La Sardegna in moto

Era un po’ di tempo che mancavo dalla Sardegna, e così quest’anno ho deciso di tornarci per rivedere tanti bellissimi luoghi nel nord dell’isola, ma soprattutto per visitare la parte meridionale nella quale non ero mai stato.

Sono partito con il traghetto della Grimaldi da Civitavecchia giovedì 6 settembre; il venerdì ho ripercorso molte strade a me già note, ma avevo proprio voglia di rivedere tanti bei posti.
Praticamente ho fatto tutta la costa fino a Capo Falcone (Nord di Stintino) con una deviazione all’interno verso Tempio Pausania. Dopo una breve sosta a “La Pelosa” sono tornato indietro verso Marina di Sorso poiché avevo previsto di fare qualche giorno di mare.
Mi sono così fermato 3 notti in una struttura ubicata in una pineta e a soli 50 mt dalla spiaggia.

 

La spiaggia di Marina di Sorso 

Capo CacciaLunedì 10 settembre, dopo una breve visita a Capo Caccia, ho percorso tutta la fantastica Alghero > Bosa per poi continuare lungo la costa su strade secondarie fino all’isola di Sant’Antioco.

Martedì 11 mi sono spostato a Villasimius: incantevole la strada costiera dopo Cagliari … panorami straordinari!   😀
I chilometri da percorrere erano pochi, e così, arrivato presto in hotel, mi sono concesso un’altro lungo pomeriggio di mare sulla spiaggia di Simius.

 

Una veduta della costa sarda

 

Mercoledì 12 è stato il giorno più interessante dal punto di vista motociclistico perché la SS125 (Strada statale 125 Orientale Sarda) è veramente un “paradiso” per i motociclisti … manto stradale perfetto, curve, poco traffico, e vedute mozzafiato!
Che altro può desiderare di più una persona che ama viaggiare in moto?  😉

 

La Strada statale 125 orientale sarda (SS125)

 

Ho pernottato altre 3 notti in un bell’hotel sul lungomare di Cala Gonone. Giovedì mattina ho visitato le Grotte del Bue Marino, e poi relax visto che il cielo era coperto con qualche goccia di pioggia.

Venerdì un’altra bella giornata di mare, e sabato mattina il rientro da Olbia sempre con il traghetto della Grimaldi che è arrivato a Civitavecchia con un’ora di … anticipo!!!!  😯

Per questo giro ho utilizzato la mia Gold Wing GL1800. Moto perfetta sull’asfalto (anche sui tornanti più stretti), ma che mi ha messo in difficoltà sia su un piazzale sterrato, sia per farla entrare in un piccolo parcheggio dell’hotel dedicato solo alle moto (ingresso su una ripida salita con poco spazio di manovra).  😐


Le foto:

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉


Il video


Il percorso

 


Samarcanda – La via della seta in moto

L’anno scorso sono rimasto bloccato da un problema fisico per molti mesi e così, in piena “crisi di astinenza da moto” nei lunghi pomeriggi passati a perdere tempo davanti al PC iniziai a pensare ad un viaggio “importante” … forse l’ultimo visto che anche per me il tempo passa inesorabilmente e che prima o poi sarò costretto a smettere di andare in moto.

La prima meta che mi venne in mente fu Samarcanda forse perché, nell’immaginario collettivo, è una città che evoca storie remote e fantastiche perché fu capitale di regni antichi, lontani e scomparsi da secoli.

Fondata nel 700 a.C. in un’area circondata da steppe e deserti, Samarcanda è entrata nella storia di Alessandro Magno, Gengis Kahn e Tamerlano.
Importante centro di smistamento sulla Via della Seta, Samarcanda sorge al crocevia di strade che conducevano in Cina, India e Persia. La città ancora oggi è un posto speciale dove è possibile ammirare moschee e mausolei con cupole azzurre e maioliche colorate perfettamente conservati e tutelati dall’Unesco tra cui alcune delle più importanti madrase dell’Asia centrale affacciate sul Registan, la bellissima piazza monumentale che ancora oggi è il “cuore della città”.

Il Registan, la bellissima piazza di Samarcanda

Nessun altro luogo richiama alla mente la Via della Seta più di Samarcanda, e per molti ha la stessa risonanza mitica di Atlantide molto probabilmente perché in passato fu realmente visitata solo da poche persone in quanto difficilmente raggiungibile perduta com’è tra steppe e deserti.

Poco prima di Natale decisi che sarei andato a Samarcanda in moto, e poi subito dopo il ritorno dal viaggio a Salalah (volevo prima verificare le mie condizioni fisiche) confermai la mia partecipazione al tour Samarcanda 2018 programmato da Motovacanze.it, organizzazione con la quale avevo già effettuato in passato altri tour.

Il percorso del viaggio a Samarcanda

Per questo viaggio ho utilizzato la mia BMW R100GS che proprio quest’anno ha compiuto 30 anni; moto robusta, a carburatori e con pochissimi componenti elettronici non ha avuto problemi meccanici. Per aumentarne l’autonomia ho però dovuto installare delle taniche supplementari perché in alcune tratte è necessario poter percorrere almeno 450 km senza fare rifornimento.

Piuttosto che fare un noioso racconto delle singole tratte preferisco riportare alcune mie considerazioni generali su questo viaggio molto ambito da tanti motociclisti.

  • È un viaggio lungo (io ho percorso 8100 km); si attraversano 6 frontiere e territori dove NON sono presenti servizi di buon livello. Occorre quindi spirito di adattamento e tanta, ma proprio tanta pazienza perché le procedure alle frontiere spesso richiedono ore di attesa.
  • Lunghissimi tratti di strada sono veramente noiosi: si viaggia nel nulla per chilometri e chilometri in lande desolate!
  • Molte strade, specie in Uzbekistan, sono in PESSIME condizioni con un susseguirsi di buche “assassine” nell’asfalto che in ogni momento possono mettere fine al viaggio, e quindi bisogna quasi sempre guidare prestando la massima attenzione.
  • In Uzbekistan è difficile trovare la benzina perché tutti usano il gas: ad esempio, a Samarcanda (e quindi in un’importante grande città), solo al quinto tentativo in un distributore aperto è stato possibile fare rifornimento perché il carburante era disponibile.
  • In Russia, Kazakistan, Uzbekistan, e Kirghigistan fuori dalle grandi città il livello dei servizi è decisamente scarso; per rifocillarsi è meglio organizzarsi con snack preconfezionati e bevande acquistate nei minimarket, mentre per espletare i bisogni fisiologici conviene scegliere il classico “campo” o “luogo appartato”.
  • Chiva, Buchara e Samarcanda sono città molto interessanti e sicuramente meritano una visita. Carina Tbilisi, capitale della Georgia, visitabile in una giornata.
  • Le città russe sembrano invece tutte uguali; unico punto d’interesse degno di nota il tempio buddista di Elista, capitale della Calmucchia, il solo territorio europeo la cui popolazione è in maggioranza di religione buddista.
  • Non occorre portare molto contante perché nelle città le carte di credito sono generalmente accettate; sono anche disponibili vari punti ATM dove prelevare denaro.

