L’Oman in moto

Al termine del mio viaggio in Iran soggiornai per alcuni giorni a Dubai dove feci la conoscenza dei Dubai Riders (sito web  – Instagram), un gruppo di simpatici motociclisti che spesso organizzano viaggi in giro per il mondo e che offrono il loro disinteressato aiuto a tutti i bikers che visitano gli UAE ed i paesi vicini.

Alla fine di agosto 2013 i Dubai Riders visitarono l’Italia ed io li guidai in un tour per le strade di Roma; purtroppo si fermarono solo un giorno e si verificarono anche alcuni inconvenienti tecnici su due delle loro moto, per cui la visita fu forzatamente molto breve e superficiale.

È durante questi incontri che venni a conoscenza delle bellezze dell’Oman, paese di cui ignoravo quasi tutto! Iniziai così a fare qualche ricerca scoprendo che un tour in moto in Oman era fattibilissimo. Ne parlai anche con alcuni amici che – entusiasti – approfittando di tariffe scontate (circa 400€ a/r) acquistarono subito i biglietti aerei per effettuare un viaggio in moto in Oman nel periodo natalizio.

Per vari motivi io avevo invece programmato la vacanza per la fine di gennaio – primi di febbraio, ma poi ho anticipato la partenza e così ho effettuato il tour dell’Oman insieme a loro Viaggio in Oman

Alcune note “pratiche” sul viaggio:

La più grossa difficoltà è stata trovare delle moto adatte alle nostre esigenze. A Dubai le grosse tourer come Harley Davidson e Honda Gold Wing abbondano, ma reperire una “enduro” stradale è veramente un’impresa!
In questo ci hanno aiutato gli amici Dubai Riders procurandoci tre BMW F800GS, motociclette ideali per effettuare il giro in Oman che avevamo in mente.

Gli UAE e l’Oman sono paesi tecnologicamente evoluti, per cui NON abbiamo incontrato alcun problema a prenotare alberghi, prelevare denaro dagli ATM (Automated Teller Machine) o usare telefonini, internet, GPS e video-foto-camere.

La rete stradale ed autostradale è moderna ed efficiente; per non perdersi tra le vie delle grandi città degli UAE e dell’Oman a mio parere è però assolutamente necessario un navigatore satellitare con mappe aggiornate.
Noi abbiamo utilizzato prodotti Garmin con mappe scaricate gratuitamente da http://garmin.openstreetmap.nl/

In UAE ed Oman non ci sono problemi di sicurezza tanto che generalmente è possibile lasciare caschi ed altri oggetti sulla moto senza la necessità di legarli; nel parcheggio custodito dell’albergo a Ras Al Khaimah (UAE) durante la notte abbiamo però subito il furto di un piccolo borsello –  asportato da una valigia laterale di una moto – contenente aggetti di non grande valore (sottoguanti in seta ed altri accessori); la cosa ovviamente ci ha dato molto fastidio e fatto diventare più guardinghi.

I visti d’ingresso vengono rilasciati alle frontiere; le procedure sono semplici ed abbastanza rapide. Un po’ più di tempo è necessario al punto di frontiera per l’accesso al Musandam (penisola a cui si accede solo dal territorio degli UAE)

Per viaggiare in Oman con le moto è necessario stipulare un’assicurazione temporanea (circa 18€ per 10 giorni).

Questo per me è stato il primo viaggio “Fly & Ride” e confesso di aver trovato non poche difficoltà a preparare il bagaglio perché, oltre ai soliti vestiti ed accessori personali, è necessario pensare anche a tutto l’abbigliamento tecnico da moto, ad accessori come il GPS, al casco e a tanti altri piccoli oggetti come elastici, cinghie, fascette, spinotti elettrici etc. Per fortuna il mio amico Frush aveva pronta una lista preparata per altri suoi viaggi, e così è stato tutto più facile.

Cambi valute:
1€ = 5 AED (Dirhams Emirati)
1€ = 0,5 OMR (Omani Rial)

Poiché in Oman gli AED sono accettati (ma non viceversa) ne consegue che 1 OMR = 10 Dirhams (e questo è il cambio che abbiamo trovato stampigliato anche sulle lattine di Pepsi Cola vendute in Oman).

Diario di viaggio “day by day”

Giovedì 19 dicembre 2013

Il mio arrivo ad Abu DhabiHo preso un volo Alitalia ed ho raggiunto Abu Dhabi dove ad aspettarmi in aeroporto c’erano i Dubai Riders con la “mia” BMW F800GS.

Dopo i saluti ed aver preparato la moto siamo andati a cena in un ottimo ristorante a Yas Marina dove ho gustato varie pietanze a base di pesce veramente squisite (abbiamo mangiato all’aperto in una serata stupenda con un clima perfetto)!

Dopo cena ci siamo recati in altre due vicine località per prelevare le moto che sarebbero state utilizzate dai miei compagni di viaggio.

E poi tutti in gruppo verso la mitica Dubai distante circa 130 km per raggiungere l’Hotel Ibis Al Rigga di Deira (pagato 566.40 AED, circa 113€) dove avevo prenotato una camera per 2 notti: guidando di notte sulle perfette strade degli Emirati che scorrono alla base dei grattacieli illuminati ho provato delle sensazioni indescrivibili … veramente una “goduria” Guidare a Dubai verso l'Oman

Venerdì 20 dicembre 2013

Il venerdì ed il sabato sono giorni festivi negli Emirati Arabi; l’amico Saleh (la persona dei Dubai Riders con cui ero stato in contatto dall’Italia) la sera prima mi aveva lasciato avvisandomi che sarebbe stato impegnato per tutto il giorno e che ci saremmo rivisti solo la sera, e così mi ero organizzato per fare un giretto a Dubai per rivedere alcuni dei “simboli” dalla città.

Causa il fuso orario mi sono alzato un po’ tardi, e dopo aver sistemato la moto mi ero diretto verso il lungomare di Dubai per raggiungere il Burj Al Arab percorrendo la Jumeirah Beach Road.

