Un “Amico”, tanti viaggi insieme!

L'ho incontrato per la prima volta più di trent'anni fa e quando lo vidi m'intimorì: era, infatti, imponente, forte, maestoso e faceva veramente paura con la sua mole! Mai avrei immaginato che avremmo fatto così tanti viaggi insieme.

Ci siamo persi di vista per qualche anno; poi inaspettatamente l'ho incontrato di nuovo e siamo diventati amici per la pelle . . . direi quasi intimi.

L'ho studiato a fondo per qualche mese prima d'intraprendere il primo viaggio con lui. Ho scoperto così che era onesto, affidabile, non sì “ammalava” quasi mai e che, anche nelle situazioni più complesse, mi avrebbe sempre dato una mano a trovare la soluzione idonea per continuare il viaggio.

Abbiamo fatto centinaia di viaggi insieme, attraversato tutti gli oceani ed i deserti, esplorato i cinque continenti e visitato decine di città.

Mai una volta mi ha “tradito”!

In questi lunghi anni ho imparato ad interpretare il suo umore (è un simpaticone sempre allegro), a capire i suoi “acciacchi” dovuti forse all'età (ha solo trent'anni ma non sono pochi per uno come Lui che ha viaggiato così tanto) ed a percepire i suoi rari momenti di “malessere” che in genere vengono segnalati da degli avvisi premonitori che solo un suo “amico” è capace d'interpretare correttamente.

In rare occasioni, quando non c'erano strutture idonee, l'ho anche curato personalmente! Piccole cose . . . . e Lui mi ha sempre ringraziato facendomi raggiungere la meta del viaggio.

Insieme abbiamo visto centinaia di tramonti, stupende aurore boreali e le più belle albe che si possono vedere in giro per il mondo.

Con Lui ho affrontato temporali, cicloni, violente nevicate e temperature estreme: non si è mai lamentato . . . . .

Recentemente ha dei problemi e perciò gli toglieranno il visto d'ingresso per certi Stati. Sarò quindi costretto a lasciarlo per trovarmi un nuovo compagno di viaggio: ma dove lo trovo un altro “Amico” come Lui?

Allora ho preso una decisione . . . . . . . smetto di “viaggiare”! Una trentina d'anni bastano ed avanzano.

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P.S.: si può parlare di una macchina come di un amico? Secondo me si, specie se hai “convissuto” con Lui per trentadue anni!

Questo "ricordo l'ho scritto nel 2002, poco prima di lasciare il lavoro; l'Amico di cui parlo è l'aeroplano ritratto nella foto L'amico è un aeroplano

Un vecchio B747 Alitalia

Foto di matt.hintsa

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Questo mio vecchio scritto era pubblicato in un sito che oggi non c'è più; la storia del "recupero" l'ho raccontata qui Il recupero degli scritti

Il salvataggio (o backup) dei dati

Non aspettatevi suggerimenti su come effettuare un corretto salvataggio o backup dei dati perché quella che vado a raccontarvi è solo una semplice storia di rapporti virtuali, ma "umani", relativa ad alcuni files – per me molto significativi – che si erano persi, ma che è stato possibile recuperare!

Tempo fa, in un particolare momento della mia vita denso di eventi importanti, scrissi alcuni racconti che furono pubblicati nel web.

Era il 2002 ed i resti delle Torri Gemelle abbattute dai terroristi ancora fumavano; all'epoca lavoravo per una compagnia aerea e, svolgendo una mansione destinata ad essere soppressa perché superata dalle nuove tecnologie, avevo capito che per me ci sarebbe solo stato un futuro da pensionato!

Nel periodo precedente al mio licenziamento ero impiegato solo saltuariamente e così, avendo molto tempo a disposizione ed essendo affascinato dal web, cercavo di capirne i meccanismi per realizzare qualche piccolo progetto; inevitabilmente scoprii Html.it (il sito italiano allora più famoso dedicato ad internet e le sue applicazioni) dove conobbi virtualmente un certo "fradefra", allora moderatore del forum Motori di Ricerca e Web Marketing.

Dopo un po' di "scazzi" per mie gravi inosservanze delle regole del forum, con fradefra entrammo in buoni rapporti, tanto che diedi un piccolo contributo ad un suo progetto realizzato in "Flash"; successivamente gli inviai anche alcuni miei racconti per pubblicarli in un nuovo suo sito dedicato ai viaggi (di qualsiasi genere, anche immaginari) che si chiamava "Atollo Web".
All'epoca (parliamo di 10 anni fa quando le tabelle di layout imperversavano) il sito Atollo Web (che ripeto oggi non esiste più) aveva a mio parere una struttura fantastica, direi quasi micidiale: pagine leggerissime con una grafica minima, layout basato sull'uso dei tag <div> (quindi senza tabelle) e tutti i codici di formattazione raccolti in un css esterno! Inoltre, veniva usato il posizionamento assoluto dei vari <div> in modo da dare in pasto ai motori di ricerca il "meglio" sempre per primo!
Credetemi, ancora oggi una simile architettura è una bomba e funziona alla grande!

Da bravo "scopiazzatore mai inventore" presi spunto da quel sito per realizzare un template tutto mio apportando dei miglioramenti suggeriti dal W3C sull'uso delle classi; inoltre riuscii anche a ridurre ulteriormente il peso delle pagine lavorando soprattutto sulle immagini utilizzate per il layout: il risultato fu un sito che mi diede grandi soddisfazioni perché si rivelò una vera e propria "macchina da guerra per il posizionamento" grazie alla quale riuscii a scalare su Google ricerche importanti, tanto per fare un solo esempio significativo, come SQL: si, mi riferisco proprio a "sql" come ricerca secca, seguita ovviamente da un mare di altre chiavi correlate – la famosa coda lunga.

Passano gli anni, cambiano gli interessi, e quando qualche giorno fa, dovendo replicare ad una discussione in un forum dedicato al mototurismo (attività che mi piace da morire), ho cercato un mio scritto che ricordavo pubblicato su Atollo Web per linkarlo … sorpresa: il sito non esiste più!

