GDPR, ovvero come rompere le palle con la Privacy

Ormai c’è la psicofollia della Privacy, e nel web se ne vedono i risultati con l’entrata in vigore della General Data Protection Regulation, e cioè la famigerata GDPR.

Ma perché è stata introdotta ed applicata indistintamente a tutti questa follia incomprensibile? Vi racconto quel poco che ho capito io che non sono un esperto, però il web un po’ lo conosco GDPR

Dunque, è sotto gli occhi di tutti che, nonostante l’Europa in passato sia stata sempre all’avanguardia per tecnologie e scoperte, ultimamente la stragrande maggioranza delle novità arrivano da USA ed Estremo Oriente: l’America di fatto controlla il software e sviluppa le novità dell’hardware che poi viene realizzato ormai quasi tutto in Estremo Oriente.

E vabbé direte voi … dov’è il problema?

Il problema c’è ed è pure grosso perché lasciare il controllo del software (i.e. Android, iOS, AWS etc) nelle mani di poche aziende e tutte di un Paese (USA) è estremamente pericoloso per una infinità di motivi.
Google, Apple, Microsoft, Facebook e Amazon (cito solo i più grossi e conosciuti) hanno raggiunto una potenza finanziaria spaventosa con un volume d’affari ben superiore al PIL d’importanti Nazioni. In poche parole potrebbero comprarsi uno Stato!

Eppure in Europa c’erano aziende che anni fa erano leader nell’innovazione; basta pensare alla Olivetti, alla Nokia o alla Ericsson!
Ed anche ricercatori ed inventori non mancavano (Linus Torvalds, Tim Berners-Lee [ha pubblicato la prima pagina web], Rasmus Lerdorf [linguaggio PHP] e tanti altri tra i quali anche numerosi italiani )
Ed allora coma mai non si è sviluppato nulla?
Perché le aziende pioniere europee sono scomparse?

Per sbagliate scelte politiche: prima di singoli Stati (in Italia basta pensare alla Olivetti), e poi per varie decisioni della UE Decisioni errate!

Passano pochi anni ed i computers si diffondono con la conseguente crescita del web, e poi arrivano gli smartphone e fu così che il web, insieme a tutti i suoi servizi, “esplose”.

Con notevole ritardo i politici “europei” si accorsero di non avere il controllo di un settore importantissimo, e così cominciarono a pensare a come limitare i danni. Tentarono prima la via delle sanzioni, e poi pensarono ad un’arma “totale” per risolvere definitivamente il problema: proteggere la privacy (che poi sono dati appetibili) con il GDPR!
Quindi, per contrastare le predominanti aziende USA che controllano di fatto il web, non hanno saputo far di meglio che inventarsi un’incomprensibile, difficilmente applicabile, e non controllabile legge alla quale hanno affibbiato il “pomposo” nome di General Data Protection Regulation, cioè GDPR.

Ho 68 anni, e di fesserie fatte dai Governi ne ho viste veramente tante, ma una legge così onestamente non pensavo che sarebbe mai stata “partorita”!

Ma perché è una vera puttanata questo GDPR?
Semplice: perché si applica a tutti!
Interessa cioè tutti i siti consultabili dai cittadini europei.
In poche parole un sito del Burundi deve trattare i dati di un potenziale visitatore cittadino europeo secondo la normativa europea.

Come fanno a controllare il sito del Burundi?
Come può chi gestisce il sito del Burundi sapere che quella persona è un cittadino europeo?
Bohhhhhhhhh!
Può sapere facilmente da dove si collega, ma la sua nazionalità ancora no …. anche se le grosse aziende americane che controllano il mercato dei dati quasi certamente arrivano a conoscere anche la corretta nazionalità dell’utente incrociando i molteplici dati in loro possesso (leggere un’altro mio articolo sulla mole di dati che gestiscono).

Ma la cosa più assurda è che questa legge si applica a TUTTE le aziende, anche quelle minuscole che così sono costrette ad implementare tutta una serie di procedure con un aggravio dei costi.
In poche parole per colpire Google, Facebook & Company sono andati a rompere i coglioni anche a piccolissime entità imprenditoriali!

