Noleggio moto a Dubai – UAE

Negli scorsi anni sono stato tante volte per lavoro a Dubai, ma solo recentemente ho scoperto che può essere un’ottima base da dove iniziare dei viaggi con una moto a noleggio per visitare le tante attrazioni turistiche degli Emirati Arabi e del vicino Oman.

Ultimamente ho fatto 3 viaggi in moto nell’area:

  1. nel 2013 alla fine del viaggio “Oro Nero” ci fermammo 5 giorni a Dubai. Con le nostre moto facemmo delle escursioni nel deserto, ad Abu Dhabi e visitammo la stessa città di Dubai. Fu in questa occasione che ebbi la fortuna di conoscere il mio grande amico Saleh Jamal Alsharif, una persona fantastica che mi è stato di grande aiuto nei successivi viaggi in UAE ed Oman effettuati tutti in moto partendo da Dubai.
  2. Alla fine del 2013 tornai a Dubai da dove, insieme ad alcuni amici, visitammo in moto il nord dell’Oman e la stupenda penisola del Musandam, territorio omanita sullo Stretto di Hormuz separato solo da poche miglia di mare dall’Iran.
  3. E poi quest’anno, alla fine di gennaio, nuovo viaggio in moto per esplorare però la parte sud dell’Oman percorrendo tutta la strada litoranea fino ad arrivare alla mitica Salalah, antica città ubicata a pochi chilometri dal confine con lo Yemen.

Più di una persona mi ha chiesto se non avessi avuto paura ad andare in certi paesi! Nessuna paura, e vi spiego il perché  😉

Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) e l’Oman sono paesi tranquillissimi dove la sicurezza personale è assoluta. Scippi, furti e reati simili sono praticamente inesistenti.
Si posteggiano le moto lasciandole con le chiavi attaccate e senza togliere navigatori o altri accessori perché tanto nessuno tocca niente.
Mai ricevuta una molestia da parte di sconosciuti, e se qualche volta si viene fermati dalla polizia è solo per curiosità personale degli agenti che vogliono scambiare quattro amichevoli chiacchiere.

Il livello dei servizi è delle infrastrutture è eccellente negli Emirati, e più che buono nelle grandi città dell’Oman.
Considerate che il Sultanato dell’Oman è un grande paese abitato da neanche 4 milioni di abitanti, e quindi le città sono separate da tratti di territorio molto estesi e poco abitati dove è possibile ammirare una natura incontaminata e godere di paesaggi veramente mozzafiato.

Il costo della vita non è alto; ottimi alberghi e servizi hanno prezzi abbordabilissimi, mentre benzina, telefoni ed i pasti costano molto meno che in Italia.
UAE ed Oman sono paesi tecnologicamente evoluti, per cui NON ci sono problemi a prenotare online alberghi, prelevare denaro dagli ATM (Automated Teller Machine) o usare telefonini, internet, GPS. Inoltre non c’è alcuna restrizione per riprese video o foto.

Anche i voli per gli UAE sono a buon prezzo; qualche giorno fa facendo una ricerca ho visto che con poco meno di 400€ si possono prenotare voli a/r da Roma e Milano per Dubai.

La più grossa difficoltà che si ha quando si programma un viaggio nella penisola arabica è trovare delle moto adatte. A Dubai le grosse tourer come Harley Davidson ed Honda Gold Wing abbondano, ma noleggiare una “enduro” stradale è veramente difficile, se non impossibile!

Nei miei viaggi mi ha sempre aiutato il mio amico Saleh che grazie alle sue conoscenze è sempre riuscito a farmi avere delle BMW F800GS ed un KTM 690 con serbatoio maggiorato, motociclette ideali per fare moto – turismo negli UAE ed in Oman.

Da qualche giorno Saleh ha aperto un noleggio moto a Dubai, il Road Trip Motorcycle Rental che mette a disposizione dei clienti – per periodi variabili dal giorno al mese – moto “enduro” del tipo BMW R1200GS, BMW F800GS e KTM690, tutte in versione ADV, e quindi con grande autonomia.

Saleh è una persona squisita e di grandissima esperienza (egli stesso è un motociclista ed ha fatto viaggi importanti), conosce benissimo anche l’Oman ed è l’uomo ideale a cui rivolgersi se si ha intenzione di fare un viaggio in moto negli UAE ed in Oman.
Saleh parla un ottimo inglese, e saprà consigliarvi su procedure burocratiche, alberghi, posti da vedere, attrazioni turistiche, ristoranti ed anche negozi per fare acquisti.

Fateci un pensierino, una visita in moto negli UAE e/o in Oman noleggiando una moto da Road Trip Motorcycle Rental può essere un’idea …… e chiedere un preventivo per un noleggio moto a Road Trip Motorcycle Rental alla fine non costa nulla!

