Viaggio in moto in Romania

Non so per quale motivo, ma non avevo mai preso in considerazione l’idea di visitare la Romania, paese di cui ignoravo praticamente tutto.

Poi mi è capitato di seguire qualche discussione su alcuni forum di motociclisti ed ho iniziato ad incuriosirmi: ho acquistato una guida della Lonely Planet, una cartina stradale della Michelin e mi sono documentato anche sul web scoprendo così che la Romania offre molto dal punto di vista storico, culturale e paesaggistico.

Basandomi sulle esperienze di altri viaggiatori ho preparato un percorso (scarica il file .gdb per il GPS) che mi avrebbe permesso di ammirare quasi tutte le cose più interessanti e note del Paese.

Non ho prenotato gli alberghi con largo anticipo (l’ho fatto un giorno per l’altro), ma per ogni città dove avevo previsto il pernottamento ho individuato tramite Booking.com due o tre strutture con le seguenti caratteristiche: pulizia, silenziosità, costi contenuti e presenza di un parcheggio privato e connessione internet Wi-Fi.

Non amo percorrere lunghissime tratte, per cui ho diviso il trasferimento in Romania in due tappe di circa 650 km con una prima sosta a Teor, ed un’altra a sud di Budapest.

Questo il percorso in grandi linee:  Roma > Teor > Budapest > Cluj-Napoca > Sibiu > Sighisoara > Brasov > Tulcea > Iasi > Veronet > Sighetu Marmatiei > Budapest > Prata di Pordenone > Roma

Il percorso del mio viaggio in Romania

Ovviamente ho fatto delle deviazioni per visitare le attrazioni turistiche, e le ho illustrate nei racconti dei singoli giorni.

Sia in Ungheria che in Romania ho utilizzato intensamente il mio smartphone che mi ha consentito, utilizzando i WiFi gratuiti, di rimanere costantemente in contatto con i conoscenti via internet, di prenotare gli alberghi grazie ad un’applicazione dedicata, di controllare le previsioni meteo e di reperire informazioni turistiche, storiche e curiosità sui luoghi che stavo visitando!

Questo è stato l’ultimo viaggio in sella alla mia F800GS che non mi ha dato alcun problema, dimostrandosi così ancora una volta una moto affidabile e molto parca nei consumi.

Qualche volta nel racconto ho indicato i prezzi in valuta locale; nel periodo della mia permanenza (ago. 2012) il cambio è stato:

– Ungheria: 1€ = 275 Fiorini
– Romania: 1€ = 4,5 LEI

 

La raccolta delle foto

Le foto scattate in Romania

Martedì 31 luglio

Trasferimento a Teor, una piccola località a pochi chilometri da Lignano Sabbiadoro, che ho scelto solo perché vicina all’autostrada e per la presenza di un buon albergo a basso prezzo.

Nel pomeriggio ho fatto una passeggiata sul lungomare di Lignano e la sera ho cenato con un’ottima tagliata nel ristorante dell’albergo che è ubicato in un vicino parco.

Mercoledì 1° agosto

Sono partito da Teor alle 7:00 perché volevo fare più strada possibile con il fresco della mattina. Ho fatto una prima breve sosta prima di entrare in Slovenia per acquistare la vignetta autostradale (un contrassegno che certifica il pagamento del pedaggio), e poi ho proseguito sulle ottime autostrade slovene fino al confine ungherese dove, durante una sosta in una stazione di servizio per fare rifornimento ed acquistare la vignetta, ho conosciuto due ragazzi italiani anche loro diretti in Romania, ma che facevano il giro in senso orario al mio.
Nella tarda mattinata ho proseguito fino al lago Balaton dove mi sono fermato per mangiare qualcosa e riposarmi sdraiato in riva al lago all’ombra di un grosso albero.

