Il fallimento Alitalia

Ormai ci siamo: a meno di un miracolo [la vittoria del PD nelle elezioni politiche di domenica], durante le prossime settimane assisteremo al fallimento dell’Alitalia.

Ho sperato fino all’ultimo in un accordo con il gruppo Air France – Klm , ma dopo aver ascoltato le ultime dichiarazioni dei leader politici del PdL mi sono convinto che ormai il destino della compagnia sia segnato.

A mio parere il motivo per cui la trattativa con l’Air France è naufragata è sempre lo stesso: la politica ed i sindacati non vogliono perdere il controllo della compagnia e sono disposti a tutto pur di conservarlo.

Un’inversione la si potrebbe avere solo se i lavoratori scendessero massicciamente in piazza contro l’ingerenza dei partiti, ma fino ad oggi, nonostante molti dipendenti siano favorevoli, si sono viste solo delle timide ed isolate manifestazioni di supporto alla soluzione Air France.

Purtroppo ormai non ci sono alternative: una volta affossata la trattativa con il vettore francese ed in mancanza della possibilità di concedere aiuti di Stato la strada possibile rimane una soltanto e si chiama fallimento.

Trattandosi delle compagnia di bandiera sembra impossibile una simile soluzione, e molti ancora oggi la vedono remota e tendono a considerarla solo come una minaccia, invece è molto più vicina di quanto sembra perché il fallimento permetterebbe ad una eventuale cordata italiana di mettere le mani sulla compagnia con condizioni estremamente vantaggiose in virtù dei numerosi effetti che il fallimento produce sui creditori.

Io non mi intendo di economia, ma so che tale soluzione è già stata adottata da altre compagnie aeree europee (Sabena, Swissair) perché è la più semplice ed è quella che lascia il più ampio margine di manovra a chi subentra.

Lunedi sera sapremo che fine farà l’Alitalia, al momento non ci rimane altro che aspettare e "sperare".

Documentazione "storica":

Rai 2, con il programma "La Storia siamo noi" ha dedicato vari dossier alla vicenda Alitalia; nella puntata andata in onda qualche giorno fa l’ex amministratore delegato Domenico Cempella e l’ex presidente Fausto Cereti  hanno spiegato chiaramente i motivi del fallimento di tutte le passate iniziative e ristrutturazioni tese a salvare la compagnia: vi invito, se non lo avete ancora fatto, a vedere il filmato così vi sarà chiaro di chi sono le colpe del fallimento della nostra compagnia di bandiera.

Aggiornamento del 22 aprile 2008

Purtroppo tutto procede come previsto fallimento Alitalia

L’Air France ha comunicato che gli accordi contrattuali preliminari annunciati il 14 marzo scorso non sono più validi. Questo il testo comparso sul loro sito:

Following the request by Alitalia to clarify the legal situation following the interruption of the negotiation between AIR FRANCE KLM and Alitalia,

AIR FRANCE KLM has indicated to Alitalia that the contractual arrangements announced on 14th March with a view to launching a public exchange offer on Alitalia were no longer valid; the conditions precedent that had to be satisfied prior to launching were not fulfilled.

Un commento su "Il fallimento Alitalia."

  1. Vorrei sapere un azienda come Alitalia che ha milioni di passeggeri l’anno possa fallire,ce’ una sola spiegazione che ci sono dei dirigenti di questa compagnia poco onesti,allora perche’ non riprendersi quello tolto?

  2. Finché ci saranno i politici dentro all’Alitalia non la comprerà MAI nessuno, così come nessuno farà mai un accordo serio con una compagnia da anni allo sbando.

    Adesso cacceranno (opss, incentiveranno all’esodo) via un’altro po’ di personale, taglieranno qualche altro volo e tra qualche mese, dopo aver dilapidato i 300 milioni del prestito, saranno da capo.

    🙁

  3. Ciao Brag.
    A quanto pare eri stato facile profeta.
    Addio Air France – KLM.

    E ora?
    Sara’ mica che il Bandana vuol venderla al suo collega Boris?

    Saluti
    Hanmar

  4. Lo scorso 19 Febbraio, 2008 avevo scritto:

    “… per cui è quasi scontato che se vinceranno le prossime elezioni non se ne farà nulla; molto probabilmente l’Alitalia verrà ceduta alla cordata Banca Intesa – Toto”

    Ieri sera il Presidente “in pectore” Silvio Berlusconi ha dichiarato (durante un collegamento telefonico nella trasmissione televisiva “Porta a Porta”) che della cordata fa parte anche un’azienda già operante nel trasporto aereo. Al commento di Bruno Vespa che la individuava nella compagnia Air One di Carlo Toto non ha commentato accettando di fatto l’indicazione dell’intervistatore.