Faccio delle ricerche, provo anche con Archive.org, ma niente: i miei amati racconti sono spariti dal web!

Ok, mi sono detto, don't panic: sicuramente i file li avrai salvati da qualche parte; un backup deve esserci per forza!

Ho cercato nel mio attuale Mac in cui conservo una copia anche di vecchi progetti, ho spulciato nel quasi defunto Sony Vaio, ho guardato in un Hard Disc esterno che uso per salvare un po' di tutto ed in vari vecchi CD di backup: niente … ca$$o me li sono persi!

E così non mi rimaneva di provare a contattare fradefra per scoprire se per caso li avesse ancora lui. 

Gli ho scritto, mi ha risposto subito e dopo un solo giorno … et voilà, mi ha fatto avere i miei vecchi scritti che aveva provvidenzialmente conservato!

Morale della favola: bisogna salvare sistematicamente i file facendo backup programmati, ma poi è anche necessario non perdere i backup altrimenti è tutta fatica sprecata!

Comunque, a prescindere dai salvataggi dei file, conviene sempre mantenere dei buoni rapporti con tutti in modo da poter chiedere aiuto anche a persone conosciute solo virtualmente!

Per concludere: un grosso grazie a fradefra per avermi dato la possibilità di ripubblicare i miei scritti di "ricordi" .

P.S.: da domani li rimetto online, ma piano piano tanto non c'è fretta backup dati

Il salvataggio (o backup) dei dati

Lettera aperta ai dirigenti del Partito Democratico

All'inizio del 2009, quando Walter Veltroni lasciò la segreteria del Partito Democratico, scrissi una "lettera aperta" ai dirigenti del PD che poi mi rimase nel computer; facendo un po' di pulizia di fine anno l'ho ritrovata, l'ho riletta e siccome mi è sembrata ancora più attuale la pubblico oggi, ultimo giorno del 2010!

Cari dirigenti del PD,

non c'è ombra di dubbio che il Paese abbia bisogno di un movimento democratico, ma quello attuale riconducibile al Partito Democratico purtroppo non ha successo perché non soddisfa le aspettative degli elettori, non li rappresenta ed infatti alle elezioni non raccoglie mai sufficienti voti.

A voi dirigenti vorrei solo chiedere: perché continuate a farvi tante seghe mentali quando invece basterebbe porsi qualche semplice domanda? Provo a suggerirvene qualcuna; chissà, magari il PD perde preferenze …

  • forse perché non ha una linea comune su niente?
  • Forse per la presenza di troppi "corpi estranei" nel partito (ma che c'entra uno come Francesco Rutelli* con un Partito Democratico)?
  • Forse perché a livello locale le amministrazioni governate dal PD sono spesso una vera e propria schifezza?
  • Forse perché non propone mai nulla di nuovo?
  • Forse perché Voi dirigenti inseguite le idee del Governo, tentando quasi d'imitarlo?
  • Forse perché sembrate collusi con il potere in quanto sempre pronti ed in prima linea a difendere la "casta"?
  • Forse perché siete sempre gli stessi da troppi anni?

Insomma, perché votarvi?

Cari dirigenti del PD, possibile che queste domandine semplici semplici non vi siano mai passate per la capoccia?

A me sembra che ormai siete talmente distanti dalla realtà del Paese da non rendervi neanche più conto delle necessità della gente che, se non vi vota, si vede che ha dei buoni motivi per preferire altri!

Salutoni, e magari provate anche a farvi un giretto al mercato o in una fabbrica

* Francesco Rutelli lasciò il PD a fine ottobre 2009

Che dire, vedendo quello che sta succedendo a fine 2010 forse ci avevo preso! 

Se le nuove leve vanno a cena a casa del Premier, perché stupirsi dei comportamenti dei "vecchi"?

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Buon Ferragosto

Buon Ferragosto a tutti,

ai belli e ai brutti,

ai buoni ed ai cattivi,

agli alti ed ai bassi,

a quelli di destra e di sinistra,

agli stupidi ed agli intelligenti,

ai ricchi ed ai poveri,

ai disoccupati ed agli occupati,

ai liberi ed ai reclusi,

ai furbi ed ai fessi,

ai veloci ed ai lenti,

ai grassi ed ai magri,

agli antipatici ed ai simpatici,

agli odiosi e ai gradevoli,

ai fastidiosi ed ai piacevoli,

ai gentili ed agli sgarbati,

ai cortesi ed ai maleducati,

ai cordiali e agli scostanti,

ai divertenti ed ai noiosi,

ai bugiardi ed ai sinceri,

agli impostori ed ai galantuomini,

ai felici ed ai tristi,

ai solitari ed ai socievoli,

agli aspri ed ai teneri,

insomma  . . .  buon Ferragosto; e se vi va continuate la lista  

 

 

Raduno Fiat 500 a Garlenda

Da circa un anno posseggo una Fiat 500L del 1970 completamente restaurata e così, da iscritto al Fiat 500 Club Italia, avevo deciso di partecipare al XXVII Meeting Internazionale e prenotato un albergo ad Alassio, città molto vicina a Garlenda, sede del club e del raduno.

Vista la notevole distanza (quasi 620 km) sono partito, insieme ad un'altra persona che mi accompagnava, il giovedì mattina molto presto in modo da avere tutta la giornata a disposizione per effettuare varie soste in quanto la mia 500, essendo completamente originale, non consente di mantenere velocità elevate. Inoltre l'auto non è certamente silenziosa e comoda, per cui ogni tanto è necessario fermasi per riposarsi e sgranchirsi.

Poco traffico e molto caldo sono le uniche note per il viaggio d'andata che è durato oltre 9 ore. Arrivati ad Alassio ci siamo sistemati nel B&B Hotel VILLA BANKSIA  situato in una zona molto tranquilla proprio al centro della città, e poi siamo usciti per una rilassante passeggiata.
Alassio è una cittadina simpatica e ben tenuta; non c'era molta gente, peccato solo che la vista del mare è impedita dalle orrende cabine degli stabilimenti balneari che deturpano tutto il litorale.