L’area del lago Balaton (chiamato anche mare ungherese, è il più grande lago dell’Europa centrale – lungo circa 80 km e largo 13 km) è molto bella, curata ed affollata di turisti specialmente tedeschi.
Mentre percorrevo la strada che costeggia il lato sud, ho scoperto per caso la presenza di un traghetto e così mi sono spostato sulla Penisola di Tihany per visitare anche una parte della sponda settentrionale.

Terminata la visita, ho ripreso l’autostrada ed ho continuato verso Dunaharaszti, una località a sud di Budapest dove avevo prenotato una camera nell’albergo Camino Panzio. Gli ultimi 10 km li ho percorsi a passo d’uomo a causa del traffico bloccato dagli innumerevoli lavori e con una temperatura di circa 38°: è stata una sofferenza!

Nonostante i giudizi abbastanza buoni, a me l’albergo Camino Panzio è apparso una mezza schifezza: senza aria condizionata, mobilio vecchio e personale svogliato. Pazienza; ero molto stanco e non avevo certo voglia di rimettermi in moto. Ho mangiato qualcosa acquistato in un minimarket (non sono riuscito a trovare un ristorante) e mi sono addormentato riflettendo sulle prime buone impressioni ricevute dall’Ungheria.

Giovedì 2 agosto

Dopo aver preso solo un buon caffè preparato in camera con la mia moka “Bialetti” elettrica sono partito di buon ora verso la Romania.
Vista l’esperienza del giorno prima con il traffico del raccordo M0 a sud di Budapest l’ho accuratamente evitato ed ho raggiunto l’autostrada M5 percorrendo strade secondarie.
Nessun problema e traffico scorrevole fino al confine con la Romania dove sono entrato da Oradea, primo grosso centro rumeno, per proseguire sulla “1” (una importante strada che arriva a Bucarest) fino a Cluj-Napoca.

Entrando in Romania la situazione cambia repentinamente: lo stato delle strade peggiora e si percepisce subito che il paese è povero.
Case dimesse, pozzi con pompe a mano per attingere l’acqua, molti carretti trainati da cavalli. E poi tanti camion che procedono lentamente rallentando l’andatura delle auto che spesso, per liberarsi, eseguono sorpassi molto pericolosi.
Inoltre, sull’asfalto s’incontrano spesso dei solchi molto profondi prodotti dal passaggio degli autocarri pesanti e che sono pericolosissimi per le moto.

Ho adattato l’andatura alle nuove condizioni e sono arrivato a Cluj-Napoca nel primo pomeriggio sotto un sole cocente. Ho preso alloggio nell’ottima Pension Cluj ubicata in cima ad una collina che sovrasta il centro della città, e poi mi sono rilassato qualche ora dopo una doccia ristoratrice.

L’alloggio lo avevo prenotato la sera prima sempre utilizzando Booking.com e questa volta i giudizi corrispondevano esattamente: ottima struttura, personale efficiente e simpatico,  servizi tutti perfettamente funzionanti e di elevato livello!

Nel pomeriggio ho visitato il centro della città che ho raggiunto a piedi camminando in discesa per circa 15 minuti, mentre per tornare alla pensione ho utilizzato un taxi pagando poco più di 1€.

Arrivando con la moto avevo adocchiato un ristorante/pizzeria che mi era sembrato nelle vicinanze, ma mi era sbagliato e così non sono riuscito a ritrovarlo. Ho chiesto ad una ragazza della reception che mi ha confermato che nei dintorni non erano presenti ristoranti consigliabili e mi ha proposto di ordinare la cena che mi sarebbe stata consegnata in albergo e che avrei potuto consumare in giardino.
Ho seguito il suo consiglio ed ho cenato benissimo, seduto comodamente all’aperto nel fresco della sera e godendomi il panorama!

Venerdì 3 agosto

In assoluto la giornata più pesante di tutto il viaggio!

Sono partito verso le 8:30 per raggiungere le vicine Saline di Tura e già faceva molto, molto caldo.

Ho visitato l’interessante sito ed ho goduto del fresco presente nelle profonde gallerie e nelle enormi sale scavate nelle viscere della terra: mi sono fermato a lungo perché non avevo proprio nessuna voglia di riprendere il viaggio con quel caldo!

