Voto degli italiani all’estero

Francobollo celebrativo primo voto italiani esteroC’è qualcosa che non mi quadra sui "principi" che regolano il voto degli italiani residenti all’estero.

Consultando la legge mi è sembrato di capire che hanno diritto di voto tutti gli italiani che sono iscritti all’AIRE (Albo Italiani Residenti all’Estero), secondo quanto segue:

  • i cittadini italiani che si sono trasferiti in modo permanente all’estero e che conseguentemente sono stati cancellati dall’anagrafe della popolazione residente (APR) nell’originario comune di residenza;
  • i cittadini italiani nati all’estero il cui atto di nascita sia stato registrato in Italia;
  • le persone residenti all’estero che acquisiscono la cittadinanza italiana;
  • i cittadini italiani per i quali la residenza all’estero possa essere accertata da un provvedimento dell’autorità giudiziaria;
  • i cittadini italiani nati e residenti all’estero, i cui ascendenti non sono nati, né sono mai stati residenti, in Italia.

Personalmente non ho assolutamente nulla contro questi connazionali, ma non riesco proprio a capire perché loro, che hanno scelto di vivere in un’altro paese e che pagano le tasse ad un’altro Stato, possano poter influenzare la mia vita con il loro voto.

Parlando di diritto di voto, ritengo più giusto concederlo agli stranieri che vivono stabilmente e lavorano regolarmente in Italia per il semplice motivo che questi contribuiscono al reddito nazionale, usufruiscono dei servizi dello Stato e soprattutto sono tenuti a sottostare a tutte le leggi emanate dal nostro Parlamento.

Ma ad una persona nata all’estero da un genitore italiano, che vive e lavora in un’altro stato e che spesso neanche conosce la nostra lingua che cosa può intreressare quello che succede in Italia? Per quale motivo ha il diritto di esprimere una preferenza che condiziona la vita di un paese dove non vive?

In poche parole, per come la vedo io, il voto dovrebbe essere concesso solo alle persone residenti in Italia.