Gita al Parco Nazionale d’Abruzzo

Con gli amici dello Scooter Maxi Club Italia  domenica  26 luglio 2009 ho fatto una bella gita nel Parco Nazionale d'Abruzzo.

La giornata è stata splendida con cielo sereno e temperature gradevoli che ci hanno accompagnato per tutto il tempo trascorso visitando i tanti interessanti luoghi disseminati nel Parco d'Abruzzo.

Alle 8.00 ci siamo incontrati in un'area di servizio all'inizio dell'autostrada Roma – L'Aquila; caffè, quattro chiacchere per aspettare i partecipanti provenienti da lontano e poi tutti insieme formando un lungo serpentone verso Cocullo.

Dopo una brevissima sosta per soddisfare vari bisogni fisiologici (che pensate … alcuni fumano! Parco nazionale d'Abruzzo ) siamo ripartiti verso le Gole del Sagittario  per fermarci poi all’eremo di San Domenico che si trova sulle sponde di un suggestivo lago artificiale che prende il nome dall'eremo.

Dopo le foto di rito abbiamo ripreso i nostri scooter (la maggioranza erano Silver Wing della Honda) per salire verso Villalago ed il Lago di Scanno dove ci siamo fermati per un'altra sosta caffè e foto.

Abbiamo quindi ripreso il viaggio per raggiungere, tra paesaggi molto belli, il Passo Godi (1.620 mt) entrando nel centro di Scanno. Abbiamo percorso 30 Km di curve e tornanti in un suggestivo panorama … è stata un'esperienza indimenticabile Lago di Scanno - Abruzzo .

Al Passo Godi, grazie anche alla presenza di un ampio piazzale, abbiamo scattato delle foto molto particolari con gli scooter posizionati in modo da essere tutti visibili.

Ormai si era fatta l'ora di pranzo e l'organizzatore aveva previsto uno "spuntino" nel ristorante Il Pescatore di Villetta Barrea. Questo il menù:
 

  • Antipasto misto
  • Primi

    • Tagliolini porcini e tartufo
    • Gnocchi al ragù di pecora
  • Secondi

    • Arrosto misto: agnello,scamorza e spiedino
    • Arrosticini di pecora
  • Contorni

    • peperoni arrosto
    • insalata
  • Vino ed acqua a volontà
  • Dolce della casa
  • Frutta
  • Caffè
  • Ammazza caffè

Dopo il leggerissimo pasto abbiamo raggiunto la vicina (… per fortuna Camosciara - Abruzzo ) Camosciara per un po' di relax ed una visita alle cascate 'Ninfee' e 'Tre Cannelle'. Il parco è molto bello e merita sicuramente una sosta per una visita a quello che è un "pezzo di Dolomiti" al centro Italia.

Verso le 17.30 ci siamo avviati sulla via del ritorno passando per la Forca D’acero (1600 mt) dove ci siamo fermati pochi minuti per i saluti di fine raduno. Ripreso il cammino siamo scesi in direzione di Sora per percorrere la superstrada per Frosinone dove ci siamo definitivamente separati per proseguire verso le rispettive destinazioni.

Lo Scooter Maxi Club Italia organizza diversi raduni durante l'anno tutti effettuati con spirito "mototuristico" (velocità contenute e frequenti soste per visitare i punti d'interesse); il programma è disponibile nel sito del Club e le quote di partecipazione sono decisamente contenute.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Le foto della gita al Parco Nazionale d'Abruzzo

Breve video ripreso dal Silver Wing

Raduno in Valtiberina del SWCI

Pubblico con molto ritardo Raduno SWCI alcune brevi note sul raduno annuale in Valtiberina del SWCI – Siver Wing Community Italia.

Nel weekend del 11 e 12 luglio sono stato in Valtiberina per il raduno nazionale organizzato dal SWCI (Siver Wing Community Italia).

L'incontro ha visto la partecipazione di quasi 150 persone con una settantina di scooter arrivati praticamente da tutta Italia. Io mi sono unito al gruppo "romano" che ha raggiunto Sansepolcro (Arezzo) il sabato mattina. Nella cittadina toscana avevamo a disposizione un'area riservata dove, chiaccherando, abbiamo atteso l'arrivo degli ultimi ritardatari. Ho approfittato della breve sosta per fare una rapido giro nel centro cittadino pieno di gente in quanto c'era il mercato settimanale.

Alle ore 13.00 in punto ci siamo avviati verso Caprile per il pranzo nel ristorante "Ricordati di Me" dove ho potuto gustare tante buonissime pietanze locali: dalla "pappa con il pomodoro" alla "tagliata di Chianina" dal gusto divino!

Purtroppo un forte temporale ci ha bloccato nella ristorante fino al tardo pomeriggio, ma appena è stato possibile abbiamo ripreso i nostri Silver Wing per recarci sul Monte Fumaiolo a visitare la sorgente del Tevere.

Le strade della zona sono ricche di curve, poco trafficate ed offrono molti paesaggi incantevoli; percorrerle con lo scooter è quindi un vero piacere e già questo giustifica una visita alla zona.

Dopo aver visitato la sorgente del Tevere ed aver bevuto le acque cristalline che sgorgano dalla montagna ho raggiunto insieme ad un gruppetto l'albergo "Alpe della Luna" di Badia Tebalda per la cena nell'annesso ristorante "Nido dell'Aquila". A causa delle numerose abbondanti portate la cena si è protatta fino a tardi ed è stata un'ottima occasione per chiaccherare e scambiare opinioni su tanti argomenti diversi Valtiberina

La mattina dopo ci siamo recati in località "La Verna" per una visita al Santuario francescano famoso per essere il luogo in cui San Francesco d'Assisi ricevette le stigmate.

Dopo una breve sosta ci siamo avviati verso Anghiari per una visita della città che ho trovato molto interessante – il borgo vecchio è veramente delizioso e pieno di "angoli" caratteristici. Nella cittadina è presente una strada che scende perfettamente dritta verso un'ampia vallata offrendo uno spettacolo mozzafiato. Nello slide show ho messo diverse foto che ritraggono il lungo serpentone di Silver Wing mentre scendono verso la valle.