Ero da poco arrivato al Burj Al Arab quando mi ha chiamato Saleh per dirmi se potevo raggiungere l’aeroporto di Dubai. Ho risposto di si, e così in poco più di 20 minuti ho raggiunto la zona scoprendo che l’aeroporto di Dubai con i suoi 3 terminals oggi si estende su un’area vastissima.
Ho richiamato Saleh per farmi dare istruzioni sulla strada da seguire e così poco dopo l’ho superato in autostrada mentre procedeva lentamente con la sua auto … praticamente un rendezvous!
L’ho seguito e quando ci siamo fermati ho avuto una piacevole sorpresa: avrei partecipato al pranzo dei maschi della famiglia! Per me è stato un onore ed un’esperienza interessantissima perché ho anche potuto gustare pietanze tipiche locali a base di pesce, pollo, e carne accompagnati da vari tipi di riso; e poi vegetali, datteri, dolci, frutta e per finire un bel caffè arabo!

Nell’occasione ho provato a mangiare con le mani, ma ho desistito in quanto non riuscivo a “stringere” il riso per portarlo alla bocca senza perderne la metà LOL

Dopo pranzo ho accompagnato Saleh sulla East Cost degli Emirati per incontrare due giovani motociclisti polacchi impegnati in un giro del mondo.

Il territorio degli UAE si estende ad Est fino sul Golfo di Oman dividendo così la Penisola del Musandam dal resto dell’Oman. Inoltre, tra le città di Khor Fakkan e Fujairah c’è l’enclave omanita Madha che ha sua volta contiene il villaggio di Nahwa che invece è parte dell’emirato di Sharjah negli United Arab Emirates. In poche parole un’enclave all’interno di un’altra enclave. Per chi vuole approfondire la storia di queste enclave c’è un’interessante articolo sul giornale online “The National”.

Per l’ingresso nel Musandam è necessario espletare le normali formalità d’immigrazione e doganali, mentre il transito nelle enclavi è libero e senza posti di controllo.

E così – per la prima volta – ho potuto ammirare paesaggi diversi da quelli delle grandi metropoli degli Emirati: enormi distese semidesertiche, ma anche montagne costituite da rocce di un colore rosso scuro e molto friabili.

Raggiungere il luogo dove avevano piantato la tenda i due ragazzi polacchi è stata un’impresa possibile solo grazie al 4×4 su cui viaggiavamo perché la strada sterrata aveva una pendenza incredibile con fondo pietroso, sconnesso e solchi molto profondi! Per me è stata la prima volta e nei tratti in discesa confesso di aver avuto qualche timore.

Abbiamo chiacchierato a lungo con Marta e Bartek ricevendo anche informazioni aggiornate sull’Iran; si era fatto molto tardi e così – dopo averli salutati – li abbiamo lasciati al loro campeggio libero su una spiaggia incastonata in un piccolo bellissimo golfo.

Un’oretta e mezza per rientrare a Dubai, e poi a casa di un ragazzo dei Dubai Riders per vedere in TV un’importante partita di calcio tra due squadre locali.

Era ormai mezzanotte passata quando Saleh mi ha accompagnato a riprendere la moto con cui sono tornato velocemente in albergo seguendo le indicazioni del navigatore ed integrandole con quelle dei cartelli stradali.

Che giornata!!! Mi serviva solo una doccia ed una bella dormita.

Sabato 21 dicembre 2013

È la giornata in cui devo lasciare l’albergo per spostarmi al City Seasons Suites dove abbiamo prenotato un appartamento.

Causa anche il fuso orario (3 ore) mi sveglio tardi, e poi perdo un po’ di tempo per leggere la posta, controllare alcune cose su internet e mandare dei messaggi.
Faccio il check out e lascio i bagagli in deposito per evitare di portarmeli dietro.
Passo al City Seasons Suites per sistemare un problemino (la camera non è prenotata a mio nome, ed io vorrei fare il check in prima dell’arrivo dei miei amici) e poi – vista anche l’ora – decido di passare il resto della giornata nel Dubai Mall perché, è vero che ci sono già andato già diverse volte, ma non l’ho mai visitato con calma!

La strada per raggiungerlo ormai la conosco, per cui non ho problemi ad arrivarci in pochi minuti. Lascio la moto nel grande parcheggio centrale … e per fortuna faccio una foto con i dati per ritrovare il posto 

Nel Mall c’è tutto: pranzo, passeggio, assisto allo spettacolo della Fontana Danzante ubicata nel laghetto alla base del Burj Khalifa ed è ormai sera quando ritorno in albergo per prendere i bagagli lasciati in deposito e spostarmi dell’appartamento nel nuovo albergo.

Verso le 20 m’incontro con i Dubai Riders e, dopo aver preso un caffè, ci spostiamo in un bar dove la serata continua chiacchierando delle loro escursioni off road e mangiando qualcosa all’aperto ammirando lo skyline della città.

L’ospitalità e la cortesia che ci è stata dimostrata dai Dubai Riders è stata ineguagliabile: dopo cena un gruppetto di loro si è organizzato per portare le altre due moto nel parcheggio dell’albergo in modo che fossero subito disponibili anche per i miei amici!

Il volo della Turkish utilizzato dai miei compagni di viaggio prevedeva l’atterraggio verso le 2:30 del mattino, ma nonostante l’ora decido di andare ad aspettarli in aeroporto. Il volo è atterrato in orario, ma purtroppo c’è stata un’amara sorpresa perché si è smarrito il bagaglio di Paola e così è stato necessario perdere quasi due ore per la procedura “lost & found”. Vabbé, pazienza. Raggiungiamo l’albergo, ma l’eccitazione è talmente grande che invece di andare a dormire ci mettiamo a chiacchierare.

Domenica 22 dicembre 2013

Al Bikers Caffè di DubaiCi alziamo molto tardi dopo aver riposato solo per qualche ora, e subito partiamo in sella alle nostre BMW F800GS alla scoperta di Dubai: prima il Burj al-Arab (l’albergo più lussuoso al mondo, simbolo di Dubai e conosciuto anche come “La Vela”), e poi visita al Dubai Mall che è al centro dell’area moderna di Dubai dove c’è anche il “Burj Khalifa”, un grattacielo alto ben 828 mt!

La giornata scorre velocemente, e c’è solo il tempo di tornare in albergo per fare una veloce doccia perché alle 20:00 abbiamo appuntamento con i Dubai Riders. Guidati da loro raggiungiamo una coppia di motociclisti tedeschi (anche loro impegnati in un giro del mondo a tappe), e poi tutti insieme al Bikers Cafe dove passeremo la serata raccontandoci le nostre esperienze di viaggio comodamente seduti all’aperto in una delle tante gradevoli serate invernali di Dubai ma … inizia a cadere qualche goccia di pioggia!