    Posso solo constatare che quello che avevo affermato 2 mesi fa si è puntualmente verificato 🙂

    Per il bene dei dipendenti Alitalia, mi auguro sinceramente di aver sbagliato tutte le prossime previsioni 🙁

  5. Si, avevo gia’ letto dell’avvertimento IATA.

    Suona come una campana a morto…

    Roger Wilco (anche se non siusa piu’ :P)
    Mike

  6. Caro Mike (mi piace di più …. mi suona vagamente aeronautico 🙂 );
    io, pur non essendo direttamente interessanto dalla cosa, sono inca$$ato come una bestia nel vedere come ancora una volta viene affrontato il problema.

    Ormai l’azienda è allo stremo, ed i motivi li hai indicati anche tu in poche parole: “trattative sindacali estenuanti, favoritismi, clientele, investimenti sballati, proiezioni alla cieca” , ma nonostante la situazione drammatica i politici ancora cercano di ricavarne qualche beneficio 🙁

    Siamo al capolinea; questa settimana, o al max la prox, sapremo che cosa succederà e nella malaugurata ipotesi che verrà preferita la “cordata italiana” credo che ai dipendenti AZ non rimanga altro che seguire il consiglio … SI SALVI CHI PUÒ

    Ovviamente spero di sbagliarmi e sarei ben felice di rimangiarmi tutto quello che ho scritto.

    P.S.: ed intanto arriva l’avvertimento della IATA …..

    “se Alitalia non ci darà il giusto livello di garanzie sia sul fronte della efficienza della compagnia che su quello della tutela dei passeggeri allora sarà inevitabile la sua uscita dal sistema Iata. E uscire dal sistema Iata significa non poter sopravvivere, e dunque chiudere”.
    Fonte: la Repubblica.it

  7. Mio caro Luciano, da appassionato di aeronautica e da vecchio viaggiatore (il mio primo volo risale al 1969) la vicenda Alitalia mi colpisce e mi fa soffrire parecchio.
    Come gia’ detto poc’anzi sono abbastanza “vecchio” da ricordare quando la Compagnia di bandiera era considerata, seppur nelle ridotte dimensioni rispetto a colossi come la TWA e la Pan-Am, come una delle migliori al mondo, in qualunque aspetto, anche piccolo. Dall’abilita’ dei piloti (ricordo ancora piu’ di qualche atterraggio talmente leggero da passare quasi inavvertito) al cibo di bordo, dall’allestimento degli interni alla manutenzione, passando per le divise.

    Poi qualcosa e’ successo e non so nemmeno io cosa, non essendo un “interno” ma un semplice spettatore.
    Via via che passava il tempo i crediti che alla compagnia derivavano dalle cose che ho appena citato venivano bruciati senza remore in trattative sindacali estenuanti, favoritismi, clientele, investimenti sballati, proiezioni alla cieca…

    Ora ci troviamo con la prospettiva di vedere come minimo l’Alitalia assorbita, perche’ di questo alla fine si trattera’, da una compagnia straniera se non con lo spettro della messa in liquidazione.

    Come dilapidare un patrimonio.

    Saluti
    Hanmar
    Ps: per dirla con Cetto la Qualunque “‘ndo culo la cordata” e scusa la volgarita’ 🙁

  8. Nella trasmissione “Uno Mattina” di oggi (alle 10.34), il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (trionfatore delle ultime elezioni), rispondendo ad una domanda sul futuro dell’Alitalia, ha dichiarato che già ieri sera ha avuto un incontro con la società che stà coordinando la cordata d’imprenditori italiani che dovrebbe rilevare la compagnia di bandiera.

    A questo punto credo che, a meno di clamorose smentite a cui Berlusconi ci ha da tempo abituato, per Alitalia non ci siano più speranze.
    Verrà sottoposta ad un altro breve periodo di agonia e poi fallirà miseramente come è già accaduto per molti altri vettori.

    I nostri politici non hanno capito una cosa: oggi NON C’È più spazio per le compagnie “medie” come l’Alitalia. Sopravvivono solo quelle regionali (piccole) ed i grandi giganti come i vari gruppi che si sono costituiti negli ultimi anni.

    Sarà un caso, ma proprio oggi la Delta e la Northwest (due grandi compagnie americane, per l’esattezza la 3° e la 5°) hanno annunciato la loro fusione per cercare di risolvere i problemi di un settore colpito pesantemente dall’enorme aumento del costo del carburante.

    Inoltre, si vocifera che anche United Airlines e Continental Airlines stiano trattando una prossima fusione.

    Loro si fondono ….. mentre noi speriamo di salvare l’Alitalia grazie al contributo di un gruppo d’imprenditori 🙁

    ^^^^^^^ ********* ^^^^^^^

    P.S.: quando si parla di Compagnie straniere a volte riesce difficile capirne i “numeri”. Riporto i dati di quella che sarà la nuova DELTA …. riflettete 😉 :

    1/ valore di borsa di 17,7 miliardi di dollari
    2/ 390 destinazioni in 67 Paesi
    3/ cifra d’affari complessiva di 35 miliardi di dollari
    4/ flotta di circa 800 aeroplani
    5/ 75.000 dipendenti nel mondo
    Fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor

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