Noleggio moto a Dubai

Motorcycle rental in Dubai

Tutti i recapiti del Noleggio Moto a Dubai:

Viaggio in moto nel sud dell’Oman

Alla fine di dicembre 2013, insieme ai miei amici Paola, Andrea e Giovanni, avevo visitato in moto il nord dell’Oman arrivando fino al Wadi Tiwi ubicato poco oltre Muscat.

Il viaggio mi era piaciuto parecchio e mi ero ripromesso di visitare anche il sud del paese per arrivare fino a Salalah, nella regione del Dhofar, che con oltre 350.000 abitanti è la seconda città del Sultanato dell’Oman e sua tradizionale piazzaforte famosa anche per la produzione dell’incenso.

L’occasione è arrivata all’improvviso: la concessione di un breve periodo di ferie ad Andrea per il suo 50mo compleanno, la disponibilità delle moto da parte del mio amico Saleh, e biglietti aerei disponibili a tariffe scontate!

Senza perdere un minuto di tempo abbiamo organizzato il viaggio in moto nel sud dell’Oman con l’idea di procedere lungo la costa per arrivare fino al confine delle Yemen: partenza sabato 27 gennaio e rientro lunedì 5 febbraio!
L’unica vera difficoltà incontrata nella preparazione del tour è stata quella di trovare pernottamenti in città non eccessivamente distanti in modo da non dover fare delle tappe troppo faticose; ed alla fine ci siamo riusciti programmando soste per la notte a Ibra, Duqm, Mirbat, e poi Salalah.

L’Oman è un paese in rapido sviluppo, basta pensare che nel 2013 la strada costiera per lunghi tratti era ancora solo una pista sterrata, per cui percorrerla per arrivare a Salalah era veramente impegnativo anche per la mancanza di stazioni di rifornimento e ristoro. Oggi invece c’è una comoda strada asfaltata in ottime condizioni che è possibile fare con qualsiasi tipo di moto.

Oman del sud in moto

Per entrare in Oman provenendo dall’Emirato di Dubai la procedura è semplice: timbro d’uscita dagli UAE con il pagamento di una piccola tassa, poi è necessario stipulare un’assicurazione per la moto (non ricordo l’esatto costo, ma è economica), e poi è bisogna ottenere il visto d’ingresso omanita che costa circa 40€.
Il tempo necessario per tutta la procedura è di circa un’ora, anche se noi questa volta ne abbiamo impiegate quasi due a causa di infinite discussioni di viaggiatori locali che non intendevano pagare così tanto per ottenere il visto.

Un tipico panorama omanita

Il sud dell’Oman è decisamente più povero del nord, ma le vie di comunicazione sono in ottime condizioni e non ci sono problemi con i servizi.
Le persone sono estremamente cordiali e gentili, e NON ci sono assolutamente problemi di sicurezza: si gira tranquilli e NON si viene mai importunati.
Il costo degli alberghi è paragonabile a quello italiano, mentre cibo, benzina e servizi costano decisamente meno (con neanche 10€ si mangia in un buon ristorante locale, mentre la benzina costa circa 0,50€ al litro).

Il diario di viaggio “day by day” lo trovate sul blog di Andrea: vi consiglio di leggerlo perché ricco d’informazioni e veramente ben scritto  😉
(Una copia è disponibile anche su Archive.org)


Le mie foto:

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉


Anche le foto di Andrea sono disponibili su Flickr   😉


Il video


L’Oman in moto

Al termine del mio viaggio in Iran soggiornai per alcuni giorni a Dubai dove feci la conoscenza dei Dubai Riders (sito web  – Instagram), un gruppo di simpatici motociclisti che spesso organizzano viaggi in giro per il mondo e che offrono il loro disinteressato aiuto a tutti i bikers che visitano gli UAE ed i paesi vicini.

Alla fine di agosto 2013 i Dubai Riders visitarono l’Italia ed io li guidai in un tour per le strade di Roma; purtroppo si fermarono solo un giorno e si verificarono anche alcuni inconvenienti tecnici su due delle loro moto, per cui la visita fu forzatamente molto breve e superficiale.

È durante questi incontri che venni a conoscenza delle bellezze dell’Oman, paese di cui ignoravo quasi tutto! Iniziai così a fare qualche ricerca scoprendo che un tour in moto in Oman era fattibilissimo. Ne parlai anche con alcuni amici che – entusiasti – approfittando di tariffe scontate (circa 400€ a/r) acquistarono subito i biglietti aerei per effettuare un viaggio in moto in Oman nel periodo natalizio.