A Dubai la pioggia è una cosa veramente rara, ma con noi c’era l’amico Giovanni meglio conosciuto con il soprannome di Bagnato Zuppo (abbreviato in BaZu) … un nome, un programma: c’è poco da fare, dove c’è lui piove; punto e basta! E così è stato anche a Dubai!

Rientriamo in albergo guidati dai nostri Navigatori Garmin che funzionano bene utilizzando mappe “open source”.

Lunedì 23 dicembre 2013

È il giorno del trasferimento a Nizwa in Oman. I chilometri da percorrere sono più di 400 ed in programma abbiamo anche la visita del Jebel Hafeet.

Apriamo le finestre e con stupore vediamo che piove: una pioggia forte ed incessante che crea dei rigagnoli sulle strade … ma ci facciamo qualche risata perché sappiamo il motivo BaZu ... un nome, una nuvola!

Panorama dal Jebel HafeetNon abbiamo avuto notizie del bagaglio smarrito, e così proviamo a fare alcune telefonate per conoscere la situazione. Impresa impossibile causa il pessimo servizio dell’Handling Agent della Turkish che non risponde neanche dopo oltre un’ora d’attesa al telefono.
C’è poco da fare, Paola dovrà acquistare alcuni oggetti ed indumenti necessari per continuare il viaggio in Oman, e per fortuna proprio davanti all’albergo c’è il Deira City Centre, uno shopping mall fornitissimo che però apre alle 10:00.

Abbiamo anche problemi a sistemare in deposito il bagaglio smarrito, ma per fortuna anche in questo ci aiuta l’amico Saleh che provvederà al suo ritiro!

È circa mezzogiorno quando lasciamo Dubai e finalmente iniziamo a guidare su strade poco trafficate che attraversano tratti desertici per raggiungere il Jebel Hafeet, un gruppo montuoso isolato ubicato al confine tra UAE ed Oman e da cui è possibile ammirare la vicina città di Al Ain e panorami mozzafiato a 360°. La strada per raggiungere la sommità è veramente molto bella ed attraente dal punto di vista motociclistico perché caratterizzata da un fondo perfetto con un percorso tortuoso ricco di curve “aperte”.

Terminata la visita del Jebel Hafeet, e dopo un pranzetto veloce nell’unico ristorantino presente, nel primo pomeriggio ci siamo diretti verso il vicino confine omanita dove abbiamo sbrigato abbastanza celermente le varie formalità d’immigrazione (tra cui stipulare un’assicurazione temporanea per le moto indispensabile per circolare in Oman).

S’era ormai fatto tardi, per cui s’è deciso di proseguire senza soste verso Nizwa dove avevamo prenotato all’Al Karm Hotel Apartment, un’ottima struttura dotata di tutti i confort ubicata alla periferia della città e gestita da personale simpatico e disponibile.

Abbiamo cenato benissimo in vicino ristorante spendendo circa 5€ a testa, e poi tutti a dormire.

Martedì 24 dicembre 2013

Veduta dello Jabel ShamsGiornata in cui avevamo programmato la visita delle vicine montagne. La mattina cambiamo un po’ di denaro giusto per le piccole spese, acquistiamo una SIM telefonica per chiamare l’Italia a prezzi ragionevoli, e poi ci dirigiamo verso le Al Hoota Cave che però sono chiuse.

Decidiamo allora di proseguire sulla vicina strada panoramica di Hatt fino a raggiungere la sommità da dove poi inizia la strada sterrata. Sostiamo qualche minuto su un piazzale panoramico a 2000 mt (ci sono 6° e nebbia) e poi rifacciamo la strada al contrario per raggiungere Al Hamra dove ci concederemo uno spuntino in un ristorante che serve solo cibi locali.

Riprendiamo le moto per salire al Jebel Shams su una bellissima strada che costeggia il Wadi Ghul facendo numerose soste per scattare foto ed ammirare i panorami. La strada è invitante ed offre scorci mozzafiato. A 12 km circa dalla vetta inizia però lo sterrato caratterizzato da alcuni tratti molto ripidi, e così – vista anche l’ora – decidiamo di tornare verso Nizwa passando per Bahla dove c’è un antico forte oggi patrimonio dell’UNESCO.

La visita si rivelerà molto interessante non tanto per il monumento (che tra l’altro è chiuso), ma per l’incontro con alcune donne del luogo che ci offrono del caffè e con le quali chiacchieriamo amichevolmente per una mezz’oretta.

Ormai sta facendo buio e così continuiamo spediti per Nizwa dove visitiamo la città vecchia e il suq.
È la vigilia di Natale, vorremmo concederci una buona cena, ed invece finiamo in un pessimo ristorate che ci ha suggerito una simpatica ragazza marocchina che vive in Olanda conosciuta in un negozio: per fortuna che Paola aveva poco prima comprato una torta in una pasticceria … l’abbiamo “sbranata”!

Rientriamo in albergo: domani è Natale per cui dedichiamo qualche minuto ai contatti con le famiglie.

Mercoledì 25 dicembre 2013

Sveglia abbastanza presto perché vogliamo arrivare a Muscat il prima possibile. Grazie ad una moderna e scorrevole autostrada verso le 10 siamo già nella capitale omanita che dista da Nizwa circa 200 chilometri.

Ci dirigiamo direttamente al Safeer Plaza Hotel Apartments per lasciare i bagagli alla reception per dedicarci prima alla visita della Grande Moschea, e poi alla parte vecchia della città.

La Grande Moschea di Muscat - OmanLa Grande Moschea è imponente e circondata da bellissimi giardini curatissimi; per fortuna riusciamo a visitarla tutta prima delle 11, ora d’inizio della preghiera alla quale tutti i visitatori vengono fatti uscire.

Riprendiamo le moto e percorrendo le vie di Muscat tutte ornate di stupende aiuole raggiungiamo – dopo una sosta caffè – la Città Vecchia che dista una ventina di km da dove ci troviamo.

Il tempo è splendido e la temperatura ideale, e così passeggiamo a lungo tra le strade molto curate ammirando l’antica fortezza, il palazzo del sultano, ed altri caratteristici edifici.

Terminata la visita ci spostiamo nella zona che si affaccia sul porto dove alle 17:00 dovrebbe riaprire un mercato. Mangiamo pessimamente in un locale pieno di gente, e poi – dopo aver gironzolato per una mezz’oretta tra i negozi del suq – io e Bazu decidiamo di rientrare in albergo lasciando i Frushi a fare shopping.