Riflessione 1: non capisco la pessima abitudine tutta italiana degli stabilimenti balneari che impediscono il libero accesso a beni comuni come la spiaggia ed il mare. A volte mi chiedo: ma negli altri paesi come faranno? A Santa Monica, oppure ad Ipanema o Copacabana, oppure a Nizza perché le persone non hanno la necessità dei servizi offerti dagli stabilimenti? Perché si può passeggiare per chilomtri godendo liberamente di viste spettacolari? In genere negli altri paesi non ci sono costruzioni tra la strada litoranea ed il mare: perché solo da noi sono stati costruiti miliardi di metri cubi d'appartamenti inutilizzati a deturpare i paesaggi? Bohhh, un'altro dei tanti misteri italiani!

Dopo una gustosa cenetta a base di un ottimo ed abbondante fritto di pesce, insalata, patate fritte ed un fresco vino bianco leggermente frizzante finalmente una bella dormita ristoratrice pensando all'evento del giorno dopo . . . il mitico raduno di FIAT 500 a Garlenda!

La mattina di venerdì ci siamo avviati verso Garlenda, ho completato l'iscrizione ricevendo i gadget previsti e poi … è arrivata la prima "mazzata": il museo della 500! Non mi aspettavo certo una cosa così misera; con la 500 che sfoggia l'insegna "unicef" addirittura piena di ruggine ed in pessime condizioni; è stata veramente una grossa delusione!
Per la mattinata era prevista solo la premiazione di un concorso dedicato a bambini, e così, dopo aver visitato il mercatino ancora in allestimento, ho deciso d'impiegare il tempo in attesa delle 14,30, ora prevista per la partenza di un'escursione panoramica ad Andora, per effettuare una visita della costa.

Sono tornato al Parco Villafranca – sede del raduno – per l'ora di pranzo perché volevo fare uno spuntino: pessima idea in quanto l'unica cosa disponibile era della pizza rossa veramente cattiva! Pazienza mi son detto, mi rifarò stasera negli stand gastronomici dove saranno disponibili chissà quali prelibatezze!

Alle 14.30 si è formata la colonna ed ho capito subito l'aria che tirava perché è stata imboccata una strada stretta, tortuosa e dall'asfalto in pessimo stato che si snodava tra montagne disabitate! Ed infatti, come avevo ipotizzato, senza un servizio di staffette, qualcuno ha iniziato a correre. Pur andando molto piano su un tornante mi sono trovato davanti una macchina che proveniva in direzione opposta, e così ho proseguito con ancora più attenzione fregandomene degli altri che si allontanavano. Finalmente siamo arrivati in un parcheggio sulla costa dove era prevista la sosta per … bagno in mare! OK, capito, ce ne siamo andati insieme a molti altri con l'idea di riaffacciarmi al  Parco Villafranca per la cena e l'intrattenimento.

Verso le 19 eravamo di nuovo al Parco, ma non sembrava che ci fosse un gran movimento; abbiamo fatto presente alcune  lamentele per la gita del pomeriggio ad un responsabile il quale si è giustificato dicendo che il percorso era stato scelto per evitare strade troppo trafficate! Come, come, come? Un Club nazionale che conta oltre 16.000 iscritti organizza un meeting internazionale è poi fa transitare le macchine dove non c'è nessuno! Bohhh, è la prima volta che sento una cosa del genere, eppure partecipo in moto a decine di raduni con centinaia di veicoli presenti!

Comunque, abbiamo aspettato con pazienza la ritardata apertura degli stand gastronomici e poi, dopo aver visto che bisognava fare una lunga fila per pagare (c'era una sola cassa per il bar ed i vari stand che offrivano due tipi di pasta ed alimenti quasi tutti surgelati) ce ne siamo andati molto delusi; abbiamo cenato in un ottimo ristorante di Alassio spendendo meno di 20€, serviti e seduti all'aperto in un ambiente tranquillo, fresco e non polveroso come la sede del raduno Fiat 500 di Garlenda!

Ormai si era rotto il feeling, la delusione era stata troppo grande! Per il giorno dopo – visto il programma – ho deciso di abbandonare l'evento per recarmi a visitare Montecarlo e Nizza.

Piano, piano, con il tettino aperto in una splendida giornata estiva siamo arrivati a Montecarlo e poi nella vicinissima Nizza.

La sensazione che si prova attraversando la frontiera è bellissima perché d'incanto spariscono le buche nelle strade, finiscono gli inutili cartelli stradali con divieti ed avvisi assurdi, e tutto appare ben organizzato e pulito! E poi il traffico è scorrevole, i parcheggi si trovano senza problemi e le indicazioni sono intuitive e ben leggibili. Perché da noi non è così?

Abbiamo pranzato sul lungomare di Nizza spendendo una cifra "normale", e comunque commisurata al cibo, all'ambiente ed al servizio offerto. Dopo una bella passeggiata abbiamo ripreso la macchina per tornare verso Alassio e poco prima d'imboccare l'autostrada il panico … un rumore forte proveniente dal motore … sbang, track, sbong, sdeng! Ohhh cavolo, che cosa è successo?

La puleggia della dinamo, una schifosissima puleggia di lamiera stampata era praticamente esplosa lasciandoci in mezzo alla strada. Vicino c'era una stazione di servizio a cui mi sono rivolto per informazioni; il gestore ha gentilmente fatto qualche telefonata avvisandomi che il sabato e la domenica in Francia è tutto chiuso e che la macchina sarebbe stato possibile ripararla solo il lunedì. Ho anche provato presso una vicina concessionaria d'auto, e dopo aver avuto conferma che c'era ben poco da fare ho deciso di tornare in treno ad Alassio per trovare i pezzi necessari per la riparazione che avrei eseguito da solo.