Terminata la visita alle saline sono risalito in moto per dirigermi a Sibiu, antica città fondata da coloni tedeschi e caratterizzata da un centro storico molto bello che circonda la grande piazza principale (detta Piazza Grande – Piata Mare) sulla quale si affacciano molti importanti vecchi edifici.

Il viaggio non è stato per niente agevole: la temperatura altissima ed il traffico spesso bloccato nei centri urbani mi hanno fatto veramente soffrire … ma il bello doveva ancora venire !!!

Poiché – eccetto rarissimi casi – non sono presenti circonvallazioni tutte le strade principali attraversano molti centri urbani e così, come è facilmente intuibile, si creano enormi file di auto e camion!

Comunque, verso l’ora di pranzo sono arrivato finalmente a Sibiu dove, dopo aver visitato il centro, ho pranzato e mi sono riposato.

Nel pomeriggio ho ripreso la moto per dirigermi a Sighisoara; dovendo percorrere solo circa 90 km pensavo di fare in fretta ed invece i problemi sono iniziati già nella periferia di Sibiu a causa dei numerosissimi lavori in corso! Praticamente sulla strada 14  (quella che passa per Medias) ho percorso 90 km a senso unico alternato regolato da semafori! Un infinito susseguirsi di cantieri stradali tanto che ho impiegato circa 3 ore per raggiungere Sighisoara!

A Sighisoara ho alloggiato nell’Hotel Rex (una struttura discreta con un buon rapporto qualità/prezzo) che ho scelto perché ubicato non troppo distante dalla famosa “cittadella”, un centro storico ben conservato con la tipica struttura urbanistica di un borgo medievale.
Ho passeggiato per il centro ammirando i vecchi edifici sovrastati dall’imponente Torre dell’Orologio, ed ho anche raggiunto la cosiddetta “Chiesa sulla collina” percorrendo la lunga scalinata interamente coperta da un tetto di legno, ma arrivato in cima sono rimasto un deluso perché la chiesa era chiusa e non c’era molto altro da vedere!

Ho cenato nel ristorante dell’albergo, e poi a dormire presto perché la giornata era stata veramente lunga e pesante.

Sabato 4 agosto

Quando si parla della Romania con un motociclista sicuramente verrà citata la Transfagarasan (strada DN7C). Questa famosa via di comunicazione, che sale fino ad una quota di 2.034 metri di altitudine, è la seconda strada più alta della Romania e fu costruita per volere di Ceaucescu tra il 1970 e il 1974 per scopi militari. Per la sua realizzazione furono impiegate ingenti risorse economiche ed i lavori furono eseguiti dai soldati dalle forze armate.

Poiché non volevo perdermi questo percorso avevo programmato una sosta di due giorni a Brasov in modo da poter posticipare la visita della zona in caso di brutto tempo; viste le ottime previsioni meteo la mattina mi sono diretto da Sighisoara verso il punto Nord d’inizio della 7C (in prossimità del paesino Arpasu de Jos) e vista l’esperienza del giorno precedente ho deciso di percorrere strade secondarie passando per Apold > Agnita > Chirpar > Sasaus > Nou Roman .
In effetti ho incontrato poco traffico e tutto sommato lo stato delle strade era buono … solo che gli ultimi 15-20 km erano di sterrato!  Sterrati in Romania

È stato divertente perché lo sterrato era facile, e così senza problemi e nel fresco della mattina ho iniziato a percorrere la Transfagarasan in direzione sud. Il primo tratto è molto bello ed è possibile ammirare dei panorami affascinanti, ma il secondo tratto (quello che costeggia il lago) onestamente non mi è piaciuto per niente.

