Accessori moto BMW

È ormai da un quasi un anno che possiedo una moto BMW e da subito sono rimasto impressionato dal gran numero di accessori presenti sul mercato esclusivamente dedicati alle "motorrad" BMW!

Quando acquistai un K1100LT del 1992 prodotto dalla Bayerische Motoren Werke (Fabbrica Bavarese di Motori) – venduto dopo pochi mesi perché non adatto alle mie scarse capacità – , nonostante fosse un modello ormai vecchio e superato scoprii che erano ancora disponibili numerosi accessori oltre a tutti i ricambi, sia originali che aftermarket.

Alla fine di maggio ho sostituito il vecchio boxer 4 cilindri a sogliola BMW con una moderna F800GS, moto molto leggera, maneggevole e dotata di una stabilità eccellente che grazie al suo brillante, ma parsimonioso, motore bicilindrico in linea è adatta sia a percorsi tortuosi, che a lunghi viaggi autostradali.

Per la moto F800GS sono disponibili un'infinità di accessori prodotti dalla stessa BMW, ma anche da importanti ditte italiane ed estere. Il motociclo viene infatti proposto nella sua versione base che è, nonostante il prezzo di acquisto alto, abbastanza spoglio: tanto per fare un esempio manca anche il cavalletto centrale!

La configurazione essenziale ritengo che sia stata una scelta della casa costruttrice perché, essendo un mezzo molto versatile (dall'off-road estremo al turismo di lungo raggio) la moto deve essere personalizzata in funzione delle necessità dell'utente: chi l'ha acquistata per utilizzarla come enduro molto probabilmente penserà a come alleggerirla ulteriormente o rinforzare le sospensioni; chi invece – come me – l'ha presa per fare del tranquillo mototurismo ha bisogno di componenti per renderla più comoda ed adatta ai lunghi viaggi!

Non ci sono problemi per l'acquisto degli accessori; basta sapersi orientare tra i centinaia di costruttori e venditori e si trova di tutto, anche l'inimmaginabile!

Qualche link, ma sono solo alcuni esempi, ai siti più famosi che vendono accessori per moto BMW:

La mia moto l'ho presa in pronta consegna ed era così accessoriata:

  1. Computer di bordo
  2. Frecce a led
  3. Cavalletto centrale

Praticamente era in una "configurazione base" a cui ho fatto aggiungere prima della consegna solo le borse laterali originali BMW "Vario" (così dette perché è possibile variare la loro capacità allargandole di circa 7 cm grazie ad un meccanismo a leva interno). 

Esistono molti altri tipi di borse laterali (rigide in alluminio o plastica, oppure morbide), ma ho scelto le Vario proprio per la loro caratteristica di poter cambiare le dimensioni rapidamente secondo le necessità.

Quando ho acquistato la moto ero già discretamente esperto di mototurismo e così avevo pronta una lista di accessori secondo me utili per migliorare il comfort di marcia e l'usabilità della moto:

  1. parabrezza touring alto
  2. portapacchi posteriore
  3. paramani
  4. base cavalletto laterale maggiorata
  5. protezione serbatoio olio freni anteriori
  6. base allargata pedale freno posteriore
  7. protezione laterale (paramotore)
  8. borsa serbatoio

    a cui ho successivamente aggiunto

  9. faretti supplementari
  10. parafango posteriore
  11. protezione filtro olio motore

Tra tutti gli accessori installati solo due hanno esclusivamente un fine estetico: la protezione del serbatoio olio freni anteriori che ho montato per nascondere quello che sembra un brutto "contenitore delle urine", e la protezione del filtro olio motore, accessorio completamente inutile e forse dannoso se applicato senza apportare opportune modifiche (a seguito di deformazioni potrebbe danneggiare il filtro e/o lo scarico di un cilindro)

Cercherò di seguito di spiegare il perchè delle singole modifiche e della scelta degli accessori (i puristi della lingua italiana dicono che il termine esatto è modificazioni, ma però a me mi sembra brutto  Accessori Moto BMW !!!)

Parabrezza touring alto: la moto installa in origine un piccolissimo cupolino idoneo a proteggere solo la strumentazione; dovendo usarla su lunghe distanze anche d'inverno ho cercato il parabrezza più protettivo in assoluto e la mia scelta è così caduta sull'Isotta ADV (adventure).

Portapacchi posteriore: sono praticamente tutti uguali, costruiti in alluminio sembrano fatti in serie dalla stessa casa costruttrice; ho preso quello della Wunderlich solo perché l'ho trovato nello stesso negozio dove ho acquistato il parabrezza.

Paramani: avevo letto su vari forum impressioni positive su quelli della Touratech perché considerati i migliori per proteggere dal vento e dalla pioggia; confermo, sono molto protettivi e più economici degli originali BMW, anche se un po' meno belli.

Base cavalletto laterale maggiorata: in commercio ne esistono di varie marche; costano praticamente tutti lo stesso prezzo; ho preso quella della Touratech sono per abbinare l'ordine ai paramani.

Protezione serbatoio olio freni anteriori: ho acquistato il Wunderlich solo per una scelta estetica; infatti oltre a nascondere il "contenitore delle urine" non serve veramente a niente!

Base allargata pedale freno posteriore: quando andai a provare la moto prima di acquistarla mi accorsi subito che il pedale del freno posteriore era veramente troppo piccolo e che facilmente si poteva "andare a vuoto"; tra i tanti ho preso il Wunderlich sempre e solo per abbinare l'acquisto.

Protezione laterale (paramotore): ho scelto quella della GIVI (TN690) perché mi è sembrato il miglior compromesso tra qualità, prezzo e risultato estetico. La moto mi è già caduta una volta ed il paramotore ha fatto egregiamente il suo lavoro evitando danni.

Borsa serbatoio: a me non piace, ma mi serviva avere uno spazio a portata di mano dove mettere macchina fotografica, telepass, bloccadisco ed altre piccole cose come fazzoletti di carta, penna, pettine, etc. Ho montato una borsa da serbatoio della oj atmosfere metropolitane (MICRO TANKY M067 da 2,5 lt); è poco costosa e non impermeabile (ha però un cover antipioggia), ma per quello che devo farci va benissimo! Dopo varie prove sono anche riuscito a fissarla in una maniera decente e facile da smontare!

Faretti supplementari: sono vietati dalla legge italiana (come tante altre cose d'uso comune); ne esistono di molti modelli ed alcuni costano veramente un "botto", diversi tipi utilizzano come base i proiettori della Hella e così mi sono detto . . . perché non montare direttamente gli Hella? Detto e fatto; con una spesa relativamente modesta ho acquistato su eBay un kit in Germania e l'ho installato!

Parafango posteriore: gli esperti dicono che nelle moto enduro deve esserci molto spazio tra la ruota e gli elementi circostanti per evitare l'accumulo di fango e detriti; io non faccio off estremo, ma dopo aver percorso un po' di strada su uno sterrato bagnato mi sono accorto che l'ammortizzatore posteriore era pieno di fango! Ho montato il parafango della Wunderlich solo perché mi è sembrato il meno appariscente ed è tra i più economici; e siccome fa bene il suo sporco lavoro ora l'ammortizzatore rimane pulito.

Protezione filtro olio: dopo aver accessoriato la moto la zona bassa del motore mi sembrava spoglia, e così ho deciso di riempirla con un'altro accessorio per darle un'ulteriore tocco "adventure", "explorer", "extreme", "no limits", "Sahara" "desert", "off road". Ho acquistato la protezione commercializzata dalla Touratech che non mi ha per niente soddisfatto perché se installata come previsto rimane troppo vicina agli elementi che dovrebbe proteggere (in caso d'urto deformandosi leggermente potrebbe interferire con il filtro ed il tubo di scarico di un cilindro). Ho così modificato la staffa destra per collegarla ad un'altro punto di fissaggio (lo stesso della piastra inferiore paramotore), ma rimane sempre il problema che per sostituire il filtro olio sarà necessario smontarla … insomma andrebbe modificata ulteriormente; vedremo prossimamente come sistemarla!