Riflessione 2: nonostante l'inconveniente sono stato felice dell'esperienza perché mi ha costretto ad utilizzare dei treni locali; cambiando convoglio a Ventimiglia ho potuto così constatare la differenza che c'è tra un paese civile ed uno del terzo mondo … si scende da un treno pulito e con l'aria condizionata, si attraversa un marciapiedi e si sale su un treno sporco e puzzolente, dove fa un caldo pazzesco e che viaggia sempre in ritardo. 

Nell'attesa ho provato anche contattare il Club per vedere se potevano darmi assistenza … c'era una segreteria telefonica che invitava a recarsi al Raduno! Non avevano neanche attivato un trasferimento di chiamata, né previsto un numero per l'assistenza . . . un'altra scoperta che, dopo aver visto l'organizzazione, onestamente non mi ha sorpreso più di tanto!

Arrivato ad Alassio ho preso un taxi che mi ha portato a Garlenda (una decina di chilometri, 10 minuti) in tempo per acquistare il ricambio nel mercatino allestito per la manifestazione: sono stato letteralmente "spennato", ma in simili situazioni c'è ben poco da fare!

Alle 20 eravamo già a cena: la giornata era stata molto movimentata, ma ci aveva permesso di scoprire cose molte interessanti e di verificare alcune differenze tra i servizi disponibili in un paese moderno come la Francia, e quelli italiani.

La domenica mattina abbiamo preso il primo treno utile per raggiungere Nizza, ho riparato in pochi minuti la macchina e poi siamo tornati indietro. Non ho partecipato al "Grande Carosello INDIANAPOLIS e mini giro" previsto dal programma del meeting per le ore 11 in un ippodromo (si, proprio un ippodromo), ma onestamente non me ne è fregato nulla.

Per pura curiosità mi sono riaffacciato alla sede del raduno verso l'ora di pranzo, ma verificato che ormai c'era poca gente ed una mesta aria di smobilitazione me ne sono andato con l'idea di non tornare mai più.

Ho passato il pomeriggio sul lungomare della vicina Albenga, poi la cena ed il lunedì il lungo viaggio di ritorno verso casa che si è svolto, come all'andata, su strade poco trafficate.

Considerazioni finali:

il meeting non mi è piaciuto per nulla e tanto meno mi è piaciuta l'organizzazione, e per tale motivo alla fine dell'anno non rinnoverò l'iscrizione al Fiat 500 Club Italia.

La gita, oltre a farmi visitare un'altra regione, mi ha permesso di avere un'ulteriore conferma dello stato in cui si trova l'Italia! La televisione racconta di turismo in aumento, di strade intasate da milioni di veicoli che portano nel nostro paese una moltitudine di turisti: io vedo solo strade dissestate, lavori che non terminano mai e pochi turisti in giro. Le code a volte ci sono, ma si trovano sempre nei soliti punti (ad esempio a Firenze) perché causate da incidenti innescati dai cantieri ormai aperti da molti anni e di cui non si riesce mai a vedere la fine! Non prenoto neanche più gli alberghi, tanto il posto si trova sempre . . .

Ho problemi ha trovare un nuovo Club di auto storiche che mi accolga! Tantissimi circoli ed associazioni infatti non accettano i proprietari di Fiat 500 perché li ritengono "smanettoni strombazzanti" che si presentano con auto, che pur iscritte ASI, sono spesso modificate o comunque senza i requisiti minimi di originalità. Sono comunque fiducioso e spero di trovare presto un club "serio" che accetti la mia iscrizione consentendomi finalmente di partecipare a qualche manifestazione ben organizzata!

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Gita a Sora con brutta esperienza

Oggi e domani (27 e 28 febbraio 2010) a Sora (FR) c’è la 21° Mostra Scambio dedicata ad auto, moto, ricambi ed accessori d’epoca.

Poiché possiedo un paio di ferri vecchi (una Fiat 500 L del 1970 già ASI ed in attesa della Targa Oro, ed una BMW K1100LT già pronta per essere iscritta al registro storico) stamattina mi sono alzato presto per recarmi alla mostra in quanto mi occorrevano alcune cose. Ho preso il mio Silver Wing 600 dotato di un capiente bauletto e mi sono avviato verso la cittadina ciociara dove non ero mai stato (forse c’ero passato una volta la scorsa estate). 

Non avendo alcuna fretta, ed essendo presto, me la sono presa comoda tanto che ho percorso – invece dell’autostrada – la via Casilina. Arrivato a Sora mi ha lasciato subito perplesso il luogo dove sono ubicati i locali della fiera: in un centro abitato e con pochi parcheggi! Bohh, con tanta terra incolta che c’è tutto intorno sono andati a fare una Fiera proprio nel luogo meno indicato – ho pensato.

Comunque, la fiera aveva appena aperto e c’erano molti parcheggi liberi tanto che ho posteggiato lo scooter proprio vicino all’ingresso, all’interno di strisce bianche ed insieme ad altre auto – a mio parere un parcheggio perfetto!

Ho riposto il casco nel bauletto, bloccato la ruota posteriore con la catena e poi sono andato in un bar a prendere un caffe.

Fatto il biglietto sono entrato nella Fiera che, come quel poco che ho visto della città di Sora, mi ha subito deluso perché è in uno stato di cattiva manutenzione; i padiglioni, tolto solo uno nuovo ubicato sul lato opposto all’entrata, praticamente sembrano più baracche fatiscenti che punti vendita.

Ho comunque iniziato il mio giro alla ricerca dei pezzi che mi servivano, ma ho subito notato che molti commercianti che avevo conosciuto in altre mostre dello stesso tipo erano assenti. Ho acquistato un paio di cosette e poi, non avendo trovato quello che mi serviva, mi sono avviato verso l’uscita. 

Arrivato allo scooter ho trovato la sorpresa: una multa per violazione art. 158 del Codice della Strada (sosta in spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide)!