Poco prima della cittadina di Curtea de Arges ho imboccato la 73C per tagliare su strade secondarie verso Brasov che ho raggiunto sempre nel primo pomeriggio.
Dopo il clima gradevole in montagna, nell’ultimo tratto il caldo si è fatto di nuovo sentire con temperature che hanno raggiunto i 37°, ma per fortuna con bassa umidità! Per raggiungere Brasov ho attraversato la cittadina di Bran che ospita il famoso castello che ha ispirato la descrizione di quello di Dracula e che era letteralmente intasata dai pullman e dalle auto dei turisti!
Volevo fermarmi, ma vista la situazione ho preferito proseguire verso Brasov anche perché il caldo iniziava a diventare insopportabile.

A Brasov ho alloggiato presso la Pension Gallery, un’ottima struttura a gestione familiare ubicata in una zona silenziosa non troppo distante dal centro (a piedi circa 20 minuti, con il taxi pochi minuti al prezzo di 5 LEI [poco più di 1€]).

Mi sono sistemato in camera e poi … bucato!
E si, il bucato! Perché nei miei viaggi in moto ho imparato che quando si sta fuori parecchi giorni per ridurre il bagaglio conviene programmare almeno una sosta di due giorni anche per provvedere al lavaggio della biancheria. In alcuni paesi sono disponibili lavanderie automatiche, ma in altri è necessario farlo da soli e poi bisogna avere il tempo di far asciugare i capi.
La mia camera era dotata di un grande bagno con un’ampia finestra che provocava una piacevole corrente d’aria, e mi è bastato appendere gli indumenti nel bagno per averli asciutti in poco tempo.

Dopo essermi riposato nel tardo pomeriggio mi sono recato in centro per una prima visita della città. Nella parte storica di Brasov è presente una vasta area pedonale ben curata dove è piacevole passeggiare. Ho gustato una birra fresca seduto in uno dei tanti bar all’aperto utilizzando il mio palmare e la connessione WiFi disponibile gratuitamente.

Ho provato a visitare la Chiesa Nera che però, vista l’ora, ho trovato già chiusa; per cui ho deciso di tornare alla Pension Gallery per cenare nell’adiacente ristorante che mi era stato consigliato dal proprietario: vasta scelta di ottimi cibi a prezzi contenuti! Ho gustato una Schnitzel con contorno di patate e un’insalata sorseggiando un buon vinello frizzante fresco, e per finire un bel gelato … alla faccia della dieta!

Domenica 5 agosto

Mattinata interamente dedicata alla visita del Castello di Peles che si trova nella cittadina di Sinaia (circa 50 km a sud di Brasov); sono partito abbastanza presto per essere al castello verso le 9:00. La zona di Sinaia è montuosa e sono presenti numerose piste da sci; per raggiungerla da Brasov c’è una bella strada che si snoda in un’incantevole vallata che ho percorso nel fresco della mattina godendo del paesaggio.

Posteggiata la moto mi sono recato a piedi all’ingresso di quello che mi è apparso subito come un’incredibile edificio, un qualcosa che si vede solo nelle fiabe! Realizzato alla fine dell’800, è praticamente uno degli ultimi castelli costruiti, e sicuramente il primo castello moderno perché all’epoca già dotato di energia elettrica, riscaldamento con termosifoni ed addirittura di un impianto di aspirapolvere centralizzato!

Ho scelto la visita guidata completa che richiede circa 2 ore e non mi sono pentito perché ho potuto visitare anche l’ultimo piano del castello (quello più moderno) arredato in modo completamente diverso da tutti gli altri ambienti: veramente un’esperienza incredibile!
Purtroppo non ho potuto scattare foto perché per farlo è necessario pagare un supplemento di cui non ero a conoscenza: ovviamente ho provato, ma le solerti guardiane appostate in ogni angolo mi hanno bloccato subito! Castello di Peles

Terminata la visita ho ripreso la moto per tornare verso Brasov ed eventualmente andare a visitare il Castello di Bran: ho rinunciato subito perché nel frattempo il traffico era aumentato enormemente tanto che la strada che da Brasov conduce a Sinaia era completamente bloccata (ho misurato circa 20 km di fila dall’ingresso di Sinaia – praticamente fino al bivio per Bran)!
Vista la situazione ed il caldo sono tornato in albergo.

