Motovacanza in Tunisia

Ebbene si, anche quest'anno sono tornato con la moto in Tunisia per trascorrere il Capodanno nel deserto, e l'ho fatto utilizzando il mio mitico Honda Dominator NX650, un monocilindrico del 1988!

Ormai sono tre volte che visito il Paese, ma l'idea di ripercorrere qualche pista battuta e le lunghe strade nel deserto ancora mi affascina!

Stavolta mi sono aggregato all'ultimo momento ad un gruppetto di tre persone che aveva organizzato la vacanza sul forum di Quellidellelica (QdE), e così sono partito insieme all'amico Elvio da Civitavecchia il 26 dicembre con il traghetto Catania della Grimaldi (una nave fatiscente con servizi di bordo ed igienici pessimi Pessima Grimaldi ). Fortunatamente abbiamo trovato mare calmo e siamo arrivati alla Goulette, il porto di Tunisi, con solo mezz'ora di ritardo.

Nell'area arrivi del porto abbiamo incontrato gli altri due compagni, Luca e Franco provenienti da Genova, e tutti insieme abbiamo espletato le formalità d'immigrazione, di dogana e la pratica per l'importazione temporanea della moto abbastanza celermente, tanto che dopo poco meno di due ore eravamo già fuori dal porto e diretti all'Hotel Du Parc, un albergo oggi non in buone condizioni, ma sufficientemente pulito.

Abbiamo consumato una veloce cena nel ristorante dell'albergo e subito ce ne siamo andati a dormire dandoci appuntamento per le 8:00 del mattino successivo (venerdì 28 dicembre); nella giornata dovevamo infatti percorrere circa 550 km da Tunisi a Douz, cittadina alle porte del deserto dove avevamo deciso di fare base.

Dopo la Rivoluzione dei Gelsomini (le proteste iniziarono nel dicembre 2010, giusto pochi mesi dopo la mia prima visita) la Tunisia è stata colpita da una grave crisi economica causata anche dal crollo del turismo, e nelle regioni centrali più povere saltuariamente scoppiano delle manifestazioni di protesta. Per stare tranquilli avevamo programmato un percorso lungo la costa utilizzando la moderna autostrada che va da Tunisi fino a Sfax, e poi la trafficata strada statale che scorre lungo il mare fino alle porte di Gabes, da dove abbiamo poi tagliato nell'interno evitando così tutte le zone dove recentemente sono scoppiati dei tumulti.

Tempo fantastico, e così il lungo viaggio è stato molto piacevole. Per il pranzo ci siamo fermati poco dopo Sfax in un'accogliete cittadina dove abbiamo "sbranato" un enorme pesce arrosto!

Il percorso Tunisi - Douz

Il percorso da Tunisi a Douz

Una volta lasciata Sfax – dove termina l'autostrada – non si riescono più a mantenere medie elevate, anche perché le vie di comunicazione attraversano molte città e villaggi e dove, per evitare che i veicoli procedano a velocità eccessive, sono stati realizzati dei dossi molto alti che costringono le auto ed i camion quasi a fermarsi. Abbiamo così raggiunto l'Hotel Sahara Douz che era ormai notte, e con la temperatura in rapida discesa.

A causa del cielo sereno e dell'aria molto limpida per la totale mancanza di umidità e smog nelle zone desertiche l’escursione termica è molto elevata; di giorno il Sole riscalda l’aria e la temperatura raggiunge valori alti, ma come tramonta il calore si disperde rapidamente e le notti sono molto rigide con temperature anche sotto lo 0. Noi alle 8:00 di mattina a Douz abbiamo trovato sempre 3° – 5° !

Veduta del ChottPer il sabato 29 dicembre avevamo stabilito di fare il periplo del Chott el-Jerid, un grande lago salato che si trova nella depressione tra le oasi di Tozeur e di Nefta da un lato, Kebili e Douz dall'altro, ed il confine con l'Algeria. Giro molto lungo, ma che permette di ammirare paesaggi veramente unici.
Lo stato delle strade è generalmente buono, anche se quella che scorre lungo il confine algerino è molto stretta; se avete intenzione di percorrerla ricordatevi di portare con voi il passaporto perché quasi sicuramente verrete fermati in uno dei punti di controllo della polizia tunisina.
Nell'area non c'è veramente nulla, e soltanto dopo quasi 70 km s'incontra qualche piccolo villaggio.
Volevamo fermarci per mangiare qualcosa, ma solo quando siamo arrivati a pochi chilometri da Douz abbiamo trovato un ristorante nella piazza principale del villaggio di El Faouar che però non ci ha molto convinto; e così dopo aver fatto benzina abbiamo proseguito per Douz dove ci siamo fermati a lungo nella bella piazza centrale che è sede di numerosi negozi e ristoranti.