Ma non è ancora finita, perché dopo aver montato tutta questa roba mi sono accorto che in troppi guardavano la mia moto con sguardi non proprio rassicuranti, e così ho deciso d'installare anche un antifurto elettronico. Siccome la moto è predisposta, dopo numerose ricerche (ho anche valutato alcuni tipi satellitari non soggetti a contratto) mi sono orientato verso l'antifurto originale BMW: almeno se si blocca e mi lascia per strada per il periodo di garanzia posso contare sul recupero della moto e l'assistenza ufficiale anche all'estero!

Come ho accennato all'inizio, a mio parere non esiste né la moto ideale, né la configurazione perfetta: ognuno dovrebbe scegliere il modello di moto ed accessoriarla in funzione dell'uso che ne fa!
Solo utilizzandola intensamente si riescono infatti a percepire anche le piccole necessità e ad apportare così dei miglioramenti che rendono la guida e l'utilizzo del mezzo più confortevole; ecco ad esempio due piccole modifiche a costo zero:

  • le valige laterali originali BMW Vario hanno gli sportelli che sono mantenuti in posizione, quando aperti, da due cordini che spesso s'incastrano tra sportello e corpo della valigia compromettendo la tenuta delle guarnizioni: basta un semplice elastico legato come in foto per evitare l'inconveniente e risolvere il problema.

Elastico per borsa Vario BMW

  • Com'è noto il navigatore Garmin Zumo serie 500 ha un sistema di blocco "fantasioso" costituito da una piccolissima vite con testa speciale; quasi tutti sostituiscono la vite con un'altra a testa godronata che non necessita di giravite, ma questa può cadere e perdersi! È sufficiente praticare due piccoli fori e montare un filo di sicurezza ricavato da materiale da pesca (filo d'acciaio con moschettone e girella).

Modifica blocco Garmin Zumo

Nonostante gli sforzi fatti per contenere i costi devo ammettere che se ne sono andati un bel po' di soldi, ma ritengo di non averli sprecati perché, tolti i due accessori completamente inutili che ho descritto, tutti gli altri si sono rivelati necessari e veramente pratici per l'uso della moto che faccio io.

Tour della Tunisia

Sono stato solo poche volte in Africa, e le mie visite risalgono ormai a molti anni fa. Frequentando vari forum avevo letto di entusiasmanti esperienze in Tunisia e Marocco, e così mi era venuta la voglia di visitare quei luoghi ricchi di storia e paesaggisticamente molto belli.

Ho colto l'occasione di fare una vacanza nel Nord Africa grazie ad un tour in Tunisia organizzato da Motovacanze.it nel mese di ottobre, e precisamente dal 16 al 23: periodo non di alta stagione e, almeno stando alle medie statistiche, clima quasi perfetto.

Il tour prevedeva la partenza da Genova, ma insieme ad un'altro partecipante ci siamo accordati con il sempre disponibile Dino Mazzini – titolare dell'associazione Motovacanze.it – per scorporare il passaggio in traghetto e partire autonomamente da Civitavecchia, porto a noi molto più comodo perché poco distante da Roma. Non coincidendo le date d'imbarco abbiamo arrangiato due pernottamenti aggiuntivi in modo da incontrarci con il resto del gruppo proveniente da Genova.

Vi anticipo che questo primo "assaggio d'Africa" mi ha veramente entusiasmato, così come sono rimasto molto soddisfatto dell'organizzazione ed assistenza di Motovacanze.it; in poche parole è stata una gita veramente piacevole, fatta eccezione per la non buona esperienza con i traghetti di GNV (Grandi Navi Veloci).

La moto che possiedo, una BMW F800GS (enduro tuttofare) si è ancora una volta rivelata semplicemente perfetta per questo tipo di viaggi: ottima capacità di carico grazie alle borse laterali di cui l'ho dotata, veloce, leggera, maneggevole e poco assetata di carburante! Non ho eseguito nessuna preparazione particolare; ho solo controllato il livello dell'olio (anche se non lo consuma), lubrificato la catena e verificato la pressione dei pneumatici – ormai da sostituire a causa dei 17.000 km percorsi in soli 5 mesi!

Venerdì 15

Sono partito nel primo pomeriggio per incontrarmi sull'autostrada di Civitavecchia con l'amico Carlo, e dopo un veloce caffè abbiamo proseguito per il porto dove l'imbarco era previsto per le ore 17 con partenza alle 19.
Sbrigate le formalità del check-in e d'espatrio ci siamo sistemati nelle poltrone che ci erano state assegnate a bordo. Il primo impatto con gli ambienti della nave non è stato positivo: arredamento in pessimo stato, sporcizia un po' ovunque e molti servizi igienici non agibili (tazze dei gabinetti colme).
Vabbè, mi son detto, mancano due ore e forse dovranno ancora pulire, ma così non è stato!

Il traghetto è partito con un lieve ritardo, i bagni sono rimasti sporchi, l'aria condizionata accesa subito dopo la partenza ha reso in pochi minuti l'interno della nave così gelido da dover indossare indumenti pesanti. La navigazione si è svolta con condizioni meteo perfette e mare calmo, e l'arrivo a Palermo è avvenuto praticamente in orario.

Sabato 16

La maggior parte della giornata è passata a bordo in navigazione; con qualche lettura, un po' di televisione e qualche chiacchiera il tempo è scorso abbastanza in fretta. Ho pranzato al ristorante self service della nave che giudico accettabile; anche i bagni a Palermo erano stati finalmente puliti.

Siamo arrivati a Tunisi nel moderno porto di La Goulette verso le ore 21 locali; lo sbarco non ha richiesto molto tempo e le formalità doganali, d'immigrazione e registrazione del veicolo – avvenute in un apposito spazio coperto – ci sono apparse un po' ferragginose, ma tutto sommato si sono svolte in un tempo accettabile di circa 40 minuti.
Usciti dal porto, seguendo le indicazioni del navigatore Garmin (dove avevo installato una mappa gratuita che si è rivelata non troppo aggiornata) ed integrandole con le indicazioni dei cartelli stradali, abbiamo preso l'autostrada e raggiunto senza difficoltà l'Hotel Vincii Lella Baya ubicato nella zona turistica di Hammamet Yasmine, struttura molto grande a quattro stelle dotata di parco con un'ampia piscina.

Eravamo decisamente molto stanchi dopo le 28 ore passate a bordo del traghetto e così ci siamo ritirati fissando l'appuntamento per le 10 della mattina seguente . . . pronti per partire.

Domenica 17

Una bella dormita dopo una doccia calda sicuramente fa sentire meglio; se poi la giornata è serena e si fa una buona colazione allora ci sono tutte le premesse per affrontarla nelle migliori condizioni!

Insieme a Carlo abbiamo deciso di visitare la magnifica penisola di Cap Bon, estremità del territorio tunisino che si protende verso la Sicilia.
Nella parte sud orientale della penisola sono presenti numerose stupende spiagge dalla sabbia bianca servite da moderne strutture turistiche; tutto il territorio inoltre è anche sede di coltivazioni di vario genere (ortaggi, ulivo, vigneti ed aranceti) perché particolarmente fertile.

Abbiamo fatto il periplo della penisola fermandoci frequentemente per ammirare paesaggi o per osservare scena di vita – la domenica è infatti giorno di mercato!
Con calma, dopo aver attraversato Nabeul, Al-Mamurah, Tazerka e Kélibia, siamo arrivati a Cap Bon, punta estrema della penisola dove ci sono delle antiche cave sotterranee, dette Grotte, che però erano momentaneamente chiuse al pubblico.
Abbiamo pranzato in un ristorante ubicato direttamente sul mare godendo della bellissima vista,  gustando una squisita orata cucinata alla griglia e sorseggiando dell'ottimo vino bianco locale!