Stupito mi sono guardato intorno e per terra: c’era una bella striscia bianca ottimamente visibile e non c’erano assolutamente cartelli! Mi sono detto: ma come è possibile una cosa del genere! Sicuramente è un errore! Ho guardato le altre auto parcheggiate ed erano state anche loro multate, e così ho risalito la fila fino ad arrivare ad un cartello che segnalava il parcheggio dedicato agli invalidi: era praticamente davanti al bar dove avevo fatto colazione, a circa 100 mt da dove avevo posteggiato.

Convinto che la multa fosse frutto di un errore, e dopo aver ricontrollato l’assenza delle strisce gialle, mi sono recato al Comando della locale Polizia Municipale sicuro che mi sarebbe stata tolta.

Arrivato alla Stazione (gli uffici e lo sportello per le conciliazioni si trovano alla stazione ferroviaria) ho esposto i fatti all’addetta che era allo sportello la quale mi ha risposto che la multa era regolare perché il cartello verticale è presente, e che se volevo potevo fare ricorso.
Nel frattempo erano sopraggiunte le due vigilesse che avevano redatto il verbale che mi hanno ribadito che la multa era regolare perché quello che fa fede è la segnaletica verticale in quanto quella orizzantale (le strisce gialle per capirci) sono facoltative; inoltre, in assenza di ulteriore segnalazione il divieto vale dal punto dove è collocato il cartello fino all’incrocio successivo!
Morale della favola … in poche parole mi hanno fatto capire: lo sappiamo che le strisce non ci sono, ma questa è la legge, per cui paga ed impara il Codice della Strada.

Ovviamente ho conciliato, anche per evitare le gravose spese di spedizione della multa, sborsando 78 euro e fornendo i dati per la decurtazione di 2 (due) punti sulla patente, ma questa brutta esperienza vissuta a Sora mi ha veramente lasciato l’amaro in bocca. 

Personalmente sono sempre molto attento a non creare difficoltà agli invalidi e non ho MAI, ripeto MAI, posteggiato un veicolo negli spazi a loro riservati. Onestamente non capisco il modo di applicare le leggi in questo maniera, attaccandosi cioè a cavilli che solo una burocrazia elefantiaca come quella Italiana può prevedere.

A mio parere stamattina ho posteggiato lo scooter in un’area che chiunque avrebbe intesa come NON vietata perché identificata da strisce bianche; gli spazi dedicati agli invalidi sono – per quello che è la mia esperienza – SEMPRE identificati da linee gialle ed i cartelli generalmente segnalano 1 o 2 posti, e mai un’intero lato di una strada che per giunta ha pure lo spazio di sosta delimitato da strisce bianche! 

Mi ci vorrà un po’ di tempo per sbollire la rabbia causata da questa vicenda che io ritengo una vera e propria violenza; faccio comunque gli auguri alla città di Sora perché necessita di miglioramenti; solo che difficilmente potrà risollevarsi se spera di farlo racimolando quattro soldi infliggendo multe ai turisti: cari amici di Sora, oggi avete guadagnato 78€, ma avete perso per SEMPRE un potenziale visitatore! Vi faccio solo un esempio: volevo fermarmi per pranzo in un ristorante della zona, ed invece me ne sono andato arrabbiato e deluso e non tornerò MAI più!

Per fortuna che oggi c’è internet per cui è difficile raccontare balle impunemente; le seguenti immagini le ho recuperate da Google Street View; guardate la segnaletica orizzontale come era quando furono fatte le riprese; oggi le strisce gialle non ci sono, mentre sono rimaste quelle bianche ed il cartello vicino al bar.

Panoramica entrata Fera di Sora

Una panoramica dell’ingresso alla Fiera di Sora

Luogo del mio parcheggio

Luogo del mio parcheggio – ricordo che era uno scooter

Dettagli della zona

Questa la situazione, notare i dettagli

Vista del cartello

E questo è il famoso cartello


Visualizzazione ingrandita della mappa

Sono a dieta

Molti di voi si staranno chiedendo … come mai Luciano ormai da tempo non pubblica più una ricetta? Il motivo è semplicissimo: sono a dieta strettissima perché il solo pensiero del cibo mi fa ingrassare!

Non sono stato mai un grosso mangione perché ho avuto fin da bambino la tendenza ad ingrassare, e così praticamente tutta la mia vita è stata una dieta.
Andando avanti con gli anni, nonostante gli sforzi e la riduzione graduale del cibo, ho iniziato a mettere su lentamente, costantemente, ma inesorabilmente chili su chili fino a superare abbondantemente la barriera del quintale.

Da qualche mese avevo ridotto parecchio grassi, pane, alcoolici, zuccheri, dolci … ma niente! I chili continuavano ad aumentare insieme alla "panza" che, crescendo e rilasciandosi, ormai m’impediva di muovermi agevolmente.

Siccome le riduzioni parziali e/o le diete seguite per qualche settimana non sono servite praticamente a nulla ho preso la classica decisione drastica e mi sto sottoponendo ad una dieta ferrea, tutti i giorni senza eccezioni!
Praticamente mangio poco pane, tanta verdura e acqua a volontà, ma rigorosamente senza condimento!

Siete curiosi di conoscere che cosa ingurgito durante una giornata? Vi accontento subito illustrandovi in dettaglio la mia dieta:

Colazione:

  • 150 gr di latte scremato senza zucchero (poco più di mezza tazza) con caffè o orzo a volontà

Spuntino delle 10:

  • 1 frutto o una spremuta

Pranzo:

  • 100 gr (a crudo) di pasta o riso
  • Verdure di stagione (no legumi, no patate) a volontà

Merenda:

  • yoghurt magro 125 gr,
    – oppure latte scremato 125 gr
    – o frutta 200 gr

Cena:

  • formaggio magro (mozzarella, Bel Paese, Stracchino, provola fresca) 100 gr
    – oppure 150 gr di carne magra
    – oppure 180 gr di pesce
  • pane 60 gr
  • Verdure di stagione (no legumi, no patate) a volontà
 
Sono PROIBITI: prosciutto crudo (anche se magro), uova, cibi elaborati, cibi piccanti, soffritti, sughi complessi, insaccati, salumi, carni grassi, formaggi grassi, pesci grassi, dolciumi in genere, farinacei, vino, super alcolici e tutte le altre cose buone e saporite che piacciono a tutti!
 
