrente all’utilizzatore (il positivo, visto che per la massa va bene un qualsiasi punto metallico del telaio), mentre l’altro lo si userà per dare la massa al relè.

Sull’interruttore a chiave ci sono due poli liberi (sono contrapposti) e sono quelli da usare.  Ruotando la chiave su “acceso” questi due poli liberi vengono collegati mentre gli altri due sono interrotti [questi ultimi sono quelli che servono per mettere a massa l’impianto di accensione per spegnere il motore]).

 

Interruttore a chiave Vespa PX

 

Una sola raccomandazione: acquistate un regolatore di qualità perché in commercio ce ne sono tantissimi che costano poco, ma durano solo qualche minuto   Regolatore Vespa

 

Schema elettrico per batteria su Vespa PX


Installazione batteria Vespa PX  Particolare del regolatore batteria Vespa  Batteria Vespa PX

Motore Triumph TR6 PI

Ultimo aggiornamento: Ott 26, 2017 @ 13:58

Da qualche anno possiedo una Triumph TR6 PI del 1975, una delle ultime prodotte per il mercato italiano e quindi un modello CR da 125 CV.

Quando acquistai l’auto sul motore non vennero effettuati lavori importanti, eccetto la sistemazione dell’impianto d’iniezione Lucas.

Dopo qualche mese d’uso per ridurre il consumo di olio vennero installati degli O-ring sullo stelo delle valvole, e fu durante questa operazione che venne notata una leggera perdita dalla valvola di aspirazione del cilindro n° 2.

Per mantenere le valvole chiuse in modo da poter rimuovere agevolmente i fermi e le molle è sufficiente mettere in pressione il cilindro con aria compressa tramite un raccordo da installare al posto della candela, e fu durante questa operazione che fu accertata la perdita dalla valvola di aspirazione del cilindro n° 2.

Recentemente il consumo d’olio era leggermente aumentato, e così ho deciso di far smontare il motore per una revisione completa dall’officina American Car del mio amico Bob Celli.

Motore Triumph TR6 PI

Dopo lo smontaggio ed un controllo preliminare le condizioni riscontrate sul motore sono:

  • Catena di distribuzione lenta;
  • albero a camme con due lobi molto consumati, in particolar modo quello di azionamento della valvola di aspirazione n° 2;
  • alcuni bicchierotti molto consumati di cui quello della valvola di aspirazione n° 2 in condizioni veramente pessime;
  • fasce raschiaolio di due pistoni incollate;
  • pistoni leggermente rigati, ma nulla di grave tanto che potrebbero anche essere riutilizzati;
  • superfici dei cilindri in condizioni veramente eccellenti;
  • bronzine delle bielle e di banco tutte in ottime condizioni

L’idea è quella di aggiornare il motore a “Fast Road Stage 1” e per la fornitura dei materiali ho deciso di rivolgermi al RevingtonTR workshop che da anni si occupa del restauro e modifica delle Triumph TR.

Nei prossimi giorni inserirò aggiornamenti sui lavori effettuati, per cui se volete sapere come il vecchio motore verrà sistemato … stay tuned … ovviamente l’alimentazione rimarrà ad iniezione con il sistema meccanico Lucas, sistema che se lo conosci NON lo eviti  😎

27 gennaio 2017

C’è voluto un po’ di tempo, ma ieri finalmente tutto il materiale è stato spedito dalla GB e spero di riceverlo all’inizio della prossima settimana.

Il motore verrà revisionato apportando le seguenti modifiche:

  • Testata con valvole ad alte prestazioni (aspirazione dia 36,53 mm e scarico 32,39), molle rinforzate, sedi valvole compatibili con la benzina verde e guide valvole in bronzo
  • Bronzine dimensioni standard
  • Pistoni dimensioni standard, ma di alta qualità
  • Asse a camme “Fast Road” temperato
  • Bicchierotti punterie trattati superficialmente e forati per migliorare la lubrificazione
  • Metering unit tarato per le nuove prestazioni
  • Volano alleggerito in alluminio
  • Frizione e spingidisco rinforzati
  • Ventola raffreddamento radiatore elettrica
  • Collettore di scarico con prestazioni migliori

Il motore verrà riassemblato sostituendo oltre a tutti i materiali di consumo (boccole, guarnizioni, tappi, tenute olio), anche alcuni elementi di fissaggio come fermi e bulloni soggetti a stiramento.

21 febbraio 2017

Sulla testata sono state sostituite le sedi ed i guida valvole, ed i condotti sono stati rilavorati per rimuovere le asperità residue della fusione e per migliorare i flussi. Verranno installate valvole con caratteristiche migliori e molle adatte. Anche il castelletto delle punterie subirà una lieve modifica.

Luce aspirazione testata Triumph TR6

Oggi sono stati montati i nuovi pistoni, ovviamente con bronzine nuove.

Pistoni motore Triumph TR6

27 febbraio 2017

Continua con calma l’assemblaggio del motore.

La cam è stata regolata alla fase prevista utilizzando una corona dentata regolabile:

Triumph TR6 PI camshaft timing

E poi un montaggio normale prestando attenzione solo alla messa in fase del metering unit 😉

Motore Triumph TR6 PI quasi assemblato

Purtroppo manca il piccolo raccordo che va installato sul metering unit, e quindi l’installazione del motore inevitabilmente subirà un lieve ritardo 🙁

3 marzo 2017

In attesa che arrivino alcuni particolari mancanti, oggi pomeriggio il motore è stato avviato al banco  😀

 

 

Purtroppo è stata riscontrata una leggera perdita dal metering unit. C’è un piccolo trafilamento di benzina dalla flangia di accoppiamento tra la parte distributrice e quella regolatrice del MU, e molto probabilmente sarà necessario sostituirlo con un altro in quanto questi complessi vengono revisionati e calibrati da alcune ditte in UK. Il MU installato era stato appena revisionato, e quindi mi verrà sostituito in garanzia.

Ricordo a tutti che il motore è stato preparato mantenendo l’alimentazione ad iniezione Lucas opportunamente tarata.

Nei prossimi giorni verra rimontato sull’auto; saranno necessarie sicuramente alcune ulteriori regolazioni, ma da come gira sembra che promette molto bene Motore TR6

22 marzo 2017

La revisione del motore della TR6 è terminata. Il motore è stato provato su strada e funziona perfettamente e …. “lisciamente”  :mrgreen:

Con “lisciamente” intendo che anche procedendo a soli 1000 RPM in 4^ marcia con overdrive non ha perdite di colpi e gira perfettamente regolare.

In accelerazione nessuno “strappo”, ma un’ottima progressione … per quello che ho potuto provare visto che il motore è in “rodaggio” e ovviamente non l’ho sforzato  😉

Che dire …. oltre che soddisfatto sono sempre più convinto che anche continuando ad utilizzare la tanto vituperata iniezione Lucas si riescono a realizzare motori con buone prestazioni dal funzionamento estremamente regolare e con una erogazione “fluida” (senza strappi).

Per ulteriori informazioni sui componenti utilizzati contattatemi: ricordo a tutti che il motore della mia Triumph TR6 PI modello CR è stato revisionato per aggiornarlo alla versione CP “Fast Road Stage 1”, più altre modifiche …. diciamo che ora è una versione CP Stage 1 & 1/2  😎

 

Le foto della revisione motore Triumph TR6 PI


Tutte e foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉


Sostituzione Filtro Aria Gold Wing

Ultimo aggiornamento: Ott 26, 2017 @ 13:57

Ho appena terminato la sostituzione del filtro dell’aria sulla mia Gold Wing GL1800 del 2010 dotata di AirBag, operazione che ho eseguito insieme al mio amico Gianni.

La Honda prevede la sostituzione del filtro aria ogni 18.000 km, ma poiché è un’operazione che richiede lo smontaggio di molte parti in genere viene eseguita intorno a 50.000 km, ed essendo la mia Gold Wing arrivata proprio a 50.000 km ho deciso di sostituirlo.

Per arrivare all’air box che contiene il filtro aria è necessario scollegare numerosi connettori elettrici e rimuovere diversi componenti tra cui l’AirBag: per sicurezza è bene staccare la batteria in modo da disalimentare completamente tutta la moto.

Come prima operazione conviene togliere la sella ed i due fianchetti (quello della batteria ed il corrispettivo a destra); poi si possono rimuovere tutte le carene superiori.

Per lo smontaggio delle carene consiglio la visione di questo video:

 

Le viti che fissano le carene laterali NON sono tutte uguali; per non sbagliare io le ho conservate così:

 

Viti carene - filtro aria Gold Wing

Rimosse tutte le carene bisogna staccare il supporto dell’AirBag:

  • sul lato sinistro della moto liberare la centralina svitando il bullone da 10 in modo da poter girare la staffa. Non serve staccare i connettori; i fili sono abbastanza lunghi e la centralina può essere spostata senza problemi.
  • Sul lato destro invece va staccato il controller dell’Airbag che è fissato da due bulloni sempre da 10. Per allontanarlo è necessario scollegare anche il piccolo connettore elettrico.
    Inoltre occorre far fuoriuscire dalla sede anche la fascetta di plastica che mantiene in posizione il cablaggio più grande; con un po’ di pazienza e delle piccole pinze bisogna schiacciare le linguette mentre si tira la fascetta.
    Una volta liberato si può spostare il controller verso l’esterno (conviene fissarlo ad un foro della carena).
  • Sul lato destro sfilare anche il filo dell’antenna FM.
  • Rimuovere i fermi di plastica e sfilare i due condotti di presa aria.

Rimuovere gli elementi di fissaggio del supporto AirBag: a destra ci sono due viti torx T30, mentre a sinistra davanti c’è un bullone da 10, e dietro un’altra torx T30.

A questo punto l’AirBag è libero e può essere sfilato ruotando la parte posteriore verso l’alto mentre lo si fa scorrere leggermente indietro; appena si è creato lo spazio sufficiente bisogna scollegare tutti i connettori della radio ubicati nella parte anteriore.
Scollegati i connettori l’AirBag può essere spostato indietro e poggiato sul serbatoio.

L’airbag contiene una carica esplosiva e quindi va sempre ….
maneggiato con estrema cautela. Poggiarlo sul serbatoio mantenendolo nella stessa posizione d’installazione, e cioè con la parte nera verso l’alto.

Tolto l’AirBag basta svitare le viti che fissano il coperchio della scatola del filtro aria e rimuoverlo, ed il filtro sarà così accessibile per la sostituzione.

Per identificare tutti i componenti consiglio la visione anche delle foto contenute in questo album  😉


Tutte e foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Motore Lambretta 150D

Ultimo aggiornamento: Ott 26, 2017 @ 14:07

La Lambretta 150D è dotata di un motore monocilindrico a 2 tempi che sviluppa una potenza di 6 CV a 4600 giri.
La frizione è a bagno d’olio ed il cambio a tre velocità; l’accensione invece utilizza un volano magnete a 6 Volt con anticipo variabile.