Terminato il pasto abbiamo proseguito sulla strada panoramica che si snoda lungo la costa fino a Soliman, dove ci siamo fermati in un piccolo bar per assaggiare un té alla menta che si è rivelato semplicemente favoloso, il più buono in assoluto che ho bevuto nel mio viaggio in Tunisia!

Ormai si era fatto pomeriggio inoltrato, e così abbiamo preso la strada verso Hammamet dove siamo arrivati verso le 18 per incontrare il resto del gruppo che nel frattempo era giunto da Genova.
Ottima cena tutti insieme al buffet dell'albergo, e poi subito a dormire per affrontare nelle migliori condizioni la giornata successiva prevista particolarmente ricca di attività.

Lunedì 18

Moschea di KairouanDino – il tour leader e titolare di Motovacanze.it – aveva deciso di cambiare un po' il programma per ottimizzare i tempi delle visite, e così ci siamo diretti velocemente verso Kairouan, antica città santa all'Islam, dove si trova la moschea più antica del Nord Africa ed una bellissima medina dall'atmosfera particolare dove ancora oggi è possibile assistere a scene di vita passata.

Le stupende facciate delle case dalle mura bianche su cui spiccano decorazioni in blu o verdi meritano assolutamente di essere viste, ed il modo migliore di farlo è, a mio parere, quello di camminare senza meta tra le viuzze dove si affacciano le sempre più rare botteghe (la zona è interdetta al traffico delle auto, e così le attività si trasferiscono altrove).

Nella visita alla città siamo stati accompagnati da una guida molto preparata che ci ha illustrato la storia di Kairouan, delle sue famose antiche cisterne d'acqua, e della Grande Moschea, luogo sacro adiacente alla medina.

Veloce e leggero pranzo a base di specialità locali in un vicino ristorante, e poi di nuovo in sella per raggiungere l'hotel Ramla di Tozeur, città che si trova a metà strada tra la catena montuosa dell'Atlante ed il deserto.

Per la sua ubicazione Tozeur, un'oasi verde ricchissima di palmeti, è generalmente il punto d'appoggio per chi organizza una spedizione nel deserto, oppure una visita alle vicine Oasi di Montagna e alle caratteristiche città di Chebika, Nefta, Redeyef e Tamerza.

Viaggiando verso sud il paesaggio cambia completamente ed il lussureggiante verde del nord scompare gradualmente per lasciare spazio al vuoto ed al silenzio del deserto: bello, molto bello; sono emozioni veramente difficili da descrivere, bisogna provarle!

Dopo oltre 400 km in moto (molti fatti con un fastidioso vento al traverso) e la camminata per la visita a Kairouan serviva solo una bella doccia, un buon pasto ed una notte di riposo!

Martedì 19

Giornata dedicata alla visita dell'area dove si trovano le famose Oasi di Montagna, molto vicina al confine con l'Algeria. Partiamo abbastanza presto dall'hotel seguendo le indicazioni per Chebika, piccolo villaggio in prossimità dell'oasi. Il paesaggio è decisamente affascinante e lo diventa ancor di più quando improvvise appaiono le oasi con i loro palmeti stracolmi di datteri! 

Dopo aver ammirato l'oasi ed il villaggio abbandonato, perché distrutto da un'alluvione nel 1969, abbiamo proseguito lungo la "pista Rommel" verso Metlaoui, area ricca di giacimenti di fosfati, per poi continuare in direzione di Moulares, Redeyaf e Mides con la vicinissima Tamerza.

Questa zona è caratterizzata da un paesaggio molto particolare a causa della conformità delle rocce dal colore rosso vivo; non è infatti un caso se qui sono state girate molte scene all'aperto del film "Guerre Stellari". Dopo un'ottimo pranzo in una semplice trattoria a conduzione famigliare siamo tornati in albergo a Tozeur fermandoci per fare il pieno di benzina visto che il giorno dopo ci attendeva una lunga sgroppata attraverso il deserto fino all'oasi di Ksar Ghilani.

Mercoledì 20

È stata la giornata più intensa, più bella, più vissuta!

Lago salatoSveglia molto presto per partire alle 7,30 già "colazionati" e pronti per la prima vera esperienza nel deserto. Appena usciti da Tozeur ci siamo diretti verso est per attraversare poco dopo lo stupendo Chott El Djerid, ovvero il più grande lago salato del nord Africa con i suoi quasi 5000 km d'estensione.
Per tanti anni questa distesa salata inospitale ha costituito una barriera insormontabile per le comunicazioni, ma oggi grazie ad una strada asfaltata che si snoda su un terrapieno è diventata un'attrazione turistica, anche se attraversarlo è sempre un'esperienza indimenticabile!

Breve sosta in un piccolo bar ubicato proprio al cento dello chott, e poi via velocemente verso sud in direzione Kebili e Douz, porta del Sahara.
Ci siamo fermati solo il tempo necessario per la visita ad un tipico mercatino, uno spuntino leggero e poi di nuovo in sella per affrontare la parte più interessante: la famosa strada (una volta una semplice pista di servizio di un oleodotto) che porta a Ksar Ghilani, oasi remota ubicata a circa 140 km a sud di Douz, dove è possibile ammirare i ruderi dell'antico forte romano di Tisavar ubicato su una collinetta circondata da stupende dune.
Nell'oasi, oggi affollata meta turistica, è possibile fare il bagno in un laghetto alimentato da sorgenti d'acqua calda e circondato da palme, pernottare nelle moderne strutture ricettive presenti e fare escursioni nel deserto circostante con dromedari o più moderni quad . . . come abbiamo fatto noi!

Era ormai il tramonto quando abbiamo lasciato Ksar Ghilani per dirigerci a Matmata, città abbastanza famosa perché sede di un'altro set cinematografico di Guerre Stellari. Caratterizzata da un paesaggio unico perché spoglio e solcato da numerosi crepacci, la cittadina in passato vantava numerose abitazioni ricavate in crateri scavati a mano nel terreno per sfuggire all'opprimente caldo estivo; queste abitazioni oggi sono un'insolita attrazione che richiama i turisti in quest'area desolata dove si respira un'atmosfera surreale in un silenzio a cui noi occidentali non siamo più abituati.

L'albergo di MatmataL'amico Dino aveva deciso di provare l'esperienza di un soggiorno nell'Hotel Sidi Driss, albergo realizzato in una serie di cortili a pozzo collegati da gallerie sotterrenee che in passato erano vecchie abitazioni e che furono ristrutturate per girare numerose scene di Star Wars ed altri episodi della serie.

Dopo aver visto gli ambienti Dino ha subito ammesso che la scelta non era stata delle migliori in quanto oggi la struttura è in uno stato di manutenzione pietoso, con servizi igienici comuni a malapena agibili e con camere che hanno come unico arredamento delle scomode brandine; evito  commenti sulla biancheria e le coperte: vi dico solo che io ho dormito vestito, non sono andato al bagno e non mi sono lavato perché ho preferito conservare il mio sporco.

L'hotel ovviamente lo sconsiglio (potete provarlo solo se amate l'avventura "vera" e non siete troppo schizzinosi), e non ci tornerei per nessuna ragione al mondo, anche se dopo averlo lasciato riconosco che sono stato contento di aver fatto anche l'esperienza di dormire in una dimora "preistorica" e poter raccontare di aver vissuto per poche ore praticamente in una tomba!

Giovedì 21

Dopo una veloce visita ad un vicino piccolo museo e ad una casa troglodita ancora regolarmente abitata abbiamo lasciato Matmata per dirigergi verso El Jem dove si trova l'antico e ben conservato Anfiteatro, il monumento romano più imponente di tutta l'Africa che ancora oggi con la sua mole svetta su tutti gli edifici circostanti facendoli apparire piccoli ed insignificanti.