Vale la pena di fare questo viaggio in moto?

  • Se si ama l’avventura e si vogliono provare emozioni forti sicuramente SI
  • se invece si preferiscono rilassanti percorsi panoramici forse è meglio NON andare a Samarcanda in moto. 

Le mie foto:

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Il video


Viaggio in moto nel sud dell’Oman

Alla fine di dicembre 2013, insieme ai miei amici Paola, Andrea e Giovanni, avevo visitato in moto il nord dell’Oman arrivando fino al Wadi Tiwi ubicato poco oltre Muscat.

Il viaggio mi era piaciuto parecchio e mi ero ripromesso di visitare anche il sud del paese per arrivare fino a Salalah, nella regione del Dhofar, che con oltre 350.000 abitanti è la seconda città del Sultanato dell’Oman e sua tradizionale piazzaforte famosa anche per la produzione dell’incenso.

L’occasione è arrivata all’improvviso: la concessione di un breve periodo di ferie ad Andrea per il suo 50mo compleanno, la disponibilità delle moto da parte del mio amico Saleh, e biglietti aerei disponibili a tariffe scontate!

Senza perdere un minuto di tempo abbiamo organizzato il viaggio in moto nel sud dell’Oman con l’idea di procedere lungo la costa per arrivare fino al confine delle Yemen: partenza sabato 27 gennaio e rientro lunedì 5 febbraio!
L’unica vera difficoltà incontrata nella preparazione del tour è stata quella di trovare pernottamenti in città non eccessivamente distanti in modo da non dover fare delle tappe troppo faticose; ed alla fine ci siamo riusciti programmando soste per la notte a Ibra, Duqm, Mirbat, e poi Salalah.

L’Oman è un paese in rapido sviluppo, basta pensare che nel 2013 la strada costiera per lunghi tratti era ancora solo una pista sterrata, per cui percorrerla per arrivare a Salalah era veramente impegnativo anche per la mancanza di stazioni di rifornimento e ristoro. Oggi invece c’è una comoda strada asfaltata in ottime condizioni che è possibile fare con qualsiasi tipo di moto.

Oman del sud in moto

Per entrare in Oman provenendo dall’Emirato di Dubai la procedura è semplice: timbro d’uscita dagli UAE con il pagamento di una piccola tassa, poi è necessario stipulare un’assicurazione per la moto (non ricordo l’esatto costo, ma è economica), e poi è bisogna ottenere il visto d’ingresso omanita che costa circa 40€.
Il tempo necessario per tutta la procedura è di circa un’ora, anche se noi questa volta ne abbiamo impiegate quasi due a causa di infinite discussioni di viaggiatori locali che non intendevano pagare così tanto per ottenere il visto.

Un tipico panorama omanita

Il sud dell’Oman è decisamente più povero del nord, ma le vie di comunicazione sono in ottime condizioni e non ci sono problemi con i servizi.
Le persone sono estremamente cordiali e gentili, e NON ci sono assolutamente problemi di sicurezza: si gira tranquilli e NON si viene mai importunati.
Il costo degli alberghi è paragonabile a quello italiano, mentre cibo, benzina e servizi costano decisamente meno (con neanche 10€ si mangia in un buon ristorante locale, mentre la benzina costa circa 0,50€ al litro).

Il diario di viaggio “day by day” lo trovate sul blog di Andrea: vi consiglio di leggerlo perché ricco d’informazioni e veramente ben scritto  😉
(Una copia è disponibile anche su Archive.org)


Le mie foto:

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Anche le foto di Andrea sono disponibili su Flickr   😉


Il video


Vacanza in moto in Trentino – Alto Adige

Con alcuni amici anche quest’anno sono tornato in Trentino – Alto Adige per trascorrere qualche giorno di vacanza (c’ero già stato nel 2010).

Abbiamo fatto base a Colfosco (Corvara) nel garnì Reutlingen gestito da Gabriella e Andreas Alfreider, e da li ogni giorno siamo usciti in moto per percorrere vari stupendi itinerari che ci hanno permesso di ammirare dei paesaggi veramente incantevoli.

Le Dolomiti sono davvero favolose perché gli stessi luoghi cambiano in funzione della luce del giorno e/o delle condizioni meteorologiche … belle, belle, belle! … e non ci si stanca mai di tornarci!

Dolomiti fantastiche

 

L’unica delusione è stato il Lago di Carezza ormai ridotto ad una pozza d’acqua dalla lunga siccità.

Che altro aggiungere … strade sempre in ottimo stato, servizi efficienti, prezzi decisamente contenuti.

Se lo volete, potete guardare il piccolo video che ho montato ed un po’ di foto fatte 😉



Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉


In Spagna per la Rider 1000

Insieme ad alcuni amici ho partecipato alla fine di maggio alla Rider 1000, una manifestazione che da qualche anno si svolge sulle belle strade della Catalunya, e che consiste nel percorrere 1000 km in un tempo massimo di 22 ore.

Per permettere la partecipazione anche a piloti “meno resistenti” (come il sottoscritto) nell’ambito dello stesso evento vengono organizzate anche la Rider 500 che prevede una tempo max di 11 ore, e la Rider 300 da completare in 7 ore (medie orarie inferiori quindi a 50 km/h).

Il luogo di partenza e di arrivo è Manresa, una cittadina che si trova a circa 60 km da Barcellona, e quindi nel cuore della Catalunya.

Io ho preso parte alla Rider 500: mi piace andare in moto, ma non me la sono sentita di guidare per più di 14 ore, e poi ho problemi alla vista e preferisco non guidare di notte.

Abbiamo fatto base Castellbell i el Vilar nella bella e confortevole struttura Mas del Puig dove avevamo a disposizione il grande appartamento del Mirador dal quale si gode di una vista eccezionale sulle vicine cime del Montserrat.

Mercoledì 24 maggio

Da Genzano di Roma a La Spezia dove sono stato ospite a casa del mio amico “Pinguino”. Solita autostrada ed Aurelia; nulla di particolare eccetto il fatto che andando molto piano ho rischiato di addormentarmi!  🙁

Giovedì 25 maggio

La Route des CretesTrasferimento a Marsiglia dove insieme agli altri amici del gruppo si era deciso di pernottare.

Mi sono incontrato appena fuori La Spezia con Gianni per dirigerci verso il confine a Ventimiglia. Poco dopo Genova ci siamo uniti a Paolo e Renato provenienti da Milano, ed insieme abbiamo continuato il viaggio su bellissime strade secondarie percorrendo anche la Route des Crêtes, una strada panoramica stupenda che si trova a sud-est di Marsiglia.