La struttura del motore è alquanto complessa e particolare; tanto per citare una caratteristica, la trasmissione del moto dal blocco motore/cambio – che è posto al centro dello scooter – alla ruota posteriore avviene tramite un albero ed una coppia conica.

Anche la lubrificazione del motore è abbastanza “originale” in quanto un cuscinetto dell’albero motore (quello installato lato volano) utilizza grasso, mentre l’olio della scatola cambio lubrifica, oltre agli ingranaggi, anche la frizione ed il secondo cuscinetto di banco.
La scatola della coppia conica ha invece una propria lubrificazione con olio ad alta viscosità.

Come è facile comprendere con una simile configurazione il motore risulta piuttosto complicato vista la presenza di numerosi paraoli ed ingranaggi elicoidali (quelli delle coppie coniche), oltre ad innumerevoli boccole, anelli seeger, rondelle di rasamento, molle, etc etc Motore Lambretta

Inoltre, sia per lo smontaggio che per il montaggio sono necessari vari estrattori (realizzabili adattandone alcuni standard) e delle chiavi speciali (bussole di ridotto spessore).

Alcuni elementi sono montati ad interferenza, per cui è bene procurarsi anche una torcia a gas o un phon industriale per scaldare le parti.

Come ho già raccontato in un precedente post, lo smontaggio del motore ha presentato diverse difficoltà perché numerose parti erano inchiodate dall’ossido, è stato necessario preparare degli estrattori, e soprattutto per la presenza di una quantità enorme di vecchio grasso secco misto a sabbia diventato durissimo con il tempo, e quindi molto difficile da rimuovere.

Quando la Lambretta 150D fu acquistata il motore era funzionante, ma erano presenti copiose perdite d’olio in prossimità della ruota posteriore.
Ed infatti l’unico grosso problema riscontrato nel motore è stato lo sfondamento del pignone e la rottura di un cuscinetto della trasmissione.

Dopo aver smontato tutte le parti è stata eseguita una sabbiatura dei carter motore che in origine venivano verniciati con colore sistema Lechler Alluminio FIAT 690.

Vista la complessità del motore – e soprattutto la poca esperienza – si è preferito pre-assemblare alcune parti del motore per evitare di danneggiare la verniciatura durante il montaggio.

Nel sito http://www.scooterdepoca.com sono disponibili i vari manuali ed il catalogo delle parti di molti modelli di scooter, tra cui anche quelli della Lambretta 150D.

I numeri di riferimento riportati in questo articolo sono relativi al catalogo delle parti liberamente scaricabile dal suddetto sito; c’è anche un bel Forum con informazioni e suggerimenti indispensabili per il restauro e la manutenzione della Lambretta 150D e del suo motore.

Trasmissione

Come prima cosa va inserito il gruppo pignone e relativi cuscinetti preventivamente assemblato; poiché le parti sono molto vecchie e spesso usurate conviene montare DUE paraoli al posto dell’unico originale in modo da garantire una tenuta migliore facendoli lavorare su un’area del pignone non usurata.

Prima d’inserire il gruppo pignone assicurarsi che sia presente la rondella d’acciaio di battuta 34 in fondo alla sede.
Poiché la tenuta dell’olio viene effettuata solo per interferenza tra il distanziale 36 ed il corpo della trasmissione conviene applicare un filo di sigillante in modo da essere certi che non si verificheranno perdite.

Conviene scaldare il carter della trasmissione perché il calore dilata l’alluminio e lo rende più elastico.

Verifica tenuta gruppo pinione

Verifica della tenuta del gruppo pignone coppia conica

Prima di procedere alla verniciatura del carter trasmissione si è preferito provare un assemblaggio del gruppo al blocco motore.
Dopo varie prove si è visto che il metodo più semplice è quello di fissare il carter trasmissione in posizione verticale in modo che sia possibile inserire  l’alberino secondario del cambio e tutti gli ingranaggi senza che questi fuoriescano; il gruppo motore verrà poi collocato in posizione dall’alto.

Dopo questa verifica, necessaria per assoluta mancanza d’esperienza su questo motore, il carter trasmissione è stato preparato per la verniciatura  😀

Gruppo trasmissione Lambretta 150D

Gruppo Motore

Il montaggio dell’albero motore e dei relativi cuscinetti e paraoli non presenta particolari difficoltà. Prestare attenzione solo al verso dei 3 paraoli (molletta sempre rivolta verso la biella).

Montaggio albero motore Lambretta 150D

Terminata l’installazione dell’albero si può inserire il pignone primario. Su questo motore, uno degli ultimi prodotti, il dado di fissaggio ha la filettatura sinistra.

ATTENZIONE: sotto al pignone possono essere presenti una o più rondella di rasamento che vengono utilizzate per regolare il gioco della coppia conica primaria. Non avendo sostituito parti sono state rimontate le tre rondelle trovate al momento dello smontaggio.

Bloccato il pignone si può montare la corona della coppia conica ed il cestello della frizione. Per poter serrare il dado bisogna bloccare l’albero con una chiave spaccata da 18 di piccole dimensioni in quanto va infilata in uno spazio non molto grande.

A questo punto si procede con l’assemblaggio del gruppo frizione; prima il tamburo …

Tamburo frizione Lambretta 150D

… e poi i dischi della frizione. Per schiacciare le molle e poter inserire il fermo è stato utilizzato il tirante stesso della frizione (non è necessaria una grande forza per schiacciare le molle):

Frizione Lambretta 150D

E così anche il gruppo motore è pronto per la verniciatura  😉

Gruppo motore (parte calda) Lambretta 150D

I carter motore della Lambretta 150D (tutte le fusioni) ed anche il collettore di aspirazione originariamente venivano verniciati color alluminio Fiat 690 (il classico color alluminio dei cerchioni in ferro delle auto), per cui si è proceduto alla mascheratura e verniciatura delle varie parti applicando prima un fondo aggrappante …

Parti da verniciare motore Lambretta 150D

… e poi il colore Alluminio Fiat 690.

Verniciatura motore Lambretta 150D

 

Assemblaggio finale

L’accoppiamento del gruppo motore a quello della trasmissione non presenta particolari difficoltà se viene effettuato mantenendo le trasmissione verticale.

Si inserisce prima l’alberino di trasmissione 7 nel pignone 38, e poi l’ingranaggio 60 completo dei 24 rulli 62.

Per mantenere i rulli in sede è sufficiente usare del grasso; se si ha la cura di allinearli perfettamente l’inserimento dell’ingranaggio è semplicissimo

Subito dopo si può montare la forcella 56 di comando del cambio ed il relativo alberino. Questo particolare una volta installato previene la fuoriuscita dell’ingranaggio montato precedentemente.

Esternamente al carter sull’alberino della forcella va montata una rondella di tenuta che è di feltro. In quel punto l’olio non arriva ed i progettisti utilizzarono il feltro perché da quel punto il cambio doveva sfiatare (successivamente aggiunsero anche un foro di sfiato sul coperchio frizione).

Montata la forcella del cambio si assemblano i vari ingranaggi, e poi si può posizionare il blocco motore. Per far “innestare” i vari ingranaggi è sufficiente ruotare lentamente la frizione.
Non è necessario battere o forzare: non appena gli ingranaggi si innestano il blocco motore “cade” accoppiandosi perfettamente con la trasmissione.

A questo punto si montano e serrano un paio di brugole e si verifica il funzionamento del cambio; se tutto è OK si procede all’installazione di tutti gli elementi di fissaggio ed al serraggio finale.

Il prigioniero per il cavetto di massa va installato nel foro in alto a sinistra (guardando la trasmissione da dietro), e cioè nel punto più vicino al telaio.

Gruppo motore e gruppo trasmissione assemblati - Lambretta 150D

 

Motore Lambretta 150D

E poi ….

Qualche piccolo problema per eseguire lo spessoramento anche del coperchio del gruppo “messa in moto” (il pignone è sempre innestato nell’ingranaggio principale dell’albero primario del cambio), ma alla fine …

 

Questo è il risultato di tutto il lavoro  Lambretta 150D -- motore

 


Tutte e foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Pignone coppia conica Lambretta 150D

Sto restaurando una Lambretta 150D del 1956, e già durante lo smontaggio della trasmissione del motore mi ero accorto che il pignone della coppia conica presentava un’anomalia.

Pignone coppia conica Lambretta 150D

Dopo aver rimosso e pulito il pignone ho fatto una piccola indagine e grazie anche ad immagini disponibili nel web non ho avuti dubbi: al pignone della coppia conica mancava il fondello di tenuta  😯

Il fondello del pignone è importante nella trasmissione della Lambretta 150D perché impedisce all’olio del cambio di scendere nella scatola della coppia conica; nonostante la mancanza del fondello ed il poco olio presente nel cambio per fortuna i vari componenti non hanno subito danni e così ho subito iniziato ad informarmi su come riparare il pignone.

Leggendo il manuale di manutenzione dell’epoca sembrava una cosa semplice perché ho trovato scritto:

Assicurarsi che il pignone sia provvisto di fondello in alluminio, e se questo non fosse perfettamente bloccato cambiarlo fissandolo opportunamente per assicurare la tenuta del lubrificante.

Istruzioni un po’ vaghe … 🙄 ; ho provato a chiedere su qualche forum specialistico, ma non ho ottenuto risposte se non un vago “rivolgiti ad un buon saldatore”.
Parlando con i miei amici titolari dell’Officina American Car di Lanuvio, e poi rimuovendo un piccolo residuo bianco ancora presente sono arrivato alla conclusione che la tenuta del pignone veniva assicurata dal fondello in alluminio saldato a stagno.

Ho provato a fare una ricerca per vedere se il fondello è disponibile come ricambio, ma senza esito; e così mi sono armato di tanta pazienza e l’ho costruito utilizzando del rame al posto dell’alluminio.

Ho trovato un lamierino di rame di un millimetro di spessore e l’ho tagliato poco più grande del foro, e poi usando una boccola ed una sfera d’acciaio l’ho piegato rendendolo concavo.

Utilizzando una mola l’ho quindi reso circolare e del corretto diametro in modo che potesse inserirsi nel foro liberamente, ma senza gioco eccessivo.

Fondello per pignone

Ho sgrassato perfettamente le parti, ho inserito il fondello, e poi l’ho delicatamente schiacciato in modo che il diametro esterno aumentasse per inserirsi nella scanalatura del pignone. Ho ribattuto il fondello fino a farlo rimanere saldamente in sede.

Fondello inserito nel pignone

Ho applicato del disossidante per saldatura a stagno, e poi ho inserito l’alberino di trasmissione assicurandomi che fosse a battuta.

Attenzione: è importante che l’alberino sia inserito e a battuta perché fondendo lo stagno riempirà la scanalatura colando nel millerighe sotto il fondello, e se l’alberino è mancante poi sarà impossibile inserirlo in quanto lo stagno riempirà il millerighe.