Che altro aggiungere?
Poiché il GDPR è una pippa lunghissima di ben 112 pagine per 99 articoli (e non c’è neanche un indice), nel dubbio ho inserito nel mio blog il solito fastidioso banner di avviso per i cookies e la Privacy Policy, ma sappiate che a me dei vostri dati nonfreganamichia!

P.S.: il link al regolamento è questo sotto, e ve lo metto in chiaro solo perché così capite come lavora questa gente?

https://www.garanteprivacy.it/documents/10160/0/Regolamento+UE+2016+679.+Arricchito+con+riferimenti+ai+Considerando+Aggiornato+alle+rettifiche+pubblicate+sulla+Gazzetta+Ufficiale++dell%27Unione+europea+127+del+23+maggio+2018

Privacy Policy

Perché ho chiuso il mio account Facebook

Perché ho chiuso l'account Facebook

 

Il mio account ufficiale su Facebook lo aprii nel lontano 2008. All’epoca mi interessavo di web e quindi fu normale per me aprirlo per esplorare le potenzialità di questo nuovo strumento “social” che stava dilagando nel mondo.

Ci rimasi 15, forse 20 giorni, e poi ne scappai perché già all’epoca lo trovavo troppo invasivo.

Negli anni successivi, per varie necessità, aprii un account “farlocco” su Facebook solo per creare e gestire delle pagine, ma non l’ho mai utilizzato come bacheca personale tanto che ancora oggi tale profilo è “blindato” e non contiene informazioni facilmente riconducibili al sottoscritto.

Alla fine della scorsa estate sono rimasto bloccato per qualche mese da un problema fisico, e così un po’ per noia, ma soprattutto per curiosità ho riattivato il mio vecchio account “ufficiale” ed ho iniziato ad usarlo con una certa regolarità pubblicando foto, brevi racconti, e commenti su argomenti di attualità come fanno un po’ tutti.

Ho subito notato però alcune cose che mi davano estremamente fastidio come ad esempio l’uso arbitrario dei miei like per raccomandare prodotti che io non ho mai cliccato, oppure la difficoltà per ricercare un vecchio post o un commento.
Ma quello che non ho veramente mai sopportato è l’ordine completamente arbitrario (di cui non ho mai capito la logica) con il quale vengono mostrati i post degli “amici” nella bacheca.

Oltre ai già menzionati motivi ero anche davvero stufo di leggere la marea di fake news che circola impunemente su Facebook e grazie alle quali vengono manipolate le opinioni delle persone.

Sono ben cosciente che i dati di navigazione sul web, così come i dati sulla posizione, vengono raccolti e utilizzati da Facebook per migliorare i suoi algoritmi. So anche benissimo che Facebook utilizza la rubrica ed altre informazioni da WhatsApp, così come spulcia ed archivia anche tutti i dati che riesce ad estrapolare da Instagram, ma non sono stati motivi di “Privacy” a farmi decidere di chiudere l’account su Facebook perché altrimenti avrei dovuto chiudere anche quello su Google visto che fa cose ben peggiori di Facebook.

Per chi non lo sa Google archivia:

  • la Cronologia delle posizioni (dove siamo in ogni istante quando lo smartphone è acceso);
  • tutto quello che abbiamo cercato nel web (da tutti i dispositivi associati all’account Google);
  • il nostro profilo pubblicitario (sesso, età, hobby, attività, interessi, reddito etc);
  • tutte le app ed estensioni che usiamo sul browser e sullo smartphone;
  • tutti i video guardati su Youtube.

Per vostra curiosità provate a scaricare l’elenco dei vostri dati archiviati da Google … rimarrete a bocca aperta!  😯

Sicuramente la chiusura del mio profilo Facebook penalizzerà la diffusione dei contenuti di questo mio piccolo blog, ma chissene frega … Facebukkete non lo reggevo veramente più!   smile