Siamo rientrati in albergo giusto per una doccia, e poi con un'auto siamo tornati in centro dove abbiamo cenato a base di specialità locali in un'ottima ed economica trattoria. E dopo cena siamo tornati nella vicina piazza dove abbiamo chiacchierato a lungo con altri motociclisti scambiandoci impressioni ed informazioni.

L'hotel Sahara Douz si trova nella zona turistica della città che è abbastanza distante dal centro; alcune sere siamo stati costretti a rinunciare ad uscire perché non siamo riusciti a far arrivare un taxi tramite il concierge dell'albergo … bohhh, dicono che a pensar male si fa peccato, ma secondo me l'addetto faceva solo finta di chiamarlo per costringerci a consumare il pasto in albergo fregature tunisine

Oasi di kasr GhilanePer la domenica 30 dicembre avevamo in programma la visita all'oasi di Ksar Ghilane e di Matmata. Siamo partiti sempre poco dopo le 8:00 e ci siamo avventurati sulla strada oggi asfaltata che costeggia la pipeline.
Fino a qualche anno fa la strada era sterrata e veniva utilizzata per la manutenzione dell'oleodotto, ma con la crescita del turismo fu sistemata per consentire l'agevole raggiungimento dell'oasi di Ksar Ghilane che è un'ambita meta turistica perché caratterizzata dalla presenza di un antico fortino di epoca romana e di una sorgente di acqua calda con proprietà termali che crea un piccolo laghetto dove è possibile fare il bagno in tutte le stagioni.

Abbiamo sostato a lungo nell'oasi godendoci il caldo sole mentre parlavamo e pranzavamo, e solo nel primo pomeriggio abbiamo ripreso le moto per dirigerci verso Matmata, città resa famosa da un episodio del film Guerre Stellari e dove è ancora possibile ammirare una particolare architettura troglodita con le abitazioni scavate nel terreno (soluzione adottata per cercare di mantenere entro limiti accettabili la temperatura degli ambienti – nella zona la temperatura nella stagione estiva supera frequentemente i 45°, mentre in inverno è ai nostri livelli) … e così ho anche rivisto l'Hotel Sidis dove pernottai durante la mia prima vacanza in Tunisia!

Dopo la visita di Matmata, sulla via del ritorno, abbiamo sostato in un bar che ci ha impressionato per la pulizia (tutto era tirato a lucido, ed i bagni erano lindi e profumati), e dove ho gustato per la prima volta un buonissimo tè alla menta con le mandorle: una bevanda davvero fantastica perché il sapore delle mandorle sgranocchiate lega magnificamente con quello del tè alla menta!

Come al solito siamo arrivati in albergo che era ormai notte … e quindi doccia, cena e subito a nanna!

Per lunedì 31 prima della partenza dall'Italia non avevamo programmato nulla, e così si è deciso all'ultimo momento di fare un salto nelle Oasi di Montagna (Chebika, Mides e Tamerza).

Per recarci nella zona abbiamo dovuto ripercorrere la stessa strada fino a Tozeur, e questo è il brutto di quando si fa base in un luogo! È vero che nelle escursioni giornaliere si viaggia più leggeri e che i bagagli si fanno solo una volta, ma la soluzione comporta spesso di dover fare più volte sempre lo stesso tragitto.

L'incontro presso ChebikaComunque, appena lasciata Hammat-al-jarid, una piccola località alla periferia di Tozeur, causa lavori stradali abbiamo incontrato un facile sterrato lungo circa 15 chilometri che abbiamo percorso speditamente fino ad arrivare in prossimità dell'oasi di Chebika dove abbiamo notato delle persone che ci salutavano da una piccola fattoria ai bordi della strada; incuriositi ci siamo fermati e siamo andati verso quelle persone che abbiamo poi scoperto essere dei motociclisti italiani che soggiornavano presso la famiglia tunisina che gestiva la fattoria.

L'incontro si è rivelato estremamente interessante e l'accoglienza della famiglia tunisina è stata semplicemente FANTASTICA!
Ma perché quei signori erano li?
Qualche anno fa erano in camper ed ebbero un problema, la famiglia di quella fattoria li aiutò e così nacque un'amicizia; ora ogni volta che il gruppetto di italiani torna in Tunisia passa a salutare la famiglia e campeggia presso di loro nella fattoria.