Per vari motivi io avevo invece programmato la vacanza per la fine di gennaio – primi di febbraio, ma poi ho anticipato la partenza e così ho effettuato il tour dell’Oman insieme a loro Viaggio in Oman

Alcune note “pratiche” sul viaggio:

La più grossa difficoltà è stata trovare delle moto adatte alle nostre esigenze. A Dubai le grosse tourer come Harley Davidson e Honda Gold Wing abbondano, ma reperire una “enduro” stradale è veramente un’impresa!
In questo ci hanno aiutato gli amici Dubai Riders procurandoci tre BMW F800GS, motociclette ideali per effettuare il giro in Oman che avevamo in mente.

Gli UAE e l’Oman sono paesi tecnologicamente evoluti, per cui NON abbiamo incontrato alcun problema a prenotare alberghi, prelevare denaro dagli ATM (Automated Teller Machine) o usare telefonini, internet, GPS e video-foto-camere.

La rete stradale ed autostradale è moderna ed efficiente; per non perdersi tra le vie delle grandi città degli UAE e dell’Oman a mio parere è però assolutamente necessario un navigatore satellitare con mappe aggiornate.
Noi abbiamo utilizzato prodotti Garmin con mappe scaricate gratuitamente da http://garmin.openstreetmap.nl/

In UAE ed Oman non ci sono problemi di sicurezza tanto che generalmente è possibile lasciare caschi ed altri oggetti sulla moto senza la necessità di legarli; nel parcheggio custodito dell’albergo a Ras Al Khaimah (UAE) durante la notte abbiamo però subito il furto di un piccolo borsello –  asportato da una valigia laterale di una moto – contenente aggetti di non grande valore (sottoguanti in seta ed altri accessori); la cosa ovviamente ci ha dato molto fastidio e fatto diventare più guardinghi.

I visti d’ingresso vengono rilasciati alle frontiere; le procedure sono semplici ed abbastanza rapide. Un po’ più di tempo è necessario al punto di frontiera per l’accesso al Musandam (penisola a cui si accede solo dal territorio degli UAE)

Per viaggiare in Oman con le moto è necessario stipulare un’assicurazione temporanea (circa 18€ per 10 giorni).

Questo per me è stato il primo viaggio “Fly & Ride” e confesso di aver trovato non poche difficoltà a preparare il bagaglio perché, oltre ai soliti vestiti ed accessori personali, è necessario pensare anche a tutto l’abbigliamento tecnico da moto, ad accessori come il GPS, al casco e a tanti altri piccoli oggetti come elastici, cinghie, fascette, spinotti elettrici etc. Per fortuna il mio amico Frush aveva pronta una lista preparata per altri suoi viaggi, e così è stato tutto più facile.

Cambi valute:
1€ = 5 AED (Dirhams Emirati)
1€ = 0,5 OMR (Omani Rial)

Poiché in Oman gli AED sono accettati (ma non viceversa) ne consegue che 1 OMR = 10 Dirhams (e questo è il cambio che abbiamo trovato stampigliato anche sulle lattine di Pepsi Cola vendute in Oman).

Alla fine di gennaio 2018 insieme al mio amico Andrea ho visitato anche il sud dell’Oman, ovviamente sempre in moto  😀  

Diario di viaggio “day by day”

Giovedì 19 dicembre 2013

Il mio arrivo ad Abu DhabiHo preso un volo Alitalia ed ho raggiunto Abu Dhabi dove ad aspettarmi in aeroporto c’erano i Dubai Riders con la “mia” BMW F800GS.

Dopo i saluti ed aver preparato la moto siamo andati a cena in un ottimo ristorante a Yas Marina dove ho gustato varie pietanze a base di pesce veramente squisite (abbiamo mangiato all’aperto in una serata stupenda con un clima perfetto)!

Dopo cena ci siamo recati in altre due vicine località per prelevare le moto che sarebbero state utilizzate dai miei compagni di viaggio.

E poi tutti in gruppo verso la mitica Dubai distante circa 130 km per raggiungere l’Hotel Ibis Al Rigga di Deira (pagato 566.40 AED, circa 113€) dove avevo prenotato una camera per 2 notti: guidando di notte sulle perfette strade degli Emirati che scorrono alla base dei grattacieli illuminati ho provato delle sensazioni indescrivibili … veramente una “goduria” Guidare a Dubai verso l'Oman

Venerdì 20 dicembre 2013

Il venerdì ed il sabato sono giorni festivi negli Emirati Arabi; l’amico Saleh (la persona dei Dubai Riders con cui ero stato in contatto dall’Italia) la sera prima mi aveva lasciato avvisandomi che sarebbe stato impegnato per tutto il giorno e che ci saremmo rivisti solo la sera, e così mi ero organizzato per fare un giretto a Dubai per rivedere alcuni dei “simboli” dalla città.