Siamo arrivati nell’hotel Premiere Classe Marseille Centre di Marsiglia verso le 19:00 dove abbiamo trovato gli altri due componenti del gruppo, Osvaldo e Massimo, che per impegni di lavoro erano arrivati a Marsiglia autonomamente.

Venerdì 26 maggio

Da Marsiglia a Manresa dove dovevamo arrivare prima delle 20:00 per completare le operazioni d’iscrizione.

Causa un ponte festivo ed il tempo splendido c’era un grande traffico sulle strade francesi (specie verso il mare) con numerosi ingorghi, e così non è stato possibile percorrere l’itinerario programmato. Abbiamo perciò preferito continuare sulle autostrade fino a destinazione.

Arrivati a Manresa abbiamo facilmente raggiunto la grande area (un centro sportivo) sede della manifestazione per ritirare i gadget, il “passaporto” (dove sono stati apposti i timbri dei punti di controllo) ed un braccialetto d’identificazione.
Veramente ottima l’organizzazione della manifestazione: nulla lasciato al caso!  🙂

Dopo esserci rinfrescati e riposati ci siamo spostati nella vicina masseria Mas del Puig per prendere possesso dell’alloggio, scaricare i bagagli e fare una doccia; e poi abbiamo cenato tutti insieme in un ristorante all’ingresso del paese Castellbell i el Vilar che ci era stato consigliato.

La veduta dal Mas del Puig

Sabato 27 maggio

È il giorno della Rider … e siamo stati costretti a dividerci  🙁

La partenza della Rider 500E si, perché per la Rider l’orario di partenza viene stabilito in base al numero d’iscrizione. E poiché (specie per la Rider1000) è importante partire presto, quando vengono aperte le iscrizioni (in genere alle 00:00 di un certo giorno) il server del sito viene preso d’assalto e spesso non è possibile collegarsi per effettuare l’iscrizione.

Massimo che, non era riuscito ad iscriversi prima che venisse raggiunto il numero massimo di partecipanti alla 1000, per fortuna è stato successivamente ripescato in sostituzione di un rinunciatario che aveva il numero 8, mentre gli altri amici erano riusciti a farlo solo poco prima che le iscrizioni venissero chiuse ed avevano numeri di partenza intorno al 700.

Io partecipando alla Rider 500 ed avendo il numero 843 sarei partito intorno alle 10:30, e quindi ben dopo di loro.

Tanto per avere un’idea dei numeri alla Rider di quest’anno si sono iscritte 2500 persone: 853 alla Rider1000, 1419 alla Rider500 e 228 alla Rider300.

Le partenze sono avvenute al ritmo di 6 piloti ogni minuto

Massimo è partito prestissimo, intorno alle 6:00; Paolo, Renato, Gianni ed Osvaldo verso le 7:30, ed io alle 10:30

È stata veramente una bella esperienza perché seguendo il percorso suggerito ho scoperto dei luoghi suggestivi guidando quasi sempre su strade secondarie dall’asfalto perfetto.

Uno dei panorami della Rider 500

E poi mai affollamento; ovviamente si incontrano altri motociclisti, ma siccome l’unico vincolo sono i punti di controllo dove far timbrare il “passaporto”, mentre si guida non si procede mai in gruppo.

Mi sono fermato brevemente varie volte, ed ho fatto la sosta pranzo verso le 14:30; ho completato il percorso verso le 19:30 impiegando così 9 ore in totale. All’arrivo è stato posto l’ultimo timbro a certificare il completamento del percorso, e poi mi è stata consegnata la foto ricordo, una spilletta ed un adesivo che ho subito applicato sulla moto.

La foto ufficiale della mia partecipazione

Massimo, che ha viaggiato anche lui da solo, ha finito poco prima delle 20:00 percorrendo per un errore ben 1160 km 😕 , mentre l’altro gruppo di amici ha terminato verso le 4:00 del mattino … ma si sono fermati per un lauto pranzo a base di paella, spuntini vari e cena!

Tornando alla masseria dove alloggiavamo ho deciso di fermarmi per cenare all’aperto in una tipica trattoria mangiando benissimo e spendendo una sciocchezza, poi una bella doccia e quindi il meritato riposo visto che la giornata era stata lunga e faticosa.

Domenica 28 maggio

Trasferimento a Valencia.

Un panorama sulla strada per ValenciaSalutati gli amici mi sono avviato verso Valencia, una delle città spagnole che insieme a Saragozza non avevo mai visitato. Prima della partenza avevo consultato una mappa stradale e scelto un percorso identificato come “panoramico” … e mai scelta fu più azzeccata perché ho viaggiato su strade molto belle e scoperto angoli fantastici e poco conosciuti della stupenda terra spagnola.

Valencia? Che dire: un’altra bellissima città spagnola ricca di storia che vale sicuramente la pena di visitare. Ormai la Spagna non mi stupisce più … ci vado a colpo sicuro e me la godo!
Le città sono sempre ordinate e pulite, tutti i servizi pubblici (bus, metro, parcheggi etc) funzionano alla perfezione, c’è poco traffico ed i centri storici sono tutti pedonali!
A mio parere oggi la Spagna è almeno 25 anni avanti rispetto all’Italia, ed il divario continua ad aumentare ogni anno che passa!

Una veduta del centro di Valencia

Lunedì 29 maggio

Ho trascorso gran parte della giornata facendo un lungo giro in moto verso sud su strade secondarie alla scoperta del territorio, ho attraversato dei paesini stupendi, pranzato in una tipica trattoria con i tavoli per strada e fermato in dei bar dove ho potuto sempre scambiare qualche parola con persone estremamente cordiali: ecco, a me piace girare proprio così!

Rientrato a Valencia (ho pernottato nell’ottimo Aparthotel Valencia Rental) sono tornato di nuovo in centro città per terminare la visita. Avevo intenzione di cenare al “Casa Roberto” a base di paella, ma il ristorante era chiuso per riposo settimanale e così mi sono accontentato di un’ottima tagliata in uno dei tanti ristoranti di Plaza del Ayuntamiento.

Martedì 30 maggio

Panorama del territorio attraversato da Valencia a SaragozzaDa Valencia a Saragozza;
uscito da Valencia ho seguito l’autostrada verso Saragozza per poi deviare verso un’area montagnosa dove sono presenti anche numerosi impianti sciistici.
Ho percorso circa 200km di strade bellissime godendo di panorami mozzafiato: non mi aspettavo tanta bellezza! Una natura selvaggia con un alternarsi continuo di gole, dirupi, torrenti con vedute veramente stupende … forse le strade più belle che ho mai percorso in vita mia! Fondo sempre perfetto, eccetto pochi chilometri (comunque asfaltati, ma con qualche buca) dove squadre di operai erano al lavoro per ampliare la carreggiata.