Grazie al GPS raggiungiamo l’albergo senza problemi guidando nell’intenso, ma ordinato traffico di Muscat.

In albergo molto gentilmente c’informano che non hanno disponibile la suite che avevamo prenotato, ma che se lo vogliamo ci assegneranno due grandi camere separate senza aggravio di spese. Ci accertiamo che siano idonee, ed accettiamo senza problemi: come diceva un vecchio slogan valido anche in Oman … “Du is megl che one”.

Dopo tanto cibo locale decidiamo di cenare in una vicina pizzeria … senza infamia e senza lode, per una volta “se po’ fa”!

Giovedì 26 dicembre 2013

Oggi si va a sud per ammirare i paesaggi del Wadi Tiwi.

Una baia a sud di Muscat - OmanUsciti da Muscat, imbocchiamo una strada secondaria che scorre lungo la costa attraversando alcuni piccoli tipici villaggi omaniti. I paesaggi sono molto belli, e facciamo numerose soste per fotografare alcune baie durante la bassa marea. Non abbiamo molta benzina, e così mi fermo per chiedere dov’è un distributore scoprendo che la strada finisce sul mare e che se vogliamo raggiungere il Wadi Tiwi è necessario tornare indietro e prendere l’autostrada costiera costiera.

Imboccata la veloce highway facciamo rifornimento ed in breve tempo raggiungiamo Wadi Tiwi che risaliamo per circa 7 km – attraversando anche due piccoli guadi –  fino ad un villaggio dove la strada, già stretta e tortuosa, diventa anche molto ripida facendoci così desistere dal proseguire.
Torniamo sul mare e proseguiamo lentamente verso nord lungo una vecchia strada costiera ammirando gli stupendi panorami del Golfo di Oman.

Brevissima sosta al Wadi Shab (per percorrerlo a piedi bisogna traghettare sull’altra sponda), e poi continuiamo verso Qurayat dove ci fermeremo al porto per mangiare qualcosa acquistato da Paola. È ormai tardo pomeriggio, e così rientriamo a Muscat via autostrada che nell’ultimo tratto ci rivela una piacevole sorpresa perché scende dalle montagne verso la capitale con dei larghi e ripidi tornanti  che ci permettono di ammirare la città dall’alto.

Veloce doccia, e poi cena all’Automatic Restaurant che, come molti ristoranti omaniti, serve pietanze tipiche di varie cucine come cinese, indiana, libanese e thailandese.

Le serate invernali in Oman sono fantastiche, per cui una bella passeggiata sotto il cielo terso è d’obbligo prima di rientrare in hotel!

Venerdì 27 dicembre 2013

Giornata dedicata ad un lungo trasferimento di circa 450 chilometri fino a Ras Al Khaimah,  cittadina sulla costa ovest degli Emirati.
Percorriamo la strada costiera che pur essendo a 4 corsie è interrotta ogni pochi chilometri da enormi rotonde all’interno delle quali sono stati ricavati degli splendidi giardini abbelliti da monumenti ed opere d’arte di vario genere. Qualche sosta per prendere un caffè e fare benzina, poi la fermata alla frontiera per espletare le formalità doganali e d’immigrazione, ed infine gli ultimi chilometri in un traffico intenso rallentato dai lavori in corso.

Giungiamo così a Ras Al Khaimah che sono le 18:30, scarichiamo i bagagli in quello che crediamo essere il Mangrove by Bin Majid Hotels & Resorts … ma non è lui!

Fidandomi di Google Maps avevo creato un WP sbagliato per un’altro hotel della stessa catena. Perderemo più di un’ora per trovare l’albergo giusto che è ubicato a circa 30 km da dove siamo, e solo dopo essere stati indirizzati in un secondo albergo della stessa compagnia finalmente riusciremo ad avere una mappa che ci consentirà di arrivare a destinazione!

S’è fatto parecchio tardi: una doccia veloce e poi a cena in un ristorantino vicino prima di andare a dormire.

Questa struttura è l’unica di tutto il viaggio in Oman che non m’è piaciuta. Camere molto grandi, ma poco pulite. Illuminazione scarsa, no WiFi. Servizi poco funzionali (è bastato aprire la doccia per allagare tutto il bagno bagnando anche degli indumenti a causa di una pressione dell’acqua incredibilmente elevata); e poi personale scortese e poco collaborativo. Parcheggio privato custodito … dove però hanno aperto le borse per rubare dei piccoli oggetti di poco valore. In compenso il buffet della colazione era veramente notevole!

Sabato 28 dicembre 2013

Avevamo scelto di  pernottare a Ras Al Khaimah perché la cittadina è vicina alla Musandam Peninsula, un’area veramente affascinante che merita una visita.

Veduta del Musandam - OmanIl Musandam è territorio dell’Oman, e per entrarci è stato necessario varcare di nuovo la frontiera omanita dopo aver ottenuto un nuovo visto e superato tutte le formalità burocratiche d’immigrazione e dogana; procedure che hanno richiesto oltre un’ora.

Sulla strada costiera per Khasab (bellissima, con vedute spettacolari sullo Stretto di Hormuz) ci sono dei posti di blocco che però superiamo molto velocemente senza subire particolari controlli.

Gli interessi sono diversi e le soste molte frequenti, e così procediamo alla spicciolata … tanto non c’è altra strada e quella che stiamo percorrendo arriva a Khasab dove arrivo per primo e mi fermo per prenotare una gita in barca alla Telegraph Island situata all’interno di un fiordo molto bello dove è anche possibile ammirare branchi di delfini.

Un piccolo e veloce break a base di caffè ed un gustoso dolcetto locale, e poi c’imbarchiamo per quella che personalmente ho ritenuto una gita abbastanza noiosa.
Forse queste gite sono pensate per il periodo estivo quando le persone ne approfittano per fare il bagno e prendere il solo, ma stare più di un’ora ad inseguire un branco di delfini tra la puzza degli scarichi delle molte barche presenti io non l’ho trovato interessante, e come me anche molti altri turisti di varie nazionalità presenti a bordo che ne hanno approfittato per … dormire!

Contrabbandieri omaniti diretti in IranÈ ormai quasi il tramonto quando rientriamo al porto avendo l’occasione di assistere ad un fatto citato sulla guida Lonely Planet ed a cui stentavo a credere: decine e decine di veloci motoscafi di contrabbandieri stracarichi di sigarette, animali ed altri beni che – a breve distanza uno dall’altro – lasciano ogni sera l’Oman per dirigersi verso il vicino Iran!