Ci siamo trattenuti parecchio gustando le tante cose che ci sono state offerte: tè, datteri, arance e persino del pane caldo preparato al momento!

A pochi chilometri di distanza da dove eravamo inizia la "Pista Rommel" e così, dopo i saluti ed una velocissima visita all'Oasi di Chebika, abbiamo percorso il primo tratto asfaltato della pista che conduce a Redeyef attraversando una zona montuosa di una bellezza unica perché sono presenti delle rocce rosse che formano delle gole da cui si può ammirare l'arida pianura sottostante.

Il percorso è molto bello, ma anche breve, e così siamo arrivati rapidamente a Redeyef che invece è una città bruttissima.
Volevamo percorrere anche il secondo tratto non asfaltato della pista Rommel che porta a Metlaoui, ma non avevamo riferimenti precisi e così dopo aver percorso qualche chilometro attraverso un'enorme discarica a cielo aperto abbiamo desistito … peccato perché neanche dopo 1 km la discarica terminava ed iniziava la pista vera!

Cambiato il programma ci siamo diretti prima all'oasi di Mides (c'è un villaggio abbandonato ed un profondo Canyon), e poi a Tamerza dove abbiamo consumato un pranzetto veloce prima della visita all'oasi (io l'avevo già vista e sono rimasto di guardia alle moto).

Riprese le moto abbiamo "chiuso l'anello"  tornando a Chebika da dove abbiamo poi ripercorso lo stesso tragitto al ritroso verso Douz (le strade non sono tante e variarle è spesso impossibile).

Il menù del cenone di San SilvestroLa sera dell'ultimo dell'anno volevamo trascorrerla in un ristorante del centro, ma quando ci siamo recati alla reception per chiedere il taxi c'è stata una sorpresa: gli altri tre amici avevano il cenone incluso nel soggiorno e così io ho dovuto versare la differenza per poter stare insieme (loro avevano prenotato tramite Booking.com ed il cenone era incluso, mentre io – essendomi aggiunto all'ultimo minuto – avevo utilizzato il sistema di prenotazione presente nel sito dell'albergo).

Che esperienza!!!! La grande sala era affollata di gente e con musica dal vivo a "palla" tanto che abbiamo dovuto farci cambiare il tavolo; e poi una ballerina si è esibita più volte nella danza del ventre (mamma mia quanto era brutta; non scherzo … era veramente una cozza!) , e poi canti locali fino alla mezzanotte quando, dopo il brindisi di rito, la serata è terminata con i fuochi d'artificio.

Ad onor del vero devo dire però che il cibo è stato buono ed abbondante, con i piatti serviti a tavola sempre ben caldi, ed anche belli a vedersi cenone tunisino

Lunedì 1° gennaio è iniziato il riavvicinamento a Tunisi. Siamo partiti con comodo ed abbiamo percorso a ritroso il tragitto dell'andata fino ad El Jem dove abbiamo fatto una breve sosta nei pressi del famoso anfiteatro; terminata la visita ci siamo diretti nella cittadina balneare di Mahdia dove sono presenti numerosi grandi alberghi che hanno sempre ottimi prezzi. Abbiamo pernottato al Mahdia Beach Hotel, un'enorme struttura di medio livello frequentata soprattutto da tedeschi.

La sera siamo andati nella città vecchia per una passeggiata; poi abbiamo cenato a base di pesce in un ottimo ristorante: piatti deliziosi annaffiati con un vino bianco niente male!

Martedì 2 gennaio gli amici provenienti dal Nord Italia la sera avevano il traghetto per Genova, e così la giornata l'abbiamo impostata in modo da consentirgli di essere per tempo alla Goulette per l'imbarco.

Lasciata Mahdia abbiamo raggiunto Monastir dove abbiamo sostato brevemente nella grande piazza principale dominata dal mausoleo di Habib Bourguiba, leader della lotta per l'indipendenza, fondatore della Tunisia moderna, e primo presidente della Repubblica tunisina rimasto in carica per 30 anni.

Dopo Monastir, sempre su strade secondarie, siamo arrivati nella caotica Sousse per un rapido giro nella medina, e poi ad Hammamet dove avevamo deciso di fermarci sul lungomare per il pranzo.