Il percorso programmato prevedeva di viaggiare su strade secondarie via Gabes e Sfax, ma dopo un po' di chilometri fatti in un traffico veramente intenso abbiamo deciso di prendere la moderna autostrada che attraversa la Tunisia per arrivare rapidamente ad El Jem.

Pranzo all'aperto in un semplice ristorante in prossimità dell'Anfiteatro e poi visita al monumento, terminata la quale abbiamo ripreso le moto per dirigerci verso Monastir, ultima meta del nostro tour in Tunisia, per pernottare nell'Hotel Vime Helya Beach.

Dopo oltre 800 km di moto su strade spesso polverose ed una notte praticamente passata in bianco all'Hotel Didi Driss di Matmata era assolutamente necessario un po' di riposo ed una SUPER – MEGA – DOPPIA – DOCCIA bollente!!!!!

Quando ci si rilassa poi si vede tutto più bello ed è stato proprio la sera stessa che ho cominciato a ripensare con piacere all'esperienza veramente insolita fatta a Matmata!
Dopo la cena abbiamo chiacchierato un po' per scambiarci le nostre impressioni, e poi ci siamo salutati in quanto il giorno dopo ci saremmo divisi: alcuni infatti tornavano in Italia, altri sarebbero rimasti per una breve vacanza al mare, mentre io e Carlo saremmo andati ad Hammamet per pernottare in attesa del traghetto del sabato.

NOTA: prima di partire avevo dato uno sguardo alle recensioni delle strutture ricettive scelte da Motovacanze.it ed ero rimasto stupito dai giudizi completamente contrastanti: o ottimo, oppure pessimo! Tolto l'albergo non classificabile di Matmata personalmente le ho trovate in linea con il prezzo pagato e di un livello decisamente accettabile. Il viaggio è avvenuto in un periodo di bassa stagione, le strutture non erano quindi sovraffollate e può darsi che questo abbia elevato la qualità dei servizi erogati. 

Venerdì 22

Dopo colazione abbiamo raggiunto in moto il centro di Monastir e passeggiato tra i tanti negozi della medina ubicata all'interno delle antiche mura. Breve visita al mausoleo dedicato a Habib Bourguiba (fondatore della moderna Tunisia) e poi di nuovo in sella verso Hammamet percorrendo la bella strada panoramica che costeggia il mare.

Il resto del pomeriggio lo abbiamo passato passeggiando sul ben tenuto lungomare di Hammamet dove sono presenti moltissimi e ben forniti negozi, oltre a bar e ristoranti.

Sabato 23

Visto che il nostro traghetto partiva alle 23 abbiamo approfittato della giornata per visitare la zona ad ovest di Tunisi ed il centro della città.
Siamo partiti con calma dopo colazione in direzione di Bizerte (o Biserta), città a nord di Tunisi che si affaccia sul Mediterraneo, da dove abbiamo poi proseguito per Cap Blanc che è il punto più settentrionale dell'Africa. Questo tratto di costa è molto bello e ne abbiamo esplorato diversi chilometri fermandoci spesso per ammirare i paesaggi e scattare foto.

Nel primo pomeriggio siamo tornati a Tunisi e, dopo aver posteggiato le moto in un garage custodito del centro, abbiamo passeggiato tra le botteghe dell'affollata medina.
Dopo aver acquistato qualche ricordino (bisogna sempre trattare perché chiedono prezzi spropositati) abbiamo cenato all'aperto in un bel ristorante di fronte al Teatro Municipale prima di avviarci verso il porto de "La Goulette".

Abbiamo fatto il check-in e dopo poche formalità burocratiche ci siamo imbarcati praticamente in orario sulla motonave GNV che era in condizioni decisamente migliori di quella con cui eravamo giunti a Tunisi.

Domenica 24

Dormendo la notte è passata in fretta e così siamo giunti a Palermo domenica mattina verso le 8 convinti di ripartire dopo qualche ora per arrivare a Civitavecchia in tarda serata.

Mentre aspettavamo abbiamo scoperto che tutti i passeggeri dovevano espletare le formalità d'ingresso in Italia a Palermo. Erano infatti saliti a bordo due funzionari di polizia che in un salone a poppa della nave controllavano i documenti dei passeggeri (a Palermo non esiste un luogo coperto dedicato a questi controlli): prima a quelli che dovevano sbarcare a Palermo, e poi ai restanti che dovevano proseguire per Civitavecchia.
Visto il protrarsi delle operazioni (erano già passate 3 ore) nonostante il traghetto trasportasse solo 400 persone abbiamo chiesto notizie circa l'orario di partenza e …. l'amara sorpresa: il traghetto riparte alle 18.00, come da orario! 

Ma come . . . sul biglietto non c'è scritto, e nel sito si parla di 24 ore di viaggio! E non eravamo i soli ad essere convinti di arrivare domenica sera! 

Ci siamo rassegnati, tanto non c'era altro da fare che avvisare i famigliari!
Nonostante la lunghissima sosta il traghetto è riuscito a partire con un po' di ritardo per arrivare dopo un'altra nottata di navigazione a Civitavecchia verso le otto.

Lunedì 25

Finalmente siamo sbarcati dopo quasi 36 ore di permanenza sulla nave … mai più, mai più prenderò una nave italiana!

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In conclusione, mi sento di affermare che . . . è stato proprio un gran bel giro!

La Tunisia è un paese che sicuramente merita di essere visitato: il costo della vita è circa la metà del nostro, la gente è molto cordiale, non ci sono problemi di sicurezza, le strade sono in buone condizioni e ci sono tante interessanti attrazioni, sia storiche che paesaggistiche.

Complimenti a Motovacanze.it per l'organizzazione e l'assistenza; sicuramente con loro farò altri viaggi in moto perchè mi sono trovato veramente bene.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Gita all’Abetone e Carrara

Nel secondo weekend di ottobre ho partecipato alla 7° tappa delle Radunantiadi, manifestazione che prevede una serie di gite organizzate dal dinamico Gianluca di Motoraduni.org e che ha scelto per questo evento il nome e lo slogan "RadunanQuattro – dagli appennini alle Onde".

Ho colto l'occasione di questo raduno d'autunno, oltre che per fare del mototurismo sugli appennini, anche per visitare alcune cittadine che si affacciano su un percorso che si snoda in un territorio toscano ricco di sorgenti e terme: Volterra, Lucca, Larderello, Terricciola, San Giuliano Terme e Bagni di Lucca, da dove ho poi proseguito verso il passo dell'Abetone, dove era stato fissato il luogo d'incontro direttamente all'Hotel Bristol, in Fiumalbo (MO).

Il percorso delle tereme attraverso la Toscana

Il percorso completo per GPS è disponibile nel sito DueRuote.it

Il programma per il sabato prevedeva un bel giro turistico che, partendo dell'Abetone, ci avrebbe portato su stradine panoramiche di Emilia e Toscana ad attrraversare la Garfagnana e le splendide Alpi Apuane per giungere fino a Marina di Massa, sul mare, e pernottare all'Hotel Gabrini.

Durante il percorso verso il mare c'è stata una piacevolissima sorpresa in quanto siamo stati ospitati per il pranzo da alcuni amici che nel giardino della loro casa avevano preparato un delizioso "spuntino"  … si fa per dire, perchè c'era ogni ben di Dio, dall'antipasto ai dolci con caffè ed ammazzacaffè Bravissimi!

Nella mattinata di domenica si è svolta un'interessantissima visita alle cave di marmo di Carrara, e poi una sosta in una vicina larderia di Colonnata dove si produce il famoso omonimo lardo Lardo di Colonnata

Dopo aver gustato salumi e formaggi, tutte specialità locali, i saluti di rito e poi il tranquillo ritorno verso casa che ho fatto insieme ad un amico di Capalbio.