Sono AMMESSI: odori, limone, pomodoro fresco e pelati a volontà. Inoltre è consentito un po’ d’olio (usato però a crudo) pari a 30 gr in TUTTA la giornata (praticamente tre cucchiai da tavola per condire tutti i pasti). Sale … poco!
 
Devo dire che i risultati sono incoraggianti perché dopo pochi giorni ho iniziato a perdere peso. Ogni settimana riporterò nei commenti il peso che controllerò periodicamente.
 
Per vostra info ho verificato il peso il 21 luglio, prima d’iniziare questa dieta, ed era: 101,200 kg.
La dieta non l’ho inventata io; mi è stata prescritta da un medico del servizio dietetico di una struttura ospedaliera ASL.
 

Cibo proibito nella dieta

Le squisite pappardelle al cinghiale non sono ammesse nella mia dieta!

Italiani fascisti e razzisti (!?)

In Italia per legge non si può essere fascisti; e quindi non si può parlare bene del Fascismo, non si possono condividerne le scelte politiche e di metodo e non si possono giustificarne gli operati.

Io mi sono diplomato nel 1970 e quindi ho vissuto il periodo del ’68, le conquiste della classe operaia negli anni ’70 (ad esempio, lo Statuto dei Lavoratori), il boom economico degli anni ’80 (la Milano da bere del periodo craxiano), e poi la "Tangentopoli" del ’92.

Benito MussoliniHo sempre sostenuto – e sostengo tutt’ora – che il Fascismo non fu una dittatura e che il Duce, il Cav. Benito Mussolini, diventò il capo supremo del Popolo italiano perché così voleva la stragrande maggioranza della gente; così come ho sempre negato l’esistenza di un significante movimento di resistenza interno durante gli anni del ventennio fascista. Con quest’ultima frase non voglio dire che non esistessero degli oppositori, ma solo che erano uno piccolo insignificante gruppetto d’intellettuali in assoluta minoranza; in parole semplici pochi "disfattisti, pessimisti comunisti" che non condividevano le scelte politiche ed il volere della maggioranza del popolo.

Ma qual è la ragione di questa mia convinzione?

Più che le letture mi ha convinto il fatto che parlando con tante (credetemi, veramente tante) persone anziane difficilmente ho trovato degli antifascisti (per dovere di cronaca ricordo solo qualche ebreo di cui uno in particolare che mi mostrò il numero di matricola tatuato su un braccio mentre con le lacrime agli occhi mi raccontava le atrocità che aveva visto nei campi di concentramento); tutti mi hanno sempre descritto uno Stato dove ogni cosa funzionava e tutti erano felicemente occupati, con i treni che arrivavano sempre in orario e soprattutto senza delinquenza  …  <<si poteva dormire con la porta aperta!>>.

Praticamente l’Italia fascista me l’hanno raccontata come un paradiso terrestre con cibo in abbondanza, assistenza sanitaria ed una confortevole casa per chiunque. E poi la grandezza dell’Impero con tutto il bene che gli italiani hanno fatto nelle colonie d’Africa: strade, ponti e civiltà erogati gratuitamente ad esseri arretrati ed incivili tanto che si cantava:

Se tu dall’altipiano guardi il mare,
Moretta che sei schiava fra gli schiavi,
Vedrai come in un sogno tante navi
E un tricolore sventolar per te.

Faccetta nera, bell’abissina
Aspetta e spera che già l’ora si avvicina!
quando saremo insieme a te,
noi ti daremo un’altra legge e un altro Re.

(Ascolta la canzone)

Manifesto di propaganda fascistaL’unica cosa che tutti mi hanno sempre detto è di aver rimproverato al Duce di "aver fatto la guerra"; mai, ripeto MAI, ho sentito una parola di critica verso l’abolizione dei partiti, la riduzione delle libertà individuali, l’introduzione delle leggi razziste oppure l’indottrinamento del giovani organizzati, ad esempio, in Balilla o Figli della Lupa dalle istituzioni fasciste (Opera Nazionale Balilla, Gioventù italiana del littorio, etc).

Questa esperienza è stata per me un’ulteriore prova che in quegli anni il movimento fascista fu straordinariamente forte  tanto che, godendo di un consenso popolare enorme, potè governare incontrastato per oltre vent’anni l’Italia. Attenzione, non sto negando l’aspetto totalitario del regime, ma solo affermando che le decisioni prese dal Capo Supremo (Il Duce) furono sempre completamente condivise dal popolo italiano.

Qualche anno fa, per il solo fatto di sostenere che il Fascismo non fu vera dittatura (inteso come regime assoluto dispotico imposto con forza da un dittatore), venivo additato come fascista, uomo di destra, anticomunista ed antidemocratico. Pazienza … il tempo è galantuomo!

Gli italiani hanno tante caratteristiche positive, ma ne hanno anche alcune negative che sono devastanti per la vita politica dell’Italia. Ad esempio sono ignoranti (non amano leggere, studiare, informarsi), dimenticano troppo rapidamente e sono sempre disposti a perdonare.

Berlusconi insieme CraxiPassano gli anni … e così, dopo tangentopoli e la crisi dei partiti classici, gli italiani iniziano a scordare i nomi dei tanti politici coinvolti negli scandali, cominciano a stufarsi dei troppi partiti che affollano le liste elettorali, ma soprattutto perdonano i tanti pregiudicati e piduisti che si ripresentano sul palcoscenico politico italiano riciclati in nuovi partiti che promettono sicurezza, meno tasse, lavoro per tutti ed efficienza nei servizi pubblici.