Abbiamo pranzato in una grande struttura immersa nel verde subito fuori Anghiari chiamata "Castello dei Sorci" dove gli organizzatori avevano previsto anche una simpatica riffa con moltissimi premi e vari riconoscimenti per le persone che si erano dedicate all'organizzazione dell'evento.

Desidero ringraziare pubblicamente gli organizzatori del raduno 2009 SWCI perché sono riusciti a gestire in maniera impeccabile un così grande numero di persone e mezzi. Ad esempio, tutte le strutture scelte erano dotate di ampi parcheggi per accogliere i nostri numerosi Silver Wing; nelle città visitate abbiamo sempre trovato aree riservate a noi dedicate; ed inoltre erano state fornite mappe GPS dei percorsi, programmi dettagliati, piantine, vouchers per i pagamenti, adesivi di riconoscimento, insomma tutto è stato semplice, previsto e perfettamente funzionante: BRAVI, COMPLIMENTI E GRAZIE!

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Le foto del raduno in Valtiberina del SWCI

Honda Italia – visita allo stabilimento di Atessa

 Ho avuto diversi motocicli Honda e pensavo che venissero importati; solo poco tempo fa ho scoperto che invece sono interamente prodotti in Italia, da maestranze italiane, in un moderno stabilimento che sin dagli anni ’70 sorge ad Atessa (CH).

 Grazie al SWCI (comunità di possessori dello scooter Honda Silver Wing) lo scorso 19 giugno 2009 ho potuto visitare lo stabilimento ed osservare le diverse fasi della produzione.
 
Ci siamo ritrovati all’inizio dell’autostrada per Pescara; la giornata era calda e serena per cui il viaggio in gruppo (una trentina di "scooteroni" Silver Wing Honda) verso Atessa è stato piacevole.
 
I Silver Wing schierati al punto d'incontro
 
All’arrivo siamo stati accolti da un responsabile Honda che ci ha invitato a posteggiare i mezzi in un’area dedicata provvista di gazebo; abbiamo quindi provveduto a registrarci e poi ci siamo recati in una sala conferenze dove il Vicepresidente della Honda Italia ci ha raccontato la storia dell’azienda ed illustrato il ciclo produttivo rispondendo anche a molte nostre domande.
 
L'arrivo allo stabilimento della Honda Italia di Atessa
 
In questa prima fase dell’incontro ho potuto constatare che la Honda Italia è estremamente attenta (direi quasi ossessionata) da due aspetti della produzione: sicurezza e qualità
 
In tutti i discorsi fatti dai responsabili della società queste due caratteristiche sono state sempre presenti, sia per quanto riguarda il ciclo produttivo, sia per quanto concerne i prodotti finali.
Mi sento tranquillamente di affermare che in ogni singola descrizione queste due parole sono state sempre presenti … sicurezza e qualità: sicurezza sulla catena di montaggio che si riperquote nella qualità dei motocicli; qualità dei singoli componenti che rende i motocicli prodotti da Honda Italia affidabili e sicuri nel tempo. Ed ancora, analisi dei problemi e loro risoluzione che determina un miglioramento della qualità con conseguente innalzamento del livello di sicurezza. Insomma, qualità e sicurezza sono gli obiettivi principali di Honda Italia.
 
Dopo la presentazione siamo stati ospiti per il pranzo nella mensa della stabilimento e, dopo il caffè, è iniziata la visita vera e propria dell’impianto dove vengono realizzati vari modelli di motocicli (CB1000R; Hornet, CBF 600, CBF 1000, S-wing e tutt i modelli di varia cilindrata PS e SH) ed il motore multiuso (tagliaerba e simili) Power GCV135/160.
 
Panoramica dello stabilimento Honda Italia di Atessa
 
Proprio perché la Honda è molto attenta a qualità e sicurezza tantissimi particolari (ad esempio, tutti quelli coinvolti direttamente nella sicurezza del motociclo come serbatoi, telai, motori etc) vengono prodotti all’interno dello stabilimento, mentre altri particolari sono realizzati da ditte esterne certificate che lavorano su specifiche della Honda Italia. Il ciclo produttivo vede impiegate circa 1000 unità nello stabilimento della Casa ed approssimativamente 2000 persone nelle ditte esterne che forniscono i vari componenti.
 
La Honda da sempre è all’avanguardia nell’applicazione delle nuove tecnogie ai cicli produttivi ed anche nello stabilimento di Atessa questa filosofia viene adottata dedicando sforzi enormi alle innovazioni. I vari pezzi vengono lavorati da macchine modernissime a controllo numerico che garantiscono una precisione al millesimo di millimetro in campo tridimensionale. I reparti di fonderia in pressofusione e di saldatura sono completamente robotizzati per  assicurare la precisione necessaria a garantire la prevista qualità e la sicurezza dei singoli componenti. Le linee di montaggio sono pensate con l’obiettivo di garantire in ogni momento l’incolumità agli adetti; inoltre sono anche previsti vari punti intermedi dove viene verificata costantemente la qualità dell’assemblaggio.
 
Tutti, ripeto TUTTI, i motocicli vengono controllati singolarmente su banchi prova in modo da verificare la rispondenza con i parametri di progettazione ed il corretto funzionamento dei componenti; inoltre ogni motociclo, a fine produzione, è sottoposto a 3 (tre) controlli visivi: a fine assemblaggio, durante la prova al banco ed alla presa in consegna dagli addetti alla distribuzione! Il risultato è che ogni motocliclo prodotto è perfetto!
I difetti nello stabilimento della Honda Italia non sono ammessi - l'ho visto con i miei occhi!
 
L’esperienza è stata veramente entusiasmante; mi è difficile descrivere alcuni dettagli delle lavorazioni, ma quello che mi preme mettere in evidenza è che la Honda Italia è un’azienda italiana che produce motocicli al top per qualità e sicurezza. Dietro alle moto Honda prodotte ad Atessa ci sono operai, impiegati, progettisti e dirigenti italiani che lavorano con passione – anche in questo momento di grave crisi – per realizzare prodotti che si distinguono per affidabilità, confort, qualità e sicurezza.
 
In Italia c’è una strana situazione: le aziende italiane vanno a produrre in Vietnam, Polonia, Cina o India mentre ci sono aziende straniere che vengono a produrre nel nostro paese costruendo stabilimenti che danno lavoro a tante famiglie. 
 