Nel primo pomeriggio abbiamo fatto strada per la vicina Nabeul (altra cittadina turistica – balneare) dove ci siamo separati; Franco e Luca hanno continuato per Tunisi, mentre io ed Elvio siamo andati all'Hotel Camping Les Jasmins (struttura modesta, ma pulitissima e con servizi in ordine) dove ci eravamo dati appuntamento con un'altro amico che stava facendo un giro con un fuoristrada Land Rover Defender.

In attesa della cena abbiamo passeggiato per Nabeul ammirando le bellissime ceramiche artistiche esposte in molti negozi, e quando siamo rientrati in hotel abbiamo incontrato Carlo ed i suoi amici con i fuoristrada che ci hanno invitato a cenare con loro a base di spaghetti alla carbonara e stuzzichini vari italiani preparati con le loro attrezzature nel campeggio … e noi ovviamente abbiamo accettato.

Gran bella serata passata chiacchierando e gustando tante pietanze di cui iniziavamo a sentire la mancanza!

Mercoledì 3 gennaio – giorno dell'imbarco e fine della vacanza – abbiamo fatto un bel giro nella penisola che si trova ad Est di Tunisi. Partiti verso le 9:00 abbiamo raggiunto prima la cittadina di El-Haouaria e poi Cap Bon attraversando un'area dove è molto sviluppata l'agricoltura, ed in particolare la coltivazione di ortaggi.

Veduta di Cap BonA Cap Bon abbiamo fatto una sosta caffè chiacchierando a lungo con il gestore del ristorante che si trova di fronte alle grotte romane, e poi ci siamo recati in cima al vicino monte da dove si possono ammirare paesaggi magnifici (se c'è buona visibilità è possibile vedere anche Pantelleria che dista circa 70 chilometri).

Lasciato Cap Bon, percorrendo la strada lungo la costa che da sul golfo di Tunisi abbiamo attraversato Cartagine per raggiungere nella deliziosa località di Sidi Bou Said dove ci siamo fermati per comperare qualche ricordino e mangiare un panino (che io ho trovato buonissimo, il più meglio migliore assai in assoluto che ho mai gustato: frittata, formaggio, prosciutto cotto, pomodoro, cipolla, ed il tutto sapientemente insaporito e reso leggermente piccante con varie spezie! Che buono! Tornerei a Sidi Bou Said solo per rigustare quel panino).

Dopo esserci crogiolati un bel po' al sole ci siamo recati al porto per l'imbarco. Anche la traversata di ritorno si è svolta con mare calmo, e stranamente il traghetto (sempre la malandata motonave Catania) ha viaggiato in orario!

A Salerno saluti ed abbracci, e poi ognuno per la sua strada ma … con la speranza di rivederci anche l'anno prossimo in Tunisia!

NOTA: molte delle foto che troverete nella raccolta sono di Luca "Bias"; riconoscerle è molto facile: sono le più belle Le foto delle Tunisia di Luca "bias"

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Tour della Tunisia

Sono stato solo poche volte in Africa, e le mie visite risalgono ormai a molti anni fa. Frequentando vari forum avevo letto di entusiasmanti esperienze in Tunisia e Marocco, e così mi era venuta la voglia di visitare quei luoghi ricchi di storia e paesaggisticamente molto belli.

Ho colto l'occasione di fare una vacanza nel Nord Africa grazie ad un tour in Tunisia organizzato da Motovacanze.it nel mese di ottobre, e precisamente dal 16 al 23: periodo non di alta stagione e, almeno stando alle medie statistiche, clima quasi perfetto.

Il tour prevedeva la partenza da Genova, ma insieme ad un'altro partecipante ci siamo accordati con il sempre disponibile Dino Mazzini – titolare dell'associazione Motovacanze.it – per scorporare il passaggio in traghetto e partire autonomamente da Civitavecchia, porto a noi molto più comodo perché poco distante da Roma. Non coincidendo le date d'imbarco abbiamo arrangiato due pernottamenti aggiuntivi in modo da incontrarci con il resto del gruppo proveniente da Genova.

Vi anticipo che questo primo "assaggio d'Africa" mi ha veramente entusiasmato, così come sono rimasto molto soddisfatto dell'organizzazione ed assistenza di Motovacanze.it; in poche parole è stata una gita veramente piacevole, fatta eccezione per la non buona esperienza con i traghetti di GNV (Grandi Navi Veloci).