Riprendiamo le moto per rientrare velocemente negli UAE; per fortuna arriviamo prima degli altri gruppi di turisti alla frontiera e così terminiamo velocemente le procedure.

Ci rinfreschiamo, e poi stasera un’ottima cena in un ristorante della catena Caesar’s.

Domani non abbiamo nulla in programma, per cui passeggiamo piacevolmente chiacchierando lungo la laguna su cui si affaccia il nostro hotel.

Domenica 29 dicembre 2013

È l’ultimo giorno negli Emirati; abbiamo prenotato l’Hotel Skyline Deluxe sempre a Deira (è il vecchio quartiere centrale di Dubai dove sono ubicati numerosi alberghi; è comodo perché ben servito dalla metropolitana e vicinissimo all’aeroporto di DXB).

Chiamo Saleh e ci accordiamo per incontrarci la sera alle 20:00 (dobbiamo anche restituire le moto).

OK, sistemato anche questo possiamo dedicarci alla scoperta dell’area a nord di Sharjah procedendo “a naso”.
Prima un po’ di deserto, poi il relitto di un aereo in un aeroporto abbandonato vicino ad un’enorme area residenziale mai terminata, poi alcune zone paludose, ed infine la spiaggia in una cittadina balneare – di cui non ricordo il nome – con enormi ville chiuse!

Rientriamo a Dubai nel primo pomeriggio dopo una sosta per pranzo in uno dei tanti ristorantini che si trovano nei distributori di benzina.

Curiosità: gli automobilisti suonano, il cameriere esce, prende l’ordine e poi porta il cibo e le bevande direttamente alla macchina.

Arriviamo in albergo nel pomeriggio; prendiamo possesso degli alloggi e dopo aver rimosso i nostri oggetti dalle moto prima di restituirle trascorriamo qualche ora passeggiando per Deira.

Alle 20 puntuale arriva Saleh con i Dubai Riders ed andiamo a cena: mangiamo all’aperto raccontando le nostre esperienze … ma dobbiamo muoverci con molto anticipo rischiando anche un gaffe per riuscire a pagare il conto!

I saluti a Dubai

Dopo cena andiamo in moto a casa di Saleh per lasciare le moto e recuperare la valigia smarrita di Paola, che poi ci riaccompagna in albergo con la sua auto.

È il momento dei saluti: domattina la sveglia è prestissimo! E così dopo aver ringraziato Saleh per tutto il grande aiuto che c’ha dato ci salutiamo anche noi perché io partirò all’alba ed alle 6:15 dovrò essere ad Abu Dhabi da dove ho il volo diretto per Roma, mentre Paola, Andrea e Bazu invece partiranno da DXB con la Turkish.

Volo tranquillo con atterraggio in orario; poi la solita nausea che mi prende nel vedere lo sfascio dell’area arrivi dell’aeroporto di Fiumicino … ma che mi passa presto per  trasformarsi in incazzatura subito dopo la dogana quando vengo assalito dai soliti tassisti abusivi.

Sono di nuovo in Italia Il rientro dall'Oman

Il report dei “Frushi” lo trovate nel loro sito dove sono presenti anche i link alle stupende foto di Paola Foto stupende dell'Oman

 

Le foto dell'Oman

Tutte le mie foto dell’Oman

COATTA

Secondo alcuni le moto sono vive, secondo altri hanno un'anima; io non so, ma quella che segue è la trascrizione di un dialogo tra due moto BMW intercettato furtivamente nel piazzale di una concessionaria.

F800GS è una moto(rrad) del 2010 data in permuta, mentre R1200GS è una nuova e fiammante BMW modello Rally full optionals pronta per essere consegnata all'acquirente.

R1200GS Ciao

F800GS Ciao

R1200GS Che t'è successo

F800GS Niente

R1200GS E come mai t'ha permutato?

F800GS Dice che dopo parecchie ore di viaggio gli fa male il cvlo, e poi che non ho l'ABS

R1200GS Me sembri nova, quindi c'hai pochi chilometri e t'ha trattato bene!

F800GS Ho fatto 45.000km in poco più di 2 anni di vita, e considera anche che per otto mesi sono rimasta ferma nel garage! Ogni tanto mi ha dato una bella lavata, e non mi ha mai fatto mancare acqua, olio e grasso.

R1200GS E 'andò sei stata pe fa tutti 'sti chilometri?

F800GS In giro per tutta l'Italia, ma anche in Marocco, Tunisia, Austria, Slovenia, Ungheria, Romania, Spagna.

R1200GS Ma t'ha "spremuto"?

F800GS No, è abbastanza tranquillo … lui dice rincoglionito … e difficilmente supera i 130 km/h in autostrada

R1200GS Ahhhoo, meno male!

F800GS Aspetta prima di parlare!

R1200GS Perché?

F800GS Lo sai come ti ha chiamato?

R1200GS No, perché!

F800GS COATTA!

R1200GS Ca$$o, che brutto nome!

F800GS Dice che gli ricordi i coatti romani, quei giovani borgatari volgari ed arroganti!

R1200GS E perché so' COATTA?

F800GS Perché hai il telaio rosso, e poi perché sei piena di accessori!

R1200GS Ma allora perché m'ha comprato?

F800GS Perché eri in offerta da tempo, e non ti voleva nessuno!

R1200GS Ma porca mignotta, che brutta fine ch'o fatto!

F800GS E mica è finita qui!

R1200GS E che artro c'è?

F800GS: Dice che sei spompata e che hai poco tiro, e che quindi ti potenzierà con una centralina!

R1200GS: Urca!!! Ma così me rovina … me sfonna!

F800GS E se ancora non ti basta, dice pure che vuole farti diventare una COATTA tamarra!

R1200GS E come sarebbe 'na COATTA tamarra?

F800GS Saresti tu con un po' di altri accessori aftermarket. Vedrai come ti concia quando arrivi nel suo garage! E siccome è anche tirchio ha già comprato tutta roba usata!

R1200GS Ma porca zozza! Pure questa ce voleva! E io che speravo de finì nelle mani der solito professionista fighetto che fa 1000 km all'anno pe annà ar bar!

F800GS Questo 1000 km te li fa fare in un giorno, e spera che non ti guidi sugli sterrati; lui dice che non ci va perché ha paura, ma poi come ne vede uno ci si infila!