Intanto si dimissiona qualche giornalista non allineato, si rinsalda una solida intesa con i maggiori banchieri, petrolieri ed imprenditori italiani, si fanno leggi per depenalizzare alcuni reati, si permettono operazioni finanziarie prima illecite e così si arriva al periodo attuale in cui io vedo molte analogie con il ventennio fascista: voluto dal popolo, che lo ha democraticamente e coscientemente eletto per la seconda volta, ora abbiamo un capo del governo che in tanti atteggiamenti a me ricorda Mussolini.

Decisionismo, disprezzo per il Parlamento ritenuto solo un intralcio, leggi ad personam promulgate per impedire procedimenti penali, continui richiami al comunismo (morto e sepolto da ormai venti anni – il Muro di Berlino crollò nel 1989), ossessivo apparire in tutte le manifestazioni ed eventi – anche tragici, atteggiamento da macho sciupafemmine sempre in forma e circondato da giovani belle donne, bugie su innumerevoli situazioni (dall’Alitalia alla bruttissima storia della ragazza che lo chiama "papi"), impegni quasi mai mantenuti, abitudine a scaricare la colpa sugli altri oppure su eventi eccezionali, dichiarazioni compromettenti regolarmente smentite (questo Mussolini per la verità non lo faceva) ed accuse continue ai suoi avversari di catastrofismo, pessimismo e disfattismo.
Recentemente poi si sono sentite anche frasi come: "siamo il ventre molle dell’Europa", "i musi gialli", "organizzazione internazionale inutile" che tanto ricordano il linguaggio in uso nel ventennio.

Di fronte alle decisioni prese ed ai comportamenti del Capo del Governo come hanno reagito gli italiani?

I sondaggi effettuati anche dall’opposizione dimostrano che l’indice di gradimento del Governo e del suo Capo è altissimo, in aumento, praticamente a livelli "bulgari"; è anche successo che alcune vicende moralmente condannabili – che in altri paesi avrebbero causato le dimissioni dell’esecutivo – da noi invece hanno generato un aumento del consenso verso il Premier.

In poche parole gli italiani hanno il capo che volevano e ne approvano incondizionatamente l’operato!

A mio parere basta essere contro una società multietnica e condividere leggi dirette a limitare le libertà personali (ad esempio la libertà di morire – caso Eluana Englaro rapidamente dimenticato) per essere razzisti e fascisti; siccome però il mio pensiero non conta niente di fronte al volere della stragrande maggioranza della gente, me ne sto buono buono a scrivere queste cazzate mentre mi preparo ad emigrare in un paese democratico, sperando che mi accolga come rifugiato politico senza rispedirmi in Italia.

"Italiani, questa è l’epoca nella quale bisogna sentire l’orgoglio di vivere e di combattere!"


Una nota di buon umore: qualche tempo fa l’On. Clemente Mastella rispondendo a chi gli chiedeva perché cambiasse spesso schiaramento rispose più o meno così: "non sono io che cambio, io sto sempre al centro: sono gli altri che si spostano".
A me qualche anno fa davano del fascista, oggi invece mi bollano come comunista … vuoi vedere che sono come Mastella?

Avvertenza: gli insulti al sottoscritto sono liberi, ma per favore non offendete altre persone e non inserite commenti razzisti altrimenti sarò costretto ad applicare una censura di tipo fascista/comunista.

Ristrutturazione del Colosseo

Il ColosseoA Roma ci sono tanti antichi edifici che si trovano in un penoso stato di abbandono: perché non riportarli all’antico splendore

Qualche giorno fa sono passato dalle parti del Colosseo e mi ha fatto molta tristezza vederlo così degradato, ridotto ad un monumento fotografato da milioni di turisti che neanche ne conoscono la lunga gloriosa storia.

Io penso che il Colosseo andrebbe ristrutturato; con una modesta spesa si potrebbero ricreare l’arena, i posti per gli spettatori e realizzare moderni servizi per gladiatori, attori e spettatori.

V’immaginate come sarebbe bello avere un anfiteatro da 50.000 posti seduti nel centro di Roma? E poi provate solo a pensare al successo che avrebbero eventi tenuti all’aperto, magari in notturna, nella magica atmosfera della Città Eterna.

Da molti anni a Roma non si tengono più spettacoli gladiatòri, rievocazioni di battaglie famose e drammi della mitologia classica, per cui la "novità" sicuramente attirerebbe folle di spettatori incuriositi. Se il Grande Fratello da anni inchioda milioni di telespettatori davanti alla TV, quale potrebbe essere il gradimento di un combattimento, ad esempio, tra il reziaro "Mario Rossi" ed il mirmillone "Guido Bianchi" [i nomi sono di fantasia]? Che spettacolo … provate solo ad immaginare il saluto dei contendenti che prima del combattimento, costretti a passare davanti alla sede dell’Imperatore, pronunciano la frase di rito: " Ave Caesar, morituri te salutant. " per poi recarsi tra due ali di folla festante verso l’arena!

Combattimento di gladiatori nel Colosseo

Per quanto riguarda i gladiatori le statistiche confermano che problemi non ce ne sono in quanto tra disoccupati disperati, co-co-co, precari e cassaintegrati è facile trovare persone disposte a farsi massacrare con la promessa di un posto di lavoro; mentre per quanto concerne le belve si potrebbero, con un decreto urgente, modificare le attuali stupide ed inutili norme che disfattisti pessimisti hanno varato a protezione di leoni, tigri e pantere.

C’è anche da evidenziare che un po’ di spargimento di sangue sicuramente aiuterebbe a riportare un minimo di ottimismo anche tra l’esigua minoranza degli scettici che ancora non hanno completa ed incondizionata fiducia nel radioso futuro dell’Italia.

Certo, con l’attuale situazione dei trasporti di Roma, potrebbero verificarsi dei problemi per l’afflusso degli spettatori; poiché con la sola Metro difficilmente si riuscirebbero ad assicurare collegamenti adeguati … m’è venuta un’altra fantastica idea.