Queste gite organizzate da Motoraduni.org sono sempre piacevoli perché si visitano luoghi interessanti, si gustano prelibatezze locali e si passano splendide giornate in compagnia di tanti simpatici amici; e senza spendere un'esagerazione Gita all'Abetone

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Le Cinque Terre

Nell'ultimo week end di settembre ho visitato, approfittando di un raduno organizzato dal CC MotorDays, la zona delle Cinque Terre, area molto bella sulla costa della riviera ligure di levante della Provincia di La Spezia così detta perché ospita cinque stupendi borghi (anticamente detti "terre") immersi in un Parco Naturale: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso.

A causa del tempo piovoso ed di un improvviso torcicollo ho interrotto la gita il lunedì mattina, e così la visita è stata troppo veloce e non mi ha permesso di ammirare tutte bellezze del territorio che sicuramente merita di essere esplorato con più calma ed attenzione. Pazienza, è forse meglio così perché ho una scusa per tornarci un'altra volta.

Sono partito il sabato mattina abbastanza presto percorrendo tutta l'Aurelia fino a Viareggio, per poi proseguire sul lungomare attraversando tutte le famose cittadine della riviera: Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Marina di Massa, Marina di Carrara, Marina di Sarzana e poi Ameglia e La Spezia fino ad arrivare a Portovenere dove ho fatto una breve sosta. Ho continuato quindi sulla Via Litoranea, strada panoramica molto bella che si snoda nel Parco, scendendo verso i borghi che sono letteralmente "icastonati" nel territorio.

Il percorso fatto in moto è molto bello, ma a causa del traffico intenso e dei numerosi mezzi agricoli presenti per la vendemmia ho perso molto tempo, inoltre in alcuni paesi ho avuto perfino difficoltà a trovare un posto dove parcheggiare. Per tali motivi credo che forse conviene prendere uno dei tanti piccoli traghetti che partono da varie località e che permettono – grazie ad un biglietto giornaliero – di fare tutto il giro e di scendere nelle singole cittadine per visitarle con calma e senza problemi.

Nel tardo pomeriggio si sono addensati grossi nuvoloni e così sono tornato velocemente a La Spezia via autostrada per unirmi agli altri partecipanti del raduno "Pirati in moto".

La domenica mattina adunata in Piazza Europa per poi procedere tutti insieme verso Fosdinovo dove era prevista una sosta per l'aperitivo prima del pranzo che abbiamo consumato in una stupenda villa di Camaiore utilizzata dal comune per promuovere eventi di vario tipo.

Partecipo con piacere alle numerose iniziative del motoclub CCMotorDays perché sono TUTTE a scopo benefico; durante gli eventi vengono infatti raccolti fondi da donare ad associazioni e strutture che aiutano le persone in difficoltà: in poche parole ci si diverte in compagnia e si fa del bene agli altri!!!

Il lunedì mattina mi sono svegliato con un po' di torcicollo; pioveva abbastanza forte e così ho deciso di interrompere la gita nelle Cinque Terre per riprendere la via del ritorno verso Roma.

Durante i raduni di moto molto spesso vengono assegnati dei piccoli premi simbolici; in questo ne ho conquistati ben due: centauro proveniente da più lontano Cinque Terree motociclista più vecchio !


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Vacanza in Sila

A metà settembre le sezioni Calabria e Sicilia del CCMotorday, motoclub a cui sono iscritto, hanno organizzato un raduno nel cuore della Sila, e precisamente al Villaggio Palumbo, noto centro turistico invernale che si affaccia sul lago Ampollino ubicato alle pendici del monte Gariglione, confinante con il Parco Nazionale della Calabria.

Non era mai stato in Sila, e così ho approfittato dell'evento per passare un weekend nella zona che è veramente molto bella con paesaggi tipicamente "svizzeri".

Sono partito il sabato mattina ed ho percorso l'autostrada fino a poco dopo Lagonegro per poi addentrarmi nel Parco del Pollino su strade secondarie attraversando Mormanno da dove ho proseguito verso Scalea, quindi litoranea fino a Paola e poi un'ottima superstrada verso Rende, San Giovanni in Fiore e Trepidò che si trova a pochi chilometri dal Villaggio Palumbo.

L'attraversamento del Parco del Pollino non mi ha entusiasmato a causa delle strade in pessime condizioni ed una natura devastata da numerosi incendi; sicuramente devo aver percorso la zona meno bella, perchè ho letto molti commenti positivi su quest'area verde protetta. Bello invece il lungomare e molto suggestivi i paesaggi che si possono ammirare addentrandosi in Sila.

Al Villaggio Palumbo ho pernottato all'Hotel la Baita, ottima struttura ricettiva poco distante dell'hotel "Il Brigante" "sede" del raduno ho dove ho consumato due pasti (la cena del sabato ed il pranzo della domenica) a base di prelibatezze locali semplicemente strepitosi, ottimi … ed anche eccessivamente abbondanti!

La cena del sabato si è conclusa molto tardi allietata da musica e movimentata da alcune esibizioni "canore" di vari partecipanti. La mattina di domenica c'è stato un bel giro turistico che ci ha portato a visitare il lago Arvo dove abbiamo fatto una sosta per l'aperitivo (alla faccia dell'aperitivo …. era un pasto completo!!!) per poi far ritorno all'Hotel "Il Brigante" per il pranzo. 

Dopo le premiazioni ed i ringraziamenti di rito verso le 17.00 c'è stato il "rompete le righe" con i saluti; vista la notevole distanza che dovevo percorrere (sono stato il motociclista proveniente da più lontano) avevo deciso in anticipo di partire il lunedì mattina e così ho fatto.

La mattina dopo con calma ho fatto colazione, ho caricato la moto e poi ho iniziato il viaggio di ritorno percorrendo sempre strade secondarie fino a dopo Cosenza da dove ho ripreso l'autostrada per Roma.

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Civita di Bagnoregio

Era molto tempo che desideravo visitare Civita, famosa piccola frazione del comune di Bagnoregio arroccata su un colle di tufo; e così una domenica d'agosto ho fatto una gita in moto nella zona con l'intento di ammirare questo borgo isolato ricco di storia.

La località viene comunemente chiamata anche "il paese che muore" in quanto lo sperone di tufo su cui sorge è soggetto ad erosione che interessa anche tutta la vallata circostante; al momento il borgo è abitato stabilmente da pochissime persone anche se, grazie al turismo, è sede di diverse attività commerciali.

Civita, a causa della sua posizione, è raggiungibile solo grazie ad un ponte pedonale che arriva all'unica porta oggi aperta che è detta di Santa Maria o della Cava (una volta erano in funzione ben cinque porte di accesso). Moto ed auto possono essere lasciate in prossimità dell'inizio del ponte dove c'è un piccolo parcheggio, oppure in altri più capienti situati alla periferia di Bagnoregio che sono serviti da mini-autobus che trasportano i turisti fino all'inizio del viadotto.

La città venne fondata dagli Etruschi ed ancora oggi è possibile visitare alcuni resti dei loro insediamenti (tombe a camera, molto simili a delle grotte); nel borgo sono rimaste varie case di epoca medioevale, la chiesa di San Donato sulla piazza principale, il Palazzo Vescovile ed i resti di un vecchio mulino.

Spettacolari sono i paesaggi che si possono ammirare affacciandosi dalla rupe per guardare le vallate circostanti. Le foto illustrano meglio delle parole le bellezze di questa vera rarità che merita assolutamente di essere visitata!

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L’Eroica

L'Eroica è un tracciato permanente di circa 205 km che si snoda in Toscana nelle zone del Chianti, Val di Merse, Valdorcia e Crete Senesi e dove annualmente si svolge una gara ciclistica amatoriale. Alcuni tratti sono comuni alla Via Francigena, storico itinerario che da Canterbury porta a Roma e che in passato (specie in epoca medioevale) veniva percorsa a piedi dai pellegrini diretti nella Città Eterna.

Il percorso è normalmente aperto al traffico (in larga parte sono Strade Provinciali) ed è caratterizzato da molti tratti sterrati (circa il 50%) e da alcune brevi, ma ripide salite.
L'Eroica non è particolarmente impegnativa per una moto, specie se NON sportiva, fatta eccezione per la notevole e fastidiosa quantità di polvere che si solleva nei tratti sterrati, che comunque sono compatti e percorribili praticamente con ogni veicolo.