Prodotto italiano?
 
Fino a qualche tempo fa mi sentivo quasi in colpa a guidare un prodotto Honda, oggi ne sono felice perché ora so che acquistandolo ho contribuito a dare lavoro a dipendenti italiani.
 
Compagnia aerea italiana
 

Lufthansa Italia – nuova compagnia aerea italiana

Gita in Sardegna

Per il ponte del 2 giugno (venerdì 29 maggio – martedì 2 giugno) ho fatto una breve vacanza in Sardegna con il Silver Wing.

La gita era stata programmata da tempo e prenotando con largo anticipo sia il traghetto che l'albergo i costi sono stati particolamente contenuti (43€ per il traghetto della Sardinia Ferries Civitavecchia-Golfo Aranci, a/r con moto; 47€ al giorno per il soggiorno nell'albergo Club Hotel Laconia con trattamento di ½ pensione).

Non ero mai stato in Sardegna e non avevo mai preso un traghetto su una lunga distanza per cui ero particolarmente curioso.

Sono partito da casa verso le 10.45 per essere certo di arrivare a Civitavecchia per tempo (raccomandano di essere presenti all'imbarco almeno 1 ora prima della partenza prevista per le 14.15); tempo splendido e, dopo una sosta nell'area Tirreno Est dell'autostrada per fare carburante, sono arrivato al porto con largo anticipo. Qualche difficoltà per trovare il luogo d'imbarco a causa della completa mancanza d'indicazioni, ma dopo aver chiesto ad un addetto ho raggiunto l'area dedicata che è situata in una zona desolata a nord del porto.

Imbarcato lo scooter Silver Wing senza problemi (provvedono gli addetti a legarlo opportunamente) mi sono recato sul ponte all'aperto e sistemato per la traversata che è avvenuta con mare calmo in una stupenda e calda giornata. L'arrivo a Golfo Aranci è avvenuto con qualche minuto di ritardo; ho perso circa mezz'ora per riprendere lo scooter ed avviarmi verso l'albergo situato a La Conia, una frazione di Cannigione, cittadina sul Golfo di Arzachena.
Veloce cena a buffet e poi una breve escursione a Porto Cervo che era desolatamente deserta: nonostante il ponte festivo non ho visto una grossa presenza di turisti.

Il sabato ho effettuato la prima gita programmata che mi ha portato ad esplorare tutta la costa nord della Sardegna. Partito verso le 9.00 ho visitato varie cittadine, che hanno tutte delle spiagge stupende, per poi proseguire verso Castelsardo e quindi Stintino, ubicato sull'omonima penisola che si protende verso l'Asinara, situata a brevissima distanza; da Capo Falcone, nella zona della Torre Pelosa sulla punta estrema della penisola, è possibile ammirare dei paesaggi bellissimi.

Veduta di Castelsardo

Veduta di Castelsardo

Stintino - Torre Pelosa

Stintino – zona di Torre Pelosa a Capo falcone

Dopo aver visitato tutta la zona e scattato qualche foto mi sono avviato con calma verso Olbia. Le strade in Sardegna sono buone con l'asfalto ben mantenuto, ma ci sono dei tratti pieni di curve e tornanti che non consentono medie molto elevate: da Stintino a La Conia sono circa 180 km e io ho impiegato circa 2 ore e 20' inclusa una brevissima sosta per un caffè e fare benzina. Il percorso di questa gita è visualizzata nella mappa con le stelline rosse.

NOTA: in Sardegna, fuori dai grossi centri abitati, ci sono pochissimi distributori per cui è meglio viaggiare sempre con il serbatoio sufficientemente pieno.

La domenica (tragitto identificato dalle stelline verdi), secondo giorno della breve vacanza in Sardegna, il tempo ha iniziato a peggiorare con la comparsa di qualche nuvolone.
Nella mattinata ho avuto un piccolo contrattempo per cui ho dovuto cambiare il programma della gita che prevedeva la visita di tutte le località a sud della Costa Smeralda fino ad arrivare a San Teodoro. Ho invece prima raggiunto direttamente San Teodoro percorrendo una strada a scorrimento veloce per poi proseguire verso sud seguendo la litoranea fino a Cala Gonone, famosa per le Grotte del Bue Marino.

Veduta panoramica della zona di Cala Gonone

Una veduta panoramica della zona di Cala Gonone

Nel frattempo il tempo era peggiorato ed iniziava a cadere anche qualche goccia di pioggia per cui ho iniziato a riavvicinarmi all'albergo percorrendo la statale a scorrimento veloce verso Olbia. Durante il tragitto le condizioni meteorologiche sono rapidamente migliorate è così ho potuto visitare il luoghi che la mattina avevo saltato: La Cinta, Lu Impostu, Capo Coda Cavallo, Punta Molara, Punta Saline, Golfo Aranci, Porto Rotondo per poi arrivare  verso le 18 nella piazzetta di Porto Cervo finalmente popolata di un po' di vacanzieri.

La piazzetta di Porto Cervo

La piazzetta di Porto Cervo

La sera, dopo cena, ho assistito ad una simpatica manifestazione del Fiat 500 Club Italia per il "Tour Costa Smeralda in 500” poi, stanco, sono andato a dormire presto in previsione dell'impegnativo giro schedulato per il giorno seguente.

Mi sono addormentato sotto una pioggia battente … e mi sono risvegliato mentre era in atto un violento temporale; ma non mi sono scoraggiato: quando il tempo è brutto non può far altro che migliorare  Sardegna Gita in Sardegna

Ed infatti verso le 9.30 il cielo si è aperto ed io sono salito di nuovo in sella al mio Silver Wing per dirigermi verso Capo Caccia (itinerario marcato dalle stelline fuxia), sulla costa occidentale della Sardegna, nel territorio di Alghero.

La strada per arrivare a Capo Caccia passa nel territorio del comune di Codrongianos (in provincia di Sassari) dove c'è la stupenda e suggestiva Basilica della Santissima Trinità di Saccargia, chiesa edificata nel corso del XII secolo in stile "romanico-pisano". Mi sono fermato per visitarla e prendere un caffè mentre si scatenava un brevissimo, ma violento temporale.