Mi è poi bastato fondere dello stagno in modo da riempire gli spazi vuoti per assicurare la tenuta del fondello.

Pignone coppia conica Lambretta 150D riparato

Freddate le parti, ho eseguito un controllo di tenuta utilizzando benzina.

Terminata la riparazione ho così potuto riassemblare il pignone con i relativi cuscinetti.

Assieme pignone Lambretta 150D

 

Nota: molto probabilmente lo sfondamento dei fondello è stato causato dalla rottura del cuscinetto posteriore del pignone che ha permesso al pignone stesso di girare fuori asse  😉


Tutte e foto sono disponibili su Flickr, anche per il download 😉

Restauro Lambretta 150D

Ultimo aggiornamento: Lug 14, 2016 @ 06:00

È stato amore a prima vista … ho notato una Lambretta 150D del 1956 su Subito.it, ho contattato il proprietario, sono andato a vederla, l’ho acquistata e me la sono portata a casa!

Lambretta 150D del 1956

La Lambretta risulta radiata d’ufficio dal PRA, ma essendo dotata di targa originale, libretto di circolazione e foglio complementare la sua reiscrizione al Pubblico Registro Automobilistico  è una procedura relativamente semplice e poco costosa.

Visto il buono stato generale, dopo averla iscritta ASI e sistemati i documenti di circolazione, pensavo di utilizzarla nello stato in cui si trovava, ma dopo aver acquistato alcuni pezzi che necessitavano di essere sostituiti ho pensato che forse era meglio smontarla per procedere ad un restauro totale.

Prima d’iniziare i lavori mi sono procurato il catalogo delle parti, le “istruzioni per le stazioni di servizio”, lo schema elettrico ed il libretto uso e manutenzione scaricandoli dal sito Scooter d’Epoca.

Rispetto alla Vespa la Lambretta utilizza un numero decisamente maggiore di parti e di elementi di fissaggio; inoltre trattandosi di un mezzo molto vecchio parecchi dadi e bulloni sono stati sostituiti nel tempo con altri “rimediati”.

Tanta sporcizia, incrostazioni e grasso vecchio hanno reso lo smontaggio non agevole, ma alla fine ci sono riuscito ed ora sto’ procedendo alla verifica ed alla sistemazione e/o riparazione dei singoli particolari prima di portarli a sabbiare e verniciare.

Man mano che avanzerò nel restauro della Lambretta 150D aggiornerò questo articolo per descrivere le varie riparazioni e documentarle con foto.

Appena liberato il telaio ho notato che il supporto del cavalletto era danneggiato; è stato costruito al tornio un blocco di rinforzo e alcune boccole, mentre il perno centrale è stato sostituito con un bullone ad alta resistenza opportunamente modificato; questo il risultato:

Riparazione cavalletto Lambretta 150D

Lo smontaggio della forcella anteriore non ha presentato difficoltà; solo la grande quantità di grasso vecchio che ricopriva tutti i componenti ha ostacolato un po’ i lavori.
La pulizia delle parti ha richiesto circa 2 ore Pulizia forcella anteriore Lambretta 150D

Forcella anteriore Lambretta 150D

Il tamburo del freno presentava segni di corrosine e righe profonde e quindi è stato rettificato al tornio.

Le leve di reazione hanno profondi segni lasciati dalla ruggine, mentre le relative boccole sono molto ovalizzate. Le leve verranno riparate inserendo delle boccole ad interferenza, mentre le boccole dovranno essere sostituite perché non recuperabili.

Il serbatoio all’interno presentava dei punti di ruggine, e così ho preferito eseguire una bonifica ed un trattamento con resina epossidica (personalmente uso il Power Tank della Lux-Metal).

Serbatoio Lambretta 150D prima del trattamento     Serbatoio Lambretta 150D DOPO il trattamento

Il trattamento non è difficile da eseguire, ma va fatto senza fretta e con pazienza e soprattutto rispettando le dosi ed i tempi indicati 😉

Con lo smontaggio del tamburo posteriore dal blocco motore finalmente ho tutti i pezzi da verniciare con il colore Beige Sabbia disponibili.
La rimozione del tamburo ha richiesto un certo impegno in quanto avendo un innesto conico con chiavetta l’ho dovuto lasciare in tensione diverse ore scaldandolo con una lampada, e menando “mazzate” in modo da sbloccarlo.
Dopo 4 ore ho udito uno “sglang”, e finalmente il tamburo s’è liberato dall’asse Rimozione tamburo Lambretta 150D

Tamburo Lambretta Innocenti 150D   Asse posteriore Lambretta 150D

 

Venerdì 9 ottobre

Tutte le parti da verniciare sono state portate a sabbiare  😀

Ho anche iniziato la lucidatura delle parti in alluminio:

Supporto manubrio Lambretta 150D

Nel frattempo l’aggiustatore e tornitore di fiducia (mio figlio  :mrgreen: ) sta eseguendo alcune riparazioni.
Ad esempio, un braccetto della forcella corroso ed usurato è stato recuperato installando una boccola ad interferenza che poi è stata tornita al diametro originale:

Tornitura braccetto forcella    Braccetti riparati x forcella Lambretta 150D

 

Sabato 24 ottobre

È stato quasi ultimato lo smontaggio del motore che ha presentato diverse difficoltà in quanto è stato necessario adattare alcuni estrattori oltre a modificare delle chiavi a bussola.

Il motore della Lambretta 150D è veramente complesso  😯  ; alcuni amici mi avevano avvisato, ma mai mi sarei immaginato così tanti pezzi e la presenza di innumerevoli anelli seeger, rondelle di rasamento, spessori, boccole, dadi sinistri, etc!
Una complessità a mio parere ingiustificata  😕

Comunque, la decisione di smontarlo – anche se funzionante – si è rivelata azzeccata perché diversi componenti sono stati trovati in pessime condizioni.
In particolare il pignone della coppia conica finale (quello che trasmette il moto alla ruota) è stato trovato senza il fondello di tenuta, e questo provocava il passaggio dell’olio del cambio nella scatola della coppia conica; olio che poi veniva perso a causa dell’usura del paraolio sul mozzo ruota posteriore.
Usando la Lambretta in queste condizioni sicuramente il cambio si sarebbe danneggiato, invece – per fortuna – non presenta usure anomale o rotture.

Pignone coppia conica Lambretta 150D

Ad oggi manca da smontare solo l’albero motore in quanto un dado di fissaggio e bloccato ed ancora non è stato possibile allentarlo neanche scaldandolo. Nei prossimi giorni proverò utilizzando una chiave a bussola esagonale facendo forza con una leva molto lunga … sperando di non sfasciare qualcosa  🙁

Dado albero motore lato volano di lambretta 150D

Tolto il dado che si vede in figura, bisognerà rimuovere il carter con un estrattore e poi finalmente sarà possibile sfilare l’albero motore  😉

Lunedì 26 0tt0bre

Dopo aver saldamente bloccato il carter motore in una morsa ed impedito la rotazione dell’albero motore infilando una chiave nello spinotto sono riuscito a svitare il dado dell’albero motore, ma solo applicando una forza enorme su una lunga leva  😯

La leva utilizzata

Dopo aver rimosso l’anello seeger è stata la volta del semicarter lato volano il cui smontaggio richiede un estrattore e tanta, tanta pazienza  🙄
Ho prima messo in tensione l’estrattore, poi ho scaldato la parte esterna del carter, poi ho dato dei colpetti con un martello di plastica continuando a tenere sempre in tensione l’estrattore … piano, piano e spruzzando anche del lubrificante il carter si è sfilato.

Smontaggio carter motore Lambretta 150D

Tolto il carter, smontare l’albero motore è stato facilissimo  🙂

Nei prossimi giorni procederò alla pulizia di tutti i pezzi, e poi ad una loro accurata ispezione in modo da poter preparare una lista dei materiali necessari per rimontare il motore.

Venerdì 6 novembre

Finalmente tutte le parti sono state smontate  😀
I cuscinetti di banco sono in ottime condizioni e la biella non ha giochi, per cui per riassemblare il motore dovrò acquistare tutti i paraoli, il kit guarnizioni ed alcuni cuscinetti della trasmissione che fortunatamente non sono molto costosi.

Dopo la pulizia che ha richiesto molte ore, ho rimesso insieme le parti in alluminio da pallinare del motore che ora si presenta così:

 

Martedì 10 novembre

Oggi è stata eseguita la riparazione del pignone della coppia conica della trasmissione.

Allo smontaggio il fondello di tenuta risultava mancante  ed un cuscinetto fu trovato in pessime condizioni.
Il fondello è stato ripristinato, mentre i cuscinetti ed il paraolio sono stati sostituiti  😉

Sabato 14 novembre

Nei giorni scorsi sono stati ricostruiti con acciaio inox i sostegni della pedana e lucidati alcuni particolari degli attacchi delle manopole.
Stamattina alla Fiera di Sora è stato ritirato il materiale ordinato a TuttoLambretta.it  😀

Sostegni pedana Lambretta 150D

 

Attacchi manopole Lambretta 150D

 

Sabato 28 novembre

Il grosso del lavoro di riparazione sembra finalmente finito  😀
Quasi ogni particolare ha richiesto un intervento, seppur piccolo, di sistemazione, aggiustaggio o come minimo di pulizia approfondita! Tracce di grasso secco, difficilissimo da rimuovere, sono state trovate praticamente ovunque!

Ieri è stato riparato il poggiapiedi passeggero. Era in pessime condizioni, ma è stato preferito mantenerlo perché ormai questo modello non è più reperibile sul mercato.

Poggiapiedi Lambretta 150D

La riparazione è stata fatta riempiendo con resina e lana di vetro la parte sottostante per rinforzare la pedana (tutte le foto sono disponibili su Flickr); la parte “a vista” verrà stuccata e poi verniciata color allumino Fiat 690 (lo stesso colore usato anche per i carter motore ed altri particolari)  😉

Pedane Lambretta 150D

Martedì 8 dicembre

Iniziato l’assemblaggio del motore  😀

Lunedì 14 dicembre

Oggi è stato completato l’assemblaggio del gruppo trasmissione e gruppo motore ed è iniziata la verniciatura dei carter e delle altre parti del motore.

Martedì 15 dicembre

  • Verniciate le parti del motore con colore Alluminio Fiat 690
  • Ritirate le parti del telaio e della carrozzeria dalla verniciatura
  • Eseguita la revisione del carburatore

Carburatore Lambretta 150D

Mercoledì 30 dicembre

Prosegue l’assemblaggio del motore che ormai è quasi completo.