Causa il fuso orario mi sono alzato un po’ tardi, e dopo aver sistemato la moto mi ero diretto verso il lungomare di Dubai per raggiungere il Burj Al Arab percorrendo la Jumeirah Beach Road.

Ero da poco arrivato al Burj Al Arab quando mi ha chiamato Saleh per dirmi se potevo raggiungere l’aeroporto di Dubai. Ho risposto di si, e così in poco più di 20 minuti ho raggiunto la zona scoprendo che l’aeroporto di Dubai con i suoi 3 terminals oggi si estende su un’area vastissima.
Ho richiamato Saleh per farmi dare istruzioni sulla strada da seguire e così poco dopo l’ho superato in autostrada mentre procedeva lentamente con la sua auto … praticamente un rendezvous!
L’ho seguito e quando ci siamo fermati ho avuto una piacevole sorpresa: avrei partecipato al pranzo dei maschi della famiglia! Per me è stato un onore ed un’esperienza interessantissima perché ho anche potuto gustare pietanze tipiche locali a base di pesce, pollo, e carne accompagnati da vari tipi di riso; e poi vegetali, datteri, dolci, frutta e per finire un bel caffè arabo!

Nell’occasione ho provato a mangiare con le mani, ma ho desistito in quanto non riuscivo a “stringere” il riso per portarlo alla bocca senza perderne la metà LOL

Dopo pranzo ho accompagnato Saleh sulla East Cost degli Emirati per incontrare due giovani motociclisti polacchi impegnati in un giro del mondo.

Il territorio degli UAE si estende ad Est fino sul Golfo di Oman dividendo così la Penisola del Musandam dal resto dell’Oman. Inoltre, tra le città di Khor Fakkan e Fujairah c’è l’enclave omanita Madha che ha sua volta contiene il villaggio di Nahwa che invece è parte dell’emirato di Sharjah negli United Arab Emirates. In poche parole un’enclave all’interno di un’altra enclave. Per chi vuole approfondire la storia di queste enclave c’è un’interessante articolo sul giornale online “The National”.

Per l’ingresso nel Musandam è necessario espletare le normali formalità d’immigrazione e doganali, mentre il transito nelle enclavi è libero e senza posti di controllo.

E così – per la prima volta – ho potuto ammirare paesaggi diversi da quelli delle grandi metropoli degli Emirati: enormi distese semidesertiche, ma anche montagne costituite da rocce di un colore rosso scuro e molto friabili.

Raggiungere il luogo dove avevano piantato la tenda i due ragazzi polacchi è stata un’impresa possibile solo grazie al 4×4 su cui viaggiavamo perché la strada sterrata aveva una pendenza incredibile con fondo pietroso, sconnesso e solchi molto profondi! Per me è stata la prima volta e nei tratti in discesa confesso di aver avuto qualche timore.

Abbiamo chiacchierato a lungo con Marta e Bartek ricevendo anche informazioni aggiornate sull’Iran; si era fatto molto tardi e così – dopo averli salutati – li abbiamo lasciati al loro campeggio libero su una spiaggia incastonata in un piccolo bellissimo golfo.

Un’oretta e mezza per rientrare a Dubai, e poi a casa di un ragazzo dei Dubai Riders per vedere in TV un’importante partita di calcio tra due squadre locali.

Era ormai mezzanotte passata quando Saleh mi ha accompagnato a riprendere la moto con cui sono tornato velocemente in albergo seguendo le indicazioni del navigatore ed integrandole con quelle dei cartelli stradali.

Che giornata!!! Mi serviva solo una doccia ed una bella dormita.

Sabato 21 dicembre 2013

È la giornata in cui devo lasciare l’albergo per spostarmi al City Seasons Suites dove abbiamo prenotato un appartamento.

Causa anche il fuso orario (3 ore) mi sveglio tardi, e poi perdo un po’ di tempo per leggere la posta, controllare alcune cose su internet e mandare dei messaggi.
Faccio il check out e lascio i bagagli in deposito per evitare di portarmeli dietro.
Passo al City Seasons Suites per sistemare un problemino (la camera non è prenotata a mio nome, ed io vorrei fare il check in prima dell’arrivo dei miei amici) e poi – vista anche l’ora – decido di passare il resto della giornata nel Dubai Mall perché, è vero che ci sono già andato già diverse volte, ma non l’ho mai visitato con calma!