Arrivato a Saragozza, dopo una doccia nell’Hotel Inca (buono, in posizione centralissima, con parcheggio convenzionato a pochi passi), sono uscito per visitare la Cattedrale e gli altri punti d’interesse della città.

Saragozza mi ha deluso; numerosi negozi chiusi per cessata attività, pochi turisti in giro, giardini e strade non a livello delle numerose altre città spagnole che ho già visitato. Ho passato il pomeriggio e la serata passeggiando, ho cenato in un ottimo “all-you-can-eat” che offriva una grande varietà di pietanze spagnole dall’aspetto veramente invitante.

Veduta della piazza di fianco alla Cattedrale di Saragozza

Mercoledì 31 maggio

Avendo prenotato per il ritorno in Italia il traghetto Barcellona > Civitavecchia che parte alle 22:00 circa ho deciso di fare un giro sul lato spagnolo dei Pirenei.

I Pirenei - lato spagnolo

Un’altra giornata magnifica trascorsa percorrendo strade incantevoli che attraversano paesini stupendi … 570 km di pura goduria motociclistica!
La sera l’imbarco nel moderno Terminal Grimaldi del porto di Barcellona, e poi la tranquilla traversata con arrivo in orario a Civitavecchia.

Giovedì 1° giugno

Rientro e subito la solita incazzatura perché un porto come quello di Civitavecchia è una vergogna per un paese civile! Sporcizia, la viabilità pensata da un folle … vabbé, meglio lasciar perdere: solo chi non esce mai dall’Italia non si rende conto dello stato in cui è ridotto il nostro paese!  👿


Tutte le immagini del viaggio in Spagna

Le immagini del viaggio in Spagna per la Rider 1000

Tour della Grecia in moto

L’ultima volta che ero stato in Grecia fu nel 2013, quando la attraversai da Igoumenitsa a Kavala, prima tappa del mio viaggio in Iran.

All’inizio di quest’anno avevo deciso di tornare in Grecia con la moto per visitarla con calma scegliendo come periodo la metà di settembre per due motivi: meno caldo, e meno gente!

Per il traghetto, dopo aver esaminato le varie possibilità per Igoumenitsa, ho scelto l’imbarco da Brindisi con la compagnia EMMC.

Lunedì 12

Trasferimento a Brindisi via autostrada; la partenza del traghetto era prevista per le ore 20:00, ma al check-in ho scoperto che era stata anticipata alle 19:00.
Traversata con mare calmo; il traghetto non era molto affollato per cui – pur avendo prenotato una poltrona – ho potuto dormire sdraiato sul divano di un salottino.

Martedì 13

È ancora notte e dormo profondamente quando una voce annuncia l’arrivo nel porto di Igoumenitsa! Guardo l’orologio e sono le 2:30 nostre … le 3:30 locali  😯
Chiedo quanto ci vuole allo sbarco, e mi rispondono 10 minuti 
Azz, il traghetto oltre a partire un’ora prima ha anche guadagnato tempo per cui è arrivato in anticipo.
Operazioni di sbarco velocissime, e così alle 4:00 di mattina di una notte senza luna mi ritrovo per le strade di Igoumenitsa  😕
Decido di procedere con molta calma verso Ioannina sulla E92 come da programma; lasciata Igoumenitsa la strada inizia a salire, è buio pesto e non circola nessuno.
Più vado avanti e più le condizioni peggiorano perché la strada continua a salire in un susseguirsi di tornanti, e poi è arrivata anche la nebbia che appanna il parabrezza della Gold Wing impedendomi di vedere davanti. Nel primo paese che incontro mi fermo sotto un lampione davanti il laboratorio di una pasticceria: proseguire in queste condizioni per me è troppo rischioso perché non vedo nulla, per cui aspetterò il sorgere del sole.
Dopo una decina di minuti che ero fermo arrivano due ragazzi che avevo conosciuto sul traghetto a bordo della loro KTM; chiacchieriamo qualche minuto e poi si decide di continuare piano piano verso Ioannina dove le nostre strade si divideranno (loro sono diretti a nord).
Ancora qualche chilometro percorso con molta prudenza e poi finalmente albeggia; anche la nebbia si è diradata ed inizia a circolare qualche macchina, e così arriviamo senza problemi a Ioannina dove ci fermiamo in un bar per fare colazione e chiacchierare un po’.

Ormai è giorno, la temperatura è gradevole, ci salutiamo ed io continuo sulla E92 verso Metsovo: la strada ormai non è più utilizzata e così incontro pietre franate non rimosse e brevi tratti di asfalto riparati alla meglio.

Dopo Metsovo la strada sale; ogni tanto qualche piccola frana e tratti di corsia chiusi, ma il tempo è splendido per cui non mi preoccupo e continuo. Superato Metsovo un cartello avverte “travel at your own risk”; e poi inizia qualche breve tratto di strada senza asfalto.
Finalmente incontro un pickup e chiedo al guidatore se la strada è aperta: mi fa cenno di si e di proseguire … OK si va avanti  🙄
I paesaggi sono belli, si attraversa qualche bosco, ma insomma … nulla di particolare!
Il TomTom mi indicava che l’ultimo tratto (quello sul tunnel dell’autostrada) era chiuso, ed infatti l’ho trovato sbarrato da un guard rail che chiudeva metà della carreggiata. Superato quest’ultimo tratto ho continuato senza problemi sulla parte ancora in uso della E92 che collega l’autostrada e Kalampaka.

Arrivato a Meteora sono rimasto incantato dalla vista dei monasteri costruiti in cima alle coste rocciose dalle alte pareti a picco … sembrano irraggiungibili!
L’area e tutta molto bella e ben curata, e nonostante la bassa stagione c’erano molti turisti.

Vista di Meteora - Grecia

La stanchezza iniziava a farsi sentire; la giornata era stata lunga e così ho pranzato in una taverna di Kastraki, e poi mi sono riposato nell’ottimo Hotel “Guesthouse Papastathis” che avevo prenotato.

Mercoledì 14

Giornata dedicata al trasferimento ad Ilia, un piccolo borgo sulla grande isola di Eubèa (o Èvia) ubicata ad est di Atene. Sono partito verso le 8:00 per dirigermi verso Karditsa e poi Lamia, superata la quale la strada è diventata meno noiosa migliorando gradualmente man mano che mi avvicinavo a Delphi dove ho fatto una brevissima sosta.
Belli i panorami che ho potuto ammirare scendendo da Delphi sulla “48”, strada che ho abbandonato per procedere su strade secondarie verso Davlia, e poi Katalyma e Kalapodio per giungere a Arkitsa da dove parte l’unico traghetto disponibile per raggiungere il nord dell’isola di Eubèa.

Durante il percorso ho attraversato diversi paesi e sono rimasto sorpreso dal fatto che le strade all’interno dei piccoli centri abitati sono veramente molto strette, tanto da permettere a malapena il passaggio di una sola auto; caratteristica che ho riscontrato in quasi tutti i piccoli borghi che ho attraversato.