Basilica della Santissima Trinità di Saccargia

Una veduta della Basilica della Santissima Trinità di Saccargia

Dopo pochi minuti ha smesso di piovere e così ho continuato il viaggio verso Alghero e Capo caccia, luoghi che meritano assolutamente di essere visti per la bellezza della natura che è veramente "mozzafiato".

Capo Caccia

Stupenda veduta da Capo Caccia

Dopo aver scattato qualche foto ed ammirato i paesaggi mi sono avviato verso il ristorante "Il Pavone" che si trova nella piazza del porto di Alghero per gustare finalmente qualche specialità della cucina sarda. Nei precedenti giorni a pranzo avevo mangiato solo panini e la sera a cena qualcosa dal buffet dell'albergo che, per la verità, non ho trovato di mio completo gradimento; anche se confermo l'ottimo rapporto qualità/prezzo del servizio in generale.

Comunque, al ristorante ho ordinato: spaghetti con bottarga e vongole e una pescatrice (coda di rospo) in padella con melanzane, il tutto annaffiato con dell'ottimo Vermentino della Sella & Mosca. Ho gustato le ottime pietanze seduto all'aperto ammirando il panorama.

Spaghetti bottarga e vongole - ristorante "Il Pavone" - Alghero

Spaghetti bottorga e vongole – Ristorante "Il Pavone" ad Alghero

Dopo la sosta, ritemprato dall'ottimo cibo, ho ripreso il Silver Wing e con mooooolta calma ho continuato la gita verso Bosa percorrendo una strada panoramica a picco sul mare con vedute veramente mozzafiato. La costa occidentale della Sardegna mi è sembrata molto più bella e suggestiva, forse perché ancora non è stata vittima della speculazione edile come la Costa Smeralda che a me è apparsa deturpata dalle troppe e brutte costruzioni realizzate una attaccata all'altra.

Una veduta della costa a sud di Alghero

Una veduta della costa a sud di Alghero

Andando verso Bosa ho fatto parecchie soste per ammirare il paesaggio e scattare qualche foto, poi, arrivato a Bosa Marina ho fatto benzina e mi sono avviato sulla strada del ritorno percorrendo delle strade interne molto suggestive. Sono arrivato in albergo verso le 19 un po stanco: dopo tre giorni ed oltre 1100 km percorsi con il Silver Wing in Sardegna la fatica iniziava a farsi sentire!

Il ritorno è stato "regolare"; sveglia presto per arrivare al porto di Golfo Aranci prima delle 7, traversata con il mare leggermente mosso e poi il tragitto verso casa dove sono arrivato verso le 15.30.

È stata un'esperienza veramente piacevole che consiglio a chiunque voglia fare una vacanza in scooter o moto. Se la gita in Sardegna viene programmata per tempo e in un periodo che non sia luglio ed agosto la spesa è veramente contenuta ed i paesaggi che si ammirano sono indimenticabili e giustificano da soli il viaggio.
Le strade sarde sono buone, ma ricche di curve che qualche volta nascondono delle insidie: ad esempio io ho incontrato una grossa tartaruga che attraversava la strada.
Il traffico e poco per cui non s'incontrano quasi mai rallentamenti, l'unica cosa a cui bisogna prestare attenzione è il carburante: i distributori sono pochi, a volte molto distanti, ed è facile, per chi non è abituato, rimanere senza benzina.

I percorsi delle gite in Sardegna

I percorsi delle gite in Sardegna fatte con il Silver Wing

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Tutte le foto della gita in Sardegna

Santuario della Mentorella

Grazie allo scooter Silver Wing sto scoprendo dei luoghi fantastici; la scorsa domenica mattina sono andato a visitare, insieme agli amici della Silver Wing Community Italia (ben 32 scooters), il Santuario della Mentorella – di cui non conoscevo l'esistenza.

La Scala Santa del Santuario della MentorellaIl Santuario della Mentorella si trova nel territorio del comune di Capranica Prenestina che dista solo una cinquantina di chilometri da Roma. Il territorio di Capranica è particolarmente ricco di paesaggi suggestivi ammirabili anche da Monte Guadagnolo (la frazione di Guadagnolo, con i suoi 1218 mt sul livello del mare, è il paese più alto del Lazio) che si raggiunge grazie ad una strada ricca di curve e tornanti.

Il Santuario è dedicato a Santa Maria delle Grazie, è ubicato su una roccia a strapiombo e per tale motivo offre uno scenario veramente unico. Fu costruito nel IV° secolo dall'imperatore Costantino sul luogo della conversione di S. Eustachio ed ospita una grotta naturale (che si trova dietro la chiesa) dove San Benedetto da Norcia visse per due anni. Nella chiesa è conservata una preziosissima statua in legno della Madonna delle Grazie e del Bambino; il Santuario è custodito dai Padri Resurrezionisti Polacchi e nel 1978 fu visitato da Giovanni Paolo II che vi si recò subito dopo essere stato eletto al soglio pontificio.

Il Santuario della Mentorella è aperto nei giorni feriali dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, mentre la domenica e festivi è possibile visitarlo dalle 8.00 alle 19.00.

Il complesso è facilmente raggiungibile grazie ad una strada in ottime condizioni; per chi viene da Roma si attraversa Palestrina e poi si prosegue in salita verso Capranica Prenestina, Guadagnolo per poi raggiungere il Santuario dopo un brevissimo tratto in discesa.

Percorso per il Santuario della Mentorella

Ci eravamo dati appuntamento a Palestrina alle 10.00; dopo una rapida sosta per un caffè ci siamo avviati verso Capranica dove abbiamo sostato brevemente per qualche foto ricordo. Abbiamo proseguito verso Guadagnolo ed il Santuario dove siamo giunti poco dopo le 11.

La foto sulla piazza di Capranica

Abbiamo visitato il complesso con la suggestiva grotta di San Benedetto, percorsa la Scala Santa e poi, poco dopo le 12, c'è stata la suggestiva benedizione dei proprietari e dei mezzi allineati in bella mostra sull'ampio piazzale della Chiesa.

La benedizione al Santuario della Mentorella

È stata veramente una bella gita in una splendida zona a due passi da Roma che offre anche tanti ampi spazi per picnic: in poche parole una mattinata di una serena e calda giornata di maggio, passata in allegria insieme a gente simpatica in un luogo d'interesse storico e con un paesaggio stupendo.