La moto che possiedo, una BMW F800GS (enduro tuttofare) si è ancora una volta rivelata semplicemente perfetta per questo tipo di viaggi: ottima capacità di carico grazie alle borse laterali di cui l'ho dotata, veloce, leggera, maneggevole e poco assetata di carburante! Non ho eseguito nessuna preparazione particolare; ho solo controllato il livello dell'olio (anche se non lo consuma), lubrificato la catena e verificato la pressione dei pneumatici – ormai da sostituire a causa dei 17.000 km percorsi in soli 5 mesi!

Venerdì 15

Sono partito nel primo pomeriggio per incontrarmi sull'autostrada di Civitavecchia con l'amico Carlo, e dopo un veloce caffè abbiamo proseguito per il porto dove l'imbarco era previsto per le ore 17 con partenza alle 19.
Sbrigate le formalità del check-in e d'espatrio ci siamo sistemati nelle poltrone che ci erano state assegnate a bordo. Il primo impatto con gli ambienti della nave non è stato positivo: arredamento in pessimo stato, sporcizia un po' ovunque e molti servizi igienici non agibili (tazze dei gabinetti colme).
Vabbè, mi son detto, mancano due ore e forse dovranno ancora pulire, ma così non è stato!

Il traghetto è partito con un lieve ritardo, i bagni sono rimasti sporchi, l'aria condizionata accesa subito dopo la partenza ha reso in pochi minuti l'interno della nave così gelido da dover indossare indumenti pesanti. La navigazione si è svolta con condizioni meteo perfette e mare calmo, e l'arrivo a Palermo è avvenuto praticamente in orario.

Sabato 16

La maggior parte della giornata è passata a bordo in navigazione; con qualche lettura, un po' di televisione e qualche chiacchiera il tempo è scorso abbastanza in fretta. Ho pranzato al ristorante self service della nave che giudico accettabile; anche i bagni a Palermo erano stati finalmente puliti.

Siamo arrivati a Tunisi nel moderno porto di La Goulette verso le ore 21 locali; lo sbarco non ha richiesto molto tempo e le formalità doganali, d'immigrazione e registrazione del veicolo – avvenute in un apposito spazio coperto – ci sono apparse un po' ferragginose, ma tutto sommato si sono svolte in un tempo accettabile di circa 40 minuti.
Usciti dal porto, seguendo le indicazioni del navigatore Garmin (dove avevo installato una mappa gratuita che si è rivelata non troppo aggiornata) ed integrandole con le indicazioni dei cartelli stradali, abbiamo preso l'autostrada e raggiunto senza difficoltà l'Hotel Vincii Lella Baya ubicato nella zona turistica di Hammamet Yasmine, struttura molto grande a quattro stelle dotata di parco con un'ampia piscina.

Eravamo decisamente molto stanchi dopo le 28 ore passate a bordo del traghetto e così ci siamo ritirati fissando l'appuntamento per le 10 della mattina seguente . . . pronti per partire.

Domenica 17

Una bella dormita dopo una doccia calda sicuramente fa sentire meglio; se poi la giornata è serena e si fa una buona colazione allora ci sono tutte le premesse per affrontarla nelle migliori condizioni!

Insieme a Carlo abbiamo deciso di visitare la magnifica penisola di Cap Bon, estremità del territorio tunisino che si protende verso la Sicilia.
Nella parte sud orientale della penisola sono presenti numerose stupende spiagge dalla sabbia bianca servite da moderne strutture turistiche; tutto il territorio inoltre è anche sede di coltivazioni di vario genere (ortaggi, ulivo, vigneti ed aranceti) perché particolarmente fertile.

Abbiamo fatto il periplo della penisola fermandoci frequentemente per ammirare paesaggi o per osservare scena di vita – la domenica è infatti giorno di mercato!
Con calma, dopo aver attraversato Nabeul, Al-Mamurah, Tazerka e Kélibia, siamo arrivati a Cap Bon, punta estrema della penisola dove ci sono delle antiche cave sotterranee, dette Grotte, che però erano momentaneamente chiuse al pubblico.
Abbiamo pranzato in un ristorante ubicato direttamente sul mare godendo della bellissima vista,  gustando una squisita orata cucinata alla griglia e sorseggiando dell'ottimo vino bianco locale!

Terminato il pasto abbiamo proseguito sulla strada panoramica che si snoda lungo la costa fino a Soliman, dove ci siamo fermati in un piccolo bar per assaggiare un té alla menta che si è rivelato semplicemente favoloso, il più buono in assoluto che ho bevuto nel mio viaggio in Tunisia!