Nel pomeriggio mi sono recato, utilizzando la cabinovia, sulla collina Tâmpa che sovrasta Brasov sperando di trovare un po’ di fresco, ma niente da fare: faceva caldo anche lassù! Ho raggiunto a piedi un punto panoramico (quello dove c’è la grande scritta “Brasov”) per scattare qualche foto, poi ho bevuto qualcosa nel ristorante adiacente alla stazione della cabinovia e quindi sono sceso di nuovo in città perché non volevo perdermi la visita all’interno della Chiesa Nera.

Ho cenato nello stesso ristorante adiacente la pensione e per cambiare ho chiesto un piatto tipico rumeno a base di polenta, pancetta affumicata, uova, formaggio ed una salsa leggermente acida: NON è stata una buona idea  ; dopo qualche forchettata ho dovuto ripiegare su un’altra pietanza!

Lunedì 6 agosto

Per lunedì avevo in programma il trasferimento a Tulcea, città ubicata nel delta del Danubio. Sono partito alle 7:00 ed ho percorso una bellissima strada verso Buzau che nel primo tratto costeggia un lago artificiale incastonato tra montagne veramente stupende. Temperatura gradevole, strade in ottimo stato, pochissimo traffico, niente camion: guidare la moto è stato veramente un piacere! Bella strada in Romania

Terminata la zona montuosa, quando ho iniziato a dirigermi verso Braila il paesaggio è mutato ed ho potuto constatare tutti i danni che la prolungata siccità causa alle coltivazioni di mais e girasole: chilometri e chilometri di campi aridi con le piantagioni ormai rinsecchite.

A Braila ho attraversato il Danubio su una chiatta mentre ormai la temperatura sfiorava i 40°, e dopo aver scambiato due chiacchiere con un ragazzo di Torino ho continuato spedito verso Tulcea.

A Tulcea ho utilizzato i servizi dell’Hotel City, un buon tre stelle dotato di ogni comfort. Dopo una bella doccia ed un po’ di riposo mi sono recato nella zona dove partono le gite nel delta del Danubio ed ho prenotato un tour su una barca veloce.

Il delta è enorme e sono disponibili gite organizzate anche su più giorni. Forse avrei fatto meglio a fermarmi un giorno in più per partecipare ad una gita di un giorno intero, ma ormai avevo confermato un appuntamento ad un amico a Iasi e non potevo più cambiare programma.

Ho utilizzato il tempo che avevo a disposizione prima della partenza della gita per visitare l’area circostante e poi alle 18:00, insieme ad altre 3 persone, mi sono imbarcato su un veloce motoscafo che ci ha fatto fare un giro di 2 ore tra i canali ed i laghi interni del delta dove è possibile ammirare innumerevoli uccelli nel loro habitat naturale.

Ho cenato nel ristorante dell’albergo: un bel pesce arrosto con patate, insalata, birra, pane e gelato spendendo meno di 10€

Martedì 7 agosto

Mi sono trasferito a Iasi percorrendo strade secondarie sul confine con la Moldova. Durante il viaggio sono stato fermato e multato (giustamente) dalla Polizia per eccesso di velocità: è stata un’esperienza che mi ha fatto riflettere e che mi ha ispirato uno scritto sulla burocrazia italiana.
Percorrendo le stradine secondarie ed attraversando i piccoli centri ci si rende conto della povertà che ancora regna nelle campagne rumene. In molti borghi ci sono ancora i pozzi lungo le strade principali ed è normale vedere le donne attingere l’acqua per trasportarla nelle case, mentre il mezzo di trasporto più diffuso è ancora il carretto da carico a quattro ruote trainato da un cavallo.