Paesaggio dal Santuario della Mentorella

Uno dei paesaggi che è possibile godere dal Santuario della Mentorella

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Navigatore Garmin Zumo 500 D Europa

Possiedo uno scooter Silver Wing della Honda che uso intensamente, anche per fare mototurismo nei tanti luoghi d'interesse che offre l'Italia.

Come ho descritto qualche giorno fa in un post avevo adattato al mio scooter un vecchio navigatore Becker che, non essendo specifico per moto, non è impermeabile e quindi non può essere utilizzato quando piove.

Usando il navigatore durante le gite con lo scooter ho constatato che per poter essere utilizzato agevolmente deve avere alcune caratteristiche particolari; ad esempio, i pulsanti devono essere grandi per essere selezionati facilmente anche indossando i guanti, e lo schermo deve essere antiriflesso e con un forte contrasto per risultare leggibile anche con il sole: viste le difficoltà sperimentate ho deciso di acquistarne uno specifico per moto.

Sul mercato non c'è una grande disponibilità di navigatori impermeabili, e praticamente la scelta si riduce ai prodotti della TomTom (TomTom Rider) e della Garmin (Zumo).

Gli amici del SW Club mi hanno tutti consigliato il TomTom Rider; visto il prezzo proibitivo del nuovo, ho provato ad acquistarne uno usato versione 1 su eBay senza riuscire mai ad aggiudicarmelo in quanto tutte le aste a cui ho partecipato si sono concluse ben oltre i 300€ + spese di spedizione, prezzo a mio avviso troppo elevato per un navigatore non più in produzione.

Ho così iniziato a cercare un GPS della Garmin e la mia scelta è caduta, sempre per motivi di costo, sul modello Zumo 500D Europa.

Ho trovato un negozio online che lo vendeva a 262€, spese di spedizione incluse: l'ho ordinato e dopo un paio di giorni ho ricevuto il prodotto nuovo, sigillato nella sua scatola.

Controllando le caratteristiche del navigatore sul sito della Garmin alcune cose mi erano risultate poco chiare, ma mi sono fidato del "marchio" e l'ho acquistato pensando di trovare tutte le spiegazioni nei manuali d'uso/istruzioni.
Ad esempio, nel sito della Garmin non ero riuscito a scoprire le caratteristiche degli auricolari da collegare con tecnologia bluetooth, oppure la capacità della scheda di memoria SD aggiuntiva, o ancora i suggerimenti per usare il navigatore in auto.
A me sembra scontato, ma evidentemente non è così, che se una persona compera un GPS per la moto poi desideri usarlo anche sulla sua macchina!

Comunque, la confezione del Garmin Zumo 500D Europa contiene:

  • Navigatore con mappe d'Italia e Gracia (solo zona Atene) già precaricate
  • DVD con le mappe d'Europa ed un software per la gestione delle stesse (preparazione di itinerari e trasferimento di dati [mappe, percorsi e way points] sul navigatore
  • CD con il manuale d'uso del navigatore in formato .pdf
  • Supporti della Ram Mount per installare il navigatore sulla moto
  • Custodia
  • Caricabatteria AC (per casa)
  • Cavo di alimentazione per collegare il supporto all'impianto elettrico della moto
  • Cavo interfaccia USB da usare con il PC di casa
  • Un piccolo cacciavite con punta speciale Navigatore Zumo
  • 2 mascherine personalizzate di colore nero
  • Guida rapida di riferimento (un cartoncino che illustra in modo sintetico i comandi essenziali) Zumo Garmin
  • 2 adesivi Garmin
  • Vari foglietti tra cui uno di colore giallo-arancio con i codici di sblocco del software, che se lo perdete siete fottuti Garmin Zumo 500 Europa

La prima cosa che mi ha lasciato molto perplesso sono state le istruzioni suddivise su vari foglietti; io mi aspettavo di trovare il classico opuscolo/libricino con le solite istruzioni passo – passo.

Ho letto con cura le cose da fare, ho provato ad inserire una scheda di memoria SD da 4GB e verificato che venisse letta, poi ho installato il software sul PC di casa e quindi mi sono registrato sul sito Garmin per scaricare gli aggiornamenti.
La procedura di registrazione l'ho trovata lunga e complicata, non ricordo quanti plugin ho dovuto installare nel browser per poter completare la registrazione e scaricare l'aggiornamento: in poche parole … una vera rottura! Software Garmin Zumo

Finalmente sono riuscito a scaricare il file per l'aggiornamento delle mappe … una bestia che si chiama Garmin_rmu_cneunt2010.exe e che pesa zippato ben 3.03 GB (avete letto bene: 3.03 Gigabyte zippato).

Stando alle istruzioni del sito il programma si sarebbe dovuto avviare automaticamente, ma niente. Ho provato a lanciarlo, ma ogni volta mi faceva crashare il PC; ho pensato che il file si fosse corrotto durante il download e così l'ho scaricato di nuovo, ma ancora niente! Ho fatto una ricerca nel web ed ho scoperto che non ero il solo ad avere lo stesso problema dovuto al fatto che il file è compresso ed "autoscompattante" e che, in caso di difficoltà,  basta estrarre i files usando programmi come WinRar o 7zip. L'ho scompattato e … sorpresa: all'interno della cartella ho tovato un readme.txt che recita: "If you have manually extracted the compressed file run Setup.exe in the Windows subdirectory to begin the update process." .
Ma dico … cari tecnici della Garmin, visto che conoscete il problema perché non mettete una noticina nella pagina di download così evitate casini ai vostri clienti? GPS Garmin

Ilsupporto del navigatore Garmin ZumoDopo qualche oretta, completati finalmente gli aggiornamenti, ho iniziato a pensare a come poterlo usare sia in moto che in macchina visto che il kit della Garmin per montarlo sull'auto costa un "botto".

Per problemi d'impermeabilità lo Zumo non ha gli altoparlanti incorporati ma, oltre al bluetooth, dispone sul supporto di un jack per il microfono e di un'uscita per l'audio. Sullo stesso inoltre ci sono una presa per l'alimentazione elettrica ed una porta mini USB che, dopo varie ricerche, ho scoperto servire per il collegamento degli accessori come l'antenna esterna (la porta viene mostrata a pag. 5 del manuale; come usarla è invece a pag. 51 sotto la voce "Accessori opzionali").