Ormai si era fatto pomeriggio inoltrato, e così abbiamo preso la strada verso Hammamet dove siamo arrivati verso le 18 per incontrare il resto del gruppo che nel frattempo era giunto da Genova.
Ottima cena tutti insieme al buffet dell'albergo, e poi subito a dormire per affrontare nelle migliori condizioni la giornata successiva prevista particolarmente ricca di attività.

Lunedì 18

Moschea di KairouanDino – il tour leader e titolare di Motovacanze.it – aveva deciso di cambiare un po' il programma per ottimizzare i tempi delle visite, e così ci siamo diretti velocemente verso Kairouan, antica città santa all'Islam, dove si trova la moschea più antica del Nord Africa ed una bellissima medina dall'atmosfera particolare dove ancora oggi è possibile assistere a scene di vita passata.

Le stupende facciate delle case dalle mura bianche su cui spiccano decorazioni in blu o verdi meritano assolutamente di essere viste, ed il modo migliore di farlo è, a mio parere, quello di camminare senza meta tra le viuzze dove si affacciano le sempre più rare botteghe (la zona è interdetta al traffico delle auto, e così le attività si trasferiscono altrove).

Nella visita alla città siamo stati accompagnati da una guida molto preparata che ci ha illustrato la storia di Kairouan, delle sue famose antiche cisterne d'acqua, e della Grande Moschea, luogo sacro adiacente alla medina.

Veloce e leggero pranzo a base di specialità locali in un vicino ristorante, e poi di nuovo in sella per raggiungere l'hotel Ramla di Tozeur, città che si trova a metà strada tra la catena montuosa dell'Atlante ed il deserto.

Per la sua ubicazione Tozeur, un'oasi verde ricchissima di palmeti, è generalmente il punto d'appoggio per chi organizza una spedizione nel deserto, oppure una visita alle vicine Oasi di Montagna e alle caratteristiche città di Chebika, Nefta, Redeyef e Tamerza.

Viaggiando verso sud il paesaggio cambia completamente ed il lussureggiante verde del nord scompare gradualmente per lasciare spazio al vuoto ed al silenzio del deserto: bello, molto bello; sono emozioni veramente difficili da descrivere, bisogna provarle!

Dopo oltre 400 km in moto (molti fatti con un fastidioso vento al traverso) e la camminata per la visita a Kairouan serviva solo una bella doccia, un buon pasto ed una notte di riposo!

Martedì 19

Giornata dedicata alla visita dell'area dove si trovano le famose Oasi di Montagna, molto vicina al confine con l'Algeria. Partiamo abbastanza presto dall'hotel seguendo le indicazioni per Chebika, piccolo villaggio in prossimità dell'oasi. Il paesaggio è decisamente affascinante e lo diventa ancor di più quando improvvise appaiono le oasi con i loro palmeti stracolmi di datteri! 

Dopo aver ammirato l'oasi ed il villaggio abbandonato, perché distrutto da un'alluvione nel 1969, abbiamo proseguito lungo la "pista Rommel" verso Metlaoui, area ricca di giacimenti di fosfati, per poi continuare in direzione di Moulares, Redeyaf e Mides con la vicinissima Tamerza.

Questa zona è caratterizzata da un paesaggio molto particolare a causa della conformità delle rocce dal colore rosso vivo; non è infatti un caso se qui sono state girate molte scene all'aperto del film "Guerre Stellari". Dopo un'ottimo pranzo in una semplice trattoria a conduzione famigliare siamo tornati in albergo a Tozeur fermandoci per fare il pieno di benzina visto che il giorno dopo ci attendeva una lunga sgroppata attraverso il deserto fino all'oasi di Ksar Ghilani.

Mercoledì 20

È stata la giornata più intensa, più bella, più vissuta!

Lago salatoSveglia molto presto per partire alle 7,30 già "colazionati" e pronti per la prima vera esperienza nel deserto. Appena usciti da Tozeur ci siamo diretti verso est per attraversare poco dopo lo stupendo Chott El Djerid, ovvero il più grande lago salato del nord Africa con i suoi quasi 5000 km d'estensione.
Per tanti anni questa distesa salata inospitale ha costituito una barriera insormontabile per le comunicazioni, ma oggi grazie ad una strada asfaltata che si snoda su un terrapieno è diventata un'attrazione turistica, anche se attraversarlo è sempre un'esperienza indimenticabile!