A Iasi ho alloggiato nell’Hotel Moldova, un grande albergo dove entrando nella tetra hall si respira ancora l’aria dell’epoca comunista! Ero a conoscenza della cosa e non mi sono preoccupato, ed infatti mi è bastato prendere il modernissimo ascensore per raggiungere una camera assolutamente accettabile come servizi, dotazioni e pulizia.

In albergo sono stata raggiunto da Massimo, un amico che lavora in Moldova e che conosce molto bene la Romania. Abbiamo passato il pomeriggio chiacchierando e passeggiando per la città, ed è stato grazie a questo piacevole scambio d’idee se sono riuscito a capire tanti aspetti del Paese che stavo visitando.
Abbiamo cenato in un grande ed affollato ristorante all’aperto situato al centro di un bel parco che si trova nella zona universitaria (credo il Copou Parcul, ma non ne sono sicuro) e la serata è passata in fretta allietata da musica dal vivo e parlando di tanti argomenti; ci siamo ritirati dandoci appuntamento alle 7:00.

Intanto il meteo stava cambiando; si era alzato un vento fresco e la temperatura stava scendendo rapidamente a livelli accettabili.
Fino al ritorno in Italia non ho più sofferto il caldo; anzi, nei giorni successivi la mattina ho dovuto indossare una maglietta a maniche lunghe per non sentire freddo!

Mercoledì 8 agosto

Colazione in una grande sala dell’Hotel Moldova dall’aspetto ancora più “comunista” della hall, ma dove c’era un pantagruelico buffet con ogni ben di Dio; e poi subito in moto alla scoperta delle Gole di Bicaz e del Lacul Rosu (Lago Rosso).
Durante il tragitto ci siamo fermati a visitare un primo monastero (uno minore) e subito sono rimasto impressionato dall’architettura e dalla cura con cui sono mantenuti questi luoghi di culto. Molto bella anche la cittadina di Piatra Neamt che però abbiamo solo attraversato senza fermarci.

La strada per raggiungere le Gole di Bicaz ed il Lago Rosso non è molto bella perché è utilizzata da tantissimi camion che vanno in un cementificio; giusto nell’ultimo tratto – quando la strada inizia a salire – è possibile ammirare un paesaggio accettabile.

Sia le gole che il lago mi hanno deluso! Le prime sono affollate di bancarelle che vendono cianfrusaglie, mentre la sponda del lago raggiungibile dalla strada asfaltata è piena di negozi e ristoranti. A rovinare il paesaggio c’è anche un grande parcheggio pieno di auto e pullman che scaricano orde di turisti: sarò sincero, ad averlo saputo avrei evitato di andarci!

Dopo una breve sosta caffè sul lago abbiamo ripreso la strada verso Voronet. Massimo si è informato con un agente che ci ha sconsigliato di proseguire sulla strada 17B > 177A perché in pessime condizioni, e così ci siamo solo affacciati sulla diga che forma il lago artificiale Izvorul Muntelui per poi tornare indietro e continuare via Piatra Neamt e Târgu Neamt (poco prima della città c’è lo stupendo monastero di Varatec, assolutamente da non perdere) verso Gura Humorului e la vicina Voronet.

Il monastero di Voronet è molto noto per i suoi affreschi e per la tonalità del colore azzurro che ne caratterizza lo sfondo: veramente uno spettacolo da non perdere!!!!

Dopo la visita al monastero Massimo mi ha lasciato perché doveva assolutamente tornare in Moldova; ci siamo salutati ed io mi sono recato nella vicina Pensiunea Casa Doamnei dove ho cenato e pernottato (ottima struttura).

Giovedì 9 agosto

La Bucovina, ed in special modo l’area intorno a Suceava, è piena d’interessanti monasteri. Prima di partire mi ero documentato ed avevo selezionato i più importanti per cui avevo studiato un percorso che mi avrebbe consentito di visitarli.

Mi sono messo in moto la mattina verso le 8:00 ed ho raggiunto e visitato in sequenza i bellissimi monasteri di Moldovita, Sucevita e Putna (non sono molto distanti; inoltre la strada per raggiungerli è in ottimo stato e si snoda tra paesaggi molto suggestivi), poi ho intrapreso il viaggio di ritorno verso Sighetu Marmatiei dove avevo intenzione di pernottare.