Il supporto è abbastanza grande ed antiestetico per cui ho cercato una soluzione che mi consentisse di rimuoverlo rapidamente.

Visti gli attacchi esistenti mi sono procurato per 7 euro:

  • 2 spinotti elettrici maschio
  • 1 spinotto elettrico femmina
  • 2 spine da accendisigari

Ho tagliato il filo dell'alimentazione fornito con il navigatore vicino alla spina speciale da collegare al supporto ed ho installato lo spinotto elettrico maschio avendo cura di mettere il negativo sul polo esterno per evitare corti circuiti nel caso di un contatto accidentale con il manubrio che è a massa.

Il restante filo l'ho tagliato in due a misura ed ho montato uno spinotto femmina (il negativo sempre all'esterno) su un capo, ed una spina per accendisigari sull'altro. Un filo l'ho installato sul Silver Wing fissandolo con delle fascette a strappo; quando devo montare il navigatore mi basta collegare gli spinotti ed infilare la spina nell'accendisigari. L'altro filo invece lo uso in macchina passandolo semplicemente sul piantone dello sterzo.

Per poter fissare il navigatore nell'auto ho comperato un attacco commerciale a ventosa (~ 10€) con un braccetto a sfera a cui collego lo snodo della Ram Mount che sorregge il supporto.

Sistemata l'installazione e l'alimentazione elettrica sui due mezzi dovevo però ancora risolvere il problema dell'audio in macchina. È bastato acquistare dei minispeakers alimentati a batteria con jack da 3.5 mm (si trovano a 10-20€). Il navigatore Garmin Zumo 500D riproduce anche file audio MP3 caricati sulla scheda di memoria SD, se desiderate avere un suono di qualità potete collegarlo all'impianto stereo dell'auto; sulla mia che ha il lettore di cassette ho utilizzato un vecchio adattatore che s'inserisce al posto del nastro … et voilà … anche l'audio stereo!

Ilnavigatore Garmin Zumo installato in un'auto

Il navigatore Garmin Zumo installato in un'auto
notare i mini speakers per l'audio ed il cavetto per l'alimentazione elettrica prelevata dall'accendisigari

Per ascoltare la musica e/o le istruzioni vocali sullo scooter al momento uso dei normalissimi auricolari; caso mai quando vorrò integrare il navigatore anche con un telefono cellulare bluetooth cercherò un prodotto tipo quelli commercializzati dalla Cardo.

Il sistema di blocco del navigatore Garmin ZumoA questo punto sicuramente vi chiederete: ma il cacciavite speciale a che cosa serve? Il navigatore viene bloccato nel supporto da un sistema a fuoricentro. Per sicurezza hanno messo una vite microscopica che fissa la linguetta di blocco. La vite ha una filettatura che, anche se non viene avviatata, lo fa  spontaneamente con le vibrazioni. Morale della favola: ogni volta che si vuole togliere il navigatore dal supporto (ad esempio quando ci si ferma per prendere un caffè) è necessario usare il cacciavite!!! Navigatore GPS garmin Zumo

Per concludere questa lunga chiaccherata, a mio parere:

  1. La Garmin dovrebbe migliorare le istruzioni che al momento appaiono scarse e poco chiare;
  2. semplificare/riunire i software. Adesso ce ne sono tre: uno per pianificare/aggiornare, un'altro per installare gli aggiornamenti ed un'altro ancora per gestire i POI (Point of Interest). 3 sono veramente troppi, basterebbe un programmetto gratuito come ITNconv se il navigatore accettasse files standard.
  3. Non è pensabile commercializzare un navigatore da moto che per essere utilizzato in auto necessita di un ulteriore kit che costa ben oltre i 100€, con poche modifiche introdotte in produzione il prodotto sarebbe usabile su mezzi diversi senza dover acquistare componenti aggiuntivi.
  4. Serve una soluzione migliore per il blocco di sicurezza: la micro-vite è veramente poco pratica; un cavetto con un piccolo moschettone da fissare ad uno dei tanti cavi sul manubrio delle moto è un sistema molto più semplice, ma anche più efficace della vite di blocco perché se si rompe il supporto il navigatore rimane comunque attaccato alla moto!

Riflessione finale

Quando un marchio o un prodotto hanno un gran successo c'è sempre un motivo; ed in genere sono la facilità d'uso e la compatibilità con sistemi standard a fare la differenza!

Visita a Norcia e Cascia

Con gli amici del Silver Wing Club italia Top Rider organizziamo spesso delle gite in scooter (almeno una volta al mese), generalmente nei weekend oppure di domenica.

Per il 3 maggio era stata programmata una gita a Norcia (PG) con pranzo al sacco nella zona di Castelluccio, frazione di Norcia ubicata nello stupendo Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Come sempre, noi del gruppo romano, ci siamo dati appuntamento in un’area di servizio poco fuori il Grande Raccordo Anulare per poi proseguire in “colonna” verso la destinazione.

Purtroppo il tempo, nonostante il periodo primaverile, non è stato clemente: ci ha risparmiato la pioggia, ma ci ha regalato vento gelido con temperature decisamente inferiori alla media.

A causa del clima siamo stati costretti a riprogrammare il percorso della gita e così, invece di percorrere la Via Salaria verso Rieti, Posta e Savelli, abbiamo preferito proseguire per Orte, Terni e poi la famosa SS209 (la strada della Valnerina) verso Norcia. La strada della Valnerina è nota ai motociclisti che la percorrono per provare i loro mezzi nelle numerose curve, ma anche per ammirare gli stupendi panorami.

Il Silver Wing è uno scooter che anche nei percorsi misti si fa apprezzare: l’ottima manegevolezza, la progressività del motore, dei freni e della trasmissione unite ad una buona riserva di potenza permettono di percorrere strade ricche di curve e tornanti ad andatura elevata senza incertezze.

Nonostante l’abbigliamento “invernale” siamo arrivati a Norcia un po’ infreddoliti e ci siamo riscaldati bevendo un buon caffè caldo. Dopo aver visitato il centro della città abbiamo deciso di pranzare in un ristorante visto che grandi nuvoloni neri e la temperatura “rigida” sconsigliavano il “pranzo al sacco” nella zona di Castelluccio.