La strada per raggiungerlo ormai la conosco, per cui non ho problemi ad arrivarci in pochi minuti. Lascio la moto nel grande parcheggio centrale … e per fortuna faccio una foto con i dati per ritrovare il posto 

Nel Mall c’è tutto: pranzo, passeggio, assisto allo spettacolo della Fontana Danzante ubicata nel laghetto alla base del Burj Khalifa ed è ormai sera quando ritorno in albergo per prendere i bagagli lasciati in deposito e spostarmi dell’appartamento nel nuovo albergo.

Verso le 20 m’incontro con i Dubai Riders e, dopo aver preso un caffè, ci spostiamo in un bar dove la serata continua chiacchierando delle loro escursioni off road e mangiando qualcosa all’aperto ammirando lo skyline della città.

L’ospitalità e la cortesia che ci è stata dimostrata dai Dubai Riders è stata ineguagliabile: dopo cena un gruppetto di loro si è organizzato per portare le altre due moto nel parcheggio dell’albergo in modo che fossero subito disponibili anche per i miei amici!

Il volo della Turkish utilizzato dai miei compagni di viaggio prevedeva l’atterraggio verso le 2:30 del mattino, ma nonostante l’ora decido di andare ad aspettarli in aeroporto. Il volo è atterrato in orario, ma purtroppo c’è stata un’amara sorpresa perché si è smarrito il bagaglio di Paola e così è stato necessario perdere quasi due ore per la procedura “lost & found”. Vabbé, pazienza. Raggiungiamo l’albergo, ma l’eccitazione è talmente grande che invece di andare a dormire ci mettiamo a chiacchierare.

Domenica 22 dicembre 2013

Al Bikers Caffè di DubaiCi alziamo molto tardi dopo aver riposato solo per qualche ora, e subito partiamo in sella alle nostre BMW F800GS alla scoperta di Dubai: prima il Burj al-Arab (l’albergo più lussuoso al mondo, simbolo di Dubai e conosciuto anche come “La Vela”), e poi visita al Dubai Mall che è al centro dell’area moderna di Dubai dove c’è anche il “Burj Khalifa”, un grattacielo alto ben 828 mt!

La giornata scorre velocemente, e c’è solo il tempo di tornare in albergo per fare una veloce doccia perché alle 20:00 abbiamo appuntamento con i Dubai Riders. Guidati da loro raggiungiamo una coppia di motociclisti tedeschi (anche loro impegnati in un giro del mondo a tappe), e poi tutti insieme al Bikers Cafe dove passeremo la serata raccontandoci le nostre esperienze di viaggio comodamente seduti all’aperto in una delle tante gradevoli serate invernali di Dubai ma … inizia a cadere qualche goccia di pioggia!

A Dubai la pioggia è una cosa veramente rara, ma con noi c’era l’amico Giovanni meglio conosciuto con il soprannome di Bagnato Zuppo (abbreviato in BaZu) … un nome, un programma: c’è poco da fare, dove c’è lui piove; punto e basta! E così è stato anche a Dubai!

Rientriamo in albergo guidati dai nostri Navigatori Garmin che funzionano bene utilizzando mappe “open source”.

Lunedì 23 dicembre 2013

È il giorno del trasferimento a Nizwa in Oman. I chilometri da percorrere sono più di 400 ed in programma abbiamo anche la visita del Jebel Hafeet.

Apriamo le finestre e con stupore vediamo che piove: una pioggia forte ed incessante che crea dei rigagnoli sulle strade … ma ci facciamo qualche risata perché sappiamo il motivo BaZu ... un nome, una nuvola!

Panorama dal Jebel HafeetNon abbiamo avuto notizie del bagaglio smarrito, e così proviamo a fare alcune telefonate per conoscere la situazione. Impresa impossibile causa il pessimo servizio dell’Handling Agent della Turkish che non risponde neanche dopo oltre un’ora d’attesa al telefono.
C’è poco da fare, Paola dovrà acquistare alcuni oggetti ed indumenti necessari per continuare il viaggio in Oman, e per fortuna proprio davanti all’albergo c’è il Deira City Centre, uno shopping mall fornitissimo che però apre alle 10:00.

Abbiamo anche problemi a sistemare in deposito il bagaglio smarrito, ma per fortuna anche in questo ci aiuta l’amico Saleh che provvederà al suo ritiro!

È circa mezzogiorno quando lasciamo Dubai e finalmente iniziamo a guidare su strade poco trafficate che attraversano tratti desertici per raggiungere il Jebel Hafeet, un gruppo montuoso isolato ubicato al confine tra UAE ed Oman e da cui è possibile ammirare la vicina città di Al Ain e panorami mozzafiato a 360°. La strada per raggiungere la sommità è veramente molto bella ed attraente dal punto di vista motociclistico perché caratterizzata da un fondo perfetto con un percorso tortuoso ricco di curve “aperte”.