Il tracciato dell'Eroica

Per maggiori informazioni sulla gara ciclistica e sul tracciato consultare il sito http://www.eroica.it/

La gita può essere effettuata in qualsiasi periodo dell'anno, ma a mio parere la stagione migliore è la primavera in quanto si potrà godere della vista di rigogliosi paesaggi verdi e dei profumi emanati dalle piante in fiore che renderanno l'esperienza ancora più unica e suggestiva.

Su tutto il tracciato è presente un'ottima segnaletica stradale con cartelli d'indicazione per la direzione ben visibili ad ogni incrocio; inoltre molte tabelle indicano i km percorsi e le distanze ai centri abitati.

Nell'area sono disponibili molte strutture ricettive (Hotel, B&B, Agriturismo) ed ottimi ristoranti dove è possibile gustare tutte le migliori specialità enogastronomiche locali.

È da quando possiedo la BMW F800GS che ho programmato di percorrere l'Eroica, ma ho atteso la fine dell'estate per avere temperature più basse visto che molti tratti del tracciato attraversano delle vallate, o comunque zone interne con poca ventilazione.

Dovendo raggiungere la zona da Roma ho preferito effettuare la gita in due giorni:

  • il primo giorno trasferimento da Roma a Montalcino, e poi circa metà del percorso fino a Radda in Chianti (~ 300km totali), città dove avevo prenotato per il pernottamento.
  • Il secondo giorno la parte rimanente dell'Eroica e poi il ritorno a Roma.

Il 1° settembre sono partito verso le 8,30 ed ho raggiunto Montalcino percorrendo la Cassia via Viterbo > Capodimonte > Valentano > Acquapendente > Bagno Vignoni; arrivato a Montalcino mi sono agganciato al tracciato dell'Eroica seguendo le indicazioni del primo cartello che ho incontrato (non serve cercarli) ed ho proseguito verso Radda in Chianti attraversando stupendi piccoli borghi serviti da strade in parte sterrate e delimitate da cipressi: paesaggi veramente mozzafiato tra vigneti in collina, campi coltivati o arati e piccoli boschi!
Ho effettuato numerose soste e così sono arrivato a Radda In Chianti nel tardo pomeriggio per pernottare nell'ottimo Hotel "Le Vigne"

Questo piccolo Hotel, immerso in un tipico podere e dotato di piscina,  è ubicato appena fuori Radda in Chianti ed è raggiungibile solo con una strada bianca. Ho chiesto al proprietario informazioni sulla presenza di così tante strade sterrate in Toscana e mi ha spiegato che non vengono asfaltate per una precisa scelta tendente a salvaguardare il paesaggio.

Il mattino seguente dopo aver fatto colazione ho ripreso il viaggio attraversando Gaiole, poi lo stupendo Castello di Brolio per quindi scendere verso Pianella, la periferia di Siena ed ancora verso sud in direzione di Montalcino.

In questa parte del tracciato ci sono i tratti forse più impegnativi come la salita verso il Castello di Brolio e l'ultimo tratto prima di arrivare a Montalcino che praticamente è tutto sterrato con alcuni tornanti in forte pendenza.

Arrivato a Montalcino ho proseguito verso Castelnuovo dell'Abate, Monte Amiata – strada molto bella e poco trafficata – Seggiano, Semproniano, Saturnia, Manciano, Valentano e poi la solita Cassia per Roma.

È stata veramente una bella esperienza che consiglio a tutti gli amanti del mototurismo.

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Faretti BMW F800GS

Per la mia moto BMW F800GS sono disponibili tantissimi accessori, ma alcuni hanno dei prezzi veramente proibitivi. Volevo installare dei faretti antinebbia e così ho iniziato a fare qualche ricerca su vari siti specializzati: Touratech ; Wunderlich ; Bikerfactory ; Twalcom ed altri oltre naturalmente agli accessori originali BMW.

Dopo aver verificato che molti prodotti utilizzavano come base i faretti Micro DE prodotti dalla Hella ho provato a fare una ricerca su eBay ed ho trovato un venditore tedesco che commercializzava il kit completo dei faretti Hella Micro DE Fog Lights a  poco meno di 85€, comprese le spese di spedizione.
Nel kit sono inclusi tutti i componenti per l’installazione: faretti,  lampadine H3,  supporti, cavo elettrico, interruttore, relé, elementi di fissaggio, terminali elettrici e morsetti rubacorrente; in poche parole TUTTO il necessario!

Kit faretti micro DE Hella

Ho ordinato i faretti che sono arrivati in pochi giorni; dopo aver esaminato il contenuto ed aver pensato a come installare i faretti sulla moto mi sono procurato:

  1. 1 interruttore da manubrio al prezzo di 23 € comprese ss da Vendilo Shop su eBay  (volevo un semplice switch manuale montato vicino agli altri comandi delle luci e così ho preferito evitare soluzioni tipo Autoswitch )

    Interruttore
     

  2. 2 staffe  da utilizzare come base sul paramotori 3€ [le normali fascette che si utilizzano per i tubi delle marmitte reperibili nei negozi di autoricambi – economiche e molto resistenti]

    Fascetta da usare come supporto faretti
     

  3. 1 luce avviso a led 12V già pronta per l’installazione 2€ (in un qualsiasi negozio di componenti elettronici)

Per lo schema elettrico, anche se molto semplice, ho fatto riferimento a questo [che è quello base reperibile sul sito USA della Touratech a cui ho aggiunto solo il led]:

Schema elettrico faretti

L’installazione è molto semplice ed è sufficiente un minimo di manualità per effettuarla.

Per prima cosa ho posizionato i faretti sul paramotore (io ho un GIVI), poi ho collocato il relé nel piccolo vano che c’è dietro alla batteria accessibile rimuovendo il coperchio del finto serbatoio (lo spazio è ideale per ospitare componenti elettrici – spessi però max 2,5 cm – in quanto è ben protetto dall’acqua).

Ho quindi installato l’interruttore sul lato sinistro del manubrio ed ho collocato il LED di avviso in una posizione idonea (l’ho incastrato in una fessura del supporto del navigatore).

Interruttore e luce avviso

E poi ho iniziato a fare i collegamenti elettrici partendo dal faro. Per danneggiare il meno possibile ho praticato un piccolo foro a misura sulla parte bassa del coperchio di plastica del faro, ho passato il filo ed ho rubato la corrente dal positivo della lampada anabbagliante. Poi con calma, passando i cavi in modo da evitare interferenze e fissandoli con delle fascette di plastica a strappo, ho completato l’impianto elettrico esattamente come indicato nello schema.

Cavo del faretto

Il risultato è quello mostrato nelle foto. I faretti migliorano molto la visibilità laterale, cosa estremanete utile quando si percorrono di notte strade strette e con molte curve.

Particolare faretto destro su F800GS

Faretto destro su paramotore BMW

Vista generale dei faretti F800GS

Vacanza in moto nel Südtirol

A meta luglio ho passato qualche giorno nel Südtirol, o Alto Adige, regione dove non ero mai stato e di cui avevo sentito parlare molto bene. Con gli amici di Bormio si era organizzato il solito weekend per rivederci e fare quattro chiacchere, e così ne ho approfittato per visitare anche il vicino Alto Adige in moto. Mi avevano descritto molto bene la zona che d’estate è meta d’escursioni di tantissimi motociclisti perché provvista di strade in ottime condizioni che permettono una guida piacevole tra panorami stupendi, e così ho deciso di provare la mia nuova BMW F800GS anche sui passi dolomitici: vi anticipo che è stata un’esperienza fantastica, assolutamente da ripetere!