Arrivato a Arkitsa, in attesa del traghetto, ho pranzato in uno dei locali di fronte al piccolo porto, poi alle 15:00 la breve traversata verso Edpsou ed i pochi chilometri per giungere a Ilia.

Il traghetto per Edpsou

Ilia onestamente la immaginavo più carina: mi ha dato l’idea di un posto in abbandono; sicuramente in passato deve aver conosciuto giorni migliori perché su quel poco che rimane della spiaggia di ciottoli erosa dal mare ci sono ancora i resti di vecchie docce ed ombrelloni.
Ho dormito nel’Hotel Balaska, una struttura a gestione familiare dove la sera ho anche cenato.

Giovedì 15

Avevo pianificato l’attraversamento di tutta l’isola fino a Marmari da dove avrei preso il traghetto per Rafina, ma arrivato in prossimità di Chalkida – visto che il panorama mi sembrava monotono – ho deciso di attraversare l’unico ponte che collega l’isola alla terraferma e di procedere verso sud per andare a visitare il Tempio di Poseidone a Sounio.

Tempio di Poseidone

Bella tutta l’area e la strada costiera, che ho percorso lentamente ammirando il paesaggio mentre proseguivo verso Glyfada, una località nella periferia sud di Atene.

Avevo prenotato l’Hotel Villa Orion tramite Booking, ma la sera prima ho ricevuto una telefonata da un impiegato di Booking che, scusandosi, mi avvisava che l’hotel da me scelto era pieno proponendomi il Mirada Hotel ed il rimborso della differenza in quanto costava di più. Ho accettato e riprenotato senza controllare le caratteristiche della struttura che ho poi scoperto essere un albergo utilizzato soprattutto per incontri sessuali: specchi enormi in camera, film porno all’accensione della TV, ed un arredamento “particolare”. Comunque non era male 😉  perché vicino al centro, al mare, ed alla stazione dei tram per Atene.

Venerdì 16

Si va nel Peloponneso! Su un forum mi era stato suggerito di prendere l’autostrada per Corinto in modo da evitare il traffico intorno ad Atene, e così ho fatto.

Il Canale di Corinto

Breve sosta per scattare qualche foto allo stretto canale, e poi ho continuato lungo la costa visitando in sequenza le aree del Teatro di Epidauro, di Micene e la Fortezza di Palamidi a Nafplio. Strade molto belle, specie quella che da Porto Cheli giunge a Nafplio attraversando una zona montuosa.

Veduta dalla Fortezza di Palamidi

Ho pernottato nell’ottimo Blue Sky Apartments & Rooms di Xiropigado, una pensione con annesso ristorante a conduzione famigliare direttamente sul mare: camera dotata di tutti i comfort con balcone vista mare, la spiaggia a 10 (dieci veramente) metri, parcheggio per la moto coperto, WiFi anche in spiaggia … mi sono trovato talmente bene che ho deciso di fermarmi 2 notti per godermi un’intera giornata di mare 

Sabato 17

Sosta al mare a Xiropigado

Sosta al mare in Grecia

Domenica 18

Si va ancora più a sud! Strada bellissima lungo la costa con panorami mozzafiato fino a giungere a Monemvasia dove ho fatto una breve visita perché la temperatura era di 36°, e passeggiare per le stradine del borgo con stivali e pantaloni da moto è stata una sofferenza.

Monemvasia

Ho poi proseguito in direzione di Gerolimenas dove ho pernottato al Pyrgoi Theodorakaki.
Gerolimenas offre veramente poco perché è solo un piccolo borgo con molte case abbandonate; sconsiglio sia l’albergo Pyrgoi Theodorakaki perché la camera non è confortevole, sia l’annesso ristorante perché esageratamente caro  🙁

Lunedì 19

Trasferimento a Olympia; fino a Kalamata mi sono goduto dei piacevoli panorami su una bella strada costiera, ma poi è iniziato a piovere – anche forte – ed ha smesso solo quando ero ormai giunto a pochi chilometri da Olympia dove avevo prenotato l’Hotel Kronio, un buon albergo vicinissimo al sito archeologico ed al museo.

Nel pomeriggio ho visitato l’area con i resti della vecchia Olympia e l’interessante museo, e poi ho cenato in uno dei tanti ristoranti che si trovano sulla via principale della piccola cittadina.

Il museo di Olympia

Martedì 20

Veduta dalla terrazza del Sundy's StudiosPer raggiungere l’isola di Lafkada avevo programmato un percorso verso Patrasso su strade interne, ma vista la pioggia del giorno precedente ho chiesto consiglio al proprietario dell’albergo il quale mi ha consigliato di prendere la strada principale che scorre lungo la costa. Giunto a Patrasso, ho poi continuato come da programma su strade secondarie molto belle fino a Nydri dove ho soggiornato nell’ottimo Sundy’s Studios, il miglior albergo di tutta la mia vacanza in Grecia  😀

Il meteo era estremamente variabile, ho provato a scendere in spiaggia, ma subito è iniziato a piovere leggermente costringendomi a rientrare in albergo. Pioggia che però è durata giusto pochi minuti, e così dopo una bella doccia sono uscito a passeggiare per la carinissima Nydri ancora affollata di turisti e vacanzieri.

Mercoledì 21

La sera avevo il traghetto Igoumenitsa > Brindisi; dopo un’ottima colazione sulla terrazza del Sundy’s Studios ho dedicato parte della giornata alla scoperta della bellissima isola di Lefkada, per poi dirigermi con calma al porto di Igoumenitsa per l’imbarco.

Giovedì 22

Arrivo in orario a Brindisi e veloce trasferimento in autostrada fino a casa: fine del tour della Grecia in moto.


I percorsi di questo viaggio sono disponibili su Tourstart.org e possono essere scaricati liberamente in vari formati per poter essere utilizzati sui navigatori GPS  😉


Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Garmisch, la Foresta Nera, Berlino, Varsavia e Bratislava

Erano molti anni che volevo andare al raduno BMW di Garmisch-Partenkirchen che tutti gli anni si tiene all’inizio di luglio, e quest’anno finalmente ci sono riuscito abbinandolo alla visita di alcune capitali del Nord Europa.

brag a GarmischIl raduno di Garmisch richiama tantissimi motociclisti ed appassionati, per cui se non si vuole dormire in tenda è necessario prenotare con largo anticipo. A novembre 2015 avevo trovato una camera ad un prezzo abbordabile a Oberammergau nell’ottimo Hotel Antonia dove sono arrivato nel primo pomeriggio di venerdì 1° luglio.