Motore Lambretta 150D

 

Lunedì 4 gennaio

Motore Lambretta 150D

 

Martedì 19 gennaio

Avviamento e prova motore con regolazione dell’anticipo e della carburazione  😆

 

Sabato 23 gennaio

Dopo che nei giorni scorsi erano stati terminati alcuni assemblaggi di particolari come bauletto posteriore, pedane passeggero, serbatoio (con revisione del rubinetto), oggi sono stati portati a termine due lavori abbastanza impegnativi come l’installazione del motore sul telaio e quella del serbatoio.

Alcune note per l’installazione del motore

Per collocare il motore sul telaio conviene essere in due perché, se completamente assemblato, è abbastanza pesante.

Con attenzione si fa passare il volano e poi si cala tutto il blocco allineando i fori per poter inserire in grosso bullone inferiore intorno al quale ruota il motore. Non serrare il bullone ora: se il motore si muove leggermente vi consentirà di allineare con più facilità la bielletta ed inserire gli spessori (le due grosse rondelle che vanno nell’attacco sul motore).

Una volta collocato il motore si può iniziare l’operazione più fastidiosa: il precarico ed il collegamento della barra di torsione.
La barra va precaricata di uno spazio equivalente a 1/2 foro della bielletta, e questa misura è valida solo con il TAMPONE di GOMMA posteriore montato!
Ruotare la barra di torsione nel millerighe sul supporto fisso (quello destro) fino a trovare la giusta posizione. L’operazione richiede un po’ di pazienza in quanto ogni volta è necessario riposizionare/ruotare anche il braccio oscillante sul millerighe dell’altra estremità dell’albero (quello sinistro).
Una volta trovata la corretta posizione si può precaricare la barra di torsione usando un morsetto da falegname ed inserire i perni.
Alcune foto che illustrano la posizione dei fori e l’uso del morsetto da falegname le trovate del sito www.vintage-Italy.com .

Serbatoio

Terminata l’installazione della sospensione posteriore si può procedere con l’inserimento del serbatoio che può avvenire solo SENZA il rubinetto.
Per evitare di graffiare il serbatoio conviene proteggerlo perché lo spazio è VERAMENTE POCO, appena appena sufficiente.

Inserite il serbatoio dal lato sinistro, spostatelo leggermente per far scavallare i supporti posteriori, inserite la protezione in gomma e poi fissatelo. Lo spazio è poco, ma se tutto è installato a dovere il serbatoio c’entra … ma preciso, preciso  😉

Gli altri componenti montati in questi giorni non hanno invece presentato particolari difficoltà.

Lambretta 150D parzialmente assemblata

 

Sabato 30 gennaio

Il lavoro continua, ma il rimontaggio prosegue a rilento in quanto, non conoscendo il mezzo, spesso sono costretto a smontare alcuni particolari installati precedentemente altrimenti non riesco a montarne altri  🙁

Ad esempio, il parafango posteriore va montato DOPO aver installato sia il bauletto, che il supporto della batteria; e prima di fissarlo è necessario passare anche il filo che va al fanalino posteriore.

Al momento la situazione è questa:

Lambretta 150D in fase di assemblaggio

Alcuni particolari di Lambretta 150D

Mancano ancora da installare tutti le guaine ed i cavi di comando, collegare l’impianto elettrico e montare lo scudo.

Devo anche sostituire alcuni piccoli particolari (come i bulloni della maniglia passeggero con altri a testa svasata 😉 ).

 

Venerdì 5 febbraio

Quasi finita, purtroppo mancano due particolari necessari per poter collegare il filo del gas ed un filo del cambio  😕

Lambretta 150D restaurata

 

Anteriore Lambretta 150D

 

Mercoledì 17 febbraio

Finita!  😀 

Dopo aver sistemato le ultime cosette domani la porterò al controllo di revisione, e poi potrò circolare liberamente  😉

Lambretta 150D del 1956 restaurata

 

Anteriore di Lambretta 150D

 


La galleria completa delle foto è disponibile su Flickr:

Pirenei, Galizia e Nord del Portogallo in moto

Era da parecchio tempo che non facevo più un “vero” viaggio in moto, e così ho approfittato di qualche giorno libero per visitare alcune zone della Spagna e del Portogallo che non conoscevo.

Come sempre ho preso spunto da vari report trovati nel web, ma ho anche fatto tesoro dei preziosi consigli di carissimi amici che amano fare turismo in moto.

Per il trasferimento in Spagna anche questa volta ho preferito il traghetto che in 20 ore di navigazione permette di raggiungere comodamente Barcellona da Civitavecchia ad un prezzo decisamente conveniente.

Gli alberghi li ho “individuati” prima di partire, per poi prenotarli day-by-day.
Quando arrivo in un posto non amo andare alla ricerca della sistemazione; inoltre le strutture le scelgo in base a precisi requisiti come parcheggio sicuro per la moto, Wi-Fi, un giudizio degli ospiti preferibilmente da ottimo in su (da una scala da 1 a 10, almeno 8), e così preferisco informarmi in anticipo sulle loro caratteristiche.

Cliccando sull’icona  camera-icon (1)  si aprirà il relativo album fotografico  

Giovedì 25 giugno – La partenza camera-icon

In partenza per la SpagnaTrasferimento a Civitavecchia per l’imbarco sull’ottima nave “Roma” della Grimaldi Lines con partenza in orario.

Venerdì 26 giugno – L’arrivo a Barcellona camera-icon

Arrivo nel moderno terminal Grimaldi di Barcellona – in orario con procedura di sbarco molto veloce – da dove ho proseguito in moto per l’Ibis Hotel di Sant Andreu de la Barca, un’ottima struttura alla periferia di Barcellona sulla strada per Andorra, mia destinazione del giorno seguente.

In prossimità dell’albergo c’erano diversi ristoranti, ed ho cenato in uno che mi era stato consigliato dal portiere dell’albergo.

Arrivando in Spagna si nota subito la differenza con il nostro Paese: strade più pulite, traffico ordinato e scorrevole, servizi efficienti, ma soprattutto PREZZI PIÙ BASSI; e nei giorni seguenti la prima positiva impressione è stata sempre confermata.

Sabato 27 giugno – Barcellona > Antichan-de-Frontignes camera-icon

Dopo un piccolo tratto autostradale (non a pagamento) ho proseguito su strade secondarie panoramiche verso Andorra.
Per entrare nel Principato ho incontrato una lunga fila, ma per fortuna gli automobilisti spagnoli agevolano il passaggio delle moto, e così in qualche minuto sono riuscito a superare il varco doganale (presidiato da agenti) dove però non ho visto effettuare controlli.

Breve sosta in città, e poi ho continuato verso la Francia su strade con vedute molto belle.

Vista dei PireneiHo viaggiato con calma gustandomi il territorio e sono arrivato all’ Hôtel Auberge de la Palombière verso le 17.
Avevo incontrato pochissime auto nell’ultimo tratto di strada, ed un piccolo borgo che avevo attraversato poco prima di arrivare all’hotel mi era sembrato deserto … solo qualche mucca al pascolo in un’area recintata.
La zona si presentava bene, un bellissimo panorama ed una quiete a cui non sono abituato, e l’albergo dall’esterno non era niente male solo che … era chiuso albergo Pirenei chiuso
Ho suonato, ho bussato alla porta, ma niente!
Non un cartello, né un numero da chiamare Albergo chiuso

Mentre aspettavo sono giunti altri due motociclisti che, dopo aver visto che l’hotel era chiuso, hanno proseguito senza indugio verso un’altra struttura.

Poiché avevo prenotato l’albergo tramite Booking.com non volevo andar via senza essermi prima accertato della reale chiusura, e così ho telefonato al numero che avevo sulla prenotazione e finalmente il gestore è venuto ad aprirmi.
Praticamente questa struttura è un ristorante che al piano superiore ha 6 camere per dormire.
Quella che mi è stata assegnata era con mobilio vecchio, e puzzava terribilmente perché impregnata degli odori della cucina. Inoltre c’erano un mare di fastidiose mosche che svolazzavano ovunque.

Vabbé mi son detto, inutile che chiedo di cambiare camera tanto le altre saranno uguali se non peggio, apro le finestre e faccio cambiare l’aria …

Il bello di questa storia è che la struttura ha dei giudizi eccellenti nel web; tutti la lodano assegnando un punteggio altissimo. A me è invece sembrata veramente scarsa; e la sera prima di addormentarmi ho dovuto anche abbattere a ciavattate diverse mosche che avevano deciso di non andarsene!

Ho cenato nel tanto osannato ristorante … è stato il peggior pasto di tutta la vacanza!

Domenica 28 giugno – Pirenei & Pamplona camera-icon

Dopo aver preso un caffè preparato in camera, ho caricato la moto e via verso Pamplona nel fresco della mattina per affrontare tanti chilometri di curve.

Una veduta dei Pirenei

I Pirenei: uno spettacolo della natura

Strade b e l l i s s i m e con paesaggi mozzafiato lungo tutto il percorso che, senza saperlo, avevo programmato sul tracciato storico dell’edizione 1910 del Tour de France nella quale, per la prima volta dalla creazione del Tour, furono affrontati i Pirenei.
Sono arrivato nel pomeriggio a Pamplona dove ho pernottato all’Hotel Burlanda, un buon albergo nella periferia della città, ma ottimamente collegato con il centro raggiungibile in 5 minuti con il bus pubblico.

In tutte le città della Spagna che ho visitato i servizi di trasporto pubblico funzionano magnificamente, e così preferisco scegliere alberghi non in centro (che spesso è area pedonale)facilmente raggiungibili con la moto e dotati di parcheggio privato.

A Pamplona erano in atto i preparativi per la festa di San Fermín caratterizzata dagli encierros (le corse davanti ai tori); c’era molta in gente per strada, ma stranamente tantissimi negozi e molti locali erano chiusi.
Ho passeggiato a lungo per il centro della città per visitare i luoghi d’interesse, ma arrivata l’ora di cena e visto che di ristoranti aperti ce n’erano ben pochi ho preferito tornare a Burlanda.

Dopo aver girato parecchio alla fine sono riuscito a trovare un bar-ristorante che era molto affollato, ma mi sono dovuto accontentare di bocadillos e patate fritte (ottime perché non surgelate).

Lunedì 29 giugno – Pamplona > Pechón camera-icon

Giornata dedicata al trasferimento a Pechón, località che avevo scelto come base per la visita dei Picos de Europa.

Da Pamplona mi sono diretto prima verso San Sebastian, nota località di villeggiatura estiva celebre per le sue spiagge ed il bellissimo lungomare e poi, dopo una breve sosta, ho proseguito su strade secondarie lungo la costa che è molto suggestiva perché ricca di paesaggi selvaggi con dirupi a strapiombo sul mare.

Altra fermata nell’incantevole cittadina di Comillas, e poi finalmente l’arrivo al B&B La Espina, una valida struttura con una bella vista sul mare.

Dopo una doccia ed un po’ di riposo ho fatto una rilassante passeggiata per arrivare alla spiaggia, e poi una cena a base di pesce in un’ottima trattoria a gestione familiare.