Breve sosta in un piccolo bar ubicato proprio al cento dello chott, e poi via velocemente verso sud in direzione Kebili e Douz, porta del Sahara.
Ci siamo fermati solo il tempo necessario per la visita ad un tipico mercatino, uno spuntino leggero e poi di nuovo in sella per affrontare la parte più interessante: la famosa strada (una volta una semplice pista di servizio di un oleodotto) che porta a Ksar Ghilani, oasi remota ubicata a circa 140 km a sud di Douz, dove è possibile ammirare i ruderi dell'antico forte romano di Tisavar ubicato su una collinetta circondata da stupende dune.
Nell'oasi, oggi affollata meta turistica, è possibile fare il bagno in un laghetto alimentato da sorgenti d'acqua calda e circondato da palme, pernottare nelle moderne strutture ricettive presenti e fare escursioni nel deserto circostante con dromedari o più moderni quad . . . come abbiamo fatto noi!

Era ormai il tramonto quando abbiamo lasciato Ksar Ghilani per dirigerci a Matmata, città abbastanza famosa perché sede di un'altro set cinematografico di Guerre Stellari. Caratterizzata da un paesaggio unico perché spoglio e solcato da numerosi crepacci, la cittadina in passato vantava numerose abitazioni ricavate in crateri scavati a mano nel terreno per sfuggire all'opprimente caldo estivo; queste abitazioni oggi sono un'insolita attrazione che richiama i turisti in quest'area desolata dove si respira un'atmosfera surreale in un silenzio a cui noi occidentali non siamo più abituati.

L'albergo di MatmataL'amico Dino aveva deciso di provare l'esperienza di un soggiorno nell'Hotel Sidi Driss, albergo realizzato in una serie di cortili a pozzo collegati da gallerie sotterrenee che in passato erano vecchie abitazioni e che furono ristrutturate per girare numerose scene di Star Wars ed altri episodi della serie.

Dopo aver visto gli ambienti Dino ha subito ammesso che la scelta non era stata delle migliori in quanto oggi la struttura è in uno stato di manutenzione pietoso, con servizi igienici comuni a malapena agibili e con camere che hanno come unico arredamento delle scomode brandine; evito  commenti sulla biancheria e le coperte: vi dico solo che io ho dormito vestito, non sono andato al bagno e non mi sono lavato perché ho preferito conservare il mio sporco.

L'hotel ovviamente lo sconsiglio (potete provarlo solo se amate l'avventura "vera" e non siete troppo schizzinosi), e non ci tornerei per nessuna ragione al mondo, anche se dopo averlo lasciato riconosco che sono stato contento di aver fatto anche l'esperienza di dormire in una dimora "preistorica" e poter raccontare di aver vissuto per poche ore praticamente in una tomba!

Giovedì 21

Dopo una veloce visita ad un vicino piccolo museo e ad una casa troglodita ancora regolarmente abitata abbiamo lasciato Matmata per dirigergi verso El Jem dove si trova l'antico e ben conservato Anfiteatro, il monumento romano più imponente di tutta l'Africa che ancora oggi con la sua mole svetta su tutti gli edifici circostanti facendoli apparire piccoli ed insignificanti.

Il percorso programmato prevedeva di viaggiare su strade secondarie via Gabes e Sfax, ma dopo un po' di chilometri fatti in un traffico veramente intenso abbiamo deciso di prendere la moderna autostrada che attraversa la Tunisia per arrivare rapidamente ad El Jem.

Pranzo all'aperto in un semplice ristorante in prossimità dell'Anfiteatro e poi visita al monumento, terminata la quale abbiamo ripreso le moto per dirigerci verso Monastir, ultima meta del nostro tour in Tunisia, per pernottare nell'Hotel Vime Helya Beach.

Dopo oltre 800 km di moto su strade spesso polverose ed una notte praticamente passata in bianco all'Hotel Didi Driss di Matmata era assolutamente necessario un po' di riposo ed una SUPER – MEGA – DOPPIA – DOCCIA bollente!!!!!

Quando ci si rilassa poi si vede tutto più bello ed è stato proprio la sera stessa che ho cominciato a ripensare con piacere all'esperienza veramente insolita fatta a Matmata!
Dopo la cena abbiamo chiacchierato un po' per scambiarci le nostre impressioni, e poi ci siamo salutati in quanto il giorno dopo ci saremmo divisi: alcuni infatti tornavano in Italia, altri sarebbero rimasti per una breve vacanza al mare, mentre io e Carlo saremmo andati ad Hammamet per pernottare in attesa del traghetto del sabato.