Una delle storiche porte d'ingresso a Norcia

Una delle storiche porte d’ingresso a Norcia

La piazza centrale di Norcia

La piazza centrale di Norcia

La scelta è caduta sul ristorante “Granaro del Monte” che fa parte del gruppo “Bianconi Ospitalità” e che, con i suoi oltre 150 anni di storia, è il più antico dell’Umbria. Per 19,90€ abbiamo gustato il “menù di Anna” a prezzo fisso che comprende:

  • Cannelloni con ricotta e spinaci
  • Tagliatelle alla norcina
  • Agnello arrosto, salsicce alla brace, vitello al Sagrantino
  • Patate al forno
  • Dolce del Granaro
  • Acqua e vino rosso della casa
  • Caffè (non incluso)
  • Ammazza caffè (gentilmente offerto)

Dopo la sosta al ristorante e l’acquisto di alcuni prodotti tipici locali abbiamo ripreso i nostri Silver Wing per dirigerci verso Cascia con la sua Basilica di Santa Rita.

Una tipica norcineria umbra

Una tipica norcineria umbra

Abbiamo visitato il Santuario, scattata qualche foto ricordo e poi ci siamo riavviati con calma in direzione di Roma percorrendo sempre la strada della Valnerina. Abbiamo incontrato molto traffico con lunghe file sia sulla E45 verso il casello autostradale di Orte, che sull’autostrada verso Roma, ma per fortuna con lo scooter è facile evitarle.

La Basilica di Santa Rita da Cascia

La Basilica di Santa Rita da Cascia

Che dire, un’altra giornata passata tranquillamente ed allegramente in sella al Silver Wing ed in compagnia di amici simpatici che hanno la stessa passione per il “plasticone” della Honda e le gite all’aria aperta.

Tutte le foto sono disponibili su Flickr, anche per il download  😉

Gita al Circeo

Sabato scorso, 25 aprile – festa della Liberazione, finalmente c’è stata una bella giornata di sole con temperatura mite e niente vento, e così dopo pranzo ne ho approfittato per fare una gita al Circeo.

Qualche giorno prima avevo terminato l’installazione del navigatore satellitare sul mio Silver Wing, ma non lo avevo ancora provato in un viaggio e così ho colto la palla al balzo per farmi un tranquillo giretto che mi permettesse di verificare la qualità delle indicazioni fornite dal navigatore Becker con software Nav N Go iGO 8: ho impostato come destinazione "Circeo centro città" e mi sono lasciato guidare seguendo tutte le indicazioni fornite.

Devo dire che il GPS mi ha impressionato positivamente visto che mi ha condotto sulla Via Nettunense e poi, tramite una strada secondaria, sulla statale Pontina SS148 fino a destinazione segnalandomi correttamente tutti i limiti di velocità, i distributori di benzina etc.

C’era poco traffico e, pur viaggiando a velocità veramente moderata (la classica "passeggiata"), sono arrivato al Circeo in poco tempo; ho preso un ottimo caffè, ho scattato qualche foto e poi ho pensato: è presto … quasi, quasi procedo verso Sperlonga e Gaeta visto che è un po’ di tempo che non vado da quelle parti. Ho riacceso il navigatore satellitare, ho impostato come nuova meta direttamente Gaeta e ho riavviato il fedele Silver Wing per percorrere un’altro po’ di chilometri.

Una veduta dal Circeo

Una veduta dal Circeo

Il Silver Wing posteggiato al Circeo, in Via del Faro

Il Silver Wing posteggiato al Circeo, in Via del Faro

Una veduta dal Circeo guardando verso Sperlonga

Veduta con Sperlonga sullo sfondo

Viaggiare con SW è veramente un piacere perché è comodo, silenzioso, ha una carenatura molto aerodinamica che protegge perfettamente dal vento, è parco nei consumi ed ha una riserva di potenza che agevola i sorpassi e che consente, sui tratti di strada che lo permettono, di mantenere medie molto elevate.

Il tragitto verso Sperlonga e Gaeta me lo sono proprio gustato; bei paesaggi e molte curiosità da osservare in prossimità delle spiagge parecchio affollate di gente vista la stupenda giornata.

Veduta della costa vicino Sperlonga

Veduta della costa vicino Sperlonga

Una spiaggia di Gaeta

Una spiaggia di Gaeta (quella a Nord)

Da Gaeta, dopo una breve sosta, ho iniziato il viaggio di ritorno che mi ha portato a ripercorrere, dopo moltissimi anni (oltre 25), la mitica "Fettuccia di Terracina" (viene chiamato così un lunghissimo tratto dell’Appia [Strada Statale 7] tra Cisterna di Latina e Terracina che ha la caratteristica di essere perfettamente dritta – è infatti, con i suoi oltre 40 km, uno dei rettilinei più lunghi d’Italia). Ho così fatto anche la piacevole scoperta che a Cisterna di Latina è stata realizzata una tangenziale che evita l’attraversamento della città; da Velletri a Terracina il manto stradale dell’Appia è in ottime condizioni e non ho trovato molto traffico (decisamente inferiore a quello sulla Pontina) per cui è una strada che consiglio di tenere in considerazione per viaggi verso Sperlonga e Gaeta.

Volevo fare solo un gita al Circeo … ed invece senza accorgermene ho percorso circa 240 km con il mio Silver Wing.

 

Installazione di un navigatore satellitare (GPS) sul Silver Wing

I navigatori satellitari sono una gran comodità specie quando si viaggia in zone poco conosciute. Siccome con il mio Silver Wing ho intenzione di compiere lunghi viaggi anche all’estero ho deciso di dotarlo di un navigatore satellitare. Ci sono diverse case che commercializzano prodotti specifici per moto (TomTom e Garmin, tanto per citare i più famosi) le cui principali caratteristiche sono di essere impermeabili, compatti … ed abbastanza costosi.

Poiché avevo a disposizione un vecchio Becker ho provato ad installarlo sul mio Silver Wing. All’inizio ho pensato di montarlo al centro del manubrio utilizzando una piastra autocostruita da fissare utilizzando i due bulloni esistenti, ma poi ho preferito collegarlo ad un "corno" del manubrio in modo da posizionarlo alla stessa altezza dello specchietto retrovisore, questo per poterlo raggiungere con un colpo d’occhio senza distogliere lo sguardo dalla strada. 

