La crisi del turismo in Italia

Michela Brambilla eletta donna dell'anno grazie al rilancio del turismo in ItaliaIl sottosegretario al turismo Michela Vittoria Brambilla ha illustrato in una conferenza stampa i deludenti risultati della stagione turistica appena conclusa (periodo tra giugno e settembre 2008).

I dati evidenziano che il settore sta attraversando una profonda crisi che ha provocato un crollo del 10% dei viaggi in Italia associato ad un 10% in meno delle camere d’albergo occupate; tutto questo mentre nel resto del mondo il turismo vede una crescita intorno al 6%.

Inoltre si scopre che i 5 più importanti musei italiani fatturano soltanto il 12,7% del British Museum, o il 6% del Metropolitan Museum oppure il 13% del Louvre e che per quanto riguarda la competitività nel settore del turismo l’Italia è scesa al 26° posto della graduatoria internazionale.
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La Brambilla, dopo aver evidenziato che "Si parla di crisi da quando mi sono seduta su questa poltrona (scaricando così come sempre la colpa su qualcun altro…. ma dal 30 maggio 2001 al 27 aprile 2006 non c’è stato al governo Berlusconi?) . Il turismo italiano non ha minimamente agganciato i flussi turistici nel mondo. I dati parlano da soli" e che la "crisi era prevedibile" ha analizzato le possibile cause della disaffezione anche degli storici turisti tedeschi, austriaci e svizzeri.

Sempre secondo l’On. Brambilla le cause sono identificabili in "carenza di infrastrutture, di servizi e di logistica. Penalizza poi il nostro Paese il rapporto qualità-prezzo oltre all’assenza di una leva politica nazionale per il settore ed episodi come il caso dei rifiuti di Napoli [… parola di Berlusconi], che ha fatto il giro del mondo" oltre ovviamente alla vicenda Alitalia.
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Interessante il passaggio dedicato dal Sottosegretario ai flussi turistici provenienti dal sud est in cui viene auspicato che il rilancio del settore lungo raggio dell’Alitalia possa recuparare i potenziali visitatori provenienti da quei luoghi.

Rispondendo ai giornalisti la Brambilla ha affermato che l’assenza di un Ministero dedicato al turismo non rappresenta un problema perchè il sottosegretario ha tutte le deleghe. "Il problema sono le risorse". Per il 2008 sono disponibili poco meno di 100 milioni, di cui circa la metà assorbiti dall’Enit mentre per l’anno prossimo è previsto un ulteriore taglio in linea con quello di altri Ministeri.

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Io non so dove viva la Brambilla, ma sicuramente né in Italia, né sulla terra e comincio veramente a credere che sia un’aliena come molti altri membri del Governo in carica.

I motivi della crisi del turismo in ItaliaQualcuno dovrebbe far presente alla Sig. Michela Vittoria che c’è una grave crisi economica mondiale che si trascina ormai da tempo e che l’Italia, con i suoi prezzi esageratamente alti, è dall’entrata in vigore dell’Euro che non è più una meta turistica appetibile.
Quindi non è un problema di rapporto qualità-prezzo, ma solo di PREZZO ! Con quello che si spende per una pizza in Italia negli Stati Uniti si fa una cena in un ristorante di ottimo livello, per non parlare poi della convenienza dei prezzi nei paesi del Sud Est …. si vive da nababbi con quattro soldi!

L’Onorevole Sottosegretario al Turismo forse ancora non si è accorta che il mondo è ormai è diviso in due blocchi: quello dell’Euro, con i suoi prezzi troppo elevati, e quello del dollaro dove oggi le vacanze e tutti i prodotti sono veramente a buon mercato.