NOTA: prima di partire avevo dato uno sguardo alle recensioni delle strutture ricettive scelte da Motovacanze.it ed ero rimasto stupito dai giudizi completamente contrastanti: o ottimo, oppure pessimo! Tolto l'albergo non classificabile di Matmata personalmente le ho trovate in linea con il prezzo pagato e di un livello decisamente accettabile. Il viaggio è avvenuto in un periodo di bassa stagione, le strutture non erano quindi sovraffollate e può darsi che questo abbia elevato la qualità dei servizi erogati. 

Venerdì 22

Dopo colazione abbiamo raggiunto in moto il centro di Monastir e passeggiato tra i tanti negozi della medina ubicata all'interno delle antiche mura. Breve visita al mausoleo dedicato a Habib Bourguiba (fondatore della moderna Tunisia) e poi di nuovo in sella verso Hammamet percorrendo la bella strada panoramica che costeggia il mare.

Il resto del pomeriggio lo abbiamo passato passeggiando sul ben tenuto lungomare di Hammamet dove sono presenti moltissimi e ben forniti negozi, oltre a bar e ristoranti.

Sabato 23

Visto che il nostro traghetto partiva alle 23 abbiamo approfittato della giornata per visitare la zona ad ovest di Tunisi ed il centro della città.
Siamo partiti con calma dopo colazione in direzione di Bizerte (o Biserta), città a nord di Tunisi che si affaccia sul Mediterraneo, da dove abbiamo poi proseguito per Cap Blanc che è il punto più settentrionale dell'Africa. Questo tratto di costa è molto bello e ne abbiamo esplorato diversi chilometri fermandoci spesso per ammirare i paesaggi e scattare foto.

Nel primo pomeriggio siamo tornati a Tunisi e, dopo aver posteggiato le moto in un garage custodito del centro, abbiamo passeggiato tra le botteghe dell'affollata medina.
Dopo aver acquistato qualche ricordino (bisogna sempre trattare perché chiedono prezzi spropositati) abbiamo cenato all'aperto in un bel ristorante di fronte al Teatro Municipale prima di avviarci verso il porto de "La Goulette".

Abbiamo fatto il check-in e dopo poche formalità burocratiche ci siamo imbarcati praticamente in orario sulla motonave GNV che era in condizioni decisamente migliori di quella con cui eravamo giunti a Tunisi.

Domenica 24

Dormendo la notte è passata in fretta e così siamo giunti a Palermo domenica mattina verso le 8 convinti di ripartire dopo qualche ora per arrivare a Civitavecchia in tarda serata.

Mentre aspettavamo abbiamo scoperto che tutti i passeggeri dovevano espletare le formalità d'ingresso in Italia a Palermo. Erano infatti saliti a bordo due funzionari di polizia che in un salone a poppa della nave controllavano i documenti dei passeggeri (a Palermo non esiste un luogo coperto dedicato a questi controlli): prima a quelli che dovevano sbarcare a Palermo, e poi ai restanti che dovevano proseguire per Civitavecchia.
Visto il protrarsi delle operazioni (erano già passate 3 ore) nonostante il traghetto trasportasse solo 400 persone abbiamo chiesto notizie circa l'orario di partenza e …. l'amara sorpresa: il traghetto riparte alle 18.00, come da orario! 

Ma come . . . sul biglietto non c'è scritto, e nel sito si parla di 24 ore di viaggio! E non eravamo i soli ad essere convinti di arrivare domenica sera! 

Ci siamo rassegnati, tanto non c'era altro da fare che avvisare i famigliari!
Nonostante la lunghissima sosta il traghetto è riuscito a partire con un po' di ritardo per arrivare dopo un'altra nottata di navigazione a Civitavecchia verso le otto.

Lunedì 25

Finalmente siamo sbarcati dopo quasi 36 ore di permanenza sulla nave … mai più, mai più prenderò una nave italiana!

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In conclusione, mi sento di affermare che . . . è stato proprio un gran bel giro!

La Tunisia è un paese che sicuramente merita di essere visitato: il costo della vita è circa la metà del nostro, la gente è molto cordiale, non ci sono problemi di sicurezza, le strade sono in buone condizioni e ci sono tante interessanti attrazioni, sia storiche che paesaggistiche.

Complimenti a Motovacanze.it per l'organizzazione e l'assistenza; sicuramente con loro farò altri viaggi in moto perchè mi sono trovato veramente bene.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