Utilizzando il bus gratuito sono arrivato nell’area del raduno a Garmisch (che dista circa 20 km da Oberammergau): impressionante l’organizzazione; nei parcheggi realizzati sui terreni circostanti erano disponibili anche delle tavolette di legno da mettere sotto il cavalletto per assicurare maggiore stabilità alle moto!
Ho visitato i vari stand, ma soprattutto ho voluto vedere l’area dove erano allineate centinaia e centinaia di tende dei numerosi visitatori che avevano deciso di campeggiare. E poi un giro negli enormi stand gastronomici dove tanta, tanta, ma proprio tanta birra veniva servita!   Foto di Garmisch

Il sabato mattina avevo programmato un giro in moto nelle zone circostanti che sono paesaggisticamente molte belle, per poi tornare al raduno ed assistere alle varie esibizioni in programma; ma verso l’ora di pranzo è iniziato a piovere veramente forte e così sono rientrato in albergo rinunciando anche alla seconda visita a Garmisch perché con tutta l’acqua che veniva giù ero certo che avrebbero annullato gli spettacoli.

Nella notte il tempo è decisamente migliorato e la domenica mattina mi sono diretto a Lenzkirch, cittadina nel cuore della Foresta Nera (o Schwarwald), costeggiando il lago di Costanza.
Ho soggiornato presso il Schwarzwaldhotel Ruhbühl, una bella struttura appena fuori il paese dotata di ristorante e parcheggio privato, ma un po’ vecchiotta e trascurata.

Un panorama della Foresta nera

Molto caratteristico il Titisee, bella la famosa strada 500, e tutti carini e ben curati i vari paesini che ho attraversato. Merita una visita perché molto interessante il museo degli orologi di Furtwangen.
La Foresta Nera offre dei paesaggi veramente incantevoli, ma non molto diversi tra loro, per cui un paio di giorni a mio parere sono più che sufficienti per “esplorare” la zona.   Foto della Foresta Nera

Berlino ... il vecchio ed il nuovoMartedì 5 luglio sono andato a Berlino. Pensavo ad un viaggio rapido e confortevole sulle veloci autobahn tedesche, ed invece numerosissimi cantieri stradali, tantissimi autocarri (mai visti così tanti autocarri su un’autostrada) ed un traffico molto intenso in prossimità delle grandi città mi hanno rallentato parecchio, e così sono arrivato a Berlino molto stanco nel tardo pomeriggio.

Ho pernottato al Entrée Hotel Berlin Karlshorst, una struttura recentemente rinnovata e dotata di parcheggio privato che è collegata benissimo con il centro della città.

Berlino è una città che sicuramente merita una visita perché ancora oggi si percepisce che è rimasta divisa dal “muro” per tanti anni. Il meteo non è stato dei migliori con frequenti brevissimi scrosci di pioggia che si alternavano a forti folate di vento freddo, ma sono comunque riuscito a vedere quasi tutte le maggiori attrazioni turistiche passeggiando per la città e spostandomi con i mezzi pubblici.   Foto di Berlino

Giovedì 7 luglio mi sono recato a Varsavia: una lunga galoppata sulla modernissima autostrada che collega la capitale tedesca a quella polacca.
Sono arrivato subito dopo pranzo, e ciò mi ha permesso di dedicare tutto il pomeriggio e la sera alla visita della città che a me è piaciuta molto.

Una piazza di Varsavia

Ho pernottato all’Ibis Budget Warszawa Centrum, un albergo economico, ma pulito, silenzioso, dotato di parcheggio, WiFi e dal quale in pochi minuti si può raggiungere il centro.   Foto di Varsavia

Il Castello di BratislavaVenerdì 8 trasferimento a Bratislava, un’altra capitale europea che non avevo mai visitato. Ho passato tutto il pomeriggio e la sera passeggiando per il suo bel centro storico trasformato in un’enorme isola pedonale piena di negozi e ristoranti. Bello il castello situato alla sommità di una collina rocciosa, proprio di fianco al fiume Danubio, e dal quale è possibile ammirare tutta Bratislava.   Foto di Bratislava

Il sabato mi sono unito ad alcuni amici a Palmanova (UD) per il raduno della locale sezione del CCMotorday. Terminato il raduno, causa il caldo asfissiante, il lunedì mattina ho rinunciato ad un lungo giro in moto preferendo di rientrare direttamente ed il più rapidamente possibile a casa.

Lisbona, L’Algarve e l’Alentejo … in moto

Lo scorso anno dopo aver visitato parte dei Pirenei, la Galizia ed il Nord del Portogallo mi ero riproposto di “esplorare” anche il sud del Portogallo (l’Algarve), ed in particolare la zona interna dell’Alentejo.

Ho condiviso l’idea su un Forum ed un amico si è detto interessato, e così abbiamo organizzato la trasferta nella penisola iberica con l’intento di scoprirne la costa atlantica del sud.

Poiché alcune zone in estate sono particolarmente affollate abbiamo preferito un periodo primaverile sperando di trovare un meteo decente.

Come le altre volte, invece di fare un lungo e costoso trasferimento stradale, per arrivare in Spagna abbiamo scelto il traghetto della Grimaldi che collega Civitavecchia a Barcellona.

Martedì 26 aprile

La mia Gold Wing GL1800 del 2010Partenza da Civitavecchia. Un po’ di ritardo all’imbarco con le moto inspiegabilmente imbarcate per ultime. La nave si presenta in condizioni decisamente peggiori dall’ultima volta che l’ho presa circa un anno fa: pavimenti sporchi e cibo servito al self service non di buona qualità.

Mercoledì 27 aprile

Dopo una navigazione tranquilla il traghetto è arrivato nel porto di Barcellona con circa 45 minuti di ritardo.

Veloce trasferimento all’Ibis Hotel di Sant Andreu de la Barca, un albergo con un buon rapporto costo/qualità ubicato alla periferia di Barcellona sull’autostrada A2/NII per Zaragoza e Madrid che avevo già utilizzato in precedenti viaggi.

Giovedì 28 aprile

Piove! Era previsto tempo variabile, ed invece la pioggia ci accompagnerà per tutto il tragitto fino a Toledo. Poco prima di Madrid, salendo di quota, la temperatura raggiungerà anche i 7° ed il freddo, insieme all’umidità, ci costringerà ad indossare indumenti pesanti.

Siamo arrivati a Toledo nel primo pomeriggio dove abbiamo alloggiato nell’Hostal Gavilanes II, un buon albergo dotato di parcheggio privato a pochi passi dal centro della città.

Nel tardo pomeriggio abbiamo passeggiato per Toledo, e poi cenato in un bar senza troppe pretese.

Plaza de Toros - Toledo

Venerdì 29 aprile

Finalmente il tempo è cambiato e splende un bel sole! Partiamo abbastanza presto ed utilizzando le ottime autostrade e superstrade gratuite spagnole ci avviciniamo rapidamente al confine portoghese entrando da Badajoz.

Raggiungiamo Lisbona attraversando il ponte Vasco da Gama sul fiume Tago per poi dirigerci all’Ibis Lisboa José Malhoa, struttura vicinissima ad una fermata della Metro grazie alla quale è possibile raggiungere il centro in pochi minuti.