Sulla costa atlantica ho incontrato sempre un meteo splendido con temperature veramente gradevoli intorno ai 25°. Ma bastava spostarsi 15-20 km verso l’interno per vedere la temperatura salire rapidamente per raggiungere 32-34°

Martedì 30 giugno – Visita ai Picos de Europa camera-icon

I Picos de EuropaUna delle giornate più interessanti di tutto il viaggio Picos de Europa - Spagna: la visita ai Picos de Europa.

I Picos de Europa sono una catena montuosa, ed oggi tutta l’area è protetta grazie ad un grande parco nazionale che si estende tra le comunità autonome delle Asturie, Cantabria e León.

Il luogo è veramente affascinante e per raggiungerlo dalla costa dove avevo fatto base ho impiegato pochissimo tempo; strade perfettamente mantenute che per lunghissimi tratti si snodano tra gole profonde in un susseguirsi di curve, tunnel, ponti: veramente uno spettacolo della natura!

E poi i bellissimi Laghi di Covadonga, che ho raggiunto dopo aver visitato il Santuario che porta lo stesso nome.
Sono stato fortunato a poter raggiungere i laghi in moto perché, essendo una delle aree turistiche più visitate dell’Asturias, al fine di proteggere l’ecosistema l’accesso ai laghi ed al Santuario di Covadonga durante il periodo di Pasqua e l’estate viene regolato, ed è possibile solo utilizzando i mezzi pubblici predisposti.

Veduta del lago di Enol

Il lago di Enol – Covadonga

Mercoledì 1° luglio – Verso la Galizia camera-icon

Dovendo trasferirmi nell’estrema punta nord della Galizia, su suggerimento del mio amico Andrea ho utilizzato una veloce autostrada senza pedaggio fino a Foz, e poi da li ho proseguito lungo la bellissima costa verso Ferrol fino ad arrivare nell’area di Bergondo dove ho alloggiato all’Hotel Os Olivos, un buon motel ubicato in prossimità di un’autostrada.

Da Foz ho potuto ammirare dei paesaggi veramente unici; avevo previsto delle deviazioni verso il promontorio di Bares, e poi sull’altro leggermente più a ovest dove ho percorso la strada panoramica mozzafiato che da Cariño arriva a Teixido: bella, veramente molto bella    Panorami stupendi in Galizia!

 

La costa della Galizia

Un tratto di costa della galizia

Giovedì 2 luglio – Costa da Morte camera-icon

Durante la notte c’era stato un temporale che aveva rinfrescato l’aria, ma la mattina il cielo era di nuovo terso con una temperatura ideale per andare in moto: clima perfetto per esplorare la Costa da Morte.

Ho guidato su strade secondarie lungo la costa della provincia di A Coruña fino a raggiungere prima Cabo Vilán, e poi Capo Fisterra dove termina il Camino de Santiago.

COATTA @ Cabo Vilan      Cabo Vilan      Cabo Fisterre

I luoghi sono molto suggestivi, e grazie all’assenza di traffico ho potuto godermeli procedendo lentamente ed effettuando numerose soste.

Dopo Capo Fisterra ho raggiunto Santiago de Compostela per una visita alla Cattedrale, e poi ho continuato in direzione del confine con il Portogallo, subito dopo il quale avevo programmato il pernottamento nell’Hotel Padre Cruz ubicato poco a sud di Valença.

Il luogo non offriva un gran che, ma in compenso in prossimità di una grande rotonda c’erano numerosi ristoranti perché nelle vicinanze erano presenti diverse grandi aree di sosta per autocarri.

C’è poco da fare, che il Portogallo è un paese povero lo si nota subito … come in Italia Degrado: strade sporche e dissestate, erbacce e sporcizia onnipresenti, traffico non disciplinato, ma prezzi più bassi rispetto alla Spagna nonostante l’IVA al 23%.
Ho cenato molto bene gustando un bel pesce al forno con patate, e poi subito a dormire.

Venerdì 3 luglio – Verso Porto camera-icon

Giornata dedicata principalmente al trasferimento a Porto. Ho viaggiato verso sud, in direzione Braga, per poi dirigermi verso Guimaraes dove ho fatto una piccola sosta. Sono arrivato a Porto facendo una lunga deviazione verso l’interno su strade secondarie perché volevo “esplorare” dei luoghi fuori dai normali circuiti turistici.

Hotel Castelo Santa CatarinaA Porto ho alloggiato per due giorni al Castelo Santa Catarina: struttura fantastica!

Il pomeriggio l’ho dedicato alla visita della città vecchia con cena al ristorante Casa Pereira dove ho gustato un’abbondante e squisita porzione di baccalà.

Sabato 4 luglio – Gita a Coimbra camera-icon

Per il sabato avevo previsto un circuito prima verso la città di Peso da Regua seguendo il corso del Río Duero (fiume Douro), e poi a sud verso Coimbra.

È stata un’esperienza stupenda perché, specie nella prima parte, ho potuto ammirare dei paesaggi veramente molto, molto belli caratterizzati da immensi vigneti dalle cui uve nasce il famoso vino Porto.

L’area del Douro è stata la prima regione vinicola al mondo ad avere avuto un riconoscimento ufficiale e nel 2001 è stata anche dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Gli spettacolari terrazzamenti sulle rive a strapiombo del fiume vengono utilizzati esclusivamente per piantare la vite che darà origine al famoso vino, e sono il frutto di secoli e secoli di lavoro degli uomini.

La zona di produzione del vino Porto

Questa è stata l’area che mi è piaciuta di più di tutta la mia breve visita in Portogallo.

Faceva molto caldo, e quindi dopo una brevissima sosta a Coimbra ho preferito proseguire verso la costa per godere un po’ del fresco dell’oceano.

Sono rientrato a Porto giusto in tempo per la cena che ho consumato in un tipico locale frequentato solo da gente del posto … ed ho ordinato nuovamente dell’ottimo baccalà!

Baccalà alla portoghese

Domenica 5 luglio – Leon camera-icon

Cicogna al centro di LeonUn lungo e monotono trasferimento da Porto a Leon in Spagna: quella che sulla cartina mi era sembrata una strada secondaria era stata trasformata in un’autostrada con alcuni tratti anche a pagamento.
Il percorso non offriva molto, e così ho preferito procedere speditamente per arrivare presto a Leon e poter dedicare tutto il pomeriggio alla visita del centro che, come per tutte le altre città spagnole che ho visitato, mi ha impressionato per la pulizia, l’ordine e l’organizzazione.
Quando non ci sono auto passeggiare è piacevolissimo perché si possono ammirare le bellezze dei luoghi in tutta tranquillità, ed in tantissime città spagnole il centro è sempre area pedonale.
Ho cenato all’aperto in un ottimo ristorante gustando un bel piatto di pulpo a la gallega e sorseggiando un’ottima cerveza, per poi rientrare a piedi nel poco distante Hotel Riosol.

Lunedì 6 luglio – Burgos e Covarrubias camera-icon

Mentre sulla costa atlantica ho beneficiato di un clima decisamente fresco, all’interno è iniziato il caldo con temperature che hanno raggiunto anche i 39°.
Per fortuna che la notte la temperatura scendeva intorno ai 15°, e così partendo la mattina presto mi è stato possibile viaggiare senza soffrire troppo per la calura.
Da Leon a Burgos ho percorso la N120, una strada che per lunghi tratti costeggia il Camino di Santiago ed ho incontrato tantissimi pellegrini diretti a Santiago sia a piedi che in bicicletta.

A Burgos ho visitato le stupenda Cattedrale, passeggiato per il centro e pranzato; e poi ho continuato sotto un sole cocente verso Covarrubias dove sono arrivato nel momento più caldo della giornata: c’era ben poco da fare oltre ad una sosta, e così mi sono seduto in un bar per riposarmi gustando un gelato.

Il chiostro della Cattedrale di Burgos

Il chiostro della Cattedrale di Burgos

Dopo una lunga fermata ho continuato per Soria dove avevo prenotato all’Hotel Campos de Castilla, una struttura che non consiglio perché ubicata fuori città e con servizi scadenti.

Martedì 7 luglio – Verso Barcellona camera-icon

Sveglia molto presto e subito via verso Barcellona percorrendo le ottime autostrade gratuite spagnole. Nell’ultimo tratto ho veramente sofferto perché la temperatura in alcuni tratti ha sfiorato i 40°.
A Barcellona ho alloggiato all’Ibis Ripollet, un buon albergo dotato di parcheggio privato ubicato nella periferia della città in prossimità della stazione ferroviaria di Cerdanyola.

In Spagna scelgo spesso alberghi ubicati in periferia per due motivi: costano molto meno di quelli centrali ed hanno il parcheggio privato dove posso lasciare la moto in sicurezza. I servizi di trasporto pubblici funzionano ottimamente, e quindi in pochi minuti è possibile raggiungere il centro comodamente seduti in mezzi puliti, efficienti e dotati di aria condizionata.

Il pomeriggio ho passeggiato per la Rambla e visitato l’area del porto; la sera ho cenato nell’ottimo ristorante “La Ginesta” che mi era stato consigliato: chipirones, patate fritte, crema catalana e cerveza per … 15€

Nonostante la città fosse letteralmente invasa da turisti, il primo impatto è stato estremamente positivo e così, avendo poco tempo a disposizione, per il giorno dopo ho deciso di fare un giro utilizzando un bus per un “Hop-on Hop-off Tour”

Plaça de Catalunya - Barcelona

Mercoledì 8 luglio – Barcellona camera-icon

Alle 8:30 ero già a Plaça de Catalunya; ho fatto colazione seduto in un bar con cappuccino e cornetto spendendo 1,85€, e poi ho preso il primo bus per effettuare il tour della città.
Purtroppo non ho potuto dedicare tempo ai vari punti d’interesse turistico anche perché all’ingresso di ognuno c’erano delle file enormi, e così mi sono limitato ad un “assaggio” che il poco tempo a disposizione mi consentiva, assaggio che però mi ha fatto venire una gran voglia di tornare a Barcellona per visitarla come merita Barcellona è stupenda!

Turisti a Barcellona

Turisti in attesa di visitare La Casa Batlló, capolavoro di Antoni Gaudí

Nel tardo pomeriggio son rientrato in albergo che, avendo chiesto il late check-out, dovevo lasciare entro le 18:00.
Ho raggiunto il porto ed ho atteso le ore 20:00 per l’imbarco seduto comodamente all’aperto nel terminal della Grimaldi.
Partenza in orario e navigazione tranquilla.

Giovedì 9 luglio – Arrivo in Italia

La nave è arrivata a Civitavecchia in perfetto orario, sono sbarcato rapidamente e subito mi sono arrabbiato vedendo lo stato di degrado delle strade intorno allo scalo: sporcizia, erba non falciata, inutili deviazioni e rotonde … ogni ritorno in Italia per me ormai è un trauma Italia, paese senza futuro!