Terminata la visita del Jebel Hafeet, e dopo un pranzetto veloce nell’unico ristorantino presente, nel primo pomeriggio ci siamo diretti verso il vicino confine omanita dove abbiamo sbrigato abbastanza celermente le varie formalità d’immigrazione (tra cui stipulare un’assicurazione temporanea per le moto indispensabile per circolare in Oman).

S’era ormai fatto tardi, per cui s’è deciso di proseguire senza soste verso Nizwa dove avevamo prenotato all’Al Karm Hotel Apartment, un’ottima struttura dotata di tutti i confort ubicata alla periferia della città e gestita da personale simpatico e disponibile.

Abbiamo cenato benissimo in vicino ristorante spendendo circa 5€ a testa, e poi tutti a dormire.

Martedì 24 dicembre 2013

Veduta dello Jabel ShamsGiornata in cui avevamo programmato la visita delle vicine montagne. La mattina cambiamo un po’ di denaro giusto per le piccole spese, acquistiamo una SIM telefonica per chiamare l’Italia a prezzi ragionevoli, e poi ci dirigiamo verso le Al Hoota Cave che però sono chiuse.

Decidiamo allora di proseguire sulla vicina strada panoramica di Hatt fino a raggiungere la sommità da dove poi inizia la strada sterrata. Sostiamo qualche minuto su un piazzale panoramico a 2000 mt (ci sono 6° e nebbia) e poi rifacciamo la strada al contrario per raggiungere Al Hamra dove ci concederemo uno spuntino in un ristorante che serve solo cibi locali.

Riprendiamo le moto per salire al Jebel Shams su una bellissima strada che costeggia il Wadi Ghul facendo numerose soste per scattare foto ed ammirare i panorami. La strada è invitante ed offre scorci mozzafiato. A 12 km circa dalla vetta inizia però lo sterrato caratterizzato da alcuni tratti molto ripidi, e così – vista anche l’ora – decidiamo di tornare verso Nizwa passando per Bahla dove c’è un antico forte oggi patrimonio dell’UNESCO.

La visita si rivelerà molto interessante non tanto per il monumento (che tra l’altro è chiuso), ma per l’incontro con alcune donne del luogo che ci offrono del caffè e con le quali chiacchieriamo amichevolmente per una mezz’oretta.

Ormai sta facendo buio e così continuiamo spediti per Nizwa dove visitiamo la città vecchia e il suq.
È la vigilia di Natale, vorremmo concederci una buona cena, ed invece finiamo in un pessimo ristorate che ci ha suggerito una simpatica ragazza marocchina che vive in Olanda conosciuta in un negozio: per fortuna che Paola aveva poco prima comprato una torta in una pasticceria … l’abbiamo “sbranata”!

Rientriamo in albergo: domani è Natale per cui dedichiamo qualche minuto ai contatti con le famiglie.

Mercoledì 25 dicembre 2013

Sveglia abbastanza presto perché vogliamo arrivare a Muscat il prima possibile. Grazie ad una moderna e scorrevole autostrada verso le 10 siamo già nella capitale omanita che dista da Nizwa circa 200 chilometri.

Ci dirigiamo direttamente al Safeer Plaza Hotel Apartments per lasciare i bagagli alla reception per dedicarci prima alla visita della Grande Moschea, e poi alla parte vecchia della città.

La Grande Moschea di Muscat - OmanLa Grande Moschea è imponente e circondata da bellissimi giardini curatissimi; per fortuna riusciamo a visitarla tutta prima delle 11, ora d’inizio della preghiera alla quale tutti i visitatori vengono fatti uscire.

Riprendiamo le moto e percorrendo le vie di Muscat tutte ornate di stupende aiuole raggiungiamo – dopo una sosta caffè – la Città Vecchia che dista una ventina di km da dove ci troviamo.

Il tempo è splendido e la temperatura ideale, e così passeggiamo a lungo tra le strade molto curate ammirando l’antica fortezza, il palazzo del sultano, ed altri caratteristici edifici.

Terminata la visita ci spostiamo nella zona che si affaccia sul porto dove alle 17:00 dovrebbe riaprire un mercato. Mangiamo pessimamente in un locale pieno di gente, e poi – dopo aver gironzolato per una mezz’oretta tra i negozi del suq – io e Bazu decidiamo di rientrare in albergo lasciando i Frushi a fare shopping.

Grazie al GPS raggiungiamo l’albergo senza problemi guidando nell’intenso, ma ordinato traffico di Muscat.

In albergo molto gentilmente c’informano che non hanno disponibile la suite che avevamo prenotato, ma che se lo vogliamo ci assegneranno due grandi camere separate senza aggravio di spese. Ci accertiamo che siano idonee, ed accettiamo senza problemi: come diceva un vecchio slogan valido anche in Oman … “Du is megl che one”.