Dovevo fare il viaggio insieme al mio amico Fabio di Siena, che purtroppo ha dovuto rinunciare all’ultimo momento, e così sono partito da solo lunedì 12 luglio di mattina presto.
Il viaggio d’andata è stato abbastanza noioso in quanto, dovendo percorrere 730 km, ho utilizzato l’autostrada. Solita fila super-chilometrica a Firenze, solito camion ribaltato poco più in la, lavori in corso, gente che procede a zig-zag perché sta usando il telefonino e neanche una pattuglia della polizia!
In Pianura Padana molto caldo, poi leggermente più fresco costeggiando il Lago di Garda e subito dopo l’attraversamento del “forno” di Bolzano con la temperatura che ha superato abbondantemente i 35°.

Nota: recentemente sono spesso in giro per l’Italia e vi assicuro che le indicazioni dei confini regionali sono assolutamente inutili perché la differenza si nota subito; ad esempio entrando in Trentino lo stato dell’asfalto migliora, spariscono le buche e tutto è più ordinato e pulito!

Nonostante le numerose soste che ho effettuato per vari rifornimenti e spuntini, nel primo pomeriggio ero già a Colfosco di Val Badia, località adiacente alla più nota Corvara, dove avevo prenotato il Garnì Reutlingen gestito dai simpaticissimi Gabriella e Andreas Alfreider.

Come pubblicizzato nel sito ho trovato un comodo ed ampio garage privato dove, oltre a ricoverare la moto, è possibile anche effettuare qualche operazione di normale manutenzione (pulire il casco, ingrassare la catena o controllare il livello olio, tanto per fare degli esempi).

Andreas mi ha messo subito a mio completo agio spiegandomi in due (2) minuti come utilizzare i servizi del Garnì, fornendomi un recapito telefonico da utilizzare in caso di necessità ed illustrandomi una serie di percorsi collaudati – completi di cartine e roadbook – per visitare le zone più belle ed interessanti della regione: in poche parole ho trovato tutto pronto!!!! Dovevo solo scegliere dove andare!!!!

Una bella doccia, un riposino e poi una super birra bella fresca prima di andare a cena . . . indovinate dove? Ma nel ristorante indicato da Andreas dove ho sempre mangiato magnificamente spendendo meno di 25 € !

Martedì 13

Dopo un’abbondante colazione ho scelto un percorso tra i tanti preparati da Andreas, che mi ha fornito anche un dettagliato RoadBook plastificato. L’itinerario, di circa 200 km,  prevedeva: Colfosco > La Villa > Passo di Valparola > Passo Falzarego > Cernadoi > Selva di Cadore > Cortina d’Ampezzo > Passo Tre Croci > Misurina > Carbonìn > Dobbiaco > Lago di Braies (Pragser Wildsee) > San Lorenzo di Sebato > Brunico > e poi ritorno a Colfosco.

Una giornata stupenda con temperatura ideale mi hanno accompagnato per tutta la gita: sono tornato in albergo veramente entusiasta perché avevo potuto ammirare paesaggi bellissimi. Percorrere le vie dell’Alto Adige in moto è veramente rilassante; le strade sono mantenute benissimo, le indicazioni sono chiare, non c’è molto traffico ed è possibile fermarsi nelle numerose piazzole costruite in prossimità di tutti i punti d’interesse!

Mercoledì 14

Vista la positiva esperienza del giorno prima ho deciso di allungare un po’ il giro per fare una puntatina anche in Veneto, e così ho scelto un percorso di ben 400 Km che mi avrebbe portato a visitare anche l’altopiano di Asiago; queste le località attraversate: Colfosco > Passo di Gardena > Passo Sella > Canazei > Pozza di Fassa > Nova Levante > Cavalese > Passo Manghen > Telve di Sopra > Roncegno Terme > Caldonazzo > Asiago > Bassano del Grappa > Fiera > Passo di Cereda > Agordo > Zoldo Alto > Selva di Cadore > Passo di Giau > Pocol > Passo Falzarego > Colfosco.

La gita è stata molto interessante perchè mi ha portato a percorrere dei passi alpini meno noti, ma decisamente molto belli. Quello che mi è rimasto impresso di questa giornata è l’enorme differenza che c’è tra il Trentino Alto Adige ed il Veneto; non me ne vogliano i veneti, ma non servono le bandiere delle Lega e quelle con il Leone di San Marco per far capire che si è entrati in Veneto: si vede benissimo, vi assicuro che il turista se ne accorge subito! Insomma, personalmente mi aspettavo di trovare qualcosa di meglio in Veneto!

Giovedì 15

Dopo l’esperienza del giorno prima ho deciso che era meglio andare a Nord; ero venuto via da Roma per rilassarmi un po’ e non avevo nessuna voglia di passare un’altra giornata a perdermi a causa d’indicazioni stradali inattendibili, o di percorrere strade piene di buche!
Austria, voglio andare a vedere come se la passano gli austriaci, mi son detto!
E così ho chiesto al sempre disponibile Andreas qualche indicazione per recarmi a visitare il Grossglockner percorrendo la famosissima strada alpina che conduce nel cuore del Parco Nazionale degli Alti Tauri da dove è possibile ammirare la più alta montagna dell’Austria, il Grossglockner appunto (3798 m), ed il suo ghiacciaio.
L’efficientissimo gestore del Garnì Reutlingen mi ha fornito il solito dettagliatissimo RoadBook ed una chiara carta stradale – ovviamente in tedesco – , e così sono partito verso le 8.30 per effettuare il seguente tragitto (380 km circa): Colfosco > Dobbiaco > Lienz > Winklern > Glocknerstraße > Mittersill > Gruben > Anterselva > Brunico > Colfosco.

Entrando in Austria dal Südtirol non si percepiscono grosse differenze; paesaggi ed efficienza sono praticamente uguali!
Percorrendo le strade austriache si nota subito una drastica diminuzione dei cartelli stradali (mettono infatti solo quelli necessari), i limiti di velocità sono più elevati e nelle strade provinciali (quindi NON le autostrade) è quasi sempre possibile sorpassare perché raramente si trova la linea continua a dividere le carreggiate.
La benzina costa ovviamente molto meno (20 centesimi, mediamente), il traffico è ordinato e scorrevole (solo qualche italiano si ostina a guidare al centro della strada ostacolando la circolazione) ed agli incroci si trovano delle rotonde perfettamente mantenute paragonabili a dei veri e propri giardini!!!
Carte stradali e navigatori non servono: poche e chiare indicazioni forniscono tutte le informazioni necessarie per raggiungere il luoghi desiderati! Ovviamente, viaggiando in completa tranquillità si riescono ad apprezzare ancora meglio le bellezze di un paese, e così dell’Austria conservo un ricordo bellissimo che sicuramente mi spingerà a visitarla di nuovo!

Riflessione: non vorrei apparire come un pessimista, disfattista e catastrofista, ma l’Italia oggi non è più paragonabile ad altri paesi avanzati!
Anni ed anni di malgoverno, scelte sbagliate di politica economica e disinformazione hanno reso il divario con i paesi a noi confinanti veramente abissale!
Forse sarò io che noto certe cose, ma le buche nelle strade italiane sono una realtà, come i prezzi troppo alti dei servizi estremamente scadenti, oppure i treni sporchi e senza aria condizionata.
Le autostrade costano ormai un botto (da Roma Nord a Bressanone percorrere l’autostrada con la moto mi è costato la bellezza di 43,00 €) e sono sempre intasate da lunghissime code causate da lavori senza fine!

Pochi sanno che l’autostrada del Sole, cioè la A1, fu realizzata in soli 8 anni (posa della prima pietra il 19 maggio 1956; inaugurazione il 4 ottobre 1964) , mentre sono anni che proseguono i lavori intorno a Firenze, oppure sulla Salerno Reggio Calabria.
Fateci caso, quando la TV annuncia code interminabili nei giorni dove c’è un po’ più di traffico i punti sono sempre i medesimi, ed anche il motivo è sempre lo stesso: lavori, interminabili lavori – spesso inutili – con cantieri aperti da anni e di cui non si vede mai la fine!