Pinguinos 2014

Il Pinguinos è il più grande raduno invernale di moto a cui partecipano bikers provenienti da tutto il mondo; come da tradizione si tiene il secondo fine settimana di gennaio a Puente Duero, nella provincia di Valladolid (Spagna).

Valladolid è una bella città della Comunità Autonoma di Castiglia e León, caratterizzata da un clima continentale che un antico detto descrive con … “Nove mesi di inverno e tre di inferno” (Nueve meses de invierno y tres de infierno): inverni freddi, con nebbia frequente e gelate, ed estati torride Pinguinos a Valledolid

Quella di quest’anno è stata la 33° edizione che dal 9 al 12 gennaio 2014 ha riunito tantissimi amanti delle moto di diverse nazionalità (più di 27.000 iscritti e 38.000 partecipanti).

Il motoraduno si svolge in una grande pineta, che per l’occasione viene attrezzata e dotata di un palcoscenico sede di vari spettacoli e che al termine della manifestazione viene utilizzato per le premiazioni e la consegna dei premi.

Lungo il grande viale d’ingresso ci sono gli stand dell’organizzazione e degli sponsors, mentre nelle aree limitrofe vengono allestiti i tendoni dove mangiare e bere, i ristoranti ambulanti oltre a numerosi punti per la vendita di gadgets, accessori per le motociclette ed abbigliamento tecnico.

Per accedere all’area è necessario registrarsi (costo 25€); si ricevono dei distintivi ricordo, alcuni adesivi, il programma ed un pass che da diritto all’entrata ed alla partecipazione a varie escursioni ed eventi come il “Capodanno Pingüinero”, la “Sfilata delle Torce”, la “Fiesta Pingüinera” oltre ad una estrazione finale di premi messi in palio dalle ditte che supportano l’organizzazione dell’evento.

Un gruppo di amici del forum GSBikers ha organizzato la “trasferta”, e così ho deciso di partecipare al Pinguinos perché volevo comprendere lo “spirito” di questi raduni invernali che spesso si svolgono con condizioni meteo proibitive.

Siamo partiti il mercoledì 8 gennaio da Civitavecchia con il traghetto della Grimaldi che ci ha sbarcato a Barcellona verso le 18:30 di giovedì 9 gennaio.

Abbiamo pernottato nell’hotel Vincii Bit, una buona struttura che si distingue per l’arredamento moderno e finiture (verniciatura delle porte o dei soffitti) veramente inusuali.
L’albergo non è vicino a “La Rambla”, e così mentre alcuni hanno deciso di andare in centro, altri (come il sottoscritto) hanno preferito cenare nei paraggi, oppure nel ristorante dell’albergo.

La mattina seguente – venerdì 10 – in sella alle 8:00 perché dobbiamo percorrere i 670 chilometri che ci separano da Valledolid.
Il tempo non è dei migliori, e così si decide di percorrere l’autopista a pagamento (30€ per poco meno di 300 km).
Abbiamo fatto parecchia strada avvolti da una nebbia fitta e fredda, e solo dopo una veloce sosta per pranzo dalle parti di Soria finalmente il cielo s’è aperto ed abbiamo potuto gustarci la strada per il Pinguinos.

Siamo arrivati nel tardo pomeriggio per sistemarci nell’Hotel Olid, ubicato nel centro della città. Serata passata passeggiando per la città con cena tutti insieme in un tipico locale per gustare le Tapas.

Il sabato è stata la giornata dedicata al raduno: arriviamo nella pineta di Punte Duero verso le 10:00; è presente già molta gente, ma grazie alla perfetta organizzazione l’iscrizione è rapida Perfetta organizzazione del Pinguinos

Posteggiamo le moto, e c’è solo il tempo per una breve passeggiata perché alle 11:00 inizia la “Excursión Desfile de Banderas a Valladolid”: un serpentone di migliaia e migliaia di moto che invaderà le strade di Valladolid per arrivare in una grande piazza dove ci sarà l’esibizione di alcuni stuntman.

Dopo aver percorso poche centinaia di metri in oltre mezz’ora io ho rinunciato a questa sfilata per passeggiare nell’area attrezzata del Pinguinos visitando gli stand, ma soprattutto per curiosare tra le migliaia di tende e ricoveri improvvisati allestiti nella pineta.
E questa, per me, è stata la parte più interessante di tutta la gita perché ho finalmente compreso che cos’è veramente il Pinguinos: fuochi sempre accesi, veri e propri accampamenti dotati anche di generatore di corrente, cucine da campo, barbacue in funzione H24, musica, e tante bottiglie di birra e di sangria!

Ho trascorso tutta la giornata nell’area del raduno dove ho anche casualmente incontrato un amico con cui ho fatto il viaggio in Iran … l’ennesima dimostrazione che il mondo è piccolo !!!!

La sera abbiamo cenato tutti insieme in un magnifico ristorante del centro: pietanze squisite, vino ottimo e servizio impeccabile con conto adeguato (41€).

Domenica 12 è l’ultimo giorno del raduno e la mattina sono previste le premiazioni che a me ed altri proprio non interessano, e così ci stacchiamo dal resto del gruppo per spostarci a Madrid percorrendo strade panoramiche secondarie e passando per Segovia dove faremo una breve sosta.

Tempo ottimo fin dopo Segovia, ma poi siamo entrati di nuovo in una fitta e fredda nebbia che ci ha accompagnato fino a Madrid dove abbiamo trovato anche una fastidiosa pioggia leggera.

A Madrid abbiamo pernottato all’Hotel Senator, Gran Via SPA (da non confondere con un’altro albergo ubicato sempre sulla stessa via, ma al 21); struttura un po’ datata, ma consigliabile perché pulita e con un buon livello di servizi.

Lunedì 13 dobbiamo prendere a Barcellona il traghetto che ci riporterà in Italia; io non ho voglia di rifare l’autostrada, per cui mi stacco dal gruppo e procedo in solitaria verso Barcellona. Il meteo – specie negli ultimi chilometri – non è dei migliori con la solita nebbia, pioggia leggera e temperature rigide.

Mi fermo varie volte per fare rifornimento e poi per pranzare con un buonissimo panino con “hamburguesa con queso” annaffiato da un “vaso de vino tinto”, seguito da un buon caffè finalmente fatto all’italiana; ed arrivo a Barcellona senza difficoltà verso le 17:00.

Check-in, poi l’imbarco, la traversata con mare “piatto” e martedì sera per l’ora di cena sono di nuovo a casa dopo aver percorso poco meno di 2000km.

Vale la pena di andare al Pinguinos?
Secondo me SI, anche per chi – come me – non ama i raduni.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

 

L’Europa Centrale in moto

L’idea per questo viaggio l’ho avuta l’anno scorso mentre ero a Budapest: vidi in un museo alcune foto veramente sconvolgenti di bambini ebrei massacrati dagli occupanti nazisti, e così decisi all’istante che DOVEVO assolutamente visitare Auschwitz, luogo simbolo della follia umana!

Avevo programmato questa vacanza per i primi di luglio, ma per vari motivi sono stato costretto a rimandarla, e così l’ho fatta nel periodo “peggiore” per quanto riguarda disponibilità di strutture ricettive ed affollamento … la settimana di Ferragosto!

Per i luoghi da visitare ho preso spunto da questa discussione sul Forum di Mototurismo, che ho poi adattato alle mie esigenze e da cui è scaturito il seguente programma:

  • Giorno 1: trasferimento a Colfosco (Alto Adige)
  • Giorno 2: Colfosco > Salisburgo (percorrendo il Grossglockner)
  • Giorno 3: sosta a Salisburgo
  • Giorno 4: Salisburgo > Vienna (con visita a Mauthausen)
  • Giorno 5: sosta a Vienna
  • Giorno 6: Vienna > Cracovia (via Slovacchia)
  • Giorno 7: sosta a Cracovia
  • Giorno 8: Cracovia > Breslavia (con visita a Cestocova)
  • Giorno 9: Breslavia > Praga (con visita a Kutna Hora)
  • Giorno 10: sosta a Praga
  • Giorno 11: Praga > Augusta (con visita a Cesky Krumlov)
  • Giorno 12: Augusta > Meltina (percorrendo la Romantische Strasse e poi il Passo Rombo)
  • Giorno 13: Meltina > Roma

Qualche nota generale:

Il viaggio è stato molto interessante, ma con “il senno di poi” mi sento di poter affermare che  inserire la visita di troppe città “simili” – come ho fatto io – in una vacanza è sbagliato perché alla fine anche dei veri e propri capolavori possono apparire “noiosi e insignificanti”. Meglio quindi … “centellinare” ed “alternare”.

La vita in Italia è molto costosa, ed IMHO ormai ha raggiunto un livello insostenibile; e lo si avverte chiaramente non appena si varcano i sacri confini della Patria. Non parliamo poi dell’organizzazione e dei servizi: oggi c’è un abisso ed ogni confronto è veramente impossibile anche con i paesi dell’ex blocco comunista!

Nel testo ho inserito solo qualche immagine; tutte le foto del viaggio le trovate in una raccolta che ho creato su Flickr e suddivise in album:

Tutte le foto del viaggio in moto in Europa Centrale

Martedì 6 agosto – Genzano di Roma > Colfosco in Badia

Il Garnì a ColfoscoPartenza verso le 7:30 per una “tirata tutta autostradale” fino allo svincolo di Bolzano Nord dove sono uscito dall’A22 per proseguire verso la Valgardena. Poco prima di Colfosco, visto che era presto, ho modificato il percorso per ripercorrere il Passo Sella ed il Pordoi ed arrivare così a Colfosco attraversando Corvara in Badia.

Ho trovato le Dolomiti invase da auto, pullman, camper, moto e tantissimi ciclisti: NO, così affollate non mi sono proprio piaciute Dolomiti invase meglio scegliere altri periodi per visitarle!

Come nel 2010 ho alloggiato nell’ottimo Garni Reutlingen (dotato di ampio parcheggio coperto per moto) e cenato in un vicino ristorante che mi ha suggerito Andreas, il simpatico proprietario del garni.

Mercoledì 7 agosto – Colfosco > Salisburgo (via Glossglockner e Nido dell’Aquila)

Lasciato Colfosco mi sono diretto verso Brunico, e poi verso Lienz dove ho fatto una sosta per fare il primo pieno di benzina a prezzo “umano” ed acquistare la vignetta autostradale.

Al contrario dell’Italia, per circolare sulle autostrade austriache è sufficiente acquistare una vignetta adesiva da applicare in un punto ben visibile del veicolo; il prezzo è decisamente contenuto e così, pur non avendo in programma la percorrenza di tratti autostradali, ho preferito prenderla in modo da essere garantito nel caso avessi percorso qualche breve tratto di autostrada in Austria.