Nessun problema nel primo tratto del tragitto dove c’è una strada larga e in ottimo stato, ma quando ho lasciato la 17 per prendere la 18 verso Borsa nella regione del Maramures sono iniziate le buche, i dossi ed i brevi tratti sterrati!

40 – 45 km incredibili dove non ho trovato 1 solo metro di strada in uno stato decente. La F800GS è una vera moto enduro con cerchio da 21″ davanti, eppure ho dovuto rallentare  a velocità ridottissima perché la moto sembrava smontarsi con le tante “botte” che prendeva sugli spigoli vivi dei crateri nell’asfalto. Impossibile evitare le buche, perché per aggirarne una bisognava beccarne un’altra!
Ho superato innumerevoli auto e camion (la strada è abbastanza transitata) che procedevano a passo di lumaca affrontando ogni buca con calma per evitare di spaccare tutto … che esperienza! Mai vista una cosa simile! 

Non ricordo quanto tempo ho impiegato per percorrere 40 km, ma è stato veramente tanto! Poi è iniziato qualche tratto asfaltato di recente e la situazione è migliorata leggermente, ma non pensate ad una situazione normale … solo un po’ di buche in meno!

Finalmente sono arrivato in cima al passo Prislop (?) dove ho potuto ammirare un paesaggio incantevole e prendere un buon caffè preparato con la moka da una simpatica signora che parlava perfettamente italiano.

La strada 18 (quella disastrata che ho appena descritto) attraversa una zona montuosa veramente interessante, purtroppo si è talmente impegnati nella guida che non si riesce ad ammirarla: un vero peccato perché l’area merita!
Anche l’ultimo tratto non è il massimo: se è vero che terminano le buche, iniziano però i lavori stradali che, come ho già raccontato, vengono eseguiti adottando per chilometri e chilometri il sistema del senso unico alternato che crea code interminabili di veicoli.

Nel tardo pomeriggio sono arrivato a Sighetu Marmatiei dove ho alloggiato nell’Hotel Marmatia che non avevo prenotato, ma di cui avevo letto ottime recensioni. A me hanno assegnato una camera piccola, senza aria condiziona e con una dotazione minima di asciugamani, sapone etc; inoltre non c’era il WiFi in camera. In compenso la struttura è dotata di un grande parcheggio privato ed un’ottimo ristorante dove ho cenato con un gustosissimo piatto a base di pollo piccante e riso: veramente molto, molto buono; nell’albergo ci tornerei, ma solo per rigustare il piatto a base di pollo!

Venerdì 10 agosto

La mattina visita al simpatico Cimitero Allegro di Sapanta (Cimitirul Vesel) dove le lapidi delle tombe sono quasi tutte in legno, dipinte con colori sgargianti, e con simpatici epitaffi che raccontano la vita (ma anche la causa della morte) del defunto.

Su ogni croce c’è quindi una storia personale diversa ed è facilissimo individuare i mestieri svolti in vita dal defunto grazie alle immagini dipinte che lo rappresentano; a mio parere vale sicuramente la pena di farci un salto!

Dopo la visita al cimitero ho ripreso la strada verso Budapest via Satu Mare (l’ultima grossa città rumena prima del confine), e poi sulle scorrevoli autostrade ungheresi. Ho così attraversato buona parte del distretto Maramures, una regione molto povera della Romania dove le vecchie tradizioni agricole sono ancora fortemente radicate.

Qualche sosta per fare rifornimento, cambiare i pochi LEI che mi erano rimasti e per acquistare la vignetta elettronica necessaria per viaggiare sulle autostrade in Ungheria, e poi una veloce “galoppata” fino a Budapest dove sono arrivato nel primo pomeriggio.

A Budapest ho utilizzato i servizi del Le Rose Hotel, un albergo molto accogliente, confortevole e curato nei minimi particolari, ma ubicato in periferia.