Grazie al forum del Silver Wing Club Italia Top Rider ho scoperto che in Italia c’è una ditta che commercializza i componenti di fissaggio della Ram Mount che permettono di installare vari accessori come telefoni cellulari, palmari, computers portatili, navigatori satellitari, canne da pesca, bicchieri, videocamere, macchine fotografiche, etc su qualsiasi tipo di veicolo: dall’aeroplano alla bicicletta, dalla moto alla canoa!

Consultando il catalogo online della Ram Mount ho visto che per l’installazione di apparati elettronici sul Silver Wing sono disponibili varie soluzioni; io ho scelto una staffa collegabile ai bulloni di fissaggio delle leve dei freni, un’asta snodata da 9 cm ed un supporto universale regolabile adatto per palmari e telefoni di varie dimensioni.

L’installazione si è rivelata semplicissima; è bastato rimuovere gli elementi di fissaggio originali ed installare la staffa Ram Mount sostituendo i bulloni  con altri dello stesso diametro, ma lunghi 5 cm.

NOTA: quelli forniti con la staffa non sono adatti in quanto hanno il passo della filettatura diverso, ma basta recarsi in un qualsiasi negozio di ferramenta/autoricambi per trovarli.

Per sostenere il mio navigatore satellitare Becker – che ha uno spessore "rilevante" di circa 3 cm – ho assemblato il supporto universale come indicato nella foto utilizzando alcuni degli elementi in dotazione (vengono forniti 14 pezzi di varie dimensioni che permettono di realizzare configurazioni diverse idonee a sostenere accessori di tipo e dimensioni differenti).

Il supporto per il navigatore satellitare

Come si vede dall’immagine, per essere certo di non perdere il navigatore durante la marcia ho preferito bloccarlo anche con due elastici ricavati tagliando una vecchia camera d’aria.

Terminata l’installazione del supporto ho sistemato l’alimentazione elettrica utilizzando come presa quella di cui è dotato il Silver Wing nel vano porta oggetti sinistro. È bastato praticare un foro e far passare il cavo dell’alimentazione ancorandolo al manubrio come indicato nella foto. Per evitare infiltrazioni d’acqua ho sigillato il foro con un po’ di silicone.

Il cavo di alimentazione del navigatore satellitare

Ho provato la praticità d’uso del navigatore in marcia e mi sembra buona; certo rimane il grosso handicap che non è impermeabile. La predisposizione che ho fatto è comunque utilizzabile con qualsiasi tipo di navigatore, per cui quando avrò qualche soldo in più da spendere mi basterà cambiare il mio Becker con un navigatore impermeabile da moto … per adesso quando piove lo proteggo con una busta di plastica Navigatore Satellitare sul Silver Wing !

Navigatore satellitare installato sul Silver Wing

E questo è il navigatore satellitare in uso durante una gita con il Silver Wing

La Pasqua per un bambino

Con gli amici del Silver Wing Club Italia Top Rider ho partecipato all’iniziativa benefica "La Pasqua per un bambino" promossa dall’Associazione Motociclisti Forze di Polizia per cercare di donare un sorriso ai tanti bambini sfortunati ricoverati presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro e per aiutare altre associazioni e case famiglia che si occupano nella zona di bimbi in difficoltà.

Il punto di ritrovo era stato fissato nel parcheggio del Mc Donalds sito in località Torrimpietra sulla Via Aurelia al Km 28 (Direzione Civitavecchia). Al nostro arrivo erano già presenti numerosissimi motociclisti è già si respirava un’aria "gioiosa": credetemi, donare qualcosa fa bene allo spirito, rende sereni e riesce anche a far dimenticare i tanti piccoli problemi che la vita riserva ad ognuno di noi.

Espletate le semplici formalità per l’iscrizione (solo 5 €) abbiamo atteso l’orario di partenza per la consegna dei doni (uova di Pasqua, giochi, materiale didattico, peluche etc) ai piccoli ricoverati del Bambino Gesù chiaccherando ed ammirando i tantissimi motoveicoli presenti: alcune moto storiche e molti motocicli moderni di tutti i tipi e modelli, di cui alcuni ben accessoriati e personalizzati.

La partenza dal parcheggio del Mc Donalds devo confessare che è stata veramente emozianante: centinaia di moto si sono "animate" tutte insieme producendo un brusio che sicuramente non sarà passato inosservato agli abitanti della zona. Scortati da un impeccabile servizio di staffetta effettuato dalle forze dell’ordine ci siamo avviati creando un ordinato e lunghissimo serpentone verso l’ospedale. Solo una volta che siamo arrivati nell’ampio piazzale del Bambino Gesù mi sono reso conto dell’enorme numero di partecipanti e mezzi presenti. Non so indicarvi una cifra esatta …. ma eravamo proprio in TANTI.

Ci sono stati vari brevi discorsi, alcuni molti toccanti; poi per non disturbare troppo i pazienti sono saliti in visita solo alcuni rappresentanti a donare "simbolicamente" i tanti regali raccolti – per la cronaca, i doni hanno riempito 3 camion, di cui uno molto grande.

Terminata la breve cerimonia noi soci del Silver Wing Club ci siamo spostati in una località vicina per un pranzo al sacco.

Questa per me è stata la prima partecipazione ad una simile iniziativa e sono rimasto impressionato dal grande numero di motociclisti che hanno preso parte all’evento e dall’aria festosa, ma responsabile, che ha caratterizzato la manifestazione.

Il mio più sincero GRAZIE agli organizzatori dell’Associazione Motociclisti Forze di Polizia per la stupenda iniziativa, ed agli amici del Silver Wing Club Italia Top Rider per la giornata passata in compagnia.

DONATE, AIUTATE LE PERSONE MENO FORTUNATE …

il vostro spirito ne troverà comunque giovamento!

Le moto schierate per l'evento "La Pasqua per un bambino"

Altre moto alla Pasqua per un bambino

I motoveicoli posteggiati nel piazzale del Bambino Gesù

Gli scooter del Silver Wing Club schierati alla Pasqua per un bambino

Moto speciali alla Pasqua per un bambino

La Lamborghini della Polizia che ci ha scortati alla Pasqua per un bambino