Il GlossglocknerDa Lienz per raggiungere il Glossglockner è sufficiente seguire le indicazioni: strade in ottimo stato, traffico ordinato e scorrevole, e così è possibile rilassarsi e godersi il panorama mozzafiato! Unico neo: il biglietto di accesso al parco costa ora ben 23€!

La giornata era stupenda, e così ho ripercorso la strada alpina del Grossglockner con estrema calma e godendomela fino all’ultimo metro; poi ho proseguito verso Berchtesgaden in Germania, dove nelle vicinanze c’è la Kehlsteinhaus, ovvero il Nido dell’Aquila, uno chalet di vacanza utilizzato da Adolf Hitler ubicato in cima ad un picco di 1.800 metri e da cui si domina tutta la Baviera e il Salisburghese.

Mi aspettavo di trovare un museo, ed invece oggi c’è soltanto un ristorante dove l’unica cosa che si percepisce è … la puzza di patatine fritte Al Nido dell'Aquila non c'è niente! !

Sono arrivato a Salisburgo nel primo pomeriggio ed ho alloggiato all’ Arena City Hotel ubicato in vicinanza di un complesso espositivo della periferia, ma ottimamente collegato con il centro città che è raggiungibile in 10 minuti utilizzando un filobus la cui fermata è proprio davanti all’hotel.

Durante i miei viaggi per gli alberghi utilizzo solo i servizi online (principalmente Booking.com). Prima della partenza individuo due o tre soluzioni per ogni destinazione, e poi effettuo le prenotazioni giorno per giorno utilizzando il telefonino e le connessioni WiFi gratuite ormai disponibili ovunque.

La sera ho raggiunto il centro della città dove ho passeggiato per una prima “esplorazione”; ho acquistato la Salzburg Card (permette l’uso dei mezzi pubblici e l’accesso a tutte le attrazioni della città); e poi ho cenato in un ristorante all’aperto, e sono rimasto positivamente stupito dai prezzi estremamente contenuti delle pietanze.

Giovedì 8 agosto – Visita di Salisburgo

La mattina ho raggiunto di nuovo il centro di Salisburgo con il filobus, e poi in sequenza ho visitato i Giardini Mirabel, il cimitero di San Pietro (dove ci sono le catacombe Mönchsberg) e la Fortezza Hohensalzburg. Mi sono poi spostato fuori città per ammirare il castello di Hellbrunn – famoso per i suoi giochi d’acqua – e salire in funicolare sul monte Untesberg (1776 mt) per godere di un panorama mozzafiato.

Una vista panoramica di Salisburgo

Rientrato a Salisburgo, ho visitato la casa natale di Mozart, ho fatto una gita in battello sul fiume Salzach, e poi ho passeggiato per il centro fino a tarda sera.

La città è veramente molto bella, ma avendone visto foto stupende e letto infinite lodi ne sono rimasto parzialmente deluso perché mi aspettavo l’impossibile; la stessa sensazione d’insoddisfazione la provai la prima volta che visitai le Cascate del Niagara … mi sembrarono piccole Salisburgo è una bella città !

Venerdì 9 agosto – Salisburgo > Vienna

Nel tragitto da Salisburgo a Vienna avevo programmato due visite: il campo di concentramento di Mauthausen e l’abbazia di Melk.

Ho raggiunto Mauthausen rapidamente ed ho dedicato un paio d’ore alla visita dei resti del campo di concentramento: c’è poco da raccontare … fa impressione!

Le torrette, gli alti muri di pietra con il filo spinato, le baracche, la cava di granito, l’enorme piazzale (oggi asfaltato) fanno paura!
A Mauthausen non ci sono grandi camere a gas, o molti forni crematori, e quindi a prima vista può sembrare solo un campo di lavoro forzato. Eppure fu uno dei peggiori campi di sterminio perché si utilizzava il “lavoro” per sopprimere i detenuti che, malnutriti e sfiniti dalle condizioni di vita inumane, avevano vita breve (circa 2 mesi).

Si esce da questi luoghi di dolore rattristati e pensierosi, e per smaltire le forti emozioni servono ore, se non addirittura giorni!
Ma certe immagini – per quanto mi riguarda – sono certo che rimarranno per sempre impresse nella mia mente!

I forni crematori di Mauthausen

Lasciato Mauthausen ho proseguito verso Vienna seguendo un tratto della Strada Romantica –  un percorso turistico tra Salisburgo e Vienna molto bello che spesso segue il corso del Danubio – fino a Melk dove avevo intenzione di visitare la famosa abbazia benedettina.

La strada romanticaSi era fatto tardi, la giornata era particolarmente calda, non ho trovato un posto dove parcheggiare la moto vicino all’ingresso dell’abbazia (che si trova in cima ad una collina), e così ho desistito rimandando la visita al più famoso sito monastico del mondo ad un’altra occasione.

A Vienna ho alloggiato presso il JUFA Vienna City, una struttura che ha ottime recensioni, ma dove personalmente non tornerò mai più!
Ubicato in periferia, è circondato da cantieri edili e, nonostante sia nuovo, ha un livello di pulizia ed efficienza dei servizi appena sufficiente.
Parcheggio privato accessibile a chiunque (per stare un po’ più tranquillo ho  fermato la moto davanti all’ingresso dell’hotel), ristorante aperto solo per la colazione, shop interno peggio fornito di un distributore automatico, addetti alla reception ed al bar poco cortesi e svogliati.

Com’è mia abitudine, dopo una doccia rigeneratrice, mi sono recato in centro per passeggiare e cenare, ma anche per “orientarmi” e procurarmi le informazioni necessarie per pianificare la visita della città.

Sabato 10 agosto – Visita di Vienna

La mattina l’ho dedicata al Castello di Schonbrunn ed al suo stupendo parco, poi mi sono recato al Prater, uno dei parchi di divertimento più famosi per ammirare e fare un giro sulla vecchia ruota panoramica, uno dei simboli di Vienna.

Il castello di Schonbrunn

A metà pomeriggio sono rientrato nel centro storico della città per visitare il Palazzo Imperiale con gli annessi appartamenti dove vissero l’imperatore Francesco Giuseppe e la sua Elisabetta, il Museo di Sissi e quello delle Argenterie di Corte.
E poi ho continuato a passeggiare per il centro ammirando i bellissimi vecchi edifici fino a quando la stanchezza non mi ha costretto a tornare in albergo!

Domenica 11 agosto – Vienna > Cracovia (via Bratislava e Slovacchia)

Non avevo programmato la visita di Bratislava, che ho solo attraversato – fermandomi pochi minuti nella piazza centrale per scattare qualche foto – per lasciare l’autostrada e dirigermi verso Nitra > Martin > Zilina da dove ho continuato verso Cadca ed il confine polacco.

Il territorio slovacco l’ho trovato abbastanza monotono, e quindi non mi ha entusiasmato. Ottima invece la viabilità, con le strade secondarie tutte in buone condizioni.

Entrato in Polonia il paesaggio è un po’ migliorato, ma non avendo fatto molte soste sono arrivato a Cracovia abbastanza presto; ho penato un po’ per trovare l’Hotel Eva, ma solo perché non seguivo alla lettera le indicazioni del mio navigatore.

L’Hotel Eva – ubicato su una sponda del fiume Vistola – non è come mostrato nelle foto del sito; il mobilio è infatti un po’ datato, ma è pulito e tutti i servizi funzionano perfettamente. Inoltre, essendo circondato da un parco privato, è dotato di un grande parcheggio dove è possibile lasciare la moto in tutta sicurezza. La stazione dei tram è raggiungibile in circa 15 minuti a piedi, e volendo si può andare in centro chiamando un taxi e spendendo circa 5€. E poi solo 25€ per notte, non male considerando il periodo Hotel Eva - Cracovia

A Cracovia avevo appuntamento con miei amici “Frushi” Paola ed Andrea, anche loro in vacanza in moto in Polonia; e così li ho sentiti per telefono e ci siamo accordati per vederci davanti alla Basilica dedicata a Maria nella grande piazza centrale Rynek Glówny, cuore pulsante della città!

Una veduta della piazza principale di Cracovia

Il pomeriggio e la serata li abbiamo trascorsi passeggiando piacevolmente per le belle vie di Cracovia e raccontandoci le esperienze di viaggio.
Abbiamo ottimamente cenato in un ristorante tipico spendendo una sciocchezza, e dopo un’altro giro nella grande piazza ci siamo salutati.

Cracovia è una città architettonicamente stupenda, ma quello che mi ha lasciato veramente stupito è la “vita” che c’è!
Tutto il centro e letteralmente invaso da persone – soprattutto giovani – che passeggiano, s’incontrano, assistono ai tanti spettacoli e alle esibizioni in strada, cenano all’aperto, prendono qualcosa nei numerosissimi bar, guardano le vetrine dei negozi … insomma un fermento che da tempo non vedevo più, specie nelle città italiane!

Lunedì 12 agosto – Visita di Auschwitz e della miniera di sale di Wieliczka

Come ho scritto nell’introduzione, questo viaggio è nato dalla mia “necessità” di visitare il campo di sterminio di Auschwitz.

A volte non si riesce a credere che sia stato possibile programmare e perpetrare una simile atrocità, ma siccome non sono tanto giovane personalmente non ho mai avuto dubbi perché da ragazzo ho conosciuto persone internate e che solo miracolosamente riuscirono a salvarsi.
Non è stata la curiosità a spingermi a visitare i campi di concentramento e sterminio, ma solo la voglia di rendere omaggio a milioni di esseri umani ammazzati tra atroci sofferenze.

Andrea e Paola mi avevano avvisato: sarà una giornata “pesante” sotto tutti i punti di vista … ed infatti così è stato!

Sono arrivato ad Auschwitz abbastanza presto per poter partecipare ad una delle prime visite guidate in Inglese. Il campo può essere visitato anche autonomamente e l’ingresso è gratuito, ma consiglio di avvalersi di una guida.

Il campo di sterminio di BirkenauC’è poco da raccontare o descrivere: bisogna entrare dal cancello di Birkenau e camminare per oltre un chilometro di fianco a quei binari fino a raggiungere i resti delle camere a gas e dei forni, e solo così si potrà comprendere l’immensità di quella tragedia voluta dalla follia umana!

Ho lasciato il campo sconvolto, e non i vergogno a raccontare che durante la visita ho pianto!

Birkenau si trova a 2 km da Auschwitz, ed il ritorno con il bus navetta consente di smaltire parte delle emozioni … ma vi assicuro che certe scene non le dimenticherò MAI!

La miniera di sale di WieliczkaRipresa la moto – che avevo parcheggiato all’ingresso di Auschwitz – mi sono diretto alla miniera di sale di Wieliczka che non m’è piaciuta un gran che perché troppo turistica. Ristoranti e negozi di souvenir ovunque, ricostruzioni, luci, effetti speciali … sembra di essere al Luna Park!