Il pomeriggio lo abbiamo trascorso passeggiando per il centro di Lisbona per poi cenare nel ristorante Bota Alta, ubicato nel cuore del Bairro Alto che ci era stato consigliato ad entrambi: a me non è piaciuto! Un locale frequentato solo da turisti dove ci hanno servito un baccalà che galleggiava nell’olio!

La piazza principale di Lisbona

Sabato 30 aprile camera-icon (1)

Giornata interamente dedicata alla visita di Lisbona. La città è piena di turisti e per visitare le maggiori attrazioni è necessario fare la fila.

Nel centro di Lisbona, dopo una passeggiata nella Praça do Comércio, ci muoveremo utilizzando lo storico Tram 28 con il quale raggiungeremo l’imponente Castello di São Jorge; poi la torre di Belém, ed il monastero dos Jerónimos.
Fa caldo, le file per accedere ai monumenti sono state lunghe, ed abbiamo anche camminato molto ammirando l’architettura della città: verso le 17 torniamo in albergo per riposarci un po’ e prepararci alla cena che abbiamo deciso di consumare al A Licorista O Bacalhoeiro ristorante che personalmente ho trovato migliore del Bota Alta!

Panoramica di Lisbona

Domenica 1° maggio camera-icon (1)

brag a Cabo da RocaIl 1° maggio è stata una festa grande in Portogallo, perché la festa del lavoro è concisa con la festa della mamma che nella penisola iberica si festeggia la prima domenica di maggio.

Il nostro programma prevedeva una gita in moto nell’area ad ovest di Lisbona per visitare Sintra, Cabo da Roca e Cascais.

A Cabo da Roca un simpatico signore ci ha consigliato di dirigerci verso nord su una strada panoramica per poi fermarci a pranzo a Ribamar, una piccola località poco dopo Ericeira.

Erano da poco passate le 12:00 quando siamo arrivati a Ribamar, ma tutti i ristoranti erano già pieni 😯 , e solo dopo numerosi tentativi siamo riusciti a trovarne uno con un tavolo libero dove abbiamo gustato un’ottima zuppa di pesce.

Sulla via del rientro abbiamo fatto una lunga sosta a Cascais parcheggiando le moto all’interno del moderno porto turistico, ma quando siamo ripartiti il traffico era bloccato e dopo aver fatto quasi un’ora di fila percorrendo solo pochi chilometri siamo stati costretti a rientrare verso l’interno per poter prendere l’autostrada a pagamento per raggiungere Lisbona.

Cabo da Roca

Lunedì 2 maggio

brag sul traghetto; sullo sfondo CessaGiornata dedicata al trasferimento nel sud del Portogallo, e precisamente nella regione dell’Algarve, su un percorso costiero che ci permetterà di ammirare spiagge molto belle circondate da una natura incontaminata.

Per uscire da Lisbona abbiamo utilizzato il “Ponte 25 de Abril”, un ponte sospeso sull’estuario del fiume Tago realizzato in acciaio con una forma molto simile al famoso Golden Gate Bridge di San Francisco (è stato realizzato dalla stessa compagnia) e poi ci siamo diretti verso Setubal dove abbiamo preso un piccolo traghetto per evitare un lungo giro intorno alla baia dell’Estuário do Sado, una riserva naturale creata per proteggere un’importante zona umida.

Sbarcati dal traghetto abbiamo proseguito lentamente verso sud fermandoci di tanto in tanto per ammirare dei bellissimi paesaggi.

Abbiamo visitato la Fortaleza de Sagres, che è il punto più a sudovest del continente europeo, e da dove si può godere di uno spettacolare panorama sul mare e su Cabo de São Vicente.

La costa atlantica del Portogallo

Sosta a Lagos nella struttura Dona Ana Garden; la città balneare ci è subito apparsa molto ben curata. Dopo una passeggiata in centro abbiamo cenato in uno dei tanti ristoranti all’aperto gustando un ottimo risotto ai frutti di mare.

Martedì 3 maggio

Era previsto un percorso nelle aree più selvagge dell’Alentejo, ma dopo pochi chilometri di strade secondarie asfaltate, però non in buone condizioni, arrivati a Ourique si è deciso di procedere direttamente verso Beja e poi Évora.

Dopo la visita di Évora ci siamo diretti a Reguengos de Monsaraz dove avevamo prenotato l’ottimo albergo Solar de Alqueva.
Cena veramente squisita a base di porco preto e sericaia nel “Restaurante Plano B”.

Mercoledì 4 maggio

È stata la giornata in cui ho viaggiato da solo in quanto non volevo rinunciare ad un percorso panoramico che avevo programmato su strade secondarie.

Una veduta fantastica dalla strada per Castelo de Vide

Mi sono diretto verso nord attraversando una enorme area collinare piena di vigneti per poi addentrarmi in un parco naturale fino a raggiungere, con una bellissima stradina di montagna, Castelo de Vide da dove, dopo una sosta, ho proseguito verso Marvâo ed il confine spagnolo.

Una volta in Spagna ho percorso solo noiose superstrade e poi autostrade fino a Salamanca dove sono arrivato nel primo pomeriggio.

Doccia, un breve riposo, e poi visita della città sede di una famosa università e ricca di storia e monumenti.

A me le città spagnole piacciono parecchio perché sono ordinate, pulite e quasi tutte hanno in centro una vasta area pedonale che consente di passeggiare tranquillamente. Forse dovremmo iniziare anche in Italia a far sparire dalle strade le troppe auto in sosta e chiudere i centri al traffico dei veicoli.

Salamanca

Giovedì 5 maggio

Trasferimento a Barcellona = 850 km di noia!  😕
Pernotto all’Ibis Barcelona Ripollet scelto perché ha il parcheggio, si trova vicino ad una stazione della metro grazie alla quale si raggiunge facilmente ed in poco tempo Plaça de Catalunya ed ha un buon rapporto qualità/prezzo.

Venerdì 6 maggio

Lunga passeggiata per il centro di Barcellona e per la “Rambla”, e poi verso le 19:00 abbiamo raggiunto il porto per l’imbarco sul traghetto che ci riporterà a Civitavecchia.

Sabato 7 maggio

Dopo una navigazione tranquilla siamo arrivati a Civitavecchia. Alle 20:30 ero a casa dopo aver percorso circa 3700 km con la mia nuova Gold Wing GL1800, moto che ho acquistato usata da poco tempo e che ho utilizzato per la prima volta in un lungo viaggio.


Tutte le foto del viaggio

 

Le foto del viaggio in Portogallo

Gita in moto ai Laghi di Plitvice

Era da tempo che volevo visitare i Laghi di Plitvice, e così trovandomi ad Udine ho approfittato della vicinanza al parco per arrivarci in moto lunedì 7 settembre.