Venerdì 16

Il giorno di venerdì lo avevo programmato per trasferirmi a Bormio per l’appuntamento annuale con i miei amici “bormini”!
Ho così pensato ad un percorso di circa 310 km che mi avrebbe portato a visitare altri bei luoghi ed a “scalare” alcuni “mitici” passi alpini come lo Stelvio: Colfosco > Ortisei > Castelrotto > Chiusa > Bressanone > Fortezza > Vipiteno > Calice (Racines) > Passo Giovo (San Leonardo in Passiria) > Merano > Spondigna > Curon Venosta > Resia > Gomagoi > Passo Stelvio > Bormio.

Altro bel giro; ho sofferto un po’ per il caldo perché buona parte del percorso (praticamente tutto, tolti i due passi) si snodava a fondo valle.
Ho fatto una breve sosta sul Lago di Resia per osservare il campanile di Curon Venosta e documentarmi sulla storia del luogo, e poi ho ripreso il viaggio per percorrere il famoso Passo dello Stelvio e raggiungere Bormio.
La strada che sale dal versante est non è in buono stato ed i tornanti sono veramente molto stretti; inoltre salendo di quota il paesaggio cambia rapidamente ed il verde dei boschi lascia il posto al grigio scuro delle pietre.
Arrivato in vetta sul piazzale c’erano la bellezza di 19° (erano le ore 15 circa) . . . un caldo fottuto!
Ho fatto qualche foto e poi ho iniziato la discesa verso Bormio dove i miei amici mi stavano attendendo.
La sera un’escursione a Livigno per la cena e poi a dormire! la giornata era stata lunga e faticosa, ed un po’ di riposo ci voleva!

Sabato 17 e domenica 18

Due giorni trascorsi in completo relax gustando le prelibatezze locali, passeggiando per Bormio e chiaccherando.
La mia amica Wanilla ha una splendida piccola baita immersa nel verde appena fuori Bormio, ed è li che abbiamo trascorso il tempo cullandoci pigramente su un’amaca e chiaccherando all’ombra degli abeti sdraiti su comodissime poltrone!

Lunedì 19

Giorno per il rientro a Roma; sono partito verso le 8,30 per dirigermi verso Santa Caterina in Valfurva, poi il pericolosissimo, ma anche molto bello, Passo Gavia (strada stretta e senza protezioni), Ponte di Legno, Passo del Tonale, Cles e poi verso Trento per prendere l’autostrada fino a Roma.
Poco traffico e molto caldo (in Umbria addirittura 37,5° => ho due termometri sulla moto) le uniche note salienti.

Alcune note sulla BMW F800GS: questo viaggio di oltre 3000km mi ha confermato che la moto è estremamente maneggevole, parsimoniosa nei consumi, comoda e sufficientemente veloce e stabile anche nei percorsi autostradali.

Subito dopo averla acquistata notai che la sella era eccessivamente dura, ma l’utilizzo del cuscino Air – Hawk ha migliorato notevolmente il comfort tanto che ora non ho assolutamente problemi.
Guidarla nei percorsi misti è un vero piacere; la buona coppia, la frenata sempre pronta e le ottime sospensioni permettono di correggere errori di guida anche a persone inesperte come il sottoscritto.
Equipaggiata con due versatili borse Vario BMW (capacità variabile – pur essendo rigide possono essere estese per aumentarne il volume), la moto offre una notevole capacità di carico idonea ad affrontare viaggi anche di molti giorni; il parabrezza maggiorato – acquistato come ricambio aftermarket per sostituire l’originale – offre un’ottima protezione da aria ed acqua permettendo così viaggi più comodi.


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Castelluccio di Norcia ed Assisi

Domenica 27 giugno c'era un raduno ad Assisi organizzato dalla locale sezione del CCMotordays e così ne ho approfittato per fare una visita anche a Castelluccio di Norcia per vedere la fioritura che quest'anno, a causa del maltempo, era in ritardo.

Mi sono incontrato con altre due persone all'inizio dell'autostrada A1 e poi abbiamo proseguito, seguendo la Salaria, verso Amatrice dove c'erano ad aspettarci altri due amici provenienti dall'Abruzzo.

Dopo una breve sosta abbiamo fatto strada verso Castelluccio, ma dopo pochi chilometri ci siamo dovuti fermare per indossare l'antipioggia in quanto si stavano addensando nuvoloni minacciosi ed iniziava a cadere qualche goccia. Mancava poco alla meta e così siamo arrivati al Piano Grande sotto un cielo nero e minaccioso, ma ancora asciutti, ed abbiamo potuto ammirare lo spettacolo offerto dalla natura che, con la fioritura, riesce a dipingere quadri fantastici.

La fioritura era solo all'inizio ed ancora non c'era l'esplosione dei colori che la caratterizza, ma già si potevano vedere distese con sfumature diverse e variopinte. Dopo qualche sosta per scattare alcune foto ci siamo fermati nella piazza di Castelluccio per pranzare in uno dei tanti locali presenti dove vengono serviti piatti di salumi e formaggi tipici. Mentre stavamo assaporando il cibo si è scatenato un fortissimo temporale con rovesci di pioggia e grandine che ci ha bloccati – insieme a tanti altri motociclisti – per un paio di ore; la grandine è stata veramente forte ed il temporale ha causato un notevole abbassamento della temperatura che è scesa a soli 9°!!!!

Passato il temporale, ma sempre sotto un cielo cupo abbiamo deciso di proseguire direttamente verso Assisi percorrendo la strada più breve e veloce, e bene abbiamo fatto a prendere tale decisione perché il resto del viaggio lo abbiamo fatto sotto leggere, ma fastidiose precipitazioni. Arrivati a Bastia Umbra nel luogo del raduno, mentre stavamo prendendo un caffé, di nuovo pioggia, tuoni e fulmini . . . un tempaccio da far passare la voglia anche ai motociclisti più "tosti"!

Abbiamo pazientemente atteso che il tempo migliorasse un pochino, e poi ci siamo diretti verso l'ottimo albergo che gli amici di Assisi ci avevano suggerito. Purtroppo il troppo tempo perso e le pessime condizioni meteo non ci hanno consentito di effettuare un'escursione nella città di Assisi: pazienza, sarà per la prossima volta!

Posteggiata la moto in garage, scaricati i bagagli, il tempo di fare una doccia et voilà . . . anche il cielo si era rasserenato mutando la giornata da autunnale ad estiva nel giro di 1 ora!

Ottima cena in un vicino agriturismo, un bel po' di chiacchere e scherzi e poi tutti a dormire.

La mattina di domenica 28 finalmente un bel cielo sereno con temperatura estiva; ci siamo ritrovati nella piazza di Bastia Umbra per poi andare tutti insieme, guidati da staffette ufficiali, verso Todi dove ci siamo uniti ad un gruppone proveniente da Calcata, cittadina dove si erano dati appuntamento i soci del Lazio.

Non so quante fossero le moto, ma la piazza di Todi era piena! Per la foto ricordo ci siamo seduti sulla scalinata della chiesa ed abbiamo riempito anche quella! Dopo un fresco aperitivo – rigorosamente analcoolico – abbiamo percorso un'altro breve tratto di strada per arrivare in un bel ristorante ubicato sulle sponde del lago di Corbara dove ci è stato servito un ottimo pranzo in un ambiente veramente gradevole. Sono seguite premiazioni, una riffa di beneficenza e poi i saluti di rito. Sono tornato a Roma percorrendo l'autostrada che era poco trafficata (il 29 a Roma è giorno di festa dedicato a SS Pietro e Paolo).

Peccato per il maltempo del sabato, altrimenti sarebbe stato un weekend veramente stupendo. Complimenti agli organizzatori che hanno preparato un evento perfetto in ogni dettaglio e scegliendo percorsi e strutture ricettive veramente di prim'ordine.

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