Sono rientrato a Cracovia nel tardo pomeriggio, e dopo una doccia sono tornato con il tram in centro per ammirare di nuovo la stupenda piazza Rynek Glówny costantemente presidiata da un numero incredibile di persone.

Martedì 13 agosto – Cracovia > Breslavia

La Madonna Nera di CzestochowaDurante questa tratta avevo programmato una sosta a Czestochowa per visitare il Santuario dov’è presente la “Madonna Nera”; la città l’ho raggiunta percorrendo strade secondarie, ma di nessun interesse paesaggistico.

Causa i numerosi lavori di viabilità in corso ho penato un po’ per raggiungere il Santuario di Czestochowa che, nonostante l’ora, ho trovato già affollato di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

Dopo aver visitato con calma il Santuario ho continuato verso Breslavia (Wroclaw) dove ho alloggiato all’Hotel Slask, una moderna struttura non troppo distante dal centro e ben collegata (è vicina alla stadio).

La grande piazza di BreslaviaCome Cracovia, il cuore di Breslavia è il Rynek, la zona centrale della città sempre piena di vita. La Piazza del Mercato è circondata da edifici – con architettura gotica e rinascimentale – veramente molto belli, e passeggiare ammirandone i particolari è stato piacevole e rilassante. Meno conosciuta e frequentata dai turisti, e quindi meno caotica,  Breslavia a mio parere merita sicuramente una breve visita.

Mercoledì 14 agosto – Breslavia > Praga

Ho lasciato la Polonia, paese che mi ha positivamente stupito per la pulizia e l’organizzazione, per dirigermi verso la Repubblica Ceca – nazione di cui avevo sempre sentito parlar bene – e la mitica Praga.

Ho piacevolmente guidato su strade secondarie verso la frontiera; poco prima di raggiungerla mi sono fermato in una stazione di servizio dove ho fatto rifornimento e colazione, e poi ho cambiato i pochi Zloty che mi erano rimasti in Euro.

Dopo pochi chilometri sono entrato in Repubblica Ceca convinto di trovare i situazione migliore di quella polacca, ed invece la prima impressione è stata pessima: strade dissestate, sporcizia ed erbacce ovunque.

L'ossario di Kutna HoraHo proseguito verso Kutna Hora dove avevo programmato una sosta per visitare l’ossario, la Cattedrale di Santa Barbara ed altri monumenti.

Non avendo moneta locale mi sono messo alla ricerca di un cambiavalute: gira, chiedi … ma niente! Ca$$o, possibile che in una città turistica non ci sia nessuno che cambia gli Euro?
Dopo un po’ finalmente ne ho trovato uno, ma era chiuso.
Chiedo (in italiano e in inglese) alla cameriera di un vicino ristorante italiano, ma ottengo una risposta incomprensibile.
Attendo un po’ davanti alla porta, e poi mi rimetto alla ricerca.
Chiedo ad altre persone e riesco a capire che l’unico in città era quello che avevo trovato chiuso.
Torno indietro, chiedo di nuovo, e finalmente riesco a capire che il cambiavalute è del ristorante e che appena avranno un po’ di tempo mi cambieranno i soldi!
Dopo qualche minuto una persona che stava servendo ai tavoli nel vicino ristorante apre l’esercizio e mi cambia velocemente i soldi, e poi torna al suo lavoro.
Vabbé, si vede che in Repubblica Ceca funziona così!

Dopo aver visitato la bella città di Kutna Hora ho continuato verso la vicina Praga, ma avvicinandomi alla Capitale della Repubblica Ceca la sensazione non buona che avevo avuto varcando la frontiera andava sempre di più rafforzandosi.

A Praga ho alloggiato nell’ottimo Hotel Peko, una piccolo Garnì gestito da persone disponibili e simpaticissime. Dotato di parcheggio privato, l’albergo è pulito, silenzioso, confortevole ed ha la fermata del tram a meno di 100 mt. Inoltre, nelle immediate vicinanze c’è anche un enorme ipermercato.

Come ho già scritto prenoto queste strutture tramite Booking.com, che dopo il soggiorno permette di scrivere una recensione della struttura e di dare un giudizio. Purtroppo per l’Hotel Peko mi sono confuso, ed ho espresso un giudizio completamente sbagliato che non ho potuto successivamente cambiare! Me ne scuso pubblicamente con i proprietari: I’m so sorry, its my mistake and I apology.

Piazza San Venceslao a PragaDopo essermi sistemato in albergo come sempre mi sono recato in centro per fare una passeggiata: l’impressione che ho ricevuto durante il tragitto e poi appena arrivato in Piazza di San Venceslao è stata pessima!

Sporcizia ovunque, erbacce sui marciapiedi, e troppa brutta gente in giro.
Ho subito preso le opportune precauzioni ricollocando documenti e soldi in luoghi più sicuri. Ho chiesto dove potevo acquistare i biglietti per i mezzi pubblici, e sono stato indirizzato da un tabaccaio, che però aveva in bella mostra un cartello con su scritto “No biglietti”.
Sono così dovuto scendere nella stazione della metro, e dopo aver fatto la fila all’unico sportello aperto ho potuto finalmente acquistare un biglietto valido per 24 ore!

Praga non è assolutamente brutta, ma ormai mi ero abituato a servizi efficienti, ordine e pulizia, e così il primo impatto è stato veramente, ma veramente, sgradevole!
Ho cenato in un ristorante del centro dove hanno – come in Italia – aggiunto il “coperto” ed il “servizio”.
OK per il servizio, ma il coperto non lo avevo MAI visto in nessun ristorante fuori dall’Italia!

Giovedì 15 agosto – Visita di Praga

L'orologio astronomico di PragaUtilizzando i mezzi pubblici ho raggiunto il Castello di Praga che è una vera e propria fortezza medioevale dove all’interno si trovano una cattedrale, una basilica, il Palazzo Reale, ed alloggi di vari tipi: in poche parole un piccolo paese arroccato in cima ad un colle.

Dopo aver visitato il Castello ho proseguito verso il Ponte Carlo che ha la caratteristica di avere su entrambi i lati delle statue barocche di santi.

Ho passeggiato per la città visitando vari monumenti fino verso le 17:00, e poi sono rientrato in albergo perché ero veramente molto stanco. La sera ho cenato in camera – era dotata anche di un angolo cottura – dopo aver acquistato bevande e cibi freschi pronti nell’ipermercato di fronte.

Venerdì 16 agosto – Praga > Augusta (via Cesky Krumlov)

Ho lasciato Praga felice di andarmene; procedendo verso sud nella Boemia Meridionale ho notato che la situazione man mano andava migliorando fino ad arrivare nell’incantevole Cesky Krumlov: una stupenda cittadina il cui centro storico – che avvolge un’ansa del fiume Vltava che l’attraversa – ha un’architettura molto particolare e l’UNESCO l’ha dichiarato patrimonio dell’umanità; molto suggestivo anche il castello che domina la città.

Veduta di Cesky Krumlov

Lasciata Cesky Krumlov ho proseguito verso il confine tedesco su una strada panoramica che costeggia un lago in una zona verde molto bella e frequentata da numerosi turisti tedeschi.

Entrato in Germania ho preso una velocissima “autobahn” ed in un battibaleno ho raggiunto Augusta, città attraversata dalla Romantische Straße che da Würzburg arriva fine a Füssen.

Ad Augusta ho alloggiato allo Stadthotel Augsburg (senza troppe pretese, ma pulito e con buoni servizi, ha il parcheggio privato di cui una parte è coperta), un hotel informale che si trova ai margini del centro storico di Augusta che è raggiungibile in 10 minuti a piedi.

Una chiesa di AusburgHo visitato la città che, ad onor del vero, non mi ha entusiasmato molto. C’è da dire però che i centri storici di queste città, essendo stati realizzati nello stesso periodo, alla fine si somigliano un po’ tutti.

In un centro informazioni turistico mi sono procurato anche una mappa dettagliata della Romantische Straße; e poi ho cenato in un buon ristorante all’aperto spendendo circa 20€: Schnitzel di vitello con patate, insalata, pane e 1/2 lt di birra … alla faccia di chi dice che la vita in Germania è più cara che da noi La vita in Germania non è poi così cara

Sabato 17 agosto – Augusta > Meltina (via Fussen e Passo Rombo)

Ho lasciato Augusta poco prima delle 8:00 seguendo per un lungo tratto la Romantische Straße fino ad arrivare in prossimità di Fussen da dove ho deviato per il Castello di Hohenschwangau.

La Romantische StrasseAvvicinandomi a Fussen avevo notato un notevole aumento del traffico, poi sono iniziate le prime code ed al castello ho trovato una fila incredibile di persone che aspettavano il loro turno per fare i biglietti, fila talmente lunga che dall’ingresso arrivava quasi al sottostante parcheggio: ho rinunciato!

Mi sono così avviato verso Imst per poi continuare sulla bellissima strada che porta al Passo Rombo, ma ho incontrato molti rallentamenti e tratti con vari chilometri di auto – per fortuna – ordinatamente incolonnate che procedevano a passo d’uomo, e che ho superato seguendo l’esempio di un gruppo di motociclisti tedeschi (mi sono messo in scia Traffico )

Passo Rombo - panoramaPer attraversare il confine c’è un tratto di strada a pagamento che inizia sul versante austriaco qualche chilometro prima, dopo la stazione del pedaggio la strada inizia a scendere dolcemente verso la Val Passiria ed è possibile ammirare dei bei paesaggi.

Prima di salire sul passo mi ero fermato per acquistare un panino e qualcosa di fresco da bere, e così sulla via per Merano ho fatto una lunga sosta pranzo in un’area attrezzata per i picnic.

Ho proseguito quindi per Salonetto – una frazione di Meltina – dove ho alloggiato nel Garni Reider. La zona è veramente molto bella e dalla casa Reider si può ammirare una panorama incantevole. L’arredamento con mobili in legno in stile rustico s’intona perfettamente con l’ambiente, e poi si respira una piacevole aria famigliare grazie ai proprietari che sono estremamente disponibili e gentilissimi.

Per cenare volevo arrivare a Meltina che dista un paio di chilometri, ma su invito dei proprietari mi sono fermato a cena nel garnì dove ho gustato pietanze semplici, ma veramente squisite Al Garnì Reider si mangia bene!

La mia camera (l’ultima disponibile) necessitava di un po’ di manutenzione, ma lo scrivo solo per dovere di cronaca perché, nel complesso, mi sono trovato bene!

La veduta dal Garnì Reider

Domenica 18 agosto – Meltina > Genzano di Roma

Pochi km per arrivare all’autostrada e poi “sparato” fino a casa facendo qualche sosta solo per fare benzina e prendere un caffè.
Pensavo di trovare qualche rallentamento e traffico intenso, ed invece nulla tanto che poco dopo l’ora di pranzo ero già a casa.

That’s all folks Viaggio In Europa Centrale in moto - END