Dopo tanto cibo locale decidiamo di cenare in una vicina pizzeria … senza infamia e senza lode, per una volta “se po’ fa”!

Giovedì 26 dicembre 2013

Oggi si va a sud per ammirare i paesaggi del Wadi Tiwi.

Una baia a sud di Muscat - OmanUsciti da Muscat, imbocchiamo una strada secondaria che scorre lungo la costa attraversando alcuni piccoli tipici villaggi omaniti. I paesaggi sono molto belli, e facciamo numerose soste per fotografare alcune baie durante la bassa marea. Non abbiamo molta benzina, e così mi fermo per chiedere dov’è un distributore scoprendo che la strada finisce sul mare e che se vogliamo raggiungere il Wadi Tiwi è necessario tornare indietro e prendere l’autostrada costiera costiera.

Imboccata la veloce highway facciamo rifornimento ed in breve tempo raggiungiamo Wadi Tiwi che risaliamo per circa 7 km – attraversando anche due piccoli guadi –  fino ad un villaggio dove la strada, già stretta e tortuosa, diventa anche molto ripida facendoci così desistere dal proseguire.
Torniamo sul mare e proseguiamo lentamente verso nord lungo una vecchia strada costiera ammirando gli stupendi panorami del Golfo di Oman.

Brevissima sosta al Wadi Shab (per percorrerlo a piedi bisogna traghettare sull’altra sponda), e poi continuiamo verso Qurayat dove ci fermeremo al porto per mangiare qualcosa acquistato da Paola. È ormai tardo pomeriggio, e così rientriamo a Muscat via autostrada che nell’ultimo tratto ci rivela una piacevole sorpresa perché scende dalle montagne verso la capitale con dei larghi e ripidi tornanti  che ci permettono di ammirare la città dall’alto.

Veloce doccia, e poi cena all’Automatic Restaurant che, come molti ristoranti omaniti, serve pietanze tipiche di varie cucine come cinese, indiana, libanese e thailandese.

Le serate invernali in Oman sono fantastiche, per cui una bella passeggiata sotto il cielo terso è d’obbligo prima di rientrare in hotel!

Venerdì 27 dicembre 2013

Giornata dedicata ad un lungo trasferimento di circa 450 chilometri fino a Ras Al Khaimah,  cittadina sulla costa ovest degli Emirati.
Percorriamo la strada costiera che pur essendo a 4 corsie è interrotta ogni pochi chilometri da enormi rotonde all’interno delle quali sono stati ricavati degli splendidi giardini abbelliti da monumenti ed opere d’arte di vario genere. Qualche sosta per prendere un caffè e fare benzina, poi la fermata alla frontiera per espletare le formalità doganali e d’immigrazione, ed infine gli ultimi chilometri in un traffico intenso rallentato dai lavori in corso.

Giungiamo così a Ras Al Khaimah che sono le 18:30, scarichiamo i bagagli in quello che crediamo essere il Mangrove by Bin Majid Hotels & Resorts … ma non è lui!

Fidandomi di Google Maps avevo creato un WP sbagliato per un’altro hotel della stessa catena. Perderemo più di un’ora per trovare l’albergo giusto che è ubicato a circa 30 km da dove siamo, e solo dopo essere stati indirizzati in un secondo albergo della stessa compagnia finalmente riusciremo ad avere una mappa che ci consentirà di arrivare a destinazione!

S’è fatto parecchio tardi: una doccia veloce e poi a cena in un ristorantino vicino prima di andare a dormire.

Questa struttura è l’unica di tutto il viaggio in Oman che non m’è piaciuta. Camere molto grandi, ma poco pulite. Illuminazione scarsa, no WiFi. Servizi poco funzionali (è bastato aprire la doccia per allagare tutto il bagno bagnando anche degli indumenti a causa di una pressione dell’acqua incredibilmente elevata); e poi personale scortese e poco collaborativo. Parcheggio privato custodito … dove però hanno aperto le borse per rubare dei piccoli oggetti di poco valore. In compenso il buffet della colazione era veramente notevole!

Sabato 28 dicembre 2013

Avevamo scelto di  pernottare a Ras Al Khaimah perché la cittadina è vicina alla Musandam Peninsula, un’area veramente affascinante che merita una visita.

Veduta del Musandam - OmanIl Musandam è territorio dell’Oman, e per entrarci è stato necessario varcare di nuovo la frontiera omanita dopo aver ottenuto un nuovo visto e superato tutte le formalità burocratiche d’immigrazione e dogana; procedure che hanno richiesto oltre un’ora.

Sulla strada costiera per Khasab (bellissima, con vedute spettacolari sullo Stretto di Hormuz) ci sono dei posti di blocco che però superiamo molto velocemente senza subire particolari controlli.