Anche sul suo commento relativo alle infrastrutture ci sarebbe qualcosa da dire; io ricordo benissimo Berlusconi quando al Maurizio Costanzo Show illustrò con l’aiuto di una lavagna tutte le opere che sarebbero state fatte dal suo Governo: bene, non ne è stata fatta una, neanche una; solo chiacchere e progetti appena abbozzati ed ora si riaffaccia anche l’idea del faraonico ponte sullo stretto di Messina che non servirà a nessuno! Che il Governo pensi a terminare i lavori di modernizzazione della Salerno-Reggio Calabria invece di sperperare denaro pubblico in opere propagandistiche: la stupenda Sicilia non ha bisogno di quel ponte, ma solo di un’autostrada decente e di un servizio ferroviario che consenta ai turisti di raggiungerla in breve tempo.

Mi è piaciuto parecchio anche il passaggio sull’Alitalia; evidentemente la Brambilla è arrivata ieri sulla Terra altrimenti saprebbe che il piano industriale preparato dalla CAI praticamente prevede lo smantellamento del network di lungo raggio della Compagnia di Bandiera per concentrarsi sui voli internazionali e soprattutto su quelli nazionali che diventeranno particolarmente remunarativi perché vedranno un’impennata delle tariffe grazie alla cancellazione per 3 anni, prevista dalla revisione della legge Marzano, delle norme sulla concorrenza.

Inoltre, con i pochi soldi a disposizione che rimangono dopo i tagli fatti dal suo Governo, come pensa di rilanciare il settore del turismo?

Forse con la bacchetta magica?

Un commento su "La crisi del turismo in Italia."

  1. l’aricolo è datato 2008 oggi 2019 la situazione non è migliorata,in Italia, nonostante l’aumento di offerte lavorative in tale ambito il quadro non è dei più rosei è ampiamente riportato dalla conaca come il lavoro in nero, lo sfruttamento,paghe da fame e per molti anche la new entry del 2019 il “reddito di cittadinanza”, rappresentano la “causa” della mancanza di lavoratori stagionali nel turismo (camerieri, barman, facchini, receptionist,ass.bagnanti, animatori turistici ecc. ). Secondo quento riportato dai media, ogni anno in Italia sono sempre meno i giovani disposti a lavorare come stagionali nel periodo estivo,( in questi ultimi anni la fuga per l’estero è evidente, viste le migliori condizioni economiche, di vitto ed alloggio) però se si parla del settore dell’animazione turistica, allora le cause della mancanza di personale animazione è da attribuire ad una semplice e triste realtà: molti giovani non sono proprio attratti dall’idea di lavorare come animatori nei villaggi vacanze. Parlo per esperienza diretta del settore dell’animazione turistica, in quanto collaboro con Animandia.it in sito operativo da oltre 18 anni e che offre servizi per società del settore è posso affermare che già da qualche anno si avverte un calo di giovani disponibili a lavorare come animatori nei villaggi vacanze E’ cosa nota tra gli addetti ai lavori, la difficoltà nel reperire personale stagionale nel comparto animazione turistica, come anche l’alto tasso di abbandono da parte dei giovani aspiranti animatori, sono lontani anni luce i tempi di Fiorello dove nei villaggi ci si divertiva lavorando, dove si facevano le ore piccole per le prove degli spettacoli, dove si lavorava divertendosi e facendo divertire. Molti giovani d’oggi sono riluttanti nel voler fare un’esperienza perché a detta loro, si lavora sodo, compreso il sabato e la domenica e gli stipendi, soprattutto per coloro che sono alla prima esperienza sono bassi… E’vero che si lavora tanto, magari gli stipendi non sono alti (anche se si risparmia su vitto,alloggio e spesso ci sono dei bonus) ma un tempo lo si faceva principalmente per passione, per la voglia di mettersi in gioco, per sentirsi in qualche modo dei protagonisti, insomma ci si divertiva lavorando, oggi per molti giovani non è più così, quelli che ci provano alla prima difficoltà si tirano indietro, altri invece, ci ripensano ancor prima di partire per la loro destinazione…insomma posso dire che per quanto riguarda l’animazione nelle strutture turistiche la causa primaria della mancanza di personale è semplicemente dovuta al fatto che non c’è più attrattiva verso questa professione.

  2. Pochi soldi a disposizione si anche se mi permetto di non pensarla così considerando i 50 milioni di euro per il portale turistico..
    il problema è che bisognerebbe come spenderli!

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