Panorama delle coste croate

Tempo stupendo e poco traffico hanno reso il viaggio verso i Laghi di Plitvice veramente rilassante; non ero mai entrato in Croazia, e sono subito rimasto impressionato ed affascinato dalle sue coste stupende 🙂

Il percorso per arrivare in moto ai Laghi di Plitvice

Ho percorso solo strade secondarie ed arrivato a Senj, invece di deviare verso Žuta Lokva e poi Rudanovac, ho preferito proseguire lungo la costa sulla E65 fino alla deviazione per Zara (incrocio con la A1) da dove ho continuato sulla 27 e poi 1 fino a giungere nel Parco dove avevo prenotato una camera presso Villa Lykos, una buona struttura ubicata a Jezerce e distante circa 30 minuti a piedi dall’ingresso n° 2 del parco.

Il Parco dei Laghi di Plitvice è veramente bello, e merita sicuramente una visita che a mio parere può essere agevolmente fatta in un giorno 😉

 

 

 

Cascate ai Laghi di Plitvice

Le stupende cascate dei Laghi di Plitvice

Avevo deciso di pernottare all’interno del Parco dei Laghi di Plitvice e poco distante dall’ingresso, ma la scelta non si è rivelata molto felice perché nella zona, oltre alle bellezze naturali, c’è veramente poco: solo due grossi alberghi, una pizzeria, ed un piccolo supermercato.

Dopo l’esperienza fatta, a mio parere conviene alloggiare nei paesi che si trovano all’esterno del parco come Vranovaca o Korenica, e poi recarsi al parco in auto o moto in quanto ci sono ampi parcheggi (per le moto è gratuito, ed è anche possibile lasciare in custodia caschi ed indumenti).

La Croazia mi ha positivamente colpito per la bellezza dei panorami, specie quelli costieri, ma alcune cose mi hanno lasciato perplesso … ci tornerò presto perché voglio approfondire e capire meglio alcune cose 😉


Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

PAN Frecce Tricolori – 55° Anniversario

La locandina dell'evento 55° PAN - Frecce Tricolori

Il manifesto del 55° Anniversario delle Frecce Tricolori


Era da qualche anno (esattamente dal 1973 quando a Pratica di Mare si svolse una grande manifestazione per la Celebrazione del Cinquantenario dell’Aeronautica Militare) che non vedevo dal vivo le Frecce Tricolori effettuare le splendide evoluzioni con le quali disegnano fantastiche figure in cielo.

Da tempo avevo intenzione di fare un salto ai Laghi di Plitvice in Croazia, e siccome per domenica 6 settembre c’era in Friuli anche un motoraduno a cui avevo piacere di partecipare, ho approfittato dell’occasione per “prendere tre piccioni con una fava”:

  1. Sabato 5 settembre manifestazione delle Frecce Tricolori a Rivolto
  2. Domenica 6 settembre Motofrico a Pavia di Udine
  3. Lunedì 7 settembre giretto in Croazia per visitare il Parco dei Laghi di Plitvice

Grazie ad un amico del CCMotorday (thanks Fabrizio Alloggio vicino Rivolto, sede PAN) non ho avuto problemi a trovare un alloggio in zona ed ho prenotato una camera presso L’Azienda Agricola Stefanutti a Lauzacco di Pavia di Udine, cittadina non distante dall’Aeroporto di Rivolto, sede della PAN e luogo dove si sarebbe svolta la manifestazione per celebrare il 55° compleanno della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori .

Avevo un bellissimo ricordo della manifestazione del 1973 e così sono partito da Roma certo di assistere ad uno spettacolo di altissimo livello … e le mie aspettative non sono state deluse.
Il venerdì mattina mi sono avviato verso Udine in moto percorrendo prima la E45, poi la Romea verso Venezia, ed infine tranquille strade secondarie fino a destinazione.
Giornata molto calda, per cui ho fatto varie soste impiegando parecchie ore per arrivare a Pavia di Udine.

Purtroppo per il sabato era invece previsto cielo nuvoloso con pioggia e temporali; e nonostante che la notte tra venerdì e sabato è piovuto parecchio il sabato mattina il cielo si presentava ancora cupo con molte nuvole che non promettevano nulla di buono.

Mi sono alzato presto ed alle 7:30 era già davanti al cancello dedicato all’ingresso delle moto. Viste le non buone previsioni meteo avevo indossato gli stivali che uso in moto e l’antipioggia, e mi ero anche munito di un ombrello: scelta azzeccata!

L'ingresso riservato alle moto di Rivolto - 55° PAN

Questa Vespa adotta la livrea Frecce Tricolori solo in occasione degli anniversari

Come per l’evento di oltre 40 anni fa, anche stavolta l’organizzazione dell’Aeronautica è stata impeccabile: strade di accesso presidiate e controllate, indicazioni chiare, ampi parcheggi dedicati a moto, bus ed auto, bagni, e punti di ristoro disponibili ovunque … tutto perfetto: i miei più sinceri complimenti all’Aeronautica Militare!

In attesa dell’inizio della manifestazione ho visitato la mostra statica all’aperto ed i numerosi padiglioni realizzati in vari hangar; poi poco prima della 10:00 ho “conquistato” un posto in prima fila e l’ho “difeso” per poter godere pienamente dello spettacolo.

La mostra statica per il 55° PAN

 

Esposizione in un hangar di Rivolto

 

Era da poco iniziata la manifestazione quando si è scatenato un forte temporale sul campo che ha costretto gli organizzatori a sospendere le operazioni di volo per circa un’oretta; per fortuna ero stato previdente e grazie a stivali ed antipioggia non mi sono bagnato.

Il programma di volo è stato ovviamente cambiato a causa delle condizioni meteo, che comunque sono migliorate progressivamente tanto che dopo l’ora di pranzo faceva un caldo terribile!
La giornata è trascorsa rapidamente in un susseguirsi di acrobazie di pattuglie e solisti, oltre alla presentazione di numerosi velivoli … e poi a chiudere la giornata finalmente è arrivata la PAN con le Frecce Tricolori.

Le Frecce Tricolori utilizzano ben 10 velivoli contemporaneamente e sono la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo, ed è anche l’unica che svolge un programma nel quale la formazione ed il solista si alternano continuamente sul campo di volo facendo si che gli spettatori non abbiano mai un attimo di respiro nei circa 30 minuti di spettacolo: in poche parole c’è sempre un’evoluzione da ammirare!

C’è poco da fare, sono indiscutibilmente i migliori!

Formazioni strettissime, precisione e figure in cielo che sembrano disegnate utilizzando righe e compassi e che danno luogo ad uno spettacolo memorabile ricco di emozioni.
Che altro aggiungere: bravi, bravi, bravi! W le Frecce Tricolori!

La PAN - Frecce Tricolori

 

Alcuni link che consiglio:

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