R1200GS E vabbé, ho capito, dovrò rassegnarmi! 

F800GS Ciao COATTA, adesso devo proprio andare perché mi sottopongono ad un controllino prima di rivendermi. Buona strada!

R1200GS Ciao GieSsì, grazie pe'e soffiate, buona strada anche a te!

BMW R1200GS "COATTA"

Accessori moto BMW

È ormai da un quasi un anno che possiedo una moto BMW e da subito sono rimasto impressionato dal gran numero di accessori presenti sul mercato esclusivamente dedicati alle "motorrad" BMW!

Quando acquistai un K1100LT del 1992 prodotto dalla Bayerische Motoren Werke (Fabbrica Bavarese di Motori) – venduto dopo pochi mesi perché non adatto alle mie scarse capacità – , nonostante fosse un modello ormai vecchio e superato scoprii che erano ancora disponibili numerosi accessori oltre a tutti i ricambi, sia originali che aftermarket.

Alla fine di maggio ho sostituito il vecchio boxer 4 cilindri a sogliola BMW con una moderna F800GS, moto molto leggera, maneggevole e dotata di una stabilità eccellente che grazie al suo brillante, ma parsimonioso, motore bicilindrico in linea è adatta sia a percorsi tortuosi, che a lunghi viaggi autostradali.

Per la moto F800GS sono disponibili un'infinità di accessori prodotti dalla stessa BMW, ma anche da importanti ditte italiane ed estere. Il motociclo viene infatti proposto nella sua versione base che è, nonostante il prezzo di acquisto alto, abbastanza spoglio: tanto per fare un esempio manca anche il cavalletto centrale!

La configurazione essenziale ritengo che sia stata una scelta della casa costruttrice perché, essendo un mezzo molto versatile (dall'off-road estremo al turismo di lungo raggio) la moto deve essere personalizzata in funzione delle necessità dell'utente: chi l'ha acquistata per utilizzarla come enduro molto probabilmente penserà a come alleggerirla ulteriormente o rinforzare le sospensioni; chi invece – come me – l'ha presa per fare del tranquillo mototurismo ha bisogno di componenti per renderla più comoda ed adatta ai lunghi viaggi!

Non ci sono problemi per l'acquisto degli accessori; basta sapersi orientare tra i centinaia di costruttori e venditori e si trova di tutto, anche l'inimmaginabile!

Qualche link, ma sono solo alcuni esempi, ai siti più famosi che vendono accessori per moto BMW:

La mia moto l'ho presa in pronta consegna ed era così accessoriata:

  1. Computer di bordo
  2. Frecce a led
  3. Cavalletto centrale

Praticamente era in una "configurazione base" a cui ho fatto aggiungere prima della consegna solo le borse laterali originali BMW "Vario" (così dette perché è possibile variare la loro capacità allargandole di circa 7 cm grazie ad un meccanismo a leva interno). 

Esistono molti altri tipi di borse laterali (rigide in alluminio o plastica, oppure morbide), ma ho scelto le Vario proprio per la loro caratteristica di poter cambiare le dimensioni rapidamente secondo le necessità.

Quando ho acquistato la moto ero già discretamente esperto di mototurismo e così avevo pronta una lista di accessori secondo me utili per migliorare il comfort di marcia e l'usabilità della moto:

  1. parabrezza touring alto
  2. portapacchi posteriore
  3. paramani
  4. base cavalletto laterale maggiorata
  5. protezione serbatoio olio freni anteriori
  6. base allargata pedale freno posteriore
  7. protezione laterale (paramotore)
  8. borsa serbatoio

    a cui ho successivamente aggiunto

  9. faretti supplementari
  10. parafango posteriore
  11. protezione filtro olio motore

Tra tutti gli accessori installati solo due hanno esclusivamente un fine estetico: la protezione del serbatoio olio freni anteriori che ho montato per nascondere quello che sembra un brutto "contenitore delle urine", e la protezione del filtro olio motore, accessorio completamente inutile e forse dannoso se applicato senza apportare opportune modifiche (a seguito di deformazioni potrebbe danneggiare il filtro e/o lo scarico di un cilindro)

Cercherò di seguito di spiegare il perchè delle singole modifiche e della scelta degli accessori (i puristi della lingua italiana dicono che il termine esatto è modificazioni, ma però a me mi sembra brutto  Accessori Moto BMW !!!)

Parabrezza touring alto: la moto installa in origine un piccolissimo cupolino idoneo a proteggere solo la strumentazione; dovendo usarla su lunghe distanze anche d'inverno ho cercato il parabrezza più protettivo in assoluto e la mia scelta è così caduta sull'Isotta ADV (adventure).

Portapacchi posteriore: sono praticamente tutti uguali, costruiti in alluminio sembrano fatti in serie dalla stessa casa costruttrice; ho preso quello della Wunderlich solo perché l'ho trovato nello stesso negozio dove ho acquistato il parabrezza.

Paramani: avevo letto su vari forum impressioni positive su quelli della Touratech perché considerati i migliori per proteggere dal vento e dalla pioggia; confermo, sono molto protettivi e più economici degli originali BMW, anche se un po' meno belli.

Base cavalletto laterale maggiorata: in commercio ne esistono di varie marche; costano praticamente tutti lo stesso prezzo; ho preso quella della Touratech sono per abbinare l'ordine ai paramani.

Protezione serbatoio olio freni anteriori: ho acquistato il Wunderlich solo per una scelta estetica; infatti oltre a nascondere il "contenitore delle urine" non serve veramente a niente!

Base allargata pedale freno posteriore: quando andai a provare la moto prima di acquistarla mi accorsi subito che il pedale del freno posteriore era veramente troppo piccolo e che facilmente si poteva "andare a vuoto"; tra i tanti ho preso il Wunderlich sempre e solo per abbinare l'acquisto.

Protezione laterale (paramotore): ho scelto quella della GIVI (TN690) perché mi è sembrato il miglior compromesso tra qualità, prezzo e risultato estetico. La moto mi è già caduta una volta ed il paramotore ha fatto egregiamente il suo lavoro evitando danni.