Gli interessi sono diversi e le soste molte frequenti, e così procediamo alla spicciolata … tanto non c’è altra strada e quella che stiamo percorrendo arriva a Khasab dove arrivo per primo e mi fermo per prenotare una gita in barca alla Telegraph Island situata all’interno di un fiordo molto bello dove è anche possibile ammirare branchi di delfini.

Un piccolo e veloce break a base di caffè ed un gustoso dolcetto locale, e poi c’imbarchiamo per quella che personalmente ho ritenuto una gita abbastanza noiosa.
Forse queste gite sono pensate per il periodo estivo quando le persone ne approfittano per fare il bagno e prendere il solo, ma stare più di un’ora ad inseguire un branco di delfini tra la puzza degli scarichi delle molte barche presenti io non l’ho trovato interessante, e come me anche molti altri turisti di varie nazionalità presenti a bordo che ne hanno approfittato per … dormire!

Contrabbandieri omaniti diretti in IranÈ ormai quasi il tramonto quando rientriamo al porto avendo l’occasione di assistere ad un fatto citato sulla guida Lonely Planet ed a cui stentavo a credere: decine e decine di veloci motoscafi di contrabbandieri stracarichi di sigarette, animali ed altri beni che – a breve distanza uno dall’altro – lasciano ogni sera l’Oman per dirigersi verso il vicino Iran!

Riprendiamo le moto per rientrare velocemente negli UAE; per fortuna arriviamo prima degli altri gruppi di turisti alla frontiera e così terminiamo velocemente le procedure.

Ci rinfreschiamo, e poi stasera un’ottima cena in un ristorante della catena Caesar’s.

Domani non abbiamo nulla in programma, per cui passeggiamo piacevolmente chiacchierando lungo la laguna su cui si affaccia il nostro hotel.

Domenica 29 dicembre 2013

È l’ultimo giorno negli Emirati; abbiamo prenotato l’Hotel Skyline Deluxe sempre a Deira (è il vecchio quartiere centrale di Dubai dove sono ubicati numerosi alberghi; è comodo perché ben servito dalla metropolitana e vicinissimo all’aeroporto di DXB).

Chiamo Saleh e ci accordiamo per incontrarci la sera alle 20:00 (dobbiamo anche restituire le moto).

OK, sistemato anche questo possiamo dedicarci alla scoperta dell’area a nord di Sharjah procedendo “a naso”.
Prima un po’ di deserto, poi il relitto di un aereo in un aeroporto abbandonato vicino ad un’enorme area residenziale mai terminata, poi alcune zone paludose, ed infine la spiaggia in una cittadina balneare – di cui non ricordo il nome – con enormi ville chiuse!

Rientriamo a Dubai nel primo pomeriggio dopo una sosta per pranzo in uno dei tanti ristorantini che si trovano nei distributori di benzina.

Curiosità: gli automobilisti suonano, il cameriere esce, prende l’ordine e poi porta il cibo e le bevande direttamente alla macchina.

Arriviamo in albergo nel pomeriggio; prendiamo possesso degli alloggi e dopo aver rimosso i nostri oggetti dalle moto prima di restituirle trascorriamo qualche ora passeggiando per Deira.

Alle 20 puntuale arriva Saleh con i Dubai Riders ed andiamo a cena: mangiamo all’aperto raccontando le nostre esperienze … ma dobbiamo muoverci con molto anticipo rischiando anche un gaffe per riuscire a pagare il conto!

I saluti a Dubai

Dopo cena andiamo in moto a casa di Saleh per lasciare le moto e recuperare la valigia smarrita di Paola, che poi ci riaccompagna in albergo con la sua auto.

È il momento dei saluti: domattina la sveglia è prestissimo! E così dopo aver ringraziato Saleh per tutto il grande aiuto che c’ha dato ci salutiamo anche noi perché io partirò all’alba ed alle 6:15 dovrò essere ad Abu Dhabi da dove ho il volo diretto per Roma, mentre Paola, Andrea e Bazu invece partiranno da DXB con la Turkish.

Volo tranquillo con atterraggio in orario; poi la solita nausea che mi prende nel vedere lo sfascio dell’area arrivi dell’aeroporto di Fiumicino … ma che mi passa presto per  trasformarsi in incazzatura subito dopo la dogana quando vengo assalito dai soliti tassisti abusivi.

Sono di nuovo in Italia Il rientro dall'Oman

Il report dei “Frushi” lo trovate nel loro sito dove sono presenti anche i link alle stupende foto di Paola Foto stupende dell'Oman

 

Le foto dell'Oman

Tutte le mie foto dell’Oman