Veloce doccia, birretta bella fresca, e poi mi sono recato in città per una prima passeggiata. Raggiungere il centro ha richiesto meno di 30′, ma ho dovuto cambiare ben TRE (3) mezzi: 2 autobus (prima il 6 e poi il 23) e quindi prendere il tram 2.

Avevo chiesto in albergo dove avrei potuto acquistare i biglietti dell’autobus e mi era stato detto che erano reperibili anche sull’autobus chiedendo al conducente; salito a bordo ho chiesto 2 biglietti ed ho subito notato lo stupore dell’autista mentre li cercava affannosamente (il bus intanto era fermo alla fermata) in una sua borsa.
Me li ha forniti, ma dopo aver provato ad obliterarne (quanto mi piace questa parola Obliterare ) uno in una macchinetta non funzionante ed aver visto che praticamente tutti fanno i portoghesi ho desistito: lo confesso, a Budapest ho viaggiato … a gratis come tutti gli ungheresi (i due biglietti li ho riportati a casa senza essere riuscito ad utilizzarli)!

Ho fatto un bel giro a piedi in centro, mi sono informato sul classico City Sightseeing utilizzando un servizio Hip On – Hop Off e poi sono rientrato in albergo perché ero veramente stanco. Ho cenato con una bistecca durissima e delle verdure grigliate che galleggiavano nel burro e nell’olio (ho inclinato il piatto ed atteso che scolassero) nell’unico pessimo ristorante/pizzeria che si trova poco distante dall’albergo e che sconsiglio a tutti!

Sabato 11 agosto

Giornata interamente dedicata alla scoperta di Budapest. Dopo essermi recato di nuovo in centro con il servizio pubblico ho utilizzando il bus turistico Hip On – Hop Off per spostarmi in città e così ho potuto ammirare tutti i maggiori punti d’interesse turistico di Budapest e fermarmi per approfondire la visita in quelli che avevo scelto: Piazza degli Eroi, Piazza Vorosmarty Ter, il Palazzo Reale e poi la collina della “Cittadella”, un forte che sovrasta la città e dove in un bunker tedesco della seconda guerra mondiale è stato ricavato museo con immagini che mi hanno toccato profondamente (bambini ebrei massacrati).

Come ho già detto l’albergo, che ripeto ho trovato veramente confortevole, si trova in periferia e nei dintorni non ci sono molti esercizi commerciali e locali; per cui dopo esservi rientrato mi sono ridotto a cenare di nuovo nello stesso pessimo ristorante della sera precedente. Per la verità i proprietari dell’hotel mi avevano consigliato di ordinare la cena presso un ristorante di loro conoscenza e di consumarla nella sala utilizzata per la colazione, ma non gli ho dato retta sperando di riuscire a trovare almeno una pizza ed un’insalata: niente da fare … la pizza faceva pena (cruda sotto) e l’insalata sembrava di plastica!

Con la visita di Budapest praticamente il mio viaggio era terminato!

Domenica 12 agosto

Da Budapest a Prata di Pordenone dove avevo deciso di pernottare all’ Hotel Prata Verde.
Viaggio noioso in autostrada, ma per fortuna in condizioni climatiche perfette e con poco traffico.
Ottimo albergo, ma il ristorante (di cui avevo letto recensioni molto buone) era chiuso per ferie, e così ho cenato in una vicina trattoria.

Lunedì 13 agosto

Ritorno a casa con percorso autostradale; nessuna nota particolare eccetto il fatto che quando ho riempito di benzina il piccolo serbatoio della moto (il primo “pieno” dopo il rientro in Italia) ed ho visto il totale sono svenuto! Rabbia

Un commento su "Viaggio in moto in Romania."

  1. Ciao.
    Complimenti per il resoconto del viaggio l’ho
    trovato molto utile. Martedì 20 Agosto partirò anch’io
    per la Romania in moto.
    Grazie ancora.
    Massimo.

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