Borsa serbatoio: a me non piace, ma mi serviva avere uno spazio a portata di mano dove mettere macchina fotografica, telepass, bloccadisco ed altre piccole cose come fazzoletti di carta, penna, pettine, etc. Ho montato una borsa da serbatoio della oj atmosfere metropolitane (MICRO TANKY M067 da 2,5 lt); è poco costosa e non impermeabile (ha però un cover antipioggia), ma per quello che devo farci va benissimo! Dopo varie prove sono anche riuscito a fissarla in una maniera decente e facile da smontare!

Faretti supplementari: sono vietati dalla legge italiana (come tante altre cose d'uso comune); ne esistono di molti modelli ed alcuni costano veramente un "botto", diversi tipi utilizzano come base i proiettori della Hella e così mi sono detto . . . perché non montare direttamente gli Hella? Detto e fatto; con una spesa relativamente modesta ho acquistato su eBay un kit in Germania e l'ho installato!

Parafango posteriore: gli esperti dicono che nelle moto enduro deve esserci molto spazio tra la ruota e gli elementi circostanti per evitare l'accumulo di fango e detriti; io non faccio off estremo, ma dopo aver percorso un po' di strada su uno sterrato bagnato mi sono accorto che l'ammortizzatore posteriore era pieno di fango! Ho montato il parafango della Wunderlich solo perché mi è sembrato il meno appariscente ed è tra i più economici; e siccome fa bene il suo sporco lavoro ora l'ammortizzatore rimane pulito.

Protezione filtro olio: dopo aver accessoriato la moto la zona bassa del motore mi sembrava spoglia, e così ho deciso di riempirla con un'altro accessorio per darle un'ulteriore tocco "adventure", "explorer", "extreme", "no limits", "Sahara" "desert", "off road". Ho acquistato la protezione commercializzata dalla Touratech che non mi ha per niente soddisfatto perché se installata come previsto rimane troppo vicina agli elementi che dovrebbe proteggere (in caso d'urto deformandosi leggermente potrebbe interferire con il filtro ed il tubo di scarico di un cilindro). Ho così modificato la staffa destra per collegarla ad un'altro punto di fissaggio (lo stesso della piastra inferiore paramotore), ma rimane sempre il problema che per sostituire il filtro olio sarà necessario smontarla … insomma andrebbe modificata ulteriormente; vedremo prossimamente come sistemarla!

Ma non è ancora finita, perché dopo aver montato tutta questa roba mi sono accorto che in troppi guardavano la mia moto con sguardi non proprio rassicuranti, e così ho deciso d'installare anche un antifurto elettronico. Siccome la moto è predisposta, dopo numerose ricerche (ho anche valutato alcuni tipi satellitari non soggetti a contratto) mi sono orientato verso l'antifurto originale BMW: almeno se si blocca e mi lascia per strada per il periodo di garanzia posso contare sul recupero della moto e l'assistenza ufficiale anche all'estero!

Come ho accennato all'inizio, a mio parere non esiste né la moto ideale, né la configurazione perfetta: ognuno dovrebbe scegliere il modello di moto ed accessoriarla in funzione dell'uso che ne fa!
Solo utilizzandola intensamente si riescono infatti a percepire anche le piccole necessità e ad apportare così dei miglioramenti che rendono la guida e l'utilizzo del mezzo più confortevole; ecco ad esempio due piccole modifiche a costo zero:

  • le valige laterali originali BMW Vario hanno gli sportelli che sono mantenuti in posizione, quando aperti, da due cordini che spesso s'incastrano tra sportello e corpo della valigia compromettendo la tenuta delle guarnizioni: basta un semplice elastico legato come in foto per evitare l'inconveniente e risolvere il problema.

Elastico per borsa Vario BMW

  • Com'è noto il navigatore Garmin Zumo serie 500 ha un sistema di blocco "fantasioso" costituito da una piccolissima vite con testa speciale; quasi tutti sostituiscono la vite con un'altra a testa godronata che non necessita di giravite, ma questa può cadere e perdersi! È sufficiente praticare due piccoli fori e montare un filo di sicurezza ricavato da materiale da pesca (filo d'acciaio con moschettone e girella).

Modifica blocco Garmin Zumo

Nonostante gli sforzi fatti per contenere i costi devo ammettere che se ne sono andati un bel po' di soldi, ma ritengo di non averli sprecati perché, tolti i due accessori completamente inutili che ho descritto, tutti gli altri si sono rivelati necessari e veramente pratici per l'uso della moto che faccio io.

Moto truffa

Ultimo aggiornamento: Nov 15, 2017 @ 12:45

Il web è bello perché, come tante altre cose, è “avariato”! Ma cos’è che rende Internet così attraente: a mio parere è la convinzione che basta nascondersi dietro ad un nome falso (o nick) ed usare uno dei tanti account di posta elettronica gratuiti per poter compiere le peggiori nefandezze, oppure tentare truffe.

Ve ne racconto una che sembra sia molto di moda nel settore della vendita dei veicoli usati: la moto truffa; ovvero, come fregare i troppi sprovveduti sempre in cerca dell’affare!

Ero alla ricerca di una moto BMW usata senza avere in mente un modello preciso, stavo cercando solo di orientarmi tra i tanti tipi presenti e passati, conoscere le quotazioni, e raccogliere notizie su pregi e difetti di tutti.

Esistono molti portali che consentono di consultare enormi database di moto in vendita; la stessa BMW ha due siti dedicati all’usato (uno per gli annunci tra privati e l’altro dedicato ai motocicli messi in vendita dai concessionari), per cui è abbastanza semplice farsi un’idea del valore di una moto in base a modello, chilometri percorsi, anno d’immatricolazione e condizioni generali.

Avevo acquisito già qualche conoscenza quando mi è capitato di leggere questo annuncio:

Quartiere/zona:roma
Prezzo:€ 3300.00
Proposto da:inserzionista privato
Marca:bmw
Anno d’immatricolazione: 2003
Modello: K 1200
Tipo: Gran Turismo
Colore: Verde Mare
Cilindrata: 1.200 cc
Marce: 6
Freni: 2D-D
ABS, Bauletto, Tagliando officina autorizzata, Bollo Moto, Parabrezza

Le foto inserite nell’annuncio mostravano una moto stupenda, accessoriata ed in apparenti perfette condizioni meccaniche.

Che strano, mi sono detto, chiedono meno della metà del suo valore! Possibile? Forse hanno sbagliato ad inserire il prezzo … comunque, visto che sta a Roma, provo a contattare il venditore; tanto spedire una email non costa nulla!
La prima cosa che ho notato è stato che, stranamente, non era presente alcun recapito telefonico.