Alla fine di Via di San Gregorio c’è l’enorme area abbandonata del Circo Massimo. La zona è sempre piena di sporcizia dove drogati ed extracomunitari multietnici bivaccano a spese degli onesti cittadini  I T A L I A N I che pagano le tasse; siccome la zona viene utilizzata solo saltuariamente da pochi rivoluzionari per manifestazioni e visto che le corse di cavalli e bighe sono passate di moda (i sondaggi indicano che sono gradite solo al 3,283 % dei cittadini) si potrebbe avviare un progetto innovativo per costruire un bel parcheggio multipiano (suggerisco un 5 piani, 1 interrato + 4 fuori terra per una altezza di 10-12 mt) realizzato in cemento armato antisismico ed impreziosito/abbellito da vetri e lastre d’acciaio inox lucidate a specchio. 

Per facilitare il raggiungimento del New Colosseo ho pensato anche ad un innovativo veloce nastro trasportatore di persone, coperto da una tettoia in Plexiglas® montata su una leggera struttura a traliccio in ferro e verniciata con minio come il Goden Gate di San Francisco.

Ristrutturazione del Colosseo - progetto esecutivo

Tutto il progetto l’ho pensato per essere realizzato con soldi privati dalle note ditte nazionali che hanno già dimostrato con tante opere la loro competenza; oltre ad assicurare lo svago del popolo, il Colosseo ristrutturato darebbe anche un impulso enorme all’economia della città; senza contare poi i benefici d’immagine che tutto il nostro Paese ricaverebbe dal ripristino degli spettacoli gladiatòri nell’Anfiteatro Flavio di Roma.

Basta con la vista di questi vecchi monumenti che danno alle nostre città un aspetto decadente, è arrivata l’ora di cambiare, di ricostruire, di abbellire e soprattutto di riportare le nostre belle città ai fasti dei periodi imperiali!

Foto di Wikipedia: ColosseoGladiatori

Esenzione dal ticket sanitario

Il ticket sanitario è una partecipazione degli utenti alla spesa sostenuta dallo Stato/Regioni per i farmaci e le prestazioni specialistiche fornite dal Servizio Sanitario Nazionale.

Per quanto riguarda i farmaci esistono varie normative che tengono conto del tipo di farmaco (chiamato fascia): ad esempio  fondamentale, facoltativo/consigliato (per patologie di lieve entità o considerate minori) o da banco (prodotti d’erboristeria, cosmetici, omeopatici e simili).

Per quanto riguarda invece le prestazioni specialistiche (visite, esami ed analisi di laboratorio) i ticket di queste vengono stabiliti in base  a tariffari regionali estremamente variabili in funzione della tipologia.

Il ticket ha comunque SEMPRE una caratteristica: deve essere pagato prima della prestazione.

I legislatori italiani, sempre attenti alle necessità dei cittadini, hanno però previsto un’esenzione ticket: ad alcune categorie di persone non è richiesto il pagamento di questa forma di partecipazione alla spesa e sono quindi esenti in base a precisi, catalogati, accertati e certificati requisiti di:

  • età – reddito e/o status –
  • indigenza
  • patologia – invalidità.

il tutto, con effetti parziali o generali (si paga una parte, oppure niente).

Tutti noi abbiamo letto notizie, diffuse da prestigiosi organi d’informazione televisivi, giornalistici e radiofonici, circa abusi, scandali o comunque eventi di corruzione relativi ai ticket sanitari, e così i solerti funzionari dello Stato si sono inventati una procedura a "prova di bomba" che consiste in minimo tre (3) step di certificazione. La procedura è più o meno questa:

  1. il paziente dichiara di essere affetto da xxyyzz
  2. Il medico di famiglia accerta la patologia ed emette un certificato attestando (?) che il soggetto è affetto da xxyyzz e richiedendo una visità specialistica di conferma e certificazione.
  3. Il medico specialista, sulla base del certificato emesso dal medico di famiglia, ed in base alle dichiarazioni del paziente, dopo una visita (?) emette idonea certificazione.
  4. La ASL, sulla base della certificazione emessa dallo specialista in base alla certificazione del medico di famiglia che certificata una patologia dichiarata dal paziente, certifica che un soggetto è affetto da una certa patologia e quindi esente, ed allo scopo rilascia una tessera di esenzione ticket sanitario – scusate il gioco di parole, ma è così -.

La mia personale esperienza è che 3 (ripeto tre) medici hanno rilasciato certificazioni praticamente in base ad una mia dichiarazione.

La storia in dettaglio: tempo fa cambiai residenza e fui quindi costretto a scegliere un altro medico; andai dal nuovo dottore e gli dissi che soffrivo di ipertensione e lui mi prescrisse i medicinali che gli richiesi.  Ovviamente mi misurò la pressione he risultò "normale" perché prendevo dei farmaci.

Qualche tempo fa sono tornato dal medico per chiedere l’esenzione e lui mi ha rilasciato la richiesta per una visita cardiologica presso una struttura pubblica.

Quasi 2 mesi di attesa, poi qualche giorno fa la visita dal cardiologo: pressione OK (e ti credo, prendo le pasticche) ed ECG ok; ma mi viene rilasciato comunque un certificato attestante "ipertensione arteriosa".

Poi mi sono recato alla ASL di zona dove un’altro medico (addirittura un medico legale [?]), sulla base del certificato emesso dal cardiologo, ha rilasciato la tessera esenzione ticket.

Morale della favola: a che cosa sono servite le certificazioni di altri 2 medici? E poi, se questi 3 dottori non hanno mai riscontrato un’ipertensione arteriosa come hanno fatto a diagnosticarla? Bohhh, mistero della Sanità!

Non ho barato perché ho veramente la pressione minima un po’ alta! Ma la procedura, almeno nel mio caso, ha fatto acqua da tutte le parti.
Non servono tre accertamenti per stabilire se una persona è affetta da una certa patologia, ne basta uno solo, ma serio! Se si verificano abusi bisogna combatterli e stroncarli; ma coinvolgere più medici a mio parere è solo un metodo per alimentare un sistema sanitario costosissimo dove la corruzione sembra essere dilagante (almeno così dice la Corte dei Conti).