Ho inviato una semplice richiesta d’incontro per vedere il mezzo e dopo qualche giorno ho ricevuto la seguente risposta:

Ciao
La mia moto BMW K1200GT e nelle ottime condizioni,a l’ultimo prezzo di 3300 EUR.Il mio numero di telefono e:00447931564746.Ho comprato la moto nuova quando lavoravo in Italia.Ahora sono ritornato in Swindon – Inghilterra e la voglio vendere, perche non ho tempo per guidarla. La vernice della moto non è stata alterata e il colore è quello originale. Sono il unico proprietario della moto,e come puoi vedere nelle foto,la moto e stupenda.I documenti e la targa sono italiani,per questo motivo la voglio vendere in Italia. Se lei e interessato, la posso spedire,e ti lascio la moto per un periodo di ispezione di 5 giorni. Pagherò il trasporto al suo indirizzo di Italia.
Grazie

Come, come, come? Questo sta’ in Inghilterra e mi spedisce la moto? La storia puzza di bruciato … proviamo a chiamare: ovviamente il numero è risultato inesistente; un’ulteriore verifica ha anche confermato, come era prevedibile, che il prefisso non corrisponde a Swindon: questa è certamente una moto-truffa, mi sono detto!

Grazie ai motori di ricerca è possibile trovare facilmente tracce di messaggi lasciate nel web, basta inserire una frase compresa tra “virgolette” nel campo di ricerca per istruire il motore ad eseguire una ricerca della frase esatta – così come scritta. Ho digitato il numero di telefono e subito ho trovato due forum dove già si parlava di questa truffa; un forum non era consultabile dai non iscritti, mentre sull’altro ho potuto leggere i vari racconti e commenti ed avere un’ulteriore conferma che si trattava di un tentativo di raggiro.

Per capire come vengono architettate queste truffe ho “dato spago” in modo da far abboccare il venditore; mi sono mostrato interessato e sprovveduto e così mi è arrivata la proposta:

La moto si trova a Swindon,il mio numero di telefono e:00447931564746.Ti voglio dire come si fa la trasatione,per non avere ulteriori problemi di spedizione e pagamento.Lascerò la moto nella custodia di una compania di spedizione,con loro si fa il pagamento e il passagio di propieta(io ho fatto una procura a loro,cosi possono fare il documento di propieta).Devi fare il primo pagamento a loro di 50% per attivare la spedizione,e dopo che hai confermato il pagamento,hai 5 girni per verificare e testare la moto.Se la moto non ti piace,verai rimborsato nello stesso momento,senza nessuna questione.Se decidi di comprarla,si fa il passagio di propieta e devi fare il resto del pagamento a loro,e puoi posso ricevere i soldi. Spero che hai capito la procedura e se sei d’accordo,aspeto la tua email con i tuoi dati per fare la spedizione.Grazie

Ho chiesto ulteriori chiarimenti – solo per prendere tempo – e poi dopo qualche giorno ovviamente ho confermato con il seguente messaggio:

Caro Ciro, scusami ma sono stato impegnato!
È necessario che mi mandi i dati per l’invio del denaro.

Tu la moto la puoi anche spedire tranquillamente, tanto
rimane di tua proprietà.
Una sola richiesta: specifica all’attenzione del signor:
Fernando
Fuffaro
Addetto responsabile moto usate di BMW ROMA SRL.

Come sai, in Italia nel weekend le banche sono chiuse.
Ho avuto problemi ieri, ma lunedì mattina presto
invio subito i 1650 euro come d’accordo.
Appena fatto il bonifico, ti mando anche una copia della
ricevuta del versamento a favore della compagnia.
A risentirci a lunedì.

Notate nulla nel mio messaggio? Provate a leggere le prime lettere di ogni riga in verticale … c’è truffa chiara!

Questa la risposta quasi immediata:

Ti confermiamo che la moto modello:BMW K1200GT,si trova nella nostra custodia.Il numero di spedizione e:C5522169753,e il nostro web site: www.trans-globall.com. Sei statto d’accordo con il venditore di pagare la somma di € 1650.00,e il resto dei soldi gli devi pagare a la consegna della moto.Devi fare il pagamento con Money Gram(questo servizio si trova in posta),al nostro agente, in 24 ore.Questi sono i dati dove devi fare il versamento:

– John Dawson
– 67 Grosvenor Square
– London
– W1A 2LQ
– United Kingdom

Dopo che hai fatto il pagamento,devi mandare al nostro indirizzo email,la conferma del pagamento e la ricevuta.La ricevuta del pagamento la puoi mandare anche a questo numero di fax:00448447745367.Il nostro numero di telefono e:00447904543845,per altri informationi sulla spedizione. La moto ti deve arrivare in 3 giorni,e hai a dispozitione 5 giorni per verificarla.

Grazie per la colaboratione,
Trans-Globall™ Financial Department

Ovviamente ho “pagato” e poi ho subito inviato la ricevuta allegata ad una email di conferma:

Salve, ho appena fatto il versamento di € 1650,00 ed in allegato c’è la ricevuta. Potete farmi sapere quanti giorni occorreranno per ricevere la moto?

Intanto invio tutta la corrispondenza a chi seguirà direttamente la pratica; state tranquilli, saranno loro a contattarvi!

Tanti cari saluti

Allegato:

Moto truffa dall'Inghilterra

Morale della favola: l’affarone non esiste; quando il prezzo è troppo basso dietro c’è sempre la fregatura!

P.S.: questa moto truffa viene fatta da tempo; basta fare una ricerca e si scopre che già ci sono cascati in tanti. Diversi portali hanno dedicato delle pagine per spiegare questi raggiri e fornire consigli per difendersi e soprattutto per denunciare i truffatori.

 

Suggerimento

Per scoprire le mototruffe a volte si rivela molto utile la funzione di Google “Ricerca inversa delle immagini” grazie alla quale è possibile utilizzare un’immagine per trovare la stessa immagine, oppure tutte le altre correlate disponibili nel Web.

I risultati della ricerca riportano anche la pagina dove è inserita l’immagine, e così si può facilmente risalire alla fonte.

Ecco un caso di mototruffa scoperta con questa funzione; notare l’indirizzo  😉

Mototruffa per Honda Gold Wing

 

Mototruffa per una Gold Wing Honda: esempio 2

 

Altro annuncio per mototruffa

 

STATE ATTENTI!!!!!